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Tutto dipende dalla meta

Domanda: “Non esiste nulla tranne Lui” è un mantra religioso ricorrente. Ma qual è la differenza tra l’impegno di una persona che non ha il punto nel cuore e quello di un kabbalista per rivelare la forza superiore in ogni azione, per amarla e rimanerle sempre connesso?

Risposta: Tutto dipende da ciò che vogliamo raggiungere, ovvero se si tratta del nostro piacere personale, oppure della dazione e dell’amore per il Creatore che si manifesta negli esseri creati.

La domanda è: cosa vogliamo dallo studio e dalla realizzazione della Kabbalah? Perché il “ricevere per noi stessi” non ci porterà a nulla in questo caso. Se questo è il nostro scopo, allora dedichiamoci ad altre tecniche spirituali, alla meditazione, e impariamo a sentirci meglio. Non c’è nulla di tutto questo nella Kabbalah.

Nello studio della Kaballah è necessario un grande sforzo, occorre sudare e addirittura soffrire fino a che non si impara come autogestirsi attirando la Luce circostante.
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Dalle lezioni di Kabbalah in lingua russa, 13/05/2018

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La Kabbalah e la fede

Da “L’Amore degli Amici –2”, di Rabash: Quindi deve usare il discernimento della fede per avere sicurezza di poter arrivare allo scopo e non disperarsi nel lavoro e scappare dal campo. Ma credere che il Creatore può aiutare anche un uomo basso e vile come lui; quindi che il Creatore lo avvicinerà ed egli sarà meritevole della Dvekut (adesione a Lui).

Raggiungere lo scopo non è facile. Ma il fatto è che ti è stato dato un gruppo, un ambiente per aiutarti. È necessario creare in anticipo un ambiente di questo tipo che possa sostenerti nei momenti di discesa. Se lo crei, ti assicuri in anticipo che la tua discesa sarà molto speciale, morbida, comprensibile e ci sarà un barlume di Luce all’interno di questa discesa.

Domanda: Qual è il concetto di fede nella Kabbalah?

Risposta: La fede è la qualità della dazione.

Domanda: Allora perché si dice la fede nei saggi? Di che si tratta?

Risposta: La fede nei saggi è quello stato in cui ho già capito quanto essi comprendano la situazione e quindi sono pronto a seguirli come un bambino. Nonostante il fatto che io non capisca di cosa stiano parlando, sostengono che questo è ciò che deve essere fatto, e così io lo faccio.

La mia fede in loro si basa sul fatto che comprendo la loro grandezza. Mi sottometto al superiore, come inferiore. Quindi, la fede è il sentimento della grandezza del Partzuf superiore, dello stato superiore, dell’anima superiore.

Questo sentimento arriva quando me lo sono guadagnato. Ho bisogno di lavorare sodo per questo.

Domanda: Non è come quando qualcuno mi dice qualcosa e io ci credo?

Risposta: No. Un tale approccio non mi salverà. La persona inizia a credere quando si trova in uno stato di disperazione, quando non ha altra scelta o quando ha attraversato un’accurata analisi ed è convinta che sia così.

Domanda: Ma allora qual è la differenza tra la religione e la Kabbalah?

Risposta: La religione dice: “Devi chiudere gli occhi e credere in quello che ti viene detto”. Mentre la Kabbalah dice: “Un giudice ha solo quello che vedono i suoi occhi” (Sinedrio 6b).

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Dalla trasmissione di KabTV “L’ultima generazione”, 22/03/2018

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Non è semplice mettere in pratica ciò che insegna il Dalai Lama…

Nelle News (The Earth Chronicles of Life): “‘Il Dalai Lama ha rivelato il segreto per la felicità’:

Il XIV Dalai Lama del Tibet ha detto a Riga, durante gli insegnamenti spirituali per i buddisti della Russia e degli Stati baltici, che bisogna avere meno invidia e rabbia, più amore e compassione; che solo attraverso questo l’essere umano può arrivare all’armonia dell’anima”.

“L’uomo è consumato dalla rabbia, dall’invidia, dal senso di competizione, dalle paure e da altre emozioni negative che portano alla sofferenza, mentre la felicità viene raggiunta non attraverso la realizzazione di desideri sfrenati, ma attraverso la ‘pace della mente’. In questo cambiamento gli saranno d’aiuto la compassione e l’altruismo”.

Il Dalai Lama ha detto: “È già stato scientificamente provato che la rabbia distrugge letteralmente il sistema immunitario, mentre la compassione e la pace della mente lo rafforzano. Se tratti gli altri con compassione e altruismo, allora in te diminuiranno i livelli di malizia, invidia e competizione e aumenterà la felicità’.

Ha detto: “Un sistema di valori materialista rende l’essere umano un usurpatore di denaro.
I desideri non controllati distruggono sia l’uomo che l’ambiente, e questo non porta felicità a nessuno. La felicità arriva quando la mente è in pace, quando nell’anima vi è pace. Perciò è così importante allenare la vostra mente”.

Il mio commento: Ha assolutamente ragione, ma come si può mettere in pratica tutto questo?

Nota: In linea di principio, è chiaro di che cosa sta parlando il Dalai Lama: è una visione specifica del mondo, che include la meditazione …

Il mio commento: Questo metodo è perfetto per le persone con pochissimo egoismo, cosa che si è manifestata nell’umanità migliaia di anni fa. Certo, anche oggi è applicabile, ma solo in alcune parti del mondo dove può essere realmente proposto e accettato.

Domanda: Come si può raggiungere uno stato di felicità?

Risposta: Per fare questo devi cambiare l’essere umano affinché possa, di conseguenza, cambiare il mondo, in modo che il mondo non insegua obiettivi artificiali, ma tutto sia in equilibrio con la natura e le altre persone reciprocamente.
È possibile, ma non attraverso la tecnica dello starsene seduti e sentirsi felici.

Domanda: Hai detto che l’ego si svilupperà e crescerà e che non c’è via di uscita da questo. Cosa si può fare con l’egoismo che cresce e mi uccide?

Risposta: Ne ho parlato molte volte. Non possiamo fare nulla finché non mostriamo alla gente che questo stato finale ci porta alla distruzione e invece esiste uno stato eterno e perfetto che possiamo ottenere in questo mondo ora, oggi; dobbiamo convincere l’umanità di questa possibilità.

Domanda: Come si può fare tutto questo?

Risposta: Solo lavorando su noi stessi, portandoci in uno stato in cui possiamo veramente diventare un esempio di relazioni umane corrette, trovando la felicità e la massima qualità nei rapporti tra di noi.

Domanda: Come dovrebbero essere le nostre relazioni?

Risposta: Dovremmo amarci reciprocamente. Il Dalai Lama ne parla e solo questo stato deve essere raggiunto. Non è facile e si realizza attraverso uno sforzo tremendo e con un metodo affidabile che collega l’impossibile con il desiderato. È necessario arrivare a questo? Si, certo che è necessario. Esiste un’opportunità? Esiste, ma è difficile da mettere in pratica perché dobbiamo rimodellare la natura umana, cambiarla.

Domanda: Come cambia la natura umana?

Risposta: Solo sotto l’influenza della rivelazione della forza superiore. Nel tentativo di unirci riveliamo questa forza. Vogliamo che questo potere ci cambi, ma solo questo! Non abbiamo bisogno di diventare brave persone……lo siamo già!

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Dalla trasmissione di KabTV “Le notizie con Michael Laitman”, 20/06/2018

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Qual è la differenza tra uno scienziato e un kabbalista?

Domanda: Qual è la differenza tra uno scienziato e un kabbalista?

Risposta: Il kabbalista è un ricercatore proprio come lo è lo scienziato; l’unica differenza fra loro è che il kabbalista ha semplicemente più strumenti universali di conoscenza nelle proprie mani. Egli si eleva al di sopra della propria natura animale ed esplora ciò che viene chiamato “la natura spirituale”.

Gli scienziati studiano ciò che è dentro di loro sin dalla nascita e, quindi, percepiscono tutto all’interno del quadro del nostro mondo. La differenza tra un kabbalista e uno scienziato è solo nel campo della loro comprensione. Pertanto, un kabbalista è lo stesso tipo di scienziato, solo impegnato nel prossimo livello, nel mondo superiore.

Se nel nostro mondo uno scienziato deve sviluppare normalmente i propri sentimenti e la propria mente sia qualitativamente che quantitativamente, un kabbalista deve sviluppare completamente nuovi desideri, pensieri e caratteristiche intellettive, che non hanno nulla a che fare con il mondo fisico. Il mondo superiore viene percepito ed esplorato in questi nuovi desideri e pensieri, e questa è la saggezza della Kabbalah.

Domanda: Sono stati creati vari strumenti come i microscopi e i telescopi per studiare questo mondo. Quali strumenti ha un kabbalista?

Risposta: Egli stesso è lo strumento! L’espansione della sua percezione interiore è il suo unico strumento.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa dell’11/03/2018

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Credere o non credere

Domanda: Una persona religiosa può studiare la saggezza della Kabbalah? In altre parole: possono un mussulmano, un cristiano, o un buddista diventare kabbalisti?

Risposta: Non è una questione di fede. Ciò che importa è che un individuo che ha sentito dire qualcosa, che ha letto qualcosa, oppure che ha ricevuto in qualche modo un’informazione, la accetta come un credo, ossia la usa come se fosse un dato di fatto. In tal caso è chiamato un credente.

La Kabbalah non è una fede. È una scienza che ricerca un qualcosa che non è possibile ottenere per una persona comune. Tuttavia ogni persona può raggiungere e scoprire nuovi spazi e nuove forme. Questo al giorno d’oggi viene persino discusso in fisica.

La Kabbalah conferma che ci sono materie, energie, spazi e volumi che noi non possiamo percepire. Esiste il movimento al di sopra di quel che conosciamo, al di sopra della luce e del tempo ed al di là del tempo e dello spazio.

Sembra che la scienza inizi a discutere di questo anche se gli esseri umani non riescono a percepirlo tramite i propri sensi. Lo immaginano solo teoricamente. Tuttavia, la saggezza della Kabbalah ci aiuta a sviluppare degli organi sensoriali dentro di noi che ci permetteranno di percepire e sentire luoghi che vanno oltre il tempo, la materia o le dimensioni e di esistere dentro di essi. Questi spazi sono considerati spirituali.

Domanda: Devo crederle?

Risposta: Non devi credermi quando ti dico che ciò esiste, così come non devi credere agli studiosi di fisica che ci dicono che la luce sparisce, che ci sono stelle nane bianche e rosse, altri universi oltre al nostro e così via.

Tu non devi credere a loro o a me. Tutto dipende dal fatto che tu desideri conseguire tutto questo per te stesso e che ritenga che questo sia importante per te. Se è importante per te, allora sei invitato a viaggiare verso un “altro” mondo. Se non ha importanza per te, allora puoi rimanere in questo mondo. Buona fortuna!

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Dalla trasmissione di KabTV “Le Notizie con Michael Laitman”, 20/03/2018

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E’ felice colui che non ha bisogno di nulla?

Domanda: Diverse metodologie rivendicano che “Felice è colui che non ha bisogno di nulla”; è davvero così?

Risposta: In generale sì. Se al livello materiale non ho bisogno di nulla, se tutti i miei desideri sono al di sopra del livello materialistico e mirano all’amore e alla dazione al di fuori di me, allora questa è certamente felicità.

Domanda: Alcuni metodi attenuano i nostri desideri. Se una persona fa questo sarà felice?

Risposta: Una persona che attenua i propri desideri si riduce al livello della creazione inanimata.
Se non oppone resistenza, non critica, non incolpa niente e nessuno, sarà certamente felice, ma questa felicità sarà priva di emozioni, come un sasso. In questo modo si protegge dalla sofferenza il più possibile. Tuttavia, essendo parte del resto dell’umanità, non sarà in grado di evitare i problemi. Essi arriveranno lo stesso. Inoltre, sentirà costantemente il bisogno di diventare qualcosa di più.

Domanda: Il grande kabbalista Baal HaSulam scrive che se una persona facesse una stima per valutare la propria vita e verificasse la quantità di sofferenza alla quale è stato soggetto, contrapposta a quella del piacere che ha sperimentato, sarebbe certamente propensa a togliersi la vita. In altre parole, la quantità di sofferenza è molto più grande di quella del piacere. Perché questo calcolo è nascosto alla persona? Eppure siamo tutti egoisti, facciamo calcoli in continuazione.

Risposta: Questo è necessario per il processo cumulativo interiore in modo da poter accumulare mali multipli quali amarezza, problemi, depressione e giungere ad una tale disillusione nella vita che vorremo elevarci al di sopra di essa, non per porre fine alle nostre vite, ma per elevarci veramente, per trovare la risposta al motivo per cui soffriamo: per che cosa?!

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 17/12/2017

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La Religione: un’immaginaria “sfera spirituale”

Baal HaSulam, Gli scritti dell’ultima generazione: “Tuttavia, secondo il proprio merito, che consiste nella preparazione intellettuale, l’uomo ha continuato a svilupparsi attraverso fatti e sofferenze, si è impegnato nella religione, nella politica e nella giustizia, e alla fine si è civilizzato.”

Cosa significa religione? È quando una persona crea un mondo spirituale nel proprio desiderio egoistico, non a causa della sua nascita nella spiritualità, ma dentro se stessa, nel suo egoismo.

La religione è il riflesso di quella “sfera spirituale” che immagina per sé: angeli con le ali, il Creatore seduto su una nuvola, il paradiso, l’inferno e così via. Tutto ciò è creato all’interno dell’egoismo, a proprio vantaggio.

In effetti, tutto questo sviluppo è stato posto esclusivamente sulle spalle della parte migliore della società, e le masse l’hanno seguita come un branco.

Senza dubbio, tutte le scienze, le arti, l’educazione e le religioni furono istituite e introdotte nelle masse in modo che le persone seguissero una minoranza qualitativa come una mandria. Ma anche questo “capo” dell’umanità è ancora una parte egoistica, che ha sviluppato un sistema di controllo, realizzazioni e movimenti religiosi a proprio vantaggio, in modo da poter provare il massimo comfort in ogni periodo di tempo.

Quando le masse aprirono gli occhi per prendere il loro destino nelle proprie mani, dovettero revocare tutte le correzioni e le leggi dell’autorità, come la religione, la giustizia e la politica. Questo perché tutto era in accordo con lo spirito della sovranità, secondo il suo sviluppo e per il suo bene.

Domanda: In altre parole, ad un certo punto c’è stata una protesta delle masse?

Risposta: Dipende da dove e come. Naturalmente ci furono alcuni seri tentativi di rivolta, per esempio, nel Cristianesimo: il Calvinismo, il Luteranesimo e altri movimenti religiosi. Nelle religioni cristiana e musulmana c’è stato un serio allontanamento dagli aspetti autentici iniziali delle religioni. Poi, ancora una volta, caddero in un egoismo in continua crescita.

La stessa cosa è successa nel giudaismo, che inizialmente si sviluppava sotto l’influenza della parte altruistica, la Kabbalah, completamente distaccata dalle condizioni materiali. Ma poi tutto è morto.

Durante il periodo del Secondo Tempio, gli ebrei ricaddero completamente nell’egoismo, nell’odio reciproco, e da quel momento è così che esistiamo. Abbiamo anche dimenticato che un tempo vivevamo secondo la legge dell’amore, e ora viviamo nell’odio, come nella vita quotidiana. Naturalmente, sperimentiamo noi stessi come persone normali, persino giuste, completamente inconsapevoli di essere nel più puro egoismo.

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Dalla trasmissione di KabTV “L’ultima generazione”, 11/09/2017

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Esistono amuleti kabbalistici?

Domanda: Esistono gli amuleti kabbalistici? I braccialetti rossi sono di qualche aiuto?

Risposta: Niente di tutto ciò aiuta! Assolutamente niente! Credimi. Prova a legarti un braccialetto rosso al polso e ad avvolgerti in degli stracci rossi. Niente ti aiuterà!

Domanda: Può aiutare psicologicamente?

Risposta: Qualsiasi cosa può aiutare psicologicamente. Puoi farti una toga e indossarla come nell’antica Roma. Ma dopo questo?

La psicologia spirituale arriva solo dall’influenza reciproca all’interno di un gruppo. Sebbene gli amici esistano esclusivamente nel mondo corporeo e ognuno è un egoista, loro possono influenzarsi a vicenda.

Domanda: Hai mai sentito menzionare nelle fonti i braccialetti rossi?

Risposta: No. Anche se fossero menzionati da qualche parte, assolutamente non significherebbe che si tratta di alcuna manifestazione corporea. Né Baal HaSulamRabash hanno scritto nulla a riguardo.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 19/11/2017

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Caratteristiche kabbalistiche e materiali

Domanda: Perché i kabbalisti hanno indossato cappelli e abiti speciali per migliaia di anni? Erano un tributo alla moda?

Risposta: Questa tradizione nacque in tempi antichi quando le persone che vivevano in Mesopotamia, l’antico Israele ed Egitto si coprivano la testa per proteggersi dal sole. E anche oggi i beduini coprono le loro teste come protezione dal caldo.

Per quanto riguarda i kabbalisti, in nessun modo connettono se stessi o le loro conquiste kabbalistiche con rituali esteriori. Questo non è necessario sia per le persone che per il Creatore.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 12/11/2017

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Il tempo della rivelazione della Kabbalah

Osservazione: Fino ai secoli XVII° e XVIII° la civiltà occidentale ha vissuto con la sensazione che esistesse un qualche tipo di ordine cosmico nella società e nella natura, e cioè che esistesse una forza superiore.

Il mio commento: L’uomo della civiltà occidentale visse, come si suol dire, in grazia di Dio, un Dio che inventò. Questa invenzione fu di grande aiuto per i re, per il clero ed altri organi di controllo, perché diede al re la legittimità di essere il rappresentante di Dio in Terra.

Ma, in seguito, tutto cambiò perché l’egoismo crebbe e non fu più possibile regnare sulla gente. Apparvero diversi movimenti: il Calvinismo, il Luteranesimo ed altri ancora, che diedero un forte impulso allo sviluppo del futuro.

Molto presto questi movimenti cominciarono a trasformare la religione in nuove strutture, perché quelle già esistenti non erano più utili per lo sviluppo sociale. Nelle sue relazioni sociali, economiche e politiche, la popolazione superò il confine della vecchia religione; aveva bisogno di una religione differente. Apparvero così diversi movimenti basati sulla fede.

Il Medioevo si distinse per il suo rapido sviluppo, anche se ci sembra che trascorse molto lentamente; ci furono però processi evolutivi molto seri che diedero impulso in maniera significativa a nuove possibilità nello sviluppo delle scienze, delle arti e della nascita di una nuova libertà. L’individuo cominciò a sfuggire al controllo del clero.

Nacque la necessità di controllare l’individuo. Apparvero ogni genere di movimenti nazionalisti e, in contrapposizione, non mancarono di prender vita anche movimenti socialisti e comunisti.

Domanda: Quale fu lo scopo del salvaguardare anche la religione ordinaria? Preparare l’umanità per una prospettiva più illuminata?

Risposta: L’obbiettivo della natura è dare all’uomo l’opportunità di comprendere il proprio destino e di trovare i mezzi per risolvere la domanda più importante della vita: “Perché esisto?”

Durante questi anni, anche se questa domanda sorgeva, veniva repressa con la paura e con la pressione sociale; tuttavia, dopo il Medioevo, cominciò a manifestarsi con maggiore forza in base allo sviluppo interiore della gente che non aveva più paura di essere chiamata atea, cioè non connessa al Creatore. Il teismo è la connessione con il Creatore, l’ateismo è l’assenza di questa connessione.

Domanda: Forse anche gli atei cercarono di costruire un sistema sociale basato sulla moralità, ma senza il controllo della forza superiore?

Risposta: Si. Cercarono di immaginare come si sarebbe potuto strutturare un governo senza un potere superiore, non nella forma di Dio e non nella forma del re. Questo rappresentò un cambiamento molto serio, cioè quando l’individuo viene prima di tutto.

Però l’individuo non può controllare se stesso, non può fare nulla “senza il re o senza un Dio nella propria testa”. Per questo apparvero ogni tipo di movimenti terroristici: il Fascismo, il Nazismo ecc … la gente cercava un modo per controllarsi, per mantenere il sistema in ordine e vide che non aveva successo. E così fu, colpo su colpo.

Pertanto, all’inizio del XX° secolo, dopo il rapido sviluppo della scienza, della cultura e dell’autocoscienza, la scienza della saggezza della Kabbalah cominciò a rivelarsi. Quando terminò l’era delle scoperte scientifiche e dell’arte, fu chiaro che non c’era risposta alla domanda sul senso della vita, che era apparsa anche prima del Medioevo. Neppure l’era dell’Illuminismo diede questa risposta.

E la Kabbalah fu rivelata. Cominciò a spiegare che aveva la soluzione a questi problemi. Però era irrazionale per il modo di pensare dell’umanità, perché è come prendere la teoria della relatività e cercare di applicarla alla vita quotidiana.

Nel nostro mondo non è comprensibile, e anche se lo fosse, solo in pochi ci riuscirebbero. Cosicché, di cosa possiamo parlare con le persone comuni? Comunque, in base alla saggezza della Kabbalah, tutti devono ormai essere elevati ad un nuovo livello.

Pertanto, a prescindere dal fatto che la Kabbalah sia stata rivelata o meno, è evidente che ci sia bisogno di molto tempo prima che la gente capisca che la società deve esistere secondo i suoi principi e che altrimenti non avrebbe la capacità di sostenersi.

L’umanità si avvicina gradualmente a questo stato ma non esiste ancora in esso. In questo momento il nostro gruppo kabbalistico si dedica completamente a modellare i principi kabbalistici sui quali si baserà la società futura, ad analizzarli e a svilupparli internamente, come in un laboratorio. Ma, alla fine, questa sarà la realizzazione della legge fondamentale della natura nell’umanità.

I kabbalisti hanno l’obbligo di dimostrare all’umanità che la loro metodologia è l’unica che spiega la struttura futura della natura, della società, dell’umanità e dell’educazione; senza questo, il mondo non potrà mantenersi in nessun tipo di organizzazione sociale.

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Dalla trasmissione di KabTV “L’ultima generazione”, 3/07/2017

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