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Non è il posto che santifica una persona, ma è la persona che santifica il posto

Domanda: Cosa vuol dire essere “il popolo prescelto”? Lo si è per soffrire?

Risposta: Si viene scelti per fare un lavoro speciale nel mondo, e questo è stato espresso nel corso della storia. Sì, la sua missione è difficile, e viene compiuta in modi diversi.

Primo, la nazione dei Giudei ha dato al mondo la Torà, la connessione con il Creatore. Questa connessione era stata adottata in modi diversi dalle diverse parti della Malchut generale, come sono chiamate le nazioni del mondo. Esse persero l’idea originale e la usarono per il loro vantaggio, ognuna a proprio modo.

In questo modo si sono formate le religioni: Cristianesimo, Islam, ed Ebraismo così come lo conosciamo dopo la distruzione del Tempio. Sono inoltre nati diversi credo e diversi metodi da questa situazione, la cui origine a volte precede Abramo.

Nel complesso, il concetto della Divinità è interpretato in modo diverso da ognuno dei settanta vasi frantumati e dai loro discendenti. A livello individuale, percepiamo anche la vita e i nostri rapporti con il mondo e con la Divinità in modi diversi, ognuno si rapporta alla vita a proprio modo.

Per quanto riguarda le persone prescelte, sebbene i loro vasi siano frantumati, essi possono compiere delle azioni che sono dirette alla correzione grazie alla loro precedente preparazione.

Hanno provato quasi tutto una persona possa immaginare e sono stati gettati nei posti più strani! Tuttavia, alla fine ha raggiunto la “linea del traguardo”, l’ultima fase dell’auto-appagamento. Questa fase può durare per decenni e coinvolgere dei processi di cui preferirei non parlare, ma è cosi che vanno le cose, e la linea del traguardo si sta avvicinando.

Questi sono i risultati della precedente preparazione di questi vasi nei quali ci sono delle scintille della frantumazione, e perciò, essi rispondono in modo diverso alla Luce che Corregge. La Luce discende su tutti allo stesso modo, ma ogni nazione si risveglia in base alla propria unicità, ed ognuno progredisce a proprio modo. La Lue raggiunge tutti, ma la velocità ed il genere di cambiamenti sono diversi.

Se vedeste la Luce Circostante che arriva all’umanità e la fa avanzare, se conosceste l’essenza interiore di ogni nazione, non dovreste guardare i telegiornali. Sapreste esattamente cosa sta succedendo ad ogni nazione e ad ogni persona senza seguire i notiziari.

Domanda: Ma, comunque, chi sono gli “uomini prescelti”? Chi vi appartiene?

Risposta: Si tratta di un gruppo di vasi, di desideri, che hanno un certo Aviut (grossezza). Sono collegati in gruppo al fine di compiere un lavoro collettivo ed in questo modo muoversi in avanti. C’è una scintilla in questa nazione che è separata dal desiderio egoistico, una scintilla che in futuro potrà essere trasformata in una forza della dazione che cresce nel desiderio generale di una persona.

Domanda: Ha qualcosa a che fare con gli uomini che vivono in Israele?

Risposta: Non ha niente a che fare con la localizzazione geografica. Però, allo stesso tempo, questa nazione ha delle condizioni esterne speciali nella terra di Israele e, di conseguenza, delle condizioni interne che sono diverse dalle condizioni delle altre parti delle nazioni che sono disperse in giro per il mondo.

Parlando in senso generale, c’è un ordine nello sviluppo delle diverse parti dell’umanità. Primo, si tratta del nostro gruppo mondiale, e poi della nazione di Israele che vive nella terra di Israele, e poi della nazione di Israele che vive al di fuori della terra di Israele, e poi del resto dell’umanità, e questo avviene in base all’ordine di attrazione degli uomini alla correzione.

In passato, la nazione di Israele era costituita dai vasi corretti che si trovavano al di là del Machsom (la barriera), al di là del Parsa. Poi, è stata frantumata ed è affondata dentro l’intenzione egoistica di mescolarsi con AHP, al fine di raggiungere il livello più elevato possibile della correzione nel mondo.

Prima della distruzione del secondo Tempio, questi vasi appartenevano a GE (Galgalta ve Eynaim). Essi dovevano essere frantumati per penetrare i vasi delle nazioni del mondo poiché il Creatore voleva proprio dare a loro per primi la Torà. La “nazione di Israele” è la fase di preparazione, il legame. Deve attraversare tutte le diversità del suo destino in modo che adesso possa finalmente assicurare la correzione del mondo. Questo è quello che stiamo cercando di fare, di essere alla guida, essere dei pionieri. Perciò, i Giudei hanno ricevuto l’occasione di ritornare nella terra di Israele e da qui ritornare alle loro radici ed iniziare la correzione.

Domanda: La Terra di Israele è Santa anche in senso geografico?

Risposta: No, ma la connessione ad essa, anche a livello vegetativo, già comprende l’intenzione altruistica.

Un uomo santifica la terra. Un uomo santifica la natura inanimata, vegetativa ed animata. Tuttavia, noi non apparteniamo al livello “umano” poiché siamo ancora al livello animato. Quindi, la “terra di Israele” – che significa il desiderio di ricevere a livello inanimato – non è santa. Infatti, io non attribuisco questo desiderio a me stesso e lo santifico. Io vivo semplicemente nella terra di Israele perché ci sto bene. Se qui sento della pressione, lascerò questo posto, proprio come è successo due mila anni fa.

Ho incontrato molti israeliani al congresso del New Jersey, e nessuno voleva tornare indietro, tranne alcune persone che erano connesse a noi. Dei sondaggi mostrano che gli ebrei negli Stati Uniti stanno staccandosi da Israele e non vogliono essere identificati con Israele. Preferiscono essere dei Giudei americani, come membri di un’altra nazione. Sebbene si siano arrabbiati perché ne ho scritto nel mio blog, questi sono i risultati dei sondaggi che li hanno effettivamente presi in considerazione. Vedo la stessa cosa nelle conferenze e nelle lezioni che tengo in America.

Ad ogni modo non li rimprovero, naturalmente. E’ abbastanza naturale quando si vive in un certo paese e si è connessi a questo paese in modo egoistico allora si vuole sentirsi bene in questo posto. Si può ricordare la propria terra natale una volta ogni pochi anni. La maggior parte degli ebrei in America, compresi coloro che ho incontrato, non sono mai stati in Israele. Cos’hanno effettivamente da fare qui?

Domanda: Quindi, una persona deve vivere in Israele per completare la correzione?

Risposta: Baal HaSulam dice che una persona che è attratta dalla spiritualità è attratta dalla terra di Israele. Infatti, c’è qualcosa qui. Questa attrazione non può essere espressa a parole, è provocata dalla scintilla che c’è in noi. Ecco perché le persone che studiano la saggezza della Kabbalah vengono qui, anche se non sono ebrei. Sentono che la fonte è qui, che questo posto è diverso ed unico, e che qui ci si sente diversi che in ogni altro posto. Tutto questo non ha niente a che fare con le dinamiche e la qualità della vita esteriore, ma con ragioni molto più profonde.
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(Dalla 3.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 14.05.2013, Gli Scritti del Rabash)

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Israele sono le scintille che illuminano il Mondo

La “Nazione di Israele” è una raccolta di persone nella quale ci sono delle scintille spirituali che ardono. Chiunque abbia questa scintilla sente un’ incontrollabile urgenza di ascendere. La scintilla che si accende in un uomo lo attira verso al rivelazione dell’essenza e allora egli è chiamato “Israele” che sta per Yashar El (diritto al Creatore).

Le scintille sono i punti nel cuore (•) che connettono un uomo alla Luce che Corregge. Uomini come questi possono attirare, mettere insieme la Luce, ed in questo modo essere corretti; mentre senza la scintilla, questa correzione è impossibile. Inoltre, attraverso la connessione tra i punti nel cuore, essi possono risvegliare coloro nei quali questi punti nel cuore non sono ancora stati accesi.

Nel complesso, la scintilla, che significa la forza della dazione, è accesa nel nostro ego, nel desiderio frantumato che è la forza della ricezione. Se io correggo questo desiderio, allora diventerà tutto un grande punto nel cuore, che significa Israele, il vaso della dazione, rispetto alle nazioni del mondo, che sono i vasi della ricezione.

In questo modo, Israele è la parte corretta del vaso generale e solamente attraverso di esso può essere trasmessa la speciale Luce Circostante alle nazioni del mondo. La Luce arriva in una maniera diversa ai desideri che non hanno la scintilla attraverso dei “vasi di trasmittenti” che li preparano e li organizzano, e presentano ad essi l’educazione integrale, e nel complesso funzionano per migliorare la loro vita terrena. Solamente Israele può realizzare questa missione e solamente attraverso Israele passa la Luce. Israele è il legame tra il Creatore e le nazioni del mondo.

Questa è la ragione per cui siamo in questo mondo poiché è qui che troviamo questa connessione tra i diversi vasi. Per quanto riguarda spinte ed incentivi, è il Creatore che li presenta sotto forma dell’attuale crisi globale.

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(Dalla 3.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 26.05.2013, Gli Scritti di Baal HaSulam “La Garanzia Mutua“)

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Domanda: Che cos’è la “Nazione di Israele“?

Risposta: La “Nazione di Israele”, proprio come ogni altra nazione, è un insieme di diverse persone, ma, a differenza delle altre nazioni, queste persone sono unite in base al principio speciale di “Ama il prossimo tuo come te stesso“.

Una volta, gli uomini vivevano in tribù nell’antica Babilonia, e poi si sono divisi e dispersi in differenti direzioni e differenti nazioni, materialmente collegate tra loro, sono state create attraverso i loro desideri materiali.

In quei giorni, Abramo raccolse intorno a sé circa quattro o cinque mila uomini sui molti milioni che componevano l’umanità nell’epoca di Babilonia. Coloro che si unirono ad Abramo erano uomini nei quali ardeva una scintilla per qualcosa d’altro, la scintilla che risveglia gli uomini a porsi al di sopra della natura. Questi uomini lo seguirono con grandi speranze, nell’attesa di trovare il Creatore.

Essi ricevettero da Abramo il metodo per la rivelazione del Creatore che permette ad un uomo di imparare ad amare gli altri al fine di conseguire l’amore per il Creatore grazie a questo.

Questo gruppo lasciò la Babilonia ancor prima della grande diaspora e con il tempo diventò la nazione di Israele. Primo, le scintille non erano unite e tutti avevano dei desideri differenti e non potevano unirsi.

Tuttavia, Abramo iniziò a lavorare con loro e ad unirsi a loro attraverso un’idea comune ed un solo obbiettivo, attraverso la percezione che è al di sopra del desiderio egoistico.

Egli agiva in base al principio che “l’Amore copre tutte le trasgressioni”. Però, gli uomini possono sentire l’amore solamente se il desiderio per il piacere cresce in loro. Essi acquisiscono una sufficiente forza per rifiutare il piacere e quando lo superano, ascendono all’amore. In caso contrario, l’indifferenza e la divisione tra loro può annullare ogni scintilla.

La dinastia dei nostri progenitori, Abramo, Isacco, e Giacobbe inizia qui. Il gruppo adempì la sua misura di iniziale unità, e allora una nuova ondata di ego lo coprì e, di conseguenza, il successo e l’insuccesso dei tentativi di unirsi si trasformarono in una specie di lavoro che noi chiamiamo l’ “esilio in Egitto”.

E’ lo stesso gruppo. Non importa in quale tenda abiti, cosa studi, ed in cosa si impegni, il suo stato attuale è chiamato semplicemente “Egitto”. “Il Faraone” compare tra gli amici, nell’odio reciproco, e nella Torà, e nel metodo con il quale Giuseppe sostiene il gruppo, e poi, in Mosè.

Infine, il “gruppo di studio” raggiunge uno stato insopportabile perché l’ego semplicemente li divide ed essi non sanno cosa farci. Essi vogliono connettersi e realizzare una connessione reciproca tra di loro, ma l’ego li separa così tanto che essi si trovano in un vicolo cieco.

Allora, non solo non capiscono, ma entrano anche in un nuovo stato dove c’è un bisogno essenziale e vitale di scappare dal “re dell’Egitto”, per uscire dall’amore per sé e superarlo.

Immaginate quanto forte dovete essere per odiare l’ego, quanto repulsivo ed insopportabile deve sembrare in modo che possiate “saltare” e porvi al di sopra di esso. Semplicemente non avete la forza per entrare in contatto con esso, e questo odio vi solleva. Questo è il significato di “esodo dall’Egitto”.

Tuttavia, la fuga non è sufficiente. Come ci dovremmo unire adesso? Dobbiamo comunque coesistere con l’ego. In questo stato, i figli di Israele si trovano davanti al “Monte Sinai“, non al di sopra dell’odio, piuttosto, intorno ad esso. Allora, arriva la Luce, e grazie ad essa, i figli di Israele arrivano a capire come potersi unire nel modo corretto, il che significa usare ed in che misura usare l’odio al fine di unirsi al di sopra di esso.

Essi iniziano a lavorare reciprocamente in modi diversi, ed è impossibile farlo senza incorporare la forza negativa. Al fine di ricevere la forza positiva, essi fanno un patto tra di loro,  tra di loro e la Luce, il Creatore. In questo modo, la loro auto-correzione inizia.

Il gruppo è lo stesso gruppo, ma da adesso in poi è una nazione poiché adesso essi sono veramente uniti come ogni altra nazione, ma sono uniti nel desiderio collettivo, nelle scintille della dazione.

La base della loro unione non è il normale desiderio materiale di una bella vita in questo mondo, ma la necessità di vivere nel Creatore, in Colui che è superiore. Infatti, anche i figli di Israele sono attirati dal una “bella vita”, ma dietro a queste parole, c’è già un diverso significato. Il senso di ciò che effettivamente è “bello” cambia.
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(Dalla 3.a parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 22.02.2013 “Il Sostegno Reciproco”).

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Avete scelto noi

Rabash, “Avete scelto noi”: “Questo è il punto che è proibito di insegnare dalla Torah ai pagani, il che significa che le nazioni del mondo che si trovano all’interno di una persona dovrebbero essere educate da se stesse.
E Baal HaSulam dice che ovunque i saggi dicono che è proibito, vuol dire che è impossibile. Dal momento che “la Torah esiste solo in coloro che uccidono se stessi per questa”, il che significa che una persona che annulla il suo “io” e vuole annullarsi davanti al Creatore, il Creatore gli dona la Torah in regalo.
Pertanto, una persona dovrebbe sapere che il Creatore ha scelto solo il lato di Israele in una persona, ed è solo per quanto riguarda questo lato che è scritto: “Tu ci hai amati e ci hai voluti.” Così, una persona che dice “Tu ci hai scelti,” deve rispettare e considerare la fase di Israele in lui e annullare tutti gli altri desideri delle nazioni del mondo in cui è incorporato.

Dobbiamo fare in modo che le qualità che portano una persona più vicina alla spiritualità, siano sempre in primo piano e parlino dentro di lui, mentre tutte le altre qualità devono essere represse. Allora, la struttura interna di una persona diventerà sempre più simile a quella di un Partzuf spirituale negli attributi che egli riceve dall’ambiente. E’ solo in loro che egli può ricevere la Torah dal momento che sono i desideri che sono stati acquisiti a seguito della connessione, i desideri di dazione che derivano dall’unione .

Tuttavia, se questi sono gli attributi propri di una persona, allora certamente saranno egoistici. Non sarà mai in grado di sentire la verità in essi, e, quindi, non è possibile avanzare con loro.

Se una persona prende la decisione che solo i desideri che riceve dall’ambiente sono i desideri della sua anima, capisce che è impossibile avanzare in qualsiasi altro modo, e che tutto in lui, tranne che quella scintilla è storto (in ebraico “storto” suona come “idolatro”) e non corretto. In questo modo una persona arriva alla formazione del corretto vaso in lui attraverso la comprensione che tutti i suoi desideri personali sono imperfetti.

Dalla Preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah 5/5/13

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Nella spiritualità un essere umano è la parte che fa da coordinamento tra il Creatore e gli esseri creati. Egli è anche chiamato “Israele“, che significa diritto al Creatore (Yashar-El). E’ detto: “Tu sarai chiamato Adamo (Umano) e non le nazioni del mondo”. Infatti, il Masach (schermo) che Io fornisco all’umanità è il vero “me”, l’essere umano in me”. Io prendo l’Aviut (la grossezza) dalle “nazioni del mondo”, la Luce dal Creatore, e devo costruire un Masach in relazioni ad esse.

Lo scopo di ogni Partzuf superiore è quello di essere effettivamente un “adattatore”, un “connettore”, il passaggio che non ha nulla di suo tranne che l’adattamento alle necessità degli altri. Questo è il mio lavoro, il mio compito. Chiunque abbia il punto nel cuore deve farlo, questa è la ragione per cui studiamo.

Domanda: Cosa superiamo comportandoci così?

Risposta: Dobbiamo superare le interruzioni che ci impediscono di aiutare il mondo e quindi di portare gioia al Creatore. Proprio come si racconta, Egli voleva davvero donare la Torah, che significa il metodo della correzione, alle “nazioni del mondo”, e la nazione di Israele l’ha ricevuta solamente come punto di passaggio, come un adattatore e un connettore. Le nazioni del mondo hanno i vasi, le Luci sono sopra, e la nazione di Israele, coloro che hanno il punto nel cuore, devono fare da adattatori tra di loro. Ne consegue quindi che noi siamo il Partzuf superiore, l’adattatore o, in altre parole, il Masach e la Luce che Ritorna.

Abbiamo solamente bisogno di sforzare noi stessi e di nient’ altro oltre a questo. Il nostro desiderio è piccolo paragonato al desiderio delle nazioni del mondo, e quindi è scritto, “Voi siete pochi tra le nazioni”. Noi siamo pochi non quantitativamente ma rispetto al desiderio di ricevere, poiché il nostro Aviut appartiene al livello di Bina e noi abbiamo acquisito tutte le aggiunte dopo la frantumazione. Il nostro solo compito è di servire Malchut, che significa i desideri delle nazioni del mondo, e di costruire il Terzo Tempio da essi. Dovremo adempiere a tutti i desideri e a tutte le passioni spirituali che saranno rivelati in essi.

Per cui è scritto: “La saggezza nelle nazioni del mondo – credete, la Torà nelle nazioni del mondo- non credete”. I loro vasi devono ricevere la Luce di Hochma, e la Torà è il metodo di correzione che esiste solamente nella nazione di Israele che ha il compito di evocare la Luce che Corregge, per correggersi essa stessa, per calcolare le cose rispetto al Masach, e per portare alle nazioni del mondo la Luce di Hochma. Noi costituiamo la connessione ed il sistema e le nazioni del mondo ci forniranno i desideri.

Domanda: Questa missione non sembra molto difficile. Dobbiamo solamente trasmettere qualcosa alle nazioni del mondo come fanno i messaggeri; cosa c’è di così difficile nel lavoro di questo “adattatore”?

Risposta: In principio, a livello dei progenitori siamo stati staccati dai vasi di AHP, cioè, abbiamo lasciato Babilonia dopo aver corretto i nostri vasi che appartengono a GE. Poi, a livello dei figli abbiamo corretto il nostro AHP attraverso gli esilii, soprattutto nell’esilio in Egitto, ed abbiamo acquisito un vaso completo, ma le sue due parti sono nostre poiché appartengono al livello di Bina e questo non è abbastanza. Quindi, dopo l’Esodo dall’Egitto, la conquista della Terra di Israele, e la costruzione del Tempio, tutto il nostro vaso si è frantumato ed è caduto al livello delle nazioni del mondo, al quarto e ultimo esilio.

Ora dobbiamo incominciare a correggere le cose, ma non la correzione che c’era prima. Allora non siamo passati attraverso la frantumazione, e oggi dobbiamo tirare fuori i nostri “vasi” dalle “nazioni del mondo”. Si tratta di un lavoro molto impegnativo. In aggiunta a questo, anche i rappresentanti delle nazioni del mondo si aggiungono a noi.

Per prima cosa dobbiamo ricostruirci come un unico vaso come eravamo soliti essere e poi iniziare a lavorare con le “nazioni del mondo”, poiché la connessione esiste già dai giorni dell’esilio. Quindi, anche se iniziamo la nostra auto-correzione adesso, è già passata a loro, e, in questo modo, non riedifichiamo solamente noi stessi, ma includiamo anche tutti gli altri nella correzione e ci eleviamo insieme ad essi a livelli molto più superiori.

Quando Israele si rialzerà di nuovo, le nazioni del mondo lo seguiranno immediatamente e avranno qualcuno a cui chiedere il vero AHP e non l’AHP non sviluppato di Bina.

Quindi, il ruolo di “Israele” è di prendere le mancanze delle “nazioni del mondo” e con esse elevarsi al Creatore e preparare il vaso della Shechina (Divinità) per esse. Il vaso è costruito con i diversi desideri delle nazioni del mondo, non importa se siano già pronti. La cosa principale è che sentano che l’appagamento dall’alto passi attraverso noi. Allora, saranno in grado di aderire a noi e ricevere il vaso.

In questo modo facciamo felice il Creatore. Poiché è a loro che Egli ha promesso di dare la Torà, ai veri vasi della ricezione, e noi siamo solamente il mezzo per la correzione di questi vasi.

E’ dunque chiaro quanto sia importante la divulgazione in tutto il mondo. La “Torà” è un sistema generale ed indivisibile che viene rivelato ovunque. Ne consegue che siamo collegati in una rete e non possiamo separarcene e fuggire. Questa rete, la connessione tra gli uomini, è la “Torà“. Questa rete esiste in tutti i livelli dal principio fino alla completa connessione in cui tutti gli uomini diventeranno “come un solo uomo con un solo cuore”. La Torà è il vaso generale e la Luce generale in essa è chiamata “Il Creatore”. Oggi dobbiamo correggere il desiderio di ricevere al fine di connetterci al di sopra di esso nella reciproca dazione al Creatore.
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(Dalla 2.a parte delle Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.04.2013, Lo Zohar)

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Una vecchia trappola sui percorsi da fare

Domanda: Il 15 aprile, Israele festeggia il Giorno della Memoria per onorare i soldati caduti e le vittime del terrorismo. Come può una persona affrontare il dolore di una perdita? E, in generale, come si rapporta la scienza della Kabbalah ad un argomento così doloroso?

Risposta: Ho avuto di fronte questa inevitabile questione, che in sostanza è il tentativo di trovare il colpevole. “Chi deve essere incolpato per la mia sensazione di sofferenza?”- chiede una madre inconsolabile, ed insieme a lei, in un modo o nell’altro, tutti gli altri lo chiedono. In conclusione, questa domanda ci porta inequivocabilmente a chi è che può fare la differenza.

Ci sono dei momenti quando quello che succede non può essere cambiato. Per esempio, la natura inanimata, vegetativa ed animata obbedisce alle leggi del proprio sviluppo. Fino a quando un uomo non si è separato dal legame con le scimmie e a partire dal tempo di Adamo non ha avuto la possibilità di determinare i suoi stati in qualcosa, si è sviluppato attraverso una sequenza continua di tribolazioni: i nostri progenitori erano mangiati dagli animali, uccisi dalle malattie, dai disastri naturali, ecc.

In generale, possiamo solamente fare riferimento alla legge generale dell’universo, che indica cosa sta succedendo, come richiesto dallo sviluppo graduale. Si dice: “Non mostrare ad uno sciocco un lavoro fatto a metà”. Anche noi passiamo attraverso questo processo.

Tuttavia, quando abbiamo l’opportunità di determinare i nostri stati nel bene o nel male, è allora necessario comprendere cosa sta succedendo. Ora, in aggiunta al “rullo dello sviluppo” messo in moto dalla Natura, l’uomo ha una specie di aggiunta.

Per esempio, guido una macchina che non è completamente a posto per affrontare una strada dissestata. Una gomma è a terra; i freni funzionano appena; in breve, sono nei pasticci.

E così è anche nella vita: parte dei nostri problemi sono causati dalla natura che ha preparato per noi questo percorso e l’altra parte dipende da noi. Questa è la parte di cui solitamente parliamo. Infatti, niente può essere fatto con la natura; essa guida la creazione dal suo stato primitivo ed egoistico verso quello finale, che è altruistico. E’ una forza potente ed irresistibile che spinge tutto in avanti. E, inoltre, ad ogni stato, l’essere creato ha l’opportunità di facilitare il proprio sviluppo, comprendendo che è inevitabile e desiderabile. L’essere creato è capace di guardare al futuro nel suo stato finale e vedere che non c’è alternativa, che ne vale la pena.

Ci comportiamo nello stesso modo quando facciamo un qualunque duro lavoro. Per esempio, essendomi iscritto all’università, mi sono “procurato” del duro lavoro da fare tutti i giorni per quattro o sei anni, sapendo che non ci sono alternative. Inoltre, continuerò a studiare anche in seguito perché non voglio rimanere un ingegnere per tutta la mia vita. Sebbene, lungo la strada, incontrerò delle cose che non mi piaceranno e soffrirò per gli ostacoli che non dipendono da me, che si tratti degli esami o dei compiti che mi sembrano senza senso e che odio, guarderò avanti e capirò che devo passare attraverso tutto questo.

Infatti, tutti gli intelligentoni sopra di me hanno deciso che ho bisogno di tutto questo, se non altro per allargare i miei orizzonti in modo da non avere delle vedute ristrette.

Nella Kabbalah, sappiamo che parliamo di un programma completo e perfetto, che prevede tutte le sfumature. Ci vengono mandati i passi necessari e li compiamo nella via di “mezzo”, senza una serie infinita di terribili sofferenze, e senza passare per una “valle incantata”, sopra la quale suonano le melodie delle sfere celesti.

Non possiamo percorrere il cammino più facile e più corto; però, naturalmente, non siamo interessati al cammino della sofferenza con i suoi incubi ad ogni angolo. Dunque, in qualche modo ci costruiamo la nostra strada nel mezzo, in base a quanto viene detto nella Torà. Ovviamente, a causa della nostra natura, dobbiamo stare in equilibrio tra due forze – negativa e positiva – combinando le proprietà del “giudizio” e della “misericordia”, avendo il timore e, nello stesso tempo, valorizzando ciò che riceviamo.

E, ripeto, ci sono periodi di sviluppo differenti. Talvolta, abbiamo l’opportunità di farcela nel cammino piacevole dell’unione, raggiungendo facilmente e comodamente un risultato intermedio. Ma succede anche che ci troviamo davanti delle difficoltà insormontabili; non riusciamo ad unirci, e allora quello che succede succede. Questo vale per tutte le guerre che abbiamo combattuto dal momento della rinascita dello stato di Israele e anche prima, compreso l’Olocausto.

E, naturalmente, tutto questo lo avremmo potuto correggere ed evitare in anticipo ma, sfortunatamente, non abbiamo realizzato le correzioni. Non solo Baal HaSulam ma anche altri Kabbalisti ne scrivono e ne fanno cenno, ma in un certo senso preferiscono non addentrarsi in questo argomento. Infatti, cosa possono dire agli uomini? Questo argomento è così doloroso che delle spiegazioni dirette non farebbero che provocare del rifiuto. Un uomo dovrebbe giungere da solo alla conclusione che tutto dipende da noi. Degli studi corretti sono necessari, basati sulle scoperte che saranno fatte dallo studente e non dall’insegnante…
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 15.04.2013 “La Nazione di Israele” (Il giorno dell’indipendenza in Israele)

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Una grande responsabilità e orgoglio per la nostra missione

Shamati # 69,Prima sarà la correzione del mondo“: quindi, quando gli individui in tutto Israele saranno corretti, il mondo intero sarà corretto in modo naturale. Ne consegue che le nazioni del mondo verranno corrette nella misura in cui noi ci correggiamo. Questo è il significato di ciò che i nostri saggi hanno detto, “Il meritevole – condanna se stesso e il mondo intero a una scala di merito”. E non hanno detto, “condanna tutto Israele“, ma “il mondo intero ad una scala di merito”. In altre parole, l’interno correggerò l’esterno.

Perciò abbiamo bisogno di essere più interessati e più preoccupati che i nostri atti non restino solo atti privati che appartengono alla persona che li compie nei confronti degli amici, del gruppo, e anche dell’intera nazione di Israele, ma piuttosto dovrebbero essere diretti verso il mondo intero.

Chiunque possiede la possibilità di correggere se stesso è chiamato “Israele” “Yashar-Kel – dritto al Creatore”, e deve sapere che ha ricevuto questa capacità di determinare la correzione di tutto il mondo.

Questo obiettivo gli è stato dato dall’Alto ma è anche stato richiesto da lui. Questo è il suo destino e non vi è libertà di scelta. La scelta è solo nel modo in cui l’uomo si renderà conto di questa missione che gli è stata affidata. Pertanto, abbiamo bisogno di creare un’atmosfera tale che aiuterà ciascuno di noi a realizzare al 100% il suo destino, per eseguire ciò che il Creatore esige da lui e ha messo su di lui, scegliendo che lui sia la parte che corregge il mondo e non la parte che viene corretta.

Questa è una responsabilità molto grande. Ognuno ha bisogno di vedere se stesso in un ruolo e non solo facendo quello che si presenta nella sua mente e rifiutando di ricevere il lavoro che non gli piace. Questo è un lavoro che non si ferma nemmeno per un istante, ogni giorno. E in questo lavoro ci imbatteremo in disturbi che ci getteranno in un approccio egoistico privato. Quindi deve essere un’opinione generale della società che terrà l’uomo in modo che egli possa vedere tutta la sua vita a tutte le ore come l’ esecuzione di una missione importante, come la madre che è responsabile per i suoi bambini e per tutto il tempo deve pensare a loro.

E con una grande responsabilità deve esserci anche l’importanza dello scopo e un orgoglio verso il compito che ci obbliga a realizzare e servire il mondo intero. Abbiamo ricevuto questa missione e dobbiamo realizzarla.
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“Perché questa notte è diversa da tutte le altre notti?”

Domanda: La notte del Seder di Pasqua è una notte speciale per il popolo di Israele. Si pensa che durante questa notte questo popolo sia nato e abbia iniziato il suo nuovo cammino. In che modo quindi questa notte dell’esodo dall’Egitto è così unica?

Risposta: La persona comincia a sentire che si trova nell’esilio egiziano, in condizioni di schiavitù dal suo ego, che si chiama Faraone, e che è necessario allontanarsi dal suo dominio, fuggire, ma non ne è capace. Comincia a urlare interiormente, non è più disposto a sopportare una vita come questa. Investe uno sforzo per quanto riguarda il gruppo, l’ambiente, l’insegnante, e i libri. Sente davvero di essere in prigione, nell’oscurità.

Poco a poco sprofonda in uno stato che si chiama “l’oscurità dell’Egitto,” la notte dell’esodo dall’Egitto. Questa notte è assolutamente buia, non gli viene lasciata nessuna speranza, nessuna possibilità nella vita. Non sente di essere pronto a continuare a vivere nel suo ego, dal momento che odia tutti, e non è in grado di relazionarsi bene con nessuno.

Egli si sforza di amare gli amici, di amare l’altro come se stesso, ma vede il contrario, diventa sempre peggio. Il Faraone in lui, il suo ego, diventa più forte e più brutale. Così, alla fine, la persona è distrutta, perché vede che non ha alcuna possibilità di lasciare questa servitù.

Egli passa attraverso stati interiori molto difficili, che in ultima analisi sono ammassati insieme: tutti i suoi tentativi di fuga dal suo ego, di salire sopra di esso, tutte le vittorie dell’ego gli mostrano come fortemente questo Faraone lo tiene dall’interno. Egli si trova veramente nel bel mezzo della lotta tra due forze: da un lato, la persona spinge dal momento che desidera essere libera, e dall’altra parte, l’ego pende sulle sue gambe e non lo lascia fuggire.

Queste due forze, infine, raggiungono la vetta della lotta tra loro, e la persona che si trova tra di loro, si sente nel buio più assoluto. Questo stato è chiamato la notte dell’esodo, le tenebre dell’Egitto. E così all’improvviso sente il richiamo da questo buio: “Devi lasciare! Sei pronto a fare questo! Puoi alzarti e fuggire dal tuo ego, qui ed ora, a mezzanotte, cioè, dallo stato più scuro. Non portare nulla con te nel nuovo stato, ad eccezione di quelle cose di cui hai realmente bisogno per la dazione, per il raggiungimento dell’unione, della connessione e dell’amore “.

In questo caso la persona è pronta a partire e fuggire dal suo ego, vuole elevarsi al di sopra di esso. Questo si chiama la sua nascita spirituale.
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(Da Kab.TV, “Scritti dei Kabbalisti: La Notte del Seder di Pasqua” del 04.03.2013)

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Il mondo intero è in esilio, tutta la Terra è l’Egitto

Per una persona che è già uscita dal suo Egitto interiore la notte del Seder di Pasqua rappresenta una festa in cui subisce ancora una volta gli stessi stati del suo esodo, nello stesso ordine (Seder), e si rallegra per la sua liberazione. Questo lo aiuta a salire al grado successivo, di volta in volta, sempre più in alto.

Per questo motivo, è scritto che in ogni generazione, cioè, in ogni stato, in ogni fase della crescita dell’egoismo, una persona deve vedere se stessa come se fosse appena uscita dall’Egitto. E tutte le correzioni che effettua sul suo egoismo saranno sempre accompagnate dal ricordo dell’esodo dall’Egitto. Solo dopo che una persona supera il suo ego, può eseguire azioni di dazione le quali vengono chiamate comandamenti.

Durante la notte di Pasqua tutti si siedono al tavolo della festa con la propria famiglia leggendo riguardo la libertà e le sofferenze della schiavitù, e, ovviamente, provano un dolore interiore, desiderando la liberazione. Questa festa risveglia di nuovo tutte le domande riguardo la schiavitù e la libertà. Ora, come possiamo ottenere la libertà, arrivare ad una nuova vita, ad un nuovo stato?

Dobbiamo renderci conto che oggi siamo entrati in una nuova era, e se non comprendiamo la nostra missione, come il popolo d’Israele che esce dall’Egitto, non saremo in grado di sopravvivere sia come paese che come popolo. Non saremo in grado di essere ebrei, perché questa è la nostra missione, dobbiamo inviare il messaggio al mondo per raccogliere tutti, insieme a noi, dall’ egoismo generale, grazie al quale ci troviamo nell’attuale situazione di crisi.

Questa crisi si espande sempre di più e volutamente ci spinge in modo che finalmente vogliamo uscirne con il mondo intero. Per questo, dobbiamo dare l’esempio agli altri. Celebrando oggi il Seder di Pasqua nel 2013, io quindi mi preparo per l’esodo e per la libertà che raggiungerò dopo.

Si tratta di una salvezza dall’angelo della morte, il mio egoismo, che mi sta uccidendo. Spero di diventare, per mezzo di questo, la luce per le altre nazioni, così anche loro sapranno come uscire dall’Egitto. Essi vedranno che il nostro ego ci tiene tutti in esilio. Il mondo intero è in esilio, tutta la terra è l’Egitto, e noi dobbiamo elevarci al di sopra di esso.
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(Da Kab.TV, “Scritti dei Kabbalisti: La Notte del Seder di Pasqua” del 04.03.2013)

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Le reti sono settate

Notizie (da BBC News): “Più di 500 anni fa, decine di migliaia di ebrei sono fuggiti dalla Spagna a causa delle persecuzioni. Ora i loro discendenti sono stati invitati a ritornare.

“Prima della famigerata Inquisizione Spagnola del 15° secolo, circa 300.000 Ebrei vivevano in Spagna. Era una delle più grandi comunità di ebrei nel mondo.

“Oggi sono circa 40.000 o 50.000 – ma il numero potrebbe essere sul punto di gonfiarsi notevolmente.

“Nel mese di novembre, in Spagna il ministro della giustizia Alberto Ruiz-Gallardon ha annunciato un piano per dare ai discendenti dell’originaria comunità ebraica della Spagna – noti come ebrei sefarditi – in un circuito veloce – un passaporto spagnolo e la cittadinanza. […]

“Chiunque puo’ provare le sue origini ebraiche in Spagna, ha affermato, potrà avere la cittadinanza spagnola.”

Il mio commento: Sentiremo altri analoghi “inviti” da diversi stati membri e comunità, risultante dal piano US di eliminare lo stato di Israele. Se il popolo di Israele non diffonderà il piano della correzione e non costruirà una società di garanzia reciproca come esempio per gli altri, in questo caso non ha ragione di esistere. C’è ancora una speranza che sarà in grado di farlo.
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