Perché alcune anime sono fortunate e altre no?

Domanda da Facebook: Cosa hanno fatto di speciale le anime che sono poi nate come tuoi figli e nipoti? Perché alcune sono fortunate e altre no?

Risposta: Ti assicuro che non è un grande dono essere miei figli e nipoti, perché essi portano con sé un po’ del peso della mia vita. In effetti, la loro vita è diversa, ma non è affatto più facile o migliore.

Le loro anime non sono in alcun modo più fortunate rispetto alle altre. Hanno più opportunità di correggersi, certo, ma allo stesso tempo ricevono un’enorme aggiunta extra di egoismo.

Mio figlio vive in Canada. È un editore. Mia figlia maggiore è una dottoressa in scienze biologiche, una persona famosa nel mondo, che sogna di sconfiggere il cancro delle ghiandole femminili. La mia seconda figlia è una filosofa che si è laureata alla facoltà di filosofia (Kabbalah) e lavora nella nostra organizzazione. Che siano felici o no, fortunati o meno, non lo so.

Il fatto è che in tutti i casi della vita una persona ha tutto ciò di cui ha bisogno per raggiungere uno stato spirituale assolutamente completo. Pertanto, nessuno può lamentarsi.

Anche la persona più piccola, la più umile, la più povera e più mentalmente limitata, ha davanti ai propri occhi quali condizioni le sono state date dall’alto e può comprendere che queste condizioni, indipendentemente da quanto le sembrino incredibili, sono le più adatte per raggiungere la perfezione.

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Dalla trasmissione di KabTV “Le risposte alle domande da Facebook”, 10/03/2019

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L’unicità del Creatore – 6′ Parte

La realizzazione è nella reciproca connessione

Domanda: Nel nostro mondo esiste una vasta gamma di tutti i tipi di sentimenti, ad esempio l’amicizia o l’amore. Ma per provarli, devo avere qualcun altro con cui relazionarmi. Non posso provare amore o amicizia se non c’è nessuno oltre a me stesso. Lo stesso vale per il Creatore. Egli è la forza che viene percepita nella giusta connessione tra le altre persone?

Risposta: Certo, tutto viene percepito nel livello materiale. Ho bisogno dell’interazione con altre persone, con il gruppo.

Domanda: Il Creatore è una forma astratta che è impossibile sentire se non si veste di una forma materiale?

Risposta: Sì. Il Creatore mi appare come un gruppo di persone connesse fra loro dall’amore e dal sostegno reciproci. Quindi, la forza che esiste fra loro, non in ciascuno di essi singolarmente, ma fra tutti loro assieme, può essere chiamata “il Creatore”.

Domanda: Significa che il potere dell’amore non esiste al di fuori della connessione di più persone?

Risposta: Giusto. Non esiste.

Domanda: La saggezza della Kabbalah afferma che l’essenza del Creatore è irraggiungibile come l’essenza di tutti gli oggetti e fenomeni nel nostro mondo. Cosa significa “La Sua essenza è irraggiungibile”?

Risposta: Che è connessa al metodo del conseguimento. In realtà, non otteniamo nulla come “un singola cosa in sé”, ma possiamo ottenere solo qualcosa dal nostro atteggiamento nei suoi confronti.

Il graduale accumulo di impressioni positive o negative che mi dissuadono o mi avvicinano a diversi oggetti, che si suppone siano al di fuori di me ma si integrano in me, mi permettono di sentire come costruisco il mio organo di percezione.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 10/12/2018

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Più vicino alla gioia, più vicino al Creatore

È scritto: “Servi il Creatore con gioia”. Se non c’è gioia è segno che non ci troviamo nella spiritualità. La dazione è impossibile senza gioia. È scritto ne Il Libro dello Zohar che: “La Shechina è solo nel posto perfetto: non nel luogo della carenza, non nel luogo della mancanza, non nel luogo del dolore, ma nel posto giusto, nel luogo della gioia”. In effetti, esiste l’illuminazione derivante dalla presenza del Creatore nel posto corretto, e questo porta gioia.

Da questo si può sempre determinare se una persona è nella spiritualità o meno. Quando inizia a studiare, una persona per molto tempo non sente le correzioni che si attuano in lei, o le percepisce nella forma opposta; pertanto, può sentirsi scoraggiata, irritata o in disaccordo con i cambiamenti che sono in atto dentro di lei.

Qui la gioia rappresenta un momento molto significativo. Se una persona non sente la gioia, allora i suoi desideri non corrispondono a quelli del Creatore. Essi sono opposti a Lui. Mentre il desiderio viene corretto, in esso si rivela la gioia. Più forte e profonda è la gioia, più grande è la luce superiore, e la presenza del Creatore, la Shechina, è rivelata.

Se la forza superiore è pronta ad essere rivelata in una persona, allora la gioia appare prima in lei e poi nel Creatore. La gioia è un’illuminazione dall’alto, la forza speciale della luce, che si manifesta in risposta ad una preghiera, una richiesta al Creatore dal basso.

Quando ci rivolgiamo al Creatore con domande e richieste, quando vogliamo contattarLo, allora come risposta riceviamo la luce dall’alto che corregge i nostri desideri e li riempie.

Questa luce, prima di tutto, porta gioia e poi tutte le altre rivelazioni. Pertanto, la Shechina (la presenza del Creatore) è rivelata solo nella gioia, che si manifesta prima di tutto.

Se voglio ottenere la dazione, devo essere sempre nella gioia. Se non c’è, allora ho bisogno di controllare me stesso: dove altro in me c’è ancora dell’egoismo non corretto che mi impedisce di rivelare il Creatore? Non sappiamo se ci stiamo avvicinando alla rivelazione del Creatore, e quindi i kabbalisti ci forniscono il parametro per metterci alla prova: mi sto avvicinando alla gioia o, al contrario, me ne sto allontanando ogni giorno?

Da questi movimenti verso un grado maggiore o minore di gioia, si può giudicare fino a che punto ci si avvicina alla rivelazione della forza superiore o ci si allontana da essa. Dopo tutto, la gioia è una conseguenza delle buone azioni, cioè delle correzioni.

In ogni stato si ha bisogno di stare nella gioia perché “Non esiste nulla tranne Lui”, tutto viene dal Creatore. Nessuno può segretamente fare qualcosa di male, nel percorso dal Creatore a noi. Questo non succede, tutto arriva dall’alto. Il Creatore sta dietro ogni persona e la influenza attraverso questo teatro. Se non ho intenzione egoistica di ricevere, allora sarò sempre nella gioia. Non m’importa ciò che il Creatore mi dà: la cosa principale è che Egli si prende continuamente cura di me. Non considero ciò che è più piacevole e proficuo per me nel mio egoismo, e quindi accetto tutto con gioia.

Con questo segno, ognuno può controllare se stesso: se ci stiamo muovendo nei nostri gruppi verso la correzione e la rivelazione del Creatore, se stabiliamo un esempio per i nostri amici in base al quale dobbiamo sempre essere nella gioia per avvicinare sempre più la rivelazione della forza superiore.

La gioia è la conseguenza di ciò che io do ai miei amici, al Creatore, all’umanità. La gioia è il risultato della dazione perché con azioni di dazione divento simile al Creatore. Grazie alle mie azioni, ricevo un’illuminazione che si chiama gioia.

La gioia spirituale viene dal fatto che attraverso le mie azioni aiuto il Creatore a realizzare tutta la creazione. La gioia è una conseguenza del fatto che io, con l’aiuto del Creatore, adempio tutta la creazione e quindi procuro piacere a Lui.

Dalla lezione n.5, del Congresso 2019 in America Latina, “Costruendo la Società del Futuro”
18 maggio 2019, giorno 2.
Servi il Signore con gioia
1 – minuto 0:00 – 9:50
2 – minuto 1:39:45

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L’importanza della scienza della Kabbalah

Domanda: Qual è l’importanza della scienza della Kabbalah per la nostra generazione?

Risposta: L’importanza della scienza della Kabbalah non è teorica, bensì puramente pratica. Quando l’umanità arriverà ad uno stato di disperazione senza sapere dove andare, il perché della propria esistenza e neppure il significato della propria vita, allora nascerà il bisogno della scienza della Kabbalah. Prima di questo, le persone non sentono di averne bisogno, specialmente perché la scienza della Kabbalah non è mai stata offerta a nessuno. Si trova nascosta all’interno dell’umanità, in uno stato di preparazione, perché i kabbalisti la sviluppano e la preparano per renderla popolare, diffonderla ed applicarla.

Oggi siamo arrivati ad uno stato nel quale la Kabbalah può essere rivelata al mondo, però prima del nostro tempo veniva di fatto tenuta nascosta.

Domanda: Baal HaSulam scrive che la Kabbalah rivela il Creatore ad ogni persona nel mondo. Quindi prima la gente non ne aveva bisogno?

Risposta: No, ed anche oggi le persone non ne sentono ancora la necessità. Alla fin fine l’uomo non ha bisogno della verità, ma di qualcosa che gli dia una certa comodità, soddisfazione e risposte sui problemi più basilari della propria vita.

Domanda: Però non credo che la gente rifiuterebbe la rivelazione del Creatore, se sapesse che è possibile che Egli si riveli a noi.

Risposta: No. Anche in mezzo a coloro che oggi arrivano da noi ed ascoltano in merito alla possibilità della rivelazione del Creatore, del mondo superiore, del successivo livello dello sviluppo dell’umanità, solo alcuni continuano a studiare con noi.

Domanda: È possibile che la gente non desideri ciò che la Kabbalah offre…cioè la rivelazione del Creatore?

Risposta: È possibile…
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 13/12/2018

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L’unicità del Creatore – 5′ Parte

Come sentire il Creatore

La Kabbalah ti offre questo: se vuoi sentire la forza superiore, devi entrare in un gruppo di persone simili a te e iniziare a dissolverti al suo interno. Preferendo le opinioni e i desideri della collettività al tuo, indipendentemente da ciò che sono, cambiando chiaramente le tue opinioni e i tuoi desideri e uniformandoti ai loro, inizierai a sentire come stai “uscendo fuori da te stesso”. Allo stesso tempo ti sarà chiaro che stai entrando negli altri e che non puoi agire diversamente. Devi uscire da te stesso ed entrare in loro.

Uscire da se stessi è il primo passo per raggiungere il Creatore. Si chiama la restrizione dell’egoismo. Devo limitarmi per iniziare a sentire gli altri invece di me stesso.

Nella misura in cui lo faccio, comincio a sentire un mondo completamente diverso, connessioni diverse tra persone e oggetti. Sento l’esistenza della forza generale della dazione e dell’amore che le connette fra loro.

Comincio a vedere tutte le persone come marionette che sono assolutamente e chiaramente gestite dalla forza superiore in relazione a me, ed è così che anch’io vengo adoperato in relazione a me stesso, a loro e alla forza superiore.

Tutto questo continua fino a quando, esattamente in questo modo – a piccoli passi, con la mia stessa realizzazione – accumulo sensazioni e conoscenze su questa forza superiore, che mi permea, mi collega agli altri e mi permette di agire al di fuori di me stesso per amore di questo gruppo di persone o anche di questo potere generale, il Creatore, che si manifesta in esse. È così che progredisco e studio questo fenomeno.

Questo sentimento è chiamato “il mondo superiore“. Il potere della dazione e dell’amore che esiste, governa e detiene tutto ciò, incluso me stesso, è chiamato “il Creatore”.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 10/12/2018

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New Life n.1096 – I segreti della Natura

New Life n.1096 – I segreti della Natura
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Yael Leshed-Harel

Riepilogo:

Nulla è occultato in natura: tutto ciò che scopriamo in lei, dipende dalla nostra percezione della realtà che ci circonda. La percezione umana è limitata dai cinque sensi materiali che ognuno di noi ha, che sono basati sul nostro desiderio di ricevere. Quando ci sviluppiamo, in noi si risveglia un desiderio che vuole andare oltre questi cinque sensi. In questo stadio dello sviluppo umano è necessaria la caratteristica della dazione, cioè l’intenzione di fare del bene agli altri anziché a noi stessi. L’evoluzione ci sta facendo avanzare verso lo sviluppo di cinque nuovi sensi spirituali, con i quali percepiremo una Natura eterna e vivremo esistenze semplici e piacevoli, per il bene di tutti.

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1096 – I segreti della Natura”

 

 

La Kabbalah e le altre credenze – 6′ Parte

Sacrificio: avvicinarsi al Creatore

Domanda: In tutte le fedi viene praticato il concetto di persuadere i poteri superiori con il sacrificio. Che dice in merito la Kabbalah?

Risposta: Anche la Kabbalah ha un concetto chiamato “sacrificio”.

Ma qui si comprende che una persona sacrifica il suo egoismo, non vuole usarlo e non vuole che il suo egoismo le dia ordini. Vuole rinunciare, cambiarlo in altruismo e dazione.

“Sacrificio” in ebraico è “Kurban“, che deriva dalla parola “Karov” (avvicinarsi). Una persona vuole correggere il proprio egoismo e sulla base di ciò si avvicina al Creatore. Questo è il sacrificio.

Domanda: Cioè, tutto ciò che è scritto nella Torah sulle offerte al Tempio implica esattamente questo?

Risposta: Solo quello. Le offerte sono in pratica ciò è stato fatto nel Tempio, perché il Tempio è un luogo di contatto tra una persona e il Creatore.

Domanda: Le persone andavano lì per unirsi?

Risposta: Puoi andare fisicamente al Tempio, ma questo non significa nulla. Un uomo arriva in un luogo dentro al suo cuore, dove può sacrificare il proprio egoismo: “massacrarlo” e sacrificarlo per avvicinarsi al Creatore con un sentimento di altruismo assoluto, amore dazione e connessione.

Domanda: Quindi, questo non ha nulla a che fare con il fatto che gli animali sono stati sacrificati nel Tempio?

Risposta: No. È tutta un’allegoria, come radice e ramo, causa ed effetto, niente di più. Quindi puoi uccidere quanti animali vuoi e non farà alcuna differenza.

Domanda: Quindi il sommo sacerdote ha sacrificato il suo egoismo per avvicinarsi alle altre persone?

Risposta: Sì, egli era la persona più corretta tra tutte le persone.

Domanda: Insieme al lavoro interiore, prese un agnello, lo tagliò e lo mangiarono?

Risposta: Sì. Hanno compiuto tutte le azioni contemporaneamente, iniziando dalle azioni più spirituali, più alte, a quelle più basse e materiali, insieme e nella stessa intenzione

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 18/02/2018

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Perché i kabbalisti consigliano ai propri studenti di lavorare?

Domanda: Perché i kabbalisti consigliano ai propri studenti di lavorare?

Risposta: Lo studente di Kabbalah deve avere un proprio lavoro perché possa tenersi occupato. Non può studiare Kabbalah o sedersi su una panchina tutto il giorno, a mangiare patatine e a discutere di politica. Non ha affatto bisogno di questo.

Dovrebbe studiare preferibilmente tre ore al mattino, prima del lavoro, e due ore alla sera, dopo il lavoro. Se ha del tempo libero, anche di più. Il resto del tempo dovrebbe essere dedicato a lavorare, dormire e mangiare. Di cos’altro dovrebbe avere bisogno nella vita? Dovrebbe essere tutto molto semplice e naturale.

Riguardo al dormire, dovrebbe riposarsi dalle cinque alle sette ore. Ci sono persone che hanno bisogno di sette ore di sonno, ce ne sono altre per cui cinque ore sono più che sufficienti.

Nota: Esistono anche gli sport, la musica, il teatro.

Il mio commento: Se una persona studia la Kabbalah, poi la musica, il teatro e lo sport si uniscono in un tutt’uno.

Domanda: Significa che non ci sono altre necessità?

Risposta: No.

Domanda: Quindi, idealmente, la sensazione del Creatore dovrebbe riempire tutte queste mancanze?

Risposta: Tutto viene da Lui, solo che ci arriva sotto diverse forme.

Note: Un volta le persone vivevano normalmente e senza gli sport…

Il mio commento: Ma fare esercizio fisico, forse, è necessario. Anche la musica, la letteratura e ogni altra cosa sono delle necessità, ma devono essere finalizzate alla correzione dell’anima umana.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 03/01/2019

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New Life n.1095 – I segreti fra le persone

New Life n.1095 – I segreti fra le persone
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Yael Leshed-Harel

Riepilogo:

Nelle relazioni non ci possono essere segreti. Le persone conservano dei segreti per controllare gli altri. Se una persona non si corregge affinché tutte le sue intenzioni siano per beneficiare gli altri, avrà sempre qualcosa da nascondere. Nelle persone corrette, quello che c’è nel cuore c’è anche nella bocca. In altre parole, queste persone criticano se stesse e non gli altri.

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1095 – I segreti fra le persone”, 19/03/2019

 

 

L’unicità del Creatore – 4′ Parte

La teoria kabbalistica sulla governance della Natura

Domanda: Quale teoria sulla governance della natura segue la Kabbalah?

Risposta: La Kabbalah dice che non c’è né biteismo, né politeismo e neppure la teoria della fine della tutela…nulla di tutto questo. Esiste solo un’unica forza impegnata nello sviluppo umano in modo da portare le persone all’adesione al Creatore.

Per questo, l’essere umano è stato creato con la caratteristica opposta: il desiderio egoistico di ricevere per se stesso, che si concretizza quando egli pensa, contempla e immagina tutto solo per il proprio beneficio. La persona non ha una sola sensazione, non un singolo pensiero nella mente e nel cuore che possa perseguire se non per il proprio benessere personale.

La correzione della persona consiste nell’andare al di sopra delle sua natura e superare questa tendenza di fare, pensare ed agire, inconsciamente e consciamente, solo per il proprio beneficio. Deve tirare fuori un modello assolutamente opposto che può pensare solo agli altri, agendo per il loro bene, provando dolore e piacere per loro.

La persona deve andare completamente al di sopra della propria essenza animale e cominciare invece a sentire tutto al di fuori di se stessa, vivendo solo per il bene di coloro che sono al di fuori di lei, “fuori dai propri” pensieri, desideri e intenzioni. Così, c’è una sola forza, anche se un numero infinito di forze, cause e sorgenti vengono percepiti dentro di noi.

Al giorno d’oggi, stiamo già raggiungendo la comprensione che il mondo è integrale e che in esso, probabilmente, funzionano davvero solo una teoria, una tecnica, un potere e un programma di controllo.

Solo ci influenza diversamente. Perciò possiamo realizzare questa teoria e ritornare ancora al monoteismo. In altre parole, c’è una singola forza che ci controlla diversamente, ma con un solo scopo di condurci all’uguaglianza con Lei. Questo è come accade… dal nostro stato iniziale di assoluto amor proprio per noi stessi, arriviamo allo stato opposto: l’amore altruistico e assoluto al di fuori di noi stessi.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 10/12/2018

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