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Elevarsi al di sopra dell’Universo

Domanda: Se ipotizzassimo che ognuno di noi, in futuro, diventasse kabbalista, come sarebbe organizzata la struttura sociale della collettività? Come distribuiremmo il lavoro manuale, piuttosto che le posizioni manageriali? E come gestiremmo le risorse del pianeta?

Risposta: In modo assolutamente perfetto e razionale. Attraverso lo spessore della materia, dell’energia e delle informazioni, vedremo chiaramente come interagire con loro in modo che, in base a questo, saliremo sempre più in alto nei livelli spirituali.

Inoltre, non avremo problemi. Tutto ciò che ci viene dato nel mondo materiale e spirituale, lo realizzeremo in modo ottimale.

Domanda: Quale sarà quindi la principale legge di giustizia?

Risposta: La legge principale è un’attitudine assolutamente uguale a tutti i livelli della natura nel nostro mondo e nel mondo spirituale, come per il Creatore.

Domanda: Significa che nessuna catastrofe ecologica può verificarsi qui?

Risposta: No! Se solo potessimo immaginare cosa ci è stato preparato in questo caso! Ciò eleva davvero una persona al di sopra dell’universo.

Noi esistiamo in questo stato persino adesso. È solo per portarci ad esso in un modo reale e sensibile, con i nostri desideri, che ci viene dato un senso dello stato opposto: il nostro mondo attuale.

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Dalle lezioni di Kabbalah in lingua russa del 18/03/2018

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Nessuno ti è più vicino di un kabbalista

Baal HaSulam, Gli Scritti dell’Ultima Generazione: “Di conseguenza, la persona che raggiunge il contatto con il Creatore diventa persino più naturale, più semplice e più umile. Si potrebbe anche dire che prima dell’assegnazione, quella persona e tutte le persone erano al di fuori della natura semplice. Questo perché ora è uguale, semplice e comprende tutte le persone, ed è molto coinvolta con loro. Non c’è nessuno più vicino alla gente di lei, ed è solo lei che dovrebbero amare, perché non hanno una persona più vicina di lei.”

Una persona che guida le altre persone, un gruppo, l’umanità, è la persona più importante sulla faccia della Terra per loro, perché fornisce loro il contatto con il Creatore e spiega la conoscenza superiore. Non rivela nulla di nuovo, ma semplicemente lascia che le persone rivelino le loro abilità nelle quali lei trasferisce la conoscenza superiore.

Domanda: Che cosa significa che una persona che ottiene il contatto con il Creatore diventa uguale e semplice?

Risposta: Per raggiungere il contatto con l’umanità e il Creatore secondo le leggi della commutazione, essa, da una parte, deve essere uguale alle masse e, dall’altra, legata alla sfera superiore.

Si dice che il contatto si verifica quando “… è solo lei che dovrebbero amare, perché non hanno una persona più vicina di lei”. Cioè, da parte delle masse, deve esserci un atteggiamento verso di lei come un bambino verso il padre: a volte l’amore, a volte la devozione, a volte l’obbedienza, a volte essere esigenti: la totalità di tutti gli stati.

Nota: Il Magid di Vitebsk era solito dire che era molto grato alle persone che lo stimolavano.

Il mio commento: Il fatto è che una persona si eleva grazie ai propri nemici. Mentre quelli che la ammirano, al contrario, la indeboliscono.

Non ritengo possibile che un kabbalista si riveli e si elevi agli occhi delle masse. Solo se è necessario tirarle fuori da grossi problemi in modo che gli obbediscano; per farli scappare dai loro problemi, allora può permettersi di mostrar loro, ma in una forma limitata, che è il portatore di forze speciali. Non c’è altro modo.

Chi è vicino a un kabbalista di solito lo sente un po’, vede qualcosa, inizia a indovinare, percepisce, ma queste sono piccolissime dosi.

Domanda: Baal HaSulam scrive che un kabbalista comprende tutte le persone mantenendo rapporti molto stretti con loro. È un riavvicinamento interiore o una relazione a livello materiale?

Risposta: Un kabbalista che comunica con i suoi discepoli, i parenti, con chiunque, si comporta in modo volutamente semplice. Non ha contatti con loro se non per i loro interessi comuni.

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Dalla trasmissione di KabTV “L’ultima generazione”, 9/10/2017

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L’obbiettivo della società del domani

Domanda: Se le persone comuni comprendono che devono unirsi per l’importanza della meta, potranno lavorare correttamente con la loro natura egoistica. Qual è questa meta?

Risposta: Molta gente è restia a lavorare con gli altri in qualsiasi attività volta a raggiungere un obbiettivo comune. Se mi associo con qualcuno, capisco che mi limito nella mia opinione, probabilmente nel risultato, nel mio guadagno, ecc. Non ho altra scelta. Esiste un beneficio egoistico diretto, molto chiaro.

All’inizio, questa deve essere la forma delle relazioni, tanto di quelle kabbalistiche quanto di quelle ordinarie. Non ci sono differenze tra loro, perché entrambe iniziano col semplice egoismo.

Ma dopo, lavorando insieme, in base al metodo kabbalistico, gradualmente inizio a sentire in questo lavoro le due forze opposte.

Da una parte, il mio ego resiste in larga misura ad avanzare. Da un’altra parte, negli affari, potrebbe non essere così. Contrariamente a quanto accade negli affari, il mio ego è d’accordo sul fatto che dobbiamo unirci e avanzare, perché l’ego valuta sempre i risultati futuri, come ricchezza o raggiungimento di un progetto.

Nel nostro caso, non si lavora così. Sentiamo una crescente resistenza da parte dell’ego. Perché? Per innalzare l’importanza dello scopo davanti ai nostri occhi, perché lo scopo è sempre ad un livello più alto rispetto alla resistenza del nostro ego. Nel frattempo, raggiungiamo uno stato nel quale facciamo il possibile per innalzare lo scopo e lo facciamo in modo da dare più importanza a lui che al nostro ego.

Qui, la garanzia reciproca e l’influenza della forza superiore circostante sono molto importanti. Agendo correttamente riceviamo la forza per continuare a connetterci tra di noi, fino a che veniamo trasformati in un desiderio comune, in un’intenzione comune, dove appare la sensazione della forza superiore, in base al nostro livello di connessione.

Questa sensazione è l’azione di questa forza. Ci connettiamo con ognuno degli altri e con questa forza. Questo stato viene definito come il successivo livello spirituale delle nostra esistenza.

Domanda: Chi può resistere a questo, soltanto qualcuno con un punto nel cuore?

Risposta: Tutti hanno un punto nel cuore che si sviluppa gradualmente. Inoltre, ogni persona vede chiaramente ciò che accade nel mondo attorno a lei: stress costante, fallimenti, droghe, ecc… La Kabbalah ci offre una scienza profonda riguardo all’ascesa spirituale dell’umanità….

Domanda: Si comprende la serietà della scienza mediante gli sforzi della persona per connettersi? Negli affari tutto è molto chiaro: milioni, migliaia di milioni di dollari attraggono le persone.

Risposta: Anche qua possiamo misurare la grandezza della meta in milioni e migliaia di milioni, pero in unità relative, non in denaro.

Domanda: Che cos’è per un kabbalista la misura della meta?

Risposta: Qui ci sono 125 gradini per raggiungere lo scopo. In ogni gradino, si raggiunge un certo livello. La meta finale diventa gradualmente più chiara ad ogni gradino. Ci si sente qualitativamente più elevati e il desiderio cresce in corrispondenza.

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Dalla trasmissione di KabTV “L’ultima generazione”, 16/08/2017

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Un nuovo stile di vita

Ci sono già persone fra noi che usano la loro singolarità in forma di dazione sugli altri. Ma sono ancora poche, poiché siamo ancora nel mezzo del percorso dello sviluppo. Quando arriveremo al punto più alto dei gradi, useremo tutti la nostra singolarità solo in una forma di dazione verso gli altri, e non ci sarà mai alcun caso in cui una persona lo utilizzi in forma di auto-ricezione. Con queste parole, troviamo l’opportunità di esaminare le condizioni della vita nell’ultima generazione, il tempo della pace mondiale, quando tutta l’umanità raggiungerà il livello della prima parte e userà la propria singolarità solo nella forma della dazione per gli altri e non nella forma della ricezione per se stessi. Ed è bello copiare qui la suddetta forma di vita, così essa ci servirà come una lezione e come un modello per sistemare le nostre menti sotto il diluvio delle onde della nostra vita. Forse vale la pena ed è anche possibile, nella nostra generazione, sperimentare assomigliando a questa forma di vita sopra descritta. (Baal HaSulam, “La pace nel mondo“)

Dobbiamo creare piccole comunità in grado di mettere in pratica i principi individuali della generazione futura. Dobbiamo pubblicizzarli affinché le persone vengano, studino, seguano corsi e provino a mettere in pratica questi principi trasferendosi con le loro famiglie in tali comunità per almeno un paio di mesi.

Tutte le forze che si manifestano nella persona, nella natura e nel mondo che ci circonda ci spingono a superare il nostro egoismo e ad esistere su un livello completamente diverso: il livello del Creatore, il potere completo della natura e dell’altruismo. Il problema è come riuscirci.

Per questo, nel nostro mondo c’è un gruppo speciale di persone chiamate kabbalisti che, grazie al loro sviluppo interno unico, indipendente da loro, hanno ricevuto una spinta verso un nuovo stile di vita.

Essi studiano come è organizzato il sistema che gestisce il nostro mondo, come possiamo arrivare ad esso, adattarlo a noi stessi e cambiare noi stessi per esso.

Pertanto, le masse hanno qualcuno da cui imparare ad adattare questo metodo, perché i kabbalisti lo comprendono nella propria esperienza.

La maggior parte delle persone, tuttavia, non ne sa nulla, né lo capisce e si oppone egoisticamente a questo. Dopotutto, stiamo parlando di uno speciale cambiamento inverso nella nostra natura: il cambiamento di qualcuno che desidera ricevere e godere a spese degli altri in qualcuno che dà; dove qualcun altro diventa più importante di noi stessi, o addirittura come il nostro unico figlio, a cui pensiamo continuamente.

È quasi incredibile e impercettibile in una persona. Ma la natura ci farà pressione con grande sofferenza se non ci muoviamo volontariamente verso di essa.

La Kabbalah spiega come si possano fare piccoli passi verso il principio biblico di “Ama il prossimo tuo come te stesso” in modo che, sebbene non per tua scelta, ma non ancora in modo del tutto chiaro, puoi imparare questi principi in anticipo, cercare di assorbirli, e persino iniziare a tradurre alcuni elementi dei principali comandamenti della Torah “Ama il tuo prossimo come te stesso” e “L’unione di tutte le persone”.

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Dalla trasmissione di KabTV “L’ultima generazione”, 23/10/2017

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Le buone intenzioni definiscono tutto

A cosa assomiglia? È come la storia dell’uomo ricco che aveva un vecchio padre che non desiderava mantenere. Fu processato e il verdetto fu che avrebbe dovuto mantenerlo almeno con lo stesso rispetto con cui manteneva i suoi parenti, o avrebbe dovuto affrontare una dura punizione.

Naturalmente, lo portò a casa sua e dovette mantenerlo generosamente, ma il suo cuore era afflitto. Il vecchio gli disse: “Dato che mi stai già dando ogni delizia che hai sul tuo tavolo, cos’hai da perdere se aggiungi una buona intenzione, ragionevole agli occhi di ogni persona di buon senso, e ti rallegri per l’opportunità di onorare tuo padre, che ha speso tutte le sue energie per te e ti ha reso un uomo rispettabile? Perché sei così ostinato ad affliggerti? Puoi liberarti da questo, anche solo un poco?”

Così è. Alla fine della giornata, doniamo alla società e solo la società guadagna dalle nostre vite, poiché ogni persona, grande o piccola, aggiunge e arricchisce il tesoro della società. Ma l’individuo, quando soppesa la sofferenza e il dolore che riceve, è in grande deficit. Quindi, dai al prossimo, ma con dolore e con una grande e amara sofferenza. Allora perché dispiacersi per le buone intenzioni? (Baal HaSulam. Gli scritti dell’ultima generazione).

La parabola parla del fatto che dobbiamo cambiare il nostro atteggiamento nei confronti di tutte le persone nel mondo; dal disprezzo, dall’odio, dalla distanza e dal rifiuto dobbiamo passare all’amore. Prendersi cura del padre, nella parabola, significa che bisogna avere una cura per il mondo intero pari a quella che abbiamo per le persone più vicine.

Tutti sono a conoscenza del fatto che la Torah comanda “Ama il prossimo tuo come te stesso”, ma fino ad oggi nessuno si è mostrato ansioso di adempiere a questo singolo comandamento, sia nella religione che nella cultura. Tutti pronunciano con fervore parole d’amore e poi infilano un coltello nella schiena del loro vicino. Quindi, una persona non ha vicini. L’unica persona vicina è se stessa.

Domanda: Nella parabola, il padre dice: “Puoi rallegrarti del fatto che hai l’opportunità di mostrare rispetto per tuo padre”. Com’è possibile passare alla gioia improvvisa?

Risposta: Dobbiamo capire la profondità di questa storia. Una persona fa un calcolo: se posso mostrare rispetto a mio padre per acquisire il diritto di entrare nel Giardino dell’Eden (paradiso), allora dovrei farlo e quindi per il tempo in cui mio padre vivrà … gli mostrerò formalmente rispetto, ma non posso cambiare il mio cuore.

O forse posso? Se ogni giorno comincio ad immaginare il paradiso che mi si prepara nell’altro mondo, allora, naturalmente, avrò alcuni sentimenti per il Creatore poiché sto guadagnando questo paradiso con il Suo aiuto.

Ma in ogni caso, questo è un affare molto complicato, anche in senso egoistico, perché il paradiso mi aspetta nel mondo futuro, ma devo fare uno sforzo, devo sacrificarmi in questo mondo. Solo alcuni sono in grado di farlo. Dove sono queste persone che farebbero del bene agli altri per entrare nel paradiso? Mi piacerebbe vederle, essere fra loro e far guadagnare loro il paradiso con il mio aiuto.

Una persona è fatta in modo tale che nessun trucco o persuasione può influenzare il suo egoismo. È molto difficile per lei cambiare il proprio atteggiamento anche nei confronti dei propri genitori, parenti e amici, figuriamoci nei confronti della società, che è formata da persone diverse, che si contrappongono a noi, compresi i propri nemici. Il cambiamento dell’atteggiamento si realizza solo con l’aiuto della scienza della Kabbalah.

Baal HaSulam ha scritto: “Quindi, che differenza fa se hai una buona intenzione?” Quando una persona si pone questa domanda e inizia a capire cosa significhi cambiare atteggiamento, si accorge che non è facile, perché le azioni non hanno valore, ma l’intenzione definisce tutto.

La giusta intenzione è la transizione dal nostro mondo al mondo spirituale; questa è la rivelazione del mondo superiore.

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Dalla trasmissione di KabTV “L’ultima generazione”, 9/10/2017

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La responsabilità reciproca nella società integrale

Domanda: Se immaginiamo una società integrale ed analogica, allora come possono le persone essere diverse l’una dall’altra in base al livello di responsabilità sociale?

Risposta: Un sistema analogico è un sistema comune in cui tutti gli ingressi e le uscite sono interconnessi e sono definiti in modo tale che non vi siano differenze fra essi. Alcune reazioni avvengono e l’intero sistema si stabilizza, raggiungendo un certo stato. Questo è un sistema analogico integrato.

Le persone differiscono in base alle loro abilità date dalla natura: il potere del pensiero e del suo sviluppo, l’interazione reciproca, la personalità e molte altre caratteristiche. Tuttavia, non dovremmo mai dare lezioni o forzare una persona, dovremmo solo innalzarla, gradualmente. È un processo molto lungo.

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Dalla trasmissione di KabTV “L’ultima generazione”, 20/08/2017

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La famiglia e la responsabilità sociale

Domanda: Supponiamo che un giovane voglia mettere su famiglia. È necessario richiamare la sua attenzione sul fatto che, quando sceglierà la sua partner, dovrà essere guidato non dall’attrazione fisica ma dalla responsabilità sociale generale?

Risposta: In primo luogo, non assocerei il piacere fisico alla famiglia; queste sono cose completamente diverse. Abbiamo ancora un atteggiamento sbagliato su questo, che alla fine provoca enormi disagi e non porta niente di buono alla società.

Vediamo che il cibo, il sesso e la famiglia (tre categorie completamente diverse del desiderio in una persona) non sono collegati fra loro. Non confondere l’uno con l’altro. L’amore è amore, il sesso è sesso, il cibo è cibo e la famiglia è famiglia. Non dipendono l’uno dall’altro, o dalla ricchezza, dal potere e dalla conoscenza.

Una persona che vuole avanzare deve capire che la famiglia è una parte naturale della società. Partendo da questo, ha bisogno di sapere come raggiungere l’armonia tra i membri della sua famiglia e con il mondo esterno, in modo che possano essere una cellula integrale e coerente, e così si sentiranno bene.

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Dalla trasmissione di KabTV “L’ultima generazione”, 20/08/2017

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Un muro fortificato

Dr. Michael LaitmanDomanda: Non capisco, cosa posso fare ora a livello personale per fermare il terrorismo?

Risposta: Dobbiamo venire a studiare. Non è possibile spiegare in poche parole l’intera Saggezza della Kabbalah. Tuttavia, la Saggezza della Kabbalah parla solo di come mettere in pratica la legge generale e fondamentale della natura chiamata “E tu amerai il tuo amico come te stesso” (Levitico 19:18). In altri termini, spiega che tutte le parti della natura sono collegate tra loro da relazioni buone e belle che si completano a vicenda, e di come proprio il popolo d’Israele sia responsabile di questa connessione.

Domanda: Supponiamo che io oggi cominci a studiare, gli attentati ad Israele continueranno e la gente sarà ancora uccisa?

Risposta: Non abbiamo un altro mezzo per fermare gli attentati se non quello di imparare come amare gli altri. Nient’altro ci aiuterà e la situazione può solo continuare ad aggravarsi. Non lasceranno nemmeno che ci opponiamo al terrorismo in alcun modo, visto che il mondo intero sarà contro di noi.

La prossima volta questa ondata di terrorismo sarà anche peggiore. Non voglio spaventarvi, ma è necessario capire che la situazione non cambierà in meglio. Non c’è motivo di sperare che i leader delle varie nazioni cambieranno e la nostra situazione potrà migliorare. Questo non aiuterà, poiché tutto dipende solo da noi, com’è scritto: “I cuori dei principi e dei re sono nelle mani del Creatore (Proverbi 21:1)”. Quindi, dobbiamo esaminare come noi, cioè voi ed io, saremo in grado di gestire il mondo.

Domanda: E’ interessante che anno dopo anno appaiono nuovi politici che promettono di risolvere questo problema con vari metodi, ma alla fine, nel migliore dei casi, tutto rimane com’era e, nella maggior parte dei casi, peggiora. Però lei dice che solo lo studio della Saggezza della Kabbalah, ovvero, il metodo della connessione e unione, può aiutare?

Risposta: E’ così che costringeremo tutti gli altri popoli del mondo a rapportarsi al popolo d’Israele. Questo influenzerà i nostri vicini, senza spiegazioni e negoziati, e placherà gli stati d’animo in ogni villaggio arabo o ad Afula, Nazareth, Jaffa e Gerusalemme.

Se vogliamo che si calmino o, meglio ancora, che diventino nostri collaboratori ed amici, possiamo farlo: dobbiamo solo cominciare a studiare la Saggezza della Kabbalah.

Nel libro Shem MiShmuel di Rabbi Shmuel Bornstein da Sochatchov è scritto che “Se Israele ritorna all’unione, allora le forze ostili non avranno possibilità di far loro del male, poiché diventano una sola persona con un solo cuore, sono come un muro fortificato davanti a tutte le forze del male”.

Non si tratta soltanto della forza di unione egoistica che vediamo in questo mondo, come nella Mafia, questa unione ci rende simili alla forza superiore della natura, e in questo modo conquistiamo la capacità di influenzare il mondo intero.

Così garantiamo che tutti si uniscano e siano connessi. Col raggiungimento dell’unione di tutti gli ebrei, senza altre parole, entriamo in quell’ordine naturale che obbliga anche tutti gli altri ad unirsi.

Baal HaSulam scrive che il popolo d’Israele fu creato come collegamento e, nella misura in cui si corregge, trasferisce il suo potere a tutti gli altri popoli del mondo, senza dire una parola. Per poter influenzare il mondo intero in modo positivo è sufficiente unirci tra noi, mentre otteniamo una reazione negativa dal mondo se il nostro popolo rimane separato e non si è unito.
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Dal Programma della radio israeliana 103FM, 11/10/2015

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