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Mente o sensazioni: cos’è più importante?

Domanda: Hai detto che fino all’età di 13 anni, una persona percepisce il mondo solo tramite le sensazioni. La mente si accende dopo i 13 anni quando iniziamo ad analizzare tutto ciò che percepivamo prima?

Risposta: Oggigiorno, potrebbe essere all’incirca intorno ai 25 anni, e non a 13, dato che la generazione attuale ha uno sviluppo più lento. Questo è noto a tutti: psicologi, sociologi, statistiche e sondaggi.

La nostra generazione è molto infantile. I giovani vogliono restare a casa, non vogliono mettere su famiglia e prendersi la responsabilità; preferiscono sedersi in un bar, assorti nei telefonini.
Commento: Secondo il nostro sviluppo, ogni persona è, in principio, un bambino. Non percepisce affatto il mondo con la mente.

La mia risposta: Percepiamo ogni cosa attraverso le nostre sensazioni anche se non lo ammettiamo a noi stessi, non lo comprendiamo poiché la nostra materia è il desiderio di godere, essere riempiti.

Quindi, innanzitutto, siamo sensori sensoriali, e solo dopo diventiamo consapevoli di ciò che sentiamo. La nostra consapevolezza è secondaria, e la materia, ovvero le sensazioni, è primaria.

Le nostre sensazioni controllano così tanto e dominano la nostra consapevolezza che semplicemente non notiamo questo fatto, e non lo riconosciamo. Non ne possiamo uscire, osservarci dall’esterno, e indagare. Non cerco neanche di spiegarlo alle persone.

Solo coloro che acquisiscono una seconda sensazione, la qualità della dazione, anziché la qualità della ricezione, possono calcolare, realizzare, valutare e bilanciare fino a che punto sono nella qualità della ricezione, e in accordo con questo, come controllare e valutare se stessi, e così via.
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Da “I Got a Call” di KabTV. Mente e sentimenti: cos’è più importante?” 7/10/13

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Espansione della Consapevolezza

Domanda: Nel mondo materiale ci sono stati di nascita e morte, infanzia e vecchiaia, e nel mondo spirituale questo viene espresso nell’espansione della percezione. Cosa significa espansione della percezione?

Risposta: Ogni volta non si muore, ma come si suol dire, si cambia “pelle”. Cambiano tutti gli strumenti, i desideri, le percezioni, facendo posto per quelli nuovi.

I cicli non arrivano totalmente ad un punto fermo, come succede nel nostro mondo, dato che li compi tu stesso. Tu stesso passi da uno stato ad un altro, e quindi sono controllati; sono desiderabili.

Una persona fa questo da sola, dentro se stessa, e raggiunge il mondo superiore. Inizia gradualmente ad espandere questi confini, a sentire se stessa in un altro.

 

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From KabTV’s “I Got a Call. Expanded Consciousness” 8/14/13

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Vedere l’immagine intera del mondo

Domanda: È molto difficile per una persona prevedere i cambiamenti in se stessa e nel mondo, anche se si sforza. E come società, l’immagine è generalmente annebbiata.  Perché i cambiamenti e le loro conseguenze sono imprevedibili e ci vengono nascosti?

Risposta: Non sono nascosti. Semplicemente non vediamo l’immagine intera del mondo. Ma se lo volessimo, la vedremmo con tutti i suoi cambiamenti e potremmo persino influenzarli.

Domanda: In linea di principio è possibile per una persona percepire l’immagine intera del mondo, conoscere le leggi con cui opera, compiere azioni e vedere come tutto cambia?

Risposta: Sì. Dobbiamo imparare a farlo. È possibile.

Domanda: Generalmente, potrebbe esistere la vita senza cambiamento?  Uno stato tale esiste in natura?

Risposta: No. Allora non si tratterebbe di vita, e neanche di morte.  La morte è uno degli stati della vita. Movimento perpetuo.

Domanda: Ci può essere movimento inverso?

Risposta:  In qualsiasi direzione.

 

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From KabTV’s “Kabbalah Express” 9/23/22

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Il cielo stellato: una dimostrazione delle nostre qualità interiori

Nelle notizie (ZME SCIENCE): “Gli scienziati dicono che il cervello umano assomiglia all’universo”.
“Entrambe le reti neurali e galattiche hanno la stessa struttura, che punta ad un universo frattale.”
“Immagini parallele di cellule cerebrali e una rete cosmica di galassie rendono difficile distinguere le due cose. Quindi può sembrare che l’universo sia come un cervello gigante o viceversa, che ci sia un piccolo universo in ognuno dei nostri cervelli. Non è solo un pensiero divertente. In un nuovo studio, un astrofisico e un neurochirurgo hanno documentato le sorprendenti somiglianze tra reti cosmiche di galassie e reti neurali di cellule cerebrali.”

Domanda: Possiamo dire che quando ci fermiamo e guardiamo il cielo pieno di stelle, c’è una sorta di respiro e di connessione?

Risposta: Certamente. Direi che il cielo è una meravigliosa dimostrazione delle nostre qualità interiori.

Domanda: Significa che il cielo è ciò che esiste dentro di noi?

Risposta: Certamente. Da dove vedi tutto questo? Vedi te stesso!

Domanda: Vedo me stesso? E allora perché mi immobilizzo nella meraviglia? Quasi tutti vedono questo cielo e si bloccano. Che cos’è che causa questa meraviglia?

Risposta: Ti viene mostrato un pezzettino di ciò che è dentro di te in modo meccanico, così. In effetti, vedi te stesso dall’interno. Questo ti stupisce un po’, ti meraviglia e ti tocca.

Domanda: Qual è la cosa più importante che devo vedere dentro di me?

Risposta: Che ci sono infinite possibilità in te, un numero infinito di ogni possibile qualità. Devi iniziare a connetterle tutte insieme in qualche modo e riceverai il Creatore. Dobbiamo guardare il cielo stellato più spesso.
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Da Kab TV “Notizie con il Dr. Michael Laitman” 30/06/22

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Cambia te stesso e il mondo cambierà

Domanda: Negli ultimi 50 anni, i negozi sono stati pieni di libri che dicono che una persona, con l’aiuto dei propri cambiamenti interiori, possa cambiare l’immagine del mondo, il mondo che la circonda. Questo è indicato da vari metodi e insegnanti. Il flusso delle informazioni è pieno di citazioni della serie: “Cambia te stesso, Cambia il mondo”.

Dall’altro lato, per una persona comune, questa è ancora una sensazione piuttosto sfocata.  Sembra capirlo mentalmente e cerca di cambiare se stessa, ma non vede alcun cambiamento nel mondo. Non ha semplicemente le forze di farlo. Solo poche persone in tutta l’umanità possono vantarsi di questo.

Di cosa si tratta, di un grande inganno?

Risposta: No. È solo che un individuo percepisce l’intero universo, il mondo intero, se stesso e gli altri dentro di sé.

Quindi, cambiando un po’ le sue qualità, sente il mondo diversamente e vede tutto diversamente. Nient’altro.

Domanda: Può iniziare questo cambiamento da solo?

Risposta: Sì. Gli vengono date le condizioni iniziali con le quali è in grado di cambiare se stesso. Questa è la correlazione direttamente proporzionale: io ho cambiato qualcosa in me e il mondo è cambiato come conseguenza a una certa formula.

Domanda: È possibile osservarlo?

Risposta: Assolutamente sì. Per esempio, lascia che ora ti riempia con delle cose interessanti, diciamo aneddoti, o qualsiasi altra cosa. E guarderai il mondo in maniera diversa.  È una cosa sciocca, ovviamente, ma in linea di principio, è chiaro che tutto dipende dallo stato della persona.

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From KabTV’s “Spiritual States” 9/23/22

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Microdosaggio: ci sono modi migliori per aumentare la creatività

Mi è stato detto che c’è una nuova tendenza ad assumere piccole quantità di dietilamide dell’acido lisergico (LSD), funghi contenenti psilocibina e altre sostanze allucinogene per migliorare la creatività e la resa sul lavoro. I dati scientifici relativi a questa pratica, chiamata “microdosaggio”, sono a dir poco inconsistenti. Uno studio ha rilevato che gli effetti sono molto limitati e si verificano solo se si crede in essi. Un altro studio ha riscontrato alcuni effetti positivi, ma anche effetti altrettanto negativi. Capisco la necessità di estendere i propri limiti, di vedere al di fuori di noi stessi; è un’attrattiva molto forte. Tuttavia, c’è un modo migliore per farlo, che non implica la disconnessione dalla realtà, ma il suo contrario: una nuova e più profonda connessione con tutto.

Invece di allontanarci dagli altri attraverso le droghe, a qualsiasi livello di dosaggio, dovremmo aumentare e approfondire la nostra connessione con loro. Così facendo, possiamo iniziare a vedere il mondo “attraverso i loro occhi”, a sentire il mondo come lo sentono loro e a uscire veramente da noi stessi.

Ogni persona vive nel proprio mondo tridimensionale. Quando cominciamo a vedere il mondo attraverso gli occhi degli altri, guadagnamo infinite dimensioni alla nostra percezione. Meglio ancora, la realtà che vediamo attraverso gli altri migliora e arricchisce quella che vediamo attraverso i nostri occhi. Questi “universi paralleli” non entrano in conflitto, ma si intrecciano in un quadro più completo della realtà.

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno per raggiungere questo obiettivo è cambiare la nostra intenzione nelle interazioni con gli altri. Invece di cercare di ottenere dagli altri quanto più possibile per noi stessi, dovremmo sforzarci di dare agli altri quello che possiamo e quando possiamo. Impiegare questa tattica ci rivelerà cosa provano e come vedono il mondo. L’unica cosa che ci impedisce di scoprire questi nuovi mondi infiniti che esistono intorno a noi è la nostra intenzione di sfruttarli piuttosto che di contribuirvi.

Non dobbiamo necessariamente ribaltare il nostro atteggiamento nei confronti degli altri tutto in una volta. Possiamo fare delle “microdosi”, iniziando da dove è più facile e con le persone più vicine a noi. Le rivelazioni che scopriremo saranno sicuramente allarmanti e illuminanti. Man mano che procediamo, la nostra intera visione del mondo cambierà e la nostra percezione della realtà sarà completamente nuova. È un processo cumulativo, quindi non dobbiamo avere fretta.

Tuttavia, questo processo non può avere successo in modo isolato. Se una sola persona cerca di cambiare il proprio atteggiamento verso gli altri, non funzionerà. È necessario che ci sia almeno un gruppo di persone che lavorino insieme su questo tema. Quando lo mettono in pratica tra di loro, si aprono al mondo dell’altro, imparano a sentirsi l’un l’altro, si incorporano nel mondo dell’altro e l’intera percezione cambia. Una volta raggiunto questo traguardo tra di loro, la loro nuova percezione si rifletterà sul modo in cui vedono il mondo in generale e saranno in grado di applicare le loro intuizioni a tutti gli aspetti della loro vita.

Foto di Alan Rockefeller via Wikimedia

Percepirsi internamente

Nel lavoro spirituale, la cosa principale è la sensazione interna. Gradualmente tutto si sta trasformando. Gli incontri fisici stanno cominciando ad essere meno frequenti e quelli virtuali più abituali, in modo che le persone sentano l’altro di più attraverso i grandi schermi.

Un uomo può ancora aver bisogno di una sorta di rappresentazione visiva, ma in generale, si muoverà verso la percezione virtuale e, attraverso la virtuale, a quella spirituale.

La percezione spirituale non è più connessa con il corpo; se vivi o muori, se siamo lontani o vicini, nello stesso mondo o in mondi diversi, dipende solo dalla persona che ti raggiunge, che è in contatto con te, se copre o meno queste aree.

Se ti sente solo attraverso il corpo, allora il suo adattatore include soltanto i cinque organi sensoriali corporei. Se sei nella sfera del suo “radar”, allora ti cattura e se sei al di fuori dei suoi cinque sensi, allora non ti afferra.

Ma se un uomo acquisisce i sensi spirituali, questo problema non esiste. Per lui non importa se tu sei qui, o già senza un corpo in un altro mondo, perché egli è già focalizzato sull’essenza di questo oggetto, e l’essenza è eterna, non muore.

Spero che raggiungeremo un tale stato dove cominceremo a sentire che i nostri amici in tutto il mondo, semplicemente esistono insieme a noi. Che vivano lontani o che si siano già liberati del loro rivestimento esteriore e siano solo nello stato spirituale; questo non avrà alcuna importanza!

Come uomini che vivono insieme per un lungo periodo e in generale non vedono più l’esteriorità di un individuo, per loro egli è una specie di immagine interna. Qui è lo stesso. Sono sicuro che accadrà.

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Da KabTV’s “ I Got a Call. Very important Congress” 21/4/13

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Prendersi cura degli altri ci unisce

Domanda: Lei spesso enfatizza che la divulgazione è più importante per noi che per il mondo, poiché attraverso di essa costruiamo noi stessi. Eppure a volte è il contrario e dice che è più importante per il mondo. A cosa serve la divulgazione?

Risposta: Dato che tutti noi, tutta l’umanità, siamo interconnessi da fili invisibili e legati in un unico sistema, dobbiamo divulgare.

Questo sistema esiste inizialmente, non scompare da nessuna parte e non cambia; richiede solo una nostra maggiore partecipazione attiva adesso.

Quindi diciamo alle persone che dobbiamo nutrire questo sistema e prendere una parte attiva al suo interno. Questo significa che dobbiamo impegnarci in una connessione interna ed esterna tra di noi, così che quella esterna aiuti quella interna. Si tratta principalmente di una connessione interna, ma abbiamo bisogno di quella esterna per sostenerci e creare i presupposti per una connessione più interna. Così passiamo dal semplice al complesso, dall’interno all’esterno.

Tutto il metodo della divulgazione e il nostro lavoro su noi stessi risiede in questo. Non c’è nient’altro. La saggezza della Kabbalah ci parla di questo sistema nel quale siamo tutti connessi insieme, di come questo sistema lavora e di come possiamo gradualmente rivelare questa connessione tra di noi.

Quando entriamo nel lavoro di questo sistema e iniziamo ad aprirlo e a sentirlo, vediamo come all’improvviso il nostro mondo si dissolve. In realtà, non esiste; esiste solo questo sistema di connessione. Non ci sono più computer con modem, né telefoni; c’è una diretta connessione tra di noi e tutto il resto si scioglie come nebbia al mattino.

Domanda: Vuol dire che non abbiamo bisogno della divulgazione solo per tenere occupata una persona in modo che non girovaghi senza una meta?

Risposta: No, la natura ci obbliga a farlo e noi dobbiamo muoverci al nuovo grado. Questo è il prossimo grado di tutto quello che è. La nostra natura scomparirà. Ad ogni modo, come scrivono molti fisici e psicologi oggi, essa esiste dentro di noi, nei nostri organi sensoriali. Ora i nostri organi sensoriali attraverseranno gli stadi di un certo sviluppo e si innalzeranno al prossimo livello dove cominceranno a percepire esattamente questo universo, questa matrix.

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From KabTV’s “I Got a Call. Caring for Others Unites Us” 3/13/13

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Il piacere supremo

Gli scienziati hanno scoperto che una formica esposta al calore durante un’attività con altre formiche si comporta come se non lo sentisse. Continua con tutte le altre formiche come se non sentisse nulla e cambia rotta solo quando tutte le formiche lo fanno. Lo stesso vale per molti stormi di uccelli, come gli storni, e per molti banchi di pesci. Non si seguono l’un l’altro, ma si muovono come se fossero un unico organismo composto da innumerevoli esemplari. Non so se lo fanno rilasciando ormoni o altro, ma il risultato è che sono completamente in sincronia l’uno con l’altro.

Gli esseri umani non possono sentire in questo modo. Ci è negata la capacità di fonderci completamente nella società; noi sentiamo sempre la nostra individualità. Inoltre, diamo priorità alla nostra soggettività rispetto alla società, quindi non possiamo connetterci con la mente collettiva con cui lavorano gli storni e i banchi di pesci.

Non riuscendo a percepire la mente collettiva, ci viene negata la comprensione e la percezione della realtà generale. È come se vivessimo in un mondo in cui non riusciamo a vedere oltre il nostro naso. Allo stesso tempo, proprio perché non siamo nati con una percezione integrale, guadagneremo infinitamente di più sviluppandola che essendo nati con essa. Otterremo non solo la mente comune, ma anche il pensiero che sta alla base del suo sviluppo, la differenza tra averla e non averla e anche il modo per aiutare gli altri ad acquisire anche questa coscienza.

Quando vediamo che esiste questo stato di coscienza collettiva, vogliamo raggiungerlo. Questo ci spinge a valorizzarla di più del nostro innato egocentrismo. Man mano che la nostra motivazione cresce, capiamo che possiamo raggiungere quello stato solo se lo preferiamo al nostro egoismo.

Una volta raggiunto questo stato, scopriamo un tipo di piacere completamente nuovo, il piacere ultimo. In questo tipo di piacere, ci sforziamo di non sentire noi stessi, ma la nostra esistenza comune, la nostra unità. Non si tratta di una sospensione del sé, ma dell’aggiunta di un nuovo sé che consiste e appartiene a ogni essere della realtà. Il nostro sé originario continua a esistere e se ne aggiunge uno nuovo.

Una volta acquisita questa coscienza collettiva, comprendiamo il vero significato dell’amore e del perché tutti lo desiderano. In questo amore, sentiamo i nostri sé separati e allo stesso tempo sentiamo gli sforzi di ognuno per elevarsi al di sopra del proprio sé e unirsi agli altri nell’amore.

Di fatto, in questo stato, lo scopo dell’ego cambia e il suo nuovo ruolo è quello di distinguere tra uno stato di odio e separazione e uno stato di amore e connessione. Più grande è l’ego, più grande è la gioia dell’amore, perché un ego più grande richiede un amore più grande per essere superato.

Alla fine del processo, un uomo sente l’egoismo assoluto dell’ego e allo stesso tempo sente l’amore assoluto che esiste nella coscienza collettiva. Ciò che i pesci e gli uccelli sentono istintivamente, noi possiamo sentirlo solo quando sviluppiamo l’amore per ogni virgola della Creazione. Questo amore supremo porta con sé il piacere supremo. L’amore definitivo che tutti desideriamo provare non è quello di essere amati in modo assoluto, ma quello di provare amore assoluto per gli altri. Quando lo sperimentiamo, scopriamo che tutto è amore assoluto.

La natura è un singolo organismo

Domanda: L’accademico Garyaev ha trovato due tipi insoliti di memoria delle molecole del DNA. Ha presentato la teoria che il pensiero della natura, o il pensiero generale di sviluppo contenuto del DNA, è indistruttibile. Ha scoperto e scritto dell’effetto DNA fantasma che conferma che una persona non muore completamente. Contende che nulla di vivente sparisce senza traccia, qualcosa rimane sotto forma di informazioni, o forse è veramente immortale. Che cos’è il “pensiero generale”?

Risposta: E’ l’immenso sistema generale della natura che realmente esiste ma del quale percepiamo soltanto una piccola parte attraverso il nostro filtro egoista. Quindi ci sembra che tutto nasce, vive, muore. E’ così che noi, essendo ricercatori piccoli limitati, percepiamo ogni cosa attraverso il prisma del nostro egoismo.
In realtà, la natura è un unico organismo, un vasto sistema integrale analogo dentro il quale ogni cosa agisce istantaneamente, collegando ogni cosa.

Non esiste tempo, distanza, o movimento dato che ogni particella contiene in sé ogni cosa, come un ologramma, e quindi tutto esiste in forma ideale, immobile, dato che il movimento significa transizione dall’imperfezione alla perfezione. Ma, in realtà, questo non esiste in natura.
Il tempo, il movimento e lo spazio sono le coordinate delle nostre percezioni difettose.
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Da KabTV “Close-Up.  Genoma Umano” 17/7/11

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