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L’altruismo nel nostro mondo

Domanda: Il dieci percento della popolazione mondiale è considerato altruista. Essi si prendono cura degli altri e della natura, ma con un vantaggio nascosto per se stessi. Come dovremmo relazionarci con questo?

Risposta: Il beneficio per se stessi, non visibile, che non nuoce agli altri, non rappresenta alcun pericolo né per la persona né per per il mondo intorno a lei.

Al contrario, se tu rechi danno intenzionalmente al mondo e alla società questo è già qualcosa di serio.

Domanda: Molte persone pensano che ognuno dovrebbe prendere esempio dai cosiddetti altruisti. Ma essi sono ancora considerati egoisti?

Risposta: L’egoismo è lo sfruttamento reciproco. Se un individuo vive normalmente nel nostro mondo, va a lavoro, alleva i bambini, si gode le vacanze, questo non è considerato egoismo. L’egoismo è l’uso degli altri per il proprio interesse.

Commento: E’ interessante che noi lo facciamo senza sentire questo. Nessuno considera se stesso egoista.

Risposta: Perciò, una persona dovrebbe essere educata, ricevere spiegazioni, esempi ed esercizi. Altrimenti la natura non sosterrà la nostra società e la società non sosterrà se stessa.
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Dalla trasmissione di KabTV ” “L’era del post Coronavirus”, 23/04/2020

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Lo sviluppo dell’egoismo è una legge della natura

Domanda: È scritto: “Perché l’inclinazione del cuore di un uomo è malvagia sin dalla sua giovinezza”. Perché “dalla giovinezza”?

Risposta: L’egoismo inizia a svilupparsi in una persona quando è ancora giovane. Lo vediamo nei bambini moderni. In passato i bambini erano amici, giocavano insieme e si connettevano l’uno con l’altro. E ora questo non succede.

Oggi i bambini competono costantemente, sopprimendosi a vicenda. Viene dalla loro natura, sono nati così. Fino all’età di due o tre anni, sono ancora assorbiti in se stessi e quando iniziano ad accorgersi del mondo che li circonda e, prima di tutto, della loro natura, hanno il desiderio di prendere tutto ciò che gli altri hanno.

Lo sviluppo dell’egoismo è una legge della natura. Di conseguenza, c’è separazione fra le persone.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 04/07/2019

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Vai oltre il tuo ego

Nota: Lei ha detto che una persona fa esperienza istintiva del primo amore verso i 12 anni o anche prima. Poi si prova per la prima volta amore per i propri figli. Tutto questo per sentire il modello in se stessi, su come relazionarsi correttamente ai nostri vicini, a tutta l’umanità.

Il mio commento: Sì e poi al Creatore.

Domanda: Queste relazioni sono simili?

Risposta: Ogni volta emergono ad un livello differente.

Se parliamo dell’amore dei bambini o dell’amore per i bambini, o dell’amore per la famiglia, allora questo è il naturale amore che esiste in tutti quanti come un germoglio, e ognuno ha bisogno di svilupparlo.

Se parliamo di amore per gli estranei, questo va oltre la struttura del nostro egoismo. Il nostro egoismo include una sorta di campo: “questo è mio, e anche questo e questo…”

Qualunque cosa sia mia, la amo, l’attraggo, l’adoro. Non adoro altro che ciò che persegue lo scopo del mio egoismo. All’opposto, se non mi serve, non voglio vederla vicino a me.

Quindi, lavorare su se stessi, qui è necessario. Qui devo vedere che va oltre il mio egoismo. In pratica, al di fuori di esso c’è il Creatore. Quando comincio a relazionarmi con ciò che esiste oltre il mio egoismo, mi relaziono al Creatore. Quindi, devo determinare la mia attitudine al Creatore e, in base a ciò, relazionarmi ad ogni cosa che si trova fuori dal mio egoismo.

Domanda: Possiamo dire che se una persona ha un grande ego, la sua struttura è limitata? Non sente neppure la famiglia come sua?

Risposta: Sì, ma questo non significa che non possa andare oltre il proprio ego. Forse, al contrario, in questo modo una persona è spinta ad avanzare, dato il riconoscimento del male.

Il nostro avanzamento si basa su contrazioni ed espansioni: inalazione-esalazione, esalazione-inalazione. Quindi, se una persona ha un grande egoismo, e non sente nient’atro che se stessa, sebbene forse, neppure se ne renda conto, questo la muove verso più profondi conseguimenti del Creatore.

I grandi kabbalisti, prima della loro correzione, sono stati veramente molto egoisti.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 01/01/2019

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Dove ci porta la saggezza della Kabbalah?

Senza usare mezzi termini, sappiamo che la natura di tutti è quella di usare la vita di tutte le altre creature del mondo per il proprio beneficio. Ogni cosa che la persona dà al vicino è fatta solo forzatamente, per coercizione. (Baal HaSulam, “La Pace nel Mondo”).

Domanda: Baal HaSulam scrive che tutti usano gli altri in diversi modi. Solo il 10% delle persone ha un orientamento altruistico. Tuttavia, come sottolinea Baal HaSulam, sono altruisti egoisti, agiscono cioè per amor proprio.

A che cosa ci vuole condurre la Kabbalah?

Risposta: Prima di tutto la Kabbalah ci insegna com’è la nostra natura: siamo estremamente egoisti a tutti i livelli. Ma non abbiamo bisogno di correggerci ai livelli inanimato, animale e vegetale perché non siamo in grado di farlo.

Abbiamo bisogno di correggerci solo al livello umano, cioè, nella società. Dobbiamo creare una società in cui si sia armoniosamente connessi l’un l’altro, sostituendoci e supportandoci.

Solo in una rete di connessione gli uni con gli altri, nella corretta comunicazione fra noi, possiamo andare al di sopra dell’egoismo. E dopo, tutti gli altri livelli dell’egoismo – inanimato, vegetale e animale, raggiungeranno il livello umano.

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Dalla trasmissione di Kab TV “Concetti di base della Saggezza della Kabbalah”, 03/12/2018

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Un ostacolo all’unione

Baal HaSulam, “Matan Torah” (Il dono della Torah) Articolo 12: ‘Un asino selvaggio deve essere trasformato in uomo’ (Giobbe 11:12), perché quando uno emerge dal seno della Creazione, è completamente sporco e solo, il che significa che una moltitudine di amor proprio è impressa in lui e ogni movimento ruota solo attorno a se stesso, senza uno straccio di dazione per gli altri”.

Domanda: La persona in origine nasce egoista. A quanto ho capito, nella Kabbalah, è la percezione egoistica che deve essere corretta?

Risposta: Questo è un egoismo specifico. Richiede correzione.

Non si tratta di egoismo animale quando tutti istintivamente vogliono assumere una certa postura o fare una sorta di calcolo in modo di stare bene. Questo è un egoismo naturale, non è necessario combatterlo.

I nostri desideri naturali (cibo, sesso, famiglia, ecc.) non sono affatto considerati egoistici. Le persone pensano solo che sia egoismo e che dovremmo combatterlo. Ma questo è sbagliato. Dobbiamo combattere solo contro l’egoismo che non consente la nostra unione, per stare insieme con gli altri in uno stato di amicizia, connessione e amore.

Pertanto, le forze di opposizione che sorgono quando una persona tenta di interagire in qualche modo con altre persone, sono il vero egoismo.

Domanda: Provare piacere a scapito degli altri, usare qualcuno…anche questo è egoismo?

Risposta: Naturalmente, perché queste sono anche le forze che ci impediscono di unirci agli altri.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 03/12/2018

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È possibile bilanciare i nostri desideri?

Domanda: Si dice che i nostri desideri possano essere bilanciati, com’è consuetudine nelle tecniche orientali. Cosa dovremmo fare per desiderare molto poco? Dopotutto, meno vuoi, meno soffri.

Risposta: È vero, ma solo se comincio a valutare i miei desideri in termini di piacere o sofferenza. Quindi posso giungere alla conclusione che dovrei essere disposto a soffrire meno. Questo è un esercizio volontario col quale raggiungere uno stato più confortevole.

Domanda: Per cui come controllo questi desideri?

Risposta: In linea di principio non li controlli, ma il desiderio di godere o soffrire meno controlla e stabilisce quanto puoi ridurre i tuoi desideri.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”,03/12/2018

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La vita umana è la forma di vita più importante?

Domanda: Abbiamo il diritto di percepire la vita umana come più importante di altre forme di vita?

Risposta: In primo luogo dobbiamo renderci conto che il sistema generale della natura ha una forma piramidale. Alla base troviamo il livello inanimato: l’universo, la materia inanimata, tutte le stelle ed i pianeti. Questa è la base della piramide.

Poi troviamo il livello vegetale della Terra e, di seguito, un livello superiore, quello animale; nella parte superiore della piramide troviamo il livello parlante. Noi esseri umani non ci troviamo nel livello animale, o meglio, il nostro corpo sì, ma non il livello umano che parla in noi.

La vita umana è certamente più importante di tutte le altre forme e degli altri livelli della natura, non perché si tratta di un nostro desiderio egoistico, ma perché in noi sono incluse tutte le altre forme di vita. Se trattassimo la natura correttamente, correggeremmo noi stessi ed anche la natura in generale.

Tutti i disastri ed i problemi naturali (gli tsunami, la siccità, i danni alla natura, tutti i disastri ambientali) non sono altro che fenomeni proiettati sulla natura dall’uomo. Così in definitiva, la vita umana e il suo ruolo nella natura sono la cosa più importante.

Siamo noi che con la nostra attitudine egoistica verso noi stessi e verso la natura causiamo tutti i disastri e le disgrazie, tanto nella società umana quanto negli altri livelli della natura: animale, vegetale e inanimato. Se cambieremo noi stessi, cambieremo la natura nel suo insieme.

Per questo motivo dobbiamo comprendere che sia i disastri ambientali che si scatenano nel mondo che quelli che avverranno dipendono solo dal nostro atteggiamento nei confronti del mondo. Non arrivano perché la natura non è in equilibrio. Noi causiamo lo squilibrio nella natura con i nostri pensieri.

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Dalla tavola rotonda delle opinioni indipendenti, Berlino 09/09/2006

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Dr. Michael LaitmanSiamo molto limitati. Studiamo l’universo intero e noi stessi attraverso i nostri cinque sensi, calcolando i nostri profitti e perdite.

Veramente questo ci limita perché non andiamo oltre a noi stessi e non vediamo ora che cosa c’è fuori. Piuttosto, passiamo tutto attraverso il nostro sistema interno e decidiamo se ci fa sentire bene o male, punto.

Di conseguenza, ci sono tanti fenomeni che non vediamo e non distinguiamo le molte forze nel nostro universo o negli universi paralleli. Perché semplicemente non ci interessa e non influenza il nostro ego, il nostro desiderio di ricevere piacere.

Se potessi identificare la connessione fra qualcosa e il mio successo, certamente lo studierei, e scoprirei un fenomeno nuovo. Se non vedo tale connessione, sono cieco a qualsiasi fenomeno.

Il motivo è che non ho una seconda forza, la forza di dazione. Sono totalmente fatto di forza di ricezione.

Commento: Però ci sono anche fenomeni nei quali vediamo la connessione, ma non li possiamo distinguere. Per esempio, ci piacerebbe molto sapere in anticipo dei disastri naturali in modo da poter proteggere noi stessi da essi.

Risposta: Naturalmente ci sono fenomeni che crediamo esistano, però sono come materia scura. Partiamo dal presupposto che esistono e che sono legati a noi, ma non possiamo identificarli. Però questa è una questione di ricerca su un livello diverso.

Io, da un lato, sto parlando di un difetto fondamentale nella nostra percezione, del fatto che non è nel nostro potere di vedere effettivamente in alcun modo, neanche teoricamente o ipoteticamente.

Se abbiamo acquisito la forza della dazione, la forza di uscire da noi stessi e se potessimo rimuovere la limitazione delle nostre menti e desideri, veramente e oggettivamente studieremmo quel che è esterno a noi. Vorremmo studiare con una mente e un cuore esterno.

Allora potremmo rivelare mondi interi e completare l’immagine distorta e frammentata che vediamo oggi.

Ora ci sembra di vivere in una bolla che è completamente tirata verso l’interno e che crolla su se stessa. Vediamo, sentiamo, e studiamo solo ciò che è percepito dalla gravità egoista. Questo è anche il luogo dove esiste il nostro universo, che sembra così immenso e infinito a noi. È tutto all’interno di questa piccola bolla della nostra percezione.

Se non acquisiamo una seconda forza che ci permetterà di uscire dai confini dei nostri attributi, non scopriremo ciò che è al di fuori.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 2.03.2014

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Le previsioni dei Profeti si sono materializzati?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Il mondo potrebbe già cominciare a sentire i nostri stessi pensieri, attraverso la divulgazione esterna, oppure dobbiamo creare una unità interna molto più profonda per questo? In che modo avverrà questo?

Risposta: Non lo so. Mi stai chiedendo di forme che non sono mai state rivestite nella sostanza del nostro mondo, ma per le quali c’è la libera scelta.

Malchut di Ein Sof, attraverso tutti i tipi di emanazioni: Shevirah (rotture), discese, correzioni, si evolve in cinque mondi che scendono verso il nostro mondo. Nel mondo fisico, la natura ha sviluppato con forza questo desiderio egoistico frantumato per esistere fino al nostro tempo. Ma niente in questo processo è mai accaduto secondo il desiderio della persona.

Lo sviluppo della creatura è realizzato in tre fasi: la discesa dall’alto verso il basso, lo sviluppo diretto, e l’ascesa dal basso verso l’alto. Noi ora stiamo cominciando a essere impegnati nel correggere i desideri rotti, che viene effettuato all’interno della “linea di mezzo.” Solo la terza fase prevede la libertà di scelta in cui io voglio sviluppare me stesso più rapidamente di quanto la natura mi avrebbe costretto a farlo.

Attraverso lo sviluppo di un anelito per la correzione attraverso il gruppo, attraverso gli amici, attraverso l’invidia, spingo me stesso in avanti. Gli amici mi aiutano ad avanzare sviluppando in me un sentimento egoistico astuto e crudele di essere soddisfatti e avere successo, e io non lo sono, e questo è ciò che mi aiuta ad avanzare.

Questo significa che nella nostra ascesa dal basso verso l’alto, esiste la possibilità di libertà d’azione in cui noi non ci limitiamo ad affrettare il tempo del nostro sviluppo, ma anche cambiare il suo flusso, il suo carattere, e il modo in cui verrà realizzata la correzione in una forma migliore e più rapida oppure da un lento percorso di sofferenza. Questo dipende unicamente dalla nostra scelta. Per questo ci riuniamo in un gruppo.

Quindi quando mi chiedete cosa ci sarà, o come deve essere un atto, in quale forma possiamo rivestire tutto ciò in futuro, io non lo so. Nessun profeta sa questo. Loro hanno scritto sugli stati futuri e li hanno descritti soltanto nella forma in cui essi ci costringeranno con la forza a uscire fuori dalla nostra natura brutale.

Ma se noi includiamo noi stessi in questo sviluppo e modifichiamo la nostra strada, allora sarà completamente diversa. Quindi non c’è niente da leggere in ciò che i profeti hanno scritto e mettersi a pensare a quando sarà concretizzata la loro profezia, poiché è incerto che sarà come avevano previsto. Abbiamo già fatto molte correzioni appropriate.

In che modo questo sarà veramente realizzato domani, noi ancora non lo sappiamo. Ma dal momento che stiamo andando avanti nella via della dazione, come questo avverrà non dovrebbe riguardarci. Noi vogliamo solo quel risultato dal nostro cammino: che dovrebbe essere la dazione verso il Creatore.

Ma se io chiedo rispetto al futuro, questo è un segno che io sono un egoista.
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Dal Congresso di Sochi  13.07.2014 , Lezione 2

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Le malattie sono il risultato dell’ ego

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché le malattie e le sofferenze fisiche sono necessarie?

Risposta: Questi sono i risultati dell’ego generale non corretto . Finché esiste nelle anime, anche l’anima corretta, che è in connessione completa con le anime non corrette, sentirà la sofferenza.

Domanda: E’ possibile comprendere il motivo per cui è necessaria la sofferenza per i Kabbalisti in modo che possano imparare ad elevarsi al di sopra del livello della bestia, ma per quanto riguarda la gente comune?

Risposta: Siamo tutti nella dipendenza collettiva come una singola entità, l’ anima, un desiderio di ricevere. Se è “per il suo proprio bene”, allora si soffriamo, se è “per il bene del Creatore”, cioè simile alla Luce, allora godiamo.

Domanda: Non è crudele, riempire povere creature con la sofferenza?

Risposta: Il Creatore prende il nostro stato finale in considerazione; La sua condotta deriva dalla necessità di portarci alla completa fine della correzione e perfezione.
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