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Una dieta salutare per l’embrione

Domanda: Cosa si intende con “l’embrione mangia ciò che sua mamma mangia”?

Risposta: L’embrione è d’accordo con tutto ciò che gli viene dato ed accetta tutto come la cosa migliore possibile, anche se è del tutto ripugnante per il suo ego. Egli annulla il suo ego e sebbene ne senta l’influenza egli riceve, riceve passivamente, senza controllare le cose, cioè, “al di sopra della ragione”, e valuta tutto ciò che gli viene dato come se fosse la cosa più salutare e che fa meglio in assoluto al suo sviluppo.

Tutti noi sappiamo che il cibo più nutriente è sempre quello meno saporito. C’è il cibo saporito, e c’è il cibo nutriente, si tratta di due cose diverse. Tuttavia, poiché fa bene per raggiungere un traguardo ed il traguardo è molto importante per un uomo, egli accetta il cibo che disgusta il suo ego dando invece grande importanza al suo nutrimento.

Questo è ciò che succede nei livelli di Ibur (concepimento) e Yenika (allattare). Nello stato della grandezza, succede l’opposto: un uomo inizia a sentire un grande piacere nella dazione. Poi, deve lavorare contro questa sensazione per non ricevere questo piacere per se stesso. Questo si chiama “ricevere al fine di donare”, quando vede che il Creatore, in verità, è buono e benevolo. Egli non fa più restrizione su di sé o si annulla come negli stati di Ibur o della piccolezza.

Tuttavia, se l’embrione critica il cibo che Colui che è Superiore gli dà e non lo accetta come buono, allora avviene un aborto, una caduta del livello di Ibur.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.05.2013, Gli Scritti del Rabash)

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La fonte di tutti i problemi dell’Universo

Domanda: Che cosa può motivare un medico a cambiare? E’ chiaro che un paziente  vuole diventare sano, ma per un medico? Come possono un medico e un paziente essere incoraggiati a diventare più vicini gli uni agli altri?

Risposta: Sono nato e cresciuto in una famiglia di medici. Mia madre è una ginecologa, mio padre era un dentista, anche mia zia e mio zio erano medici. Se improvvisamente qualcuno si ammalava,  una volta c’erano un fonendoscopio e farmaci; tutti sapevano cosa fare, avevi il trattamento, e tutto andava bene, senza problemi. A questo proposito, l’intero Dipartimento Salute era a casa mia.

La stessa sensazione di una famiglia dovrebbe esserci tra medici e pazienti; altrimenti non c’è fiducia nei confronti di un medico. Oggi un medico non può permettersi questo. Non importa quanti doni gli porti, lui è ancora sommerso da parte dei pazienti.

Quindi, dev’essere un sistema completamente diverso, con l’accento non sui farmaci, ma all’attenzione per la persona, come nell’antica medicina cinese.

Cioè, il sistema sanitario dovrebbe comprendere l’intera vita di una persona. Questa è una tecnologia della vita: come si nasce, quello che si respira, ciò che si mangia, l’impatto del vostro ambiente, come il corpo reagisce a tutto questo (come un sistema biologico al sistema circostante) e come vivi la tua vita – sposandoti, partorendo, diventando vecchio e, infine, morendo.

Ma tutto questo dovrebbe essere considerato come un sistema che è in equilibrio con la natura. E per questo, una persona dev’ssere organicamente, integralmente collegata alla natura, rispettare le sue leggi, capire cosa si richiede da lui e come lui deve sintonizzarsi con se stesso verso un’interconnessione reciproca.

Proprio come l’armonia e l’equilibrio dentro di noi significa la salute del corpo, l’equilibrio in natura vuol dire la salute dell’ambiente, quindi non ci dovrebbe essere l’omeostasi tra noi e l’ambiente circostante. Noi rompiamo l’equilibrio della natura, sconvolgiamo l’equilibrio in noi stessi ma, soprattutto, questo rompe l’equilibrio tra noi e l’ambiente. Qui, non corrispondiamo assolutamente ad essa.

E’ noto che la natura circostante agisce secondo la legge di auto-stabilizzazione: dai tanto quanto ricevi. Così, l’omeostasi è sostenuta e l’equilibrio è conservato. Ma siamo in disparità assoluta con la natura perché selvaggiamente consumiamo tutto senza dare niente in cambio, inquiniamo solamente.

Tutto dipende dall’educazione di una persona, sulla sua educazione ambientale in primo luogo. Ma noi chiamiamo questo educazione integrale, perché al fine di modificare l’atteggiamento dell’uomo nei confronti della natura e della società, è necessario cambiare un essere umano in se stesso.

Viviamo in una società che ci colpisce sempre in modo negativo, e noi facciamo lo stesso, essendo guidati dal nostro egoismo: per consumare, per sopprimere l’altro, per guadagnare il più possibile – o meglio ancora rubare – senza dare nulla in cambio. Così dobbiamo correggere sia un essere umano che l’intera società.

Come risultato, arriviamo a una sola conclusione: l’uomo ha bisogno di essere cambiato. L’unica fonte di tutti i problemi dell’universo è l’essere umano. Purtroppo, non si presta attenzione a questo problema.

Così ora possiamo vedere come, da un lato, la crisi mette pressione su di noi – e si pulirà tutto, ma per la sua ferma mano. La natura non conosce dubbi, mette pressione in modo che alcune specie si estinguano, e questo è quello che potrebbe accadere con l’umanità, tutto si sta dirigendo verso questo. Dovremo affrontare l’ “Era Glaciale” e altri problemi ambientali e sociali. Vediamo che il nostro disequilibrio con la natura non ci porta a niente di buono.

Dall’altro lato, abbiamo il metodo in mano che mostra come possiamo tuttavia cambiare l’essere umano e farlo diventare parte integrante della natura. Allora saremo in grado di vedere l’intera natura: inanimato, vegetativo, animato e parlante come un unico organismo. Tra l’altro, questo è anche lo stesso modo di vedere della medicina cinese che tratta un essere non come un uomo a parte, ma come essere integrato nel sistema generale della natura.
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(Da Kab.TV “La Medicina del Futuro” 07.04.2013)

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Perché ho bisogno di un medico?

Domanda: Nonostante oggi un medico guadagni un sacco di soldi, non è felice. Si prende cura di molti pazienti e tutto questo viene fatto meccanicamente. Alla fine della giornata, torna a casa usurato, beve, fuma, e fa di tutto per calmarsi.

Anche il paziente non è felice perché non è in grado di ottenere la giusta attenzione e cura per la sua salute. Nessuno è soddisfatto come, ad esempio, si era nell’antica Cina, dove un dottore era soddisfatto nel vedere una persona sana di fronte a sé.

Ma se possiamo mostrare ad un medico che l’educazione integrale punta a modificare il sistema di assistenza sanitaria, che questo contribuirà a rendere il lavoro più piacevole, ed egli sarà in grado di godere di esso, allora forse, potrebbe essere interessato.

Risposta: Non credo che sia un argomento forte per cambiare l’intero sistema sanitario, soprattutto perché ci sono persone influenti che hanno creato questo sistema di proposito, e sono soddisfatte.

Questo è il motivo per cui la crisi deve manifestarsi. Essa li romperà e li costringerà a cambiare il sistema, a cambiare i loro modi di pensare, la loro visione della realtà, altrimenti non funzionerà niente. È possibile provare a cambiare il sistema dal basso, ma per fare questo, è bisogna modificare un essere umano.

Tu fai riferimento alla medicina cinese, ma si tratta di persone diverse che si trovano su un diverso livello di sviluppo egoistico.

Rendere una persona interconnessa con la società e aiutare il personale medico a connettersi tra loro al fine di sbarazzarsi di farmaci dannosi inutili e di controlli e ricerca totalmente inutili, al fine di permettere che il medico sia coinvolto con un paziente, che pensi a lui, invece di occuparsi di una quarantina di pazienti come una macchina, per fare questo abbiamo bisogno di relazioni completamente diverse tra le persone. Per questo è necessario cambiare la persona!

Tu non puoi mettere una moderna persona egoista in queste condizioni, essa non vede le altre persone. Dopo tutto, quando tu vedi un medico, egli non ti guarda nemmeno. Guarda il computer, controlla la pressione del sangue, e questo è tutto.

La medicina cinese è una relazione con una persona. Mentre qui, si tratta di un “rapporto” con la pressione sanguigna, il polso, e un paio di test che possono essere inseriti in un computer, che poi darà al medico una soluzione di ciò che ha a che fare con il paziente. Si scopre quindi che il medico non è praticamente necessario qui.
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(Da Kab.TV “La medicina del futuro” 07.04.2013)

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Il programma ed il programmatore

C’è una specie stampante virtuale dentro di me che scrive l’immagine del mio mondo. In altre parole c’è un programma dentro di me che mi guida e che proietta il mondo per me. In realtà non esiste. Tutto è interno, nei miei sentimenti, ma il programma gli conferisce l’apparenza di qualcosa di esterno.

Domanda: Cosa succede se gli amici decidono di concentrarsi su pensieri per creare una sola realtà e la connessione reciproca?

Risposta: Il programma mi mostra anche il gruppo nel quale lavoro. Mi sembra di essere tra altre persone e di fare decisioni assieme. Gli attributi interni proiettano alcune immagini, ombre di diverse forme, ma in realtà queste non esistono.

Così allo stesso modo, la nostra decisione collettiva e la mia resistenza interiore ad essa sono del tutto determinate dal programma. C’è solo un modo di correggerlo: Se sono a conoscenza del programma e della realtà che è proiettata da esso, e desidero unire tutto assieme, per connettermi. In quel caso, mi innalzo al livello del programmatore e capisco perché ha disposto tutto questo per me.

D’altra parte,ottengo la conoscenza del programma, e inoltre, vedo quali immagini disegna nella mia immaginazione. Così, quando correggo la mia immaginazione attraverso l’uso del programma, controllo queste immagini e le unisco assieme. Quindi attraverso diverse corruzioni e correzioni e, alla fine, scopro la mente del programmatore, il Piano della Creazione. Questo è l’effetto cercato del processo – essere incorporati nello scopo della creazione.

Domanda: Questo vuol dire che il programmatore desidera che noi siamo costantemente in due mondi, quello immaginario e quello reale?

Risposta: E’ essenziale che noi scopriamo il goal della creazione da soli. Per quale motivo? Per trattarlo con rispetto.

Dopo tutto, il mio ego mi tira verso il basso, mi offre il sonno e mi distrae. Se desidero svegliarmi, c’è solo un modo per farlo: usare questo programma, l’ambiente, e tutto quello che è collegato ad esso, ma solo se, contemporaneamente, rispetto il programmatore. Questo è detto portare la soddisfazione al Creatore nella Kabbalah.

Domanda: Allora, come dovrei integrare questi due sistemi?

Risposta: Dovresti semplicemente stare assieme agli amici. Adesso, sembrano degli sconosciuti esterni a me stesso. Più tardi, sentirò che, nonostante questa rappresentazione, essi sono dentro di me. Sono miei, i miei amati, connessi reciprocamente ed incorporati in un unico. Allora, nella connessione tra di loro, inizierò a rivelare la sorgente, il Creatore. Tutto questo sarà come un unico insieme.
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(Dalla 4a. parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 19.03.2013, “Introduzione al Libro dello Zohar”)

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La spiritualità ha la propria Matematica

Domanda: Sappiamo che non c’è nessun “quasi” nella spiritualità ma, allo stesso tempo, il cammino spirituale è diviso in livelli, ed ognuno di essi ci avvicina alla perfezione. Come si mette d’accordo l’assoluto con il graduale avanzamento?

Risposta: Ad ogni livello, ad ogni grado della spiritualità, ognuno di noi ha le proprie misurazioni, in base all’ordine della realizzazione dei Reshimot (memorie spirituali). Il grande vaso generale è stato frantumato in pezzetti, ed ogni pezzetto ha i propri limiti, le proprie misure di congiunzione con gli altri, le proprie misure di correzione, e le proprie “misurazioni degli sforzi”, sia come valore assoluto che individualmente.

Infatti, non c’è alcun “quasi” nella spiritualità. Se, ad un dato livello, si correggono nove parti su dieci, allora non si è ancora riusciti a correggerlo. Solamente dopo aver corretto la decima parte si completa il lavoro.

Nella stessa maniera l’elettrone non può esistere separatamente dall’atomo. L’atomo è fatto di molte particelle e devono essere tutte al posto giusto. In seguito altre forme più grandi e più complesse vengono create: molecole, cellule e corpi, e tutte devono essere nella loro totale misurazione. Anche la misura più piccola deve essere completa, fino alla particella più piccola in assoluto.

Domanda: Da una parte, tutti devono essere come un solo uomo con un solo cuore, e dall’altra, si dice che ogni uomo può giudicare il mondo intero o con la scala del merito o sfavorevolmente. Come lo spieghiamo?

Risposta: E’ impossibile spiegarlo al nostro livello. E’ impossibile percepirlo con la nostra mente. Non sono le leggi della matematica ordinaria che sono all’opera qui, in base alle quali uno più uno fa due. La spiritualità ha la sua matematica.

Domanda: Che cos’è la “misurazione completa”? Qual è il criterio della completezza?

Risposta: Una misura completa è segno di cambiamento di ogni livello, in base al principio di “Mi sono sforzato ed ho trovato”. Mi impegno sempre di più e all’improvviso “salto” in un nuovo stato. E’ solamente in base a questa reazione che so per certo di essermi impegnato abbastanza. E’ impossibile prevederlo. Non c’è un “contatore”, nessuna indicazione precedente, con cui poter giudicare il mio successo.

E’ perché lavoriamo “al di sopra della ragione”, nella dazione, e la dazione non può essere misurata. Le misure sono sempre nel desiderio di ricevere. Nella dazione, la misurazione può essere fatta solamente rispetto alla rivelazione, e quindi è sempre in base a “Mi sono sforzato ed ho trovato”. Questo “trovare” è il controllo definitivo.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.04.2013 “Introduzione al Libro dello Zohar“)

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Transizione alla percezione spirituale

Domanda: Frequentemente non comprendo di che cosa si parla a lezione: se riguarda la spiritualità oppure la vita corporale. Come possiamo distinguere tra la vita corporale e quella spirituale?

Risposta: Nel complesso, ciò che mi entra tramite i cinque sensi, attraverso le “insenature” della vista, udito, gusto, olfatto e tatto, è chiamato “questo mondo.”

e sviluppo un senso addizionale in me, il che significa sentire gli altri, allora questa sensazione si dividerà in cinque parti: Keter (K), Hochma (H), Bina (B), Zeir Anpin (ZA), e Malchut (M). Io sviluppo questo senso dal punto nel cuore, nel voler uscire da me stesso ed esistere nel gruppo insieme con gli amici. E’ tra loro che scopro i cinque sensi che sono fuori dal corpo, che costruiscono il mio “corpo” spirituale.

Questa transizione richiede un periodo di preparazione che è condotto dalla Luce. Non possiamo raggiungere questo da noi stessi, ma tutti i nostri sforzi racchiudono la Luce che Riforma, ed eventualmente noi acquisiremo il nuovo vaso dell’anima.

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(Dalla 1° lezione della Lezione quotidiana di Kabbalah 23.04.2013, Scritti di Rabash)

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Riguardo la libertà di pensiero

Domanda: Qual è la mia libertà di scelta in relazione ai miei pensieri?

Risposta: Tutti i pensieri che sono in me al momento, tutte le sensazioni e comprensioni, tutti i dati che, prima “scannerizzo”, e poi processo, attraverso sintesi ed analisi, tutti questi parametri sono dati dall’Alto. Cosa sento, come lo sento, che tipo di decisioni attuo, tutto questo è predeterminato dall’Alto, proprio ora in questo momento. Uno può chiedersi ora: Cosa accadrà da questo momento in avanti? In questo “da qua in avanti” c’è un parametro chiamato la mia libertà di scelta.

Riguardo i pensieri, la libertà di scelta è nel desiderio esterno e la mente esterna che appartiene al gruppo. Dopo la frammentazione sono diviso in due parti. Nelle mie sensazioni, una parte è fuori di me, mentre io percepisco la seconda parte internamente come me stesso. Con ciò il mio cuore e la mia mente compaiono, che significa me stesso, così come una mente e un cuore esterno, che significa il gruppo. Tutto ciò che ho bisogno di fare è cominciare a connettere queste due parti insieme, in un Kli.

Qui il mio sforzo e i problemi cominciano, e questo compromette l’ordine del lavoro e tutte le correzioni. Dal provare ad arrivare a conclusioni con la parte che costantemente mi dimostra il suo confronto e il suo opposto, io sento che ho necessità del Creatore, l’unico che può connettere queste due parti insieme. Più ho bisogno di Lui per riconciliare queste due parti insieme, a questo grado io concordo con il Creatore, con la Sua natura, con la sua esistenza, e con il Suo dominio, concordo che questa proprietà mi governerebbe.

Più cerco di annullare me stesso al gruppo, più ovvio mi diventa che non sono pronto a sottomettere me stesso agli altri. In ultima analisi, io “colpisco me stesso nero e blu” per chiarire finalmente che non sono pronto a cedere sotto alcuna circostanza. Io raggiungo tale odio che è come il Monte Sinai (“Sinah” significa “odio” in ebreo). Ma proprio perché ho provato ad annullare me stesso molte volte io realizzo che devo fare questo e quindi io sento il bisogno dell’aiuto della forza superiore.
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(Dalla 1° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 19.04.2013, Shamati #68)

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Trovate il vostro posto dove lavorare

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar,” Paragrafo 44: E tutti gli elementi spirituali dell’inanimato, vegetativo, ed animato nell’altro mondo, che corrispondono alla Sefira di Malchut di Assiya, servono e aiutano il Partzuf di Nefesh di colui che si è innalzato qui.

Domanda: Quali sono gli elementi spirituali della natura inanimata, vegetativa ed animata?

Risposta: Tutte le cinque fasi, dalla fase basilare fino alla fase quattro, si collegano nello sforzo di un uomo. Sebbene ci sforziamo solamente rispetto all’intenzione, solamente rispetto alla natura umana che c’è in noi, ci sono anche altri strati nel desiderio, nel quale siamo gestiti, non avendo libero arbitrio. Questi strati del desiderio sono uguali ai nostri bisogni fisici e sono compresi nel nostro lavoro; lavorano su di noi mentre noi non possiamo influenzarli in alcun modo. Come dice Baal HaSulam in “Prefazione alla Saggezza della Kabbalah“, gli elementi della natura inanimata, vegetativa ed animata, ascendono e discendono insieme agli elementi umani non avendo alcuna responsabilità propria.

Domanda: Ciò significa che nella spiritualità facciamo anche delle cose non per nostra scelta?

Risposta: Naturalmente. La stessa cosa succede anche nel nostro mondo poiché è un’esatta replica della spiritualità. Non devo lavorare sulla moltitudine delle forze spirituali che non appartengono al livello umano. A livello umano devo inoltre chiarire subito le cose e solo dopo compiere le correzioni. Primo, dovrei chiarire dove posso esattamente mettermi al lavoro in modo da fare dazione dove mi potrà portare a dei risultati concreti. Importantissimo è differenziare tra l’ “area di lavoro” e quella di “non lavoro”, ed impegnarsi di più nella prima.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.04.2013 “Introduzione al Libro dello Zohar”)

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Arrendersi al dominio degli Amici

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar,” paragrafo 44: Quando l’uomo inizia ad addentrarsi nella Torà e nei suoi comandamenti, anche senza intenzione, cioè senza amore e senza timore, come ci si comporta quando si serve il re, anche in Lo Lishma, il punto nel cuore inizia a crescere e rivela la sua azione.

Quando il punto nel cuore si risveglia in un uomo, egli giunge in un ambiente nel quale gli vengono fornite tutte le condizioni per il suo sviluppo spirituale interiore. E’ detto che “il Creatore mette la mano di un uomo sul destino buono e gli dice: sceglilo”. Questo è il punto esatto dove si trova il suo libero arbitrio: avanzare verso il centro del gruppo e, attraverso il gruppo, al Creatore.

Allora un uomo inizia a comprendere il sistema, la “cucina” dove tutto si “cuoce”. Da questo punto in avanti, se cerca come concentrarsi correttamente sull’obbiettivo usando l’influenza dell’ambiente, sottomettendosi all’ambiente, e aspirando al Creatore attraverso di esso, allora il suo punto nel cuore si espanderà e crescerà.

Qui, la sua partecipazione minima con un’intenzione non ancora diretta alla pura dazione è sufficiente. Anche se un uomo non se ne dispiace e non riesce a pensarci seriamente, è comunque una partenza. Se egli ha già un “punto nel cuore” e, cosa più importante, è già inserito nel giusto ambiente che lo influenza, questo è uno sviluppo.

Anche delle azioni senza un obbiettivo possono purificare il desiderio di ricevere di un uomo, ma solamente al primo livello chiamato “inanimato”.

Un uomo non ha ancora le giuste intenzioni e non riesce ancora a vedersi come qualcuno che dona, ma che riesce almeno a scegliere di “abbassare la propria testa” con tutta la sua forza, di annullarsi, ed in questo modo di avanzare. La grandezza del livello inanimato è la sua capacità di sottomettersi davanti al gruppo e allo studio. Questo livello finisce quando un uomo si annulla totalmente davanti a ciò che gli è stato rivelato nel livello in cui si trova. Questo è il culmine del livello inanimato.

In seguito, al livello vegetativo tutto cambia: se prima l’uomo doveva solamente restringere se stesso mentre si elevava al di sopra del suo ego, adesso egli si deve aprire più che può. Questo cambiamento è tipico in ogni passaggio da un livello ad un altro.

Domanda: Quindi, ne consegue che il livello inanimato non è così “rozzo” come si potrebbe pensare?

Risposta: Potrei non capire o sentire nulla e non essere in grado di prendere parte alla vera dazione, ma devo riconoscere la mancanza della percezione, del pensiero, e del giusto atteggiamento, la mancanza di tutto ciò che è spirituale. Io sono al 100% fuori dalla dimensione della dazione. Come posso entrarci?

Per riuscirci, devo annullare tutto ciò che si risveglia dentro di me. Non cancello e non copro le mie qualità, ma so che non posso entrare nella spiritualità con loro. Allora, mi attacco al dominio dell’ambiente. Mi dicono di unirmi a qualcosa, e lo faccio senza capire cosa significhi. Mi dicono di leggere, di studiare, e allora leggo e studio. Mi dicono di fare qualcosa, allora la faccio. La faccio specificamente perché mi è stato detto di farla. In altre parole, mi sottometto al gruppo e allo studio con tutta la mia forza. Accetto questo dominio mentre annullo me stesso e intanto avanzo verso la correzione del mio livello inanimato.

Infatti, il mio livello inanimato non può muoversi da solo, e così il solo modo di farlo è di avere gli amici che mi fanno muovere dall’esterno. Per poterci riuscire, devo essere nelle loro mani.

In questo percorso nessuno incontra degli ostacoli. Tutti sono capaci di compiere queste azioni da soli. Un uomo si annulla soltanto davanti agli altri e dipende solamente da questo. L’auto-annullamento lo mette automaticamente nelle loro mani. In seguito gli verrà chiesto di compiere delle azioni che siano basate sull’interdipendenza e sulla cooperazione, ma nel livello vegetativo egli deve solamente rinunciare a se stesso. Il desiderio cresce, le interruzioni aumentano, c’è una maggiore confusione insieme ai disaccordi, e la risposta a tutto questo è l’auto-annullamento. Un uomo ha bisogno di abbassare la testa ancora e ancora ed in questo modo avanza. Questa è la prima fase del nostro cammino.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.04.2013 “Introduzione al Libro dello Zohar”)

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I disturbi possono essere differenti

Domanda: Quando io devo sostenere un esame o trovare un lavoro, io prendo automaticamente un’appassionata preghiera, un desiderio ardente per il desiderio voluto. Perché non succede lo stesso nel cammino verso il Creatore?

Risposta: Mettendolo in maniera diversa, quando otterrai finalmente un reale motivo per girarti verso il Creatore?

Diciamo che ti sia accaduta qualche cosa di veramente sgradevole. Per esempio, qualcuno ti ha insultato seriamente, in modo talmente pesante che tu sei pronto per sparire dal posto in maniera che altri non vengano a saperlo. Allo stesso tempo, non c’è niente che tu possa fare. Ed è qui, in questo stato di completa impotenza che tu ricevi “un regalo dall’alto”, tu inizi a sentire che non c’è niente tranne Lui e che il Creatore t’invia questo con uno scopo specifico; tu devi unicamente girarti verso Lui e chiedergli che sarebbe meglio se questo non stesse accadendo.

Ti giri verso Lui e te ne penti subito: “Che cosa voglio? Evitare la sfortuna? O essere con il Creatore? Lasciamo che la paura e la vergogna rimangono se solo attraverso questo io posso mantenere una connessione con Lui”.

È cosi che andiamo avanti: Abbiamo bisogno della paura, che non possiamo maneggiare, che viene dai nostri desideri egoisti, e allora noi veramente avremmo bisogno dell’aiuto del Creatore.
Sei pronto per questo? Vuoi che succeda questo? Senza riserve e concessioni?

Domanda: Allora non c’è maniera di scappare dai disturbi?

Risposta: Unisciti a un gruppo, e insieme agli amici volerai come un razzo. Perché allora, al posto della vergogna e altri problemi “animali”, riceverai altri disturbi causati dall’inabilità di amare i tuoi amici e di unirti a loro. Tu fai degli sforzi ma sei incapace di raggiungere questo.

Ad ogni modo, i disturbi sono necessari dato che non ti volti verso il Creatore se vedi la più piccola possibilità di correggerti in un’altra maniera. Solo la completa impotenza fa alzare la tua richiesta verso di Lui. E questo significa che tu devi accrescere il tuo desiderio, lottando per l’unità ed elevandola sopra tutti gli altri. Allora scoprirai che puoi ottenere tutto tranne questo. E la breccia tra il desiderato e la realtà evocherà un urlo al Creatore.

Domanda: Che cosa deve succedere esattamente in un gruppo in modo che la situazione possa ottenere la scalata necessaria?

Risposta: Compiere tutti gli sforzi possibili e obbligare il gruppo a influenzarti. Questo è precisamente ciò che chiamiamo “garanzia mutua”.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30.05.2012, l’Arvut (La garanzia mutua)

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