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La Kabbalah non funziona con i numeri

Commento: La Kabbalah, di regola, parla di una sorta di condizione qualitativa. Per esempio gli storici scrivono che tre milioni di persone lasciarono l’Egitto, di queste, 600.000 erano uomini ed il resto erano donne e bambini. Ma la Kabbalah non funziona affatto con i numeri. La Gematria è una quantità qualitativa.

È possibile che non fossero tre milioni le persone che lasciarono l’Egitto, in quanto questo dato rappresenta una certa quantità qualitativa.

La mia risposta: Esiste un certo schema in cui i potenziali stati delle forze spirituali, descritti nelle fonti primarie, devono materializzarsi almeno una volta.

Gli storici e gli archeologi lo cercano attraverso le loro fonti, misurandolo con i loro standard, lo pesano in grammi e chilogrammi, lo trasformano in chilometri e quindi lo fanno in modo leggermente diverso.

Domanda: Come dovremmo usare questo tipo di informazione? Supponiamo che io abbia letto che diverse migliaia di anni fa ci fu un esodo dall’Egitto. Ma non sono uno storico e questa notizia non mi interessa. Come posso utilizzarla per il mio bene?

Risposta: Abbiamo parlato della salita al di sopra dell’egoismo, che fu intrapresa da un gruppo di persone che lottò per questo. Nel nostro tempo, come anche in quei giorni, questo si realizza con le stesse azioni, gli stessi sforzi e attraverso l’unione tra le persone, chiamata garanzia reciproca.

Non fa differenza; che tu sia esistito 3.000 anni fa e quindi sia sorto dall’egoismo, ossia “uscito dall’Egitto”, o che tu lo faccia oggi con un gruppo di persone, nella decina, qui o dall’altra parte del mondo. Dopo tutto, abbiamo molti gruppi che lavorano in differenti paesi e parlano lingue diverse.
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Dalla trasmissione di KabTV “Un’analisi sistematica dello sviluppo del popolo di Israele”, 24/03/2019

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Qual è la differenza tra filosofia e Kabbalah?

Domanda: Ho letto su Wikipedia che Kabbalah e filosofia sono due sistemi di conoscenza che riguardano l’uomo e il mondo e che entrambi sono basati sulla stessa domanda: la domanda sul significato della vita.

Se parliamo dell’origine della Filosofia, il filologo e umanista tedesco Johann Reichlin (XV-XVI secolo) scrisse che il suo maestro Pitagora, il padre della Filosofia, ha acquisito i suoi insegnamenti non dai greci ma piuttosto dagli ebrei. Perciò, Pitagora dovrebbe essere definito kabbalista e lui fu il primo a tradurre la parola “Kabbalah”, sconosciuta ai suoi contemporanei, tra i greci, come “filosofia”.

I greci hanno studiato con i kabbalisti?

Risposta: I greci studiavano con i kabbalisti nel tempo dei profeti ebrei.

In quel tempo, le persone erano già connesse e gli ebrei accettavano chiunque volesse studiare. Proprio come nell’antica Babilonia, coloro i quali vollero, si unirono ad Abrahamo e coloro che non lo fecero, poterono unirsi in seguito. La Kabbalah era aperta a tutti.

Domanda: Qual è la differenza tra Kabbalah e Filosofia? É il fatto che la Kabbalah non considera ragionamenti astratti e speculativi, per esempio riguardo all’anima e al Creatore, come fa la Filosofia?

Risposta: Sì, perché la filosofia non ha uno strumento chiaro per approcciarsi alle persone, come iniziare a “rovistare” in questa, a studiare i desideri e i loro vari livelli e ad esaminare le intenzioni delle persone. Quindi non c è nessuna differenza tra le intenzioni per il mio bene e per il bene degli altri.

La Filosofia non studia come uscire da noi stessi verso gli altri, alzare e abbassare i nostri desideri, come lavorare quando sei in un’ascesa o discesa di desideri e intenzioni, e così via. Così è, la Kabbalah è una scienza e un’ elevata psicologia spirituale interiore.

Domanda: Possiamo dire che i filosofi sono persone che studiavano dai kabbalisti, ma non conseguirono la comprensione del Creatore; cioè, essi non acquisirono uno schermo ma rimasero semplicemente nel livello di conoscenza e poi svilupparono una scienza chiamata “Filosofia”?

Risposta: Certo. Dato che non potevano conseguire il mondo superiore e il Creatore, essi iniziarono a svilupparlo nella direzione del pensiero logico, usando la loro mente e le relative conclusioni.

Perciò la Filosofia non è di certo una scienza. Oggi solo coloro che ancora vogliono impiegare le proprie vite in cose futili diventano filosofi.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 13/12/2018

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L’immutabilità delle fonti kabbalistiche

Commento: Nella saggezza della Kabbalah, un libro, una fonte scritta da un kabbalista anche diverse migliaia di anni fa, gioca un ruolo molto importante ed è un mezzo di realizzazione spirituale, come, per esempio, Il Libro dello Zohar. In psicologia non è così.

Il mio commento: Le fonti kabbalistiche non cambiano, mentre i testi di qualsiasi libro relativi a psicologia, politica e tutto ciò che l’umanità fa, con eccezione delle scienze naturali, sono in un costante cambiamento perché la persona stessa cambia.

Per cui, ciò che fu scritto dagli psicologi da 100 a 150 anni fa, oggi, certamente, non è più pertinente. Se i filosofi dell’antica Grecia credevano che l’anima potesse essere espirata e inalata, ora nessuno ha un pensiero così primitivo al riguardo.

La Kabbalah, invece, opera sempre con gli stessi strumenti e oggetti di prima.

Domanda: Questo significa che se dovessimo incontrare un kabbalista vissuto 2.000, 3.000 anni fa o 500 anni fa, troveremmo un linguaggio comune con lui?

Risposta: Non troveremmo solamente un linguaggio comune, ma impareremmo anche da lui!

Avremmo un linguaggio comune, cioè un’assoluta comprensione reciproca e sarebbe interessante parlare con questa persona. Inoltre avremmo una lingua parlata comune.

Per esempio, se un francese moderno incontrasse un francese vissuto 500 anni fa, non si capirebbero. O prendiamo, per esempio, l’alfabeto cirillico creato da Cirillo e Metodio dove le lettere ed ogni tipo di cerchio non hanno nulla a che fare con l’alfabeto moderno.

Invece l’ebraico non è mai cambiato. Dopotutto ci sono leggi secondo le quali ogni lettera deve essere esattamente com’è poiché il suo contorno deriva dalla conformità delle forze spirituali. Inoltre la combinazione delle lettere ebraiche non è nulla di più che segni che esprimono il sentimento di una persona che ha raggiunto il Creatore. Ecco perché non cambia mai.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 13/12/2018

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La fede in un mondo migliore rende la vita più facile?

Domanda: Se tutti affermassero che l’anima è la cosa più importante e che il corpo non è nulla, le persone probabilmente avrebbero un atteggiamento diverso nei confronti della morte?

Risposta: Senza ombra di dubbio.

Domanda: Perché allora non lo fanno?

Risposta: In primo luogo perché nessuno nella popolazione mondiale sente questo, e in secondo luogo, perché è anti-egoistico. Dopotutto, se questo è diretto contro l’egoismo, allora chi vuole lavorare contro di esso?

È necessario pensare, fare sforzi, agire in qualche modo, organizzare qualcosa. Cosa otterrò da questo? Assolutamente nulla in questo mondo: niente cibo, niente sesso, niente famiglia, niente fama, nessuna conoscenza.

Domanda: È probabilmente più facile per una persona vivere credendo esattamente a ciò che affermano le religioni, in merito all’esistenza di un mondo futuro. Ma in che misura, la speranza che ci sia qualcosa, da qualche parte nel mondo, migliora psicologicamente la vita di una persona?

Risposta: Oggigiorno per migliorare psicologicamente la vita di una persona non è necessario essere religiosi.

Assistiamo sempre più al progressivo fallimento delle religioni. Di recente sono apparse sulla scena mediatica sempre più persone non religiose che disprezzano apertamente le diverse credenze religiose, perché è ormai chiaro che le religioni non rispondono specificamente alle nostre domande.

Se un individuo ha bisogno di movimentare un po’ la propria vita ha Hollywood, Internet o qualcos’altro. Ce n’è abbastanza così che potrà creare qualsiasi forma di mondo illusorio per se stesso.

Cosa c’è dopo la morte? Nessuno lo sa. Pertanto gli uomini non credono più a questo, il loro ego ha superato la fase in cui credevano a queste storie e non riescono più a crederci, tanto meno essi sono più capaci di sacrificare il proprio tempo e intelletto.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 12/11/2018

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Il segno di buon avanzamento

Domanda: Tre anni fa ho iniziato a studiare la saggezza della Kabbalah e pensavo di aver capito tutto. Sia “L’introduzione alla saggezza della Kabbalah” (Pticha) che il TES (Talmud Eser Sefirot) mi erano davvero comprensibili e chiari.

Ora, dopo tre anni, comincio a sentire che non solo non capisco ciò che prima mi era chiaro, ma anche Pticha, TES e il lavoro di gruppo mi evocano del disgusto. È normale questo?

Risposta: Questo è un segno di buon avanzamento. Devi passare questo periodo con forza e tenacia, e poi comincerai a capire tutto con la mente e con le emozioni.

Domanda: Quindi alla fine questi disturbi sono degli aiuti?

Risposta: Sì, ma questo fastidio può continuare per un periodo anche lungo, forse per anni. La cosa principale è non lasciare e vedrai che sarai premiato.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 23/06/2019

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Per costruire una struttura dell’anima

Nota: Quando Baal HaSulam trovò il libro dell’Ari “L’Albero della vita” ne fu molto felice e pieno di speranza: “Finalmente l’ho trovato”! Tuttavia, come raccontò suo figlio Rabash, il tuo insegnante, egli non poteva sapere che sarebbe stato in grado di capire ciò che aveva scoperto e avrebbe cominciato a comprenderlo soltanto 20 anni dopo.

Non è facile per un individuo ascoltare che tutto questo potrà cominciare a penetrare in lui dopo 15-20 anni.

Mio commento: No, questo non è affatto un problema. È una naturale e necessaria condizione della realizzazione del mondo superiore perché tu devi costruire gli elementi per sentirlo in te stesso, la sua consapevolezza e discernimento.

Non è facile perché è nato in noi e si accumula in piccoli pezzi. Questo è il modo in cui lavora il nostro apparato sensoriale e intellettuale, cioè, il cuore che sente e la mente, che evoca definizioni e concetti. Tuttavia, non possiamo comprendere questa combinazione dei due sistemi, sensoriale e del pensiero. Il nostro mondo non ha questo.

Nella musica, nell’arte, in ogni cosa, nel nostro mondo, non vi è una chiara connessione tra una sensazione di comprensione ed una di sentimenti.

La connessione tra di loro avviene appunto nella Kabbalah. Ecco perché richiede molto tempo.

Ma non importa. È importante che tu costruisca questa corretta coniugazione in te stesso tra sensazione e comprensione, in modo da influenzare dalla sensazione la comprensione e dalla comprensione la sensazione. Questa è la struttura dell’anima e tu hai bisogno di costruirla in te stesso.

Gradualmente essa è creata in voi, ci mette solo un po’ di tempo. Ma perché avviene questo? Voi siete tutti molto giovani e, anche se ci sono anche persone anziane tra voi, vi assicuro che avranno bisogno di tempo per raggiungere il livello del mondo superiore, l’eternità e la perfezione in questa vita.

A nessuno è data la saggezza della Kabbalah per sfiorarla semplicemente e fermarsi lì. Se una persona arriva alla Kabbalah, se ne ha anche solo sentito parlare, significa che nella sua vita essa può realizzare questa opportunità. Ogni cosa dipende dai suoi sforzi.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 10/03/2019

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Kabbalah e psicologia: la relazione fra insegnante e studente

Nota: Nella saggezza della Kabbalah, il rapporto fra insegnante e studente è molto importante. A quanto ho capito, non è così in psicologia.

Il mio commento: Penso che anche nella psicologia una persona si affezioni al suo psicologo. Ma nella Kabbalah, la connessione di uno studente con il suo insegnante è semplicemente essenziale. È necessario che uno studente ascolti l’insegnante e cerchi di mettere in pratica i suoi consigli, anche se non sembrano del tutto realistici.

L’insegnante di Kabbalah è una specie di problema per il proprio studente: lui o lei deve accettare l’insegnante e seguirlo contrariamente al buon senso.

In psicologia è più chiaro. Sia lo psicologo che il paziente sono allo stesso livello egoistico, mentre nella Kabbalah sono su due livelli diversi: l’insegnante è al livello spirituale e lo studente è sul livello materiale, pertanto sorge un problema.

Domanda: È vero che tutti i consigli forniti da un insegnante di Kabbalah sono incomprensibili per uno studente?

Risposta: Il loro significato interiore, ovviamente, non è chiaro perché uno studente non è ancora allo stesso livello di un insegnante. La psicologia, in linea di principio, è possibile studiarla da soli e capire cosa viene da dove, cosa dicono i grandi psicologi a riguardo, ecc.

La psicologia, quindi, è nel quadro di pensieri e desideri razionali e la Kabbalah, che è al di fuori di questi confini, è in quella che viene chiamata fede al di sopra della ragione.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 13/12/2018

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Verrò ed insegnerò

Domanda: Come fanno gli studenti “non vedenti” a lavorare senza vedere l’insegnante, se non hanno la possibilità di conseguire una visione spirituale nel corso della loro vita?

Risposta: Non ha importanza. Ari scrisse a proposito di questo in modo molto interessante. Poiché stava morendo, uno dei suoi studenti gli chiese: “Cosa ci succederà?” Ari rispose: “Devi continuare ad imparare, e poi io arriverò e ti insegnerò.”

“Come ci insegnerai se stai morendo adesso?”

“Non sono affari tuoi, tu non capisci nulla al riguardo.” E morì.

Quindi, ti posso dire che non sono affari tuoi. Non preoccuparti. Io verrò e ti insegnerò.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 2/12/2018

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Le caratteristiche dei libri kabbalistici

Domanda: Come possiamo spiegare in maniera scientifica, senza misticismi o miracoli religiosi, che leggere i libri scritti dai kabbalisti ci aiuta a correggere le nostre intenzioni e modifica il nostro stato interiore?

Risposta: Cosa c’entrano il misticismo e la religione? Nessuno dei due fa parte della saggezza della Kabbalah.

Leggere i libri di Kabbalah ci aiuta a focalizzarci interiormente verso un obiettivo, poiché le letture ci spiegano come la nostra anima dovrebbe essere indirizzata per conseguirlo. Come accordiamo uno strumento musicale, così facciamo con noi stessi leggendo i libri di Kabbalah.

Questa “accordatura” avviene attraverso i libri. Proviamo a leggerli e capiremo. Non dobbiamo farci assordare da alcun precetto religioso, dogma o disorientamenti vari di carattere mistico.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 20/01/2019

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I kabbalisti sono infallibili?

Domanda: Esiste il culto della personalità nella Kabbalah? Credi nell’infallibilità di alcuni autori, o tutto dovrebbe essere trattato con un certo livello di scetticismo?

Risposta: Francamente parlando, con la mia modesta realizzazione spirituale, non posso permettermi di valutare i kabbalisti. Infatti, nonostante io senta, comprenda, raggiunga e dimori in una sorta di spazio spirituale, io mi trovo in esso come un ragazzo di 15 anni sta nel nostro mondo.

Cosa posso dire a tal proposito? Nel mondo spirituale anche quando comprendi certi livelli, hai la sensazione di essere solo un ragazzo, ancora non ne sai abbastanza, pertanto non puoi aprire bocca criticando o esprimendo valutazioni.

Posso io criticare grandi kabbalisti come il mio insegnante Rabash e suo padre Baal HaSulam o come coloro che li precedettero: Baal Shem Tov e l’Ari? Essi erano in completa adesione con il Creatore. Perciò non ho nulla da dire in merito.

Accetto i loro libri come conoscenza assoluta. Sono state delle persone che non hanno fatto errori nell’innalzarsi al loro livello, ed il loro livello è praticamente la Correzione Finale (Gmar Tikkun).

L’unica differenza fra loro sta nel fatto che ognuno di loro ha raggiunto tale livello partendo dalla radice della propria anima, pertanto esiste una differenza nell’esposizione di quanto è loro accaduto. Ma per me, in realtà, va tutto bene. Io leggo della realizzazione del mondo superiore da un’angolazione, poi da un’altra, poi da una terza e questo mi fa evolvere.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 10/03/2019

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