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Un dono, non una punizione

Domanda: Se il Creatore ha creato l’ego, ed è anche colui che sovrintende e gestisce tutto, non è forse responsabile anche della Sua rivelazione?

Risposta: Certamente. Il Creatore è l’unico da incolpare per tutti i nostri guai. Lui ci dà questi problemi in modo da far chiarezza, così che acquisiremo il mondo superiore per noi stessi. Solo allora vedremo che Lui ci sta mandando tutto questo come un dono e non come una punizione.

Domanda: Se il Creatore ha creato il male, allora dobbiamo chiarire chi è Lui? Quali strumenti abbiamo per capirlo? A volte dici che il Creatore è una specie di caratteristica, una forza. Come può una caratteristica creare tutto questo?

Risposta: Tu puoi arrivare al Creatore solo dal livello che ha conseguito o, per meglio dire, in base alla caratteristica di dazione e di amore che hai già creato in te. Grazie al fatto che tutti noi siamo costituiti solo da caratteristiche cattive, ma considerando anche che ora le caratteristiche positive appaiono in te, tu puoi raggiungere il Creatore, perché nel divario tra queste due caratteristiche (le linee di destra e di sinistra) si trova la linea mediana.

Domanda: Significa che il Creatore, che gestisce tutto, è un potere immenso, mentre io raggiungo solo una piccola parte di Lui, e questo succede anche nella misura in cui io gli somiglio?

Risposta: Si, tu Lo raggiungi parzialmente, nella misura in cui Gli assomigli, ma dipende da te il raggiungerLo in tutto.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 26/02/17

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Tu Mi Hai Creato

Dalla Torah (Deuteronomio 04:35): “……..non c’è nessun altro all’infuori di Lui”.

Domanda: Tu ci parli spesso del fatto che il Creatore non esiste ma, ancor più spesso, affermi che esiste solo il Creatore. Come è possibile giustificare entrambe queste affermazioni? Il Creatore esiste o non esiste?

Risposta: Il Creatore di per sé non esiste.

Il Creatore è ciò che una persona crea dai propri desideri altruistici, dalle proprie intenzioni e dalle proprie azioni. Nella misura in cui costruisce tutti quei desideri, intenzioni e azioni con i propri amici all’interno di un gruppo, allora rivela il Creatore.

La Luce Superiore amorfa che si chiama “la Sua essenza” esiste sempre intorno a noi. Non è tangibile, non ha forma, non è “rivestita” da qualcosa, ed è impossibile raggiungerla. Ma il Creatore è qualcosa che una persona assorbe attraverso i suoi “sensori”, attraverso le sue caratteristiche spirituali, che essa crea attraverso un’alleanza con il gruppo degli amici.

Quindi non c’è divinità. Riguardo al Creatore, si dice, “Tu Mi hai creato.”

Nel mondo ci sono il 2% di atei e il 98% di credenti , ma la divinità venerata da questi credenti non esiste, anzi essa esiste attraverso quello che viene raggiunto con i nostri sentimenti corretti, e questo è chiamato il “Creatore” (Boreh) dalle parole, “Bo” (vieni) e “Reh ” (vedi). Nella misura in cui una persona si avvicina alle caratteristiche del Creatore e Lo sente, è lì, a quel livello che lei Lo raggiungerà, e per lei questo sarà il Creatore.

La saggezza della Kabbalah ci insegna come raggiungerLo.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 7/08/16

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Come possiamo rendere felice il Creatore?

Domanda: Come possiamo rendere felice il Creatore se il Creatore è un sistema? E’ come cercare di rendere felice la forza di gravità.

Risposta: Tutto dipende dal nostro atteggiamento verso il Creatore, perché noi portiamo i nostri sentimenti in questo sistema.

Quando lavoriamo sul computer, a volte ci arrabbiamo con lui, lo malediciamo, e abbiamo anche voglia di romperlo. Perché? Questo accade perché noi trasferiamo le nostre emozioni su quegli oggetti che trattano con le forze con cui noi interagiamo. E’ lo stesso con il Creatore. Il Creatore è assoluto! L’assoluto non può essere modificato. Egli non è influenzato dalle nostre richieste e non può interagire con noi perché Lui è assoluto!

Domanda: Quindi, come possiamo rendere felice il Creatore?

Risposta: Noi Lo rendiamo felice nelle nostre sensazioni. E’ per questo che il Creatore è chiamato Bore (vieni e vedi). Io vengo e lo vedo e Lo scopro dentro di me.

Domanda: Questo significa che soltanto noi sentiamo che Lo rendiamo felice?

Risposta: Sì. Il Creatore è un qualcosa che vale per me, che è nei nostri sentimenti corretti. Possiamo dire che esiste qualcosa esternamente a noi e anche che dobbiamo lavorare per il Creatore, perché questo è il modo in cui percepiamo la globalità. Quando Lo raggiungiamo, cominciamo a capire che cosa si nasconde in queste parole, che cosa significa portare gioia al Creatore e se questo sia possibile. Questo è ciò che ci attende in futuro.

Domanda: Se il Creatore è la connessione di tutti verso tutti, come può questa connessione essere felice?

Risposta: Quando ci connettiamo gli uni con altri, viene creata fra di noi una connessione che è al di sopra di noi anche se è stata tessuta dai nostri sentimenti, pensieri, intenzioni e relazioni fra noi. Poiché non è in nessuno di noi, questa connessione viene creata fra di noi, nella distanza fra noi, nella connessione fra due persone. Questa connessione non esiste in una certa persona o in me, ma fra di noi. Il vuoto che si rivela nei rapporti reciproci fra noi è ciò che ci mostra l’immagine del Creatore.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa 19/06/16

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Con Tutto Il Rispetto Per L’uomo

Dr. Michael LaitmanDomanda: Chi ha creato il desiderio di ricevere se non c’è Creatore?

Risposta: Il Creatore.

Dobbiamo capire che cosa si intende con la domanda se vi è o meno un Creatore. Dobbiamo chiederci, nei confronti di chi Egli esiste. Si può dire ora che Egli esiste per te? No.

Una persona può parlare del Creatore, ma ciò non significa che Egli esista, e quindi diciamo che il Creatore esiste o non esiste solo per quanto riguarda la persona che Lo raggiunge o non Lo raggiunge.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa 8/05/16

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A chi chiedere perdono e per cosa? Parte 1

Dr. Michael LaitmanDomanda: Durante questi ultimi giorni dell’anno Ebraico è usanza chiedere perdono ai propri amati e al Creatore per tutto ciò che abbiamo fatto. Da dove proviene questa tradizione?

Risposta: Prima di tutto dobbiamo capire chi è il Creatore. E’ la forza superiore della natura. Non possiamo conseguire questa forza da soli.

Questa forza di manifesta nell’aver creato la creazione, che è il desiderio di gioire e di ricevere appagamento, e la riempie nella misura in cui questo desiderio diventa simile alla forza superiore.

Se la creazione, il desiderio di ricevere, si rende simile al Creatore, dando, allora il Creatore la riempie e, in questa misura, la creazione comincia a rivelare il proprio artefice.

Inizialmente, le persone sono completamente opposte al Creatore; pensano solo al proprio piacere e non vogliono dare nulla a nessuno.

Tuttavia, se sappiamo come cambiare la nostra natura con l’aiuto della saggezza della Kabbalah, cominceremo a rivelare il Creatore, la forza di amore a dazione che ci da appagamento, salute e ci innalza sopra al tempo, al movimento e allo spazio, nel mondo della bontà assoluta.

E tutto questo è solo nella misura della nostra equivalenza con questa forza di dazione e di amore che è chiamata il Creatore. Quindi dov’è il Creatore? E’ nella connessione fra le persone, se ci uniamo fra di noi. Tutti i livelli della natura: inanimato, vegetale, animale e umano sono connessi in un unico sistema. Il livello umano sta sopra tutti gli altri in questa gerarchia e la connessione fra tutte le parti di questo sistema dipende solo da lui.

Nella misura in cui una persona sarà capace di stabilire buone connessioni fra tutti e rendere questo sistema integrale, interconnesso, equilibrato e gentile, basato sull’amore e sull’aiuto reciproco, il Creatore, la forza superiore, sarà rivelata in questo sistema.

Questa rete in cui la creazione esiste, è chiamata il “luogo” che è riempito con la forza superiore. E’ impossibile rivelare questa forza al di fuori di questo luogo, di questo vaso, che è generato dalla nostra relazione reciproca. Questo è l’unico mezzo per percepire il Creatore; non c’è alcun altro modo.

La propria relazione con le altre persone definisce la propria relazione verso il Creatore. Più renderemo gentili le nostre connessioni con gli altri, più riveleremo la forza superiore che si manifesta fra di noi.

Non ha senso chiedere al Creatore perdono sino a che una persona non paga tutti i propri debiti verso le creature, verso le altre persone. Se stabiliamo buone relazioni fra di noi e forniamo al Creatore il luogo per rivelarsi, allora questo sarà il nostro appello a Lui e la nostra preghiera di perdono.

Non ci è richiesto di mettere in atto nessun altro pentimento, davanti al Creatore, se non quello che ci porta a investire nelle corrette relazioni con gli altri. Altrimenti si tratterebbe solamente di ipocrisia.
Perché dovrei chiedere perdono al Creatore se, avendo potuto creare un luogo corretto dove Egli si sarebbe potuto rivelare, non l’ho fatto? Dopo tutto, questo è tutto il mio lavoro e, invece che farlo, piango e mi appello a Lui chiedendo aiuto. Perché Egli dovrebbe avere bisogno di salvarmi se io stesso non ho fatto nulla per questo?

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Da KabTV’s “Una Nuova Vita” 27/09/16

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Il Creatore è l’Osservatore del Suo Mondo

Dott. Michael LaitmanNelle notizie (pravda.ru): “Un mondo composto da oggetti di grandi dimensioni è prevedibile, affidabile e lento a cambiare. Tuttavia, tutto il mondo è costituito da particelle: i fotoni, che a loro volta sono mobili e sono imprevedibili. Dietro il guscio di oggetti familiari ribolle la vita quantistica. …

“Le fisica classica descrive su larga scala. Descrive il mondo, descrive la gente, descrive la forza gravitazionale, qualcosa che siamo abituati a vedere davanti a noi quotidianamente.

“La fisica quantistica è diversa, poiché descrive il mondo su scala microscopica. Dopo tutto, il quantum è elementare, il fascio di energia più piccolo. Il più famoso dei quanti, il fotone, è una particella di luce. Negli anni recenti è diventato chiaro che il mondo intero è quantico… Si tratta di una conclusione molto profonda che ridefinisce i concetti scientifici moderni che poco tempo fa erano considerati immutabili…

“Il primo paradosso: la luce è sia particella che onda.

“Probabilmente è costruita nella struttura stessa della realtà: è la prima proprietà del mondo quantistico. La seconda proprietà è la non localizzazione, l’aggrovigliamento di particelle. La complessità delle particelle: una particella conosce il comportamento del suo partner, anche se sono alla distanza di un chilometro o persino in qualche luogo della galassia. Questo fatto è rigorosamente e scientificamente provato. E due particelle collegate nel mondo quantistico comunicano sempre una con l’altra. Inoltre, questa interazione si manifesta e si propaga più velocemente della luce.

“La teoria di Einstein non è incompleta. Il fatto della questione è che questo rapporto tra le particelle non è associato alla trasmissione delle informazioni, ovvero, la complessità non permette il passaggio delle informazioni e dell’energia. E qui si trova la complessità del mondo quantistico, la sua unità è completamente indipendente dal concetto classico di spazio, tempo, velocità della luce…

“Noi immaginiamo le particelle come un puntino. Ma la particella, in realtà, non è un oggetto nel senso convenzionale del termine. La particella è come l’eccitazione del campo quantistico che ci circonda …

“Non è che il nostro mondo materiale, un mondo di oggetti di grandi dimensioni, sia illusorio, non esiste. Il fatto è che non è essenziale. E la cosa principale nella struttura della realtà avviene su un livello quantico microscopico…

“Come si rifratta questo mondo quantistico fondamentale in ciò che vediamo? Tavoli, sedie, schermi televisivi e, infine, in noi stessi? Si è scoperto che la cosa più importante in natura è l’atto dell’osservazione. Il mondo dell’aggrovigliamento quantistico si trasforma in un mondo ribollente di oggetti materiali, quando avviene l’osservazione…

“Chi osservava il mondo prima che esistesse il genere umano, quando esisteva solo l’Universo? Era una specie di terza parte super-osservatore, chiamato Creatore, il Creatore: una sorta di puro intelletto.

“Ora, molti fisici, non marginalmente, in generale credono che se ci si allontana dalla foresta che si stava osservando, allora non ci saranno più gli alberi, l’incerta turbolenza quantistica…

“Ne risulta che il concetto di realtà oggettiva, che ci hanno insegnato a scuola, è sbagliato?

“Assolutamente corretto. La fisica quantistica è pesante e difficile da capire, perché è contraria al nostro suono logico, al nostro senso comune. Abbiamo imparato che tutto nel nostro mondo va avanti, il sole sorge al mattino e tramonta, la gravità funziona, non cadiamo nella terra e non voliamo via. Ma il mondo quantistico è completamente diverso.

“Ne risulta che la stessa nascita del mondo, la creazione del nostro universo, può essere considerata un’unica inusuale transizione quantistica. E all’osservatore gli si richiedono sempre transizioni quantistiche. Chi poteva essere l’osservatore, al momento di origine del nostro cosmo? Si può chiamare Dio, il Creatore, l’Artefice, la coscienza pura, e così via.

“Ne risulta che senza l’osservatore, la semplice creazione dell’universo non ha senso, sulla base di un’interpretazione diretta della attuale comprensione della fisica quantistica, è impossibile creare senza l’atto dell’osservazione. Ed è assolutamente chiaro che esiste Dio appena ci rendiamo conto che il mondo è stato l’emergere di un evento quantistico. È un fatto del tutto scientifico.

“Questo [il nostro universo] è organizzato in modo tale da essere confortevole per il soggiorno per le persone intelligenti… La massa dei parametri nello spazio è così favorevole alla nostra vita naturale e ragionevole, che a quanto pare non è casuale. Sorge una domanda spontanea: ‘E se il mondo fosse stato previsto originariamente per la possibilità della nostra esistenza?'”

Il mio commento: In realtà, nulla è stato creato ad eccezione della coscienza. Il mondo materiale non esiste. Tutto viene sentito solo nelle nostre menti. I fisici stanno facendo tutto quanto in loro potere per penetrare l’altro mondo. Loro penetrano i suoi strati limite ma, in seguito, sia la materia che l’energia spariranno ed eluderanno la percezione di diversi strumenti e della mente.

Allora capiranno che la saggezza della Kabbalah sta chiamando le persone a scoprire, esplorare e comprendere il Creatore. Il Libro dello Zohar ci parla di questo (vedere “L’Introduzione al Libro dello Zohar“)

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Risposte alle vostre domande, parte 140

Dr Michael LaitmanDomanda: Il mondo è così complesso che, più cerchi di conoscerlo, più difficile diventa trovare risposte, e a volte non ce n’è nessuna che la mente umana possa afferrare. E’ una meraviglia come tutto sia stato creato in un modo così contraddittorio e nulla esista senza la propria parte opposta. Perché tutti i campi di studio del nostro mondo e gli insegnamenti della saggezza dei grandi saggi e, pure, le grandi guerre, sofferenze e disastri naturali non hanno insegnato al genere umano ad essere buoni? Ma, al contrario, la gente cade dalla spiritualità? A cosa porterà il nostro pianeta l’appagamento della materialità? Cosa vogliono da noi le forze superiori? Le antiche e intelligenti civiltà sono scomparse. Qual è il piano? Tutto è spiegato in modo perfetto nelle sorgenti, ma in pratica tutto avviene in modo molto peggiore. C’è giustizia nel nostro mondo o è tutto il frutto di una immaginazione molto sviluppata? Qualcuno ha bisogno di noi? Questo è un labirinto di riflessioni e pensieri – che carico pesante…

Risposta: E’ tutto molto semplice. Il Creatore ha creato tutto in modo diretto, ma noi avanziamo in modo storto. Ora, pure, dobbiamo semplicemente unirci e richiamare la Luce della correzione su noi stessi, ma noi facciamo tutto eccetto questo…

Domanda: Ogni essere umano ha un proprio gene spirituale?

Risposta: Assolutamente!

Domanda: Se c’è sofferenza nella mia vita, devo ricondurre questa situazione al Creatore (che è per il mio meglio), e poi non sentirò più questa situazione come cattiva? Quando affrontiamo un problema in questo modo, sembra sparire, ma quando soffri è molto difficile ricordare che la sofferenza viene dal Creatore. Come posso rimanere costantemente in questa intenzione che “non c’è nessuno oltre Lui,” poiché scivola via così rapidamente nei momenti difficili e invece sento indifferenza, rabbia, collera, ecc..?

Risposta: Non lasciare mai il pensiero che tutto viene da Lui e resta in esso tutto il tempo! Se non ci riesci, chiedi a Lui di aiutarti.

Domanda: Portiamo gioia al Creatore quanto Lo contattiamo (quando cominciamo a sentirLo)?

Risposta: Indubbiamente, e questo è l’unico modo.

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Dove possiamo rivelare il Creatore?

Dr. Michael LaitmanDomanda: La saggezza della Kabbalah ci porta a impegnarci nella rivelazione del Creatore, ma Lui dov’è? Si trova oltre l’universo, cioè al di là dei suoi confini, oppure si trova in un’altra dimensione, cioè all’interno dell’universo ma in uno spazio parallelo?

Risposta: Il Creatore è il campo nel quale esistiamo. Lui evoca in noi sensazioni diverse in modo che possiamo cominciare a percepirLo.

La punizione più grande è quando il Creatore scompare, quando Egli si nasconde a noi. Sentiamo la connessione fra di noi, ma non percepiamo il campo, il Creatore.

La saggezza della Kabbalah è divisa in due parti, una parte è destinata a portare l’uomo a percepire il campo. L’altra parte lo porta a studiare il campo diventando simile ad esso. Quando cambiamo, percepiamo il campo, il Creatore, attraverso i nostri cambiamenti. Il Creatore rimane costante, solo noi cambiamo fino a quando non Lo conseguiamo completamente.
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La Rivelazione del Creatore

Dr. Michael LaitmanLa Torah descrive le caratteristiche spirituali, non quelle fisiche dell’uomo. Per esempio, in ognuno esiste la caratteristica di “Mosè”. Persino il Creatore esiste in ognuno di noi. Dopo tutto, l’uomo è un mondo nel quale c’è assolutamente ogni cosa!

Pertanto, la Torah parla di come ognuno può bilanciare il proprio mondo interiore e connetterlo, correggerlo, regolarlo e calibrarlo correttamente.

Solo allora l’uomo lo potrà usare per rivelare il Creatore attraverso la corretta interazione di tutte le sue parti. L’armonia interiore che si è formata dentro l’uomo, gli dà la sensazione dell’esistenza del superiore. Questa è la forza che sistema, bilancia e governa ogni cosa.

Quando tutte le parti si bilanciano e si completano l’una con l’altra dentro di noi, non rimane nulla che possa lavorare in maniera corrotta, così prende forma la caratteristica corretta chiamata il Creatore. Questa è la rivelazione del Creatore.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” del 12/04/15

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Correggere i rapporti tra di Noi

Dr. Michael LaitmanIl problema del nostro mondo è che non vi è una corretta connessione tra le persone. La corretta connessione è un sistema nel quale tutte le parti si trovano in rapporto di reciprocità tra di loro e sono in armonia, dove tutte si preoccupano del benessere dell’intero sistema e nessuna si preoccupa del proprio. In una situazione del genere il sistema è perfetto.

Quando le persone giungono ad una simile connessione tra di loro, esse iniziano a sentire la natura e non se stesse. La natura che iniziano a percepire è definita “Creatore” poiché scoprono la sua mente, il suo programma ed il suo scopo.

A partire da Abramo, le persone hanno cominciato a conseguire l’armonia della natura nella connessione tra di loro, scoprendo così il Creatore. Gli studenti di Abramo si comportavano in base alle leggi generali del mondo, così scoprirono il Creatore. Questo comportamento giunse ad esprimersi nelle attività quotidiane e nei rapporti con l’ambiente, derivando in modo naturale e diretto dalle loro sensazioni. Le attività, che i membri del gruppo di Abramo facevano, sembravano essere pure azioni meccaniche a coloro che non appartenevano a quel gruppo e non percepivano la natura ed il sistema di connessioni tra le persone.

Una connessione reciproca ed armonica tra le persone è chiamata “amore”, così è detto: “Io ho creato l’inclinazione maligna, Io ho creato la Torah come spezia”. La parola Torah indica la forza del Creatore, ideata per correggere i rapporti tra noi, rapporti di reciproco ed egoistico rifiuto. Essere coinvolti nella correzione della natura egoistica delle persone è definito osservare la Torah, mentre studiare la Torah significa imparare quali sono le modalità di correzione dell’ego.

La Mitzvah (Precetto) generale del Creatore è correggere l’ego fino al livello “E tu amerai il tuo amico come te stesso” (Levitico 19:18). Quando una persona esegue meccanicamente le attività correlate senza correggere se stessa, il suo ego, questo viene definito mantenere le usanze. Sin dai giorni nei quali il popolo di Israele cadde da “E tu amerai il tuo amico come te stesso” al livello di “Odio infondato”, esso si trova nello stato di mantenimento delle usanze.

Nella sua essenza interiore il popolo di Israele è un gruppo di persone che vive in reciproco Arvut (Garanzia) e che anela ad essere “Come un unico uomo con un solo cuore”, pervaso da amore reciproco.
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