Domanda: Supponiamo di avere un gruppo di studio integrale, che ha bisogno di una guida, che gli sia detto con che cosa ha da fare, che processi attraverserà. Con che cosa dovremmo iniziare?
Risposta: Per i nuovi membri ci saranno delle conversazioni sul mondo, sul nuovo andamento, sull’evoluzione basata nell’ego, ecc. Prima dobbiamo prepararci una base teorica della prospettiva pratica della storia umana, della società, e di noi stessi. La persona è portata gradualmente alla domanda “che cosa c’è dopo?”. Supponiamo di aver esplorato il mondo moderno, il nostro sviluppo, lo sviluppo dell’uomo e della natura, e dove ci sta portando. Non vediamo nemmeno la mancanza del libero arbitrio, le dinamiche del nostro sviluppo, e il collasso dell’ego come motore, come la fonte della nostra vita e del nostro avanzamento. Arriviamo a una crisi, che cosa c’è dopo?
Dopo, senz’altro ci sono altri traguardi nella natura. Siamo adesso a tale intersezione nella quale dobbiamo cambiare completamente la nostra attitudine verso il mondo poiché l’ego con il quale siamo cresciuti ha smesso di funzionare all’improvviso.
E quindi, dove ci sta conducendo? Ci sta portando alla sua negazione. Vediamo questo in tutti i problemi, nella depressione, droghe, terrorismo e perfino nelle crisi familiari e nella società. La cosa principale che ci disturba di più è la crisi economica, perché noi, come bestie, dobbiamo mangiare e provvedere ai bisogni basici. Qui ci troviamo in uno stato nel quale non potremmo coprire i bisogni basici, specialmente nel mondo che abbiamo creato intorno a noi, un mondo che è un’enorme giungla urbana, nella quale dobbiamo fare qualche cosa per poter avere quello di cui abbiamo bisogno.
È molto facile distruggere questo tipo di mondo. È talmente sensibile all’inabilità di adattarsi che milioni di persone si potrebbero trovare senza cibo, acqua, rifornimento di energia e altre risorse. Non possiamo nemmeno immaginare quanto sia delicato e fragile il mondo che abbiamo creato, e se qualcosa non va bene, anche un poco, collasserà come un castello di carte. Tutto quanto collassa, e che succede con noi?
Come risultato del nostro sviluppo, abbiamo portato noi stessi a questo stato instabile. Potete immaginare città con 20 milioni di abitanti, ma anche con 2 milioni di abitanti, che cosa succederà quando queste persone non avranno cibo, elettricità, acqua e sistema di liquame?! Questa è la fine!
C’è bisogno di cooperazione reciproca tra le nazioni, senza la quale non ce la possiamo fare. Nessuna nazione può più coprire i propri bisogni da sola. E quindi vediamo che il mondo è molto fragile e insicuro. Stiamo mostrando questo alle persone, spiegando la tendenza generale e come la natura e l’ego ci hanno portato a questo punto, per farci sollevare oltre l’ego, perché nello stato presente non possiamo adattarci alla natura globale integrale. Come possiamo essere connessi reciprocamente a essa, cioè, essere inclusi nella sua integralità, nella sua sfera, in armonia, con il nostro ego?
È per questo che abbiamo bisogno di una guida per mezzo della quale potremo mostrare alle persone che c’è un altro modo di sviluppo. Quando cambieremo psicologicamente noi stessi e le persone, vedremo il mondo non da una prospettiva egoista, ma da una prospettiva integrale altruista. Saremo capaci di creare una società totalmente diversa che sarà in armonia con tutte le leggi naturali. E poi, non avendo altra scelta, una persona, la famiglia, la società, lo stato, la civilizzazione e tutta l’umanità arriveranno a tale armonia con la natura che recupereremo tutto il fragile equilibrio nella terra, interiormente, ed esteriormente, con il resto della natura. Questo è possibile unicamente se la persona cambia se stessa da individualista a persona dell’universo. Questo è quello che dobbiamo portare alle persone.
Adesso vediamo come si può fare questo: Possiamo lasciare la prospettiva individualista ed egoista del mondo? Possiamo cambiare gli occhiali egoisti con delle lenti altruiste? Che cosa guadagnerò da questo? In altre parole, devo avere cura di tutti. È possibile? Non dovrei prendermi in considerazione, è possibile? Devo “lasciare” completamente me stesso? Cosa succede della mia famiglia, dei miei parenti? Come posso ottenere la cooperazione reciproca con altri in modo di formare una società unificata?
Che cosa significa unificata? È quando ognuno di noi non sente se stesso, ma solo la società, come le formiche, che comprendono solo la loro cooperazione. Nessuna di loro ha un ruolo separato, un traguardo separato, misura o priorità, ma tutte sono operate da una mente collettiva, un programma, e portano avanti meticolosamente tutti gli ordini del programma. È possibile? È qui che ci conduce la natura. A tale livello arriveremo a una completa armonia con essa.
Che cosa guadagniamo da questo? Anche se può sembrare fantasia, stiamo guadagnando il senso dell’eternità, il sentimento dell’infinito, perché tutti i nostri pensieri adesso sono nell’ego limitato, mentre qui ci muoviamo verso un sentimento diverso, fuori da noi. Allora la persona non sente più il proprio corpo bestiale, sollevandosi al prossimo livello, alla prossima dimensione chiamata “uomo”, che non aveva sentito prima. Non è più nel suo “animale” ma si alza a un livello superiore. Fino ad ora siamo infatti animali più sviluppati.
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(Tratto da “Una conversazione sull’educazione integrale”n.17, 28.02.2012)
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Il semplice fatto che una persona studia secondo il metodo dell’educazione integrale la cambia in modo tale che il suo paradigma e i suoi sentimenti cambiano il mondo in cui vive, e sente il mondo come un luogo completamente diverso. Possiamo dire che con la creazione di un mondo immaginario per una persona, cambiamo la sua natura, ed i parametri psicologici interni. Nel complesso, oggi ci sviluppiamo in una maniera assolutamente bestiale e vediamo che non possiamo continuare ad esistere in questo modo. Questo significa che possiamo cambiare il mondo solo per la nostra percezione e questo è ciò che stiamo facendo.
Qui cominciamo già a sentire che nella persona avviene un cambio reale, profondo e interiore, e possiamo vedere come cambia internamente e come il mondo intero diventa diverso. La vita è fondamentalmente una sensazione di qualcosa che realmente non esiste: è semplicemente come la senti.
Quindi dobbiamo eseguire costantemente un lavoro psicologico molto serio, nei seminari, conoscerci, nei nostri sentimenti, nelle definizioni: Cosa significa la realtà, relativamente e oggettivamente, cosa è una società, chi sono io, e qual è lo status che dobbiamo mantenere dato che tutto è in continua evoluzione ed è molto vago? Improvvisamente il mondo ed io diventiamo qualcosa di indefinito, dipendente, dove si può guidare una persona in ogni direzione che si desidera: Dove saremo?
Dobbiamo avere questa sensazione perchè da un lato si riferisce alle opzioni che una persona ha, dall’ altro questi sentimenti dovrebbero essere liberi, e una persona deve sentire che può cambiare il mondo e sé stessa e legarsi agli altri. Anche gli altri percepiranno questo mondo che in realtà è una minuscola immagine che è congelata nella nostra immaginazione, nella nostra impressione e può essere cambiata.
La cosa principale è dipingere l’immagine giusta per una persona e ciò che dovrebbe essere: un’uscita completa da sé stessa verso l’esterno e la sensazione dell’unica forza della natura, che è la forza di dazione e amore, di bontà e cooperazione reciproca. Quando noi rendiamo stabile quest’immagine, questa sensazione, nella mente di una persona e la società la supporta, iniziamo a cambiare senza paura, e lì ci sarà effettivamente una transizione interna dalla percezione egoista della realtà (dentro di me), alla percezione esterna (da me).
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(Tratto da una conversazione sull’educazione integrale” 27.02.2012)
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Domanda: Lei ha detto che dobbiamo costantemente ritornare allo stato corretto e tenerlo a mente. Qual è questo stato?
Risposta: Il punto è che quando una persona raggiunge la connessione integrale con altre persone in un gruppo che non è troppo grande, egli ricorda questo, lui ha un’impressione chiamata Reshimo, (reminiscenza). Questa impressione è emotiva e viene memorizzata in lui come un ricordo, ma è una memoria attiva.
Questo significa che con l’aiuto di qualsiasi stato che le assomiglia noi possiamo sempre soddisfare le Reshimot e cominciare a sperimentarlo di nuovo, per viverlo e percepirsi immediatamente in esso con facilità, mancanza di restrizioni, il calore, la sicurezza e l’uscita da qualsiasi crisi, ecc.
Quando una persona comincia a uscire da sé stessa e a connettersi con gli altri, vede che tutti i problemi che sentiva prima, erano sentiti perché aveva una diversa percezione della realtà, “per sé stesso” e non “da sé stesso.”
Quindi la cosa principale è lasciare un’impressione molto accurata di reciproca collaborazione con il mondo intorno a lui, con l’ambiente, e insegnare ad una persona l’abitudine di come fosse possibile ritornare dai diversi stati a questo stato di base. Dopo noi torneremo ad esso su livelli diversi, più alti, nonostante le possibili interruzioni, con l’aiuto di ambienti diversi, in ogni ambiente.
Domanda: Quante volte una persona può avere un ritorno allo stato corretto durante il giorno?
Risposta: Deve essere costantemente in esso. Io cerco di trasformare qualsiasi stato in cui sono in uno stato corretto.
Domanda: Come può essere intensificato, come può essere rafforzato e più potente?
Risposta: E’ possibile intensificarlo tramite la resistenza che provo nel volerci tornare. Alla fine, quando supero la resistenza che sento, diventa un coefficiente di intensità. Dalle mie esperienze di cooperazione, l’opposizione a questi stati “a me” e “da me” saranno di conseguenza più chiari, più lontani e più forti.
Domanda: Quando descrivi questo fenomeno io lo vedo come un processo individualistico, ma noi diciamo sempre che esso è un processo di gruppo.
Risposta: È un processo di gruppo, ma noi stiamo parlando di uno sforzo individuale nell’ambito del processo di gruppo. Più tardi, quando il processo si stabilizzerà come un processo di gruppo, tutti cominceranno a sentire un’associazione unita. Questo è lo stato in cui gli individui diventano un tutt’uno, proprio come tante gocce si uniscono in uno in cui nessuna divisione si fa sentire, ma piuttosto è la sensazione di una grande goccia unificata.
Ma stiamo dicendo che questi Stati sono in continua evoluzione — i gruppi si disperdono e si riconnettono. Non stiamo parlando di un gruppo o del fatto che l’umanità è diventata un gruppo tale. Quindi, qui la cosa principale diventa il singolo componente del mio lavoro con tutto l’ambiente.
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(Tratto da una conversazione sull’educazione integrale, 27.02.2012)
Opinione: (Ashok Gadgil, direttore della Divisone delle Energie Ambientali del Laboratorio Nazionale Lawrence Berkerley): “Siamo una civilizzazione globale, abbiamo operazioni globali, attività economica globale, e dipendiamo dalle risorse del pianeta. La nostra civilizzazione è così grande e potente che possiamo incurantemente distruggere un velo sottile della vita nel nostro pianeta…
“Come risultato, il compito più importante, secondo la mia opinione, è di vedere come saranno le nuove leggi della nuova economia: consumi, popolazione, industria, il controllo della società.
“Gli studi hanno mostrato ripetutamente che il miglior modo di controllare la popolazione è di educare le donne. L’educazione ferma l’oppressione delle donne e risolve molti problemi sociali.
In natura, ogni specie cerca di riprodursi e fiorire, ma tutti i tipi vivono in armonia con altre specie dalle quali dipendono. Solamente l’essere umano vuole prendersi tutta l’area.
“Questo comportamento non è un modello di comportamento a lungo termine. Dobbiamo evolverci, piuttosto che incrementare i consumi e distruggere il mondo. Oggi poche persone pensano alle generazioni future, tutti pensano al momento attuale”.
Il mio commento: La Kabbalah dice che se avessimo liberato le donne dal lavoro e fossero andate ai corsi di educazione e crescita integrale, oggi:
-ci saremmo liberati dal peso della disoccupazione
-avremmo smesso di produrre prodotti non desiderati
-avremmo smesso di esaurire le risorse
-avremmo fermato la contaminazione del pianeta
E le donne, liberate dal lavoro innecessario, e sulle basi di una conoscenza acquisita, avrebbero potuto dedicarsi alla crescita dei loro uomini e bambini, e avremmo trovato la soluzione alla crisi in tutte le aree.
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Domanda: Qual è il ruolo della famiglia e dello stato in questa nuova società? Ci sarà bisogno di loro?
Risposta: Immaginiamo il disegno finale dove ci porta la natura. La Natura ci sta portando a uno stato dove avremo una vita di famiglia normale. La famiglia è il fondamento, e nel livello animato non cambia. Abbiamo bisogno di avere una famiglia, una casa e dei bambini, tutto questo è necessario. Per quanto riguarda il lavoro, il lavoro principale obbligatorio per tutti sarà l’educazione integrale. Tutta l’umanità ne sarà coinvolta.
La famiglia futura sarà dove i bambini riceveranno educazione attraverso una rete virtuale, senza testi, senza pressione. Ma per poter avere la crescita integrale, si riuniranno insieme in gruppi. I gruppi devono esistere. Non abbiamo bisogno dell’educazione frontale, dove gli sfortunati studenti siedono davanti all’insegnante, forzati ad ascoltare, e l’insegnante sta in piedi davanti a loro come un poliziotto che gli sorveglia. Non va bene.
Dopo tutto, l’educazione attuale è eredità dei tempi in cui c’era bisogno di trasformare i contadini in operai. Allora, le persone erano prelevate dai campi e imparavano diversi mestieri; un poco di lettura e di scrittura, un poco di aritmetica, in modo che potessero lavorare vicino a una macchina. E da lì iniziò il nostro sistema educativo, che si è discreditato completamente adesso, ma che è difficile di cambiare.
La nuova scuola sarà costruita con dei principi completamente diversi. Prima di tutto, bisogna prendere in considerazione che i genitori passeranno molto più tempo a casa con i figli. Il grande problema è stato che la donna non è riuscita a rimanere a casa con i figli. Lei deve sapere che cosa stanno imparando e come aiutarli. Lei ha bisogno di tempo in più poiché deve simultaneamente studiare a scuola, all’università, per poter essere un’insegnante per i figli, e anche più di questo, un’educatrice per i figli e per il marito. Lei ha bisogno di educare l’intera famiglia. Questo è il vero problema.
Forse le mie osservazioni suonano un po’ aggressive, ma cerco di farvi comprendere di quale tipo di cambiamento critico e trasformazione della famiglia stiamo parlando. È sul costruire un grosso sistema di relazioni completamente nuove. La natura ci forzerà comunque ad arrivare a questo perché attraverso la crisi ci porterà via dal lavoro e ci troveremo a casa. E allora saremo forzati a cambiare la società per poter portarla in equilibrio con la natura.
Ad ogni modo, l’educazione e crescita integrale porterà un’educazione integrale che si realizzerà attraverso una rete virtuale, mentre la crescita integrale si porterà avanti nella struttura di attività di gruppo, dove i bambini si riuniranno in gruppi di dieci con un insegnante (educatore) che sa come portarli a essere un insieme. Hanno bisogno di imparare a interagire integralmente. Hanno bisogno di essere degli psicologi loro stessi: comprendere, criticare e giustificarsi. I ragazzi che ricevono l’educazione integrale sentono le persone, le comprendono, conoscono la loro natura, le loro debolezze, e allo stesso tempo, partecipano con loro.
Non è semplice, ma oggi ci troviamo alle soglie di un grande cambio. È inevitabile, altrimenti, semplicemente distruggeremo il mondo.
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(Tratto dalla lezione preliminare del Congresso di Vilnius, 22.03.2012)
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Domanda: Come possiamo noi e il mondo intero conoscere la rete inseparabile che ci collega?
Risposta: Per poter farlo, noi rafforziamo la nostra connessione con le persone, con il mondo. Questa ricognizione passerà a loro attraverso di noi. Conoscere il sistema generale significa conoscere la connessione tra tutte le sue parti, e questa connessione si raggiunge dedicando se stessi alla divulgazione.
Dobbiamo comprendere le masse: la loro natura, il loro carattere e i loro quesiti, e da questo adattare il nostro approccio a loro. Interiormente dobbiamo agire come adulti che giocano con dei bambini, con la chiara intenzione e conoscenza di quello che vogliamo raggiungere con questo gioco.
Domanda: Dobbiamo insegnare alle persone le leggi del sistema integrale in aggiunta all’importanza di una buona relazione reciproca con gli altri?
Risposta: Questo viene chiamato educazione, e in questo l’educatore si differenzia dall’insegnante. Un insegnante presenta fatti, formule, grafici, ecc. Lui insegna agli studenti i risultati delle ricerche. Dall’altra parte, l’educatore tratta gli studenti in maniera più astuta, in maniera a doppia faccia. Un educatore ha due parti, due identità, una che scende al livello degli studenti per poter connettersi con loro, mentre l’altra ha una chiara intenzione, sapendo dove e a che cosa vuole portare gli studenti. L’educatore stesso è la terza identità, e nessuno sa il suo livello. Questo significa che il ruolo dell’educatore è, da una parte vedere il livello degli studenti, e dall’altra parte, vedere il livello al quale può innalzare gli studenti e collegare i due livelli, insegnare agli studenti a spostarsi da un livello all’altro, e a spronargli a farlo.
Un educatore ha un ruolo speciale e ha bisogno di una preparazione speciale per presentarsi davanti a un pubblico. Dovrebbe sapere che cosa dare e che cosa nascondere, come giocare e come mettere delle maschere, come delle volte pretendere di non capire, e alcune volte apparire strano, astuto, ecc. …in questa maniera si permette allo studente di attraversare degli stati che ti riguardano, al materiale, al Creatore, e al mondo. Uno “studente” è qualcuno che desidera con maturità di accettare tutte queste forme dall’educatore, sapendo che tutto è a suo favore. Dall’altra parte, un insegnante semplicemente insegna delle leggi agli studenti.
Sulla rete che ci collega tutti, senz’altro spieghiamo le sue leggi. Spieghiamo il mondo in cui viviamo, la crisi globale che deriva dal fatto che la natura è globale, e quindi c’è una connessione reciproca e interdipendenza tra tutte le sue parti, e che l’uomo è la ragione per la quale tutto sta accadendo perché non è connesso alla natura, e che per poter risolvere la crisi dobbiamo unirci. Tutto questo, senz’altro, è parte del nostro programma.
[75245]
(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 08.04.2012, Gli scritti di Rabash)
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Domanda: Quando eravamo piccoli, i nostri genitori ci hanno insegnato a trattarci bene uno con l’altro. E adesso abbiamo bisogno di un ambiente, che seguirà lo stesso pensiero. Ma lei ha detto anche che dobbiamo trattare la natura come un insieme. Che cosa significa?
Risposta: Non dovremmo proteggere la natura inanimata, vegetativa e animata? Non dovremmo amarla? Amare la natura significa vivere in essa senza cercare di prenderci tutto il possibile da lei. “Facciamo saltare la montagna, prosciughiamo il mare, facciamo tutto quello che ci porti un beneficio…” No, noi dobbiamo avere un atteggiamento equilibrato verso tutto.
Gli ecologisti sono stati sconfitti, ma noi avremo successo perché diciamo: “La natura è bilanciata. Allora, prima di tutto sperimentiamo in noi ciò che questo significa. Cerchiamo di sentire tra di noi ciò che significa essere in equilibrio, di proteggere tutto in natura, e di prendere da essa unicamente quello che ci serve per la nostra sopravvivenza.” Gli animali agiscono cosi in maniera naturale.
Questo è parte dell’educazione integrale. E aiuterà senz’altro la gente anche ad avere un atteggiamento giusto verso l’ambiente naturale. È impossibile insegnare alle persone unicamente a trattarsi bene uno con l’altro; devono anche imparare ad avere un atteggiamento gentile e adeguato verso la natura, alla nozione attuale di “natura”.
Dopotutto, siamo nel processo di sviluppo, e qualcuno ci dirige e ci spinge. Da dove viene questo? Che tipo di forze ci stanno sviluppando? Dove risiede il mio domani? Potrebbe non essermi familiare, ma ci sono delle persone che lo rivelano e che possono percepirlo. Vediamo davanti a noi un processo causale, passo dopo passo; vediamo che la natura si evolve consistentemente e ogni dettaglio in essa dipende da altri dettagli. Einstein voleva veramente conoscere la formula universale e comune della natura, la scienza è familiare a questo principio, la scienza sta attenta alle influenze reciproche di tutte le parti della natura sulle altre.
E noi non siamo un’eccezione. E quindi, mentre impariamo a unirci, quest’unione include la natura come un tutto, insieme con la sua legge che comprende tutto, che sviluppa noi e tutto il resto. La società umana non è la sola cosa da sviluppare, anche la natura vegetativa e animata si sviluppano, anche se in maniera molto più lenta. L’intero universo è nello stato di sviluppo. Dove è diretto? Noi non lo sappiamo, ma il fatto rimane: L’universo si sta espandendo, e sperimentando processi diversi, e nessuno di questo è accidentale, anche se noi ancora non possiamo comprenderli. Mentre avanziamo, impariamo che c’è una legge della natura occulta qui.
Alla fine noi vediamo che tutte le leggi sono ovviamente tessute in una sola, anche se la connessione tra biologia, zoologia, botanica, mineralogia, uomo, stelle e altre cose scappano da noi. Noi non siamo capaci di vedere le reti che collegano tutto, ma essenzialmente tutto è una singola Natura, e non è divisa in diversi segmenti. E per questo motivo che dobbiamo avere un approccio olistico, d’interezza verso essa. Inoltre, noi siamo una sua parte inseparabile. La vita stessa lo dice: Studia i fatti e non le argomentazioni di qualcuno.
È come se esistessero due direzioni:
Invece, io dico “No, l’approccio deve essere d’interezza, “rotondo”. Ci è richiesta una singola attitudine verso tutto. Dopo tutto, l’uomo è parte della natura, e quindi lui deve avere un’attitudine uguale verso la società, la famiglia, e la natura come un tutto. Dobbiamo raggiungere l’equilibrio tra tutte le parti. L’equilibrio è inerente alla natura, e quindi noi osserviamo questa legge”.
È anche bilanciato dall’influenza reciproca e il movimento dei pianeti, delle stelle e delle galassie. E ogni interferenza con la natura si riflette nelle varie parti. Allora, noi abbiamo bisogno di comprendere il nostro posto nel sistema e costruire un’attitudine adeguata.
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(Tratto dal programma di Kab.TV “Una nuova vita”, episodio n.11 del 09.01.2012)
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Domanda: Lei dice che l’educazione integrale non è solamente essenziale, ma è la cosa più importante nella vita. Cosa c’è di così importante in essa?
Risposta: Oggigiorno la natura ci mette in una struttura molto dura quando la domanda scende e le persone non hanno bisogno di altro che di un’esistenza ragionevole, normale e bilanciata. Dobbiamo fare una transizione da una società senza controllo, consumo illimitato, anche se in precedenza pensavamo che i nostri consumi potessero crescere all’infinito.
Io ero ancora un bambino quando gli americani hanno iniziato a sostenere la cultura consumistica.
Pensavano che potesse essere infinita, eterna, come la propaganda comunista propagata dall’altra parte del mondo. Ma come potrebbe essere una società di questo tipo se noi estraiamo tutte le risorse della terra e con esse costruiamo dei prodotti che diventano subito obsoleti e quindi, dopo un breve periodo di uso, li abbandoniamo nei campi? Come risultato, le città sono circondate da grosse discariche di rifiuti che inquinano le nostre fonti idriche e tutto l’ambiente e le risorse naturali. Dobbiamo spendere delle grosse somme semplicemente per procurarci il necessario per la nostra esistenza: aria pulita, acqua, alimenti, supplementi biologici e vaccini, e grandi impianti di purificazione, ecc.
Questo significa che il mondo è diventato sempre più difficile a causa della sovrapproduzione innecessaria per solo poche persone nel mondo (500 o 1000) con dei conti correnti esorbitanti; anche se alla fine sarà innecessaria anche per loro, ma ancora non sé ne rendono conto a causa delle loro limitazioni. E per questo noi stiamo distruggendo la nostra unica casa, la Terra?
Ad ogni modo, io non appartengo a nessun movimento ambientale. Io sto semplicemente parlando delle leggi della natura che ci costringono ad agire in maniera diversa. Stiamo portando avanti la regola principale ed essenziale della nostra esistenza. Non sono semplicemente delle belle parole che ci insegnano qualche cosa di buono; è una necessità. Stiamo iniziando a sentirlo nella nostra vita quotidiana.
Dovremmo capire che le ore di lavoro di molte persone nell’industria manifatturiera si possono ridurre; noi dobbiamo sollevarci a un altro livello di sviluppo, il livello di armonia con la natura. E allora inizieremo a percepire la natura in maniera diversa, che essa ci conduce, come ha sempre fatto durante i molti anni del nostro sviluppo verso un traguardo specifico – a diventare uguali a essa.
Che cosa significa diventare uguali alla natura? Quando vediamo come esistono le parti inanimata, vegetativa e animata della natura, è chiaro che semplicemente esistono. Allora, per quale motivo esiste l’uomo? È unicamente per vivere una “vita umana” ordinaria? Allora stiamo considerando il livello umano solo come una parte del mondo animato. Oppure c’è un altro traguardo che è oltre la nostra percezione?
Noi siamo capaci di studiare qualsiasi cosa di un livello inferiore al nostro, ma non possiamo esaminare quello che c’è nel nostro livello di sviluppo perché un livello inferiore può essere studiato solamente da un livello superiore a esso. Per poter salire a un livello più alto, dobbiamo acquisire l’integralità. E allora comprenderemo per quale motivo è stato creato l’uomo e qual è lo scopo della sua esistenza. Non dovremmo spingere via queste domande pensando che siano infantili e non abbiano soluzione.
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(Tratto dal programma di Kab.TV “Fondamenti della Società Integrale”, 26.02.2012)
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