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Educazione. Abbiamo bisogno di ricostruire qualcosa di meglio

Gli ultimi due anni sono stati snervanti per i bambini, i genitori e l’intero sistema educativo. I ricorrenti isolamenti e chiusure non solo hanno influenzato le relazioni sociali dei bambini, ma hanno anche lasciato tutti incerti sul futuro. È chiaro che le cose non saranno come erano fino all’inizio del decennio, ma non è chiaro come saranno. In ogni caso, dato che siamo destinati a fare la spola tra connessioni fisiche e virtuali, tanto vale imparare a creare connessioni significative in entrambi gli ambiti.

La situazione attuale ci ha già spostato dalla nostra precedente visione delle connessioni, ma non ne ha ancora stabilite di nuove in noi. È ancora difficile vedere come sarà il nostro nuovo modo di connetterci, dato che non siamo macchine; ci vuole tempo per crescere in un nuovo modo di operare.

In ogni modo, la natura non guarda mai indietro, ma solo in avanti, quindi una cosa è chiara: ciò che era non tornerà mai più.

Qualsiasi forma assumeremo,  saremo non solo connessi in nuovi modi, ma anche in maniera più positiva di prima.  L’evoluzione della natura avanza sempre verso l’aumento della complessità e dell’integrazione.  Tutto sta diventando più interdipendente, non meno,  questo è vero anche per l’intera umanità.

Eppure, mentre ogni altra specie accetta ciò che la natura detta, senza porsi domande, gli umani sono disconnessi dalla natura e hanno il loro libero arbitrio. La natura ci costringe ancora ad andare per la sua strada, ma ci ha anche dato la nostra volontà, che cresce nella direzione opposta: mentre la natura ci spinge all’incorporazione, noi cerchiamo la separazione. È per questo che gli animali accettano ciò che la natura dà loro e si adattano, mentre noi soffriamo e resistiamo, ma senza successo.

La sofferenza che proviamo è un chiaro svantaggio rispetto al resto del mondo animale, ma gli esseri umani hanno un vantaggio che nessun altro essere vivente ha: invece di essere costretti alla connessione, possiamo pensarci, confrontarla con la separazione e infine sceglierla.  Anche se non abbiamo scelta se non quella di scegliere, alla fine, la connessione, poiché questo è il corso di tutta la creazione, sceglierlo di nostra volontà significa che comprendiamo la logica che c’è dietro, il “pensiero della creazione”, se volete.

Non c’è paragone tra il piacere e la profondità che proviamo quando scegliamo di fare qualcosa rispetto al farlo istintivamente. Questo è il nostro unico vantaggio, il privilegio degli esseri umani sopra ogni altro essere. 

Tutti i colpi che abbiamo subito dall’inizio dei tempi ci hanno portato ad evolverci da cacciatori-raccoglitori a clan, città, paesi, imperi e infine a un villaggio globale. La crescente incorporazione avviene sempre contro la nostra volontà e al costo di innumerevoli vite e sofferenze indescrivibili, ma non è necessario che sia così.  Se capiamo dove stiamo andando e cosa siamo destinati ad acquisire alla fine della strada, possiamo andarci di nostra volontà e aiutarci a vicenda a trascendere la nostra individualità per formare un’umanità consapevole e unita.

I nostri sistemi educativi dovrebbero concentrarsi sull’instillare in noi questa consapevolezza. Questa educazione dovrebbe essere rivolta a tutte le età, nazioni e culture. Se la nostra priorità diventa l’unione, inizieremo a vedere le differenze tra noi come diversità ben accette e le nostre diverse prospettive come un arricchimento della nostra conoscenza. Se non vogliamo più soffrire, ma goderci la strada che stiamo percorrendo, dobbiamo ricostruire il nostro sistema educativo in sincronia con l’intera natura. verso la connessione, la coesione e l’integrazione. 

Che cosa cambia la scala dei valori?

Commento: Il mio scopo, come persona, è rivelare un livello di esistenza totalmente diverso, non ciò che attualmente vedo. Devo esistere nel mio corpo animale e servirlo, ma farlo come mezzo per ottenere qualcosa di più elevato.

Un’educazione tale, in principio, cambia l’intero approccio alla vita. Ovvero, la mia vita diventa solo un mezzo per ottenere un obiettivo superiore.

La mia risposta: Questo approccio cambia l’intera scala dei valori. Se ho un obiettivo superiore e posso realizzarlo, oggi, ora, immediatamente, allora certamente il mio atteggiamento verso la vita cambia, vedo tutto come un mezzo per realizzare questo obiettivo.

Ora misuro ciò che esiste intorno a me solo secondo questo obiettivo: dovrei occuparmene o no, ne ho bisogno o no? Se trattassimo la nostra vita in questo modo, prenderemmo solo il minimo necessario da essa.

Prendo le cose necessarie per me e indirizzo ogni altra mia risorsa, la mia forza, e le aspirazioni, solo all’ottenimento della meta, poiché posso ottenere l’eternità e la perfezione, oggi.

Allo stesso tempo, non devo morire fisicamente. Devo solo sviluppare un organo sensoriale dentro di me, per portarmi alla rivelazione del mondo superiore, che la Kabbalah fornisce.

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Da KabTV “Close-up. Generation” 24/08/09

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Quando la violenza non è un crimine

C’è un fenomeno in continuo aumento tra i colpevoli di reati sessuali: si filmano mentre commettono il crimine e lo postano sui social. Nel 2017, i criminologi Sveinung Sandberg e Thomas Ugelvik hanno pubblicato un documento attraverso la Oxford University Press nel quale hanno scritto: “A prima vista, un criminale che registra i propri crimini sembra una cosa illogica e controproducente da fare. Dopo tutto, quando i criminali usano le loro macchine fotografiche, possono inavvertitamente contribuire alla loro stessa cattura e condanna. … Eppure, le sentenze dei tribunali superiori, di pubblica consultazione, suggeriscono che, nonostante l’apparente mancanza di logica, sta diventando sempre più comune”.

Da allora, il fenomeno è peggiorato. Cercando di capirne le cause, Sandberg e Ugelvik scrivono: “Quando i delinquenti prendono la macchina fotografica, è una scelta socialmente e culturalmente radicata. In breve … questi reati devono essere compresi nel contesto di (1) una sessualizzazione e pornografia della società, (2) una nuova cultura dell’umiliazione online e (3) un contesto culturale fermo allo scatto istantaneo di foto, alimentato [sic] dalle nuove tecnologie”.

Queste ragioni possono incentivare i criminali a documentare i crimini sessuali, ma c’è una ragione più profonda e perniciosa per farlo: I criminali non considerano questi atti come crimini. Non vedono nulla di sbagliato in quello che fanno.

Peggio ancora, credo che anche la vecchia generazione non consideri i crimini sessuali in modo così spaventoso come vorrebbe far credere. Per lo più l’atteggiamento è: “Succede, sono ragazzi: cosa si può fare?” Certo, nessuno lo dice, ma questa è la tendenza di fondo.

Per questo motivo, credo che il problema non sia degli aggressori, ma nostro. Quando il sistema educativo si concentra interamente sulla conservazione delle informazioni e non dedica alcun tempo alla costruzione di sane relazioni sociali, la situazione attuale è l’unico risultato possibile.

Dobbiamo ripensare il modo in cui guardiamo all’educazione. Dobbiamo mettere le relazioni umane, la capacità di essere costruttivi e positivi nella società, in cima alla scala. Non abbiamo ancora visto il peggio. Se non diamo importanza al problema, peggiorerà fino al punto in cui non oseremo più mettere piede fuori casa.  

La natura umana sta distruggendo ogni briciolo di bene che è rimasto su questo pianeta, e noi ci preoccupiamo di tutto e di più, tranne che della nostra stessa natura. Anche se ci fosse qualche beneficio nell’affrontare le questioni ambientali, il nostro ego non ci permetterebbe di attuare alcuna soluzione, se questa richiedesse il più piccolo cambiamento spiacevole nel nostro comportamento narcisistico. Questo, infatti, è esattamente ciò che sta succedendo oggi.

Non è l’inquinamento atmosferico che ci avvelena, non sono gli oppioidi che ci uccidono, non è la SARS-COV-2 che ci fa ammalare e non è la fame che ci affama. È ciò che sta dietro a tutti loro, ciò che genera tutte queste avversità. Il nostro unico nemico è la nostra natura maligna,  l’unico modo per correggerla è imparare la responsabilità reciproca, la cura reciproca per ogni singola persona del pianeta.

Abbiamo affrontato ogni problema uno alla volta,  nessuno di essi è stato risolto, nemmeno uno.  Alcuni problemi si sono attenuati, ma per poi tornare, o torneranno a breve, con più violenza.

È ora di affrontare la causa principale di tutti questi problemi, il nostro ego, e risolverli una volta per tutte. Finché non ammetteremo a noi stessi che siamo i nostri peggiori nemici, che siamo noi la causa di tutti i problemi che poi cerchiamo di combattere, non saremo guariti. Se capiremo dove si trova il problema e accetteremo di lavorare insieme, avremo una possibilità di lottare per il successo.

Imparare a interagire correttamente

Domanda: C’è un numero che si chiama Dunbar, che rappresenta il numero delle connessioni sociali che una persona conserva nella propria testa.

Un antropologo inglese, Robin Dunbar, ha determinato che in ogni situazione, 150 è il numero delle persone che interagiscono in una sola volta.

I neurofisiologi ci dicono che se ci mancano connessioni sociali, cominciamo a farne delle artificiali.

Perché ad una persona serve questo network sociale nella testa?

Risposta: Il motivo per il quale noi siamo creati come esseri sociali che devono interagire fra di loro, è per creare un certo campo di comunicazioni, tra di noi, e al di sopra di noi. Questo è quello che ci rende umani; altrimenti saremmo animali. Dopotutto, non c’è un livello umano in natura. Ci sono solo tre livelli: inanimato, vegetativo e animale, e umano è qualcosa al di sopra della natura.

Quindi, noi vogliamo salire a questo livello, così possiamo avere un inizio. Ma per creare questo livello, è prima necessario imparare come interagire fra di noi correttamente. Non abbiamo ancora questo all’interno della nostra società. E’ a malapena cercare di alzarsi al di sopra del livello animato, al livello dell’Uomo. Quindi questi inizi sono ben accetti.

 

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From KabTV’s “Kabbalah Express” 12/6/21

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Gestire la rabbia nella maniera corretta

Domanda: In Israele siamo irascibili, e questo causa conflitti di desideri e intensifica la rabbia.  Qual è il modo giusto di gestire la rabbia?

Risposta: Questo avviene per mancanza di educazione.  Le persone semplicemente non hanno pazienza e non riescono a controllarsi.  Sono viziati poiché lasciamo che i nostri figli facciano ciò che vogliono, cosa che sarebbe proibita.

Dobbiamo insegnare ed educare i nostri figli come gestire diverse difficoltà nella vita, fin dalla tenera età.

Domanda: Vogliamo educare la nostra gioventù a rispondere correttamente alla rabbia.  Che cosa dovremmo insegnare loro?

Risposta:  Dobbiamo insegnargli come fermare la rabbia.

Domanda: E’ meglio fuggire, piuttosto che rispondere alla persona che ho davanti?

Risposta: Certo che è meglio, ma sappiamo quanto sia difficile.

Domande: molti consulenti di coppia affermano che è importante saper litigare. Come si fa a litigare correttamente?

Risposta: E’ corretto.  Non esiste un avvicinamento, o pace, senza liti, ma queste due cose devono essere collegate. Dobbiamo imparare come essere d’esempio l’uno verso l’altro.

Io posso essere un esempio sforzandomi ad andare al di sopra di me stesso, e anche se sono arrabbiato, mi relaziono all’altro con amore.  “L’amore coprirà ogni crimine”.

Domanda: E’ possibile relazionarci al nostro compagno con amore quando litighiamo?

Risposta: si tratta di abitudine.

Domanda: Da dove arriva l’amore quando siamo arrabbiati e ci odiamo?

Risposta: E’ semplice, copriamo la rabbia e il furore con amore, ma l’amore è dentro e quindi è una questione di equilibrio tra i due.

Più riesco a giocare con ogni elemento, e più devo costantemente giocarci. Non devo totalmente identificarmi con la sensazione di rabbia oppure amore, ma solo lasciare che le due sensazioni operino in me in modo da poter controllare queste due sensazioni insieme.

 

From KabTV’s “Conversation with Journalists” 12/12/21

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TEMPI DURI DI FRONTE

I periodi di transizione sono sempre soggetti a problemi. Stiamo vivendo uno dei periodi di transizione più instabili nella storia dell’umanità, poiché stiamo passando da una mentalità egocentrica a una più olistica, dove siamo interdipendenti, interconnessi e nelle nostre azioni consideriamo il benessere degli altri. Purtroppo, mentre siamo in questo passaggio, i nostri ego ribelli ci stanno portando a estremi sempre più pericolosi che mettono a rischio noi e l’intera società. Prima diventiamo consapevoli di essere in un cambiamento, maggiori sono le possibilità di attraversare la transizione in modo pacifico e veloce.

Allo scopo di riconoscere che siamo in un passaggio, che siamo troppo interconnessi per potere ignorare i bisogni degli altri, dobbiamo creare sistemi educativi che ci portino alla consapevolezza di ciò. Quindi, la più grande sfida dell’umanità in questo momento è l’educazione. 

Idealmente, i capi mondiali avrebbero dovuto essere i leaders della transizione. Sono in una posizione naturale per cominciare e dirigere il processo. Purtroppo, i responsabili di oggi hanno un cuore di pietra tale che semplicemente non potranno sentire queste idee. Non è che io mi sia arreso, perché non l’ho fatto, ma dobbiamo riconoscere a che punto siamo. Allo stesso tempo, so che dobbiamo continuare. 

Siamo tutti esseri che cercano il piacere; questa è la nostra natura. Pertanto, non cambieremo il nostro modo di vivere a meno che non soffriamo nel presente, o che qualche grande ricompensa ci chiami e noi siamo sicuri di riceverla. Capiamo solo due cose: piacere o dolore.

Ecco perché l’umanità cambierà: o perché sta soffrendo nello stato di egoismo assoluto o perché vede una ricompensa garantita nello stato di responsabilità reciproca e di cura degli altri. In questo momento, la gente preferisce aspettare che più dolore la convinca a passare a un’attitudine più partecipativa.

Ecco perché l’educazione è così importante. Se l’umanità è convinta che tutti i colpi che subiamo sono il risultato del nostro egoismo, vorrà liberarsene. Se crediamo che l’ego possa ancora darci dei benefici, che nient’altro può, rimarremo con il nostro ego fino a quando il dolore non ci convincerà a lasciarlo.

Didascalia della foto:
Le guardie lavorano tra i materiali bruciati dall’incendio Dixie. L’incendio Dixie ha bruciato 963.309 acri lasciando dietro di sé distruzione e sterpaglia. (Foto di Ty O’Neil / SOPA Images/Sipa USA)

Tempo per un po’ di sobrietà

Ho ricevuto un’ e-mail da una madre preoccupata che ha scritto quanto segue: “Oggi anche gli adulti sono insicuri e timorosi. Come possiamo allevare i bambini per essere sicuri? Su cosa possiamo fare affidamento? Le leggi sono infrante, la morale di base non esiste, bugie, pornografia e oscenità sono ovunque e tutti sono arrabbiati e tormentati dalla vita”.

Essa ha ragione, tutto è corrotto oggi, la morale non esiste e la pornografia, la corruzione e le bugie sono la nostra realtà quotidiana. Quello di cui non si rende conto è che non ci sono mai stati tempi migliori. Siamo sempre stati corrotti; è solo molto più palese oggi.

Può essere spaventoso da guardare, ma la sobrietà che dobbiamo sopportare è un’opportunità per rompere lo smog che ci ha accecati e ha intasato i nostri cuori e le nostre menti. Ora possiamo finalmente aprirci alla vera soluzione a tutti i nostri problemi.

Solo quando sentiamo di non avere nessuna scelta eccetto cambiare, accettiamo di fare i passi necessari. Nel caso della corruttela sociale odierna, l’unica soluzione è l’educazione alla considerazione e alla responsabilità reciproca. Può sembrare impossibile, ma nessuno resiste nella situazione attuale, che sta solo peggiorando, quindi sembra che non abbiamo altra scelta.

Non deve essere l’istruzione obbligatoria, tale come si praticava nella Russia comunista. L’educazione alla gentilezza e alla considerazione deve venire dalla realizzazione che non abbiamo altra scelta se vogliamo una società funzionante.

Il primo passo per cambiare la società in meglio è la realizzazione da parte di una massa critica di persone che la situazione attuale non può continuare così. Dopo di che, la gente diventerà più attenta a un messaggio di considerazione reciproca, gentilezza, e altre idee che richiedono di pensare positivamente agli altri.

Inoltre, è imperativo che il processo avvenga a livello sociale e non a livello personale. Un individuo da solo non può cambiare il proprio comportamento in meglio se l’ambiente sociale è negativo. Ma se un’intera comunità decide di cambiare, niente lo fermerà.

Non c’è dubbio che tutti alla fine si renderanno conto che dobbiamo cambiare noi stessi per migliorare la situazione. L’unica domanda è quanto tempo ci vorrà per capire che non possiamo fare a meno di lavorare su noi stessi. Può richiedere molto tempo, con molte difficoltà lungo la strada, o può essere molto veloce se ci rendiamo conto che non possiamo migliorare la nostra vita se non miglioriamo noi stessi.

Un processo educativo non significa sedersi in una classe di fronte a un insegnante o qualcosa del genere. “Educazione” significa imparare sulla natura umana, sull’interconnessione del mondo e su come tutti noi ci influenziamo l’uno con l’altro. Come risultato, ci renderemo conto che dobbiamo stare attenti a non farci del male reciprocamente, perché quando facciamo del male agli altri, facciamo del male a noi stessi. Si tratta di un processo di apprendimento, ma deve venire insieme al vivere la nostra vita e cambiando mentre avanziamo, migliorando gradualmente e reciprocamente la nostra relazione con gli altri.

Il primo passo verso un cambiamento positivo, quindi, è la consapevolezza della nostra situazione. Il passo successivo è sviluppare la considerazione reciproca e infine la cura reciproca per l’altro.

Come salvare i bambini dal suicidio?

Domanda: Uno scrittore chiede: Per favore,  ci parli del suicidio tra i bambini. Come posso spiegare loro che è sbagliato e che uno non dovrebbe avere tali pensieri? In una scuola del quartiere una ragazza ha fatto un salto da un edificio in costruzione. Ci sono due versioni sul perchè accade: la prima è un amore non corrisposto, la seconda è l’influenza di Internet, che l’ha condotta a questo. Come dobbiamo parlare a un adolescente?  Come possiamo prevenire che accada? Oppure è il fato di una persona?

Risposta: Dobbiamo comprendere che un teenager non è ancora un adulto. Egli consegue il mondo gradualmente. Proprio come quando siamo nati. Per prima cosa siamo completamente all’interno di nostra madre, poi mettiamo fuori la nostra testa. Cominciamo a  comprendere un po’, dentro al nostro lettino, alla nostra stanza, all’appartamento, e così via.

Un bambino oggi, nonostante cominci a camminare e possa solo raggiungere qualcosa gattonando intorno a una piccola area, è vulnerabile  di fronte a un grande mondo intorno a lui.  Viene messo in macchina, portato in giro, spinto in un passeggino, i genitori accendono la TV, la musica, i video, qualunque cosa. Viene sommerso da ogni genere di giocattoli complicati.

In breve, i confini del mondo gli sono stati aperti mentre non è ancora pronto. La Natura non lo ha ancora preparato. Per questo è confuso e non sa cosa fare. Tuttavia, egli è sotto pressione per così tanti stimoli e per i quali non è ancora pronto.  E questo è il problema.

Quindi, molti bambini non possono comprenderlo. Non hanno abbastanza forza  dentro di loro. Tutte queste percezioni esterne  li influenzano in tal modo che essi perdono il controllo.  Quando sono esposti a films vietati o a qualcosa di simile essi li percepiscono come reali e prendono facilmente in considerazione il suicidio.

Noi dobbiamo proibire tutto questo e limitarli. Per i primi due anni non devo esporre un bambino a sollecitazioni esterne. Solo visioni sulla natura che può vedere e sentire attorno a lui, questo è ciò che gli deve essere mostrato.  I suoni e le immagini che lo circondano, ogni cosa che è lì gli fa vedere tutto, ma nessuno schermo, niente computer o TV.

Domanda: Quindi, sei un grande fautore di una responsabile e graduale esposizione dei bambini a questa vita?

Risposta: Io voglio un bambino per dargli l’opportunità di sviluppare in lui una mente sana all’altezza del mondo nel quale esiste. Qualsiasi cosa egli possa raggiungere, questo è ciò  che deve essere confortevole per lui.

Il resto è per le tappe successive. Fino a  quel momento tutti i tipi di sistemi sono a posto. Noi possiamo già spiegargli alcune cose, parlargli, dargli  nozioni di letteratura e mostrargli altre cose.  Subito dopo si può iniziare con la storia, la geografia e la geologia, piuttosto che questi terribili programmi per bambini  costruiti interamente sulla fiction e che causano loro una terribile distorsione della realtà. Essi mostrano violenza e rabbia. E’ davvero incredibile!

Le trasmissioni per i bambini sono le più violente. Un bambino  le guarda e pensa che sia la realtà, il mondo. Così, perché non saltare dal decimo piano? Egli vede questi salti alla TV ogni  giorno nei programmi  a lui dedicati.

Significa che non abbiamo idea di quale immagine distorta della realtà noi portiamo nel loro mondo. Quindi, cosa dobbiamo aspettarci? Abbiamo bisogno di rimuovere tutto questo. Completamente.

Domanda: Sei favorevole a misure così drastiche?

Risposta: Io sono per elevare una sana generazione.

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Dalla trasmissione Kab TV “News with Dr. Michael Laitman” 11/2/21

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Perché l’istruzione parentale è in piena espansione

Negli ultimi decenni, l’istruzione parentale è in espansione negli Stati Uniti e in ogni parte del mondo occidentale, ma negli anni 2020-2021 i numeri sono aumentati in maniera esponenziale.  Nel marzo 2021 quasi cinque milioni di bambini in età scolare studiavano a casa, il doppio del 2019 e quasi il 9% dei bambini in età scolare negli Stati Uniti. Non c’è da sorprendersi considerando lo stato tragico del sistema educativo.  Se vogliamo che i bambini siano felici a scuola, dobbiamo rinnovare l’intero paradigma dell’educazione.

Un saggio intitolato “Homeschooling: The Research”, pubblicato il giorno 01 luglio 2021, dimostra che il fenomeno non è esclusivo di una particolare fede, razza, etnia, livello di reddito o anche livello di istruzione. Secondo il saggio, “Una varietà demograficamente ampia di persone studia in casa, si tratta di atei, cristiani e mormoni; conservatori, libertari e liberali; famiglie a basso, medio e alto reddito; neri, ispanici e bianchi; genitori con dottorato, diploma di scuola superiore e e senza qualifiche.”

L’istruzione parentale ha acquisito popolarità non per il fatto che le persone vogliano a tutti costi educare i propri figli da soli. Questa diffusione è, innanzitutto, una testimonianza del crollo del paradigma esistente. Non c’è da sorprendersi.  Se si applica un sistema educativo creato durante la rivoluzione industriale, l’obiettivo del quale era insegnare l’alfabetizzazione di base e come operare un tornio, non può che essere un disastro annunciato.

Inoltre, il sistema educativo non educa veramente. Fornisce alcune conoscenze, ma non fa nulla in termini di acquisizione delle competenze sociali e delle relazioni umane degli alunni. I bambini delle scuole di tutte le età sono facili bersagli di bullismo, abuso di droghe e sostanze, violenza e predazione sessuale in un luogo dove dovrebbero essere protetti e curati: la scuola.

In un’atmosfera del genere, non sono in grado di imparare correttamente, e sviluppano abilità di sopravvivenza piuttosto che abilità educative. Molti dei loro problemi emotivi non derivano dagli ambienti domestici o dalla loro personalità, ma dall’atmosfera stressante e intimidatoria a cui sono sottoposti a scuola.

Per molti genitori un tale stress per i loro figli è inaccettabile, scelgono di rinunciare a parte del loro reddito e di prendere l’educazione dei loro figli nelle loro mani. Ricerche dimostrano che nonostante non abbiano esperienza di insegnamento, i risultati dei loro sforzi superano quelli del sistema inteso come professionale e superiore a genitori che insegnano ai propri figli. 

Quando i bambini si sentono imprigionati a scuola, non possono fiorire. A casa, dove si sentono liberi, possono fare molto meglio, anche in assenza di un aiuto professionale. Tuttavia, non credo che l’istruzione parentale sia il metodo educativo ideale. I bambini hanno bisogno di stare tra coetanei della loro fascia d’età. Inoltre, non tutti i genitori sono insegnanti adatti, così come non tutte le persone sono adatte a qualsiasi competenza.  Le persone che eccellono  nell’insegnamento, e che ne sono naturalmente predisposte, dovrebbero intraprendere questa strada. 

Tuttavia il sistema deve essere tale da nutrire i bisogni dei bambini e non da forzarli in schemi creati secoli fa, non adatti a loro, ai loro pensieri, sentimenti e percezione del mondo e che non corrisponde alle loro aspirazioni. In mancanza di un sistema che fornisca i requisiti minimi dell’educazione e delle competenze relazionali umane, l’istruzione parentale è il male minore. Tuttavia, come ho detto, non è il modo giusto per educare i bambini in futuro.

L’istruzione dei bambini deve avvenire in piccoli gruppi, con femmine e maschi divisi, dato che le scuole miste sono sicuramente fonte di molti problemi. In aggiunta, ci deve essere più connessione tra la scuola e le famiglie, più discussioni su cosa vogliono gli alunni, di cosa hanno bisogno e del posto dove stanno imparando. Di conseguenza, i bambini dovrebbero imparare secondo il loro corso di apprendimento preferito, quello che conviene a loro.

Esiste un detto in ebraico: “Educa il bambino secondo il suo modo”. Significa che ogni bambino ha delle caratteristiche e qualità uniche, quindi ogni bambino deve imparare tenendo conto di queste sue caratteristiche. In questo modo i bambini crescono sentendosi soddisfatti e realizzati.

Infine, ma certamente non meno importante,  abbiamo la questione dell’apprendimento sociale.  Dato che passiamo la maggior parte del nostro tempo comunicando con gli altri e dato che apprendiamo sempre dagli altri, le scuole dovrebbero dedicare la maggior parte del tempo e del programma didattico all’insegnamento delle relazioni umane. 

Per diventare adulti efficienti e sicuri di sé, i bambini devono imparare a comunicare in modo positivo e costruttivo gli uni con gli altri. Questo li aiuterà al lavoro, a casa, con i loro figli quando diventeranno anch’essi genitori, e ovunque comunicheranno con la gente. 

Didascalia della foto:
Georgina Coase fa studiare a casa sua figlia Emily (7 anni) e suo figlio Samuel (9 anni) a Stanwell Park, Wollongong, venerdì 16 luglio 2021. I genitori che hanno affrontato i doveri dell’istruzione parentale mentre cercavano di lavorare durante il blocco di Sydney dovuto al virus, dicevano che se la cavavano, ma si preoccupavano per quanto tempo ancora sarebbe andato avanti. (AAP Image/Dean Lewins)

Ciò che le scuole non insegnano (ma dovrebbero)

Le società non hanno superato gli esami sull’educazione. Dall’inizio alla fine, in ogni anno scolastico, i nostri bambini sono condannati a giorni stancanti, confinati tra le mura delle aule.  E’ chiaro che il sistema educativo attuale è lontano dalla perfezione, ma possiamo permetterci di stare semplicemente ad aspettare che avvenga un cambiamento miracoloso?  Dobbiamo iniziare a chiederci quali cambiamenti vorremmo vedere.  Come dovrebbero essere progettate le scuole in modo che i nostri bambini si godano il loro tempo di apprendimento e imparino effettivamente cose che permettano loro di realizzare il proprio intero potenziale come esseri umani?

Analogamente al modo in cui molti strati di vari minerali sono stati depositati per creare il Grand Canyon, così i bambini sono trattati a scuola. Sono assemblati come un blocco unico, riempito, strato dopo strato, come una linea di produzione, senza riguardo a particolari bisogni fisiologici ed emotivi del bambino che sta crescendo e si sta sviluppando. Purtroppo, qualsiasi scuola tradizionale è un luogo intriso di violenza, competizione spietata e rabbia, in cui molti studenti soffrono di boicottaggi, bullismo e altri gravi fenomeni. 

A livello nazionale, il 42, 1% degli studenti statunitensi, dall’età dai 12 ai 18 anni, ha subito forme di bullismo in classe, secondo le statistiche federali. 

La varietà dei problemi che vediamo nella società hanno inizio a scuola.  Il disprezzo, la condiscendenza e le relazioni negative così comuni sui social, nei luoghi di lavoro, per le strade, oltre che sui media, in politica e in ogni luogo, sono effetti collaterali di ciò che accade nelle scuole.  A scuola non viene formata una persona, un essere umano, un membro umano della società e il risultato finale ce lo dimostra.  Ne paghiamo il prezzo per tutta la vita come individui e come società. 

Per poter ideare qualcosa di completamente diverso dobbiamo iniziare ad architettare un nuovo progetto della vita che vorremmo per i nostri bambini in futuro.  In un mondo che sta diventando sempre più connesso, la cosa più importante per il successo è sapere come costruire relazioni positive con gli altri.  Una persona che sa come creare connessioni sociali reciproche   e che sa organizzare connessioni positive tra le persone che la circondano, può avere successo in ogni ambito: negli affari, sul lavoro, nelle relazioni e in famiglia. Quindi, l’occupazione principale delle scuole dovrebbe essere di costruire una persona con la capacità di connettersi con ogni altra persona. 

Come si fa?  Circa un terzo del tempo scolastico dovrebbe essere dedicato a metodi come le discussioni circolari, conversazioni, workshop, esercizi di contatto, giochi amichevoli, la visione di film significativi, simulazioni teatrali, giochi di ruolo e ogni altra attività che mira allo sviluppo delle abilità della persona di sentire gli altri e comunicare efficacemente.  L’obiettivo è di costruire una profonda connessione tra i bambini, farli sentire come un gruppo coeso dove ognuno sente l’altro e si sostengono a vicenda.  

Gli argomenti che dovrebbero essere studiati in un tale quadro sono del campo delle relazioni umane e della psicologia delle relazioni sociali tra bambini e genitori, ragazzi e ragazze, ecc., in modo che ognuno capisca come sono costituiti gli altri e veda cosa può cogliere da ciò per realizzarsi. Va da sé che dovremo prima preparare un’infrastruttura di insegnanti che siano esperti nel condurre tali percorsi e curricula dettagliati.

Un terzo del tempo dovrebbe essere dedicato a uscite didattiche, gite sul territorio, al di fuori dalla scuola.  L’obiettivo  è  conoscere la vita stessa, la città, la campagna, il mondo, vedere come funzionano diverse strutture come banche, fabbriche, tribunali, ospedali, aziende di alta tecnologia, officine, serre agricole o laboratori e produttori di chip. Devono vedere tutto con i propri occhi, capire come funzionano le cose, parlare con i professionisti che spieghino i metodi lavorativi, le tecnologie  che usano e le leggi su cui si basano. 

I bambini dovrebbero essere preparati in anticipo all’uscita e, una volta conclusa, ogni bambino presenterà ai suoi compagni  le sue impressioni sull’uscita e tutti assorbiranno le impressioni degli altri. Queste uscite ispireranno i bambini a capire perché è necessario  imparare ogni tipo di professione che all’inizio potrebbe sembrare inutile.  Un’altra opzione vantaggiosa  è l’organizzazione di stage per i giovani nei posti di lavoro ogni settimana, in modo da permettere agli studenti di scoprire quale professione sia più interessante per loro.  Questo incrementerà in maniera naturale il loro desiderio di imparare e perfezionerà le loro capacità e competenze. 

Il tempo rimanente dovrebbe essere dedicato all’impartire conoscenze in ogni tipo di materia elementare come  matematica, lingua e scienze. Anche qui l’apprendimento deve essere condotto a gruppi in cui ognuno sostiene l’altro e si ci aiuta a vicenda a comprendere i concetti.  Questo sarebbe un apprendimento significativo e non soltanto uno slogan sull’educazione.  

Così, la scuola diventerà un luogo aperto e divertente, un’università della vita. E a differenza della conoscenza conservata per un breve periodo di tempo come accade attualmente, i bambini assorbiranno informazioni ed esperienze in profondità e soprattutto: ovunque andranno più avanti nella vita, vorranno costruire questo tipo di relazioni intorno a loro.

Guardando in avanti, nella seconda parte del XXI secolo la professione più richiesta sarà l’esperto nella costruzione di connessioni sociali. I computer e i robot potranno svolgere la maggior parte dei lavori nel futuro e ciò che rimarrà sarà principalmente prenderci cura dello sviluppo delle relazioni integrali tra le persone.  E’ così che la razza umana avanzerà, adattandosi al sistema della natura, in cui ogni cosa è connessa e interdipendente.  In uno stato tale di collaborazione reciproca, la nostra vita e la vita delle generazioni future sarà il meglio che potrà essere.