Pubblicato nella 'Divulgazione della Kabbalah' Categoria

Guaritori del mondo

Domanda: Molta rabbia e furia fremono sotto la superficie del mondo d’oggi. Sembra che sta arrivando un’esplosione.

Risposta: È vero. Adesso tutti parlano della crescita dopo-crisi, anche se c’è qualcosa di esplosivo nel mix. Dopo tutto, la crisi non è scomparsa e la pressione sta aumentando.

Dato lo stato delle cose, dobbiamo lavorare instancabilmente nello spiegare ciò che sta accadendo. Dobbiamo presentare alle persone le cause e le soluzioni, che non è per niente come immaginano.

In realtà non abbiamo molto da scegliere. Nessun progresso farà diventare tutti ricchi semplicemente perché non ci sono risorse a sufficienza. Al contrario, le masse diventeranno sempre più povere, anche se sarebbe desiderabile evitarlo. Ci rimane una terza opzione: livellare lo standard di vita a un livello accettabile. Dobbiamo arrivare a questo. Allora saremo più o meno uguali uno con l’altro e più in equilibrio con la natura.

Oggi semplicemente non pensiamo a quello che accadrà tra dieci o vent’anni. È come se l’umanità fosse cieca: abbiamo finito tutte le nostre risorse e pretendiamo che niente sia successo. È veramente un tempo speciale. Come un bambino disabile, stiamo incautamente tagliando il ramo sul quale siamo seduti, e in questo modo privandoci di avere un futuro. Alla fine rimarremo senza niente.

Tuttavia, nessuno può fermare il corso degli eventi. Per il contrario, quei pochi che prendono delle decisioni sono coloro che promuovono il consumismo. In realtà, l’angelo della morte ci sta dando una goccia di veleno sul bordo di una lama, e noi stiamo chiudendo gli occhi e aprendo la bocca.

L’unica soluzione è la spiegazione, la propaganda. Naturalmente sembra alquanto inefficace in questo banchetto globale che sta rovinando e inquinando il pianeta. Ad ogni modo è cosi. Dobbiamo fare quanto sia possibile. La pressione sta aumentando. Stiamo attraversando una specie di “periodo d’incubazione” di una malattia, e più tardi scoppierà l’epidemia. In questo periodo pericoloso dobbiamo lavorare il più possibile con il mondo, usando tutti i canali accessibili. C’è sempre qualche cosa da aggiungere, e il nostro lavoro porterà certamente dei frutti.

Per quanto riguarda l’esplosione incombente, è difficile dire come sarà. Una delle possibilità è una guerra, con lo scopo di distrarre le persone dai problemi originali. Io spero che non succeda, tuttavia, questi piani ovviamente vengono nutriti. Dopo tutto, la situazione sta diventando molto brutta, e la stanno portando al limite, al punto di un debito incredibile e a uno squilibrio terribile.

Dobbiamo usare tutta la nostra forza per divulgare il nostro materiale alle masse e a fortificare la nostra connessione interiore uno con l’altro. Solo allora il sistema generale inizierà a rivelare la Luce, che è la fonte di tutto.
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(Dalla quinta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.04.2012, Gli scritti di Rabash)

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Il ruolo di Israele nel mondo

Il ruolo del nostro gruppo generale internazionale è dare al mondo il metodo della correzione. Questo gruppo è in contatto con la Luce che Riforma, per sé stesso e per tutto il mondo. Questo gruppo oggi è chiamato “Israele”. Che cos’ha di speciale?

Cominciamo dal fatto che la Luce Circostante (Ohr Makif o OM), ovvero la Luce che Riforma, è nel grado superiore ed è astratta e nascosta a noi; ma essa può brillare su di noi nella misura in cui ci risvegliamo. Così possiamo rivolgerci alla Luce ed essa può rispondere alla nostra richiesta.

Quando risponde alla nostra richiesta? Quando la richiesta si eguaglia alla Luce, cioè se noi chiediamo in accordo alla maniera in cui essa è designata a rispondere. Noi siamo Galgalta ve Eynaim (GE) o Israele ed inoltre dobbiamo connetterci all’AHP e riceverne una risposta. Insieme, GE e AHP costituiscono dieci Sefirot, ovvero un Partzuf spirituale, o la creatura generale.

Da questo noi possiamo capire cosa ci sta succedendo. Dobbiamo risvegliare le nazioni del mondo (1) in modo tale che vogliano cambiare (2). Per farlo, dobbiamo rivolgerci alla Luce che Riforma (3) ed ottenere il suo aiuto (4) in modo tale da cambiare noi stessi e servire l’AHP.

Allora cosa dobbiamo fare nel frattempo? I cabalisti dicono che nel frattempo non c’è niente che possiamo fare. Allo stesso modo, la saggezza della Kabbalah è stata nascosta nel corso della storia. Le persone la custodirono e la passarono in segreto perché le masse non ne sentivano il bisogno, ma quando il mondo è entrato in una nuova era che richiede la rivelazione della saggezza della Kabbalah, allora la gente “fisica” di Israele è ritornata alla sua terra per compiere la sua missione ed i kabbalisti hanno cominciato a parlare di questa saggezza.

 

Tutto esiste per l’AHP, per le nazioni del mondo, la generalità che essenzialmente include tutta l’umanità. In questo senso tutti sono uguali agli occhi del Creatore. In verità, è detto che alla fine della correzione tutte le persone del mondo conosceranno il Creatore.

Tuttavia, prima di compiere la prima azione e rivolgerci alle nazioni, dobbiamo essere pronti a questo. Quindi, ci è stata data la possibilità di fare i primi passi senza nessuna connessione con loro, senza la loro conoscenza e così ci sviluppiamo durante i primi anni, preparandoci in questo modo al lavoro.

Ma ad un certo punto non possiamo avanzare ulteriormente se non diventiamo i mezzi per la correzione delle nazioni, cioè se non portiamo loro il metodo della correzione; e mentre lo facciamo, non correggiamo nessuno, è la Luce superiore che corregge tutti, incluso noi.

Così, dovremmo interrogarci sul nostro ruolo più energicamente. La risposta è che noi esistiamo per portare la correzione al mondo. Noi possiamo stare nel livello di Hafetz Hesed, nel livello di Binà, che non ha desiderio per sé stesso ed è completamente diretto al bisogno dell’inferiore. Per questo scopo Binà è diviso in GE che è diretto al Creatore e l’AHP che è diretto alla creazione, e il nostro libero arbitrio è la linea divisoria tra queste due parti.

Questo è il ruolo di Binà. Tutta la nostra divulgazione, tutta la nostra attitudine verso le persone dovrebbe essere determinata da questo schema.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 9.04.2012, “Il Ruolo di Israele ed il Mondo”)

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Divulgazione: Cosa possiamo e cosa non possiamo fare

Domanda: Ultimamente, ho domande sulla divulgazione. Potrebbe per favore chiarirci il suo atteggiamento verso la divulgazione, cosa può e cosa non può essere fatto?

Risposta: Il mondo ha bisogno di divulgazione, che significa educazione integrale e l’educazione alla responsabilità reciproca. Questo metodo deve essere diffuso ampiamente e apertamente, senza collegarlo alla Kabbalah, e con qualsiasi mezzo. Può essere fatto da un sito web separato, come pure apertamente per le strade, dando fuori volantini, giornali, CD e altri media.

La Kabbalah può essere diffusa solo dal suo sito e solo virtualmente in modo che gli estranei non la associno all’educazione integrale — fino a quando la gente si renderà conto che la Kabbalah è quel sistema completo di educazione dell’uomo e della sua correzione.
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America: Dal sud al nord

Domanda: Sarò collegato al congresso nordamericano virtualmente, insieme ad altri amici. Come possiamo creare una potente unione durante il congresso? Come possiamo alzare la sua importanza anche quando siamo tutti scollegati nella corporalità e sentirci un unico Kli?

Risposta: Prima di tutto, vorrei consigliarvi di partecipare al congresso di New York. Questo è necessario senza alcun dubbio.

In secondo luogo, vi consiglio di leggere tutti gli articoli sul gruppo di Rabash e Baal HaSulam. L’unione, il cambiamento dell’atteggiamento di una persona verso il gruppo è ciò che è importante.

In terzo luogo, nella preparazione anche la divulgazione svolge un ruolo molto importante.

Quindi, dobbiamo cercare di aiutare per il Congresso, preparare e portare sempre più persone ad esso, che siamo in dubbio o meno dobbiamo prepararci ad aspettarli. Noi dobbiamo riunire quante più persone possibile e prendervi parte.

Inoltre, L’America del Nord dovrà prepararsi, con l’aiuto del Sud America, grazie ai nostri incontri in Colombia, Cile e Brasile. Questa sarà la preparazione reale, pratica, comprensiva non solo delle lezioni e conferenze, ma anche dalla partecipazione ai seminari.
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Raggiungere il fondo

Baal HaSulam, “Un Comandamento”: l’essenza del successo profetico è estendere la Luce superiore a quelli che dimorano in basso. Colui che la porta più in basso è colui che ha più successo.

Questo è molto importante perché le correzioni sono realizzate dal più luminoso al più difficoltoso. Gli strati di luce del vaso frammentato sono già stati corretti nelle precedenti generazioni, mentre nella nostra generazione cominciamo a correggere i più bassi, i più spessi ed i peggiori strati ai quali noi stessi apparteniamo.

Il desiderio generale è diviso in cinque livelli (0-4) di Aviut, o “spessore”, profondità del desiderio. Nel disegno, essi sono marcati sull’asse del tempo in accordo al quale noi realizziamo la nostra correzione, dalla più luminosa alla più difficoltosa, come ho detto prima. Il principio della “discesa delle generazioni” deriva da questo: ogni generazione è peggiore della precedente nei termini del suo ego. Come risultato, noi avanziamo dalle più luminose Reshimot (reminiscenze) alle più difficili.

Oggi abbiamo raggiunto la fase finale della generazione del Mashiach (Messia): la correzione degli ultimi strati del desiderio di ricevere. Certamente, questo è difficile. Il mondo è immerso nell’ego, le persone sono incapaci di essere reciprocamente premurose, esse si distanziano le une dalle altre: una persona da una persona, un uomo da una donna ed i bambini dai genitori. I paesi, le nazioni, tutto sta cadendo a pezzi, si sta disintegrando.

Così dice: “L’essenza del successo profetico è di estendere la Luce Superiore a coloro che dimorano in basso. Colui che la porta più in basso è colui che ha più successo”. Così noi dovremmo “discendere” alle masse, non solo a coloro che conducono una buona vita, ma anche a persone che hanno i peggiori attributi e la più grande resistenza. Noi stiamo cercando di raggiungere tutti e di trasmettere loro il nostro messaggio, considerando ovviamente le circostanze in ciascun luogo.

Il nostro successo dipende da questo. Esso è misurato per la precisione da quanto in profondità possiamo immergerci. Baal HaSulam scrive riguardo a questo “nell’Introduzione al Libro dello Zohar”, Articolo 63: “Quindi, nella nostra generazione, sebbene l’essenza delle anime è la peggiore, per la qual cosa loro non potrebbero essere selezionate per la Kedusha sin qui, loro sono coloro che completano il Partzuf del mondo ed il Partzuf delle anime rispetto ai Kelim, ed il lavoro viene completato solo attraverso di loro”.
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(Dalla Preparazione alla lezione quotidiana di Kabbalah dell’11.04.2012)

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La Luce invitante dell’amore

Domanda: Per come la vedo io, le persone lasciate senza lavoro affondano nei loro problemi e questo non dà loro nessun incentivo per scoprire da dove vengono i problemi.

Risposta: Il nostro ego sente la sofferenza dentro di sé. La sofferenza si sta incrementando costantemente e sta prendendo differenti forme. Perché esse spingono una persona ad interrogarsi sul significato della vita? Questo perché si chiede: “Perché ho bisogno di soffrire?”. In verità, esse la possono portare al punto di suicidarsi.

Cosa sta facendo la saggezza della Kabbalah? Essa dice ad una persona: devi rimpiazzare questa sofferenza con l’altra sofferenza, la cosidetta “sofferenza d’amore”.

Al contrario, quando ami qualcuno, lo desideri ardentemente, ma non sei ancora connesso a lui, o vieni respinto, rifiutato un poco, o le distanze vi separano e per adesso non puoi vederlo, allora appare un grande desiderio di avvicinarsi, di connettersi e di abbracciarsi, ma questo è impossibile.

Anche tutto questo è sofferenza! Ma per noi questa è dolce e non vogliamo sbarazzarcene.

Personalmente, io non posso più immaginare tali sofferenze, ma me le ricordo da quando ero giovane, ed erano dolci. Così da un lato tu ami, desideri e ti aspetti che presto abbraccerai la persona amata, ma allo stesso tempo soffri perché questo non è ancora avvenuto ed è una piacevole sofferenza.

C’è una sofferenza che proviene dall’ego ed è chiamata “l’ombra della Sitra Achra”, ovvero una cattiva ombra, l’oscurità, che nasconde tutto il bene del mondo; e c’è una sofferenza che ti spinge in avanti e al contrario, tu sei eccitato, vivi nell’aspettativa che si realizzerà presto. Davanti a te c’è la Luce, la Luce dell’amore, la Luce dell’imminente incontro. Luce ed oscurità, questa è tutta la differenza.

Noi dobbiamo aiutare velocemente il mondo a rimpiazzare le sue sofferenze, le grandi avversità ed i problemi che si intensificheranno sempre di più con il desiderio per la connessione, per l’amore, per la Luce. Poi sentiremo che le sofferenze non scompaiono. Questo perché se tu incontri la persona amata e tutta l’attrazione che hai sentito nel tempo della separazione scompare, allora non ti sarà lasciato niente eccetto la delusione: tu l’hai incontrata e dopo pochi minuti non hai bisogno d’altro e puoi andartene.

Quindi, è necessario che questa sofferenza, ovvero questa attrazione, questo appetito, questa fame restino, ed allo stesso tempo, potrai gioirne. Solitamente quando sei molto affamato e cominci a mangiare, l’appetito scompare e non provi piacere del cibo. E se il piacere non scomparisse?

Ovvero, dobbiamo soltanto prendere la nostra sofferenza e trasformarla. Poi a nessuna condizione chiederemmo qualcosa al Creatore eccetto la correzione. Noi non dobbiamo chiedergli di portare via la nostra sofferenza, ma solo di cambiarla in modo tale che invece sentiamo la sofferenza dell’amore, la brama di andare avanti. Allora vivremo nell’eccitazione.
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(Dal Congresso di Vilnius del 24.03.2012, Lezione 4)

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Cosa significa “cambiare il mondo”?

Domanda: Possiamo noi adesso in maniera efficace e veloce cambiare il mondo?

Risposta: Cambiare il mondo significa spiegare al mondo come è, e come deve essere. Se io correggo me e cerco di essere parte integrale in tutto questo spazio, in questo sistema, allora con questo io cambio il mondo. Quando io inizio a spiegare a tutto il mondo cosa gli stia succedendo e in che maniera dobbiamo correggerci per portare il mondo all’equilibrio , allora io lo cambio.

Ma essenzialmente io gli spiego in modo che loro cambino da soli , ed in questo non c’è nessuna violenza. Io non li posso obbligare, non posso inventarmi una nuova società , “introdurli” là dentro e allora il mondo diventerà migliore. Per niente!

Noi ci troviamo in una fase quando nessun’altro cambiamento può esserci. La natura tutto il tempo ci ha spinti in avanti. Noi pensavamo di stare per cambiare il mondo, ma in realtà ci rincorrevamo come si dice col bastone della felicità. Noi tutto il tempo cercavamo di fare qualcosa ed in conclusione siamo arrivati a uno stato quando possiamo andare verso il miglioramento del mondo soltanto attraverso il miglioramento di noi stessi: della nostra consapevolezza, comprensione ragionevole della natura e della connessione con lei, equilibrio con lei.
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Educazione Integrale a Chicago

Alcune foto dei nostri amici mentre divulgano informazioni sull’ educazione integrale durante le proteste a Chicago.

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L’unica opportunità del mondo

Domanda: Quando il nostro lavoro potrà creare un grande impatto nel ragionamento degli scienziati e dei ricercatori?

Risposta: Noi dobbiamo aiutarli a vedere l’intero disegno. Stanno già pensando ai segnali di un mondo integrale, ma non possono riunire le osservazioni individuali in un sistema, in una metodologia unificata.

Inoltre, hanno paura di indagare più profondamente questo tema perché l’idea di un mondo integrale li conduce a confrontarsi con chi è al potere. I governi attuali continuano ad agire in maniera egoista e individualista, senza rendersi conto che così facendo danneggiano loro stessi. Ai politici manca una percezione integrale. In maniera diversa da loro, gli scienziati guardano la natura e parlano di quello che vedono. Chi l’ascolta è un’altra storia.

C’è un altro problema: per quanto siano meravigliose le parole dette da diversi esperti e specialisti, non importa quanto pontifichino sull’interconnessione e il bisogno di unirsi, non possiedono il metodo per implementarlo. I soldi e le forze armate non possono essere d’aiuto qui. Anche se tutte le persone del mondo dicono “Si, vogliamo essere un villaggio globale!”, che cosa accadrà dopo la dichiarazione unanime del loro desiderio? Niente, eccetto una guerra mondiale. Dopo aver sentito in maniera più acuta i legami che uniscono l’uno all’altro, scateneranno una guerra per separare questa connessione.

Gli scienziati non hanno la soluzione, loro non sanno come cambiare l’uomo. E allora perché piangere pensando a quanto sia dannoso l’egoismo se non si ha il rimedio? In passato i medici non informavano i pazienti terminali del loro stato. Non c’erano i mezzi per rallentare la progressione di una malattia e di conseguenza la persona era lasciata all’oscuro per evitarle più sofferenza. “Non mettete ostacoli davanti a una persona cieca”, dice la Torà. Perché rivelare la verità se sei incapace di aiutare la persona ad affrontarla?

Allora, senza rivelare la saggezza della Kabbalah, senza il messaggio della garanzia reciproca che procede da noi, l’umanità non ha una singola opportunità di correggere niente. È questo il nostro problema adesso: in quale maniera possiamo stabilire contatto con le persone e spiegare loro che è possibile correggere l’egoismo e di conseguenza correggere il mondo.

Stiamo precisamente parlando della correzione dell’uomo. Non aiuterà nient’altro. Molti capiscono già che il male è insito nella natura umana. Tuttavia, alzano le mani: “Un essere umano è egoista e non c’è niente da fare al riguardo”. Se non forniamo alle persone il metodo per la correzione dell’egoismo, se non spieghiamo che è raggiungibile, il mondo non ha un’opportunità. E allora, abbiamo lavorato con mezzo cuore.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30.03.2012, “Prefazione al Libro dello Zohar”)

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Una conferenza in Gerusalemme, 27 Marzo 2012

Alcune foto da una Conferenza pubblica in Gerusalemme intitolata “Gerusalemme del Cuore”. 27 marzo 2012.

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