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Comprendere le forze nascoste della Natura

Domanda: Qual è la “Rivelazione del Creatore alle creature in questo mondo”? È possibile confrontare la rivelazione del Creatore con la rivelazione delle leggi del magnetismo o dell’elettricità? Impariamo semplicemente come usare quelle leggi della natura che prima ci erano nascoste?

Risposta: Rivelare il Creatore significa rivelare le forze nascoste della natura, le loro dipendenze, leggi, formule e grafici, per comprendere dentro cosa esistiamo; per capire non il quadro che vediamo ora ma piuttosto le forze che ci sono dietro ad esso.

La natura è controllata da determinate forze. Le loro relazioni reciproche, il loro impatto su di noi, il nostro impatto inverso su di loro; per continuare la nostra esistenza abbiamo bisogno dell’intero quadro, almeno in modo più o meno confortevole e fiducioso. Le scienze del nostro mondo ci portano solo alla consapevolezza che noi non controlliamo la natura e le sue forze: possiamo in qualche modo nasconderci dal loro impatto negativo e nient’altro.

Allo stesso tempo vi è la crescente consapevolezza che la scienza è in crisi, in un vicolo cieco, e il prossimo passo in avanti dovrebbe avvenire oltre i limiti del nostro mondo, verso quelle forze che stanno al di fuori della sfera della nostra esistenza attuale, al di fuori della sfera del nostro universo.

Queste sono le forze nascoste della natura che sono più alte di noi e definiscono la nostra intera vita.

Domanda: Possiamo dire che esse sono la causa degli eventi che ci accadono nel mondo corporeo?

Risposta: Naturalmente. Assolutamente.

Domanda: Se raggiungo questa forza nascosta mentre sono in questo mondo, cioè se la sento con i miei cinque sensi, posso dire che è questa la rivelazione del Creatore?

Risposta: Sì, puoi dirlo.

Domanda: È un conseguimento sensoriale?

Risposta: È conseguito non solo nelle percezioni, ma anche nella mente.

Noi riveliamo come le forze che ci riguardano sono interconnesse, il loro sviluppo causale e il loro impatto considerevole su di noi. In generale, vediamo un quadro completo del nostro mondo sotto l’influenza delle forze del governo superiore, ma il significato “superiore” è ancora nascosto a noi.

Inoltre, iniziamo a vedere e a comprendere la possibilità della nostra influenza su queste forze attraverso una connessione inversa, al fine di portarle ad uno stato in cui ci influenzano in modo desiderabile e positivo.
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Dalla trasmissione di KabTV “L’essenza della scienza della Kabbalah – 2′ Parte”, 12/11/2018

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L’armonia è un equilibrio fra contraddizioni

Domanda: Che cosa s’intende per stabilità e armonia dal punto di vista kabbalistico?

Risposta: L’armonia è l’equilibrio tra le forze di ricezione e di dazione che si bilanciano reciprocamente, si enfatizzano, si espandono, aumentano e allo stesso tempo portano alla stabilità.

Domanda: Allora perché è stato necessario creare questa contraddizione? Non era possibile creare da subito l’armonia e la stabilità?

Risposta: No. Non saremmo stati in grado di percepirli, come gli insetti che vivono in un’armonia relativa. Vediamo che l’esistenza, specialmente nel nostro mondo, consiste precisamente nella lotta tra due principi. Pertanto, qui non c’è armonia, ma solo una lotta alternata e fluttuante che conduce ad uno stato di maggiore o minore equilibrio tra le due forze opposte.

Solo la saggezza della Kabbalah spiega come sia possibile raggiungere l’equilibrio nel quale entrambe le forze si completano reciprocamente.

Nel mondo materiale queste forze si escludono a vicenda, cercano di distruggersi e annullarsi l’una con l’altra. La “Kabbalah”, che tradotta dall’ebraico significa “la saggezza della ricezione”, spiega come costruire correttamente la combinazione reciproca di due opposti in modo che l’esistenza spirituale sia possibile fra loro.

La vita terrena si fonda su semplici principi: l’equilibrio relativo di entità inanimate, vegetali e animate, che vivono per un certo periodo e poi muoiono. Cioè, l’equilibrio corporeo non resiste alla prova del tempo.

La spiritualità, al contrario, si sviluppa costantemente fino a raggiungere l’equilibrio assoluto in tutte le sue manifestazioni e si chiama Gmar Tikun (la fine della correzione).

Domanda: Significa che il concetto di felicità può esistere solo se ci sono contraddizioni?

Risposta: La felicità è possibile solo quando c’è un conflitto e si percepisce proprio in quei momenti in cui la lotta giunge all’equilibrio. Non ci possono essere soddisfazione, felicità o piacere se prima non senti il vuoto. Pertanto, ci deve essere una lotta per percepirne poi il risultato positivo. È così in tutto.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 16/12/2018

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L‘impotenza di fronte alla Natura

L’umanità sente se stessa come vivente in un certo spazio. Ciò che esiste in esso lo definiamo come nostro mondo. Questa è la natura circostante, nei suoi livelli inanimato, vegetale, animale e umano.

Il nostro mondo è governato in un modo e vive in accordo alle sue proprie leggi. Noi studiamo queste leggi e cerchiamo di trovare qualche connessione tra loro, come ci influenzano, come possiamo noi influenzarle, quali sono le qualità della natura e come soggiogare la natura per rendere vantaggioso e confortevole per noi esistere in questo mondo.

Come risultato del nostro sviluppo, che è durato molte migliaia di anni sulla terra, noi giungiamo alla conclusione che conosciamo ancora molto poco il nostro mondo, perché accadono eventi che non possiamo prevedere e ci sono forze che non possiamo controllare. Esse ci colpiscono in modo terribile, ci spaventano e ci mettono in condizioni che ci fanno sentire piccoli, insignificanti e miserevoli.

Nonostante le conquiste della scienza non sappiamo ancora quando si verificheranno un terremoto o un ciclone e quale impatto causeranno. In generale, ci sono enormi forze della natura che si sviluppano e ci causano grandi sofferenze e non possiamo fare nulla a proposito.

Non possiamo fare nulla con le nostre vite, non possiamo creare una buona società, correggere le interazioni tra coniugi, bambini e genitori. Non possiamo fare nulla per il fatto che nelle nostre vite siamo limitati, deboli di fronte alla natura e di fronte a noi stessi. Siamo bisognosi di fronte alla vita e alla morte e questo lo troviamo molto deprimente. A livello subconscio questo ci umilia.

Generalmente viviamo in un mondo che non conosciamo.

Domanda: Ci sono degli algoritmi che la natura sviluppa attraverso di noi e che noi non conosciamo?

Risposta: Anche se li conoscessimo un po’ ed arrivassimo gradualmente a conoscerli, non ci aiuterebbero a governarli. Lo sviluppo dell’umanità ci guida a proteggerci in qualche modo dalle influenze negative della natura, ma nient’altro.

Una persona si trova ad esistere nel sistema delle forze della natura che la governano a tutti i livelli. Non possiamo fare nulla nel campo economico, delle relazioni famigliari, delle relazioni tra stati o nella sfera dell’ecologia, in nessun ambito. È in questa nostra epoca, quando abbiamo raggiunto tale prosperità, tale forza e comprensione della natura che arriviamo a persuaderci soltanto che siamo molto deboli e che non la conosciamo.
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Dalla trasmissione di KabTV “L’Essenza della Scienza della Kabbalah – 1′ Parte”, 11/12/2018

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Il coefficiente di dazione

Qualsiasi scienza nel mondo studia le connessioni tra le parti della realtà, ciascuna al proprio livello di realtà: fisiologica, psicologica, biologica e fisica, e quindi c’è la psicologia, la biologia, la fisica, ecc.

La saggezza della Kabbalah non si occupa di questi livelli, bensì di quello più elementare, cioè il desiderio contenuto in ogni parte della creazione, solo in forme diverse, su diversi livelli e in diverse dimensioni.

Pertanto, la Kabbalah è considerata la scienza fondamentale. Conduce la stessa ricerca scientifica di qualsiasi altra scienza, ricava formule, studia la creazione e le azioni del Creatore, chiarisce qual è il nostro posto nella creazione e misura la creazione in relazione al Creatore. Tutto ciò presuppone uno studio scientifico serio. Tutte le altre scienze non danno definizioni così precise.

In effetti, la creazione è molto complessa. Anche se sembrerebbe basata su una formula molto semplice: il desiderio del Creatore di dare equivale al desiderio della creatura di ricevere.

Tuttavia, questa non è una semplice equazione perché include un coefficiente che dovrebbe portare sullo stesso livello il desiderio di ricevere e il desiderio di dare: il desiderio del Creatore di concedere è uguale a C moltiplicato per il desiderio della creatura di ricevere.

Questo coefficiente include al suo interno una restrizione, uno schermo (Masach) e una luce riflessa. Abbiamo bisogno di lavorare su questa equazione tutto il tempo. Pertanto, devo conoscere il desiderio di ricevere, il desiderio di dare e il mio coefficiente.

Quindi studio sempre il desiderio del Creatore di dare. Lo desidero e mi identifico con Lui. In base a questi parametri, determino il mio stato e il mio posto nella creazione. In questo modo, esploro tutta la creazione. Senza questo, mi è impossibile relazionarmi correttamente con il Creatore, e ho bisogno di raggiungere il grado di amore per Lui. Il coefficiente è la mia intenzione a favore della dazione. Senza di esso, non posso contattare il Creatore.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’1/03/2018, “Gli Scritti di Rabash”

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