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L’anti-semitismo ha causato l’emigrazione dalla comunità europea

Nelle Notizie (dal Jewish News One): “In vista del nuovo risorgere dell’anti-Semitismo in Europa, dall’Ungheria all’Olanda ed alla Francia, la conferenza del fondo nazionale Ebreo ha cercato di comprendere la ragione per questo ritorno e come poter affrontare il problema attraverso la cooperazione e la comunicazione.

L’Anti-Semitismo, che è un pregiudizio, odio o discriminazione contro gli Ebrei per via della loro origine Giudaica, si è espresso a lungo nella storia sin dai tempi delle antiche civiltà, e la maggiorparte di queste manifestazioni hanno avuto origine nelle cività pre-Cristiane e Cristiane dell’Europa.

Joël Rubinfeld, co-presidente del Parlamento Giudaico Europeo e presidente della lega Belga contro l’anti-Semitismo ha dichiarato:

C’è una sfida e questa sfida è: esiste un futuro per gli Ebrei in Europa? E la situazione della crescita dell’anti-Semitismo in occidente e nell’europa dell’est è molto preoccupante, l’agenzia per i diritti fondamentali ha pubblicato un indagine l’anno scorso che mostra come il 29% degli Ebrei europei stanno pensado di emigrare dall’Europa, per via del fatto che non si sentono più sicuri, come Ebrei che vivono lì. Infatti questo valore sale al 40% in Belgio e sino al 50% in Ungheria od in Francia. Quindi è molto preoccupante e dobbiamo prendere tutte le misure necessarie ed in realtà i politici devono prendere tutte le misure necessarie per poter ristabilire la fiducia tra gli Ebrei Europei.

“Molti Ebrei in Europa sostengono che l’anti-Semitismo sta crescendo – I cittadini in Belgio, Francia, Germania, Italia, Lettonia e Inghilterra hanno espresso la loro preoccupazione riguardo alla sicurezza loro e dei loro famigliari. La conferenza JNF ha cercato di risolvere questo problema stressando l’importanza di proteggere Israele e KKL-JNF in Europa”

Il mio Commento: L’Anti-Semitismo è un fenomeno naturale visto che gli Ebrei sono i portatori di un particolare gene spirituale il “punto nel cuore” . La sua presenza spiega l’unicità di questa nazione, la sua storia ed il suo talento. Ma la sua unicità risiede nel suo destino: nei nostri tempi, quando il mondo ha esaurito la possibilità del suo sviluppo egoistico e cerca la direzione ed il metodo per il suo ulteriore sviluppo, gli Ebrei devono rivelare la loro base “ama il tuo vicino” ed il metodo per poterlo ottenere – la Saggezza della Kabbalah.

Devono impararlo ed applicarlo a loro stessi, ed attraverso questo rivelare un esempio del futuro del mondo e portare la Luce alle nazioni del mondo. Attraverso l’aspirazione a questo destino potremo trovare che solo quest’azione può cancellare l’odio delle nazioni del mondo verso di noi. Altrimenti, tutti loro nel subconscio, sentono e ci incolpano dei loro problemi.
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Domanda proibita

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar,” Paragrafo 67: Quando un uomo di Israele migliora e dà dignità alla propria interiorità, che è Israele in quell’uomo, rispetto all’esteriorità, che sono le nazioni del mondo in lui, cioè, quando un uomo stabilisce la maggior parte dei propri sforzi per migliorare ed esaltare la propria interiorità, per fare del bene alla propria anima, ed effonde minori sforzi, quelli proprio necessari, per sostenere le nazioni del mondo in lui, vale a dire le necessità del corpo, come è scritto (Avot, 1), “Rendi la tua Torà permanente e il tuo lavoro temporaneo”, così facendo, un uomo fa sì che i figli di Israele si elevino sia nell’interno che nell’esterno del mondo, e le nazioni del mondo, che sono l’esteriorità, si renderanno conto e riconosceranno il valore dei figli di Israele.

Domanda: C’è interiorità e c’è esteriorità. Per me è chiaro. Tuttavia, non capisco cosa preferire una rispetto all’altra significhi.

Risposta: C’è l’anima e c’è il corpo. Qui “corpo” non è usato nel senso fisico della parola. A livello della parola, il corpo è il desiderio di ricevere. Cos’è innanzitutto un essere umano?

Non è il corpo fisico. Anche una scimmia ha delle mani e un gallo ha le gambe. Gli esseri umani si trovano al di sopra del livello animato perché hanno la capacità di arrivare al Creatore. Anche se gli esseri umani appartengono al livello animato, hanno comunque una potenzialità aggiuntiva: il desiderio di cercare il Creatore.

Noi siamo degli “strani esemplari di scimmia” che hanno degli orizzonti di sviluppo illimitati.

“Cosa stai cercando nella nostra foresta?” chiedono gli esemplari di scimmia; “Hai perso qualcosa?”

“Sto cercando i miei fratelli. Voglio trovare nostro padre.”

“Tuo padre è qui, non lo vedi?”

“No. Sto cercando la fonte della vita. Manca qualcosa nella mia vita. Voglio sapere perché vivo. Non c’è nient’altro a parte le banane là fuori? E’ difficile per me stare alle regole senza cercare”.

“Senza cosa…?”

“Non conosco ancora me stesso, ma devo trovare un senso nella vita. La mia esistenza è insipida e non sa di niente.”
“Prova queste meravigliose banane!”

“Non servirà! Ho sempre un desiderio che va al di là dell’avere soltanto il cibo quotidiano.”
Questo desiderio in più è chiamato “un Uomo” (Adam). La nostra ricerca interiore si dirige verso un’aspirazione a diventare simili (Domeh) al Creatore, alle Sue qualità e alla Sua natura.

Una scimmia inizia a cercare senza aver alcun riferimento affatto. Fino a questo punto, la ricerca è racchiusa in uno sviluppo egoistico.
Lo sviluppo è rigidamente orientato a guadagnare più soldi, ad avere più successo, e a costruire di più. Questo processo va avanti da centinaia di migliaia di anni: c’è stata l’agricoltura, poi è apparsa l’industria, delle interazioni sociali complicate, infinite conquiste umane, e ancora la scimmia non è mai completamente felice o soddisfatta.

Dentro al groviglio dei desideri delle scimmie è latente una forte pressione a percepire il Creatore. Ma questa aspirazione è disarticolata, implicita, come se fosse nascosta sotto molti strati di vestiti, di altri desideri. Nuove inesplorate terre e continenti sembrano così attraenti alle scimmie! Le scimmie si sforzano di esplorare il mondo e le sue leggi: “Cosa c’è lassù nei cieli? Cosa c’è nella profondità della Terra? Cosa c’è nella mente e nei cuori dei nostri amici?” Gli esemplari di scimmia sviluppano le scienze e le tecnologie che rappresentano le pietre miliari evolutive nel linguaggio che le scimmie comprendono.

In sostanza, nella profondità delle loro menti, dietro a tutti gli sforzi possibili nella scienza, nella filosofia e nelle ultimissime tecnologie, gli esemplari di scimmia aspirano alla rivelazione della fonte della realtà.

Con il tempo, gli esemplari di scimmia diventano molto più forti e iniziamo a chiamarsi “esseri umani”. Questa situazione continua fino a quando un desiderio, una volta nascosto, non si manifesta più chiaramente. Allora, gli esemplari di scimmia iniziano a cercare alcune forze naturali; si impegnano nel misticismo e nell’astrologia, iniziamo a cercare i sacramenti, notano i “segni” che sono intorno e dentro di loro. Riconoscono misteriose qualità a diverse cose e fenomeni e creano innumerevoli teorie. Ne consegue che ancora non trovano nulla.

Tuttavia, il desiderio più profondo degli esemplari di scimmia piano piano si manifesta e si manifesta ancora di più. All’improvviso, tra migliaia di esemplari di scimmia grandemente sviluppati ne salta fuori uno di nome “Adamo“. Non è stato per caso che i suoi genitori gli hanno dato questo nome particolare. Questo enorme desiderio creatosi tutto nuovo, alla fine, diffonde la forza superiore che ha messo in moto la realtà intera con tutto quello che sia mai esistito.

Quest’uomo è chiamato “il primo uomo” (Adam Ha-Rishon) poiché egli è colui che ha acquisito una forma umana: l’uguaglianza con la forza superiore. In questo modo, egli ha rivelato il Creatore.

Egli è stato seguito da molti altri nel corso di venti generazioni prima di Abramo. Alcuni di loro hanno cercato di conseguire il livello umano.
Di conseguenza, la sete di rivelare la forza superiore è costruita su questo stereotipo di scimmia. Fino a qui, il loro egoismo li stava solamente accompagnando verso questa forza. Essi cerano di costruire una vita migliore e provano vari rimedi poiché il loro richiamo interiore è ancora nascosto.

Allora stesso modo, noi “induciamo” i nostri figli ad impegnarsi in attività vantaggiose mettendo in campo delle cose che si presentino bene e che siano buone per loro, in modo che piano piano si muovano verso la direzione desiderata. Lo stesso vale per gli esemplari di scimmia, che lentamente si avvicinano alla domanda sul significato della loro vita che è sollecitata da numerose sfide, delusioni, e conquiste. Questo è il modo in cui ogni avanzamento avviene.

Nell’antica Babilonia, c’erano enormi controversie tra gli uomini. Essi non avevano idea di come risolverle. La situazione divenne così acuta che essi iniziarono ad urlare: “Vogliamo conoscere il nostro Re!”. Questo era un modo di pensare avanzato, da esemplari di scimmia progrediti. A loro sembrava che fossero passati centinaia di migliaia di anni durante i quali proclamavano di voler “familiarizzare” con la forza superiore. Essi non erano che dei primitivi adoratori di idoli, essi costruirono ziggurat. Con la loro torre che raggiungeva i cieli, in sostanza, essi erano impegnati in azioni spirituali in rapporto alle forze della natura, sebbene egoisticamente.

In breve, questo è il momento in cui è iniziato il desiderio degli esemplari di scimmia di rivelare la forza superiore. Tuttavia, essi non sapevano come raggiungerla. Essi avevano una tendenza lunga di molti millenni di progresso sociale e tecnico alle loro spalle, così decisero di continuare su questa strada ma si imbatterono in una crisi poiché è impossibile raggiungere il Creatore in questo modo.

Dobbiamo capire che essi vivevano alquanto modestamente, avevano abbastanza da mangiare, e tutti i loro sforzi erano diretti a conseguire la forza superiore.

Al tempo della Babilonia, gli esemplari di scimmia si avvicinarono allo stato umano fino ad un certo livello. Qualcosa cambiò in loro. Essi iniziarono ad aspirare alla fonte, alla forza superiore.

Da allora in poi, lo sviluppo di una nuova metodologia di conseguimento ebbe inizio. Questa metodologia ci rivela la verità. Non ha importanza se la verità è piacevole o comoda. Io non sto cercando la comodità; invece, io voglio sapere.

Possiamo continuare su questo cammino di conseguimento soltanto acquisendo un livello di egoismo ancora più grande. Ciò significa che ci dobbiamo spostare al livello successivo.

L’egoismo Babilonese “aggiuntivo” permise ad una piccola parte ( approssimativamente cinque mila uomini su tre milioni) di prevalere, elevarsi al di sopra del proprio egoismo, diventare Galgalta ve Eynaim ed unirsi al gruppo di Abramo. La maggioranza non fu in grado di far fronte al proprio egoismo e si dimenticarono dello scopo della loro vita, “la torre verso i cieli”, cioè, la ricerca della forza superiore. Essi caddero sotto il peso dell’amore per se stessi e furono dispersi per il mondo e continuarono a costruire la loro esistenza materialistica.

L’egoismo ingigantito li divise in due parti: interno ed esterno. Questo processo continua fino ad oggi: una piccola parte, la casa di Abramo, Israele, si sviluppa e si corregge, mentre la parte più grande (AHP) dovrebbe solamente arrivare alla disponibilità a correggersi, ma non è in grado di farlo da sola ed è corretta solamente attraverso Galgalta ve Eynaim. Questo piega perché anche il mondo intero deve attraversare una grande crisi e molte delusioni in modo che, alla fine, essi si connettono con Galgalta ve Eynaim e lo sostengono.

Come ha detto il profeta Yeshayahu (Isaia) , “le nazioni del mondo” reggeranno “i figli di Israele” sulle loro spalle verso il Tempio. Essi sono in grado di farlo sebbene non siano in grado di correggersi esse stesse. Galgalta ve Eynaim è un punto di passaggio tra l’AHP, le “nazioni del mondo,” e la forza superiore.

Dunque, insieme, entrambe le parti, conseguiranno la correzione completa.

Perché gli esemplari di scimmia preferiscono l’interiorità all’esteriorità? Essi si fanno una domanda sullo scopo della vita: “Perché non faccio le cose dopotutto? Per cosa vivo? Perché sviluppo l’industria, le scienze, la cultura, l’educazione, ed i sistemi politici? Perché scopro nuove terre? Perché conquisto il mondo?”

Oggigiorno, almeno metà del mondo attraversa diversi livelli di diseguaglianza. Un enorme numero di persone prendono degli anti-depressivi, droghe leggere o alcool. Questi sono i segni della debolezza e della disperazione. Nessuno ha una risposta alla domanda più profonda mai fatta: “Perché sono qui?”

Gli uomini non se ne rendono conto, ma sentono il vuoto e la devastazione. Se fossero privati della televisione o di altri mezzi di comunicazione che li confondono sempre di più, se fossero liberati di tutto ciò che “inghiottono” con forza dall’alba al tramonto, con cosa resterebbero?

Gli uomini sono costretti a lavorare duro, ma non è necessario. Lavorando duro, essi sono di proposito distolti dalla domanda più grande evocata per natura. Oggi, questa domanda diventa molto pericolosa. E’ come uno scontro che può innescare un fuoco grandissimo.

Nessuno vuole ascoltare questa domanda. Gli uomini hanno paura del dolore che si portano dentro. Quando un uomo si fa questa domanda, l’intera vita di un uomo si trasforma in grande spasmo doloroso. Chi lo vuole? Gli uomini stanno cercando di trovare un po’ di gioia; essi non vogliono essere sommersi da una totale disperazione.

Gli uomini sono pronti ad uccidere quando le domande sul significato della loro vita provocano un dolore che non può essere curato da una qualsiasi medicina che si conosca.

Il genere umano fa tutto quello che può per evitare la sofferenza: turismo, moda, cinema, TV, intrattenimento; non c’è fine alle “alternative”. Fate tutto quello che volete, ma non svegliate l’angoscia che non ha soluzione.

Nonostante tutto, la domanda sul senso della vita risveglia senza riguardo dei politici o di altre figure professionali che sanno come capovolgere questa domanda. I loro sforzi non hanno successo perché contraddicono lo scopo della creazione.

Tuttavia, gli uomini hanno bisogno di “cucinare” e “maturare” internamente. In tutti i modi, questo processo dipende dall’opportunità di avere un ampio accesso alla metodologia della correzione che comporta un rimedio bell’e fatto, una bellissima vita satura di senso di eternità e di perfezione così come un’ascesa infinta per tutti, invece delle malattie o dell’assurdità della nostra attuale esistenza.

Da una parte, la metodologia della correzione presenta una chiara spiegazione della situazione in cui ci troviamo in questo momento. Spiega il perché questa situazione ci è accaduta e come correggerla. Dall’altra parte, ci fa avere una forte tecnica pratica di correzione che ci mostra degli immediati risultati positivi.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dello 03.03.2014, Gli scritti di Baal HaSulam)

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Che cosa preferisci?

Baal HaSulam, “L’introduzione al Libro dello Zohar,” Punto 69: Quando uno aumenta la propria fatica all’ interno della Torà e i suoi segreti, in tale misura, uno fa la virtù dell’ interiorità del mondo – che è Israele –o vola alto oltre l’esteriorità del nostro mondo, che sono le nazioni del Mondo.

Quindi tutto dipende dal preferire l’ interiorità all’esteriorità. Queste due parti sono essenziali nella Torà, nelle nostre azioni, nelle nostre intenzioni, in tutto. Dobbiamo sempre distinguere fra ciò che è più interno e ciò che è più esterno e preferire uno all’altro.

Così una persona si focalizza su se stesso, sull’obiettivo giusto e avanza. Infatti, non c’è nulla che dobbiamo fare ma tutto il tempo preferire l’interiorità all’esteriorità, e chiarificare ciò che è l’ interiorità e che cos’è l’esteriorità, preferendo l’una al di sopra dell’altra.

Una persona è come un dipolo, o come l’ago di una bussola. Preferisco che l’ago costantemente punti sulla spiritualità come risultato mettendosi al di sopra della corporeità. Qualsiasi cosa è più vicina alla dazione, all’interiorità del gruppo all’ interiorità del mondo, per concentrare i miei sforzi, devo sempre essere oltre qualsiasi cosa corporale. Questa chiarificazione è effettivamente l’unica cosa che sono tenuto a fare in qualsiasi momento, e nient’altro tranne quello.

Domanda: Come si può integrare il pensiero della creazione in questa divisione di interiorità ed esteriorità?

Risposta: Come potrebbe il pensiero della creazione adempiersi se non abbiamo il libero arbitrio per preferire l’ interiorità all’esteriorità? Questo è il modo in cui ci realizziamo.

Il pensiero della creazione è di fare bene ai i Suoi esseri creati, di portare l’uomo al livello del Creatore in modo che lui possa essere indipendente e anche assomigliare al Creatore. Questo ha già due opposti: come può essere indipendente e allo stesso momento assomigliare al Creatore? Questo è un paradosso. Allora dobbiamo sempre lavorare nella fede sopra la regione, nella dazione oltre la ricezione.

L’esteriorità è più vicina al mio ego, e alla mia vita; vorrei che l’ amore per me stesso, i miei desideri di ricevere, fossero sempre pieni e che mi sentissi bene. Mi vorrei sentire bene e confortevole in esso, vorrei che tutto fosse piacevole e tranquillo. L’ interiorità è dazione: è la preoccupazione degli altri, adesione alla società e all’insegnante, e tramite loro, adesione al Creatore.

Se non preferisco uno all’altro, come posso scegliere? Come posso formare me stesso? Questo è il mio lavoro. Senza di esso non posso formare me stesso in qualsiasi modo.

Quando una persona vuole acquisire una forma, egli evoca la Luce che Riforma e si fa il lavoro. Però senza la bramosia di una persona non c’è indipendenza e non c’è raggiungimento del Creatore poiché non c’è un vaso, non c’è il desiderio.
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(Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah 3.03.2014, Scritti di Baal HaSulam)

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Andare in esilio di propria volontà

Sono pienamente consapevole dall’atteggiamento della gente verso di me. Quando visito altri paesi europei sento l’opposizione interiore antagonistico locale. Cerco di non giustificare il Creatore per non annebbiare questa sensazione di esilio che mi da l’opportunità di lavorare spiritualmente, anzi ne provo piacere.

Dopotutto, vengo da un paese con una società alla quale è stata trasmessa una forte sensazione di antisemitismo. Certo, è stato tutto programmato in questo modo appositamente.

La cosa interessante è che è più evidente e rivelato semplicemente nell’Europa dell’Est che non in Francia, per esempio, dove è sottile ed elegante. Quando le sensazioni negative si rivelano in maniera più semplice, puoi parlarne, discuterne, e disapprovare direttamente l’odio che le persone sentono verso di te, e puoi analizzare questi stati, anche insieme ai tuoi nemici. Mentre nell’Europa Occidentale tutto è velato.

É intrigante, sono sempre contento di sentire questa cosa e cerco spesso di richiamare questi sguardi corrotti per sentire l’atteggiamento negativo verso di me. É essenziale.

Domanda: Che cosa ricavi da questo come Kabbalista?

Risposta: Sappiamo che Rav Zosha e altri Kabbalisti nell’Europa dell’Est, in Russia uscivano in esilio appositamente. Lasciavano i loro villaggi dietro di loro per andare in posti dove vivevano solo persone non ebrei: Russi, Ucraini ecc per poter provare la ripulsione e l’odio, l’atteggiamento negativo gli altri hanno verso di te come persona.

La sensazione di esilio è essenziale per avere bisogno del Creatore, specificamente, dall’opposizione dell’attributo. Non è un indole per la sofferenza ma piuttosto il riconoscimento dello stato in cui sei veramente, ma che forse nascondi da te stesso.
Non dovremo offuscare questi stati. Devi vivere con tutti e sentirli profondamente; quello che sono veramente.
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(“I Segreti del Libro Eterno” 12.08.2013)

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La povertà della popolazione minaccia Israele con un disastro

Nelle Notizie (dalla Radio “The voice of Russia“): Malgrado la crescita economica del paese e il basso tasso di disoccupazione del 6.5%, il numero di poveri in Israele sta aumentando; ci sono più bambini poveri in Israele che in qualsiasi paese sviluppato; un terzo degli israeliani non possono permettersi di riscaldare il loro appartamento in inverno o raffreddarlo in estate; il 40% ha dovuto rinunciare alle visite dal dentista e il 15% non puo’ permettersi di acquistare dei farmaci.

“Sociologi israeliani avvertono che la classe media sta sperimentando una situazione difficile e stanno trovando più difficolta a sopravvivere. Chiunque nel paese può ritrovarsi senza lavoro e mezzi di sussistenza: la disoccupazione nascosta, l’ aumento del debito della carta di credito, gli alti prezzi delle case potrebbero portare al disastro finanziario.”

Il mio commento: Con l’esempio di Israele, si può vedere in prima persona come è necessario che si implementi un’ educazione universale della popolazione che porti verso l’ unita’, solo in questo, sarà possibile risolvere tutti i problemi della società e mostrare un esempio per il mondo intero.
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Preparare la strada non è come percorrerla

Domanda: Nella sua evoluzione l’umanità si sta allontanando ulteriormente dalla natura, perdendo le ultime tracce della nostra percezione delle leggi di questo singolo meccanismo. Cosa succederà dopo?

Risposta: Al contrario del livello parlante, il livello animato non si sviluppa acquisendo da sé un nuovo livello di pensiero e di sensazioni. No, noi dobbiamo prendercene cura. I saggi dicono che le nazioni del mondo porteranno i figli di Israele sulle loro spalle e li porteranno dove essi costruiranno il Tempio. Ciò significa che si tratta di AHP che si unisce a GE, e non c’è altro modo in cui può unirsi a GE.

Perciò, si dice che le nazioni del mondo impareranno la Torà tutta in un solo momento. Esse non hanno alcun potere per chiarire le cose e questo è il solo modo in cui possono unirsi a GE. Non significa che il loro destino nel nostro mondo è di partecipare passivamente, ma che saranno passivi nella spiritualità. Questo è il modo in cui si comporteranno. Noi abbiamo l’intenzione e loro la realizzano.

A dire il vero, è difficile immaginare come tutti gli uomini del mondo arriveranno al Creatore, soprattutto quando i discendenti dei figli di Israele non lo vogliono. Noi non teniamo conto e non capiamo che la loro connessione avverrà tutta in un momento. Nell’attimo in cui imparerete ad elevare la loro richiesta (MAN) al vostro livello e da qui all’AVI superiore, al Creatore, allora in quel momento essi riceveranno la Luce attraverso di voi e tutto funzionerà immediatamente per loro. Essi non hanno bisogno di preparare la strada da sé. Invece la Luce svilupperà il sistema mentale ed emozionale in loro, il quale ha il solo obbiettivo di essere sempre più dipendenti da noi.

Questo é, infatti, ciò che verrà rivelato nel loro discernimento e nel loro conseguimento: il bisogno di dipendere dai figli di Israele. Allo stesso modo, scopriamo anche nel nostro discernimento e conseguimento che dobbiamo dipendere di più dalla connessione con il gruppo e con il Creatore.

In questo modo, il mondo intero, oltre a noi, sarà facilmente corretto da una connessione relativamente passiva nei lavori di gruppo e negli altri eventi. Questo basta. Noi siamo quelli che devono fare il lavoro serio.
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(Dalla 3.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.10.2103, Gli Scritti di Baal HaSulam)

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C’è una differenza fra come la forza superiore controlla la parte in noi denominata “Israele” e l’altra nostra parte denominata “nazioni del mondo”? In che modo la forza superiore riguarda e influenza queste due parti? Non è soltanto un “più” o un “meno”, ma le azioni piuttosto complesse e diversificate nella loro forma diretta e inversa.

E’ obbligatorio che nel nostro egoismo, la parte che appartiene alle nazioni del mondo, debba passare attraverso le sfortune, mentre quando diventiamo “Israele”, si senta bene? Può essere l’opposto, e abitualmente funziona così.

Dopo tutto, la parte in me che appartiene a “Israele” deve essere elevata e portata ad un livello ancora più alto. Per questo, ho bisogno di sentire le difficoltà e i problemi nella parte di Israele dentro di me. Se ricevo supporto in questa parte, allora sentirei soltanto i benefici egoistici e così non sarei mai cresciuto. Per avanzare nella parte di Israele in noi, dobbiamo sentire una pressione crescente. E’ per questo che la guerra di Gog e Magog è la pressione che precede l’arrivo del Messia, deve essere molto potente e forte, senza precedenti nella storia.

Allo stesso tempo, la parte di me che appartiene alle nazioni del mondo deve sperimentare gioia invece che sofferenza. Dopo tutto, se questa parte ha una sensazione di gioia, saremmo permanentemente confusi e non ci sarebbe nessuna possibilità di conoscere la differenza fra giusto e sbagliato, come nella città di Shushan, la capitale del regno babilonese, dove non potevano decidere chi aveva ragione, Mordechai o Haman.

Allora significa che il governo del Creatore sopra coloro che aspirano a progredire è totalmente illogico. E’ per questo che il nostro filosofo interiore non può smettere di fare le sue obbiezioni. Anche Rabbi Shimon continua a fare domande. A questo livello, non ci sono filosofi, in quanto i filosofi non capiscono questa tappa. Soltanto le persone che sono coinvolte con il lavoro spirituale possono essere interessate a queste domande.

I filosofi spiegano tutto in modo molto semplice, poiché sono motivati da profitti nelle loro tasche, stomaco, e mente… Agiscono dentro un desiderio di ricevere. A questo punto emergono altre domande: in che modo il governo superiore si pronuncia su una persona che è coinvolta nello sviluppo spirituale? Si scopre che il governo superiore agisce totalmente opposto a tutti i nostri desideri (sia di ricezione che di dazione) ed è in contrasto con entrambi: le nazioni del mondo e Israele dentro di noi. E’ così “irrazionale” che non possiamo renderci conto di quanto sia diverso. Costantemente abbiamo la tendenza a giudicare questi fenomeni direttamente perché i nostri desideri non sono ancora corretti.

Mi sento di aver fallito completamente nei miei desideri di dazione, mentre nei miei desideri di ricezione mi sento così bene. Mi sento in questo modo dato che il mio livello è ancora corrotto, e per questo mi sembra che ne valga la pena stare con i miei desideri egoistici e non valga la pena di seguire i miei desideri di dazione. Nei desideri di dazione sento costantemente un fallimento completo; allo stesso tempo quando sono dentro i miei desideri di ricezione, sento che posso vincere.

Questo è ciò che il nostro giudice interiore vede, perché “si giudica secondo quanto gli occhi possono vedere”. Soltanto quando si sveglia il nostro punto nel cuore possiamo collegarlo al nostro ambiente, realizzando così la nostra libera volontà e aggrappandoci a nuovi valori di dazione. Poi possiamo andare più profondamente all’interno di noi e correttamente scrutare e chiarificare i nostri desideri, le nostre intenzioni e i nostri pensieri. Questo è un lavoro continuo.
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(Dalla 2a. parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’ 08.18.2013, Lo Zohar)

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Non possiamo capire e misurare il Creatore

E’ scritto nello Zohar: “Non c’è nessuno come te tra tutti i saggi delle nazioni del mondo”. Si sta parlando dei discernimenti interiori di una persona. Cohen (il sacerdote), Levi, ed Israele sono chiamati Giudei perché sono attratti verso l’unione (che ha la stessa radice in Ebraico). Gli scienziati o i filosofi hanno il desiderio umano di raggiungere lo stesso traguardo, ma è pura teoria se non c’è l’aspirazione per il cambiamento e la correzione di se stessi.

Questo lavoro è solamente della mente e non del cuore. Ma noi dobbiamo correggere il cuore, vale a dire i desideri dell’uomo. I filosofi, invece, vogliono fare la stessa cosa ma nella mente, e perciò si confondono e si buttano nell’ “idolatria”, creando ogni genere di fantasia nella propria mente.

Tutte le qualità, tranne Israele (coloro che puntano a Yashar- El, diritti al Creatore), sono chiamate le nazioni del mondo, poiché non sono attratte all’adesione con il Creatore al fine di donarGli piacere. Le nazioni del mondo sono divise in settanta nazioni ed Israele è diviso in 12 tribù ed in molte altre parti, il che significa che la divisione è infinita. Allo stesso tempo, ognuno di noi è inserito in tutti gli altri. Questo succede come conseguenza della frantumazione del vaso, che va visto come la nostra preparazione.

Così, quando leggiamo nel Libro dello Zohar di qualche filosofo o di un giusto dobbiamo considerarli come proprietà che sono dentro di noi. L’intera Torà è scritta rispetto ad una sola persona che racchiude in sé l’intero mondo. La domanda è se questa persona è creata come qualcuno che può conseguire il Creatore attraverso i vasi interiori che gli sono stati dati: il suo desiderio di ricevere e la saggezza della mente.

Naturalmente no! L’espansione dei nostri vasi, attraverso i quali conseguiamo il Creatore senza filosofeggiare su di Lui, come i saggi delle nazioni del mondo fanno, avviene solamente attraverso la forza superiore che ci fornisce il Masach (schermo) e la Luce che Ritorna. Si tratta di un’espansione totalmente diversa dei vasi rispetto a quelli che possiamo espandere con la saggezza.

Se un uomo studia qualcosa con la logica, acquisisce della saggezza, il pensiero, ed una conoscenza generale. Ma i suoi vasi di percezione per conseguire il sistema divino, il sistema superiore di funzionamento, non ne vengono allargati. Egli non impara a conoscere le forze che operano in lui; non studia il Creatore. Infatti, il Creatore può essere conseguito solamente attraverso l’acquisizione dei Suoi attributi. Se un uomo non cambia le sue qualità, allora egli rimane ancora colui che riceve sotto il dominio del suo desiderio di ricevere e la mente, che serve il desiderio di riceve, tenta di appagarlo.

Questo è il modo in cui ci comportiamo in questo mondo e non c’è niente che possiamo farci. A meno che non riceviamo aiuto dall’alto, un aiuto che espande i nostri vasi di percezione e ci fa avere i nuovi vasi della dazione, non conseguiremo il Creatore. Noi non abbiamo idea di cosa sia il mondo Divino o spirituale.
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(Dalla 2.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.08.2013, Il Libro dello Zohar-Introduzione)

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La Spiritualità non è conseguita con il lavoro della mente, come è detto: “La saggezza tra le nazioni- credete, la Torà tra le nazioni – non credete”. Ciò significa che la Luce che Corregge non è tra di esse. Perciò esse sono chiamate le nazioni del mondo e non ancora Israele. Questo è ciò di cui tratta tutta la discussione: Chi consegue il Creatore e chi no? Che cos’è il conseguimento?

Nella misura in cui acquisiamo i vasi della dazione e abbiamo delle percezioni in essi, conseguiamo il Creatore, che significa che i fenomeni avvengono nei nostri vasi della dazione. Non è possibile conseguire niente altro, tranne che le percezioni nei nostri vasi. Il primissimo semplice desiderio di ricevere si espande ed acquisisce un nuovo ordine. Prima, era stato frantumato in tanti pezzi contraddittori che si percepivano essi stessi come Israele e le nazioni del mondo, parenti ed estranei lontani.

Tutto questo apparteneva al mio desiderio di ricevere, ma a me sembrava come tutto un mondo che avevo intorno in forme diverse. Il mio ruolo è di connettere tutto questo in una cosa sola, di raccogliere tutti i pezzi e attaccarli a me trattandoli con amore. Devo capire che tutto mi è stato dato per correggere me stesso, il mio punto nel cuore, attraverso il quale acquisisco la giusta intenzione verso tutti i miei nemici, coloro che mi odiano e gli estranei, quando incomincio a percepirli come parti della mia anima.

E’ dentro di me che devo trovare il giusto atteggiamento verso di essi e allora correggerli. Se io realizzo questa correzione dentro la predisposizione interiore, vedo che tutto funziona. Tutti i nemici ed i miei problemi sono solamente una replica del mio stato interiore. E’ l’atteggiamento con cui divido tutta la realtà tra la Terra di Israele, il Libano, la Siria, la Giordania, la città di Babilonia, e i diversi paesi e le nazioni distanti, che significa che essi sono tutti i livelli del mio desiderio: inanimato, vegetativo e la natura animata, e il livello parlante.

Una volta c’era un unico desiderio, il mondo di Ein Sof (l’Infinito), ed ora esso è diviso in molte parti, che sentono di essere lontane tra loro e si odiano. Tutto questo può essere connesso in una sola forma, e in questo sta tutta la correzione dell’uomo e del mondo come una cosa sola.

Tutto questo si può realizzare solamente se chiedo la correzione. Tutta la differenza sta nel fatto se faccio della filosofia al riguardo usando la ragione o in contrasto ciò che vedo e alla repulsione che sento attraverso tutte queste parti, nella fede al di sopra della ragione, come parti della mia anima, sebbene sembrino così distanti e anche odiose. Allora incomincio ad avvicinarmi alla spiritualità, lavorando nel gruppo al di sopra del mio desiderio ed in questo modo lo risveglio sempre di più.
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(Dalla 2.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.08.2013, Il Libro dello Zohar — Introduzione)

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Baal HaSulam, “Esilio e Redenzione: Il Creatore ci mostrerà in maniera evidente che Israele non può esistere in esilio, e non troverà riposo, come il resto delle nazioni che si mescolavano fra le nazioni e hanno trovato riposo e si sono assimilate tra di loro, fino a non farne rimanere una sola traccia.

Il popolo di Israele porta fisicamente un dovere spirituale e deve lavorare su se stesso al fine di attuare la sua missione nella vita. Oggi, il concetto di “Israele” è determinato non dalla nascita ma dall’inclinazione della persona a rivelare il Creatore. Coloro che hanno questa predisposizione sono nominati in conformità con il loro vettore, Yashar – El, diretti al Creatore. Coloro che aspirano a compiere la loro missione si distaccano dalla massa generale.

Inoltre, a causa di 2000 anni di esilio e del mescolarsi con le altre nazioni, questa parte si è ampliata con l’aggiunta di quelli che, in senso materiale, provengono da altri ambiti.

Così il “nucleo” interno è circondato da coloro a cui è successo di raggiungere la realizzazione spirituale nelle loro vite precedenti. Essi conservano delle Reshimot speciali e sono guidati dal “sgradevole” governo superiore che invia loro situazioni difficili e difficoltà.

Infine, i cerchi esterni sono costituiti da “le nazioni del mondo”, che sono disposti in conformità con le loro radici spirituali.

L’intera struttura, in sostanza, è spirituale. Tuttavia, fino ad ora, possiamo vedere solo i corpi invece che le anime. Associamo le persone ai loro corpi, che nascono, vivono la loro vita, soffrono, si moltiplicano, e poi muoiono e si trasformano in cenere.

Infatti, i corpi sono una semplice proiezione di un processo spirituale al suo livello materiale più basso. Come esempio, immaginate un sistema operativo che si compone di 125 finestre. In questo momento, nella nostra percezione, possiamo solo vedere la prima finestra che visualizza solo gli oggetti fisici: pietre, alberi, montagne, animali, sole, luna, stelle, e molto, molto di più, tra la gente.

Noi vediamo il mondo intero che è solo una rappresentazione del regno superiore. Qui è dove sono piantate le radici, ossia le forze che disegnano l’immagine corrente sul nostro schermo. Usando termini neurobiologici, direi che l’immagine su questo piano materiale è stata creata nella parte posteriore del nostro cervello da impulsi elettrici. Ciò rende possibile la proiezione dei mondi più profondi che prendono la forma di questa esteriorità materiale e possiamo vedere solo una finestra, un livello, alla volta. I nostri cinque sensi non ci permettono di discernere nulla oltre questo.

Se vogliamo vedere la causa, la vera immagine, dobbiamo sviluppare i cinque sensi di dazione. Questa transizione viene compiuta dalla Luce Circondante, che inneschiamo con l’aiuto del gruppo, attraverso lo studio della saggezza della Kabbalah, e facendo tutto quello che serve. Il percorso è aperto.

Nel frattempo, viviamo in una sola “immagine” del nostro mondo, e ci reincarniamo in essa fino a raggiungere il livello successivo. A questo punto, ogni parte separatamente e tutte loro insieme, sono “sintonizzate” per elevarci internamente e avvicinarci a una schermata che mostra un’immagine più profonda. Tutto esiste solo per questo scopo. Tutto è coordinato. In altre parole, tutto ciò che accade nel mondo è sincronizzato ad ognuno di noi. Lo scopo di tutto ciò che arriva è una transizione ad un livello più alto.

Quali elementi dell’immagine che attualmente vediamo possono facilitare questo processo? Ad ogni livello, vediamo parti della natura inanimata (I), vegetale (V), animata (A) e parlante (P). Quindi, il nostro compito è quello di scegliere il livello parlante e dividerlo in componenti che possano essere utilizzate.

In generale, ci sono tre componenti. Abbiamo già chiamato tutte loro: 1 . coloro che aspirano direttamente al Creatore (Israele), 2 . il popolo ebraico, e 3. le nazioni del mondo. Per ascendere, si dovrebbe tenere un legame stretto con Israele poiché questa parte persegue il nostro stesso obiettivo, ossia, passare da uno schermo all’altro.

Per quanto riguarda “gli ebrei”, le loro Reshimot stanno dormendo ancora; le Reshimot esistono, ma non sono apparse, mentre nelle “nazioni del mondo”, queste Reshimot rimangono in un potenziale, non sono mai apparse in quanto le hanno ricevute solo come risultato di un’integrazione reciproca con il popolo di Israele che si è sparso in tutto il mondo dopo la distruzione del Tempio, cioè, dopo che si è verificata la frantumazione dei vasi.

Illustriamo questo con la struttura di un vaso che si compone di due parti principali: Galgalta ve Eynaim (GE) e AHP. Dapprima, (1) GE è in uno stato primario di dazione. Esso corrisponde ad Israele prima della distruzione. AHP sta per le nazioni del mondo, che sono nel stato di ricezione.

Nel suo secondo stato, Israele scende alle nazioni del mondo, e attraverso 2000 anni si mescola agli altri.

Poi, la Luce che Riforma (la Luce Circostante, Ohr Makif – OM ) inizia il suo lavoro. Essa influenza un mucchio di vasi rotti che cominciano a svegliarsi.

Non sappiamo da dove vengono: le dieci tribù di Israele mancanti, le parti in cattività del popolo di Israele, o le nazioni del mondo. In realtà, non importa. La cosa principale è che vogliono crescere e diventare Galgalta ve Eynaim, cioè, il desiderio di dare. È come se uno si svegliasse improvvisamente e questa missione diventasse più importante per lui o lei di tutto il “pasticcio” di questa esistenza materiale.

A quel punto, coloro che ascendono alla dazione sono chiamati Yashar El (dritti al Creatore) in base alla loro intenzione e a ciò che gli sta a cuore.

Gli altri si dividono in due parti: “Israele in esilio” e le nazioni del mondo. La Luce Circondante influenza principalmente le parti di Israele, dal momento che correggere gli altri è una loro responsabilità.

Di conseguenza, il nostro lavoro con il mondo deve essere coordinato secondo questa struttura piramidale. Nella parte superiore si trovano coloro che aspirano al Creatore (Israele), poi vengono gli “ebrei “. Entrambe le parti hanno delle Reshimot, sia nelle loro forme “silenziose” o esplicite. La parte superiore sta già percorrendo il suo cammino spirituale, mentre l’altra parte si unirà a loro solo sotto pressione o per disperazione in quanto queste sono le due parti che sono in contrasto con le nazioni del mondo e che recano l’onere della correzione.

In generale, oggi l’intero sistema è la transizione ad una nuova fase. In precedenza, gli ebrei eccellevano in molti altri ambiti della vita. Attualmente, hanno iniziato a prevalere le altre nazioni. La situazione cambia costantemente. Ora, i desideri delle nazioni si manifestano più apertamente ogni giorno che passa, ed è per questo che riescono in tutto il mondo. Tra poco, vedremo gli ebrei sbiadire gradualmente negli sforzi di questo regno materiale, mentre le nazioni del mondo, al contrario, prevarranno. Essi sostituiranno gli ebrei nelle cose che sono associate al successo materiale, mentre gli ebrei continueranno a raggiungere un livello più alto.

Questo spiega perché il popolo di Israele anticipa i disastri che sono di natura interna; se vogliono cambiare e non sono in grado di farlo da soli, avranno bisogno del Creatore sul percorso corretto di accelerazione, o, Dio non voglia, si verificheranno ulteriori disgrazie imposte dalle nazioni del mondo.

In questo mondo, Israele rimarrà in buona forma con l’eccezione di sperimentare animosità da parte delle altre nazioni.

Questo è il modo in cui il governo superiore si manifesta. Se uno non correggere ciò che deve, allora questo si trasforma in un fattore di coercizione. Questo significa che se Israele non risolverà i suoi rapporti interpersonali e non porterà l’unione alla gente, che, di fatto, è un luogo della rivelazione del Creatore, allora diventerà una fonte di guai e di disgrazie che verranno dalle nazioni del mondo nelle loro forme inedite e ancora peggiori.

È una legge. Non c’è niente che possiamo fare, se non facciamo il nostro lavoro correttamente. Il compito è quello di auto – elevare e poi spingere in avanti gli altri attraverso la divulgazione della saggezza della Kabbalah e divulgando la metodologia dell’educazione integrale che unisce le persone e insegna loro i modi per amare il prossimo come se stessi.

Il compito di correggere automaticamente ricade su coloro che aspirano al Creatore e le cui Reshimot si sono già svegliate.

Non hanno alcuna possibilità di fuggire dal momento che la legge è preordinata. Per di più, questo obbligo è imposto agli ebrei come nazione.

Nel corso della correzione, inoltre, quando questa raggiunge un certo livello, emergeranno gli ebrei che portano le Reshimot che sono associate alla distruzione del primo tempio e non del secondo tempio, le dieci tribù perdute. Essi non hanno mai sperimentato la lontana distruzione e quindi comprendono vasi puliti, mentre noi apparteniamo ad una parte più pesante dato che abbiamo attraversato la frantumazione due volte.

La Luce scende ai vasi di Galgalta ve Eynaim e poi attraverso gli ebrei che raggiungono le nazioni del mondo. D’altra parte, dobbiamo condurre la divulgazione non solo in Israele ma anche in altri paesi, così, direttamente tra le altre nazioni, poiché, come scrive Baal HaSulam, senza fare questo il popolo ebraico non uscirebbe dall’esilio. Dopo tutto, il loro unico obiettivo è quello di fornire la Luce agli altri, essere una “luce per le nazioni”. Quindi prima dobbiamo risvegliare il desiderio nelle nazioni del mondo (1). Solo allora avrà luogo la liberazione di Israele (2).

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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 01.08.2013, “Esilio e Redenzione”)

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