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C’è un senso della vita, nella vita stessa?

Domanda: Il fatto che la vita abbia un termine le dà un significato speciale? Intendo quel significato che mancherebbe se non ci fosse la paura della morte, la vita eterna?

Risposta: E qual è il punto in questa vita? Che morirò come un animale e tutto finirà?

Commento: C’è una sorta di nitidezza in questo.

La mia risposta: Che tipo di nitidezza? Il tipo marxista?
“Vivi per il bene degli altri, e gli altri facciano altrettanto, e quindi ognuno agisca per il bene di tutti, e nessuno agisca per se stesso!” A cosa serve? Questo non è il senso della vita.
Non ci può essere senso in ciò che finisce. Non ci può essere senso nella vita in se stessa. Questa è una filosofia materialistica e primitiva, che crede che non ci sia nulla d’importante dopo.

Quando non hai la risposta alla domanda, allo ti soddisfi dicendoti questo, dimenticandoti del resto, convincendoti che questo è vero.

Domanda: Se io sono desiderio ricevere piacere, quale altro valore ci può essere oltre al piacere e al divertimento?

Risposta: Il fatto è che ricevere piacere è l’obiettivo della vita materiale. C’è altro oltre a questo? Se una persona non se lo chiede, si limita ad impegnarsi nella ricerca del piacere. Certamente, è meglio provare piacere che sofferenza. Tutti sono d’accordo. Ma questo non è il senso della vita.

La Natura non ci ha creati affinché tranquillamente vivessimo le nostre esistenze, godendoci gli anni a noi allocati. Nel nostro sviluppo, c’è un requisito preparato: “Perché?”
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 17/05/2020

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L’unico valore nella vita

Domanda: Quali sono i veri valori nella vita? E chi verifica la loro validità?

Risposta: L’unico valore che esiste nella nostra vita è la fusione con la natura eterna e perfetta, e possiamo acquisirlo. Non è necessario nient’altro.

Tu guadagni l’eternità, la perfezione, nell’unirti con la natura eterna e perfetta. Tutto qui!
Ti auguro di iniziare a conseguire e sentire questo. Tutti raggiungeremo ad ogni modo questo livello, ma perché starsene tranquilli se puoi farlo prima? Ti auguro buona fortuna in questo!
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della Saggezza della Kabbalah”, 17/05/2020

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Conseguire la forza superiore

Domanda: La domanda sul significato della vita è individuale o comune a tutti?

Risposta: La necessità di comprendere la radice della vita è comune a tutti, ma ognuno ci arriva individualmente.

Tu inizi a percepire che il vero universo è eterno, infinito e che anche tu esisti in questo eterno, infinito movimento. Non c’è nessuna morte oltre quella che sembra a noi perché avviene solo sul nostro stato animale. Lo stato più alto non è condizionato dalla morte del corpo animale.

Tu vedi che la conoscenza della vita è il conseguimento della forza che governa tutta la natura. Noi lo chiamiamo “Creatore” perché ci ha creati, ma questo non è ciò che è implicato nelle religioni. Questa forza è conseguita nelle proprietà che acquisiamo con assoluta chiarezza in modo sperimentale. Inizi a sentire come tutto esiste attorno a te e allo stesso tempo tu ti alzi a quel livello.
Ti diventa chiaro cosa significa il livello umano, come è diverso dal mondo inanimato, vegetale e animale. Dopotutto, esistono tutti dentro la cornice di un piccolo egoismo terreno, inclusi noi stessi.

E se tu sali al di sopra del tuo egoismo animale, inizi così a conseguire lo stato eterno e perfetto in questo mondo, in questa vita e la nostra esistenza materiale non ci limita in nessun modo.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 24/05/2020

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Perché proprio ai nostri tempi dovremmo rivelare il Bore’?

Domanda: Le persone hanno sempre cercato di esplorare la natura. Se il Bore‘ è un pensiero onnicomprensivo, un campo, un’unica legge di natura, allora perché proprio ora dovremmo rivelarLo come questa legge?

Risposta: Oggi possiamo davvero indagare sul Bore’ e diventare simili a Lui, o viceversa, nella misura della nostra somiglianza con Lui.

Lo sviluppo finale dell’egoismo ci offre questa opportunità. In ogni generazione, si è sviluppato gradualmente e ci ha guidato costantemente attraverso tutti gli stati fino all’ultimo, in cima alla piramide dei bisogni umani.

Domanda: Con un piccolo egoismo è impossibile rivelare il Bore’, o è possibile ma a un livello molto primitivo?

Risposta: No, con un piccolo egoismo ci aspettiamo anche alcune conquiste, non dal Bore’, ma dalle Sue piccole azioni esterne secondarie.

Domanda: Realizzazione spirituale significa rivelare il Bore’?

Risposta: Questo significa non solo la realizzazione personale nella spiritualità, ma in generale rivelare il vero mondo.

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Dalla trasmissione di KabTV “Management Skills”, 25/06/2020

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Comprendere il vero valore della vita

Domanda: Da un lato, il Coronavirus ha mostrato quanto sia alto il valore della vita umana e dall’altro, quanto sia facile infliggere dolore. Come adattarsi a questi due opposti?

Risposta: Questo è ciò che accade sempre nella vita. Da un lato, non ha prezzo; d’altra parte, è inutile. Non possiamo risolvere questo paradosso finché non capiamo il vero valore della vita.

Esso non è al livello animale, ma piuttosto al livello spirituale, che è superiore a quello corporeo perché è eterno, perfetto. Solo lì possiamo confrontare, correlare e soppesare le nostre vite ed aspirazioni.

Non sappiamo davvero nulla sulla nostra vita terrena. Non conosciamo il significato delle nostre azioni o il significato del nostro comportamento. Non sappiamo cosa ci stia realmente accadendo. Sembra che viviamo, ci alziamo, andiamo al lavoro, andiamo a casa, abbiamo degli hobby e alleviamo bambini. Cosa facciamo in questa vita? Niente.

Solo se vogliamo seriamente conoscere il significato della vita e iniziare a costruire le nostre vite basandoci su questo e in conformità con esso, allora possiamo davvero dire che esistiamo.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 17/05/2020

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Scopriamo lo scopo della nostra vita

Domanda: Le persone credono di avere il diritto al piacere e non pensano mai che possa succeder loro qualcosa.

Ad esempio, se una persona acquista un biglietto per la lotteria, spera di vincere anche se le probabilità sono una su un milione. Ma è molto più probabile che venga investito da un’auto quando esce in strada, eppure non ci pensa. Perché accade questo?

Risposta: Una persona pensa solo alle cose che vuole. Pertanto, non pensa al giorno della propria morte. Piuttosto pensa a come ottenere qualcosa per il domani.

Domanda: Poiché la natura ci ha sviluppato in questo modo, come possiamo comportarci?

Risposta: Ciò che è bene e male viene valutato rispetto al risultato, a come finirà la tua vita. E l’obiettivo della nostra vita è raggiungere il più alto livello di esistenza, che è definito come eterno e infinito.

In relazione a questo risultato, devi attraversare il confine tra la vita e la morte.

Domanda: Il fatto che siamo così vulnerabili e trascuriamo la realtà del fatto che qualcosa possa accaderci, ci spinge verso l’obiettivo?

Risposta: Questo è esattamente ciò che ci fa avanzare affinché arriviamo alla consapevolezza della necessità di capire per cosa viviamo.

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Dalla trasmissione di KabTV “L’era del post Coronavirus”, 23/04/2020

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Da cosa deriva la ricerca del Bore’?

Domanda: Da cosa deriva il bisogno di vedere il buono che fa il bene?

Risposta: La ricerca del Bore’ si manifesta in noi quando vogliamo sentire lo scopo della nostra vita: per cosa sto vivendo? Perché tutto questo mi viene dato? Qual è lo scopo di questo mondo? L’uomo si sviluppa per secoli e prima o poi raggiunge lo stato in cui si pone questa domanda.

Eppure il mondo non gli risponde, ma al contrario gli mostra la sua indifferenza e la sua mancanza di senso. Così l’essere umano non sa cosa fare, e raggiunge lo stato in cui cerca rifugio nella droga oppure pone fine alla propria vita perché non c’è per lui alcuna ragione per vivere.

E’ effettivamente in questa generazione che la saggezza della Kabbalah viene rivelata, perché spiega alle persone il significato della vita.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 1/12/2019

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Di cosa ha bisogno il punto nel cuore?

Domanda: Come cresce l’anima umana?

Risposta: La prima manifestazione dell’anima arriva quando l’uomo comincia a sentire di avere il desiderio di imparare il significato della vita, ovvero si pone le domande: perché mi accade tutto questo? Per quale motivo? Come? Queste domande non ci danno riposo e le sentiamo pressanti su di noi, ognuno in base alla forza della propria anima. Sebbene all’inizio l’uomo pensi che sia qualcosa di molto piccolo e insignificante, di fatto non lo è.

Domanda: Noi parliamo sempre di “anima”. Come dobbiamo definire questo concetto?

Risposta: Sfortunatamente l’uomo non comprende cos’è. Egli non comprende cos’è il significato della vita.

La questione del significato della vita, in linea di principio, suggerisce che nella vita non ci sia un significato. Dopo tutto, se ci fosse, potresti vederlo nell’aspirazione della gente di diventare qualcuno: uno vuole diventare un disegnatore, l’altro un poeta, il terzo qualcos’altro. Non lottano per questo allo scopo di guadagnare solo un pezzo di pane, ma allo scopo di trovare se stessi almeno in qualcosa.

E quando l’uomo sente di non riuscire a trovare se stesso in alcuna cosa, realizza che tutto è vuoto, comincia a comprendere che il significato non si trova in questo mondo, ma al di fuori di esso, al di sopra di esso. Se esso lo attrae realmente, allora egli comincia una ricerca seria.

Ai nostri tempi questo è possibile. Anche io ho cominciato così. Mi ci sono voluti molti anni, finché ho trovato il dove e il come: una dozzina di anni prima di partire per Israele e poi pochi anni dopo il mio arrivo in Israele. Tutto sommato ci vuole del tempo.

Ogni persona ha un punto nel cuore. In un modo o nell’altro esso comunque si risveglierà. La domanda è quando. Oggigiorno, si sta manifestando chiaramente, velocemente e in molte persone. Nel passato si è manifestato nelle persone speciali ogni decina di anni o anche centinaia di anni.

Domanda: In passato non ci sono stati gruppi grandi come Bnei Baruch?

Risposta: Certo che no. Guarda com’è grande il nostro gruppo e come si è diffuso nel mondo. Questo è un movimento molto serio, mai esistito prima ed è apparso solo adesso. Io non me l’aspettavo.

Quando ho cominciato a studiare la Kabbalah, nessuno la studiava seriamente. C’erano molti anziani, giusto due o tre persone, tutto qui. Ho frequentato le loro lezioni, ma mi accorsi che da loro non avrei ricevuto nulla. Essi leggevano solo le fonti, mentre io avevo bisogno di spiegazioni serie con risposte alle domande che sorgevano dentro di me.

Dopo tutto, il punto nel cuore richiede sviluppo e, tuttavia, ad ogni dato momento, dobbiamo sentire cosa richiede e se possiamo rispondere alle sue richieste. La cosa principale è dirigerlo correttamente perché si trova in un ambiente egoistico, come dentro una bolla fatta di amor proprio. Ma dentro, questo punto, è totalmente altruistico.

La questione è come, attraverso l’egoismo, orientare un’influenza altruistica su di esso in modo che possa dargli nutrimento e possa cominciare a germogliare.

Domanda: Come un frutto in una buccia?

Risposta: Io lo paragonerei piuttosto al grano nel letame. Ed è così. L’uomo deve curiosare in questo letame allo scopo di estrarre il grano e quindi crescere egli stesso. È abbastanza complicato.

Ma ai nostri tempi ogni cosa è già rivelata. Abbiamo preparato un vasto archivio con materiale di vario genere, quindi abbiamo bisogno di continuare a divulgare.

Sono molto felice di contribuire con lezioni e conferenze per i nostri giovani amici. Abbiamo bisogno di essere certi che essi prendano possesso del nostro archivio e ci dicano come migliorarlo affinché sia comodo, comprensibile e facile per chiunque voglia arrivare a noi.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 09/02/2020

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La vita di ognuno di noi ha un senso

Domanda: Perché a scuola non ci viene insegnato qual è il senso della vita?

Risposta: Ma cosa possono rispondere gli insegnanti a questa domanda?

Nota: Nelle scuole religiose, ad esempio, gli insegnanti risponderebbero che il significato della vita è nella rivelazione del Creatore.

Il mio commento: In effetti, i religiosi dicono esattamente questo. Pertanto, oggi molte persone tornano ad interessarsi alle religioni dove trovano un po’ di conforto mistico, che in qualche modo risponde a questa domanda.

Nota: I laici direbbero che il senso della vita sta nel creare una bella famiglia, nell’amore.

Il mio commento: Questo non è l’obiettivo finale. Tutto finisce. Persino gli psicologi e i fisiologi affermano che tutte le relazioni scompaiono nel giro di pochi anni.

Le persone rimangono insieme solo per non far soffrire i figli e perché hanno delle proprietà in comune. In linea di principio, non rimangono particolari sentimenti reciproci, solo responsabilità reciproche.

Domanda: Significa che l’amore e la famiglia non possono essere lo scopo della vita?

Risposta: No. Molti psicologi hanno scritto in merito a questo. Qualsiasi buona relazione tra un uomo e una donna non dura più di due anni e mezzo, tre al massimo. Dopodiché, perdiamo entusiasmo. Siamo fatti così. Tuttavia, ci sono i bambini e la casa comprata assieme per i quali vale la pena continuare a vivere insieme.

Domanda: Ma il significato della vita non è uguale per tutti…ognuno ha il proprio.

Risposta: Quello che tu intendi non è il significato della vita ma qualunque cosa una persona usi per ostacolare se stessa. Ad esempio, gli scienziati ritengono che sia necessario perseguire la scienza, per i creativi c’è solo l’arte. Alcune persone pensano che dovremmo crescere i nostri figli in modo che siano più felici di noi, e così via.

Cioè, ogni persona trova un senso della vita che la calma e le dà un senso di esistenza. In realtà, è solo una “pillola calmante” e niente di più.

Per rivelare veramente il significato della vita, la persona deve fare molte ricerche interiori, scavare dentro di sé, fino a quando non trova la saggezza della Kabbalah e inizia a esplorare davvero il significato della vita con il suo aiuto. Il significato è nel comprendere la radice, la fonte della vita. Solo lì troverà la risposta a questa domanda.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 14/01/2019

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Nota: Oggigiorno l’aspettativa di vita è quadruplicata. 3.500 anni fa, l’aspettativa di vita media, nell’antico Egitto, era di 22 anni.

Il mio commento: Oggi a quell’età non possiamo neppure comprendere la vita. A 22 anni la vita non è ancora iniziata.

Domanda: A quel tempo, il 15-20% della popolazione moriva in modo innaturale perché venivano costantemente intraprese nuove guerre. Ai nostri tempi, ovviamente, la vita è migliorata. Tuttavia, d’altra parte, metà della popolazione mondiale prende antidepressivi. Tutto ciò è causato nelle persone dalla natura?

Risposta: Sì, dalla nostra natura, che ci guida verso l’obiettivo. Cioè, hai tutto tranne la cosa principale… sapere per quale motivo vivi.

Nei tempi antichi, una persona di vent’anni forse non pensava neppure a quale fosse lo scopo della sua vita. Ma quando vivi 80 anni, allora hai già un problema, perché per metà della tua vita pensi: “Presto morirò, e per cosa ho vissuto? Qual è il punto?” È peggio della morte.

Nota: Anche il fatto che tutto finisca solleva la questione di quale sia il significato nella vita se tutto finisce?

Il mio commento: Abbiamo quindi bisogno di droghe per non pensarci, e questo è ciò che l’umanità ha inventato.

Domanda: I farmaci sono ora legalizzati in tutto il mondo. Pensi che non sia casuale?

Risposta: Certo, non è casuale! Le persone non vogliono pensare alla propria fine, ma poiché questi pensieri non ci abbandonano mai, vogliamo in qualche modo riempire questo vuoto.

Domanda: Significa che il Creatore ci dà la sofferenza da una parte, ma dall’altra parte, permette le droghe per usarle?

Risposta: Certo. Spetta a noi capire che neanche questa è una soluzione. Non è una soluzione.

Domanda: Quindi le droghe non ci aiuteranno a dimenticare la domanda interiore sul significato della vita?

Risposta: In nessun modo.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 14/01/2019

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