Donne, Relazioni e Kabbalah

In questo libro sono stati riportati  argomenti che aiutano la donna a trovare risposte lungo il cammino del suo sviluppo spirituale. Chiarimenti che riguardano l’amore, le relazioni, la famiglia, i bambini, il gruppo, l’unione, la divulgazione, la natura e il ruolo della donna, il suo lavoro interiore e la correzione della sua Anima.

Le nostre relazioni corrette in questo mondo sono un riflesso della struttura e dello scopo intrinseco della natura. E quando una persona sente il bisogno di essere in armonia con questo scopo le sue relazioni diventano il mezzo per misurare il suo progresso.

 


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New Life n.89 – Il potere guaritore della mente – 2° Parte


New Life n.89 – Il potere guaritore della mente – 2° parte
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Nitzah Mazoz

Riepilogo

Possiamo usare il potere della mente per guarire noi stessi e il mondo. Viviamo in un campo di battaglia estremamente connesso, bombardato da pensieri subconsci, conflitti dolorosi e malvagi tra vicini. Dentro questo sistema integrale, ci influenziamo reciprocamente, sia in maniera positiva che in maniera negativa, che ci piaccia o meno. Nonostante ciò, possiamo creare bontà, istallando un antivirus mentale o creando in noi un atteggiamento positivo verso gli altri, comportandoci con loro nella stessa maniera in cui trattiamo i nostri amati figli. Recitando questa parte, come se stessimo giocando, lavoriamo contro la vergogna e la resistenza, e così riveliamo l’amore tra di noi.

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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.89 – Il potere guaritore della mente – 2° Parte”, 24/10/2012

C’è qualcosa di meglio della democrazia?

Domanda: Esiste qualcosa di meglio della democrazia?

Risposta: Noi non sappiamo cosa sia la democrazia. La democrazia per noi significa che possiamo in qualche modo andare d’accordo con tutti senza usare la violenza e senza la coercizione nella forma più brutale, secondo certe leggi. Osservando queste norme di comportamento, noi siamo più o meno in grado di non danneggiarci direttamente: questo è ciò che chiamiamo “democrazia”.

Nessuno di noi sa cos’è la libertà. Noi non siamo liberi. Ognuno di noi nasce con delle qualità che non ha scelto. Ognuno di noi ha ricevuto un’educazione che non ha scelto. Cresciamo e all’età di 18 anni diventiamo adulti; tutto ciò che esiste in noi l’abbiamo ricevuto dalla nostra società, da fattori che non sono collegati a noi, né dipendono da noi.

In sostanza, io sono una persona che è uscita dal “forno” già pronta. Tuttavia, l’“io” non sono io. L’“io” è ciò che mi è stato dato. Di conseguenza, io avanzo nella vita.

Quindi, io so cos’è la libertà? Io non sono libero, sto solo realizzando ciò che ho ricevuto dall’ambiente che mi circonda. Pertanto, questa non è democrazia, non è libertà e non è libera scelta. In fondo, tutto ciò l’ho ricevuto da tutti, l’ho ricevuto sin dall’infanzia, l’ho ricevuto dagli insegnanti, se imparo come lavorare con tutto questo, come usarlo per raggiungere la libertà, allora forse posso davvero realizzare me stesso.

Pertanto, è necessario conoscere le leggi della natura, le leggi della società come dovrebbero essere nella realtà, in una forma oggettiva, indipendente da noi.

Noi possiamo vedere le leggi della natura, le leggi sociali, nelle formiche, nei gruppi di animali, e le stesse leggi funzionano nella società umana. Se noi le scopriremo, se le stabilizzeremo nella nostra società, se realizzeremo queste leggi nella nostra società, allora grazie all’efficace uso delle leggi della natura raggiungeremo la vera democrazia.

In altre parole, ognuno avrà il proprio posto equilibrato nel mondo, in ogni nazione, in ogni comunità, in ogni paese e in tutta l’umanità nel suo insieme, avremo un posto eccellentemente in equilibrio e in accordo con la natura.

Oggi, tutti immaginano ancora la democrazia e le leggi a modo loro. Pertanto, noi ci immergiamo naturalmente nella crisi globale della società umana e non vediamo ancora come dovremmo esistere.

La democrazia di oggi sta volgendo al termine, e il prossimo regime in cui l’umanità cadrà sarà il Nazismo. Il Nazismo arriverà e sostituirà l’attuale regime di tutti i paesi progressisti democratici, e allora vedremo che davvero non comprendiamo le vere leggi della natura.

Speriamo che le capiremo prima di arrivare al Nazismo e che arriveremo ad una bella e corretta forma dell’esistenza dell’umanità: l’altruismo.

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Dalla Tavola Rotonda delle Opinioni Indipendenti, Berlino 09/09/2006

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L’inizio dell’esperimento spirituale

Domanda: La Kabbalah è una scienza. Potremmo allora prendere un gruppo di persone e mostrar loro che possono correggersi con questo metodo?

Risposta: La scienza è ciò che prima si ipotizza e poi si riscontra nella pratica. Una volta ottenuti risultati chiari, l’ipotesi diventa scienza.

Attualmente non abbiamo questi dati. Siamo appena all’inizio dell’esperimento. Se questo esperimento funzionerà con successo, allora saremo in grado di dire che la scienza della Kabbalah ha trovato riscontro ai giorni nostri.

La Kabbalah è una scienza sperimentale pratica, e noi funzioniamo in questo modo.

Domanda: Quindi non sta dicendo che la Kabbalah è il metodo della correzione? Facciamo solo dei tentativi?

Risposta: Se l’affermassi, verrei ridicolizzato: “Chi ti ha detto che la Kabbalah è il metodo della correzione?”
Io vedo che funziona su me stesso e posso vederlo anche sugli altri. Ma come funziona su scala mondiale?

Ci troviamo in uno stato in cui stiamo appena iniziando la sua sperimentazione. Il fatto che il mondo sia in declino è chiaro per noi. Anche il fatto che il mondo non abbia alcun metodo di correzione è altrettanto chiaro. Il mondo non ha il potere di “riparare” se stesso, non ha alcuna comprensione di come tutto funzioni, e anche questo è sotto gli occhi di tutti.

L’unico modo attraversi cui posso provare sperimentalmente che possiedo il metodo che funziona realmente è dimostrarlo su me stesso e sugli altri.

Sono sicuro della natura scientifica del metodo della Kabbalah perché l’ho sperimentato in prima persona e l’ho visto realizzarsi sui miei insegnanti. Vedo quanto sia stato gradualmente introdotto per decenni. Sono coinvolto in questo da oltre quarant’anni, ma non posso mostrare questo metodo a nessun altro.

Logicamente tutto questo è vero, ma fino a che non si avranno riscontri certi, nessuno ci ascolterà. Se prendessimo una determinata società e le insegnassimo questo metodo, e se essa, a sua volta, mettendola in pratica su se stessa, ne dimostrasse poi i risultati a tutto il mondo, allora tutto funzionerebbe.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 24/06/2018

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New Life n.88 – Il potere guaritore della mente – 1° Parte


New Life n.88 – Il potere guaritore della mente – 1° parte
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Nitzah Mazoz

Riepilogo

Le persone possono evocare un’enorme forza guaritrice attraverso il potere della propria mente. Più concretamente, raggiungiamo una buona salute mentale quando guidiamo i nostri desideri con il potere del pensiero e riusciamo a trovare l’equilibrio tra i due. Questo però può accadere solo in un ambiente positivo che protegge ogni persona dalla dannosa competitività e dalla confusione. I popoli africani per esempio, in linea di massima sono persone felici, perché la loro società non li pressa affinché abbiano sempre di più. Proviamo ad immaginare ora che siamo tutti connessi e che il mondo intero è in pace. Solo in questa maniera costruiamo il potere guaritore della mente, attraverso il gruppo.

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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.88 – Il potere guaritore della mente – 1° Parte”, 24/10/2012

Le associazioni kabbalistiche

Rabash, nei suoi Scritti Sociali, scrive: “In conformità a ciò che viene spiegato al riguardo di ‘Ama il tuo amico come te stesso’ ”: e vediamo che in realtà, c’è anche l’amore degli amici fra i laici. Anche loro si riuniscono in vari gruppi per avere l’amore degli amici. Qual è dunque la differenza fra i religiosi e i laici?
Il verso dice (Salmo 1) “…non si sedette in compagnia degli arroganti”.

Nel mondo ci sono un numero infinito di associazioni di uomini, donne, gruppi misti, bambini, ecc., che si formano in base a tematiche e interessi vari. Tuttavia, si tratta di persone che vogliono solo soddisfare se stesse e migliorare le proprie esistenze.

Le associazioni dei kabbalisti sono invece formate da persone che si riuniscono con l’obiettivo di uscire da se stesse, di elevarsi al di sopra di se stesse.

I kabbalisti, cercano di unirsi in modo da attirare una forza speciale della natura, che li eleva al di sopra della loro originale essenza egoistica.

In questo modo, nasce tra loro una relazione completamente nuova, chiamata “Arvut” (“garanzia reciproca”).

Il loro obiettivo è quello di sforzarsi per andare al di là del nostro mondo e della nostra natura. Queste persone, non sono persone comuni, e le loro associazioni differiscono da qualunque altra comunità umana.

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Dalla trasmissione di KabTV “L’ultima generazione” 18/04/2018

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L’Ebraico – il linguaggio per percepire il Creatore

L’Ebraico è molto più appropriato per esprimere la scienza della Kabbalah di qualsiasi altro idioma. Ha molte più parole che esprimono con maggior precisione il sentimento interiore. Infatti, l’Ebraico ha origine dalla scienza della Kabbalah. Questa scienza, il suo approccio e il desiderio verso il Creatore, generarono e crearono il linguaggio.

Pertanto, l’Ebraico contiene tutti i simboli per svelare il Creatore. La forma delle lettere, la forma nella quale sono scritte, la grammatica, tutto è stato creato solo per spiegare l’essenza del desiderio nel quale il Creatore può essere percepito.

Non c’è altro idioma, per esprimersi nella saggezza della Kabbalah, che possa essere paragonato all’Ebraico. Altri idiomi non hanno le stesse proprietà.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 3/10/2018, lezione sul tema “La saggezza della Kabbalah nel mondo moderno – la reale percezione della realtà”

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Come si relaziona un kabbalista con il nostro mondo?

Domanda: Quali sono le manifestazioni della comprensione profonda del nostro mondo da parte dei kabbalisti, dato che hanno raggiunto la parte più sviluppata del mondo superiore?

Risposta: Il fatto è che entrambi i mondi sono costantemente connessi l’uno all’altro. Tutto quello che accade nel nostro mondo proviene dal mondo superiore. Pertanto, un kabbalista comprende le origini di quello che sta accadendo nel nostro mondo.

Tuttavia, di norma, non è interessato a questo, perchè, presto o tardi, tutti i cambiamenti necessari avverranno nel nostro mondo. Inoltre, se qualcosa cambia nel nostro mondo, è solo per mezzo dell’educazione delle persone.

Così, un kabbalista non presta molta attenzione al nostro mondo. Gli piacerebbe cambiarlo, ma per farlo ha bisogno di divulgare la saggezza della Kabbalah ed insegnarla alle persone. È attraverso questo che possiamo cambiare il mondo. Questo è ciò che stiamo cercando di fare.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 03/06/2018

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Newsmax: “Comprendere le elezioni di medio termine da una prospettiva globale”

Il più grande portale di informazione online “Newsmax“ ha pubblicato il mio nuovo articolo “Comprendere le elezioni di medio termine da una prospettiva globale

“L’unica cosa di cui mi pento è che ne ho uccisi solo due [poliziotti] … vorrei averne uccisi di più …” aveva detto l’immigrato clandestino Luis Bracamontes con un sorriso diabolico sul volto. Poi il titolo di testa “Chi altro faranno entrare i democratici?” finiva il video postato dal presidente Trump sul suo profilo Twitter.

Negli Stati Uniti, la crisi dell’immigrazione sta intensificando la polarizzazione sociale, alimenta il fuoco del dibattito pubblico e divide l’America in due campi ben distinti: O sei “a favore degli immigrati” o sei “a favore dell’America”. In termini politici, o appartieni al fronte di Trump oppure a qualsiasi altro fronte.

Ma come hanno fatto gli immigrati ad accentrare tutta l’attenzione su di sé? Perché questo particolare problema è riuscito a dividere gli Stati Uniti così profondamente?

Ciò che sta accadendo nella più grande superpotenza del mondo è parte inseparabile di un processo che sta avvenendo in tutto il mondo. Per capirlo meglio, salpiamo verso l’Europa, dove la crisi dell’immigrazione è ad uno stadio molto più avanzato.

Quando una famiglia tedesca manda i propri figli in una scuola mista insieme ai figli di immigrati, e quando i bar, i trasporti pubblici e i cinema sono affollati di persone di culture straniere, essi si chiedono: è questo il risultato desiderato dall’Unione europea? È questo ciò che ci aspettavamo dal progetto del mercato comune europeo?

La risposta che arriva – da parte di molte famiglie ed individui, che si trovino in Germania, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Portogallo oppure in altri paesi dell’UE – è sempre più spesso “no”. Gli europei stanno sviluppando una reazione ostile alla nuova realtà a cui si stanno svegliando ogni giorno.

Inoltre, la politica di frontiere aperte sancita da Angela Merkel e altri leader dell’UE ha portato sciami di immigrati musulmani che richiedono nuove strategie nei paesi europei. Questioni come indossare il burka per le donne, permettere l’alcol e il maiale nelle feste e la separazione tra uomini e donne sono improvvisamente diventate parte della vita europea.

Circa 30 anni dopo la creazione dell’Unione Europea, gli europei cominciano a sentirsi disillusi e minacciati. La loro lunga storia, la loro gloriosa cultura, il loro patrimonio comune, sembrano tutti perdere il loro status e scivolargli via tra le dita. Da qui il crescente bisogno di proteggere la loro identità unica, il loro “io” europeo.

In termini politici, il risultato è l’isolazionismo, il nazionalismo e la trazione della politica di destra in varie forme e dimensioni. Pertanto, non c’è da meravigliarsi se l’Europa guarda con ansia alle elezioni di medio termine degli Stati Uniti, cercando di decifrare se il Trumpismo è una moda passeggera o solo l’inizio della prossima era politica.

La risposta a questo richiede una visione più ampia: la società umana si sta sviluppando in tutto il mondo verso una connessione integrale e questo avviene attraverso un movimento ciclico di “contrazione” ed “espansione”, simile al processo della respirazione.

La fine del XX secolo e l’inizio del XXI hanno determinato un processo senza precedenti di “espansione”; esso viene espresso nella globalizzazione del commercio, nell’apertura dei confini, in Internet che ha trasformato il mondo in un piccolo villaggio globale, nella creazione di nuove istituzioni internazionali e in altri intricati legami e dipendenze che si intrecciano in tutto il mondo.

Negli ultimi anni, tuttavia, stiamo assistendo a un crescente processo di “contrazione”: la Brexit britannica, la crescente forza e rilevanza di vari movimenti di destra e la rapida ascesa di Trump, che sta motivando e ispirando altri leader nel mondo. Solo pochi giorni fa, il leader populista brasiliano Jair Bolsonaro si è guadagnato il soprannome di “Il Trump dei Tropici”.

Espansione e contrazione, connessione e separazione, cosmopolitismo e nazionalismo, sono cicli naturali. Sono due processi contrapposti che completano lo sviluppo umano. Come due gambe per camminare.

Ciò che è importante capire è che l’esigenza di ogni persona e di ogni nazione di avere un senso proprio di identità non scomparirà dal mondo. Eppure, l’interdipendenza globale che è stata tessuta aumenterà in maniera esponenziale e non saremo in grado di evitarla. Pertanto, la società umana si sta muovendo verso un inevitabile e fondamentale cambiamento che va ben oltre la politica.

Il buon futuro dell’umanità comporta uno sviluppo fondamentale nella percezione umana: ogni singola persona o nazione manterrà la propria identità senza sopprimerla in alcun modo e, tuttavia, nella sua realizzazione si deve agire per il bene comune. È una fase evolutiva che richiede uno sviluppo al di là della natura egoistica dell’uomo. Pertanto, prima di discutere l’integrazione delle nazioni, l’apertura delle frontiere, la creazione di mercati comuni e accordi globali, dobbiamo coltivare un livello superiore di connessione umana.

La Russia comunista ci ha già dimostrato nel secolo scorso che anche con un regime aggressivo è impossibile legare insieme gli esseri umani e costringerli ad una vita di cooperazione. Il kabbalista “Baal HaSulam” lo descrive nel suo articolo “La Pace”: “… chiunque può vedere come una grande società come lo stato della Russia, con centinaia di milioni di abitanti, più grande di tutta quanta l’Europa e che ha già accettato di condurre una vita comunitaria … Eppure, andate a vedere cosa ne è stato di loro: invece di aumentare e superare le conquiste dei paesi capitalisti, sono affondati sempre più in basso “.

Ritorniamo alle elezioni di medio termine degli Stati Uniti: che il fronte di Trump sia rafforzato o indebolito, il movimento di contrazione continuerà per natura fino a raggiungere il suo scopo evolutivo. È ciò che il nostro tempo richiede, al fine di bilanciare lo sviluppo umano.

L’umanità – e non solo l’America – deve rendersi conto che la corretta integrazione tra le culture e l’apertura benefica dei confini avverrà solo quando saliremo verso un nuovo livello di consapevolezza umana. La natura ci sta insegnando un’importante lezione ogni giorno che passa: solo coltivando la connessione umana – al di sopra di tutte le nostre differenze e senza eliminarle – possiamo costruire una solida base per una sana riorganizzazione della società umana.

Allora, ogni persona e ogni nazione potrà mantenere la sua unicità e persino sfruttarla a beneficio del mondo.

Le risposte alle vostre domande – Parte 227

Domanda: Attraverso le vostre lezioni video studio la saggezza della Kabbalah e le sue implicazioni nella vita. Durante queste lezioni si dà grande risalto al gruppo, all’importanza per l’individuo e per il nostro progresso spirituale.

Chiarendo le basi della saggezza della Kabbalah, si sottolinea l’importanza delle relazioni “trasparenti” tra il mondo fisico e quello spirituale secondo il principio delle radici e dei rami.

Ciò vuol dire che gli avvenimenti del mondo fisico sono riflessi in quello spirituale e viceversa. Questo metodo di insegnamento porta all’utilizzo di analogie e comparazioni.

A tal proposito ho una domanda: è importante per me concentrarmi su tutto ciò, mentre provo a costruire un gruppo “effettivo”?

Risposta: Noi non ci occupiamo di creare un gruppo, ma di come si riunisce. Lo accettiamo così com’è, e in questo modo raggiungiamo l’unione, scoprendo il Creatore al suo interno.

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