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In nome dell’amore

Domanda: Il 98% delle persone crede in Dio e tutte dicono che Dio è amore. D’altra parte vediamo che per centinaia di migliaia di anni le persone si sono uccise fra loro a milioni. Perché, pur credendo che Dio sia amore, ci distruggiamo fisicamente fra noi?

Risposta: Una cosa non esclude l’altra. Le persone dicono semplicemente “Dio è amore”, proprio come lo ripeterebbe un bambino.

Commento: Ma ci sono persone che dedicano tutta la loro vita al Creatore.

Il mio commento: Allo stesso tempo si annientano fra loro, lottando in nome del Creatore. Alcune teorie sostengono che uccidendo qualcuno gli doni il paradiso perché lo liberi da una vita di peccato.

Osservate di cosa le persone sono capaci: sono disposte a morire facendosi esplodere in mezzo alla gente e tutto in nome di un potere superiore.

Domanda: Tuttavia, ciò arriva da una sola forza, non esiste altro. Per cui il fatto che le persone si comportino in questo modo fa parte di un processo evolutivo?

Risposta: Si tratta di un processo di correzione.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 07/02/2019

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Non danneggiare la società

Da “Costruire la società futura”, Punto 30 di Baal HaSulam: La libertà dell’individuo deve essere mantenuta fintanto che non è dannosa per la società. Tuttavia, chi desidera partire a favore di un’altra società non deve essere detenuto in alcun modo, anche se è dannoso per la società, sebbene debba essere fatto in modo tale da non rovinare del tutto la società.

Una persona può pensare, parlare e fare tutto ciò che vuole solo se non si discosta dalla direzione e dalle intenzioni della società. Ma se le fa del male, allora non ha posto in questa società. È naturale.

Domanda: Lei e il suo insegnante avete mai parlato dei principi della società del futuro o è tutto ancora così lontano da noi che sarebbe meglio non pensarci?

Risposta: Non importa. Questi principi scaturiscono automaticamente da ciò che insegniamo nella Kabbalah, dall’avvicinarsi alla spiritualità.

Domanda: Se prendessimo questi principi, ne ricavassimo un codice di determinate leggi e lo offrissimo alla società, le persone lo capirebbero?

Risposta: No, non lo capirebbero. Al contrario, questo potrebbe allontanare le persone, perché lo percepirebbero come un obbligo. E se c’è un obbligo, allora non va bene.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 07/02/2019

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La Kabbalah e le altre credenze – 11′ Parte

Lo scopo della creazione è di diventare come il Creatore

Domanda: La saggezza della Kabbalah afferma che una persona dovrebbe diventare come il Creatore, non solo in alcune azioni esterne, come in altre credenze, ma nelle intenzioni. Qual è la differenza?

Risposta: Se nelle azioni io voglio essere come il Creatore, allora è molto semplice. Dai un’occhiata al nostro mondo. In esso si manifestano solo le azioni del Creatore. “Non c’è nessun altro oltre a Lui”. A te piace questo mondo?! Tutti possono essere simili al Creatore secondo le azioni che vediamo nel nostro mondo.

Questo non è ciò che intende la Kabbalah. Essere come il Creatore significa raggiungere ciò che comprendiamo all’interno di questo sistema: amore completo, dazione completa, interconnessione completa. Per consentirci di raggiungere questo obiettivo, il Creatore ci fornisce un’immagine di un mondo in rovina e lacerato, quindi partendo da esso raggiungiamo il mondo opposto e perfetto.

Nota: I kabbalisti affermano che se lo scopo della creazione non fosse quello di diventare come il Creatore, non ci sarebbe bisogno di fare buone azioni nel nostro mondo e in generale di relazionarsi con gli altri.

Il mio commento: Certo. Siamo tutti assolutamente egoisti e con ogni generazione l’egoismo cresce sempre più dentro di noi. Alla fine, ciò dovrebbe condurci ad uno stato di dazione reciproca e amore. La fusione con il Creatore è veramente l’obiettivo della creazione.

Domanda: Il Creatore rivela la nostra natura egoistica? L’ha creata Lui e senza di Lui non possiamo correggere l’egoismo?

Risposta: In nessun modo. Noi dipendiamo completamente da Lui.

Domanda: Perché lo ha fatto?

Risposta: Affinché noi dipendessimo da Lui. In effetti, è questa dipendenza che ci conduce alla perfezione, all’uguaglianza della forma con Lui.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 17/12/2018

Politeismo: un istinto umano naturale

Domanda: Tutti i cittadini dell’antica Babilonia adoravano molti dei. Cosa significa politeismo?

Risposta: Il politeismo è una naturale evoluzione dell’uomo. Possiamo vedere che anche oggi tali credenze sono conservate nel mondo, specialmente in Oriente.
Il Giudaismo, il Cristianesimo e l’Islam hanno avuto origine da Abramo. Tutte le altre credenze si basano sul politeismo, cioè l’esistenza di una schiera di divinità, una moltitudine di forze della natura presumibilmente di tutti i tipi, ognuna delle quali ha una certa influenza speciale sulla natura e sul destino dell’uomo.

Domanda: Possiamo dire che ognuno di noi è anche un idolatra? Cioè, se una persona non scopre una forza dietro tutta la materia, allora si è un idolatra?

Risposta: Non credo che abbiamo deificato queste forze in misura tale. Dopotutto, gli idolatri non erano persone stupide; piuttosto, hanno appena visto che erano fortemente dipendenti da varie proprietà della natura ma non potevano legarle insieme. Neanche noi.

Si credeva che il dio della pioggia, il dio del sole, il dio della notte, il dio del giorno, ecc., fossero tutte grandi forze della natura da cui un uomo è completamente dipendente e devono adorare per mantenere buoni rapporti con loro. Dopotutto, insieme al fatto che l’uomo ha divinizzato la natura, ha sentito la sua dipendenza da essa.

Nota: La gente credeva che ci fossero alcune forze che potevano essere placate e che potevano essere placate al meglio da diversi preti che sapevano esattamente come farlo.

Il mio commento: Sì. Immagina un contadino ignorante e illetterato. Preferirebbe cedere un sacco di grano ed essere sicuro che non avrà più problemi né con il raccolto, né con la siccità, né con i fiumi alluvionati.
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Dalla trasmissione di KabTV “Dall’analisi di sistema dello sviluppo del popolo di Israele”, 24/06/2019

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La Kabbalah e le altre credenze – 10′ Parte

Una danza con il Creatore

Baal HaSulam, “La libertà dal desiderio“: La via della Kabbalah consiste nel fare affidamento sulle menti di coloro che hanno già raggiunto l’obiettivo finale, come se fosse la nostra esperienza di vita. … Quindi, la legge della vita in comune è considerata una delle leggi della natura e dobbiamo osservarla con grande cautela. Questa legge deve sviluppare la realizzazione di: amore per sé come male e amore per gli altri come bene, perché questo è l’unico modo per amare il Creatore.

L’essenza di tutte le tecniche spirituali è di capire il Creatore, comprenderlo. Ma solo la scienza della Kabbalah ci conduce a questo perché rivela come il Creatore agisce su di noi, come dobbiamo rispondere a Lui, e attraverso questa interazione a due vie: “Lui è per me, io sono per Lui”, stabilire una costante connessione, come in un tango in cui due persone ballano all’unisono.

Tale danza, quando cioè entriamo nella piena integrazione con il Creatore, è chiamata la “danza della sposa”, in cui ciò che viene da Lui a me e ciò che viene da me a Lui sono completamente inclusi l’uno nell’altro.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 17/12/2019

La Kabbalah e le altre credenze – 9′ Parte

Perché il Creatore ama i peccatori?

Domanda: Baal HaSulam ha scritto che si rallegrava per la rivelazione dei peccatori dentro di sé, perché rappresentavano le intenzioni egoistiche verso il Creatore. Cosa significa questo?

Risposta: Il Creatore ama i peccatori più dei giusti perché il peccatore rivela che il Creatore gli manda il male. Il Creatore ha creato l’anima, un’enorme rete universale in cui siamo tutti connessi, e poi l’ha frammentata. E ora ci sta mostrando i suoi frammenti in modo che continuiamo costantemente a chiederGli di riconnetterci correttamente.

Pertanto, quando mi sento separato dagli altri, non disposto a connettermi con loro, in opposizione al Creatore e al mondo intero, vengo chiamato peccatore. Ma questo mi porta a chiederGli la correzione.

Il giusto è uno stato in cui non ho nulla da chiedere. È possibile io che rimanga erroneamente in questo stato.

Domanda: In ogni caso, tutti questi stati continuano a cambiare; non sono statici, giusto?

Risposta: Certo. La cosa più importante è cambiare. Questo accade solo se una persona si trova in un gruppo e il gruppo è diretto verso il Creatore.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 17/12/2018

La Kabbalah e le altre credenze – 8′ Parte

Rivolgiti al Creatore

Baal HaSulam, Shamati, Articolo 209: Vi sono tre condizioni nella preghiera:

1. Credere che Lui può salvarti. Sebbene uno abbia le peggiori condizioni di tutti i suoi contemporanei, tuttavia, “La mano del Signore sarà troppo corta per salvarlo?” Se non è così, allora “il padrone di casa non può salvare i Suoi vasi.

2. Uno non ha più nessuna scelta perché ha già fatto tutto il possibile, ma non ha trovato alcuna cura per la sua condizione.

3. Se Lui non lo aiuterà, sarà meglio per lui morire che essere vivo.

Questi sono i tre atteggiamenti corretti nei confronti della vita. Tutto è determinato dal Creatore. Non c’è alcun pensiero o sentimento che viene da me, ma solo dal Creatore.

Pertanto, devo trovarmi sempre in un elevato stato di prontezza, analizzando tutto ciò che accade nella mia mente e nei miei sentimenti, rendendomi conto che il Creatore me lo presenta, e chiederGli immediatamente una correzione, per indirizzarmi correttamente ad avere pensieri buoni di amore e dazione verso gli altri, cioè essere accompagnato da buoni sentimenti che sono al di sopra di me stesso per dare agli altri.

Il Creatore rivela solo la mia cattiveria, com’è detto: “Io ho creato il male“. Tuttavia, io afferro questo male a metà strada e Gli chiedo immediatamente di cambiarlo in bene.

Comincio quindi a entrare in una relazione interessante con il Creatore chiamata “una danza”, come un tango: Lui mi guida e io Lo guido. Lui mi influenza e io faccio lo stesso. Pertanto, ci completiamo a vicenda.

Riconoscere il male è fondamentale qui. Una volta capito che è arrivato dal Creatore e che “Non esiste nulla tranne Lui”, rimane solo una cosa da fare: chiederGli di cambiare il male in bene. Questo è tutto ciò che riguarda tutta la nostra vita, tutto il nostro lavoro spirituale.

Domanda: Posso rivolgermi al Creatore senza riconoscere le mie qualità egoistiche e la loro distruttività?

Risposta: No. È come se tu fossi un portiere e il Creatore tira costantemente la palla in porta e tu devi deviare costantemente i Suoi tiri.

Domanda: I kabbalisti rimproverano se stessi?

Risposta: Se tu piangi continuamente perché sei insoddisfatto della tua vita, rimproveri chiunque e commiseri tutto quanto, allora non sei soddisfatto di ciò che il Creatore ti ha dato.

Domanda: Può la Kabbalah considerare in maniera positiva la causa della depravazione umana?

Risposta: E’ il Creatore che ha fatto tutto proprio così, in modo che una persona avesse bisogno del Suo aiuto e quindi potesse salire al Suo livello.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza Kabbalah”, 17/12/2018

La Kabbalah e le altre credenze – 7′ Parte

Cos’è il peccato dell’uomo?

Il peccato dell’uomo sta nel fatto che non chiede aiuto al Creatore. Se lui chiedesse aiuto, sicuramente lo riceverebbe dal Creatore. Ma se una persona dice di aver chiesto l’aiuto e il Creatore non l’ha aiutata, a costei arriva questa risposta: una persona dovrebbe credere che il Creatore ascolta le preghiere, come è scritto: “Poiché tu ascolti la preghiera di ogni bocca”. “… quando una persona vuole percorrere il sentiero della dazione e non quello della ricezione, il peccato sta principalmente nel fatto che la persona non ha chiesto al Creatore di aiutarla a superare il male. Per questo, chiede il perdono, e d’ora in poi chiederà di essere aiutata (Rabash, Shlavey HaSulam, Articolo 4 (1988), “Qual è la preghiera per chiedere aiuto e per chiedere perdono nel lavoro?”)”

Nota: Il peccato è generalmente inteso come una cattiva azione verso gli altri…

Il mio commento: Le azioni buone o cattive non vengono eseguite da te, ma dal Creatore.

La trasgressione non sta nel fare qualcosa di cattivo, ma nel non chiedere al Creatore di correggerti, e quindi, le qualità egoistiche che si sono risvegliate in te, ti hanno spinto a compiere questa povera azione.

Il tuo peccato sta nel non chiedere la correzione delle tue qualità egoistiche. Tutto il resto sta al Creatore, e niente di tutto e in nessun modo sta a te.

In realtà, non ci sono azioni che devi fare tranne una sola: chiedere aiuto al Creatore per vincere l’inclinazione al male.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 17/12/2018

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Tutto dipende dalla percezione

Domanda: Coloro che criticano la saggezza della Kabbalah affermano che i kabbalisti considerano questa metodologia l’unica via per la spiritualità, sebbene di fatto ci siano migliaia di pratiche spirituali di ogni genere. Perché i kabbalisti la pensano così?

Risposta: Questo discorso è infondato. Non posso provare nulla, e non intendo farlo.

Il fatto è che la persona che si interessa di yoga, non solo per il fisico ma anche per uno sviluppo spirituale, si è trovata in qualche speciale stato di esaltazione, e a lei sembra di aver rivelato qualcosa di indispensabile, vero solo per lei. Come posso dissuaderla da questo? A questo livello essa lo percepisce in quel modo.

E’ come un bambino piccolo che gioca con la sua macchinina giocattolo, e se gli mostri qualcos’altro, di più grande, di elettromeccanico, non ne sarà interessato, ha bisogno del suo giocattolo e basta. Non può assorbire più di quello. Proprio come una madre chiede alla figlia di giocare con il fratello invece che con la sua bambola e la figlia non capisce: per la bambina la sua bambola è tutto proprio come un bambino per la propria madre.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 29/01/2019

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L’unicità del Creatore – 7′ Parte

Il metodo della realizzazione senza la distorsione dell’egoismo

Domanda: Le teorie sulla gestione della natura sono molto diverse e sono una combinazione di opposti. È nella combinazione degli opposti, e precisamente tra di loro, che si rivela la sensazione del nostro mondo o del Creatore?

Risposta: No, non credo, perché tutte queste teorie sono egoistiche. L’uomo ha inventato il monoteismo, il politeismo, ecc., che sono basati sul proprio ego non corretto.

L’unica teoria che ha il diritto di esistere è questa: la sensazione del nostro mondo e del Creatore si rivela quando una persona esce da se stessa, si eleva al di sopra di se stessa, comincia a percepire gli altri al posto di se stessa e sente quello che succede agli altri al di fuori di sé. Così hai un’impressione veramente obiettiva di chi sei, di dove sei e di che cosa c’è intorno a te. Questa teoria si chiama “metodo della Kabbalah”, e ci permette di raggiungere un’impressione corretta dell’universo, senza le distorsioni del nostro egoismo.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 10/12/2018

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