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La Torah: Il sistema di connessione fra il Creatore e la creazione

Il Libro dello Zohar, “Lech Lecha”: “Quanto amata è la Torah dal Creatore, con le sue virtù l’uomo viene premiato con la vita nel mondo a venire. E tutti coloro che insegnano la Torah agli altri sono più importanti di tutti gli altri.”

La Torah è chiamata la Luce superiore (Ohr), che agisce su colui che studia nel modo giusto, cioè, che vuole raggiungere un livello più alto nella Torah rispetto a quello nel quale si trova adesso.

Lui vuole diventare più altruista, dando, amando, connettendosi di più con gli altri e sostenendo tutti. In altre parole, lui vuole diventare come il Creatore, in un certo senso, completando e portando il bene.

Se una persona si sforza, quindi, di cambiare se stessa, allora la Luce superiore, chiamata Torah, agisce su di lei e la spinge in avanti, verso questo stato. E allora lei sente che sta cambiando.

Naturalmente, in questi cambiamenti ci sono alti e bassi, un cambiamento in ogni livello; ma da tutti loro, una persona impara quanto la Torah in realtà la influenzi e agisca su di lei.

Prima di tutto, una persona deve acquisire i desideri del donare e della fede al di sopra della ragione, e così andrà oltre i confini di questo mondo. Questo mondo inizia a dissiparsi come un miraggio, perché esiste solo nella nostra immaginazione egoista.

Nella Kabbalah, il nostro mondo è chiamato il “punto di questo mondo”, perché non c’è nessun altro punto in esso. Quando andiamo al di là dei confini del punto egoista e ci espandiamo, cominciamo a sentire l’abbondanza e il significato della Torah, aderendo al suo Albero della Vita. E se così non fosse, allora resteremmo nel buio, all’interno di un piccolo punto nero.

La Torah è la Luce del mondo dell’Infinito, che secondo il programma della Creazione (HaVaYaH) è stato diviso in 620 Luci, il cui scopo è quello di agire sul desiderio corrotto e correggerlo. Una persona deve correggere il suo desiderio con l’aiuto di questa Luce, e d’altra parte, deve svegliare questa Luce da sé.

Non può cambiare se stessa senza la Luce superiore, ma la Luce deve essere attratta, e per questo, è necessaria anche la Torah. Si scopre che l’intero sistema che connette la Creazione con il Creatore e il Creatore con la Creazione viene chiamato: Torah.

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“Cancellerai la memoria di Amalek”

Dalla Torah, (Deuteronomio 25:19): “Quando dunque il Signore tuo Dio ti avrà assicurato tranquillità, liberandoti da tutti i tuoi nemici all’intorno nel paese che il Signore tuo Dio sta per darti in eredità, cancellerai la memoria di Amalek sotto al cielo: non dimenticare!”

Non dimenticate che dovete costantemente cancellare la memoria di Amalek.

In nessuna circostanza dovrete far calare il vostro livello di attenzione, ma state sempre in guardia, e ricordatevi che Amalek, l’intenzione per il proprio bene, può avvicinarsi a voi in ogni momento, entrare dentro di voi attraverso alcuni desideri e intenzioni specifiche, e rubarli per se stesso. In questo modo, egli riceverà di nuovo sostentamento da voi, e vi indebolirà sul vostro cammino.

Domanda: Quando il Creatore ci darà finalmente riposo?

Risposta: Non c’è riposo.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 2/11/16

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Ognuno è responsabile per se stesso

Dalla Torah, (Deuteronomio 24:16): “Non si metteranno a morte i padri per una colpa dei figli, né si metteranno a morte i figli per una colpa dei padri; ognuno sarà messo a morte per il proprio peccato.”

Il livello superiore è chiamato padre, quello inferiore è il figlio. La parte superiore non può essere completamente responsabile di quella inferiore e viceversa. Devono attenersi a certi tipi di connessione per sostenersi a vicenda, ma possono essere ritenute responsabili solo per il compimento del proprio lavoro.

Pertanto, in un gruppo kabbalistico, così come in tutte le altre situazioni, noi dobbiamo rimanere in contatto l’uno con l’altro, e ogni persona deve capire il quadro della sua responsabilità. La Torah, da un lato parla della nostra piena unione fra noi e, dall’altra parte, di come noi dobbiamo essere responsabili di noi stessi.

Io mi assumo la responsabilità di aiutare i miei amici, ma posso rispondere solo per le mie azioni e non ho alcun diritto di approfondire quello che sta succedendo nell’interiorità di ognuno di essi.

Sono obbligato a mettere a disposizione la mia parte di sforzo, supporto e interazione perché siamo tutti piccole parti di un unico sistema. Ma io non so come la parte successiva andrà a finire. Io rispondo solo per quello che io passo a lui, ma non posso assumermi responsabilità per il lavoro di un altro. Ognuno ha il suo libero arbitrio.

Domanda: Come posso determinare la mia particolare parte nel gruppo?

Risposta: Tu devi fornire agli altri ciò di cui hanno bisogno per il loro normale funzionamento. Solo questo! È per questo motivo che ognuno rimane libero nella propria realizzazione e deve dare agli altri ciò che ha per la loro realizzazione.

C’è un sistema di regole in cui le parti del sistema integrale devono essere connesse fra loro per soddisfare le condizioni del suo corretto funzionamento.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 31/01/16

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“Quando scuoterai i tuoi ulivi…”

Dalla Torah, (Deuteronomio 24:20): “Quando scuoterai i tuoi ulivi, non tornerai indietro a ripassare i rami: saranno per il forestiero, per l’orfano e per la vedova.”

I vigneti, le olive e i cereali rappresentano diversi tipi di desideri.

L’olio d’oliva, che rappresenta la luce di Hochma, è prodotto dalle olive. L’olio viene estratto pressando le olive, cioè, attraverso gli sforzi della persona che riceve qualcosa non direttamente dalla natura, ma attraverso il proprio sforzo. Tutto ciò che le viene donato dalla natura lei lo utilizza per salire al livello di “uomo”.

Lo stesso vale per quanto riguarda il pane. Il pane rappresenta la Luce di Hassadim. Se tu non raccogli il grano, diverrà cibo per gli animali. Se lo lavori, puoi fare la farina e cuocere il pane, così che sia già un alimento per l’uomo.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 31/10/16

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I misteri della nascita di un livello spirituale

Dalla Torah, (Deuteronomio 23:10 – 23:11): “Quando uscirai e ti accamperai per difenderti dai tuoi nemici, guardati da ogni cosa cattiva. Se si trova qualcuno in mezzo a te che sia immondo a causa d’un accidente notturno, uscirà dall’accampamento e non vi rientrerà più.

Durante la notte l’uomo non può trovarsi in unione spirituale con la Luce, né con lo schermo, né con un desiderio, perché non c’è lo Zivug (l’accoppiamento) della Luce e dello schermo. Nel nostro mondo l’accoppiamento sessuale, solitamente, avviene di notte; ma qui diciamo che deve avvenire quando c’è la luce del giorno.

Domanda: Significa che la persona è impura perché il suo accoppiamento è avvenuto di notte?

Risposta: Non solo per questo, ma anche perché questa espulsione di Luce avviene senza schermo e senza Kelim (vasi) che sono necessari affinché ci siano prima la ricezione e poi la dazione. In altre parole qui non c’è ricezione, la parte femminile e l’espulsione del seme avvengono senza vaso ed il vaso è necessario affinché nasca lo stato successivo, il livello successivo. Questo è considerato impuro.

Domanda: Se come dice lei l’accoppiamento deve aver luogo nella luce, allora perché dice che avviene nell’oscurità?

Risposta: Perché proprio quando tutto è buio, quando c’è assenza di Luce superiore, avviene il contatto fra l’attributo maschile e quello femminile. Questo rappresenta la preparazione all’unione fra lo schermo, il desiderio e la Luce superiore. Per questo avviene solo nella notte e solo in giorni e stati specifici.

Come regola, deve avvenire durante il giorno, più precisamente di sabato. Dopo il pranzo all’ingresso dello Shabat, dal venerdì verso il sabato, quando sta arrivando il sabato, un uomo deve stare con una donna. In seguito, un’altra volta in Mincha, ovvero prima che finisca lo Shabat. Questo corrisponde alla Luce che, in questo momento particolare, brilla nel mondo spirituale.

Naturalmente nel nostro mondo non c’è alcuna Luce. Tutto avviene semplicemente come analogia con le azioni spirituali, come si suol dire: “è una pallida copia”.

La nascita del livello successivo durante il giorno, nel sabato, è il tempo più propizio per correggere il Kli. Questo è il momento in cui tutte le condizioni sono positive per la parte femminile (desiderio) e per la parte maschile (intenzione ed unione con la Luce superiore) per creare un’adeguata azione di dazione.

È un sistema molto completo di forze che successivamente si materializzano nel nostro mondo nella forma di organo maschile e organo femminile, i quali in seguito interagiscono in modo da generare nuova vita. Rispetto a questo ci sono giorni (sette giorni impuri) nei quali è proibito toccare la donna. Poi se ne contano altri sette, 14 in totale. Alla fine, restano solo due settimane appropriate per l’inseminazione.

Tutto questo è stato calcolato al tempo nel quale tutte le donne avevano lo stesso ciclo lunare. Il mese lunare è di 28 giorni e corrisponde esattamente al ciclo della donna. A quel tempo c’era la sensazione di una sola donna, perché si era vicini alla correzione spirituale.

È scritto nel Talmud delle Dieci Sefirot che i primi sette giorni impuri sono il Gevurot (lo schermo) che si deve formare nella donna affinché riceva correttamente il seme dentro di sé, il seme rappresenta la Luce superiore. I secondi sette giorni sono di preparazione, quando la donna formalizza il suo desiderio unito allo schermo.

Dopo, la donna si immerge nella Mikveh; ovvero il desiderio è bagnato in una determinata luce chiamata Mikveh, l’acqua, la luce di Binà. Poi è completamente pronta per agire in dazione, perché è la qualità che Binà le dà. Dentro di lei si forma un desiderio capace di ricevere la Luce superiore, fino al suo punto nel cuore per cominciare a sviluppare un’anima. Così può avvenire la nascita, solo a partire dalla qualità di Binà unita con Malchut.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 19/10/16

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“Ho preso questa donna”

Dalla Torah, (Deuteronomio 22:13-22:14): “Se un uomo sposa una donna e, dopo aver coabitato con lei, la prende in odio, le attribuisce azioni scandalose e diffonde sul suo conto una fama cattiva, dicendo: ‘Ho preso questa donna, ma quando mi sono accostato a lei non l’ho trovata in stato di verginità.’”

Fra coloro che studiano la Kabbalah, ci sono persone che dicono: “Perché siamo venuti qui? Abbiamo studiato per diversi anni e dove sono i risultati?”

Il desiderio con cui uno studente è arrivato qui è la “donna” con la quale ha iniziato a lavorare. Tuttavia, egli lascia tutto perché non vede risultati. Invece di connettersi con il suo sogno e andare avanti, egli comincia a odiarla e fugge.

Questo significa “fare accuse diffamatorie” perché questo metodo non funziona e lui “gli da un brutto nome.”

“Ho preso questa donna, ma quando mi sono accostato a lei non l’ho trovata in stato di verginità” significa, che essa non è mia. Non posso utilizzarla per creare il mio mondo futuro, i cosiddetti figli, insieme a lei. Questo desiderio non appartiene a me ed io non riesco a controllarlo.

Dalla Torah, (Deuteronomio 22:15): “Il padre e la madre della giovane prenderanno i segni della verginità della giovane e li presenteranno agli anziani della città, alla porta.”

Si tratta di una rivelazione del livello superiore, nella qualità dell’Abba ve Ima. Si riferisce a quegli studenti che iniziano ad affrontare i chiarimenti e l’analisi sul cammino spirituale. Non scappano dai problemi emergenti, perché queste difficoltà sono lì per loro.

Una “ragazza vergine” è il desiderio egoistico personale di uno studente, quello che non ha ricevuto da qualcun altro. Questo è ciò che abbiamo bisogno di dimostrare.

“Prenderanno i segni della verginità della giovane e li presenteranno agli anziani della città, alla porta” significa aumentare il desiderio di Abba ve Ima per il livello successivo.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 5/10/16

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“Quando sarai entrato nel paese…..”

Dalla Torah, (Deuteronomio 26:1-26:2): “Quando sarai entrato nel paese che il Signore tuo Dio ti darà in eredità e lo possiederai e là ti sarai stabilito, prenderai le primizie di tutti i frutti del suolo da te raccolti nel paese che il Signore tuo Dio ti darà, le metterai in una cesta e andrai al luogo che il Signore tuo Dio avrà scelto per stabilirvi il suo nome.”

Che significa “Quando sarai entrato nel paese che il Signore tuo Dio ti darà in eredità e lo possiederai”? Significa che avrebbe dovuto attraversare il fiume Giordano? Però è un fiume molto poco profondo. La gente lo attraversava molto facilmente con il bestiame. Non c’era niente di speciale in questo.

La terra di Israele la si può possedere solo nel senso spirituale. Poi avrai diritto di stare in essa.

Oggi, il dimorare nella terra di Israele ci viene concesso come un’opportunità, e dobbiamo provare che davvero possiamo esistere in questa terra, altrimenti verremo “cacciati” da essa dopo qualche tempo. Questo ci è successo duemila anni fa e la stessa cosa può avvenire adesso se non ci dimostriamo degni di questa terra.

Vivere nella terra di Israele significa stare in stretta connessione con la gente, in amicizia e fratellanza e così relazionarci al Creatore, esattamente nella stessa maniera, per dargli l’opportunità di dimorare fra noi. Questa è chiamata la terra di Israele, dalla parola “Isra-El” (diretto al Creatore).

A proposito di questo è scritto: “Le metterai in una cesta e andrai al luogo che il Signore tuo Dio avrà scelto per stabilirvi il suo nome”. Il suo nome può stare solo in questo luogo.

La cesta è la tua intenzione mentre il raccolto e tutto il resto sono i tuoi desideri. “Le primizie di tutti i frutti del suolo da te raccolti nel paese che il Signore tuo Dio ti darà”, significa tutti i doni speciali e sono le intenzioni con le quali pretendi di dimostrare perché lo fai.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 9/11/16

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“Ma se non vuole far pace con te…”

Dalla Torah, (Deuteronomio 20:12-20:14): “Ma se non vuole far pace con te e vorrà la guerra, allora [quella città] l’assedierai. Quando il Signore tuo Dio l’avrà data nelle tue mani, ne colpirai a fil di spada tutti i maschi; ma le donne, i bambini, il bestiame e quanto sarà in quella città, tutto il suo bottino, li prenderai come tua preda; mangerai il bottino dei tuoi nemici, che il Signore tuo Dio ti avrà dato.”

Se le intenzioni (le parti maschili) non sono disposte a cambiare, significa che devono essere annientate. Dovete prendere solo i desideri (le parti femminili) e ricoprirli con le vostre intenzioni.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 19/09/16

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“Siate cauti per quanto riguarda la lesione di Tzara’ath”

Dalla Torah, (Deuteronomio 24:8): “In caso di lebbra badate bene di osservare diligentemente e fare quanto i sacerdoti leviti vi insegneranno; avrete cura di fare come io ho loro ordinato”.

La “lesione” e la “lebbra” sono i problemi più esteriori che una persona ha perché la pelle rappresenta lo strato più esterno dell’egoismo.

Il corpo di una persona, sia a livello interiore che esteriore, è così organizzato: il midollo (Mocha), le ossa (Atzamot), i tendini (Gidin), la carne (Basar) e la pelle (Or).

La comparsa di lesioni sulla pelle è la manifestazione dell’ultimo grado di rottura. Tu devi interagire correttamente con questi problemi, cioè, curarti dalla lebbra attraverso il Cohen (il sacerdote) e il Levita che sono in te, attraverso i tuoi più alti e migliori desideri corretti che possono quindi correggere i desideri più bassi non corretti in te. In caso contrario, non è possibile determinare di cosa si tratti ed essere curati.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 26/10/16

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Una moglie che non trova grazia negli occhi del marito

Dalla Torah, (Deuteronomio 24:1-24:4): “Quando un uomo ha preso una donna e ha vissuto con lei da marito, e poi avviene che essa non trovi grazia nei suoi occhi, perché egli ha trovato in lei qualche cosa di vergognoso, allora scriva per lei un libello di ripudio e glielo consegni in mano e la mandi via dalla casa. Se essa, uscita dalla casa di lui, va e diventa moglie di un altro marito e anche questi la prende in odio, scriverà per lei un libello di ripudio, glielo consegnerà in mano e la manderà via dalla casa oppure se questo secondo marito, che l’aveva presa per moglie, muore, il primo marito, che l’aveva ripudiata, non potrà riprenderla per moglie, dopo che essa è stata contaminata, perché sarebbe un abominio agli occhi del Signore; tu non renderai colpevole di peccato il paese che il Signore tuo Dio sta per darti in eredità.”

Se consideriamo ciò che abbiamo appena letto dal punto di vista della società umana, allora ognuno è libero di pensarla come più gli aggrada. Ma se invece la storia viene considerata dal punto di vista della correzione dell’anima, allora questo desiderio non può essere corretto, perché il primo marito, che stava cercando di creare la giusta intenzione con questa donna (con questo desiderio), ha capito che non poteva farlo.

Così, egli non sarà in grado di risolvere il problema neanche dopo il suo secondo marito, perché anche il secondo non è riuscito in questa operazione. Dopo tre mariti che le hanno chiesto il divorzio, lei non ha più il diritto di sposarsi, vale a dire, questo desiderio è incorreggibile. Esso deve essere messo da parte fino al successivo livello di correzione.

L’anima non scompare da nessuna parte. Arriverà il livello successivo, e ci sarà un altro stato nell’anima comune, e quest’anima privata, questo desiderio personale, sarà in grado di ricevere la correzione.

Domanda: Ma ci sarebbe stato un ennesimo tentativo di correggerla, se si fosse di nuovo sposata?

Risposta: Certo.

Parlando del nostro mondo, nelle comunità ebraiche una ragazza non dovrebbe rimanere senza marito. Ogni donna è sempre stata chiesta in moglie da qualche parte del mondo! Questo è un grande comandamento. Per ogni ragazza: storta, gobba, zoppa, a prescindere dalle sue condizioni fisiche, doveva essere trovato uno sposo. Una speciale dote veniva assegnata a lei, quindi un uomo era pronto a sposarla.

Sposarsi è sempre stata considerata una grandissima Mitzva: una causa caritatevole. La persona che aveva potuto farlo almeno una volta nella sua vita aveva la sensazione di ricevere qualcosa che arrivava dall’alto.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 26/10/16

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