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Cosa porta nella mia vita lo studio della Kabbalah ?

Domanda: Posso imputare tutti gli eventi della mia vita allo studio della saggezza della Kabbalah, oppure tutti questi eventi mi accadrebbero comunque? Cosa apporta nella mia vita lo studio della Kabbalah?

Risposta: Lo studio della saggezza della Kabbalah dà uno scopo alla tua vita. Ti regala un beneficio eterno che non sparisce con il tuo corpo materiale, ma rimane oltre ad esso. Dato che la proprietà della dazione è al di sopra dell’egoismo, continua ad esistere anche quando il nostro corpo muore.

La Kabbalah ci offre un beneficio completamente incontaminato dalla vita di questo mondo. Ci possono volere una vita o alcuni cicli di vita, ma sarai in grado di raggiungere lo stato di completa somiglianza con il Creatore, il Suo livello. Questo è lo scopo del nostro sviluppo.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 23/12/2018

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La realizzazione nelle tue sensazioni

Domanda: I kabbalisti dicono che l’essenza stessa del Creatore è irraggiungibile. Possiamo raggiungere solo la Sua forma e la Sua materia. Cosa significa questo?

Risposta: E’ la conseguenza di ogni fenomeno fisico che realizziamo. Non otteniamo nulla che esista al di fuori di noi.

Supponiamo che un certo segnale entri nei miei organi di senso. Non so che tipo di segnale sia. So che passa nell’orecchio, preme sul timpano, poi sulla catena degli ossicini e su altre parti dell’organo dell’udito. Quindi si trasforma in segnali elettrici, passa al cervello e viene visualizzato lì in alcuni concetti.

Qual è il legame tra il fatto che alcuni pensieri e sensazioni delle tue parole appaiono nel mio cervello e le vibrazioni sonore raggiungono il mio timpano?

Poiché sono in atto migliaia di cambiamenti, non posso nemmeno dire cosa c’è fuori di me. Io realizzo solo ciò che è già in me. Da quello che è in me, comincio a sperimentare e scopro che tutto ciò è come se provenisse dall’esterno.

Cioè, non realizziamo mai il fenomeno stesso, realizziamo solo il suo riflesso in noi. È lo stesso con il mondo. Viene visualizzato in noi allo stesso modo. Cosa significano veramente questi muri, libri, persone, TV, luce e oscurità? Non lo so.

Domanda: Supponiamo che un uomo sia un bugiardo. Il suo corpo biologico è la materia e la sua forma è la menzogna. Da quanto ho capito, una bugia scollegata da una persona è la sua forma astratta e non può essere ricercata. È corretto?

Risposta: Questa è filosofia e porta a commettere errori.

Domanda: Significa che è impossibile da ricercare? Anche i kabbalisti non possono farlo?

Risposta: No, i kabbalisti possono ricercarla. Essi denominano tutti gli elementi del mondo spirituale solo in base al loro conseguimento.

Domanda: Ma ricercano la forma e la materia in sé e non la forma astratta e la sua essenza?

Risposta: Sì. Ovviamente. Questo è il motivo per cui si chiama Atzmuto, cioè un fenomeno che non possiamo né ricercare né sentire. Esisteva già prima di entrare in noi.

Ad esempio, l’onda sonora che entra in me e poi attraversa tutte le trasformazioni, a partire dal padiglione auricolare alla consapevolezza nella mente di ciò che è, esiste in me. Ciò che è fuori di me non lo saprò mai perché è all’esterno. Allo stesso modo, i kabbalisti separano chiaramente le loro realizzazioni da ciò che è irraggiungibile, perché una persona è comunque un essere creato.

Nota: Esiste una legge nella Kabbalah: non personificare o creare alcuna immagine delle forze superiori del Creatore.

Il mio commento: Sì. Come risultato dello sviluppo della scienza, ora è molto più facile da spiegare rispetto a 40 anni fa, quando ho cominciato ad insegnare la Kabbalah.

Oggi puoi chiaramente spiegare che tutto ciò che ci circonda sono onde, forze, non volumi o oggetti. Il fatto è che tutti i volumi e gli oggetti esistono solo nelle nostre sensazioni e, in realtà, sono tutti un qualche tipo di impressione su di noi, la natura di cui non comprendiamo.

Possiamo parlare di ciò che esiste solo dalle sensazioni che sperimentiamo in noi stessi. Pertanto, oggi è molto più facile spiegarlo alle persone, specialmente alle giovani generazioni, che già capiscono che questo è il modo in cui funzionano le cose.

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Dalla trasmissione di Kab TV “L’Essenza della Scienza della Kabbalah – 7′ Parte”, 12/11/2018

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Comprendere le forze nascoste della Natura

Domanda: Qual è la “Rivelazione del Creatore alle creature in questo mondo”? È possibile confrontare la rivelazione del Creatore con la rivelazione delle leggi del magnetismo o dell’elettricità? Impariamo semplicemente come usare quelle leggi della natura che prima ci erano nascoste?

Risposta: Rivelare il Creatore significa rivelare le forze nascoste della natura, le loro dipendenze, leggi, formule e grafici, per comprendere dentro cosa esistiamo; per capire non il quadro che vediamo ora ma piuttosto le forze che ci sono dietro ad esso.

La natura è controllata da determinate forze. Le loro relazioni reciproche, il loro impatto su di noi, il nostro impatto inverso su di loro; per continuare la nostra esistenza abbiamo bisogno dell’intero quadro, almeno in modo più o meno confortevole e fiducioso. Le scienze del nostro mondo ci portano solo alla consapevolezza che noi non controlliamo la natura e le sue forze: possiamo in qualche modo nasconderci dal loro impatto negativo e nient’altro.

Allo stesso tempo vi è la crescente consapevolezza che la scienza è in crisi, in un vicolo cieco, e il prossimo passo in avanti dovrebbe avvenire oltre i limiti del nostro mondo, verso quelle forze che stanno al di fuori della sfera della nostra esistenza attuale, al di fuori della sfera del nostro universo.

Queste sono le forze nascoste della natura che sono più alte di noi e definiscono la nostra intera vita.

Domanda: Possiamo dire che esse sono la causa degli eventi che ci accadono nel mondo corporeo?

Risposta: Naturalmente. Assolutamente.

Domanda: Se raggiungo questa forza nascosta mentre sono in questo mondo, cioè se la sento con i miei cinque sensi, posso dire che è questa la rivelazione del Creatore?

Risposta: Sì, puoi dirlo.

Domanda: È un conseguimento sensoriale?

Risposta: È conseguito non solo nelle percezioni, ma anche nella mente.

Noi riveliamo come le forze che ci riguardano sono interconnesse, il loro sviluppo causale e il loro impatto considerevole su di noi. In generale, vediamo un quadro completo del nostro mondo sotto l’influenza delle forze del governo superiore, ma il significato “superiore” è ancora nascosto a noi.

Inoltre, iniziamo a vedere e a comprendere la possibilità della nostra influenza su queste forze attraverso una connessione inversa, al fine di portarle ad uno stato in cui ci influenzano in modo desiderabile e positivo.
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Dalla trasmissione di KabTV “L’essenza della scienza della Kabbalah – 2′ Parte”, 12/11/2018

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Citazioni di Einstein – 1′ Parte

Domanda: Potrebbe commentare alcune delle citazioni attribuite ad Albert Einstein?

Citazione: “Solo il pazzo ha bisogno di ordine, un genio è in grado di gestire il caos”.

Risposta: Sì, l’individuo, in genere, ricorre all’ordine perché non è capace di accettare ciò che ha davanti.

Un genio, al contrario, sente che deve perdersi nel caos per trovare al suo interno un ordine: non un ordine che egli impone sul mondo esistente, ma un ordine che già esisteva dentro questo mondo.

Citazione: “Ci sono solo due modi di vivere la vita. Uno è come se niente fosse un miracolo e l’altro come se tutto fosse un miracolo”.

Risposta: Se i miracoli non esistessero, ogni cosa sarebbe chiara e semplice. Anch’io vorrei spiegare a tutti: “Perché state soffrendo? Guardate, tutto è scritto in modo molto semplice. State cercando di fare qualcosa nella vita con sforzi inspiegabili”.

Questa è la vita, quando da un lato cerchiamo di comprendere l’immensità con la nostra mente. Ma poi diciamo: “Perché è tutto lì? Perché ogni cosa è buona e semplice” e accoglie tutto nella nostra mente.

Nell’altro modo è quando ci dissolviamo nello spirituale, nello spazio, quando comprendiamo che non siamo in grado di mandarlo giù e crediamo che possiamo soltanto entrare in esso e in esso perderci.

Quindi accettiamo il mondo entrandoci. Allo stesso tempo, sminuiamo noi stessi, le nostre menti e le nostre capacità; vediamo la natura al di sopra di noi, non noi che la governiamo. Come disse Isaac Newton, citazione spesso attribuita ad Einstein: “Mi sembrava di essere come  un bambino che giocava sulla spiaggia e di essermi divertito a trovare ogni tanto un sasso o una conchiglia più bella del solito, mentre l’oceano della verità giaceva inesplorato davanti a me”. Soltanto in questo modo saremo in grado di entrare nella natura e iniziare davvero a comprenderla.

Osservazione: Allora possiamo dire: “Le meraviglie abbondano!”

Mio commento: Sì. Questo è l’approccio corretto. Infatti, li chiamiamo miracoli. Perché miracoli? Perché non possiamo comprenderli con la mente. Tuttavia quando dico che questi sono miracoli, voglio perdermi in essi, allora inizio a comprenderli proprio perché cancello me stesso davanti ad essi.

Citazione: “L’istruzione è ciò che rimane dopo aver dimenticato tutto quello che si è imparato a scuola”.

Risposta: Cosa significa istruzione? Noi formiamo, o possiamo dire, formattiamo il nostro cervello. Come se caricassimo alcuni programmi in un computer e poi, con l’aiuto di questi programmi, iniziassimo a processare i materiali, lavorando con essi. L’istruzione dovrebbe essere così. In sé o di per sé, non importa. Comincio ad apprezzarla solo dopo aver iniziato a trattare la vita correttamente, col suo aiuto.

Domanda: E cosa significa in generale dimenticare l’istruzione?

Risposta: Cosa studiamo a scuola? Io non ricordo la storia, la geografia, neanche la matematica, non so tutte quelle equazioni. Certo, ci posso meditare su in qualche modo. In linea di principio, a scuola, quanto era tutto apparentemente inutile? Sì, è tutto necessario al fine di sviluppare cervelli, svilupparli e scuoterli. Altrimenti cosa? Sarei solo in grado di contare le mie capre o le mie mucche nella mandria? O sarei comunque in grado di lavorare con l’apparato concettuale?

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Dalla trasmissione di KabTV “Le notizie con Michael Laitman”, 26/02/2018

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Lo scopo della creazione

La scienza della Kabbalah si basa sull’esistenza di due sole forze: la ricezione e la dazione. L’intero universo, tutto il mondo, si basa su questo. La Kabbalah è il sistema di equilibrio fra queste due forze, e le dirige alla linea di mezzo.

Il tema della scienza della Kabbalah è la ricerca della linea di mezzo, la sua stabilizzazione, il suo bilanciamento, a tutti i livelli, da zero sino all’egoismo assoluto, integrale, completo, permanente e infinito.

Questa è scienza puramente applicata e pratica, che ci è necessaria per liberarci dalle contraddizioni. Inoltre, queste contraddizioni non sono teoriche, tra qualcosa e qualcuno, ma tra la creazione e il Creatore, cioè tra noi e Lui.

Abbiamo bisogno di bilanciare queste contraddizioni, portarle ad un comune denominatore, alla cosiddetta linea di mezzo, dove noi e Lui saremo in completa adesione nei nostri desideri, intenzioni ed azioni.

In questo modo diverremo compagni, amanti in un abbraccio, fusi gli uni con gli altri ad ogni possibile livello, con tutte le forze, desideri ed azioni.

Questo è lo scopo della creazione, chiamato Dvekut, che è una fusione completa tra due forze completamente opposte.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 16/12/2018

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Un moderno modello di Dio

Domanda: Gli scienziati si chiedono: come può un unico Dio, le cui dimensioni spaziali sono pari allo zero, creare e governare un mondo così grandioso?

Essi prospettano questo esempio: immaginiamo una macchina in movimento attorno ad un blocco la cui velocità è, per esempio, di dieci km orari. Se questa velocità verrà incrementata all’infinito, alla fine non ci permetterà più di vedere la macchina.

Risposta: La macchina si troverà sempre in tutti i punti, letteralmente “propagata” al di sopra dell’intero volume. Come diceva Einstein: “La massa si avvicinerà all’infinito”.

Domanda: Cosa è Dio, dove Si trova? Come governa il mondo essendo in uno stato completamente incomprensibile?

Risposta: Devo essere sincero? Dio non esiste.

Dio è il potere che racchiude in Sé sia la più alta che la più bassa forma della materia. Questa forza comune dell’universo è chiamata il Creatore. Soltanto rispetto a noi possiamo esplorarLo e percepirLo come Creatore, ma nulla di più.

Al di sopra di questo non possiamo più comprendere nulla. Egli non è più applicabile a noi. Cosa Egli abbia, oltre a noi, e come possa essere chiamato là, non ci è dato di saperlo. Noi Lo conosciamo rispetto a chi siamo e Lo chiamiamo “Il nostro Artefice”, “Il Creatore”.

Si tratta soltanto di un pensiero, di un disegno. Questo pensiero è il potere della creazione, che ha creato ogni cosa, inclusi noi stessi. Noi ci troviamo in questo pensiero, in questo piano, chiamato: “Il piano della creazione”.

Siamo parti esistenti in esso ed eseguiamo tutte le azioni (pensiamo, non pensiamo, a volte anche senza capire cosa e come ci succede), ogni cosa che questa idea ci detta, come essa realizza se stessa in noi… Questa è la modalità con la quale noi agiamo.

Questo pensiero è assolutamente ovunque. È tutto ciò che esiste. Inoltre, anche ogni cosa sembra come se esistesse perché non siamo in grado di afferrare questo pensiero né la sua intenzione. Se lo afferrassimo, poi, innanzitutto, non avremmo più nulla da chiedere, noi avremmo capito che “Non esiste nulla tranne Lui”.

Domanda: Il Creatore controlla il potere di cosa e di come Egli ci governa?

Risposta: Il Creatore è la forza universale che controlla tutto: leggi, direzioni e programmi. Egli, inoltre, crea in noi tutte le azioni e da noi riceve tutte le reazioni. Egli è assolutamente ogni cosa.

Ci viene data una sola opportunità: pensare a come possiamo comprenderLo. Ogni altra cosa è fatta da Lui e questa nostra possibilità, di rivelarLo, è indipendente da Lui. Ne consegue che noi Lo riveliamo in assoluta libertà.

Domanda: Come può una persona imparare a leggere i pensieri del Creatore, questo pensiero globale di cui stiamo parlando?

Risposta: Per leggere il Suo pensiero, comprenderLo e sentirLo, una persona deve elevarsi al livello del Creatore, deve acquisire le Sue qualità.

Domanda: Come possiamo farlo?

Risposta: Questa è già tecnologia. Come posso creare da solo, in me, qualcosa che sarà capace di comprendere il Creatore, di sentirLo e di interagire con Lui? Per realizzare questo ho bisogno di cambiare me stesso, di determinare esattamente quali sono le caratteristiche in me opposte a Lui, dissimili da Lui, e come posso cambiarle così che divengano simili alle Sue.

Domanda: Quali sono le qualità del Creatore così che io possa confrontarle con le mie?

Risposta: Non è necessaria una lunga lista. Esiste solo una qualità. La Sua qualità è l’amore assoluto, la mia qualità è l’odio assoluto. Ne consegue che, per raggiungere il Creatore, io ho bisogno di cambiare la mia qualità dall’odio assoluto all’amore assoluto.

Domanda: Come può una persona accettare il fatto che la sua principale caratteristica è l’odio assoluto? Ognuno di noi considera se stesso abbastanza decente.

Risposta: Questo è il periodo della rieducazione che viene definita la rivelazione del male o della propria natura egoistica.

Domanda: Come può la persona andare dal punto della comprensione di se stessa al punto della comprensione del Creatore?

Risposta: Per espandere la comprensione di me stesso come un’assoluta qualità egoistica – una qualità che cura e pensa solo a se stessa e gode per quanto più alta sia rispetto agli altri o per come può umiliare gli altri – verso questa estensione basata sulle proprietà opposte, io posso immaginare cosa significhi essere il Creatore o trovarsi dove si trova il Creatore, così da muovermi verso di Lui.

Domanda: C’è qualche trucco per riuscirci?

Risposta: Il punto di svolta in una persona è dato dal risveglio delle domande sul significato della vita, sul significato dell’esistenza, sulle sue bassezze, ecc. In questo caso tu puoi già parlare di cambiamento della tua attitudine verso il mondo, verso la vita, verso te stesso e verso il Creatore.

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Dalla trasmissione di KabTV “Le notizie con Michael Laitman”, 09/12/2018

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Perché le persone iniziano a studiare la saggezza della Kabbalah?

Domanda: Quando le persone si avvicinano alla scienza della Kabbalah sono intimorite del fatto che il processo di crescita potrebbe durare per molto tempo, anche molti anni. Non c’è nulla che si possa fare per accorciare questo processo? Forse dopo un po’ di tempo il processo di ascesa dei diversi livelli spirituali diverrà più veloce?

Risposta: Supponiamo che tu ottenga il diploma e che lo incornici al muro. Cosa farai in seguito?

Osservazione: Probabilmente vorrò vivere in eterno.

Commento: Quindi il tuo scopo è quello di raggiungere velocemente la vita eterna? La vita eterna presuppone che si sia raggiunta la qualità della dazione e dell’amore incondizionato, cioè avere a cuore solo gli altri.

L’individuo che comincia a studiare la Kabbalah comprende che si apre per lui un nuovo stato, una nuova visione della vita e dell’umanità, un nuovo sistema di interrelazione personale. È molto diverso dal frequentare le lezioni a scuola, studiare un po’, apparire su una pubblicazione, ricevere un diploma ed appenderlo al muro.

Si tratta di cambiare se stessi, entrare nel mondo superiore, esistere in esso. È ben di più di un rapporto estemporaneo con la Kabbalah.

La scienza della Kabbalah consente di far ascendere l’individuo al livello superiore dell’universo, dal quale sarà in grado di vedere da dove provengono le forze che governano il mondo e con quale specifica forza egli si interfaccia.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 09/12/2018

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Domanda: Perché i kabbalisti hanno occultato la Kabbalah per così tanti anni?

Risposta: Guardati. Studi Kabbalah da molti anni. Come sarebbe stato possibile rivelarti tutto in un colpo solo? Anche quando cominci a studiare una qualsiasi scienza, la comprensione ti arriva gradualmente perché hai bisogno di digerire i dati, immagazzinarli, adattarti alle nozioni acquisite e masticare il tutto.

E la Kabbalah è una scienza che include contemporaneamente varie sensazioni dentro di te. Cioè, tu stesso devi cambiare e adattarti con passione al materiale con cui lavori. Gradualmente ti abitui e cambi in base ad esso, lo sentirai e lo assorbirai in modo diverso.

Queste sono fasi molto serie e lunghe di incorporazione di una persona nella Kabbalah e della Kabbalah in una persona.

La Kabbalah non è una scienza comune che le persone possono ricavare dalle loro conclusioni. Sotto la guida dei kabbalisti tu scopri un mondo, te stesso, i tuoi sentimenti, ed inizi ad applicare la conoscenza che hai acquisito al mondo attorno a te. Lo avvicini sempre di più a te e lo senti.

Quindi, ne deriva che questo stato richiede tempo e non è possibile raggiungerlo istantaneamente.

Per esempio, non puoi portare un bambino piccolo ad un balletto, a teatro o ad assistere ad un esperimento scientifico; non capirebbe nulla. Lo puoi portare con te, ma davvero non ne riceverà nulla. Al contrario, ne sarà impaurito o comprenderà in modo errato.

Quindi il problema non è che i kabbalisti non vogliono rivelare tutto immediatamente. Loro, come veri metodologi, capiscono che è necessario un percorso molto lungo perché una persona compia la propria crescita interiore. Il problema è questo.

Tale maturazione potrebbe richiedere 20 o 30 anni.

Dopo tutto, ti stai adattando al sistema che funziona secondo leggi diverse da quelle del tuo corpo animalesco, dal nostro mondo primitivo inferiore.

Sei come un bimbo che, dall’asilo nido in cui tutto il suo mondo era incapsulato, esce fuori nel grande mondo. Lì ci sono interazioni completamente diverse, ci sono persone estranee e alte leggi.

Quindi ti devi adattare. Come nel nostro mondo abbiamo genitori ed insegnanti che ci guidano e creano per noi un sistema di maturazione ed incorporazione in questo mondo, lo stesso avviene nella Kabbalah.

Ad ogni modo, nella spiritualità tutto è molto più difficile, perché nel mondo materiale abbiamo naturali desideri e organi sensoriali, ma nella Kabbalah dobbiamo svilupparli. Questo significa che dobbiamo essere uniti in decine, attraverso le quali saremo in grado di cominciare a sentire i mondi superiori e adattarci ad essi.

Solo adesso stiamo iniziando questo processo, stiamo gradualmente uscendo dal nostro piccolo “asilo nido”, non ancora nel grande mondo, ma nel cortile esterno. Questo è esattamente quello che stiamo iniziando a fare adesso.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 05/02/2019

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Si possono cambiare le leggi spirituali?

Domanda: Un essere creato a livello del Creatore può stabilire nuove leggi per se stesso?

Risposta: Né l’essere creato né il Creatore possono stabilire nuove leggi.
Le leggi spirituali ebbero origine dal fatto che nella Luce superiore, che è la natura del Creatore, apparve un piccolo punto nero, una proprietà opposta alla Luce, e questo punto cominciò a svilupparsi.

Lo sviluppo di questo punto sotto l’influenza della Luce ha dato vita a tutti i mondi e ogni cosa in essi, compresa l’anima di Adamo e la sua distruzione, e così via sino al nostro livello. Tutto viene da questo punto che sviluppa e costruisce tutti i suoi cambiamenti, metamorfosi e frammenti, sotto l’influenza della Luce superiore.

Non c’è nulla di artificiale qui e nulla può cambiare. Tutto può cambiare solo nella direzione opposta se noi, connettendoci l’un l’altro, cominciamo ad influenzare questo punto nero e lo portiamo allo stato in cui si troverà nell’equivalenza della forma con la Luce.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 11/04/2018

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Per chi è stato scritto Il libro dello Zohar?

“Saranno dolori per quelle persone che parlano della Torah intesa per raccontare storie letterali, e in parole ignoranti di Esau e Laban. Perché se questo fosse il caso, anche oggi potremmo trasformare parole ignoranti nella Torah, anche parole più belle di quelle usate allora. E se la Torah indicasse argomenti mondani, anche i governanti del mondo avrebbero tra loro cose migliori, quindi seguiamoli e trasformiamoli in una legge allo stesso modo. Tuttavia, tutte le parole della Torah hanno il significato più alto”. Il Libro dello Zohar con il Commentario Sulam, Parashat BeHaalotecha, 58.

È molto difficile spiegare Il Libro dello Zohar ai principianti. Si tratta di un libro completamente chiuso. I suoi testi sembrano essere letterari o storici, spesso spaventosi, mistici.

Quando iniziai a studiare con Rabash, mi venne proposto di studiare l’articolo “Prefazione alla Saggezza della Kabbalah” di Baal HaSulam, che è una delle introduzioni a Il Libro dello Zohar. Ma l’intero metodo, la tecnica del lavoro spirituale, è chiaramente descritto in esso nel linguaggio della saggezza della Kabbalah e non in quello dei sentimenti.

Il Libro dello Zohar non può essere usato come libro di testo, può essere usato solo come materiale per lezioni supplementari per persone che studiano seriamente la saggezza della Kabbalah.

Domanda: Quali segreti vi sono nascosti?

Risposta: È impossibile rivelare questi segreti a chi ha appena iniziato a studiare perché tutto risulterebbe comunque poco chiaro, poiché non ha ancora una mente aperta e capace di mettere insieme cose incomprensibili.

Il fatto è che chi inizia a studiare la saggezza della Kabbalah ha una normale psicologia terrena e deve lavorare su se stesso fino a quando la Luce comincia a cambiarlo un po’, e in accordo a questo percepirà diversamente la materia studiata.

Domanda: Allora perché è stato scritto Il Libro dello Zohar?

Risposta: In modo tale che voi abbiate qualcosa da studiare, in modo che possiate cambiare. E nella misura in cui cambiate, sentite come sta cambiando il mondo, che un tempo sembrava unilaterale, ma che ora vedrete come integrale.

Allora lo percepirete in modo completamente diverso: complementare, intercambiabile, come un tutt’uno comune. Tutta la natura inanimata, vegetale, animata e umana sarà percepita come un unico sistema.

Ma voi vivrete in essa. Non sarete in grado di cambiare qualcosa senza cambiare tutto il resto.

Il Libro dello Zohar è il commento alla Torah. Nella Torah, tutto ciò che riguarda il cammino di una singola persona così come di tutta l’umanità, è registrato dall’inizio alla fine. Solo colui che cambia secondo l’ascesa sui gradini spirituali consegue ciò che vi stato è scritto.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 26/08/2018

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