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La cura per la depressione è la connessione con altre persone

Il giornale “Globes” ha pubblicato un ampio articolo “sull’industria della felicità”, la quale ci rende sempre più infelici. Il tasso di depressione in occidente è in costante crescita, mentre l’età media delle sue vittime sta scendendo. In accordo ai dati dell’Organizzazione Mondiale della Salute, per il 2020 la depressione sarà la seconda causa di disabilità e morte nel mondo, superata solo dalle malattie cardiovascolari.

La persona moderna si sta immergendo nella solitudine, ma la società non le da un salvavita. Ad eccezione dell’Islam, il ruolo della religione come fonte di appoggio è ridotto a niente. Le comunità stanno cadendo a pezzi ed il concetto di una grande famiglia felice nei paesi occidentali sta diventando senza senso; visto che le persone si sono spostate nello spazio delle comunicazioni virtuali, suppongono erroneamente che da ora in avanti possano dirigersi senza un ambiente reale. Come risultato, la persona cerca la soluzione a tutti i problemi in se stessa, dentro il suo guscio, nello schermo di un computer.

La vita di una società che soffre di deficit di attenzione, vola alla velocità di un fulmine. La gente di twitter emette piccole vibrazioni con la speranza di avere il tempo di esprimere qualcosa che non sarà ascoltato più tardi da nessuno. Qualsiasi cosa richieda uno sforzo interno, persistenza e tempo è rifiutato alla radice. Quando una persona è vuota non ha una meta reale, si preoccupa e si deprime rimanendoci dentro. Quindi, dove possiamo conseguire quella meta? Dove possiamo trovare un significato?

Oggigiorno tutte le ricerche serie affermano che la felicità si trova nel contatto con gli altri, nella dazione e che il vero significato può essere rivelato solo nell’interconnessione tra noi. Viktor Frankl, il famoso psicologo austriaco, dice che una persona seduta in casa che cerca di trovare il significato per conto proprio, è come qualcuno che cerca di entrare da una porta aperta senza capire che questa si apre dall’interno invece che dall’esterno.

“Non troverai la felicità in un guscio”, dice uno degli esperti intervistati dal giornale “Globes”. Focalizzandosi su se stessa invece di tendere la mano agli altri, la persona incrementa solo il suo narcisismo e la depressione.

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Fantasie utili e dannose

Domanda: Se l’immaginazione interferisce con l’approccio scientifico e porta alla religione e alla filosofia, allora come può esserci d’aiuto l’immaginazione nella ricerca scientifica?

Risposta: L’immaginazione che ci aiuta non è una forma astratta separata dalla materia, ma la forma della parte superiore che prende corpo su di noi. Ogni informazione genetica, la Reshimò, è composta da due parti: l’informazione che riguarda il desiderio “di oggi” (Reshimo de Aviut) e l’informazione che riguarda la Luce “di domani” (Reshimo de Hitlabshut).

Per esempio, prendiamo un paio di Reshimot, Ghimel de Aviut/Dalet de Hitlabshut, “3/4.” Quando io realizzerò la Reshimò “3,” sarò in grado di ricevere la forma della parte superiore dal livello “4” che è in esso, e ci si riferisce a questa situazione come alla fantasia creativa. Io non la ricevo con la sua realizzazione, ma solamente come un esempio.

La Reshimo de Hitlabshut ci suggerisce una nuova forma futura, perché si tratta sempre di un livello superiore al nostro stato attuale. Queste sono “memorie” che sono rimaste in noi dall’espansione dei passi compiuti dall’Alto verso il basso, e adesso noi possiamo salire grazie a loro.

L’uomo funziona come una macchina. Se disponiamo di queste informazioni genetiche, le Reshimot, allora saremo in grado di lavorare grazie ad esse, ma se non le abbiamo, non ce la faremo. Se tutta la memoria di un uomo fosse cancellata, egli non saprebbe come fare a muovere volontariamente un dito. Avete visto i gesti indifesi dei bambini appena nati? Questi bambini non sono capaci di compiere coscientemente nemmeno il più piccolo movimento.

Tutto proviene solamente dalle Reshimot, e quando io sarò in grado di realizzare correttamente il mio desiderio (Reshimò de Aviut) al mio livello, allora sarò in grado di ricevere il livello della parte superiore che prende corpo su di me (Reshimò de Hitlabshut) nella forma di un esempio. La fantasia ci aiuta a lavorare su questa base.

Questa non è una fantasia vacua che non ha alcun punto di contatto con esso, le Reshimot, ma si tratta di una forma reale che si deve manifestare.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 2.01.2011 “la Saggezza della Kabbalah e la filosofia”)

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L’ opposizione religiosa alla Kabbalah

Domanda: Perché c’è questa opposizione all’apprendimento della Kabbalah da parte del mondo religioso ortodosso?

Risposta: La saggezza della Kabbalah è stata rivelata grazie ad Adamo (“il primo uomo”) 5,770 anni fa. Egli scrisse un libro su questo argomento intitolato Raziel HaMalach (L’Angelo Raziel). Questo insegnamento è continuato attraverso i suoi studenti, e venti generazioni più avanti, arrivò Abramo, un saggio che visse nell’antica Babilonia.

Abramo adorava le stelle, gli spiriti, e gli alberi e costruiva idoli fino a quando la saggezza della Kabbalah non gli fu rivelata nella sua forma completa. Egli ne scrisse nel libro intitolato Sefer Yetzira (Il Libro della Creazione).

Abramo condusse i suoi discepoli fuori da Babilonia verso la terra di Canaan. Con loro organizzò un gruppo Kabbalistico, che durò fino alla caduta del Tempio. Tutti loro vissero legati come una società globale e completa, come un solo uomo con un unico cuore. Tuttavia, 2,000 anni fa, al tempo della distruzione del Tempio, essi abbandonarono l’amore fraterno per l’odio senza ragione.

Questo evento è ciò che viene chiamato la “distruzione-caduta” poiché essi caddero dal mondo globale dentro l’egoismo umano. Questo è il modo in cui persero la sensazione del mondo spirituale, della dimensione superiore, ed incominciarono a percepirsi come facciamo tutti noi adesso, cioè sentirono di esistere solamente nel nostro mondo, ognuno separatamente ed egoisticamente.

Invece di vivere nella saggezza della Kabbalah e in un sistema collettivo e completo, essi incominciarono a fare esperienza solamente del nostro mondo, come fanno gli uomini ancora oggi. In quel tempo, la Kabbalah, che è saggezza, conseguimento, conoscenza, e scienza spirituale fu sostituita dalla religione e dalla fede religiosa. Infatti, non gli uomini non erano più capaci di vedere il mondo spirituale.

Questo è il modo in cui viviamo oggi. Nacquero religioni come il Giudaismo, dal quale nacque il Cristianesimo, seguito dall’Islamismo. Tutte queste religioni esistono perché il mondo spirituale, globale e completo è nascosto ai nostri occhi.

Ma una volta che si sarà svelato, non ci sarà più posto per le religioni. Diventeranno le tradizioni culturali di una nazione. Questa è la ragione per cui c’è questa opposizione tra Kabbalah e Giudaismo, che dura da 2,000 anni.

Gli uomini religiosi odiano la Kabbalah, perché la Kabbalah spiega loro che vivono nell’oscurità e che non comprendono dove sono e cosa stanno facendo. Ad ogni modo, verrà un tempo, e sarà nei nostri giorni, in cui dovremo innalzarci dal livello della fede cieca al livello della conoscenza spirituale.
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(Dalla mia lezione tenuta a Parigi l’1/02/2011)

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Come riconoscere un vero Kabbalista

Baal HaSulam, “La saggezza della Kabbalah e la filosofia”: e come il Re Salomone non ha potuto evitare che Asmodeo si sedesse sul suo trono, pretendendo di essere lui non appena arrivò a Gerusalemme, i saggi della Kabbalah osservano la teologia filosofica e si lamentano che ha rubato il guscio superiore della loro saggezza, che Platone ed i suoi predecessori greci hanno acquisito studiando con i discepoli dei profeti di Israele. Essi hanno rubato gli elementi di base della saggezza di Israele ed hanno vestito un mantello che non era di loro proprietà. Fino ad oggi, la teologia filosofica si è seduta sul trono della Kabbalah, essendo l’ereditiera della sua padrona.

I filosofi greci studiarono dai profeti, visto che la Kabbalah era aperta a tutti dall’epoca di Abramo. Tuttavia, non potettero ascendere fino all’altura della realizzazione spirituale, perché questo esige enormi sforzi. È per questo che i filosofi presero solo la parte esterna di questa saggezza, il loro obbiettivo non era correggere la natura umana, ma solo acquisire conoscenza.

Il primo segno mediante il quale si può distinguere un kabbalista è vedere di chi è studente. È impossibile, ottenere la spiritualità, senza essere un devoto studente vicino ad un vero kabbalista. Anche se essere uno studente di un vero kabbalista, non garantisce ancora il successo spirituale, per lo meno è la prima condizione necessaria per arrivare a questo.

Il secondo segno di un kabbalista è che il metodo che sta offrendo deve essere diretto solo alla correzione dell’ egoismo dell’ uomo. Questo è precisamente quello che colloca la Kabbalah a parte dagli antichi filosofi greci (religioni, credenze, metodi spirituali, ecc). Essi rubarono la coperta esterna della Kabbalah (il discorso dei mondi superiori, il mondo a venire, ricompensa e castigo e così via) e cominciarono ad usarlo ed a svilupparlo egoisticamente, con il fine di manipolare piuttosto che di correggere la natura umana.

Questi sono i due segni principali che differenziano un kabbalista da un non kabbalista. Per di più, non solo la filosofia ma tutti i metodi in generale, incluso quelli scientifici, impiegati dall’ uomo con la speranza di correggere il mondo ed ottenere una vita migliore, corretta, e più o meno sopportabile, dimostrano eventualmente la loro falsità.

Può non manifestarsi nelle conclusioni scientifiche in sé, ma nell’affermazione che in questo modo è possibile correggere il mondo e portare la felicità all’ umanità. Fino a che non sia chiaro come il giorno, le persone regolari nelle quali non si è ancora risvegliata un’urgenza speciale verso la spiritualità (il punto nel cuore), non tratteranno seriamente la Kabbalah.

Così, solo chi ha studiato da un riconosciuto kabbalista può essere lui stesso un kabbalista. Un autentico kabbalista offre inoltre un metodo di correzione dell’ egoismo, non tutta una serie di “miracoli” od azioni fisiche con l’ aiuto delle quali si suppone che si riceva una ricompensa o un castigo dall’ Alto.

In altre parole, questa non è né una religione, né un sistema di credenze, né filosofia, né teologia, e neppure le scienze naturali del nostro mondo, ma un metodo per correggere il nostro egoismo con il proposito di ottenere l’ unità e l’ amore. Questo metodo può essere rivelato alle masse solo dopo che l’ umanità si sia convinta che tutti gli altri metodi non possono portarla alla salvezza.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’ 11.01.2011, “La saggezza della Kabbalah e la Filosofia”).

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L’ eterna ricerca della spiritualità

Tutta l’ umanità, eccetto i kabbalisti, è certamente impegnata a cercare di raggiungere la spiritualità, il Creatore. Ciò si applica anche ai secolari che non hanno niente a che vedere con la spiritualità e conducono un tipo di vita semplice, animale.

Tuttavia, se guardiamo un po’ più in profondità, tutte le loro azioni ti diranno che anche loro la stanno cercando. Tutto il mondo la sta cercando a modo proprio, attraverso la cultura, la musica e la letteratura; però trattano queste cose come se fossero una specie di divinità, qualcosa di elevato, grande ed eterno. Si relazionano anche con la scienza allo stesso modo.

La ricerca di risposte scientifiche è anche adorare altri dei, perché le persone stanno cercando di raggiungere la spiritualità attraverso la scienza, scoprendo quello che è nascosto nella natura. Loro stanno cercando nel livello dei loro piccoli desideri.

Tuttavia, non sanno neppure cosa stanno facendo. In verità, oltre alla sua vita animale, l’ umanità sta cercando solo la spiritualità. La gente, semplicemente non la conosce e continua a vagare come le vacche in un prato.

Ogni persona sente che sta cercando nella maniera corretta, in accordo all’ Aviut (spessore) del suo desiderio; ma con l’ egoismo crescente di generazione in generazione, la ricerca di una persona si avvicina alla saggezza della Kabbalah; e quando si avvicina alla Kabbalah, cominciano le domande: “Qual è il significato della mia vita? Perché sto vivendo? È tutta una follia, voglio essere in un altro livello. Voglio conoscere il Creatore, voglio rivelarlo”.

Non voleva rivelare la spiritualità precedentemente? Anteriormente, credeva di poter rivelare la spiritualità scoprendo una nuova legge della natura, per mezzo della creazione dell’ arte o della letteratura, o per mezzo delle preghiere o della meditazione; ma dopo tutte queste ricerche, la gente arriva ad uno stato in cui deve semplicemente raggiungere il Creatore nei suoi nuovi organi di percezione, che si stanno rivelando. Questa è la saggezza della Kabbalah.

Abramo prese con lui gente simile. Tuttavia, non ci stiamo riferendo all’uomo che andò nella terra di Canaan, ma al desiderio di ricevere di tutta l’umanità, che è la classificazione in sé in accordo alla sua affiliazione con questi insegnamenti. Questo è proprio quello di cui ci parla la Torà: un desiderio globale, universale.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.12.2010, “La saggezza della Kabbalah e la Filosofia”)

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Una superstizione comune

Domanda: I saggi hanno detto che la Kabbalah non può essere insegnata a chiunque non abbia abbandonato “l’ idolatria e la superstizione”. Cosa significano queste cose?

Risposta: “Superstizione” significa pensare che la nostra vita dipenda dal cambiare la forza superiore unica del “Buono e Benefattore”, al di fuori della quale non esiste nient’ altro. Tutto il resto è considerato superstizione: la fede nel governo, nel proprio potere, nelle forze della natura, nella sorte, nei demoni e negli spiriti, sia quel che sia, eccetto che nell’ unico Creatore che ci porta solo il bene.

Pertanto, la superstizione, è qualunque condizione dell’ uomo, nella quale egli non vede se stesso vivere in un mondo reciprocamente connesso, chiuso, in un sistema integrale nel quale l’ unico potere governante è la forza dell’ amore e della dazione. Se egli non ha una chiara percezione di questo tipo, significa che non ha fede. Qualsiasi altro tipo di percezione e carenza di desiderio per raggiungere la fede è chiamato superstizione o credenza in forze diverse, estranee.

Tuttavia, chiaramente, stabiliamo delle aspettative per ogni persona in accordo al suo sviluppo, allo stesso modo in cui ci aspettiamo sempre di più da un bambino, ogni anno, a seconda della sua età. Pertanto, non incolpare un laico per non essere nel mondo dell’Infinito e non sentire un unico Creatore. Comunque, ognuno, in qualche modo, deve trovare un modo di visualizzarlo nel proprio livello, se è un essere umano.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13 Dicembre 2010, “Una serva che eredita dalla sua padrona”)

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Come diventare sicuro e libero

Domanda: Da quando ho incominciato ad occuparmi di Kabbalah, mi sento così piccolo, proprio come un minuscolo embrione, e mi sento sempre meno sicuro.

Da dove mi viene improvvisamente la vera certezza in questa unica forza che controlla tutta la creazione, mi crea tanti problemi e nella quale trovo il mio unico sostegno?

Risposta: Di solito è la religione che da all’ uomo la sicurezza, quando crede in un Creatore che è buono e si occupa di lui, sul quale è possibile fare affidamento. Questa sensazione è molto diffusa e profondamente radicata nell’ uomo e lo sostiene, e perciò i Kabbalisti non prendono posizione contro le religioni.

Arriva però il tempo quando nell’ uomo si risveglia un nuovo desiderio, ed egli non riesce più a tranquillizzarsi con la precedente fede cieca. Egli cresce e si sviluppa allontanandosi da lei; non gli sono più sufficienti le azioni tradizionali. Egli vuole conoscere il Creatore!

Idealmente noi dovremmo sollevarci dalla religione (dat) alla conoscenza (daat) e, come detto, conoscere il Creatore”. Ma in pratica ciò non succede.

Praticamente questo può avvenire solamente tramite un legame con un gruppo di kabbalisti.

Non c’è altro mezzo. Il gruppo dovrà rappresentare per te il luogo dove potrai raggiungere il Creatore, la facoltà del dare, della dazione.

La sensazione d’ insicurezza nasce solo dalla mancanza di questa facoltà. Non appena sarai in grado di dare, ti sentirai completamente sicuro di te e sarai anche libero da te stesso. Dare è Binà.

Allora potrai vivere senza alcun timore, preoccupandoti di una sola cosa: quand’ è che con le mie azioni sarò in grado di emulare le azioni dei “Padri” ? Quando sarò in grado di dare al Creatore? Ossia salire oltre Binà?
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(Dalla lezione sull’ articolo “La serva che ha ereditato dalla padrona” del 13.12.2010)

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La vita con molte incognite

Una persona che vive in questo mondo, non sa quello che le succederà nel momento successivo. Non capisce perché le sono successe le cose di ieri e da dove provengono i suoi pensieri e desideri. Sente che delle forze impercettibili la controllano, come se fosse sospesa nell’ aria in relazione al suo passato, al presente ed al futuro. Cerca di scoprire qualche tipo di appoggio, cercando una spiegazione dell’universo con l’aiuto del ragionamento logico e delle ipotesi.

Il suo ego cresce e si pone sempre più domande sulla vita e su quello che la aspetta dopo la morte. Quanta più forza acquisiamo attraverso lo sviluppo della tecnologia, che si oppone alla natura, con più forza la natura si manifesta contro di noi, forzandoci a scoprire la risposta su come siamo governati e quale è il significato della vita. Come risultato, ci sentiamo come se fossimo nello spazio vuoto.

Quando l’uomo viveva nelle caverne e cacciava i mammut, pensava di sapere tutto sulla sua vita. Sentiva e capiva il mondo meglio di noi. Dall’altro lato siamo insoddisfatti di tutte le teorie che esistono. Abbiamo bisogno di una risposta chiara, perché siamo incapaci anche di regolare la nostra vita quotidiana. Nascono tante domande che non possiamo combattere con esse.

Come in quelle matematiche. Per trovare un’incognita, è sufficiente avere un’equazione. Per scoprire due incognite, c’è bisogno di due equazioni. Però, nelle nostre vite, finiamo con molte incognite e con sempre meno dati e fatti con i quali creare una formula.

Le spiegazioni religiose o filosofiche del passato non funzionano più, non possiamo confidare in esse; esigiamo fatti e prove, cioè una realizzazione. Se sappiamo di non avere libero arbitrio, allora dobbiamo costruire una società totalmente diversa, così come le sue relazioni, un sistema differente di castigo e giustizia. Il problema che la Kabbalah propone di risolvere non è teorico, ma molto pratico: determinare dove e come possiamo influenzare e realizzare questa opportunità.

(Dalla quarta parte della lezione quotidiana del 28 Novembre 2010 – Corpo e Anima).

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Segnali radio del Creatore

Domanda: Mi chiedono con frequenza cosa è la Kabbalah, ed io cerco di spiegare la sua essenza ed il suo scopo. In risposta, la gente riconosce e dice: “Si, anche io sento la stessa cosa. Si, capisco di cosa parli”. Allora, cosa è il punto nel cuore? In cosa si differenziano quelli che hanno il punto nel cuore dagli altri che stanno anche cercando qualcosa?

Rav: Il punto nel cuore è parte del Creatore. Si rivela in te ed allora ascolti un “segnale radio” che ti convoca ad esso. Noi riconosciamo il punto nel cuore quando questo conduce la persona alla Saggezza della Kabbalah, a questo luogo che è la rete dalla quale sono arrivati tutti i nostri punti.

La Kabbalah, non sono i libri in sé, ma una saggezza, un piano del sistema generale. I libri dei kabbalisti ti portano la forza da questo piano e per mezzo di questa forza, tu attivi il tuo primo impulso spirituale. Di fatto, non sei uscito del tutto da questo “sistema di protezione”. Sei stato sempre in esso, connesso agli altri e questo vostro corpo generale e comune, ha vita. È Malchut di Ein Sof, che esiste in maniera reale, ma non senti di appartenervi. Invece della sua finestra principale, ti senti in una “finestra” piccola completamente diversa. Sei nello stesso posto, ma occupi un altro mondo, sprovvisto di ogni contatto mutuo integrale.

Esistono due “finestre”: una naturale, o più precisamente, reale, profonda; un’altra virtuale. Adesso, il nostro mondo fittizio occupa tutto lo schermo, ed insieme ad esso, esiste anche uno schermo interiore, in esso, tutti siamo nello stato di Ein Sof (Infinito) e su questo schermo parlano i kabbalisti. Io desidero arrivare ad esso per mezzo del mio punto nel cuore, voglio passare dallo schermo virtuale a quello reale, al luogo nel quale sono connesso a tutti; e se davvero il mio punto nel cuore si è risvegliato, io mi trovo in un gruppo. Apro i libri che mi parlano di questo schermo interiore e li leggo, attraggo da lì la Luce che comincia a potenziarmi; ma se la persona non ha nessun interesse nei libri di Kabbalah, nell’unione del gruppo, se non sente questa necessità interiore, allora non ha il punto nel cuore. Immagina ogni genere di cose che non sono chiare e cerca più spiritualità in India, nelle religioni e nelle credenze, nelle meditazioni, nella New Age, ecc …

A differenza di questa persona, una che ha il punto nel cuore non può più sviarsi dal cammino. Si, può prendersi del tempo per ogni sorta di problemi, ma cambiare il suo punto nel cuore per qualche altra cosa, mai!
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(Dalla lezione quotidiana sull’articolo, L’essenza della religione ed il suo scopo, di Baal HaSulam, del 22 Novembre 2010)

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Il giorno dell’espiazione

Fra alcuni giorni osserveremo un giorno speciale chiamato Yom Kippur (Giorno del Giudizio). Tuttavia, una persona non sa quale stato interiore sentirà un cabalista in quel giorno e quando avrà lo stato chiamato “Giorno del Giudizio”. Gli stati interiori di una persona non arrivano in accordo al calendario.

Gli stati che qualsiasi persona attraversa possono essere personali o generali. A livello generale, le persone seguono le tradizioni comuni di ogni giorno festivo. Quando un gruppo di kabbalisti arriva all’unità e attraverso questa, ottiene un certo stato interiore chiamato “giorno di festa”, questo stato non sarà relazionato al giorno festivo generale osservato da tutte le persone. Il giorno festivo interiore avviene in accordo al personale stato interiore della persona, mentre il giorno di festa generale ha luogo secondo il calendario. Le tradizioni ed i costumi, così come ogni specifico giorno, hanno una radice spirituale più elevata. Pertanto, un kabbalista desidera anche seguire le tradizioni insieme agli altri, come è scritto: “Il Creatore resta con il Suo popolo”. Tuttavia, allo stesso tempo, i kabbalisti restano nel loro personale stato interiore.

Le persone religiose seguono costumi e tradizioni, mentre i kabbalisti compiono azioni interiori nelle loro anime, nel connetterle ad altre anime nell’anima comune di Adamo. Facendolo, danno piacere al Creatore e si correggono. La correzione è possibile solo unendosi agli altri, come è scritto: “Ama il tuo prossimo come te stesso, questa è la grande legge della Torà”.

Le persone di tutto il mondo pregano il Creatore (ognuno di loro dirigendosi al suo Signore) e chiedono il perdono; ma forse vale la pena spiegare loro che il pentimento funziona solo rispetto ad “ama il tuo prossimo” e dipende se sei “a favore” o “contrario”. Possiamo renderci conto se pecchiamo oppure no, comparandoci con questa regola. Questa è l’unica legge che dobbiamo seguire, come è scritto: “Ama il tuo prossimo come te stesso è la regola principale della Torà”.

Se tutta l’umanità si riunisse virtualmente per chiarire cosa è “ama il tuo prossimo”, tanto fortemente quanto il Creatore lo esige da noi e per chiarire quanto lontani siamo ancora da questo stato, questo sarebbe un vero giorno dell’espiazione (Yom Kippur) e ci porterebbe fino al Purim (in ebraico Kippur ha lo stesso significato di Purim), la correzione completa.

Quando le persone pregano per il perdono, per loro è molto importante sapere cosa chiedere. Ci lamentiamo e supplichiamo per tanti anni, ma questo non aiuta. Il Creatore non può sentire le nostre preghiere in questa maniera. È così perché la maniera di dirigersi è opposta al pianto corretto; non stiamo pregando per sentire l’amore per il nostro prossimo ed il Creatore non ascolta nessun’altra richiesta. In questo modo, voltiamo le spalle all’Unico che può redimerci e gridiamo nella direzione opposta. Questo è il Giorno dell’Espiazione per la maggioranza delle persone.

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