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“Chi può far fronte ai figli di Anak?”

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Deuteronomio, 9: 1-2): “Ascolta, Israele! Oggi tu stai per passare il Giordano, per entrare di nazioni più grandi e più potenti di te, città grandi e fortificate fino al cielo. Un popolo grande e alto di statura, i discendenti degli Anakim che tu conosci, e dei quali hai sentito dire: “Chi può far fronte ai discendenti di Anak?”

Quando l’uomo avanza nello studio della Kabbalah e prova ad avvicinarsi ai suoi amici nel cammino spirituale, per poter realizzare l’unione nella quale il Creatore sarà rivelato, vede davanti a sé degli ostacoli enormi, esteriori ed interiori.

Gli ostacoli interiori si presentano in chi prova ad avvicinarsi reciprocamente, poiché tra loro insorge un tale egoismo che, come si legge ne Il Libro dello Zohar, essi vogliono letteralmente uccidersi e bruciarsi a vicenda.

Dall’altra parte, sono sottoposti a influenze esteriori avverse, poiché chi non partecipa al movimento che va a costituire un cuore comune è un loro avversario.

Gli avversari sono le nazioni del mondo, il popolo d’Israele che non è ancora connesso nel loro movimento, e le così dette moltitudini miste (Erev Rav– i lavoratori del Faraone). Questo significa che tutti gli avversari della Kabbalah, tutti gli avversari del metodo della connessione tra le persone che si collegano in un tutt’uno, sono attualmente i nemici del cammino spirituale.

Anche se lo vediamo, non possiamo fare nulla. Questo è il risultato naturale del nostro avanzamento. Dopotutto è scritto: “Chi può far fronte ai figli di Anak?”

I nostri avversari ci sembrano molto forti, saggi, sicuri di sé e logici. Essi sanno per cosa vivere e ne sono convinti, poiché davanti a loro vi è un mondo egoistico, in cui poter vivere e navigare perfettamente.

Dal loro punto di vista, voi siete delle persone non realistiche, piene di fantasie irreali, che trascinano altre persone lontano dalla vita normale. È proprio come il Faraone che disse a Mosè: “Perché tu e Aronne distraete il popolo dal mio lavoro? Lasciateli lavorare per me, io li pagherò e tutto andrà bene”.

Il Faraone comandò ai suoi servi: “Date loro più lavoro, così non potranno ascoltare questi due. Perché improvvisamente hanno deciso di occuparsi di un qualche tipo di amore?!”

Oggi avviene la stessa cosa. Quelli che odiano ideologicamente la Kabbalah, le moltitudini miste (Erev-Rav), stanno cercando di vincere. In ogni momento vi è una guerra da condurre contro di loro.

Domanda: Ma il popolo d’Israele entra nella terra d’Israele e inizia a svilupparla.

Risposta: Il popolo d’Israele si sta unendo gradualmente ad una manciata di kabbalisti sotto la guida di Mosè e Aronne, che include i loro discepoli e gli antenati delle tribù. In questo modo, guidano gradualmente le persone verso uno stato di connessione mutua chiamata la terra di Israele.

Domanda: Allora i figli di Anak cessano di essere dei giganti?

Risposta: In realtà, nella terra d’Israele non ci sono più giganti Compaiono solo quando avviene un altro disastro.

Ad esempio, prima della distruzione del Primo e del Secondo Tempio, comparirono delle società egoistiche che affermavano di sapere come servire il Creatore, distruggendo così il livello di dazione e amore raggiunto tra le persone. Furono loro a portare i Romani e i Greci in Israele, e a bandire il suo popolo. Da allora, da 2000 anni, viviamo in questo stato.

Anche adesso essi non ci permettono di riunirci e di raggiungere l’integrità, la dazione, l’amore e l’unione tra noi. Ritengono che questo possa minare le fondamenta del loro potere sul popolo e quindi sono fortemente contrari alla saggezza della Kabbalah.

Domanda: Come possiamo non vedere i giganti in loro, cioè persone logiche e ben informate?

Risposta: È molto semplice: “Allontana il tuo sguardo da loro ed essi si trasformeranno in una montagna di ossa”. Dobbiamo unirci, attirare a noi la forza del Creatore e dirigere la nostra energia verso la connessione delle persone.

In questo modo distruggeremo i giganti, perché loro esistono solo per distruggere le persone e per ridurle in pezzi, piccoli filoni, in modo che si uniscano e per farle lavorare solo nell’egoismo.

Pertanto, anche se a volte parlano del principio di “Ama il prossimo come te stesso”, essi non lo hanno compreso.
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Dal programma di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 04/05/16

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La saggezza della Kabbalah è stata rivelata al mondo troppo presto?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Secondo lei, la saggezza della Kabbalah è stata rivelata troppo presto? È molto staccata dal mondo moderno. Dopo tutto ci sono metodi più pratici per raggiungere, sia pure temporaneamente, l’armonia con il mondo.

Risposta: Ti sorprenderai, ma in realtà il divieto di rivelare la saggezza della Kabbalah è terminato nel XVI secolo. È stata nascosta dall’inizio del I secolo a. C. fino alla metà del XVI d.C. secolo, quando Il Libro dello Zohar raggiunse le mani del grande scienziato e kabbalista Ari. Da allora la saggezza della Kabbalah ha gradualmente cominciato ad essere accessibile a tutti.

Ma il fatto è che è stata rivelata molto lentamente, perché era necessario. Le persone la evitavano e la temevano perché, per secoli, i kabbalisti si nascosero e la nascosero, creando il mito del divieto di impegnarsi nella Kabbalah, di starle lontani, ecc.

Il successore dell’Ari fu il Baal Shem Tov che visse nell’Europa orientale. Negli ultimi secoli, a partire dall’Ari, la maggior parte dei kabbalisti sono arrivati da quella regione, perciò lo spirito dei loro grandi poteri è rimasto in quei luoghi.

In questo modo la saggezza della Kabbalah è stata rivelata molto tempo fa, ma proprio adesso è necessario diffonderla in modo molto ampio, perché il mondo la richiede urgentemente. Il mondo non può essere ancora informato riguardo ad essa, ma questo non è necessario, si renderà conto della necessità in modo naturale, a causa delle guerre e dei terribili problemi.

È meglio se diffondiamo, pubblicizziamo e parliamo del metodo della Kabbalah sempre più spesso, in modo da poter preparare l’umanità ad usarlo in modo pratico quando la situazione nel mondo diventerà insopportabile.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 17/04/16

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Nuova Vita 747, L’amore è il blocco di costruzione della realtà

Dr. Michael Laitman
Nuova Vita 747, L’amore è il blocco di costruzione della realtà
Il Dott. Michael Laitman in conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Sintesi

Nella realtà tutto è diviso in quattro fasi, anche se noi non le identifichiamo. Dopo che il desiderio di ricevere è stato riempito di Luce, sente l’opposizione tra il suo stato e la Luce, e si restringe.

In questo processo impariamo che la relazione tra l’uomo ed il Creatore è possibile solo dopo che l’uomo ha costruito l’amore per il Creatore.

È a partire da questo processo che impariamo che la connessione tra l’uomo ed il Creatore è possibile solo dopo che l’uomo ha costruito l’amore per il Creatore. Lo scopo principale della nostra vita è arrivare alla rivelazione del , la forza generale del dare, durante il nostro tempo di vita.

Questo mondo è come un cortile di giochi, nel quale pratichiamo lo sviluppo dell’odio e dell’amore, del ricevere e del dare. Noi abbiamo alcuni desideri come quelli degli animali: cibo, sesso, famiglia; ed alcuni desideri umani: denaro, rispetto e conoscenza.

Quando l’ego dell’uomo comincia a svilupparsi, comincia a chiedere il motivo per cui vive, ed allora scopre che la vita è diretta verso una meta speciale: la rivelazione della forza superiore che ci dirige. La rivelazione del Creatore fornisce all’uomo le risposte a tutte le sue domande, dato che Egli è la radice di tutto, la forza dell’amore e della dazione.
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Dalla trasmissione di KabTV “Nuova Vita 747, L’amore è il blocco di costruzione della realtà”, 14/07/16

La Saggezza della Kabbalah e il Lavoro Scientifico

Dr. Michael LaitmanDomanda: Se la soddisfazione delle mie necessità materiali dipende dal mio lavoro scientifico, perché vi dovrei rinunciare? Com’è possibile fornire tutto ciò che è indispensabile per la vita al fine di poter essere liberi di dedicarsi alla spiritualità?

Risposta: Se questo è il tuo lavoro e non danneggia nessuno, puoi continuare ad esserne coinvolto per quanto necessario. Allo stesso tempo devi essere coinvolto nella saggezza della Kabbalah, e successivamente capirai quanto tutto questo si integri armoniosamente insieme. Puoi andare avanti così per il resto della tua vita. Non pensare che sia impossibile essere coinvolti in qualcosa oltre alla saggezza della Kabbalah. Lo scoprirai da solo, e vedrai che il tuo campo scientifico e la saggezza della Kabbalah possono essere compatibili. E potrebbe accadere che improvvisamente scoprirai di poter aggiungere uno all’altro, spiegando la saggezza della Kabbalah attraverso la scienza e la scienza attraverso la saggezza della Kabbalah.

Domanda: Perché Il Creatore dà all’uomo i talenti se dopo aver raggiunto la saggezza della Kabbalah non ha più bisogno di usarli?

Risposta: Ogni talento non vale niente in confronto a quello che rivela la saggezza della Kabbalah. Capisco la trepidazione, ci sono passato anche io, quando sembra che qualcosa di sconosciuto, di non evidente e segreto venga rivelato dinanzi a te, e tu lo desideri e cerchi di scoprirlo. Ma gradualmente questo scomparirà. Occupati della tua scienza e potrebbe accadere che con l’aiuto della saggezza della Kabbalah potrai aggiungere nuove sfaccettature ad essa e farai davvero delle vere scoperte scientifiche basate su ciò che ottieni da essa. Questo è assolutamente possibile.

Ho alcuni studenti impegnati in lavori scientifici in diversi campi, e tutti loro cercano di utilizzare la saggezza della Kabbalah nelle loro attività professionali. Tra l’altro, io do il benvenuto alla scienza e sono sempre felice di parlare con gli scienziati. Alcune volte al mese nello studio abbiamo organizzato degli incontri con scienziati. Parliamo con loro di come la saggezza della Kabbalah possa connettere e completare reciprocamente la scienza stessa che loro rappresentano.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 10/04/16

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Chi controlla il cervello?

Dr. Michael LaitmanNotizia tratta da Veche.Razved: Accademico, a capo del Dipartimento di Neurochirurgia del Centro di Neurologia e Neurochirurgia, il neurochirurgo Arnold F. Smeyanovich ha oltre 47 anni di esperienza ed ha operato al cervello quasi 9.000 pazienti…

“Si, davanti a me posso vedere una sostanza, le cui cellule sono così ricche di informazioni che io, come Newton, mi tolgo il cappello di fronte ai ricercatori. Non è chiaro come essa “operi”. Ad ogni segnale dei nervi, delle orecchie o degli occhi essa crea “un’immagine”. E alla fine ci rendiamo conto che lì vi è una scimmia, quella è una lampada e questo sono io. È chiaro che il cervello è più potente di qualsiasi super computer.

“La cosa più sorprendente è che la coscienza non ha una collocazione nel corpo, ed il rapporto tra cervello e mente è un mistero complesso. Probabilmente è il Creatore che lo controlla”.

Risposta: Oggi gli scienziati non hanno più paura di parlare del concetto di Creatore, e con questo confermano che ci sono cose al di là della comprensione della mente e della capacità di creare un’immagine.

Cioè essi comprendono che in base ad una specifica azione che sollecita un’area del cervello, il risultato è una speciale configurazione di un complesso rapporto tra loro. Oltre a questo? Non lo sanno.

C’è una scatola qui ed una là, e si crea una qualche forma di connessione tra le due ed un’ulteriore connessione altrove. Ma non si capisce l’essenza di questo. Non si capisce cosa succeda veramente là dentro, cos’è il pensiero che viene impresso in una persona e che dà all’uomo la sensazione di esistere di una data intensità.

Il pensiero disegna l’immagine che influenza l’uomo; essa diventa qualcosa, lo influenza e le informazioni vengono elaborate. Dove avviene tutto questo? Non nel cervello.

Vi è, infatti, solo un gigantesco “cervello”, che io chiamerei un campo di forze, nel quale esiste assolutamente tutto. Noi chiamiamo questo campo il Creatore. Noi siamo costantemente connessi a questo campo e ci troviamo più o meno al suo interno.

Dobbiamo cercare di non limitarci alla materia grigia o alle minuscole particelle, ma capire che non vi è nulla oltre a questo campo di forze. Purtroppo noi non lo percepiamo in tutta la sua capacità; non vediamo come tutto è reciprocamente connesso in un insieme unico e completo. Ci sfugge la vera immagine del creato, e così ci sembra che il come ed il dove non siano comprensibili.

Ma è proprio la scoperta che le caratteristiche del cervello sono infinite, e che è solo quella la parte ad entrare in contatto biologico col potente computer spirituale, che ci porterà ad accettare il fatto che noi in effetti ci troviamo dentro al Creatore e che la missione dell’umanità è scoprire la nostra comunicazione con Lui.

Dalle Notizie: “Il premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina John Eccles… era convinto che il cervello non “producesse” il pensiero ma che lo prendesse semplicemente dall’esterno… Da dove provengono le teorie, le ipotesi e le scoperte? Questo è sconosciuto ai fisiologi. Penso anche che il cervello, nell’essere umano, sia un mistero”.

Risposta: È così. È quindi necessario studiare la saggezza della Kabbalah.

Dalle Notizie: “Quando vedo quanto bene sono disposti il cuore ed il cervello, che non ha pari in natura, non ho dubbi che non sono stati fatti senza l’intervento di Dio. Il grande chirurgo russo Nikolai Pirogov scrisse che ‘il cervello di un individuo è un corpo di pensiero del mondo del pensiero. E’ necessario riconoscere l’esistenza, oltre ai pensieri del cervello, anche di un altro mondo, superiore’ “.

Risposta: Si, certamente. Tutti noi siamo connessi tramite il cosiddetto cervello. Ma questo non è un cervello bensì l’anima.

Commento: Quando chiesero a Smeyanovich “Cosa pensa, dove è collocata l’anima, nel cervello, nel midollo spinale, nel cuore?” egli rispose “Penso che questa sostanza non abbia bisogno di un posto. Se ne ha bisogno, allora tutto il corpo lo accoglie”.

Risposta: No. L’anima è un immenso campo di forze; è la forza dell’intelligenza superiore all’interno della quale noi esistiamo.

Domanda: E’ possibile dire dove è localizzata?

Risposta: Prima di tutto nel mondo superiore non vi sono luogo, spazio o movimento.
Secondariamente i nostri corpi non esistono. Questa è un’illusione che è proiettata dentro di noi. Il Libro dello Zohar e la saggezza della Kabbalah dicono apertamente che noi immaginiamo noi stessi ed il nostro mondo in termini di volumi e forme molto limitate che, in effetti, non esistono. Piuttosto essi sono un’illusione.

Domanda: Gli studiosi sono in grado di raggiungere questa conoscenza?

Risposta: Teoricamente o in qualche altro modo essi lo supporranno ma non saranno in grado di giungere a ciò scientificamente. Questo richiede il possesso di un’altra visione.

Essi giungeranno gradualmente alla saggezza della Kabbalah, si distaccheranno dalla “materia grigia” ed inizieranno a percepire il mondo tramite il desiderio di dare,

Nel frattempo la percezione del mondo avviene tramite l’intelletto ma essa dovrà avvenire tramite un unico desiderio.

Tanto quanto una persona è integrata in esso, così essa inizia a percepire il vero mondo.
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Da “Notizie con Michael Laitman” di Kab TV del 04-07-16

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Nuova Vita 741, La vera benedizione

Dr. Michael Laitman
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Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Sintesi

Le usanze ebraiche nascono dai kabbalisti, i quali scoprirono il sistema di guida attraverso il quale il Creatore, la forza superiore, ci dirige. Le benedizioni significano che io ho rivelato la forza superiore come buona e benefattrice, e pertanto la benedico.

Il Creatore ha creato in noi l’inclinazione al male, l’ego, ed ha “creato una spezia, la Torah, per questo”, una forza positiva che può equilibrare l’ego. Dobbiamo arrivare ad uno stato nel quale pronunciamo benedizioni non semplicemente come delle parole che escono dalla nostra bocca, ma nel pensiero e nel desiderio. Questo avviene come risultato della correzione dell’ego.

La saggezza della Kabbalah ci insegna che è possibile correggere l’ego attraverso la connessione speciale di garanzia reciproca tra le persone. Pertanto, dall’amore degli esseri creati arriviamo all’amore del Creatore. Lo sforzo per connetterci chiama una forza positiva su di noi che equilibra l’ego. Le benedizioni tra un uomo ed il suo amico sono destinate ad essere il risultato della nostra richiesta, chiedere al Creatore la forza di amare gli altri. Il Creatore vuole che tutti arrivino al Suo livello, ed allora la vera guarigione dell’uomo può essere solo come risultato di correggere se stesso.

Nella spiritualità l’individuo scopre di essere un piccolo mondo, ovvero, che tutto si trova dentro di lui. Poi quando si corregge, egli corregge il mondo, e quando vede qualcuno soffrire, comprende di dover correggere se stesso. Ricorrere al Creatore è chiedere la forza di vedere la realtà correttamente. “Non esiste nulla tranne Lui, Buono e Benefattore”. All’inizio non esiste nulla tranne l’inclinazione al male. Tutto il bene che apparentemente facciamo, nasce dal nostro egoismo. Quando benediciamo, benediciamo l’apparizione della forza buona con la quale siamo stati ricompensati per averla davvero rivelata.

Tutta la realtà esiste tra due forze: la forza della ricezione e la forza della dazione che dobbiamo acquisire. Dobbiamo ascendere ad uno stato nel quale sentiremo gli altri proprio come sentiamo noi stessi, e i corpi non ci separano. Le benedizioni con le quali si benedicono le persone reciprocamente simboleggiano il livello che dobbiamo raggiungere con l’aiuto dei nostri sforzi per connetterci. Alla fine l’individuo scopre che davanti a lui non esistono altre persone a parte il Creatore, ovvero che in realtà esistono solo lui ed il Creatore.

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Dalla trasmissione di KabTV “Nuova Vita 741, La vera benedizione” 05/07/16

La saggezza della Kabbalah e gli altri insegnamenti

Dr. Michael LaitmanDomanda: La domanda sul senso della vita mi interessa così tanto che, in aggiunta alle lezioni sulla saggezza della Kabbalah, ascolto anche conferenze di altri insegnanti da varie fonti e dottrine. Questa è spazzatura per il mio percorso spirituale?

Risposta: Non le consiglio di associare la saggezza della Kabbalah ad altri insegnamenti. È meglio che lei si occupi di altri metodi, lasciando lo studio della Kabbalah.

È meglio soprattutto per la sua salute spirituale. Ad esempio si interessi allo Yoga o ai tarocchi, o a tutto quello che vuole, solo non tutto insieme. Pensa di poter comprendere tutto insieme? Ma non è assolutamente possibile! E vedrà come le sembrerà difficile quel momento in cui cercherà di sbarazzarsi della spazzatura personale e spirituale che esiste nella sua vita.

L’uomo è incapace di andare d’accordo con tutti e di comprendere in maniera profonda ciò che sente da parte di tutti. Gli sembrerà solo di poter “separare il grano dalla paglia”.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 10/04/16

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Le indicazioni per l’Ascesa Spirituale

Dr. Michael LaitmanCommento: Lei dice che la saggezza della Kabbalah non spiega molto; essa dice, ascendi e consegui…

Risposta: Questo è il motivo per cui la saggezza della Kabbalah, io (Michael Laitman) e Bnei Baruch non piacciamo a tante persone. “Perché non danno alcuna risposta? Perché non mi soddisfano? Perché non mi servono?”

No! Noi diamo le istruzioni per l’ascesa spirituale. Le istruzioni non sono semplici, ma gli studenti le devono eseguire, studiare, esplorare e realizzare tra di loro. E chi lo fa, rivela la saggezza della Kabbalah, e quelli con non lo fanno, non rivelano nulla. La saggezza della Kabbalah è differente dalla scienza comune, nella quale si può ascoltare e comprendere. La saggezza della Kabbalah si rivela solo attraverso il proprio conseguimento interiore.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 20/03/16

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Non credete a me, scopritelo voi stessi

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perchè dovrei crederle?

Risposta: Lei non deve credere a me, poiché non può percepirmi veramente e non può capire se le cose che dico sono vere oppure no. Se l’uomo comprende la saggezza della Kabbalah, sa di cosa sto parlando e se non comprende, come può esprimere il suo disaccordo dalla prospettiva del non comprendere?

La saggezza della Kabbalah non è un sistema di informazioni che viene offerto ed insegnato all’uomo, ma è un sistema di guida ed una serie di istruzioni che conducono alla rivelazione del mondo superiore. Allora l’uomo può studiare e comprendere indipendentemente, e questo è il motivo per cui non te ne posso parlare.

L’uomo non ha i giusti strumenti o vasi, ovvero, i sensi e gli attributi giusti per percepire il mondo superiore, perché questo viene conseguito solo quando egli assomiglia e si eguaglia ad esso. Anche quando legge i libri di Kabbalah e non comprende nulla.

Io posso solo spiegare il metodo per raggiungere la sensazione del mondo superiore e come possiamo avanzare verso esso, come entrarvi tramite la connessione tra gli amici, attirando la Luce Circostante su di noi, ecc. L’uomo comincerà a percepire e a raggiungere questo quando diventerà un kabbalista.

Domanda: Possiamo chiamarla la parte nascosta della Torah? Quello che i libri di Kabbalah descrivono è la parte rivelata e quello che è conseguito la parte nascosta?

Risposta: Al contrario, la parte nascosta è la parte che i libri descrivono, i livelli, le ascese, le rivelazioni, ecc., perché quando l’uomo legge non capisce ciò che legge, ma quando consegue percepisce il mondo superiore, gli viene rivelato, mentre rimane nascosto a tutti gli altri.
[189319]

Dalla lezione di Kabbalah in russo 20/03/16

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Il Postulato Assoluto

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché le religioni non uniscono ma invece ognuna spinge per soffocare le altre?

Risposta: Accade perché tutte le fedi e le religioni sono completamente egoiste. Le guerre religiose e gli attacchi sono proseguiti per centinaia di anni, e ad oggi non cessano, specialmente nell’Ebraismo, nel quale sono apparse molte fazioni e denominazioni religiose che si sono messe in competizione una contro l’altra.

Le religioni sono un prodotto dell’egoismo umano, quindi non esiste una ragione per cui aspettarsi qualcosa di buono da loro. Sono davvero “l’oppio dei popoli”.

I religiosi non applicano la regola generale “Ama il prossimo tuo come te stesso” (Levitico 19:18). In generale, dove e come esse sostengono questa Mitzvah (precetto)?

La Saggezza della Kabbalah non ha alcuna connessione con le religioni, e questa è anche l’essenza del problema. Abbiamo un grande scontro con le diverse organizzazioni religiose, le quali credono che, attraverso l’esecuzione di azioni meccaniche, l’uomo si assicuri il mondo a venire.

La Kabbalah afferma che con la realizzazione meccanica, l’uomo non avrà il mondo a venire ma rimarrà un egoista. Se non c’è un’ascesa al di sopra della propria natura egoista, che tipo di mondo spirituale potrà esserci per lui?Il mondo a venire è un mondo di altruismo che l’uomo costruisce mentre si trova in questo mondo, tramite la realizzazione del princìpio “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Ne consegue che le religioni comprano semplicemente le persone e nient’altro.

Commento: È interessante che nulla vieta alle persone che studiano la saggezza della Kabbalah di rimanere nella propria religione.

Risposta: Ogni uomo che lo desidera, può essere coinvolta nella saggezza della Kabbalah, nonostante la sua religione. Baal HaSulam scrive su questo nel suo libro L’ultima generazione”.

L’appartenenza ad una religione o ad un’altra non preoccupa l’uomo che può mantenere tranquillamente le sue abitudini. Ma internamente, egli deve cambiare in altruismo, elevandosi al di sopra della sua natura egoista. Questo è ciò che differenzia la saggezza della Kabbalah dalla religione. Tutto il resto è una tradizione che può essere mantenuta o meno, ma è un problema personale. Tuttavia, elevarsi al di sopra del proprio egoismo tramite la saggezza della Kabbalah è un postulato assoluto.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 20/03/16

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