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I desideri nuovi dell’uomo

prosperDomanda: Come nascono i nuovi desideri?

Risposta: L’uomo ha i desideri corporali, cioè quelli che emergono dal corpo (cibo, sesso, famiglia) e i desideri sociali, che invece emergono sotto l’influenza dell’ambiente (ricchezza, potere, fama, conoscenza).

Quando nell’uomo nasce il desiderio di “spiritualità”, questo lo confonde, perché questo desiderio non indica nessun oggetto che possa essere raggiunto. Il desiderio rimane vuoto (senza oggetto) e spinge l’uomo a cercare “non si sa cosa”, ed è questo che lo porta alla depressione.

In generale, si tratta del desiderio d’unione con i desideri simili delle altre persone. Perché ogni uomo è una parte di un unico desiderio. Anche se l’uomo non percepisce il nuovo desiderio come la voglia di unirsi con gli altri, dopo molti anni, si renderà conto che è stato così. Perché ogni uomo è una scheggia di un unico grande desiderio frammentato.

Nel frattempo, si sveglia in lui, non come il desiderio d’unione con i desideri simili di tutte le persone (creare il KLI), ma come il desiderio di percepire il Creatore (Luce), che è presente nell’unione. Il desiderio si chiama “spezzato” perché si manifesta non per ottenere l’unione, ma per riempirsi.

Perciò il desiderio porta l’uomo al gruppo dove si uniscono le persone simili a lui. E aiutandosi l’uno con l’altro a sviluppare il desiderio, i desideri si uniscono insieme e tutti scoprono il Creatore.

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Un salto sull’ Abisso

Noi riceviamo tanta Luce quanti Kelim, desideri, abbiamo. È per questo che nel nostro mondo siamo molto lontani dal vero stato. Questo ci è nascosto per mezzo di molti veli e livelli e se non avessimo molti Kelim, mezzi e componenti, non saremmo capaci di rivelare la Luce.

La creazione è “l’esistenza dall’assenza”. In altre parole, l’unico Creatore esistente desiderò creare qualcosa al di fuori di Lui. Questa qualità che fa la differenza, qualcosa al di fuori di Lui, si chiama “creazione”.

Il Creatore desidera che la creazione realizzi il fatto che questo è al di fuori di Lui, che superi la rottura tra i due e che raggiunga lo stato che annulla la creazione e la rottura tra loro. Pertanto, una persona in questo mondo, deve vedersi come se fosse esclusivamente di fronte al Creatore. Non eiste nulla tranne Lui. Non c’è niente al di fuori del Creatore, incluso la persona in sé.

Soltanto nella mia percezione e sensazione ho avuto questa illusione che ha creato un’esistenza al di fuori dell’unica Forza, il Creatore. Tutto quello che posso immaginare è stato creato deliberatamente, così avrò qualcosa a cui aggrapparmi, che mi permetta di raggiungere l’Uno partendo da molti Kelim.

All’interno di questo Uno non esiste “ l’io ”. È scritto: “Il Creatore è nostro Dio, il Creatore è uno”. Tutto si include in Lui. Questo è ciò che l’uomo dovrà realizzare ed è in questo modo che “salterà” sull’abisso che c’è tra “l’esistenza dall’esistenza” e “l’esistenza dall’assenza”. Questo è ciò che dobbiamo realizzare.

Tutto quello che abbiamo, incluso il grande mondo, i mondi spirituali, la rottura, i Kelim, gli amici, tutti i mezzi e tutto il metodo, sono destinati solo a correggere la nostra percezione della realtà ed a riconoscere che a parte l’unica Forza, non c’è niente, neppure me stesso.

Ciò che mi circonda è fatto in questo modo con il fine di aiutarmi a raggiungere l’unità. Sono sempre fermo davanti al Creatore e non c’è niente tra di noi. È così che una persona deve sentire la realtà nella sua percezione. Baal HaSulam scrive riguardo a questo nello Shamati 67:

colui che pensa che sta ingannando il suo amico, in realtà sta ingannando il Creatore, poiché invece del corpo dell’uomo esiste solo il Creatore. Questo si deve al fatto che questa è l’essenza della creazione, che l’uomo è chiamato “creatura” solo in relazione a se stesso. Il Creatore desidera che l’uomo senta di essere una realtà separata da Lui; però eccetto questo, tutto è “tutta la terra è piena della Sua gloria”.

Pertanto, quando mentiamo ad un amico, mentiamo al Creatore e quando rattristiamo un amico, rattristiamo il Creatore. Per questa ragione, se si è soliti dire la verità, questo aiuterà in relazione al Creatore.

Se la persona avanza verso la rivelazione dell’unità, allora vede tutto come un mezzo che la aiuta a rivelare l’unico Creatore. È scritto: “Alzati Creatore ed i Tuoi nemici si disperderanno”. In altre parole, una persona vede che tutti i disturbi non sono davvero tali, ma che sono Kelim, mezzi. Unendoli in un tutt’uno, all’interno di essi, la persona rivela la Luce, fino a che tutti si fondano in una sola Luce.

(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 10 Febbraio 2011, Scritti del Rabash)

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Uno, nel quale si uniscono mente e cuore

Esiste un alto principio, che è il Creatore – Uno, Unico e Unitario

Una unica forza superiore ha edificato tutta la creazione – essa esisteva già da prima, esiste insieme alla creazione ed esisterà dopo di essa, ossia esiste in tutte le condizioni.

Noi possiamo definirla secondo diversi punti di vista, a secondo l’ approccio, il che denuncia la nostra imperfezione, e perciò la definiamo come Una, Unica, Unitaria.

Ma tutte queste diverse definizioni della forza superiore, del Creatore, esistono solamente in relazione a noi stessi.

Uno – significa che non c’ è stata nessun’ altra forza che abbia partecipato alla creazione. Com’è detto: “Nessuno oltre a Lui”.

Unico – significa che Egli si unisce a tutte queste sue azioni e non ha alcun’ altro proposito.

Unitario – significa che, anche se queste azioni ci sembrano non collegate, e talvolta addirittura contraddittorie, questo è solamente perché noi stessi ci veniamo a trovare in posizioni diverse e contraddittorie rispetto alla Sua situazione. Per questo motivo ci sembra così. “Ognuno giudica secondo la propria corruzione”. Tuttavia, a seconda di quanto ci stiamo correggendo, tutte queste differenti condizioni e caratteristiche, che si differenziano in tutti i sensi, poco alla volta si riuniranno in una sola nozione.

Uno” – significa perfezione. Infatti se sono due, risulta che in qualche cosa si differenziano, che a uno mancano delle qualità che l’ altro possiede. In due si completano l’ un l’ altro.

Se non fossero due, ma un milione, allora ognuno sarebbe molto più lacunoso. In ognuno ci sarebbe solamente una milionesima parte di perfezione, e ne mancherebbero le altre 999.999

Se noi diciamo che non ce n’ è più di uno, allora significa che in Lui c’ è tutto!

Ma a me non pare che in Lui ci sia tutto, perché ci sono io opposto a Lui. Allora significa che il problema è in me, non in Lui.

Se Lui è uno e tutto è in Lui, allora non è importante come io Lo percepisco: come buono e cattivo, luce e tenebra, freddo e caldo, io devo capire che in Lui non ci sono tutte queste differenti caratteristiche. In Lui non c’ è né bontà né odio. Queste differenze esistono solo nelle mie sensazioni.

Se io dico che il Creatore è buono, – anche questo non fa parte della definizione: “Uno“. Uno significa che in esso non c’ è niente! Né di male, né di bene.

In questo modo io lo giudico per via delle Sue diverse manifestazioni che riguardano me. Ma Lui stesso, l’ Uno, è qualcosa di assolutamente astratto, che prescinde anche dal bene. E anche questa è solo una mia personale sensazione.

Questo concetto di “Uno“, con la sua perfezione di percezione e di comprensione ispira l’uomo. In questo Uno – e il cuore, e la mente si uniscono.
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(Dalla lezione sull’ articolo “Il carattere della scienza della Kabbalah” 13.01.2011)

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Luce di una casa lontana

Domanda: Cosa significa percepire “la luce” ?

Risposta: Percepire la luce significa provare piacere.

In questo mondo posso godere di varie cose, che possono essermi piacevoli o anche spiacevoli, secondo l’ umore.

Alle volte mi piace starmene a letto e non alzarmi per la lezione; a volte non vedo l’ ora di alzarmi, e mi dicono: No, devi stare a letto ancora una settimana, fino a ché non sarai guarito.

Ossia, non si tratta di un piacere incondizionato, così come: dolce, morbido, caldo, sono tutti concetti limitati, nozioni convenzionali. Talvolta richiamano il piacere, talvolta completamente la sensazione opposta.

Il comune piacere che proviamo nel nostro comune desiderio di felicità, si chiama “luce“. Perché la luce, che esisteva fin dall’ inizio, ha creato il nostro desiderio/recipiente, e adesso questo desiderio gode quando la luce lo riempie o si rivela in esso!

Così siamo fatti. Perciò, quando la luce abbandona il desiderio, esso piange e vuole che ritorni. Così è fatta tutta la creazione.

Ma il Creatore ha voluto che tu stesso desiderassi la luce, e non semplicemente la ricevessi e ne provassi piacere. Egli vuole che, oltre al piacere, tu la comprenda, che avvenga in te una presa di coscienza: Da dove proviene? Dov’è la fonte? Perché ti ha fatto in questo modo? Cosa vuole da te? E’ come se la luce volesse mostrarti: Guarda lassù, quella stella lontana, dalla quale io sono venuta. Lassù da noi è tutto talmente bello e meraviglioso, e io ti voglio portare lassù con me!

Perciò essa si nasconde da te e incomincia ad attirare la tua attenzione da ogni lato, con ogni sorta di azioni indirette. Gioca con te fino a quando, invece del godimento che essa ti può dare, tu vorrai conoscere la fonte dalla quale essa proviene. Vuole portarti con sé a casa! In modo che tu non ti accontenti solamente di riempirti di luce.

Infatti, se tu vuoi andare con lei “a casa” sua, significa che tu l’ ami, che non desideri solamente riempirti di lei. Devi amarla talmente da essere pronto a volare con lei in quel posto, su “quella stella”, da dove essa è arrivata, solo per stare con lei e non separartene più.

Oltre a dimostrare che con ciò tu rinunci al godimento, le dimostri quanto tu l’ ami.
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(Da una lezione su “Kabbalah e Filosofia” 30.12.2010)

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Come andare d’ accordo con le leggi della natura?

Nell’ introduzione al TES (n°4) Baal Sulam scrive: Il “Creatore” pone nelle mani dell’ uomo un buon destino. La scelta dell’ uomo consiste solo nel rinforzarlo.

Il Creatore conduce l’ uomo agli amici, allo studio, e il resto dipende da lui. Non aspettarti che altri facciano il lavoro per te. Tu stesso devi individuare tutti i mezzi e metterli in ordine nella maniera giusta.

“Ma io ancora non capisco niente ! Non so come imparare, non so come comportarmi coi compagni, mi si confonde tutto dentro e fuori…!”

Puoi lamentarti con la mamma, ma non presentare reclami alla legge della creazione. Ciò non sarebbe meno insensato che combattere la legge della gravità.

Il Creatore – Legge della Natura, è dazione assoluta. Se ti adegui a Lui, ti andrà bene, altrimenti ti andrà male, sullo scalino della conformazione. Oltre a ciò, l’ un l’ altro sono correlati al livello del tuo sviluppo. Pure nel nostro mondo ci comportiamo diversamente con i bambini, con gli adolescenti, con gli adulti e con gli anziani.

Immaginandoci erroneamente il Creatore, gli aggiungiamo una certa umanità, attribuendogli dei sentimenti che sono nostri. Cerchiamo di “persuaderlo” sperando che cambi idea. Questo è il più grave e serio difetto, frutto della nostra natura egoistica.

Da tempi immemorabili la gente commette sempre lo stesso errore, attribuendo le proprie caratteristiche al mondo circostante. Addirittura dagli animali domestici pretendiamo delle reazioni simili alle nostre. Ed in generale, da tutti i livelli della natura, compreso quello umano, ci aspettiamo cose simili a noi, corrispondenti alle nostre rappresentazioni.

In ciò, la scienza della Kabbalah si differenzia per principio da tutte le religioni e i credo. E’ detto: “Data la legge, non bisogna trasgredirla”, “Io non mi sono cambiato”. La Luce superiore si trova in una quiete assoluta, e tutti i cambiamenti avvengono solamente nei vasi. O chiedo al Creatore che cambi Se stesso, oppure so che devo essere io a cambiare me stesso.

La mia preghiera è “legata” a me. Pregare significa giudicare se stessi e cambiare. Solamente così ottengo un’ altra reazione da parte della Legge immutabile.

Le religioni non parlano della trasfigurazione dell’ uomo. Esse mi chiedono di “corrompere” il Creatore con delle azioni meccaniche o con richieste appassionate. La gente spera che ciò  l’ aiuterà, benché la Storia dimostri il contrario.

La Kabbalah dice che a cambiare devi essere tu e nessun’ altro. Continua a rivolgerti al Creatore come prima, ma per un motivo completamente diverso: questa è la Sua volontà, e tu agisci contro il tuo stesso desiderio.

Ti trovi di fronte alla luce. Cambiando te stesso e diventando simile a Lui, incominci a percepire la Sua influenza, che prima rimaneva fuori del tuo sentire.

Diventi un recipiente per la luce, e cresci fino a quando non ti avrà completamente riempito.

Aspettare la luce dall’ alto, non è come stare al mare e aspettare che arrivi il bel tempo. Muoviti interiormente verso di Lui, desiderando cambiare, ed Egli eserciterà su di te la Sua azione. Tutti i cambiamenti che vediamo nel mondo, sono cambiamenti in noi stessi.

(Da una lezione del 17.12.2010 sull’articolo del Rabash)

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Tutta la creazione è un gioco del Creatore

Domanda: Cos’è il gioco del Creatore con la persona e quale è il suo obbiettivo?

Risposta: tutta la creazione è un gioco, come è scritto. Il Creatore formò l’universo e la persona in esso affinché la persona si sviluppasse e raggiungesse la somiglianza con il Creatore attraverso la connessione corretta tra la persona e l’universo.

Questo sviluppo si chiama gioco perché, sviluppandomi, cresco e mi elevo ad un gradino più elevato dello sviluppo, e non accumulo semplicemente conoscenze. Adesso noi dobbiamo elevarci al primo gradino spirituale. Non lo vediamo. È come un gioco: non sai cosa succede, la fine del gioco è sconosciuta.

Lo stesso processo avviene nello sviluppo delle piante e degli animali. Tutto si sviluppa nella forma del gioco. Ciò significa che mi trovo in un certo gradino e non posso discernere il gradino seguente; però applico sforzi di ogni tipo per raggiungerlo.

Lo stesso avviene con i bambini che giocano tutto il tempo. A causa di questi giochi, all’improvviso diventano più intelligenti, cominciano a parlare e comprendere. Essi non studiano le lingue, né le scienze, come noi. Essi assorbono in loro il mondo circostante attraverso il desiderio di comprenderlo.

Così siamo noi rispetto al mondo materiale. Abbiamo bisogno soltanto del desiderio di sentirlo e dopo la sensazione, dobbiamo comprenderlo e percepirlo dentro.

All’improvviso il mondo spirituale si manifesta dentro e lo sento, poiché rappresentiamo il vaso della sensazione, il desiderio. La comprensione e la ragione arrivano dopo il desiderio.

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Lo scrivano della Torà

Dal libro Shamati: Il libro, l’autore, il racconto. Il libro è lo stato prima della Creazione (l’idea).

L’autore è il padrone del libro. L’unione dell’autore e del libro si scopre come “racconto”.

È necessario “ricevere il racconto”, ossia la Torà insieme al Datore della Torà.

Percepiamo noi stessi in qualche realtà e dobbiamo scoprire cosa significa?

È un’illusione oppure la verità?

In me si sviluppa qualche programma in una catena di causa ed effetto, ma chi è il suo autore? Potrò conoscere l’autore della storia che sto leggendo dentro di me?

Lo stesso libro (tutta questa realtà) già esisteva prima che lo cominciassi a leggere e scoprire; però tutte le scoperte sono in me, dipendono da come leggo questa storia, da come passo attraverso questo libro dal principio alla fine e dalle mie impressioni.

All’interno di questo racconto, nella misura della mia conoscenza ed inclusione in esso, scopro l’autore del libro.

Entro all’interno di questo libro, la sua storia comincia a costruirmi e mi prepara inoltre per essere il suo autore (lo scrivano).

La storia è la Torà, che ci porta alla scoperta completa di tutto il libro, nel quale ci troviamo insieme al Datore della Torà.

Ognuno di noi scopre il libro di nuovo, individualmente, ma necessita del maestro che lo aiuta a leggere.

Nel nostro mondo, l’adulto legge il libro al bambino fino a quando questi impara a leggerlo da solo.

Allo stesso modo nella scienza della Kabbalah, l’adulto (spiritualmente) deve aiutare il bambino, perché è impossibile scoprirlo da solo. Ciò si produce unicamente attraverso la trasmissione dal maestro all’alunno.

Così, ognuno di noi, impara a leggere questo libro ed attraversa tutta la storia per scoprire in esso il suo autore.

Fino a che non imparo a leggere da solo e non termino tutto questo cammino, non scoprirò il libro ed il suo autore, poiché è possibile solo nella somiglianza con Lui.

Poco a poco io stesso divento l’autore perché scrivo la Torà nel materiale del mio desiderio, che ogni volta acquisisce le nuove forme delle lettere.

Anche se il libro è già scritto dal suo Autore, io stesso divento il suo autore. Attraversando questo racconto dal principio alla fine, mi comparo e mi unisco al libro, al suo autore ed alla storia.

Nota: in ebraico esiste la parola Sofer che significa scrittore (autore) e scrivano.

Si considera che l’autore è solo il Creatore, il quale ha scritto un unico libro che include tutto: la Torà.

Noi la copiamo soltanto (la scopriamo), ognuno dentro di sé.

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Richiedere l’Unità

connect_thumbDomanda: Continuo a leggere che bisogna rivelare l’amore del Creatore, però al posto di questo scopro l’odio. Cosa fare?

Risposta: Questa è una scoperta notevole. Tuttavia, non vi ha fatto piangere, la situazione ancora non sembra insopportabile. Forse a volte si dimostrano quanto sei bravo, e talvolta l’odio verso gli altri ti fa odiare te stesso. Qui manca ancora la consapevolezza del fatto che da questo dipende tutto il tuo buon futuro . Manca la sensazione che il Creatore si cela nel rapporto tra di noi.

Creatore parlò a Mosè: «Andiamo dal Faraone.” – Ciò significa che devo parlare contro il loro male iniziale (il faraone) e costringerlo a rispettare il buon inizio (il Creatore). Dopo tutto, dopo essere stato liberato dal suo proprio egoismo (da Egitto), ci troviamo, a rivelare il Creatore, con la necessità di diventare come una persona sola, con un cuore solo, per unirsi – ciò vuol dire che si è attorno al monte Sinai (odio reciproco), unirsi e rivelare nella nostra unione il Creatore, la più alta dimensione.

E ora, devi andare dal tuo Faraone – ed esigere che dia il permesso di unirsi con gli altri, perché solo nell’unione tu scopri il Creatore.

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Non c’è nulla al di fuori dell’uomo

changing-the-world-starts-with-changing-our-intentions1Quando leggiamo un testo Kabbalistico, è importante comprendere che in esso si parla solo di processi spirituali che avvengono in un uomo, piuttosto che di diversi personaggi o di diverse situazioni esterne. Ogni cosa che è descritta in un testo Kabbalistico è dentro l’uomo.

Per esempio, tutta la Torah parla solo di come un uomo discerne desideri e qualità differenti dentro di sé: quali appartengono alla dazione e quali – alla ricezione, quali sono adatti e pronti per la correzione e quali no; e come un uomo fa esperienza di un mondo interiore attraverso queste qualità, il quale è il solo mondo che esiste davvero. Un uomo scopre allora di percepire anche il nostro mondo dentro di sé, e che non c’è proprio nulla al di fuori.

Il modo per entrare nel nuovo mondo avviene attraverso l’espansione della nostra percezione dei desideri e delle qualità che sono interiori e curandoci di farne un uso che sia per il bene della dazione. Questo è il modo in cui uomo si realizza pienamente.

Un uomo contiene tutti i personaggi della Torah – tutto il mondo nella sua completezza è dentro di lui. La Kabbalah spiega come un uomo può usare l’intera somma dei suoi desideri interiori, e di conseguenza rivelare un nuovo mondo.

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Incontrate il regista del teatro della vita

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Al di fuori di noi esiste una sola Forza, Il Creatore, come è scritto: “Non c’è niente al di fuori di Lui”. Tuttavia ci sembra che nel mondo agiscano una moltitudine di forze e qualità distinte: le persone, la natura e noi stessi.

Tutto il mondo è un teatro,  nel quale le scene delle nostre vite sono recitate da oggetti inanimati e vegetali, animali e persone. Siamo tutti attori di questo teatro, non conosciamo ancora il copione, l’autore ed il direttore che controlla tutto.

Questo è ciò che significa raggiungere il Mondo Superiore: è quando tu riveli la sola forza, la volontà e la mente che dirige  i livelli inanimato, vegetale, animato ed umano, sul palcoscenico di questo teatro che chiamiamo vita. Quando raggiungi questa forza, ottieni la completa conoscenza di tutto. Capisci come cambiare la tua vita ed il tuo destino, ma ancora più importante, stabilisci una connessione con il Direttore.

La gente è ancora disillusa dal cercare di migliorare questo mondo, questo spettacolo per conto suo. Sta diventando evidente che senza avere una connessione con il Direttore, senza conoscere il copione dello spettacolo, tutti i nostri tentativi porteranno soltanto più male.

Ecco perché le nostre speranze di ottenere la felicità sono sempre state frustrate dal principio alla fine dei millenni della storia umana, e adesso la scienza della Kabbalah si sta rivelando a tutto il mondo, col fine di spiegare che il nostro scopo in questo mondo, è di arrivare a conoscere il Solo che dirige il tutto.

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