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In Europa i musulmani si convertono al cristianesimo

Dr. Michael LaitmanDomanda: In Europa parecchi musulmani si convertono al cristianesimo. Lo fanno per essere accettati in Europa e iniziare una nuova vita, o è una sorta di trucco?

Risposta: Quando le nazioni si integrano in questo modo c’è sempre un processo di diffusione e quindi è difficile dire quale sia la ragione di questo comportamento.

Credo che i musulmani si convertiranno al cristianesimo proprio come molti europei si sono convertiti all’Islam, ma non saranno in molti, perché i musulmani hanno un forte senso di mutua garanzia e di responsabilità e, naturalmente, la punizione secondo la loro fede è molto più severa di quanto lo sia secondo qualsiasi altra fede. Quando si convertono al cristianesimo rischiano le loro vite.

Pertanto, non credo che ci sarà un movimento di conversione al cristianesimo. Forse i politici e i politologi occidentali esagerano di proposito, pubblicizzando questo fenomeno al fine di attenuare il processo opposto degli europei che si convertono all’Islam.
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Dalla trasmissione di Kab TV “Notizie con Michael Laitman” 13/04/16

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La saggezza della Kabbalah non si occupa di miracoli

Dr. Michael LaitmanDomanda: Nelle diverse religioni ci sono delle persone che affermano di aver raggiunto la santità e la rivelazione dei miracoli, ci sono persone con capacità speciali nella saggezza della Kabbalah?

Risposta: Il kabbalista non si coinvolge nei miracoli. Tutto quello che il kabbalista raggiunge è interiore ed egli non può esibire i suoi conseguimenti davanti a nessuno, non lo farà mai.

Non ha senso forzarlo a mostrare qualche trucco. Non funzionerà. Non esistono i miracoli nel nostro mondo. Se non conosciamo e riconosciamo le leggi della natura, certi fenomeni possono apparirci dei miracoli.

Se accendi un fiammifero di fronte ad un uomo di Neanderthal, vissuto dai 350,000 ai 600,000 anni fa, si domanderà come lo hai fatto e penserà che il fuoco esca dal tuo dito, si inchinerà anche davanti a te pensando che tu sia una creatura di un altro mondo. Tutto dipende dal livello relativo tra due persone.

Commento: Quando gli spagnoli scoprirono l’America, i nativi americani li ricevettero come dei.

Risposta: E gli spagnoli diedero loro pezzi di vetro in cambio di tonnellate di oro.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo del 24/01/16

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Credere in Dio

Dr. Michael LaitmanDomanda: Gli scienziati dell’Università della Pennsylvania hanno studiato la credenza religiosa in Dio e hanno concluso che essa diventi più forte nei momenti in cui l’uomo pensa agli eventi più importanti della sua vita, durante i quali sceglie una strada che poteva finire male ma che finisce bene. L’uomo mette in relaziona questo risultato alla forza superiore.

Gli scienziati pensano che credere in Dio non necessariamente si basi sulla fede cieca, ma sul pensiero razionale. Affermano che in realtà, questo è il fatto che permetta di spiegare la stabilità della credenza religiosa e che fornisca una prova chiara dei principi religiosi.

Risposta: L’umanità è molto stabile e più la gente è su questo pianeta, più crede nelle forze irreali che non sono state accreditate come verità. La gente vuole che Dio esista. È nel suo subconscio.

Possiamo fare delle domande ai figli delle persone religiose sul loro credere in Dio ed essi affermeranno di credere in una certa forza, e che bisogna pregarla e chiederle tutto ciò che vogliamo. Il loro atteggiamento verso la forza superiore è lo stesso atteggiamento che hanno nei confronti dei loro genitori, ai quali possono chiedere qualsiasi cosa e tutto è a posto. È una risposta naturale e istintiva verso l’incertezza.

Domanda: Le persone cercano la logica anche quando dicono che niente succede per caso.

Risposta: Certamente, possono inventare quello che vogliono, però quando incontrano la saggezza della Kabbalah ricevono una spiegazione su come possono sentire e scoprire il Creatore, e cominciano a comprendere che il resto è pura psicologia.

Domanda: Questo significa che non possiamo arrivare al Creatore usando gli strumenti razionali che abbiamo in questo mondo?

Risposta: Gli strumenti che abbiamo in questo mondo sono relazionati ai nostri sensi. Non esiste un modo per rivelare il Creatore con i nostri sensi, né con la nostra mente né col nostro cuore.

Il Creatore non è totalmente nascosto e, pertanto, tutte le supposizioni risultano della stessa illusione, allo stesso modo che la religione si basa su congetture e supposizioni.

Non ha niente a che vedere con la saggezza della Kabbalah e, pertanto, si tratta di fede senza nessuna base. Nella saggezza della Kabbalah , d’altra parte, esiste un principio semplice com’è scritto: “Un giudice raggiunge solo ciò che i suoi occhi vedono”.

Abbiamo solo bisogno di pulire le lenti attraverso le quali vediamo e osserviamo il mondo, in forma realista senza nessuna storpiatura. Allora saremo capaci di essere il nostro proprio giudice perché sappiamo di osservare le cose correttamente, giudicandole e prendendo la decisione corretta. Se diciamo “Questo è ciò che penso” o “Quello che dicono gli psicologi”, ecc., siamo ancora nella forma di questo mondo.

Qui puoi solo credere a ciò che l’investigazione scopre, e cioè a ciò che si basa sulla prova chiara, non si crede agli psicologi o ai filosofi.

Tuttavia, la gente non può penetrare da sola nella parte nascosta della natura umana, dato che non ha i sensi che corrispondono ad essa.

Le persone devono prima creare in loro stesse queste capacità, questi sensori, e di conseguenza inizieranno a sentire il Creatore. Possiamo raggiungerLo solo con la saggezza della Kabbalah.

Se l’uomo lo desidera, deve studiare in un contesto organizzato. Studiate e scoprirete il Creatore, e non avrete bisogno di credere in niente e, più importante ancora, in nessuno!
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Dalla trasmissione di Kab TV “Notizie con Michael Laitman” 20/03/16

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I tre parametri della fede

Dr. Michael LaitmanDomanda: Alla base di ogni religione vi è la fede e non la conoscenza. Tutte le religioni hanno limitazioni e divieti per quanto riguarda il conseguimento delle leggi dell’universo. Perché è così?

Risposta: Perché le religioni non si impegnano a raggiungere la forza superiore. Loro non possono farlo e vivono nel buio. Se una persona potesse raggiungere la vera realtà, allora non ci sarebbero le religioni, rimarrebbe solo la saggezza della Kabbalah.

Questa è la ragione per cui le religioni sono interessate ad una fede cieca, e così sopprimono tutte le domande che le persone possono avere sul senso della vita. La percezione del mondo da parte della persona religiosa è fanatica e avanza senza obiettivi specifici.

Commento: Ma il termine “fede” in realtà deriva dalla religione.

Risposta: E’ fede religiosa quando l’uomo accetta tutte le ipotesi di base senza fare domande, senza sentirle o percepirle.

Commento: Ma l’inanimato è un livello umano ed è molto difficile da saltarlo e raggiungere la fede al di sopra della ragione.

Risposta: Non è un livello, ma semplicemente delle concezioni erronee e un passo indietro.

Ci sono tre parametri della fede: la fede sotto la ragione, la fede dentro la ragione e la fede al di sopra della ragione.

Quando io credo in ciò che vedo, è la fede dentro la ragione; quando non ho bisogno di prove e accetto semplicemente quello che mi è stato detto e agisco di conseguenza come un bambino, è la fede sotto la ragione e questa è la religione. Io credo in ciò che mi viene detto senza controllare nulla.

Quando salgo sopra il mio ego e comincio a percepire ciò che sta succedendo, è la fede sopra la ragione, che è ciò in cui la saggezza della Kabbalah si impegna. È da questo deriva la contraddizione tra la fede sotto la ragione (ovvero, delle diverse religioni) e la fede al di sopra ragione (ovvero, la saggezza della Kabbalah).

Secondo la saggezza della Kabbalah, dobbiamo anelare al conseguimento e non alla fede. Tu devi raggiungerlo secondo la Kabbalah, toccarlo, annusarlo. Proprio come un bambino che mette tutto in bocca, perché questo è il modo più sicuro, quindi anche noi dobbiamo assaggiare tutto.

Questa è la ragione per cui il conseguimento del mondo superiore è chiamato sapori, che in realtà deriva dall’istinto di assaggiare tutto con la nostra bocca, in quanto è la sensazione più sicura, più certa e più vicina a noi.

Dopo tutto, non posso mettere qualcosa di dolce in bocca e sentire che è amaro solo perché tu sostieni che sia amaro. Qui è lo stesso; non c’è spazio per la fede.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 24/01/16

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Perchè la Bibbia viene considerata un testo sacro?

Nuova Vita 507 – Perchè la Bibbia viene considerata un testo sacro?
Da una conversazione fra il Dott. Michael Laitman, Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Riassunto

I testi sacri parlano di qualcosa di superiore rispetto al nostro mondo. Per raggiungere e capire ciò di cui ci parlano, dobbiamo diventare santi anche noi. La Saggezza della Kabbalah ci spiega che la santità è la caratteristica della dazione e dell’amore. Queste sono le qualità divine che ogni uomo nel nostro mondo deve acquisire.

I testi sacri furono scritti dagli uomini che raggiunsero la divinità, e il loro scopo fu quello di aiutare anche noi a conseguire ciò che essi ottennero. I Kabbalisti ci spiegano che quegli scrittori scrissero i testi sacri nel “linguaggio dei rami”, ovvero, un codice speciale attraverso il quale essi poterono descrivere le forze spirituali nella nostra lingua.

La Bibbia non è un libro di storia ma è un libro sulla vita. Si tratta di un libro nel quale sono descritti gli alti stati spirituali che ogni uomo può e deve salire e raggiungere. Tutto ciò che dobbiamo fare è prendere le parole di questo mondo, così come sono state scritte nella Bibbia, comprenderne il reale significato, e cioè che esse fondamentalmente descrivono il nostro mondo. In pratica, quando leggiamo la Bibbia con il suo vero intrinseco significato, scopriamo il sistema operativo che gestisce le nostre vite e il nostro mondo.

Dopo tutto, ogni cosa nel nostro mondo (inanimato, vegetale, animale e parlante) è operato dalle forze spirituali. Tutto ciò che dobbiamo fare è riconoscere questo sistema operativo in modo da raggiungere le proprietà della dazione e dell’amore.
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Dal programma di Kab TV “Nuova Vita 507, Perché la Bibbia viene considerata un testo sacro?”, 22/01/15

Le interpretazioni interiori ed esteriori della Torah

Dr. Michael LaitmanDomanda: C’è una connessione tra Israele, il popolo ebraico, il giudaismo e la Torah?

Risposta: Al momento purtroppo questi concetti sono poco connessi.

Il popolo ebraico è la nazione fondata in accordo alle leggi della Saggezza della Kabbalah, le leggi della stretta collaborazione, l’aiuto reciproco e lo sforzo reciproco per superare l’egoismo, per elevarsi sull’egoismo nella connessione tra noi.

Per fare questo esiste un metodo complesso che ci insegna come elevarci al di sopra del nostro crescente ego. Quando raggiungiamo questa connessione, il legame spirituale che appare tra noi ci permette di essere una nazione.

Il giudaismo moderno è diviso in due parti:

• Il Giudaismo che realizza la parte esterna della Torah e si concentra sull’osservazione delle Mitzvot (Precetti) nella forma terrena corporea come fanno gli ebrei ortodossi.

• Il Giudaismo che realizza la parte interna della Torah e si concentra sulle intenzioni: “Per cosa sto facendo questo, qual è il mio obiettivo?”. La concentrazione qui non è sull’osservazione fisica, ma sull’osservazione interiore delle Mitzvot le quali mirano ad ascendere sopra la nostra natura, e l’ascesa che segue il livello successivo della nostra esistenza, un livello in cui noi esistiamo prima della nostra nascita e dopo la morte.

Queste due parti della Torah sono opposte: la parte interna della Torah viene chiamata la Saggezza della Kabbalah e la parte esterna è chiamata l’osservazione materiale delle Mitzvot.

La Saggezza della Kabbalah sarà progressivamente rivelata non solo agli ebrei, ma anche a tutte le persone del mondo perché ognuno deve raggiungere alla fine la completa cooperazione reciproca tra di loro grazie alla Saggezza della Kabbalah, poiché altrimenti questo mondo non ha diritto di esistere.

L’anno 5776 secondo il calendario ebraico sta volgendo al termine. Secondo la Torah l’umanità deve raggiungere la piena connessione reciproca dalla fine dell’anno 6.000. Ci rimangono 224 anni per raggiungere lo stato in cui saremo in grado di sentirci come gli organi di corpo sano, vivendo in completa collaborazione tra di noi. Potete immaginarvi questo? Ognuno di noi connesso ad altri sette miliardi di persone.

Dobbiamo fare questo. È possibile nel livello spirituale. Quando ascendi un po’ con l’aiuto della Saggezza della Kabbalah, inizi a vedere una dimensione totalmente diversa, il sistema di leadership del nostro mondo in cooperazione reciproca. In realtà potete scegliere il vostro futuro.
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Lavoro in questo mondo e ricompensa nel mondo a venire

Dr. Michael LaitmanDal Talmud Eser Sefirot, parte 1, “Histaklut Pnimit”, Articolo 7: “… Dissero che nei regali vi è un grande difetto, ovvero, la vergogna che prova ogni ricevente di un dono gratuito. Per riparare a questo, il Creatore ha predisposto questo mondo, in cui vi è lavoro e fatica, così da essere ricompensati nel mondo a venire per il lavoro e la fatica”.

Di solito i religiosi si fermano a queste parole e non vanno oltre. Sostengono che in questo mondo si debba lavorare per ricevere la ricompensa nel mondo a venire, ossia, dopo la morte. Come se noi lavorassimo oggi e ricevessimo la ricompensa domani.

Tuttavia, questa spiegazione è molto strana. È come l’uomo che dice all’amico “Lavora con me solo per qualche minuto e, in cambio, ti darò ogni piacere e tesoro al mondo per il resto della tua vita. Invero, non c’è migliore regalo di questo, poiché la ricompensa non è paragonabile al lavoro. Il lavoro in questo mondo è transitorio ed inutile se paragonato alla ricompensa e al piacere nel mondo eterno.

Quale valore vi è nel mondo transitorio paragonato al mondo eterno? A maggior ragione è così per quanto riguarda la qualità del lavoro, che non vale nulla se paragonato alla qualità della ricompensa.

I nostri saggi dissero: “Il Creatore è destinato ad ereditare ogni uomo giusto 310 mondi, ecc.”. Non possiamo dire che parte della ricompensa viene data in cambio del loro lavoro e il resto è un regalo, perché allora a cosa servirebbe? La macchia della vergogna rimarrebbe ancora! Invero, le loro parole non sono da prendere alla lettera, perché nelle loro parole vi è un significato profondo.

La vergogna è una creazione di per sé. È la sensazione nelle anime della differenza tra loro e il Creatore, la sensazione di distacco da Lui che è stata creata dal Creatore stesso. Pertanto, quanto più in alto sale l’uomo nel livello dei gradi, quanto più la sensazione di vergogna aumenta in lui e diventa più raffinata e chiara. Perciò si dice che la vergogna è destinata solo alle anime più elevate.

Se mi sento disconnesso dal Creatore, allora si risveglia la sensazione dell’“Io”, la sensazione di un’esistenza separata. Capisco di dover annullare questa separazione, avvicinarmi, farci qualcosa, e quindi lavoro. Questa sensazione di distanza tra me e il Creatore, tra l’ospite e il padrone di casa, la sensazione di vergogna, mi ha costretto a lavorare.

Sarò disposto a lavorare nella misura in cui sento questa vergogna, fino ad eliminare la separazione tra noi e a raggiungere l’equivalenza di forma con il Creatore, cioè l’adesione.

È chiaro che non si parla dei 70 anni di vita dell’uomo in questo mondo e nel mondo a venire dopo questa vita. Quando lavoro per me stesso si parla di Olam Haze (questo mondo) e devo lavorare in esso e correggermi. Quando talvolta riesco a correggermi rispetto ad ogni quantità di vergogna, la differenza che rivelo tra me e il Creatore, con questo eseguo il mio lavoro in questo mondo e, come risultato, raggiungo l’equivalenza di forma e l’adesione chiamate ricompensa nel mondo a venire.

Pertanto, nella mia vita in questo mondo devo sentire questo mondo e il mondo a venire. La differenza tra questi è lo stato in cui l’uomo prova vergogna e lavora per rimuoverla, per correggere questa mancanza di equivalenza con il Signore chiamata questo mondo. Questo è il mondo e questi sono gli sforzi in questo mondo. Il conseguimento dell’equivalenza e dell’adesione si chiama mondo a venire. Secondo questo principio, i due mondi sono separati.
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La Saggezza della Kabbalah non è una religione

Dr. Michael LaitmanDomanda: Sta ricevendo un sacco di critiche sulla sua posizione per cui la Kabbalah non è una religione e non ha alcun collegamento al giudaismo. La prego di spiegarci perché i grandi Kabbalisti che sono vissuti nei nostri tempi come Baal HaSulam e Rabash che erano ebrei ortodossi, non abbiano mai detto che Dio è solo natura e non una personalità.

Risposta: Baal HaSulam lo ha spiegato nel modo migliore nel suo articolo L’Essenza della religione ed il suo scopo“. Ne sappiamo ancora di più da Ramchal (Moshe Chaim Luzzatto) riguardo alla Saggezza della Kabbalah per le persone che non sono ebree. Tutta la Saggezza della Kabbalah parla dello sviluppo dell’amore per gli altri, e la religione parla della realizzazione delle Mitzvot (Precetti) materiali.

La definizione di Saggezza della Kabbalah è: il sistema per rivelare il Creatore agli esseri creati in questo mondo. La religione non aspira a raggiungere lo stesso obiettivo della Kabbalah (la rivelazione del Creatore attraverso l’amore degli altri). Quindi non è la stessa cosa.

Pertanto, la sua proposta che Dio è semplicemente una personalità mi fa domandare se forse non siate solo un adoratore di idoli.
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La differenza tra l’approccio secolare e quello religioso

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual è la differenza tra l’approccio laico e quello religioso alla vita? Per esempio, io mi considero una persona laica, ma ho sempre dentro di me un conflitto, ed è difficile stabilire dove finisce la persona laica e dove comincia quella religiosa. La stessa divisione esiste nell’intera società Israeliana.

Secondo un ultimissimo sondaggio il 50% della popolazione Israeliana è completamente laica, il 17% della popolazione osserva le tradizioni ma non si considera religiosa, il 12% è religiosa e l’8% è di religione Ortodossa.

Risposta: Le persone laiche credono che il mondo sia governato dalle leggi della natura e che non ci sia altro tranne ciò che si vede e che si scopre con la scienza. L’approccio secolare alla vita significa che il mondo dovrebbe essere preso così com’è, in base alle proprie sensazioni, senza basarsi su nessuna forza superiore, sul destino, sulla vita dopo la morte. Ogni fenomeno inspiegato non è niente di più che un parto della nostra immaginazione e fantasia.

L’approccio laico è il vero approccio. Dentro ci sono molte varietà che definiscono la relazione dell’uomo con se stesso e la società, ma non sono al livello della differenza tra l’approccio religioso e quello laico.

L’approccio religioso si basa sulla credenza nella forza superiore che ha creato il mondo e che ci ha messo nelle condizioni che noi dobbiamo osservare. Se realizzeremo tutti i desideri della forza superiore, meriteremo un premio, se non lo faremo, saremo puniti.

Ci sono diversi tipi di relazioni con la forza superiore, di inclinazioni alla ricompensa e alla punizione, per la partecipazione di una persona a questi rapporti e alla propria libertà di scelta. Ma il punto è che le persone religiose prendono in considerazione l’esistenza della forza superiore, di un disegno superiore, di un programma, dello scopo della creazione. In questo modo, il centro della creazione non è più l’essere umano, ma la Forza Superiore, il Creatore.

Poiché le persone credono che il Creatore faccia funzionare ed organizzi ogni cosa in risposta al comportamento di ciascuno, queste persone devono rapportare continuamente la loro vita con la Forza Superiore. Vale a dire, pensano che l’uomo non dipenda dalle cieche leggi della natura, ma da una Volontà Superiore. Perciò, è necessario pregare Colui che è Superiore, chiedere, vergognarsi, pentirsi delle proprie azioni del passato.

Molte diverse religioni e credenze che esistevano una volta sono svanite o sono comunque ancora presenti oggi. La religione ha una grande influenza sul mondo e sull’umanità. Durante gli scorsi 2000 anni, l’umanità si è evoluta sotto l’influenza della religione; prima, dopo la distruzione del Secondo Tempio, si è sviluppato il Giudaismo, e poi da esso è arrivato il Cristianesimo e l’Islam.

Tutte queste religioni si combattono tra di loro, e ci sono dei rapporti veramente molto complessi tra loro. Ogni religione ha molti movimenti: Cattolici, Protestanti, e Cristiani Ortodossi; Sciiti e Sunniti nell’Islam, e molte correnti del Giudaismo.

Ogni Sinagoga in Israele è in qualche modo diversa dalle altre. Per non parlare del conflitto tra i secolari e i religiosi che non sono in grado di condurre le loro vite senza interferire gli uni con gli altri, ma vogliono imporre ognuno la propria visione delle cose sugli altri.

Io non voglio giudicare chi abbia ragione o torto. Ma un simile conflitto esiste solamente in Israele. Per esempio, negli Usa o in Europa non c’è alcun conflitto tra le persone religiose e quelle laiche. Se sei Ebreo, nessuno si preoccupa se entri nella Sinagoga i giorni di Sabato o solamente per le principali festività.

Gli Ebrei all’estero sentono di appartenere ad una sola nazione. In Israele, c’è un conflitto perché la religione non è separata dallo Stato ed è coinvolta nella lotta al potere. In questo modo, si presenta nell’ambito dell’interesse generale, dove i nostri interessi si scontrano. Nel corso degli anni, questo conflitto è aumentato perché ognuno crede che la parte opposta voglia prendersi un pezzo della sua parte.

Questo confronto nella società sta guadagnando forza, portandoci all’odio e alla divisione, che non sono mai esistiti tra il popolo di Israele. E non penso che sia il risultato di un diverso approccio al mondo. E’ solamente una lotta per il potere nella nostra vita – i desideri che alcuni hanno di controllare gli altri e lo Stato in modo che possano essere utili ai loro interessi, sia che si tratti della comunità secolare o religiosa.

La lotta è per lo Stato, per il potere, per la tesoreria dello Stato, e per usare tutto questo a proprio vantaggio.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 21.05.2015

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Il ruolo delle religioni nel processo di correzione

Domanda: Il Corano dice: “L’Onnipotente non ha bisogno di aiutanti”. Perché invece la Kabbalah insegna che dobbiamo diventare i soci e assistenti del Creatore?

Risposta: Le religioni si originano dalla linea destra, sinistra e mediana. L’islam deriva dalla linea destra relativa al Creatore; il cristianesimo viene dalla linea sinistra; invece il giudaismo ha origine dalla linea mediana. E’ per questo che il calendario musulmano è basato sul movimento della luna, il calendario cristiano è basato sul ciclo solare, e il calendario giudaico è basato su entrambi, è costruito secondo la linea mediana.

E’ vero che il Corano dice: “Il Signore non ha bisogno di aiutanti”. E’ perché la partecipazione umana è impossibile nella linea destra e sinistra contemporaneamente. La gente inizia a prendere parte solo quando la linea centrale è costruita fuori dalla destra e dalle linnee di sinistra. Così, saliamo per diventare soci con il Creatore, diventando simili a Lui.

E’ per questo che la Kabbalah parla dell’associazione fra un uomo e il Creatore. Non è pratica usuale in giudaismo, come è emerso dopo la distruzione del Tempio e la gente di Israele cadeva dal proprio livello spirituale. Oggi, dopo duemila anni di esilio, cominciamo la correzione della devastazione che è avvenuta dopo il collasso del Primo e Secondo Tempio. Dobbiamo stabilire una linea mediana dentro di noi, cioè, dobbiamo superare il nostro ego.

Le religioni sono costruite in un modo che non richiedono alle persone di sbarazzarsi del proprio ego. Al contrario, le religioni usano l’ego per attirarci, coinvolgerci, calmaci, e promettono una vita tranquilla, salute, successo, e benessere. Le religioni sono una struttura associata con esilio: sono totalmente adatte per l’esilio. Noi non rifiutiamo questo fenomeno a tutti!

Tuttavia, ora viviamo in un’era in cui la gente di tutte le fedi inizia a passare sopra le proprie religioni e si sforza di raggiungere il Creatore. Da un lato, non hanno altra scelta, perché le loro vite sono proprio imprevedibili! Il nostro desiderio interno avanza e richiede di conoscere e rivelare il Signore. In ognuno di noi c’è una scintilla: nei figli di Israele, la scintilla è una conseguenza del passo spirituale precedente; nelle nazioni del mondo, è il risultato di una penetrazione reciproca con i figli di Israele durante il periodo di esilio.

E’ per questo che molte persone iniziano a risvegliarsi. Quando si è pronti per raggiungere il Creatore, non si ha bisogno di religione, ma si deve studiare la Kabbalah, in quanto la Kabbalah è la saggezza della rivelazione del Creatore alla creazione in questo mondo materiale. Questa è la differenza fra tutte le religioni (la linea destra, sinistra e mediana) e la religione ”autentica” (Kabbalah) come fu definita da Baal HaSulam nei suoi scritti. Nel suo articolo “L’essenza della religione ed il suo Scopo Baal HuSulam scrive che c’è soltanto una religione autentica: la saggezza della Kabbalah che ci porta al raggiungimento del Creatore ottenendo le Sue proprietà.

Tutte le altre religioni erano attive durante l’esilio. Il loro scopo era di portarci al nostro tempo in modo che d’ora in poi cominciassimo il processo di auto-correzione. Durante l’esilio, lo scopo della religione era di educare la gente, supportarla in modo civile, e fornire loro sapienza, moralità, ed etica. La religione ha adempiuto il proprio ruolo. Ha agito all’interno dell’umanità, permettendoci così di avanzare. Le religioni servono gli interessi umani.

Tuttavia, oggi il loro ruolo scade, questo fenomeno è ovvio in tutte le religioni. Presto, saremo testimoni della trasformazione enorme, dell’aumento della resistenza e di grandi lotte. L’epoca della correzione è stata lanciata. Nulla può fermarla. Il mondo sta degradando giorno dopo giorno, come una carretta rotolante in discesa ad una velocità tremenda. E così oggigiorno tutte le religioni si dovranno regolare e adeguarsi alla saggezza della Kabbalah. Speriamo che accadrà in modo civile, mite, e che le religioni finiranno per accettare eventualmente il loro nuovo ruolo e posto.

Le religioni sono importanti per la nostra auto-correzione purché comincino a implementare il principio di “amare il nostro prossimo come noi stessi”. Tutte loro hanno questo principio “su carta”. Loro devono soltanto cominciare ad attuare in pratica questa dottrina funzionale; non c’è nulla di più che possiamo aspettarci da loro. In seguito, esse rivedranno se stesse e verranno a supportare la saggezza della Kabbalah, dando così la possibilità di correggere tutti senza eccezione.
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Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 23.01.2014, Scritti di Baal HaSulam

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