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Cosa è venuto prima, la Torah o la saggezza della Kabbalah?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Cosa è venuto prima, la Torah o la saggezza della Kabbalah? Perché studiamo la saggezza della Kabbalah senza studiare la Torah, La Torah di Mosè?

Risposta: La storia ci dice che i gas hanno avuto origine dopo il Big Bang e le particelle di materia che hanno cominciato a diffondersi si sono riunite, questo è come il nostro pianeta è stato creato. Poi si sono formati gli oceani, è arrivata la vegetazione e il mondo animale, e infine, l’uomo.

L’uomo ha cominciato a svilupparsi in modo significativo circa 3.500 anni fa. Il fulcro dello sviluppo delle persone avvenne nell’antica Babilonia, che divenne la base della civiltà moderna.

Nel periodo che va da 20 generazioni fa sino all’antica Babilonia, 5.777 anni fa, è apparso un uomo di nome Adamo. Egli aveva scoperto il sistema per governare il nostro mondo, e lo ha descritto nel libro L’Angelo Raziel (La Forza Segreta). Secondo Rambam, il grande Kabbalista del 12° secolo, Adamo e i suoi studenti hanno scritto dei libri, ma nessuno di loro è arrivato sino a noi, tranne L’Angelo Raziel. Venti generazioni dopo la prima generazione di kabbalisti, è apparso Abramo.

Abramo era un sacerdote nell’antica Babilonia, e secondo il Midrash Rabba, aveva l’abitudine di uscire di notte, guardare le stelle, e chiedersi da dove provenisse la forza che muove l’intero universo. Perché le persone vivono, per quale scopo, come e chi le gestisce, chi gira tutto questo meccanismo della galassia?

Gradualmente ha cominciato a esplorare il sistema della creazione in modo molto approfondito. Naturalmente, ci sono state molte altre persone che hanno consultato le stelle, ma solo lui ha avuto la fortuna di scoprirlo, perché questa è una caratteristica speciale dell’anima.

Abramo ha scoperto il sistema della creazione e lo ha descritto nel suo libro “The Book of Yetzira” (la creazione). Si tratta di un piccolo libro di diverse dozzine di pagine, che riassumono i punti principali del sistema della creazione e di come il mondo è gestito. Questo libro, proprio come il libro di Adamo, può essere acquistato oggi nelle librerie. Gli altri scritti di Abramo non sono arrivati sino a noi.

Tutto ciò che Adamo e Abramo hanno scritto è la pura saggezza della Kabbalah. Dopo Abramo, i suoi studenti Isacco e Giacobbe, chiamati figli di Abramo, hanno continuato il suo studio, che attualmente rappresenta lo sviluppo della saggezza della Kabbalah.

Solo dopo l’esodo dall’Egitto, quando è sorta la necessità di un metodo più sofisticato per unire la nazione e raggiungere il Creatore, è stato rivelato a Mosè nello stesso modo in cui si studia oggi. Questo metodo viene chiamato la Torah.

Adamo ha scritto il suo libro quasi 6.000 anni fa; Abramo lo ha scritto circa 3.500 anni fa, e la Torah è stata scritta circa 3.300 anni fa.

Domanda: Questo significa che la Torah è secondaria rispetto alla saggezza della Kabbalah?

Risposta: La Torah è anche la saggezza della Kabbalah.

Noi studiamo le basi della saggezza della Kabbalah, per studiare poi la Torah, i cinque libri di Mosè, dal momento che questi rappresentano il livello successivo della saggezza della Kabbalah.

Per una persona che non studia la saggezza della Kabbalah, la Torah sembra una raccolta di storie degli antichi ebrei che vagavano nel deserto e di ciò che era successo loro. Per capire ciò che questo libro ci dice realmente e ciò che è raccolto in esso, dobbiamo conoscere la saggezza della Kabbalah.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa dell’8/05/16

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“Chi può far fronte ai figli di Anak?”

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Deuteronomio, 9: 1-2): “Ascolta, Israele! Oggi tu stai per passare il Giordano, per entrare di nazioni più grandi e più potenti di te, città grandi e fortificate fino al cielo. Un popolo grande e alto di statura, i discendenti degli Anakim che tu conosci, e dei quali hai sentito dire: “Chi può far fronte ai discendenti di Anak?”

Quando l’uomo avanza nello studio della Kabbalah e prova ad avvicinarsi ai suoi amici nel cammino spirituale, per poter realizzare l’unione nella quale il Creatore sarà rivelato, vede davanti a sé degli ostacoli enormi, esteriori ed interiori.

Gli ostacoli interiori si presentano in chi prova ad avvicinarsi reciprocamente, poiché tra loro insorge un tale egoismo che, come si legge ne Il Libro dello Zohar, essi vogliono letteralmente uccidersi e bruciarsi a vicenda.

Dall’altra parte, sono sottoposti a influenze esteriori avverse, poiché chi non partecipa al movimento che va a costituire un cuore comune è un loro avversario.

Gli avversari sono le nazioni del mondo, il popolo d’Israele che non è ancora connesso nel loro movimento, e le così dette moltitudini miste (Erev Rav– i lavoratori del Faraone). Questo significa che tutti gli avversari della Kabbalah, tutti gli avversari del metodo della connessione tra le persone che si collegano in un tutt’uno, sono attualmente i nemici del cammino spirituale.

Anche se lo vediamo, non possiamo fare nulla. Questo è il risultato naturale del nostro avanzamento. Dopotutto è scritto: “Chi può far fronte ai figli di Anak?”

I nostri avversari ci sembrano molto forti, saggi, sicuri di sé e logici. Essi sanno per cosa vivere e ne sono convinti, poiché davanti a loro vi è un mondo egoistico, in cui poter vivere e navigare perfettamente.

Dal loro punto di vista, voi siete delle persone non realistiche, piene di fantasie irreali, che trascinano altre persone lontano dalla vita normale. È proprio come il Faraone che disse a Mosè: “Perché tu e Aronne distraete il popolo dal mio lavoro? Lasciateli lavorare per me, io li pagherò e tutto andrà bene”.

Il Faraone comandò ai suoi servi: “Date loro più lavoro, così non potranno ascoltare questi due. Perché improvvisamente hanno deciso di occuparsi di un qualche tipo di amore?!”

Oggi avviene la stessa cosa. Quelli che odiano ideologicamente la Kabbalah, le moltitudini miste (Erev-Rav), stanno cercando di vincere. In ogni momento vi è una guerra da condurre contro di loro.

Domanda: Ma il popolo d’Israele entra nella terra d’Israele e inizia a svilupparla.

Risposta: Il popolo d’Israele si sta unendo gradualmente ad una manciata di kabbalisti sotto la guida di Mosè e Aronne, che include i loro discepoli e gli antenati delle tribù. In questo modo, guidano gradualmente le persone verso uno stato di connessione mutua chiamata la terra di Israele.

Domanda: Allora i figli di Anak cessano di essere dei giganti?

Risposta: In realtà, nella terra d’Israele non ci sono più giganti Compaiono solo quando avviene un altro disastro.

Ad esempio, prima della distruzione del Primo e del Secondo Tempio, comparirono delle società egoistiche che affermavano di sapere come servire il Creatore, distruggendo così il livello di dazione e amore raggiunto tra le persone. Furono loro a portare i Romani e i Greci in Israele, e a bandire il suo popolo. Da allora, da 2000 anni, viviamo in questo stato.

Anche adesso essi non ci permettono di riunirci e di raggiungere l’integrità, la dazione, l’amore e l’unione tra noi. Ritengono che questo possa minare le fondamenta del loro potere sul popolo e quindi sono fortemente contrari alla saggezza della Kabbalah.

Domanda: Come possiamo non vedere i giganti in loro, cioè persone logiche e ben informate?

Risposta: È molto semplice: “Allontana il tuo sguardo da loro ed essi si trasformeranno in una montagna di ossa”. Dobbiamo unirci, attirare a noi la forza del Creatore e dirigere la nostra energia verso la connessione delle persone.

In questo modo distruggeremo i giganti, perché loro esistono solo per distruggere le persone e per ridurle in pezzi, piccoli filoni, in modo che si uniscano e per farle lavorare solo nell’egoismo.

Pertanto, anche se a volte parlano del principio di “Ama il prossimo come te stesso”, essi non lo hanno compreso.
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Dal programma di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 04/05/16

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Nuova Vita 741, La vera benedizione

Dr. Michael Laitman
Nuova Vita 741, La vera benedizione
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Sintesi

Le usanze ebraiche nascono dai kabbalisti, i quali scoprirono il sistema di guida attraverso il quale il Creatore, la forza superiore, ci dirige. Le benedizioni significano che io ho rivelato la forza superiore come buona e benefattrice, e pertanto la benedico.

Il Creatore ha creato in noi l’inclinazione al male, l’ego, ed ha “creato una spezia, la Torah, per questo”, una forza positiva che può equilibrare l’ego. Dobbiamo arrivare ad uno stato nel quale pronunciamo benedizioni non semplicemente come delle parole che escono dalla nostra bocca, ma nel pensiero e nel desiderio. Questo avviene come risultato della correzione dell’ego.

La saggezza della Kabbalah ci insegna che è possibile correggere l’ego attraverso la connessione speciale di garanzia reciproca tra le persone. Pertanto, dall’amore degli esseri creati arriviamo all’amore del Creatore. Lo sforzo per connetterci chiama una forza positiva su di noi che equilibra l’ego. Le benedizioni tra un uomo ed il suo amico sono destinate ad essere il risultato della nostra richiesta, chiedere al Creatore la forza di amare gli altri. Il Creatore vuole che tutti arrivino al Suo livello, ed allora la vera guarigione dell’uomo può essere solo come risultato di correggere se stesso.

Nella spiritualità l’individuo scopre di essere un piccolo mondo, ovvero, che tutto si trova dentro di lui. Poi quando si corregge, egli corregge il mondo, e quando vede qualcuno soffrire, comprende di dover correggere se stesso. Ricorrere al Creatore è chiedere la forza di vedere la realtà correttamente. “Non esiste nulla tranne Lui, Buono e Benefattore”. All’inizio non esiste nulla tranne l’inclinazione al male. Tutto il bene che apparentemente facciamo, nasce dal nostro egoismo. Quando benediciamo, benediciamo l’apparizione della forza buona con la quale siamo stati ricompensati per averla davvero rivelata.

Tutta la realtà esiste tra due forze: la forza della ricezione e la forza della dazione che dobbiamo acquisire. Dobbiamo ascendere ad uno stato nel quale sentiremo gli altri proprio come sentiamo noi stessi, e i corpi non ci separano. Le benedizioni con le quali si benedicono le persone reciprocamente simboleggiano il livello che dobbiamo raggiungere con l’aiuto dei nostri sforzi per connetterci. Alla fine l’individuo scopre che davanti a lui non esistono altre persone a parte il Creatore, ovvero che in realtà esistono solo lui ed il Creatore.

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Dalla trasmissione di KabTV “Nuova Vita 741, La vera benedizione” 05/07/16

La saggezza della Kabbalah e gli altri insegnamenti

Dr. Michael LaitmanDomanda: La domanda sul senso della vita mi interessa così tanto che, in aggiunta alle lezioni sulla saggezza della Kabbalah, ascolto anche conferenze di altri insegnanti da varie fonti e dottrine. Questa è spazzatura per il mio percorso spirituale?

Risposta: Non le consiglio di associare la saggezza della Kabbalah ad altri insegnamenti. È meglio che lei si occupi di altri metodi, lasciando lo studio della Kabbalah.

È meglio soprattutto per la sua salute spirituale. Ad esempio si interessi allo Yoga o ai tarocchi, o a tutto quello che vuole, solo non tutto insieme. Pensa di poter comprendere tutto insieme? Ma non è assolutamente possibile! E vedrà come le sembrerà difficile quel momento in cui cercherà di sbarazzarsi della spazzatura personale e spirituale che esiste nella sua vita.

L’uomo è incapace di andare d’accordo con tutti e di comprendere in maniera profonda ciò che sente da parte di tutti. Gli sembrerà solo di poter “separare il grano dalla paglia”.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 10/04/16

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Il Postulato Assoluto

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché le religioni non uniscono ma invece ognuna spinge per soffocare le altre?

Risposta: Accade perché tutte le fedi e le religioni sono completamente egoiste. Le guerre religiose e gli attacchi sono proseguiti per centinaia di anni, e ad oggi non cessano, specialmente nell’Ebraismo, nel quale sono apparse molte fazioni e denominazioni religiose che si sono messe in competizione una contro l’altra.

Le religioni sono un prodotto dell’egoismo umano, quindi non esiste una ragione per cui aspettarsi qualcosa di buono da loro. Sono davvero “l’oppio dei popoli”.

I religiosi non applicano la regola generale “Ama il prossimo tuo come te stesso” (Levitico 19:18). In generale, dove e come esse sostengono questa Mitzvah (precetto)?

La Saggezza della Kabbalah non ha alcuna connessione con le religioni, e questa è anche l’essenza del problema. Abbiamo un grande scontro con le diverse organizzazioni religiose, le quali credono che, attraverso l’esecuzione di azioni meccaniche, l’uomo si assicuri il mondo a venire.

La Kabbalah afferma che con la realizzazione meccanica, l’uomo non avrà il mondo a venire ma rimarrà un egoista. Se non c’è un’ascesa al di sopra della propria natura egoista, che tipo di mondo spirituale potrà esserci per lui?Il mondo a venire è un mondo di altruismo che l’uomo costruisce mentre si trova in questo mondo, tramite la realizzazione del princìpio “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Ne consegue che le religioni comprano semplicemente le persone e nient’altro.

Commento: È interessante che nulla vieta alle persone che studiano la saggezza della Kabbalah di rimanere nella propria religione.

Risposta: Ogni uomo che lo desidera, può essere coinvolta nella saggezza della Kabbalah, nonostante la sua religione. Baal HaSulam scrive su questo nel suo libro L’ultima generazione”.

L’appartenenza ad una religione o ad un’altra non preoccupa l’uomo che può mantenere tranquillamente le sue abitudini. Ma internamente, egli deve cambiare in altruismo, elevandosi al di sopra della sua natura egoista. Questo è ciò che differenzia la saggezza della Kabbalah dalla religione. Tutto il resto è una tradizione che può essere mantenuta o meno, ma è un problema personale. Tuttavia, elevarsi al di sopra del proprio egoismo tramite la saggezza della Kabbalah è un postulato assoluto.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 20/03/16

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Trucchi di magia, solo al circo

Dr. Michael LaitmanDomanda: Quando ha incontrato la Saggezza della Kabbalah ha visto subito in essa un significato profondo o all’inizio voleva imparare la magia?

Risposta: Non ho mai voluto imparare la magia che mi ha sempre disgustato. Dopotutto sono un uomo di scienza, quindi compresi che questo non fosse serio. I trucchi di magia vanno bene solo al circo.

Quale beneficio hanno tratto Nostradamus, Messing o Wanga dalla divinazione del futuro? Ne hanno ricavato qualcosa? Hanno parlato di quello che sentivano, niente di più.

Non ho mai aspirato ad essere coinvolto in questo e credo che sia del tutto irrilevante. Esistono persone che possono predire il futuro, ma a noi spetta il compito di svilupparci in modo realistico verso il vero obiettivo e scopo della creazione. E, in particolare, dobbiamo tirare dietro di noi “un carro pieno” di sette miliardi di persone.
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Dalla lezione di Kabbalah in Russo 14/02/16

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La Nazione Divisa

Dr. Michael LaitmanDomanda: I miei soci in affari sanno molto bene come essere subdoli e truffare i propri clienti. Mentre io, al contrario, cerco di essere onesto e faccio quindi affidamento sull’onestà degli altri. E alla fine vengo lasciato da parte senza nulla, e inizio ad invidiare gli altri: “Perché io non riesco a realizzarmi nei miei affari come gli altri?”, si tratta di una Klipa, di un difetto?

Risposta: La Klipa è il lavoro contro la santità, contro il Creatore, un lavoro molto sofisticato in effetti.

Per quanto riguarda il tuo esempio, posso dirti che l’uomo che inganna la gente, alla fine, inganna il Creatore, e allunga le distanze che lo separano da Lui. Su questo non ci sono dubbi.

Se prendo quello che non merito dalla gente o dalla natura, ovvero il Creatore, allora questo è già l’inizio di una Klipa. E cosa merito? Io merito qualcosa se lavoro al fine di dare, se io esisto per raggiungere la dazione. In questo caso, anche le necessità che ho, sono solo per esistere e per essere in dazione, al fine di essere simile al Creatore e fare il lavoro di Dio. Non posso prendere per me tutto il resto che si trova al di fuori delle mie necessità vitali. Tutto il resto mi serve solo per dare agli altri. Questo deve essere il calcolo che fa l’uomo, e lo determina per sé: “Questo è ciò di cui ho bisogno per esistere al fine di portare soddisfazione al Creatore”. Tutto inizia con questa decisione, e continuando nella stessa direzione si arriva alla Kedusha (Santità).

Nella Klipa mi trovo nella situazione opposta perché prendo dagli altri, anche se non lo merito e forse non l’ho nemmeno guadagnato. Questo vale anche per quella parte del popolo d’Israele che non lavora ed è immersa completamente nello studio della Torah.

In generale, a causa dell’errore di calcolo in questo senso, stiamo tutti annegando nel mare dell’egoismo e dell’allontanamento dalla forza superiore. Anno dopo anno questo errore colpisce tutti in maniera sempre più forte e in questa fase stiamo iniziando a cadere in uno stato che abbiamo già sperimentato nel secolo scorso.

Ma ciò non significa che ognuno di noi deve andare al lavoro, o al contrario, che dobbiamo tutti vivere alla giornata. Una parte della popolazione ha davvero bisogno di studiare, così come un’altra parte ha bisogno di lavorare. Forse ci dovrebbe essere una certa rotazione. Perché non organizzarsi in modo tale che tutti abbiano la possibilità di lavorare e studiare?

Naturalmente, nel periodo del Tempio, molti nel paese si dedicarono allo studio. E non si trattò quindi di una questione di quantità, ma di discernimento. Questo è il nostro lavoro.

Inoltre, l’epoca che si prospetta davanti a noi non richiederà lo stesso numero di lavoratori com’è accaduto in passato. Quindi abbiamo solo bisogno di organizzare tutto in forma corretta.

Il problema è che le due metà della nazione, il sacro e il profano, non sanno come comunicare fra loro, non si capiscono a vicenda. Questo è l’unico ostacolo. Dopo tutto, se fossimo stati in grado di trovare un terreno comune e posizioni corrispondenti, credo che tutti avrebbero capito: chi studia deve continuare nel proprio studio. Ma non c’è alcun contatto tra le due parti della nazione, non ci sono buoni rapporti, non esiste un dialogo costruttivo e reale; esiste solo un odio reciproco, e quindi ci manca la corretta analisi della situazione.

In realtà il paese non ha bisogno di decine di migliaia di lavoratori e soldati. La dimensione del mercato del lavoro si contrarrà nel corso degli anni, e l’esercito moderno ha bisogno di più tecnologia che di persone.

Pertanto, l’attuale conflitto in Israele è causato dai giochi politici. I poteri che stanno dietro le quinte, stanno deliberatamente alimentando il fuoco.

E d’altra parte il grave problema dei religiosi è che non possono creare un corretto contatto con la parte laica della nazione per spiegare la propria posizione. La parte religiosa non apre una finestra di dialogo per paura di essere influenzata dalla cultura esterna. Ma la mancanza di dialogo fomenta la guerra fra fratelli.

Da Notare: Questo anche se i muri si stanno sgretolando e le influenze esterne sono penetrate all’interno.

Risposta: Ma questo non porta al contatto, alla comprensione reciproca. I muri si stanno sgretolando, non secondo la nostra volontà, ma per volere del tempo.

Le parti devono mettersi in contatto ed iniziare un chiarimento reciproco. Il nostro problema deriva dall’avere un unico “paniere”. Negli Stati Uniti non vi è alcuna collisione tra il popolo laico e quello religioso; essi “non mangiano dallo stesso piatto”, non hanno lo stesso esercito, non ci sono punti di contatto, non c’è alcun conflitto che qualcuno vive per conto di qualcun altro, e non c’è mancanza di comprensione fra loro.

In Israele la nazione è divisa, spaccata, e quindi continuiamo la distruzione del Tempio. In realtà le due parti partecipano a questo processo, compresi quelli che studiano la Torah. Essi chiamano la parte laica “il bambino viziato”. Ma se è un bambino, allora ha bisogno di un atteggiamento particolarmente paziente, e va da sé che richieda più attenzioni. Non è questo quello che dice la Torah? Dov’è il cuore grande, l’approccio simpatico e attento, dove non ci sono litigi e conflitti.
Alla fine tutto questo ci indebolisce e ci porta al collasso.

Domanda: Cosa diresti alla parte religiosa della nazione?

Risposta: Ai loro occhi io non sono nessuno, perciò non ho niente da dire o nessuno con cui parlare.
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Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20/02/14, Gli Scritti di Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar”, Articolo 55

Le contraddizioni tra la religione moderna e la Saggezza della Kabbalah

Dr. Michael LaitmanDomanda: Le persone religiose credono di dover semplicemente rispettare le Mitzvot (Precetti) e attendere il Messia, mentre lei, al contrario, crede che dobbiamo “risvegliarlo” e “invitarlo” a venire da noi. Su cosa è basata la sua opinione?

Risposta: Esiste una contraddizione tra la religione moderna, sottolineo moderna, e la saggezza della Kabbalah; esse sono diametralmente opposte. I religiosi, giustamente, affermano che le differenze tra noi sono ideologiche e quindi anche pratiche. Non si tratta solo di stabilire se sia più importante la prestazione meccanica (Maase) o l’intenzione (Kavana).

Il mondo si evolve in ogni oggetto naturale attraverso il continuo sviluppo dell’egoismo, a tutti i suoi livelli: inanimato, vegetale, animale e parlante. L’ego si evolve gradualmente attraverso i passaggi 1, 2, 3 e 4 nei quali l’egoismo minimo al livello 1 è l’inanimato e l’egoismo massimo al livello 4 è l’umano. Allo stesso modo, per ognuno dei livelli esistono dei sottolivelli e sub sottolivelli, infatti vengono determinate tutte le caratteristiche di ogni oggetto naturale in base al valore dell’egoismo.

L’egoismo generale della natura si sviluppa ad ogni livello con un’intensità conforme a quel livello. Lo sviluppo più lento si trova al livello 1 e quello più rapido al livello 4. Lo sviluppo sotto l’influenza della forza egoistica obbligatoria è chiamato la via di Beito, a suo tempo. Dato che secondo le religioni non esiste la possibilità di influenzare lo stile dello sviluppo, i credenti accettano lo sviluppo passivo come se fosse dato loro dal Creatore e considerano giusta l’obbedienza a Lui, nel senso che è dato (lo sviluppo passivo) dall’alto.

La saggezza della Kabbalah ha scoperto il Creatore come natura (Elohim [Creatore] in Gematria =HaTeva [natura]) e crede che tutto derivi dalla natura e che nel nostro mondo non vi sia altra forza tranne questa a determinare qualsiasi cosa.

Ma l’intero scopo della creazione di Adamo (Uomo), e quindi di tutto ciò che lo precede, è destinato allo sviluppo dell’uomo fino al livello del Creatore. Quindi, Adamo è chiamato “Adam” che deriva dalla parola “Domeh” (simile), “Domeh LeBore” (simile al Creatore). Questo per dire che l’obiettivo dell’evoluzione di Adamo è raggiungere il livello del Creatore, com’è scritto nella Torah: “Shuvu Bnei Yisrael Hashem Eloheinu”, ovvero, “Tornate, o figli d’Israele, al Signore Vostro Dio, al livello del Creatore” (Osea 14:2).

Ne risulta che i punti di vista della religione e della Kabbalah sullo sviluppo del mondo e sul ruolo dell’umanità sono diametralmente opposti. La religione assegna all’umanità un ruolo passivo; mentre, al contrario, la saggezza della Kabbalah le attribuisce un ruolo attivo “… conosci il Dio di tuo padre, e adoraLo…”(Cronache 1, 28:9). Prima viene detto “conosci”, e dopo saprai come lavorare per il Suo bene e cosa significhi questo stesso lavoro.

Ma il problema è più grande. La religione insiste sul fatto che l’uomo debba solo conoscere e rispettare meccanicamente le MItzvot, in questo modo incatena l’uomo e limita del tutto il suo sviluppo. Al contrario, la saggezza della Kabbalah sostiene che tutto sia stato creato per lo sviluppo dell’uomo in modo che possa raggiungere il livello del Creatore, così raggiungerà l’unicità del Creatore nel suo sviluppo personale. Lo sviluppo è determinato in forma di “adesione” dell’uomo al Creatore quando diventano uguali nelle loro azioni. Ma questo è qualcosa che le religioni hanno paura di ammettere, così insegnano, richiedono e consentono solo l’apprendimento meccanico e l’adempimento delle Mitzvot.
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In Europa i musulmani si convertono al cristianesimo

Dr. Michael LaitmanDomanda: In Europa parecchi musulmani si convertono al cristianesimo. Lo fanno per essere accettati in Europa e iniziare una nuova vita, o è una sorta di trucco?

Risposta: Quando le nazioni si integrano in questo modo c’è sempre un processo di diffusione e quindi è difficile dire quale sia la ragione di questo comportamento.

Credo che i musulmani si convertiranno al cristianesimo proprio come molti europei si sono convertiti all’Islam, ma non saranno in molti, perché i musulmani hanno un forte senso di mutua garanzia e di responsabilità e, naturalmente, la punizione secondo la loro fede è molto più severa di quanto lo sia secondo qualsiasi altra fede. Quando si convertono al cristianesimo rischiano le loro vite.

Pertanto, non credo che ci sarà un movimento di conversione al cristianesimo. Forse i politici e i politologi occidentali esagerano di proposito, pubblicizzando questo fenomeno al fine di attenuare il processo opposto degli europei che si convertono all’Islam.
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Dalla trasmissione di Kab TV “Notizie con Michael Laitman” 13/04/16

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La saggezza della Kabbalah non si occupa di miracoli

Dr. Michael LaitmanDomanda: Nelle diverse religioni ci sono delle persone che affermano di aver raggiunto la santità e la rivelazione dei miracoli, ci sono persone con capacità speciali nella saggezza della Kabbalah?

Risposta: Il kabbalista non si coinvolge nei miracoli. Tutto quello che il kabbalista raggiunge è interiore ed egli non può esibire i suoi conseguimenti davanti a nessuno, non lo farà mai.

Non ha senso forzarlo a mostrare qualche trucco. Non funzionerà. Non esistono i miracoli nel nostro mondo. Se non conosciamo e riconosciamo le leggi della natura, certi fenomeni possono apparirci dei miracoli.

Se accendi un fiammifero di fronte ad un uomo di Neanderthal, vissuto dai 350,000 ai 600,000 anni fa, si domanderà come lo hai fatto e penserà che il fuoco esca dal tuo dito, si inchinerà anche davanti a te pensando che tu sia una creatura di un altro mondo. Tutto dipende dal livello relativo tra due persone.

Commento: Quando gli spagnoli scoprirono l’America, i nativi americani li ricevettero come dei.

Risposta: E gli spagnoli diedero loro pezzi di vetro in cambio di tonnellate di oro.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo del 24/01/16

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