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La fonte di tutta la Distruzione

Il Libro dello Zohar , capitolo “Shlah lecha (mandato a te )” articolo 17: E gli esploratori mandati da Mosè provocarono lamenti nelle generazioni a venire poiché in quel giorno il Primo ed il Secondo Tempio furono distrutti, e loro provocarono la perdita di molte migliaia e decine di migliaia fra Israele. Ed essi divennero la ragione per la partenza della Shechina dalla terra e dal popolo d’Israele . Ed è detto riguardo coloro che furono spediti da Joshua : “Egli riporterà l’anima del suo Signore”.

La fonte della distruzione in tutte le generazioni , ciò significa in tutti gli stati di corruzione e correzione, è la decisione di una persona di non seguire il percorso spirituale a causa di paura, pigrizia, noncuranza, o mancanza di desiderio. “Questo è buono, ma non fa per me”, come dissero gli esploratori quando ritornarono dalla terra d’Israele . Questa è la fonte di tutti i dolori .

Sorge una domanda : Ma le sfortune avvennero prima di ciò, in Egitto prima che Mosè mandò “gli esploratori nella terra d’Israele”? Ciò è corretto , ma noi stiamo parlando riguardo la battaglia finale per la terra di Israele quando gli esploratori dissero :”Vero,  è buono li,  ma non fa per noi.”

Questo punto è molto importante. Essenzialmente, una persona esiste in esso tutto il tempo. Ogni volta noi correggiamo precisamente questa radice, prendendo una decisione che non solo è buona,  ma è anche per me. Ma cos’è buono? E’ la dazione. Questo è ciò di cui gli esploratori ebbero paura: “Possiamo acquisire la dazione? Sono opposto ad essa . E’ questo ciò che voglio? Posso dire da lontano che la dazione è buona . Ma posso avvicinarmi ad essa ? Non ho nessuna energia o bisogno …” In questa maniera noi la rifiutiamo in vari livelli .

Questo è il vero luogo della correzione. Ciò significa che in ogni istante della nostra vita noi esistiamo in questo punto cruciale dove dobbiamo correggere “il peccato degli esploratori”.
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(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del  9.08.2011 , Zohar)

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Il compito principale di uno stato

Opinione: (Alexander Paliy, esperto di politica, gazeta.ua): “L’impatto della strage in Norvegia avrà una duplice conseguenza. La società e le agenzie di sicurezza dovranno tenersi aggiornate sulle caratteristiche psicologiche delle persone che hanno diversi orientamenti politici e filosofici, restringendo le loro attività…

“Sembrava che in una società liberale dove i diritti umani sono garantiti, il terrorismo non potesse esistere: un norvegese non poteva uccidere un norvegese…Ora, la società riconosce che ad un uomo deve essere dato un fondamento ideologico”.

Il mio commento: Tutti dovrebbero imparare le basi fondamentali del comportamento uguagliando la natura di una società globale, integrata, ed intollerante al bieco egoismo, al nazionalismo, o ad ogni manifestazione di egoismo come piaga che distrugge l’umanità, come un tumore che divora un corpo umano. L’introduzione di un’ educazione del genere per tutta la società deve diventare il compito principale di uno stato.
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L’America e l’Europa stanno affondando insieme

Dalle News (dal Financial Times): “A Washington si sta discutendo del tetto del debito: a Bruxeles si affoga nell’abisso del debito. Ma il problema basilare è lo stesso. Sia gli Stati Uniti che l’Unione Europea hanno delle finanze pubbliche che sono fuori controllo e dei sistemi politici che sono troppo fuori fase per risolvere il problema. L’Ameria e l’Europa sono sulla stessa barca che sta affondando…

“L’idea che l’Europa e gli Stati Uniti rappresentino due facce della stessa crisi non è facile da capire perché, per molti anni, i gruppi elitari su entrambe le sponde dell’Atlantico hanno sottolineato fortemente le differenze tra il modello americano e quello europeo…

“A parte le somiglianze tra le due zone’ i problemi sono adesso più evidenti delle differenze – i debiti crescenti, un’economia debole, uno stato assistenziale sempre più costoso e non riformabile, paura del futuro ed un sistema politico impenetrabile sono i punti in comune…

“In Europa, l’idea che l’innalzamento delle tasse possa essere parte della soluzione per asciugare il debito è diffusa ovunque. In America, l’opposizione che fanno i repubblicani circa l’idea dell’innalzamento delle tasse è al centro del dibattito politico.

“Concentrati sulle proprie differenze e sui propri problemi, gli americani e gli europei ci hanno messo molto a vedere la connessione tra le loro identiche crisi. Ma gli analisti nel resto del mondo sono stati molto più veloci a mettere in luce la tendenza comune. Tra i governanti e gli intellettuali della Cina è ormai pratica regolare di suggerire agli occidentali in generale di smetterla di “dare alla Cina delle lezioni” – considerata la profondità dei loro problemi politici ed economici…

“Se i mali dell’occidente dovessero peggiorare, ci potrebbe essere la tentazione di provare delle nuove misure radicali. Alcune di queste potrebbero includere una spinta verso il protezionismo ed il controllo dei capitali. Se la globalizzazione dovesse prendere la strada al contrario, allora la Cina potrebbe vivere la propria crisi politica ed economica”.

Il mio commento: Finalmente! L’idea della totale interdipendenza e del totale arenamento sta incominciando a farsi capire. Ma coloro che continuano a pensare in base al vecchio schema non sanno che strada prendere. Tuttavia, il riconoscimento di questo fatto è un passo in avanti. Altrimenti, ci potrebbe essere un cammino che porta verso una guerra ed un nuovo mondo o direttamente verso un nuovo mondo.
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L’afflizione deve diventare gioia

Scritti del Baal HaSulam, lettera 19: Una persona non è pronta per tutta l’adesione con il Creatore in un solo colpo, ma gradualmente, come è scritto, “La bontà e la pietà devono seguirmi”. È per questo che Lui ha creato i desideri, i quali sono l’inizio dell’adesione, come è scritto: “un giusto che soffre”. Egli soffre perché il Creatore non desidera l’adesione con lui. È per questo che la persona sente desiderio ed afflizione senza amore, il che è necessario per l’adesione. La persona sente la sofferenza, la quale diventa la gioia dell’adesione.

Domanda: Come possiamo aspirare alla connessione con il Creatore dagli stati di sofferenza che Lui ci invia?

Risposta: Il Creatore non ci invia la sofferenza. Da Lui proviene solo la bontà, ma nel mio egoismo io sento la Sua attitudine buona nella maniera opposta, il che vuol dire che io sperimento la sofferenza; ma questo è esattamente “il risveglio” di cui ho bisogno per raggiungere la meta, per cambiare il mio egoismo verso la dazione. Quindi la sofferenza diventa piacere.

Non cambia niente, solo la mia attitudine verso il mondo, come è scritto: “Mangerai ciò che è vecchio”. Hai cambiato te stesso ed hai cambiato la tua attitudine verso ciò che succede. Sei asceso al di sopra del tuo desiderio di provare piacere e per questo, invece della sofferenza, sperimenti il piacere.

Aspiravi solitamente a delle fonti immaginarie di riempimento, ma adesso, la tua aspirazione per il Creatore, la tua afflizione e la sofferenza sono diventati riempimento, perché non vuoi nient’altro che questo. Vuoi solo desiderarlo e questo è sufficiente per riempirti.

(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 1.05.2011, Scritti del Rabash)

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La radice dell’oscurità

Baal HaSulam, Lo Studio delle Dieci Sefirot, parte 1, “Tabella di domande e risposte sul significato delle parole”: domanda 17. Cos’è l’oscurità.

Bechinà Dalet (la quarta fase) del Ratzon (desiderio), il quale non riceve la Ohr Elyon (la luce superiore) dentro di sé, a causa dello TzimTzum (restrizione), è considerata come la Shoresh (radice) dell’oscurità.

Questo, a prescindere dal fatto che lo TzimTzum (restrizione) della quarta fase sia avvenuto per il suo stesso desiderio. La quarta fase ha vinto il suo desiderio di ricevere ed ha cominciato a voler essere come il Creatore, in accordo alla sua libera scelta.

Certamente, non si può dire che era completamente libero, se sentiva una così orribile sofferenza. Questo non perché non avesse la Luce; aveva tutta la Luce dell’Infinito, ma anche così, si sentiva male a causa della ricezione.

Quindi decise che riempirsi di Luce nella quarta fase significava la completa oscurità. Da questo momento in avanti, questo è ciò che significa “oscurità”. Vale a dire, se ricevo dall’Anfitrione, dal Creatore, per me stesso e sento di essere il ricettore; se sto beneficiando non solo di quello che sto ricevendo, ma anche del fatto che sto ricevendo da Lui per il Suo amore e la buona attitudine verso di me, cioè che ottengo tanto la Sua attitudine quanto il piacere in sé (altrimenti questa sarebbe la prima fase), allora decido che è la completa oscurità per me.

In realtà, non cambia niente. Si dice che la Luce stia partendo, ma Questa non sta entrando, né uscendo in nessun punto. Dipende solo da come tratto il mio stato, pensando di essere nell’oscurità.

Solo un secondo fa ero nel mio migliore stato e felice di tutto: l’Anfitrione ed i rinfreschi. Stavo ottenendo il piacere dalla vicinanza con il Creatore e potevo ricevere il piacere da tutto quello che Lui ha. All’improvviso, proprio nello stesso stato, comincio a scoprire il contrasto tra di noi, cioè capisco che c’è un’altra contraddizione, l’equivalenza della forma tra le mie qualità e le sue. Quindi decido che il mio stato è la completa oscurità e che niente è peggiore di questo.

Da questo momento in avanti, questa decisione presa in un livello più alto, si disperde verso tutti i livelli più bassi, essendo questa la radice dell’oscurità anche nel nostro mondo. L’oscurità è la sensazione di essere opposti al Creatore, che io sono il ricettore e Lui è il datore.
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20.06.2011, Talmud Eser Sefirot)

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Elevati col fine di giustificare tutto

Nella Lettera 1 di Baal HaSulam c’è una parabola su di un re che si affezionò tanto ad un suo servitore, da volerlo elevare al di sopra di tutti i ministri …

Nominò il servitore come funzionario della guardia della porta della città e disse ad un ministro, che era un abile burlone, di fingere di mostrarsi contrario al regno …

Il ministro fece come il re gli aveva ordinato e con grande saggezza ed astuzia, finse di guerreggiare contro la casa del re. Il servitore rischiò la sua vita e salvò il re, lottando con devozione e valore contro il ministro, fin quando il suo grande amore per il re fu evidente a tutti.

Poi, il ministro si tolse l’abito e ci fu un gran riso perché aveva lottato così ferocemente per accorgersi poi che lì c’era stata solo finzione e che non era reale … Ogni elemento individuale di questa terribile guerra era diventato un giro di risate ed allegria …

(Poi per la seconda volta il re) disse a quel ministro che doveva vestirsi come un ladro ed assassino e muovere guerra feroce contro di lui. Il re sapeva che nella seconda guerra, lui avrebbe mostrato grande saggezza (Chokhmà) ed avrebbe meritato di restare a capo di tutti i ministri.

Allo stesso tempo, il servitore ereditò la “saggezza” (Chokhmà) dalla conoscenza posteriore e dall’amore della conoscenza precedente e quindi è stato innalzato per l’eternità.

È vero che tutte le guerre in questo esilio sono una vista meravigliosa e tutti sanno dentro di sé che tutto è una specie di ingegno ed allegria che porta solo il bene. Tuttavia, non c’è nessuna tattica per alleviare il peso della guerra e della minaccia su di sé.

In realtà non sappiamo perché dobbiamo attraversare tutte le sofferenze, i problemi, le guerre e la confusione e dall’altro lato, i chiarimenti, i successi, gli errori … Quale è lo scopo di tutta questa sofferenza?

Più tardi, in questo cammino, ci rendiamo conto gradualmente di come, partendo da questo, acquisiamo conoscenza, saggezza, potere e comprensione del sistema generale.

Studiamo le azioni del Creatore che ci vengono date, e come risultato Lo realizziamo e Lo capiamo, come è scritto, “Dalle tue azioni, ti conosceremo”. In base alla misura in cui Lo capiamo, cominciamo a sentirlo.

Tuttavia, la ragione per la quale, senza dubbio, dobbiamo arrivare a questo per mezzo di un cammino difficile, non ci è chiara. Adesso, mentre siamo ancora nel cammino della correzione, non siamo capaci di capirlo, ma solo quando ci eleviamo allo stato di perfezione al di sopra delle limitazioni, possiamo farlo. Allora, otterremo la mente e le sensazioni necessarie, i mezzi che ci abilitano a scoprire la giustificazione di questo cammino.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 26.06.2011, “Una parabola su di un re”)

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I problemi globali dell’umanità

Opinione: (M. Delyagin, Direttore di Ricerca dell’Istituto degli Studi sulla Globalizzazione (IPROG), kapital.rus.ru): La crisi finanziaria mondiale è semplicemente una manifestazione esteriore della trasformazione integrale dell’umanità verso una nuova struttura radicale della società umana.

La tecnologia per analizzare l’informazione ha ceduto il passo ad una piccola elite amministrativa. Di conseguenza, il 70% della popolazione non è necessaria e deve essere utilizzata, sia fisicamente che socialmente. La comunicazione globale ha creato l’affare più redditizio: plasmare l’opinione pubblica. Questo cambia qualitativamente il carattere dello sviluppo umano; mentre precedentemente, nel corso della storia l’umanità cresceva per mezzo dei cambiamenti dell’ambiente, oggi per sopravvivere, comincia a sentire la necessità di cambiare se stessa.

Pertanto, tutte le scienze sviluppate in precedenza fino ad oggi, non solo saranno incapaci di aiutarci nella nostra evoluzione successiva, ma la ostacoleranno, perché appartengono a tutta l’umanità. Di fatto oggi non è il mondo che ha bisogno di cambiare, ma l’uomo, il che significa la destituzione della scienza e della rivoluzione tecnica.

Le comunicazioni semplificate erodono il sistema governativo. La società civile mondiale è chiamata a limitare i governi mondiali. La pubblicità mondiale ha imposto alla società di arrivare ad un alto grado di consumismo, il che sfocia nella tensione, il terrore e l’immigrazione.

La profondità della crisi finanziaria mondiale viene sottovalutata a causa della mancanza di comprensione del fatto che il vecchio modello dell’evoluzione globale ha fatto il suo corso. Urge un sistema finanziario qualitativamente nuovo. L’integrazione dell’umanità ha superato la capacità di controllo, richiede un passo indietro e la restaurazione della sua amministrazione, semplificando il processo del suo sviluppo.

Siamo chiamati ad una rivoluzione intellettuale per formare un nuovo tipo di coscienza, il che offrirà all’umanità di uscire dalla paralisi, non estinguendo le sue parti, ma facilitando il progresso collettivo.

Nella nuova era dello sviluppo umano è necessario fare quanto segue:

  1. Capire l’essenza del nuovo stato dell’evoluzione dell’umanità;
  2. Definire il modello del prossimo sviluppo umano;
  3. Identificare i principali problemi (le sfide) che richiedono una soluzione, i quali plasmeranno il progresso della società all’interno dei parametri di questo modello;
  4. Lavorare in base a regole specifiche per le organizzazioni internazionali, governative ed aziendali;
  5. Formare e dirigere nell’opinione pubblica ed in quella dell’elite, l’armonia dello sviluppo umano in un nuovo contesto evolutivo.

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Scalare i livelli dei mondi spirituali

Domanda: E’ egoista l’amore della madre verso suo figlio e l’amore tra marito e moglie?

Risposta: Questo amore non è considerato egoista. Tutti i nostri desideri si dividono nei livelli, inanimato, vegetale, animato ed umano (1, 2, 3, 4). I livelli del desiderio inanimato che nascono nella persona sono simili ai desideri degli animali, solo che questi sono più sviluppati. Essi includono i desideri della madre in relazione a suo figlio oppure i desideri che appaiono tra gli sposi.

L’attitudine istintiva della madre verso suo figlio non è egoista. La natura obbliga un essere umano (la madre) a comportarsi in questa maniera per soddisfare il desiderio di un’altra persona (il figlio). D’altro canto, l’ego è il desiderio di provare piacere a spese di un altro essere umano, ovvero, è quando voglio sentirmi bene a spese di un altro. Anche il fatto che qualcuno si trovi in una cattiva situazione può darmi piacere.

Questo tipo di piacere potrebbe dividersi in molti livelli, ad esempio, posso ottenere piacere nel rendere schiava un’altra persona. Esiste anche il piacere nella possibilità di farle del male, di umiliarla e causarle sofferenza. Il piacere di sfruttare gli altri, più che un desiderio naturale di provare piacere, viene considerato egoista.

Il mio desiderio di ottenere piacere dagli alimenti saporiti, dalla comunicazione con i miei figli o da qualcosa nella vita che non fa del male a nessuno, non è considerato egoismo. Le azioni egoistiche sono dirette ad usare gli altri per un beneficio personale.

Riveliamo il nostro vero egoismo (spirituale) nel livello “umano” quando arriviamo al gruppo. Allora, cominciamo a sentire un’ostilità speciale verso ognuno e mettiamo un muro tra di noi.

In base alla misura in cui vogliamo riuscire ad avvicinare tutti, a studiare insieme, ad avere dei pasti in comune e ad unirci con il fine di raggiungere l’attributo della dazione, in questa misura sentiamo anche un odio più grande verso gli altri, un’avversione ed una ripugnanza nel connetterci. Il nostro ego si manifesta in questo momento in particolare. Questo non è presente nella gente comune; solo coloro che vogliono connettersi per raggiungere la spiritualità lo hanno. Queste persone scoprono che non possono farci niente. Perché? Perché più tardi svilupperanno una necessità per la forza superiore.

Da dove viene questa forza? È presente inizialmente in un sistema perfetto e scompare (si occulta) più tardi come risultato della sua frammentazione. Questa forza esiste, ma si nasconde dentro. Se cerco di unirmi ai miei amici e non sono capace di farlo, il mio livello di egoismo mi si rivelerà sempre di più (fino ad una certa misura). Questo sarà il mio primo livello spirituale, il 1° dei 125 dell’ascesa totale.

Lavoro a questo da mesi, fino a raggiungere lo stato in cui non sarò capace di superare me stesso. Allora, svilupperò il bisogno della Luce, la quale era solita riempirci e adesso è nascosta dentro e vorrò che arrivi, che si riveli e che ci connetta.

Questo requisito libera per me il primo livello spirituale; il mio amico, me e la Luce superiore tra di noi. Più tardi, il mio scopo sarà di raggiungere il prossimo livello, nel quale l’ego crescerà anche di più e scatenerà un odio che non sapevo neppure esistesse.

Sarò irritato e ripugnato per le piccole cose nel mio amico. Insieme, dovremo lavorare duro ed ascenderemo al secondo dei 125 livelli e così via fino alla fine della correzione.
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(Dalla 1° lezione del Congresso in Spagna del 3.06.2011)

Nascere e crescere in un gruppo

Lavorare in un gruppo è estremamente importante. Senza il gruppo, una persona non può fare passi in avanti. Studiare la teoria dalle fonti autentiche non è di aiuto in nessun modo ad una persona, perché non si possono ottenere dei cambiamenti solamente con la teoria.

Una persona si deve inserire in un “laboratorio”: lavorare in un gruppo, esserne influenzata, volta per volta abbassare la testa davanti al gruppo, ed esaltarlo ai suoi occhi in modo che gli amici possano avere un impatto sul suo animo. Ed in altre circostanze, sarà il contrario: una persona dovrà esaltarsi attraverso la dazione al gruppo e guardare agli amici come se fossero più piccoli. Questo è il modo in cui il lavoro viene fatto, reciprocamente e, ne consegue, che dipende da quale delle due forze vengono impiegate in un preciso momento.

La mia anima futura è la “resistenza” nella catena spirituale completa, posta tra il “più” ed il “meno”. A volte, lavoro nel gruppo usando la mia forza positiva e altre volte usando quella negativa. Dunque, ci sono delle volte in cui ricevo un ulteriore potere positivo dal gruppo, e delle volte in cui ne ricevo di negativo. Questo è il modo in cui la mia “resistenza” si sviluppa e si avvicina ancora di più al gruppo, impegnandosi in esso fino a quando non ne divento una sua parte interiore.

Dopo essere entrato in un gruppo, divento come una goccia del seme deposto dentro un utero ed incomincio a crescere. Se, con tutto il mio egoismo iniziale, sono in grado di annullarmi nel gruppo come sua parte integrante, vengo considerato come un “embrione”. Immediatamente dopo, il mio desiderio egoistico incomincia a crescere progressivamente. Così incomincio ad attraversare le fasi dello sviluppo avendo rinunciato a me stesso davanti al gruppo.

  1. La fase iniziale è considerata come “i nove mesi del concepimento”, che è la prima fase dello sviluppo. Dopo averla completata, sono nato
  2. Poi inizia la seconda fase: il mio egoismo diventa sempre più grande, ed io mi annullo davanti al gruppo ancora di più. Ma questa volta, lo faccio più proattivamente – lavoro nella dazione verso gli altri. Questo periodo di “infanzia”, di piccolo stato, è chiamato “i due anni del nutrimento”.
  3. Poi, mi dirigo verso la terza fase dello sviluppo egoistico e raggiungo i “13 anni di età”.
  4. Al di là di questo punto, posso gradualmente iniziare ad impiegare tutto il mio egoismo al fine di donare, fino a quando non divento un essere umano completo (Adamo) a vent’anni di età ed oltre.

Percorro tutto questo processo utilizzando il mio egoismo, il quale si sviluppa insieme alle mie azioni, come è mostrato dalla linea temporale (t) nel grafico qui sopra.

Dunque, un utilizzo pratico della saggezza della Kabbalah prevede l’inclusione in un gruppo e poi nel mondo intero, che segue il nostro esempio ed incomincia a svilupparsi allo stesso modo.
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(Dalla 2.a lezione del congresso di Roma del 21.05.2011)

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L’amore è una strada a due corsie

Domanda: Come si spiega agli uomini la necessità dell’amore?

Risposta: Si può amare il pesce da mangiare a pranzo, si possono amare i nostri figlioletti, e si può amare il prossimo e il Creatore. La stessa parola indica delle nozioni completamente diverse.

Vale la pena esaltare l’amore per il prossimo ad una persona che ama il pesce? Come si può descrivergli il piacere della dazione? Cosa capirebbe? Che deve dare il suo pesce a qualcun altro? Questo è amore?

Che cosa significa amare il prossimo? Questo amore ha un significato completamente diverso. Amare il prossimo, cioè un altro uomo, significa unire il suo desiderio al nostro e usare il nostro desiderio per appagare il suo. Allora ci uniamo in un unico insieme, dove io appago l’altro e l’altro è appagato. In cosa l’altro si appaga? Nel suo desiderio. Nel suo desiderio in relazione al mio, che è come Malchut in relazione a Zeir Anpin. Io sono come il Creatore, e l’altro è come la creazione. Questo è ciò in cui consiste il mio lavoro.

Dunque, “amore” è la relazione tra il Creatore e la creazione. Solamente questo è amore, cioè l’atteggiamento della creazione verso il Creatore. Se io riesco a costruire questo genere di atteggiamento verso gli altri o, in altre parole, se acquisisco la qualità del Creatore, la qualità della dazione, e per mezzo di questa qualità mi rapporto al desiderio del mio prossimo proprio come fa il Creatore, ne consegue che il Creatore è dentro di me, ed io compio l’azione necessaria rispetto al mio prossimo. Questo significa che io amo il mio prossimo.

Noi non abbiamo il diritto di usare la parola “amore” in nessun altro significato, contesto, o situazione. Altrimenti lo confonderemmo con il nostro “amore per il pesce”.

Stiamo parlano dell’intensità con la quale il Creatore, la qualità della dazione, si riveste in me. Prima di tutto dobbiamo mettere in pratica il principio “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te“. In questo modo divento neutrale. Dopo di che, devo acquisire il desiderio dell’altro invece del mio. Il desiderio dell’altro uomo deve diventare più importante del mio e quindi innalzo l’altro al di sopra di me. In questa caso, sono pronto a fare di tutto per l’altro, proprio come lo farei per mio figlio se fosse ammalato. Sono completamente “assorbito” nel suo desiderio; ed è questo che mi spinge ad agire.

In questo modo sono esattamente uguale al Creatore, come Zeir Anpin che riceve una richiesta da Malchut. Più il desiderio dell’altro è in grado di spingermi a donare, di più io mi elevo rispetto a lui. Questo è amore. Lo capite come è diverso questo amore dalle nostre nozioni attuali?

Più sono capace di donare ad un altro uomo, di più gli fornisco la Luce della correzione. Infatti, c’è una garanzia mutua tra di noi. Io non colmo il suo desiderio egoistico, ma rivelo dentro di lui il desiderio di essere in un unico sistema con me, in modo che la Shechina possa regnare tra di noi. Quindi, che cosa dovrei fornirgli? Devo dargli il mio appoggio nel sostegno reciproco, che è lo stesso che fa lui per me rivelandolo nel suo desiderio. Questo è amore.

Nessuno deve indugiare nell’egoismo dell’altro. Io non rivelo il desiderio egoistico nell’altro uomo, ma il desiderio della garanzia mutua al fine di rivelare il Creatore nella relazione che c’è tra noi due. Il Creatore non può essere rivelato in un uomo o nel suo atteggiamento verso un altro uomo, a meno che questo atteggiamento non sia fortificato dalla reciprocità.

L’amore non funziona a senso unico. E’ una strada a doppia corsia. Richiede una rete di collegamento attraverso la quale gli impulsi della dazione possano scorrere, una rete attraversata da sentimenti di amore, di relazioni di sostegno reciproco attraverso le quali ci rafforziamo a vicenda.

In questo contesto, l’egoismo viene messo da parte, senza alcun calcolo di appagamento. Infatti, noi ci innalziamo al di sopra dell’egoismo, in quanto ci connettiamo tra di noi con l’intenzione reciproca di farlo per il bene della dazione. E quando la nostra unione raggiungerà uno specifico livello di intensità, creando una rete al di sopra di noi, allora riveleremo il Creatore, la reciproca qualità della dazione e dell’amore che esiste tra di noi.

(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20.06.2011 “Matan Torà -La dazione della Torà”)

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