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Chiedere o ringraziare?

Domanda: Ha senso evitare di fare richieste al Creatore, e ringraziarLo semplicemente? O le richieste sono l’unica cosa necessaria?

Risposta: Il nostro appello al Creatore consiste di due parti: richiesta e ringraziamento. Meglio iniziare con la gratitudine visto che ci prepara con il giusto atteggiamento verso il potere superiore. E poi viene la richiesta.

Domanda: Come facciamo a ringraziarLo correttamente?

Risposta: Fatelo col cuore. Ringraziate in base ai vostri sentimenti. Non ci sono canoni o regole. Il desiderio è nel vostro cuore.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 04/11/2018

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Benedizioni per la famiglia

Domanda: Posso chiedere al Creatore una benedizione per la mia famiglia e per gli amici che non sono interessati alla Kabbalah?

Risposta: Puoi chiedere, ma non so quale risultato potresti avere. Non credo che ci sarebbe nessun effetto positivo, perché la preghiera deve essere elevata per la correzione, mentre tu solleciti una situazione migliore, ma è impossibile migliorare senza correzione.

Domanda: Posso chiedere al Creatore che mi invii la Luce per correggere il mio ego?

Risposta: Si puoi, ma la tua richiesta deve essere la più disinteressata possibile.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 04/11/2018

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Cosa dobbiamo chiedere al Creatore?

Domanda: Se “Non esiste nulla tranne Lui”, perché il Creatore non riempie le mancanze? Per esempio, non aiuta le persone con una malattia incurabile…

Risposta: Perché è Lui che ha mandato la malattia! Ogni cosa viene dal Creatore.

Ogni giorno, dall’alba al tramonto, Lui ci manda vari problemi, e noi dobbiamo sforzarci per allontanarci da essi, in qualche modo.

Noi sappiamo che è impossibile scappare ma, nel frattempo, dobbiamo comunque rivolgerci a Lui e cercare di scoprire dove Lui si nasconde dietro a tutto questo. Questo è lo scopo di tutti i colpi che riceviamo. Lui ci manda i problemi per attirare la nostra attenzione.

Domanda: Questo significa che non ha alcun senso chiedere a Lui di cambiare tutto questo?

Risposta: Esatto. Noi dobbiamo chiedere solo una cosa: rivelare la Sua unicità al mondo.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 02/09/2018

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Rabash, “L’Agenda dell’Assemblea – 1″, Articolo 17, Parte 2, 1984: ‘E successivamente ognuno deve comportarsi come nelle ultime tre parti della “Preghiera Diciotto”. In altre parole, dopo aver supplicato davanti al Creatore, Lo Zohar dice che nelle ultime tre parti della “Preghiera Diciotto”, l’uomo deve pensare come se il Creatore avesse già esaudito la sua richiesta e se ne fosse andato’.

Domanda: Perché Rabash traccia un’analogia tra la preghiera e l’assemblea della società?

Risposta: La Torah e tutti i testi autentici non sono destinati alle persone religiose, ma al nostro lavoro spirituale pratico.

Domanda: La preghiera è il programma delle azioni della persona nel gruppo?

Risposta: Certo. Per cos’altro credete che sia stata scritta? La preghiera è la crescita del desiderio che rivolgete al Creatore in modo che Egli vi dia tutto ciò che è necessario per il vostro lavoro spirituale. Se una persona non arriva alla preghiera significa che non ha questa necessità (Hissaron), non c’è senso di mancanza, forza per andare avanti, desiderio e fame di spiritualità.

Domanda: Tutto ciò che Rabash scrive sull’ordine dell’assemblea della società si verifica nello stesso luogo e nello stesso tempo?

Risposta: Non contano né la geografia, né il tempo. Tutto può accadere in momenti diversi, tra amici diversi.

Domanda: Si tratta di stati cumulativi?

Risposta: Sì, ma in ognuno di noi si accumulano arbitrariamente, non necessariamente nello stesso luogo e allo stesso tempo. Nella spiritualità questa non è una funzione rigida.

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Dalla trasmissione di KabTV “L’ultima generazione”, 13/06/2018

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Una preghiera all’indirizzo giusto

La preghiera è la mia ultima azione in relazione al Creatore. Come risposta alla preghiera, Lui darà vita ad una correzione. Ecco perchè tutto finisce con una preghiera. Prima, dobbiamo prepararci, cercare veramente cosa si sta chiedendo, in che modo, e per chi.

Le preghiere includono le richieste che le creature innalzano al Creatore. Certo, questo non avviene tutto in una volta sola, non viene espresso da nessuna parola o frase, ma si basa sui chiarimenti, l’uno dopo l’altro, e sulle richieste di aiuto, fino a che si arriva alla preghiera perfetta.

Il Creatore è il pieno HaVaYaH che esiste nel mondo dell’infinito e che contiene assolutamente tutto. Per questo, se vogliamo prendere qualcosa da lì, dobbiamo fare una richiesta ben precisa, così come si fa su un computer: su che indirizzo andare, che password digitare o che comando usare, ecc.

Questa richiesta poi, passa attraverso tutti gli stadi ed entra in Malchut nel mondo dell’infinito, dove ci sono possibilità illimitate. Tutti i Kelim e tutte le Luci sono lì dall’inizio, come è scritto, « La fine dell’azione risiede nel pensiero iniziale ». Quello è lo stato corretto che esiste in tutto il suo splendore.

Se lavoriamo correttamente, ci uniamo a questo sistema. Basandoci sulla nostra richiesta, troviamo lo spazio giusto dentro di esso ed estrapoliamo quello di cui abbiamo bisogno da questa “memoria” dove desiderio e Luce già esistono in unione. Questo ci influenza e ci spinge verso lo stato che abbiamo richiesto nella nostra preghiera.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 25/01/2018Gli Scritti di Baal HaSulam – Lettera 56”

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Una vera richiesta al Creatore

Ci sembra che una richiesta al Creatore sia un mezzo per correggere il Kli, il vaso dell’anima, mentre come risultato del nostro lavoro, iniziamo a sentire che la richiesta al Creatore è il Kli stesso e non un mezzo per correggerlo.

E se il mio appello al Creatore, il desiderio che io suscito verso di Lui, è vero, costante e crescente nella sua incessante aspirazione a Lui, allora sentirò questa richiesta come una correzione completa.

Quali sono le correzioni? Gli innalzamenti del desiderio, non la risposta alla preghiera per realizzarli. Alzare il desiderio del Creatore è già la fine del lavoro. Quindi, esprimo il mio atteggiamento verso di Lui. Ricevo qualcosa da Lui? Può darsi che io non ottenga nulla. E cosa dovrei ricevere se mi rivolgo a Lui? Solo il mio appello al Creatore è già in se stesso, tutto. Non ho bisogno di nient’altro.

Se non resto nel Kli, che riceve per se stesso, allora voglio avere solo una richiesta al Creatore. E se in risposta non sento, non capisco, non percepisco e non vedo nulla, prego; è ancora meglio! Ed è così che, nel mio sforzo, nel potere della dazione, sento quanto sono simile al Creatore.

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Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 12/5/17, “Lavorare con i disturbi”

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Di fronte all’assoluta legge della natura

Domanda: Dobbiamo avere l’intenzione di dar piacere al Creatore, anche ricevendo benefici e piaceri materiali, o ciò si applica solo agli avvenimenti spirituali?

Risposta: In principio, tutto quello che ci succede nella vita, ogni secondo ed ogni sensazione, deve essere preferibilmente e totalmente connesso al Creatore.

Domanda: Allora, come possiamo giustificare le azioni del Creatore?

Risposta: Non hanno bisogno di essere giustificate! Ho solo bisogno di capire che affronto una legge assoluta della natura. Se la realizzo il più possibile, ho un’esistenza soddisfacente e la chiamo ricompensa, anche se nessuno mi ricompensa. Io creo questa esperienza. Se non mi adeguo alle condizioni nelle quali esisto, io stesso creo il castigo per me stesso. Nessuno mi castiga.

Domanda: Allora, da dove ha tirato fuori l’umanità questa attitudine verso il Creatore?

Risposta: La gente ha inventato tutto perché vuole vedere il Creatore come un re, come una specie di immagine divina.

Domanda: Ma questo non proviene anche dal Creatore? Non significa che anche questo è necessario per il nostro sviluppo?

Risposta: E’ necessario per il nostro sviluppo, ma solo fino a quando cominciamo a capire che niente di questo funziona. Vedi quello che sta accadendo nel mondo di oggi, il sorgere delle religioni! Questa è l’ultima esplosione e sta svanendo, come quando il fuoco si intensifica prima di spegnersi.

Domanda: Vuol dire che non c’è nessuno da pregare? C’è una legge e dobbiamo solo obbedirle?

Risposta: Quando preghi, preghi per te stesso. Questo probabilmente aiuta. Però quando preghi il Creatore, devi pensare a quello che chiedi e per chi lo fai.

La preghiera è chiamata manifestazione del desiderio. Se decidi che hai bisogno di conoscere il tuo desiderio, significa che hai bisogno di organizzare la tua preghiera. Se hai bisogno di portare il tuo desiderio ad un particolare scopo, significa che hai bisogno di pregare per una condizione particolare. Al contrario non c’è alcuna ragione per pregare. Per esprimere il tuo desiderio, hai bisogno di riunire i tuoi pensieri, formulare ed organizzare ciò che chiedi e fino ad allora potrai lavorare. Così, la Luce superiore potrà impressionarti in maniera concentrata.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 21/05/2017

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Come possiamo rivolgerci correttamente al Creatore?

Domanda: Come possiamo rivolgerci al Creatore in maniera corretta per limitare il tempo in cui ci troviamo in occultamento?

Risposta: Penso che il punto qui non sia il Creatore, ma gli amici. Più mi avvicino al gruppo, più mi metterò sotto l’influenza della Luce che opera attraverso il centro del gruppo.

E’ solo attraverso il centro del gruppo che io posso rivolgermi alla fonte della Luce, al Creatore e chiedere per l’intero gruppo, non per me stesso. Essendo al centro del gruppo con tutti, riceverò l’influenza positiva della Luce.

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Da una videoconferenza con gli studenti del Learning Center russo, 21/05/17

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Il principale lavoro dell’uomo

Domanda: Qual’è il lavoro che devo fare io e qual’è invece il lavoro che farà la Luce, la forza superiore, il Creatore?

Risposta: Il lavoro che devo fare io è obbligare la Luce superiore a correggermi.

Il mio lavoro si chiama preghiera, richiesta. Ho bisogno davvero di desiderare di compiere questo movimento, che non posso realizzare naturalmente, perché è impossibile dare senza ricevere niente per me, poiché la nostra natura è l’egoismo più assoluto.

Possiamo tuttavia ricevere questa opportunità dall’alto e si chiama Luce superiore, la Luce di Hassadim, però solo se la Luce superiore mi influenza. Io posso convincere la Luce ad influenzarmi, ma questo si può fare solo attraverso il gruppo, nel lavoro con la decina.

Così posso dare senza chiedere per me nessuna ricompensa, né niente in cambio.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 18/12/16

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Il Libro Della Preghiera Kabbalistica

Domanda: Cosa prova un kabbalista quando guarda una lettera? Quale tipo d’informazione racchiude la lettera?

Risposta: In uno dei miei primi libri portai l’esempio di una pagina dal Libro della Preghiera di Rabbi Shalom Sharabi.

E’ possibile vedere cosa ci comunica un libro di preghiere kabbalistiche, perché si tratta del metodo attraverso il quale una persona può influenzare la gestione più elevata, dal basso, così che ne verrà influenzata, in risposta. Questo è ciò che avviene quando leggiamo un libro di preghiere o manuale di istruzioni per la gestione del sistema superiore.

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Da Lezione di Kabbalah in lingua russa del 17/07/16

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