Rivelare lo spazio spirituale

Domanda: Perché alle persone non viene data immediatamente l’opportunità di entrare nello spazio spirituale e svilupparsi al suo interno?

Risposta: Perché non ne hanno il desiderio. Se tu dessi loro tali desideri non li sentirebbero come propri. È uno stato animale. Arrivando dallo stato opposto, devono sviluppare i corretti desideri spirituali. Solo in seguito cominceranno a raggiungere i più alti stati, e stavolta sì che li sentiranno come propri!

Domanda: È possibile trovarsi già nello spazio spirituale e non sentirlo?

Risposta: Sì, è vero. È così. Tu non puoi ancora sentirlo. È tutta una questione di come rivelarlo.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 09/12/2018

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Come sullo schermo di un cinema

Domanda: Il Creatore mi influenza in modo diverso, a seconda dei miei cambiamenti? Oppure la Sua influenza rimane la stessa ma la percezione che ne ho cambia? Chi cambia: io o Lui?

Risposta: Nel nostro mondo, parliamo sempre di ciò che la persona avverte: che si tratti di un cambiamento del tempo, dell’ambiente, della società circostante o di qualsiasi altra cosa.

La Kabbalah spiega che è tutto dentro di me: la società, l’umanità, il tempo e tutto ciò che accade. Ma io lo vedo solo all’esterno, l’esterno a me, come i diversi livelli della natura.

Quindi, correggendomi interiormente, cambio anche il mondo esterno. Ma ora, al contrario, a me il mondo sembra esterno, ed io penso che, cambiando me stesso, io possa vedere solo i risultati dei miei cambiamenti.

Immagina che ci sia intorno a te uno “schermo” a 360 gradi e che su di esso si possano vedere tutti i cambiamenti che avvengono in noi in tutti e quattro i livelli: parlante, animato, vegetale e inanimato. Queste sono le quattro fasi del desiderio che si proiettano su uno “schermo” esterno, come in un cinema.

Qui ci sono due approcci. O, cambiando me stesso, cambio in meglio il mondo intorno a me, oppure, rimango lo stesso e il mondo intorno a me cambia per forzarmi a cambiare. Cioè, o il Creatore mi tira avanti con una forza positiva oppure mi spinge da dietro con una forza negativa. Ed io vedo tutto questo sullo “schermo” intorno a me.

Domanda: Allora, cosa possiamo dire sulle quattro stagioni dell’anno che si avvicendano costantemente?

Risposta: Sono i quattro fondamenti, le quattro fasi della luce che si riflettono in me nella forma delle quattro stagioni. Tutto è diviso in quattro, cinque o dieci parti. Questo è il mio mondo interiore che è proiettato fuori in questo modo.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 16/12/2018

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New Life n.204 – La famiglia nel nuovo mondo

New Life n.204 – La famiglia nel nuovo mondo
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Nitzah Mazoz

Riepilogo:
Quali sono le ragioni del collasso della società umana? È possibile raggiungere la felicità e il riempimento costante nelle nostre vite, e come è possibile gioire nuovamente nella famiglia? La costruzione del concetto di famiglia tra noi dipende da ciascuno dei membri della famiglia; tutti sono uguali in questo. Ognuno fa la sua parte, altrimenti non avrebbe senso costruire una famiglia. Ognuno dà alla famiglia intera secondo le proprie capacità. L’essenza della saggezza della vita sta nello sviluppo della capacità di connettersi con altre persone. Chiunque abbia acquisito la capacità di connettersi agli altri a casa, avrà successo ovunque nel riunire le persone attorno a sé.
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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.204 – La famiglia nel nuovo mondo”, 27/06/2013

Il Creatore e Atzmuto

Domanda: Se costruissimo una rete di relazioni corrette, questa comunicazione ci porterebbe in uno stato simile al sistema chiamato “Creatore”?

Risposta: Nel mondo corporeo, la nostra vista o il nostro udito catturano solo una certa gamma di onde. Ci sono onde al di sopra e al di sotto della nostra vista e onde sonore superiori a 20 kHz e inferiori a 20 Hz, ma noi non le percepiamo. Tuttavia, sappiamo che esse esistono e inventiamo strumenti che ci permettano di espandere la gamma delle nostre sensazioni.

Ma qui noi non ci espandiamo, creiamo in noi un organo sensoriale radicalmente nuovo che non funziona per la ricezione, ma per la dazione.

La forza che sentiamo nel nostro nuovo organo sensoriale, l’equivalenza con la quale costruiamo noi stessi, si chiama Boreh, dalle parole “Bo” (vieni) e “Reh” (vedi).
C’è qualcos’altro al di sopra che non percepiamo, chiamato Atzmuto (il sé del Creatore). Esiste un confine ben definito in cui percepiamo qualcosa, ma nulla al di sopra di esso. Noi sentiamo chiaramente questo confine.

Domanda: Esistono informazioni su Atzmuto?

Risposta: Per molte generazioni, da 6.000 anni a questa parte, siamo stati solo nella realizzazione del Creatore. Ma quando tutta l’umanità arriverà alla piena realizzazione ed entrerà nell’organo sensoriale fuori di sé, cioè oltre ai cinque organi sensoriali corporei, e quando sentirà i cinque organi sensoriali spirituali costruiti sulla dazione, passeremo ad una dimensione più alta chiamata Atzmuto.
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Dalla trasmissione di KabTV “L’essenza della scienza della Kabbalah – 5° Parte”, 11/12/2018

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La realizzazione nelle tue sensazioni

Domanda: I kabbalisti dicono che l’essenza stessa del Creatore è irraggiungibile. Possiamo raggiungere solo la Sua forma e la Sua materia. Cosa significa questo?

Risposta: E’ la conseguenza di ogni fenomeno fisico che realizziamo. Non otteniamo nulla che esista al di fuori di noi.

Supponiamo che un certo segnale entri nei miei organi di senso. Non so che tipo di segnale sia. So che passa nell’orecchio, preme sul timpano, poi sulla catena degli ossicini e su altre parti dell’organo dell’udito. Quindi si trasforma in segnali elettrici, passa al cervello e viene visualizzato lì in alcuni concetti.

Qual è il legame tra il fatto che alcuni pensieri e sensazioni delle tue parole appaiono nel mio cervello e le vibrazioni sonore raggiungono il mio timpano?

Poiché sono in atto migliaia di cambiamenti, non posso nemmeno dire cosa c’è fuori di me. Io realizzo solo ciò che è già in me. Da quello che è in me, comincio a sperimentare e scopro che tutto ciò è come se provenisse dall’esterno.

Cioè, non realizziamo mai il fenomeno stesso, realizziamo solo il suo riflesso in noi. È lo stesso con il mondo. Viene visualizzato in noi allo stesso modo. Cosa significano veramente questi muri, libri, persone, TV, luce e oscurità? Non lo so.

Domanda: Supponiamo che un uomo sia un bugiardo. Il suo corpo biologico è la materia e la sua forma è la menzogna. Da quanto ho capito, una bugia scollegata da una persona è la sua forma astratta e non può essere ricercata. È corretto?

Risposta: Questa è filosofia e porta a commettere errori.

Domanda: Significa che è impossibile da ricercare? Anche i kabbalisti non possono farlo?

Risposta: No, i kabbalisti possono ricercarla. Essi denominano tutti gli elementi del mondo spirituale solo in base al loro conseguimento.

Domanda: Ma ricercano la forma e la materia in sé e non la forma astratta e la sua essenza?

Risposta: Sì. Ovviamente. Questo è il motivo per cui si chiama Atzmuto, cioè un fenomeno che non possiamo né ricercare né sentire. Esisteva già prima di entrare in noi.

Ad esempio, l’onda sonora che entra in me e poi attraversa tutte le trasformazioni, a partire dal padiglione auricolare alla consapevolezza nella mente di ciò che è, esiste in me. Ciò che è fuori di me non lo saprò mai perché è all’esterno. Allo stesso modo, i kabbalisti separano chiaramente le loro realizzazioni da ciò che è irraggiungibile, perché una persona è comunque un essere creato.

Nota: Esiste una legge nella Kabbalah: non personificare o creare alcuna immagine delle forze superiori del Creatore.

Il mio commento: Sì. Come risultato dello sviluppo della scienza, ora è molto più facile da spiegare rispetto a 40 anni fa, quando ho cominciato ad insegnare la Kabbalah.

Oggi puoi chiaramente spiegare che tutto ciò che ci circonda sono onde, forze, non volumi o oggetti. Il fatto è che tutti i volumi e gli oggetti esistono solo nelle nostre sensazioni e, in realtà, sono tutti un qualche tipo di impressione su di noi, la natura di cui non comprendiamo.

Possiamo parlare di ciò che esiste solo dalle sensazioni che sperimentiamo in noi stessi. Pertanto, oggi è molto più facile spiegarlo alle persone, specialmente alle giovani generazioni, che già capiscono che questo è il modo in cui funzionano le cose.

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Dalla trasmissione di Kab TV “L’Essenza della Scienza della Kabbalah – 7′ Parte”, 12/11/2018

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Il concetto di fede secondo la Saggezza della Kabbalah

Domanda: Quando parliamo di fede al di sopra della ragione nella Kabbalah, la parola fede, ha lo stesso significato che viene generalmente accettato nel nostro mondo?

Risposta: No, secondo la saggezza della Kabbalah, la fede non ha nulla a che fare con la comprensione terrena di questa parola. La fede, così come è intesa nella Kabbalah, non può trovare riscontri nella filosofia, ma neppure nella psicologia o nella vita di tutti i giorni.

La fede è la proprietà della dazione, che si forma in noi sotto l’influenza della forza superiore. Quando dico che credo in qualcosa, significa che ho semplicemente una certa connessione con qualche fenomeno, ma questo non è in alcun modo collegato alla fede che la Kabbalah implica.

Nella Kabbalah, il concetto di fede è una caratteristica speciale che sorge in una persona sotto l’influenza della forza superiore, la luce superiore. Solo allora si possono compiere azioni assolutamente altruistiche completamente non correlate a se stessi. È come se avessi un corpo supplementare, spirituale, e con il suo aiuto tutto funziona.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 23/12/2018

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Come posso elevare la giusta richiesta al Creatore?

Domanda: Come posso chiedere correttamente se mi rendo conto che la mia richiesta nasce dalla situazione che sto vivendo? Sto evitando ciò che il Creatore mi ha mandato?

Risposta: No. Spesso, quando chiedi, cominci a realizzare la tua richiesta come innaturale e debole, e anche che chiederesti per qualcos’altro e imposteresti la tua richiesta in maniera differente. Ma questo non importa.

Dovresti comprendere che noi esistiamo dentro un rigido sistema. Non si tratta semplicemente di inviare una lettera a qualcuno e poi tutto finisce lì. Tu costantemente lavori in questo sistema; tuttavia, la tua richiesta cambia lungo la via, viene riformulata.

Il sistema reagisce con la sua modalità. Per esempio, quando io inizio a parlarti di qualcosa, i miei pensieri cambiano. Comincio a scoprire altre opinioni per le domande, differenti risposte e impressioni per esprimerle, ecc.

Questa è l’interazione con il sistema: io esisto in esso e non posso uscire da questa struttura.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 04/11/2018

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Cercare l’equilibrio

Domanda: Se io sono puro egoismo, in che cosa posso diventare simile alla forza superiore?

Risposta: È possibile per te diventare simile alla forza superiore solo se cerchi un equilibrio tra due forze: egoismo e altruismo. La forza che sorge naturalmente in te è il tuo egoismo e tu ti ci immedesimi. Ma non sei tu, si tratta sempre del Creatore.

Tu sei qualcosa di assolutamente neutro, come una gelatina leggermente congelata, in cui costantemente e senza interruzione, il potere egoistico si muove dalla nascita alla morte, e a te sembra che sia tu.

Tuttavia, ti viene data l’opportunità di equilibrare questa forza negativa con una positiva, per la quale devi fare una richiesta spontanea al Creatore. Questo è ciò che avviene quando ti avvicini al Creatore e ti unisci a Lui. Chiedi al Creatore di insegnarti ad essere in equilibrio con la forza positiva in modo che appaiano due forze opposte e che l’equilibrio, chiamato linea di mezzo, emerga tra di loro.

Questa linea di mezzo, che si pone nell’equilibrio tra le linee di destra (altruismo) e di sinistra (egoismo), si chiama Adamo (umano) perché esattamente in essa diventi simile al Creatore.

Avendo una buona padronanza sia dell’egoismo sia dell’altruismo, puoi interagire correttamente con loro, costantemente in equilibrio su e giù, elevandoti al di sopra di questo equilibrio. La cosa principale è che impari a mantenere l’equilibrio. Questo è il tuo lavoro.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 16/12/2018

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Negare il governo del Creatore porta danni?

Domanda: Cosa può succedermi quando rinnego il governo del Creatore? Può portarmi qualche tipo di danno materiale o spirituale?

Risposta: Questo non puoi saperlo. Se tu lo sapessi, non abbandoneresti mai il tuo ego, ma faresti anzi di tutto per ottenere la massima ricompensa egoistica per te stesso, e così facendo ti danneggeresti spiritualmente.
Non puoi acquisire questa conoscenza finché non inizi ad agire altruisticamente, al di sopra di te stesso.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 25/11/2018

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New Life n.179 – La visione dei profeti

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Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Nitzah Mazoz

Riepilogo:

La visione dei profeti è che il potere dell’amore governerà il sistema. Israele deve essere educato secondo il principio di “Ama il tuo prossimo come te stesso” in modo che loro possano veramente diventare “Una luce per le nazioni”. I profeti spiegano che, se tergiversiamo, la natura ci trasformerà tutti in un’unica società attraverso il picco della sofferenza di Gog e Magog. Possiamo però evitarlo, connettendoci positivamente. Il nostro futuro dipende solo da noi. La nostra vera arma sono le buone relazioni tra di noi.

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.179 – La visione dei profeti”, 05/02/2013