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Rottura per il bene della vita

Domanda: Come riceviamo il desiderio di dare del Creatore e diventaimo noi stessi dei datori?

Risposta: La Luce

che ha rotto i vasi ha inserito il suo desiderio di dare in essi, delntro al desiderio di ricevere. Così che quando il desiderio di ricevere scopre la rottura, scopre anche al suo interno il desiderio di dare del Creatore. Questo è occultato nei miei vasi.

Il Creatore ha inserito il desiderio di dare nei miei vasi rotti durante la frammentazione. Lui mi ha dato la Sua testimonianza in merito a quanto Lui vuole dare a me. Io sono incorporato nella sua mancanza di dare per mezzo della rivelazione di questa testimonianza. Questo si converte nel mio desiderio di dare e mi rende capace di dare per mezzo della Luce che Riforma. Questa e’ la preparazione che ci ha inserito durante la frammentazione e che è stata impressa in noi.

Altrimenti io non sare impressionato dal Suo desideiro di dare ne potrei rispondergli. Questo può rivelarsi in me, solo grazie al fatto che la mia attitudine veso il Creatore è gia impressa in me.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 19.05.2013)

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Dall’ascolto esteriore a quello interiore

Nella misura in cui una persona sente l’importanza dello scopo, è pronta a rinunciare a tutto ciò che gli impedisce di raggiungerlo. Ma ci vuole tempo affinché s’inizi a sentire quello che viene detto, perché il cuore è quello che sente e non le orecchie. Lui può andare al di sopra di ciò che è scritto in articoli diverse volte, ma lui non sente. Poi comincia a sentire, ma non comprende. Dopo di che comincia a capire qualcosa, ma non lo assorbe. Dopo di che inizia ad assorbirlo, ma nel frattempo non tocca i suoi desideri.

Quando finalmente penetra i suoi desideri, comincia a confrontare ciò che aveva con cosa penetra ora nei suoi desideri. Inizia a calcolare e decidere cosa fare, per chiarire qual è il desiderio preferibile: Qual è più utile, eterno, egualitario, e così via. Così, egli decide se è in grado di abbandonare il suo sé attuale, il suo ego, se può svuotare un luogo per un altro dentro di sé – lui è obbligato a farlo, lo vuole oppure no?

Dopo questo inizia già ad agire per scelta propria, volendo che l’ambiente esterno lo influenzi il più possibile, in modo che possa effettuare un calcolo nel suo cuore per quanto riguarda il bene dell’altro e non per il suo bene. Tutto questo dev’essere con il suo consenso, per sua libera scelta, sopra il suo precedente desiderio egoistico. In questo modo che egli avanzi verso la meta.

Quindi, vediamo che molte persone che imparano sono presumibilmente insieme con tutti quanti, ma ancora sentono solo con “l’udito esterno.” Potrebbero volerci anni prima che questo vi entri. Alcuni cominciano a sentire solo dopo 10 – 15 anni, ed altri molto più velocemente. Ci sono tutti i tipi di reazioni da parte dell’anima per la sostanza che ha a che fare con la sua correzione.

Quindi, fino a quando una persona non si rende conto della necessità di trasformare la sua privata essenza interiore alla collettività passerà molto tempo. Ciò costituisce la parte più difficile del nostro lavoro, il più difficile primo passo. Dopo questo una persona aumenta solo il desiderio di dare, ma prima ha bisogno di stabilirlo e consolidarlo, per metterlo in cima alla montagna, sopra il suo ego e questo richiede grande lavoro. Uno può solo chiedere per la pazienza e un po’ di sottomissione, che è quello che ci aiuta.

Così, non abbiamo alcuna base per essere in collera con le persone che sentono parlare di questo metodo di educazione integrale, ancora non sanno come implementarlo, per spiegarlo alla gente. Ma non è ancora il momento per loro di assorbirlo internamente. Vi è una differenza tra una capacità di ascoltare e la possibilità di realizzarlo.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah 21.04.2013)

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Sollievo temporaneo o piena ripresa

Domanda: Lavoro in un laboratorio artistico dove aiuto le persone con problemi mentali ed emotivi, con la depressione, e con vari problemi sociali ad uscire dal loro isolamento attraverso l’arte. Non capisco la differenza tra educazione integrale e lavoro sociale. Qual è la differenza tra loro?

Risposta: La differenza è che nel caso dell’educazione integrale, trasmettiamo la Luce attraverso noi stessi agli altri. Li coordiniamo in modo che si trasformino in un kli (vaso) spirituale. Infatti, noi abbiamo un punto nel cuore e perciò lavori con loro attraverso te stesso. Ricevi i loro desideri e i loro problemi e li utilizzi in modo tale che qualcosa si aggiunge in te e da questa aggiunta tu puoi ricevere la Luce.

Non si tratta di un lavoro sociale, ma di un lavoro spirituale. Questa è la differenza tra loro.

Lavoriamo per attirare la Luce superiore in modo che tutta l’umanità si muova come un solo insieme, in un solo sistema unificato chiamato “Adamo“, di modo che, in questo sistema, la Luce Superiore, il livello più elevato, sarà rivelato. Non si tratta di una qualche forma di rilassamento al posto di una pillola. Piuttosto, si tratta specificamente dell’elevazione dell’umanità al livello successivo di esistenza.

Non siamo impegnati a rilassare le persone anche se potremmo dirlo loro. Ma capiamo che è impossibile fare qualunque cosa al livello in cui si trovano, tranne che elevarsi al livello spirituale.

Tutti i nostri tentativi di risolvere alcuni dei problemi del mondo, la solidarietà, o l’aiuto alle diverse persone non sono invano. Non c’è nulla di fissato a questo proposito, e può solo peggiorare. Sono molti gli studiosi che indagano su questo soggetto; ed è del tutto chiaro che tutti i problemi derivano solamente dal fatto che non ci correggiamo e, invece, ci facciamo coinvolgere in questo genere di lavoro sociale.

Non sto dicendo che questo lavoro non serve o che sia dannoso. Se adesso è possibile aiutare un uomo in modo concreto, è doveroso farlo. Tuttavia, insieme a questo lavoro, un uomo non si deve dimenticare che non raggiungiamo niente con esso. Perciò, è possibile farsi temporaneamente coinvolgere nel lavoro sociale dal momento che non abbiamo ancora iniziato la diffusione a 360 gradi dell’educazione integrale.

Domanda: Questi due generi di lavoro sono in conflitto tra loro, ed è possibile metterli d’accordo?

Risposta: E’ possibile metterli d’accordo ma solamente nella misura in cui si comprenda che con questo lavoro, stiamo offrendo solamente un temporaneo sollievo alla condizione di un uomo. Se le tue azioni sono collegate alla vera correzione, allora il tuo lavoro ha significato.
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(Dal Congresso Europeo della Germania 22.03.2013, Lezione 2)

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Perdere il proprio “io” materiale

Domanda: Come diventiamo un Partzuf inferiore che si annulla dinanzi a quello superiore e chiede di essere creato nel mondo spirituale durante il congresso?

Risposta: Il nostro Partzuf superiore è il gruppo e solo lì il Creatore si rivela. Trasformiamo il gruppo in Malchut, la Shechina, mentre la parte superiore è Zeir Anpin, il Creatore. Abbiamo bisogno di indurre lo stato in cui si rivela la nostra connessione con la forza superiore.

È abbastanza fattibile e molto probabile che accada. L’illuminazione da questo stato ci sarà concessa sicuramente, e la stiamo già ricevendo, ognuno secondo il proprio grado. Ma quando ci connettiamo veramente, allora invece di una illuminazione personale, noi riveliamo la Luce.

Sarà inoltre rivelata ad ogni persona nella misura in cui essa ha raggiunto l’unione e la esercita. Ma sarà una parte di Luce chiaramente definita e non un po’ di illuminazione esterna. Sono convinto che non solo durante il congresso degli uomini, ma anche durante quello delle donne potremo sentire una simile illuminazione. L’annullamento del nostro gruppo dinanzi al superiore significa che tutti rinunciano a sé stessi per il bene dell’unione e dell’ inclusione negli altri, e perdono lì i loro “io” materiali ed esistono unicamente sotto l’influenza spirituale.

Nell’articolo “600.000 anime” abbiamo studiato che vi è una sola anima, tutti raggiungono solo essa, e le spine nell’anima stessa. In verità, non c’è divisione e solo la forza dirompente ci sta causando dolore in questo momento perché pensiamo che ognuno di noi abbia la propria anima personale. Lo immaginiamo solo perché non abbiamo ancora ottenuto il raggiungimento completo e rimaniamo in confusione, nella nebbia, e nella perdita di coscienza. Pertanto, al congresso, speriamo di inserirci in questa anima.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 10.01.2013, Talmud delle dieci sefirot)

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Congressi: Un nuovo livello

Domanda: A quale nuovo livello dovremmo puntare prima dei congressi?

Risposta: Il nostro scopo è uscire da noi stessi, al di sopra.

Avvicinandoci assieme, noi cominciamo a sentire quanto questo ci allontana, come ci ritiriamo dentro noi stessi e non ci lasciamo avvicinare facendo un passo in più. Lo stato di repulsione rivelata, l’incapacità di andare più vicino è l’egoismo reale.

L’egoismo non è quel sentimento di cui facciamo esperienza nella vita quotidiana: a casa, al lavoro, comunicando con le persone. Questo è il piccolo egoismo animale non correlato all’ego che dobbiamo correggere.

Noi dobbiamo correggere precisamente quell’egoismo che appare durante i nostri sforzi nell’ avvicinarci gli uni agli altri. Il nostro lavoro è agire contro di esso.

Inoltre, in ogni azione successiva, l’egoismo ci allontana ancor più, e questo chiaro ammontare di pressione e la repulsione portano una persona a uno stato di disperazione. E se una persona non abbandona gli sforzi nel continuare ad agire contro questo, prendendo parte ad ogni evento, comincia a realizzare che l’aiuto può arrivare solo dall’Alto, solo se arriva una forza speciale poiché non è in grado di farcela da solo.

Di sicuro, è impossibile dirlo anticipatamente, “Non sono in grado di fare alcuna cosa, lasciate che qualcuno mi aiuti.” Per fare ciò, infatti, hai bisogno di raggiungere uno stato di disperazione. Ma questo avviene solamente quando hai messo ogni sforzo, riempito la misura della seah (“seah” è un’antica unità di misura) e neanche ancora hai raggiunto niente. Supponi di aver riempito l’intero “bagaglio” o “bicchiere” con i tuoi sforzi e poi al massimo, all’ultimo step tu percepisci: ”Questo è tutto! Solo dall’Alto posso ricevere l’aiuto, solo questo mi può aiutare.” E’ il momento in cui una persona ha un’opportunità di chiedere e riceve aiuto.

Puoi immaginare quanto sforzo dobbiamo fare? Ma se lo facciamo insieme, in un’aspirazione mutua, tutto accade molto velocemente, se fatto separatamente, può necessitare non solo di anni ma di incarnazioni.

Questo è il perché, usando i nostri eventi per unirci, noi continuiamo ad aver bisogno di sforzarci e preparare noi stessi a rompere lo scudo dell’egoismo, andare dietro ad esso e connetterci con gli stessi punti nel cuore. Cosi’ raggiungeremo la stessa cosa che spero gli uomini raggiungeranno al loro congresso. E così noi ci staremo unendo.
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(Dalla Lezione virtuale del 06.01.2013)

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Un caleidoscopio di forme spirituali

Quando ci muoviamo verso la correzione di noi stessi, tutte le nostre intenzioni devono essere orientate in direzione dell’unione, e nessuna deve avere natura personale. I nostri punti nel cuore sono la sola cosa personale che abbiamo. Può questo punto nel cuore preoccuparsi di qualcosa tranne che il raggiungimento dell’unione con il resto del nostro corpo collettivo, dal quale alla fine riceverà la spiritualità?

Questa è la ragione per cui i nostri sforzi di unirci al nostro corpo collettivo ci rivelano le sue varie forme e caratteristiche di cui leggiamo nella Torà: il faraone, un angelo, Mosè, Abramo, Isacco, Giacobbe, e molti altri. Chi sono? Essi sono l’immagine che tutta l’umanità, il gruppo, ed il mondo acquisiscono in base al livello del loro conseguimento.

Il quadro descritto nella Torà è la forma dell’anima generale che cambia e rivela se stessa in continuazione in una nuova forma. Tuttavia, questa rivelazione si manifesta solamente a condizione che noi aspiriamo senza sosta all’unione. Il Libro dello Zohar parla di questo. Ogni parola ed ogni frase del Libro dello Zohar rappresentano una profonda e graduale rivelazione che prosegue finché non si svela del tutto agli “occhi di tutto Israele”. Non è un caso che queste parole siano la frase finale della Torà.

Quando siamo connessi, riveliamo solamente le forme spirituali.
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(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 01.01.2013, Lo Zohar)

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Una correzione a “Coppie” in tutti i livelli

Domanda: Perchè ci connettiamo durante il congresso? E’ per preparare il vaso alla rivelazione dell’attributo della dazione o solamente per sostenere gli uomini?

Risposta: Primo, non c’è un vaso separato maschile e femminile. Malchut del mondo di Atzilut comprende tutte le anime in sé e se gli uomini e le donne non si connettono ad esso, non facciamo in modo che Zeir Anpin e Malchut si connettano per attirare la Luce dall’Alto che ci corregge.

Oggi, noi, gli uomini e le donne, cioè le anime spezzettate, dobbiamo elevare MAN (la richiesta della correzione ) a Malchut del mondo di Atzilut. Questa richiesta dovrebbe essere compresa nel desiderio collettivo degli uomini e delle donne ed in contatto con la sua parte superiore, Zeir Anpin (ZA). Allora essi possono anche mettere in funzione una coppia superiore che è chiamata “padre e madre”.

Dunque, ci sono tre coppie in funzione qui, che corrispondono alle stesse fasi di sviluppo o di regressione. Con la nostra “iniziativa” evochiamo la seconda coppia, che evoca la terza coppia, e la quarta coppia già appartiene a Arich Anpin, a Ein Sof (l’Infinito).

Ciò significa che dobbiamo stabilizzare noi stessi in modo equilibrato rispetto ai livelli spirituali di cui ci parlano i Kabbalisti. Ci sono due “metà” qui, maschio e femmina che compiono un’azione spirituale, totalmente complementari tra loro per donare. Se noi ci comportiamo esattamente nello stesso modo, ci adatteremo alla parte superiore e poi scopriremo di essere in ascesa verso di Lui.

(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.01.2013, Shamati #7)

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Due reti

“I Progenitori,” il grado più alto dell’anima comune, hanno realizzato le correzioni principali nel sistema per poterlo attivare (sono indicati in rosso nella figura). Anche gli altri, “I figli” (marcati in verde), possono unirvisi.

Hanno già qualcosa su cui poter contare, ovvero, gli insegnamenti dei nostri Progenitori che hanno lasciato un sistema funzionante, interconnesso che opera secondo le leggi della similitudine delle luci e dei vasi. Questo è “l’insegnamento”, la Torà. Ed il “Creatore” è qualcosa che si rivela nel sistema.

Nel complesso, il sistema che esiste con un certo grado di equilibrio interiore e di unità è chiamato “Torà.” Inoltre, si può manifestare su diversi livelli, man mano più alti secondo quanto lo manifestiamo e quanto chiaramente riveliamo il Creatore in esso.

Allora chi siamo “noi?” Noi siamo I componenti spirituali del sistema che vogliamo rivelare.

Baal HaSulam scrive “nell’introduzione allo Studio delle dieci Sefirot” che I progenitori hanno preparato un sistema e ci hanno lasciato un metodo. Questo ci permette di evocare l’illuminazione dal grado che hanno raggiunto. Non importa dove tu sia, tu possiedi la caratteristica di poter stabilire una connessione e di connetterti in questo sistema che hanno costruito tra di loro.

Come ti connetti? Attraverso le scuole kabbalistiche, il gruppo, lo studio e l’insegnante. Usando questi strumenti mi connetto al sistema e questo inizia ad influenzarmi fino a che non sono completamente connesso. Questo è valido per tutti.

Per farlo costruiamo un sistema di prova tra di noi , ed in questo modo iniziamo a corrispondere ai Progenitori, il che attiva delle forze molto potenti. D’altra parte è molto difficile fare questo da soli; solo poche anime sono capaci di farlo.

Quindi, ci sono persone con il punto nel cuore (•) che aspirano verso la connessione con il sistema comune anche se non sono sicuri di cosa li spinge a farlo. Attraverso la realizzazione di una rete simile a quella dei progenitori, si collegano a loro ed in seguito entrambe le reti si fondono in una sola.

E poi la correzione del terzo livello – Le nazioni del mondo – inizia fino a che l’intero spazio diviene completamente riempito, sino a non lasciar alcun vuoto.

Così, come succede che vengono corrette le nazioni del mondo? Esse sono corrette attraverso la connessione. All’inizio sono tirate verso l’educazione, ovvero un messaggio sulla correzione viene diffuse tra di loro – E poi sono sollevate. Alla fine i vasi di AHP supportano il vaso del Galgalta ve Eynaim, e tutti si fondono in un unico Kli, che diventa internamente riempito con la Luce: la rivelazione della perfezione del Creatore alle sue creature. Questo è lo scopo della creazione.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 17.11.11, “L’Arvut (la Mutua Garanzia)

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Quello che è buio per l’ego è luce per me

Il gruppo è l’AHP del superiore. Devo annullare me stesso, rinunciare al mio AHP e rimanere solo in GE per aderirmi all’AHP del gruppo. Sento l’oscurità e nonostante ciò, devo annullare me stesso e integrarmi con gli amici.

Questo è il nostro lavoro. Adesso noi siamo in due Partzufim, in alto e in basso. Io sono sotto il Machsom (barriera) e il superiore intenzionalmente abbassa il suo AHP, il gruppo, per me. Se io desidero connettermi a lui, con gli amici, devo restare solo nel mio GE. Non c’è nessuna altra scelta.

Quali azioni sono necessarie per farlo?

Prima di tutto, c’è l’annullamento del mio AHP (1). Successivamente, è necessario intensificare il mio GE quanto più possibile. Io mi annullo (↓), e quindi posso collegarmi al superiore (→), per vederlo e riceverlo.

Il superiore sembra oscuro e io sono pronto a riceverlo in quel modo. È buono per me, poiché è superiore, e io lo valorizzo. Esso è raffigurato come oscuro per il mio ego, ma è buono per la mia “fede al di sopra della ragione.”

Al momento io annullo me stesso davanti al superiore, e noi diventiamo un unico vaso, e dopo sarò pronto a ricevere la sensazione di grandezza, di connessione, di espansione. Questo è semplicemente perché il nostro GE e AHP compongono insieme le dieci Sefirot.

Quindi non è l’AHP del superiore di più ma il mio AHP che è diventato superiore. È come un bambino che dice: “questo è mio padre! Questa è la mia mamma!” da questo lui capisce che appartengono a lui.

Inoltre, questo superiore ha il proprio GE e AHP, che è un totalmente diverso AHP da quello che egli mostra a me.

Ma il superiore rimane in uno stato di piccolezza e comincia a sollevare i nostri comuni dieci Sefirot, l’AHP al quale voglio aderirmi con il mio GE e quindi trascendere il Machsom.

Per questo dovremmo comprendere che non abbiamo nessun altro AHP e nessun altro superiore oltre al gruppo.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah, 19.10.2012, L’Arvut, La Garanzia Mutua)

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Il pulsante nascosto

Domanda: Gli sforzi interiori causano sofferenza. Possiamo dire il contrario, cioè che questi dolori provengono direttamente dalla natura in forma di uragani e altri disastri naturali?

Risposta: Nel complesso, la risposta è sì. Invece di ricostruire le case che sono state distrutte dall’uragano e ricevere colpi ancora più terribili, possiamo muoverci internamente a lavorare e fare sforzi mentali. Questi sforzi dovrebbero essere qualitativi, sebbene la natura ci obbliga a muoverci verso sforzi quantitativi.

Questa differenza tra la qualità e la quantità è enorme. Lo sappiamo dalle leggi della piramide, che è divisa in quattro livelli: l’inanimato (s), il vegetativo (v), l’animale (a) e l’umano (h). Nel livello dell’essere umano noi facciamo degli sforzi mirati a uno scopo.

Ma le altre persone sono a un livello più basso. Pensate agli sforzi che devono fare per l’intera larghezza della base della piramide! Che grande area di desiderio ricoprono, quante tonnellate di cemento e ferro, quante ore di lavoro consumate, quante malattie attraversate e quale grande mancanza viene risentita!

Noi siamo al di sopra di questo livello e possiamo cambiare le difficoltà e le sofferenze di miliardi di persone per molti anni con un clic su un pulsante.

Ma non credo che spingere questo pulsante sia più facile che un migliaio di anni di lavori forzati. Non è per caso che il popolo di Israele gridò nel deserto e che era disposto a tornare al duro lavoro in Egitto, a lavorare di nuovo per il faraone, solo per evitare di spingere questo pulsante.

Questa è l’essenza della decisione che una persona deve prendere, così che il nostro mondo non scompaia fino alla fine della correzione.

Premendo questo pulsante tu devi essere consapevole e realizzare ciò che dovrà succedere, non puoi fare clic ed essere sorpreso dall’esito; nella spiritualità tu premi il pulsante solo quando sei a conoscenza di tutte le azioni che succederanno dopo. In altre parole la forma della redenzione esiste già in esilio.

Devi immaginare il processo; altrimenti non hai scelta, perché scegliere significa comprendere il futuro ed è per questo che lo scegli.

Qualitativamente, questo lavoro è molto più difficile rispetto al lavoro ordinario. Quindi anche se avrebbero potuto farlo, loro gridarono: “Lasciaci tornare indietro! Lasciaci cambiare questo lavoro con il precedente tipo di lavoro!”

Domanda: Allora perché i kabbalisti sostengono che il percorso della Torà è più facile rispetto al percorso delle sofferenze?

Risposta: Cerca di pesare due cose diverse con la stessa scala: un quantum di luce con miliardi di tonnellate di rocce. Possono essere paragonati? L’energia della luce interiore è miliardi di volte maggiore del peso fisico delle rocce. Ma queste cose sono incomparabili nella tua percezione egoistica, nei tuoi sensi immaginari. Prima dobbiamo cambiare la nostra scala di valori. È scritto: “il giusto è il fondamento del mondo”. La sua potenza e valore sono molto più grandi di tutta l’umanità. Senza di lui la gente non può fare nulla, loro non esistono affatto nella spiritualità. Quindi non si possono pesare i due tipi di sforzi dallo stesso strumento.

Domanda: Allora tutti dovranno spingere quel tasto alla fine?

Risposta: No, nemmeno tutti i figli di Israele, il che significa tutti coloro che anelano direttamente al Creatore. Tutti partecipano nel premere il pulsante, ma è difficile dire chi avrà il ruolo di protagonista nel futuro.

Da un lato, una persona non può avanzare senza un leader. In ogni generazione ci deve essere qualcuno che tira in avanti e trascina gli altri. D’altra parte, può esserci qualcosa di simile al Sinedrio, un gruppo di persone che sono pronte e in grado di trovare la forza generale che condurrà il popolo dalla connessione fra loro. Non credo che c’è qualcuno  in grado di fornire una chiara prognosi, ma non importa. La cosa principale è che noi stiamo avanzando. Ciò che è necessario è che questo dovrà accadere. La mancanza di conoscenza in questo caso non è un problema.

In un modo o nell’altro, tutti parteciperanno nel processo fino alla fine della correzione, fino all’ultimo clic, tutti saremo nella piramide. Solo la luce della fine della correzione trasformerà la linea in un cerchio. I livelli della scala spirituale non cambiano, e solo quando in tutti i Malchut entrerà la correzione e raggiungeranno il Keter diventando uguali ad esso, succederà che tutte le forme scompariranno, fatta eccezione per il cerchio.

Domanda: Quele tasto è l’amore per gli altri?

Risposta: Sì, ma attraverso l’amore per gli altri, aneliamo all’amore del Creatore, dobbiamo ricordare questo.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah,  04.11.2012, Matan Torà, (Il dono della Torà))

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