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Quando è iniziata la storia della saggezza della Kabbalah?

5.777 anni fa, il primo uomo a raggiungere la natura superiore apparve nel mondo; fu chiamato Adamo. Da lui comincia la storia della saggezza della Kabbalah.

Adamo si interrogò sul significato della vita; cominciò a cercare da dove proviene tutto e rivelò che c’è solo una forza nel mondo che muove tutto l’universo.

Si può chiamare questa forza positiva, Creatore, perché realmente crea. Non ha corpo, né peso, né volume, niente di quello che crediamo di avere. Dopotutto, quello che abbiamo e vediamo nel nostro mondo, è solo un’illusione che appare nella nostra mente, nelle nostre sensazioni.

Così, 5.777 anni fa apparve un uomo che rivelò questa qualità del mondo. Adamo è chiamato “primo uomo – Adam HaRishon” perché fu il primo a raggiungere l’essenza del mondo. Lo raccontò nel libro L’angelo segreto (Raziel HaMalach). Questo libro di sole poche pagine è arrivato fino ai giorni nostri.

Il libro successivo sulla saggezza della Kabbalah fu scritto da Abrahamo nell’antica Babilonia; però fra Adamo e Abrahamo vi furono 20 generazioni di kabbalisti che raggiunsero il mondo spirituale con il metodo rivelato da Adamo, e che è quello che egli passò ai suoi discepoli. Nel corso dei secoli questa conoscenza si è gradualmente perfezionata. Così, oggi, noi abbiamo il metodo per raggiungere il mondo superiore.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 23/07/2017

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Le resistenze alla saggezza della Kabbalah – 2’ Parte

La saggezza della Kabbalah e i kabbalisti hanno attraversato uno sviluppo speciale nel corso della storia, perchè il desiderio di ricevere ha bisogno di crescere per dimostrare che il progresso materiale è inutile.

Ed ogni volta la saggezza della Kabbalah deve adattarsi per andare incontro a quelle persone a cui viene rivelata, che sono il popolo di Israele, il gruppo fondato da Abrahamo.

Sappiamo che, quando è stata rivelata all’interno del popolo di Israele al tempo di Mosè, la saggezza della Kabbalah era disponibile per essere usata da tutte le persone solo per un periodo limitato di tempo. E questo veniva sempre accompagnato da numerosi litigi, chiarimenti e guerre fra le persone.

In seguito, dopo essere entrati nella terra di Israele, quando Mosè lasciò il popolo e la sua inflluenza scomparve, il popolo di Israele cominciò a discendere dalla sua altezza spirituale. In quel periodo, la religione e le leggi di comportamento nel mondo materiale emersero, copiando le leggi spirituali kabbalistiche della materia. Le persone cominciarono a creare ‘idoli’ e ‘oggetti sacri’ per se stessi.

Le persone sono andate sempre più in profondità nelle tradizioni materiali e, così, la saggezza della Kabbalah pian piano scomparve. Dopo la distruzione del Secondo Tempio, quando le persone sono passate dall’amore fraterno all’odio infondato, la Kabbalah si è nascosta completamente.

Bisogna capire che nessuno insegna l’amore per il prossimo al di fuori della saggezza della Kabbalah.

Anche se il principio di “Ama il prossimo tuo come te stesso” è la prima regola della Torah, la Torah stessa, che è la saggezza della Kabbalah e la saggezzza della luce, non esiste più nel popolo di Israele.

Ne è venuto fuori che le persone sono in esilio dal metodo dell’amore e dell’unione. La comprensione di ciò che è la forza superiore, il popolo di Israele e la loro missione nello sviluppo dello scopo, è scomparsa.

Oggi, siamo già alla fine dei giorni dell’esilio e sul punto della liberazione. In ogni generazione, i kabbalisti hanno scoperto se erano pronti per quel periodo o per la generazione successiva. Dobbiamo capire che le azioni dei kabbalisti e la resistenza contro di loro sono la conseguenza dello sviluppo.

Forze maligne si sono sollevate contro la saggezza della Kabbalah. Ma, c’è stata una divisione fra le persone religiose.

Da un lato, c’erano gli Hasidim e, dall’altro lato, i loro oppositori i Mitnagdim, e molte altre ramificazioni e movimenti. I kabbalisti erano anche divisi fra quelli che erano più interessati alla linea di destra o a quella di sinistra, a seconda della natura dell’uomo.

Prima del periodo dell’Ari, i kabbalisti seguivano la scuola di Ramak. In seguito, il metodo dell’Ari si diffuse. Il successivo passo importante nello sviluppo della saggezza della Kabbalah iniziò con il Baal HaSulam perchè c’era una grande differenza fra quello che era prima e ciò che fu dopo di lui. Dopodichè Rabash (Rav Baruch Ashlag) sviluppò la Kabbalah in modo ulteriore. Baal HaSulam e Rabash prepararono il metodo della Kabbalah per la nostra generazione.

Ogni volta il metodo della Kabbalah migliorava, di conseguenza, gli avversari aumentavano, ribellandosi contro il nuovo metodo, la nuova ‘Torah’, e la nuova ‘religione’. Dopo tutto, le persone non capiscono su cosa si basano le azioni kabbalistiche. E’ molto importante comprendere quali sono le rivendicazioni sollevate contro la Kabbalah per capire come resistere e come rigirare queste presumibili forze maligne, in forze positive e utili. Tutto questo deve aiutarci a capire il processo generale nel quale il Creatore dirige le sue creature nella correzione completa dei loro desideri.

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Dalla Prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24/09/2017, tema della lezione : “Le resistenze alla saggezza della Kabbalah”

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L’immutabile sistema del mondo superiore

Domanda: Qual è la particolarità della metodologia dell’Ari rispetto a quella dei kabbalisti che sono vissuti prima di lui?

Risposta: La sistematicità. Niente di nuovo. Nessun kabbalista che arriva dopo può aggiungere qualcosa di nuovo al lavoro dei precedenti kabbalisti, se non quello di approfondire ulteriormente le conclusioni fatte nelle loro scoperte e fornire una descrizione sistematica più ampia di ciò che era invece stato descritto con poche frasi. Questo è tutto.

Domanda: Si può dire che è stato cambiato anche il linguaggio?

Risposta: Certo. Ad esempio, se prendiamo un testo di fisica scritto 200 anni fa e lo confrontiamo con un libro di testo corrente, naturalmente ci sarà una differenza fra loro. Ma, in linea di principio, l’essenza delle informazioni contenute al loro interno rimane la stessa.

Questo è il motivo per cui i grandi kabbalisti, pilastri che un tempo apparivano in diverse generazioni, aggiungevano in maniera significativa alle precedenti scoperte.

Domanda: I mezzi per raggiungere tali scoperte sono rimasti gli stessi?

Risposta: Sì, perché la struttura del mondo superiore non cambia.

Esistono due forze: la forza della dazione e la forza della ricezione. L’interazione tra queste due forze forma il sistema superiore e controlla il nostro mondo attraverso di esso. Questa è pura fisica, un semplice meccanismo di controllo del nostro mondo.

Questo è il motivo per cui i kabbalisti non possono rivelare nulla di nuovo, ma possono solo spiegare più nel dettaglio ciò che è stato precedentemente divulgato. Dopotutto, ciò che è stato raggiunto da Abrahamo, Mosè e dai kabbalisti del Primo e del Secondo Tempio, continua ad agire e ad essere scoperto oggi.

Non c’è nulla di nuovo nel mondo superiore. È un sistema stabile e costante. Solo che i kabbalisti, attraverso il loro conseguimento, aggiungono chiarimenti per la prossima generazione in modo che tutto sia più facile da capire. In questo modo, in ogni generazione, il linguaggio delle spiegazioni cambia per renderlo più comprensibile per quella generazione. Ecco perché Baal HaSulam (all’inizio del ventesimo secolo) e Rabash (alla fine del ventesimo secolo) sono i kabbalisti più vicini a noi.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 23/07/2017

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Il desiderio per il riposo

Baal HaSulam, “Matan Torah” (Il dono della Torah): “Si è aperto dunque davanti a noi un varco per comprendere l’origine di tutti i piaceri e di tutte le sofferenze stabiliti in questo mondo. Dato che il Creatore è la radice di tutte le creature che Egli ha creato, tutto ciò che è incluso in Lui, che sia benedetto, e si prolunga fino a noi in modo diretto, viene da noi percepito come delizioso e piacevole, perché la nostra natura è vicina alla nostra radice. Tutto ciò che invece non è abituale in Lui e che non si prolunga fino a noi in modo diretto, in accordo alla polarità della Creazione stessa, sarà contro la nostra natura e ci sarà difficile tollerarlo.

Per esempio, ci piace riposare e non ci piace muoverci fino al punto che noi non possiamo fare un solo gesto che non abbia come meta il riposo. Ciò avviene perché la nostra radice è immobile e in continuo riposo ed in Lui non esiste movimento. Di conseguenza il movimento è anche contro la nostra natura ed è odiato da parte nostra. Nella stessa maniera noi amiamo assai la saggezza, l’eroismo e la ricchezza e così via, perché sono incluse in Lui, il Quale è la nostra Radice.

Chiunque, la cui natura sia il desiderio di ricevere, desidera il piacere. Il piacere è raggiunto solo quando c’è un desiderio che corrisponde al riempimento di quel desiderio. Se io voglio qualcosa e non ce l’ho, soffro. Se ricevo quello che voglio, gioisco.

Lo stato del piacere è chiamato riposo poiché non ho più bisogno di nulla; io ho ciò che volevo. Questa è la ragione per cui tutta la natura aspira al riposo, per un moto rettilineo unificato, il che significa il più immutabile possibile. Ciò significa che mi trovo in uno stato confortevole. Il nostro stesso desiderio crea tali regole di comportamento per se stesso.

Se il desiderio sente una mancanza, è costretto a muoversi in accordo alla mancanza di raggiungere ciò che gli manca. Possiamo vederlo in tutti i livelli della natura.

L’unicità della nostra evoluzione è che dobbiamo cambiare noi stessi in maniera da desiderare di assomigliare al Creatore, che è contro la nostra natura originale, e di agire per raggiungere questo obiettivo implementando un metodo speciale chiamato la saggezza della Kabbalah.

Non possiamo ricevere l’energia per compiere le nostre azioni da soli perché l’opposizione della nostra natura non può riempirci in alcun modo. L’unica cosa che possiamo fare è chiedere al Creatore di aiutarci a cambiare noi stessi, il che significa cambiare la nostra intenzione di ricevere in intenzione di dare.

Questo cambiamento avviene come risultato dell’impatto della Luce superiore, che arriva e ci influenza e invoca i cambiamenti in noi, facendoci desiderare di assomigliare al Creatore. Ma, allo stesso tempo, non possiamo sapere quali azioni la Luce esegue su di noi.

Gradualmente noi iniziamo a percepire queste azioni che hanno gli attributi del sistema superiore o della Luce superiore e possiamo eseguire questi cambiamenti in noi: invece di pensare a me stesso, io comincio a pensare agli altri. Questo è ciò verso cui ci spinge la Luce superiore. Noi dovremo cambiare sia che ci piaccia oppure no.

Oggi vediamo come il mondo cambi gradualmente e come la vita diventi così difficile da capire, così rumorosa e così egoistica. L’umanità sente che qualcosa gli sta accadendo e che deve cambiare in qualche modo ma non capisce cosa sta succedendo. Le famiglie si stanno dividendo, ci sono cambiamenti globali molto seri, ecc.

Tutto questo sta accadendo per costringerci a voler cambiare il nostro atteggiamento verso il mondo, per convincerci che non possiamo più esistere nel mondo all’interno dell’attributo della ricezione in cui possiamo solo essere riempiti, e scoprire un buon modo per vivere attraverso l’attributo della dazione.

Tutto ciò indica che è giunto il momento che la saggezza della Kabbalah sia rivelata e diventi più popolare e accessibile, perché in realtà è questa la saggezza che ci spiega come farlo in modo facile, semplice e piacevole.

Commento: La parola “riposo” è solitamente associata alla tranquillità, alle azioni al rallentatore o all’immobilità.

Risposta: Questo non è vero. Anche secondo la fisica e le altre scienze esatte sappiamo che il movimento immutabile nella velocità della luce è uno stato di riposo. Pertanto, non si tratta del nostro stato ma della mancanza di cambiamento nello stesso stato; se non desideri nulla, sei soddisfatto.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 2/04/2017

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La storia del mondo alla luce della saggezza della Kabbalah – 2’ Parte

Domanda: Se togliamo tutte le bugie dalla storia, non significa che rimarrà la verità; infatti potremmo rimanere con nulla fra le mani. Dicono che la storia sia stata scritta dai conquistatori. È così? Se studiassimo la storia di quelli che furono sconfitti, sarebbe completamente diversa?

Risposta: Il nocciolo della questione è che non c’è una storia. C’è un determinato stato all’inizio della creazione chiamato Malchut del mondo dell’infinito, che contiene la sostanza iniziale di tutta la creazione. Tutti i mondi e ogni cosa che li abita esiste in Malchut del mondo dell’infinito.

La saggezza della Kabbalah studia le quattro fasi di espansione della Luce diretta. Tutto comincia con la Luce o Creatore. La Luce è chiamata Creatore perché crea o genera. Questa sostanza fisica è la qualità della dazione.

La Luce, espandendosi dall’alto verso il basso, costruisce un desiderio compatibile con lei; questa è la prima fase. Poi si evolve nella seconda, nella terza e infine nella quarta fase chiamata Malchut. Questa completa l’espansione delle quattro fasi della Luce diretta.

Tutto il resto si svolge all’interno di Malchut, che è un enorme desiderio di ricevere.

Malchut, sentendosi distante dalla Luce ed opposta ad essa, non accetta di rimanere in questo stato ed opera una restrizione. Dopo di questo, decide che deve essere necessariamente equivalente alla Luce, che vuol dire svolgere determinate operazioni con essa. È così che si avvicina gradualmente alla Luce.

La cosa più importante dello sviluppo di Malchut è costruire uno stato chiamato “mondo” fuori di sé; ma questo non significa il nostro mondo, nel quale costruire la creazione, cioè, l’uomo, che chiameremo Adamo.

Il problema che Malchut vuole risolvere è: come si contrappone Adamo col mondo in modo che il suo intero volume (giallo nell’immagine) venga riempito dalla Luce superiore?

Questo viene realizzato dalle persone che nel nostro mondo cercano di diventare simili alla Luce. Esse creano un desiderio comune che è simile al Creatore e raggiunge lo stato della correzione completa, chiamato Gmar Tikkun.

Questo comprende tutta la storia umana.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 16/07/2017

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La storia del mondo alla luce della saggezza della Kabbalah – 1’ Parte

Domanda: In che modo e secondo quali leggi, si svolge la storia del mondo? È ciclica? Si ripete in ogni generazione?

Risposta: Questo è un problema complesso, non perché sia correlato alla storia o alla geografia, ma perché si riferisce alla nostra percezione della realtà.

Secondo la saggezza della Kabbalah, nell’universo ci sono due forze fondamentali: il desiderio di dare o la forza superiore positiva, il Creatore, e il desiderio di ricevere, la forza inferiore negativa, la creazione. Entrambi i desideri, interagendo fra loro, in pratica determinano tutta la storia.

Dato che i parametri iniziali e le condizioni finali sono prestabiliti, possiamo descrivere in anticipo tutte queste fasi del desiderio di ricevere (creazione) sotto l’influenza del desiderio di dare (Creatore). In linea di principio, qui non ci possono essere sorprese.

La prima parte dello sviluppo della storia avviene completamente sotto l’influenza della Luce superiore, cioè la forza del Creatore. In questo processo, la creazione sente la pressione della Luce e, essendo completamente in suo potere, si trasforma sotto questa influenza, attraversando specifiche fasi di sviluppo, le stesse che subisce un embrione nel suo sviluppo di nove mesi nell’utero materno. Questo è il motivo per cui comprendiamo assolutamente tutto ciò che sta accadendo.

Poiché qui opera solo un fattore, la Luce superiore, sappiamo in anticipo quali fasi dovremo passare e come.

In principio, questo è il modo in cui si è sviluppata l’umanità. Questo programma della creazione presuppone la reazione di una persona all’influenza dall’alto: la misura in cui può avanzare contro il proprio egoismo, nella direzione della Luce superiore, la qualità di dazione, amore e connessione; oppure non desidera farlo, non può, non sa come comportarsi e, per questo, apparentemente si oppone all’influenza della Luce.

E se si oppone, naturalmente si sente diversa. Quindi la storia include le più grandi forze di resistenza da parte della creazione e le più grandi forze coercitive da parte della Luce, il Creatore. Tuttavia, in generale, lo sviluppo della storia è strettamente predeterminato dall’inizio.

Oggi, abbiamo raggiunto un livello di sviluppo molto interessante, in cui possiamo acquisire una certa libertà di scelta che ci permette di cambiare la nostra storia, così come di cambiare velocità e tipo di sviluppo.

In ogni caso, ci svilupperemo secondo gradi strettamente delineati e prestabiliti. Li attraverseremo consapevolmente, con comprensione e partecipazione, nel qual caso lo sviluppo sarà favorevole, volontario e ben accolto da noi. Lo vedremo come un buon sviluppo dalla nostra prospettiva e da quella del Creatore. Oppure resisteremo come bambini testardi che non vogliono realizzare il programma della creazione.

Cioè, o questo ci è sconosciuto, come per la maggior parte dell’umanità, oppure ci è familiare, come alle persone che studiano la saggezza della Kabbalah e che sono obbligate a saperlo, come coloro che hanno già attraversato questi stati migliaia di anni fa. Dobbiamo cercare di correggere il nostro percorso, rendendolo più consapevole e positivo per noi, ma soprattutto per gli altri.

Così, tutta la storia del mondo è stata scritta dall’inizio. Questo è il motivo per cui i filosofi e gli scienziati, quando cominciano ad esaminare la storia, il comportamento dell’uomo, il presente, il passato e il futuro, restano attoniti quando cercano una risposta alle domande: il tempo può tornare indietro? È tutto predeterminato? Dove sta la nostra libertà di scelta? Come fa una particella elementare a scegliere la forma in cui continuare il suo sviluppo: come particella o come onda? Che significa luce?

I fisici dicono che tutto dipende dalla persona che compie l’esperimento. Quando imposta il dispositivo per misurare la particella elementare sia come onda che come particella, la particella lo sa in anticipo e si comporta in base al dispositivo scelto. È come se il presente determinasse il passato, cioè il tempo procede all’indietro. Questo è ciò che asseriscono i fisici.

La saggezza della Kabbalah parla di questo in modo molto più semplice. In linea di principio, non si riferisce al concetto di tempo perché il tempo non c’è; noi comprendiamo ciò che esiste nel mondo dell’infinito dalla sua forma finale. Ma dato che i nostri stati sono determinati in anticipo, qui non ci sono sorprese: non c’è presente, passato o futuro, come se qualcuno stesse proiettando un film per noi e ne vedessimo inquadrature separate.

Nel film, ogni cosa è stata registrata prima, e noi lo stiamo solo guardando. Questa è la nostra vita. Viene proiettata dentro di noi ma, in pratica, possiamo dire che viene proiettata davanti a noi.

Siamo i diretti protagonisti di questa visione, prestabilita in anticipo, e sappiamo che possiamo provocare cambiamenti con tutto ciò che accadrà o che faremo, eccetto una cosa: stare nel gruppo e attrarre su di noi la forza superiore positiva.

Comunque, non possiamo cambiare la storia stessa o il corso degli eventi, ma solo il nostro atteggiamento verso di essa e, quindi, ci sembrerà completamente differente. Questo perché il nostro atteggiamento determina ciò che vedremo in quelle inquadrature: guerra o pace, bene o male. Noi determiniamo tutto.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 16/07/2017

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Lo Zohar, il libro cardine nella saggezza della Kabbalah

Una persona esiste nel mondo in un certo spazio, nel luogo in cui è nata, si sviluppa e vive. Nel corso della sua vita, molte domande possono sorgere in lei, ad esempio: per che cosa vivo? Qual è il significato della mia vita? Esiste un Creatore? Il Creatore è sinonimo di natura? La vita passa semplicemente e poi finisce?

Noi sappiamo che in natura nulla accade senza un motivo ben preciso e che tutto si sviluppa secondo il processo di causa ed effetto; però ancora non comprendiamo cosa ci accadrà alla fine di tutto, qual è la ragione della nostra esistenza e quali saranno i risultati della nostra vita. Quando una persona si pone queste domande, arriva a studiare la saggezza della Kabbalah.

Il libro cardine nella saggezza della Kabbalah è Il Libro dello Zohar, che descrive tutte le trasformazioni che una persona attraversa durante la sua esistenza e fornisce risposte esaustive a tutte le precedenti domande. Ma Il Libro dello Zohar non deve essere usato come una guida ordinaria in cui un determinato capitolo tratta del significato della vita e un altro dello scopo della creazione. Non è un’enciclopedia. Fu scritto secondo un principio totalmente diverso. Non è un comune libro di scienza. Esso si basa su una scienza che opera in modi differenti.

La scienza che conosciamo nel nostro mondo riempie e colma il nostro cervello e la nostra mente con diverse informazioni che possiamo analizzare per poi arrivare a conclusioni diverse. Ma Il Libro dello Zohar si studia in maniera differente. Il suo studio non ha nulla a che fare con il livello intellettuale che una persona può avere o meno. Non ha nulla a che vedere con il riempirsi la mente di concetti e porsi domande su come una persona debba agire secondo tali concetti. Il Libro dello Zohar espande il contesto della percezione della persona, in modo che essa possa vedere molto più in alto, più in grande e più in profondità rispetto al nostro mondo. La persona riceve la saggezza della forza superiore.

Le informazioni sono percepite inizialmente come una sensazione elevata, dalla quale la persona comincia ad estrarre conoscenza. E’ come quando i bambini, nel livello del nostro mondo,confrontano esperienze diverse fra loro: l’ho provato, ho fatto questo, ho ottenuto quest’altro; essi accrescono le informazioni sulla causa e l’effetto che li aiuta a comprendere e realizzare il nostro mondo. La stessa cosa accade nel processo per raggiungere e comprendere il mondo superiore. E’ solo attraverso il lavoro pratico che arriviamo alla comprensione di come è gestito il nostro mondo e come questo influenzi il mondo superiore, ecc.

Il Libro dello Zohar ci pone in uno stato speciale. Nella misura in cui questo studio viene fatto nella maniera appropriata, quando lo legge, e soprattutto se lo legge in maniera corretta, la persona sollecita e richiama su di sé una Luce speciale, una forza che espande i confini della sua comprensione, realizzazione e sensazione.

Quando la persona sente, percepisce e realizza questi confini e confronta varie informazioni, nuove dimensioni, nuovi livelli, nuove comprensioni, nuove valutazioni e nuovi valori di questo mondo diverso dentro di sé, ecco che emerge una nuova scienza chiamata la saggezza della Kabbalah. E’ la scienza del sistema che controlla il nostro mondo, poiché questo mondo si basa sulle sensazioni della persona e su ciò che la circonda.

Quando una persona prova più volte a sollecitare e richiamare la Luce per rivelare il mondo superiore, essa la percepisce dentro di sé, la realizza e la connessione fra i due mondi diventa chiara, cioè, la connessione fra il mondo in cui viviamo ora e il mondo che le viene rivelato intimamente. Allo stesso tempo raggiunge uno stato nel quale i due mondi vivono dentro di lei in cooperazione reciproca e può agire fra loro.

Contemporaneamente, utilizzando Il Libro dello Zohar la persona incomincia a scoprire lo strumento per capire nuove definizioni, nuovi nomi e sensazioni. Ora realizza il mondo in due dimensioni, al di là del tempo, del movimento e dello spazio. E, cosa più importante, ristabilisce la connessione con la forza superiore che governa e si influenzano a vicenda, per diventare infine partner. Il Libro dello Zohar ci consente di raggiungere tutto questo.

Questa è la ragione per cui una persona inizia a capire che la cosa principale è sollecitare e richiamare la forza superiore su di sé, in modo che essa possa insegnarle di più, soddisfarla maggiormente, espandere i suoi orizzonti e creare definizioni e comprensioni totalmente nuovi all’interno di lei. La persona che vive in entrambi i mondi, il nostro e quello superiore contemporaneamente, comprende la connessione fra i due.

Il Libro dello Zohar ci insegna come gestire le nostre emozioni e qual è il collegamento fra le emozioni che si associano al mondo superiore e quelle che caratterizzano il nostro mondo.

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Dalla Lezione di Kabbalah in lingua russa del 12/02/2017

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Le resistenze alla saggezza della Kabbalah – 1’ Parte

Noi vediamo l’umanità svilupparsi sotto l’influenza di due forze: supporto ed opposizione, pro e contro, una forza trainante ed una di resistenza. E’ naturale che per ogni sviluppo ci siano ogni volta espansione e contrazione.

In ogni momento, queste due forze agiscono perché il giusto sviluppo è impossibile senza un equilibro fra loro.

Kabbalah e kabbalisti si sviluppano a seconda della propria generazione. Le scintille emergono nei vasi rotti dell’anima. Queste scintille sono pronte a risalire dai frammenti dell’anima, e chiedono correzione.

Le persone in cui queste scintille si risvegliano, sentono il bisogno di rivelare lo scopo della creazione, la forza superiore, il Creatore, ed imparare riguardo l’universo. Cercano di salire al di sopra della vita di tutti i giorni, così da non rimanere dentro i propri desideri frammentati ma cercando di vivere solo per il bene della scintilla spirituale.

Anche se le scintille si sono divise, una persona lo sente che devono essere riaccese. Per questo, ci sono molte forze dentro un kabbalista: scintille, geni spirituali (Reshimot) e desideri che riguardano la correzione. Questa è la qualità della ricezione.

Questo processo comincia con il primo uomo Adamo. Ed in seguito sempre più persone, oltre a quelle che sentono il bisogno di scoprire e comprendere lo scopo della creazione e di scoprire il potere superiore e il sistema superiore, l’hanno seguito in ogni generazione. Quindi, da Adamo discende l’intera linea dei kabbalisti che hanno sviluppato il metodo della rivelazione del Creatore alle creature che esistono in questo mondo.

I kabbalisti sono le creature che hanno rivelato la forza superiore. E sin dalle scintille spirituali e dai desideri risvegliati in molte persone, i kabbalisti hanno diffuso la saggezza della Kabbalah, che ha evocato reazioni differenti.

E anche i semplici studi della saggezza della Kabbalah risvegliano due forze opposte in una persona: il desiderio per e quello contro la rivelazione del Creatore. Dopo tutto, un uomo è un desiderio frammentato di ricevere, un egoista, e dentro di lui c’è una scintilla che chiede un passaggio ad un’altra dimensione, ad un altro livello, l’intenzione di dare.

Queste scintille si riferiscono ad una vita diversa, ad un mondo diverso. Quindi, un kabbalista ha due mondi interiori:
a volte è dominato dalla forza del dare, ed altre dalla forza del ricevere. Va sempre incontro ad alti e bassi perché due forze opposte lavorano costantemente dentro di lui: scintille e desideri frammentati che chiedono di essere realizzati.
In questo modo un kabbalista si sviluppa, a volte nella linea di destra, altre in quella di sinistra.

La stessa regola vale per una persona ed il suo ambiente. Abrahamo, il primo kabbalista che ha cominciato a diffondere la saggezza della Kabbalah alle masse, ha incontrato una grande resistenza da parte di suo padre Terah e in tutta la sua educazione scolastica, così come da parte del governatore dell’antica Babilonia, il Re Nimrod. La resistenza era così forte che Abrahamo dovette lasciare la Babilonia.

La resistenza nella Kabbalah è normale, perché niente si sviluppa senza di essa. Vediamo negli esempi del livello inanimato, vegetale e animale della natura che l’intera evoluzione avviene come risultato di una lotta, e non avrebbe potuto essere altrimenti.

Per questo, i kabbalilsti sono pazienti con chi si oppone alla Kabbalah perché realizzano che ricevono questo dall’alto e perché è il Creatore che organizza queste forze contrastanti. Ma allo stesso tempo, come rappresentanti della forza dello sviluppo spirituale, essi devono resistere agli sviluppi materiali ed egoistici.

Gli oppositori della Kabbalah lottano in ogni modo possibile, ma i kabbalisti capiscono che questa resistenza è organizzata dal Creatore che controlla queste forze, e per questo, la risposta deve essere appropriata. Alla fine, dobbiamo agire per un solo scopo: rivelare il Creatore alle creature che esistono in questo mondo, che è lo scopo della saggezza della Kabbalah.

La Kabbalah viene rivelata per questo stesso scopo ed è impossibile rivelarla senza le altre persone, perché il progresso e la resistenza si basano l’uno sull’altro.

Pertanto, bisogna trattare razionalmente i detrattori della Kabbalah, rendendosi conto che sin dal momento in cui la Luce ha creato l’oscurità, cioè quando il desiderio altruistico ha creato il desiderio egoistico, questi desideri erano opposti l’uno all’altro, ma devono svilupparsi insieme. Dopotutto, la Luce si sviluppa anche quando entra nella creazione, la organizza e crea in essa connessioni sempre più diverse.

Per questo, bisogna trattare il criticismo in maniera creativa, con comprensione. E anche se gli oppositori della saggezza della Kabbalah hanno portano molte disgrazie ai kabbalisti, dall’altro lato, tutte queste forze agiscono a seconda del programma della Creazione.

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Dalla Lezione “Le resistenze alla saggezza della Kabbalah”, 24/09/17

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Cambiare il proprio destino

Domanda: Tu dici che studiando la saggezza della Kabbalah è possibile cambiare il proprio destino. Ma è davvero necessario farlo?

Risposta: Sì, è necessario. Adesso noi ci troviamo nel livello della nostra esistenza obbligata. E non si tratta nemmeno di un’esistenza animalesca, bensì di qualcosa di molto più basso, perché un animale non si pone domande sul senso della propria vita.

Una volta che cominciamo a farci queste domande, ecco che abbiamo l’opportunità, con il loro aiuto, di salire al livello della libertà assoluta, la libertà dalla morte, dalla vita materiale e dalle barriere della nostra attuale esistenza. Questa è la libertà dal trovarsi sotto qualche particolare influenza, restrizione, distribuzione e così via. Cioè, tu diventi supremo.

E, in questo modo, ognuno di noi, raggiungendo la capacità di dazione, diventa supremo. Si potrebbe però dire che: “Questa è un’illusione. Come può essere che tutti sono supremi?” Ma di fatto è così perché noi ritroviamo noi stessi in un altro spazio, spirituale.

Domanda: Così facendo cambiamo il nostro destino?

Risposta: Naturalmente. Il nostro destino è nelle nostre mani. Possiamo cambiare non solo la nostra vita corporea, ma persino un destino di cui non sappiamo ancora nulla, prima di percorre le tappe che dobbiamo ancora attraversare.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 2/07/2017

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La differenza fra Kabbalah e religione

Domanda da Facebook: Nel corso della sua storia, l’umanità ha creato molte religioni e credenze. Qual è la differenza fra la saggezza della Kabbalah e le altre religioni?

Risposta: L’umanità ha creato diverse credenze fino ad oggi. In che cosa crede una persona? In una forza superiore. Il dollaro, la ricchezza, il potere, anche questi sono una forza superiore. Non le chiamiamo religioni perché non le vogliamo chiamare così. Ma cosa adoriamo di più? La ricchezza o la vera forza superiore?

L’umanità crea costantemente nuove religioni: monete, robot e altri poteri grandiosi che, in qualche modo, aiutano una persona a migliorare il proprio stato.

In fondo a cosa serve il Creatore? A migliorare il mio stato in questo mondo e sperare nel mondo futuro. Cosa c’è di certo in questo, nessuno lo sa. Potremmo portarci appresso la ricchezza come credevano i faraoni, o al contrario, lasciare tutto e arrivare là a mani vuote, ma con un’anima pronta; tutte queste filosofie, naturalmente, non sono confermate da nulla, ma esistono.

La Kabbalah si differenzia dalle religioni, dalle credenze e da tutte le possibili missioni umane, con l’innalzamento di una persona al di sopra della propria natura, della natura di questo mondo, al di sopra dell’egoismo, così un individuo si può preparare in anticipo per lo stato che noi immaginiamo esista dopo la morte.

Proviamo ad immaginare: il nostro corpo muore. Nella Kabbalah il corpo è sinonimo di egoismo. Esso vuole soddisfare se stesso in continuazione. Non è solo un corpo fisico, una massa biologica, ma il mio ego, il desiderio di ricchezza, fama, conoscenza, famiglia, sesso, cibo, riposo e divertimento in tutto ciò che esiste. Naturalmente anche il mio ego muore insieme al corpo fisico.

Noi non crediamo, come il Faraone, che sia necessario portarci riserve di cibo, concubine, soldati, ecc., nel mondo futuro. Ovvero, l’egoismo muore e una persona parte per una meta imprecisata a mani vuote, o come si dice, nudo e puro.

La Kabbalah consente ad una persona che vive in questo mondo di sperimentare lo stato nel quale si troverà quando verrà separata dal proprio “io” egoistico, cioè dal corpo, proprio come se morisse, per far morire il proprio ego.

Allora la persona si sente libera, si alza letteralmente in volo, senza gravità. Essa scopre il prossimo stato al di sopra dello stato egoistico, che viene chiamato vita, non nel desiderio, ma vita nella fede; vita non nel ricevimento, ma “vita nella dazione”.

In questo modo si sviluppa una nuova percezione della realtà, completamente diversa: la realtà non consiste dell’essere capace di inghiottire ora, divorare e assorbire in me, ma nell’uscire fuori da me stesso e, al contrario, continuare a percepire tutto, a vedere il più ampiamente possibile e dare quando è possibile. Cioè, una percezione diversa, un movimento diverso, un paradigma completamente diverso.

Dona alla persona una percezione della realtà illimitata. Quale? Quella che esiste. A cosa assomiglia? Non lo sappiamo, ma è quella non usurpata dal nostro egoismo, non schiacciata in esso come in un tritacarne, come quando maciniamo in noi tutte le informazioni che riceviamo senza esserne consapevoli.

Cioè, quello che percepisco proprio in questo momento, dopo che tutto quello che mi circonda è entrato nel mio ego e viene macinato lì e mi viene elargito come una specie di farcitura: questo mondo ed io.

E’ quello che deriva dal mio ego. E io lo voglio ottenere senza che cambi attraverso il mio ego, per vedere il mondo com’è realmente. Per ottenere questo devo annullare il mio ego. Questo è ciò che la Kabbalah mi insegna.

Di conseguenza, ci convinciamo che l’egoismo è il nostro nemico, un villano che distorce e sfigura tutta l’immagine del mondo, che noi viviamo in esso come se avessimo ingerito delle droghe, esistiamo in questo mondo fantasma e completamente illusorio e che per questo viene chiamato mondo fittizio; la saggezza della Kabbalah ci dà l’opportunità di innalzarci al di sopra di questo. Cioè, l’opportunità di uccidere il nostro ego, innalzarci al di sopra di esso e percepire con le nostre sensazioni non falsate quello che esiste nella realtà.

E scopriamo che dietro al nostro egoismo c’è una forza superiore, l’unica forza chiamata Creatore. Iniziamo a raggiungerlo e tutto diventa chiaro: è chiaro per che cosa viviamo, perché ha creato tutto in questo modo e perché dobbiamo arrivare alla rivelazione del Creatore attraverso così tanti problemi, attraverso secoli di uno sviluppo egoistico disgustoso. Iniziamo a capire tutto, ad apprezzare e a non condannare, al contrario, a giustificare.

Tutto questo si raggiunge con la saggezza della Kabbalah. Perciò, non ha niente a che fare con la religione, incluso il giudaismo. Naturalmente oggi anche i credenti e ancora di più i non credenti capiscono che la religione odierna è lontana dalla verità.

E’ la Kabbalah che viene chiamata Torah della Verità (Torat Emet), e non l’approccio usuale. Sono le istruzioni vere per la nascita della persona spirituale, per la rivelazione del Creatore, per comprendere quello è stato scritto realmente nella Torah.

Dunque, la gente è delusa dalla religione. Questa delusione è apparsa tanti anni fa. Non c’è altro modo per scoprire la verità. E ora questa verità viene rivelata con la saggezza della Kabbalah, attraverso le sue fonti genuine.

Domanda: Perché la saggezza della Kabbalah viene rivelata solo ora?

Risposta: L’umanità si è sviluppata per migliaia di anni. Era stato predetto dalla saggezza della Kabbalah tanto tempo fa che la fine del XX° secolo sarebbe stato il tempo della transizione ad un nuovo stadio, un nuovo livello per raggiungere il Creatore.

Nel principio, tutto ciò per cui lottiamo in realtà, qualsiasi cosa, soldi, potere, conoscenza, tutti i vari piaceri, significa che stiamo scavando dentro di noi per trovare qualcosa di veramente meritevole. E ciò che è meritevole è chiamato il Creatore.

Qualsiasi cosa facciano le persone, essere religiose, ogni tipo di culto, scienze, ecc., scoprono il fallimento dei loro sforzi e ricerche. Alla fine tutto questo le conduce alla Kabbalah. Perciò, oggi tutta la gente di qualsiasi livello umano, con conoscenze e aspirazioni diverse, incomincia in qualche modo a cambiare le proprie percezioni, anche se non ne è consapevole.

Dunque, la nostra organizzazione ha pianificato questo traguardo: rivelare la saggezza della Kabbalah, cioè la conoscenza sulle motivazioni dell’esistenza umana, la realizzazione del vero scopo dell’umanità in questo mondo. Ne ha fatto il suo obiettivo, quello di scoprire questo metodo, rivelare il Creatore agli uomini in questo mondo.

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Dalla trasmissione di KabTV “Le Notizie con Michael Laitman”, 31/08/2017

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