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Sono così combattuta che ho paura di pregare

Qualche giorno fa, ho ricevuto una mail da Yulia, che mi ha confessato di sentirsi lacerata, impotente in questo mondo, e incapace di aiutare chi le sta vicino. “Ho una preghiera per la pace”, ha scritto, “per i buoni rapporti tra le persone, ma ho la strana sensazione che più chiedo, più le cose si aggravino. È come se ci stessimo dirigendo verso questa fossa infuocata in cui potremmo cadere tutti, quindi ho paura di continuare a pregare”.

Tutto quello che posso dire è che dobbiamo pregare perché la gente trovi il bene che esiste nel mondo, perché c’è il bene in questo mondo, ma non è rivelato. Abbiamo bisogno di un esempio di esso, per vedere che ci sono attività nel mondo che sono veramente buone, solo che non possiamo vederle perché i nostri occhi sono egoisti, rivolti verso noi stessi. Di conseguenza, non possiamo vedere ciò che è fuori di noi.

Possiamo cambiarlo, ma per questo dobbiamo cambiare le nostre preghiere. Chiediamo tranquillità, pace e felicità, ma queste, alla fine, sono richieste egoistiche. La forza che ha creato questo mondo e lo sostiene,  che noi chiamiamo Creatore, è il contrario dell’egoismo. È una forza di assoluta bontà. Pertanto, se vogliamo sentire la sua presenza e i suoi benefici per il mondo, dobbiamo imparare a vedere il nostro mondo attraverso gli occhi benevoli del Creatore piuttosto che attraverso i nostri occhi egoistici.

Possiamo farlo se smettiamo di chiedere che le cose siano buone per noi e cominciamo a chiedere di diventare noi stessi persone buone. Se avessimo la qualità della bontà, saremmo in grado di vedere che la forza buona è tutto ciò che opera nel nostro mondo. Ma poiché non ce l’abbiamo e non sappiamo come dovrebbe agire in qualsiasi situazione, perché siamo completamente opposti ad essa, non possiamo individuarla nel mondo che ci circonda. Quindi, se vogliamo sentire che il mondo è buono dietro gli orrori che vediamo con i nostri occhi di oggi, egoisti, dobbiamo prima pregare di diventare buoni anche noi.

Quindi, cara Yulia, se vuoi smettere di avere paura che il mondo possa cadere in una fossa infuocata, prega che il Creatore ti cambi, e vedrai che il mondo sta andando in un luogo di unità e amore reciproco. Inoltre, vedrai come possiamo arrivarci senza il dolore e la sofferenza che vediamo intorno a noi, e saprai cosa dire alla gente e come aiutarla ad arrivarci presto.

Ventidue miliardi di dollari inutili senza amore

Uno degli individui più curiosi nel settore finanziario delle criptovalute è Sam Bankman-Fried. In pochissimi anni, si è trasformato da anonimo figlio di due professori di liceo alla persona più ricca sotto i trenta ( ha ventinove anni), con un fatturato di $ 22.5 miliardi di dollari. Secondo la classifica Forbes 400, è trentaduesimo nella lista delle persone più ricche del 2021. Ma ciò che è ancora più sorprendente è che Bankman-Fried ha intenzione di rinunciare a tutto.  Lui crede nell’utilitarismo e vuole donare la maggior parte della sua ricchezza in beneficenza.

Purtroppo, per quanto nobili possano essere i suoi obiettivi, più soldi non risolveranno o addirittura miglioreranno nulla. Il mondo ha più che abbastanza di tutto, tranne l’unica cosa che permetterebbe a tutti di beneficiare dell’abbondanza: l’amore. Di questo, non ce n’è.

Ventidue miliardi di dollari potrebbero aiutare a promuovere l’amore tra le persone, ma per farlo, dobbiamo prima sapere cos’è l’amore. La nostra attuale comprensione di esso è che amiamo ciò che ci fa sentire bene. Se un’altra persona mi fa sentire bene, amerò quella persona. Se dare mi fa sentire bene, amerò dare. Ma questo non fa di me una persona che ama.

Quando mia figlia minore era una bambina, una sera ci sedemmo a tavola, per cena avevamo del pesce. Abbiamo cominciato a parlare d’amore e ho provato a spiegare che cosa significa amare. Ho indicato il pesce nel suo piatto e le ho chiesto: “Ti piace il pesce?”. Lei ha risposto con entusiasmo: “Amo il pesce!”. Ho detto: “Allora bacia il pesce”. La smorfia sul suo viso diceva tutto. Si è resa conto che non era il pesce che amava, ma il sapore della sua carne in bocca.

Amare è voler dare ad un altro ciò che l’altra persona vuole, pensare e sognare e pianificare le tue mosse in modo che piacciano alla persona amata. L’amore consiste nell’immedesimarsi nella prospettiva dell’altra persona e usare questa comprensione per vedere come si può renderla contenta.

I soldi non possono insegnare questo. Solo le persone che sanno cosa significa amare in questo modo possono insegnarvi a raggiungerlo. Proprio come non prendereste come guida su un sentiero infido una persona che non l’ha mai percorso, se vogliamo raggiungere il vero amore disinteressato, dovremmo seguire coloro che l’hanno raggiunto.

Naturalmente, chiunque può affermare di averlo raggiunto, non c’è modo di sapere chi è onesto e chi no. Perciò, l’unico consiglio che posso offrire è di seguire il vostro cuore ed esaminare costantemente se il vostro maestro vi sta insegnando ad amare disinteressatamente o ad amare il maestro, o altri tipi di amore impuro.

Se riusciremo a coltivare l’amore disinteressato tra di noi, non avremo bisogno di miliardi di dollari, nemmeno di milioni. Tutto ciò di cui avremo bisogno è noi stessi e di questo c’è abbondanza.

Didascalia: Sam Bankman-Fried, co-fondatore e CEO di FTX, partecipa alla trasmissione “Squawk on the Street” per illustrare l’ultimo finanziamento della società e come la società sta andando dopo che i prezzi delle criptovalute sono scesi all’inizio dell’anno.

L’amore significa amicizia e concessioni

Nei vecchi film e in molte produzioni della Disney troviamo il classico formato di una storia d’amore: una bella principessa giovane si trova nei guai, di solito viene catturata da un cattivo, un coraggioso cavaliere arriva a salvarla, lei si innamora di lui, si sposano e vivono felici e contenti. Ahimè, nella realtà, la principessa non è né bella né regale, il cavaliere né coraggioso né nobile e il matrimonio né felice né lungo. L’amore non è un’infatuazione: non è una cosa che semplicemente succede.  L’amore è una relazione, un processo per costruire un legame un passo alla volta. Solo le persone che hanno stretto un’amicizia per tutta la vita e sono state presenti l’una per l’altra possono dire di amarsi.

Ci piace ricordare le farfalle nello stomaco quando pensiamo all’innamoramento, ma questo non è una base per una relazione duratura. Se sentiamo le farfalle nello stomaco è più probabile che sia un mal di pancia piuttosto che l’amore reale. Una conoscenza superficiale è proprio questo: superficiale.  Non ha senso scegliere una persona con cui condividere la propria vita solo perché ci siamo divertiti insieme a una festa. 

Ci si può incontrare ovunque, anche a una festa, ma l’amore è qualcosa che si costruisce. Quando si è insieme da tanto tempo e si arriva ad un punto dove ci si fida del proprio compagno e ci si aiuta nel bisogno, e il proprio compagno si fida nello stesso modo, allora si può iniziare a pensare che sia amore.  

Ci sono due livelli di amore: Il primo è quello che ho appena descritto, che è fondamentalmente un forte legame emotivo fatto di amicizia e fiducia. Il secondo, più profondo, è quello in cui chi ama vive per compiacere l’amato e trae gioia da questo piuttosto che da soddisfazioni egocentriche.

Raggiungere questo tipo di amore richiede più della fiducia; richiede concessioni, concessioni sempre più profonde. “L’amore”, diceva il mio maestro RABASH, “è un animale che si nutre di concessioni reciproche”. Quando due persone cercano costantemente di fare ancora più concessioni per compiacere la persona che amano, il loro amore reciproco crescerà continuamente.

Pertanto, il segreto di una vita felice è continuare ad alimentare l’amore che avete l’uno per l’altro con concessioni, mettendo il vostro partner al primo posto e voi al secondo, al limite. Se vivete in questo modo, trascenderete il tempo, il vostro amore sarà infinitamente più forte alla fine che all’inizio, e non vi stancherete mai l’uno dell’altro o della vita.

L’amore che la scienza non può spiegare

Quando l’acclamato ambientalista Lawrence Anthony, che divenne noto come “The Elephant Whisperer”, morì nel 2012, accadde qualcosa di incredibile: dopo essere stati per lungo tempo fuori,  in un ambiente selvaggio, gli elefanti che Anthony aveva salvato anni prima hanno marciato 12 ore  per tornare a casa sua a piangere la sua scomparsa. Secondo la BBC One, gli elefanti “sono rimasti lì in silenzio per due giorni”. Ancora più sorprendentemente, “Esattamente un anno dopo la sua morte, da quel giorno, il branco ha marciato di nuovo verso casa sua. È qualcosa che la scienza non può spiegare”.

Il mondo in cui viviamo è connesso in modi che non comprendiamo, ma che stiamo lentamente imparando.  Il nostro egoismo vuole che ci concentriamo solo su noi stessi, ma la realtà ci costringe a guardare all’ esterno, e ci insegna che c’è molto di più da scoprire là fuori. 

Come dimostrano gli elefanti di Anthony, tutta la natura avverte la sua connessione e vive secondo i suoi dettami. Gli esseri umani, invece, sono privi di questo sentire e quindi si comportano come se fossero soli al mondo.

Tuttavia, la civiltà sta diventando sempre più connessa, in sintonia con tutta la realtà, e ci costringe a riconoscere che anche noi siamo dipendenti l’uno dall’altro e connessi tra di noi. Oggi stiamo imparando che oltre alla connessione fisica c’è la connessione virtuale. Domani impareremo che siamo connessi anche emotivamente, che condividiamo e progettiamo non solo azioni o bit di dati, ma anche pensieri e desideri, anche senza verbalizzarli.

Alla fine, scopriremo che la nostra connessione è ancora più profonda delle emozioni: È spirituale. Siamo tutti un unico essere, i cui organi e cellule sono tutti noi, tutta la creazione. Questo è il motivo per cui gli elefanti sapevano quando venire a rendere omaggio al loro salvatore, e tornarci l’anno successivo, proprio quel giorno.

Quando ci sentiamo l’uno con l’altro, questo ci permette di lavorare armoniosamente, in un modo che beneficia tutti. Se percepissimo la nostra vera realtà, non commetteremmo mai errori, non faremmo mai del male a nessuno e nessuno ci farebbe mai del male perché ci sentiremmo una cosa sola. Perché allora ci viene negata questa conoscenza vitale, che tutta la natura tranne noi sembra possedere?

Tutta la natura agisce per istinto. Agli esseri umani manca la maggior parte degli istinti che hanno gli animali. Invece, dobbiamo imparare tutto da zero attraverso i nostri sforzi e l’insegnamento dei nostri genitori e insegnanti. C’è una ragione per questo: quando impariamo con i nostri sforzi, acquisiamo una comprensione più profonda del nostro mondo e della realtà.

Lo stesso vale per la conoscenza della nostra interconnessione e di ciò che comporta. Siamo privi del senso della nostra interconnessione e quindi dobbiamo svilupparlo attraverso lo sforzo. Ciò che gli elefanti percepiscono naturalmente, noi dobbiamo svilupparlo faticosamente. Tuttavia, così facendo, capiamo come tutto funziona e otteniamo una percezione profonda della nostra esistenza. In altre parole, la nostra ignoranza ci permette di raggiungere lo scopo della nostra vita, ma finché non lo raggiungiamo, siamo una minaccia per il mondo.

Ci sono due modi per raggiungere lo scopo della nostra vita: il primo è lasciare che la natura faccia il suo corso. Possiamo lasciare che ci anneghi nelle inondazioni, ci bruci negli incendi, ci schiacci sotto le rovine dei terremoti, o ci metta l’uno contro l’altro fino alla morte. Un altro modo è di assumerci la responsabilità di imparare i modi della natura, come tutto opera in connessione e armonia, iniziando a cambiare le nostre relazioni in base a ciò che apprendiamo dalla fonte. Man mano che “pratichiamo” la gentilezza, diventeremo più gentili e svilupperemo sentimenti più profondi per le persone e il mondo intorno a noi.

La pratica porta alla perfezione. Possiamo costruire strutture sociali, come piccoli gruppi, dove “praticheremo” l’interconnessione e l’interesse reciproco. Man mano che sviluppiamo queste abilità nella nostra psiche, cominceremo a sentirci l’un l’altro a livelli sempre più profondi.

Se lo facciamo, scopriremo cosa permette agli elefanti di sapere così bene come si sentono gli altri, poiché anche noi diventeremo sensibili e attenti. Inoltre, capiremo il “pensiero”, la “logica” che sta dietro alla creazione così complessa eppure così inesorabilmente connessa, e quale grande conoscenza e potere conferisce a chi la comprende.

(una clip su Lawrence Anthony: https://bit.ly/33uTRqz)

Come superare i conflitti nella relazione. Una soluzione che funziona veramente (e che nessuno vuole sentire)

Ogni relazione attraversa dei conflitti.  Sono spiacevoli, ma inevitabili. Superare il conflitto è necessario per rafforzare e intensificare il rapporto.  Una relazione durerà soltanto se ha passato diversi conflitti.  Il problema è che i conflitti sono spiacevoli e spesso ci spaventano, e quindi cerchiamo di evitarli.  Se sapessimo come accettarli ed elevare la nostra connessione ad un livello più alto, andando al di sopra del conflitto, allora non li temeremmo e saremmo in grado di risolvere quasi ogni tipo di disaccordo. 

I disaccordi derivano da un conflitto di interesse.  Questo è chiaro.  Quando voglio una cosa e la mia compagna ne vuole un’altra, mi arrabbio.  Questo è vero in qualsiasi tipo di relazione con la gente, con gli animali, e persino con le macchine (pensiamo alle maledizioni che lanciamo alla macchina se una mattina invernale non parte). 

Quando si tratta dei nostri compagni, la soluzione è semplice, eppure difficile da fare: baciarsi sulle labbra.  Esattamente nel momento di rabbia, fare l’opposto.

Su un livello più profondo, dobbiamo capire che ogni persona ha desideri, pensieri e approcci alla vita diversi.  Una relazione è l’unione di due o più persone differenti in un unico intero.  In una buona relazione, la differenza tra di loro aiuta ogni parte a sviluppare le qualità e le prospettive che non avrebbero sviluppato se non fossero nella relazione.  In una relazione negativa, le lotte di potere soffocano la crescita delle persone coinvolte, l’oppresso e l’oppressore diventano stagnanti e consolidati nelle loro convinzioni, e l’amore tra di loro si dissolve.

Una buona relazione richiede lavoro.  La relazione negativa è quella naturale. Per costruirne una positiva, devo accettare che anche l’altra prospettiva ha dei meriti, sebbene non sia la mia. Se lo accetto, il che richiede una certa esperienza di “lotta”, scoprirò che l’altra prospettiva mi fornisce idee e prospettive che non potrei sviluppare da solo.

Ne consegue che baciando la compagna proprio quando si è arrabbiati non significa che non si è più arrabbiati ma che si apprezza e si tiene alla compagna anche quando si è arrabbiati e che la tua rabbia non scaccia l’amore. E’ un’affermazione della forza della vostra connessione.

Il re Salomone, detto l’uomo più saggio tra gli uomini, disse a tal proposito:  “ L’odio suscita discordia, e l’amore coprirà tutti i crimini” (Prov. 10:12). In altre parole, mantieni l’odio, ma coprilo con l’amore, rendi l’amore più importante della rabbia passeggera. I benefici che coglierete sono enormi. 

Quando gestiamo i conflitti in questo modo, non solo cambiamo noi stessi ma cambiamo anche la nostra compagna. Senza dire una parola, senza predicare o rimproverare, ma semplicemente con il nostro esempio, spianiamo la strada ad una sana relazione.

L’influenza dei libri kabbalistici

Domanda: Che influenza hanno su di noi i libri kabbalistici?

Risposta: Hanno un’influenza positiva. In primo luogo, dicono ad un individuo in che cosa vive, cosa sta succedendo, perché questo mondo sta girando intorno a noi e quale influenza possiamo avere su di esso.

Con l’aiuto di determinate azioni cominciamo a capire come possiamo cambiare il mondo e la nostra esistenza in esso, quanto le leggi della natura sono adeguate per noi affinché le usiamo e fino a che punto possiamo adattarci alla corretta applicazione di queste leggi.

In generale, la Kabbalah è la scienza della corretta connessione dell’uomo con la natura.

Domanda: Un individuo sente questa influenza su se stesso?

Risposta: La Kabbalah conduce precisamente a una percezione sensoriale e razionale in modo tale che, che con l’aiuto sia della mente che dei sentimenti, un uomo possa dirigere correttamente l’influenza sul cambiamento della propria natura.

È possibile percepire questo attraverso un libro?

Risposta: Non solo percepire. Il libro lo guida e gli spiega come farlo. La corretta applicazione della

Kabbalah deve cambiare l’intero destino di un individuo.

Domanda: Se lo avesse saputo, probabilmente avrebbe letto esclusivamente questi libri, giusto?

Risposta: Si. Tuttavia, qui dipende tutto dalla forza del desiderio. Non è come prendere in mano un libro, aprirlo e all’improvviso, come in Harry Potter, tutto cambia e si illumina. No.

Eppure, se un individuo lo desidera, allora cambiando se stesso, egli cambia anche l’influenza del mondo circostante su se stesso.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Questions about Kabbalistic Books”, 22/10/2019

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Crea il tuo amore

Il vero amore comincia quando non ci si aspetta nulla in cambio.
(Antoine de Saint-Exupery)

Vero. Bello! Chiaro e ha colto nel segno.

Domanda: Può fare un commento su questa asserzione?

Risposta: No. Non posso. E’ espressa così chiaramente e correttamente. Dove l’hai trovata? C’è questa sensazione tra le persone che l’amore sia possibile.

Domanda: Ma l’uomo non ha il potere di realizzarlo?

Risposta: No, non è nella natura umana.

Domanda: Per natura, l’essere umano non può non chiedere qualcosa in cambio?

Risposta: Ovviamente. Noi dobbiamo creare questo sentimento dell’amore verso l’altro dai sentimenti opposti: dal rigetto, dall’odio, da tutte le peculiarità e  dai pensieri negativi. Ognuno deve farlo.

Dopodiché è possibile sapere che   amo l’altro perché ho creato il mio amore per lui. In generale, quello che nutro per il prossimo  fondamentalmente  è odio.

Domanda: Cioè, dall’odio per qualcuno, semplicemente potrei elevare, proprio così, l’amore per lui?

Risposta: Sì. Capovolgi te stesso. Dopo puoi sapere di amarlo. Io lo amo. Di fatto, questo sentimento sorge in me dal nulla.

Commento: Non è semplice.

La mia risposta: Sì, ma questo è chiamato amore.

Amare è creare un’attitudine verso l’altro in te stesso, un’attitudine di amore verso qualcuno odiato inizialmente. L’amore può solo essere sopra l’odio, altrimenti non è amore.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “News with Dr. Michael Laitman”, 10/12/2020

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La metamorfosi dell’amore

Domanda: La forza altruistica dell’amore è la più importante in natura poiché contiene un’energia creativa e generatrice che da origine a una molteplicità di forme e di creazioni, disseminandole ovunque e creando sistemi nuovi. Perché è chiamata la forza dell’amore?

Risposta: Nel nostro mondo, l’amore è l’attrazione di un uomo per qualcosa dalla quale riceve riempimento, soddisfazione o piacere. Egli potrebbe essere attratto dall’aspetto, dalle forme o da qualsiasi altra cosa ma non dalle persone. Questo vale per tutti.

Domanda: Molto spesso noi ascoltiamo da lei, così come da molti altri filosofi, che la natura ci ama. Non sto nemmeno parlando del concetto di Bore che, dal punto di vista della Kabbalah, è identico al concetto di natura. Cosa significa che la natura ci ama e che noi abbiamo bisogno di amarla?

Risposta: L’amore è una legge della natura. L’attrazione reciproca, per compiere qualche funzione comune, rende possibile perpetuare se stessi, ecc. In particolare, noi chiamiamo prole e riproduzione la conseguenza dell’amore.

Domanda: L’amore umano non è costruito sull’amore per l’altro ma sul proprio bene attraverso il bene dell’altro. È chiaro che non esiste qualcosa come l’amore altruistico. C’è una grande differenza tra l’amore altruistico, quando pensi solo all’altro e a come soddisfarlo, e l’amore umano. Le persone non possono amare in tal modo senza un qualche beneficio personale.

Frequentemente, il nostro amore si trasforma in odio. Se amo qualcuno e all’improvviso mi inganna, il mio amore si converte in odio. Perché c’è una così grande distanza tra questi sentimenti?

Risposta: Perché si vuole essere soddisfatti con questo oggetto e invece di un piacevole riempimento alla fine si ottiene esattamente l’opposto. Questa è la ragione per cui appare l’odio invece dell’amore.

Domanda: Cosa deve accadere in un individuo allo scopo di sentire l’amore assoluto manifestarsi in lui?

Risposta: Se egli si eleva al di sopra di se stesso, indipendentemente da come gli altri lo trattano, lui li tratterà comunque bene, allora è possibile l’amore assoluto.
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Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, 23/10/2020

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Sentire le ombre dell’amore

Domanda: Ci sono due forze nella natura. Possiamo chiamarle amore e odio, bene e male, positivo e negativo, forze di attrazione e forze di repulsione. È il loro bilanciamento a generare armonia. Può affermare che amore significhi armonia tra due forze?

Risposta: Amore significa completarsi a vicenda. L’individuo deve semplicemente vedere che se ama qualcuno, egli vuole dargli ciò che l’altro desidera e di questo lui stesso sarà felice, e viceversa.

Domanda: Lei utilizza spesso le parole: “connessione” e “amore”, e non si stanca mai. Percepisce qualcosa di diverso ogni volta?

Risposta: Sì. Ci sono nuove sfumature ogni volta. Pronunciando la parola “amore” ogni volta sento una nuova realizzazione.

Domanda: Come possiamo imparare questo?

Risposta: Solo attraverso le sensazioni. Ho già detto che l’amore e l’odio sono concetti sensoriali non utilizzati nella Kabbalah. La Kabbalah è una scienza che lavora con definizioni precise e concrete.

L’amore è la forza di attrazione, l’odio è la forza di repulsione, e questo può essere misurato.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, 23/10/2020

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Come posso amare me stesso?

Domanda: Si dice che se non ami te stesso, nessuno ti amerà. Una teoria un po’ meno cara a tanti è “amare gli altri”, perché “tu devi amare te stesso”. E ancor meno amata, ma forse più preziosa, questa teoria: “per amare te stesso, devi prima amare gli altri”.

Come si fa ad amare se stessi?

Risposta: C’è solo una via d’uscita: provare a fare per le altre persone ciò che vogliono o ciò che è veramente importante per loro. Mostra alle persone come trovare la felicità. Questa sarà la tua felicità e la felicità di tutti; una persona non può disconnettersi dagli altri. È necessario sperimentare da sé che mostrando o attirando le persone alla felicità, si troverà la propria felicità.

Domanda: Cioè, letteralmente, dobbiamo amare gli altri indipendentemente da noi stessi?

Risposta: Sì. Da questo capirete che questo è l’amore per se stessi.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Kabbalah Express”, 6/11/2020

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