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Perché dobbiamo rinascere?

Domanda: E’ possibile dire che, a parte il costante rinnovamento di Reshimot (dati genetici informativi), una persona ha bisogno di cambiare il proprio corpo fisiologico dopo qualche decina di anni, per rinascere in un ambiente diverso e connettersi con anime diverse, persone diverse?

Risposta: Sì, è necessario.

Domanda: Quindi ho capito bene?

Risposta: Più o meno. Nel nostro mondo, non possiamo usare il nostro vocabolario per esprimere ciò che sta realmente accadendo nel mondo spirituale. Tuttavia, puoi anche immaginarlo in quel modo. Almeno, la verità è che per questo motivo iniziamo a fare un calcolo: cosa mi succede, cosa dovrei fare?

Domanda: Una persona deve morire in modo che la conoscenza e l’esperienza che ha acquisito in questo mondo passino ai sentimenti? Ad esempio, Baal HaSulam fa un esempio con il grano: il grano deve marcire in modo che un nuovo germoglio crescerà da esso.

Risposta: Sì. È giusto. In questo modo, c’è una transizione dalla qualità alla quantità o, viceversa, dalla quantità alla qualità. Una persona vive da 80 a 100 anni e tutto ciò che ha acquisito, tutte le sue esperienze, si reincarnano nei suoi discendenti.

Domanda: Dove si trova tutto questo?

Risposta: I dati informativi esistono nel campo informazioni intorno alla persona.

Domanda: Questo campo è comune a tutti o ognuno ha il suo?

Risposta: Ognuno ha il suo campo personale e poi c’è un campo comune che ci guida tutti. Vediamo anche nel nostro mondo come ci stiamo sviluppando: tutta l’umanità è attratta da qualche parte, ma ognuna ha il proprio destino personale.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 14/01/2019

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La vita e la morte dal punto di vista della Kabbalah

Domanda: Per migliaia di anni di sviluppo della civiltà umana, ci sono state molte credenze di ogni tipo. È sorprendente ma vero che quasi tutte le credenze parlino della vita dopo la morte. Tutti ci credono. Cosa dice la Kabbalah a riguardo?

Risposta: La Kabbalah afferma che la vita non è né l’esistenza del nostro corpo proteico e neppure la sua morte; il nostro corpo viene riempito con la forza superiore indipendentemente dallo stato in cui si trova.

In altre parole, abbiamo l’opportunità di acquisire la volontà di dare, al di fuori di noi stessi, della nostra esistenza, del nostro egoismo. Quando una persona esce da se stessa e vuole soddisfare gli altri, allora in questo stato riceve un riempimento dall’alto per trasmetterlo agli altri. Quel riempimento che passa attraverso di lei agli altri è la vita.

Il mio desiderio di soddisfare qualcuno al di fuori di me si chiama vita. Io voglio soddisfare quasi tutti. Se mi relaziono con gli altri e attraverso loro con il Creatore in questo modo, allora mi attraversa una grande luce e questa luce, che mi riempie, si chiama vita.

Domanda: Allora cos’è la morte?

Risposta: Nel mondo spirituale, la morte è una caduta dalla qualità di dazione alla qualità di ricezione. Cioè, il desiderio di ricevere per se stessi, di rinchiudersi in tutti i tipi di piaceri, è la morte spirituale.

Domanda: Significa che se ora siamo nel desiderio di ricevere, siamo morti dal punto di vista del mondo spirituale?

Risposta: Dal punto di vista del mondo spirituale non siamo morti, non esistiamo affatto.

Domanda: Una persona determina da sola se è viva o morta nel mondo spirituale?

Risposta: Sì. Se essa ha raggiunto lo stato di vita e poi perde questa qualità e la luce scompare, lei dice: “Ora sono nello stato di morte”.

Nel frattempo, non siamo in nessuno dei due stati. Per quanto riguarda gli stati spirituali, siamo considerati animali, non persone.

Domanda: E’ possibile affermare che potenzialmente esistiamo?

Risposta: Sì. Possiamo raggiungere un livello spirituale e diventare persone, ma finora non abbiamo questo dentro di noi.

Domanda: Qual è la radice spirituale della morte?

Risposta: E’ una transizione verso uno stato diverso. Tuttavia, non è veramente morte. In effetti, non esiste la morte. Noi consideriamo la morte come l’assenza della volontà di dare, che è la natura del Creatore. Quando essa si manifesta in noi, la chiamiamo vita.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 14/01/2019

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Io e la morte

Domanda: La nostra mente si rifiuta di accettare l’inevitabilità della morte. Quando qualcuno riceve una notizia che lo collega personalmente alla morte, qualcosa gli suggerisce che questa informazione non è affidabile. A volte possiamo prevedere la morte altrui ma quasi sempre ci sbaglieremo nel prevedere la nostra.

Gli esperti dicono che inconsciamente noi ignoriamo i fatti e percepiamo noi stessi come persone che avranno una lunga vita, se non eterna. Perché ci sentiamo così?

Risposta: Questo avviene perché nessun essere vivente può o dovrebbe capire mai che è mortale. Tutto in questo mondo ci dovrebbe spingere in avanti. Noi dobbiamo creare, fare e lasciare qualcosa dopo di noi.

Domanda: Ammettere la propria mortalità, temere la morte, può avere degli effetti su di noi?

Risposta: La paura della morte è la paura di non esistere. Come posso immaginare un mondo in cui non esisto? Questo è un terribile rifiuto dell’egoismo.

Che cos’è il mondo? Sono io che esisto, io conosco il mondo, lo capisco e lo percepisco. Io sono al suo interno, nel suo centro. Ma poi io scompaio all’improvviso.

Cosa resta nel mondo? Io lo posso percepire solo tramite i miei sensi. Se non esiste un “io” allora è la fine di tutto. Il nostro ego non può concepire il fatto che il mondo può esistere senza di lui.

L’unica soluzione è spiegare alla gente che il mondo è eterno, senza limiti e perfetto. È del tutto differente dal modo in cui noi lo percepiamo. Per vederlo diversamente, ci dobbiamo elevare al livello della qualità dell’amore e della dazione.

Domanda: Significa che ci libereremo e ci innalzeremo al di sopra del nostro egoismo?

Risposta: Sì. Noi lo vedremo nella qualità opposta all’egoismo.

Il fatto che siamo stati creati in una particolare qualità non ci dovrebbe limitare. Dobbiamo vedere il mondo in modo diverso, multilaterale. Allora saremo in grado di vedere il mondo e noi stessi in una qualche forma di connessione.

Domanda: Sta dicendo che se mi elevo al di sopra del mio egoismo, io raggiungerò la qualità dell’amore e della dazione e che vedrò il mondo come eterno? Dunque diventerò eterno pure io?

Risposta: Sì.

Domanda: Dunque ne consegue che la morte non esiste?

Risposta: La morte non esiste nella qualità della dazione.

Domanda: Le persone giungeranno a percepirsi come eterne?

Risposta: Sì, la scienza della Kabbalah ci spiega questo. Possiamo realizzare tutto questo solo se ne abbiamo il desiderio.
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Dal programma di Kab TV “Le notizie con Michael Laitman”, 24/10/2019

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L’anima ha un genere?

Domanda: L’anima ha un genere? Ad esempio, se una persona in questa vita è una donna, la sua anima nella prossima vita sarà rivestita da un corpo femminile? O non è così?

Risposta: Diciamo che è così.

Domanda: Cosa dice la Kabbalah a riguardo?

Risposta: La Kabbalah non tratta affatto questi concetti perché il nostro mondo è illusorio e viene percepito da noi nei nostri organi sensoriali.

Nota: Ma stavamo parlando delle anime, del fatto che questo fascio di energia subisce tutti i tipi di metamorfosi e si veste costantemente in un qualche tipo di corpo fino a quando non arriva alla correzione finale.

Il mio commento: Per semplificare, diciamo che un’anima maschile si veste in un corpo maschile e un’anima femminile in un corpo femminile.

Domanda: Questo fascio di energia o questo insieme di qualità sono unicamente per le persone? Oppure possono rivestirsi in alcune forme inferiori di materia?

Risposta: No, in nient’altro. Questo non è Induismo.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 31/12/2018

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La vita dopo la morte

Nota: In tutti i tipi di insegnamenti mistici, la vita dopo la morte è spiegata con dovizia di particolari. Nelle religioni è abbastanza semplice poiché descrivono la stessa vita che conduciamo qui, con gli stessi problemi. Cioè, tutto ciò che è familiare a una persona qui, viene trasferito nell’aldilà.

Con la lettura delle fonti kabbalistiche è molto difficile capire cosa accade. Non è spiegato praticamente nulla sulla reincarnazione.

Mio Commento: Non è che i kabbalisti non vogliano parlarne, ma è impossibile farlo.

Una persona arriva gradualmente a questo da sé e inizia a sentire qualche tipo di movimento all’interno, perché le sensazioni, la conoscenza e tutti i tipi di definizioni, si stanno raccogliendo in lei poco a poco. E ancora… quando ciò si verificherà davvero internamente, saremo incapaci di trasmetterlo correttamente a qualcuno. Perciò è scritto: “Ciò che sarà rivelato a te, lo vedrai tu e nessun altro”.

Domanda: Quindi, significa che è impossibile spiegare, mostrare o parlare ad una persona riguardo alla vita dopo la morte?

Risposta: No, ma comunque esiste.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 14/01/2019

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La cosa più certa nella vita è la morte, la cosa più incerta è la sua ora

Domanda: Secondo un proverbio latino “La cosa più certa nella vita è la morte, la cosa più incerta è la sua ora”. In effetti, nessuno di noi ha bisogno di conoscere l’ora della propria morte, sebbene sarebbe molto interessante conoscerla.

Se compriamo un biglietto della lotteria, speriamo ardentemente di vincere, sebbene le probabilità siano di una su un milione. Eppure quando usciamo per strada, non pensiamo che ci possa accadere qualcosa anche se le possibilità sono molto più alte. Ecco…è così che siamo stati creati, ma qual è la ragione di questo comportamento?

Risposta: Questo accade perché desideriamo per noi solo cose piacevoli e mai brutte. Tuttavia non valutiamo le circostanze e le azioni correttamente. Di norma pensiamo che tutto andrà bene.

Domanda: Il programma della nostra esistenza è basato sulla formula “il massimo piacere con il minimo sforzo”?

Risposta: Sì, perché tutta la nostra vita è progettata in modo da attraversare continuamente stati di piacere. In ogni momento della nostra esistenza ci poniamo sempre nello stato più confortevole.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 14/01/2019

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Perché alcune anime sono fortunate e altre no?

Domanda da Facebook: Cosa hanno fatto di speciale le anime che sono poi nate come tuoi figli e nipoti? Perché alcune sono fortunate e altre no?

Risposta: Ti assicuro che non è un grande dono essere miei figli e nipoti, perché essi portano con sé un po’ del peso della mia vita. In effetti, la loro vita è diversa, ma non è affatto più facile o migliore.

Le loro anime non sono in alcun modo più fortunate rispetto alle altre. Hanno più opportunità di correggersi, certo, ma allo stesso tempo ricevono un’enorme aggiunta extra di egoismo.

Mio figlio vive in Canada. È un editore. Mia figlia maggiore è una dottoressa in scienze biologiche, una persona famosa nel mondo, che sogna di sconfiggere il cancro delle ghiandole femminili. La mia seconda figlia è una filosofa che si è laureata alla facoltà di filosofia (Kabbalah) e lavora nella nostra organizzazione. Che siano felici o no, fortunati o meno, non lo so.

Il fatto è che in tutti i casi della vita una persona ha tutto ciò di cui ha bisogno per raggiungere uno stato spirituale assolutamente completo. Pertanto, nessuno può lamentarsi.

Anche la persona più piccola, la più umile, la più povera e più mentalmente limitata, ha davanti ai propri occhi quali condizioni le sono state date dall’alto e può comprendere che queste condizioni, indipendentemente da quanto le sembrino incredibili, sono le più adatte per raggiungere la perfezione.

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Dalla trasmissione di KabTV “Le risposte alle domande da Facebook”, 10/03/2019

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Qual è l’essenza del corpo?

Domanda: Qual è l’essenza del corpo…quella che ci porta all’interazione reciproca?

Risposta: É la forza comune che ci unisce tutti insieme e ci dona l’esistenza eterna. Noi dobbiamo lasciare l’esistenza individuale, muovendoci dalla sensazione della nostra vita personale, che termina con la morte del corpo, verso l’esistenza della nostra vita comune, quella cioè che inizieremo a percepire come se fluisse fra noi.

Per esempio, nel corpo umano milioni di cellule muoiono durante il giorno mentre altre nascono. Così come una cellula del corpo muore, anche noi, quando moriamo, diventiamo come questa cellula nel corpo comune dell’umanità, che muore e scompare.

Per non svanire nel nulla senza lasciare traccia con la morte del nostro corpo animale, abbiamo bisogno di connetterci con la vita di un corpo comune, il che significa che dobbiamo sforzarci attraverso la connessione tra noi e il Creatore. Questo è ciò che fa la scienza della saggezza della Kabbalah.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 21/07/2019

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Domanda: Come fai a capire che la tua anima è nata e che si sta evolvendo?

Risposta: Di fatto cominci ad averne una sensazione vivida, un riempimento, la consapevolezza della sua esistenza che non lascia dubbi sul fatto che questo sia avvenuto e sta accadendo.

Domanda: È possibile che si evolva troppo velocemente? Esiste un tempo limite raccomandato?

Risposta: Non c’è limite, ci si sviluppa il più rapidamente possibile.

Domanda: Posso studiare la saggezza della Kabbalah da solo?

Risposta: No, non caldeggio questa strada. Ti confonderesti e non capiresti più nulla.
Domanda: Quante persone sono consapevoli di queste cose nella vita?

Risposta: Ce ne sono poche. Ma, in termini qualitativi, sono molto più elevate e competenti delle altre; esse mettono in ombra chiunque altro.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 16/06/2019

 

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L’anima è la conoscenza del mondo superiore

L’anima è la conoscenza del mondo superiore; se l’anima crescesse senza la conoscenza, questo di sicuro la danneggerebbe. Ecco perché all’anima viene data l’opportunità di agire solo nella misura della conoscenza acquisita.

Nel nostro mondo, io posso premere i pulsanti di alcuni dispositivi, utilizzare vari macchinari e allo stesso tempo, creare una minaccia per me stesso e per le altre persone, come per esempio premendo il pulsante di attivazione di una bomba atomica.

Questo è impossibile nel mondo spirituale, dove io posso premere qualsiasi “pulsante” e lanciare i sistemi spirituali di interazione tra le persone solo nella misura in cui capisco cosa sto facendo. Sono totalmente connesso a questa azione. Ci sono sia dentro che al di sopra. Posso decidere qualcosa solo nella misura in cui io comprendo tutto ciò. Ma nient’altro.

Il mondo spirituale differisce dal nostro mondo in quanto nel nostro mondo una persona può compiere azioni brutte e inconsce senza capire cosa sta facendo. In pratica è così che agiamo tutti perché il mondo spirituale è nascosto e non ci è possibile vedere le conseguenze di ciò che facciamo.

Io faccio qualcosa e ciò che succede succede. Pertanto, noi stiamo scandendo il tempo che passa e siamo molto limitati nelle nostre azioni, che non hanno uno sviluppo adeguato perché non le vediamo, non le sentiamo.

Ma dopo aver attraversato il mondo spirituale, ci sentiamo completamente diversi. Vediamo i risultati delle nostre azioni e, se siamo pienamente d’accordo con loro, allora iniziamo a implementarle.

Una persona inizia ad agire in base alle conoscenze acquisite e la sua anima cresce. L’anima è la conoscenza del mondo superiore. Crescendo, l’anima ha l’opportunità di agire nella misura di una conoscenza sempre maggiore acquisita. Il risultato è lo sviluppo dell’anima.

Quindi la forza del bambino aumenta gradualmente, in base all’ampiezza delle conoscenze accumulate. Dopotutto, se avesse ricevuto la forza prima della conoscenza, si sarebbe fatto del male.

Non esiste una cosa del genere nel mondo spirituale, poiché lì abbiamo l’opportunità di agire solo nella misura delle conoscenze che acquisiamo.

Pertanto, oggi, non importa quanto ci sforziamo, perché non avremo l’opportunità di agire nel mondo spirituale finché non avremo le conoscenze necessarie. Non appena acquisiremo un determinato livello di conoscenza sul mondo spirituale, e solo nella misura della conoscenza acquisita, saremo in grado di agire. Questa conoscenza sarà per noi la garanzia che agiremo per il meglio.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 16/06/2019

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