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Chi è un Kabbalista?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché i Kabbalisti sostengono che la saggezza della Kabbalah sia una scienza, il che significa che si tratta di uno studio basato su fatti e rilevazioni?

Risposta: Un Kabbalista non cambia le condizioni esterne come fa uno scienziato, ma piuttosto cambia le sue qualità interiori e studia i cambiamenti che internamente avvengono circa la percezione del mondo.

Uno scienziato studia la natura inanimata, vegetativa ed animata, mentre un Kabbalista studia la natura al livello dell’essere umano, Adamo, che deriva dalla parola Ebraica “Domeh” – assomigliare al Creatore, come è detto che il Creatore ha creato l’uomo a Sua immagine e somiglianza.

Perciò, quando studiamo l’uomo come ci suggerisce la saggezza della Kabbalah, impariamo a conoscere il Creatore studiando noi stessi, e di conseguenza cambiamo noi stessi finché non diventiamo come Lui.

In questo modo conseguiamo il pensiero, il progetto e lo scopo finale della creazione ed il mondo diventa più chiaro e gestibile…
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Dr. Michael LaitmanSiamo molto limitati. Studiamo l’universo intero e noi stessi attraverso i nostri cinque sensi, calcolando i nostri profitti e perdite.

Veramente questo ci limita perché non andiamo oltre a noi stessi e non vediamo ora che cosa c’è fuori. Piuttosto, passiamo tutto attraverso il nostro sistema interno e decidiamo se ci fa sentire bene o male, punto.

Di conseguenza, ci sono tanti fenomeni che non vediamo e non distinguiamo le molte forze nel nostro universo o negli universi paralleli. Perché semplicemente non ci interessa e non influenza il nostro ego, il nostro desiderio di ricevere piacere.

Se potessi identificare la connessione fra qualcosa e il mio successo, certamente lo studierei, e scoprirei un fenomeno nuovo. Se non vedo tale connessione, sono cieco a qualsiasi fenomeno.

Il motivo è che non ho una seconda forza, la forza di dazione. Sono totalmente fatto di forza di ricezione.

Commento: Però ci sono anche fenomeni nei quali vediamo la connessione, ma non li possiamo distinguere. Per esempio, ci piacerebbe molto sapere in anticipo dei disastri naturali in modo da poter proteggere noi stessi da essi.

Risposta: Naturalmente ci sono fenomeni che crediamo esistano, però sono come materia scura. Partiamo dal presupposto che esistono e che sono legati a noi, ma non possiamo identificarli. Però questa è una questione di ricerca su un livello diverso.

Io, da un lato, sto parlando di un difetto fondamentale nella nostra percezione, del fatto che non è nel nostro potere di vedere effettivamente in alcun modo, neanche teoricamente o ipoteticamente.

Se abbiamo acquisito la forza della dazione, la forza di uscire da noi stessi e se potessimo rimuovere la limitazione delle nostre menti e desideri, veramente e oggettivamente studieremmo quel che è esterno a noi. Vorremmo studiare con una mente e un cuore esterno.

Allora potremmo rivelare mondi interi e completare l’immagine distorta e frammentata che vediamo oggi.

Ora ci sembra di vivere in una bolla che è completamente tirata verso l’interno e che crolla su se stessa. Vediamo, sentiamo, e studiamo solo ciò che è percepito dalla gravità egoista. Questo è anche il luogo dove esiste il nostro universo, che sembra così immenso e infinito a noi. È tutto all’interno di questa piccola bolla della nostra percezione.

Se non acquisiamo una seconda forza che ci permetterà di uscire dai confini dei nostri attributi, non scopriremo ciò che è al di fuori.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 2.03.2014

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Dr. Michael LaitmanOggi studiamo la Natura solamente attraverso la forza di ricevere, che è la nostra qualità iniziale, primaria. Io aspiro sempre a ricevere ciò che è bene per me. Questo è il modo in cui vivo ed è così che sono; questo è il mio pensiero conscio e inconscio e non posso pensare in nessun altro modo.

Questo succede perché sono nato dall’evoluzione della natura inanimata, vegetativa ed animata. Tutta la materia aspira a distinguersi e a classificarsi nel modo più efficiente possibile resistendo a tutto ciò che può danneggiarla e restando pacificamente vicina e al sicuro rispetto alle altre parti. Perciò io mi preoccupo continuamente su come procurarmi tutto ciò di cui ho bisogno nel modo migliore, più sicuro e più comodo rispetto agli altri.

Questa qualità è tipica di tutte le forme di materia compresa la natura inanimata che passivamente si protegge. A livello vegetativo l’ambiente è già usato: gli organismi producono delle sostanze utili dal suolo, consumano ossigeno o anidride carbonica, ecc.

I processi metabolici avvengono in loro e loro sanno come usare l’ambiente per crescere a sue spese. Le creature al livello animato crescono non solo grazie all’ambiente inanimato ma anche grazie a quello vegetativo ed animato. Gli animali mangiano le piante e altri animali.

Allo stesso tempo, tutti gli organismi si sviluppano e si moltiplicano, e tutto si basa sull’iniziale desiderio di proteggersi il più possibile, tenendosi lontano da tutto ciò che è dannoso ed avvicinandosi a ciò che è vantaggioso. Tutto questo rappresenta l’essenza della forza egoistica di ricevere che c’è in tutte le creature.

Guardate l’uomo, egli ce l’ha fatta in questo senso più di tutti gli altri livelli. Egli trova piacere nel prendere risorse dagli altri anche se non ne ha bisogno, ma lo fa perché si sente più elevato e più importante rispetto agli altri che sono intorno a lui. Elimina e allontana coloro che possono danneggiarlo e tiene solamente coloro che possono procurargli un beneficio a stargli vicino. Non stima se stesso nell’ambito dell’ambiente che gli è più vicino, ma rispetto al mondo intero nel corso del tempo.

L’ego umano è altamente sviluppato, e la sua percezione, la sua visione del mondo, è radicata nel nostro programma interiore di funzionamento. Non importa cosa percepisco con i miei sensi, io vedo solamente quello che voglio vedere e non ciò che effettivamente succede nella realtà.

Non presto attenzione a niente che non appartenga alla mia esistenza corporale, al mio desiderio di ricevere. Le cose neutrali che non mi sono dannose o vantaggiose non sono nel mio campo visivo. E’ che semplicemente non le identifico.
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I figli dell’universo, Parte 7

Dr. Michael LaitmanL’ampio sviluppo dell’umanità non pone attenzione all’universo, tuttavia è questo il posto dove possiamo trovare le nostre radici. Negli enormi spazi aperti dell’universo, troveremmo la forza, le aggregazioni di altri tipi di materia, l’anti-materia, e così via.

E’ chiaro che gli esseri umani esplorano l’universo, ma non danno alla loro ricerca sufficiente peso perché sono sicuri che il nostro futuro dipenda da chi è più forte, più ricco, o più potente. Il nostro avanzamento non ha come obbiettivo la comprensione della natura nella sua piena rivelazione, e nemmeno incoraggia la presa di coscienza delle nostre carenze.

Io ritengo che l’universo sia totale dazione e che la forza della dazione abbia creato e organizzato tutto ciò che esiste. Infine, attraverso la combinazione di certe forze, la dazione ha dato origine ai livelli inanimato, vegetativo, animato e parlante della natura.

L’universo continua a sviluppare la materia verso un livello speciale e qualitativamente nuovo, nel quale la materia improvvisamente pone a se stessa delle domande sulla forza che l’ha prodotta: “Da dove veniamo? Chi siamo?”

Sappiamo che il pensiero dietro ad ogni azione è il risultato per il quale l’azione era stata pensata. Noi reagiamo al risultato; tuttavia, non poniamo mai sufficiente attenzione, e nemmeno impieghiamo sufficiente energia per chiarirci cos’è che esattamente ci influenza.

D’altra parte, riconosciamo che siamo il risultato dell’attività di questa forza. Mentre esploriamo la natura umana, vediamo chiaramente che non possediamo alcun libero arbitrio e nemmeno ci godiamo la libertà delle azioni. Siamo pre-condizionati dai nostri geni, dall’istinto, dai calcoli sui profitti e sulle perdite usando delle formule primitive.

Qui sta il problema: Come possiamo eventualmente esplorare l’universo, il suo progresso ed i processi che attraversiamo, se dedichiamo tutta la nostra energia ad altre cose?

Uno dei miei studenti lavora presso il Large Hadron Collider in Svizzera. Mi ha detto che all’inizio, ci sono state delle discussioni infinite se fosse bene o no iniziare un progetto così grande e così costoso. Però, il costo del Collider è uguale al costo sostenuto per tenere le truppe americane in Afghanistan per una settimana.

Quindi, è chiaro che non impieghiamo sforzi sufficienti per esplorare la natura. Mi dispiace molto per questo stato delle cose. Se conoscessimo abbastanza bene la natura e ne diffondessimo la conoscenza alle masse meglio di quanto facciamo oggi, riconosceremmo le nostre deficienze. Scopriremmo la mancanza di nuove proprietà: quelle della dazione.

Poi, oltre al desiderio di ricevere che già possediamo, otterremmo anche la forza della dazione che ci permetterebbe di esplorare la natura da una nuova angolazione.
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Dal programma “Una Nuova Vita” 03.02.2014

I figli dell’universo, Parte 5

Dr. Michael LaitmanIncontriamo molte sorprese quando studiamo gli attributi fisici dell’universo. Se prima supponevamo che radiazione e particelle non potevano penetrare i solidi, sappiamo ora che non è così.

Il microcosmo ha aperto un’immagine veramente sorprendente davanti a noi. Molto è cambiato nella nostra comprensione dell’universo e del posto dell’uomo in esso.

Per di più, tutto perché abbiamo rifiutato di seguire un approccio ideologico completo, concordando sul fatto che non capiamo, sentiamo, o non conosciamo affatto la creazione e che dobbiamo studiarla dall’inizio. Così la scienza si è allontanata dalla religione e ha lasciato le sue limitazioni, che erano molto utili.

Questa lotta è durata per secoli e fino ad oggi gli echi della chiesa e le obiezioni delle altre istituzioni religiose a una vasta gamma di approcci scientifici vengono ancora sentite. Nonostante questo studio non faceva parte della loro fede, le credenze base erano accettate dato che hanno aiutato a controllare la gente e le cose. La nostra conoscenza dell’universo è molto limitata, e da poco siamo arrivati alla conclusione che la nostra visione della realtà è parziale e frammentaria. Anche se fossimo in grado di coglierla nel suo insieme, i dati di ricerca indicano che forse ci sono universi paralleli. Semplicemente vediamo che senza presupposti, le nostre formule non sono d’accordo, e così dobbiamo prendere in considerazione questa possibilità.

Poi ci sono domande circa il collegamento tra gli universi, e del passaggio da uno all’altro su un livello superiore che ci circonda che però non è accessibile alla nostra percezione. In caso contrario i nostri dati attuali non sono allineati.

Certo, stiamo cercando vita intelligente su altri pianeti. La mia opinione, non c’è, e il nostro povero pianeta è l’unico, dove vivono gli esseri intelligenti, inquinando e rovinando la natura, l’inanimato, vegetale, e animato.

Che meraviglioso pianeta potrebbe essere se fosse semplicemente coperto da piante. Si potrebbero aggiungere anche un po’ di animali, ma poche persone sono già troppe.

Parlando seriamente e in generale, la vita su questo pianeta è, infatti, un fenomeno raro. Per l’apparizione della vita ci dovevano essere combinazioni molto particolari di parametri diversi e forze di natura che hanno permesso alle particelle di collegarsi in nuove forme e di acquisire nuove caratteristiche uniche di procreazione nel processo dell’evoluzione biologica. Questo livello è totalmente nuovo paragonato al resto dell’universo.
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Dal programma “Una Nuova Vita” 02.03.2014

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Dr. Michael LaitmanLa gente che studia la legge dell’universo sente che l’universo intero è un programma, un pensiero. La caratteristica più indicativa è che questo sistema è unificato. Tutte le sue parti sono interconnesse. Questo è vero anche nel quadro delle nostre menti razionali attuali.

Ciascuna parte del sistema si è originata dal Big Bang e continua a svilupparsi in varie direzioni, dando vita così a una molteplicità di fenomeni. Tuttavia, tutti i suoi elementi si agitano in conformità con le leggi del sistema.

Non esiste qualcosa come una coincidenza. La mancanza di legge, che è così tipica nella società umana, non è possibile nella struttura dell’universo. Tutto ciò che esiste ha cause e conseguenze. Significa che secondo la legge dell’interazione fra gli elementi e le numerose forze, i postumi del Big Bang costituiscono un sistema unificato, chiuso.

Non è un caso che nei tempi antichi, la gente sapeva come prevedere il proprio destino, ha previsto eventi di magnitudine grande che si sono verificati sulla faccia della Terra, ha previsto il tempo e altri fenomeni che si sono svolti sotto terra e nell’aria solo vedendo le stelle. Significa che l’esperienza nel corso di migliaia di anni esplorando il cielo, la natura, il clima, e gli esseri umani ha permesso loro di tracciare la connessione che esisteva tra tutti gli elementi. Erano capaci di creare tavole varie che riflettevano i numerosi campi di sapienza come l’astrologia, l’astronomia, e tante altre scienze.

Alla lunga, stiamo tutti cercando la connessione poiché, consapevolmente o inconsapevolmente, riconosciamo che tutto ciò che esiste costituisce un sistema unificato, globale.

Ammettiamo che il progresso dell’universo non è solo il parto o la diffusione di particelle di materia che esistono ancora oggi. A essere sincero, è la nostra percezione soggettiva, mentre la domanda più importante viene completamente trascurata: è davvero così o è qualcosa che immaginiamo nei nostri organi di percezione?

Uno deve giudicare secondo quanto gli occhi vedono. Allora, le particelle diffondendosi hanno iniziato a riunirsi in grappoli. Con il tempo, l’energia iniziale ha generato tipi vari di coaguli e oggetti. Non importa se c’erano nuvole di gas, stelle, o materia planetaria, ecc. Tutte queste particelle erano tirate insieme da una forza di concentrazione e attrazione fra le sostanze. In altre parole, da un lato, il processo di diffusione di elementi continua, però dall’altro, si raccolgono e si legano insieme.

La tendenza della diffusione è destinata a riempire l’universo. Il Big Bang ha creato il luogo, cioè, lo spazio che consideriamo senza fine (anche se non vi è alcuna giustificazione di questo fatto). È come se guardiamo in un buco buio e diciamo che è senza fondo. La domanda rimane: il nostro universo si espande veramente o il modello di inflazione riflette solo la nostra percezione di esso? Dobbiamo tenere sempre a mente questa sfumatura.

Il problema è che quando prendiamo le misure dell’universo, non aggiungiamo l’avvertimento che lo facciamo solo in conformità con la nostra percezione umana.

Allora, vi è una tendenza a riempire lo spazio nel quale le particelle furono create dall’energia esplodendo secondo il programma universale di base. Come vediamo, il processo di creazione di materia è di particelle, pezzi di materia, raccogliendosi in blocchi più grandi e prendendo diverse forme (sia positive che negative) avvicinandosi o scollegandosi e spostandosi lontano l’una dall’altra.

Va da sé che stiamo semplicemente usando il termine che è parte del nostro lessico attuale. Ormai, questo processo dimostra una dinamica rapida che continua ad una velocità che è ben al di là dalla nostra comprensione.
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Dal programma “Una Nuova Vita” 02.03.2014

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Dr. Michael LaitmanOggi dobbiamo schiudere un pò il velo sulla materia oscura e su altri fenomeni, che noi non sentiamo, li calcoliamo solo come un risultato dei dati ottenuti, postulando ciò che in essi manca.

Non conosciamo le fonti delle forze che agiscono nella natura, l’essenza della loro azione, il rapporto tra di loro. Noi comprendiamo il fatto stesso della loro esistenza come conseguenza, ma non come un dato.

La cosa principale è che tutto ciò che siamo in grado imparare e comprendere, si delinea nei nostri cinque sensi. E come alla fine di ogni catena di esperimenti e ricerche si trova una persona con i suoi sensi, con la sua mente e la sua sensazione, con la sua fantasia, con la sua capacità di creare alcuni modelli e costruire da essi il modello generale dell’Universo, fino ad ora, naturalmente, tutte le sue costruzioni, tutti i risultati delle sue ricerche sono molto limitati.

In realtà, non sappiamo nulla, come la tartaruga, che esce dal suo manicomio e compie alcuni piccoli passi per diverse decine o centinaia di migliaia di anni. In realtà, essa è ancora vicino al cespuglio, dove sedeva, ritirando la testa nel suo guscio. E lei ancora non può sapere niente.

Inoltre, proseguendo avanti a poco a poco, non scopre niente. Non importa quanto ci siamo evoluti nello stato attuale, non impariamo niente di qualitativamente nuovo. Si possono raccogliere un gran numero di fatti e di dati, ma non siamo in grado di elaborarli, assimilarli, così che essi possano delineare per noi il quadro generale.

Perché la vera ricerca di se stessi va trasferita ad un livello superiore, ad un senso e una mente superiore. In altre parole, non dipende dai tre assi, dal tempo e dallo spazio, sentimento e mente, che abbiamo oggi, dobbiamo elevarci al di sopra di tutto ciò e vedere tutto in una luce diversa, come se non fossimo di questa Terra. E solo in questo caso capiamo chi sono le persone.

Per questo abbiamo bisogno di una nuova scienza. Non è per puro caso che gli scienziati oggi stiano iniziando a riconoscere che la scienza tradizionale è in crisi. Perché? dopo tutto, abbiamo molte risorse, sapiamo come costruire strutture complesse e gigantesche, inviamo i telescopi nell’orbita terrestre, ed i nostri microscopi penetrano nel mondo delle particelle.

Si investono miliardi nelle ricerche scentifiche, però, alla fine, il loro beneficio sembra illusorio, a tal punto che ridiamo di scienziati che sembra soddisfino solo la loro naturale curiosità con soldi dei contribuenti.

Non diamo alla scienza il giusto peso, soprattutto perché la nostra natura, il nostro egoismo rovina qualsiasi beneficio di essa. Dopo tutto, la usufriamo per dominare e guadagnare su ogni altro, e buoni frutti su questo albero non si trovano quasi mai.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 02.03.2014

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Dr. Michael LaitmanNon possiamo dire che una persona conosce se stesso, per non parlare dell’umanità in genere. Il risultato è che non possiamo conoscere questo mondo, che è l’insieme di tutti i livelli: inanimato, vegetale, animato, e umano.

Non possiamo, in primo luogo perché non conosciamo noi stessi. Dobbiamo ammettere che anche la psicologia non è una scienza nel vero senso. A noi l’essenza di una persona rimane sempre un enigma. Vediamo i risultati e le conseguenze di diversi processi su di noi, delle nostre reazioni a qualcosa e li studiamo in maniera molto limitata poiché siamo dipendenti e di parte nelle nostre valutazioni.

Inoltre, siamo impotenti quando vogliamo salire ad un livello più alto–quello che ci ha creato–e anche più alto del piano della creazione. Giudicando dagli eventi diversi e dalla nostra esperienza personale mentre avanziamo, vediamo che tutte le forze della natura sono in un sistema, cioè intero e integrale. Queste forze operano secondo alcuni processi e sono gestite secondo un certo piano generale del quale non sappiamo nulla, ma ne siamo inclusi.

Però la natura dell’inanimato, vegetale, e animato realizza il piano istintivamente, dal comando dell’ordine della natura, mentre per noi, insieme alla sensazione di essere coinvolti in esso, c’è un senso di possedere le nostre azioni.

Se potessimo avvicinarci allo studio della natura basato su questi due sentimenti, potremmo forse raggiungere qualcosa. Però la scienza nel complesso non è impegnata nella ricerca del livello umano perché non abbiamo i veri mezzi per misuralo.

Di conseguenza, osserviamo solo quello che sta succedendo, e questa è l’essenza dei nostri studi. Osserviamo, raccogliamo dati, e stabiliamo un sistema di sapienza scientifica. Inoltre, usiamo le nostre possibilità modeste di influenzare i fenomeni vari e gli stati della natura immobile, vegetale, e animata, nonché l’uomo, e osserviamo la reazione che ci permette di capire qualcosa.

Anche se ignoriamo che tutte le nostre osservazioni e gli studi sono basati sulla nostra percezione soggettiva, i risultati sono ancora una sintesi che, in sostanza, ci da poco. Dopo tutto, derivano dai nostri cinque sensi limitati.

Studiando la flora e la fauna, possiamo vedere la gamma della nostra percezione, però questi risultati sono incerti, li confrontiamo con noi stessi e non con la norma corrente. La nostra visione tridimensionale, il battito del nostro polso, il movimento del sole e della luna che misurano una giornata, i periodi geologici e l’età dell’universo, sono tutte misure soggettive.

Così, i nostri desideri di conoscere l’universo in realtà non sono troppo seri. Una persona è come un bambino che attribuisce abilità non realistiche a se stesso. Eventualmente usiamo solo le forze di natura che possiamo raggiungere. Le raccogliamo e le presentiamo in disegni semplici e li usiamo secondo le nostre abilità.

Non siamo molto diversi dall’uomo preistorico che ha usato un bastone allo scopo di costruire o distruggere. I nostri bastoni sono un po’ diversi: acceleratori di particelle, osservatori, ecc., però il principio è lo stesso. Siamo come bambini che vogliano toccare tutto e metterlo in bocca, però siamo solo su un altro livello.

Non siamo nemmeno consapevoli di quanto siamo limitati. Qui e là scopriamo che la natura è molto più ampia e più profonda, però non sappiamo dove e come si espande. Non possiamo penetrare nella dimensione più alta o uscire dalla nostra struttura tridimensionale: le coordinate di tempo, movimento e spazio.
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Dal programma “Una Nuova Vita” 02.03.2014

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Dr. Michael LaitmanDomanda: Usciamo nello spazio aperto, nell’universo che, effettivamente, ci ha dato la vita. L’universo è il sistema di creazione composto di materia ed energia. Esso comprende il mondo che conosciamo incluso lo spazio e il tempo.

L’universo è dinamico e secondo la teoria del Big Bang, si sta sviluppando da un punto d’inizio e sta gradualmente espandendosi. Nel complesso, cosa possiamo estrarre da ciò che sappiamo dell’universo?

Risposta: Primo, studiando qualcosa dobbiamo determinare l’essenza delle ricerche. Il ricercatore è una persona che è anche parte della natura, dell’universo, del sistema globale.

Dobbiamo capire gli attrezzi della ricerca che abbiamo; si manifesta il nostro primo errore: diamo per scontato che siamo in grado di studiare la natura oggettivamente.

Però nel frattempo, come abbiamo già detto, siamo parte di essa, e siamo una parte abbastanza difettosa e molto personale. Apprezziamo e lodiamo ciò che ci fa bene, e, dall’altro lato, sottovalutiamo e sminuiamo ciò che ci fa male. Il tutto si svolge nel nostro subconscio.

Inoltre, siamo molto limitati nelle nostre sensazioni, nei nostri sentimenti, e nei nostri sensi; non sappiamo dove loro ci fanno fallire e ci ingannano. Non possiamo percepire l’errore che facciamo nei nostri attributi analitici e nella nostra abilità a chiarire e paragonare le cose. Non è in nostro potere perché manchiamo dei criteri per esaminare le cose e semplicemente non abbiamo nulla con cui confrontare la nostra mente e i sentimenti.

Se siamo pronti almeno a riconoscere i nostri limiti, è una buona cosa. Allora ci rendiamo conto che non c’è nulla di assoluto nella nostra percezione e che non sapremo mai ottenere l’Assoluto. Anche se possiamo investigare qualcosa, sono solo i livelli sotto di noi: l’immobile, il vegetale, e l’animato. Essi non sono così sviluppati come siamo noi e in qualche misura possiamo studiarli.

D’altra parte, non possiamo studiare noi stessi. È perché tutto è raggiunto solo da un livello superiore. Questo l’unico modo in cui possiamo ottenere la radice, e di conseguenza non conosciamo noi stessi perché la nostra radice, la potenza, il piano, è su un livello superiore rispetto a noi. I motivi sottostanti la nostra essenza rimangono irraggiungibili.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 2.03.2014

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Dr. Michael LaitmanCommento: Siamo tornati ad un “Impiccio Babilonese” come conseguenza di una spirale globale della storia. Infatti è successo che gli Ebrei abbiano portato l’intero mondo a questa condizione visto il ruolo rilevante che hanno giocato nel progresso scientifico e tecnologico. E quindi hanno facilitato il processo.

Risposta: Il gruppo di Abramo ha mantenuto un contatto diretto con la forza superiore, la forza positiva della natura, e l’equilibrio con la natura comprende due forze di base binarie (più-meno, assorbimento-separazione, etc.). Senza questo contatto, la filosofia, le varie scienze ed altre tendenze verso lo sviluppo che sono state portate in questo mondo dagli Ebrei non sarebbero mai comparse.

Se non fosse per il gruppo che era connesso alla spiritualità a quel tempo, l’umanità si sarebbe espansa in quantità ma non in qualità. Il suo progresso non sarebbe stato fondato sulla realizzazione spirituale. Soggetti come la geografia, storia, biologia, zoologia o qualsiasi altra branca della scienza che esplora questo mondo materiale non sarebbe emersa.

Non è qualcosa che riguarda gli ebrei di per se stessi ma piuttosto riguarda la loro connessione con la forza positiva che gli permette di collegare i più ed i meno e di vedere la Natura come un sistema.

La scienza è uno studio sistematico della natura al livello inanimato attraverso discipline quali la fisica, la chimica la cosmologia e l’astronomia. I livelli vegetale ed animale sono studiati attraverso la biologia, zoologia, botanica ed altro. La scienza studia la natura inanimata, vegetale ed animale, mentre la psicologia esplora il comportamento umano.

Allora se scaviamo abbastanza a fondo, troveremo che gli Ebrei hanno dato il via a tutte le scienze. Tra le altre cose, i filosofi religiosi del medioevo che hanno studiato questi argomenti hanno scritto che gli antichi Greci avevano imparato le basi della loro filosofia dalla Kabbalah e, come sappiamo bene, tutte le altre discipline sono originate dalla filosofia.

Domanda: Allora l’intero potenziale scientifico e tecnologico riguarda la connessione di due forze maggiori, quella positiva e quella negativa. E’ stato trasmesso all’umanità attraverso il gruppo di Abramo, è giusto?

Risposta: Si. E’ così per via del fatto che la conoscenza dell’umanità deriva da uno stato di equilibrio con la Natura. La condizione affinchè questo equilibrio sussista è la nozione “Ama il tuo prossimo come te stesso”. Succede sotto la condizione che entrambe le forze negativa e positiva siano in equilibrio, che così lasciano che la terza, la forza superiore della Natura chiamata il Creatore emerga tra di loro.

Comunque, solo i cabalisti sono capaci di percepire questa forza. L’Equilibrio può essere capito attraverso la metodologia che gli Ebrei, il popolo di Israele, hanno rivelato al resto del mondo.

Allora dopo tutto è abbastanza naturale che siamo noi quelli che vengono incolpati per tutto quello che succede nel mondo. Comunque abbiamo sempre bisogno di scienze per via del fatto che questo hanno la loro propria funzione. Ma in nessun modo queste ci portano al mondo superiore, la sorgente di tutti i mezzi di governo di questo regno materiale. Esse esplorano solo questa realtà fisica. Comunque le scienze accelerano la nostra crescita e ci fanno sentire a disagio per la nostra incapacità di ottenere la spiritualità rimanendo al livello materiale.

Oggi la scienza ha imboccato un vicolo cieco e non c’è più spazio per un ulteriore progresso scientifico. La penetrazione della scienza nella materia è puramente meccanica. Inoltre non c’è un vero motivo per un ulteriore sviluppo delle scienze. I nostri passi in avanti sono egoisti e questo è la base di tutto quello che facciamo, il nostro desiderio di sentirci il meglio possibile. Vediamo che la scienza non è adatta in modo immediato al compito di migliorare la vita, il mondo e la società. Al contrario ci fa persino sentire peggio. Ed allora perché ne abbiamo bisogno? Meno sappiamo meglio dormiamo.
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Da Kab.TV “Babilonia ieri ed Oggi” 27.08.2014

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