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Conta solo la preparazione

È molto importante il modo nel quale ci addormentiamo la sera, e anche di più, come ci svegliamo al mattino, come ci siamo allenati ad alzarci. Anche un corto tempo di risveglio prima della lezione del mattino potrebbe essere usato in maniera molto effettiva per risvegliare il cuore. Succede grazie a un desiderio comune condiviso da tutti, un tema, o una canzone che ci aiuta tutti quanti ad aspirare a un centro insieme.

Tale preparazione per la lezione è necessaria in modo che tutti si avvicinino a essa completamente pronti, come uno.

La prontezza è messa alla prova dal tuo desiderio, aspirazione per raggiungere qualche cosa di nuovo sia nel tuo cuore sia nella tua mente. Per ottenere la sensazione di essere chi dona, una persona dev’essere d’accordo nel inseguire la proprietà della dazione con tutta la propria devozione e di rifiutare qualsiasi profitto e ricezione. Lui deve “scaldare se stesso” un poco e sentire la differenza tra il suo stato desiderabile e quello reale, ad affinare la propria percezione e prontezza per cogliere i dettagli più profondi.

È molto importante preparare te stesso in questa maniera prima della lezione. Altrimenti starai ad ascoltare e non sentirai niente, come se ti stessi appena svegliando. E questa è una grande perdita. Una persona non preparata è come se non ci fosse alla lezione.

Dall’Alto viene presa in considerazione solo la preparazione, dato che è qui dove mettiamo avanti i nostri sforzi. Se mi siedo e mi sveglio a scapito della lezione stessa, allora accade non per i miei sforzi personali, ma grazie all’ambiente. Tale preparazione non è più attribuita a conto mio, e quindi è meglio per me che io lo faccia da me.
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(Tratto dalla Preparazione per la lezione del 23.04.2012)

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Una vecchia trappola sui percorsi da fare

Domanda: Il 15 aprile, Israele festeggia il Giorno della Memoria per onorare i soldati caduti e le vittime del terrorismo. Come può una persona affrontare il dolore di una perdita? E, in generale, come si rapporta la scienza della Kabbalah ad un argomento così doloroso?

Risposta: Ho avuto di fronte questa inevitabile questione, che in sostanza è il tentativo di trovare il colpevole. “Chi deve essere incolpato per la mia sensazione di sofferenza?”- chiede una madre inconsolabile, ed insieme a lei, in un modo o nell’altro, tutti gli altri lo chiedono. In conclusione, questa domanda ci porta inequivocabilmente a chi è che può fare la differenza.

Ci sono dei momenti quando quello che succede non può essere cambiato. Per esempio, la natura inanimata, vegetativa ed animata obbedisce alle leggi del proprio sviluppo. Fino a quando un uomo non si è separato dal legame con le scimmie e a partire dal tempo di Adamo non ha avuto la possibilità di determinare i suoi stati in qualcosa, si è sviluppato attraverso una sequenza continua di tribolazioni: i nostri progenitori erano mangiati dagli animali, uccisi dalle malattie, dai disastri naturali, ecc.

In generale, possiamo solamente fare riferimento alla legge generale dell’universo, che indica cosa sta succedendo, come richiesto dallo sviluppo graduale. Si dice: “Non mostrare ad uno sciocco un lavoro fatto a metà”. Anche noi passiamo attraverso questo processo.

Tuttavia, quando abbiamo l’opportunità di determinare i nostri stati nel bene o nel male, è allora necessario comprendere cosa sta succedendo. Ora, in aggiunta al “rullo dello sviluppo” messo in moto dalla Natura, l’uomo ha una specie di aggiunta.

Per esempio, guido una macchina che non è completamente a posto per affrontare una strada dissestata. Una gomma è a terra; i freni funzionano appena; in breve, sono nei pasticci.

E così è anche nella vita: parte dei nostri problemi sono causati dalla natura che ha preparato per noi questo percorso e l’altra parte dipende da noi. Questa è la parte di cui solitamente parliamo. Infatti, niente può essere fatto con la natura; essa guida la creazione dal suo stato primitivo ed egoistico verso quello finale, che è altruistico. E’ una forza potente ed irresistibile che spinge tutto in avanti. E, inoltre, ad ogni stato, l’essere creato ha l’opportunità di facilitare il proprio sviluppo, comprendendo che è inevitabile e desiderabile. L’essere creato è capace di guardare al futuro nel suo stato finale e vedere che non c’è alternativa, che ne vale la pena.

Ci comportiamo nello stesso modo quando facciamo un qualunque duro lavoro. Per esempio, essendomi iscritto all’università, mi sono “procurato” del duro lavoro da fare tutti i giorni per quattro o sei anni, sapendo che non ci sono alternative. Inoltre, continuerò a studiare anche in seguito perché non voglio rimanere un ingegnere per tutta la mia vita. Sebbene, lungo la strada, incontrerò delle cose che non mi piaceranno e soffrirò per gli ostacoli che non dipendono da me, che si tratti degli esami o dei compiti che mi sembrano senza senso e che odio, guarderò avanti e capirò che devo passare attraverso tutto questo.

Infatti, tutti gli intelligentoni sopra di me hanno deciso che ho bisogno di tutto questo, se non altro per allargare i miei orizzonti in modo da non avere delle vedute ristrette.

Nella Kabbalah, sappiamo che parliamo di un programma completo e perfetto, che prevede tutte le sfumature. Ci vengono mandati i passi necessari e li compiamo nella via di “mezzo”, senza una serie infinita di terribili sofferenze, e senza passare per una “valle incantata”, sopra la quale suonano le melodie delle sfere celesti.

Non possiamo percorrere il cammino più facile e più corto; però, naturalmente, non siamo interessati al cammino della sofferenza con i suoi incubi ad ogni angolo. Dunque, in qualche modo ci costruiamo la nostra strada nel mezzo, in base a quanto viene detto nella Torà. Ovviamente, a causa della nostra natura, dobbiamo stare in equilibrio tra due forze – negativa e positiva – combinando le proprietà del “giudizio” e della “misericordia”, avendo il timore e, nello stesso tempo, valorizzando ciò che riceviamo.

E, ripeto, ci sono periodi di sviluppo differenti. Talvolta, abbiamo l’opportunità di farcela nel cammino piacevole dell’unione, raggiungendo facilmente e comodamente un risultato intermedio. Ma succede anche che ci troviamo davanti delle difficoltà insormontabili; non riusciamo ad unirci, e allora quello che succede succede. Questo vale per tutte le guerre che abbiamo combattuto dal momento della rinascita dello stato di Israele e anche prima, compreso l’Olocausto.

E, naturalmente, tutto questo lo avremmo potuto correggere ed evitare in anticipo ma, sfortunatamente, non abbiamo realizzato le correzioni. Non solo Baal HaSulam ma anche altri Kabbalisti ne scrivono e ne fanno cenno, ma in un certo senso preferiscono non addentrarsi in questo argomento. Infatti, cosa possono dire agli uomini? Questo argomento è così doloroso che delle spiegazioni dirette non farebbero che provocare del rifiuto. Un uomo dovrebbe giungere da solo alla conclusione che tutto dipende da noi. Degli studi corretti sono necessari, basati sulle scoperte che saranno fatte dallo studente e non dall’insegnante…
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 15.04.2013 “La Nazione di Israele” (Il giorno dell’indipendenza in Israele)

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Un altro pianeta – e il caos

Opinione (Julia Fang e Jean-Luc Margot, Università della California, Los Angeles): “I pianeti del nostro sistema solare sono delicatamente disposti, secondo gli astronomi. Se un nuovo pianeta fosse stato improvvisamente introdotto, l’attrazione gravitazionale aggiuntiva provocherebbe collisioni ed espulsioni orbitali. Ora, importanti sistemi planetari sono stati scoperti attorno ad altre stelle, quindi gli astronomi stanno cercando di stabilire se tali sistemi sono altrettanto delicati. A tal fine, Julia Fang e Jean-Luc Margot della UCLA hanno creato milioni di simulazioni con sistemi solari di tre e quattro pianeti, in base alle disposizioni di quelle che sono stati scoperti dal telescopio spaziale Kepler. La distanza media dei pianeti simulati era molto simile a quella dei pianeti del nostro sistema solare. Quindi quando Fang e Margot hanno introdotto un nuovo pianeta in ciascuno dei sistemi simulati, hanno trovato che il più piccolo, quello di tre sistemi planetari e quasi metà di quello di quattro sistemi planetari divennero catastroficamente instabili. Anche se i ricercatori avvertono che le osservazioni di Kepler consentono alcune variazioni nei regimi planetari, essi credono che i sistemi equilibrati come il nostro sono comuni. “

Il mio commento: C’è un piano in ogni cosa, l’interdipendenza del sistema, completa connessione reciproca e lo scopo. L’unico lavoro corretto dell’uomo è essere in conformità con la legge assoluta della natura, che si ottiene attraverso lo studio e l’applicazione dell’ educazione integrale. La conoscenza del sistema superiore ci permetterà di viaggiare al di là del tempo e dello spazio, cambiandolo con il cambiamento delle nostre proprietà. Come realizzarlo praticamente è spiegato e si studia nella scienza della Kabbalah.
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Sono abbastanza intelligente per non essere troppo intelligente?

Domanda: Si dice che non è quello più intelligente colui che apprende nella Kabbalah. Allora, perché chiedete sempre anche se non abbiamo capito niente nello studio delle dieci Sefirot? Non è sufficiente Il Libro dello Zohar per coloro che vogliono solo sentire? Le persone in gamba possono davvero studiare?

Risposta: È interessante notare che l’avanzamento spirituale non dipende dalla conoscenza che accumuliamo. Questo è chiaro e certo. Il punto è che l’apprensione e la comprensione, sapendo, vengono quando metto sforzo nell’unità, nel desiderio di connetterci con i nostri vicini, e sempre fuori di noi, quando ci convinciamo che l’immagine visibile intorno a noi è in realtà il mio mondo, parte della mia anima, e i miei nemici e avversari sono i più utili e i più vicini a me.

Si scopre che è vero il contrario. Da un lato, il nostro progresso dipende da esso.

Ma dall’altro, si vede che l’Ari ha iniziato a spiegare Kabbalah come se fosse stata scienza nel significato contemporaneo della parola. E’ stato l’Ari che ha aperto l’era della correzione a noi; è iniziata con lui. Nel 16° secolo, ha aggiunto carattere scientifico alla Kabbalah; ha iniziato a presentare i materiali in modo scientifico e per la prima volta ha descritto con precisione la struttura dei mondi spirituali, Partzufim, Sefirot, Luci, le navi, le leggi, gradi, ecc .

Dopo l’Ari, diversi Kabbalisti hanno scritto questi libri, poi, Baal HaSulam è apparso e ha continuato la stessa tendenza, basandosi sui libri dell’Ari, scrisse Lo studio delle dieci Sefirot. Si tratta di un tutorial completo con definizioni precise e risposte alle numerose domande. Inoltre, ha scritto un commentario al Libro dello Zohar con terminologia scientifica.

Perché abbiamo bisogno di questo? Forse è sufficiente leggere la Torà con tutte quelle storie dell’uscita da Babilonia e dall’Egitto e altri eventi della storia antica? Tuttavia, è ovvio che non abbiamo idea di cosa esattamente è descritto in loro. Quando i materiali sono presentati in modo scientifico, diventa molto chiaro che abbiamo a che fare con il processo di avvicinamento al Creatore e che, durante la lettura della Torà, semplicemente non è possibile individuare il nostro posto in tutte queste storie, né si può percepire il bisogno per le nostre modifiche interne o determinare i mezzi per farlo.

Questo modo di presentare i materiali era molto buono per il periodo in cui la gente cercava il Creatore attraverso l’afflizione. Dobbiamo tenere a mente che nell’era della Torà, i Profeti e le Sacre Scritture, il Creatore potrebbe essere raggiunto a seguito di sforzi piuttosto semplici, com’è detto: “Mangia pane e sale, bevi acqua, dormi per terra, soffri, e di impegnati nella Torah. “Se si leggesse la fonte, il Tanach, a seguito delle condizioni di cui sopra, che vogliono venire al Creatore attraverso la lettura, lo si raggiunge.

Ma poi il desiderio egoistico “salta” al livello successivo, e da questo punto in poi, il primo metodo di rivelare il Creatore è diventato impossibile. Ecco perché i Kabbalisti hanno iniziato a cercare una diversa forma di presentazione dei materiali – in forma di Mishnah e nel Talmud. Questi libri parlano delle stesse cose che sono descritte nel Tanach, ma questa volta nel contesto delle leggi. Cose che la Torà spiega in forma di moralità sono state formate nel Talmud come una struttura rigida: Prendiamo e diamo, se prendiamo qualcosa, si deve la stessa cosa indietro, quindi, sia passiamo attraverso afflizioni sia abbiamo il diritto a una ricompensa .

In linea di principio, la saggezza della Kabbalah parla delle leggi di interconnessione tra i vasi e le luci. Il potere della Luce dell’Infinito (Ein Sof – ES) è immutabile, anche se ci sono cinque passaggi spirituali. Nella prima fase, la luce passa attraverso senza filtri (direttamente) e si chiama Yechidà. Al secondo livello, la luce passa attraverso uno specifico “filtro” che si abbassa al livello di Haya. Nella terza fase, due filtri diminuiscono la luce al livello di Neshamà, e così via fino a raggiungere il livello della luce di Nefesh.

Molte altre leggi agiscono in questo sistema, ma la cosa principale è il rapporto tra le luci e i vasi. Questo è ciò che tratta l’intera saggezza della Kabbalah; non c’è niente altro. Può essere descritto in vari modi. Gli autori de Il Libro dello Zohar utilizzano un proprio metodo di presentazione del materiale, il linguaggio della morale. Dal tempo di Ari, sono iniziati un rapido sviluppo della scienza e della tecnologia; le nuove generazioni richiedono diversi linguaggi scientifici. Ma, in realtà, l’Ari ha scritto la stessa cosa, circa il rapporto tra le luci e i vasi, sulle leggi che agiscono in questo sistema. Studiamo anche i mondi, Partzufim, i passi, in altre parole, i desideri che hanno gli schermi e le luci corrispondenti. Non c’è nulla oltre a loro in ogni caso.

Così, sul nostro modo di correzione, diventiamo più meticolosi con le leggi. Ad esempio, se il mio televisore non funziona, spiego che cosa c’è che non va con le mie sensazioni. Io dico, i colori sono sbagliati: C’è troppo rosso, non abbastanza verde e non c’è per niente blu. Eppure, quando uno specializzato incappa in questo, dice: Abbiamo bisogno di una lampada speciale che ha alcune caratteristiche in watt e lumen, dobbiamo anche saldare questo relè a quella parte.Quando andiamo più in profondità, cominciamo a “giocare con i numeri”, con le specifiche tecniche. Se si vuole parlare di passi spirituali, si deve spiegare in dettaglio di che stato si sta parlando, quale livello, quale desiderio, quale schermo, quale luce. Si devono utilizzare i numeri che ci mostrano quello di cui si sta parlando.

Definizioni vaghe non funzionano. Lo stesso vale per le tecnologie moderne, ma richiede una precisione sempre maggiore nelle impostazioni. Quindi, che ci piaccia o no, il linguaggio scientifico della Kabbalah è più vicino a noi, anche se non possiamo ancora dire che cosa c’è dietro.

Diciamo che, ieri eri in uno stato, e oggi in un altro.

- “Qual è la differenza tra questi stati?” Chiedo.

- “Ieri mi sono sentito un po’ meglio, anche se non molto bene.”

- “Non capisco. Dammi maggiori dettagli, le cifre esatte e più caratteristiche precise, la codifica che posso tradurre dentro di me e sentire lo stesso. Dammi i dati esatti invece di vaghe impressioni.”

Dobbiamo unirci con il sistema generale, ma come? Come possiamo unirci se non esiste un canale di connessione che funziona alla frequenza finale e che fornisce un ideale scambio d’informazioni?

Di conseguenza, dobbiamo diventare esperti e conoscere i nostri “televisori” correttamente, allora iniziamo a comprendere l’intero sistema. Il sistema è il nostro. E siamo noi!

La domanda è: Quali sono i metodi di acquisizione di questa conoscenza?
Il modo di raggiungere è quello di annullare la nostra comprensione personale. Questo si chiama “fede al di sopra della ragione.”

Domanda: L’insegnante di scuola mi ha detto che uno più uno fa due. Io gli credo, ma poi inizio a verificarlo. Non si applica lo stesso metodo qui?

Risposta: No. In Kabbalah, una persona acquisisce nuove proprietà e “pesa” tutto su una nuova “scala”; dobbiamo usare un diverso tipo d’intelligenza rispetto al passato. Cambiando internamente, si transita verso un’altra sfera, in uno spazio diverso, una nuova dimensione, dobbiamo usare un’aritmetica spirituale. Ora, si misura e si confronta tutto per la sua qualità, piuttosto che sulla quantità, uno più uno non fa sempre uguale a due. È un mondo opposto con un totalmente diverso “sistema di calcolo.”

Cominciamo agendo su un piano completamente diverso della realtà che è ancora celato. Perché è nascosto? Questo perché non corrisponde alle nostre sensazioni attuali o all’intelletto. E’ impossibile applicare la matematica convenzionale al mondo spirituale.

Ciò significa che chi è incline a cambiare le sue proprietà è in grado di studiare, al contrario di quello che è intelligente. Di conseguenza, le nostre qualità modificate “vestono” in un nuovo tipo di intelligenza. Una persona cambia il suo desiderio e riceve la “rivelazione” in esso. Questo è un intelletto di un livello superiore.

Uno non dovrebbe essere “intelligente”. Al contrario, una persona deve cancellare la sua comprensione corrente e andare contro di esso per ricevere un nuovo tipo di coscienza. Si deve essere abbastanza intelligenti per annullare la propria comprensione presente.

Come lo facciamo? Dobbiamo capire solo una cosa: abbiamo bisogno di dipendere dall’ambiente corretto e più e più volte continuare a ricevere la sua mente integrale invece di avere una mente di nostra proprietà.

In questo mondo, questo approccio sembra del tutto inaccettabile, mentre nella spiritualità, tutto è esattamente come è descritto sopra: Noi ci uniamo con il nostro gruppo molto speciale. Il Creatore ci ha portato qui e ci ha detto: “Unisciti con i tuoi amici.” Abbiamo neutralizzato la nostra mente e le sensazioni, e abbiamo iniziato a unirci. Come possiamo essere d’accordo con questo? E’ così difficile chinare il capo e “perderci” nel gruppo.

Siamo portati a questo stato dall’Alto, anche se siamo ancora interessati al fatto di conseguire l’auto-annullamento. Questa è la domanda. Dobbiamo accettare il destino che ci viene offerto dal Creatore?

Dobbiamo scappare da esso? Dobbiamo continuare a utilizzare la nostra energia a dispetto di tutto quello che succede con noi e riuscire a mettere da parte la nostra mente?

La Kabbalah è un lavoro difficile. E’ uno sforzo che influenza i nostri nervi, le abitudini e i desideri. Non ha nulla a che fare con la quantità di conoscenza.
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(Dalla 3° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 22.01.2013, Lo Studio delle Dieci Sefirot)

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I segreti della lettura dello Zohar

Domanda: E’ vero quello che si sente dire che quando guardiamo le lettere del Libro dello Zohar in Aramaico questo ci collega automaticamente alla Luce anche se non capiamo la lingua?

Risposta: Non succede nulla automaticamente. Questa situazione può paragonarsi al caso di un neonato che nasce e vive in questo mondo e cresce per via del fatto che ci si prende cura di lui, ed egli si annulla dinanzi alle persone adulte. E’ una caratteristica innata e, grazie a quella, egli permette ai genitori di prendersi cura di lui. Loro lo fanno ed egli cresce.

Se una persona si annulla mentre studia durante la lettura del libro dello Zohar, egli si pone sotto l’influenza e la custodia degli amici, anche se non capisce e non sente nulla, solo perché vuole stare sotto l’influenza della Luce, degli amici e della società che se ne interessa. In ogni caso è necessario che egli abbia quell’intenzione. Anche quando se ne dimentica, egli comunque ha bisogno di sentire che egli appartiene a questo.

Domanda: Come si può seguire il testo mentre si legge il Libro dello Zohar e contemporaneamente mantenere l’intenzione?

Risposta: La cosa più importante è l’intenzione, ed il testo è importante nella misura in cui gli possiamo attribuire la giusta intenzione. Gradualmente, egli inizia a vedere il giusto significato delle parole che contiene: un “bambino”, “saggio”, Sefirot, Malchut e Bina. Egli lo vedrà. Sotto l’influenza della Luce che riforma che agisce molto lentamente, gradualmente, a poco a poco, una persona inizierà a sentire diverse impressione. Egli sentirà la connessione con quanto legge.

Domanda: Quale dovrebbe essere il nostro approccio mentre leggiamo il Libro dello Zohar o cosa dovremmo cambiare in esso in modo che la Luce ci influenza e ci cambi?

Risposta: Dobbiamo assolutamente connetterci. Una persona dovrebbe sentire di essere in un gruppo unito come un commando, come in uno stesso insieme fatto di parti separate. Altrimenti le sue intenzioni non sono le giuste intenzioni.

Così, non appena sente l’intera realtà collegata in se stesso, egli desidera appartenere al Creatore assieme ad essa, desidera connettersi ed aderire a Lui. Egli comprende che questo accade per via del suo cambiamento interiore e lo desidera.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 21.02.2013, Lo Zohar)

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Ora prepariamoci alla prossima salita!

Noi dobbiamo avere rispetto del senso di confusione, di oscurità, di sfocatura, e di impotenza. È detto “rispetta i figli dei poveri in quanto la Torà verrà da loro”. Questi poveri che non hanno nulla, sentono un vuoto sempre maggiore nei loro cuori e nelle loro menti, che non sono in grado di concentrarsi e di trovare la strada in questi stati , che stanno preparando così i loro vasi in cui riceveranno la Torà, la Luce che rivela loro tutti i discernimenti spirituali.

Quindi la cosa principale è abituarsi a studiare sia nelle tenebre che nella luce. Questo nella tradizione dei kabbalisti, è simboleggiato nella tradizione di iniziare gli studi a mezzanotte’. Questo è ciò che hanno fatto i Kabbalisti nel corso dei secoli, e anche il re Davide si alzava a mezzanotte per “svegliare l’aurora”. La ragione è che a mezzanotte il Zivug (l’accoppiamento) di Aba (padre) e Ima (madre) comincia al fine di risvegliare i vasi per ricevere la Luce.

Se una persona vuole raggiungere la Luce, lo stato è chiamato “giorno”. Deve cercare di risvegliare i vasi per ricevere la Luce nel loro stato più basso e quello più buio, quando si è “addormentato” e non sente se stesso.

Noi non notiamo ancora questi discernimenti, ma impareremo presto a discernere in modo da vedere tutto nel buio e nella luce, e per sapere come utilizzare ogni stato nel modo più chiaro e più consapevole. Il punto principale adesso, dopo la salita che abbiamo raggiunto durante il congresso, non è quello di lasciare il lavoro in questi tempi, che non sono veramente comprensibili, non sono piacevoli, e che non ci riempiono.

Questi tempi giungono in modo che possiamo affrontarli, e nonostante la sensazione di pesantezza nei nostri desideri egoistici, che non capiscono il buio, rimarremo in connessione e avanzeremo, e quindi costruiremo i vasi per la salita successiva.
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(Dalla preparazione alla lezione quotidiana di Kabbalah del 22.01.2013)

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Non si ha diritto ad un giorno di riposo

Domanda: Nel lavoro interiore, qual è un peccato che possa corrompere il suo esito?

Risposta: Se una persona è già incorporata nel lavoro interiore, ma ora è troppo pigra per sostenerlo in maniera costante e unirsi ad esso, è considerato un peccato. Dal momento che se non avanza, vuol dire che sta andando indietro. Fermarsi e stare nel mezzo è impossibile.

A volte pensiamo di poterci permettere di prendere un po’ di tempo libero e di riposo da questo lavoro, ma nella spiritualità non ci sono giorni di riposo, il tempo stringe costantemente e il contatore conta costantemente i nostri sforzi, quindi non è come nel nostro mondo dove ci si può fermare e restare inattivi per andare a dormire e non fare nulla fino al giorno successivo.

Nella spiritualità questo non esiste. Forse posso non eseguire alcuna azione fisica, ma in questo periodo attraverso molte Reshimot (geni spirituali), e se non le realizzo, allora vuol dire che vado indietro. Quindi devo fare in modo di avere sempre qualcosa da fare.

Il mio consiglio è quello di mettere se stessi, anche passivamente, sotto la massima influenza dell’ambiente: ascoltare melodie e canzoni, leggere il nostro materiale, vedere e ascoltare la lezione un’ulteriore volta, stare con gli amici. Ma dobbiamo stare molto attenti a utilizzare questo mezzo di comunicazione, dal momento che, se non ne faccio un uso corretto, insieme al guadagno e al grande beneficio esso può portare anche grandi perdite e danni.
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Non trascurare la routine quotidiana

Domanda: Durante il congresso di Arava il nostro gruppo ha raggiunto un nuovo livello. Ora dobbiamo aggrapparci ad esso e mantenerlo, e questo richiede repulsioni. Ma d’altra parte, secondo l’esempio che Baal HaSulam ci offre: “per saltare su un tavolo devi saltarci sopra”. Quindi qual è il punto successivo “sopra il tavolo” su cui dobbiamo concentrare i nostri sforzi?

Risposta: Questa settimana andremo tutti a casa e torneremo alla nostra quotidianità. Personalmente credo che la routine quotidiana sia la cosa principale, i congressi sono il risultato di quella routine. Giorno dopo giorno, lavoreremo su noi stessi sempre di più, aprendo quello che abbiamo raggiunto ora e tenendoci pronti per la nuova rivelazione. Il nostro lavoro consiste in questo.

Il congresso in sé non è un lavoro. Abbiamo fatto questi grandi preparativi e così ci siamo riusciti. Parte di questo successo è dovuto al congresso delle donne. In aggiunta a ciò, la raccolta di denaro per la nostra nuova casa e l’unione intorno a questo problema ha creato una forza sorprendentemente potente. Naturalmente, non dobbiamo dimenticare i congressi di Kharkov e Novosibirsk.

Alla fine vediamo che siamo maturati. Il mondo sta avanzando più velocemente in discesa mentre noi di conseguenza ci stiamo elevando. Qui dobbiamo chiarire i punti principali: frequentare le lezioni quotidianamente, leggere il mio blog in modo selettivo, partecipare ai workshop, e divulgare.

La cosa principale è l’auto-esame e il rapporto che si ha con sé stessi: la persona deve costantemente controllare sé stessa e la propria connessione con il gruppo.

In questo contesto, durante le lezioni e i workshop, siamo in attesa di nuovi stati e di problemi sempre più profondi. Oggi durante la lezione e il workshop continueremo quello che abbiamo iniziato durante il congresso di Arava.

In questo tipo di lavoro, riempiremo il vaso goccia a goccia, fino a quando non “salteremo” al livello successivo e, così, ancora e ancora. Non trascurate queste aggiunte quotidiane che si stanno accumulando “centesimo per centesimo”. Non c’è altro modo. Attraverso ciò scopriamo interiormente molti vasi e desideri. Anche se ci sembra che non succeda nulla, il risultato di tali sforzi, infatti, li scopriremo in seguito.

È la stessa cosa con un bambino che deve passare attraverso diversi stati nell’ambiente umano. Se non dispone di un ambiente del genere durante i primi anni della sua vita, allora nulla lo aiuterà in seguito: non importa quanto investirai su di lui, non sarà mai un essere umano. I diversi esempi di bambini Mowgli lo dimostrano. Come può essere? Il fatto è che lui nel tempo non ha sviluppato i suoi desideri.

Abbiamo a che fare con cose che sono essenziali al livello attuale del nostro sviluppo, e quindi dobbiamo dedicare il tempo allo studio e ai cambiamenti interiori, cercando di valorizzare ogni momento in questo lavoro.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 20.01.2013, Shamati 26)

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Non con la saggezza, non con la forza, solamente con la pazienza

Baal HaSulam, “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot”, paragrafo 141: Non mi puoi trovare in nessun posto se non nella Torà. Perciò tieniti stretto alla Torà e cercaMi lì, e la Luce che è in essa ti correggerà e tu Mi troverai”, come è scritto, “Coloro che Mi cercano, Mi troveranno”.

Questo è quello che cerchiamo di fare, ci sforziamo di connetterci come un solo uomo con un solo cuore, conseguendo il sostegno reciproco e “ama il tuo prossimo come te stesso”, mostrando di essere pronti a questa connessione durante lo studio. E allora, in ogni momento, riveleremo quanto siamo incapaci di farlo, e poi tenteremo ancora, nonostante tutto, a pensare all’unione e alla connessione.

Speriamo che il nostro studio e la nostra connessione ci aiuteranno a rivelare il Creatore al fine di donare a Lui piacere. Questa diventa la nostra preghiera durante lo studio, un’azione di correzione, e ci porta più vicini al traguardo. Se gli amici provano a connettersi nel modo giusto, elevano il loro punto nel cuore al di sopra del loro ego, si liberano dal suo controllo, e si connettono con questo punto, il che avviene durante la lezione, che ci parla di questi stati, allora in tutto questo attireremo la Luce che Corregge. E questo sarà effettivamente il nostro sforzo.

Ci saranno sempre dei disturbi, ancora e ancora. Perciò, ci dobbiamo rendere più forti a vicenda, e proprio allora, quando arriva la disperazione e dei grossi ostacoli che si presentano sul nostro cammino, un uomo si sente disperato davanti ad essi, non sa cosa fare, vuole scappare, si stanca e cede, si lascia andare oppure fa l’opposto, si arrabbia e non sopporta questo stato. Ma proprio questi stati sono i più vantaggiosi per aggiungere una goccia in più di lavoro, un altro grammo di sforzo, con il quale attiriamo la Luce su di noi.

Colui che non si dispera e non cede è colui che ce la fa. In questo caso, né la saggezza, né la forza saranno di aiuto, solamente la pazienza. Il tempo sistemerà ogni cosa.

“Il Tempo” sta a indicare i numerosi sforzi che un uomo compie in ogni momento, anche i più piccoli. Questi sforzi si accumulano, si connettono e, alla fine, portano la soluzione.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 07.01.2013 “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot”)

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Nefesh, Ruach, Neshamah

Alle qualità spirituali sono stati dati nomi diversi: Nefesh (anima), Ruach (Spirito), Neshama (anima). Cominciamo a entrare nel mondo spirituale, ricevendo il livello di Ruach.

Nefesh , è il livello inanimato della Santità, quando una persona non può muoversi da se stesso. Egli giunge alla lezione e pensa che tutto va bene, che null’altro è richiesto a lui: oggi è uguale a ieri e domani sarà uguale a oggi. Egli non esplode e non si dispiace che rimane nello stesso stato, ma è felice che un altro giorno è passato e che tutto va bene. Egli accetta la routine quotidiana.

Ma è già un risultato se la persona è nel gruppo, cercando di non interferire con il suo avanzamento, pronto ad unirsi a tutti, e sostenerlo. Egli sostiene ciò che gli altri stanno facendo. Ma non mostra alcuna iniziativa speciale, quindi non ha il livello di Ruach. Non vi è alcuna nuova forza crescente in lui. E quindi è chiamato Nefesh di Kedusha (di santità).

Ma lui frequenta ancora le lezioni e studia. Vorrei che il mondo intero fosse al livello di Nefesh di Santità. Tuttavia, questo si chiama “spiritualità” del livello di Ruach. Ruach significa che una persona ha già qualcosa che può aggiungere. Egli non accetta di rimanere ancora al livello della natura. Se vede che nulla è cambiato da ieri e che non cambierà domani, per lui è come essere morto.

Non è solo uno stato di natura ancora immobile, ma una sensazione di morte, il che significa che è lo stato peggiore. E così egli si chiede, che altro può aggiungere. Nel frattempo, l’unica cosa che puo’ aggiungere sono le sue azioni. Baal HaSulam dice nell’articolo “La Libertà” che una persona non ha altro mezzo per cambiare il suo stato, ma solo scegliendo il giusto ambiente.

La persona che sceglie una più forte influenza dell’ambiente è lodevole. E ‘attraverso questo che egli può avanzare e non grazie alle buone azioni. Non possiamo fare buone azioni dal momento che non siamo padroni delle nostre azioni. Ma grazie al fatto di aver scelto un buon ambiente che ci può influenzare fortemente, cominciamo a muoverci.

Al fine di iniziare a muoversi da soli e girare dall’ inanimato al livello vegetativo, salire dal livello di Nefesh al livello di Ruach, per diventare una persona spirituale, devo evocare continuamente le persone intorno a me e scegliere un sempre più forte ambiente che mi influenzi sempre più forte e mi aiuti a diventare più spirituale.

Con queste azioni aggiungo continuamente a me stesso dal gruppo che mi influenza costantemente e anelo alla spiritualità, alla dazione, sempre di più. Ne risulta che io aggiungo la dazione e finalmente raggiungo il livello successivo che si chiama Neshamà.

Mi comporto nei confronti di tutti gli altri e sono influenzato da loro attraverso il gruppo che mi influenza. Quindi, con il suo aiuto, io posso sempre influenzare me stesso e sollevarmi. L’ambiente funge da leva per sollevarmi sempre più in alto.

Mi innalzo attraverso l’ambiente e voglio iniziare a evocare me stesso, per connettermi ad esso nel modo più efficiente e pratico. Voglio aumentare la mia presa sulla spiritualità, in modo da non rimanere passivo sotto la sua influenza e aspettare che lui mi cambi, ma voglio dare all’ambiente sopra me stesso, per renderlo più forte, in modo che mi influenzi sempre più forte. Collegandoci con l’ambiente e sollevando l’un l’altro al mondo spirituale, significa che raggiungiamo il livello di Neshamà.

La cosa principale non è rilassarsi in modo che “ogni giorno è come gli altri.” Ci deve essere costante rinnovamento, ogni momento, se no, allora si precipita subito ad uno stato di morte. Non è così facile  salire dallo stato di morte. E’ impossibile farlo con un balzo per tornare allo stato precedente. È impossibile ritornare allo stesso stato. Dobbiamo fare una correzione: una nuova nascita e una nuova crescita, tutto a nuovo.

Ma se una persona non sente di voler salire di nuovo, vuol dire che non ha nemmeno sentito la sua morte, ma che ha perso effettivamente la sua coscienza.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah  28.12.2012 , Gli scritti di Rabash)

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