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Una generazione di cercatori

Dr. Michael LaitmanUna persona deve affrontare molte domande come agire, lavorare, e accelerare il suo sviluppo, cioè, accelerare la rivelazione del Creatore. Rivelando il Creatore, la forza che gestisce tutta la realtà e la nostra parte in essa, è l’unica cosa che una persona fa in questo mondo.

Allo scopo di raggiungerlo, seguiamo il consiglio delle persone che hanno già attraversato questo processo e che hanno raggiunto la rivelazione del Creatore. Questa è la ragione che studia la saggezza della Kabbalah, la quale per definizione è il metodo di rivelare il Creatore agli esseri creati in questo mondo. Tutto ciò che dobbiamo fare è quello di realizzare e mettere in atto ciò che ci dicono i Kabbalisti.

Certo, più ci è vicino un Kabbalista dei nostri tempi, più utile il suo consiglio è per noi perché lui ci capisce meglio poiché lui vive lo stesso stile di vita ed è come un nostro contemporaneo.

Così, cominciamo a studiare il sistema che include, non solo il sistema di occultamento fra noi e il Creatore. Loro hanno rivelato il Creatore durante la loro vita in questo mondo, il che significa che hanno rimosso l’occultamento.

Non sono più in questo mondo, però i frutti del loro lavoro non sono persi, e usandoli, possiamo sviluppare un senso speciale e un riconoscimento al di là dei nostri sensi fisici ordinari e della nostra mente.

La nostra percezione fisica del mondo è ancora più limitata rispetto a quella degli animali. Tutti gli animali possono sentire uno tsunami che si avvicina con tre giorni di anticipo e fuggire verso le montagne. Sono solo gli esseri umani che non sospettano nulla. Non sentiamo neanche la natura e siamo i più lontani da essa rispetto a tutti gli animali. Comunque, non si tratta dell’esistenza del corpo fisico ma della nostra attitudine verso la forza superiore.

Il desiderio di raggiungere la forza superiore si sveglia solo nell’ uomo e anche quello non succede in tutti. Però in ogni generazione dall’esistenza dell’umanità c’era gente nella quale tale necessità di rivelare il Creatore si risvegliava ed essi hanno soddisfatto questo desiderio.

Oltre a rivelare il Creatore loro anche ci lasciano i loro scritti tramite libri, lettere, e articoli. Ognuno scrive nel suo stile di come rimuovere l’occultamento, il sistema di occultamento, e come usare il sistema.

È perché non viene rivelato tutto in una volta e non completamente, ma gradualmente. Così si devono attraversare certe azioni. I Kabbalisti ci dicono come possiamo aiutarci reciprocamente a fare questo se c’è gente della nostra generazione con lo stesso desiderio di rivelare il Creatore.

Ci sono state molte generazioni di Kabbalisti, dal primo uomo (Adamo), che fu il primo Kabbalista a raggiungere il Creatore e che ha rimosso l’occultamento. Possiamo usare la loro eredità, e oltre i loro scritti, possiamo anche usare il loro aiuto.

Quando entriamo in un sistema dove il Creatore è presente, ma invisibile, possiamo usare l’aiuto dei Kabbalisti che hanno già ottenuto la Sua rivelazione. Sono attivamente incorporati all’interno di questo sistema e lo sostengono su un certo livello di rivelazione e raggiungimento aiutandoci a diventare incorporati al suo interno.

Abbiamo bisogno solo di raggiungere la sensitività e il riconoscimento necessario per rivelarla in modo che possiamo usare il sistema correttamente con l’aiuto dei Kabbalisti.

Dobbiamo anche svolgere tutte le loro raccomandazioni in questo mondo. Nella nostra generazione ci sono tante persone che vogliono rivelare il Creatore. Stiamo vivendo in un tempo speciale in cui è permesso di rivelare la saggezza della Kabbalah a tutti. Chiunque voglia rivelare il Creatore può venire e rivelarLo.

Così abbiamo un’opportunità unica. Se ci uniamo nella nostra ricerca del Creatore, sarebbe come cercarlo insieme per qualcuno che si è perso nel bosco. Possiamo uscire tutti insieme, tante persone, e cercare in tutta la foresta. Tutti possono andare e gridare: “Ehi, dove sei??!” e così aiutandosi l’un l’altro, eventualmente possiamo trovare quello che si è perso.

Allo stesso modo, possiamo cercare il Creatore insieme. Tale ricerca collettiva è molto più facile che cercare individualmente. In realtà è impossibile trovare il Creatore da solo, però insieme lo faremo rapidamente e facilmente.
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Dal programma “Una Nuova Vita” 05.10.2014

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La percezione della realtà all’interno di una luce semplice

Dr. Michael LaitmanLa Luce Superiore è a riposo assoluto, e il Creatore è buono e benefattore. Significa che siamo sempre in presenza della Luce, del bene assoluto che non cambia mai. Siamo gli unici che cambiano.

È possibile solo pregare per la mia correzione. Chiedere al Creatore di cambiare non ha valore perché Lui è buono e assoluto con tutti, senza esenzione, senza eccezione, e non può essere diversamente.

La corretta percezione della realtà è la comprensione che non può esserci cambiamento nella Luce e neanche in noi, ma solo in me. Questo perché il modo in cui sento ognuno nel mondo e tutti i cambiamenti che ognuno subisce sono determinati solo da come io stesso sono cambiato. Invece di chiedere che tutti gli altri cambino, attraverso la cooperazione reciproca con loro, devo evocare un cambiamento in me, e poi il mondo intero verrà cambiato.

Da tempo le persone sagge hanno capito dalle loro esperienze di vita che non ha senso provare a cambiare gli altri. Nessuno sta cambiando e tutto dipende da me. La saggezza della Kabbalah porta una persona alla percezione semplice della realtà e spiega che ognuno deve correggere solo se stesso e non gli altri.

Però allo scopo di convincere me stesso a cambiare, io necessito di un ambiente. Influenzando la società, influisco me stesso. Sembra che voglio migliorare l’ambiente, ma alla fine l’ambiente mi influisce e mi cambia.

Gioco con il Creatore e con l’ambiente ma questo avviene per influenzarmi. Ultimamente cambio me stesso in questo modo, divento simile al Creatore. Poi ottengo una percezione vera della realtà e lì vedrò come si vede dal lato della Luce, dal lato del Creatore.

Il Creatore ci ha dato questa opportunità di cambiare noi stessi gradualmente, per produrre costantemente cambiamenti all’interno di noi stessi e per diventare più come Lui, attraverso l’ambiente. Se percepisco il mondo intero e tutti gli amici come perfetti e solo me stesso come colui che richiede correzione, per adattare me stesso a loro, mi troverò in un lavoro costante che mi porta più vicino al livello del Creatore.

E in verità, non importa cosa succede nell’ambiente, chi ha ragione e chi ha torto. Percepisco tutto ciò come il gioco del Creatore con me. Lui è l’unico che organizza tutto questo teatro che mi circonda per aiutarmi ad adattare me stesso a Lui. Perché se non c’è nulla tranne Lui e Lui è il buono che fa bene, poi ogni altra immagine che non viene dalla sola forza buona, testimonia la mia corruzione interiore che devo correggere.

Allora devo essere nel processo di scrutare me stesso tutto il tempo, in un dialogo interno con il Creatore che esamina che cosa mi sta dando per vedere, sentire, gustare, toccare, pensare, e immaginare. Quali memorie galleggiano su di me, quali pensieri girano al mio interno?

Il Creatore crea un mondo intero intorno a me in modo che non dimentico, anche per un momento, che tutto questo è fatto da Lui, che sto conducendo un dialogo incessante con Lui, che voglio scoprirlo, e capire! Questo è come un’infante a cui viene detto qualcosa, però lui non capisce nulla, e guarda solo con eccitazione a bocca aperta. Questo è come dobbiamo capire in ogni momento quello che il Creatore vuole dirci tramite questo intero mondo che Lui ci mostra.

Essenzialmente ci sono solo un desiderio molto piccolo per il piacere di ricevere, che sente se stesso come se esiste in un corpo fisico con mani e piedi, e intorno ci sono altre forme, altri corpi, un mondo intero. Questo mondo immenso sta cambiando tutto il tempo, ogni cosa che fa in giro, all’interno. Tutto ciò esiste solo nella mia percezione interiore, nel mio desiderio di ricevere che viene rappresentato all’interno della mia immaginazione, ma in realtà non esiste.

Viviamo in un mondo immaginario come questo. Tutte le sue immagini vengono formate all’interno del nostro ego in modo da poterle interpretare in modo corretto. Se accettiamo l’intenzione di dazione al di sopra del nostro desiderio di ricevere, dopo, invece di tutte le forme di questo mondo, sentiamo la Luce Superiore che riempie tutta la realtà. Dobbiamo raggiungere tale forma finale di percezione.

Tutto il lavoro è nel correggere la nostra percezione interiore, per essere liberati dall’immaginazione patologica nella quale esistiamo adesso, questo mondo immaginario, e arrivare alla semplice Luce Superiore. Attraverso il lavoro con l’ambiente, immaginiamo noi stessi come ancora più vicini alla Luce Superiore, che significa dazione, “Ama il prossimo tuo come te stesso,” possiamo cambiare la nostra percezione; e invece di questo mondo, sentire il Mondo Superiore.

Questa percezione distorta che rappresenta questo mondo fisico per noi scomparirà e al suo posto sentiremo il Creatore unico, e vedremo che accanto a Lui, non c’è nulla. E noi esistiamo in Lui e tutto è immerso in un oceano di Luce bianca. Questa sarà la percezione vera, e non la realtà immaginaria nella quale viviamo ora.
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Dal Congresso in Chile “Primo Giorno” 30.07.14, Lezione 2

Una visione matura del mondo

Dott. Michael LaitmanDomanda: Delle volte sento un odio incontrollabile contro gli estranei che salta fuori in me, soprattutto se sono dottori. Tu insegni che dobbiamo guardare tutti attraverso il prisma del Creatore, sopratutto le persone comuni.

Ma il pensiero che il Creatore stia dietro di loro è del tutto cancellato dal mio ego che vuole “ucciderli”. Come si deve lavorare su una cosa come questa?

Risposta: Si tratta di una visione infantile del mondo; è una immatura, incompleta e ristretta visione del mondo.

Quando dici che “il Creatore si trova dietro di loro”, immagini un genere di persona onnipotente. Non percepisci questa cosa sotto forma della legge naturale, l’incontro di due forze naturali.

Infatti, il Creatore non esiste. Ci sono due forze della natura che ci dipingono tutta la creazione. Noi dobbiamo trovare questa formula nelle reciproche relazioni, la formula dentro di noi nella quale ci sentiamo reciprocamente connessi e in totale armonia con gli altri. Questo stato è chiamato il “Creatore”.

Se non conseguiamo le caratteristiche di queste due forze, se non ci connettiamo ad esse, e non accettiamo l’armonia tra di esse, non sapremo cos’è il Creatore. In questo caso, Egli non esiste.
Quindi è necessario guardare al mondo come a qualcosa che le due forze dipingono per noi. Poi l’odio non si manifesterà più dentro di te.

Ho dell’odio per i nostri vicini ad Israele che ci stanno bombardando? Invece, io dico che noi siamo i colpevoli poiché non abbiamo approfittato delle possibilità che ci sono state date. Ma io non nutro odio verso di loro. Bene, ad ogni modo loro chi sono? In linea di principio essi sono delle persone che compiono delle azioni e non hanno altra funzione.

Questo è il modo necessario di guardare i dottori che deliberatamente distruggono i loro pazienti. Questo è il modo in cui viene rivelata la forza egoistica in loro e qui loro non hanno affatto alcuna libertà. Ho visto dei dottori che hanno sacrificato dei pazienti che potevano ancora essere salvati, solamente perché era vantaggioso fare così. Sono tutte manifestazioni dell’egoismo.

Quindi, hai semplicemente bisogno di crescere un pochino.

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Dal Congresso di Sochi “Secondo Giorno” 14.07.2014, lezione 6

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Disegna un nuovo mondo dentro di te

Domanda: Chi ha il diritto di tagliare i fili che ci collegano a questo mondo per farci nascere nella spiritualità?

Risposta: Solo tu puoi! Deve essere fatto volontariamente!

Abbiamo bisogno di un periodo di preparazione solo per scollegarci dal nostro stato precedente, per uscire dall’”utero” e poi, senza aver del terreno solido sotto i nostri piedi, iniziare a misurare noi stessi, le nostre azioni, ed i nostri passi ulteriori usando uno strumento qualitativamente diverso, che non include parametri come “il tempo” (ora, poi, oggi, domain, etc.), “l’accumulazione dei beni”, “la superiorità sopra gli altri” ovvero “la sicurezza”.

Tutte le proprietà che definiscono l’egoismo (tempo, spazio, passato, futuro, presente, soddisfazione, senso di mancanza, e così via) scompaiono. Semplicemente cessano di esistere. Entriamo in uno spazio diverso, un’altra matrice, una dimensione completamente diversa che comporta dei valori completamente diversi, delle definizioni assolutamente divergenti, dove ogni cosa è soppesata su di una bilancia di un tipo differente. Il nostro comportamento verso tutto quello che ci circonda cambia drammaticamente.

Non vediamo nessun parallelo in questo mondo visto che le nostre osservazioni della natura inanimata, vegetale ed animata ci permettono di guardare solo diversi livelli di egoismo che caratterizzano ciascuno di questi livelli. Gli animali sono più egoisti di altri livelli della natura, per questo si muovono più velocemente, provvedono all’alimentazione, si riproducono e così via. Le piante hanno meno egoismo e il livello inanimato è ancora meno egoistico. E comunque tutti loro sono costruiti in modo da consumare, assorbire, guadagnare, attrarre e trattenere.

Ma qui ogni cosa è volta all’opposto. E noi non possiamo concepire questo “opposto”. Questo non è solo lo stesso valore assoluto, ma in realtà il segno meno.

Dopo tutto, costruiamo il mondo nelle nostre sensazioni, nei nostri valori e definizioni: Questo è più grande, questo è più piccolo, questo mi influenza meglio, e questo mi colpisce in modo peggiore. Questo è come il mondo si riflette nel mio egoismo mentre, in realtà, il mondo non esiste. Tutti questi spazi, oggetti, visioni, sensazioni, relazioni che qualcosa è più vicino, lontano, migliore o peggiore – Tutto si forma nel mio particolare egoismo.

Se sparisce per me, comincio a definire ogni cosa in relazione ad un’altra proprietà, quella della dazione. Ovvero inizio a disegnare al mio interno un nuovo mondo privo di mancanze.
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Tratto da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno,” 18.02.2013

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Egoismo: Un’ opera da mezzo centesimo

Dr. Michael LaitmanRabash, Dargot HaSulam, articolo 798, “Il valore di quello piccolo”. Quando l’uomo riceve tutto ciò che è dato, il Creatore diventa suo debitore.

Esempio: Un padre ha dato al suo piccolo figlio un centesimo ogni giorno. Poi l’amore per il figlio si risveglia nel padre, e lui gli da cinque centesimi.

Come il piccolo figlio vede che oggi ha ricevuto un regalo più grande dal padre, lui si ispira per ringraziare suo padre per questo. Però più tardi, quando il padre torna a dargli un centesimo come di solito, il figlio diventa pieno di rabbia verso il padre, a causa della perdita subita.

Si scopre che invece di portare il figlio più vicino al padre, l’addizione che ieri ha ricevuto lo spinge via. Questo perché ora il padre è il suo debitore, e il piccolo figlio vuole che il padre continui ad aggiungere ogni giorno. E se il padre non lo fa, poi tutti i suoi doni non valgono nulla.

L’uomo muore quando riceve, senza aver raggiunto neanche la metà di quanto desidera.

Non è facile combinare giustamente il desiderio per il piacere e l’intenzione di dare. Da questo esempio vediamo che non capiamo il Creatore. L’egoismo non tollera le aggiunte di una volta. Egli percepisce ogni addizione come una nuova norma, e diventa adirato quando non continua a riceverla.

Non capiamo che quando il Creatore sottrae, Lui ci da di più, non di meno! Non è per il desiderio a ricevere piacere, ma per noi ad acquisire l’intenzione di dare. Tuttavia, l’egoismo vede la perdita: un centesimo invece di cinque che aveva ieri.

Il figlio non ha capito che lui stesso deve completare i quattro centesimi rimanenti con la sua fede,l’intenzione, e la consapevolezza della grandezza del Donatore. Poi, invece di una perdita, egli acquisirà un guadagno meraviglioso: la somiglianza con il Creatore.

L’iniziale, desiderio base era creato dal Creatore nella forma di un punto nero in mezzo alla Luce Superiore. E rimarrà un punto nero. Svolgiamo tutto il resto, includendo il grado più alto dell’infinito, da soli attraverso l’uso di un solo metodo: elevando il Donatore ai suoi occhi.

Il punto nel mio cuore non cresce da solo. Potrà solo crescere quando è connesso a un amico, solo attraverso la dazione, con la quale riesco a permeare il mio punto. Non ha nient’altro su cui poter crescere.

La Luce Superiore continua a influenzarci più forte, ma non capiamo ancora che lo sviluppo non è limitato con il compimento del desiderio. Ci sviluppiamo in una Luce che si incrementa man mano che ritorniamo attraverso le fasi di HaVaYaH.

In questo viaggio, gradualmente gli stadi si sostituiscono l’un l’altro. Comunque, dobbiamo solo continuare ad aspettare per le nuove porzioni di Luce senza capire che è già arrivato il tempo di sostituire la ricezione con la dazione. E anche se la Luce aumenta, la percepiamo come una cosa negativa, come buio.

La Luce in realtà è buona, però in modo da riceverla come buona, abbiamo bisogno di diventare un vaso come essa. Alla fine essa fa pressioni su di noi, finché almeno in qualche modo siamo in accordo con l’ordine del giorno e prendiamo un altro passo verso la dazione.

Questo è il motivo per cui, invece di lavorare direttamente con il desiderio, abbiamo bisogno di cambiare la nostra attitudine verso il Donatore. Lo sviluppo non è un processo quantitativo, ma qualitativo. Andiamo avanti più velocemente se ricordiamo questo.
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Da una lezione del 03.12.2010, Gli scritti di Rabash

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Ritorno al futuro

Dr. Michael LaitmanDomanda: Gli scienziati ritengono che la nostra realtà è emersa come conseguenza del Big Bang e che continuiamo a sentire i suoi effetti. Come funziona questa percezione del mondo a rete con un nuovo organo di senso?

Risposta: Certo, ci permetterà di vedere tutti i fenomeni che si sono verificati prima di noi e da cui la realtà spirituale è stata creata, e ci rivelerà tutti i suoi strati. Ma la cosa principale per noi è quella di raggiungere le sue radici, perché in questo modo potremo contemporaneamente sforzarci verso il futuro e ritornare al passato. Scopriremo che è la stessa cosa. E’ possibile esplorare la realtà superiore dai nostri sensi come noi ora studiamo la realtà di questo mondo.

Noi acquisiamo un approccio sistemico, perché impariamo come possiamo, con i nostri organi di senso, entrare nei sentimenti degli altri e costruirci l’uno rispetto all’altro. Ci sono stati dati tutti gli strumenti necessari, un programma per imparare e muoverci in una nuova percezione della realtà, percepirla nella sua vera forma.

Ma allo stesso tempo, tutta la realtà è impressa in noi, non da qualche parte fuori. Tutta la nostra percezione che ancora si applica all’uomo osservando la realtà.

Domanda: Quali motivazioni abbiamo per uscire dalle sensazioni di oggi?

Risposta: La ragione è molto semplice. Viviamo all’interno delle nostre sensazioni. Se i nostri organi di senso smettessero di lavorare per qualche motivo, questo è chiamato morte. Cioè, morendo smettiamo di percepire la realtà.

Se invece di avvicinarci alla morte, sviluppiamo altri organi di senso, diventiamo immortali, perché sono al di fuori di noi. Così, ci trasformeremo in una persona che vive in eterno, senza costrizioni, in uno spazio infinito chiamato paradiso. Questa percezione è al di sopra dei nostri desideri egoistici.
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Da Kab.TV  “L’incontro dei Mondi” 20.06.2014

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Il vero scopo del cervello umano

Dr. Michael LaitmanNelle notizie (da Slon): “Il nostro cervello non riceve, non elabora e non capisce le informazioni. Il cervello non è una struttura rigida e omogenea, che gestisce ciascuna delle informazioni. Il nostro cervello non è un computer con blocchi separati.

“Il cervello è costituito da singole cellule – neuroni. I collegamenti delle informazioni in esso sono chimiche – in forma di entrata e di uscita degli ioni.

“Non potremmo capire senza il cervello, ma il cervello non potrebbe capire senza di noi.

“La nostra capacità di interagire con il mondo è il risultato delle attività di generazioni di creature viventi che cercano di stabilire un contatto con esso. Siamo un insieme di cellule viventi che hanno imparato questa interazione; siamo organizzati in gruppi e sistemi, che coordinano la nostra attività. L’argomento più importante della psicofisiologia è quello di esplorare il lavoro del cervello e dei suoi contenuti contemporaneamente.

“Il cervello è una struttura elettromeccanica; che non può capire nulla – la comprensione è dentro di noi.

“Non possiamo mettere una foto del mondo fisico nel nostro cervello – l’immagine “crollerebbe a pezzi” a livello della retina. Quindi, quest’immagine viene ricostruita di nuovo, e noi siamo gli artisti di ciò che vediamo.

“Il nostro cervello ha qualcosa di più della struttura del cervello stesso. Noi finiamo la costruzione dell’ambiente, in conformità con l’esperienza interiore. La nostra testa contiene più di semplici neuroni – che riproducono un modello del mondo esterno, che è dettagliato e dinamico.

“Cioè, il cervello può controllare qualcosa nell’ambiente esterno attraverso la sua attività e può entrare in contatto con il mondo esterno.”

Il mio commento: Non esiste alcun corpo. C’è solo desiderio e mente, e con l’essere umano il risultato della loro combinazione corretta. Quello che vediamo come mondo è etereo, irreale, e non esistente. L’immagine che vediamo nel cervello ci appare come l’unica cosa che esiste veramente.

L’immagine del mondo è dipinta dentro di noi, secondo la nostra somiglianza con la sola forza superiore. Vediamo la differenza tra le nostre proprietà e le proprietà della forza superiore. Questo è il linguaggio interno del cervello, che dopo lo disegna per noi in immagini.
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La Luce in assoluto riposo

Dr. Michael LaitmanLa Luce è in riposo completo perché tutte le sue intenzioni sono massimamente dirette verso la convergenza, l’unione, la connessione, e l’aderenza con noi. Ad ogni secondo, svolge miliardi di azioni (se ci fosse la possibilità di esprimere questo temporalmente).

La Luce è invariata in ogni modo, e il suo programma mira solo a portarci allo stato di completezza. Questo è chiamato riposo.

Se ho una sola intenzione, un impulso e un’azione, non cambio in ogni caso; può essere cambiato sotto l’influenza di un qualche oggetto, all’interno dell’oggetto stesso, ma non nel mio atteggiamento verso di esso.

In fisica, per esempio, qualsiasi forza applicata ad un oggetto è costante e cambia in sé solo l’oggetto. Si consideri ad esempio una bobina induttrice di un campo magnetico rotante. Assieme al campo magnetico costante, la bobina genera una corrente elettrica che cambia costantemente all’interno di esso.

Oppure, prendiamo un altro esempio. Dei genitori amorevoli sono pronti a fare di tutto per il loro bambino, ma improvvisamente gli danno una sculacciata. Come può essere? Se un estraneo vedesse questo, penserebbe: “Barbari! Qualcuno dovrebbe chiamare la polizia!” Ma in realtà, anche questo è amore.

Abbiamo un buon esempio da Rabash. Quando un bambino urla che vuole colpire se stesso negli occhi con uno spillo, ma i genitori non gli danno questo oggetto pericoloso, e con ciò, espongono amore e non crudeltà.

Tuttavia, per il ricevente, l’amore viene scoperto in una forma completamente diversa, così come si rivela a noi in tutto il mondo. Tutto è dazione del Creatore su di noi, dalle azioni più orribili che vediamo in questo mondo alle azioni più belle. Tutto questo è lo stesso amore assoluto del Creatore.

Possiamo sentire tali azioni su di noi come un segno meno o più, e questo è quello che viene chiamato il Suo essersiritrovati a riposo assoluto. E siamo in accordo con qualsiasi Reshimot (ricordi) rivelata e nel modo in cui noi le realizziamo, sentiamo la Sua dazione all’interno di tale divario.
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Dal Congresso di Sochi, Lezione 2

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Miti e realtà della Bibbia

Dr. Michael LaitmanNelle Notizie (da Comunisti del Capitale): “I grandi eventi descritti nelle Sacre Scritture non hanno mai avuto luogo. Questa conclusione è stata fatta da archeologi israeliani dopo molti anni di scavo archeologico. Così, le mura di Gerico, distrutte dai sacerdoti israeliani con le trombe, non esistevano; gli insediamenti Cananei non erano grandi e non avevano le pareti recintate che salivano fino al cielo.

“Sulla base dei risultati ottenuti, gli archeologi di studi biblici e della storia del popolo ebraico credono che gli eventi descritti nella Bibbia sono miti. Gli scavi hanno rivelato che gli israeliani non erano in Egitto, non passarono attraverso il deserto, non conquistarono la terra, in modo da passarla alle 12 tribù.

“Nessuna delle leggende bibliche è stata confermata da reperti archeologici. L’Esodo potrebbe riferirsi a diverse famiglie, e quindi la loro storia è stata estesa a tutta la nazione. Inoltre, il grande regno di Davide e Salomone, l’apogeo della forza politica, militare ed economica di Israele, che si estendeva dall’ Eufrate a Gaza non corrisponde alla realtà “.

Il mio commento: Nessuno ha mai affermato che tutte le descrizioni della Torà corrispondono alle realtà di questo mondo. La Torà parla del mondo superiore e non descrive il nostro mondo per niente! E’ tempo di rendersi conto che il nostro mondo è multiforme e che ha molti livelli, universi e dimensioni. Uno che vuole sapere e come passare da un livello all’altro viene a studiare la Kabbalah. Vedi il programma “L’ Incontro dei mondi” del 16.05.14.
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Il Proiettore del Film è dentro di Me

In realtà io non sono nel mondo, ma è il mondo che è dentro di me.

Il processo di “leggere” la realtà esterna come interna è divisa in quattro fasi, e immediatamente alla prima fase, dovrei essere guidato solo da quello che vedo.

E vedo che è il Creatore che fa questa “proiezione” per me. E come se un proiettore fosse messo dentro di me, mostrando il mondo intero e tutto ciò che succede. La luce dalla “lampadina” di questo “proiettore” passa attraverso il “filmato”, viene diviso in pellicole e cade sullo “schermo”, cioè mia testa, e di conseguenza vedo l’attuale immagine del mondo. Il Creatore Stesso è la luce Superiore astratta, la Luce dell’Infinito.

Quindi, in effetti, il “filmato” sono  le mie Reshimot, che creano questa o quest’altra immagine per me. E se non fosse per questo meccanismo, non avrei distinto quello che succede perché le Reshimot sarebbero rimaste fuori. Ma, il Creatore li illumina, rivelando il mio mondo interiore come una realtà esterna.

Baal HaSulam lo scrive nella sua “Introduzione al Libro dello Zohar
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(Tratto dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.09.2013 Gli Scritti di Baal HaSulam)

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