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La velocità della crescita spirituale e la reincarnazione

Domanda: La velocità della mia crescita spirituale e l’ascesa al mondo spirituale dipendono dalle mie vite precedenti e dalla reincarnazione della mia anima?

Risposta: Certamente dipende da questo. Questa non è la prima volta che siamo in questo mondo.

È difficile spiegare che cosa significhino la morte e la nascita; come ci disconnettiamo da noi stessi oggi e ci riconnettiamo poi; come certi ricordi si rigenerino dentro di noi e pensiamo di essere già vissuti tanto tempo fa, ecc.

Questo non è facile da descrivere per ora. Tuttavia, stiamo attraversando una fase di grandi progressi nella correzione.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 16/09/2018

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Vita, morte e coscienza

Domanda: Se l’anima non esiste, allora cosa entra in un nuovo corpo alla nascita, al momento della reincarnazione?

Risposta: Il punto nel cuore.

Domanda: Cosa succede alla nostra coscienza quando muore il corpo biologico?

Risposta: Non succede nulla. Il fatto è che la nostra coscienza esiste per salvaguardare il nostro egoismo. Quando l’egoismo muore, cioè quando esso si nasconde da noi, la coscienza non ci è più di alcuna utilità. Pertanto, scompare.

Ma con l’aiuto del nostro metodo, sviluppiamo un nuovo tipo di coscienza e un nuovo tipo di desiderio.

La nuova coscienza serve il nuovo desiderio: il desiderio di dare. E noi non abbiamo bisogno di morire per questo. Possiamo vivere diverse vite e morti durante l’attuale esistenza del nostro corpo.

Inoltre, non sentiremo più la morte perché saremo già in uno stato completamente diverso “al di là del corpo”.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 07/10/2018

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Come possono esistere la mente e il sentimento senza un corpo?

Domanda: Come possono esistere la mente e il sentimento senza un corpo fisico? Cosa percepirà il sentimento? Dove nasce la mente e dove risiede?

Risposta: Il sentimento non è un corpo. Il nostro corpo è solo una sostanza che sembra esistere. Alcuni movimenti e modifiche si riflettono in esso e ci sentiamo vivi.

In realtà, noi esistiamo nel pensiero del Creatore. Niente esiste oltre a questo pensiero. L’intero universo, tutto ciò che esiste, è solo un pensiero.

Parla con gli astronomi, chiedi agli astrofisici e loro ti diranno la stessa cosa. Lavorando con i corpi celesti, sentono che tutto questo è un piano, un pensiero.

La scienza della Kabbalah dice la stessa cosa: la materia non esiste, la sentiamo come risultato della percezione del pensiero.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 07/10/2018

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Possiamo ritardare il giorno della nostra morte?

Domanda: Perché un evento naturale come la morte crea istintivamente tanta paura? Qual è la sua radice spirituale?

Risposta: La morte rappresenta la perdita, la disgregazione, l’annichilimento, perché non rimane più nulla. Una persona egoista è molto dispiaciuta di perdere la propria vita, anche se questa è stata per la maggior parte piena di sofferenze.

Se prendiamo in considerazione solo la quantità di piacere ottenuta durante la nostra vita, rispetto alla sofferenza, ovviamente non vale la pena vivere.

Tuttavia, per il nostro corpo animale, questo rappresenta una vera sfida.

Domanda: Come possiamo usare correttamente la paura della morte?

Risposta: Al momento abbiamo bisogno di avere paura della morte, cosicché, come dice la saggezza della Kabbalah, verremo spinti verso la possibilità di scegliere la vita vera. Quindi per conseguire la perfetta vita eterna, abbiamo bisogno di avere paura della morte.

Domanda: È possibile chiedere al Creatore di ritardare il giorno in cui moriremo, per consentirci di avanzare di più nel cammino spirituale?

Risposta: Questa non è la domanda corretta. Cerca di raggiungere la spiritualità anziché di annullare la morte.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 07/10/2018

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A chi ci riferiamo con il termine “kabbalista”?

Domanda: A chi ci riferiamo quando pronunciamo la parola “kabbalista”?

Risposta: All’anima. Se una persona, mentre si correggono i suoi desideri egoistici, ha elaborato, partendo da essi, una somiglianza con il Creatore, allora questo stato del desiderio è chiamato “anima”. Più precisamente, è conosciuta come anima la parte dei desideri che sono diventati simili al Creatore. Il “kabbalista” è colui che ha questo desiderio.

Il desiderio, la prima restrizione, lo schermo, la Luce riflessa, l’accoppiamento della Luce con il desiderio di ricevere della persona che impressiona la persona stessa, la ricezione con il fine di dare; questo è il Partzuf, l’anima.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 19/08/2018

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Tutti abbiamo una possibilità

Domanda: Se tutti gli eventi nella vita di una persona non sono casuali, allora ogni evento materiale ha una causa superiore, una radice superiore?

Risposta: Ciascuna persona ha un suo “angelo”, cioè una forza superiore che governa su di lei in particolare. In altre parole, ciascuno di noi, tramite il suo punto nel cuore, la radice della sua anima, viene collocato all’interno di un sistema spirituale.

Non esistono veramente distanze, non vi sono mondi superiori o inferiori, sono tutti lo stesso ed unico sistema, è solo che tutto dipende da quanto in profondità andiamo nella sua percezione oppure quanto siamo lontani da essa.

Se ci addentriamo nella percezione di questo sistema chiamato “anima” o “mondo superiore” allora vi entriamo con i nostri desideri corretti e lavoriamo al suo interno.

Se per via dei nostri desideri egoistici non corretti non possiamo lavorare in questo sistema, allora percepiamo il nostro mondo e, naturalmente, abbiamo solo la connessione iniziale col mondo superiore, cioè con l’embrione del futuro.

Solo quando inizieremo a correggerci potremo gradualmente essere inclusi in questo sistema. In linea di principio, comunque, ci troviamo tutti in uno stato nel quale ogni persona ha l’opportunità di iniziare a percepire il mondo superiore.

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Dalla Lezione di Kabbalah in lingua russa, 01/07/2018

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Per non tornare più in questo mondo

Domanda: Quale parte del sistema determina quante volte ho bisogno di morire e poi rinascere? Posso influenzare questo studiando la Kabbalah?

Risposta: Sì che puoi. Esiste un articolo di Rabash in proposito, intitolato: “Qual è il grado che si dovrebbe raggiungere per non doversi reincarnare?” Tutto dipende dalla persona. Ammettiamo che non vogliamo più tornare in questo mondo. Porteremo a termine tutto ciò di cui abbiamo bisogno per completare questa reincarnazione, in questa vita, e diremo addio a questo mondo.

Effettivamente, questo mondo è il peggiore, il più basso dei mondi, uno stato in cui ogni stato spirituale, a confronto, è molto superiore, più onesto e migliore.

Domanda: Che cosa significa “Finirla con questo mondo”?

Risposta: Significa diventare simili nelle nostre qualità al livello successivo.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 17/06/2018

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Un essere umano senza cuore può avere l’anima?

Domanda: Un essere umano che ha l’anima in senso kabbalistico può non avere un cuore o essere senza scrupoli per gli standard umani?

Risposta: Solo un essere umano che ha una connessione con l’anima comune sviluppa l’anima. Le sue qualità si estendono oltre i limiti dell’egoismo, che assorbe tutto dentro di sè. L’essere umano, d’altra parte, vuole dare, divulgare. Quindi è connesso con l’anima comune per mezzo di una connessione reciproca.

Domanda: Ma può sembrare spudorato e senza cuore, dall’esterno?

Risposta: No, perché è connesso all’anima comune. Tuttavia, agli occhi degli egoisti, può apparire piuttosto strano, e forse anche scortese, perché non soddisfa le loro piccole nozioni egoistiche.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa 06/10/2018

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Oltrepassare la linea tra la vita e la morte

Domanda: Il suicidio è uno dei principali problemi che sta attanagliando l’umanità. Ogni 40 secondi, qualcuno nel mondo si suicida (per un totale di 800.000 persone all’anno). Negli Stati Uniti, il tasso di suicidi è aumentato del 30% dal 1999. Fra le celebrità che si sono recentemente suicidate ci sono Anthony Bourdain, famoso chef e conduttore televisivo della CNN, e la sorella minore della Regina dell’Olanda. Puoi spiegarci che cosa induce queste persone a porre fine alle loro vite?

Risposta: Posso spiegarlo come un grande senso di vuoto. È un vuoto che ti schiaccia, che ti fa piangere per ore e non ti lascia più dormire. Persino le droghe sono inutili per alleviare il problema, perché le persone che arrivano a compiere l’estremo gesto si sentono come se non avessero altre opzioni. Abbiamo bisogno di guardare alla vita correttamente e iniziare ad educare noi stessi.

Domanda: Su cosa dovrebbero interrogarsi le persone?

Risposta: Sul significato della vita. Si può capire il senso della vita solo quando si attraversa il confine tra la vita e la morte. Solo quando la tua vita non ha più alcun valore, puoi valutare correttamente per cosa puoi vivere e superare il tuo egoismo e la tua vita egoistica.

Domanda: È quando non mi aggrappo più ad essa? Quando non mi aggrappo ad ogni desiderio?

Risposta: Non solo non ti aggrappi più alla vita e ai desideri, ma vivi per il fatto che ogni minuto rinunci al tuo egoismo e ti elevi al di sopra di esso. Ogni minuto ti trovi al di sopra della morte, come se la stessi vivendo. Questo rappresenta il distacco dal nostro mondo e l’ingresso nel mondo superiore.

Nota: Questo è molto difficile.

Risposta: No, non è difficile, è una felice opportunità per tutti noi.

Domanda: Quindi non dovrei valutare la mia vita come egoistica?

Risposta: Una persona che vuole comprendere la vera esistenza deve disprezzare questa vita e apprezzarla solo perché è una base su cui costruire una vita superiore. E la vita è più alta della morte, e quando muori nella tua forma animale, ogni minuto cresci spiritualmente.

Crescere nella forma spirituale rappresenta la vita non per se stessi, ma per qualcosa al di fuori di se stessi, ovvero per il bene del Creatore, per il bene del sistema, per il bene dell’umanità; non importa per che cosa lo facciamo, la cosa fondamentale è uscire dal nostro “io”.

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Dalla trasmissione di KabTV “Le notizie con Michael Laitman”, 12/06/2018

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Dove va l‘anima dopo la morte?

Domanda da Facebook: Quando una persona muore, dove va la sua anima?

Risposta: L’ anima non va da nessuna parte, dato che, in primo luogo, non esiste al livello materiale.

L’anima è considerata l’uguaglianza con il Creatore. O, per meglio dire, i desideri che esprimiamo in maniera simile al Creatore, sono chiamati “un’anima”. E’ la proprietà della dazione e dell’amore verso tutto ciò che non ci appartiene.

In altre parole, quando evadiamo dai confini dell’ego verso l’amore e la dazione, curandoci di coloro con i quali non abbiamo alcun legame egoistico, allora tutte le nostre proprietà concentrate in quell’esatto momento (poiché si modificano continuamente) possono essere definite un’anima.

Osservazione: Le persone che ritengono di avere un’anima ed un approccio come questo nei confronti degli altri, saranno molto dispiaciute nel sentire questi concetti.

Risposta: Le persone comuni non hanno un’anima. Una persona è semplicemente un animale. I suoi elementi vitali periscono naturalmente insieme alle sue cellule animali.

Ma l’anima si può “raggiungere” durante la vita terrena. Ci è stata donata la vita ed i suoi diversi stadi, cioè le vite future, per permetterci di ottenere la nostra anima.

Domanda: E’ questo lo scopo della nostra vita?

Risposta: Lo scopo della nostra vita è quello di trasformare i nostri desideri egoistici in altruistici, e questo è quello che verrà poi chiamato “anima”.

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Dalla trasmissione di KabTV “Le notizie con Michael Laitman”, 17/04/2018

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