Pubblicato nella 'Studio della Kabbalah' Categoria

Scienza Emozionale

Dr. MichaelLaitmanDomanda: Qual è la differenza fra cura e servizio? Si dice che dobbiamo attrarre gli stati futuri. Questo non è chiaro perché non esiste veramente all’interno della nostra sensazione.

Risposta: Certo. Quindi, questo non è comprensibile. Comprendiamo solo ciò che ci è dato in sensazione. La materia del mondo, della creazione, è il desiderio. Allora, i sentimenti sono primari. Prima, sentiamo, e dopo cominciamo a capire quello che stiamo sentendo, i motivi, tutti i tipi di connessione e tutto quello che sta accadendo all’interno del desiderio stesso. Capiamo come si è rinforzato e come è possibile recuperarlo, e così via.

È molto importante capire che la cosa principale è il desiderio, significa sentimento.

Che cosa tocca la differenza fra cura e servizio? Allora, “servizio” o “utilizzo ” queste parole non sono buone perché indicano che dobbiamo fare qualcosa senza capire cosa. Questo è quello che ci è stato insegnato, comandato e costretto su di noi. Non sto dicendo che questo sia male. Per esempio, servizio a una nazione è un’altra cosa. Comunque, questo è qualcosa che non ci può essere nel camino spirituale.

Nel camino spirituale, è necessario raggiungere tutto emotivamente all’interno di noi stessi e, dopo di che, esplorare le nostre emozioni. Su quale livello di desideri si sono trovati Shoresh (radice), Aleph (primo), Bet (secondo), Gimel (terzo), e Dalet (quarto)? Il grado di intenzione–Shoresh, Aleph, Bet, Gimel, Dalet—determina la quantità di Luce che si rivela, in altre parole, l’intensità, la forza del sentimento del Creatore che è scoperta in quel desiderio.

Tutti noi dovremo cominciare a sentire un tale grado come quando leggiamo un libro, sperimentiamo e misuriamo i nostri sentimenti nello stesso momento. Il libro deve essere la nostra guida spirituale ed emozionale nel senso pieno della parola affinché possiamo ridere e piangere quando lo leggiamo, perché si sta parlando di attività che devo fare all’interno di me in ogni momento.

La saggezza della Kabbalah è una scienza molto emozionante, ma solo per qualcuno che può già sentire queste emozioni in se stesso, e, se no, allora a lui sembrerà arida.
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Dal Congresso di Sochi del 09.06.2014, Lezione 1

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Uomini, non sottovalutate il desiderio delle donne!

Domanda: Quanto sono importanti,per il progresso spirituale, le azioni delle donne nel gruppo?

Risposta: Sono importanti al 100% perché nessuno può prenderci le azioni fisiche. Tutti i vostri pensieri sono un’illusione. Tutto quello che passate agli altri con la testa o con il cuore è ego totale, le azioni fisiche sono vere azioni.

Buttatevi dentro anche se non avete delle sensazioni o avete delle sensazioni negative. Mostrate a tutti, attraverso le vostre azioni e i vostri gesti che lo scopo è importante per voi così che gli altri che vi sono intorno lo vedano! Questo è molto importante! Dite loro che volete vedere che essi sono determinati perché voi dipendete da loro.

Domanda: Io l’ho detto, ma non mi ascoltano.

Risposta: In questo caso, mi devo rivolgere agli uomini: i desideri delle donne sono così, le aspirazioni sono colà, non ce ne dobbiamo avvantaggiare in nessun caso!

Se voi rifiutate il desiderio della donna, dovete rendervi conto che non raggiungerete niente. Dico questo con massima serietà! Lo impariamo dalla corrispondenza tra “Zeir Anpin” e “Malchut.” Se, come rappresentanti del “Partzuf Zeir Anpin,” rifiutate i desideri di “Malchut,” allora, di che genere di serio conseguimento potrete parlare?! Nulla ce la farà per voi!

Dovete percepire con molta attenzione il desiderio delle donne e cosa le donne si aspettano da voi! Dovete aspettarvi questa pressione perché è specificamente il desiderio delle donne, chiamato “Mei Nukvin,” che è essenziale per l’ascesa!

Perciò, se gli uomini “non ascoltano”, fanno molto male e questa è l’accusa più severa che può essere rivolta loro, e non solo dalle donne.
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(Dal Congresso di Krasnoyarsk 13.06.2013 lezione 3)

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La sorgente spirituale della lezione del mattino

Domanda: Qual’è la sorgente spirituale della lezione quotidiana di Kabbalah che si tiene dalle tre sino alle sei del mattino?

Risposta: Serve a svegliarsi con il pensiero per il Creatore ed a creare immediatamente una connessione con Lui visto che è Lui stesso a determinare tutta la giornata lavorativa che segue, durante la quale devi mantenere la stessa connessione che hai costruito nella lezione del mattino per tutte le altre realtà della vita.

Domanda: Perchè iniziamo a studiare proprio alle 3 e non alle 2:40 od ad un’altra ora?

Risposta: Di principio dovremmo iniziare a studiare a mezzanotte, ma questa non avviene alle 12 come pensiamo di solito. Bisogna dividere la notte in due metà ed anche questo tempo è variabile. Così bisogna iniziare a studiare a mezzanotte.

Domanda: Perchè non usiamo la forma della lezione che era abituale ai tempi di Abramo? Egli avrebbe invitato delle persone attorno ad un tavolo, gli avrebbe servito da mangiare e da bere e poi avrebbe dato una lezione.

Risposta: Si tramanda che egli avesse una tenda e che chiamasse tutti lì. La tenda era piantata lungo la via e i mercanti passavano da quelle parti, tutti i tipi di mercanti ambulanti, e andavano da lui per riposarsi e bere il tè. Contemporanemente elgi gli parlava del suo insegnamento.
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Appartenere ad un Kabbalista

Baal HaSulam, “l’Insegnamento della Kabbalah e la Sua Essenza”: é chiaro che quando uno riflette e contempla le parole della Torà pertinenti alla rivelazione del Creatore ai nostri padri, porta all’esaminatore più Luce che non quando esamina questioni pratiche.

É così che Baal HaSulam suggerisce che leggiamo i libri che parlano della relazione tra un essere umano e la rivelazione. Gli articoli, le lettere, Lo Studio delle dieci Sefirot, e il commentario del Sulam, al Libro dello Zohar, in effetti, ogni cosa che riceviamo da Baal HaSulam e Rabash sono libri che sono appositamente per noi riguardo la rivelazione del Creatore agli esseri creati. Sono scritti in stili diversi ma parlano tutti di questo.

Alcuni spiegano cose direttamente e descrivono il lavoro spirituale in maniera psicologica, per così dire, come le lettere e gli articoli. In altri articoli leggiamo della connessione tra la saggezza della Kabbalah e altre scienze, ma parlano anch’essi della rivelazione del Creatore alla persona. Lo vediamo soprattutto negli scritti che parlano del Libro dello Zohar e nello Studio delle Dieci Sefirot.

Tutti questi libri e testi furono scritti durante l’attrazione della Luce. I Kabbalisti scoprirono la Luce in stati e livelli diversi e quindi scrissero di conseguenza. Non c’è una parola o lettera che fu scritta prima che l’autore raggiunse lo stato specifico che viene descritto nel testo.

Quindi quando leggiamo questi testi, possiamo ricevere la loro forza. É attraverso questi testi che ci connettiamo con gli autori, e poi riusciamo ad attirare e godere dalla Luce che Riforma, ma questo avviene solo se desideriamo assomigliargli nella loro semplice fede e ricevere tutto ciò che essi hanno. Mentre leggiamo i suoi scritti, voglio essere come il Kabbalista, annullare me stesso, e appartenere a lui, e così accendo la Luce che lui ha preparato per me.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 19.11.2013, L’insegnamento della Kabbalah de la Sua Essenza)

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Spendere la nostra vita preparandoci per la guerra

La scienza del nostro mondo è in continua evoluzione, dobbiamo continuare a correggerla e migliorarla senza interrompere la ricerca.

Qualunque cosa sembri assolutamente ovvia oggi, finisce per essere discutibile domani, ed è anche possibile che tutto ciò che oggi viene considerato benefico, domani possa essere considerato nocivo. Il nostro desiderio si mantiene in costante evoluzione e noi scopriamo una nuova scienza in essa.

E poiché il desiderio di ricevere piacere può cambiare quotidianamente nel suo opposto, quindi tutte le cose utili possono diventare dannose.

Inoltre, operando solo attraverso il nostro desiderio egoistico, usiamo tutte le scoperte che sono state fatte in natura per il bene dell’auto-beneficio, e di conseguenza i risultati dell’evoluzione della scienza può farci del male.

In altre parole, la utilizziamo sempre per il male. E vediamo che la scienza si sviluppa principalmente perché abbiamo bisogno di guerre e distruzione reciproca. Se non fosse per questo, non ci evolveremmo affatto.

Tutte le meravigliose scoperte scientifiche vengono utilizzate per servire il nostro egoismo.
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(Dalla 4a. parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.10.2010, La Saggezza di Israele in confronto alla Scienza)

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Imparare ad ascoltare il Maestro

Domanda: Quando una persona può essere considerata uno studente del suo maestro?

Risposta: Viene chiamato studente colui che aderisce al suo maestro (che significa in modo interiore) e cerca di “succhiare” tutto il possibile da lui. Come un bambino che sta succhiando il latte dalla sua mamma, uno studente cerca di succhiare dal suo maestro tutto quello che ha e di crescere, il che significa sviluppare ciò che riceve.

Egli non è in grado di ricevere immediatamente tutta la conoscenza, la realizzazione, e la sensazione, ma può ottenere gli strumenti per sviluppare tutto dentro di sé. Dopo tutto, un bambino che riceve il latte materno non digerisce dentro di lui, ma lo trasforma in carne, muscoli e ossa. Si costruisce il suo organismo e il suo sviluppo. La stessa cosa accade qui.

Dobbiamo capire che da un insegnante riceviamo qualcosa che desideriamo ricevere, e solo nella forma e nella misura in cui abbiamo fatto sforzi verso questo. Noi non sentiamo ciò che l’insegnante dice, noi sentiamo solo ciò che vogliamo sentire. Il lavoro di uno studente è quello di annullare i suoi ostacoli psicologici e cominciare ad ascoltare il maestro. In altre parole, il lavoro di uno studente è l’annullamento del suo ego.
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(Da una conversazione riguardo il gruppo e la divulgazione del 20.10.2013)

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Dal ramo alla radice

Baal HaSulam, “L’Essenza della Saggezza della Kabbalah”: …ogni mondo inferiore è una copia del mondo che è al di sopra di esso. Dunque, tutte le forme nel Mondo Superiore sono meticolosamente riprodotte, sia in qualità che in quantità, nel mondo inferiore.

Dunque, non c’è un elemento della realtà, o un accadimento della realtà nel mondo inferiore, di cui non si trovi la corrispondenza nel mondo che è al di sopra di esso, uguali come due gocce d’acqua del mare. Ed essi sono chiamati “la Radice ed il Ramo”. Ciò significa che l’elemento nel mondo inferiore è ritenuto un ramo del suo modello che si trova nel Mondo Superiore, essendo la radice dell’elemento inferiore, poiché qui è dove l’elemento del mondo inferiore è stato impresso e costituito.

I livelli inanimati, vegetativi, animati e parlanti di questo mondo (si veda il diagramma sotto, segnato in giallo) rappresentano l’ultimo anello nella catena dei mondi. Il mondo materiale è un ramo. Al di sopra di esso, c’è il mondo delle radici (segnato in rosso), che è, di fatto, il ramo di un altro mondo che è superiore ad esso. Quindi, sia i mondi “inferiori” (il nostro mondo e quello successivo) originano da una sola radice che è al di sopra di entrambi (segnato in verde).

In definitiva, c’è più di un mondo là fuori, ma in questo diagramma ne mostreremo solamente tre di essi. Tuttavia, le forme e gli elementi della realtà e tutti gli accadimenti avvengono senza cambiamenti e sono uguali in ogni mondo, sia in qualità che in quantità, poiché noi abbiamo a che fare con una realtà che è divisa in livelli separati solo per la nostra percezione.

In sostanza, il nostro dovere è di riconnettere tutti i mondi dentro alle nostre sensazioni. Possiamo farlo usando il solo ed indivisibile linguaggio dei rami…I Kabbalisti hanno scoperto un glossario completo e commentato che è collegato al nostro mondo fisico, sufficiente per creare un’eccellente lingua parlata. Questa lingua ha permesso loro di conversare delle questioni nelle Radici Spirituali e nei Mondi Superiori menzionando semplicemente il ramo tangibile inferiore di questo mondo che è ben identificabile ai nostri sensi fisici. Noi riconosciamo, percepiamo, e formuliamo questi nomi e questi appellativi nel nostro mondo.

Anche se hanno origine attraverso la nostra natura corporale, essi si sono comunque guadagnati il diritto di essere espressi attraverso le definizioni dei loro rami, e di essere organizzati di fronte ai nostri sensi qui, in questo mondo tangibile. I Kabbalisti li associano alle loro radici.

Tutta l’interezza delle cose e degli eventi discende verso di noi attraverso la catena dei mondi, fino a quando non si “riveste” in sensazioni che sono intrecciate con parole e nomi, che, a loro volta, sono collegati alle Radici Superiori, verso le quali il ramo fisico punta perché è collegato ad essa, essendo la sua copia, dirigendoci in questo modo all’origine, alla Luce Superiore.

Tutti i fenomeni discendono attraverso al catena dei rami e delle radici. Noi diamo loro nomi con le parole e gli appellativi che sono legati ad essi su questo piano e che sono profondamente incorporati nella nostra consapevolezza e nei nostri sensi.

Quando sentiamo la parola “vetro”, sappiamo di sicuro cosa significa. Lo stesso vale per il fenomeno spirituale. Il fatto che non possieda la sostanza materiale del vetro è irrilevante, e non è nemmeno importante che gli manchi la forma del vetro. Mantiene comunque la sua essenza poiché il suo punto centrale è lo stesso a tutti i livelli.

Non c’è nessun altro modo per definire un fenomeno o un evento. La saggezza della Kabbalah usa un linguaggio preciso che è collegato alle radici permanenti della natura Superiore. Si basa su un sistema, perpetuo ed immutabile.

Mentre ci sviluppiamo, ai nostri occhi solamente i rapporti tra le varie parti della Kabbalah cambiano, sebbene le parti, di per sé, rimangono intatte. Ecco perché la Kabbalah è conosciuta come “la saggezza autentica”: tutto ciò che messo nel suo linguaggio è sempre vero. Infatti, non possiamo cambiare l’ordine dei rami e delle radici e delle relazioni tra loro: il solo cambiamento è nella nostra percezione.

E, naturalmente, l’uso del linguaggio dei rami determina un numero di conseguenze. In particolare, grazie ai loro libri, i Kabbalisti possono guidarci alle ascese spirituali e, grazie ad essi, possiamo portare avanti vari studi, ecc.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 15.06.2012, “L’Essenza della Saggezza della Kabbalah”)

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Colui che ci è vicino è importante

Baal HaSulam, “Un Comandamento”: …per il più piccolo dei profeti è possibile avere ancor più successo nella sua profezia del profeta più grande – in riferimento alla suddetta velocità – poiché egli si basa sulle rivelazioni di profeti precedenti, che gli hanno aperto la strada. Ovviamente, questo dipende anche dallo sviluppo dei suoi ascoltatori, dato che le parole chiare e concise richiedono una generazione più sviluppata affinché lo possano capire. E se queste due aggiunte si uniscono ad un piccolo livello, egli può riuscire molto più di un grande.

La cosa principale è che la generazione sia in grado di accettare il nostro messaggio. Qui il tempo fa la sua parte, fino a quando arriva il tempo di agire, e poi proprio il piccolo può diventare un mediatore, trasportando giù l’idea spirituale.

Dopo tutto, un grande, nella sua perfezione, è come il signore che prende le decisioni al livello più alto e non è accondiscendente verso i dettagli “locali”. Tra lui e una persona media si trovano molti agenti, eppure questa persona ha bisogno di un aiuto specifico per la sua vita di tutti i giorni.

Ecco perché, in un certo senso, il piccolo è più vicino alla gente rispetto al grande. La ragione è che lui può parlare più semplicemente e condurli ai gradi di raggiungimento, spiegando il loro lavoro nel dettaglio.

Il grande è lontano dalle masse. Baal HaSulam scrive ne “La Profezia di Baal HaSulam“, che egli chiese di abbassare se stesso, in modo da essere in grado di spiegare alla gente. Per questo, scese ad un livello più basso e quindi passò il metodo verso il basso.

D’altra parte, ai massimi livelli non avrebbe potuto scrivere per noi. La realizzazione, in tal caso, non può essere espressa per iscritto, in una lingua comprensibile. È disponibile solo sotto forma di caratteri della Gematria o con le parole che scrisse nei suoi quaderni, parole che non esistono nel nostro mondo. Dopo tutto, le forze e le leggi, che regolano le combinazioni delle lettere alla fonte sotto la Parsà di Binà non funzionano nei livelli più alti, e quindi, è necessario scendere al di sotto di Chazeh del Partzuf AVI e procedere lì verso nuovi Zivugim.

Tuttavia, in ogni caso, non si tratta di persone ma di gradi e, naturalmente, sia il piccolo che il grande, scendendo ad un livello inferiore, possono portarci, in questa fase del percorso, molto più bene – in ogni caso.

Quindi, per noi, chi ci è vicino è importante, e non colui che è lontano. Se oggi, incontrassimo Baal HaSulam o qualcuno dai nostri antenati – se, teoricamente, potessimo entrare in contatto con l’anima, che è separata da noi diciamo da un centinaio di gradi – non avremmo potuto fare nulla. Non avremmo semplicemente nulla da chiedere.

La nostra generazione ha bisogno di connessione con un Kabbalista in una serie di salite, discese, e ogni sorta di stati da cui veniamo pervasi dai desideri dell’ambiente. Anche le nostre domande sorgono dal nostro studio. Se lui, infatti, non ci avesse insegnato, non avremmo avuto quasi nulla da chiedere, così come il resto del mondo…

Si scopre che colui che ci è vicino, è importante.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.09.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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Baal HaSulam “Un Comandamento”: I primi saggi hanno scelto per sé un modo riservato ed io ho scelto un modo generale perché, da come la vedo io, la materia Divina si adatta meglio ad essere rivestita nell’eterne combinazioni delle lettere che non cambieranno mai. Vorrei dire che con questo successo fisico, non cambieranno in nessun luogo e in nessun momento. Per questa ragione le mie parole sono limitate.

Grazie alla fede al di sopra della ragione, sono stato spinto ad esprimere la spiritualità in una maniera generale. Tuttavia, invece, ho scelto di spiegare tutti i dettagli e tutte le combinazioni spirituali fin nei più piccoli dettagli, che non hanno altra fonte e origine di questa raccolta, cioè, la purezza della Kabbalah. E poiché io chiarisco i dettagli spirituali senza rivestirli nelle combinazioni fisiche, questo farà molto meglio allo sviluppo del conseguimento. E questa saggezza è chiamata “la saggezza della verità”.

Solamente dopo molti capovolgimenti e rivelazioni lungo la strada, l’uomo che percorre il cammino della verità inizia a rendersi conto di quali cambiamenti Baal HaSulam ha reso possibili. Sembra che egli abbia soltanto scritto dei nuovi testi ma, di fatto, noi stiamo parlando di cambiamenti nel sistema stesso.

In generale, ogni Kabbalista fa dei cambiamenti nel sistema attraverso le sue correzioni, le sue aggiunte. Questo significa “chiarire” il sistema nel suo insieme o nei dettagli, in una forma o nell’altra. L’essenza non è di descrivere il mondo spirituale con delle parole o in un certo stile. No, Baal HaSulam ha semplificato il sistema e ha aggiunto alcune componenti in modo che l’uomo che avanza lungo il percorso le potesse usare, ricevendo continuamente sostegno, assistenza, spinta, e così muoversi in avanti.

In questo, l’analisi ed il chiarimento è fatto sia nei dettagli che nel suo insieme e prende forme più distinte necessarie per muoversi verso lo scopo dello creazione ad una velocità più alta rispetto a coloro che si sono occupati prima del sistema, prima che Baal HaSulam vi contribuisse con i suoi sforzi, e con i suoi cambiamenti.

Ogni Kabbalista aggiunge qualcosa, ognuno produce dei cambiamenti sistemici, e non riguarda soltanto lo scrivere un libro. Ne “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot“, Baal HaSulam parla dei saggi del Talmud che hanno compiuto queste correzioni nel sistema, di modo che, invece dell’ascetismo, possiamo avanzare attraverso gli sforzi e lo studio. Egli stesso ha compiuto questa correzione, attraverso la quale noi possiamo, invece di studiare, essere ancora più coinvolti nelle azioni tra di noi: la divulgazione e l’unione.

La Luce che corregge dipende di più dalle azioni, chiamate lo “studio della Torà“. E “studiare la Torà” significa imparare le azioni della dazione, imparare a compierle in modo tale che la Luce di Hochma si possa rivestire nella Luce di Hassadim ed esse diventano le “lettere” della vita. In questo modo un uomo scrive il libro della Torà nelle pieghe del suo cuore e avanza lungo il cammino.

Noi impariamo dal “Libro della Vita”, lo viviamo, lo sperimentiamo nella pratica, e riveliamo le sue lettere nella forma di stati che passano attraverso i nostri desideri, i nostri vasi. E Baal HaSulam aveva organizzato tutto in modo che passando per le nostre azioni individuali possiamo ottenere la conoscenza del sistema nel suo insieme.

E’ come se guardassimo ad un grande schermo del quadro generale, nell’angolo del quale c’è un piccolo frammento con una parte di esso. Allo stesso modo, un chirurgo vede il quadro generale in base alle condizioni del paziente e, allo stesso tempo, sul piccolo schermo, lo specifico punto dell’operazione che si sta tenendo.

In questo modo, muovendosi individualmente, siamo riempiti delle stesse impressioni del processo complessivo.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.09.2013, Gli scritti di Baal HaSulam)

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Noi parliamo il linguaggio delle emozioni, dei sentimenti nel nostro desiderio di ricevere, in materia di creazione. Ma se potessimo usare il linguaggio delle forze come fa la saggezza della Kabbalah: in termini di Masachim (schermi), Aviut (spessore), e le forze di attrazione e di rifiuto, cioè, di come funziona la natura e non ciò che sentiamo come risultato di tali forze operanti sulla nostra materia, parleremmo in maniera più concreta.

Cos’è l’ “importanza del Re”, per esempio? È una forza che permette alla persona di eseguire determinate azioni in una certa direzione, è la forza di attrazione del Creatore, la sua grandezza, l’importanza, la forza della fede, la forza della dazione o la forza del ricevere. E se usassimo questo linguaggio specifico, non filosofeggeremmo e non ci confonderemmo.

I kabbalisti spiegano che è possibile parlare della realtà nei quattro linguaggi che correlano i quattro livelli della nostra materia, perché tutto avviene riguardo i kabbalisti e la loro rivelazione. La saggezza della Kabbalah è la lingua più profonda, perché non parla di sentimenti, ma di forze.

Condizioni come il divieto di aggiungere o sottrarre dal lavoro e la fede nella grandezza e nell’importanza del Creatore traducono nel linguaggio dei vettori di forze, le relazioni tra le forze e il modo in cui interagiscono. Collegandole in forme diverse, generano fenomeni diversi.

Ma se ci riferiamo alla nostra realizzazione, al nostro penetrare più profondamente utilizzando queste forze, e non per il nostro studio esteriore, allora non abbiamo scelta. Non possiamo usare questi concetti automaticamente come nel nostro mondo dove siamo sullo stesso livello operativo in cui esse si trovano. Nel mondo spirituale, dobbiamo iniziare prima con queste forze, e poi abbiamo bisogno di un linguaggio diverso, il linguaggio del sentimento, il linguaggio del lavorare con loro.

Abbiamo bisogno di elevarci al livello in cui le forze spirituali operano sui nostri sentimenti al fine di sapere come usarli. Questa saggezza è chiamata la saggezza della Kabbalah, ricezione. Quando cominciamo a studiare la vera realtà come un insieme di forze che operano, scopriamo che dietro le due forze: la forza della dazione e la forza della ricezione, vi è in realtà una sola forza del Creatore, e che non esiste nessuno tranne Lui.

Il Creatore utilizza queste due forze per condurre la creazione, e se vogliamo raggiungere Colui che è al di sopra di quella natura di ricezione e dazione, dobbiamo acquisire queste due forze nella combinazione giusta, nel giusto equilibrio, ed arrivare così a Lui. Quindi entrambe le fisiche del mondo superiore, la saggezza della Kabbalah, che parla di queste forze, e noi che raggiungiamo queste forze nel linguaggio del lavoro del Creatore, il che significa nel linguaggio delle emozioni, che sono connesse in noi. Attraverso questi due linguaggi espandiamo i nostri vasi di percezione e siamo in grado di sentire la vera realtà.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 22.09.2013)

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