Pubblicato nella 'Preghiera' Categoria

Risposta ad una moglie in lutto

Una mia studente mi ha scritto la seguente lettera (abbreviata):

“Caro maestro, vorrei chiederle di insegnarmi a parlare con il Creatore. Studio con lei da più di 12 anni e circa due mesi fa è venuto a mancare mio marito. Siamo stati insieme per 28 anni e lui mi ha sempre sostenuto e aiutato a studiare. Era come un angelo. Il mio cuore si spezza dentro di me. Parlo con lui nel mio cuore, gli chiedo consigli. È come un dialogo. Ma lui non c’è più, c’è solo il Creatore. Come posso passare dal parlare con l’immagine di una persona al parlare direttamente con il Creatore? Per favore, mi aiuti.”

Cara …, 

per prima cosa, le mie condoglianze per la perdita di tuo marito. In secondo luogo, il fatto che sia morto fisicamente non significa nulla. Al contrario, il tuo legame con lui ora è ancora più forte, anche se non ne percepisci la forza. Quindi, non pensare che il legame con tuo marito sia scomparso. Al contrario, immagina che lui sia con te internamente, emotivamente e spiritualmente. È così che dovresti relazionarti con lui. Parla con lui e parla con il Creatore; questo è tutto ciò di cui hai bisogno. Puoi parlare come vuoi. Basta parlare e sia lui che il Creatore ti capiranno. La cosa migliore da fare è parlare nei termini più semplici possibili.

Tuo marito è incorporato nella forza superiore, il Creatore, così come tutto il resto è incorporato in esso. Ogni volta che parliamo a qualcuno, in realtà stiamo parlando al Creatore, anche se non ne siamo consapevoli.

Il nostro problema più grande è capire che non c’è altro oltre al Creatore. Buoni, cattivi, tutto ciò che ci circonda è una manifestazione della forza superiore, il Creatore.

Le tue parole sincere, che vengono dal cuore, sono la preghiera migliore e più vera; è tutto ciò di cui hai bisogno. Le preghiere più efficaci sono quelle che non provengono da testi scritti da altri, per quanto sagaci, ma dal profondo del cuore.

Perciò, cara …, continua a parlare a tuo marito e al Creatore con parole tue. È la cosa migliore che tu possa fare per te stessa.

Sono così combattuta che ho paura di pregare

Qualche giorno fa, ho ricevuto una mail da Yulia, che mi ha confessato di sentirsi lacerata, impotente in questo mondo, e incapace di aiutare chi le sta vicino. “Ho una preghiera per la pace”, ha scritto, “per i buoni rapporti tra le persone, ma ho la strana sensazione che più chiedo, più le cose si aggravino. È come se ci stessimo dirigendo verso questa fossa infuocata in cui potremmo cadere tutti, quindi ho paura di continuare a pregare”.

Tutto quello che posso dire è che dobbiamo pregare perché la gente trovi il bene che esiste nel mondo, perché c’è il bene in questo mondo, ma non è rivelato. Abbiamo bisogno di un esempio di esso, per vedere che ci sono attività nel mondo che sono veramente buone, solo che non possiamo vederle perché i nostri occhi sono egoisti, rivolti verso noi stessi. Di conseguenza, non possiamo vedere ciò che è fuori di noi.

Possiamo cambiarlo, ma per questo dobbiamo cambiare le nostre preghiere. Chiediamo tranquillità, pace e felicità, ma queste, alla fine, sono richieste egoistiche. La forza che ha creato questo mondo e lo sostiene,  che noi chiamiamo Creatore, è il contrario dell’egoismo. È una forza di assoluta bontà. Pertanto, se vogliamo sentire la sua presenza e i suoi benefici per il mondo, dobbiamo imparare a vedere il nostro mondo attraverso gli occhi benevoli del Creatore piuttosto che attraverso i nostri occhi egoistici.

Possiamo farlo se smettiamo di chiedere che le cose siano buone per noi e cominciamo a chiedere di diventare noi stessi persone buone. Se avessimo la qualità della bontà, saremmo in grado di vedere che la forza buona è tutto ciò che opera nel nostro mondo. Ma poiché non ce l’abbiamo e non sappiamo come dovrebbe agire in qualsiasi situazione, perché siamo completamente opposti ad essa, non possiamo individuarla nel mondo che ci circonda. Quindi, se vogliamo sentire che il mondo è buono dietro gli orrori che vediamo con i nostri occhi di oggi, egoisti, dobbiamo prima pregare di diventare buoni anche noi.

Quindi, cara Yulia, se vuoi smettere di avere paura che il mondo possa cadere in una fossa infuocata, prega che il Creatore ti cambi, e vedrai che il mondo sta andando in un luogo di unità e amore reciproco. Inoltre, vedrai come possiamo arrivarci senza il dolore e la sofferenza che vediamo intorno a noi, e saprai cosa dire alla gente e come aiutarla ad arrivarci presto.

Alla fine esiste solo Uno

In tempi come questi, possiamo veramente sentire quanto Abramo sia stato un rivoluzionario. Quasi 4.000 anni fa, ha scoperto che alla fine c’è solo una forza che ha creato e governa tutta la realtà. In un’epoca in cui i suoi compatrioti erano in conflitto tra loro, uccidendosi a vicenda sui pendii maledetti della Torre di Babele, disse loro che c’è solo una forza che governa il mondo, una forza di unità, e che se la emulassimo, anche noi saremmo come uno.

La gente gli rise in faccia e continuò a litigare. Quattro millenni più tardi, ci troviamo ancora nella stessa condizione. Ma, alla fine, esiste ancora un’unica forza e se non cerchiamo di emularla soffriremo per chissà quanti millenni ancora.

Proprio quando scoppia l’odio, dobbiamo ricordare a noi stessi che sta scoppiando in modo da elevarci al di sopra di esso e chiedere la connessione, proprio come Abramo, chiedere che l’amore regni sull’odio. Certo, siamo semplici mortali e non possiamo elevarci al di sopra del nostro odio.  La forza che ha creato e sostiene tutta la realtà l’ha creata corrotta e piena d’odio, e solo questa forza può renderla amorevole.

È stato fatto prima, diverse volte, quando il popolo d’Israele si è unito ai piedi del monte Sinai “come un solo uomo con un solo cuore”, o quando il re Salomone disse: “L’odio suscita conflitti e l’amore copre tutti i crimini” (Prov. 10:12). Non abbiamo bisogno di altra vittoria se non quella di coprire l’odio con l’amore.

Se non possiamo rivolgerci al Bore e chiederGli di correggerci, possiamo e dobbiamo chiederGli di darci il desiderio di chiedere a Lui. È scritto: “Metti nei nostri cuori la comprensione, in modo che possiamo capire e sapere come ascoltare, imparare e insegnare la tua legge con amore” (dalla preghiera ebraica Shema).

Le situazioni difficili che sorgono tra di noi in questi tempi fatidici, non accadono per farci litigare come bambini. Accadono perché ci rivolgiamo all’unica, sola forza in tutta la realtà, il Bore, e chiediamo che ci faccia tutti uno, uguale a Se Stesso.

L’aspirazione per l’unità nasce dalla radice più elevata della creazione, dalla sua origine. L’idea che essere uno sia la soluzione a tutti i nostri problemi e il nostro stato più felice, ci arriva poiché questa è davvero la nostra radice e quando siamo uno non esiste altro che pace e pienezza.

Tutti gli stati di separazione e divisione quindi, si scatenano per farci connettere e unire ancora di più. Ora che il grande odio è stato rivelato, è il momento di fare grandi sforzi per unirsi. Se preghiamo per la risoluzione dei problemi di tutte le persone nel mondo, metteremo fine ai duri decreti che affliggono il mondo. Se mettiamo la connessione al di sopra della separazione e l’amore al di sopra dell’odio, copriremo i nostri crimini con amore e guariremo i mali dell’umanità. 

Fate la pace invece della guerra

Caro Bore, 

Ti chiediamo di rinnovare nei cuori dei Russi e degli Ucraini il pensiero di essere fratelli. Questo risveglierà in loro il pensiero che in una guerra non ci può essere guadagno o successo per nessuno, ma solo perdite per tutti.

Dà loro la volontà di un armistizio in modo che ogni parte capisca che non c’è un vero disaccordo, che non ascoltino discorsi provocatori che li allontanino l’uno dall’altro. Altrimenti, saranno trascinati in una guerra e sarà una maledizione per generazioni.

Ci rivolgiamo a Te, amato Bore, perché Tu sei tutto e non c’è nulla che non provenga da Te, e sappiamo che Tu porti anche le guerre nel mondo per riparare l’intera società umana, che alla fine si unirà come un solo uomo in un solo cuore.

Chiediamo però che invece delle guerre sia creata la pace, che la correzione avvenga grazie a una bellissima connessione tra di noi, e non attraverso terribili battaglie.

Che alla fine si comprenda la verità:  che nella separazione tra di noi non esiste giustizia, poiché Tu unisci e Ti riveli nell’unificazione.

Tra disperazione e speranza

Decine di migliaia di civili attraversano il confine dell’Ucraina, ogni ora, una massa di persone cariche di bagagli sulle spalle e bambini in braccio, con valigie e ricordi che si trascinano dietro.  

Ho molti studenti e amici provenienti da ogni parte dell’Ucraina, da Kiev a Kharkiv, da Odessa a Lviv.  Ricevo aggiornamenti da loro e seguo la loro situazione con preoccupazione. Mi raccontano di come hanno cercato riparo in scantinati freddi o sono fuggiti nei villaggi vicini, altri hanno viaggiato in auto verso ovest per ore, pregando di non finire il carburante e di riuscire a fuggire.

L’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) stima che più di 500.000 Ucraini siano fuggiti dalle loro case per via del conflitto, attraversando le frontiere dei paesi confinanti come Polonia, Ungheria, Moldova e Romania.

Non ho dubbi che i rifugiati riceveranno sostegno e un’accoglienza calorosa nei paesi dell’Europa occidentale.  Credo inoltre che alla fine ritorneranno a casa,  non resteranno per sempre nei paesi che li ospitano.  Il Canada, insieme ad altri, potrebbe aprire le sue porte all’immigrazione permanente.

Anche Israele agirà sicuramente in conformità con la Legge del Ritorno, che dà agli Ebrei il diritto di trasferirsi in Israele, e aprirà le sue braccia per accoglierli. Israele ha posto non solo per le migliaia di Ebrei che emigreranno dall’Europa orientale, ma per tutti gli Ebrei della diaspora.

Nel frattempo, il mondo, compreso Israele, sta fornendo assistenza umanitaria alle persone colpite dal conflitto. Ma oltre a soddisfare i bisogni di base delle persone, l’aiuto più importante è il sostegno interiore. Dobbiamo chiedere che lo spirito di amore, di dazione e di connessione positiva prevalga presto.

I disaccordi e le guerre vengono perché ci si possa unire al di sopra di essi. Solo l’unione dei cuori, quando ognuno si preoccupa del benessere dell’altro, salverà l’umanità.

Curiamo le ferite

Una vecchia ferita tra  Russi e Ucraini si sta aggravando.  È dolente e sanguinante ma non interamente riaperta. Proprio come i paesi dell’Europa dell’Est stanno ora vivendo il conflitto, questo avrà delle ripercussioni in tutto il mondo, su tutta l’umanità. Alla fine, tutti sentiranno sulla propria pelle la rivelazione di questa guerra: il controllo dell’uomo sull’uomo.

Prima che scoppiasse questa guerra, questo malessere non era visibile o tangibile. Era profondo e anche leggermente latente. Ricordo le immagini del passato quando i soldati russi e ucraini si incontravano; c’era tra di loro una connessione, sottile e interiore, come se si conoscessero già. E sono a tutti gli effetti psicologicamente vicini; provengono da contesti simili.

Dall’altro lato, con lo scoppio della guerra, un odio acuto è nato tra di loro ed è venuto a galla, un tipo di odio così forte che si può sentire e percepire. È  letteralmente palpabile. 

Due popoli che non sono tanto diversi tra di loro, anzi, sono molto simili, stanno scoprendo l’odio puro, cristallino, tra di loro, che precede ogni ideologia. È un odio naturale che scaturisce dalla forza della natura umana, che non si veste di razza, sesso, nazionalità o religione.  Non  è legato alla storia, alla lingua o alle differenze culturali. È  semplicemente la sensazione interiore che uno odia l’altro.

Questa sensazione è più profonda di qualsiasi altro tipo di odio che conosciamo. È un odio spirituale, il suo unico obiettivo è di rivelare quanto ci sia separazione nelle relazioni tra i due popoli e imparare dal divario individuato come mediare con l’amore. 

La scoperta di fratture e differenze, crimini e ferite, ci indica il punto in cui ripararle e ci aiuta a mettere a fuoco il nucleo del problema. La mediazione e la correzione sono parte di un processo a lungo termine che lavora secondo il piano della creazione per portare tutti i conflitti in armonia.

Ora vediamo davanti a noi la prima fase di questo processo. Si tratta di una feroce rivelazione del potere dell’odio, la forza negativa volta ad avvicinarci a comprendere che c’è un sistema di energie in natura che lavora in noi e con noi. Ma contro questa rivelazione dell’odio, deve risvegliarsi l’amore. L’amore stabile può essere evocato solo con l’aiuto di una preghiera comune. 

Siamo liberi. Liberi di pregare

Anche nei peggiori momenti, nelle situazioni più estreme, i nostri cuori sono sempre liberi. Qualunque cosa succeda, possiamo scegliere come affrontarla. Ora che c’è di nuovo una guerra in Europa, possiamo scegliere l’unione. La guerra, dopo tutto, è solo lo stato più estremo di disunione. Il suo antidoto, dunque, è l’unione e possiamo raggiungere l’unione attraverso la preghiera, la preghiera di tutti, in ogni parte del mondo.

Una preghiera è una richiesta precisa che viene dal profondo del cuore per aggiustare una situazione dolorosa. In uno stato di separazione e ostilità, nulla può impedirci di pregare per l’unione e l’amore. Siamo sempre liberi di pregare.

Una guerra si vince con lo spirito, non con le armi. Perciò dobbiamo innalzare il nostro spirito al di sopra della nostra triste situazione fisica e pregare per avere la forza di unire i nostri cuori al di sopra di tutte le differenze, divisioni e ostilità.

Se tutta l’umanità si raccoglie e prega affinché la guerra in Europa cessi, affinché le parti trovino la forza di appianare le loro differenze in modo pacifico, nessuna cattiva volontà potrà resistere. Insieme, l’umanità può spegnere il fuoco della guerra nel mondo. Questa guerra è nostra responsabilità, di tutti noi. È nostro dovere, il dovere di ognuno di noi, pregare dal profondo del cuore affinché i nemici depongano le armi.

Tutto ciò che accade, accade per connettere l’umanità, per unirla. I terribili eventi che si stanno verificando devono diventare un trampolino di lancio per l’unione globale. Tuttavia, questo può accadere solo se non ci sottraiamo al nostro dovere di elevarci al di sopra di noi stessi e formare una responsabilità reciproca globale. Se non cogliamo l’opportunità che ci è stata data per rafforzare l’unità nel mondo, allora siamo anche noi responsabili di ciò che sta accadendo e di ciò che deve ancora accadere.

La guerra tra Russia e Ucraina: il vaso di Pandora è aperto

Le conseguenze di questa guerra hanno una radice molto più profonda dell’impatto che causerà a coloro che sono direttamente coinvolti nel conflitto. Riformerà il mondo, dato che è probabile che altri attriti latenti tra nazioni e territori saranno attivati come conseguenza della situazione Russia-Ucraina. Questa guerra ha appena aperto un’era di guerre, piccole e grandi, tra popoli diversi.

Il primo ministro britannico, Boris Johnson, di recente ha affermato che questa guerra potrebbe facilmente diventare “la più grande guerra europea dal 1945” e io sono d’accordo. Se paesi con contesti simili non riescono a raggiungere un accordo tra di loro, è ancora più probabile che diversi paesi con grandi differenze e antichi conflitti, possano facilmente scivolare in guerra senza un apparente motivo giustificabile.

A livello personale, mi rattrista vedere come il destino si ribalta e ancora una volta ci troviamo in guerra. Sono dispiaciuto e inquieto perché ho molti studenti in Russia e Ucraina che sono sotto minaccia e sentono come il deterioramento della situazione si ripercuote su di loro e sul mondo intero. Anche in Israele ho molti studenti che seguono con preoccupazione quello che succede nell’Europa dell’Est, ansiosi per la sorte dei loro familiari e amici.

La mia speranza è che cessino presto le manifestazioni di odio tra Russi e Ucraini, due popoli che hanno vissuto fianco a fianco durante la storia. Se fosse ancora possibile farei di tutto per far tacere, calmare ed evitare un crescendo, ma per ora è impossibile.

Non possiamo fare molto in questa fase. Possiamo solo desiderare la pace e un cessate il fuoco e che le discussioni da entrambe le parti siano moderate. Le parti in conflitto potrebbero seguire l’esempio delle tribù dei Nativi Americani che seppellivano la loro ostilità in una cerimonia, durante la quale le tribù precedentemente in guerra si accordavano per appianare le loro differenze e vivere in armonia, e suggellavano il loro accordo con il capo di ogni tribù che sotterrava l’ascia di guerra. 

Un tale scenario non sembra realistico nelle circostanze attuali. Così, al di sopra delle forze di ostilità, al di sopra dell’egoismo e del controllo quali forze motrici di tutti i conflitti nel mondo, possiamo solo elevare una preghiera globale per la pace, chiedendo di andare tutti d’accordo con tutti. Poiché solo nel potere della connessione e nella connessione tra i nostri cuori, può sorgere una grande forza positiva, una forza che è in grado di unire tutte le parti, di riconciliare gli esseri che si odiano, di risvegliare la verità in tutti noi che tutti apparteniamo ad una sola anima. Come sta scritto: “Colui che fa la pace nelle sue altezze, faccia la pace su di noi…” (Libro di Giobbe, 25:2)

Tra la Guerra e la Pace

La guerra tra Russia e Ucraina mi lascia sconcertato, inquieto e, soprattutto, preoccupato, molto preoccupato. Ho molti studenti in entrambi i paesi e mi preoccupo profondamente per tutti loro. Queste due nazioni che hanno vissuto fianco a fianco per così tanto tempo, hanno così tanto in comune.

Ne hanno passate tante, ma non pensavo che sarebbero finiti in una guerra totale. Per quanto possa sembrare irrealizzabile oggi, l’unica soluzione è ancora quella di superare i nostri ego e unirci, perché alla fine, è solo l’ego che dà il tono a questo conflitto. A meno che noi, tutte le persone, non solo quelle nei paesi coinvolti, ci alziamo al di sopra dei nostri ego, la guerra si estenderà ad altri paesi e avrà conseguenze orribili. Come ha detto l’ex vice comandante in capo della NATO Richard Sherriff, la situazione “potrebbe trasformarsi in una guerra catastrofica… su una scala mai vista in Europa dal 1945”.

Proprio perché due nazioni che hanno così tanto in comune, religione, matrimoni misti e altro, stanno enfatizzando ciò che le divide, vedo la situazione come minacciosa per il mondo intero. Stanno costruendo un muro tra di loro, nei loro cuori, che sarà molto difficile da abbattere in seguito.

Ma di fronte a tutto l’odio che sta esplodendo, alla fine, non avremo altra scelta che superarlo e unirci. Nonostante la sofferenza e la rabbia crescente, la guerra accelererà la nostra consapevolezza che la nostra unica possibilità di felicità non è la distruzione degli altri. La negatività non ha mai prodotto risultati positivi.

Ecco perché alla fine, tutte le parti soccomberanno alla stanchezza e alla disperazione e accetteranno di provare il cammino della garanzia mutua e anche dell’ interesse reciproco. Io spero e prego che questo succeda presto e con il minor numero di vittime possibile.

Quando il mio maestro RABASH morì, lasciò molti appunti in cui aveva annotato i suoi pensieri. Dopo alcuni anni, li ho pubblicati sotto il titolo “Note assortite“. Qui di seguito ce n’è una che mi sembra particolarmente pertinente oggi, e che ho intitolato “Amore per gli altri“: Guardo un piccolo punto, chiamato “amore per gli altri”, e rifletto: Cosa posso fare per aiutare le persone? Guardando il popolo, vedo la pena della gente, le malattie, i dolori, la sofferenza degli individui inflitta dalla collettività, cioè le guerre tra le nazioni. E oltre alla preghiera, non c’è niente da dare.

Connettersi con gli altri per la correzione del mondo

Dr. Michael LaitmanDomanda: Con chi può lavorare il nostro movimento in collaborazione e sotto quali condizioni?

Risposta: Noi siamo pronti a connetterci con tutti coloro che vogliono la connessione per il bene della correzione del mondo. Supponiamo che domani Abu Mazen venisse da noi e si offrisse a lavorare in partnership per la correzione del mondo. Noi dovremmo stringerle la mano e cominciare a lavorare insieme. Nel momento in cui alcuni calcoli egoistici sarebbero inseriti in questo patto, noi dovremmo fermare immediatamente questa attività condivisa.

L’assenza di considerazioni egoistiche e il desiderio di correggere il mondo è la condizione necessaria. Per la correzione, è necessario attirare la Luce che riforma, perché solo questo può aiutare. Se lui è pronto per questo, allora sono pronto a unirmi a lui. Questo anche se è difficile, e nel frattempo, sembra che lui non sia pronto.

Dobbiamo tener conto che è possibile prendere un po’ di tutta la vasta gamma di diverse fazioni, forze politiche, nazioni e governi per un breve periodo con l’obiettivo di andare avanti. Questo perché ognuno ha qualche problema specifico, e quindi loro possono unirsi a noi e sostenerci.

L’anno scorso ci siamo ritrovati in una situazione drammatica per quanto riguarda il rapimento di tre giovani. Le persone sentivano una terribile pressione e tensione, perché volevamo trovare e restituire i ragazzi. Quindi, con questo evento, noi abbiamo avuto la possibilità di lavorare con molte organizzazioni in Israele per connettere le persone.

In ogni caso, è chiaro a tutti che la connessione ci rende più forti. Otteniamo ancora di più se ci colleghiamo attraverso la preghiera, un desiderio e azione condivisa. Così la gente uscì a marciare e riunirsi. Migliaia di persone uscirono per le strade con cartelli per chiedere la liberazione degli ostaggi. Così è stato in tutto il mondo.

Perché il desiderio di riunirsi appare al loro interno tutto ad un tratto? Inconsciamente, loro hanno sentito che ci fosse una specie di forza correttiva in questo, una sorta di spirito nuovo che apparve nel popolo, insieme al concetto di un nuovo stato.

Anche gli animali convergono istintivamente in un momento di pericolo. Le pecore si riuniscono in un solo gregge e si stringono insieme quando sono preoccupate per un attacco di lupi. Se scoppia un incendio, tutti gli animali fuggono da esso insieme senza paura l’uno dall’altro. Questo perché la crisi generale li collega, e non uno guardano l’altro per divorarlo. Tutti fuggono, il che significa che si riuniscono in un unico movimento comune.

Questa inclinazione di connettersi in un momento di difficoltà esiste istintivamente anche tra le persone. Abbiamo bisogno di questo spirito di connessione, anche se non è un esercito che marcia e canta canzoni preparandosi ad attaccare come una sola persona. Anche se non stiamo andando all’attacco, ma al contrario, noi sentiamo che in questo modo noi stiamo stabilizzando una forza attraverso la quale possiamo correggere tale situazione.

Quindi penso che abbiamo bisogno di condividere questa inclinazione che si avverte tra la gente e ci unisce insieme a loro in azioni come queste. Oltre a questo, dobbiamo organizzare discussioni in circoli nei parchi, cortili, e nelle case.

Le persone che ora si trovano in una situazione così particolare sono pronti a partecipare in discussioni come queste. E’ necessario discutere perché questo è accaduto a noi e come possiamo garantire che questo non accadrà mai più, ma solo al fine di avanzare verso il miglioramento di una situazione e dei buoni rapporti con gli altri.
[137768]

Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 19.06.2014, Gli scritti di Baal HaSulam

Materiale correlato:

Il compito di tutti è quello di essere integrati in un cerchio
Un cerchio è la forma di esistenza della società corretta