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Il conseguimento spirituale delle donne

Domanda: Gli uomini passano per la reincarnazione dell’anima. E le donne? Le donne hanno un’anima eterna o si estingue e questo è tutto?

Risposta: Non c’è differenza tra uomini e donne. Inoltre, se le donne sono in grado di superare il proprio egoismo ed iniziano a connettersi con altre donne in una mutua assistenza, possono superare gli uomini nei loro conseguimenti spirituali.

Mi verrebbe da dire che il Creatore ama più le donne degli uomini.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 14/01/2018

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Livelli di indipendenza

Raggiungere la propria indipendenza è in essenza tutto il lavoro dell’uomo su questa terra. Tutto il processo, dalla nascita in questo mondo, sino a prima di entrare nel mondo spirituale e arrivare poi allo sviluppo dell’anima, fino alla fine della sua correzione, è l’avanzamento verso l’indipendenza.

L’indipendenza si intende come il raggiungere l’uguaglianza della forma con la forza superiore, il Creatore, né più né meno di questo. Finché l’uomo non raggiunge il livello del Creatore, il potere e la similitudine con Lui in tutte le sue qualità, non completerà il proprio sviluppo e non otterrà l’indipendenza.

Baal HaSulam, nell’Introduzione al libro Panim Meirot uMasbirot, scrisse: “E’ scritto nello Zohar: ‘Con questa composizione, i figli di Israele saranno redenti dall’esilio’. E anche, in molti altri luoghi dice: solo con la diffusione della saggezza della Kabbalah alle masse otterremo la redenzione totale. Dissero anche: ‘La Luce in essa riforma’. Furono intenzionalmente meticolosi a riguardo, per mostrarci che solo la Luce racchiusa nella Kabbalah è la cura che riforma l’uomo.”

Pertanto è chiaro che solo così possiamo ottenere l’indipendenza che tanto desideriamo per essere liberi, anche in senso materiale. Solo così potremo liberarci delle minacce esterne che non ci lasciano neppure per un momento, obbligandoci ogni volta a lottare per la nostra sopravvivenza.

L’opportunità che fu data al popolo di Israele di ritornare alla propria terra è stata valida solo per un periodo limitato di tempo, precisamente per ottenere l’indipendenza che dipende dalla rivelazione della saggezza della Kabbalah alle masse.

Esistiamo all’interno del sistema della natura, in una rete speciale che agisce in accordo con le sue leggi. Possiamo studiare forme particolari della manifestazione di queste leggi nei livelli inanimato, vegetale ed animale, anche la fisica (livello inanimato), la botanica (vegetale), la biologia, la zoologia e la genetica (livello animale, ovvero, tutto ciò che è relazionato agli organismi viventi).

C’è anche una parte che si relaziona con il mondo interiore dell’uomo. La psicologia e la psichiatria fanno incursione lì, però le loro abilità sono molto limitate e, di fatto, quest’area continua ad essere praticamente sconosciuta.

L’unica scienza che fa incursione realmente nel mondo interiore dell’uomo è la saggezza della Kabbalah. Lo studia come un sistema interno che agisce in accordo con determinate leggi prestabilite, gli permette di comprenderle, di usarle per cambiare la natura umana e di portarla ad una buona forma di esistenza.

Possiamo migliorare il nostro ambiente e renderlo più confortevole se conosciamo le leggi della fisica, della chimica e delle altre scienze. Possiamo anche migliorare le sue qualità interiori conoscendo le leggi che la saggezza della Kabbalah ci spiega.

Queste leggi restano inalterate ed assolute di generazione in generazione. Sono preparate per il nostro uso, a differenza delle leggi della psicologia che cambiano costantemente, affermando che qualcosa considerato dannoso ieri, oggi si considera utile.

La natura interiore dell’uomo è soggetta a leggi assolute ed immutabili. Queste leggi vengono dal Creatore, dalla forza più elevata della natura che comprendiamo nella stessa profondità della creazione, la cui natura è opposta al Creatore.

Pertanto, Baal HaSulam scrive che solo rivelando la saggezza della Kabbalah il mondo intero può passare dall’esilio alla redenzione. Il popolo di Israele deve farlo per primo e deve dare l’esempio alle altre nazioni. Questo si chiama “Essere una Luce per le nazioni”.

Così lasciamo tutte le barriere di questo mondo. Siamo obbligati ad esistere in questo mondo e a mantenere il nostro corpo, cercando in ogni momento di dargli le condizioni più confortevoli. Passiamo la vita servendo il corpo, che alla fine muore e converte tutti i nostri sforzi in cenere.

Però possiamo anche lavorare su noi stessi per raggiungere livelli di esistenza veri ed eterni, al di sopra della cura per il nostro corpo animale. Quando lo facciamo, la nostra principale preoccupazione è quella di raggiungere la forza superiore ed essere simili ad essa nelle caratteristiche.

Nella misura in cui siamo simili al Creatore avremo l’opportunità di essere eterni, come lo è Lui e cominciamo ad ascendere i livelli, raggiungendo una forza di eternità e perfezione sempre maggiore.

È di somma importanza elevarci al di sopra del nostro corpo che ci fu dato solo per accompagnarci per un determinato periodo di tempo, fin quando lo lasceremo. Se mi dedico ad occuparmi di lui, ovvero a stare al suo interno, sono coinvolto in un pessimo affare sin dal principio.

Ne risulta che investo tutta la mia forza e la mia vita nello sviluppare e soddisfare qualcosa che inevitabilmente morirà. Significa che tutti i miei sforzi sono totalmente inutili. Per questo siamo obbligati a renderci conto delle opportunità che ci offre la saggezza della Kabbalah.

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Perché i mondi furono creati prima dell’anima?

Domanda: Perché i mondi furono creati prima dell’anima?

Risposta: Perché i mondi sono più brillanti (hanno un ego più piccolo) e sono più deboli del desiderio generale che fu creato dal Creatore. Ognuno di questi desideri nei livelli da: 0,1,2,3 o 4 costruisce il proprio sistema fatto di 5 Parzufim, dietro alla Luce superiore ogni Parzuf ha 5 Sefirot, ecc. che formano
circoli concentrici nei quali l’anima esiste.

Domanda: Possiamo vedere i mondi paralleli al nostro mondo, nel quale si creò il livello della natura inanimata, vegetale e animale, e dopo l’uomo fu creato in questo ambiente?

Risposta: Si, è esattamente lo stesso, così fu creato l’uomo nei mondi e cominciò anche a svilupparsi secondo un sistema di 0,1,2,3,4, livelli della natura, inanimato, vegetale, animale e umano. Quando il suo sviluppo sarà completo, anche la natura umana sarà divisa negli stessi livelli 0,1,2,3,4 e così via. Cioè ogni parte si divide in un’altra parte e così pure i suoi sottolivelli.

Domanda: Cioè significa che anche questi mondi sono desideri, però più rozzi?

Risposta: Sono desideri del livello inanimato. Una matita per esempio, ha un desiderio che si riduce a preservare la forma e l’attributo del suo creatore.

Domanda: Esiste la matita nel mondo spirituale?

Risposta: Certamente, è una forza spirituale con la quale l’uomo può annotare i propri pensieri sul suo desiderio. Il desiderio è il cuore.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 14/05/2017

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“Diventerai oggetto di stupore, di motteggio e di scherno…..”

Dalla Torah, (Deuteronomio 28:37): “Diventerai oggetto di stupore, di motteggio e di scherno per tutti i popoli fra i quali il Signore ti avrà condotto.”

L’anima consiste di tre parti e quindi sente la propria sconfitta come “oggetto di stupore, di motteggio e di scherno”, in base alla forza di ogni parte.

Diventare un “orrore” tra tutte le nazioni significa diventare così opposti e disgustosi verso di loro che avranno paura di toccarti, di pensarti e anche di ricordare il tuo nome, per non dire, di avvicinarti.

Dopo tutto, invece della forza positiva, stai emettendo un’enorme forza negativa che porta orrore, dubbi interiori, repulsione e spavento.

Ho incontrato persone che hanno detto di me, “Non devi toccarlo, è un ebreo.” Esprimevano la loro paura, la repulsione e la mancanza di comprensione.

Diventare un “oggetto di stupore….” fra tutte le nazioni è lo stato opposto rispetto a ciò che esisteva fra i nazisti. Quanto una persona cerca di superare le proprie paure riceve il desiderio di sopprimere, annichilire e guadagnare potere su coloro che iniettano tali sensazioni in lei.

Questo è il modo con cui siamo governati dall’alto per portare il popolo di Israele allo stato corretto, per diventare “Una luce per le nazioni” e manifestare il metodo della connessione.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 14/12/16

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Quando la raggiungerai, lo capirai

Domanda: Come è possibile capire a quale parte dell’anima ogni persona appartiene?

Risposta: Quando la raggiungerai, lo capirai. Se una persona è attratta dalla spiritualità e ha compreso che non c’è nessun’altra cosa al mondo per lei, a parte la connessione col Creatore e il suo posto nella creazione, saprà che questo è il segnale che ogni cosa è in ordine con la sua anima.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 12/03/17

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Un’anima

Domanda: Che cos’è un’anima?

Risposta: La definizione di “un’anima” ci aiuta a capire che siamo tutte parti di un desiderio comune che, in base al proprio volume e potere, assomiglia al Creatore. Inizialmente ci troviamo in uno stato egoistico, il che significa che vogliamo tutto solo per noi stessi.

Dobbiamo correggerci tutti in modo che tutto quello che vorremo, lo vorremo con l’intenzione di dare. A chi? Se il desiderio è uno e tutti noi siamo parte di un solo desiderio, dobbiamo dare al Creatore.

Quando diamo e concediamo al Creatore, il Creatore ci dà e ci concede, diventiamo compagni di viaggio e ci connettiamo a vicenda, questo è chiamato Dvekut (adesione).

Questo è in realtà lo stato che dobbiamo raggiungere, e questa è la ragione per cui tutte le persone del mondo, essendo parti di un’anima, hanno bisogno di aiutarsi a scoprire, raggiungere e ottenere lo stato dell’eternità, della completezza e dell’infinito, proprio come il nostro Creatore.

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Dalla trasmissione di KabTV “Parlare dell’anima” 30/03/2017

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Come si consegue l’anima?

Una persona che affronta delle sofferenze cerca il significato della propria vita per molti anni. Tutto questo gradualmente costruisce in lei un sistema, un desiderio, un’aspirazione, una tensione interiore che crea una sensazione che la porta a voler scoprire la propria realtà spirituale.

Quando una persona raggiunge questo stadio nella propria vita, viene condotta sino alla saggezza della Kabbalah, alla saggezza della rivelazione del Creatore all’uomo nel nostro mondo, questa è l’anima.

Una persona comprende all’improvviso che ha trovato un metodo fantastico, una saggezza antica che ha alle spalle 6.000 anni di storia. Studiando questo metodo la persona vede che tutto ciò che la Kabbalah dice è vero. La saggezza ricopre il suo desiderio di rivelare la propria anima, il Creatore.

Quindi la persona impara come fare. Chiarisce le cose gradualmente e scopre che l’anima si riferisce alla costruzione del desiderio di dare ed amare gli altri, gli sconosciuti, incluso il Creatore, in modo del tutto altruistico, senza alcuna apparente ricompensa per sé, prendendo e cedendo ogni cosa, senza sapere a chi, per quale motivo o come, ma senza ricevere alcun piacere da questo.

Domanda: E’ questo quello che lei dice agli studenti principianti?

Risposta: A loro dico la verità. I principianti non hanno alcun luogo dove scappare. Il Creatore li riporterà qui. Il Suo piano è predeterminato.

Nonostante sia detto “Non mettere un ostacolo di fronte ad un cieco” io non considero ciò che dico un ostacolo perché tutti i timori che essi incontreranno lungo il percorso, alla fine verranno dimenticati. Essi desidereranno avanzare così tanto che balzeranno oltre gli ostacoli.

Se una persona affronta le cose con serietà, viene colta da pensieri del tipo: “Non ho comunque nulla in questa vita; non voglio vivere come un animale; non ha davvero importanza se la mia vita termina ora o fra 20 o 30 anni; io voglio donare tutto in modo da trovare tutto”.

Domanda: E’ considerata una rivelazione quando una persona capisce che la sua anima è nell’attributo della dazione, caratteristica che consegue quando non pensa a sé ma agli altri?

Risposta: All’inizio la persona non lo capisce. E’ solo quando inizia ad addentrarsi nel metodo e ad avvicinarsi a questo stato che comprende fino a che punto ciò sia del tutto immaginario ed impossibile da soddisfare. Per la persona il desiderio di dare a qualcuno ed amarlo, semplicemente non esiste. Quando esamina se stessa, la persona vede che è pronta per tutto ma non per questo. Questo è ciò che la convince che amore e dazione sono in effetti la strada giusta.

Ma come arrivare a questo? Qui scopriamo che questo si consegue tramite l’aiuto del gruppo e le azioni speciali all’interno del gruppo, quando gradualmente usciamo da noi stessi. E’ in base al livello dei nostri sforzi che iniziamo a ricevere aiuto dall’alto e pian piano ci rendiamo conto quanto importante e necessario sia tutto questo, quanto questa sia l’unica cosa che può esistere nelle nostre vite, dato che ogni altra cosa è programmata.

Quindi avanziamo gradualmente sperimentando varie restrizioni e pressioni. Ma ci è già chiaro che questa è l’unica strada, e sta a noi seguirla o meno.

Fondamentalmente tutte le nostre azioni per conseguire l’anima consistono nell’evocare e nel richiamare la forza che ci strapperà da noi stessi per metterci nell’ambiente, nel cerchio, nella decina nella quale mi scioglierò. Quindi l’incontro col Creatore avverrà nel centro della decina.

La decina consta di dieci uomini che hanno deciso di uscire totalmente dal proprio ego, di gettarlo oltre il confine del loro cerchio e di aspirare ad essere nel centro del cerchio, nel posto dove attrarranno solo l’aspirazione e l’anelito per il Creatore.

Domanda: E cosa fanno dieci donne?

Risposta: La stessa cosa ma le donne devono trovare dieci uomini dentro di sé. L’aspirazione per il Creatore è chiamata maschile. Questo lo capiremo più avanti. Rispetto al Creatore, comunque, noi siamo tutti donne.

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Dalla trasmissione di KabTV “Parlare dell’anima” 30/03/17

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Il corpo e l’anima dal punto di vista degli antichi filosofi e della Kabbalah

Commento: Come è noto, molti filosofi e kabbalisti hanno detto che molto tempo fa gli antichi greci avevano visitato la Giudea per imparare dai kabbalisti. Per esempio, il grande filosofo e matematico greco Pitagora ha scritto: “Le anime non muoiono mai, ma abbandonano una dimora per passare ad un’altra. Tutte le cose cambiano, ma nulla perisce. L’anima passa di qua e di là, occupando ora questo corpo, ora un altro … Come la cera che viene plasmata in diverse figure che vengono poi fuse, poi se ne stampano di nuove, ma è sempre con la stessa cera. Così l’Anima rimane sempre la stessa, ma indossa in tempi diversi diverse forme.”

La mia risposta: Si tratta della reincarnazione. Non posso dire se lui abbia capito in maniera corretta quello che è l’anima, ma ciò che ha detto è giusto.

Il mio maestro mi diceva che il corpo umano è come una camicia, che uno cambia, ma l’anima rimane la stessa.

Commento: Socrate ha scritto: “Così come tu non dovresti tentare di curare gli occhi senza la testa o la testa senza il corpo, così non dovresti trattare il corpo senza l’anima”.

La mia risposta: Nella Kabbalah, con la parola “corpo”, intendiamo il desiderio. Il nostro corpo fisico non viene preso in considerazione; esso non è nulla più di un animale.

Commento: Aristotele diceva: “L’amicizia è una sola anima che dimora in due corpi”

La mia risposta: È un detto meraviglioso. Il mio amico ed io siamo un tutt’uno, siamo separati solo dai corpi animali.

Nella Kabbalah, un amico significa una persona che è il mio partner nel lavoro spirituale, e tutto ciò che voglio paragonare al Creatore; io do a lui, e lui dà a me, e ci esercitiamo insieme su come uno attraverso l’altro possiamo diventare simili al Creatore. Allora si crea fra noi un campo di reciproca dazione e amore, in cui il Creatore si rivela.

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Dalla trasmissione di KabTV “Parlare dell’anima” 30/03/17

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Aderire all’eternità

Dalla Torah, (Deuteronomio 23:14 Bibbia Ebraica): “E insieme ai tuoi arnesi deve essere a tua disposizione un piolo, e deve avvenire che quando ti accovacci di fuori, devi quindi scavare con esso una buca e voltarti e coprire i tuoi escrementi”.

Domanda: Perché dobbiamo coprire i nostri escrementi?

Risposta: Tutti i rifiuti umani, inclusi i corpi senza vita, devono essere sepolti in modo da completare un percorso.

Alla fine della vita di ogni persona, tutto dovrebbe innalzarsi, i rifiuti del corpo ed il corpo stesso, dal quale tutta l’energia spirituale scompare dopo la morte e che rimane solo a livello inanimato, per cui deve essere come la terra.

Contrariamente alle tradizioni di altre nazioni che imbalsamavano le mummie, sin da subito gli ebrei hanno iniziato a seppellire il corpo morto, così che potesse marcire. Questo è stato considerato giusto in quanto il corpo animale simboleggia l’egoismo che rimane dalla persona che era in vita. Esso deve dissolversi e diventare cenere disintegrandosi completamente in diverse parti.

La materia vivente gradualmente discende al livello inanimato. Alcune comunità ebraiche usavano persino mettere della calce nelle tombe, così che i corpi si decomponessero più in fretta.

Domanda: Significa che l’atteggiamento nei confronti del corpo dovrebbe essere puramente biologico?

Risposta: Il corpo non conta nulla, deve comunque morire. Nel nostro mondo dovremmo usarlo solo tanto quanto ci è necessario per l’ascesa spirituale. Non ha altro valore.

Se hai l’opportunità di correggere un qualche difetto del tuo corpo, dovresti correggerlo. Se serve per la correzione generale, allora fallo, vai dal dottore, prendi delle medicine, ecc. L’atteggiamento verso il corpo deve essere puramente utilitaristico, così che esso ci possa dare l’opportunità di aderire all’eternità mentre siamo ancora nella vita terrena.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 19/10/16

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Siamo protetti dall’alto?

Vi sono due livelli di connessione col sistema del governo superiore. Al livello normale una persona non può autonomamente influenzare il sistema superiore in alcun modo; la persona agisce in esso istintivamente. Il sistema dall’alto, invece, opera un’influenza sulla persona ed essa istintivamente reagisce a questa influenza, dato che è connessa al sistema in innumerevoli modi.

Comunque è possibile avere un maggior livello di connessione col sistema del governo superiore ed i kabbalisti l’hanno raggiunto. Non sono necessari alcun oggetto o azione esteriore per questo, poiché questo è un processo interiore, del quale un individuo fa esperienza.

Domanda: Ma la tradizione dell’ebraismo non consiste solo di azioni esteriori; non vi sono forse radici più profonde?

Risposta: I comandamenti hanno radici ma le azioni fisiche non hanno energia spirituale. Non dobbiamo credere che la forza superiore sia contenuta nella mezuzah. La mezuzah rappresenta semplicemente questa forza e ci aiuta a conoscerla. Essa ci mostra che una certa forza chiamata “mezuzah”, che protegge la “dimora”, esiste in natura. E quella che noi chiamiamo “dimora” è l’anima. Così noi comprendiamo che vi è “un’anima” e che all’interno di essa vi è una “mezuzah”. In questo modo veniamo iniziati ai concetti spirituali.

Non vi è divinità nella mezuzah fisica posta sullo stipite della porta d’ingresso. Essa semplicemente indica una forza nel mondo spirituale, uno specifico ruolo del Creatore nei confronti delle anime. Tutta la sua divinità è contenuta in questo concetto. Nel nostro mondo non vi è divinità. La mezuzah è un simbolo che ci mostra che se costruiamo la nostra anima, allora all’interno di essa vi sarà una speciale energia protettiva chiamata “mezuzah”.

Domanda: Cosa significa costruire un’anima?

Risposta: Costruire un’anima significa operare una correzione: la restrizione del nostro desiderio, lo schermo e la Luce di Ritorno. Per fare questo abbiamo bisogno della connessione con gli altri, dobbiamo essere almeno in dieci, “Minyan” (il gruppo di dieci) ed essere nel giusto tipo di connessione tra di noi, così costruiamo l’anima, la “dimora”.

Tutti i comandamenti di questo mondo sono solo simbolici. Prova ne è che Abrahamo distrusse tutti i simboli, perché la gente iniziava ad attribuire loro poteri spirituali ed a venerarli come idoli.

Ma in realtà questi oggetti rappresentano semplicemente azioni spirituali che le persone devono compiere: costruire una connessione con gli altri al di sopra dell’egoismo di ciascuno, per creare all’interno di questa connessione un luogo per la rivelazione della forza superiore della dazione e dell’amore che dimora fra di loro. Questo è lo scopo dell’azione spirituale: connettersi con gli altri al di sopra dell’egoismo personale. Questo è chiamato amore.

Domanda: Se io faccio questa azione, connettendomi con gli altri, attraggo una forza protettiva su di me?

Risposta: Certamente! Ma tu non penserai più a questo perché acquisirai la forza dell’amore e tutti i tuoi obiettivi punteranno ad aiutare gli altri, in modo da “vivere” dentro di loro e fornire loro tutto ciò di cui hanno bisogno. Questo viene detto “ama il prossimo tuo come te stesso”, quando sei disposto a dargli anche l’unico cuscino che hai per dormire. Solo questa forza ci protegge nella vita, non vi è altra protezione.

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Dalla trasmissione di KabTV “New Life #819” 26/01/16