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La scala dell’unione

Dr. Michael LaitmanDomanda: È possibile misurare il livello d’unione tra la gente e, in base a questo, poter dire quanto siamo lontani da un altro olocausto?

Risposta: In base al grado di connessione tra di noi possiamo misurare il nostro posto sulla scala spirituale, chiamata La scala di Giacobbe, come saliamo i 125 livelli dal nostro mondo, attraverso cinque mondi fino a quando raggiungiamo Olam Ein Sof.

In ogni mondo ci sono cinque Partzufim, in ogni Partzuf ci sono cinque Sefirot che sommati sono 125 livelli (5 x 5 x 5). La differenza tra tutti questi livelli è la maggiore connessione e unione tra noi.

Questa unione si realizza sempre in un gruppo di dieci (Minyan). Se ci connettiamo correttamente ci annulliamo e, di conseguenza, cominciamo a sentire la connessione tra noi come una nuova forza spirituale che viene scoperta nella nostra connessione.

Quanto più ci connettiamo, tanto più ognuno di noi sente il modo in cui sale sulla scala dei livelli spirituali, fino a raggiungere il gradino finale.
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Dal Programma  radiofonico Israeliano 103FM, 12.07.2015

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La competizione come motore per lo sviluppo sociale

Dr. Michael LaitmanDomanda: Per una persona comune il successo significa una famiglia, una vita ordinata, sicurezza finanziaria, sicurezza in generale, o in breve, tutto ciò che si ottiene attraverso la competizione. Ma le persone si sono già stancate di questa caccia. Come si può raggiungere una semplice vita normale, che ognuno possa considerare un successo?

Risposta: Sta diventando molto semplice nel nostro mondo. Se stiamo parlando di un corpo fisico, dobbiamo provvedervi con cure sanitarie, una pensione e un ambiente buono. Però una persona non può ottenere il successo in questo modo. Ciò viene ottenuto dalla società, da tutti i suoi membri insieme. Questo è il motivo per cui una persona deve creare un ambiente che può provvedere a lui con l’assistenza sanitaria e una vita stabile, con tutto ciò di cui ha bisogno.

Domanda: Però nella nostra società il successo si ottiene attraverso la competizione. Può essere ottenuto diversamente?

Risposta: Nella nostra società il successo è ottenuto tramite la competizione perché il nostro egoismo ha due direzioni. Una è per dominare gli altri ed essere al di sopra di loro, mettondo una persona sotto grande stress e portando a una grande perdita d’energia e a pressioni costanti. L’altra direzione è l’attrazione del corpo fisico (lo stesso egoismo) al riposo completo. Questi due opposti esistono in noi e fanno della competizione, una necessità. Ci svegliano e ci spingono a lavorare duro.

In più, la condizione di competizione può essere molto diversa: il concorrente può essere un mio rivale o un mio collega, ma, di base, è per via della competizione che ci viene di fare buoni gesti, quando si lotta per fare qualcosa per il bene della società.
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Da Kab.TV “Conversazioni con Michael Laitman” 17.06.2015

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Esiste un Dio?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Esiste un Dio?

Risposta: Io non so cosa intendono le persone quando dicono “Dio”. Se con “Dio” si intende una forza che controlla tutto, allora questa forza è la natura.

Quanto più impariamo sulla natura, vediamo che tutto è razionale, equilibrato, e funziona secondo le proprie leggi. Noi conosciamo alcune di queste leggi, altre non ancora, e per questo motivo la loro essenza è nascosta a noi. Noi crediamo in vari miracoli e azioni che apparentemente possono influenzare il nostro corso delle azioni, e questo è tutto perché ci manca la conoscenza. La scienza della Kabbalah offre la possibilità di imparare queste leggi.

La natura può essere chiamata Dio, se ci ricordiamo che si tratta di una forza assolutamente rigida, che non dimora in nessuno dei nostri desideri. Non è come i nostri genitori dai quali possiamo andare a piangere e loro avranno pietà di noi. Le nostre lacrime non ci aiuteranno. Si tratta di un sistema che agisce secondo le sue leggi precise. Come è scritto, “Ho dato una legge, e non la cambierò.”

Secondo la scienza della Kabbalah, il valore numerico (Gematria) della parola “natura” e “Dio/Creatore” è lo stesso. Quindi, rivolgersi al Creatore è la stessa cosa che rivolgersi alla natura. Tuttavia, è meglio chiamare questa forza natura perché così capiamo subito che stiamo parlando di leggi rigide e supplicarle non ci aiuterà.

Una persona dovrebbe sapere come comportarsi e correggersi in modo che queste leggi diventino benevole per lui. E se non le usa correttamente, allora naturalmente lui riceverà una reazione negativa, come per tutte le leggi fisiche.

Pertanto, non vi è alcun Dio che siamo in grado di addolcire o in qualche modo placare!
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Da Kab.TV “Conversazioni con Michael Laitman” 10.06.2015

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Che cosa c’è oltre le stelle?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Hai mai pensato che ti saresti impegnato nella saggezza della Kabbalah? Quando hai cominciato a pensare a questo?

Risposta: Io penso che sapevo di aver bisogno di conoscere che cosa c’era oltre le stelle già da quando avevo sette o otto anni. Gli immensi cieli di notte mi hanno sempre affascinato. Quando ero bambino, andavo spesso fuori e guardavo il cielo di notte. Non capivo dove mi trovavo, quello che ero, che cos’era tutto questo, e perché le stelle brillavano così misteriosamente.

A quel tempo, ho pensato che avesse a che fare con l’astronomia. Sono stato attratto da essa fino a quando mi sono reso conto che l’astronomia non è altro che una serie di calcoli meccanici, e quindi ho perso l’interesse.

A quel tempo non sapevo che cos’era la saggezza della Kabbalah e non immaginavo che avrei trovato la soluzione e il senso della vita in essa. Ma questo era sempre stato il mio desiderio. Più tardi, quando ho studiato la saggezza della Kabbalah, mi sono reso conto che era la Reshimo (Reminiscenza), che già si era espressa in me, la necessità interiore, il desiderio che non si riempie fino alla fine della creazione. Sapevo che non sarei stato in grado di fuggire da essa.

Domanda: La saggezza della Kabbalah ha un significato per tutti o solo per quelli in cui la Reshimo è rivelata e che si fanno la domanda: “Che cosa c’è oltre le stelle?”

Risposta: Io credo che, grazie ai nostri sforzi (mio e dei miei studenti), noi riveleremo la saggezza della Kabbalah a tutti, perché questa saggezza è in realtà molto vicina alla gente.

Noi scorriamo con la corrente nella barca della nostra vita che ci porta gradualmente da qualche parte. La saggezza della Kabbalah ci aiuta a partecipare a questo processo e aggiungere i nostri sforzi per lo sviluppo naturale del nostro desiderio, perché il desiderio è l’unica materia che è stata creata.

Nella misura in cui una persona partecipa all’evoluzione del suo desiderio, lui comincia ad esplorare le cause, le origini, la portata effettiva della vita, il suo scopo, e come può incidere su di esso, dove sono i limiti del suo libero arbitrio. Inoltre, egli raggiunge la sua radice, il suo punto in questo processo e il suo stato finale.

Siamo in grado di scoprire tutto ciò da noi stessi, il che significa salire al di sopra del naturale, involontario sviluppo del nostro enorme desiderio, al di sopra di tutta la materia dell’universo, raggiungendo questo enorme meccanismo. Solo coloro che sentono il bisogno e la necessità di scoprire e raggiungere l’obiettivo della loro esistenza sono autorizzati a rivelare questo. Ma se una persona non ha bisogno di questo, tu non sarai in grado di costringerlo a impegnarsi, e non c’è bisogno di farlo. Egli scorrerà con la corrente, naturalmente, in accordo alla velocità determinata dal meccanismo generale dell’universo.
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Da Kab.TV, “Conversazioni con Michael Laitman” 01.06.2015

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Vietato = Impossibile

Dr. Michael LaitmanDomanda: Ho seguito la vostra lezione lunedì 24 maggio 2014 sull’articolo, “Il Conduttore dei Somari” che a mio umile parere è stata meravigliosa. Ho capito dalle vostre parole che nella saggezza della Kabbalah è vietato raggiungere il mio “sé” in uno stato di Malchut. Su questo una serie di questioni si è sollevata in me:

1. Questo significa che l’obiettivo della saggezza della Kabbalah per me è di ottenere il mio “sé” come si trova in Bina (e potrebbe anche essere che il “sé” di ogni persona esiste in Olam Ein Sof), e non per correggere il desiderio ma per ricevere il desiderio di dare? Così poi potrebbe essere che la correzione dei desideri non è l’obiettivo, piuttosto è un mezzo per raggiungere il mio “io” (il Creatore)?

2. In questa situazione, nella saggezza della Kabbalah c’è un divieto contro il raggiungimento del mio “io” (una realizzazione del desiderio di raggiungere il mio “io”) in uno stato di Malchut (trovandoci mentre siamo nel nostro mondo di desiderio di ricevere)?

3. È possibile violare tale divieto, e c’è un altro (non Kabbalistico) modo conosciuto per una persona di raggiungere il suo “sé”?

4. Che cosa accadrebbe a una persona che, nonostante il divieto, raggiungesse il suo “sé”, mentre lui è nel nostro mondo?

Risposta: In Kabbalah nulla è vietato! Quando si usa la parola “vietato” o “proibito“, significa che è impossibile, e quindi non vale la pena di investire alcuno sforzo. Però, in generale, tutto è permesso, solo in un modo diverso. Così vai nel modo in cui ti hanno insegnato e otterrai!
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La competizione utile

Dr. Michael LaitmanDomanda: E’ possibile farcela senza la competizione?

Risposta: La competizione positiva e l’invidia positiva sono sempre utili: “Guarda come ce la fanno ed io invece no”. Gli atleti sentono questa specie di competizione che c’è nel nostro mondo e che li sprona a conquiste sempre più grandi.

Quando acquisiamo le forze superiori, l’invidia ci spinge a diventare migliori, più grandi e a cooperare reciprocamente con gli altri per espandere la nostra anima, connettendoci con gli altri, per farcela ad espanderci più che possiamo, per essere sotto l’influenza della Luce Superiore e per assomigliarLe. Questa è una competizione molto utile. Si dice: “L’invidia dei saggi aumenta la saggezza”.

Domanda: Quale desiderio è più naturale per un atleta moderno, che il suo rivale si rompa una gamba o che egli stesso possa raggiungere dei risultati migliori?

Risposta: Naturalmente vuole che i suoi rivali si rompano una gamba, così da non avere nessuno con cui gareggiare. Infatti, l’ego non si muoverà se non avrà un motivo che ritenga meritevole per farlo. Si deve concentrare su un certo obbiettivo e poi inseguirlo.

Ma oggi l’uomo è molto egoista e ha già provato a raggiungere molti obbiettivi; è molto difficile farlo spostare da dov’è. E’ possibile solamente sotto l’influenza dell’ambiente che può convincerlo a non starsene seduto in poltrona! Altrimenti, non farebbe nessun movimento non necessario: divano, Tv, serie televisive, ed è tutto qua.
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Da Kab.TV “Conversazioni con Michael Laitman” 13.05.2015

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Einstein: Buono o cattivo?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come possiamo far crescere un nuovo Einstein?

Risposta: Questo non dipende da noi, ed è improbabile che ne abbiamo bisogno. Einstein non ha fatto nulla di buono per noi; inoltre, ha aiutato a costruire la bomba atomica e ci ha detto che ci sono proprietà nel nostro mondo che non possiamo capire.

Sarebbe stato meglio se lui e il resto dei fisici nucleari non avessero fatto niente. Noi potevamo sopravvivere benissimo senza il nucleare e certamente senza la bomba atomica. Pertanto, non abbiamo bisogno di un Einstein o di una generazione di leader spirituali.

Io credo che la scienza del 20° secolo non ha beneficiato l’umanità, ma non per negare le sue realizzazioni, la scienza ha fatto tanto. Tuttavia, in realtà, quasi tutto si è rivolto contro di noi. Naturalmente, non stiamo lavorando così duramente come prima. Abbiamo lavatrici per sostituire il pesante lavoro delle lavandaie. Aziende enormi fabbricano prodotti semilavorati, e siamo pronti a comprare del cibo che ha solo bisogno di essere riscaldato nel forno a microonde.

Questo è chiaro, ma cosa ci danno? Cosa ne facciamo del tempo rimanente che abbiamo? Riempiamo noi stessi con ancora più preoccupazioni, e di conseguenza stiamo esaurendo la terra delle sue risorse naturali.

Non vedo che le persone sono diventate più felici nel nostro secolo. C’è chi era abituato ad ascoltare musica, andare a teatro, alcuni erano interessati alla letteratura e leggevano romanzi di spessore. Oggi, una persona è in grado di leggere solo due righe e non può leggere di più. Se i primi due minuti di un film non catturano il suo interesse, spegne la televisione.

Come si è arrivati a questo? In che modo una persona è più felice oggi di quanto non fosse un secolo fa? Del fatto che ora non lavora così duramente? Ma cos’è che lo solleva dal lavoro?

Ne risulta che gli “Einstein” non ci hanno portato altro che male, anche se erano brave persone.

Nonostante il fatto che io amo la scienza e ne sono fortemente a favore, non posso dire che la scienza si unisce all’ egoismo dell’uomo. Einstein ha sfornato una bomba che non è buona. Pertanto, dobbiamo correggere l’uomo in primo luogo, e poi sviluppare la scienza. In caso contrario, si svilupperà a nostro discapito.

Mi sarebbe piaciuto tornare indietro 100 anni e invece di scienza, introdurre obbligatoria l’educazione integrale per tutti. Solo nella misura in cui potrebbero aiutare l’umanità dovrebbe essere permesso alle persone di sviluppare la scienza. Allora la scienza potrebbe beneficiare l’umanità. Come risultato dell’educazione integrale, una persona deve arrivare a sentire tutto il mondo e che questo è una singola unità. Allora la sua ricerca non porterebbe mai alla creazione di una bomba. Lui semplicemente non potrebbe fare nulla di dannoso per noi, allo stesso modo come ogni uomo che aspira a fare ciò che è utile.

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Da Kab.TV “Conversazioni con Michael Laitman” 13.05.2015

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Rapida Intervista con un Kabbalista

Dr. Michael LaitmanDomanda: Esiste vita dopo la morte?

Risposta: Sì.

Domanda: Perché gli esseri umani utilizzano solo il 3% del loro potenziale intellettuale?

Risposta: Perché il restante 97% è destinato alla rivelazione spirituale.

Domanda: Possiamo cambiare noi stessi?

Risposta: No. Ma possiamo farlo con l’aiuto della forza superiore.

Domanda: Perché c’è tutto questo male e ingiustizia in questa vita?

Risposta: Siamo noi quelli che lo portano in questo mondo.

Domanda: Secondo la sua opinione, chi è un israeliano?

Risposta:Israele” in ebraico significa diretto al Creatore. Questa parola significa che chiunque, con l’aiuto della saggezza della Kabbalah, è orientato verso la forza superiore, verso il “bene che fa del bene.”

Domanda: Che cosa vi irrita di più?

Risposta: Tutto ciò che è in opposizione alla risposta che le ho appena dato alla sua ultima domanda.

Domanda: Può un kabbalista godere del cibo, sesso, o altri piaceri di questo mondo?

Risposta: Un Kabbalista gode di tutto ciò che una persona normale gode. Perché no?

Domanda: Lei osserva le regole del traffico?

Risposta: Sì.

Domanda: Quale sarebbe l’unico libro che porterebbe con sé se dovesse decidere di ritirarsi dal mondo?

Risposta: Shamati di Baal HaSulam.
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Dal programma di Radio Israeliano 103FM, 15.02.2015

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Cosa significa percepire le Mitzvot?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Ho sentito che molti Ebrei Ortodossi controllano il loro udito prima di Purim, in modo che possano essere sicuri di sentire la Mitzvà (comandamento) “ricorda cosa ti ha fatto Amalek …”.

Per quanto ho capito si tratta di una interpretazione completamente nuova dell’osservanza di questa Mitzvà. Cosa hai da dirci in proposito?

Risposta: Nel nostro mondo una persona è fatta di un corpo e di un desiderio, quindi può compiere ciò che è richiesto a lui, fisicamente o dal suo cuore (desiderio). C’è un altro modo di osservarlo: dall’anima, dall’intenzione di dazione, Lishma, per il suo bene: ma è accessibile solo a coloro che studiano seriamente la saggezza della Kabbalah guidati da un insegnante.

In ogni caso, più accuratamente una persona osserva questa Mitzvà e la sente attraverso le sue orecchie od il suo cuore, più percepisce che egli é giusto… La saggezza della Kabbalah, d’altra parte, chiede ad una persona di raggiungere un livello che è superiore all’orecchio od al cuore (entrambi sono nell’ego). Si parla di salire al di sopra dell’ego, al di sopra dell’intenzione per me stesso: all’intenzione non per me stesso (Lishma).
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Di cosa parla lo Studio delle dieci Sefirot

Dr. LaitmanDomanda: Adesso stiamo studiando Lo Studio delle Dieci Sefirot (TES), Parte 2, “La connessione tra l’abilità e l’intenzione“. Non riesco a concentrarmi e a relazionare questo con me stesso e a capirlo.

Risposta: Siamo desiderio di ricevere piacere, e l’intelletto si sviluppa solamente per servire il desiderio. Quindi, finché non hai cominciato a sentire dentro di te ciò che è descritto, non puoi utilizzare questi parametri del desiderio. Sarà possibile utilizzarlo e con quale intenzione?

Ma ci sono le persone che hanno la capacità di imparare, non dentro se stesse, nel desiderio, ma costruendo un modello in mente. Esse imparano il Talmud “teoricamente” senza utilizzarlo su se stesse. Purtroppo, è così che tutti imparano oggi!

Ma la Torà specificatamente richiede apprendimento “pratico” (sensoriale, all’interno del desiderio) ad esempio, su noi stessi, sul nostro desiderio. E finché non sarà così, finché non passerai attraverso questo stato nella sensazione, non capirai quello che il Talmud dice.
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