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Vale la pena abbassare l’ego?

Nei giornali (Times in India) : “ Livelli bassi di stress e ansia si osservano tra le persone che… hanno poche attività nei lobi frontali, durante attività di meditazione.  Costante attività nei lobi frontali, che processano informazioni complesse ed eventi, di continuo, quando non sono attivi, per esempio durante l’attività di meditazione, o preghiera, raggiungono una sfera di illuminismo in cui non c’è stress, confusione o preoccupazione. Minor attività nei lobi frontali è collegato alla “sensazione di abbandonarsi completamente” afferma Andrew Newberg, un neuroscienziato, e autore di The Metaphysical Mind: Probing the Biology of Philosophical Thought. Quando la nostra mente egoistica si arrende completamente verso qualcosa di infinitamente più grande di se stesso, raggiunge uno stato di illuminazione”

La mia risposta:  Certamente perché una persona elimina tutto dentro di sè, in generale.  Riduce enormemente il suo ego e in un certo senso si dissolve.

Questo è uno stato scorretto perché allo stesso tempo annulla anche il suo “io”, la sua personalità, vuole essere in uno stato passivo di unione con il suo ambiente in forma  di un elemento inanimato.

Commento: gli scienziati, però, chiamano questo momento equilibrio e prossimità con la natura.

La mia risposta: certo, se mi trasformo in un sasso, allora sono vicino alla natura. Al contrario, se sono un egoista che vuole sapere, scoprire e sentire, e cerco di farlo, allora questo è già un “io” che esiste in natura e nella sua forma individuale.

E’ sbagliato abbassare l’ego poiché va contro il progresso, contro lo sviluppo, contro l’evoluzione, e contro la natura stessa. Ci porta semplicemente più vicino al livello inanimato.  Non c’è via di uscita, in questo modo arriviamo a uno stato di equilibrio, pace, uno stato indisturbato.

Eppure, in principio, è necessario per avanzare al punto in cui usiamo, in maniera chiara, tutto il nostro egoismo, tutto ciò che può possibilmente apparire dovrebbe rivelarsi e svilupparsi in noi, e quando siamo all’apice di sensazioni così grandi ed egoistiche,  siamo in equilibrio con la natura.

Domanda: Significa che  è il desiderio che agisce sul lavoro del cervello?  Più si sviluppa il desiderio e più il cervello inizia a lavorare in maniera attiva per servire il desiderio?

Risposta: il cervello esiste solo per inseguire il desiderio.  Se il desiderio ha un compito da portare a termine, il cervello ci aiuta a realizzarlo con ciò che desideriamo.

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From KabTV’s “Close-Up. Anamnesis” 2/19/10

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Dove ci porta il fondamentalismo

Le persone sono attratte dai potenti perché in ognuno di noi c’è un bambino che cerca protezione e un senso di appartenenza.  I fondamentalisti lo capiscono molto bene e lo usano a loro vantaggio. Diventando più violenti, appaiono più potenti, il che aumenta il loro fascino. In questo modo, riescono ad attirare nuove reclute nelle loro file.

Nei paesi occidentali, i fondamentalisti islamici trovano terreno fertile per attirare seguaci, dato che la gente non ha alcuna direzione, nessuna spiritualità, nessuno scopo nella vita. Questo rende semplice la conversione alle idee fondamentaliste. Offrendo alle persone l’appartenenza a un club potente, e persino a Dio, danno loro un senso di significato e di scopo e le convincono del valore della loro vita. Questo avviene non solo in Europa e negli Stati Uniti, ma anche in Russia, India e persino in Cina.

Dove ci porta questo? In primo luogo, porterà a conflitti sanguinosi. Alla fine, mostrerà il vuoto dietro le promesse dei dogmi religiosi radicali.

Una volta che il fondamentalismo avrà manifestato la sua inutilità, la gente scoprirà il vero significato del termine religione.  Negli Scritti dell’Ultima Generazione, Baal HaSulam afferma: “La forma religiosa di tutte le nazioni dovrebbe prima di tutto obbligare i suoi membri alla dazione reciproca… come in “Ama il prossimo tuo come te stesso. Questa sarà la religione comune di tutte le nazioni”.

Cosa ne sarà, vi chiederete, delle nostre religioni tradizionali? Baal HaSulam continua e scrive che oltre a seguire il principio di amare gli altri come noi stessi, “ogni nazione può seguire la propria religione e tradizione, e l’una non deve interferire con l’altra”. In altre parole, se ci prenderemo cura l’uno dell’altro, ognuno di noi vivrà secondo il proprio modo e la propria tradizione, e i nostri diversi stili di vita non turberanno l’armonia e l’unione che avremo raggiunto avendo sviluppato l’amore reciproco.

Il processo evolutivo appena descritto non è solo per alcuni di noi; è il futuro dell’umanità. Siamo tutti destinati a raggiungere l’unione e il rispetto reciproco seguendo la legge dell’ amare gli altri come noi stessi. Questo è il significato dell’antica profezia: “E ad essa affluiranno tutte le nazioni” (Isaia 2:2).

Abramo il Patriarca, l’apripista babilonese che portò la notizia della nostra unione collettiva all’umanità, fu il primo maestro. Ci insegnò come unirci sulla base della misericordia e della gentilezza.  La sua progenie, Isacco, Giacobbe e Giuseppe e così via, perfezionarono e adattarono il metodo della connessione ai loro tempi.  Mosè fece lo stesso con il suo libro delle leggi, che noi chiamiamo Torah, e così fece Rabbi Shimon Bar Yochai con Il Libro dello Zohar.  

Ora anche noi dobbiamo trovare la strada per applicare la legge dell’amore per gli altri al nostro tempo. Specialmente oggi, in un periodo in cui l’odio e l’egocentrismo stanno corrompendo e distruggendo la civiltà umana, è il momento di elevarsi al di sopra dei nostri “io” insignificanti e di trovare un’unione comune che sia superiore a tutti noi e che ci unisca tutti.

Solo in questa sfera elevata troveremo modo di creare un mondo vivibile e rendere la nostra vita insieme piacevole, sicura e con un vero senso di appartenenza.  

Perché siamo così tanto attratti dai miracoli?

Domanda:  Alcuni ricercatori affermano che la tendenza umana di credere ai miracoli si spiega con la psicologia, nel senso che una parte del nostro cervello è responsabile dei pensieri irrazionali e l’altra parte è responsabile della loro correzione.

Nell’arco di milioni di anni di esistenza abbiamo narrato ogni tipo di mito e racconto per poter connettere ogni tipo di fenomeno naturale.  Quindi, credere nei miracoli e i tentativi della scienza di spiegarli in maniera logica, probabilmente ci vengono trasmessi a livello genetico.

Pensa anche lei che credere nei miracoli sia una tendenza psicologica? Da dove deriva?

Risposta:  La gente vuole imparare, credere e sentire ciò che va oltre alla nostra comprensione.  La gente ascolta attentamente, guarda da vicino, e cerca di andare oltre il confine delle sensazioni. E’ per questo che siamo attratti così tanto dai miracoli.

Domanda: Dal suo punto di vista di tratta di qualcosa di positivo o negativo.

Risposta: E’ positivo! E’ una caratteristica umana! Non si scappa, anzi al contrario, si cerca di avvicinarsi, di capire questo “miracolo”, ovviamente se non ne siamo  respinti.

Domanda: E se crede semplicemente nei miracoli senza cercare di spiegarli?  Diciamo che ha la tendenza di credere.

Risposta: Questo dipende dai suoi calcoli, ciò che vuole ottenere da un atteggiamento tale verso i miracoli.

Secondo me non dovremmo avere paura dei miracoli, scappare, limitarli o mettermi all’interno di qualche struttura religiosa.  Dobbiamo semplicemente cercare delle spiegazioni scientifiche, reali, per ogni cosa che a noi sembri un miracolo.

 

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From KabTV’s “Spiritual States” 11/30/21

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Le religioni sono la conseguenza dell’occultamento del mondo superiore

Tutte le religioni sono emerse dall’occultamento della Kabbalah.

Una volta, dal tempo di Abramo fino alla distruzione del Secondo Tempio, il popolo di Israele, cioè, un piccolo gruppo di tutta l’umanità, visse secondo i principi cabalistici per padroneggiare il metodo di assimilazione alla legge suprema, e poi per dimostrarlo su se stessi e trasmetterlo a tutta l’umanità.

Questa è la missione della nazione di Israele, che, di principio, non è una nazione, ma un piccolo gruppo di persone che è venuto fuori da Babilonia per padroneggiare la metodologia cabalistica per se stessi e trasmetterla agli altri.

All’inizio, questo gruppo esisteva in stati spirituali: nella dazione e nell’amore reciproci, nella comprensione del mondo superiore, il potere più alto di un’unica legge: il Creatore. Poi, quando cadde da questo livello 2000 anni fa, l’egoismo prese possesso del popolo d’Israele, allora invece della scienza della Kabbalah, sorse la religione; Da esso ebbero origine l’ebraismo, cristianesimo e poi l’islam.

Cioè, tutte e tre le religioni sono il risultato dell’occultamento del mondo superiore che non è nella sua comprensione. Esisteranno finché la legge della globalizzazione, l’integrazione di tutte le persone non si manifesterà pienamente nell’umanità.

Ora, quando comincerà a manifestarsi, le religioni dovranno gradualmente lasciare il palcoscenico mondiale, e al loro posto, la Kabbalah risorgerà come metodo di correzione di una persona e non il suo sostegno morale generale, di cui aveva bisogno durante i 2000 anni di occultamento del vero universo.

 

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Dalla trasmissione di KabTV’ “Close-up.Universal Law” 7/11/2021

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Fisica quantistica e potere della mente

Domanda: La Fisica Quantistica spiega il potere dei nostri pensieri?

Risposta: Non posso garantire per la Fisica Quantistica poiché ci sono aspetti aggiuntivi che vengono pubblicati ogni giorno al riguardo sotto forma di teorie e metodi diversi. In passato, mi tenevo sempre al passo con le nuove pubblicazioni, ma ora da molto tempo non mi cimento.

Il fatto che possiamo gestire differenti azioni attraverso i nostri pensieri è vero. Dopotutto, il pensiero è il potere più alto. Al di sopra c’è solo il desiderio. Quindi, se i desideri e i pensieri di una persona sono diretti correttamente, allora il potere del Creatore viene messo in loro e la persona crea.

In linea di principio, facciamo tutto ciò che dobbiamo fare per correggere la creazione mediante i nostri pensieri e i nostri desideri, in cui sono rivestiti i pensieri e i desideri del Creatore.

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Dalla lezione di KabTV “Fondamenti della Kabbalah” del  3/2/2019

 

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Esiste l’astrologia cabalista?

Domanda: Esiste l’astrologia cabalista?

Risposta: No! Non esiste l’astrologia cabalista. C’è solo la Kabbalah.

Non c’è divinazione delle stelle in essa. Non attaccare lacci rossi, acqua santa, Tarocchi, misticismo o meditazioni alla Kabbalah, anche se puoi trovare molta pseudo-letteratura su questi argomenti.

La spiritualità è ciò che si sviluppa in una persona senza alcuna connessione con gli attributi del nostro mondo. Questo significa che non è legata alle stelle o a ciò che mi circonda, ma solo a ciò che è in me.

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Dalla trasmissione KabTV’s “Fundamentals of Kabbalah” 3/3/19

 

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La vera religione degli Ebrei

Domanda: Gli antichi miti greci si svilupparono tra il X e VIII secolo A.C. e influenzarono la cultura di tante nazioni.  I Greci diedero forme materiali alle forze della natura.  Secondo le loro credenze, la terra era abitata da mostri, giganti e ciclopi.

Iniziò poi il periodo dei filosofi: i sofisti, i pitagorici, e Socrate.  Alcuni fatti appartenenti a questo periodo indicano che essi furono istruiti dai Kabbalisti.  Ma è davvero così?

Risposta: Per cominciare, la religione Ebraica, nella sua forma originale non si nascondeva da nessuno che approcciava ad essa, perché gli Ebrei stessi erano presenti nell’Antica Babilonia come parte della popolazione che si separò dai Babilonesi e iniziò a seguire i principi di “ama il prossimo come te stesso”. Era questa la loro religione, non solo una credenza, ma un’azione.

Tutte le azioni che come conseguenza portano la persona a trattare il prossimo come se stesso e iniziare a sentire l’intera natura attraverso questa connessione, sono le fondamenta della vera religione Ebraica, detta Kabbalah.

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From KabTV’s “Spiritual States” 1/21/21

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Nel computer dell’intero universo

Domanda: Una delle sfide del ventunesimo secolo è l’agonia delle religioni. Dalla fine del 20° secolo e letteralmente dai primi due decenni del 21° secolo, c’è stato un ritorno alle religioni. È come un lampo luminoso prima di svanire. Quale sarebbe l’alternativa?

Risposta: Il raggiungimento della forza superiore. Inoltre, c’è una chiara realizzazione, un chiaro contatto tra le persone e la manifestazione della forza superiore in questo contatto, all’interno dell’umanità. Raggiungendola nelle sensazioni, l’umanità salirà al livello di questa forza.

Nessuna religione, nessuna fede! Non ci sarà spazio per loro perché ci sarà una chiara percezione sensoriale e mentale del mondo superiore. L’umanità arriverà al livello di un’esistenza diversa, superiore alla sua natura. Questo è l’obiettivo del nostro sviluppo.

Pur rimanendo nei nostri corpi, nel senso di questo mondo, raggiungeremo simultaneamente quell’enorme computer, quell’enorme sistema che ci controlla, e noi stessi inizieremo a controllarlo. Arriveremo al punto in cui possiamo riprogrammare questo computer.

E poi, quando raggiungeremo questo stadio con l’intera umanità, allora quelle persone che gradualmente entrano e sono in questo programma, inizieranno a perdere il senso di questo mondo, perché in realtà non esiste. È sentito solo nei nostri cinque sensi corporei e sono puramente condizionali.

Quindi, il nostro mondo scomparirà gradualmente dai nostri sensi e ci sentiremo esistenti al livello successivo, spirituale, all’interno di un enorme computer, che si chiama universo.

Domanda: E’ come se un robot creato dall’uomo capisse improvvisamente il cervello umano, colui che lo ha creato?

Risposta: Sì. Il nostro compito è capire colui che ci ha creati ed essere uguali a Lui, essere il Suo partner.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Chellenges of the XXI century. Introduction”, 24/04/2019

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Credere o conoscere?

Domanda: Per una persona religiosa tutto deriva dalla fede. Qual è il suo approccio nei confronti di coloro che non lo sono?

Risposta: A queste persone va proposta la conoscenza piuttosto che la fede, solo così si può comprendere il più alto livello della natura, cioè il Bore’ e non credere solo a ciò che gli viene detto.

Domanda: Come mai c’è una fiducia nella luce superiore a livello religioso e non vi è lo stesso a livello profano? “Lo sento dire ma non ci credo”.

Risposta: Perché abbiamo reso troppo elevata questa condizione. Noi viviamo di ciò che ci viene riferito.

Domanda: Per i profani è più difficile?

Riposta: Certo.

Domanda: Se io fossi un religioso crederei alle sue parole e saprei come agire lungo tutto il cammino. E invece lei me lo sta dicendo ma non so se ha ragione o no.

Risposta: Certo: è per questo che devi scoprirlo da solo.
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Dalla trasmissione di KabTV “Management Skills”, 28/08/2020

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La saggezza della Kabbalah e la religione sono totalmente opposte

Domanda: Qual è la differenza tra le persone ortodosse per le quali non c’è nient’altro che Dio e le persone che si impegnano a studiare la saggezza della Kabbalah per le quali “Non esiste nulla tranne Lui?”

Risposta: La differenza è molto semplice; questi due tipi di persone sono completamente diverse. Innanzitutto, la saggezza della Kabbalah non è una fede o una religione. Si impegna nella fede, ma non obbliga nessuno a crederci. Invece, richiede che una persona riveli il Bore’.
Una persona religiosa dice: “Io credo!”

“Perché credi?”

“Mi hanno spiegato e mi è stato detto di credere, quindi credo a quello che mi è stato detto.”

“Bene, quella è una tua scelta.”

D’altra parte, secondo la saggezza della Kabbalah, fede significa conoscenza, realizzazione, sentimento, sensazione. Non è fede ciò che chiamiamo nel nostro mondo, quando non so se qualcosa è vero o no, ma l’accetto e vivo come se fosse così. Chi può provarlo? Nessuno. È vero o no? Ci sono tanti punti di vista quante sono le persone.

Quindi non esiste alcun legame tra la saggezza della Kabbalah e la religione. Al contrario, la saggezza della Kabbalah è completamente estranea alla religione. Si rivolge solo alla rivelazione, alla conoscenza e al sentimento, non alle cose di cui qualcuno ci parla. C’è un’enorme differenza.
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Dalla trasmissione di KabTV“Concetti di base della saggezza della Kabbalah”,24/11/2020

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