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Scopriamo lo scopo della nostra vita

Domanda: Le persone credono di avere il diritto al piacere e non pensano mai che possa succeder loro qualcosa.

Ad esempio, se una persona acquista un biglietto per la lotteria, spera di vincere anche se le probabilità sono una su un milione. Ma è molto più probabile che venga investito da un’auto quando esce in strada, eppure non ci pensa. Perché accade questo?

Risposta: Una persona pensa solo alle cose che vuole. Pertanto, non pensa al giorno della propria morte. Piuttosto pensa a come ottenere qualcosa per il domani.

Domanda: Poiché la natura ci ha sviluppato in questo modo, come possiamo comportarci?

Risposta: Ciò che è bene e male viene valutato rispetto al risultato, a come finirà la tua vita. E l’obiettivo della nostra vita è raggiungere il più alto livello di esistenza, che è definito come eterno e infinito.

In relazione a questo risultato, devi attraversare il confine tra la vita e la morte.

Domanda: Il fatto che siamo così vulnerabili e trascuriamo la realtà del fatto che qualcosa possa accaderci, ci spinge verso l’obiettivo?

Risposta: Questo è esattamente ciò che ci fa avanzare affinché arriviamo alla consapevolezza della necessità di capire per cosa viviamo.

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Dalla trasmissione di KabTV “L’era del post Coronavirus”, 23/04/2020

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Da cosa deriva la ricerca del Bore’?

Domanda: Da cosa deriva il bisogno di vedere il buono che fa il bene?

Risposta: La ricerca del Bore’ si manifesta in noi quando vogliamo sentire lo scopo della nostra vita: per cosa sto vivendo? Perché tutto questo mi viene dato? Qual è lo scopo di questo mondo? L’uomo si sviluppa per secoli e prima o poi raggiunge lo stato in cui si pone questa domanda.

Eppure il mondo non gli risponde, ma al contrario gli mostra la sua indifferenza e la sua mancanza di senso. Così l’essere umano non sa cosa fare, e raggiunge lo stato in cui cerca rifugio nella droga oppure pone fine alla propria vita perché non c’è per lui alcuna ragione per vivere.

E’ effettivamente in questa generazione che la saggezza della Kabbalah viene rivelata, perché spiega alle persone il significato della vita.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 1/12/2019

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Di cosa ha bisogno il punto nel cuore?

Domanda: Come cresce l’anima umana?

Risposta: La prima manifestazione dell’anima arriva quando l’uomo comincia a sentire di avere il desiderio di imparare il significato della vita, ovvero si pone le domande: perché mi accade tutto questo? Per quale motivo? Come? Queste domande non ci danno riposo e le sentiamo pressanti su di noi, ognuno in base alla forza della propria anima. Sebbene all’inizio l’uomo pensi che sia qualcosa di molto piccolo e insignificante, di fatto non lo è.

Domanda: Noi parliamo sempre di “anima”. Come dobbiamo definire questo concetto?

Risposta: Sfortunatamente l’uomo non comprende cos’è. Egli non comprende cos’è il significato della vita.

La questione del significato della vita, in linea di principio, suggerisce che nella vita non ci sia un significato. Dopo tutto, se ci fosse, potresti vederlo nell’aspirazione della gente di diventare qualcuno: uno vuole diventare un disegnatore, l’altro un poeta, il terzo qualcos’altro. Non lottano per questo allo scopo di guadagnare solo un pezzo di pane, ma allo scopo di trovare se stessi almeno in qualcosa.

E quando l’uomo sente di non riuscire a trovare se stesso in alcuna cosa, realizza che tutto è vuoto, comincia a comprendere che il significato non si trova in questo mondo, ma al di fuori di esso, al di sopra di esso. Se esso lo attrae realmente, allora egli comincia una ricerca seria.

Ai nostri tempi questo è possibile. Anche io ho cominciato così. Mi ci sono voluti molti anni, finché ho trovato il dove e il come: una dozzina di anni prima di partire per Israele e poi pochi anni dopo il mio arrivo in Israele. Tutto sommato ci vuole del tempo.

Ogni persona ha un punto nel cuore. In un modo o nell’altro esso comunque si risveglierà. La domanda è quando. Oggigiorno, si sta manifestando chiaramente, velocemente e in molte persone. Nel passato si è manifestato nelle persone speciali ogni decina di anni o anche centinaia di anni.

Domanda: In passato non ci sono stati gruppi grandi come Bnei Baruch?

Risposta: Certo che no. Guarda com’è grande il nostro gruppo e come si è diffuso nel mondo. Questo è un movimento molto serio, mai esistito prima ed è apparso solo adesso. Io non me l’aspettavo.

Quando ho cominciato a studiare la Kabbalah, nessuno la studiava seriamente. C’erano molti anziani, giusto due o tre persone, tutto qui. Ho frequentato le loro lezioni, ma mi accorsi che da loro non avrei ricevuto nulla. Essi leggevano solo le fonti, mentre io avevo bisogno di spiegazioni serie con risposte alle domande che sorgevano dentro di me.

Dopo tutto, il punto nel cuore richiede sviluppo e, tuttavia, ad ogni dato momento, dobbiamo sentire cosa richiede e se possiamo rispondere alle sue richieste. La cosa principale è dirigerlo correttamente perché si trova in un ambiente egoistico, come dentro una bolla fatta di amor proprio. Ma dentro, questo punto, è totalmente altruistico.

La questione è come, attraverso l’egoismo, orientare un’influenza altruistica su di esso in modo che possa dargli nutrimento e possa cominciare a germogliare.

Domanda: Come un frutto in una buccia?

Risposta: Io lo paragonerei piuttosto al grano nel letame. Ed è così. L’uomo deve curiosare in questo letame allo scopo di estrarre il grano e quindi crescere egli stesso. È abbastanza complicato.

Ma ai nostri tempi ogni cosa è già rivelata. Abbiamo preparato un vasto archivio con materiale di vario genere, quindi abbiamo bisogno di continuare a divulgare.

Sono molto felice di contribuire con lezioni e conferenze per i nostri giovani amici. Abbiamo bisogno di essere certi che essi prendano possesso del nostro archivio e ci dicano come migliorarlo affinché sia comodo, comprensibile e facile per chiunque voglia arrivare a noi.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 09/02/2020

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Domanda: Perché a scuola non ci viene insegnato qual è il senso della vita?

Risposta: Ma cosa possono rispondere gli insegnanti a questa domanda?

Nota: Nelle scuole religiose, ad esempio, gli insegnanti risponderebbero che il significato della vita è nella rivelazione del Creatore.

Il mio commento: In effetti, i religiosi dicono esattamente questo. Pertanto, oggi molte persone tornano ad interessarsi alle religioni dove trovano un po’ di conforto mistico, che in qualche modo risponde a questa domanda.

Nota: I laici direbbero che il senso della vita sta nel creare una bella famiglia, nell’amore.

Il mio commento: Questo non è l’obiettivo finale. Tutto finisce. Persino gli psicologi e i fisiologi affermano che tutte le relazioni scompaiono nel giro di pochi anni.

Le persone rimangono insieme solo per non far soffrire i figli e perché hanno delle proprietà in comune. In linea di principio, non rimangono particolari sentimenti reciproci, solo responsabilità reciproche.

Domanda: Significa che l’amore e la famiglia non possono essere lo scopo della vita?

Risposta: No. Molti psicologi hanno scritto in merito a questo. Qualsiasi buona relazione tra un uomo e una donna non dura più di due anni e mezzo, tre al massimo. Dopodiché, perdiamo entusiasmo. Siamo fatti così. Tuttavia, ci sono i bambini e la casa comprata assieme per i quali vale la pena continuare a vivere insieme.

Domanda: Ma il significato della vita non è uguale per tutti…ognuno ha il proprio.

Risposta: Quello che tu intendi non è il significato della vita ma qualunque cosa una persona usi per ostacolare se stessa. Ad esempio, gli scienziati ritengono che sia necessario perseguire la scienza, per i creativi c’è solo l’arte. Alcune persone pensano che dovremmo crescere i nostri figli in modo che siano più felici di noi, e così via.

Cioè, ogni persona trova un senso della vita che la calma e le dà un senso di esistenza. In realtà, è solo una “pillola calmante” e niente di più.

Per rivelare veramente il significato della vita, la persona deve fare molte ricerche interiori, scavare dentro di sé, fino a quando non trova la saggezza della Kabbalah e inizia a esplorare davvero il significato della vita con il suo aiuto. Il significato è nel comprendere la radice, la fonte della vita. Solo lì troverà la risposta a questa domanda.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 14/01/2019

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Nota: Oggigiorno l’aspettativa di vita è quadruplicata. 3.500 anni fa, l’aspettativa di vita media, nell’antico Egitto, era di 22 anni.

Il mio commento: Oggi a quell’età non possiamo neppure comprendere la vita. A 22 anni la vita non è ancora iniziata.

Domanda: A quel tempo, il 15-20% della popolazione moriva in modo innaturale perché venivano costantemente intraprese nuove guerre. Ai nostri tempi, ovviamente, la vita è migliorata. Tuttavia, d’altra parte, metà della popolazione mondiale prende antidepressivi. Tutto ciò è causato nelle persone dalla natura?

Risposta: Sì, dalla nostra natura, che ci guida verso l’obiettivo. Cioè, hai tutto tranne la cosa principale… sapere per quale motivo vivi.

Nei tempi antichi, una persona di vent’anni forse non pensava neppure a quale fosse lo scopo della sua vita. Ma quando vivi 80 anni, allora hai già un problema, perché per metà della tua vita pensi: “Presto morirò, e per cosa ho vissuto? Qual è il punto?” È peggio della morte.

Nota: Anche il fatto che tutto finisca solleva la questione di quale sia il significato nella vita se tutto finisce?

Il mio commento: Abbiamo quindi bisogno di droghe per non pensarci, e questo è ciò che l’umanità ha inventato.

Domanda: I farmaci sono ora legalizzati in tutto il mondo. Pensi che non sia casuale?

Risposta: Certo, non è casuale! Le persone non vogliono pensare alla propria fine, ma poiché questi pensieri non ci abbandonano mai, vogliamo in qualche modo riempire questo vuoto.

Domanda: Significa che il Creatore ci dà la sofferenza da una parte, ma dall’altra parte, permette le droghe per usarle?

Risposta: Certo. Spetta a noi capire che neanche questa è una soluzione. Non è una soluzione.

Domanda: Quindi le droghe non ci aiuteranno a dimenticare la domanda interiore sul significato della vita?

Risposta: In nessun modo.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 14/01/2019

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Spingere verso la rivelazione dello scopo della creazione

Domanda: Il significato della vita, dal punto di vista della Kabbalah, è la rivelazione del Creatore all’interno di una persona proprio quando essa esiste in questo mondo, in questo corpo, cioè quando conduce una normale vita umana?

Risposta:

Domanda: Questo viene sentito come un grande piacere? Dopotutto, è scritto in tutte le fonti kabbalistiche che lo scopo della creazione è di portare piacere agli esseri creati.

Risposta: Si, ma portare piacere attraverso cosa? Attraverso la rivelazione del Creatore.

Domanda: Quindi, significa che il Creatore, la natura, inizialmente ci sviluppa in modo da portarci dai piaceri di base superficiali ai piaceri sociali?

Risposta: Tuttavia, muovendosi dai piccoli piaceri ai più grandi, una persona attraversa la sofferenza.

Domanda: E’ la sofferenza che diventa una spinta verso la rivelazione dello scopo della creazione?

Risposta: Sì. Il sentimento di mancanza che ha…il bisogno di rivelare di più, di capire di più e di sentire di più, la spinge in avanti.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 14/01/2019

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Domanda: Il Creatore ci sta costringendo a raggiungerLo?

Risposta: Certo. Anche se io voglio presumibilmente rivelare il Creatore, questo non esclude che anche Lui mi stia forzando a farlo.

Ma perché ho bisogno di questo? All’improvviso, nel bel mezzo della mia vita, io comincio a voler rivelare il Creatore. È strano. Di solito, una persona vuole fare qualcosa nel nostro mondo, solo per se stessa, per pianificare tutto normalmente solo per se stessa. Questo è il nostro solito egoismo animalesco.

Tuttavia, improvvisamente l’egoismo inizia a richiedere qualcosa di innaturale: il raggiungimento della forza superiore. Vediamo che questo desiderio per il Creatore si risveglia in un piccolo numero di persone. Non sono nemmeno il 10-20% della popolazione mondiale che si sta svegliando…letteralmente una manciata.

Pertanto, queste persone che sentono il desiderio di rivelare il Creatore sentono di essere in qualche modo speciali, anche se non è chiaro se sia per il meglio o per il peggio. Esse perdono un po’ il gusto della vita, c’è una rivalutazione dei valori e non sanno cosa fare di se stesse.

Se a questo punto viene loro rivelata la scienza della Kabbalah, diventa come se fosse un’ancora di salvezza per le persone che stanno annegando; esse possono afferrarla e gradualmente iniziare a rivelare in se stesse, dove e cosa sono e dove sia questo obiettivo incomprensibile, nascosto, seducente e allo stesso tempo irraggiungibile.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 26/01/2020

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La vita secondo una nuova sceneggiatura – 2′ Parte

La vita è una sceneggiatura che posso riscrivere di nuovo e iniziare così a controllare la mia vita. Alla fine, una persona si stanca del film di cui qualcuno l’ha costretta a diventare il personaggio principale. Questa è la vita di qualcun altro e voglio vivere la mia vita.

Mi rendo quindi conto che tutto ciò che mi circonda non è mio, che sono sotto l’influenza di migliaia di forze provenienti da diverse fonti, ed esse giocano con me come con una palla, calciandomi e lanciandomi da un posto all’altro.

La domanda è: Come posso interrompere questo film? Ho bisogno di una forza che sia al di sopra degli attori che giocano con me nella mia vita. Voglio elevarmi al di sopra della mia esistenza, al di sopra del lavoro, della famiglia, della casa e pianificare la mia vita da solo. Dopotutto, non sappiamo come la sceneggiatura proseguirà nell’attimo successivo e quali nuovi personaggi appariranno in essa.

Non conosco la sceneggiatura della mia vita. Per conoscerla, ho bisogno di salire al di sopra di me stesso e conoscere il piano superiore. Quindi capirò come giocarci, a cosa serve e qual è lo scopo di questo film.

Tutti vogliono ricevere buone sensazioni dalla vita; altrimenti, perché ne abbiamo bisogno, la sua fine è chiara… Eppure, mentre la vita non è ancora finita, voglio viverla in base ad una buona sceneggiatura. Per fare questo, ho bisogno di connettermi con le forze che controllano la mia vita e la saggezza della Kabbalah mi insegnerà come farlo.

Non importa quante volte riscrivo la sceneggiatura secondo la mia volontà perché scoprirò che mi fa male. Se voglio davvero scrivere un programma per il mio futuro, devo studiare e imparare ciò che è meglio per me e come cambiare la sceneggiatura cattiva in una buona. Quando capirò davvero ciò che è buono, scoprirò che ho l’opportunità di girare questo film e di esserne il personaggio principale e il regista.

Dopotutto, una persona di solito non capisce cosa è buono per lei. Vediamo che le forze che controllano la nostra vita ci coinvolgono in film così terribili che non vogliamo guardare. Ma possiamo cambiare questo film in un altro se sappiamo cosa vogliamo veramente. Ricevendo questa conoscenza, avremo la possibilità di apportare modifiche.

L’intero sviluppo di una persona in questa vita è progettato per guidarci alla comprensione di ciò che è veramente buono per noi. Non appena capiamo questo, possiamo immediatamente iniziare a viverci. Questo perché il buon film è già pronto! Semplicemente non lo vogliamo, lo rifiutiamo a causa della nostra miopia.
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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1167”, 22/10/2019

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La natura ci dà la possibilità di uscire da noi stessi e di immedesimarci nella trama di un libro o di un film. Le serie TV senza fine e le maratone dei film sono la dipendenza principale dei nostri tempi, e coinvolgono sia le generazioni più anziane che quelle più giovani.

Il sogno di noi tutti è quello di tornare a casa, sederci in poltrona, abbassare le luci, accendere la TV e perderci in una nuova serie televisiva.

Netflix, che consente di guardare film su qualsiasi dispositivo dotato di schermo (TV, telefono e computer), ha 140 milioni di abbonati. Le persone trascorrono ore ed ore sedute davanti a uno schermo a guardare una serie dopo l’altra.

Questo le proietta in una realtà diversa, perché esse desiderano prendere le distanze dalla vita di tutti i giorni per iniziare a vivere in un film. Vogliono cambiare il film in cui la vita le costringe a diventare “il protagonista”, con un altro nel quale possono solo essere figuranti, seduti tranquillamente su comode sedie. Come sarebbe bello vivere la vita come in un film.

Un giorno, a qualcuno verrà l’idea di sbarazzarsi completamente degli schermi attaccando un filo direttamente alle nostre teste, trasmettendoci poi il film delle nostre vite. In quel caso potremmo persino diventare il personaggio principale del film, perché lì potremmo immaginarci in diverse situazioni. Ma noi ora siamo in un film, senza saperlo. E come possiamo sapere che questo è un film o no? In realtà, questo non ha importanza per noi; l’importante è sentirci bene, o almeno non soffrire.

La natura ha sviluppato in noi la capacità di uscire dalla nostra vita e di entrare in empatia con la trama di un film o di un libro, con i suoi personaggi, in modo da sapere che viviamo in un film. Tutta la nostra vita viene interpretata come un film, che possiamo cambiare.

Possiamo elevarci al di sopra della persona fisica che sta guardando il film, sino al livello delle forze che lo proiettano; possiamo intervenire in loro e cambiare il nostro film, cioè la nostra vita. Possiamo diventare il protagonista di qualsiasi film vogliamo, cambiando i nostri stati, inclusi la vita e la morte.

La capacità di entrare in empatia con i film ci è data in modo che possiamo creare un nuovo film per noi stessi dove noi saremo “il regista”. Dopotutto, quanto rimpiangiamo i film in cui abbiamo vissuto in passato, quanto vorremmo cambiarlo ma pensiamo che sia impossibile. Ma è possibile cambiare il passato, mettere in pausa questo film, riavvolgerlo nel momento giusto e ricominciare in modo diverso.

Diverremo di nuovo bambini spensierati che hanno appena iniziato a vivere la propria vita. Ma cosa ci piacerebbe cambiare nella nostra vita? Questa è la domanda. Non ci sarà permesso di cambiare nulla fino a quando non saremo in grado di scrivere una nuova sceneggiatura più corretta di quella precedente. Quindi saremo anche in grado di migliorarla.

Dopo aver vissuto il film con l’esperienza accumulata, vedremo di nuovo il modo in cui possiamo migliorarlo e ricominceremo a un livello più maturo e serio, cercando di realizzare noi stessi in modo da non avere rimpianti alla fine del film, prima di morire. Quindi capiremo che il film non finisce e anche come potremmo farlo continuare per sempre.

La saggezza della Kabbalah consente ad ognuno di noi di sviluppare la capacità di trasmettere la sceneggiatura della propria vita, tenendo tutto sotto controllo. Impareremo ad accettare la nostra vita nella forma corretta, non ci pentiremo di nessun momento e non vorremo tornare e correggerlo.

La vita che vivremo sarà corretta, cordiale, piena di significato e non ne rimpiangeremo un solo momento. Quindi, dopo tutti questi calcoli, scopriremo che non siamo stati noi a fare tutto questo, ma la forza che proietta questo film, e tutti i problemi che abbiamo dovuto affrontare erano destinati a portarci in uno stato perfetto. Non c’era altro modo! Pertanto, siamo d’accordo, il film finisce e inizia la vita reale.

Poi vedremo che tutta la nostra vita precedente era solo un sogno dal quale ci stiamo risvegliando ora a una nuova vita e iniziamo un nuovo giorno. Questa vita è eterna e perfetta. Sono nella relazione corretta con colui che stava trasmettendo questo film e solo insieme stiamo costruendo il nostro ulteriore progresso creando un nuovo film.

Conosciamo e comprendiamo come tutto è organizzato e come si sviluppa diventando noi stessi gli sceneggiatori, i cameraman e i registi, cioè i produttori di un film con migliaia di attori. Noi stessi, invece della forza superiore, organizziamo la nostra vita, perché ogni persona ha la propria vita e il proprio mondo con tutti gli attori.
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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1167”, 22/10/2019

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Come possiamo trasformare in pregi i nostri difetti?

Domanda: Molte persone soffrono a causa dei propri difetti. Come possiamo lavorare con loro?

Risposta: È molto semplice: dovreste amare quelle persone in modo che al di là dei loro difetti esteriori (fisici e psicologici) potreste vedere il loro valore interiore. Allora tutti i loro difetti esteriori enfatizzeranno il loro valore interiore.

Domanda: Come si può vedere positivamente un difetto?

Risposta: Di me stesso vedo tutto in maniera positiva. Noi tutti siamo strutturati in questo modo. Anche se talvolta, nei momenti veramente difficili della vita, maledico e critico me stesso, ho bisogno di pensare: “Chi sto realmente criticando?”

La Natura, o puoi anche chiamarla “Creatore”, che è la stessa cosa, ti ha creato in questo modo. Perché allora ti stai maledicendo? Cosa ne sai? Magari hai bisogno di tutti questi difetti proprio per raggiungere il livello del Creatore elevandoti al di sopra di essi. Dopo tutto, questo è il nostro destino.

Domanda: Come possiamo usare correttamente i nostri difetti per raggiungere il successivo livello del nostro sviluppo?

Risposta: Attraverso l’amore. Amandoli per il fatto che proprio al di sopra di essi, trasformandoli in meriti, noi raggiungiamo il più alto livello dello sviluppo. Sarebbe impossibile evolvere senza questo.

Domanda: Qual è l’ambiente corretto che permetterà ad una persona di vedere che tutte le difficoltà con le quali ha a che fare possono essere usate efficacemente?

Risposta: Dovrebbe studiare la saggezza della Kabbalah. In questo modo riceverà da questa saggezza gli esempi e la forza corretti, quelli con i quali può provare a cambiare se stessa, a domandare, a supplicare, ed infine a cambiare.

Domanda: Quali delle sue qualità o capacità che a lei sembravano cattive, ha usato per il suo sviluppo, per l’ascesa ai livelli superiori?

Risposta: Sono molto geloso. Sono molto invidioso e desidero essere sempre più avido. L’unica cosa per cui ho grande passione è scoprire il senso della vita. Questa grande passione si basa su un grande egoismo: “Perché esisto? Non posso permettermi di non riuscire a scoprirlo, non voglio questo. Devo capire perché esisto ed in che modo posso utilizzare correttamente ogni momento della mia vita”. Questo avviene a causa della mia grande avidità e del mio grande egoismo!

Sebbene questa mia qualità sia pessima, in generale è buona. Grazie a lei evolvo.
Tutt’ora sono molto avido, avido di conoscere, di capire e di raggiungere la saggezza. Se vedo tutto questo in altre persone, perché non posso farlo io? Non per qualche scopo materialistico ma per uno scopo spirituale, scientifico, ecc.

Sono molto invidioso. Vedo altri suonare il violino o il piano, dirigere un’orchestra o cantare, e io non so fare nulla di tutto ciò.

Domanda: Per cui come esprime questa invidia?

Risposta: Voglio tutto!

Domanda: E cosa fa?

Risposta: Nulla. Non posso scoppiare, continuo a lavorare nel mio campo. Ho deciso che questo è il solo e più grande tesoro che ho e devo realizzarlo.

Se io avessi miniere di rame, zinco, stagno, ferro e diamanti quale di queste svilupperei? I diamanti. Non ci si può fare nulla poiché sono i più preziosi.

Qui è la stessa cosa. Ho scelto per me stesso che la cosa più importate nella vita è raggiungere la radice del mio sviluppo, il prossimo livello di esistenza e questo è il mio unico scopo.

Domanda: Significa che avere uno scopo è la cosa più importante nella vita?

Risposta: Sì. La cosa più importante è “Vivere in un lampo”. “Brilla mia stella, brilla!”
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Dalla trasmissione di KabTV “Le notizie con Michael Laitman”, 27/01/2019

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