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Come conoscere la saggezza della Kabbalah

Domanda: Come si può conoscere correttamente la saggezza della Kabbalah?

Risposta: Penso che per farlo bisogna leggere il primo libro che ho scritto “Raggiungere i Mondi Superiori”.

L’ho scritto in 12 giorni. Ricordo che ero rimasto solo quando il mio maestro scomparve. Mi sentivo così male che non sapevo dove andare. Mi resi conto che dovevo continuare, ma non sapevo come e in che modo, quindi mi sono seduto e ho scritto questo libro.

Vi suggerisco di iniziare con questo libro e contemporaneamente seguire i corsi presso il Bnei Baruch Kabbalah Institute perché niente può sostituire questi corsi. Se si inizia a leggere in modo indipendente, si verrà costantemente sballottati da una parte all’altra, e questo non rappresenta uno studio sistematico. Devi ricevere una preparazione approfondita da un insegnante del corso, altrimenti è impossibile proseguire correttamente.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 12/03/17

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La creazione è il desiderio

Domanda: Che cos’è la creazione secondo la saggezza della Kabbalah?

Risposta: La creazione è il desiderio di ricevere, e può essere trovato in diverse forme: negli insetti, nelle persone, nello spazio, negli angeli, in tutto.

Ci sono desideri nei livelli inanimato, vegetale, animale e parlante, e i livelli delle intenzioni sono determinati di conseguenza.

Domanda: Qual è la differenza fra intenzione e desiderio?

Risposta: Il desiderio viene risvegliato in noi dalla Luce superiore, mentre l’intenzione è il modo in cui usiamo il nostro desiderio.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 19/03/17

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“Scrivilo sulle tavole del tuo cuore”

Domanda: In passato era inaccettabile e persino proibito trascrivere le spiegazioni dei maestri che insegnavano la Torah; perché non ci comportiamo così oggi?

Risposta: In passato non trascrivevano le parole dell’insegnante ma le imparavano a memoria, non perché fosse difficile trascriverle su tavole di legno, ad esempio, ma perché gli studenti ascoltavano e conseguivano il mondo superiore mentre elaboravano la profondità delle parole dell’insegnante.

Ora la situazione è molto diversa; noi ascoltiamo e registriamo per conoscere meccanicamente, non tramite una reale realizzazione. Quando uno studente segue il proprio insegnante, come un Parzuf inferiore che segue il Parzuf superiore, tramite l’adesione ad esso, gli viene rivelata un’immagine viva del mondo superiore. Quindi lo studente riceve il suo conseguimento “da bocca a bocca” dal livello superiore, cioè condividendo un Masach (Schermo) con l’insegnante.

Questo viene definito “Scrivilo sulle tavole del tuo cuore”, sui desideri corretti. Oggi le persone imparano lettere e parole senza vita perché non vi è luce in esse; non vi è la caratteristica della dazione, si tratta solo di conoscenza esteriore. Questo è chiamato “Esilio dal mondo superiore”.

Così, dopo la caduta dal livello del raggiungimento spirituale, che avvenne duemila anni fa, gli studenti hanno iniziato a trascrivere le parole dei saggi della Torah, così che, in futuro, una volta lasciato l’esilio, potessimo ascendere all’amore e alla dazione, e rivitalizzare i testi tramite la Luce superiore.

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Chi ha scritto il copione del film sul nostro destino?

Domanda: Se l’intero destino di una persona è predeterminato, allora in che modo è stato scritto il copione di questo film? Chi è il regista che lo dirige?

Risposta: Questo copione viene messo in scena grazie alla potenza di una sola forza chiamata “natura” o “Creatore“, la forza superiore.

È una forza positiva e benevolente, all’interno della quale, come in un campo di forza, esiste un desiderio. Il desiderio si chiama “creatura”, perché non esisteva prima di essere stata creata da questa forza positiva, il Creatore.

Il Creatore, come forza benevolente, sviluppa il desiderio, collocandolo sotto il “compressore dell’evoluzione” che lo obbliga a progredire. La forza dell’evoluzione ci spinge da dietro con il dolore e la sofferenza, oppure da davanti con il piacere. Dopo tutto, la materia che compone la creatura è un desiderio di ricevere il piacere, di ricevere il riempimento.

A causa di questo, il desiderio si sviluppa continuamente verso una maggiore e più complessa forma. In altre parole, all’interno di questo desiderio, che fino ad ora ha sentito solo il piacere o il dolore in risposta alle esperienze della vita, viene aggiunto un altro componente: il cervello, la memoria, sviluppatasi in seguito alle esperienze traumatiche della vita.

L’intero percorso dell’esperienza dello sviluppo, forma all’interno della creatura un programma interno: la memoria degli stati e delle condizioni passate, che portano a sensazioni positive o negative nel desiderio di ricevere. Tutte le situazioni passate rimangono registrate all’interno del desiderio come memoria del piacere e del dolore, e si accumulano anche nel cervello come esperienze passate.

In ultima analisi, questo desiderio è in grado di fare previsioni, costruire piani futuri, pianificare in anticipo cosa scegliere e cosa evitare. Tutto questo si basa sulle esperienze precedenti.

Una persona può anche imparare dall’esperienza dell’ambiente: dall’inanimato, dal vegetale, dall’animale e dalle altre persone. È così che avanza. Ma, indipendentemente dalla complessità di questo programma, all’interno di esso non ci sono elementi accidentali che non possono essere previsti in anticipo. Se noi conoscessimo tutta la natura, tutte le forze che lavorano al suo interno, allora saremmo in grado di sapere tutto con largo anticipo, di misurare con precisione, di capire e di osservare quegli eventi che si riveleranno in questo particolare modo, che è l’unico possibile.

È come se, costruendo una macchina o un programma per computer, sapessimo esattamente come deve operare al meglio delle sue possibilità. Una persona è fatta esattamente così, tutta l’umanità è fatta così: non c’è niente di sorprendente in questo. Il problema è solo nella nostra ignoranza; ma questo non significa che ci sono alcuni difetti sconosciuti nel sistema. Se esistono delle incognite, esistono solo per noi.

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Dalla trasmissione di KabTV “New Life #888” 25/07/17

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Il Creatore e la creatura: la Luce e il desiderio

Nel mondo spirituale non ci sono né il tempo, né lo spazio e neppure il movimento. Lì le definizioni e gli stati caratteristici del nostro mondo sono irrilevanti.

Il mondo spirituale consiste di soli due componenti: la Luce e la materia (il desiderio). Non possiamo dire nulla riguardo la Luce; è in uno stato di riposo assoluto perché non muta e non ha alcun desiderio eccetto quello di riempire la creatura, che riceve solo quanto le è necessario. E perciò non abbiamo niente da dire riguardo alla Luce; è pronta per qualsiasi cosa, aperta alla creazione.

Nella Luce non c’è nient’altro che il desiderio di dare in modo permanente alla creatura.

La Luce è pronta per questo e la creatura deve raggiungere l’equivalenza della forma con la Luce per avvicinarsi e riceverla. La creatura viene sottoposta a diversi stati poiché si verificano grandi cambiamenti nel desiderio e nelle intenzioni, e questi sono la sua essenza.

Nel primo stadio, la creatura vuole ricevere tutto dalla Luce. Poi scopre che non può continuare così e decide di dare alla Luce poiché si sente distante e opposta ad essa quando riceve soltanto, il che le dà la sensazione della vergogna.

Ma cosa può dare per assomigliare alla Luce? Niente. Pertanto, limita se stessa nella ricezione, questa è chiamata la prima restrizione.

Ora la creatura può utilizzare il fatto che la Luce vuole riempirla nella misura in cui lei può pensare alla dazione verso la Luce. Nella misura in cui la creatura è in dazione verso la Luce (P1), la Luce la riempie, e anche se la Luce c’è già da prima, essa diventa dipendente dalla creatura (P2).

 

Nello stato P1, c’è l’intenzione della creatura che effettivamente determina tutto.

Nella misura in cui la creatura può assomigliare alla Luce attraverso l’intenzione di dare alla Luce, la Luce può riempirla e si costruisce una forma speciale di vicinanza fra loro chiamata “adesione”.

Questo è lo stato che dovrebbe essere raggiunto. Questo è tutto. La creatura deve trasformare completamente la propria intenzione, così che il Creatore la riempirà con la Luce, ma solo nella misura in cui il piacerà tornerà a Lui. Lei dipende dal Creatore e si dona a Lui con allegria: Lui vuole riempirmi e io voglio essere riempita da Lui, e tengo conto solo di ciò che porta piacere al Creatore: così che Egli mi riempie.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 19/03/17

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Lo scopo della creazione e lo sviluppo del desiderio

Domanda: Quali sono le qualità del Creatore?

Risposta: Il Creatore è la qualità della bontà assoluta e dell’amore assoluto. Il pensiero della creazione è “la creazione della creatura”, che può arrivare ad essere uguale al Creatore e ad ascendere al suo livello. Se avessimo avuto le caratteristiche del Creatore sin dall’inizio, saremmo esistiti in Lui, senza però percepire di esistere. Dobbiamo sentire la nostra differenza con il Creatore, per sentire simultaneamente noi stessi e la nostra somiglianza con Lui: ciò che siamo, ciò che è il Creatore e tutta questa distanza fra noi, sono come un senso di distanza e contraddizione, similitudine ed uguaglianza.

Questa è la ragione per cui tutto il sistema della creazione, che opera in noi per portarci al livello nel quale noi assomigliamo a Lui, fu creato dal Creatore.

La prima cosa che il Creatore ha creato è stato il desiderio di ricevere.

Il desiderio è disceso dal Creatore in accordo a cinque fasi di discesa, fino a quando ha raggiunto il livello del nostro mondo nel quale il desiderio si sviluppa ed evolve e tutto nel mondo ha origine: l’universo, la Terra, gli altri pianeti e noi.

Adesso cominciamo a maturare il desiderio di ritornare al Creatore e raggiungeremo lo stato nel quale diventeremo simili a Lui ed ascenderemo al Suo livello. Questo succede in accordo con la nostra ascesa attraverso i livelli dei 5 mondi, o 125 livelli.

Domanda: Come abbiamo scoperto che la nostra missione è davvero l’ascesa spirituale?

Risposta: Stando nello stato più basso, cominciando a sentire una certa inclinazione per ascendere verso l’alto. Questa inclinazione si chiama punto nel cuore, ed è ciò che ci spinge in avanti.

A partire da questo momento, dall’istante nel quale l’essere creato comincia a sentire il desiderio di elevarsi, viene considerato un essere umano, Adam, in accordo al suo scopo, perché desidera il punto superiore, chiamato Adam, che significa assomigliare al Creatore (Domeh).

Così il pensiero della creazione include cinque mondi, la discesa dell’essere creato verso il basso, la creazione dell’anima e finalmente la sua correzione.

Domanda: Sembra che la nostra evoluzione debba per forza raggiungere il suo scopo, in un certo punto?

Risposta: La nostra evoluzione arriverà al suo scopo, e lo farà molto presto. È un processo di accelerazione costante. Questa è la ragione per cui si è sviluppato prima lo spazio, poi la Terra e infine l’uomo. Ci sviluppiamo in una maniera talmente turbolenta che ogni giorno è molto diverso sia da quello precedente che da quello successivo. Il Creatore ha creato un desiderio di ricevere che si sviluppa, discende e diventa sempre più egoista.

Poi quando l’anima ha origine, il desiderio acquisisce un’intenzione. Prima il punto più basso è un’intenzione egoistica, per il mio beneficio; poi il desiderio comincia a salire e cambia l’intenzione da egoistica in altruistica. Il desiderio cambia sempre secondo l’intenzione, poiché in sé è indifferente, è solo materia: tutta la materia nella natura.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 2/04/17

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I vantaggi dello studio virtuale

Domanda: Studiamo online all’Accademia di Kabbalah di Mosca. Qual è il punto di forza di un gruppo virtuale? Su cosa vale la pena lavorare? A cosa si dovrebbe prestare maggior attenzione?

Risposta: In ogni società ci sono caratteristiche e qualità potenzialmente positive o negative.
L’unicità di un gruppo virtuale è l’enorme distanza fra di voi e, infatti, non vi state influenzando reciprocamente in modo fisico. Vi influenzate l’un l’altro solamente attraverso le vostre proprietà interiori o, per meglio dire, quella parte che percepite attraverso i canali di comunicazione. E così è molto più facile.

Da un lato, posso connettermi con dieci amici in un gruppo virtuale molto più rapidamente che con una connessione fisica perché attraverso uno schermo, attraverso i media di comunicazione, solo quello che vogliamo inviarci l’un l’altro viene trasmesso. Quindi, è molto più semplice.

D’altro canto, però, c’è un pubblico illimitato; miliardi di persone nel mondo possono connettersi.
Le nostre connessioni oggi sono universali, avvengono in varie forme virtuali e comunichiamo fra di noi in diversi orari del giorno e così via.

In generale, se scegliete correttamente il sistema di comunicazione fra voi, allora potete essere molto mobili e flessibili, così che migliorerete costantemente la connessione fra voi sino a che in essa ci sarà una reale scoperta del Creatore.

Domanda: Come dovremmo organizzare il lavoro pratico?

Risposta: Il lavoro pratico si concretizza solo attraverso la connessione fra voi. Tutto viene facilmente compreso solo nella connessione fra le persone, connessione nella quale annulliamo il nostro ego per creare una buona unione fra noi nel luogo dove il Creatore sarà rivelato. Questo è il lavoro pratico.

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Da una videoconferenza con gli studenti del Learning Center russo (MAK), 21/05/17

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Il Libro dello Zohar – Il cuore comprende

Domanda: Uno dei principi fondamentali dello studio de Il Libro dello Zohar è che il cuore comprende. Che cosa significa questo?

Risposta: Quando leggiamo Il Libro dello Zohar, accettiamo la condizione che Il Libro agisca sui nostri sentimenti ma non sulla nostra mente, che è invece un mero prodotto del nostro mondo.

Le nostre sensazioni possono assomigliare al mondo superiore, in qualche modo, e noi stiamo solo aspettando il momento in cui esse si risveglieranno in noi. Questo è chiamato il cuore comprende.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 12/02/17

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Che cosa rappresenta un nome?

Domanda: Che cos’è un nome?

Risposta: Il nome è l’indicatore di una caratteristica o di un’azione specifica.

La combinazione delle lettere rappresenta in quale maniera è stato creato il nome all’interno della creazione.

Supponi che io abbia un desiderio che prende forma sotto l’influenza di una Luce particolare.

C’è una struttura speciale in questo desiderio, una collezione di forze e caratteristiche. Tutte riunite formano un nome.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 5/03/17

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Che cosa ci suggerisce la saggezza della Kabbalah?

Domanda: La saggezza della Kabbalah ci suggerisce di aumentare l’egoismo dentro di noi in modo che, alla fine, capiremo che è inutile?

Risposta: La saggezza della Kabbalah non suggerisce di impegnarci nell’aumentare il nostro egoismo. Ci dice solo come possiamo assomigliare al Creatore.

Ciò significa che se la mia natura è il desiderio di ricevere per me stesso, sarò in grado di ricevere solo con l’intenzione di concedere agli altri. Se non ho questa intenzione, non riceverò nulla.

Posso quindi ottimizzare la mia somiglianza con il Creatore secondo la mia intenzione di concedere agli altri. Se non ho questa intenzione, significa che non faccio nulla.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 26/02/17

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