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Venire alla lezione con una richiesta per la vita

Domanda: Se ci preparassimo tutto il giorno per la lezione, come per l’incontro con un Re, dove è possibile entrare con una sola richiesta, come apparirebbe la lezione domani?

Risposta: Potresti ricevere una grandissima Luce. Cominceresti a sentire veramente quanto ti dà. Attraverso il materiale studiato, inizieresti a sentire il sistema spirituale della dazione sopra di te. Le linee asciutte (del testo) sembrerebbero rinate. Acquisirebbero la profondità e la trasparenza che crea volume interno in tutto. Diventerebbe chiaro per te che tutto il nostro mondo è piatto, come una foto sul muro. E dietro di essa, si vedrebbe improvvisamente una nuova dimensione, un sistema che muove tutto il quadro e assembla le sue parti. Quando sentirai l’importanza dell’ obiettivo, comincerai a esistere in esso.

Ma nel frattempo, noi sminuiamo l’obiettivo, lo respingiamo inconsciamente, quindi, naturalmente, questo è lontano da noi.

In ogni caso, noi dobbiamo andare avanti e prima di tutto dobbiamo essere preoccupati di capire la sua importanza. Anche se ora stiamo avanzando, dobbiamo sempre passare sopra la linea di sinistra per chiarimenti critici e vedere che non è sufficiente. Ogni giorno dobbiamo aggiungere degli sforzi per la connessione, e solo per questo.

Oltre a questo, dobbiamo ringraziare i nostri amici di tutto il mondo che fanno la divulgazione e distribuiscono materiale esplicativi. Abbiamo bisogno di sostenerli nel loro lavoro, davvero ci aiutano molto tutti.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 24.01.2012, Introduzione allo Studio delle dieci Sefirot)

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La teoria del contatto interiore tra le persone

Domanda: Quali sarano i temi del corso “Evoluzione come sviluppo dell’egoismo

Risposta: Comprende proprio tutto. Includerà: cultura, comunicazione, famiglia, nazionalità, civilizzazioni e la storia dell’umanità da dove si possono trarre molte informazioni per la nostra vita di adesso e per gli stati futuri.

Conoscendo il passato io posso capire meglio quello che accade oggi, e in qualche modo avere effetto sul futuro. Io personalmente non sono un fan della storia né della geografia, ma dovremmo realmente conoscere la storia sulla base dello sviluppo del nostro egoismo. Ci serve per comprendere come ci stiamo sviluppando.

A fianco ai corsi “Evoluzione come sviluppo dell’egoismo” e “Libero arbitrio”, gli altri corsi avranno più qualità psicologiche. Il primo, che si trova tra questi due e un corso in psicologia, è sulla percezione della realtà, cioè ontologia o la teoria della conoscenza. Esamina come percepiamo il mondo che ci circonda, i nostri cinque sensi, la maniera nella quale il mondo si riflette nei nostri cinque sensi, e fino a che punto la nostra percezione è una conseguenza di stati interiori e proprietà della persona.

Esaminiamo attentamente se la nostra percezione è oggettiva, e come possiamo influenzarla. Possiamo implementare questi parametri interni su di noi, il che ci permetterebbe di percepire questo mondo da diverse angolature, da punti di vista diversi, come se si scambiassero posti e dimore uno con l’altro? Diciamo che tu vedi il mondo da una prospettiva ed io da un’altra, e diciamo che barattiamo i nostri punti di vista uno con l’altro.

Quando conversiamo con qualcuno, vogliamo essere capiti. “Hai capito? Riesci a immaginare quello di cui parlo? Mi sono espresso correttamente?”. Cioè, siamo sempre interessati ad avere una comunicazione corretta. Ma non è mai lì poiché non possiamo “entrare” in una persona e guardare il mondo da lì. Finchè non acquisiamo la tecnica della percezione emozionale di ognuno di noi, comprendiamo le proprietà e sentimenti dell’altro, e vediamo il mondo attraverso i suoi occhi, non ci capiremo l’uno con l’altro.

La connessione integrale implica insegnare tutte le persone del mondo a raggiungere quel contatto interiore con gli altri, quando uno può sostituirsi con l’altro, come se io mi spostassi in te e tu ti spostassi in me. Allora inizieremo realmente a comprenderci uno con l’altro.

Vediamo questo in qualsiasi accoppiamento di ogni due elementi nella natura, se esiste un elemento “io” dentro di me, e poi c’è un “tu”, allora se vogliamo comprenderci, dobbiamo combinare insieme tutte le mie qualità con le tue qualità, come ricoprendoci uno con l’altro. Cioè tu percepisci le mie qualità e puoi immaginare la tua vita e il mondo attraverso di esse ed io attraverso le tue.

Succede la stessa cosa nella tecnologia. È necessaria la somiglianza tra due elementi perché questi possano unirsi. E anche se sono opposti uno con l’altro (diciamo che uno sia convesso e l’altro concavo), anche quando gli combiniamo, devono corrispondere completamente uno con l’altro. Cioè devono essere aggiustati e creati in tale maniera che uno abbia la forma dell’altro. È qui che risiede la nostra correzione: nell’aggiustamento e adattamento uno nell’altro.

Questo non è solamente una parte di un tema di un corso teoretico perché ci fornisce anche di conclusioni pratiche e lavoro nella conoscenza del mondo. Senza di questo non c’è comunicazione. Inoltre, sarebbe impossibile conoscere il mondo senza vederlo interiormente attraverso ognuno. In pratica, nella nostra integrazione con tutte le persone del mondo, noi dobbiamo raggiungere lo stato nel quale io “dimoro” dentro gli altri, sento tutto di loro, e attraverso di loro percepisco il mondo.

E quando faccio questo in reciprocità, come collegandomi a loro con la mia aspirazione e disposizione, all’improvviso vedo un mondo completamente diverso: multi-sfaccettato, amplificato sette miliardi di volte, e unito simultaneamente, cioè, un insieme creato simultaneamente da un’enorme quantità di cellule, come un nido di api, perché io vedo attraverso tutti e ognuno di loro. Quello che accade è un incredibile disegno di amplificazione di potere per penetrare in questo mondo. Questa è la vera ontologia, la teoria pratica della conoscenza.
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(Tratto da “Un discorso sull’educazione integrale”, del 12.12.2011)

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Non giudichiamo secondo le sensazioni

Baal HaSulam, “Introduzione allo studio delle dieci Sefirot,” (50): Tuttavia, prima di questo, quando la scrittura parla solo dal punto di vista dell’occultamento, il testo finisce con, “e diranno in quel giorno: non sono questi i mali arrivati dall’alto su di noi perché il nostro Dio non è tra noi?”

In altre parole, una persona sente che non ha alcuna relazione con il Creatore, perché gli manca l’equivalenza della forma con il Creatore, e di conseguenza si sente male. Potrebbe essere che ha fatto un sacco di soldi in borsa e che tutto è andato bene, ma si sente male, perché non ha alcun contatto con il Creatore, il che significa che gli manca l’equivalenza del forma con l’attributo della dazione generale chiamato “il Creatore”.

“Questo significa che essi credono ancora nella Provvidenza di ricompensa e punizione e dicono che i problemi e la sofferenza sono venuti a loro perché non sono aderiti al Creatore…”

Questo significa che io ho capito che sono maligno, che non porto me stesso alla correzione, e quindi vengo “punito.” Sto affondando nell’occultamento. Ma d’altra parte, siamo capaci di vedere anche la ricompensa perché sentiamo la risposta negativa e grazie a ciò possiamo correggere noi stessi. Questo significa che devo “baciare” il bastone che mi aiuta ad essere consapevole di quanto io sia disceso in un cattivo stato. Altrimenti potrei degenerare senza nemmeno sentirlo.

Quindi la differenza è in come mi giudico: in base a come sento il mio stato attuale, o in accordo allo stato stesso, così com’è. Devo determinare il mio stato come maligno in relazione alla richiesta per la correzione dei desideri in cui io non sono ancora aderito al Creatore. Questi vasi sono rotti, e il male può essere sentito in loro in modo diverso. Posso stare male perché mi sento vuoto, e posso stare male perché sono staccato dal Creatore. Posso anche sentire il vuoto e sentirmi bene in questo, perché sento la rottura in quel modo. Ed infine, posso sentirmi male perché sento un distacco. In ogni caso, io sento che sono distaccato dal Creatore.

Quindi tutto è determinato in accordo allo stato presente. Esso non dipende da te e tu non puoi saltare casualmente da uno stato all’altro (come le frecce nel disegno). Piuttosto, è necessario esaminare quello che abbiamo: “mi sento buono o cattivo? Suppongo che mi sento bene, che cosa sento: distacco dal Creatore o una connessione con Lui? Distacco: mi preoccupa? No, mi sento bene. Ma posso ancora vedere il male in questa situazione? Non in questo momento.”

È necessario determinare la tua sensazione precisa e il tuo atteggiamento allo stato reale. Questo è il chiarimento interno dello stato che ti è stato fornito. Poi sentirai la domanda: “in che modo il gruppo e la luce che riforma e tutti gli altri mezzi possono aiutarmi a correggere il mio atteggiamento?” È impossibile correggere un sentimento buono o uno cattivo oppure lo stato del distacco. Il gruppo è in grado di correggere solo il mio atteggiamento verso questa situazione.
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(Dalla prima parte dell aLezione quotidiana di Kabbalah del 22.01.2012, Shamati 1)

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Non torturarti

Non dovete torturarvi a causa delle vostre qualità o per le cose cattive che avete fatto o fate. Dopo tutto è il Creatore che “vi tira su” e organizza tutti gli stati differenti per voi. Questo è il modo in cui Egli ti porta al riconoscimento del male ed Lui a fare tutto il lavoro. E voi, invece di rivelare la verità, biasimate voi stessi per le vostre azioni.

Domanda: Ma se non si presta attenzione a queste cose, non è come scappare dalla lotta?

Risposta: Non è una lotta per niente, tu sei come un asino davanti a cui è stato messo un ostacolo che non capisce come può aggirare e cerca di romperlo per passarci attraverso. Non c’è senso in questo.

Dobbiamo salire al di sopra delle azioni e dei sentimenti, al di sopra dei calcoli immaginari e attraverso il gruppo, connettendoci al Creatore. È l’unico modo per raggiungere la giusta decisione. Tutto il resto è un gioco, lo spettacolo della vita. Ci costa grande dolore e sofferenza, ma questa è la nostra evoluzione: è impossibile evitare gli errori prima di scoprire che questa è l’opportunità per crescere. Un giorno accadrà.
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(Dalla 3° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.01.2012, Lo Studio delle dieci Sefirot)

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Un uomo del mondo

Dato che la nostra relazione con il mondo cambierà completamente, allora tutte le risorse dell’uomo (la mente ed il cuore, desideri e pensieri) oltre la semplice necessità per l’esistenza del corpo fisico si butteranno via per poter raggiungere l’armonia con la natura. E allora comprenderemo completamente il suo piano iniziale, il suo flusso, il suo pensiero più elevato, e di conseguenza ci innalzeremo allo stesso livello, cioè un livello più alto della nascita e della morte.

Dobbiamo solo immaginare quello di cui stiamo parlando, perché se arrivo a conoscere tutta la natura, allora arrivo a conoscerne tale livello in cui vedrò me stesso come un piccolo elemento temporaneo. Tuttavia sto già cercando un altro livello, poiché diciamo, mi elevo più alto di me stesso. Qui l’uomo trova risposte assolutamente chiare sul significato della vita, sull’esistenza.

Naturalmente questo influenza la sua mentalità, comportamento e relazioni culturali, sociali e pubbliche, perché vede se stesso ed il mondo in maniera diversa. Inizia ad avere punti di vista non basati né nella temporaneità, né nell’imperfezione: oggi sono qui e domani no, quindi se non sarò più qui, che cosa farò?

Non possiamo nemmeno immaginare il grosso cambiamento che accade dentro di noi, quando iniziamo a vedere noi stessi esistere in un lasso di tempo infinito, e allora percepiamo il nostro corpo come un animale che ci accompagna.

Dentro di noi inizia a svilupparsi un tale sistema psicologico che cambia alla radice il modo di relazionarci con gli altri, con noi stessi e verso il mondo, e quindi inizio a relazionarmi con me stesso e con gli altri da una posizione eterna, e questo mi cambia completamente, mi eleva e fa di me un serio uomo del mondo.
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(Da un “Discorso sull’educazione integrale” del 12.12.2011)

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Entrare nel sistema della dazione

Domanda: Quale sarà il sistema della dazione tra noi che vedremo una volta che ci sarà rivelato?

Risposta: Dovremmo vedere questo sistema tra noi adesso, dopo il congresso. Ogni persona deve vedere i punti nel cuore e capire che sebbene sia distante dagli altri, esiste una rete che connette i nostri cuori.

C’è una rete più interna, quella di tutti i nostri amici (ed al suo interno, il sistema più elevato di tutti i cabalisti del passato). Intorno vi è una rete più esterna: tutta l’umanità. I sistemi sono interconnessi e questa connessione non cambia ma è costante.  E’ stata danneggiata solo la nostra attitudine corretta.

Come diciamo nel nostro mondo, le relazioni si perdono, il che significa che erano buone e sono diventate cattive. Le relazioni esistono, ma si sono interrotte.

Dobbiamo scoprire il sistema nel quale siamo tutti connessi. È impossibile dividere queste connessioni o cambiarle, possono essere cambiate solo le relazioni all’interno delle connessioni e adesso dipende da noi il modo in cui scopriremo la vita all’interno di questo sistema.

Questo si riferisce a tutto il mondo. Per noi è un’azione interiore, la nostra divulgazione interna. In relazione al mondo è divulgazione esterna, quindi questi due sistemi cominceranno ad interagire.

L’uomo dovrebbe sentire internamente che è così e poi cominciare gradualmente a vedere che il nostro mondo è immaginario. Più l’uomo vede se stesso come parte di questo sistema e sente che ne dipende, più vedrà che tutto nella sua vita, anche nella sua vita esterna e fisica, al lavoro per esempio, dipende dall’intensità del suo sforzo in questo sistema.

Poi, tutte le azioni fisiche, le forme fisiche e tutto il mondo che vedete intorno a voi diventerà gradualmente un qualche tipo di forma esterna montata, come un burattino che si muove perché il burattinaio gioca con lui come se fosse vivo.

Invece che persone, vedrete semplicemente la loro connessione con il sistema generale. Capirete cosa le motiva, quali segnali ricevono dal sistema e la loro relativa reazione. Vedrete che in ognuno c’è la sua connessione con il resto del sistema che opera, e nient’altro che questo. Voi realizzerete che il corpo che riveste questa connessione è come un alone, una nuvola che non ha un’essenza indipendente.

Finché non vediamo questo sistema, ci vengono mostrati tutti questi corpi e questo mondo per dimostrarci che qualcosa esiste e ci da il libero arbitrio di penetrarlo, di cominciare a vivere nel vero mondo. È questo quello in cui dobbiamo entrare adesso.

Il congresso ci ha dato il punto di connessione con questo sistema e noi dobbiamo restarvi aggrappati in modo da poter cominciare a vederne il sistema. Questo è il nostro obbligo.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 25 Dicembre 2011, Gli Scritti del Rabash)

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Un salto nel futuro

Baal Hasulam, “La libertà”: “Può essere confrontata al caso di un uomo ammalato che, non desiderando obbedire alle prescrizioni del dottore fino a quando non sarà in grado di capire da solo come quei consigli lo cureranno, inizia a studiare medicina “ Costui potrebbe morire del suo male prima di imparare la medicina.

Supponiamo che io viva alla fine del mondo in una capanna in qualche remoto villaggio, e che ci siano un altro paio di famiglie come la mia. Passiamo il tempo a cacciare e a raccogliere la frutta ignorando qualunque cosa se non questo modo di vivere.

Ma improvvisamente della gente civilizzata proveniente da qualche nazione sviluppata viene da noi con tutto il suo armamentario di strumentazione e di utensili. A mio modo di vedere costoro sono come dei maghi venuti giù dal cielo.

La domanda è: Devo anche io passare tutto il processo che hanno seguito loro o posso ottenere la stessa saggezza, ragione e sentimenti assieme ai loro strumenti e perciò fare un balzo verso il mio sviluppo nel futuro? E’ possibile?

Certamente posso imparare come usare i loro strumenti. Non c’è bisogno di cervelli per questo. Invece noi stiamo parlando di uno sviluppo interiore che è sia di carattere emozionale che cognitivo: è possibile provare a superare il limite tra di noi e saltare oltre i secoli che la nostra gente e le nostre nazioni hanno vissuto?

Bene, è possibile, con l’aiuto della connessione tra di noi. Non una connessione apparente ed esterna, ma attraverso la vera connessione interiore, così da essere in grado di scambiarci rapidamente i nostri sentimenti ed i nostri pensieri. Non c’è la stretta necessità per ciascuno di passare tutti i livelli che altri hanno superato. Non partiamo da zero, ma siamo dipendenti dalla società per quanto possiamo acquisire.

Questa è la nostra salvezza. Questo è il modo di accorciare la via e di accelerare lo sviluppo. Invece  di imparare dai problemi, impariamo dalle altre persone e acquisiamo la saggezza.. Anche se nel nostro mondo i trasferimenti tra le persone non sono sempre dei potenziali positivi. Le persone che sono più collegate alla natura sono in effetti più sviluppate: sono più sensibili, più delicate e più vicine alla spiritualità se le confrontiamo al mondo “civilizzato”.

Ma la cosa principale è la stessa: riceviamo la ragione ed i sentimenti di coloro con cui ci uniamo, questo è vero anche al livello corporale di questo mondo, quindi ogni salto nelle nostre comunicazioni, nella connessione tra di noi, si riflette anche in una collaborazione mutua interiore. Di conseguenza l’umanità si sviluppa molto più velocemente; questo è stato rivelato nel modo più prominente nel ventesimo secolo, caratterizzato da una crescita velocissima dopo ere composte di anni relativamente “lenti”. Tutto questo è il risultato dei canali di mutua connessione che sono stati intessuti tra le persone, attraverso i quali si trasmettono i sentimenti e la ragione.

Di conseguenza anche noi, attraverso la connessione al gruppo giusto, possiamo acquisire la mente ed i sentimenti degli amici e quindi completare quanto non abbiamo potuto attraversare da soli. Di fatto, non c’è differenza tra chi è “grande” e chi è “piccolo” tra di noi. Posso acquisire da loro quanto non sarebbe mai stato alla mia portata da solo. Sono solo un punto in un campo di forze di un sistema generale. e da loro posso acquisire l’intero sistema integrale. Se non mi collego a loro, allora non esiste alcun posto dove possa sentire questa nuova dimensione.

Così come nel nostro mondo è di un certo beneficio connettersi agli altri, nella spiritualità questo è cruciale: acquisisco il vaso spirituale solo grazie alla connessione.

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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.12.2011, Baal HaSulam, “La libertà”)

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Il miracolo è la rivoluzione della percezione

Domanda: Che cos’è il miracolo che la festa di Hanukkah festeggia nel lavoro interiore?

Risposta: Nel lavoro interiore accadono diversi miracoli. Il primo è l’esodo dall’Egitto, il secondo miracolo accade durante Hanukkah e il terzo a Purim.

Il miracolo è la rivoluzione nella propria percezione della realtà. Quella in cui mi trovo è immutabile, è il mondo dell’infinito. Questi cambiamenti rivoluzionari che avvengono dentro di me mi fanno avere una nuova percezione, una nuova natura, un cambiamento così drastico che vedo il mondo in una maniera totalmente diversa.

È come quando un neonato esce dalla madre e si ritrova in un mondo vasto e leggero, dovuto alla sua nascita, e questo è un miracolo poiché non è la semplice continuazione della regolare crescita del feto, ma è una rivoluzione totale ed è l’uscita verso un nuovo livello di percezione. Questa trasformazione può avvenire solo in virtù dell’influenza della Luce su di noi.

Quando la Luce finisce di elevare i miei desideri alle prime dieci Sefirot, nasco in un nuovo livello nelle nuove dieci Sefirot, nel nuovo livello.

Ci sono molte rivoluzioni come questa: la prima è quando passo dal periodo di preparazione verso il nuovo mondo, attraverso il Machsom, e inizio a lavorare nel piccolo livello spirituale. Dopo, dopo questo miracolo dell’uscita dall’Egitto, c’è un’ascesa graduale, lo stato del Monte Sinai e la rivelazione della forza superiore, il miracolo di Hanukkah. Tutto questo sembra essere un solo processo, iniziando dal passaggio del Mar Rosso in poi. Una rivoluzione ha luogo nella percezione della realtà dell’uomo, e tutto questo accade in virtù del cambiamento nei suoi desideri sotto l’influenza della Luce.

Un miracolo è quando i miei desideri precedenti attraversano un cambiamento istantaneo, una totale rivoluzione.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.12.2011, Gli scritti di Rabash)

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I liberatori

L’aiuto dall’esterno, dagli amici dal gruppo, dall’insegnante e dai libri è una condizione necessaria che devi vedere a guisa di forze esterne che appartengono alla tua anima. Ogni cosa fuori dall’uomo è la sua anima.

Se cerchi di collegarti con queste forze e chiedi loro aiuto per uscire da te stesso, dal tuo ego, vedrai che in tutta la tua anima, che esiste attorno a te, non c’è parte più importante ed intima dei tuoi amici. Solo queste forze esterne possono tirar fuori l’uomo dalla cella in cui è imprigionato, liberarlo dalle manette del suo ego.

Ora è chiaro perché il gruppo e l’amore degli amici siano così importanti, dopo tutto sono le cose a te più vicine, le parti speciali della tua anima che ti sono state date dal Creatore così che, con il loro aiuto, tu possa evadere da te stesso.

Più mi ci avvicino, più li cerco e li attiro verso di me: non faccio ad altri quanto trovo detestabile per me stesso ed amo gli amici come me stesso. In questo modo ottengo il recipiente della mia anima (la proprietà di donare), che mi appartiene.

Conformemente alla percezione della realtà, ogni cosa che vede l’uomo è vista entro l’uomo stesso. La sua vista ed i suoi sentimenti sono divisi in interni ed esterni, ma questo è solo una sua impressione, in seguito, alla fine della correzione tutto è connesso nell’uno. Al momento, questa divisione si verifica in tutti gli elementi e il suo utilizzo corretto è a guisa di un trampolino per il mondo spirituale.

Ecco perché il Baal HaSulam scrive nella “Prefazione al libro dello Zohar” quanto dovremmo essere molto grati al Creatore per aver diviso la nostra realtà in interna ed esterna. L’ha fatto in modo tale da permetterci di vedere un mondo esterno a noi anche se in realtà tutto avviene al nostro interno. Ci sembra esterno, e anche se è un’illusione, questo ci aiuta psicologicamente a trattare il mondo come  se fosse composto da forze strane ed esterne, usarlo per uscire dal nostro ego e raggiungere la dazione.

Mi è stata data l’illusione che la tutta mia realtà sia divisa in me e quanto è fuori di me, che non è mio. Seguendo una forma simile posso immaginare l’ego, nel quale esisto, e l’intenzione di donare, nella quale non esisto ancora, come nell’esempio della realtà divisa in modo immaginario in una parte interna ed esterna. E poi posso lavorarci.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.12.2011, Gli Scritti di Rabash)

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Sintonizzarci bene alla giusta frequenza

Che cos’è il mio “io”? Io esisto, sento, vivo, e percepisco la realtà…Ma non so che cosa sia l’”io”. Io so solamente che è il modo in cui percepisco me stesso: c’è l’”io” e c’è l’ambiente. Da dove arriva questa sensazione? Arriva dal mio desiderio di ricevere. Io sento, in un modo o nell’altro, tutti i generi di piaceri e di mancanze, e sono parte delle mie percezioni, sensazioni, cognizioni e della mia capacità di comprendere.

Nell’insieme, i miei vasi formano il desiderio di ricevere. In una certa misura questi vasi sono pieni e in una certa misura sono vuoti. Il desiderio, che è diviso nei cinque livelli di sviluppo (inanimato, vegetale, animato, parlante e la radice), forma la sensazione del mio corpo specifico, della mia vita, del mio “io” e del mio ambiente. In definitiva devo conseguire l’essenza del mio desiderio con qualunque cosa vi si trovi dentro. Che cos’è il desiderio? Che cosa significa percepirlo?

Io ci sono dentro, e mi irradia la sensazione di se stesso e della realtà esteriore. La sensazione dell’io è il mio corpo. La sensazione della vita esteriore è formata da molti uomini e dall’intero universo. Tutto questo è delineato e presentato dentro il mio desiderio.

Queste cose dovrebbero essere chiarite alla luce del libero arbitrio: come le posso usare? Che direzione dovrei dare loro? Posso fare quello che voglio con queste sensazioni? O le posso usare solamente se prendo una certa direzione? Devo trovare la giusta “frequenza”, il giusto raggio di frequenze nelle quali potrò vedere il quadro completo e la strada per raggiungere lo scopo? In questo caso, tutte le altre strade sono chiuse. Non fanno per me.

A questo punto è necessario ricorrere ad un approccio molto delicato, un approccio che mi renderà capace di vedere il quadro nella giusta luce. Tutti gli altri percorsi mi forniscono dei quadri d’insieme falsi e distorti, e pagherò caro il prezzo di questa falsità. Il punto principale qui è di capire cosa dovrei fare e dove dovrei andare. Per riuscirci, mi devo sintonizzare sul raggio di frequenze più favorevole, scegliere la giusta inclinazione per vedere la mia realtà interiore ed esteriore. Questo approccio mi porta così alla sola azione possibile che dovrei compiere: quella della libera scelta.

Tutto il resto è irrilevante. Anche se non so nient’altro, non fa differenza. Il punto principale è che lo so. Tutta la mia vita ed il mio futuro dipendono da questo. Mettendo in pratica questo “sottile” principio, posso anche cambiare tutto il resto, in modo incisivo. Dovrei occuparmi di cosa è importante e non di tutto il resto, perché così non farei che confondere le cose.

Dunque, il libero arbitrio dovrebbe proteggermi dalle azioni false e dannose che richiedono un grande sforzo per correggerle. Devo raggiungere l’essenza nel modo più breve possibile e metterla in pratica.

A questo proposito Baal HaSulam spiega che ogni stato in cui mi trovo è diviso in quattro parti. Se conosco me stesso, mi trovo allora sotto il loro controllo. Queste parti o fattori sono:

  • La fonte;
  • Il principio fisso della causa ed effetto;
  • Il principio interiore della causa ed effetto;
  • Il principio della causa ed effetto delle cose esteriori;

La fonte è la natura che non cambia, l’essenza, che ho ricevuto ancora prima di arrivare a percepirmi qui e adesso. Un uomo potrebbe farsi delle domande a questo proposito come, perché, e a che scopo, ma non cambierebbe la realtà. Noi siamo quello che siamo e andiamo avanti percorrendo una strada a senso unico, dal principio alla fine. La strada che abbiamo attraversato è il passato, e non ha alcun senso protestare del passato. Tutto quello che dobbiamo fare è scoprire come rendere migliore il futuro.

Come per il principio della causa ed effetto, anche qui, come dice Baal HaSulam, non c’è niente che possiamo fare. Naturalmente, il grano crescerà da un seme di grano, ed il riso germoglierà da un seme di riso. Questi cambiamenti sono aggiunti alla fonte, la rivestono. Oltre alle iniziali informazioni che si trovano nei Reshimo, nelle “particelle informative” che contengono tutto, c’è anche il resto dello sviluppo, il secondo fattore che è anch’esso predeterminato. E questo significa che un uomo dovrebbe cercare il libero arbitrio nei fattori terzo e quarto.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 18.12.2011 “Il libero arbitrio”)

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