Come riparare le relazioni danneggiate?

Domanda: Le relazioni danneggiate rovinano tutta la vita delle persone e possono essere fonte di confusione a causa di piccoli equivoci. Qual è la cosa giusta da fare per prevenire il risentimento, i rapporti danneggiati e migliorarli?
Gli psicologi danno i seguenti consigli: “Cerca di capire il punto di vista del tuo partner”. Il risultato di un’azione non è sempre intenzionale. La difficoltà con alcune micro-manifestazioni è che tutti applichiamo standard diversi alla loro valutazione.”

Risposta: Quali sono gli standard? Lo standard è il mio: come vedo gli altri e come mi relaziono a loro oppure come vedo me stesso e confronto gli altri con me. Questo è completamente sbagliato. È come se io prendessi un abito stretto e lo indossassi. Quando l’avrò indosso, il mio stomaco, le mie braccia e le gambe sottili si noteranno e quindi il vestito sembrerà brutto.

Non ci sono standard comuni. Ma può esserci un solo standard, a beneficio del vicino. È tutto. Non percepisco nessuno in alcun modo, né me stesso né nessun altro. Mi interessa solo una cosa: se si verificano alcune situazioni e se si verificano a beneficio dell’uomo.

Per uomo intendo tutta l’umanità, l’immagine generale di una persona. Non considero nessuno specifico o sicuramente mi perderò.

Domanda: Come possiamo comprendere correttamente il punto di vista dell’altra persona, se sia giusto o meno?

Risposta: Io non riesco a capire un’altra persona. Come posso capirla? Come posso uscire da me stesso per capirla?
No, dobbiamo semplicemente agire in modo positivo per l’altra persona, per chiunque. Cioè, fatta eccezione per le mie necessità di sopravvivenza, per tutto ciò che dipende da me, devo agire per il bene degli altri.
Questo è naturale. Molto spesso noi, a causa delle nostre abitudini, facciamo alcuni movimenti, gesti o pronunciamo alcune parole, frasi che potrebbero sembrare persino offensive per gli altri.

Potremmo anche non accorgerci di questo. È necessario sintonizzare il cuore. Il cuore dovrebbe essere adattato alla gentilezza verso gli altri. Tutto il resto non funzionerà affatto.
Se una persona è cordialmente in sintonia con l’altra, i suoi gesti verranno interpretati correttamente. Anche se ha detto qualcosa di sbagliato e in qualche modo non ha potuto esprimersi correttamente, l’altra persona lo sentirà.

Rivolgi il tuo cuore verso l’altra persona, verso tutte le persone, verso il bene. Dobbiamo abituarci. Dobbiamo educarci a questo. Ed è necessario che lo stesso atteggiamento sia mantenuto dall’ambiente e dalla società circostante. Allora andrà tutto bene.
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Dalla trasmissione di KabTV “Le notizie con Michael Laitman”, 14/07/2019

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La famiglia – la base per la crescita spirituale delle masse

Commento: La Kabbalah parla dell’importanza dell’ambiente che sosterrebbe l’idea in base alla quale solo la rivelazione del Creatore può essere la motivazione per creare una famiglia.

Il mio commento: Ma questo ambiente non dovrebbe essere lo stesso di un villaggio, di un paese, o di una piccola cittadina dove l’opinione pubblica di una massa scarsamente istruita fa pressione sui giovani obbligandoli a farsi una famiglia e ad esistere in questo modo.

Domanda: Si tratta di un processo educativo dove dall’età scolare una persona dovrebbe ricevere una spiegazione sulle differenze fra il genere maschile e quello femminile, sullo scopo della creazione e su cos’è il Creatore? Se così fosse non sembra facile.

Risposta: Infatti, ma sarà necessario spiegare tutto questo. Sarà grazie a quest’educazione che torneremo alla famiglia ma in una forma differente.

Vediamo che stiamo vivendo lo stato in cui abbiamo bisogno di una famiglia. Nel passato le persone dai 16 ai 18 anni ci pensavano e la creavano, oggi non è più così.

Domanda: La famiglia come base per la connessione tra le persone, rappresenta l’inizio del sentiero verso lo sviluppo spirituale di un individuo?

Risposta: Una persona crescerà spiritualmente principalmente dalla famiglia. Se parliamo di un gruppo kabbalistico questa è una questione completamente diversa, se riguarda le masse allora la famiglia è la base.

Domanda: La famiglia è un modello dove ho un atteggiamento positivo nei confronti del coniuge e dei figli perché questo è innato in me per natura?

Risposta: Non solo. Diverrà un tipo di modello in cui ti svilupperai spiritualmente. Inoltre, ci saranno gruppi maschili e femminili nei quali uomini e donne si svilupperanno separatamente, dove riceveranno arricchimento, ispirazione e carica spirituale realizzandosi fra loro nella famiglia.

Domanda: In linea di principio queste due cellule rimarranno due tipi di ambiente?

Risposta: Si. Gruppi maschili e femminili, gli uomini e le donne della famiglia con i loro bambini, questa in pratica sarà la struttura della società.
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Dalla trasmissione di KabTV: “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 01/01/2019

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Cos’è il peccato dell’uomo?

Il peccato dell’uomo sta nel fatto che non chiede aiuto al Creatore. Se lui chiedesse aiuto, sicuramente lo riceverebbe dal Creatore. Ma se una persona dice di aver chiesto l’aiuto e il Creatore non l’ha aiutata, a costei arriva questa risposta: una persona dovrebbe credere che il Creatore ascolta le preghiere, come è scritto: “Poiché tu ascolti la preghiera di ogni bocca”. “… quando una persona vuole percorrere il sentiero della dazione e non quello della ricezione, il peccato sta principalmente nel fatto che la persona non ha chiesto al Creatore di aiutarla a superare il male. Per questo, chiede il perdono, e d’ora in poi chiederà di essere aiutata (Rabash, Shlavey HaSulam, Articolo 4 (1988), “Qual è la preghiera per chiedere aiuto e per chiedere perdono nel lavoro?”)”

Nota: Il peccato è generalmente inteso come una cattiva azione verso gli altri…

Il mio commento: Le azioni buone o cattive non vengono eseguite da te, ma dal Creatore.

La trasgressione non sta nel fare qualcosa di cattivo, ma nel non chiedere al Creatore di correggerti, e quindi, le qualità egoistiche che si sono risvegliate in te, ti hanno spinto a compiere questa povera azione.

Il tuo peccato sta nel non chiedere la correzione delle tue qualità egoistiche. Tutto il resto sta al Creatore, e niente di tutto e in nessun modo sta a te.

In realtà, non ci sono azioni che devi fare tranne una sola: chiedere aiuto al Creatore per vincere l’inclinazione al male.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 17/12/2018

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Noi percepiamo l’essenza dell’evento naturale?

Baal HaSulam ne “L’Essenza della Saggezza della Kabbalah”:

“L’Attualità della saggezza della Kabbalah”

Cose reali vengono trovate anche nella realtà fisica, guarda bene davanti ai tuoi occhi, sebbene noi non abbiamo nessuna percezione o immagine della loro essenza, tali sono l’elettricità e la calamita chiamata “fluidum”.

Tuttavia, chi può dire che questi nomi non siano reali, quando noi vivacemente ed esaurientemente conosciamo le loro azioni? Non dovremmo essere più indifferenti al fatto che non possiamo concepire l’essenza del soggetto stesso, chiamata elettricità essa stessa? Di fatto, non comprendiamo ciò che è l’elettricità o l’essenza di qualsiasi altro fenomeno fisico. Noi osserviamo soltanto il suo effetto.

Per esempio, sappiamo come usare l’elettricità e l’elettromagnetismo, le usiamo liberamente nelle nostre vite ogni giorno nelle faccende domestiche ma non conosciamo, realmente, cosa siano. Tuttavia, questo non ci disturba affatto. Noi continuiamo ad utilizzare questi fenomeni naturali completamente inconsapevoli della loro essenza e comprendiamo che non li conosciamo.

Conosciamo cos’è la gravità, nonostante ognuno senta il suo impatto su se stesso? Prova a saltare, vedrai cos’è. Noi misuriamo questa forza, impariamo come domarla. Ma cos’è questa forza? Qual è la sua essenza? Da dove proviene? Noi non lo sappiamo. Questo accade con tutti i fenomeni naturali.

Baal Hasulam scrive che le nostre conoscenze sulle loro manifestazioni ci soddisfano completamente. Non abbiamo bisogno di nient’altro per usarli.

La cosa principale per noi è usare questi fenomeni. Noi non conseguiamo la loro essenza interna perchè la natura ci ha creati in questo modo. Raggiungiamo solo i loro effetti nelle nostre sensazioni e nient’altro.

Naturalmente, potremmo decidere che sarebbe bello scoprire da dove provengono il magnetismo, l’elettricità, la gravità e tutti gli altri fenomeni naturali. Ma essi ci sono completamente nascosti. Noi siamo solo gli strumenti in cui si manifestano questi fenomeni e le loro manifestazioni sono ciò che sentiamo.

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Dalla trasmissione di KabTV “ Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 15/09/2019

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Il linguaggio è il senso per la corretta comunicazione

Baal HaSulam scrive che un kabbalista deve usare definizioni molto accurate. Dove possiamo trovarle?

Qui…la legge delle radici e dei rami sorge in tutti i mondi, in tutti gli stati, in ognuno di noi. È da lì che io posso avere delle definizioni chiare e accurate dal punto di vista della natura. Da qui prenderai anche tu le tue definizioni e noi le confronteremo fra loro. Da questo confronto, possiamo comprenderci correttamente fra noi, anziché parlare con le stesse parole, ma con un significato diverso.

Nel nostro mondo, ognuno attribuisce significati diversi alle stesse parole perché ognuno di noi differisce dagli altri. Come possiamo connettere i complessi stati interiori di ognuno di noi per iniziare a capirci e a sovrapporci, in modo che questi concetti si combinino e ci diano un’idea chiara a proposito di che cosa stiamo parlando, per poter poi sentire nella stessa maniera? Questo è un problema di linguaggio.

Il linguaggio è il senso della comunicazione reciproca, quando io e te proviamo la stessa cosa. In caso contrario, avvertiremmo chiaramente la differenza nelle nostre sensazioni.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza Kabbalah”, 15/09/2019

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New Life n.1112 – Evitare la sofferenza e il dolore

New Life n.1112 – Evitare la sofferenza e il dolore
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Nitzah Mazoz

Riepilogo:

Tutto nella vita ruota attorno all’evitare la sofferenza, ma senza di essa non possiamo sentire piacere. Diventiamo più sensibili alla sofferenza nella misura in cui l’egoismo umano si sviluppa, ma la fonte del nostro dolore resta nascosta. La Kabbalah ci insegna che il dolore proviene dalla nostra mancanza di soddisfazione e che per evitarlo dobbiamo cambiare i valori interni della natura umana. Quando ci chiediamo “Perché vivo?” e scopriamo lo scopo del dolore, esso non ci fa più male e diventa l’investimento per raggiungere il nostro obbiettivo. La sofferenza può mostrarci dove sbagliamo ed aiutarci ad esplorare e scoprire il nostro scopo, correggendo la nostra attitudine.

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1112– Evitare la sofferenza e il dolore”, 14/05/2019

Sentire tutti vicini a te

Domanda: Si può dire che la famiglia è necessaria solo per imparare la corretta dazione? Si tratta comunque di un dare egoistico, ma almeno apprendo dei corretti modelli di comportamento.

Risposta: Sì, è qualcosa del genere. Perlomeno la famiglia ti mostra quella condizione in base alla quale, se una persona si sente vicina a qualcuno, allora è pronta a trattarlo come se stessa.

Quindi, l’intero problema è sentire tutti vicini. Questo è il metodo della Kabbalah. La luce superiore crea questa abilità in noi.

Commento: Hai detto che ci sono cinque tipi di desideri in noi. Quindi vuol dire che vedo parte dei miei desideri al di fuori di me e li sento come estranei, mentre ne vedo altri come miei e quindi mi preoccupo naturalmente della loro realizzazione.

Il mio commento: Il mondo intero, tutto ciò che posso vedere sono i miei desideri. Io mi vedo dentro me stesso.

Domanda: Ma vedo qualcosa fuori di me e qualcosa dentro di me?

Risposta: Sì. E solo quei desideri che sono al di fuori di me li sento come estranei, ma sono i più importanti per me.

Domanda: Dove si trova la famiglia in tutto questo?

Risposta: La famiglia sta nel mezzo, al confine fra l’”io” e il mondo esterno. È un collegamento di transizione dalla consapevolezza che il mondo esterno è come te stesso.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 01/01/2019

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L’imperfezione non è un ostacolo

Nota: Tutti vogliamo essere buoni e ci sforziamo di essere sempre i migliori. Gli scienziati affermano che ci vuole coraggio ad essere imperfetti.

Il mio commento: Colui che vive la propria vita domandandosi costantemente: sono stato buono, sono stato cattivo, sono migliore o peggiore degli altri, ecc…non è una persona felice. Non si rallegra di se stesso, ma valuta tutto solo rispetto agli altri. Ma da questo confronto non ne uscirà niente di buono perché siamo tutti diversi.

È possibile fare un confronto solo se tutti i miei parametri coincidono con tutti i parametri di un’altra persona e tuttavia essa ha più successo di me. Ma se siamo diversi, allora cosa c’è da confrontare?

Supponiamo che i miei parametri siano peggiori in qualche modo e che i parametri dell’altra persona siano migliori in qualche modo, o viceversa. Naturalmente ci saranno differenze. E allora? In questo caso, possiamo dire: “Andate dall’artigiano che mi ha creato”. Non dipende da me.

Nota: Gli scienziati affermano che dietro il desiderio di essere buoni, c’è la necessità di curare il proprio prestigio.

Il mio commento: Naturalmente.

Nota: Chi è veramente preoccupato per gli altri non perderà tempo prezioso per scoprire se è buono o cattivo. Semplicemente non gli interessa.

Il mio commento: Assolutamente. Lo fa per il bene degli altri o no?

Nota: Qui si afferma che agisce per il proprio bene.

Il mio commento: Quindi, significa che tutto ciò è vizioso e alla fine non ne uscirà nulla di buono. Ognuno di noi dovrebbe svilupparsi solo nella direzione di un beneficio maggiore per gli altri.

Domanda: Che beneficio porta questo a una persona?

Risposta: Ciò che rivela al Creatore perché non c’è altro bene per le persone. Solo per rivelare loro il Creatore.

Cosa significa? Mostrare loro che c’è un obiettivo che deve essere raggiunto e aiutarle in questo. Questo è tutto, niente di più. Non pensare a te stesso. Sembra tutto così comodo, calmo e buono.

Solo quando pensi agli altri puoi avere una vita molto bella. Questa è la cosa più affidabile, la migliore e la più vantaggiosa che una persona possa fare: aiutare gli altri a raggiungere il Creatore.

Questo è lo stato migliore, quando non importa cosa ti succede. La cosa principale è che ti dedichi a questo lavoro.

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Dalla trasmissione di KabTV “Le notizie con Michael Laitman”, 25/06/2019

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New Life n.1132 – Cosa c’è di speciale nell’amare gli altri?

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Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Yael Leshed-Harel

Riepilogo:

L’amore si costruisce con il consenso reciproco. Naturalmente il mio cuore è pieno di preoccupazioni per me stesso. Fare spazio nel mio cuore per prendermi cura degli altri si chiama “amore”. Per esempio, quando gli sposi promettono di farsi reciprocamente spazio nei propri cuori, insieme possono costruire la linea di mezzo fra loro. Questo può accadere solo se entrambi stabiliscono un obiettivo spirituale comune (la divinità o la forza superiore) al di sopra del proprio desiderio egoistico individuale di ricevere e provare piacere.

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1132 – Cosa c’è di speciale nell’amare gli altri?”, 02/07/2019

Che cosa aiuterà a salvare il matrimonio?

Domanda: Al giorno d’oggi non ci sono stimoli in grado di salvare un matrimonio, perciò è necessario cercare obiettivi aggiuntivi. Quali sono questi obiettivi in grado di supportare un matrimonio?

Risposta: Nel nostro tempo, la consacrazione religiosa del matrimonio non può tenere insieme una famiglia. Non solo in una piccola società, ma praticamente in tutto il mondo. Ai giovani non importa di cosa la società penserà di loro.

Come regola, non sono più dipendenti dai loro genitori, non vivono con loro, non si trovano più nella stessa società dove sono nati e cresciuti. In generale, le coppie giovani sono indipendenti dalle generazioni precedenti e dalla società nella quale sono stati allevati.

Si staccano completamente e creano una famiglia su un livello tutto nuovo. Tra di loro, appare la necessità di connessioni completamente differenti. E se non ci sono tali connessioni, allora, come vediamo, il matrimonio non esiste.

Domanda: Quali obiettivi possono sostenere il matrimonio nel futuro?

Risposta: Di certo non l’avere figli assieme o proprietà in comune, ma qualcosa che rimanga al di sopra di questo. Può essere solo uno scopo che è più elevato della vita: ho bisogno di questa persona come marito o come moglie, dei nostri figli e di tutto il nostro modo di vivere perché con loro guadagno lo spazio necessario nel quale preparare me stesso per uno scopo più elevato. Non ci sarà famiglia senza questo.
[253893]

Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah,” 1/01/2019

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