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L’uomo non si arrende

La Kabbalah risponde alle domande sul significato della vita. In realtà questa domanda è molto importante, perché durante la mia ricerca per dare una risposta a questa domanda, prima di tutto esamino me stesso. Ho l’attitudine giusta verso la vita in tutto quello che faccio?

Io ho il desiderio per il piacere che mi porta a formarmi una famiglia, avere dei figli, aver cura di loro, il mio lavoro, il mio futuro, i miei genitori, il mio ambiente, la mia città, il mio paese, e forse perfino il mondo intero. Tutto questo per soffrire di meno.

In questa maniera, alla fine, mi fanno arrivare a diversi gradi di sofferenza. Nel migliore dei casi, ci sono portato dal come ne possa trarre profitto. E se tuttavia riuscissi a elevarmi su tutto questo? Se  smettessi di dipendere dalle sofferenze o dai piaceri e diventassi più obiettivo, come un uomo con la “U” maiuscola? Probabilmente sarei libero da questi legami. Dopo tutto, sono gli istinti animali a portarmi a formare una famiglia, e gli istinti sociali quelli che mi portano a seguire le leggi sociali. Che cosa farei se non fossi portato dalla sofferenza o dal piacere?

Oggigiorno sembro un animale che sia stato condotto passo dopo passo, spronato e forzato a rallentare con le due redini, di dolore e dolcezza. Sono come una bambola, un pupazzo, un meccanismo fragile senza l’opportunità di fare qualsiasi cosa di propria scelta, nemmeno un minuscolo pezzo del suo tragitto.

Allora, posso prendere queste redini? Se non posso, posso perlomeno analizzare la situazione, comprendere quello che sta succedendo e qual è lo scopo? Probabilmente sarebbe meglio che io chiudessi gli occhi e mi sommergessi in pratiche religiose o altro. Forze se mi sconnettessero dall’essenza, questo mi darebbe pace per il resto della mia vita.

È qui il punto in cui l’uomo non si arrende e si rifiuta, e ciò che più conta si manifesta in lui. Incurante del piacere, sofferenza, vergogna, orgoglio e altri metodi che lo conducono e lo controllano nella vita, cerca ancora l’indipendenza. “Qualsiasi cosa accada, accadrà, ma io devo trovare l’essenza. È qui che mi sento come un uomo. Non c’è un altro modo.” Abramo cercò persone come lui nell’antica Babilonia, e ne trovò alcune migliaia.

Questo è il criterio per l’umanità, che aiuta a determinare il livello in cui raggiunge il suo elemento animale e il livello nel quale è pronto per diventare Uomo.

Siamo capaci di accelerare lo sviluppo umano attraverso la divulgazione e l’educazione in modo che possa arrivare più velocemente a queste domande fondamentali? Essenzialmente, ai nostri giorni, è questo il lavoro “sociale”.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.11.2011, “L’essenza della religione e il suo scopo”)

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Tutto il mondo è sulle mie spalle

Domanda: Come posso sentire che tutto tutto il mondo è sulle mie spalle?

Risposta: Non possiamo ottenere quello che sogniamo senza un vaso o un desiderio. Nel nostro mondo possiamo ricevere delle cose persino senza avere un desiderio molto grande, ovvero in virtù delle azioni che possiamo fare anche senza avere un desiderio.

Ma nella spiritualità non ci sono mezzi come nel nostro mondo, perché lì il desiderio in sé è l’azione, quindi possiamo spostarci verso la spiritualità solo a condizione che le nostre azioni diventino avanzino costantemente ed evochino una crescita dei nostri desideri.

È un fatto conosciuto che se un uomo deve investire degli sforzi in qualcosa, come la cura del proprio figlio o di un animale, o fare qualcosa solo per guadagnare dei soldi, allora comincia gradualmente a valutare in cosa si sta investendo. Allora i suoi pensieri e desideri saranno focalizzati su questo, e in questo modo, possiamo elevare i nostri desideri e pensieri in virtù di azioni che all’inizio non hanno neppure la giusta intenzione, ed allenarci ad avere dei nuovi pensieri e desideri.

Queste speciali opportunità vengono fornite dal nostro mondo, dal nostro stato, nel quale al di là del desiderio e del pensiero ci sono anche delle azioni materiali che possiamo fare a causa di reazioni indirette materiali: per il gusto dei soldi, del rispetto, della conoscenza e del potere, e quindi possiamo sviluppare dei nuovi desideri attraverso di essi.

In questo modo, le azioni influenzano i pensieri in misura tale che posso sentire come se tutto il mondo sia davvero sulle mie spalle!

Se devo raggiungere un desiderio perfetto, allora devo sperimentare la paura e preoccuparmi di tutto il mondo. Questa è già chiamata elevazione nella dazione. Questo perché non sono preoccupato di questo mondo a causa del fatto che il mio benessere dipende da esso, ma voglio raggiungere la qualità della dazione e con essa dare al Creatore.

Noi dobbiamo realizzare questo in virtù delle azioni, spendendo continuamente i nostri sforzi attraverso i nostri amici ed insieme a loro nel grande mondo. Questo lavoro apre il nostro desiderio ad essere connesso al mondo perché investiamo noi stessi in esso. Comincio a capire meglio ed a sentire questi desideri esterni e questo mi da nuove forze ed ispirazioni. È così che l’azione governa il desiderio.

Quando ricevo dei nuovi desideri, devo solo incrementarli e questo è già facile. Posso farlo con l’aiuto degli amici, dell’ambiente.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 29.12.2011, Shamati 189)

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L’esempio del Creatore nelle nostre vite

Domanda: Che cosa significa essere come il Creatore?

Risposta: E’ scritto: “Così come Lui è amorevole e misericordioso, così dovresti essere, amorevole e misericordioso”. Dobbiamo rivelare gradualmente la connessione tra di noi, è ciò significa essere come il Creatore. Non abbiamo nessun altro esempio su come essere uguale a Lui. Il Creatore non ci permette sentirLo, non ci invia fotografie, immagini o film documentari su di Se. Possiamo solamente immaginarLo in base alle nostre vite.

Quelli che hanno raggiunto il Creatore ci dicono che il Suo esempio nelle nostre vite, e la forma più vicina a Lui, sia la connessione al gruppo di amici, e gli articoli sugli amici ci conducono verso questo legame molto speciale.

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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14.12.2011, Gli scritti di Rabash)

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Non abbiate paura di fare il prossimo passo

Dalla nostra vita e dagli insegnamenti dei Kabbalisti, impariamo che nel mondo non esiste altra forza tranne il Creatore, il quale governa ogni cosa. La differenza tra noi ed il Creatore è enorme. La Sua posizione è totalmente opposta alla nostra.

Noi siamo completamente fatti di desiderio di ricevere per noi stessi, di godere e di attirare ogni cosa possibile verso di noi: questa è la nostra natura. Lui, invece, è il desiderio di donare, di far piacere agli altri: questa è la Sua natura. E lo scopo della creazione che Lui ha stabilito è di farci arrivare al Suo stato: lo stato più elevato ed eterno di perfezione.

Il rapporto che c’è tra un uomo ed il Creatore è come quello che c’è tra un bambino ed i suoi genitori. Se un genitore vuole insegnare al suo bambino a camminare, gli fa vedere come fare: mette il bambino sul pavimento, lo aiuta a stare saldo sulle sue gambe, e poi lo lascia andare. Il bambino si trova in mezzo alla stanza: può stare in piedi, ma non riesce ancora a camminare! Così piange senza sapere cosa fare.

Va in confusione ed ha paura che tutti lo lascino da solo. Non capisce che è rimasto da solo per fare un passo in avanti! Nonostante tutto, dobbiamo farlo in questo modo, perché altrimenti il bambino non imparerebbe a camminare.

E allora il bambino fa un passo in avanti e noi lo afferriamo subito. Fa un passo! Barcolla in avanti, ma prima di cadere, noi lo prendiamo, lo rimettiamo sui suoi piedi e lo lasciamo andare. Traballa ancora e non sa cosa fare, ma non c’è altro modo- o cade dove si trova o fa un passo insicuro in avanti, così che noi possiamo afferrarlo ancora. Così, tentativo dopo tentativo, impara a fare i passi da solo, all’inizio afferrandosi a qualcosa, per poi camminare un pochino per volta.

Il nostro mondo è un’istantanea del mondo spirituale. E’ costruito dentro il nostro egoismo, e tutte le azioni riflettono le azioni del mondo spirituale, ma in forma capovolta. Quindi, attraverso questo esempio, possiamo comprendere cosa ci succede in questa vita ed in che modo la forza superiore che si trova sempre davanti a noi ci insegna ad andare avanti per superare la distanza che ci separa dal Creatore.

Da una parte, la distanza è enorme. Ed ogni volta ci sentiamo come un bambino che non sa cosa gli sta succedendo e perché gli è successo a lui, dov’è il suo sostegno e perché è stato lasciato solo. Perché dopo un buono stato arriva uno stato così brutto?

Ma se percepiamo il comportamento del Creatore nel modo giusto e sappiamo come usarLo per bene, allora accettiamo questi stati non molto piacevoli con amore e felicità perché ci rendiamo conto che in questo modo cresciamo.
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(Dalla lezione 4 dal congresso mondiale della responsabilità reciproca del 7.12.2011)

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La visione dell’uomo che ha visto il futuro dell’umanità

Abbiamo iniziato a studiare l’articolo di Baal HaSulam “Introduzione allo studio delle dieci Sefirot”, che a me sembra la più importante tra tutte le sue introduzioni. In parte introduce degli estratti del Libro degli Oracoli dell’ARI, scritti dal suo discepolo Chaim Vital. Infatti, questa introduzione contiene tutto il percorso che dobbiamo attraversare per poter raggiungere il traguardo.

Anche se abbiamo tanti altri materiali, nessuno spiega in maniera più consistente il percorso lungo il quale dobbiamo avanzare e cambiare, passo per passo, metodicamente e deliberatamente. Altri articoli e introduzioni ci danno una visione generale della Saggezza della Kabbalah o la guardano da determinate angolazioni.

Ma questa introduzione seleziona una linea molto sottile, con l’intento di mostrare all’uomo religioso o secolare, che comincia con questo quesito sul significato della vita, come raggiungere la sua realizzazione con tutte le difficoltà e gli scrutini del percorso.

È per questo motivo che questa introduzione è insolitamente profonda e difficile per i principianti. Ci vogliono anni per iniziare ad assimilare, comprendere e trovarcisi dentro. Deve essere studiata a piccole parti, attentamente, finché l’uomo cresce e diventa capace di rivelare di più. Dobbiamo comprendere che questa introduzione è stata scritta dall’uomo che si trovò all’inizio di una nuova era, l’ultimo stadio dello sviluppo umano, che doveva passare dallo sviluppo incosciente a quello cosciente.

Dallo stato in cui ci troviamo adesso nel quale non possiamo nemmeno chiamarci umani, ma soltanto degli animali più sviluppati che agiscono in base agli istinti e completamente maneggiati dalle forze della natura, dobbiamo elevarci ad un nuovo livello. in questa creatura inizia a svilupparsi  qualcosa designato ad essere simile al Creatore.

Dobbiamo comprendere l’uomo che si trovava all’inizio di questo processo, il suo approccio e la sua veduta, e cercare di emularlo.
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 18.12.2011, Introduzione allo studio delle dieci Sefirot).

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La destra avvicina e la sinistra respinge

È scritto: “Non c’è nessuno tranne Lui”, che significa che non c’è altra forza nel mondo (non c’è altro potere, oltre la sola Forza Superiore, né nelle più piccole azioni, né nell’intero universo in generale), che abbia la capacità di fare qualcosa contro di Lui. E quello che l’uomo vede, che ci sono cose nel mondo che negano la Più Alta Sovranità (il potere del Creatore su di me), la ragione è che questo è il Suo volere.

Noi ci confondiamo quando presumibilmente pensiamo che a prendere decisioni ci siano amici, un gruppo, della gente, un grande mondo con i suoi presunti “governanti” e persino io. La Forza Superiore desidera che io la pensi in questo modo, che pensi di controllare le cose e che ci siano altre persone ed un altro potere a parte Lui.

Ed è considerata una correzione, chiamata “la sinistra respinge e la destra avvicina”, il che significa che quello che la sinistra respinge è considerata correzione. In altre parole, anche le cose che ci appaiono cattive, il rifiuto della spiritualità, del cammino e del gruppo, quando mi dimentico dello scopo e non lo voglio, quando penso che il gruppo non mi voglia, tutti questi problemi vengono solo da una forza, che regna su tutto, non importa se io lo veda oppure no. Il Creatore controlla il mondo esterno ed il mio interno, tutti i miei pensieri e i desideri.

Io voglio avanzare, unirmi ad un gruppo e attraverso il quale raggiungere la Forza Superiore, voglio rivelarlo, aderire ai miei amici e rivelare con loro la Luce Superiore, la qualità della dazione; ma anche quando mi sforzo per farlo nella forma più diretta e sincera, con tutto il mio cuore, sperimento ancora le discese e la confusione nel punto più sincero, che raramente riesco a raggiungere attraverso il duro lavoro. All’improvviso cado dal mio cammino vero e diretto.

Lo potrei capire se andassi nella direzione sbagliata e fossi riportato al cammino diretto, ma no, devio e cado quando sono già nel cammino vero e diretto.

L’uomo viene spinto lontano dallo scopo e dal gruppo, all’improvviso si confonde e perde il desiderio. Pensa che i suoi amici non siano buoni, il cammino sia sbagliato e tutto il sistema non funzioni, e non è chiaro chi abbia mai raggiunto il mondo spirituale; ma è questo genere di rifiuto che lo aiuta ad acquisire un desiderio assoluto. La prossima…

Ed è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno. Proprio adesso ho un piccolo desiderio per la spiritualità, ma non sento che non è abbastanza. Tutti pensano che il loro cuore stia per esplodere e che siano pronti a tutto! Ma in realtà, per raggiungere il potere spirituale, abbiamo bisogno di una pressione interiore, di un desiderio interiore e di una sete molto più forti.

E noi veniamo respinti per incrementare la nostra aspirazione verso il livello sufficiente, per acquisire un desiderio completo e capire che non c’è niente che possiamo fare senza l’aiuto del Creatore.

Abbiamo bisogno di raggiungere uno stato nel quale il nostro grido passi attraverso la nostra unità, la nostra connessione e sia diretto al Creatore, con la richiesta di una forza superiore, la Luce che riporti alla fonte, la forza comune della dazione, che avvolge tutta la natura e ci aiuti! Lascio correggere la mia sola parte egoistica nella natura e la tiro in avanti.

In altro modo vedo di essere condannato, in altre parole devo raggiungere uno stato nel quale vedo di aver fatto il massimo che avrei potuto fare per il bene della mia connessione nel gruppo, di aver messo tutto il mio sforzo nel raggiungimento dell’unità, della connessione con gli amici, quelli con i quali io volevo raggiungere una connessione con il Creatore, rivelare il potere della dazione, in modo che regnasse in noi e ci riempisse con questa unica qualità.

E qui manchiamo di un grido comune verso il Creatore, la forza superiore. Noi dobbiamo sentirci persi in modo tale da essere sufficienteche un nostro solo grido; ma deve realmente provenire da uno stato di disperazione, quando vediamo che non raggiungeremo mai il successo senza il Suo aiuto.

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(Dalla 4° lezione del Congresso Mondiale Arvut del 7 Dicembre 2011)

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I 612 Componenti dell’Amore Superiore

La legge dell’amore verso il tuo prossimo si basa sull’osservanza di 612 comandamenti, correggendo 612 desideri che vengono rivelati nella nostra struttura spirituale. Osservandoli giungiamo alla regola generale di “Ama il tuo prossimo come te stesso”.

I 612 comandamenti sono i nostri 612 desideri che seguono l’intenzione egoistica di far piacere a se stessi. Nessuno di noi può osservare questi 612 comandamenti da solo, ma solamente connettendosi agli altri e cominciando ad esaminare le nostre relazioni reciproche, che è l’unico modo di rivelare tutti questi desideri.

Neppure un singolo uomo ha la capacità di osservare un solo comandamento, questo perché un comandamento deriva dal principio di ama il tuo prossimo. La connessione egoistica tra noi è chiamata trasgressione e quella altruistica è chiamata comandamento, perché prima che cominci a connettersi agli altri, l’uomo non commette crimini, né osserva i comandamenti. Conduce soltanto una semplice vita bestiale, della quale non ne parliamo qui.

I desideri egoistici che lo connettono agli altri gli vengono rivelati soltanto a condizione che desideri connettervisi per usarli al fine di raggiungere la dazione. Soltanto allora possiamo parlare di corruzione e correzione.

Il difetto riferito a “Ho creato l’inclinazione al male” è una fase molto avanzata, quando l’uomo rivela parte dei suoi 612 vizi che riguardano la connessione agli altri, ed allora raggiunge la realizzazione del male per mezzo della quale capisce che deve correggere la sua attitudine egoistica verso gli altri. Questo significa raggiungere il pentimento, i “Giorni del Timore”, quando capisce che usa il suo prossimo egoisticamente ed allora avviene un cambiamento in lui, riferito all’inizio del nuovo anno, Rosh Hashanah, che è l’inizio di un nuovo viaggio, quando desidera trasformare il suo male nel suo opposto.

Questo succede dopo aver trascorso molto tempo a lavorare nel gruppo ed a capire il bisogno della correzione. Poi gradualmente trasforma le 613 trasgressioni in 613 comandamenti.

Ma senza aver iniziato a lavorare nel gruppo, non rivelerà mai nessuna delle sue 613 trasgressioni, questo perché tutte loro si riferiscono allo stesso principio di ama il tuo prossimo e non esistono al di fuori della connessione con gli altri. Questa regola comune include tutti i dettagli individuali, perché tutti i tipi di connessione che esistono tra noi derivano dal principio di ama il tuo prossimo e concernono le nostre 612 azioni in relazione agli altri, le qualità che abbiamo bisogno di correggere.

Noi giungiamo alla regola comune di amare gli esseri creati facendo delle correzioni individuali, ed attraverso loro raggiungiamo l’amore per il Creatore. Correggendo i miei 612 desideri dall’egoismo per la dazione, raggiungo la connessione assoluta insieme a tutti, nella quale viene rivelata la regola comune di ama il tuo prossimo. Questa è la preparazione per la rivelazione del “fattore unificante”, il Creatore, quello che viene definito “più 1”.

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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.12.2011, Gli Scritti del Rabash)

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Il ritorno al passato è stato cancellato

Domanda: Una volta lei ha detto che è vietato ricordare gli stati precedenti, qualsiasi fossero e guardare indietro….

Risposta: E non guardiamo indietro. Vogliamo tornare al punto di unità nel nostro nuovo stato egoista. Questo non è più un ritorno al passato. Non vogliamo essere nel passato!

Oggi vogliamo tornare allo stato che abbiamo lasciato, nel nostro egoismo accresciuto, e quando vi torniamo con il nostro egoismo reale, è uno stato nuovo, più forte, più chiaro.

In caso contrario non c’è nulla. Tutta la differenza tra i passaggi spirituali si trova solo nell’egoismo aggiunto.
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(Dalla lezione virtuale dell’ 11.12.2011)

Avevo un borsellino e adesso non c’è più

Domanda: Sto cercando d’immaginare 72 ore al congresso: come fa questo processo a portarmi a essere Uno, Unico e Unificato?

Risposta: Io entro nella hall del congresso come se fosse una vasca sacra (Mikveh), un posto che mi purificherà e mi correggerà. Questo è un posto pieno di acqua santa, la qualità di Binà, l’utero materno nel quale io sono incluso e nel quale crescerò. Non ho bisogno di fare altro che stabilirmi lì come una goccia di seme all’interno dell’utero. Devo solo aderirvi, e tutto il resto sarà fatto da altri. Devo solo diventare parte di quello che sta accadendo.

È scritto: “Il Creatore dimora dentro la Sua nazione”, dove “dentro la sua nazione” significa il posto in cui tutti si riuniscono e ogni persona annulla il proprio egoismo al massimo possibile per unirsi agli altri. E allora riveliamo che lì, all’interno di quest’unità, è presente il superiore, Malchut, la Shechinà, e al suo interno il Shochen, il Creatore.

Non abbiamo bisogno di altro! Semplicemente vieni lì e non essere un intelligente sapientone. Perdi il tuo “io”. Vieni lì e annullati. Se qualcuno ti chiede di fare qualche cosa, falla semplicemente. Entra in connessione, senza alcun chiarimento. La cosa più importante è muoversi nel flusso comune.

È per questo motivo che i congressi sono adatti a tutti quanti. Se una persona viene, si alzerà una forza molto potente che ci solleverà e ci farà roteare come in una centrifuga, come un insieme, e non avremo bisogno di altro. Non abbiamo bisogno di una mente speciale né di studi lunghi, ma soltanto di quella forza, con la quale avrete già un’impressione del superiore, del livello superiore, quindi venite!

Siete venuti e cantate, ballate, mangiate, preparate da mangiare e annullatevi  il più possibile davanti a quello che sta accadendo. Questo vi porterà al livello superiore, perché è lì, all’interno, nella connessione tra le persone.

E’ stata stabilita dai Kabbalisti la tradizione di tenere pranzi comuni, cantare canzoni e ballare, perché questo conduce all’unità, ed è impossibile senza. Un giorno Abramo invitò degli ospiti alla sua tenda, e prima di tutto gli fece accomodare per un pranzo comunitario, mentre spiegava come questo fosse necessario per unire e amare il prossimo.

Senza l’unità non otteniamo niente. Io comprendo che il nostro egoismo, la nostra natura vi sia contraria. Anch’io tempo fa ero opposto all’unità, molto più di voi, ma non mi spaventa: per qualsiasi forma di egoismo esiste una forza capace di sconfiggerlo. La cosa più importante: cercate di essere il più determinati possibile e mettetevi in testa di venire e di perdervi.

Perdetevi in un posto sconosciuto, come un borsellino che avevate e che non c’è più. Non potete farci niente: c’era, e non c’è più! Provate!
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 28.11.11 sul Talmud Esser Sefirot)

La formula della realtà con una variabile conosciuta

Il nostro stato attuale è immaginario. I Kabbalisti comparano la percezione di questo mondo con l’uomo che ha perso la coscienza e sta sperimentando alcune vibrazioni nel cervello, alcuni impulsi fortuiti che generano un’immagine illusoria e ingannevole dentro se, e questo gli fa sentire di essere vivo e di esistere in un mondo reale, percependolo come succede tante volte nei sogni. Ma in realtà non vi è niente di reale.

Ci sono molte azioni che possono aiutarci in un tale stato, di farci svegliare o di fare uno sforzo per svegliarci. L’idea è quella di cercare d’immaginare il vero stato, completamente distaccato dal nostro mondo, mentre siamo nel nostro stato immaginario.

Noi esistiamo in questo stato reale collegato a un desiderio, nessuno lo percepisce individualmente, ma tutti percepiscono quest’unicità. Non è né “io” né “noi”, poiché “noi” è una somma di molti “io”.

Ma non esiste la somma; c’è soltanto quest’unicità nella quale viviamo, senza differenze tra di noi! Dobbiamo sollevarci dall’immagine che percepiamo adesso, allo stato “Non esiste niente tranne Lui”, dove c’è solamente “Uno” e nient’altro. E tutto quello che c’è fuori di Lui è la conseguenza della perdita di coscienza. Dobbiamo cercare d’immaginare questa situazione.

Tutto ciò che esiste è un’anima e questa è la formula della realtà la quale determina il luogo del nostro lavoro e la forma della vita che dobbiamo raggiungere. Da lì iniziamo a tirare le direzioni del nostro comportamento, la comprensione del metodo e lo stato reale, saremmo capaci di imparare e comprendere quello che è il mondo superiore, ma non potremo imparare questo dal nostro mondo.

E per quanto riguarda l’economia del futuro, deve anche venire da lì, altrimenti è poco chiaro come sia possibile esistere per uno solo. Le leggi della connessione e del comportamento che esistono in quest’unicità, le relazioni e le azioni, tutte queste cose s’imparano solo nello stato in cui siamo come uno. Non ci sono dei corpi fisici, questo mondo intero non esiste; il nostro cuore e la nostra mente si elevano allo stato dell’unico.

Come risultato dello sforzo di tutti, inizieremmo a percepire questa realtà e quello che vi accade, in base alla quale stabiliremmo relazioni tra di noi e comprenderemmo il materiale che si sta studiando e la nostra attitudine verso il mondo e la divulgazione.

La nostra testa dev’essere dentro questo “Uno”, mentre il nostro corpo dev’essere separato da Lui ed eseguire solo le indicazioni, e allora comprenderemmo che il percorso non è cosi complicato. La cosa principale è il primo contatto con la realtà di questa forza unica chiamata “Non esiste niente tranne Lui”.

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(Dalla 1° lezione del Congresso Arvut in Israele dell’11.11.2011)