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L’asino cavalca su un uomo

Dr. Michael LaitmanStiamo cominciando ad essere delusi dalla scienza moderna. Non importa quante scoperte ha fatto la scienza, fondamentalmente scopriamo che non sono supportate da essa.

La scienza ci ha dato una moltitudine di farmaci, ma d’altro canto, la medicina è diventata un’industria globale che non sempre mette la guarigione dei malati come suo obiettivo.

La scienza ha reso possibile per noi la produzione di abbondanza di cibo, però nonostante tutto, mezzo mondo è malnutrito.

La scienza ha creato un intero esercito di macchine che sono pronte a sostituire una persona in quasi tutti i settori della vita ma milioni di persone miserabili sono forzate a investire ore di lavoro, qualche volte per centesimi, e i disoccupati, per contro, sono lasciati senza tutto e gradualmente abbandonano la vita.

Non stiamo bene. Infatti, tutte le realizzazioni attuali stanno finendo qualche tipo di ciclo storico. E oggi, all’inizio del ventunesimo secolo, sarà chiaro che questo ciclo era solo affinché potessimo scoprire e capire che non è attraverso la scienza, la tecnologia e neanche la filosofia moderna di vita che raggiungiamo una vita buona e di successo.

Non ho nessuna possibilità per una vita buona, e più importante, ci fermiamo a guardare sbigottiti la nostra fine. Però non voglio solo sparire alla fine della mia vita, piuttosto vorrei scoprire la vita eterna per me stesso. Ma no. Il meglio che posso fare ora è quello di essere meno in difficoltà, usando “esche” diverse. Cioè tutte le nostre vite.

Oggi l’umanità sta facendo un po’ di ricerca dell’anima: perché tutto questo è qui, e per quale motivo? E così il tempo è arrivato a rivelare la saggezza della Kabbalah. Dopo tutto, solo la saggezza del sistema comune, e solo questa scienza che parla del piano generale e dei metodi per realizzarla, solo questa saggezza vale veramente la pena. E senza la saggezza della Kabbalah, non troviamo la risposta vera a qualunque domanda.

Lo scrutinio del modo attraverso il quale siamo andati ci porta a questo. Dai tempi di Adamo, 5.774 anni sono passati. La specie umana è esistita per centinaia di migliaia di anni. E qual è il prossimo? Che cosa abbiamo ottenuto con il nostro sviluppo umano? Le persone sono diventate più felici, più sicure? Stiamo vivendo una vita migliore in questo mondo? Sappiamo proprio per quale motivo stiamo vivendo, o esistiamo semplicemente per aggrapparci a questa vita bestiale biologica, in modo che il corpo possa soffrire meno?

Come una persona è miserabile sotto il dominio della sua “bestia”, sotto i suoi bisogni corporali, servendo loro tutto il tempo. Ora l’ho lasciata sdraiata a dormire, adesso le do da mangiare, ora la lavo, e così via. Significa che durante tutta la sua vita egli è preoccupato per la sua “bestia”, la quale nonostante tutto, finalmente morirà.

Stiamo vivendo per questo? Vanno verso questo tutta la nostra saggezza e le risorse personali? È l’Adamo (uomo) in me sta vivendo per questo, per placare la “bestia”?

E così ora, una persona ha l’opportunità di scoprire la saggezza della Kabbalah, e poi egli capirà ciò che ha acquisito.
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Dalla quinta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.08.2014, Gli Scritti di Baal HaSulam

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Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 13

Dal libro Il Segreto Essenziale degli Ebrei, M. Brushtein.

“I Principi Fondamentali della Teoria Integrale”

I ricercatori del passato e presente sono unanimi.

L’essere umano è una creatura che è emersa in un gruppo, si sta sviluppando e si sta evolvendo in un collettivo.

Inoltre, la sua natura sociale è insita anche nella stessa parola “uomo”.

Letteralmente, un uomo è un membro di una tribù o una famiglia.

Allora, gli esseri umani, così come gli animali, sono creature che sono sociali, pubblici, e si può anche dire, collettivi. La domanda è: qual è la differenza fra loro?

In contrasto con il “collettivo animale”, la società umana non rimane ferma. Essa è in costante evoluzione. In quale modo? Un esempio è nei cambiamenti di formazione sociale.

Una formazione socio-economica, con le parole di Marx, è uno stato storicamente determinato nello sviluppo della società umana.

Quale formazione non fu sopportata dall’umanità?! Sotto sono elencate le brevi definizioni di strutture sociali di base e sistemi.

  • La società primitiva comune è una formazione primaria arcaica caratterizzata da proprietà comune dei mezzi di produzione, lavoro collettivo e consumo, e basso livello degli sforzi produttivi.
  • La società schiavista è una formazione caratterizzata da possedimento privato dei mezzi di produzione e produttori diretti; le classi principali della società schiavista sono gli schiavi e i padroni.
  • Il feudalesimo è una formazione socio-economica, che ha sostituito la schiavitù, era basata su un possedimento feudale della terra e lo sfruttamento dei contadini, che erano in uno stato di legame.
  • Il Capitalismo è il tipo di sistema socio-economico che emerse nel tardo Medioevo, ed è adesso prevalente nella maggior parte dei paesi industrializzati. Le caratteristiche comuni del capitalismo sono considerate generalmente possedimento privato dei mezzi di produzione e competizione.
  • Nelle parole di Karl Marx, socialismo è la prima fase di comunismo, un sistema sociale che sostituisce il capitalismo e si basa sul possedimento pubblico dei mezzi di produzione.
  • Il Fascismo (Italiano “fascismo”, dal “fascio” – fascio, mazzo, associazione) è una forma di movimento e dittatura politica, caratterizzata dalla violenza contro le masse tramite un meccanismo politico globale.

Nel corso della storia, l’umanità si è correlata differentemente al cambiamento nell’ambiente sociale. In ogni caso, tanti hanno creduto che gli ebrei potevano avere qualcosa a che fare con esso.

I Romani e il loro impero sembrano non più di una bolla rispetto agli ebrei. Loro (gli ebrei) hanno dato la religione a tre-quarti dell’umanità ed hanno influenzato gli eventi storici in misura maggiore di ogni altra nazione, antica o moderna.

Tuttavia, non importa veramente se gli ebrei hanno influenzato i processi storici o no. Ciò che è più importante è che l’umanità è in continua evoluzione e in evoluzione continua. La domanda è: che cosa ci attende? Abramo era convinto che il punto finale fosse l’unità e un’umanità interdipendente. Prima o poi impareremo se Abramo aveva ragione o no. Comunque, oggi, guardando indietro, vediamo un incremento ovvio di tendenze collettive.

All’inizio, una persona è stata associata solo con la sua famiglia. Poi egli “divenne collegato” con il maestro, poi il signore feudale, il suo paese, e oggi con il mondo intero. Il problema è che questi processi si sono verificati e accadono inconsciamente, sotto l’influenza delle condizioni esterne.
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Per cosa è stato creato l’uomo?

Domanda: Ultimamente, i ricchi danno i loro soldi per il bene della società. Il fatto che ne traggano beneficio è irrilevante. Pensano ancora che costruendo un altro ospedale o una scuola in Africa, potranno portare beneficio alla società. Anche i miei parenti africani che vivono in Europa dicono che questo non aiuterà se non forziamo gli africani a lavorare, ma gli africani non vogliono lavorare.

Risposta: Abbiamo effettivamente impedito loro di farlo. In passato l’Africa è stata utilizzata per produrre ed esportare prodotti diversi, ma il nostro atteggiamento scorretto nei confronti di questo continente ha cambiato tutto.

Domanda: Cosa faranno i sei miliardi di persone su questo pianeta? Inventiamo del lavoro per le persone solo per tenerle occupate. Questo mondo complesso è stato creato affinché una persona si svegli al mattino, cavalchi i mezzi pubblici sovraffollati, raggiunga un ufficio o una fabbrica, esegua azioni meccaniche, torni a casa, e continui quindi a fare questo per il resto della sua vita fino alla morte?

Risposta: Ci siamo trasformati in schiavi. Ma ora la nostra percezione sta cambiando. L’uomo è stato creato per fare un tipo di lavoro completamente diverso – lavorare su se stesso e non lavorare per produrre.

Comprendiamo tutti che l’1% della popolazione è in grado di fornire al resto del mondo, tutto ciò che è necessario per sostenere una vita dignitosa, una casa, una famiglia, l’assistenza sanitaria, e tutto il resto. L’1% al massimo, e presto anche questo sarà sostituito da macchine automatiche e computer che consentiranno di ottenere praticamente tutto.

L’uomo, però, si impegnerà solo nel regolare le due forze della natura, la forza della ricezione e la forza della dazione in cui esistiamo. Dobbiamo sviluppare in noi la forza della dazione accanto alla forza di ricevere e aspirare a bilanciarle.

Implementare il sistema di educazione integrale nelle fabbriche e nelle scuole significa che dopo un paio di lezioni una persona inizierà a capire che il mondo è completamente diverso, che la persona non ha bisogno di essere sotto controllo, di andare a lavorare, lavorare per un giorno intero, tornare a casa, andare a letto, e, poi, ancora e ancora. Egli improvvisamente capirà che questo non è il suo destino e che non aiuterà mai nessuno.

Si scopre che esiste un metodo che ci eleva al livello successivo, e se non lo raggiungiamo al di fuori del nostro libero arbitrio, la natura ci spingerà in questa direzione.
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Da Kab.TV “La Crisi Globale” 19.03.2013

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Un tempo per agire come un solo uomo con un solo cuore

Dr. Michael LaitmanIsraele è in guerra. Non c’è mai stata una guerra simile prima. Per la prima volta, i razzi su Israele coprono quasi tutto il nostro paese. Oggi nel mirino ci sono cinque milioni di israeliani. In precedenza, Israele era divisa in zone climatiche; ma oggi, minuti e secondi sono stati aggiunti a questa divisione. È il tempo assegnato a noi e ai nostri figli per nascondersi dai missili in arrivo.

Stiamo combattendo e combatteremo fino a che vinceremo, ma questa non è la ragione. L’odio motiva il nostro nemico: come possiamo superarlo? Forniamo loro cibo, elettricità, curiamo i loro feriti e scambiamo il corpo dei nostri soldati con centinaia di terroristi vivi. Siamo d’accordo per un cessate il fuoco “umanitario”. E cosa otteniamo in cambio? Solo odio e rabbia.

Se fossero solo i nostri vicini. Che dire dei nemici interni? Riots a Gerusalemme, così come le manifestazioni in Giudea e Samaria della scorsa settimana, sono esempi vividi.

Come risponde il mondo a ciò che sta accadendo? Brasile ed Ecuador stanno ritirando i loro ambasciatori. In Germania, Francia, Inghilterra, Italia e altri paesi si svolgono manifestazioni anti-israeliane. Essi chiedono all’unanimità che usciamo da Gaza. In altre parole, vogliono che noi non interferiamo con Hamas che sta scavando tunnel e spara razzi contro di noi.

Il mondo intero, senza dire una parola, è unito contro di noi, e noi: “Dov’è la nostra unione?”

Quando i missili cadono su Tel Aviv, alcune delle nostre persone vanno in piazza per manifestare contro il nostro combattimento con Hamas. Quando i rivoltosi a Parigi bruciano negozi di ebrei francesi, gli ebrei americani protestano a Manhattan con i cartelli “Boicottate l’Apartheid israeliana”.

LA STORIA SI RIPETE

La storia si ripete in un modo orribile. Coloro che odiano gli ebrei sono uniti tra di loro, e gli ebrei sono o passivi, o al contrario, mostrano esempi di indifferenza autodistruttiva.

Prima che incombesse l’Olocausto, il kabbalista eminente del 20° secolo, Baal HaSulam, chiese al popolo ebraico, anche pregando, di unirsi, ma nessuno lo ascoltò. Ecco ciò che scrisse nell’editoriale del primo e, allo stesso tempo, ultimo numero di HaUma (La Nazione), pubblicato il 5 giugno 1940:

Se non speriamo in un miracolo, diventa chiaro che la nostra esistenza, sia individualmente che come nazione, è in bilico tra la vita e la morte.

Se perdiamo tempo e non ci eleviamo insieme come un solo uomo al fine di applicare un enorme sforzo necessario nell’ora del pericolo, salvando per noi la restante parte di Israele, allora gli eventi che stanno accadendo ora, dilagheranno, dato che la situazione si svolge secondo la volontà dei nostri nemici, che intendono ripulire noi dalla faccia della Terra.

È anche chiaro che gli enormi sforzi sul sentiero che si trova davanti a noi e che contiene ostacoli abbondanti, richiederanno unione, fermezza e che siamo indistruttibili come l’acciaio, in ogni parte del nostro popolo, senza eccezione.

COME UNIRCI

Purtroppo, pochi sanno che la Kabbalah è principalmente un metodo di unione. Nel corso della storia, i Kabbalisti univano le persone, ma c’erano sempre delle forze esterne e molto spesso, delle forze interne che lo impedivano. Quando tra la nazione prevaleva l’idea di unione, essa vinceva, e quando la nazione era lacerata da contraddizioni interne, i suoi nemici la sconfiggevano.

Oggi, i Kabbalisti devono nuovamente compiere ogni sforzo per unire il popolo di Israele, e l’occasione migliore per sperimentare la vera potenza di unione sono i cerchi di discussione che si svolgono in tutto il paese.

Con l’aiuto del metodo kabbalistico di unione, è possibile superare ogni barriera: mentalità, origine, età, opinioni politiche o qualsiasi altra cosa. Gli sforzi comuni possono superare il rigetto, il disaccordo e l’incomprensione. Siamo tutti diversi, ma possiamo diventare “come un solo uomo con un solo cuore!”

Il nostro sito web: http://www.kabbalah.it/
Il nostro telefono: 1-700-509-209 [Israele]
Per un Sì e per un No – Free Canale 66 [Israele]
Da Domenica a Lunedi – 18:00-20:00: relazioni speciali dedicate all’operazione “Pietra Indistruttibile”
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Il 33% degli Americani non accetta La Teoria dell’Evoluzione

Dr. Michael LaitmanNelle Notizie (da Pew Research): “In base ad una nuova analisi del Pew Research Centre, sei americani su dieci (60%) dicono che “gli esseri umani e gli altri esseri viventi si sono evoluti nel tempo”, mentre un terzo (33%) rifiuta l’idea dell’evoluzione, dicendo che ‘gli esseri umani e gli altri esseri viventi esistono nella loro attuale forma dall’inizio dei tempi’. La parte delle persone che pensano che gli esseri umani si sono evoluti nel tempo è la stessa del 2009, quando il Pew Research fece questa domanda l’ultima volta.

“Circa la metà di coloro che dicono di credere nell’evoluzione umana sostengono che l’evoluzione sia ‘dovuta a dei processi naturali come la selezione naturale’ (32% della popolazione americana complessiva). Ma molti americani credono che Dio o un essere supremo abbia giocato un ruolo nel processo dell’evoluzione. A dire il vero, approssimativamente un quarto degli adulti (24%) dicono che ‘un essere supremo abbia guidato l’evoluzione delle specie viventi con lo scopo della creazione degli umani e di altre vite nella forma che esiste oggi’[...]

“Ci sono anche considerevoli differenze nelle aggregazioni politiche sulle credenze dell’evoluzione, e la frattura tra i Repubblicani ed i Democratici è cresciuta. Nel 2009, il 54% dei Repubblicani ed il 64% dei Democratici hanno detto che gli esseri umani si sono evoluti nel tempo, la differenza è di 10 punti percentuali. Oggi, il 43% dei Repubblicani ed il 67% dei Democratici dicono che gli umani si sono evoluti, 24 punti di distacco”.

Il mio commento: La Kabbalah parla dell’evoluzione sotto l’influenza del progetto della creazione. Gli esseri creati si sviluppano dal livello inanimato a quello vegetativo, e poi al livello animato. Il livello dell’essere umano non è quello con il quale abbiamo familiarità nel nostro mondo. La nostra posizione più elevata non è quella di un animale intelligente, ma è caratterizzata dal nostro sviluppo nella somiglianza al Creatore.

Di questo se ne è parlato migliaia di anni prima di Darwin, a cominciare con le prime fonti kabbalistiche, come il Libro dello Zohar, gli Scritti dell’Ari, ed altre. Secondo la Kabbalah, l’evoluzione è sviluppo, ma avviene sotto l’influenza della Forza Superiore, la Luce.
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Uno Studio mostra che le coppie senza figli sono più felici

Dr. Michael LaitmanNotizie (dal The Telegraph): “Uno studio condotto da un centro Studi Universitari ha scoperto che quando alle persone ha stato chiesto di misurare la qualità delle loro relazioni, le persone senza figli hanno dimostrato di essere nel complesso più felici.

“Per secoli, avere dei figli è stato considerato da molti come la fonte principale di appagamento che dà un senso alla vita.

“Tuttavia, secondo uno dei più grandi studi che sia mai stato condotto in Gran Bretagna sul tema delle relazioni, le coppie senza figli hanno dei matrimoni più felici.

“Il progetto ha scoperto che le persone senza figli sono più soddisfatte delle loro relazioni e più portate a sentirsi apprezzate dai loro partner delle coppie con figli.

“Lo studio del Centro di Ricerca Universitaria, ha previsto interviste e sondaggi su più di 5000 persone di tutte le età, status e orientamento sessuale.

“Quando alle persone è stato chiesto di misurare la qualità delle loro relazioni, le persone senza figli hanno dimostrato di essere nel complesso più felici.

“Sia per gli uomini che per le donne, coloro che sono senza figli hanno valutato la qualità dei loro rapporti in modo migliore di coloro che ne hanno. Essi hanno anche dichiarato di fare significativamente di più per ‘mantenere’ i loro rapporti, come prendersi del tempo per uscire insieme e parlare, rispetto a coloro che hanno figli.

“Tuttavia, quando è stato chiesto di misurare la felicità della loro vita in generale, c’è stata una divisione per sesso. Le madri sono nel complesso più felici rispetto ad ogni altro gruppo, mentre le donne senza figli sono le meno felici. Al contrario, gli uomini con figli hanno dimostrato di essere leggermente meno felici di coloro che non hanno figli.”

Il mio commento: Mai prima d’ora le persone hanno preso in considerazione la necessità del matrimonio e della procreazione. Queste faccende sono sempre state date per scontate. L’aumento dell’egoismo ha fatto scattare un atteggiamento critico verso l’istituto della famiglia, del matrimonio e della procreazione. Ora siamo in un periodo di transizione e non è possibile risolvere nulla.

Ma presto ci rimetteremo in sesto e prenderemo le necessarie decisioni, mentre i colpi della vita ci costringeranno ad elevarci al di sopra del nostro egoismo, ad iniziare a guardare al di sopra di esso, e dentro il significato della nostra esistenza.

Naturalmente, per il genere di esistenza che facciamo oggi, non ne vale veramente la pena vivere. Ma vale la pena vivere per il bene della rivelazione del Creatore e della vita eterna che è perfetta, anche nella vita che stiamo vivendo adesso.
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La scienza della felicità

Dr. Michael LaitmanOpinione (Karlheinz Ruckriegel, ricercatore sulla felicità presso la Georg-Simon-Ohm Hochschule, Università di Arti Applicate di Norimberga): “Laddove le persone passano attraverso la lotta quotidiana per sopravvivenza, è improbabile che siano pienamente soddisfatte della loro vita. Esse hanno una relazione diretta tra reddito e soddisfazione. Dicono che la felicità non è nel denaro, ma nella sua quantità.

“Tuttavia, a partire dal PIL pro capite di 10 mila dollari l’anno, questa dipendenza si indebolisce e dopo i 20.000 si perde completamente. In precedenza, i lavoratori semplicemente lavoravano duramente dall’inizio alla fine della loro vita, per essere pagati e non chiedevano nient’altro.

“Oggi, ciò che è importante è la realizzazione di sé, di essere impegnati in questioni interessanti. Nel lavoro, le persone cercano il successo, l’amicizia, il riconoscimento, progetti sul futuro e opportunità per rivelare il loro talento. In generale, il prodotto interno lordo non è un indicatore di soddisfazione del pubblico.

“Maggiore è la disuguaglianza sociale, meno felici sono i cittadini. Ciò è particolarmente evidente quando già dalla nascita, le persone hanno possibilità non eque, e durante tutto il corso della vita, non possono cambiare questa situazione. Questo riguarda entrambi gli indicatori oggettivi, quali l’aspettativa di vita e la salute.

“Il livello di benessere viene determinato mediante i contatti sociali, la partecipazione attiva alla vita pubblica, al lavoro che porta soddisfazione, la beneficienza, la salute e la libertà interiore.

“Le tesi sulla scienza della felicità non sono più controverse, ma scientificamente provate.”

Il mio commento: Il nostro egoismo è in crescita e quindi richiede maggiore soddisfazione qualitativa. Così oggi più che mai, le persone stanno studiando molto seriamente le fonti della felicità.
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Benvenuto al riconoscimento del male

Dr. Micahel LaitmanNelle notizie (da Vzglyad): “L’internet come strumento e ambiente crea un tipo speciale di persona moderna e incide sul suo atteggiamento. L’internet come mezzo ha una matrice intrinseca di valori. La gente non lo sa, ma entrando in questa matrice, cominciano automaticamente ad agire di conseguenza ai suoi principi.

“Il motore del cambiamento è la sfera d’informazione, i media e le varie forme di connessioni sociali. Alcuni di loro sono legati alle istituzioni di supervisione transnazionali che utilizzano la rete come giocatori professionisti. Una massa di partecipanti ordinari è coinvolta nel processo altruistico e proattivo.

“Le classi predominanti e la popolazione, che sono coinvolti nel vortice del cambiamento alla globalizzazione, non hanno ancora capito che questo paradigma mondiale sta portando disastri al mondo.

Le operazioni Cyber e le aggressioni con informazioni psicologiche sono soltanto alcuni elementi del confronto ideologico, in cui gli obiettivi non sono solo i paesi, ma anche le civiltà.

“Il predominio della formula dell’unica verità’ crea un effetto di ‘massa critica di menzogne nello spazio’ che indebolisce la capacità di distinguere tra ‘il vostro’ e quello di ‘qualcun altro’.

“Inoltre, il ‘dogma universale’ è solo parzialmente riconosciuto come un’invasione nel proprio mondo (per esempio, l’idea del matrimonio gay nei paesi ortodossi e musulmani), mentre gli altri elementi dello stesso dogma incontrano una risposta positiva perché essi corrispondono ai propri valori (libertà di espressione, eguaglianza, salute, comfort).

“La cosa più importante è che l’internetizazione e le reti cambiano non solo gli stereotipi dei consumatori, ma anche lo stesso corso di formazione e di sviluppo delle persone.

“Le strutture di rete dovrebbero sostituire i grandi stati nazionali perchè uniscono le persone da grandi propositi – le persone dovrebbero essere suddivise in un numero massimo di piccoli gruppi secondo una serie di criteri.

“E’ necessario che le persone si definiscono non come parti di un tutto più grande, ma come un residente del suo distretto – a cui viene dato il senso di una piccola comunità. Allo stesso tempo, egli può sentire un po’ l’appartenenza a qualcosa di planetario, sia che si parli dell’ecologia o della lotta per i diritti umani. Ma questo schema non ha posto per l’auto-determinazione in uno stato nazionale.

“E’ difficile trovare l’autodeterminazione in un impero; richiede ampiamente, non l’universale’, ma un unico significato della civiltà. Un piccolo gruppo si può unire sulla base di almeno alcuni interessi a breve termine”.

Il mio commento: Come in tutte le azioni umane, le reti funzionano a scapito dell’essere umano, ma con questo loro rivelano il nostro egoismo, la nostra natura come il male assoluto, da cui è necessario sbarazzarci. Pertanto, la Kabbalah accoglie tutto ciò che accelera il processo di riconoscimento del male e ci porta alla correzione del male in bene. Questa azione può essere eseguita solo utilizzando la scienza della Kabbalah.
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Dr. Michael LaitmanNelle notizie (da Global Research): “Stiamo vivendo in una tensione cronica e, nelle parti ricche del mondo, in un’epoca disperatamente auto-indulgente. La pubblicità insegna che il riempimento viene dal consumo compulsivo. I mezzi di informazione banalizzano la storia e trasformano gli eventi attuali in una competizione di spettacoli e culto della personalità. Dediti ai capricci e ai sistemi veloci, spaventati dal futuro e tagliando il legame con il passato, milioni di persone scappano nella fantasia e cercano un significato nelle realtà pre-digerite.

“Il narcisismo sociale ha raggiunto il livello dell’epidemia. Il capitalismo ha trasformato la promozione di sé in un settore in crescita, con un successo che spesso si appoggia sulla capacità di proiettare un ‘personaggio vincente’ che spesso è una falsa immagine. L’implacabile auto-promozione, sia dai demagoghi conservatori che dai loro omologhi liberali, ingrana perfettamente con una idealizzazione delle persone potenti che rappresentano ciò che il narcisista cerca.

“L’abdicazione dalle responsabilità a varie burocrazie ha nel frattempo promosso tratti caratteriali compatibili con una cultura corrotta, e questo a sua volta ha accelerato gli eccessi del capitalismo corporativo. Il risultato è una sorta di nevrosi di massa. Immagini di un ‘buono’ genitore e uno ‘cattivo’, oggetti d’amore o di odio, si formano precocemente, vengono interiorizzati, e diventano parte dell’immagine di sé dei bambini. Ma piuttosto che fondersi in un super-ego che contiene anche i valori sociali e la fiducia in se stessi, queste prime immagini spesso si fondono in un rigido, castigato super-ego.

“Il decadimento delle vecchie tradizioni di auto-aiuto erose nella loro competenza in un settore dopo l’altro, ha lasciato l’individuo dipendente dallo stato, aziende e altre strutture burocratiche. Il narcisismo è la dimensione psicologica di questa dipendenza. La cultura popolare si nutre di fantasie narcisistiche, favorendo deliri di onnipotenza, rafforzando allo stesso tempo i sentimenti di dipendenza e le emozioni fortemente scoraggianti.”

Il mio commento: Sovrasviluppare l’goismo è incurabile. Esso continuerà le sue mutazioni e ci porterà a completare la degenerazione culturale. L’unico ostacolo nel suo percorso sarà una continua educazione integrale.
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I giovani sentono di non avere nulla per cui vivere

Dr. Michael LaitmanNelle notizie (da BBC News): “Più di tre quarti di un milione di giovani nel Regno Unito sentono che non hanno nulla per cui vivere, afferma uno studio fatto per la Prince’s Trust charity.

La relazione ha rilevato che il 9% di tutti gli intervistati concordano con l’affermazione: “Non ho nulla per cui vivere” e dice che se il 9% di tutti i giovani sente la stessa cosa, questo equivale a circa 751.230 giovani che hanno la sensazione di non avere nulla per cui vivere. [...]

“La ricerca ha trovato che ai giovani disoccupati di lunga durata hanno più del doppio delle probabilità dei loro coetanei di esserli stati prescritti anti-depressivi.

“Uno su tre (32%) aveva pensato al suicidio, mentre uno su quattro (24%) aveva danneggiato se stesso.

La relazione ha rilevato che il 40% dei giovani disoccupati aveva affrontato i sintomi della malattia mentale, inclusi i pensieri suicidi, sentimenti di disgusto di sé e attacchi di panico, come conseguenza diretta della disoccupazione.

“Tre quarti dei giovani disoccupati di lunga durata (72%) non hanno qualcuno con cui confidarsi, afferma lo studio.

“Martina Milburn, amministratore delegato della Prince’s Trust charity, ha dichiarato: ‘La disoccupazione è già dimostrato che provochi devastanti e duraturi problemi di salute mentale tra i giovani.’ Migliaia si svegliano ogni giorno credendo che la vita non valga la pena viverla, dopo aver lottato per anni in coda al sussidio di disoccupazione.”

Il mio commento: Non è sufficiente fornire alla persona le cose basilari per le esigenze fondamentali della vita. La gente deve vedere qualche significato, dovere, comunicazione, e alcuni risultati nella loro vita. Pertanto, portando le persone in gruppi e lavorando sulla loro aspirazione per un grande scopo darà loro un incentivo e la salita al di sopra dell’umanità di oggi e li trasformerà in docenti, istruttori e organizzatori dell’educazione integrale, che è la professione più necessaria nel mondo.
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