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L’Ebraico – il linguaggio per percepire il Creatore

L’Ebraico è molto più appropriato per esprimere la scienza della Kabbalah di qualsiasi altro idioma. Ha molte più parole che esprimono con maggior precisione il sentimento interiore. Infatti, l’Ebraico ha origine dalla scienza della Kabbalah. Questa scienza, il suo approccio e il desiderio verso il Creatore, generarono e crearono il linguaggio.

Pertanto, l’Ebraico contiene tutti i simboli per svelare il Creatore. La forma delle lettere, la forma nella quale sono scritte, la grammatica, tutto è stato creato solo per spiegare l’essenza del desiderio nel quale il Creatore può essere percepito.

Non c’è altro idioma, per esprimersi nella saggezza della Kabbalah, che possa essere paragonato all’Ebraico. Altri idiomi non hanno le stesse proprietà.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 3/10/2018, lezione sul tema “La saggezza della Kabbalah nel mondo moderno – la reale percezione della realtà”

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In base ai consigli di un kabbalista…

Domanda: È possibile spiegare il metodo della saggezza della Kabbalah alle persone che non hanno il punto nel cuore? Esse comprendono solo la logica corporea, la psicologia di gruppo, ma non la psicologia superiore.

Risposta: La Kabbalah non si occupa delle spiegazioni perché inizialmente lavora a un livello in cui non ci sono né pensieri né desideri umani. Non ha senso spiegare qualcosa. È come sedersi davanti a un cane e dialogare con lui di concetti filosofici, mentre lui agita la coda perché percepisce solo il nostro affetto, mentre quello che diciamo non ha alcuna importanza per lui.

Così succede al kabbalista. Quando egli cerca di trasmettere qualcosa alle persone, esse annuiscono con sorrisi di approvazione come se stessero dicendo: “Continua pure a parlare”, ma poi non approfondiscono nulla.

Il tempo passa e se continuano a studiare secondo il consiglio del kabbalista, iniziano gradualmente a capire dove porta tutto questo. Dentro di sé avvertono vari cambiamenti; iniziano a sentire, secondo i termini di cui si è parlato, qualche risposta adeguata ad azioni più elevate che non avevano precedentemente avvertito. Entrano in un campo dove ci sono definizioni completamente nuove e perciò continuano ad andare avanti.

Questo non accade perché assorbono tutto con le loro menti, ma perché agiscono in base alle direttive del loro insegnante.
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Dalla trasmissione di KabTV “L’ultima generazione”, 12/04/2018

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Ricercatori ed esperti scientifici

Domanda: Lo scopo della creazione è quello di dare piacere alle creature, all’essere umano. Questo è il punto di partenza del lavoro spirituale. Perché è così importante ricordarsi di questo per avanzare nel cammino spirituale?

Risposta: Devi capire che il gruppo è più importante per il Creatore di quanto lo sia tu, che la tua missione è spingere il gruppo, portarlo all’adesione al Creatore. Come qualsiasi ricercatore, tu devi addentrarti nell’ignoto. Fa sì che il lavoro in gruppo sia il tuo scopo e tutto si rileverà davanti ai tuoi occhi.

Per un  individuo comune è apparentemente chiaro. Gioca coi giocattoli come un bambino. Mentre per noi nulla è chiaro, riveliamo continuamente nuove profondità, spazi vuoti dentro di noi, come risultato della nostra introspezione, e quindi cerchiamo di chiarire la creazione, la sua essenza, il suo sistema di forze. Questo è il livello più alto del lavoro.

Vi sono due tipi di scienziati: gli esperti scientifici ed i ricercatori. Gli esperti scientifici conoscono le leggi e cercano di applicarle in vari campi. Essi fanno un grande lavoro che è utile per l’umanità ma non si spingono nell’ignoto. Ma è esattamente lì che si trova il più grande lavoro dell’uomo, il livello più alto nel quale uno scienziato può trovarsi.

Come hanno fatto le grandi menti come Einstein e Newton a fare delle scoperte? Essi non sapevano cosa avrebbero scoperto finché, come si suole dire, “una mela non è caduta sulle loro teste”.

Quando arriviamo ad un simile stato con i nostri sforzi, quello cioè nel quale riceviamo “un colpo in testa”, allora tutto appare chiaro davanti ai nostri occhi.

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Dalla trasmissione di KabTV “L’ultima generazione”, 22/03/2018

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Tutto dipende dalla meta

Domanda: “Non esiste nulla tranne Lui” è un mantra religioso ricorrente. Ma qual è la differenza tra l’impegno di una persona che non ha il punto nel cuore e quello di un kabbalista per rivelare la forza superiore in ogni azione, per amarla e rimanerle sempre connesso?

Risposta: Tutto dipende da ciò che vogliamo raggiungere, ovvero se si tratta del nostro piacere personale, oppure della dazione e dell’amore per il Creatore che si manifesta negli esseri creati.

La domanda è: cosa vogliamo dallo studio e dalla realizzazione della Kabbalah? Perché il “ricevere per noi stessi” non ci porterà a nulla in questo caso. Se questo è il nostro scopo, allora dedichiamoci ad altre tecniche spirituali, alla meditazione, e impariamo a sentirci meglio. Non c’è nulla di tutto questo nella Kabbalah.

Nello studio della Kaballah è necessario un grande sforzo, occorre sudare e addirittura soffrire fino a che non si impara come autogestirsi attirando la Luce circostante.
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Dalle lezioni di Kabbalah in lingua russa, 13/05/2018

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Cosa dà vita a un desiderio?

Domanda: Come può un desiderio darne alla luce un altro? Può farmi un esempio pratico del nostro mondo?

Risposta: La Luce fa nascere un desiderio. Lo studiamo nelle quattro fasi della Luce diretta. La Luce agisce sul desiderio originale e inizia a svilupparlo dall’inanimato al vegetale, poi passa al livello animale e arriva all’umano, che dà il suo desiderio di donare.

La qualità della dazione, dell’unione e dell’amore, aiuta il desiderio a diversificarsi e a connettersi nello stesso tempo. Questo è il motivo per cui appaiono gli atomi, le molecole e tutte le sostanze chimiche che formano la natura vegetale e che si sviluppano sotto l’influenza del sole, della fotosintesi clorofilliana e di altri fenomeni.

In seguito appare la natura animale nella quale hanno luogo il complesso polipeptidico e altri processi. Quindi, infine, arriva la natura umana; ma questo non avviene nella materia, bensì nel livello superiore a quello della materia, perché i desideri e i pensieri dell’uomo sono ciò che lo distingue dagli animali.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa 13/05/2018

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La Kabbalah e la fede

Da “L’Amore degli Amici –2”, di Rabash: Quindi deve usare il discernimento della fede per avere sicurezza di poter arrivare allo scopo e non disperarsi nel lavoro e scappare dal campo. Ma credere che il Creatore può aiutare anche un uomo basso e vile come lui; quindi che il Creatore lo avvicinerà ed egli sarà meritevole della Dvekut (adesione a Lui).

Raggiungere lo scopo non è facile. Ma il fatto è che ti è stato dato un gruppo, un ambiente per aiutarti. È necessario creare in anticipo un ambiente di questo tipo che possa sostenerti nei momenti di discesa. Se lo crei, ti assicuri in anticipo che la tua discesa sarà molto speciale, morbida, comprensibile e ci sarà un barlume di Luce all’interno di questa discesa.

Domanda: Qual è il concetto di fede nella Kabbalah?

Risposta: La fede è la qualità della dazione.

Domanda: Allora perché si dice la fede nei saggi? Di che si tratta?

Risposta: La fede nei saggi è quello stato in cui ho già capito quanto essi comprendano la situazione e quindi sono pronto a seguirli come un bambino. Nonostante il fatto che io non capisca di cosa stiano parlando, sostengono che questo è ciò che deve essere fatto, e così io lo faccio.

La mia fede in loro si basa sul fatto che comprendo la loro grandezza. Mi sottometto al superiore, come inferiore. Quindi, la fede è il sentimento della grandezza del Partzuf superiore, dello stato superiore, dell’anima superiore.

Questo sentimento arriva quando me lo sono guadagnato. Ho bisogno di lavorare sodo per questo.

Domanda: Non è come quando qualcuno mi dice qualcosa e io ci credo?

Risposta: No. Un tale approccio non mi salverà. La persona inizia a credere quando si trova in uno stato di disperazione, quando non ha altra scelta o quando ha attraversato un’accurata analisi ed è convinta che sia così.

Domanda: Ma allora qual è la differenza tra la religione e la Kabbalah?

Risposta: La religione dice: “Devi chiudere gli occhi e credere in quello che ti viene detto”. Mentre la Kabbalah dice: “Un giudice ha solo quello che vedono i suoi occhi” (Sinedrio 6b).

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Dalla trasmissione di KabTV “L’ultima generazione”, 22/03/2018

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Non è semplice mettere in pratica ciò che insegna il Dalai Lama…

Nelle News (The Earth Chronicles of Life): “‘Il Dalai Lama ha rivelato il segreto per la felicità’:

Il XIV Dalai Lama del Tibet ha detto a Riga, durante gli insegnamenti spirituali per i buddisti della Russia e degli Stati baltici, che bisogna avere meno invidia e rabbia, più amore e compassione; che solo attraverso questo l’essere umano può arrivare all’armonia dell’anima”.

“L’uomo è consumato dalla rabbia, dall’invidia, dal senso di competizione, dalle paure e da altre emozioni negative che portano alla sofferenza, mentre la felicità viene raggiunta non attraverso la realizzazione di desideri sfrenati, ma attraverso la ‘pace della mente’. In questo cambiamento gli saranno d’aiuto la compassione e l’altruismo”.

Il Dalai Lama ha detto: “È già stato scientificamente provato che la rabbia distrugge letteralmente il sistema immunitario, mentre la compassione e la pace della mente lo rafforzano. Se tratti gli altri con compassione e altruismo, allora in te diminuiranno i livelli di malizia, invidia e competizione e aumenterà la felicità’.

Ha detto: “Un sistema di valori materialista rende l’essere umano un usurpatore di denaro.
I desideri non controllati distruggono sia l’uomo che l’ambiente, e questo non porta felicità a nessuno. La felicità arriva quando la mente è in pace, quando nell’anima vi è pace. Perciò è così importante allenare la vostra mente”.

Il mio commento: Ha assolutamente ragione, ma come si può mettere in pratica tutto questo?

Nota: In linea di principio, è chiaro di che cosa sta parlando il Dalai Lama: è una visione specifica del mondo, che include la meditazione …

Il mio commento: Questo metodo è perfetto per le persone con pochissimo egoismo, cosa che si è manifestata nell’umanità migliaia di anni fa. Certo, anche oggi è applicabile, ma solo in alcune parti del mondo dove può essere realmente proposto e accettato.

Domanda: Come si può raggiungere uno stato di felicità?

Risposta: Per fare questo devi cambiare l’essere umano affinché possa, di conseguenza, cambiare il mondo, in modo che il mondo non insegua obiettivi artificiali, ma tutto sia in equilibrio con la natura e le altre persone reciprocamente.
È possibile, ma non attraverso la tecnica dello starsene seduti e sentirsi felici.

Domanda: Hai detto che l’ego si svilupperà e crescerà e che non c’è via di uscita da questo. Cosa si può fare con l’egoismo che cresce e mi uccide?

Risposta: Ne ho parlato molte volte. Non possiamo fare nulla finché non mostriamo alla gente che questo stato finale ci porta alla distruzione e invece esiste uno stato eterno e perfetto che possiamo ottenere in questo mondo ora, oggi; dobbiamo convincere l’umanità di questa possibilità.

Domanda: Come si può fare tutto questo?

Risposta: Solo lavorando su noi stessi, portandoci in uno stato in cui possiamo veramente diventare un esempio di relazioni umane corrette, trovando la felicità e la massima qualità nei rapporti tra di noi.

Domanda: Come dovrebbero essere le nostre relazioni?

Risposta: Dovremmo amarci reciprocamente. Il Dalai Lama ne parla e solo questo stato deve essere raggiunto. Non è facile e si realizza attraverso uno sforzo tremendo e con un metodo affidabile che collega l’impossibile con il desiderato. È necessario arrivare a questo? Si, certo che è necessario. Esiste un’opportunità? Esiste, ma è difficile da mettere in pratica perché dobbiamo rimodellare la natura umana, cambiarla.

Domanda: Come cambia la natura umana?

Risposta: Solo sotto l’influenza della rivelazione della forza superiore. Nel tentativo di unirci riveliamo questa forza. Vogliamo che questo potere ci cambi, ma solo questo! Non abbiamo bisogno di diventare brave persone……lo siamo già!

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Dalla trasmissione di KabTV “Le notizie con Michael Laitman”, 20/06/2018

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Che cosa ci offre la Kabbalah?

Domanda: Perché è più facile per gli esseri umani che vivono uno stato di depressione togliersi la vita piuttosto che cambiare il proprio punto di vista, cioè quello che li ha inizialmente portati a deprimersi?

Risposta: Il togliersi la vita non rappresenta un problema. Anzi, come ben sappiamo, per alcuni esseri umani la morte è la sola via d’uscita per porre fine alla propria sofferenza. Quindi dobbiamo pensare a come elevarci al di sopra della sofferenza.

La Kabbalah ci offre, mentre siamo ancora in questa vita, in carne ed ossa, la sensazione di entrare nel livello successivo dell’esistenza chiamato “anima”, cioè la caratteristica della dazione. Chiunque legga questo articolo ha questa opportunità, indipendentemente dall’età. Aiutiamoci reciprocamente a realizzare questo obiettivo il prima possibile. Ne abbiamo le capacità.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa 29/04/2018

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Lo sport del calcio nel 2018

Considerazione: Il calcio è la religione dell’umanità. I ragazzi corrono ed inseguono la palla in Iran, Israele, Francia, Turchia e Germania. C’è un certo tipo di unione intorno al calcio.

Il mio commento: La gente ne ha bisogno. Meglio il calcio della guerra.

Sono favorevole al fatto che le persone giochino invece di impegnarsi in guerre e litigi. Ma dovremmo aggiungere a questo un rapporto differente, dovremmo rendere questo gioco privo di egoismo così che le persone inizieranno a comunicare, poiché nel calcio c’è ancora troppo spirito competitivo.

Credo che se i giocatori stessi, dopo la rispettiva sconfitta o vittoria, organizzassero tutti insieme una gustosa cena festosa, in un simbolico abbraccio, questo sarebbe un buon esempio di come il mondo dovrebbe svilupparsi.

Come a voler dire che l’amicizia vince sempre. Spero che in qualche modo, un giorno, ci arriveremo, e poi la gente vedrà che ci sono le basi per arrivare al bene in tutti gli sport.

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Dalla trasmissione di KabTV “Le notizie con Michael Laitman”, 26/06/2018

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La scoperta di Adamo e il fallimento delle scienze moderne

Domanda: Come hanno fatto i kabbalisti a scoprire che tutto arriva dalla forza superiore?

Risposta: 5.788 anni fa è apparsa sulla faccia della Terra la prima persona con una sensibilità superiore; ha scoperto che tutto viene dalla forza superiore e ce lo ha spiegato. Il suo nome era Adamo.

Ha descritto ciò che ha scoperto nel libro Raziel HaMalach (L’angelo segreto). Era un piccolo opuscolo di 70-80 pagine, ma a quel tempo era considerato una pubblicazione di tutto rispetto.

Come tutti i lavori di un kabbalista, inizialmente questo libro venne tenuto nascosto alle masse e fu rivelato solo 3.500 anni fa. Praticamente in esso sono state descritte tutte le forze della natura, però in una forma molto difficile, essenzialmente crittografica.

Da quel momento in avanti, l’intera metodologia è stata rivelata e ogni persona ha l’opportunità di approfondirla, studiarla e apprenderla.

Domanda: Gli scienziati però non ne parlano ancora…

Risposta: Gli scienziati sono sempre più incapaci di comprendere il mondo in cui viviamo. Anche se il nostro mondo si rivela costantemente e sempre di più, non è tuttavia il tipo di rivelazione che può essere compresa dagli strumenti di studio di cui dispongono gli esseri umani poiché richiede, invece, un ordine di comprensione superiore.

Ci appare quindi un quadro paradossale: scopriamo solo particelle minuscole e frammentate di tutta la creazione ed è su questi frammenti che si basa la nostra scienza. Tuttavia, negli ultimi tempi, vengono svelati diversi fenomeni che non possiamo spiegare.

Einstein, Hugh Everett e altri scienziati hanno offerto una certa comprensione, ma nondimeno il mondo in cui viviamo sta diventando sempre più incomprensibile.

Non abbiamo risposte alla maggior parte delle domande che sorgono oggi perché queste domande richiedono un approccio completamente diverso, che non possediamo ancora. Non possiamo esistere al di sopra del tempo, dello spazio e della velocità infinita, e non possiamo vivere in una matrice diversa da quella in cui esistiamo.

Questo è il motivo per cui la scienza, cioè il potenziale della nostra conoscenza, si trova in un vicolo cieco, ma non la natura stessa che è rivelata sotto forma di nuvole scure, buchi neri e così via. Eppure chi può spiegare tutto questo? Lo stesso vale anche per il micro cosmo.

Questo ci dice che i nostri strumenti cognitivi sono molto limitati. La scienza ci dà quello che può, essendo il prodotto delle nostre capacità e nient’altro.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa 08/04/2018

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