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Causa, destino e conseguenza

Domanda: È possibile dare una definizione moderna alla nozione di religione? Dopo tutto, il calcio e la pallacanestro possono affascinare le persone nella stessa maniera.

Risposta: No, quello non è religione per niente. “Religione” è qualche cosa che risponde alle mie domande sul significato della vita, su ricompensa e punizione.

Supponiamo che io viva una vita regolare di settant’anni dalla nascita alla morte. Inoltre io mi pongo delle domande sulla causa e l’esito della mia vita, sul mio destino. In altre parole, io voglio raggiungere quello che esiste sopra di me, quello che non può essere rivelato attraverso sensazioni regolari.

Il calcio non risponde a queste domande. Mi permette unicamente di riempire in qualche maniera la mia esistenza di settant’anni, insieme ad altri piaceri come cibo, sesso, famiglia, denaro, rispetto e conoscenza. Tuttavia, io voglio elevarmi sopra queste cose.

Io comprendo che servono per confondermi e rendermi “sordo”. Io non voglio andare in profondità in questa melma più di quanto le necessità della mia vita richiedano. Non importa, io uso solamente il cibo, il sesso, la famiglia, i soldi, il rispetto, la conoscenza, l’invidia e le passioni per poter rivelare l’essenza.

Questo è il tipo di attitudine che dovrei adottare verso la vita. Quello che deve importarmi sono la causa, il destino e la conseguenza e non quello che si trova sotto di esse.

Naturalmente, adesso traiamo soddisfazione dai piaceri corporali in quel lasso di vita tra la nascita e la morte. È per questo motivo che i mass media danno forma all’opinion sociale, anche se, chi sono, in essenza? Che cosa capiscono? Vediamo i risultati delle loro azioni sotto i nostri occhi. Tuttavia, al pubblico non interessa chi dia forma alle loro opinioni. Lasciamolo fare ala calcio.

Per lo meno questo è il minore dei mali. I mass media addormentano le masse e gli alimentano con cibi sostitutivi. Ad esempio, Internet è un sedativo reale con molti benefici. Le persone perderebbero la testa senza di esso poiché non sanno applicarsi. Le persone battono la tastiera, chattano con gli amici virtuali e fanno ricerche senza senso nella rete mentre l’orologio cammina e la morte si avvicina. Immagina che cosa faremmo oggi senza Internet.

Tuttavia, quando una persona si eleva alle domande sul significato della vita, lui inizia a pensare a che cosa serva questa vita. Lui vuole sapere perché ha iniziato la ricerca, per quale motivo vive, perché gli è stata data l’opportunità per un’analisi, chi ha stabilito questo, e quale sarà il risultato. Questa persona non è solamente curiosa; sta ricercando lo scopo. Tutto questo risiede sotto la nozione di “religione”.

Questo non si riferisce a filosofie e fantasie, ma alla più alta valutazione delle nostre vite, una valutazione che ha luogo in vasi sopra il nostro corpo. Sono questi vasi he dobbiamo sviluppare, nuovi vasi dove è realmente possibile studiare causa, destino e conseguenza.

Tutto questo è programmato in me fin dall’inizio. Mi è stata data solamente una piccola scintilla che io devo ingrandire per aprirmi. Come faccio questo? Lo faccio attraverso un ambiente unito, il gruppo che mi tirerà in su con la sua influenza.


Quando io sono tra gli amici, io faccio crescere gradualmente dentro dei nuovi vasi che sono diversi da qualsiasi altra cosa che io abbia sperimentato nel nostro mondo. Questi vasi non sono contro il mondo che rimane com’era. Il mio corpo animale con i suoi cinque sensi non cambia.

Allo stesso tempo io mi sviluppo in un ambiente spirituale e manifesto cinque nuovi sensi insieme ai miei amici. Sono chiamati ZHB-ZON nel linguaggio della Kabbalah. Io scopro la “religione” in essi: la forza superiore come origine, il suo programma, e lo scopo di questo programma.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.11.2011, “L’essenza della religione e il suo scopo”)

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Dal naturalismo al politeismo

L’uomo non sa in che mondo vive, appartiene alla natura che lo porta da uno stato all’altro. Durante la sua breve vita che dura alcune decadi, non ha il tempo necessario per rendersi conto di quello che accade. Curiosamente circa 150 anni fa l’aspettativa di vita era di quarant’anni, mentre quella di oggi è di settanta.

Incuranti del quasi radoppiamento dell’aspettativa di vita, tuttavia non comprendiamo ancora l’essenza della vita. L’umanità non sa ancora cosa cercare e dove trovarlo e il significato della vita rimane ambiguo. Dove inizia la vita e dove ci porta? Vi è un qualche scopo? Che cosa ci succederà? Le risposte sono vaghe.

Le persone sono soggette al potere della natura, nessuno riceve dal’Alto un libro di rivelazioni. Noi tutti sveliamo poi tutto ciò che si trova nel nostro mondo. Le rivelazioni che facciamo costruiscono la nostra comprensione e attenzione sulla realtà.

Eccettuando la materia di cui siamo fatti e il fatto di possedere cinque sensi, l’essere umano possiede la capacità innata di scoprire qualcosa di più grande, ma tutto è potenziale, in realtà costruiamo la nostra attitudine alla vita e alla natura basandoci su quello che vediamo. Questo ha fatto nascere delle semplici teorie sulla creazione, basate sulla vita in questo mondo.

Prima l’uomo percepiva il mondo come la natura, la osservava come un insieme, come un disegno nel quale tutte le parti erano interconnesse e aveva un sentimento di vicinanza. Era un approccio antico e completamente chiaro poiché era tutto evidente e svelato.

In seguito le persone hanno iniziato a dividere i fenomeni naturali in “buoni” e “cattivi”, l’uomo divenne più egoista e smise di sentirsi parte integrante della natura. Immaginava che la natura avesse svariati limiti che sembravano positivi e negativi. Ha selezionato gli elementi che lo influenzavano in “benefici” o “dannosi”, e di conseguenza creò la nozione di forze buone e cattive.

All’inizio era un’opposizione generale tra bene e male, che più tardi si divise in diverse forze indipendenti fino alla creazione di assemblee e pantheon di deità. Per questo il nostro ego ci ha distanziato ancora di più dalla natura unificata.

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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.12.2011, La Pace)

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Sfumature sulla teoria della dualità

Baal HaSulam, “La Pace”: Trovarono difficile accettare il presupposto della supervisione della natura. Di conseguenza arrivarono a un secondo presupposto, che qui ci sono due supervisori: Uno crea e sostenta il bene, e un altro crea e sostenta il male. E durante il loro percorso hanno elaborato molto questo metodo con evidenza e prove.

La teoria della dualità è uno stato naturale dello sviluppo. La natura ci influenza in diverse maniere e noi vi sentiamo sia cose positive che negative. Ci sentiamo bene e male, e naturalmente dividiamo la realtà in due parti. Dopo tutto non abbiamo altro sensore oltre al desiderio di ricevere.

I cinque sensi sono una sorta di sensori meccanici le cui letture non hanno un significato in se. Il desiderio di gioire si trova dietro la vista, l’udito, il gusto, l’olfatto e il tatto. Mostra le caratteristiche positive (+) e negative (-) dei dati che io percepisco. Questa è l’unica cosa importante per me, e l’unica cosa che il mio desiderio riconosce in quello che è bene o male per me.

Di conseguenza divido la realtà in due parti: positiva e negativa. Questo si manifesta in maniera marcata nei bambini piccoli che evitano alcuni posti e cose e ne preferiscono altri. Anche l’uomo ha questo grado di sviluppo nel quale distribuisce tutto tra queste due forze. La natura stessa ci porta a questo poiché viviamo attraverso sensazioni.

La teoria è molto semplice, ma è molto importante a questo punto comprendere che non è limitata da sensazioni individuali buone e cattive, ma le trasferisce alla natura. Gli attribuisce le corrispondenti intenzioni da parte nostra. In questa maniera attribuiamo alla natura un certo potere, attitudine e intenzione sia per aiutarci sia per danneggiarci. Senza di questo, nessuno potrebbe pensare che la natura abbia un’intenzione, un disegno o un piano, ma è visto come qualcosa d’inanimato, non più di quello.

Tuttavia, quando la natura ha potere, non è più senza personalità. Non è più un gruppo di leggi ferme e impersonali determinate dall’interazione di particole elementari. No. Il potere della natura è qualcos’altro, può essere singola o doppia.

In generale la dualità è una teoria molto logica, poiché tutto nel mondo si basa su due opposti, il più e il meno, iniziando dagli elettroni e protoni nella struttura atomica. A prima vista, i due poteri sono realmente in opposizione uno con l’altro e dipende tutto dall’equilibrio delle forze tra loro.

Questo portò l’uomo a creare la mitologia. Abbiamo dotato la natura di un desiderio, un programma e uno scopo, e questo è diventato una pietra miliare nel cammino.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 02.12.2011 “La Pace”)

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Domande sulla terminologia della Kabbalah e sulla religione

Domanda: Durante le lezioni ti ho sentito molte volte correggere le false percezioni dei tuoi studenti, ed ho anche sentito come nel mio gruppo locale l’intimo significato dei termini “Creatore”, “fede” e “preghiera” e altri ancora vengono rivelati in senso opposto al loro significato legato all’idolatria. Capisco che i Kabbalisti abbiano nascosto secoli fa questa saggezza in questo linguaggio per una precisa ragione, ma perché dobbiamo continuare ancora in questo modo?

Abbiamo passato tutti degli anni a formarci secondo la religione e la società al punto che questi termini sono legati indissolubilmente a delle false immagini. Se il nostro lavoro ha lo scopo di raggiungere la gente, e la velocità della correzione è essenziale, non sarebbe meglio se finalmente abbandonassimo questo linguaggio a doppio senso e parlassimo solamente alla gente usando il linguaggio giusto? Mi sembra di perdere del tempo prezioso senza riuscire a farci capire e confondendo chi ci ascolta.

Risposta: Hai ragione, ed ultimamente il nostro linguaggio sta cambiando, specialmente a causa della necessità di parlare agli uomini che non sono interessati alla Kabbalah della crisi e delle sue cause. Spero che questo ci muoverà verso un linguaggio più comprensibile, allontanando ogni confusione rispetto ai concetti di cui parliamo.

Domanda: Io lavoro nel settore religioso ed è difficile, perché le persone con cui lavoro ogni giorno non si vogliono sviluppare attraverso lo studio della Saggezza della Kabbalah perché credono che sia proibito. In che modo le posso influenzare?

Risposta: Continua a mantenere il silenzio sui tuoi studi!
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Una domanda sulla Kabbalah e la religione

Domanda: Qualcuno ha chiesto dov’è Gesù nella Kabbalah, e la risposta è stata: “Lui è assente”. Come può essere assente Gesù? La Kabbalah dice che si occupa di energia fisica, quindi come puoi separarla da Colui che la genera? È come separare la benzina dall’auto. Come può funzionare senza?

Dio è la fonte di tutte le cose. In Genesi Dio disse: “Sia la luce, e la luce fu.” Ma non è l’energia luminosa? Quindi perché dovrebbe Dio separarsi da ciò che ha creato? Perché la Kabbalah non può avere alcuna relazione con la religione? A prescindere da cos’è la religione, Dio è la fonte di tutte le energie, tutte le cose nei cieli, sulla terra e sotto di essa.

Risposta: Stai parlando del Creatore o dell’uomo, di ciò che è rivelato o ciò che la gente crede? Penso che sia una questione di fede, che non ha nulla a che fare con la scienza. Puoi chiedere a un fisico: “Dov’è la forza divina nel vostro acceleratore di particelle?” Kabbalah parla solo di ciò che è rivelato a noi, persone, di come sviluppiamo all’interno la forza della dazione e di amore.
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Edward Topol: Salvare Israele!

Un quotidiano russo ha pubblicato un articolo di Edward Topol, romanziere, sceneggiatore e saggista famoso, intitolato “Salvare Israele”. Di seguito alcuni estratti dell’articolo.

“Recentemente Barack Obama ha dichiarato che Israele deve ritornare alle frontiere del 1967. Per la maggior parte del mondo civile, questo è stato come un fulmine a ciel sereno, poiché ha segnato chiaramente un cambio nella politica statunitense con una tendenza pro-araba, e addirittura pro-Hamas, visto che il ritorno di Israele alle frontiere del 1967 significherebbe limitare il paese in un tratto di otto miglia davanti all’oceano, che potrebbe essere invaso da qualsiasi brigata di carri armati arabi in un paio di minuti …

A Settembre, cioè immediatamente dopo le vacanze estive, le Nazioni Unite terranno la loro prossima riunione, nelle quali la maggioranza delle voci è stata sostenitrice per molto tempo dei paesi musulmani. Una volta approvata questa risoluzione, qualunque aggressione contro Israele sarà legittima e la cosa più importante, inevitabile, perché Israele protetta dagli Stati Uniti e Israele abbandonata dagli Stati Uniti sono due cose molto differenti …

Per strano che possa sembrare, l’unica persona venuta a difesa di Israele è un tedesco, Glenn Beck, un giornalista statunitense che lavora per “Fox News”. Da alcuni anni nessuno sa niente, ma non appena è cominciato uno show della durata di un’ora su Fox ed ha cominciato ad aprire gli occhi agli Stati Uniti sulle ambizioni comuniste del suo leader, praticamente è diventata la principale stella della televisione ed un odiato nemico della stampa liberale pro-Obama.

Adesso Glenn Beck sta chiamando la sua America patriarcale a sollevarsi a favore di Israele. Il 24 Agosto è prevista la celebrazione di una riunione in Israele con tutte le persone che hanno la sua stessa opinione: che l’imminente sterminio di Israele, programmato per settembre-ottobre, porterà una totale islamizzazione dell’Europa e degli Stati Uniti.

Oggi mi rivolgo a tutti coloro che capiscono che la scomparsa di Israele (non importa cosa pensino di Israele) scatenerà una totale espansione araba verso il sud della Russia e dell’Europa e sarà l’inizio della scomparsa di tutte le civiltà cristiane, europee e russe. Aiutiamo Glenn Beck, agiamo prima che sia troppo tardi, non permettiamo lo sterminio di Israele! E per ultima cosa, credete alle mie parole e a quelle di Glenn Beck: la storia ci ha dato solo due mesi per questa operazione di riscatto”.

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Portare a termine il lavoro di Abramo

Oggigiorno stiamo portando a termine quello che iniziò Abramo quando insegnava ai figli delle sue concubine diverse pratiche spirituali che precedono lo stato spirituale attuale con il fine di dazione. Lui le ha conficcate nelle fondamenta di sistemi di credenze e le ha portato all’esterno, in terre occidentali. Più tardi, lo stesso lavoro di Abramo si è materializzato nelle persone d’Israele, le quali dopo la distruzione del Tempio sono cadute dal livello spirituale causando la nascita di diverse religioni.

Quindi, le credenze che ebbero inizio ai tempi di Abramo, e le religioni, che sono sorte ai tempi della distruzione del Tempio, rappresentano essenzialmente le tappe dell’inclusione del metodo d’Israele alle nazioni del nostro mondo. Il Giudaismo, il Cristianesimo e l’Islam, tra gli altri hanno fatto avanzare l’umanità verso la comprensione della devozione. Le persone sarebbero rimaste dei barbari senza di esse.

Ai nostri giorni, dopo migliaia di anni di sviluppo, è impossibile per noi concepire una persona che non consideri queste cose e i mondi futuri, il Creatore, o il bene e il male. Se non ci fossero le religioni, non avremmo avuto una cultura, un’educazione e la società umana nella sua moderna comprensione.

Semplicemente non siamo consci del ruolo che hanno avuto le religioni nel far progredire l’umanità. Le università sono sorte grazie alle religioni. Dovuto al desiderio di espandere le religioni, le persone hanno scoperto continenti, si sono stabiliti in nuovi posti, e hanno iniziato ad aspettarsi qualcosa dal futuro.

In questa maniera, il messaggio spirituale è diventato parte dell’egoismo del mondo e raggiunto persone che non avevano connessione con il Creatore e nemmeno un desiderio di Lui dovuto alla mancanza del punto nel cuore. Tuttavia, adesso hanno un nuovo impulso, appartenenza e paura del mondo futuro, un possibile castigo, e qualcosa sopra questa vita.

Hanno il sentimento di qualche cosa di più grande e si aspettano di vedere certe cose. E anche se nella loro immaginazione appaiono delle cose corporali, anche se questo è idolatria, comunque, qualcosa di umano inizia a crescere da “l’animale superiore”. Pensano già a cose alle quali gli animali non s’interessano.

Anteriormente, le persone non pensavano oltre un cerchio chiuso di rendita, alimenti, riproduzione e morte. Semplicemente non ci rendiamo conto del contributo che le religioni hanno avuto nella cultura umana e nell’arte.

Tuttavia, adesso il nostro sviluppo sta arrivando alla fine, e la crisi globale facendo presa su tutta l’umanità, ne è la prova. La religione non è il problema: Semplicemente non possiamo continuare a sostenere una società egoista che vive in base alla legge dell’amor proprio.

Il nostro egoismo ci ha portati al suo componente spirituale. I soldi sono diventati un “valore spirituale” per le persone, forzandole a soffiare incredibili bolle d’aria nell’economia nel vendersi l’aria l’uno all’altro nella forma di affari virtuali.

Questo ci ha condotto al bisogno di un cambiamento. Siamo di fronte a un vero lavoro spirituale a fine di dazione.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 1.05.2011, “L’articolo sulla saggezza” di Ramchal)

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Un punto nero in un oceano di bene

La grande e sola differenza che c’è tra i Kabbalisti ( gli uomini con il punto nel cuore che seguono il cammino dello sviluppo spirituale) e le masse religiose sta nel loro atteggiamento verso il Creatore. I Kabbalisti dicono: “Tutto dipende da me. Io devo cambiare, mentre il Creatore è assoluto e completo e quindi non cambia”.

I soli che possono cambiare sono coloro che possono essere migliori o peggiori, ma il Creatore è solo “il bene, e fa il bene”: Come potrei chiederGli di cambiare e di migliorare me stesso? Questo non Lo farebbe sembrare cattivo adesso?

Il Kabbalista crede di essere il solo a dover cambiare, e che nessun altro sia soggetto alla correzione: non il mondo, gli amici, il gruppo, non una singola persona. Proprio adesso, io esisto dentro il bene che fa il bene, il Creatore, la sola forza della natura “Non c’è nessuno tranne Lui”. Come Lo percepisco dipende dalle mie qualità.

Quando lavoro con il gruppo, IO sono quello che sta lavorando; IO sono quello che sta cambiando. Questa è la ragione per cui mi sembra che il gruppo attraversi diversi stati, ma in realtà, io lavoro con la mia ombra, con le mie qualità.

Ed è lo stesso rispetto al Creatore. A me sembra che Egli mi tratti in modi diversi. A volte si avvicina, e a volte si allontana, ma sono io che sto lavorando con me stesso contro l’assoluto, il bene che fa il bene, e non c’è nessun altro tranne Lui. Io sono dentro Lui.

Dunque, “ognuno giudica in base ai propri difetti”. Io vedo la mia ombra contro il Creatore. Sono io che vedo me stesso esteriormente, il riflesso delle mie stesse qualità.

In questo modo, gli uomini di tutto il mondo, tranne i Kabbalisti, chiedono al Creatore di cambiare, e sono pronti a fare di tutto solo perché il Creatore sia gentile con loro. Non pensano di aver bisogno di cambiare la loro natura, di dover correggere la “loro inclinazione al male”, il loro ego, ma chiedono al Creatore di essere gentile con loro come lo sono loro.

I Kabbalisti dicono l’opposto: il Creatore è “il bene chef a il bene”, e “non c’è nessun altro tranne Lui”, l’universale e unica forza della natura. Non esiste niente altro tranne il Creatore. Tranne Lui, c’è solo un punto del desiderio di ricevere il piacere, “l’esistenza dal nulla”. Varie azioni si compiono dentro questo punto, e si tratta di cambiamenti nella sua coscienza, nella sua esistenza nella Luce superiore.

All’improvviso, questo punto sente che si sta espandendo nella misura di Malchut dell’Infinito, la forma dei mondi, e accadono dei cambiamenti. Tuttavia, è solamente il punto che fa esperienza di tutto questo. Niente è cambiato. Tutti i cambiamenti avvengono solo nelle sue sensazioni.

Si va avanti così fino a quando il punto non raggiunge uno stato costante, la sensazione che è come un punto nero che esiste dentro “il bene che fa il bene”, solo Colui che esiste. Tutto questo percorso, che noi attraversiamo nella creazione fino a quando la nostra correzione non è completa (Gmar Tikkun), serve solamente a determinare dove ci troviamo adesso, per rivelare il Creatore.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 26.04.2011 Shamati No.1)

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“Egli regge la terra sul niente”

Domanda: Cosa significa “non esiste nessuno tranne Lui”? Ed in che modo Lo raggiungono coloro che hanno il punto nel cuore, coloro che non lo hanno, e le masse religiose?

Riposta: Gli uomini che si trovano nel nostro mondo si possono relazionare alla totalità della realtà proprio come fanno con l’ambiente nel quale vivono, come fanno tutti gli esseri viventi. Oltre a questo, gli uomini possono avere un altro rapporto con la loro vita, che gli animali non hanno. Se ad un uomo fosse insegnato di credere nella forza superiore, questo rapporto potrebbe essere sia buono che cattivo.

Se saremo buoni, la forza superiore sarà buona con noi, e se saremo cattivi, sarà cattiva con noi. Questa forza vuole che siamo buoni e quindi ci manda delle sfide. Ci tratta con gentilezza se ci comportiamo bene. Quindi, vale la pene fare i bravi.

Cosa significa essere “buoni” agli occhi della forza superiore? A questo proposito, gli uomini hanno inventato diversi sistemi, fino al punto di sacrificare i loro stessi figli e sterminare gli infedeli nelle guerre di religione. Basandosi sul loro ego, gli uomini hanno creato per se stessi ogni genere di rapporto con questa forza superiore.

Baal HaSulam spiega l’origine delle religioni e delle credenze nel suo articolo “La Pace”. In sostanza, le religioni sono un sistema che serve allo sviluppo dell’umanità e al suo avanzamento verso la spiritualità. Quelle sfaccettature dei desideri di godere che non sono in grado di aspirare al Creatore si muovono in avanti con l’aiuto delle religioni. Gli uomini sanno una cosa soltanto: c’è la forza superiore, e noi ci troviamo in un certo sistema che ha una relazione con essa: se sono buono, essa è gentile; se sono cattivo, essa è cattiva.

Quindi, il solo problema è di definire i desideri di questa forza superiore. Ogni religione ha la sua posizione su questo argomento, ed ognuna pensa di essere nel giusto. E qui sta tutta la differenza tra le religioni: come adorare questa forza superiore, come appagare i suoi desideri in modo da poter vivere tranquilli in questo mondo e in quello dell’al di là? Sembra che gli uomini si comportino davanti alla forza superiore come se fossero davanti ad un signore o ad un re: “Come Lo possiamo appagare perché sia contento di noi?”

Dunque, ci sono tre categorie di uomini.

  1. Totalmente secolari con un atteggiamento da animali verso la realtà
  2. I religiosi che adorano la forza superiore, cercando di trovare i modi di piacerle.
  3. I Kabbalisti.

I Kabbalisti dicono che questa forza superiore, il Creatore, non ha alcuna relazione personale con noi. Se diciamo che non esiste nessuno tranne Lui, il bene che fa il bene, parliamo di un potere omni-comprensivo.

Tutto dipende da me, ed Egli non ha alcuna relazione personale con me. Tutto è determinato dalla misura della mia trasformazione nella Luce che esiste senza cambiare, semplice e costante, come è detto: “Io non ho cambiato il mio HaVaYaH,” “la legge che è stata data e che non può essere trasgredita.”

Ciò significa che il Creatore non ha alcuna relazione personale con me, nessun calcolo che mi riguardi, niente! Invece, Io credo che Lui lo faccia. Ma io percepisco anche un computer in questo modo. Diciamo che ieri, il computer su cui stavo lavorando mi ha fatto arrabbiare sul serio e che ero pronto a spaccarlo con un martello. Era colpa sua? Si tratta soltanto di un aggeggio fatto di plastica e metallo.

Tuttavia, poiché io lavoro con il computer, gli trasferisco le mie qualità personali, considerando il suo comportamento come buono o cattivo, e vado in collera dicendo: “Guarda cosa mi ha fatto!” Allo stesso modo, mi arrabbio con la macchina se le accade qualcosa.

Si tratta di caratteristiche fondamentali proprie della nostra natura. Non è per niente divertente. La nostra credenza nel potere della natura, che mi tratta gentilmente oppure no, nasce da qui. Cosa diciamo ad un bambino quando va a sbattere contro un tavolo?”

“Colpiscilo; ti ha fatto male!” E se non si tratta di un tavolo ma di qualcosa di più astratto e di grande che comprende tutto, parliamo in un modo diverso: “TrattaLo bene, ed Egli ti farà del bene”. La fede incomincia da qui.

Noi ancora non comprendiamo che se non raggiungiamo il punto della verità, non lavoreremo con niente. Agiremo semplicemente contro la legge della natura, ma “la legge è stata data e non può essere trasgredita.” Il Creatore non cambia. Dunque, sia che io sia buono o cattivo, influenza soltanto me. Io non faccio al Creatore né il bene né il male; non Lo tocco.

Quando io dico che Lui è felice di me o che Lo rendo triste, sono Io a dirlo. Io percepisco questa cosa solamente nei miei sensi. Se è così, cosa o chi mi fa cambiare? Il mio ego? Significa che lo faccio solamente con lo scopo di sentirmi bene. Niente altro mi obbliga! O forse l’ambiente, che mi minaccia di punirmi, mi costringe a cambiare?

Se questo è il nostro atteggiamento verso l’intera e perfetta realtà, nessuno potrà allora costringermi a cambiare. Può succedere solamente per mezzo della fede al di sopra della ragione! Perché esisto in questa realtà falsa e frammentaria? Partendo da essa, voglio costruire un atteggiamento indipendente verso questa forza, “il bene che fa il bene”, colui che è il solo ad esistere. Cosa significa “un atteggiamento indipendente”? Significa che mi relaziono a questa forza senza alcuno scopo personale, ed essa non conosce, non comprende o non percepisce nulla da me. Su che cosa baso il mio lavoro? “Egli regge la Terra sul niente,” che è detto “le dieci Sefirot Blima (che nascondono).”

Gradualmente, arrivo a questa percezione della realtà nella quale non faccio alcun calcolo personale, come invece faccio oggi. Io voglio solo imparare da questa forza le sue proprietà, diventare uguale a Lui. Questa è la mia ricompensa. Non ho bisogno di risultati, né per la forza, né per me stesso; desidero solamente diventare uguale a Lui, come è detto: “La ricompensa per un comandamento è conoscere Colui che comanda.”

Si tratta di concetti molto sottili che sono impossibili da spiegare. L’uomo che non ha il punto nel cuore non ne sarà mai colpito né capirà cosa si nasconde dietro alle parole. “Per chi lavoro allora? Se non c’è nessuno a parte me chi riceverà il mio lavoro e, come conseguenza, mi tratterà in modo diverso, significa che lavoro contro il muro, contro il vuoto. Allora, cosa significano queste parole: “Il libro è aperto, e la mano sta scrivendo,” che giudica se stesso ed il mondo in base ai meriti?

Tutte queste parole hanno lo scopo di avvicinarci all’ideale, che si chiama “la fede al di sopra della ragione”. Qui, non si ha alcun calcolo che si possa immaginare. Non c’è nessuno a cui rivolgersi. Si possono fare dei calcoli solo con colui che ha il desiderio, la forza, e l’azione. “Non esiste nessuno tranne Lui” e “il bene che fa il bene” implica che Egli non agisce al contrario di così. Noi parliamo delle nostre azioni: cambiamenti di stato, reazioni, ma Lui non ha nulla a che fare con tutto questo. Se così fosse, sarebbe come se non agisse. A noi sembra che Lui non viva se non cambia. Ma questo è ciò che sembra a noi.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 26.04.2011, Shamati No. 1)

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Perché è avvenuto il Big Bang

Domanda: In Internet, due approcci sull’evoluzione del mondo vegetale ed animato sono costantemente in conflitto: il Darwinismo ed il creazionismo. Cosa dice riguardo a questo la scienza della Kabbalah?

Risposta: francamente, Darwin ha ragione in quasi tutto. Probabilmente, questa eccezione non è necessaria, poiché lui semplicemente non è stato compreso. Dopotutto, lui era un uomo profondamente religioso.

L’evoluzione progredisce davvero in maniera consistente dove una cosa segue come risultato di un’altra. Lo sviluppo successivo è intriso nella natura e non possiamo negarlo. Tuttavia, questo non avviene in maniera arbitraria, poiché il desiderio egoista cerca costantemente delle possibilità per realizzarsi al massimo.

Il desiderio di ricevere vive in ogni momento che passa e non può lanciare uno sguardo al futuro. Non sa cosa gli verrà dato per elevarsi in alcune altre fasi. Il desiderio di ricevere ha un esclusivo obiettivo egoista: “Come ottengo quello che voglio? Come riempio me stesso?”.

Se il desiderio lavora e la mente lo serve, allora qualunque tipo di progresso, qualunque sviluppo successivo è assolutamente impossibile. Dopotutto, tratti costantemente con il tuo egoismo. A queste condizioni, l’evoluzione non si è spostata al di là della prima particella dell’universo.

Tuttavia, la scienza della Kabbalah parla delle Reshimot, i dati informativi intrisi nella scintilla iniziale dalla quale tutta la materia è emersa. Queste Reshimot vengono attivate una per una in catena e il desiderio comune le realizza, costruendo così la materia.

Questo è proprio il fattore dello sviluppo successivo. Nella teoria di Darwin, vediamo la sua manifestazione esterna, l’essenza nel motore, l’origine dell’evoluzione. Queste vengono come risultato delle Reshimot.

Cosa avvenne nel punto primario dal quale si scatenò il Big Bang? Fu infusa davvero in questo la materia di tutto l’universo? Logicamente, tale affermazione non ha nessun senso. C’erano solo due cose nella scintilla: l’energia e l’informazione. Esse includevano in sé tutta la creazione e da esse cominciò lo sviluppo. L’energia (la Luce) colpì l’informazione (le Reshimot) ed il processo ebbe inizio.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.03.2011, i principi dell’educazione globale)

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