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Restare concentrati

Domanda: Un desiderio fisico, ad esempio, il desiderio sessuale, può stare sulla mia strada nel percorso spirituale?

Risposta: I desideri fisici per il cibo, il sesso, la famiglia, il denaro, l’onore, il potere e la conoscenza non possono stare nell’avanzamento spirituale di una persona. Non dobbiamo avere a che fare con ciò che appartiene al corpo separatamente.

Dovremmo essere preoccupati dell’odio che proviamo verso gli amici e poi del mondo intero.

Se vuoi mangiare cinque porzioni al posto di una, è dannoso per il corpo, ma non interferisce con il percorso spirituale. Lo stesso vale per il sesso.

Quindi, pensa solo alla connessione con il Creatore attraverso gli amici, e puoi smettere di preoccuparti di tutto il resto.
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(Dal Congresso di Brasile 6.05.2012, Lezione 5)

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Guardare il gruppo nella luce dell’amore

Domanda: Quali sforzi dovrebbe fare il gruppo al fine di conseguire la correzione nello stesso lasso di tempo in cui i suoi membri scoprono la saggezza della Kabbalah?

Risposta: Gli sforzi dovrebbero essere di non giudicare qualsiasi membro del gruppo secondo lo stato in cui ognuno si trova. Siamo tutti “stracci”, come usava dire Rabash; siamo tutti non corretti. Tutti i peccati e gli attributi negativi sono in ciascuno di noi.

La persona che raggiunge i livelli elevati spirituali scopre il disgusto e i desideri di repulsione che egli ha ed è sconvolto dal fatto che egli può avere tali desideri. Gli è anche impossibile immaginarli! Come risultato della frantumazione, ognuno ha tutti i tipi di desideri dentro di lui. Pertanto, non dobbiamo vedere nessun altro come corrotto.

“Dobbiamo prenderli uno per uno e conoscerli.” Se vedo un difetto in qualcuno, è solo perché io sono corrotto. Se io fossi corretto, avrei potuto vedere l’altro secondo il mio livello di correzione, come totalmente corretto, perché tutti questi gradi esistono già. Quello che vedo ora è il riflesso del mio ego. È il mio ego che raffigura questa immagine per me.

Quindi il lavoro principale del gruppo è di accettare ogni membro come il suo bambino amato. Non importa quello che fa: se egli non vi dà tregua, e fa un pasticcio, se vi rompe tutto, voi dovete sapere che è il vostro bambino. Questo è il modo in cui si dovrebbe trattare l’amico. Questo è un segno di amore.

Io parlo qui di un amico e questo significa che una persona può trattare gli altri in questo modo, e non di qualcuno che è appena entrato per unirsi al gruppo. L’aiuto reciproco significa considerare gli stati personali di ciascun individuo.
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(Dalla lezione 2 del Congresso di New Jersey, 12.05.2012)

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Il ruolo del moderatore nel Workshop

Domanda: Qual è il ruolo del moderatore nel Workshop?

Risposta: Io sono un moderatore, e ci sono anche due rappresentanti in ogni gruppo che sono responsabili dell’ordine nel gruppo, in modo che tutti abbiano l’opportunità di esprimere la propria opinione e di completare le idee degli altri. Devono completarsi uno con l’altro, e dovrebbero prestare attenzione a questo, in modo che tutti possano seguire ciò che tutti gli altri stanno dicendo e vedere come esprimere la stessa idea. I moderatori nel gruppo dovrebbero interessarsi che venga creata una sola opinione comune e che tutti quanti supportino pienamente gli altri. Devono stare attenti a che gli speaker non parlino troppo, cosi che tutti abbiano l’opportunità di esprimersi. Questo riguarda i moderatori nei gruppi.

Come moderatore, semplicemente leggo un testo lentamente, in modo che venga discusso e che tutti esprimano la loro opinione.

Ci dovrebbe essere anche qualcuno nel gruppo che scriva le domande che il gruppo farà alla fine del workshop. Ogni gruppo, sia il gruppo dei maschi sia il gruppo delle femmine, avrà la possibilità di fare tre o quattro domande. Gli incaricati dovrebbero scrivere le domande e decidere come devono essere presentate.

Domanda: Cosa non dovrebbe fare il moderatore nel gruppo?

Risposta: Lui deve sostenere solo l’amicizia e l’amore; in questo contesto si può fare tutto.
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(Tratto dalla lezione virtuale del 22.04.2012, Preparazione al Congresso)

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Come possiamo raggiungere Atzmuto

Domanda: Il Creatore ci da tutto: ci fornisce traduttori, aule di studio, Learning Center, ecc. Perché Lui non può concederci la correzione?

Risposta: Il Creatore può darci tutto, ma non può fare che la creazione raggiunga Lui, e diventi simile a Lui.

Che cosa significa che il Creatore ci garantisce le assemblee e ci fornisce la terra? Perché Lui ha creato i nostri congressi e le nazioni nelle quali viviamo? Perché ne abbiamo bisogno? Potevamo benissimo rimanere nel mondo dell’Infinito. Perché siamo scesi da cinque mondi in questo regno? Per sentire i problemi e sperimentare gli stati che attraversiamo? Chi ha bisogno di questo? Se domandi a qualsiasi persona nel mondo, ti dirà che nessuno li vuole.

Il Creatore ha fatto solamente una cosa – un punto!- nient’altro. La Luce è entrata nel punto e ha iniziato a interagire con esso. La qualità della Luce è la dazione; la qualità del punto è ricevere. Costituiscono due stati opposti: il più e il meno, un microscopico potere della Luce (dazione) e una piccola parte forza di ricezione contraria a essa. Queste due forze si evolvono costantemente.

Il Creatore non ha fatto altro che questo. Il Creatore è qualcosa di intermedio, esterno che è chiamato Atzmuto (Da Se). Per poter raggiungere le proprietà di Atzmuto ed essere capaci di percepire Lui, noi dobbiamo combinare le due proprietà in modo che diventino uguali, simili una all’altra; la proprietà di ricevere dovrebbe diventare identica alla proprietà di dazione. In altre parole, la proprietà di ricezione dovrebbe imparare a donare nella maniera in cui il potere di donare lo fa.

Quando diventiamo uguali alla proprietà di dazione (la Luce), iniziamo a bilanciarci tra queste due forze, e perciò sperimentando la forza Atzmuto, che ha creato sia la Luce sia il desiderio. La Luce si origina direttamente da Atzmuto ed è infatti la Sua proprietà chiamata “qualcosa da qualcosa”, mentre il desiderio egoista rappresenta “qualcosa da niente”. Tuttavia, entrambi derivano dal Creatore.

Perciò, appena acquisiamo la similitudine tra il desiderio e la Luce, facendoli paralleli uno con l’altro, iniziamo a sentire una terza forza.

Nella Kabbalah questa nozione è espressa con l’idea delle tre linee. La linea sinistra sta per il potere del desiderio (egoismo); la linea destra simboleggia il potere della Luce (dazione), mentre la linea centrale è la terza forza che emerge dal confronto tra le prime due.

Quando riceviamo una parte che appartiene al desiderio e allo stesso tempo prendiamo una parte dalla Luce, noi confrontiamo entrambe dentro di noi in maniera che siano in equilibrio e uguali; ed è cosi che riveliamo il Creatore utilizzando la linea di mezzo.

Qui stiamo parlando di leggi fisiche; non c’è nient’altro. È così in qualsiasi altra scienza; usiamo il metodo del confronto per trovare un terzo parametro, il valore iniziale. In che altro modo potremmo definirlo?
Per essere riconosciuti, abbiamo bisogno di dimostrare almeno due delle nostre proprietà opposte, in modo che confrontandole un’altra persona possa riconoscere e comprendere chi siamo. Solamente confrontando diverse qualità sarà possibile comprendere, misurare e pesare qualche cosa.

Questo è il motivo per il quale il Creatore ci da la possibilità di esistere tra “un più e un meno”. Ricevendo da Lui e confrontando quello che abbiamo ricevuto, noi raggiungiamo Lui. Questo si applica a tutte le sfere della nostra vita. In tecnologia, noi identifichiamo il tipo di energia conoscendo il consumatore. Senza l’egoismo e la Luce che fluisce attraverso il nostro ego, non possiamo realizzare con chi abbiamo da fare.

Dopo che il Creatore ebbe creato il punto oscuro opposto alla Luce, due qualità (il più e il meno) continuano a evolvere da se. Non succede nient’altro. L’atto di creazione si è fermato a questo punto, inoltre, noi vediamo che l’avanzamento va da se e si origina dai due opposti. Non c’è interferenza da parte Sua da Atzmuto (Lui, Lui stesso).

La nostra natura si evolve di continuo: ciò significa che possiamo dire: “Il Creatore non esiste!” Vediamo che tutto intorno a noi accade secondo alcune norme; la vita è definita da leggi rigide che esistono universalmente.

Tuttavia, se lottiamo per trovare Lui (raggiungere il livello superiore) dobbiamo iniziare a metterci sullo stesso piano. Come? – Solamente mettendoci tra un “più” e un “meno”. Come possiamo metterci in tale condizione? – Solamente se associamo il nostro “meno” al nostro ego e riusciamo a collegare il “più” con il gruppo.

Sotto il “nostro ego” non significa feste, bevute, mangiate, intrattenimento o molto tempo di oziosità. No. Significa la nostra resistenza a essere in connessione con i ragazzi del nostro gruppo. Questo è l’unico fattore che fa la differenza. Se continuiamo a cercare di unirci con i nostri amici oltre il nostro ego, avremmo eventualmente tale dipolo, tale forza di campo magnetico che saremmo capaci di rivelare il Creatore in esso. A questo livello di unione con il gruppo, emerge la proprietà di Atzmuto.

Io sto parlando di condizioni fisiche elementari. Non possiamo ignorarle. Il problema è che ci dobbiamo situare dentro questo schema. Ci proveremo!
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(Tratto dalla lezione n.1 del Congresso di Vilnius, 23.03.2012)

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Trasformare il male in bene

Domanda: Il Creatore ha fatto l’inclinazione al male e l’inclinazione al bene. E’ scritto: “ho creato l’inclinazione al male“. Quindi da dove proviene l’inclinazione al bene?

Risposta: In realtà, non esiste nessuna inclinazione al bene. C’è solo l’inclinazione al male, che è stata inizialmente creata dal Creatore. Ecco perché ci informa che ha creato l’inclinazione al male. Ma noi possiamo correggerla con l’aiuto della Torà e trasformarla in inclinazione al bene.

“L’inclinazione” è il desiderio. Il desiderio rimane. Ma “il male” significa che voglio costantemente ricevere per il mio bene, e questo mi danneggia perché io chiudo me stesso in questo mondo come un piccolo animale, vivendo gli anni che devo vivere. In realtà questo è il genere di vita più miserabile che sia possibile.

L’inclinazione al bene significa che proviamo ad unirci nel gruppo e vedendo che siamo incapaci di questo e cominciamo a gridare una preghiera comune. Allora la luce che riforma arriva e crea l’unione tra di noi e all’interno di quell’unione l’intenzione per la dazione, e la luce diventa rivelata. Poi, invece dell’inclinazione al male, abbiamo quella al bene, lo stesso desiderio, ma con l’intenzione di unirci con il prossimo.

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Lo schermo è molto semplice…

Domanda: Una persona può acquisire uno schermo anti-egoistico se può acquisirlo solo attraverso il gruppo? O è il Creatore, l’unico che può darci uno schermo?

Risposta: La Luce passa attraverso il gruppo in risposta alla mia richiesta e costruisce uno schermo dentro di me, che mi aiuta a salire sopra il mio ego e connettermi al gruppo. Uno schermo è un link di collegamento tra me e il gruppo, o tra me e il Creatore, che è la stessa cosa. Mi aiuta a salire sopra il mio egoismo e, una volta elevato al di sopra di me stesso, per la connessione con la luce, con il creatore, con l’essenza del gruppo che si è rivelata al centro del gruppo.

Non abbiamo bisogno di nient’altro che dello schermo. C’è il mio desiderio e c’è il gruppo all’interno del quale si trovano la luce e il Creatore, e lo schermo mi aiuta a collegarmi con loro. Questo è il modo in cui io entro nel mondo spirituale: al centro del gruppo.
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(Dal Workshop 4 del Congresso di New Jersey, 13.05.2012)

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Non essere imbarazzato. Cresci!

Domanda: Durante il workshop, sento costantemente vergogna del fatto che sediamo e giochiamo come bambini. Dopotutto tutti noi siamo adulti. Cosa posso fare a riguardo?

Risposta: Questo gioco è il componente della natura più importante e maturo. Chiunque gioca in esso cresce; e quello che non gioca, è ancora considerato come morto perché la sua crescita si è fermata.

Sai cosa simboleggia il gioco? Il gioco è quando io immagino il prossimo livello del mio avanzamento e lo desidero. In realtà è un segno di crescita.

Esattamente lo stesso gioco viene trovato nel vegetale e nelle condizioni dello sviluppo dell’animato. In essi esiste lo stesso elemento.

Mentre lavoravo sul mio dottorato in filosofia, ricevetti una domanda sulla teoria dei giochi.

Per crescere, la pianta necessita di creare in sé le condizioni adatte a farlo, per sviluppare in sé le forze della crescita. In questo modo cresce.

Lo stesso unico principio del gioco opera anche nella spiritualità ed anche nel nostro mondo, ad ogni livello dei mondi. Tutti! Quindi il gioco è la componente più stimata della natura.

Non è il gioco del calcio, ma un gioco del prossimo livello, un gioco di crescita.

Questo è il più onorevole impegno di una persona, poiché in questo modo essa cresce.

Tu passi attraverso una varietà molto ampia di stati, di sentimenti. Hai bisogno di accumulare tutto questo dentro di te per sentire la Luce Superiore. Essa ci circonda, ma noi non possiamo “afferrarla”. Noi abbiamo bisogno di tutti questi sentimenti, che devono accumularsi in noi sempre di più. Si accumulerà gradualmente in te, si assemblerà in un sensore, un rivelatore, un senso e poi lo scoprirai.

Questo è in verità il compito della creazione dell’anima. L’anima è come un sensore per sentire la Luce. Questo è tutto. Da un lato, sotto l’influenza dei tuoi desideri, viene creato in te l’attributo della dazione e dell’amore e dall’altro lato, in accordo ai tuoi desideri, la Luce Superiore opera, ti dà e ti promuove.

Quindi non c’è niente di cui essere imbarazzato. Cresci!
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(Dal Congresso di Vilnius del 23.03.2012, Workshop 1)

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Congresso in New Jersey – 11/13 Maggio 2012

Congresso in New Jersey – Lezione 1  “L’Essenza della Kabbalah”
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Congresso in New Jersey – Lezione 2 “L’equilibrio attraverso la connessione tra di noi come soluzione alla crisi e l’ascesa alla dimensione superiore”
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Congresso in New Jersey – Lezione 3
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Congresso in New Jersey – Lezione 4
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Congresso in New Jersey – Lezione 5
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Congresso in New Jersey – Workshop 1
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Congresso in New Jersey – Workshop 3
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La funzione della mente

Domanda: Non capisco la funzione della mente. Come la si cancella e cosa si può fare con la mente?

Risposta: Abbiamo bisogno della mente solamente per esprimere nel modo giusto i sentimenti, le diverse relazioni, trarre le conclusioni, e poi ancora una volta attivare i sentimenti. La mente funziona in mezzo alle sensazioni: sensazioni – mente, sensazioni – mente. La mente esprime quello che sento, le conclusioni che dovrei trarre da queste sensazioni e come connettermi a nuove sensazioni. L’alternanza della mente e delle percezioni avviene nello stesso modo in cui si ha l’alternanza tra ascese e discese. Possiamo controllarla, e arriveremo a farne l’abitudine.

Domanda: Sappiamo che la mente è al servizio delle sensazioni. Come facciamo a sapere se le nostre parole arrivano dalla mente o dai sentimenti? Qual è la differenza?

Risposta: Se abbiamo bisogno di esprimere i sentimenti dopo averli provati, lo facciamo con la mente, li generalizziamo, li differenziamo, dopo di che soltanto esprimeremo il pensiero adatto.
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(Dal Congresso di Vilnius del 25.03.2012, Workshop 4)

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Allenamento psicologico

Noi dovremmo provare a mettere in pratica il sistema che ci è stato offerto dai Kabbalisti, il metodo che possiede la capacità di cambiare il mondo.

Noi tentiamo di mettere in pratica il consiglio dei Kabbalisti come sola possibilità per il nostro inizio di sentire il nostro prossimo passo, l’unità, al di fuori di questo regno materiale.

In questo tempo, le persone cercano di essere minimamente connesse ed equilibrate con la natura integrale. Tuttavia, attraverso la nostra unità con gli altri, nel grado degli sforzi che applichiamo per connetterci con la natura eterna e globale e della nostra ispirazione di sentirla come qualcosa di tangibile tra noi, probabilmente finiremo con lo sperimentare una sensazione genuina di dazione ed amore, un sentimento caldo, un’onda che ci abbraccia tutti.

Questa forza è stata nascosta a noi fin qui, ma essa può apparire se noi tutti ci sforziamo per essa. Se noi abbiamo anche un minuscolo desiderio di raggiungere questo stato che in realtà ci è stato concesso e se facciamo uno sforzo di unirci, possiamo essere sicuri che già possediamo tutti i prerequisiti necessari per raggiungere l’unità.

Tutto quello che dobbiamo fare è desiderare di acquisire una sensazione di unità utilizzando le possibilità che abbiamo già ricevuto. La nostra aspirazione dovrebbe essere diretta a vedere e sentire il potere che riempie l’intero universo. Allora, realizzeremo che siamo piazzati all’interno del Kli unito (vaso) che è riempito di calore, Luce e dazione, come un feto nel grembo materno.
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(Dal Congresso di Vilnius del 23.03.2012, Lezione 1)

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