Pubblicato nella 'Israele' Categoria

Il declino di Babilonia, parte 2

Dr. Michael LaitmanUna persona nasce e si sviluppa come un’egoista. È scritto, “Ho creato l’inclinazione al male [l’egoismo]; ho creato la Torah come spezia, “per la sua correzione, per cui la Torah vi darà la Luce con il cui aiuto è possibile correggere l’ego. Ecco come si formano due linee, le due parti del lavoro interiore: l’ego separato, la parte di sinistra, e la Torah, la parte di destra.

Domanda: Io sono un egoista tale, che dentro di me si trova solo la forza negativa? Inoltre, con un messaggio come questo, è possibile attirare il pubblico verso di noi proprio come fece Abramo?

Risposta: A quanto pare, ha sparse semplicemente dei volantini in tutta l’antica Babilonia. Li stampò rapidamente in un negozio di stampa locale e li distribuì tra tutti i Babilonesi, una popolazione, secondo il mito, che contava tre milioni di abitanti in totale. Così, lessero i volantini e cinquemila persone si riunirono intorno ad Abramo.

Scherzi a parte, Abramo fu un grande leader spirituale, un sacerdote, un grande scienziato di quei tempi. Inoltre, era il figlio del capo ideologo babilonese, suo padre Terah. Così, aveva i mezzi, le conoscenze, il potere, e le connessioni, tutte le possibilità per divulgare il suo messaggio. Tutto questo è obbligatorio nel nostro mondo.

Così, Abramo diffuse la conoscenza e la gente si unì a lui. A lui si unirono coloro che ritenevano di voler lavorare solo con l’ego.

In altre parole, avevano già una nuova sensazione, la consapevolezza del male dell’egoismo; avevano già sviluppato e realizzato che deve essere in equilibrio, e che avevano nostalgia per la seconda forza, che avrebbe potuto essere utilizzata per bilanciare l’egoismo, per creare un “dipolo” di forze positive e negative ed esistere in esso.

Ritenevano di essere stati motivati solo dall’ego. Vivevano solo grazie al suo potere negativo, e sicuramente questo li immerse nella depressione. Dopo tutto, non sentivano alcuna soddisfazione, nessun appagamento, in questa vita, anche se l’antica Babilonia era una civiltà sviluppata. Se una persona capisce che dentro di lei sta lavorando e si sta evolvendo una sola forza negativa, questa si getterà da un ponte o da una torre alta. Nella migliore delle ipotesi, andrebbe a fumare droga.

Un’altra cosa è se, insieme a questa comprensione, gli si rivela la possibilità di acquisire la forza positiva. Poiché il percorso si compone di due punti e un vettore tra di loro, è necessario un secondo punto in modo che, almeno un po’, la Luce ti illuminerà dovunque essa sia. È impossibile vivere senza questa illuminazione, “Non posso stare qui. Allora, che altro c’è da fare, suicidarsi?” Tuttavia, se qualcosa mi illumina a distanza, se, attraverso le nuvole, irrompe un piccolo raggio di luce, non ho più bisogno di niente.
[142963]

Da KabTV di “Babilonia Ieri e Oggi”8/27/14

Materiale correlato:
Il declino di Babilonia, Parte 1
La Società Perfetta di Abramo, Parte 1
Abramo e Nimrod: Un dibattito che continua ancora oggi

Il declino di Babilonia, Parte 1

Dr. Michael LaitmanDomanda: Diamo uno sguardo al momento della creazione della nazione ebraica e uniamoci al gruppo di Abramo che lasciò Babilonia e si diresse verso la Terra d’Israele secondo il principio di “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Tutte queste persone si elevarono già al livello spirituale o fu solo il loro capo a raggiungere la spiritualità?

Risposta: L’intera nazione sapeva cosa stava succedendo e percepiva i cambiamenti interiori. Ma nel complesso, la loro connessione reciproca non era ancora ad un livello egoistico così elevato così che la Luce Superiore che porta alla realizzazione interiore potesse essere rivelata in esso. Ebbero solo delle illuminazioni generali.

Possiamo paragonare questo al nostro livello: in che misura una pietra, un fiore, un coniglio, e l’uomo sentono la vita? Tutti sentono una sorta di esistenza. È difficile giudicare il livello della natura inanimata.

Il vegetativo, percepisce la vita in qualche modo. Il livello animato deve muoversi per stabilire uno stato di equilibrio con l’ambiente, e su questo livello, la vita è sentita in misura maggiore. Un essere umano percepisce la vita in modo ancora più forte.

La stessa cosa avviene qui: quando uscirono da Babilonia erano come la natura inanimata della creazione spirituale. Poi, quando si riunirono e scesero in Egitto entrarono nel livello successivo dell’ego, e correggendolo cominciarono a sentire la loro esistenza ad un livello vegetativo.

Ciò significa che la realtà spirituale è già sentita da una persona come la vita o la morte. La rivelazione del Creatore, come il sole dietro le nuvole, e la sua luce è vivificante e mi da’ il giorno che mi attrae. Posso anche cadere nella notte, e sprofondare in uno stato di depressione, ecc…

Oggi, il mondo intero è in uno stato di depressione, il che significa che le persone già iniziano a sentire che manca qualcosa. Saranno in grado di riempire se stesse e sostituire la sensazione di depressione con sentimenti positivi se la luce le illuminerà un po’. La Luce è la rivelazione del Creatore.

Questo è ciò che sentirono gli studenti di Abramo dopo l’esodo dall’Egitto. Sentirono molto chiaramente di dover rivelare il Creatore, poiché senza non sarebbero stati in grado di connettersi. In altre parole, il loro ego crebbe così tanto che solo il Creatore che si rivela tra di loro poteva aiutarli a superarlo. A poco a poco il gruppo di Abramo si trasformò nel gruppo di Mosè, e questo stato crebbe sempre di più in esse.
[142894]

Da KabTV “Babilonia Ieri e Oggi” del 27.08.14

Materiale correlato:
Esisterà soltanto la lingua di dazione
Come finisce la disputa tra Abramo e Nimrod?
La Città di Babilonia è il posto dove il “ Primo Uomo “ ebbe origine

Il segreto essenziale degli ebrei, Parte 55

Dal libro: Il segreto essenziale degli ebrei, M. Brushtein

L’animale non è un essere umano

L’animale, a differenza dell’uomo, vive secondo la legge della natura, però in natura non è accettato uccidere qualcuno per profitto e per il bene del profitto. Gli animali in genere sono molto più tranquilli rispetto a ciò che pensa la maggior parte della gente. A proposito, gli animali preferiscono non affrontare il “re della natura.”

Storie spaventose che si raccontano del lupo (come la tigre) sono impreziosite dalla fantasia delle persone inattive e quasi tutte contengono poca verità.

Un branco di lupi, impazzito dalla fame, a volte può attaccare le persone, anche adulti armati; può succedere che i lupi uccidano e mangino un umano, ma in ogni caso, le minacce di lupi nei paesi dove la popolazione dei lupi è elevata, non è così grande come si è spesso immaginato.

Un lupo solitario attacca raramente un adulto, anche uno armato solo con un randello; questo comportamento può essere causato solo da circostanze speciali, come un lupo rabbioso o un lupo femmina che teme per i suoi cuccioli. (Alfred E. Brehm, Brehm’s Life of Animals/Brehm’s Vita degli Animali)

Certamente un animale non è un essere umano. Gli animali non sono in grado di quanto segue:

“Con un adeguato profitto, il capitale è molto audace. Un certo 10 per cento garantirà il suo impiego ovunque; certo il 20 per cento produrrà entusiasmo; il 50 per cento audacia positiva; il 100 per cento renderà pronti a calpestare tutte le leggi umane; il 300 per cento, e non vi è un crimine in cui ci sarà scrupolo, né un rischio che non si possa correre, anche per la possibilità del suo proprietario di essere impiccato.” (Thomas Joseph Dunning)

Un’immagine surreale è davanti a noi. L’essere umano, il grado più alto della natura, si comporta molto peggio degli animali. Perché l’intelletto, del quale un uomo è così orgoglioso, porta molto più male che bene? Perché l’umano può fare tali cose indicibili alla sua specie?

Ora Dadon ha raggiunto la tenda

Barcolla all’indietro: una vista spaventosa

Proprio davanti ai suoi occhi sono caduti

Spogliato di elmo e armatura a catena

Entrambi i suoi principi, nobili uccisi

Trafitto ciascuno dall’attacco dell’altro

E i loro cavalli erranti in libertà

Sul prato marchiato con gli zoccoli e segnato,

Sul prato-verde insanguinato

‘Figli … i miei figli …’ gemette il padre,

Si lamenta ‘entrambi i miei falchi strangolati’,

‘La vita è persa – guai a me’

‘Qui sono stati uccisi non due, ma tre.’

Lamento degli uomini e delle unioni matrimoniali

Presto risuona con nenie pesanti

Gola e scogliera, Il cuore della montagna

Trema. Ecco, le tende si separano

Sulla tenda … Il premio di fanciulle.

Regina di Shamakhan, radiante

Lambert come la stella del mattino,

Saluta silenziosamente lo zar.

Silenziato dal suo sguardo fisso sfolgorante

Come un uccello notturno di giorno.

Egli si alza intorpidito – lo sguardo di lei stordisce

Sì! Alla morte di entrambi i suoi figli.

(Aleksander S. Pushkin, “la storia del gallo d’oro”)

Fonte: La storia del gallo d’oro http://www.artrusse.ca/pushkin/tale_cockerel.htm

E la posizione di questa creatura è sulla sommità dello sviluppo della natura? Sembra almeno illogico. Come avrebbe potuto, chi è in grado di distruggere milioni di suoi simili, essere sopra tutte gli altri? Com’è potuto accadere che il “re della natura” è in grado per alcune idee illusorie di distruggere non solo gli altri, ma anche se stesso?

E allo stesso tempo.

Come può tutto questo essere combinato con alti ideali, la cultura, l’arte, i principi morali e il potente intelletto?
[143876]

Il segreto essenziale degli ebrei, parte 54

Dal libro: Il segreto essenziale degli ebrei, M. Brushtein

I postulati della teoria dell’integralità

L’ambiente esterno può influenzare lo sviluppo delle inclinazioni.

L’essere umano perde la forma umana più veloce di un animale addomesticato diventa selvatico.

Egoismo – è il nostro software.

Il termine “essere umano” non ha un rapporto con il nostro corpo di bestia.

È difficile per l’essere umano di “fuggire” se stesso, mentre è in contatto con gli altri.
[143552]

Materiale correlato:

Il segreto essenziale degli ebrei, parte 52
Il segreto essenziale degli ebrei, parte 51
Il segreto essenziale degli ebrei, parte 50

Il Segreto Essenziale degli Ebrei, parte 53

Dal libro: Il Segreto Essenziale degli Ebrei, M. Brushtein

Relazioni animali

Le piante non hanno libertà individuale. Pertanto, i rapporti sociali delle piante sono limitati. Estendiamo il nostro studio alla prossima fase naturale dello sviluppo – l’animato.

Gli animali sono organismi che costituiscono uno dei regni della natura; in contrasto con le piante, non consumano composti organici pronti, sono attivi, mobili, (sbio. Info, Project “Biology)

Seguendo la definizione, gli animali sono mobili e attivi. Questo non può che avere effetto sui rapporti fra i singoli membri e fra interi gruppi del regno animale.

Guardiamo la principale unità sociale della fauna selvatica – un branco, una mandria, o un banco di pesci.

Un branco, una mandria, o un banco di pesci sono sistematici, gruppi strutturati di mammiferi, pesci o uccelli, generalmente dello stesso tipo, che sono in una condizione simile biologica, mantenendo attivo il contatto reciproco e coordinando le loro azioni.

Un branco consiste di individui che eseguono un numero di funzioni vitali importanti, essendo membri del branco per gran parte della loro vita.

C’è una teoria che si tratta di un branco (non mandria) di umani primitivi che è servito come base per la creazione della società umana. (Wikipedia)

Un branco – questo è una cosa seria. Per esempio, i rapporti in un branco di lupi hanno molti aspetti simili alle relazioni nella società umana, e in qualche misura anche li superano, in particolare, rispetto ai lupi veterani. I lupi si prendono cura dei loro anziani e gli danno abbastanza da mangiare. Per essere onesti, questo non si osserva sempre tra gli esseri umani.

E poi qual è la differenza principale fra gli animali e le piante? In cosa sono più “avanzati”? Di nuovo, la risposta si trova nella Kabbalah.

“Vediamo che ogni animale ha le sue caratteristiche; non sono limitate ad un ambiente, ma ciascuno di loro ha la sua sensazione e caratteristica. … Piuttosto, loro hanno le loro vite, e la loro vitalità non dipende dalla vita dei loro ‘amici’. (Baal HaSulam, Shamati #115)

Quale la differenza fra un animale e un umano?

“Tuttavia, non possono sentire più del loro essere. In altre parole, loro non hanno la sensazione di un’altro. E naturalmente non posso prendersi cura di un altro.” (Baal HaSulam, Shamati #115)

Questa definizione richiede qualche spiegazione. A prima vista sembra che non è proprio giusto. Sappiamo tutti che gli animali sentono lo stato d’animo del proprio padrone, i loro stati e le attitudini. Inoltre, è noto che gli animali vogliono bene ai loro parenti come nell’esempio con i lupi. Ci sono anche i casi di abnegazione. Tutto questo è vero, ma sono istinti.

Un cane sente quando una persona non sente bene, ma l’animale non capisce che cos’è la vergogna. Un cane non arrossisce quando prende il cibo dal pavimento e non si sente in imbarazzo a camminare senza vestiti. L’animale non potrà mai sdraiarsi sotto il coltello volontariamente per perdere la sua gamba colpita da gangrena. L’animale non capisce che è possibile oggi dare a qualcuno un pezzo per ottenerne due domani. È ancora più impossibile da immaginare che l’animale capisca che cosa significa “da ognuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni,” ecc.

C’è un’illustrazione perfetta del sentire il compagno dell’uomo che è caratteristica dell’essere umano e non è per nulla tipica degli animali.

Prova a raggiungere sulla strada un qualsiasi passante e continua a muoverti accanto a lui. Dopo un po’ di tempo accadrà la cosa seguente. Il passante comincerà a dare un’occhiata lateralmente, a guardare oltre la sua spalla, verificare le sue tasche, diventare nervoso e preoccupato. Però tu può sdraiarti vicino ad uno sconosciuto sulla spiaggia, sedere accanto a lui in teatro, e parlare con lui in una coda o in qualsiasi altra parte. Un paradosso?

Tra l’altro, quest’osservazione adatta non appartiene all’autore. Quest’osservazione è del satirico Mikhail Zhvanetsky.

[143645]

Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 52

Dal libro Il Segreto Essenziale degli Ebrei, M. Brushtein

I Postulati della Teoria Integrale

La forza più alta della Natura – è la connessione, l’unità, l’amore.

Il nostro sviluppo attraversando i passi della mente e i sentimenti ci porta alla natura.

La causa dei nostri problemi e le sofferenze è l’assenza di equilibrio con la natura.

L’evoluzione dei pensieri distingue l’uomo dai mondi dell inanaimato, vegetale, e animato.

Noi non vediamo il mondo esterno. Vediamo noi stessi.

[143552]

Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 51

Dal Libro: Il Segreto Essenziale Degli Ebrei, M. Brushtein

Il Gruppo Vegetale

Le piante sono uno dei gruppi più vasti di organismi multicellulari (Da: Wikipedia, “Plants”)

Questa definizione è stata abbreviata per non distrarre il lettore ed illustra il tema di questo libro, che riguarda il fatto che una pianta è un corpo che consiste in un insieme di cellule che interagiscono.

E’ importante notare che le piante, proprio come le cellule, sono attratte alla mutua cooperazione e che riescono molto bene in essa. Con tutto il dovuto rispetto per le piante, il termine “sociale” è usato molto spesso nel loro studio.

La Fitosociologia è un sottoinsieme della geobotanica e biogeocenologia, che studiano le relazioni tra le comunità di piante e il formarsi di queste comunità nel regno vegetale (dal Biological Encyclopedic Dictionary “Phytosociology”)

Cosa ne diresti di questa definizione?

Una relazione vegetale è l’unità basilare per la classificazione delle comunità di piante (fitocoenosi). (Dizionario Accademico)

Ma la seguente definizione è la più convincente per la socialità delle piante.

Un gruppo di piante è un insieme di piante dalla fitocenosi all’attecchimento casuale delle piante. (Ecological Dictionary “Grouping of Vegetation”)

Ci sono moltissimi termini che sono in relazione con le comunità umane: relazioni, associazioni, insediamento ed anche raggruppamento.

Sembra che le piante siano andate molto Avanti in termini sociali partendo dai loro predecessori – le cellule.

Tra le alter cose, sono capaci di trasmettere informazioni le une con le alter lungo distanze molto grandi ed anche di usare a questo fine degli intermediari di alter comunità biologiche.

Per provare l’esistenza di questi metodi di comunicazione, degli scienziati Cinesi hanno usato diverse coppie di sementi di pomodoro collegate da un network di funghi. Non appena veniva ricevuto il segnale di un attacco ai loro vicini, le piante hanno reagito rilasciando sostanze che danneggiavano il sapere delle foglie e addirittura che eliminavano il parassita che causava la malattia.

“E’ un Sistema molto solido che permette di muovere delle proteine di segnalazione per molti metri”, dice Durrall. Le reti di funghi possono collegare anche piante di specie diverse il che significa che specie diverse potrebbero essere capaci di comunicare tra di loro. L’anno passato si è scoperto una rete che si diffondeva per un’intera foresta con ciascun albero collegato ai sui vicini per distanze di oltre 30 metri”. (Fonte: New Scientist )

Questo è corretto. Le piante hanno una società molto avanzata. Comunque è necessaria una conclusione generale per completare il quadro. In che modo le piante si differenziano dal resto delle forme di vita della natura?

Secondo noi, la Kabbalah ci fornisce un’interpretazione molto originale ma peculiare delle relazioni nel mondo vegetale.

“Eppure, nonostante questo, similmente alle piante materiali, malgrado esse siano padroni del movimento, poichè si espandono in lunghezza e larghezza, c’è però una qualità sola per tutte le piante. In altre parole non v’è nessuna pianta che può andare contro il modo di comportarsi delle piante, ma invece tutte sono costrette a rispettare le leggi delle piante, e nessuna ha alcuna forza per poter andare contro i suoi simili. “Tutte le piante sono come una sola creatura e le piante individuali sono gli organi specifici di quell’animale” (Baal HaSulam, Shamati #115)
[143463]

Un nuovo Abramo

Dr. Michael LaitmanLa Torà, Levitico,” 18:1-5: Ed il SIGNORE disse a Mosè: “Parla ai figli di Israele e dì loro: Io sono il SIGNORE vostro Dio. Non comportatevi secondo i costumi d’Egitto, dove avete abitato; e non comportatevi secondo i costumi della terra di Canaan, dove vi conduco; e non comportatevi secondo le loro leggi. Metterete in pratica i Miei precetti e osservarete le Mie leggi, seguendole: Io sono il SIGNORE vostro Dio. Osserverete le Mie leggi e i Miei precetti, se un uomo lo farà, egli vivrà: Io sono il SIGNORE.”

In nessun caso dovremmo usare i desideri egoistici che abbiamo tirato fuori da Babilonia, dall’Egitto, o dalla terra di Canaan, alla quale presto dovremo ritornare. Se useremo adeguatamente tutti i nostri desideri correggendoli piano piano e ascendendo al livello precedente di Canaan, incominceremo a trasformare questa terra nella terra di Israele, il che significa concentrare tutti i nostri desideri sul Creatore e sulla dazione.

Domanda: Il moderno mondo materiale vive principalmente in base alle leggi dell’Egitto, di Babilonia e di Canaan ma non in base alla leggi spirituali di Israele. Perché la rivelazione spirituale in Israele è intesa solo per delle persone e non per tutta l’umanità?

Risposta: No! L’umanità rivela l’abisso egoistico in cui siamo tutti così come l’incapacità di ritornare ai bei tempi del passato. Ma la condizione per questa bella vita era che l’ego fosse più piccolo. Perciò noi diciamo i “bei vecchi tempi” quando pensiamo con nostalgia al passato.

Infatti, se ritornassimo indietro di 50 anni, vedremmo che allora eravamo meno egoisti. Gli uomini erano soddisfatti con molto meno e vivevano molto più felicemente. Comunicavano di più tra di loro e non si sedevano dietro lo schermo dei loro computer e non avevano i problemi o i gas velenosi del marcio che è tipico dei nostri tempi. Tutto era molto più semplice.

Non si può ritornare a quei tempi e non c’è bisogno di farlo! Dobbiamo andare avanti. La cosa principale è di imparare ad arrivare alla radice dei problemi che sentiamo e capire che originano dall’ego dell’uomo e da nessun’altra fonte. Perciò, dobbiamo riconoscere che l’ego è il male.

Commento: Ma il mondo che è uscito da Babilonia e dall’Egitto era alla rovescia e ci è ritornato, visto che oggi viviamo seguendo le stesse leggi.

Domanda: Il mondo non è andato da nessuna parte. L’umanità che si è dispersa da Babilonia in tutto il mondo, ha creato la stessa Babilonia ovunque. Oggi siamo ritornati alla piccola Babilonia, ma su scala globale. Ancora una volta abbiamo di fronte l’enorme ed egoistica Torre di Babele che ci fa pressione, ci uccide e ci distrugge, e noi non sappiamo cosa fare.

E’ adesso che Abramo dovrebbe manifestarsi e chiamare tutti a sé: “Tutti coloro che non accettano il nuovo stato, vengano a me! Abbandoniamo questo stato. Non stiamo andando da nessuna parte, ma ascenderemo moralmente e spiritualmente al di sopra di questo terribile stato di odio ed incominceremo a costruire una terra completamente diversa con un nuovo cielo sopra di noi.”

Spero che questa persona arriverà. Dobbiamo preparare il terreno a questa persona più che possiamo. Siamo ad un punto storico molto interessante nel quale è come se fossimo accerchiati ed intrappolati. In questo stato, dobbiamo concimare il suolo per la prossima generazione. Vede questa cosa come la mia missione, senza la quale non ha senso vivere.

Domanda: A dire il vero, ad ogni passaggio egoistico della storia c’è sempre stata una guida che è emersa ed ha guidato le nazioni. Deve arrivarne una anche adesso?

Risposta: Penso di sì. Spero che i miei studenti saranno in grado di manifestarsi insieme come una sola guida. Non penso che si tratterà di una persona. Potrebbe esserlo in un certo senso, ma nell’insieme deve essere qualcosa di più grande e di collettivo. Vedo la nuova guida come un gruppo di persone, e penso che sarà il gruppo dei miei studenti.

La situazione sta cambiando ed il mondo sta cambiando, compreso il suo atteggiamento verso se stesso e su come vivere. Vediamo in quale misura oggi tutto sia il risultato della pubblicità. Tutti lo capiscono che questo mondo è basato su una bugia e che è impossibile trovarci dentro la verità. Nessuno ha ragione e nessuno è da incolpare, poiché semplicemente la nostra natura ci manipola in un modo tale che anneghiamo un questa “fiera delle vanità”.

Quando finalmente ci renderemo conto che sotto la pressione delle circostanze esterne, di cui noi siamo la somma, la Luce Superiore rivelerà in noi i veri problemi egoistici interni e da qui vedremo che non c’è via d’uscita. Allora incominceremo a correre in cerchio e non riusciremo a ritrovarci in nessun modo, come è detto, “alla sera aspetterai che arrivi il mattino e al mattino aspetterai che arrivi la sera.” Ma questo succederà probabilmente dopo di noi, e adesso dobbiamo lavorarci.
[143319]

Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 03.06.2014

Materiale correlato:

Prima della scalata critica
Raggiungendo la Terra di Israele

Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 50

Dal Libro: Il Segreto Essenziale degli Ebrei, M. Brushtein

I Postulati della Teoria Integrale

Nel mondo integrale noi non sentiamo solo i livelli inanimato, vegetale e animato della natura, ma le conessioni tra di loro.

Non c’è niente di innecessario e dannoso in Natura.

L’unico elemento dannoso è la connessione scorretta.

Un microbo in un certo senso è “più saggio” che un essere umano, dato che è in grado di eseguire con precisione i comandi della Natura.

La comunicazione è il fondamento della vita.
[143379]

Materiale correlato:

Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 48
Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 47

Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 49

Dal libro: “Il Segreto Essenziale degli Ebrei,” M. Brushtein

Organismi, Uniti

L’organismo è un sistema biologico, che ha diversi livelli di organizzazione: molecolare, cellulare, tessutale, ecc.

L’organismo funziona come una essenza (corpo) unita(o) e vivente e ha una serie di proprietà (il metabolismo, la crescita, lo sviluppo, la riproduzione, l’ereditarietà, ecc ..) che lo distinguono dalla materia non vivente.

Gli organismi prendono dalla staffetta “pubblica” (comune, generale) le cellule uguali a loro e cominciano a collegarsi tra di loro. Stiamo parlando della legge vera.

L’essenza di questa legge è che le strutture viventi ogni volta, quando c’è la possibilità, formano coalizioni. In questo modo i partecipanti della comunità sono in grado di risolvere il problema, che sarebbe impossibile da risolvere separatamente.

Il campo di applicazione di questo principio riguarda tutti i piani del mondo organico dalla comunicazione delle cellule che compongono il corpo, fino alle relazioni sociali in popolazioni di tutti gli esseri viventi sul nostro pianeta, tra cui l’Homo sapiens.

Siamo d’accordo per un attimo che è la legge. Allora, cosa si pensa di una terribile malattia come il cancro? E’ naturale che le cellule tumorali funzionano esattamente al contrario. Esse sono estranee ai sentimenti sociali.

Le osservazioni degli scienziati sul comportamento delle cellule normali e tumorali negli ambienti nutritivi e artificiali hanno dimostrato che quest’ultime, a differenza delle prime diventano socialmente ingestibili. Ciò significa che le cellule tumorali non rispondono ai segnali vitali, che provengono dalle cellule-partner, e cominciano a comportarsi come individui anti-sociali, unici.

Il modo più semplice è dire che è l’eccezione che conferma la regola. Comunque, questo non è il nostro caso. Si scopre che le cellule tumorali, sono forse anche più sociali, rispetto alla parte lesa.

Un fisico della Rice University di Houston, Eshel Ben-Jacob afferma:

Il cancro è uno dei nemici più malvagi dell’uomo. Abbiamo sempre più prove che le cellule tumorali fanno accordi l’una con l’altra per lavorare con determinazione insieme schiavizzando le cellule normali, creando metastasi, resistendo alla medicina e ingannando il sistema immunitario umano.

Sembra che tutte le cellule preferiscano la cooperazione rispetto all’individualità. Anche il cancro. Continuiamo la nostra ricerca su un livello più avanzato – vegetale.
[143266]

____________

[1] L’enciclopedia moderna, del 2000.
http://dic.academic.ru/dic.nsf/enc1p/34614
[2] E.N. Panov Fuga dalla solitudine. M:. “Azure”, 2001, p. 13.
[3] E.N. Panov Fuga dalla solitudine. M:. “Azure”, 2001, p. 56.
[4] Rice Unconventional Wisdom
http://rnd.cnews.ru/natur_science/news/top/index_science.shtml?2012/09/06/502040