Non dimenticare…

La festa di Purim è la più felice, il miglior momento per grandi misericordie. Purim rappresenta tutto il nostro lavoro spirituale.

Tutti i giorni festivi sono legati alla connessione dell’anima frammentata di Adam HaRishon, il primo uomo, però solo Purim rappresenta la fine di questo processo, l’ultima azione, chiamata Gmar Tikkun, la fine della correzione.

Così ricordiamo tutto il nostro desiderio egoistico di ricevere piacere con tutto il suo tremendo peso e comprendiamo che non vi è modo di resistergli. Siamo molto deboli. Anche il giusto Mordechai si siede su una roccia di fronte alla porta del re, un povero anziano che nessuno nota, mentre Amman governa tutto il regno, come la mano destra del re.

Il Creatore, in proposito, incorona l’ego affinché governi, come è scritto: “Ho creato l’inclinazione al male”. Il faraone (l’egoismo) è il re del mondo, in diversi ruoli e personaggi. Solo quando l’uomo sente che l’esistenza è minacciata, si sveglia; chi lo aiuta a risvegliarsi? Amman lo fa dicendo: “Distruggiamo, dalla base, questa radice che potrebbe risvegliare il desiderio di dare o l’intenzione di dare, perché dovremmo lasciarla? Sono il re!”.

Quando raggiungiamo questa altezza del desiderio di ricevere che vuole controllare tutto con l’intenzione di ricevere, scopriamo che il desiderio di ricevere è materia immutabile, ma l’intenzione di ricevere è scorretta e possiamo controllare il desiderio di ricevere con l’intenzione di dare. Anche se l’intenzione di dare è contraria alla natura ed è molto debole, contraria alla nostra coscienza, comprensione e natura stessa ed inoltre il re, ovvero il Creatore, non la appoggia, lei è ancora lì. Come possiamo lottare? L’intenzione di dare è troppo debole, troppo tenue e delicata per confrontarsi con Assuero che appoggia Amman con il potere del male.

Però c’è una parte del desiderio di ricevere che si chiama “giudei” (Yehudi), questa parte possiede la forza potenziale dell’unione. Se una minaccia grave incombe su di essi, si uniranno. A prescindere dal fatto che questa unione venga loro imposta, provocata dal timore della distruzione, in qualche modo attrae la Luce che riforma, la forza superiore. Questa risveglia il re Assuero, che inizialmente appoggiò Amman, ma dopo l’unione degli ebrei, completa ed appoggia felicemente Mordechai.

Tutto dipende dal gruppo, che potenzialmente viene chiamato “giudei” (la parola ebrea per ‘giudeo’ [Yehudi] proviene dalla parola ‘unito’ [Yihudi]. Così quando si uniscono, prima per coercizione e dopo in maniera volontaria, ottengono una grande forza, prima per controllare il re Assuero e dopo per distruggere il potere di Amman, l’inclinazione al male che avrebbe potuto distruggerli facilmente.

Tutto questo fu fatto per la loro unione che aveva attratto quella grande forza che li aiutò ad unirsi anche di più e dopo, agendo con il potere dell’unione, sottomisero il potere della separazione, il potere di Amman.

Lo fanno in ogni grado e stato, perché questa è la correzione ed in Purim viene rappresentata come un miracolo. Purim è un’enorme volontà di ricevere, nelle sue 32 parti, che non è possibile correggere direttamente. Per questo viene considerata un miracolo, perché possiamo correggere gradualmente 288 parti del desiderio di ricevere, nei 125 gradi e, il cuore di pietra, si unisce a tutta la correzione, anche se non vi appare. Solo nell’azione finale, il cuore di pietra nasce ed è corretto dalle 288 parti ed anche le 32 parti entrano nella correzione in un sol colpo. Così arriva la Luce della fine della correzione.

A Purim possiamo vedere tutto questo processo di correzione: l’esilio e la liberazione di tutte le sue forme. Per questo Purim comincia con la lettura del capitolo Ricorda quello che Amalek ti ha fatto. L’intenzione per il proprio beneficio, chiamata inclinazione al male o Amalek, ci accompagna tutto il tempo e precisamente grazie ad Amalek arriviamo al Creatore.

Se non fosse stato per questa inclinazione al male, mai avremmo provocato l’unione, mai avremmo rivelato la nostra separazione dal Creatore e non saremmo riusciti ad essere uguali nella forma con Lui. È impossibile ottenere l’adesione senza l’aiuto di questa forza maligna che lavora nella linea di sinistra.

Per questo dobbiamo ricordare quello che Amalek ci ha fatto. In ogni stato il Creatore ci invia un aiuto al contrario, e questo è un grande aiuto. Abbiamo solo bisogno di sapere come relazionarci correttamente con queste forze della natura.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 27/02/2018, “Gli Scritti di Rabash”, articolo 21

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Il tempo della rivelazione della Kabbalah

Osservazione: Fino ai secoli XVII° e XVIII° la civiltà occidentale ha vissuto con la sensazione che esistesse un qualche tipo di ordine cosmico nella società e nella natura, e cioè che esistesse una forza superiore.

Il mio commento: L’uomo della civiltà occidentale visse, come si suol dire, in grazia di Dio, un Dio che inventò. Questa invenzione fu di grande aiuto per i re, per il clero ed altri organi di controllo, perché diede al re la legittimità di essere il rappresentante di Dio in Terra.

Ma, in seguito, tutto cambiò perché l’egoismo crebbe e non fu più possibile regnare sulla gente. Apparvero diversi movimenti: il Calvinismo, il Luteranesimo ed altri ancora, che diedero un forte impulso allo sviluppo del futuro.

Molto presto questi movimenti cominciarono a trasformare la religione in nuove strutture, perché quelle già esistenti non erano più utili per lo sviluppo sociale. Nelle sue relazioni sociali, economiche e politiche, la popolazione superò il confine della vecchia religione; aveva bisogno di una religione differente. Apparvero così diversi movimenti basati sulla fede.

Il Medioevo si distinse per il suo rapido sviluppo, anche se ci sembra che trascorse molto lentamente; ci furono però processi evolutivi molto seri che diedero impulso in maniera significativa a nuove possibilità nello sviluppo delle scienze, delle arti e della nascita di una nuova libertà. L’individuo cominciò a sfuggire al controllo del clero.

Nacque la necessità di controllare l’individuo. Apparvero ogni genere di movimenti nazionalisti e, in contrapposizione, non mancarono di prender vita anche movimenti socialisti e comunisti.

Domanda: Quale fu lo scopo del salvaguardare anche la religione ordinaria? Preparare l’umanità per una prospettiva più illuminata?

Risposta: L’obbiettivo della natura è dare all’uomo l’opportunità di comprendere il proprio destino e di trovare i mezzi per risolvere la domanda più importante della vita: “Perché esisto?”

Durante questi anni, anche se questa domanda sorgeva, veniva repressa con la paura e con la pressione sociale; tuttavia, dopo il Medioevo, cominciò a manifestarsi con maggiore forza in base allo sviluppo interiore della gente che non aveva più paura di essere chiamata atea, cioè non connessa al Creatore. Il teismo è la connessione con il Creatore, l’ateismo è l’assenza di questa connessione.

Domanda: Forse anche gli atei cercarono di costruire un sistema sociale basato sulla moralità, ma senza il controllo della forza superiore?

Risposta: Si. Cercarono di immaginare come si sarebbe potuto strutturare un governo senza un potere superiore, non nella forma di Dio e non nella forma del re. Questo rappresentò un cambiamento molto serio, cioè quando l’individuo viene prima di tutto.

Però l’individuo non può controllare se stesso, non può fare nulla “senza il re o senza un Dio nella propria testa”. Per questo apparvero ogni tipo di movimenti terroristici: il Fascismo, il Nazismo ecc … la gente cercava un modo per controllarsi, per mantenere il sistema in ordine e vide che non aveva successo. E così fu, colpo su colpo.

Pertanto, all’inizio del XX° secolo, dopo il rapido sviluppo della scienza, della cultura e dell’autocoscienza, la scienza della saggezza della Kabbalah cominciò a rivelarsi. Quando terminò l’era delle scoperte scientifiche e dell’arte, fu chiaro che non c’era risposta alla domanda sul senso della vita, che era apparsa anche prima del Medioevo. Neppure l’era dell’Illuminismo diede questa risposta.

E la Kabbalah fu rivelata. Cominciò a spiegare che aveva la soluzione a questi problemi. Però era irrazionale per il modo di pensare dell’umanità, perché è come prendere la teoria della relatività e cercare di applicarla alla vita quotidiana.

Nel nostro mondo non è comprensibile, e anche se lo fosse, solo in pochi ci riuscirebbero. Cosicché, di cosa possiamo parlare con le persone comuni? Comunque, in base alla saggezza della Kabbalah, tutti devono ormai essere elevati ad un nuovo livello.

Pertanto, a prescindere dal fatto che la Kabbalah sia stata rivelata o meno, è evidente che ci sia bisogno di molto tempo prima che la gente capisca che la società deve esistere secondo i suoi principi e che altrimenti non avrebbe la capacità di sostenersi.

L’umanità si avvicina gradualmente a questo stato ma non esiste ancora in esso. In questo momento il nostro gruppo kabbalistico si dedica completamente a modellare i principi kabbalistici sui quali si baserà la società futura, ad analizzarli e a svilupparli internamente, come in un laboratorio. Ma, alla fine, questa sarà la realizzazione della legge fondamentale della natura nell’umanità.

I kabbalisti hanno l’obbligo di dimostrare all’umanità che la loro metodologia è l’unica che spiega la struttura futura della natura, della società, dell’umanità e dell’educazione; senza questo, il mondo non potrà mantenersi in nessun tipo di organizzazione sociale.

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Dalla trasmissione di KabTV “L’ultima generazione”, 3/07/2017

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Vero e falso dal punto di vista della Kabbalah

Domanda: La gente, per prendere decisioni, confida in modelli particolari del mondo che costruisce nella propria mente. Tutti i modelli, fino ad un certo punto, sono falsi perché riflettono solo proprietà limitate della realtà.

Sarebbe interessante scoprire in che forma un modello del mondo è falso ed in che forma potrebbe essere vero; forse assegnando percentuali per ogni aspetto; cosa significa vero o falso rispetto alla natura o anzi, rispetto al modello della natura che costruiamo per rifletterla?

Risposta: La saggezza della Kabbalah esamina due sistemi: quello superiore (spirituale) e quello inferiore (materiale).

Nel sistema superiore siamo integralmente interconnessi e non ci possono essere stati indipendenti. È un livello ideale, chiamato mondo di Ein Sof (dell’eternità), della perfezione, nel quale tutti gli oggetti del nostro mondo esistono a livello spirituale. Tutto sperimenta la sua completa interdipendenza e destino, lo comprende e, pertanto, ogni parte può interagire correttamente con tutte le altre. Questo è un sistema ideale descritto dalla saggezza della Kabbalah, dove tutte le parti sono interconnesse in maniera chiara e pertinente.

La saggezza della Kabbalah spiega che ci avviciniamo a questo sistema ideale nella nostra evoluzione materiale. Questo è esattamente quello che ci aspetta nel futuro. Possiamo scegliere di accelerare il processo della sua rivelazione all’interno della nostra esperienza e comprensione. Oppure possiamo permettere che il processo naturale ci insegni con i colpi del destino, che poi è ciò che vediamo sta accadendo. È così che l’umanità avanza.

Il nostro mondo esiste sotto questo completo e ideale sistema superiore, perché esiste come risultato della degradazione progressiva di quel sistema superiore e della sua discesa lungo i 125 livelli, fino al livello più basso, nel quale viviamo noi oggi.

In questo mondo ci sentiamo completamente disconnessi gli uni dagli altri e se qualcosa ci connette è solo il nostro egoismo. Tutte le nostre capacità sono proiettate verso l’usare tutto e tutti in base ai nostri interessi personali.

Naturalmente ciò che chiamiamo “verità” è solo ciò che esiste nel livello superiore; e quello che esiste nel nostro livello è assolutamente falso, perché la sola cosa che ci stimola oggi, è il nostro egoismo personale; l’egoismo ci acceca, ci allontana gli uni dagli altri e ci guida per usarci il più possibile.

Questo è ciò che viene considerato vero e falso dal punto di vista della saggezza della Kabbalah.

Non c’è la verità nel nostro mondo. Esiste solo in quegli individui che raggiungono la totale interdipendenza reciproca con la natura, in altre parole, il sistema superiore che cercano di scoprire al loro interno. Lì si relazionano con tutto ciò che li circonda, con intenzioni completamente differenti: l’amicizia, l’amore, la cooperazione e l’unione.

Questo principio è originariamente descritto nella Torah, anche se in realtà, e per nostra sfortuna, nessuno lo prende seriamente in considerazione. In questo risiede la differenza tra vero e falso. Vero e falso non sono dichiarazioni soggettive di un individuo che pensa che una cosa sia vera mentre un’altra è falsa.

Quando c’è un sistema totalmente coerente ed unificato in tutte le forme della creazione, il livello inanimato, vegetale, animale ed umano, esistendo in uno stato armonico e interconnesso, vengono intesi come verità; ed uno stato completamente opposto, è la falsità. Tra di essi esiste una moltitudine di livelli possibili, alcuni con un poco più di verità, altri con un poco più di falsità.

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Dalla trasmissione di Kab tv “Insieme dinnanzi al Superiore”, 08/12/2017

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Perché la saggezza della Kabbalah si focalizza sull’aspetto sociale

Osservazione: Baal HaSulam scrisse molti libri ed articoli ma per una qualche ragione lei enfatizza solo la sua dottrina sociale, anche se questa rappresenta solo una parte molto piccola dei suoi lavori, una porzione che lui non pianificò nemmeno di pubblicare.

Il mio commento: E’ vero che egli non intendeva pubblicare l’articolo “L’ultima Generazione”. Ma questo perché il giornale HaUma (La Nazione) fu pubblicato quando lui era ancora in vita e provocò delle grandi difficoltà nella sua battaglia contro certi circoli della società di quel tempo.

Osservazione: Nonostante tutto, nel suo lavoro fondamentale, Talmud Eser Sefirot (TES), non c’è nulla riguardo alla società.

Il mio commento: Solo le persone che non comprendono niente della scienza della Kabbalah possono dichiarare che Talmud Eser Sefirot (TES – Lo Studio delle Dieci Sefirot) non dica nulla riguardo a come cambiare le proprie qualità verso l’amore per il prossimo. TES spiega come prendere un gruppo di dieci persone ed incominciare a connetterle l’una con l’altra in modo tale da trasformarle in un sistema chiamato Partzuf, l’anima, dieci parti connesse da un unico obiettivo.

Osservazione: Ma nel suo famoso libro Shamati, per esempio, non c’è nessun riferimento ad un orientamento sociale.

Il mio commento: In Shamati, si parla di come un individuo debba controllare il proprio egoismo. E per quale motivo egli ha bisogno di farlo? Attraverso che cosa egli realizza il proprio egoismo corretto? Nelle relazioni, nella corretta connessione fra tutti. La legge “Ama il prossimo tuo come te stesso” è la legge fondamentale e generale per ognuno di noi. Baal HaSulam spiega questo negli articoli: “Il dono della Torah (Matan Torah)”, “L’ Arvut (La Garanzia Reciproca)”, ed altri. Riguardo all’individuo, la rivelazione del Creatore può solo avvenire nel centro della decina. Capisco che questo respinga molte persone perché noi siamo egoisti e siamo pronti ad impegnarci in qualsiasi cosa a parte l’unione.

Dopo essere arrivato alla Kabbalah, non ho capito a lungo che il conseguimento spirituale dipendeva dalla mia relazione con gli altri, ossia che io dovevo dissolvermi nei miei nove amici e che solo attraverso di loro sarei stato capace di penetrare nel mondo superiore. Non volevo comprenderlo! Il mio egoismo lo ha completamente ignorato.

Ho studiato disegni, grafici e vari diagrammi kabbalistici, la struttura del sistema dei mondi superiori, il controllo del sistema superiore, ecc. perché la mia specializzazione professionale è in medicina biocibernetica, che si basa solo su sistemi di controllo.

Ma quando cominciai a capire che questo è tutto realizzato nella connessione fra me e quelli come me e che io devo avvicinarmi spiritualmente a loro, unirmi e creare un sistema mutuo di connessione chiamato Partzuf e più tardi anima (perché nessuno di noi ha un’anima, ognuno di noi può essere solo un decimo della sua parte), fui preso da un terribile sconforto.

Questa è la ragione per cui ti capisco alla perfezione. Ci sono passato io stesso.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa dell’8/10/2017

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La differenza fra la saggezza della Kabbalah e la psicologia

Domanda: E’ molto difficile per le persone percepire la differenza fra la saggezza della Kabbalah, la psicologia e la filosofia. Lei ci può aiutare a capire?

Risposta: La saggezza della Kabbalah parla della struttura del sistema della creazione che si basa sugli opposti e sulla connessione fra due forze: le proprietà di dazione e ricezione, la forza positiva e quella negativa ed il materiale che esiste fra loro che è gestito dalle due forze.

Questo metodo spiega le quattro fasi dell’espansione dell’Ohr Yashar (la Luce Diretta che è la caratteristica della dazione) sulla proprietà della ricezione e come entrambe le qualità interagiscano fra loro, producendo diverse variazioni di integrazione di tutte le forze, degli elementi. Il punto da cui inizia la Kabbalah è il più semplice, vero ed elementare e spiega come ogni cosa si è estesa e sviluppata nel nostro mondo.

La psicologia e la filosofia non hanno nulla a che fare con questo. La Kabbalah non è una scienza speculativa, è immensamente logica. Anche se una persona che è coinvolta con essa, non percepisce queste forze o non rivela il mondo superiore, cionondimeno la conoscenza resta molto interessante.

Perciò, molti vengono solo per studiare la Kabbalah come una scienza teorica persino se non comprendono di che cosa parli. E ci sono persone che vogliono sviluppare se stesse e padroneggiare la saggezza in un modo pratico. Tutto dipende dagli obiettivi che una persona si prefigge.

Noi insegniamo sia agli uni che agli altri. Non ci importa il perchè una persona studi la Kabbalah, noi insegniamo tutto a tutti. Il primo corso “La struttura del mondo superiore” include lo studio del sistema della creazione. Il secondo corso “Conseguimento pratico del mondo superiore” include il lavoro di una persona in un gruppo.

In linea di principio, la saggezza della Kabbalah è progettata per elevare una persona al di sopra dell’egoismo che ci impedisce di unirci. La psicologia insegna ad una persona come andare d’accordo in ambito egoistico. Psicologia e filosofia non possono andare al di là dell’egoismo.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 24/09/2017

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“E Mirjàm fu chiusa fuori dal campo…”

Dalla Torah, (Numeri 12:15 12:16) “E Mirjàm fu chiusa fuori dal campo per sette giorni, ed il popolo non partì, finché Mirjàm non rientrò nel campo. Indi il popolo si mosse da Hhasseròt, e s’accampò nel deserto di Paràn.”

Domanda: Mirjàm è una figura molto forte nella Torah. Cosa rappresenta?

Risposta: Mosè ed Aronne sono i due lati del movimento verso il Creatore. Mirjàm è la parte più bassa, Malchut che connette Mosè ed Aronne.

Essa rappresenta la successione di profetesse che sono venute dall’antica Babilonia (Sara, Rebecca, Lea e Rachele) e raffigura una loro imagine collettiva. Ora accompagna l’intero campo del popolo di Israele, ovvero l’intero movimento di una persona verso il Creatore. Quando questa qualità non è più necessaria, lei muore.

Se è scritto nella Torah che una persona nell’accampamento è ammalata, significa che sta passando una correzione spirituale e che è necessario aspettare che la correzione sia finita. E’ impossibile avanzare senza questo. Non puoi muoverti in avanti visto che hai le qualità dell’ammalato. Mirjàm rappresenta la qualità comune, il desiderio comune. Naturalmente visto che si è ammalata di lebbra, deve essere corretta. Solo in seguito è possibile avanzare.

Non è mai successo che i malati fossero lasciati nel deserto. Il movimento in avanti è basato sul fatto che riveli continuamente delle qualità egoistiche, le correggi e vai avanti.

Domanda: Perchè Mosè prega per le persone, per Mirjàm, tutto il tempo?

Risposta: Egli compie sempre quello che desidera il Creatore.

Il fatto è che Mosè è il punto più alto nell’anima che attira la persona per completare la correzione, per l’adesione con il Creatore. Mosè, nella sua qualità, sta sempre soddisfacendo il desiderio interiore del Creatore.

Vedi come giocano! Il Creatore minaccia sempre il popolo e Mosè lo protegge visto che Mosè ed il Creatore sono una sola cosa, e tutto il resto sono quelle qualità che vanno corrette.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 25/03/2015

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Il punto di contatto con la verità

Come arriviamo ad una vera preghiera che nasce da un desiderio genuino? È scritto: “Una persona è dove sono i suoi pensieri. Perciò, devo cominciare ad esaminare dove sono i miei pensieri: limitare me stesso, il mio desiderio, ad un solo punto e con questo connettermi al Creatore. Poi comincio a sentire differenti stati che mi attraversano e in ognuno di essi devo acquisire nuovamente l’adesione con il Creatore.

Può darsi che, fino ad un certo punto, io non sappia esattamente come fare questa restrizione, ma continuo a provarci, come un bambino che vuole crescere. Questo è il modo in cui costruisco il mio Partzuf spirituale e osservo tutti i disturbi che il Creatore mi manda da tutte le parti, quelli che mi spaventano, che mi confondono e agitano il mio cuore e la mia mente. Ma ritorno continuamente al punto di adesione. Non mi viene chiesto altro, è così che costruisco il mio progetto spirituale.

Se, al di sopra di tutti i disturbi, mi annullo e torno a connettermi al Creatore, allora ogni disturbo nel mio cuore e nella mia mente viene corretto e incluso nella santità. Questo è il motivo per cui rimarrò sempre nel desiderio genuino e nella vera preghiera, cercando costantemente di tornare all’adesione e accorgendomi che non posso farlo senza l’aiuto del Creatore. Rivelerò continuamente i problemi e applicherò il mio sforzo nel chiedere l’adesione con il Creatore.

Il mio primo punto di adesione deve essere autentico. Non ne faccio parte, c’è solo il mio obiettivo di aderire al Creatore. E poi comincio a studiare il Creatore, dalle Sue azioni su di me posso conoscere il Suo atteggiamento, il carattere, il comportamento e capire cosa Lui vuole dirmi. Questo, in sostanza, è ciò che viene chiamato la scienza della Kabbalah.

I libri della Torah sono santi perché sono stati scritti da coloro che erano in santità, nel mondo spirituale, cioè, in dazione e nel conseguimento della forza superiore, in amore fraterno, al tempo in cui questi libri furono scritti. Se una persona sta scrivendo in virtù della sensazione di conseguimento del Creatore, “Il buono che fa il bene,” dal desiderio di fare del bene a tutti, dallo stato di amore verso il prossimo come per se stessi, allora i suoi scritti sono detti santi, e contengono la qualità della dazione, Bina.

Tuttavia, la persona che legge questo libro potrebbe non avere intenzioni buone e corrette. Dopotutto, siamo nati egoisti e partiamo da un bilancio negativo, desiderando di raggiungere la ricompensa o almeno di evitare la punizione. Una persona pensa che la Torah sia un rimedio meraviglioso per tutti i problemi e, il suo studio, la farà sentire meglio in questo mondo.

Pertanto, essa studia per il proprio miglioramento in questo mondo e forse nell’altro mondo, a causa del timore della punizione e del desiderio di ricevere la ricompensa. In questo caso, ciò che è importante per lei è il numero delle Mitzvot che ha osservato e il numero dei libri che ha studiato.

La grandezza del Creatore vuol dire che in qualsiasi stato possa sopraggiungere, qualsiasi problema o disgrazia mi colpisca, prima di tutto penso a Lui. Nemmeno alla mia adesione con Lui, ma solo a Lui, a dargli piacere.

Come si può controllare se una persona si preoccupa veramente della sua incapacità di dare al Creatore o se pensa di se stessa: “Perché non ho ancora raggiunto la dazione?” L’unico modo per verificarlo è vedere se è pronta ad aiutare gli altri ad arrivare alla dazione per il Creatore, allora sta veramente puntando alla dazione.

Uscire dall’Egitto ogni giorno

Prima di tutto, bisogna aderire al Creatore e poi sentire tutti i disturbi attraverso questo punto di adesione; devo aumentare l’adesione con il Creatore grazie ai disturbi, senza sprofondare sempre più nei problemi della vita. Devo abbandonare tutte le paure e i problemi, e aderire a: “Non esiste nulla tranne Lui.” Divento incluso nel Creatore, in questa unica realtà esistente, come un punto, come se fosse l’inizio della creazione.

“Sappi che prima della creazione c’era solo la Luce superiore che riempiva tutto…” E poi, in questa Luce superiore si è formato un punto nero opposto alla Luce nel suo desiderio di ricevere piacere. Ma esso si annulla completamente davanti alla Luce e io voglio fare lo stesso! E dopo che avrò raggiunto il punto di adesione con la Luce, cioè, dopo che vedrò solo il Creatore in tutto ciò che mi accade, potrò aprire la mia mente e il mio cuore, i pensieri e i desideri, fino a quando sarò capace di rivolgerli al Creatore.

Non ho nulla di mio, divento un singolo punto. E tutti i miei sentimenti non appartengono a me, ma sono inviati dal Creatore, in modo che mi legherò ancora di più a Lui. Allora, il mio punto di adesione comincia ad espandersi al di sopra di tutti i disturbi, e la mia area di adesione con il Creatore continuerà a crescere. Così, questi non sono disturbi ma “aiuti al contrario,” perché sono contro di me ma mi aiutano ad aumentare sempre più l’adesione. Non sempre riesco a ricondurre tutto al Creatore, anche se capisco che deve essere così. I miei problemi e le mie paure possono essere così grandi che non sarò in grado di rimanere in adesione con il Creatore. Il segno dell’adesione è la gioia che viene da “Non esiste nulla tranne Lui, il buono che fa il bene.” Quando sono in adesione con Lui, mi sento nella perfezione, perché anche chi aderisce con perfezione è perfetto.

Se non c’è gioia, allora sono in esilio, non sono in adesione con “Non esiste nulla tranne Lui.”
Sono seduto al lavoro e mi sento in esilio, sto sprecando tempo inutilmente. Qualcuno ha inventato tutti questi compiti e io devo sprecare la mia vita così. Non c’è via d’uscita, devo continuare, ma con l’intenzione che mentre lo faccio aderisco al Creatore, annullando me stesso davanti a Lui. E tutto ciò è dovuto al lavoro e ai disturbi, il cosiddetto mondo immaginario che mi dà l’opportunità di aumentare la mia adesione. E se raggiungo l’adesione, smetto di sentire questo mondo, esso sparisce. Nascondendo lo schermo diventa rivelatore; invece di separarsi, diventa unito.

Trasformo l’esilio in redenzione semplicemente attribuendo tutto al Creatore, ed è sufficiente. Tutta la differenza tra Egitto e Israele è che lo stesso desiderio rivelato in Egitto cambia la sua intenzione in dazione; passa attraverso il deserto e diventa la terra di Israele. Così, ogni giorno, dobbiamo vedere che usciamo dall’Egitto.

Ogni giorno devo cercare di raggiungere l’adesione con il Creatore e poi scopro che sono in esilio. Pertanto, il mio lavoro quotidiano è aderire al Creatore al di sopra della separazione e cambiare la mia natura maligna in buona, l’angelo della morte nell’angelo della vita.

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 7/03/2018Gli scritti di Rabash – La vera preghiera è su una mancanza”

L’unica vera Kabbalah

Domanda: Perché non collaborate con organizzazioni simili alla vostra?

Risposta: Non conosco altre organizzazioni che si impegnano veramente nello studio dell’autentica saggezza della Kabbalah. E’ naturale che ci siano individui che si spacciano per kabbalisti, ma in realtà sono sia religiosi che psicologhi. Ci sono anche quelli che usano la Kabbalah per diventare ricchi.

Per lo studio della vera Kabbalah, solo la nostra organizzazione ed io personalmente ci impegniamo in questo. Non sto cercando di vantarmi mentre lo dico. Sto solo cercando di spiegare che seguo il metodo di Baal HaSulam e di Rabash e che considero questo metodo l’unica vera saggezza della Kabbalah.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 24/09/2017

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“…eccelso è il Signore, ma guarda verso l’umile”

Domanda: Se intorno a noi e negli altri riconosciamo le nostre caratteristiche, come è possibile comprendere il detto: “…eccelso è il Signore, ma guarda verso l’umile” (Salmi 138: 6)?

Risposta: Il Creatore è veramente grande rispetto alla caratteristica della dazione, e solo una persona che si comporta umilmente, perché ha scoperto quanto grande è il suo egoismo, sentirà il Creatore.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 3/09/2017

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Il sistema vivente

Il sistema spirituale funziona in un modo speciale. Nel mondo materiale siamo abituati che persino i più grandi sistemi sono costruiti su un principio più primitivo, nel quale qualsiasi elemento svolge la sua funzione in maniera autonoma.

Per esempio, una macchina ha il suo radiatore, un carburatore, pistoni e cilindri ed ogni dettaglio funziona come era stato inizialmente progettato senza cambiare la sua funzione anche se le condizioni mutano.

I sistemi spirituali hanno molti meno elementi: 5 x 5 x 5, ma il problema è che cambiando il loro grado in relazione alla Luce dell’infinito, essi cambiano le loro qualità, poiché è scritto: “Cambiare il tuo posto comporta un cambio di fortuna”.

Questa è l’intera complessità.

Altrimenti tutto Lo Studio delle Dieci Sefirot (TESTalmud Eser Sefirot) potrebbe essere spiegato in venti pagine. Ma il problema è che ci sono ascese e discese spirituali attraverso le quali le caratteristiche cambiano e questo ci confonde.

Se i Partzufim spirituali ascendono o discendono, essi possono cambiare il loro precedente comportamento. É impossibile dire, a proposito delle cinque Sefirot, se si tratti di Hochma o Hassadim (Bina), perché tutto dipende da quello che si trova sopra e sotto di loro, quello che esse rivestono e a chi esse devono dare.

Nessuno esiste da solo e così si scopre che ciascuno può svolgere le funzioni di tutti. Non esiste un tale sistema nel nostro mondo! Tuttavia, l’intero sistema spirituale è creato da un singolo desiderio di provare gioia e tutto il resto in questo sistema dipende dal modo nel quale è utilizzato.

Le Luci entrano nel sistema ed incominciano ad organizzarlo in base alle loro qualità. Tutto dipende dalla posizione del Partzuf o persino dal suo ruolo in relazione agli altri Partzufim. Questo è impossibile da comprendere con la nostra mente; deve passare attraverso i nostri sentimenti ed allora noi vedremo che questo sistema è vivo.

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Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 25/01/18, Talmud Eser Sefirot, Parte 10, “Tabella delle risposte per argomento,” Paragrafo 149

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