Pubblicato nella 'Religione' Categoria

Nuova Vita 741, La vera benedizione

Dr. Michael Laitman
Nuova Vita 741, La vera benedizione
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Sintesi

Le usanze ebraiche nascono dai kabbalisti, i quali scoprirono il sistema di guida attraverso il quale il Creatore, la forza superiore, ci dirige. Le benedizioni significano che io ho rivelato la forza superiore come buona e benefattrice, e pertanto la benedico.

Il Creatore ha creato in noi l’inclinazione al male, l’ego, ed ha “creato una spezia, la Torah, per questo”, una forza positiva che può equilibrare l’ego. Dobbiamo arrivare ad uno stato nel quale pronunciamo benedizioni non semplicemente come delle parole che escono dalla nostra bocca, ma nel pensiero e nel desiderio. Questo avviene come risultato della correzione dell’ego.

La saggezza della Kabbalah ci insegna che è possibile correggere l’ego attraverso la connessione speciale di garanzia reciproca tra le persone. Pertanto, dall’amore degli esseri creati arriviamo all’amore del Creatore. Lo sforzo per connetterci chiama una forza positiva su di noi che equilibra l’ego. Le benedizioni tra un uomo ed il suo amico sono destinate ad essere il risultato della nostra richiesta, chiedere al Creatore la forza di amare gli altri. Il Creatore vuole che tutti arrivino al Suo livello, ed allora la vera guarigione dell’uomo può essere solo come risultato di correggere se stesso.

Nella spiritualità l’individuo scopre di essere un piccolo mondo, ovvero, che tutto si trova dentro di lui. Poi quando si corregge, egli corregge il mondo, e quando vede qualcuno soffrire, comprende di dover correggere se stesso. Ricorrere al Creatore è chiedere la forza di vedere la realtà correttamente. “Non esiste nulla tranne Lui, Buono e Benefattore”. All’inizio non esiste nulla tranne l’inclinazione al male. Tutto il bene che apparentemente facciamo, nasce dal nostro egoismo. Quando benediciamo, benediciamo l’apparizione della forza buona con la quale siamo stati ricompensati per averla davvero rivelata.

Tutta la realtà esiste tra due forze: la forza della ricezione e la forza della dazione che dobbiamo acquisire. Dobbiamo ascendere ad uno stato nel quale sentiremo gli altri proprio come sentiamo noi stessi, e i corpi non ci separano. Le benedizioni con le quali si benedicono le persone reciprocamente simboleggiano il livello che dobbiamo raggiungere con l’aiuto dei nostri sforzi per connetterci. Alla fine l’individuo scopre che davanti a lui non esistono altre persone a parte il Creatore, ovvero che in realtà esistono solo lui ed il Creatore.

[189406]

Dalla trasmissione di KabTV “Nuova Vita 741, La vera benedizione” 05/07/16

La saggezza della Kabbalah e gli altri insegnamenti

Dr. Michael LaitmanDomanda: La domanda sul senso della vita mi interessa così tanto che, in aggiunta alle lezioni sulla saggezza della Kabbalah, ascolto anche conferenze di altri insegnanti da varie fonti e dottrine. Questa è spazzatura per il mio percorso spirituale?

Risposta: Non le consiglio di associare la saggezza della Kabbalah ad altri insegnamenti. È meglio che lei si occupi di altri metodi, lasciando lo studio della Kabbalah.

È meglio soprattutto per la sua salute spirituale. Ad esempio si interessi allo Yoga o ai tarocchi, o a tutto quello che vuole, solo non tutto insieme. Pensa di poter comprendere tutto insieme? Ma non è assolutamente possibile! E vedrà come le sembrerà difficile quel momento in cui cercherà di sbarazzarsi della spazzatura personale e spirituale che esiste nella sua vita.

L’uomo è incapace di andare d’accordo con tutti e di comprendere in maniera profonda ciò che sente da parte di tutti. Gli sembrerà solo di poter “separare il grano dalla paglia”.
[190254]

Dalla lezione di Kabbalah in russo 10/04/16

Materiale correlato:
Forze superiori oppure come possiamo cambiare il nostro destino
Le Fasi della Realizzazione della Kabbalah
I Livelli nello Studio della Kabbalah

Il Postulato Assoluto

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché le religioni non uniscono ma invece ognuna spinge per soffocare le altre?

Risposta: Accade perché tutte le fedi e le religioni sono completamente egoiste. Le guerre religiose e gli attacchi sono proseguiti per centinaia di anni, e ad oggi non cessano, specialmente nell’Ebraismo, nel quale sono apparse molte fazioni e denominazioni religiose che si sono messe in competizione una contro l’altra.

Le religioni sono un prodotto dell’egoismo umano, quindi non esiste una ragione per cui aspettarsi qualcosa di buono da loro. Sono davvero “l’oppio dei popoli”.

I religiosi non applicano la regola generale “Ama il prossimo tuo come te stesso” (Levitico 19:18). In generale, dove e come esse sostengono questa Mitzvah (precetto)?

La Saggezza della Kabbalah non ha alcuna connessione con le religioni, e questa è anche l’essenza del problema. Abbiamo un grande scontro con le diverse organizzazioni religiose, le quali credono che, attraverso l’esecuzione di azioni meccaniche, l’uomo si assicuri il mondo a venire.

La Kabbalah afferma che con la realizzazione meccanica, l’uomo non avrà il mondo a venire ma rimarrà un egoista. Se non c’è un’ascesa al di sopra della propria natura egoista, che tipo di mondo spirituale potrà esserci per lui?Il mondo a venire è un mondo di altruismo che l’uomo costruisce mentre si trova in questo mondo, tramite la realizzazione del princìpio “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Ne consegue che le religioni comprano semplicemente le persone e nient’altro.

Commento: È interessante che nulla vieta alle persone che studiano la saggezza della Kabbalah di rimanere nella propria religione.

Risposta: Ogni uomo che lo desidera, può essere coinvolta nella saggezza della Kabbalah, nonostante la sua religione. Baal HaSulam scrive su questo nel suo libro L’ultima generazione”.

L’appartenenza ad una religione o ad un’altra non preoccupa l’uomo che può mantenere tranquillamente le sue abitudini. Ma internamente, egli deve cambiare in altruismo, elevandosi al di sopra della sua natura egoista. Questo è ciò che differenzia la saggezza della Kabbalah dalla religione. Tutto il resto è una tradizione che può essere mantenuta o meno, ma è un problema personale. Tuttavia, elevarsi al di sopra del proprio egoismo tramite la saggezza della Kabbalah è un postulato assoluto.
[189540]

Dalla lezione di Kabbalah in russo 20/03/16

Materiale correlato:
Le contraddizioni tra la religione moderna e la Saggezza della Kabbalah
La Saggezza della Kabbalah non è una religione
I tre parametri della fede

Trucchi di magia, solo al circo

Dr. Michael LaitmanDomanda: Quando ha incontrato la Saggezza della Kabbalah ha visto subito in essa un significato profondo o all’inizio voleva imparare la magia?

Risposta: Non ho mai voluto imparare la magia che mi ha sempre disgustato. Dopotutto sono un uomo di scienza, quindi compresi che questo non fosse serio. I trucchi di magia vanno bene solo al circo.

Quale beneficio hanno tratto Nostradamus, Messing o Wanga dalla divinazione del futuro? Ne hanno ricavato qualcosa? Hanno parlato di quello che sentivano, niente di più.

Non ho mai aspirato ad essere coinvolto in questo e credo che sia del tutto irrilevante. Esistono persone che possono predire il futuro, ma a noi spetta il compito di svilupparci in modo realistico verso il vero obiettivo e scopo della creazione. E, in particolare, dobbiamo tirare dietro di noi “un carro pieno” di sette miliardi di persone.
[181864]

Dalla lezione di Kabbalah in Russo 14/02/16

Materiale correlato:
Il teatro magico
Come si può prevedere il futuro?
Percepire il futuro insieme

La Nazione Divisa

Dr. Michael LaitmanDomanda: I miei soci in affari sanno molto bene come essere subdoli e truffare i propri clienti. Mentre io, al contrario, cerco di essere onesto e faccio quindi affidamento sull’onestà degli altri. E alla fine vengo lasciato da parte senza nulla, e inizio ad invidiare gli altri: “Perché io non riesco a realizzarmi nei miei affari come gli altri?”, si tratta di una Klipa, di un difetto?

Risposta: La Klipa è il lavoro contro la santità, contro il Creatore, un lavoro molto sofisticato in effetti.

Per quanto riguarda il tuo esempio, posso dirti che l’uomo che inganna la gente, alla fine, inganna il Creatore, e allunga le distanze che lo separano da Lui. Su questo non ci sono dubbi.

Se prendo quello che non merito dalla gente o dalla natura, ovvero il Creatore, allora questo è già l’inizio di una Klipa. E cosa merito? Io merito qualcosa se lavoro al fine di dare, se io esisto per raggiungere la dazione. In questo caso, anche le necessità che ho, sono solo per esistere e per essere in dazione, al fine di essere simile al Creatore e fare il lavoro di Dio. Non posso prendere per me tutto il resto che si trova al di fuori delle mie necessità vitali. Tutto il resto mi serve solo per dare agli altri. Questo deve essere il calcolo che fa l’uomo, e lo determina per sé: “Questo è ciò di cui ho bisogno per esistere al fine di portare soddisfazione al Creatore”. Tutto inizia con questa decisione, e continuando nella stessa direzione si arriva alla Kedusha (Santità).

Nella Klipa mi trovo nella situazione opposta perché prendo dagli altri, anche se non lo merito e forse non l’ho nemmeno guadagnato. Questo vale anche per quella parte del popolo d’Israele che non lavora ed è immersa completamente nello studio della Torah.

In generale, a causa dell’errore di calcolo in questo senso, stiamo tutti annegando nel mare dell’egoismo e dell’allontanamento dalla forza superiore. Anno dopo anno questo errore colpisce tutti in maniera sempre più forte e in questa fase stiamo iniziando a cadere in uno stato che abbiamo già sperimentato nel secolo scorso.

Ma ciò non significa che ognuno di noi deve andare al lavoro, o al contrario, che dobbiamo tutti vivere alla giornata. Una parte della popolazione ha davvero bisogno di studiare, così come un’altra parte ha bisogno di lavorare. Forse ci dovrebbe essere una certa rotazione. Perché non organizzarsi in modo tale che tutti abbiano la possibilità di lavorare e studiare?

Naturalmente, nel periodo del Tempio, molti nel paese si dedicarono allo studio. E non si trattò quindi di una questione di quantità, ma di discernimento. Questo è il nostro lavoro.

Inoltre, l’epoca che si prospetta davanti a noi non richiederà lo stesso numero di lavoratori com’è accaduto in passato. Quindi abbiamo solo bisogno di organizzare tutto in forma corretta.

Il problema è che le due metà della nazione, il sacro e il profano, non sanno come comunicare fra loro, non si capiscono a vicenda. Questo è l’unico ostacolo. Dopo tutto, se fossimo stati in grado di trovare un terreno comune e posizioni corrispondenti, credo che tutti avrebbero capito: chi studia deve continuare nel proprio studio. Ma non c’è alcun contatto tra le due parti della nazione, non ci sono buoni rapporti, non esiste un dialogo costruttivo e reale; esiste solo un odio reciproco, e quindi ci manca la corretta analisi della situazione.

In realtà il paese non ha bisogno di decine di migliaia di lavoratori e soldati. La dimensione del mercato del lavoro si contrarrà nel corso degli anni, e l’esercito moderno ha bisogno di più tecnologia che di persone.

Pertanto, l’attuale conflitto in Israele è causato dai giochi politici. I poteri che stanno dietro le quinte, stanno deliberatamente alimentando il fuoco.

E d’altra parte il grave problema dei religiosi è che non possono creare un corretto contatto con la parte laica della nazione per spiegare la propria posizione. La parte religiosa non apre una finestra di dialogo per paura di essere influenzata dalla cultura esterna. Ma la mancanza di dialogo fomenta la guerra fra fratelli.

Da Notare: Questo anche se i muri si stanno sgretolando e le influenze esterne sono penetrate all’interno.

Risposta: Ma questo non porta al contatto, alla comprensione reciproca. I muri si stanno sgretolando, non secondo la nostra volontà, ma per volere del tempo.

Le parti devono mettersi in contatto ed iniziare un chiarimento reciproco. Il nostro problema deriva dall’avere un unico “paniere”. Negli Stati Uniti non vi è alcuna collisione tra il popolo laico e quello religioso; essi “non mangiano dallo stesso piatto”, non hanno lo stesso esercito, non ci sono punti di contatto, non c’è alcun conflitto che qualcuno vive per conto di qualcun altro, e non c’è mancanza di comprensione fra loro.

In Israele la nazione è divisa, spaccata, e quindi continuiamo la distruzione del Tempio. In realtà le due parti partecipano a questo processo, compresi quelli che studiano la Torah. Essi chiamano la parte laica “il bambino viziato”. Ma se è un bambino, allora ha bisogno di un atteggiamento particolarmente paziente, e va da sé che richieda più attenzioni. Non è questo quello che dice la Torah? Dov’è il cuore grande, l’approccio simpatico e attento, dove non ci sono litigi e conflitti.
Alla fine tutto questo ci indebolisce e ci porta al collasso.

Domanda: Cosa diresti alla parte religiosa della nazione?

Risposta: Ai loro occhi io non sono nessuno, perciò non ho niente da dire o nessuno con cui parlare.
[127860]

Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20/02/14, Gli Scritti di Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar”, Articolo 55

Le contraddizioni tra la religione moderna e la Saggezza della Kabbalah

Dr. Michael LaitmanDomanda: Le persone religiose credono di dover semplicemente rispettare le Mitzvot (Precetti) e attendere il Messia, mentre lei, al contrario, crede che dobbiamo “risvegliarlo” e “invitarlo” a venire da noi. Su cosa è basata la sua opinione?

Risposta: Esiste una contraddizione tra la religione moderna, sottolineo moderna, e la saggezza della Kabbalah; esse sono diametralmente opposte. I religiosi, giustamente, affermano che le differenze tra noi sono ideologiche e quindi anche pratiche. Non si tratta solo di stabilire se sia più importante la prestazione meccanica (Maase) o l’intenzione (Kavana).

Il mondo si evolve in ogni oggetto naturale attraverso il continuo sviluppo dell’egoismo, a tutti i suoi livelli: inanimato, vegetale, animale e parlante. L’ego si evolve gradualmente attraverso i passaggi 1, 2, 3 e 4 nei quali l’egoismo minimo al livello 1 è l’inanimato e l’egoismo massimo al livello 4 è l’umano. Allo stesso modo, per ognuno dei livelli esistono dei sottolivelli e sub sottolivelli, infatti vengono determinate tutte le caratteristiche di ogni oggetto naturale in base al valore dell’egoismo.

L’egoismo generale della natura si sviluppa ad ogni livello con un’intensità conforme a quel livello. Lo sviluppo più lento si trova al livello 1 e quello più rapido al livello 4. Lo sviluppo sotto l’influenza della forza egoistica obbligatoria è chiamato la via di Beito, a suo tempo. Dato che secondo le religioni non esiste la possibilità di influenzare lo stile dello sviluppo, i credenti accettano lo sviluppo passivo come se fosse dato loro dal Creatore e considerano giusta l’obbedienza a Lui, nel senso che è dato (lo sviluppo passivo) dall’alto.

La saggezza della Kabbalah ha scoperto il Creatore come natura (Elohim [Creatore] in Gematria =HaTeva [natura]) e crede che tutto derivi dalla natura e che nel nostro mondo non vi sia altra forza tranne questa a determinare qualsiasi cosa.

Ma l’intero scopo della creazione di Adamo (Uomo), e quindi di tutto ciò che lo precede, è destinato allo sviluppo dell’uomo fino al livello del Creatore. Quindi, Adamo è chiamato “Adam” che deriva dalla parola “Domeh” (simile), “Domeh LeBore” (simile al Creatore). Questo per dire che l’obiettivo dell’evoluzione di Adamo è raggiungere il livello del Creatore, com’è scritto nella Torah: “Shuvu Bnei Yisrael Hashem Eloheinu”, ovvero, “Tornate, o figli d’Israele, al Signore Vostro Dio, al livello del Creatore” (Osea 14:2).

Ne risulta che i punti di vista della religione e della Kabbalah sullo sviluppo del mondo e sul ruolo dell’umanità sono diametralmente opposti. La religione assegna all’umanità un ruolo passivo; mentre, al contrario, la saggezza della Kabbalah le attribuisce un ruolo attivo “… conosci il Dio di tuo padre, e adoraLo…”(Cronache 1, 28:9). Prima viene detto “conosci”, e dopo saprai come lavorare per il Suo bene e cosa significhi questo stesso lavoro.

Ma il problema è più grande. La religione insiste sul fatto che l’uomo debba solo conoscere e rispettare meccanicamente le MItzvot, in questo modo incatena l’uomo e limita del tutto il suo sviluppo. Al contrario, la saggezza della Kabbalah sostiene che tutto sia stato creato per lo sviluppo dell’uomo in modo che possa raggiungere il livello del Creatore, così raggiungerà l’unicità del Creatore nel suo sviluppo personale. Lo sviluppo è determinato in forma di “adesione” dell’uomo al Creatore quando diventano uguali nelle loro azioni. Ma questo è qualcosa che le religioni hanno paura di ammettere, così insegnano, richiedono e consentono solo l’apprendimento meccanico e l’adempimento delle Mitzvot.
[188027]

Materiale correlato:
Una domanda sulla Kabbalah e la religione
La Saggezza della Kabbalah non è una religione
Qual è la differenza tra Kabbalah e religione?

In Europa i musulmani si convertono al cristianesimo

Dr. Michael LaitmanDomanda: In Europa parecchi musulmani si convertono al cristianesimo. Lo fanno per essere accettati in Europa e iniziare una nuova vita, o è una sorta di trucco?

Risposta: Quando le nazioni si integrano in questo modo c’è sempre un processo di diffusione e quindi è difficile dire quale sia la ragione di questo comportamento.

Credo che i musulmani si convertiranno al cristianesimo proprio come molti europei si sono convertiti all’Islam, ma non saranno in molti, perché i musulmani hanno un forte senso di mutua garanzia e di responsabilità e, naturalmente, la punizione secondo la loro fede è molto più severa di quanto lo sia secondo qualsiasi altra fede. Quando si convertono al cristianesimo rischiano le loro vite.

Pertanto, non credo che ci sarà un movimento di conversione al cristianesimo. Forse i politici e i politologi occidentali esagerano di proposito, pubblicizzando questo fenomeno al fine di attenuare il processo opposto degli europei che si convertono all’Islam.
[181773]

Dalla trasmissione di Kab TV “Notizie con Michael Laitman” 13/04/16

Materiale correlato:
La verità sulle tre religioni del mondo, Parte 1
La verità sulle tre religioni del mondo, Parte 2
Cristianesimo contro Islam: Quale futuro attende L’Europa?

La saggezza della Kabbalah non si occupa di miracoli

Dr. Michael LaitmanDomanda: Nelle diverse religioni ci sono delle persone che affermano di aver raggiunto la santità e la rivelazione dei miracoli, ci sono persone con capacità speciali nella saggezza della Kabbalah?

Risposta: Il kabbalista non si coinvolge nei miracoli. Tutto quello che il kabbalista raggiunge è interiore ed egli non può esibire i suoi conseguimenti davanti a nessuno, non lo farà mai.

Non ha senso forzarlo a mostrare qualche trucco. Non funzionerà. Non esistono i miracoli nel nostro mondo. Se non conosciamo e riconosciamo le leggi della natura, certi fenomeni possono apparirci dei miracoli.

Se accendi un fiammifero di fronte ad un uomo di Neanderthal, vissuto dai 350,000 ai 600,000 anni fa, si domanderà come lo hai fatto e penserà che il fuoco esca dal tuo dito, si inchinerà anche davanti a te pensando che tu sia una creatura di un altro mondo. Tutto dipende dal livello relativo tra due persone.

Commento: Quando gli spagnoli scoprirono l’America, i nativi americani li ricevettero come dei.

Risposta: E gli spagnoli diedero loro pezzi di vetro in cambio di tonnellate di oro.
[180133]

Dalla lezione di Kabbalah in russo del 24/01/16

Materiale correlato:
Dissipare i miti sulla Kabbalah, parte 1
Dissipare i miti sulla Kabbalah, parte 2
Su cosa si basa la scienza della Kabbalah?

Credere in Dio

Dr. Michael LaitmanDomanda: Gli scienziati dell’Università della Pennsylvania hanno studiato la credenza religiosa in Dio e hanno concluso che essa diventi più forte nei momenti in cui l’uomo pensa agli eventi più importanti della sua vita, durante i quali sceglie una strada che poteva finire male ma che finisce bene. L’uomo mette in relaziona questo risultato alla forza superiore.

Gli scienziati pensano che credere in Dio non necessariamente si basi sulla fede cieca, ma sul pensiero razionale. Affermano che in realtà, questo è il fatto che permetta di spiegare la stabilità della credenza religiosa e che fornisca una prova chiara dei principi religiosi.

Risposta: L’umanità è molto stabile e più la gente è su questo pianeta, più crede nelle forze irreali che non sono state accreditate come verità. La gente vuole che Dio esista. È nel suo subconscio.

Possiamo fare delle domande ai figli delle persone religiose sul loro credere in Dio ed essi affermeranno di credere in una certa forza, e che bisogna pregarla e chiederle tutto ciò che vogliamo. Il loro atteggiamento verso la forza superiore è lo stesso atteggiamento che hanno nei confronti dei loro genitori, ai quali possono chiedere qualsiasi cosa e tutto è a posto. È una risposta naturale e istintiva verso l’incertezza.

Domanda: Le persone cercano la logica anche quando dicono che niente succede per caso.

Risposta: Certamente, possono inventare quello che vogliono, però quando incontrano la saggezza della Kabbalah ricevono una spiegazione su come possono sentire e scoprire il Creatore, e cominciano a comprendere che il resto è pura psicologia.

Domanda: Questo significa che non possiamo arrivare al Creatore usando gli strumenti razionali che abbiamo in questo mondo?

Risposta: Gli strumenti che abbiamo in questo mondo sono relazionati ai nostri sensi. Non esiste un modo per rivelare il Creatore con i nostri sensi, né con la nostra mente né col nostro cuore.

Il Creatore non è totalmente nascosto e, pertanto, tutte le supposizioni risultano della stessa illusione, allo stesso modo che la religione si basa su congetture e supposizioni.

Non ha niente a che vedere con la saggezza della Kabbalah e, pertanto, si tratta di fede senza nessuna base. Nella saggezza della Kabbalah , d’altra parte, esiste un principio semplice com’è scritto: “Un giudice raggiunge solo ciò che i suoi occhi vedono”.

Abbiamo solo bisogno di pulire le lenti attraverso le quali vediamo e osserviamo il mondo, in forma realista senza nessuna storpiatura. Allora saremo capaci di essere il nostro proprio giudice perché sappiamo di osservare le cose correttamente, giudicandole e prendendo la decisione corretta. Se diciamo “Questo è ciò che penso” o “Quello che dicono gli psicologi”, ecc., siamo ancora nella forma di questo mondo.

Qui puoi solo credere a ciò che l’investigazione scopre, e cioè a ciò che si basa sulla prova chiara, non si crede agli psicologi o ai filosofi.

Tuttavia, la gente non può penetrare da sola nella parte nascosta della natura umana, dato che non ha i sensi che corrispondono ad essa.

Le persone devono prima creare in loro stesse queste capacità, questi sensori, e di conseguenza inizieranno a sentire il Creatore. Possiamo raggiungerLo solo con la saggezza della Kabbalah.

Se l’uomo lo desidera, deve studiare in un contesto organizzato. Studiate e scoprirete il Creatore, e non avrete bisogno di credere in niente e, più importante ancora, in nessuno!
[180257]

Dalla trasmissione di Kab TV “Notizie con Michael Laitman” 20/03/16

Materiale correlato:
Esiste un Dio?
Dio esiste?
Dio non lancia i dadi

I tre parametri della fede

Dr. Michael LaitmanDomanda: Alla base di ogni religione vi è la fede e non la conoscenza. Tutte le religioni hanno limitazioni e divieti per quanto riguarda il conseguimento delle leggi dell’universo. Perché è così?

Risposta: Perché le religioni non si impegnano a raggiungere la forza superiore. Loro non possono farlo e vivono nel buio. Se una persona potesse raggiungere la vera realtà, allora non ci sarebbero le religioni, rimarrebbe solo la saggezza della Kabbalah.

Questa è la ragione per cui le religioni sono interessate ad una fede cieca, e così sopprimono tutte le domande che le persone possono avere sul senso della vita. La percezione del mondo da parte della persona religiosa è fanatica e avanza senza obiettivi specifici.

Commento: Ma il termine “fede” in realtà deriva dalla religione.

Risposta: E’ fede religiosa quando l’uomo accetta tutte le ipotesi di base senza fare domande, senza sentirle o percepirle.

Commento: Ma l’inanimato è un livello umano ed è molto difficile da saltarlo e raggiungere la fede al di sopra della ragione.

Risposta: Non è un livello, ma semplicemente delle concezioni erronee e un passo indietro.

Ci sono tre parametri della fede: la fede sotto la ragione, la fede dentro la ragione e la fede al di sopra della ragione.

Quando io credo in ciò che vedo, è la fede dentro la ragione; quando non ho bisogno di prove e accetto semplicemente quello che mi è stato detto e agisco di conseguenza come un bambino, è la fede sotto la ragione e questa è la religione. Io credo in ciò che mi viene detto senza controllare nulla.

Quando salgo sopra il mio ego e comincio a percepire ciò che sta succedendo, è la fede sopra la ragione, che è ciò in cui la saggezza della Kabbalah si impegna. È da questo deriva la contraddizione tra la fede sotto la ragione (ovvero, delle diverse religioni) e la fede al di sopra ragione (ovvero, la saggezza della Kabbalah).

Secondo la saggezza della Kabbalah, dobbiamo anelare al conseguimento e non alla fede. Tu devi raggiungerlo secondo la Kabbalah, toccarlo, annusarlo. Proprio come un bambino che mette tutto in bocca, perché questo è il modo più sicuro, quindi anche noi dobbiamo assaggiare tutto.

Questa è la ragione per cui il conseguimento del mondo superiore è chiamato sapori, che in realtà deriva dall’istinto di assaggiare tutto con la nostra bocca, in quanto è la sensazione più sicura, più certa e più vicina a noi.

Dopo tutto, non posso mettere qualcosa di dolce in bocca e sentire che è amaro solo perché tu sostieni che sia amaro. Qui è lo stesso; non c’è spazio per la fede.
[180139]

Dalla lezione di Kabbalah in russo 24/01/16

Materiale correlato:
Quella sfuggente “fede al di sopra della ragione”
“Egli regge la terra sul niente”
Come misurare la fede al di sopra della ragione