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La festa della famiglia, un’opportunità per rivalutare il significato di famiglia

 

A differenza di altri paesi che celebrano separatamente la festa della mamma e del papà, Israele celebra ogni anno il Family Day, per onorare l’unità familiare e la sua centralità nella vita israeliana. Ogni anno, il Family Day in Israele cade in una data diversa, dato che segue il calendario ebraico e non quello gregoriano, e quest’anno si è celebrato il giorno 1 febbraio.

Se guardiamo le statistiche,  sembrerebbe che la famiglia abbia perso la maggior parte della sua centralità. Questo è vero tanto per Israele quanto per la maggior parte del mondo, soprattutto nel mondo occidentale.  Nel 2021 “c’erano 37 milioni di famiglie composte da una sola persona, o il 28% di tutte le case americane. Nel 1960, le famiglie composte da una sola persona rappresentavano soltanto il 13% delle famiglie”.  Per di più “il 34% degli adulti, dai 15 anni in su, non è mai stato sposato”. Chiaramente l’istituzione familiare ha perso il suo fascino.

Questo è successo per diverse ragioni. Innanzitutto, le persone vivono molto più a lungo rispetto a cento, o centocinquanta anni fa.  Allo stesso tempo, non viene insegnata l’importanza di mantenere l’unità familiare.  Quando l’educazione non instilla in noi l’importanza di mantenere l’unità familiare durante le difficoltà, le persone si arrendono abbastanza facilmente. 

Per poter fare qualcosa che non dia piacere immediato, alle persone oggi serve un significato.  Viviamo in un periodo in cui le persone non riescono a fare ciò che per loro non ha senso, ciò che sembra essere privo di significato.   Per poter mantenere l’unità familiare, bisogna sentire la sua importanza.  Altrimenti semplicemente la si abbandonerà.

Il mondo attuale non sostiene lo stare in una struttura familiare tradizionale.  La gente può mantenersi da sola economicamente e non ha bisogno del sostegno di un compagno o compagna.  Di conseguenza, non appena sorge un disaccordo, e ci saranno sempre disaccordi poiché nessuna persona è uguale ad un altra, la casa viene abbandonata, e ci si stabilisce altrove. 

Quindi, per far sì che due persone scelgano di restare in un’unità familiare, ci deve essere un motivo più grande della famiglia stessa.  Secondo la saggezza della Kabbalah, se cerchiamo la correzione spirituale, allora durante il processo di correzione svilupperemo anche una connessione con il nostro compagno.  Alla fine, la natura richiederà da noi questa correzione, sentiremo l’impegno reciproco di un uomo verso una donna e di una donna verso l’uomo.

Una relazione familiare corretta fa parte della nostra correzione. Fino a quando non raggiungeremo la correzione, lo stato dell’umanità continuerà a peggiorare.  Ma forse se possiamo trasmettere i benefici che una relazione corretta, spirituale, può portare, la gente non vorrà separarsi.  Dipende tutto dal significato che le persone trovano nelle loro relazioni, poiché, come ho detto prima,  senza una connessione spirituale non c’è motivo o capacità di mantenere le relazioni familiari. 

Ciò che dà veramente un senso alla vita

Ci alziamo, iniziamo la giornata, prepariamo i  bambini per andare a scuola o ci rechiamo al lavoro. La giornata passa in un batter d’occhio. Dopo arriviamo a casa esausti e dormiamo fino al giorno dopo in modo da poter iniziare da capo il giorno successivo.  È questo che dà un senso alla vita? Questo è esattamente ciò che un recente studio globale ha indagato. Il 39% degli intervistati ha detto che la famiglia è la fonte principale di significato nella propria vita, rispetto al 2% che ha trovato significato nella fede e nella spiritualità.

Secondo uno studio recente condotto da Pew Research Centre, tra diciannovemila adulti in diciassette paesi sviluppati intorno al mondo, i fattori più importanti nella vita di una persona sono la famiglia, la carriera e il benessere economico. 

Non c’è da stupirsi che la famiglia sia la fonte principale di contentezza. La famiglia gioca il ruolo più importante e diretto nello sviluppo di una persona, e si tratta del cerchio più vicino e influente. Anche gli altri cerchi influenzano e riempiono il tempo di qualità, ma sono più lontani, meno stabili e possono cambiare da un giorno all’altro.

Si può cambiare lavoro, cambiare amicizie o il luogo di svago, ma non la famiglia.  Nonostante le difficoltà che a volte si manifestano, si è dipendenti e connessi alla famiglia. È per questo che è così importante. 

Dopo due anni di COVID-19, ci si poteva aspettare che le persone si sarebbero chieste di più sul senso della vita e, quindi, sarebbero state più attratte dalla spiritualità. Ma alla fine, l’umanità non è particolarmente riflessiva o meditativa sull’epidemia globale.  Piuttosto, le persone si sentono oppresse perché non possono viaggiare all’estero liberamente, o perché devono indossare le mascherine e fare altre dosi del vaccino per prevenire la diffusione del virus, oltre ad altre onerose restrizioni.

Tuttavia, nel complesso abbiamo imparato a vivere con la peste. Presto l’umanità si dimenticherà anche della nuova variante che ha invaso le nostre vite. La nostra natura umana è disposta a ricevere volontariamente piacere e godimento per noi stessi e solo per noi stessi. Giorno dopo giorno questa natura egoista cresce, diventa grossolana e spessa, così sofisticata e astuta che la persona non si impressiona più per nulla. Siamo costantemente bombardati da informazioni su guerre, carestie di massa e nuove varianti di virus, ma finché non sperimentiamo una tale realtà in tutti i nostri sensi, non crediamo che stia succedendo e non agiamo per cambiare.

Nonostante ciò, non posso dire che il coronavirus non abbia avuto un impatto su di noi. Ci ha rivelato quanto dipendiamo gli uni dagli altri perché siamo un piccolo villaggio globale. Ma nella rete di comunicazione tra di noi, nei nostri sentimenti interiori, rimaniamo indifferenti e distaccati gli uni dagli altri. Così, ciò che accadrà naturalmente è che l’egoismo si rafforzerà; appariranno più colpi globali finché non ci renderemo conto che solo quando ci sentiremo una sola famiglia, in garanzia reciproca, potremo prosperare.

Percepiremo le nostre vite come piene di significato solo attraverso la nostra stretta connessione umana. Se configurassimo il volto della società con il modello di una famiglia ideale, miglioreremmo le nostre vite, creando un’atmosfera buona, calorosa e amichevole per noi stessi. Avremmo costruito un buon ambiente che ci abbraccia come una madre amorevole. Più ci colleghiamo emotivamente l’uno con l’altro, più sentiremo il potere della connessione, la forza suprema della natura, un attributo di dazione ed amore, una forza buona e benevola. Se solo ci aggrappiamo alle qualità e alle intenzioni della natura, scopriremo il senso della vita, sia nella corporeità che nella spiritualità per una completa realizzazione.

E’ ora di rinnovare il nostro pensiero sui figli

Secondo un saggio pubblicato il 20 luglio 2021, nel Journal of Adolescence, negli ultimi anni c’è stato un incremento notevole nella solitudine scolastica tra gli adolescenti. Il saggio, intitolato: “L’aumento mondiale della solitudine adolescenziale”, scritto dall’ acclamato Prof. di psicologia Jean M. Twenge e altri ricercatori, giunge alla conclusione che tra il 2012 e il 2018, “la solitudine negli adolescenti è aumentata…in 36 paesi su 37.  In tutto il mondo, quasi il doppio degli adolescenti nel 2018 hanno manifestato  segni di solitudine, rispetto al 2000, con l’aumento più significativo dopo il 2012”. Tuttavia, i ricercatori aggiungono che “anche con l’incremento recente…la maggior parte degli studenti non hanno segnalato livelli alti di solitudine”.

Quindi gli adolescenti si sentono soli, o no?  Credo che il problema non sia che si sentano soli, ma che noi non comprendiamo ciò che pensano o provano e perciò spesso attribuiamo a loro stati emotivi che non stanno vivendo, dato che pensiamo che siano come noi, ma non è così. 

Gli adolescenti di oggi sono più intelligenti, più sensibili, e più comprensivi di quanto pensiamo. Guardano noi,  ciò che abbiamo (o non abbiamo) realizzato,  le conseguenze delle nostre azioni e traggono le proprie conclusioni. Non sono impressionati come  eravamo noi, da titoli accademici, da viaggi, o dall’accumulare ricchezze e beni materiali. Ogni cosa è accessibile, basta premere un tasto sul cellulare e non hanno la voglia  che avevamo noi di conquistare, di essere “qualcuno”. Vedono quanto ci ha reso “felici” e che mondo abbiamo costruito grazie ad essa. 

Quando guardo i miei nipoti, non mi sembra che soffrano. È una nuova generazione con un carattere diverso. Fanno domande pragmatiche, vogliono sapere cosa otterranno da tutto ciò che fanno e quando non ottengono risposte soddisfacenti, ordinano una pizza a domicilio e stanno a casa con le loro app e i loro giochi sui social media. Nel migliore dei casi, potrebbero invitare un amico o due, ma spesso comunicano con gli amici solo sui social media.

Eppure, il fatto che siano soli non significa che si sentano soli. Alcuni sono soli e altri no, proprio come lo eravamo noi. Per loro stare da soli per molte ore non significa sentirsi soli. Quando noi volevamo socializzare, andavamo fuori. Quando loro vogliono socializzare, vanno online. Vivono in un mondo diverso, prima ce ne rendiamo conto e più semplice sarà aiutarli a crescere  al suo interno.  

Dobbiamo sostenerli e prenderci cura di loro, ma dobbiamo anche lasciarli crescere alle loro condizioni e a modo loro. Avranno le loro sfide come le abbiamo avute noi e avranno bisogno del nostro aiuto, ma non dobbiamo forzare la nostra visione del mondo su di loro, poiché ciò impedirà loro di sviluppare la visione del mondo di cui hanno bisogno nella realtà di oggi, dove tutto è mescolato e interconnesso, fisico e virtuale, locale e globale, solo e insieme.

Non intendo dire che non dobbiamo assicurarci che non prendano una strada sbagliata. Tuttavia, non dovremmo nemmeno costringerli a seguire la nostra strada solo perché pensiamo che la nostra strada fosse giusta per noi. Infatti, se era giusto per noi quando siamo cresciuti, certamente non lo è per loro, poiché il mondo in cui siamo cresciuti non esiste più; viviamo in un mondo diverso. Quindi, gli adolescenti di oggi devono trovare una strada loro, e noi dobbiamo aiutarli a trovarla con sicurezza, sapendo di avere un cuscino su cui cadere  se dovesse servire.  

In aggiunta a tutto ciò, io insegnerei loro le basi della saggezza della Kabbalah. La saggezza della Kabbalah è la scienza della  connessione tra le persone, e dunque l’apprendimento delle basi delle connessioni positive tra la gente, può essere molto utile in un mondo iperconnesso. 

Credo che adottando questo approccio attraverseremo l’adolescenza dei nostri figli in maniera più semplice e piacevole.  

Quando i nostri figli adulti vanno via di casa

Dal momento in cui nascono i nostri figli investiamo in loro tutto il possibile sapendo che verrà il giorno in cui andranno avanti in modo autonomo con la propria vita. Questa transizione può essere difficile da fare per le famiglie. Qual è dunque il modo migliore per portare avanti le relazioni con i figli adulti che hanno lasciato casa? Quali preparativi dovrebbero essere fatti in anticipo in questa fase per mantenere la famiglia connessa?

Fin dall’infanzia vale la pena di instaurare con i bambini l’abitudine di non far passare mai un giorno senza che ci contattino. Non importa dove siano e cosa facciano esattamente, almeno una volta al giorno ci chiameranno per scambiare impressioni riguardo al benessere di tutti. Non serve che siamo noi a contattarli perché potrebbero essere impegnati e potremmo disturbarli.  E’ molto meglio se loro si abituano a chiamarci. In questo modo, quando arriverà il momento per loro di uscire di casa, avranno l’abitudine consolidata del contatto quotidiano.

Da noi genitori, ascolteranno cosa sta succedendo con il resto della famiglia. In questo modo verrà mantenuto il legame familiare. Ovviamente, il contatto fisico dovrà essere anch’esso mantenuto e  ci dovrebbe essere una routine regolare. La cucina casalinga che prepareremo per loro da portare a casa fornirà anche un’altra sensazione di connessione con noi per tutta la settimana. 

In generale, la fase di uscita di casa per una vita adulta indipendente è qualcosa che deve essere preparata per anni. L’indipendenza si costruisce attraverso la creazione di un ambiente dove i bambini imparano a sentirsi responsabili, maturi, e dove riescono a funzionare come se vivessero già per conto proprio, anche se in realtà vivono ancora con noi.  E quando finalmente arriva il giorno di andare via di casa, è nostro compito fornire ai nostri figli un senso di fiducia e sicurezza , una sensazione che ce la possono fare da soli. Noi saremo sempre lì a sostenerli, ma la responsabilità passa a loro.

Chiunque cresca in un ambiente con un’atmosfera troppo coccolata, dove tutto viene fatto per lui, avrà difficoltà ad abituarsi ad una vita indipendente. Questi individui vengono lasciati con un handicap, senza sapere come organizzare le cose basilari come il cibo,  il bucato, e normali responsabilità della vita, per non parlare delle preoccupazioni complesse come relazioni a lungo termine e iniziare una famiglia tutta loro. Una persona tale si sente impreparata ad afferrare la vita con le proprie mani. In effetti, se non forniamo un’educazione corretta anticipatamente, sarà difficile recuperare il deficit accumulato nel momento in cui lasceranno la casa. 

Cosa si può fare se una situazione del genere è la realtà? Sedetevi con i vostri figli e scrivete una sorta di guida, una guida più dettagliata possibile, che contenga casi e conseguenze, cosa fare quando succedono certe cose, come gestire le difficoltà quando sorgono.  Tutto ciò che non è stato assorbito dalle loro menti e cuori durante gli anni dell’infanzia deve ora essere scritto. 

Anche noi genitori dovremmo essere preparati ad affrontare la nuova situazione dei nostri figli che escono di casa e di come adattarsi all’essere nidi vuoti. Quando andranno a vivere da soli e non riceveremo loro notizie per molto tempo, ci sentiremo probabilmente molto feriti. Forse non abbiamo il diritto di sentirci feriti perché questo è il risultato del modo in cui li abbiamo educati. Il loro comportamento non significa che è loro intenzione ferirci, ma che ora è il nostro ego che pretende attenzione da loro.  Sembrerebbe che non siamo riusciti a instillare in loro dei buoni esempi di preoccupazione per gli altri e di reciprocità nelle relazioni.

Dopo aver affrontato le carenze dei nostri figli adulti e la nostra solitudine, quello che possiamo ancora fare è chiamarli quotidianamente per valutare come stanno, se hanno bisogno di qualcosa, e per offrire aiuto o dare buoni consigli. Dopo un periodo di tempo durante il quale si abituano al fatto che li chiamiamo, possiamo dire qualcosa del tipo: “Non sappiamo se possiamo chiamarti domani, ma saremmo molto felici se tu ci chiami tu”. E così, poco alla volta, si formerà l’abitudine di legame reciproco.

In poche parole, è una parte naturale della vita che quando i nostri figli crescono e progrediscono, diventano indipendenti e inizia una nuova vita tutta loro. Quello che dobbiamo tenere sempre a mente è che il nostro lavoro è dare loro un senso di sicurezza, una guida per la loro vita futura e la sensazione che siamo dietro di loro, qualunque cosa accada. 

Dovrebbe esserci una chiara garanzia che, anche se lasciano la nostra casa, non lasceranno mai il nostro cuore. E tale affermazione sarà ricambiata.

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La mamma e il papà sono incancellabili!

Commento: Una scuola di New York insegna ai ragazzi un nuovo linguaggio, nel quale non ci sono le parole “mamma”, “papà”, “bambino”, “bambina”. Tutti questi termini sono considerati offensivi dall’amministrazione scolastica. Al posto di mamma e papà si raccomanda dire: adulti, parentela, famiglia. Al posto di padre e madre dovrebbero essere usati dei termini di genere neutrale: genitore o tutore; invece di marito e moglie: compagno. Insomma gradualmente nel mondo si fa strada una nuova lingua. Sarà accolta?

Risposta: Non sarà accolta. Quel che è dato dalla natura, è dato dalla natura. Tutto qui. Non c’è altra soluzione. Sostituire mamma e papà?!

Domanda: Praticamente, questi termini: papà, mamma, e in ebaico: “ima”, “aba”, sono stati presi da uno stato di cose naturale? Così le piccole labbra del bambino cominciano a dire: papà, mamma, “ima”, “aba”?

Risposta: Certamente.

Domanda: Questo è inevitabile?

Risposta: Sì. 

Commento: Nemmeno se le persone vorranno modificare questo linguaggio? 

Risposta: Questo va contro i gradini della natura, la quale in tal modo ci ha identificato. All’uomo questi gradini vengono attribuiti per l’eternità. Quelli degli animali invece svaniscono. Dopo due tre anni i cuccioli si separano dai genitori. Più precisamente dalla madre, in quanto il padre in questo non determina assolutamente niente. 

Commento: E se il cucciolo si incontra sua madre fra tre anni, non la riconosce nemmeno? 

Risposta: Non solo non la riconosce, ma insieme danno inizio a una nuova prole. Voglio dire che si disconnettono totalmente dal passato. La mamma serve soltanto per nutrirlo, istruirlo, diciamo nel corso dei due-tre anni, questo dipende dalla specie, e basta. Di conseguenza non c’è più niente. 

Commento: E all’uomo questo rimane per tutta la vita? 

Risposta: Per tutta la vita, di generazione in generazione. E noi ancora siamo curiosi di sapere chi c’era nelle nostre esistenze passate. Lo troviamo molto interessante. 

Domanda: Allora perché attualmente si mette in atto questa violazione, che un marito e una moglie sono “partner”; una mamma e un papà sono “genitore, tutore”? 

Risposta: Tutto questo va a mutilare il linguaggio, le relazioni tra la gente. Sono tutte deformità egoistiche, le quali affiorano all’esterno e si mostrano sempre più giuste e determinanti. Tutto questo passerà. Non serve neanche combatterlo, tutto questo morirà. Basta lasciar passare un po’ di tempo e tutto scomparirà. 

Domanda: E cosa accadrà? 

Risposta: Non accadrà nulla, la mamma e il papà sono incancellabili.

 

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Tratto dal programma televisivo “ Le notizie con Michael Laitman” 05.04.2021

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Domanda: Che cos’è il vero amore?

Risposta: Il vero amore è fiducia assoluta, supporto impeccabile, abnegazione e fiducia nel fatto che verrai trattato allo stesso modo.

Domanda: Durante lo sviluppo dell’umanità, il concetto di famiglia è cambiato notevolmente. Qual è la famiglia ideale oggi?

Risposta: Una famiglia ideale è la stessa cosa dell’amore ideale, che è costruito sopra tutti i problemi, con loro e nonostante loro. Pertanto, se le persone sapessero come creare ponti sui problemi e tenerli al sicuro, allora viene creato il vero amore. L’amore è una conseguenza di un duro lavoro sui propri difetti e quelli degli altri.

Domanda: Cosa significa vivere al di sopra dei problemi?

Risposta: Conoscendo tutti i problemi, cerchiamo, senza chiudere gli occhi su di essi, di rispettare l’altro, di apprezzarlo e di essere connessi tra loro senza dimenticare i nostri problemi.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Kabbalah Express”, 1/09/2020

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Come vi sentite durante questi giorni difficili?

Come vi sentite in questi giorni di epidemia globale da Coronavirus, che vi sta portando in un vortice di sentimenti e pensieri? Proprio come in un caleidoscopio, uno stato sostituisce l’altro in maniera repentina, dall’infarto alla completa indifferenza. Le onde dell’orrore si susseguono come se la natura vi stesse frullando in un frullatore. Tutto ciò di cui eravate capaci e conoscevate, tutto ciò a cui vi siete abituati per decenni nella vostra vita – bambini, lavoro, guadagno – tutto viene cancellato e sta scomparendo. Come possiamo aiutarvi ad alleviare questo enorme dolore?

So che siete persone razionali, intelligenti e dedite al lavoro. Vi piace avere numeri e calcoli specifici che siano al di sopra dei sentimenti. Ma ora, volete sentire qualcosa di emotivo che entra nel vostro cuore.

Proverò a farlo; basta capire che la scienza della Kabbalah si rivolge al cuore umano attraverso la mente o alla mente attraverso il cuore. Unisce questi due sistemi opposti, completamente diversi.

Tutta la nostra vita è costruita su circoli di relazioni: relazioni con noi stessi, relazioni con i nostri sposi, con i figli, relazioni con il Creatore. Ora tutte queste relazioni sono in fase di revisione e, soprattutto, le relazioni con noi stessi.

Il Coronavirus ha portato un cambiamento così radicale nella nostra vita che le persone si trovano costantemente nello stress e nella paura, che offuscano la mente e appesantiscono il cuore…come un infarto, e nella confusione, come fossimo animali intrappolati.

Cosa dovreste pensare per calmarvi un po’ e sentirvi protetti? Vale la pena fare una rivoluzione completa nei vostri punti di vista sulla vita. Al contrario, penso che prima del Coronavirus vivessimo in uno stato di eterno stress e confusione, in condizioni aggrovigliate e squilibrate. Abbiamo corso dalla mattina alla sera e dalla sera alla mattina per realizzare ciò che la società, i capi, la famiglia e qualcun altro ci hanno obbligato a fare. Eravamo in debito con la Banca, in debito con il datore di lavoro, dovevamo, dovevamo, dovevamo. Questa era la nostra vita.

E poi appare qualcosa di incredibile chiamato Coronavirus. E questo virus improvvisamente calma tutta la nostra vita. Rimaniamo a casa e non andiamo a lavorare. I ragazzi non vagano più da qualche parte, chissà dove, e rimangono nelle loro stanze, anche i nostri coniugi sono a casa. Guardiamo la TV insieme o tutti sono impegnati con i loro computer a fare le proprie cose. Tutto sembra essere positivo.

Probabilmente il motivo principale della confusione e della paura è la possibilità della perdita di un reddito. Prima di allora, tutto era chiaro e ragionevole, e improvvisamente, tutto diventa incomprensibile, poco chiaro e ogni giorno le prospettive sono sempre più minacciose. Non siamo preoccupati per un lontano futuro e per il momento della pensione, ma per il fatto che non ci saranno i soldi per il cibo la prossima settimana, il prossimo mese.

Ma, al momento, quelle sono solo paure, non realtà. Ci sono generi alimentari in casa, il frigorifero è pieno. Ci sono ancora dei soldi sul conto corrente. Queste sono solo paure ipotetiche su un possibile sviluppo degli eventi. Ma se viviamo giorno per giorno, allora possiamo dire che la vita è diventata più calma.

Qual è il punto nel preoccuparsi di un possibile futuro se non puoi evitarlo? Non sappiamo cosa accadrà domani, quindi perché impazzire per l’eccitazione e la paura oggi?

Naturalmente, abbiamo delle responsabilità per la famiglia e per i bambini, ma le nostre preoccupazioni non ci aiuteranno in alcun modo. Quel che sarà sarà; siamo tutti nelle mani di una forza superiore e tutti i nostri sforzi non cambieranno nulla, né in una buona né in una cattiva direzione. Sarà così come pianificato dal Creatore.

Forse in questo stato capiremo più velocemente dove il Creatore ci sta spingendo. Dopotutto, non c’è nessun altro oltre a Lui, e Lui ci fa sempre avanzare verso l’obiettivo. Quindi, pensiamo a questo obiettivo e scopriamo cosa il Creatore vuole da noi. Il nostro stato è una conseguenza del programma della natura e non dovremmo pensare di essere più intelligenti di essa. Sarebbe bello se capissimo dove siamo, in quale universo, in quale ambiente, sotto l’influenza di quali forze.

Tutto questo non dipende da noi. Siamo solo minuscole particelle della creazione che pensano di capire qualcosa della natura. Ma anche se riuscissimo davvero a capirne qualcosa, lo useremmo a nostro danno. Pertanto, non rimpiangiamo di non aver raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati perché di sicuro in esso non c’era nulla di positivo.

Prima che scoppiasse l’epidemia, l’umanità in tutto il mondo era sull’orlo di una catastrofe, affrontando grandi avversità. Tutti hanno già parlato apertamente dell’impossibilità di evitare la guerra, della crisi globale generale nell’ecologia, nelle relazioni umane, nell’industria, nella politica e nella finanza. Il mondo, costruito dall’uomo sulla base della sua mente e dei suoi sentimenti egoistici, era semplicemente terribile e passava da una crisi all’altra.

Cosa c’era di buono nella vostra vita precedente? Per cosa vi rattristate ora? Solo per il fatto che, in mezzo a tutti questi problemi, non siete riusciti a ottenere il vostro misero stipendio e a nutrire la vostra famiglia. Vi faceva sentire perfetti e felici? Vi dispiacete per questo? Almeno, se aveste saputo tutto in anticipo: alla fine del mese ci sarebbero stati abbastanza soldi e, in caso contrario, da dove prenderli in prestito. Almeno avevate una certezza, e ora siete nervosi per l’ignoto. Cosa dovremmo fare con questo tumulto interiore e pensieri febbrili, con il “E se fosse”?

Questi pensieri stanno tormentando la maggior parte della popolazione mondiale perché il COVID19 ha invaso molto in fretta tutti i continenti. Il Coronavirus ha inghiottito il mondo intero, tutta l’umanità. Tutti hanno iniziato a pensare: “Cosa mi succederà domani? Da chi dipenderò? Come posso influenzare il mio destino? Come posso garantirmi il bene oggi, domani e dopodomani?”

È molto positivo che tali domande si stiano risvegliando nelle persone e specialmente nei giovani. Si tratta solo di soldi? Se siamo preoccupati solo per il nostro reddito, allora vogliamo vivere come animali per i quali la cosa principale è essere sicuri che avranno di che sfamarsi oggi, domani e dopodomani, e il resto non è importante. Quindi, vogliamo “mangiare dalla stessa mangiatoia dell’asino” o ci comportiamo come esseri umani, e pensiamo anche ad altre cose?
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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1214 – Coronavirus. Come affrontare la paura”, 19/03/2020

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I segni della rivelazione del Creatore

 Domanda: Come facciamo a sapere che il Creatore è rivelato fra di noi? Ci sono segni specifici?

Risposta: Quando inizi a provare forti colpi opposti, vieni lanciato da una parte all’altra, non capisci cosa ti sta accadendo, non sei consapevole dei tuoi prossimi stati: questo è un segno di avanzamento.

Lo stato più importante è la discesa, quando una persona sente che non ha speranza, nessuna chiarezza, si trova come in mezzo alla nebbia, ma va, pazientemente, attraverso tutti questi stati, sistematicamente s’impegna nel gruppo, in ogni cosa che la Kabbalah dice. Passano molti giorni e il mondo diventa nuovo.

Domanda: Quando questo potere è manifestato in una persona cosa cambia nella sua famiglia?

Risposta: E’ tutto uguale, anche più grande. Una persona cade in questo mondo, nell’esatto opposto allo spirituale, di cui ha già fatto esperienza. Non poteva immaginare che sarebbe caduta in tali stati. Ma rinasce di nuovo. Cade ancora e si erge ancora. Quando si cade, si preleva un’altra porzione di egoismo dal nostro mondo per elevarlo alla correzione.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 1/01/2019

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Single Versus Famiglie

Dr. Michael LaitmanNelle notizie (Presz Pospolita): “Nei Paesi occidentali c’è stata una forma di responsabilità che prima funzionava, in cui si prendeva in considerazione la possibilità di permettere all’altro di utilizzare una parte della sua libertà in cambio del permettere la possibilità reciproca. La libertà è facoltativa ora, essa appartiene alla categoria dei diritti.

“Una persona libera è qualcuno che manifesta la disponibilità a sottomettere se stesso e chi gli sta intorno nella ricerca di raggiungere qualcosa di meglio. La cooperazione precedente si trasforma in una forte concorrenza. La libertà diventa egoismo, l’altruismo diventa sottomissione. I progressisti chiamano una famiglia basata sull’altruismo reciproco tra i suoi membri, la schiavitù patriarcale.

“Le differenze tra i ruoli di uomini e donne sono diventate meno rigide. L’aggressività della concorrenza porta a una mancanza di obiettivi comuni, alla mancanza di vicinanza e di sostegno. Una persona single è più felice quando sente che sta vivendo correttamente, quindi essa conduce una guerra ovunque contro la famiglia e le sue fondamenta.

“I single sono il prodotto del benessere sociale, che è crollato, creato a seguito di una lotta competitiva per la sopravvivenza. Più single ci sono, più rigida e tagliente è la lotta. Essi sono la ragione del crollo della società, come un edificio in cui il bene comune ha perso il suo valore, e al suo posto vengono posti gli interessi egoistici di persone singole.

“L’egoismo è la caratteristica che impersona la mancanza di maturità e l’infantilismo. E’ facile manipolare le persone immature. La flessibilità e la giustezza delle loro azioni, che si è sviluppata a seguito di una mancanza di obblighi familiari, è un grande vantaggio.

“Una persona single nel suo spazio chiuso non è felice come sembra, ma non è pronta a riconoscere questo. Se essere single è una scelta consapevole, questo non può essere considerato un segno di felicità e desiderio di essere liberi. Piuttosto, indica l’esistenza di problemi emotivi, dal momento che le persone non sono state create per essere single e vivere in solitudine”.

Il mio commento: Penso che la distruzione delle famiglie è il risultato del crescente egoismo, come è crescente la violenza di popoli e nazioni. Tutto questo ci porta alla necessità di ripensare l’essenza del nostro sviluppo e la necessità di trovare una soluzione. Questa soluzione sta nell’applicazione del principio di unità sopra tutti i difetti e le contraddizioni di tutti e della società nel suo insieme.
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Una pillola contro l’amore

Dr. Michael LaitmanNelle notizie (da Teoria e Pratica):L’amore non è sempre buono; può causare il dolore della perdita, provoca la violenza. In termini di fisiologia del cervello, l’amore è solo un processo ormonale che può essere controllato dal desiderio!

“Il desiderio di sbarazzarsi dell’amore si verifica quando questa sensazione è simile a una malattia.

“L’amore, che può unire le persone e tenerle vicino per partorire e allevare figli, è la base della sopravvivenza della specie. Funziona nel: 1) desiderio sessuale, 2) la simpatia e 3) l’attaccamento.

1) Il desiderio sessuale ci spinge a incontrare i potenziali partner, 2) la simpatia ci consente di scegliere tra questi e quello adatto, 3) l’attaccamento contribuisce a creare una relazione a lungo termine e ci dà la forza di lavorare fino a quando si compie il dovere dei genitori.

“Il lavoro di ciascuno dei tre sistemi si basa su ormoni, prodotte dal corpo. L’attrazione sessuale è associata agli estrogeni e testosterone – gli ormoni sessuali in uomini e donne.

“La capacità di valutare l’attrattività viene dal piacere e dagli ormoni dello stress (dopamina, serotonina, adrenalina), che ci indirizzano verso l’oggetto del desiderio, provocando un senso di eccitazione in sua presenza.

“L’affetto nasce dall’azione dei neuromodulatori (ossitocina e vasopressina); loro ci ispirano il senso di calma e fiducia, la facilità nei rapporti.

“Ma dal momento che questi tre sottosistemi operano simultaneamente, noi potremmo desiderare un partner, considerare attraente un altro, mantenere un rapporto continuo con un terzo.

“Il testosterone crea attaccamento, e l’ossitocina lega l’attaccamento all’attrazione – in modo che il più favorito è colui che è più vicino.

“Nei primi mesi, l’amore assomiglia a un disturbo ossessivo-compulsivo. Ma un anno dopo i livelli di serotonina tornano alla normalità, e l’idealizzazione del partner scompare.

“Gli ormoni che sono responsabili dell’attaccamento e di ridurre lo stress (vasopressina, ossitocina e dopamina) sono prodotti durante il tocco, le coccole, il sesso, l’allattamento al seno. Loro tengono insieme le coppie, le madri ei loro figli.”

Il mio commento: La cosa principale non è quella di intervenire in un processo naturale con le pillole. L’educazione in linea con le buone relazioni globali, come la saggezza della Kabbalah ci insegna, equilibrerà la secrezione di ormoni e ci porterà ad un miglioramento delle relazioni, l’amicizia, l’amore, e la famiglia.
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