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Si può salvare il pianeta danneggiando l’arte?

Dall’inizio dell’anno sta crescendo una nuova moda tra gli attivisti per il clima, quella di danneggiare i più importanti tesori storico-artistici al fine di aumentare la consapevolezza sul cambiamento climatico. Finora ci sono stati dodici incidenti, sei dei quali accaduti nell’ultimo mese. Gli episodi includono il lancio di purè su “Il pagliaio” di Monet, di zuppa di pomodoro su “I Girasoli” di Van Gogh e di sangue finto sui “Clown” di Toulouse-Lautrec. Altri attivisti invece si sono attaccati con la colla allo scheletro di un dinosauro al Museo di Storia Naturale di Berlino e a “La ragazza con l’orecchino di perle” di Vermeer. Per lo più i visitatori dei musei hanno attaccato gli attivisti in azione chiedendosi in generale come questi atti possano di fatto essere connessi al bene comune.

Concordo pienamente con l’ira dei visitatori.  Queste pagliacciate non impressionano nessuno e niente cambierà, né nell’ambiente e né nella consapevolezza della società.  

Anzi peggio, perché anche diventando più consapevoli riguardo al cambiamento climatico, non saremmo in grado di farci nulla, perché nonostante tutto il clamore mediatico sulle emissioni dei gas serra, noi non sappiamo cos’è che davvero provoca il cambiamento climatico e quel poco che sappiamo non aiuta molto. Ogni eruzione vulcanica ad esempio emette così tante impurità che l’umanità ci metterebbe mesi a stabilirne la quantità. Tuttavia, nonostante al momento ci siano eruzioni vulcaniche in tutto il mondo, queste non vengono prese in considerazione tanto quanto il cambiamento climatico.

E lo stesso accade per il gas metano. L’umanità è accusata di inquinare l’atmosfera con le tossine dei gas serra ma le emissioni delle paludi e dello scioglimento del permafrost in Siberia, Canada e Alaska sono così elevate che in confronto il nostro “contributo” all’inquinamento diventa minuscolo.

Come se non bastasse, la Corrente del Golfo continua a diminuire, incidendo negativamente sia sul clima dell’Europa che su quello del Nord America. Un articolo pubblicato lo scorso Aprile su Severe Weather Europe avverte che “la Corrente del Golfo e tutta la circolazione atlantica si stanno avvicinando a un punto critico di collasso”. C’è qualcosa che possiamo fare per fermare tutto questo?

In breve, l’ecosistema globale è troppo grande e soprattutto troppo complesso per essere compreso. Noi non sappiamo cosa esattamente dobbiamo fare o non fare per invertire o almeno rallentare il cambiamento climatico. 

Comunque il nostro problema non è che è il clima terrestre ad essere troppo difficile da capire ma è che siamo troppo concentrati nel provare a capire questo anziché il vero responsabile, l’unico che causa tutti i nostri problemi, non solo quello del cambiamento climatico: la natura umana. Ci sono un’infinità di altri problemi oltre il cambiamento climatico e tutti scaturiscono dalla stessa ragione, cioè dalla natura umana che è corrotta, marcia dentro.

Il danneggiamento di opere inestimabili provoca ira non perché la gente è arrabbiata a causa del cambiamento climatico. Ci si arrabbia perché gli attivisti mostrano la loro natura corrotta, la mancanza di cura e di considerazione dei sentimenti degli altri, nonché la volontà di distruggere alcuni dei beni più preziosi dell’umanità per soddisfare i propri capricci.

Se ci concentrassimo ad adeguare la nostra natura umana al mondo in cui viviamo, non dovremmo affrontare la miriade di problemi che noi stessi causiamo. Chi inquina la terra, l’acqua, l’aria? Chi uccide ogni anno milioni di persone per mera soddisfazione dell’ego?

Chi sta depauperando le nazioni e sfrutta donne e bambini? Chi traffica schiavi destinati a lavoro duro e abusi sessuali? Chi lucra su farmaci di cui tutti hanno bisogno, per malattie che potrebbero essere prevenute? Chi rende milioni di giovani dipendenti dalle droghe ogni anno?  E, peggio di tutti, chi incolpa gli altri per qualcosa che egli stesso provoca? È sempre lo stesso che fa tutto questo: il nostro ego. Finché non lo rimetteremo a posto, non risolveremo nulla.

Fino a quando eviteremo di ammettere che il problema siamo noi, non quello che facciamo ma proprio noi stessi, le cose continueranno a precipitare.  Potremmo vedere guerre mondiali nucleari, disastri naturali di proporzioni senza precedenti che devastano l’umanità, eventi climatici estremi che bruciano o congelano paludi così vaste da creare troppi rifugiati climatici da gestire, eruzioni vulcaniche, terremoti e tsunami di intensità tali che i nostri sforzi per proteggerci sarebbero troppo piccoli, piaghe per le quali le persone cadono come mosche e molte altre sofferenze che la natura può  infliggere su di noi. La natura è molto creativa quando si tratta di punizioni e non cesserà di esserlo fino a quando non ci renderemo conto che il problema non è quello che facciamo, ma quello che siamo.

Didascalia della foto:
Attivisti nel museo di storia naturale di Berlino.

 

Quando la natura parla, dovremmo ascoltare

L’uragano Ian ha lasciato una scia di devastazione che richiederà settimane per essere valutata, anni per essere riparata e chissà quali nuove avversità si verificheranno nel frattempo. Secondo gli scienziati, probabilmente non è stato il cambiamento climatico a causare Ian, ma lo ha certamente intensificato.  A meno che non si mettano in atto strumenti di correzione decisamente più efficaci, è meglio prepararsi a molto peggio, perché quando la natura parla, dobbiamo ascoltarla.

La violenza delle tempeste è in aumento, gli incendi selvaggi sono sempre più frequenti e intensi e la siccità sta distruggendo fiumi e laghi. Più interferiamo con la natura e la stravolgiamo attraverso uno sfruttamento sconsiderato, più scateniamo fenomeni aggressivi ed estremi.

Nella saggezza della Kabbalah, “natura” è sinonimo di “Dio”. Questo non significa che dobbiamo inchinarci al vento o al sole come facevano i pagani, ma che dobbiamo capire che abbiamo a che fare con forze superiori, molto più potenti di noi. Pertanto, dovremmo seguire le loro direttive piuttosto che cercare di dominarle come se fossimo superiori a loro.

La loro direttiva è semplice: rimanere in equilibrio.  La natura ci sta dicendo che non possiamo prendere per noi stessi più di quanto ci serve in quanto creiamo dei disequilibri di cui la natura si vendica. Più prendiamo oltre ai nostri bisogni, e più intensa sarà la vendetta della natura. Ecco perché i disastri naturali sono sempre più intensi.

Non dovremmo negarci nulla di ciò di cui abbiamo bisogno. Tuttavia, ci siamo abituati a ottenere non ciò di cui abbiamo bisogno, ma ciò che vogliamo, e c’è una grande differenza tra ciò di cui abbiamo bisogno e ciò che vogliamo.

Credo che l’America come paese, e il popolo americano, siano abbastanza resilienti da superare le avversità e apportare i cambiamenti necessari. La Florida si riprenderà dalle conseguenze di Ian, ma ciò che accadrà oltre alla riparazione dei danni fisici dipende dall’intero paese.

L’America, il campione mondiale del consumismo, dovrebbe cambiare rotta e guidare il mondo verso un nuovo paradigma: più equilibrio e sostenibilità. L’attenzione nel XXI secolo dovrebbe spostarsi dal migliorare la vita materiale a migliorare la vita sociale. I nostri bisogni materiali sono stati soddisfatti: ora è arrivato il momento di soddisfare i nostri bisogni emotivi, e questi saranno soddisfatti quando creeremo una società in cui la gente ama vivere.

L’unico modo per creare una società gradevole è favorire le connessioni tra le persone. Di conseguenza, se l’America si concentra sulla riparazione della crescente estraneità tra le persone, darà a queste ultime un senso di appagamento.  Questo, a sua volta, ridurrà l’attenzione della gente al materialismo, frenando senza sforzo il consumo eccessivo.

Le persone non si sentiranno insoddisfatte perché la loro soddisfazione deriverà dai legami sociali piuttosto che dai beni materiali.

Non c’è limite alla quantità di legami sociali che gli esseri umani possono creare; è la risorsa sostenibile per eccellenza. Attingendo ad essa, troveremo un’abbondanza di potere e di gioia nelle connessioni sociali. Allora, invece di sfruttare la natura per cercare di soddisfare i nostri insaziabili desideri, prenderemo naturalmente solo ciò di cui abbiamo bisogno e dirigeremo le nostre energie positive verso gli altri.

Didascalia foto:
Vedute aeree alle prime luci dell’alba dei quartieri danneggiati dall’uragano Ian, di categoria 4, che ha colpito la costa occidentale della Florida, il 29 settembre 2022 a Fort Myers, Florida Credit: U.S. Coast Guard

IA, disegna l’amore tra un’ape e una farfalla

Ultimamente c’è stato un gran parlare sulle macchine con intelligenza artificiale (IA) come Dall-E 2 oppure Imagen di Google che creano immagini dall’aspetto realistico di scene completamente irreali descrivendo l’immagine desiderata a parole. Per esempio, se vuoi l’immagine di un cobra gigante fatto di mais che striscia su Marte, o del palmo d’una mano con foglie che crescono dalle dita, digita semplicemente la frase nella macchina e il gioco è fatto.

Dopo i riconoscimenti arrivano le domande. Sarà una minaccia per la professione degli artisti? Renderà obsoleti i fotografi? I grafici diventeranno un ricordo del passato? È così che operiamo, giudicando tutto in base a ciò che è bene per noi, come se potessimo fermare il progresso del mondo se non fossimo d’accordo con questo.

Abbiamo cercato di fermare molte tecnologie, molto più dannose delle immagini artistiche artificiali. Non ha mai funzionato. Non potremmo fermare la fabbricazione di armi nucleari o la produzione di droni killer, e non saremmo in grado di fermare lo sviluppo delle Intelligenze Artificiali in generale e in particolare  della IA per l’ arte. Non c’è alcun bisogno di fermarla. Al contrario, dovremmo cercare di vedere come le innovazioni possono inserirsi nelle nostre vite e migliorarle.

La tecnologia sta avanzando insieme alle nostre aspirazioni di autorealizzazione. In altri termini, non è la tecnologia stessa ad avanzare, ma l’umanità. A causa di ciò, cercare di ostacolare il progresso della tecnologia significa impedire il progresso dell’umanità. Questo va contro natura e non porterà mai risultati positivi.

La tecnologia è una materia grezza. Proprio come uno scultore potrebbe usare una pietra per ricavarne un’immagine oppure un musicista userebbe uno strumento per creare musica, la IA è lo strumento che realizza la creazione dell’artista. L’unica domanda è che tipo di arte vogliamo creare.

Se dovessi usare questo tipo di arte, proverei a creare un’arte spirituale, che mostri le connessioni nascoste tra i diversi elementi della natura. Se potessimo mostrare come ogni cosa è connessa e dipendente dal benessere di tutto il resto, la nostra relazione con l’ambiente e con le altre persone sarebbe molto diversa da quella di oggi.

Per esempio, chiederei alla macchina di disegnare l’amore tra un fiore e un’ape. Non un fiore e un’ape, ma l’amore che provano l’uno per l’altra. Perché lo fanno, a parte il fatto che non lo sentiamo (per la maggior parte). La relazione tra l’ape, che ha bisogno del nettare del fiore per nutrire se stessa e le nuove generazioni, e il fiore, che ha bisogno dell’ape per impollinarsi e riprodursi, è una relazione simbiotica che coinvolge due livelli della natura molto diversi: quello animato e quello vegetale. Per questo motivo, i due sono profondamente connessi e si sentono vicini l’uno all’altro.

Se potessimo mostrare come tutto è connesso in questo modo, saremmo in grado di simpatizzare con tutta la natura e con tutte le persone, di sentirci collegati a loro e sviluppare affetto per tutte le cose e tutte le persone. Se potessimo farlo, non dovremmo preoccuparci di limitare lo sviluppo di innovazioni potenzialmente dannose, dato che l’affetto tra noi garantirebbe che l’uso di ogni cosa sarebbe solo a beneficio di tutti e mai per recare danno.

Il mondo sta peggiorando o è solo la nostra percezione?

 

Se seguiamo le notizie di oggi, vediamo un mondo che sta per crollare, come se stessimo vivendo il periodo peggiore della storia. Quindi, ci vien da pensare che i nostri nonni avevano ragione quando ricordavano nostalgicamente i “vecchi tempi”.

I segnali cupi abbondano: ondate di caldo estremo e incendi furiosi in Europa e negli Stati Uniti, l’America che sanguina tra una sparatoria di massa e l’altra, l’inflazione che raggiunge i massimi storici al punto che la recessione sembra probabile, l’incessante guerra russa in Ucraina che continua a provocare scosse in tutto il mondo.

La Gran Bretagna e l’Italia affrontano l’instabilità politica. Lo Sri Lanka è affondato davanti agli occhi di tutti mentre i suoi leader sono fuggiti dal paese.  La tranquilla nazione del Giappone ha visto l’assassinio del suo ex  primo ministro alla luce del sole. 

Per quanto tutto possa sembrare sconvolgente, non è cambiato molto nel mondo. Il cambiamento principale è stato nell’accumulo di informazioni e nelle connessioni delle persone nel mondo. In tempi passati si viaggiava a piedi per andare a sentire cosa succedeva nella città vicina e ci si cullava in una nave per due mesi per andare a conoscere un paese lontano.

In periodi successivi, abbiamo comprato un biglietto per un treno ad alta velocità o preso aerei per atterrare in un continente lontano e conoscere altre realtà e persone. Ora, senza alzarci dalla sedia e premendo un tasto, siamo lì, nel cuore del mondo. In meno di un secondo, l’intera realtà colorata, rumorosa e vivace si dispiega davanti a noi, stupendoci con la sua crescente influenza.

Ascoltiamo e vediamo, sentiamo, ammiriamo e rispondiamo a tutto ciò che accade a tutti, in ogni angolo, in tempo reale. La comunicazione tra noi ci impone di assorbire un intenso flusso di informazioni che consumiamo come dei drogati.

Quanto spesso capita che qualcuno legga un libro e vada da un amico a dirgli: “Senti, che bel libro ho letto!”. Siamo in un mondo in cui ci sono solo notizie che non siamo in grado di assorbire, impegni che non riusciamo a tollerare. Di conseguenza, le persone si ammalano sempre più fisicamente e mentalmente.

Gli infiniti legami che si formano tra noi sono freddi, piatti e distaccati. Non hanno profondità, calore o identificazione. Mancano di simpatia e di disponibilità all’avvicinamento e non tengono conto del fatto che siamo una cosa sola. Se il mondo sembra pieno di crisi, sono i legami tra di noi che si sono spezzati.

I legami fisici tra noi sono diventati stretti e veloci, ed è giusto che sia così, ma dobbiamo adattarci interiormente ed emotivamente a questo. Dobbiamo inserire in questi legami un calore che ci rafforzi e ci unisca invece di dividerci. Potete spegnere un po’ il telegiornale, aprire un libro che abbia uno scopo, parlarvi e sentirvi.

Anziché correre in giro con gli occhi attaccati ad uno schermo e assorbire pezzi frammentati di informazioni, possiamo avere un’immagine vera della realtà quando guardiamo la creazione come integrale, sapendo che ha una direzione e uno scopo.  Tutta la realtà, passata o presente, ha un unico scopo: farci percepire che siamo uno, come la natura, e capire che soltanto attraverso la nostra garanzia reciproca e interdipendenza, saremo in grado di superare qualsiasi avversità. Quando raggiungeremo questa prospettiva, la percezione del mondo che vediamo entrerà finalmente in un bellissimo equilibrio chiamato pace.

 

Didascalia della foto:
Malaga, Spagna. Nelle foto scattate il 21 luglio 2022, si vedono gli incendi boschivi che hanno colpito diverse regioni spagnole tra temperature record. L’ondata di calore che ha flagellato l’Europa negli ultimi tempi lascia un bilancio catastrofico di incendi boschivi che hanno bruciato diverse centinaia di migliaia di ettari nel vecchio continente. Il Paese più colpito è la Spagna, dove l’ondata di calore è formalmente terminata, ma il Governo ha riconosciuto una cifra di 70.000 ettari bruciati solo fino al 10 luglio.

Come fraintendiamo la capacità di governare

Di recente mi è stata segnalata un’intervista al primatologo Frans de Waal. De Waal, autore prolifico che ha scritto molto sulle sue ricerche sugli scimpanzé, è famoso per aver promulgato il concetto di “maschio alfa”. Nel suo libro ”Chimpanzee Politics”, ha parlato di questo concetto e l’allora Presidente della Camera dei Rappresentanti, Newt Gingrich, ha raccomandato il libro ai nuovi membri del Congresso e alle donne. Secondo De Waal, però, il concetto è stato mal interpretato e ha finito per significare, come ha spiegato in una conferenza TED, che un maschio alfa “è fondamentalmente un bullo”.

In realtà, dice De Waal, i maschi alfa non sono necessariamente i più aggressivi o i più forti. Per la maggior parte, salgono al vertice formando coalizioni con altri maschi e continuano a coltivare le loro relazioni con loro una volta raggiunta la posizione di vertice. La coalizione li aiuta a mantenere il loro status e a scoraggiare potenziali sfidanti.

Tuttavia, una coalizione di maschi non è sufficiente per mantenere la posizione di vertice. Nonostante la loro inferiorità fisica, le femmine hanno un ruolo decisivo nel branco. Per ottenere il loro sostegno, il maschio alfa coccola le femmine con cibo e altre leccornie e solletica i loro piccoli.

È interessante notare che sia il maschio alfa che la femmina alfa svolgono il ruolo di pacificatori: il maschio tra i maschi e la femmina tra le femmine. Quando il maschio alfa interviene per riappacificare le scimmie belligeranti, trascende la logica della coalizione e agisce come un pacificatore oggettivo. I membri del branco lo riconoscono e lo rispettano per questo.

Ancora più interessante è il fatto che un maschio alfa spesso assiste un membro malato del branco senza alcun motivo apparente. Anche se non è un membro della sua coalizione e non sembra esserci alcun vantaggio personale nell’aiutare una scimmia più debole o malata, maschio o femmina, il maschio alfa spesso condividerà il cibo, offrirà conforto e assisterà in molti altri modi.

Di norma, più il maschio alfa è gentile, più il suo regno è lungo. E quando sarà il momento di essere sostituito, non sarà maltrattato. Al contrario, il branco continuerà a rispettarlo e ad assisterlo nella vecchiaia, in omaggio alla sua gentilezza quando era sul trono.

Se un bullo diventa il maschio alfa, come a volte accade, dominerà finché la sua forza fisica resisterà. Quando verrà sfidato, il branco non solo non lo sosterrà, ma sosterrà il suo sfidante. La fine di un maschio alfa prepotente sarà invariabilmente amara e dolorosa.

Sto descrivendo tutto questo per dimostrare quanto siamo simili. In altri termini, se la nostra società fosse giusta ed etica come quella degli scimpanzé, probabilmente avrebbe un aspetto simile a questo. 

Alla fine, i desideri degli esseri umani e quelli dei primati sono gli stessi desideri, gli stessi pensieri e calcoli. La differenza sta nell’intensità e nella sofisticazione, ma i desideri sono tutti uguali. L’invidia, la passione e la fame di potere esistono nell’uomo come nei primati, anche se in questi ultimi sono meno sviluppati e meno sofisticati.

Se ci esaminiamo onestamente, vedremo che a livello sociale non ci siamo evoluti più di loro. Mentre noi abbiamo sviluppato la tecnologia, loro hanno sviluppato caratteristiche sociali positive che noi non abbiamo sviluppato. Di conseguenza, abbiamo una società tecnologicamente avanzata che usa la tecnologia contro i suoi stessi membri.

C’è una ragione per cui questo accade, una differenza fondamentale che rende impossibile per la nostra società diventare come quella dei primati. La differenza è che ciò che loro fanno istintivamente, noi dobbiamo farlo consapevolmente, altrimenti non saremo affatto in grado di farlo, come è evidente.

Se fossimo destinati a rimanere al livello dei primati, non avrebbe senso diventare umani. Ci è stato negato l’istinto di costruire una società positiva e solidale, in modo che la sviluppassimo di nostra iniziativa. Così facendo, coglieremo i meriti di una società di questo tipo rispetto al suo opposto, che è il nostro stato attuale. Questo, a sua volta, renderebbe la nostra comprensione della natura umana, e della natura nel suo complesso, molto più profonda di quella di qualsiasi altro essere creato.

Alcuni possono pensare che cercare di prendersi cura l’uno dell’altro sia ingenuo o irrealistico, ma non capiscono che, così facendo, stiamo costruendo al nostro interno la struttura che esiste al di fuori di noi. Studiamo la natura simulando il suo modus operandi e, poiché la natura funziona in maniera reciproca e assistita, come dimostra la società degli scimpanzé, l’unico modo per capire la natura è costruire una società simile, di nostra iniziativa e con i nostri sforzi.

La natura, in un certo senso, ci ha resi ciechi perché sviluppassimo la nostra visione da soli. Noi, per la nostra cecità ed egoismo, pensiamo che tutto il mondo sia cieco ed egoista come noi. Ma se ci sforziamo di agire come gli animali agiscono naturalmente, scopriremo la vera disposizione premurosa della natura.

La cattiva volontà sta bruciando la Terra. Letteralmente

L’attuale ondata di caldo in Europa sta bruciando il terreno e uccidendo i suoi abitanti. Finora, secondo ABC News e altre fonti, “ci sono stati più di 1.000 decessi legati al caldo solo in Spagna e Portogallo”, senza contare il bilancio delle vittime in Francia e Italia, e altri sono in arrivo man mano che l’ondata di calore si sposta verso il Regno Unito. Peggio ancora, siamo solo a metà estate: c’è ancora molto tempo per altre ondate di calore. Secondo gli scienziati, se non freniamo le emissioni di gas serra, le ondate di calore diventeranno ancora più calde e frequenti. Potrebbero, o non potrebbero, ma in ogni caso siamo noi a determinare cosa accadrà.

Dobbiamo capire che essere in cima alla piramide della creazione significa che tutto ciò che facciamo si riversa nella struttura, dall’alto verso il basso. Quando raggiunge il fondo, il livello inanimato della realtà, da cui tutto cresce, lo cambia. Se trasudiamo cattiveria, si creano cambiamenti negativi in tutto il sistema, che si manifestano in eventi climatici e geologici sempre più intensi.

In altre parole, quando le relazioni umane si sbilanciano, tutto si sbilancia. Quando le nostre relazioni diventano estreme, tutto diventa estremo; quando diventiamo violenti, tutto diventa violento. Ogni estate, le ramificazioni del legame tra le nostre relazioni e il nostro mondo diventano più intense, finché non riconosceremo che tutto ciò che esiste, esiste in un sistema gerarchico collegato e che chi è al vertice determina lo stato del resto del sistema.

Non è che prima fossimo persone migliori di oggi. È semplicemente che c’erano meno persone, quindi meno elementi che ostentavano cattiveria.

Inoltre, le relazioni tra le persone in passato erano meno tossiche di oggi. Sebbene oggi ci siano meno guerre che mai, i livelli di diffidenza e isolamento tra le persone sono alle stelle, al punto che non ci si può più fidare dei propri familiari. Di conseguenza, le guerre tra paesi sono più rare che mai, ma i tassi di divorzio, la violenza domestica e la violenza nella comunità sono ai massimi storici.

Persino Internet, che abbiamo inventato apparentemente per mettere in contatto le persone, viene usato per maltrattare, ingannare e sfruttare le persone. La rete mondiale dimostra che tutto ciò che creiamo lo usiamo contro gli altri. Quando c’è un elemento così negativo in un sistema, e questo elemento è al vertice del sistema stesso, come può l’intero sistema non andare a rotoli?

Pertanto, se vogliamo che il clima si raffreddi, che il livello del mare si abbassi e che le tempeste si plachino, dobbiamo raffreddare il fuoco e calmare le tempeste tra di noi. L’interesse e la responsabilità reciproci, o almeno la consapevolezza di dipendere l’uno dall’altro, sono necessari per ristabilire l’equilibrio nel nostro mondo a tutti i livelli, dal suolo su cui camminiamo all’odio nei nostri cuori.

Didascalia della foto:
Fiamme dell’incendio boschivo di Ponto de Vilomara, il 17 luglio 2022, riprese da Sant Fruitós del Bages, Barcellona, Catalogna, Spagna.

Sesso, amore e come riconciliarli

La ricerca di un partner adatto può portarci alla follia. Anche quando si trova qualcuno, l’euforia svanisce rapidamente perché emergono subito i conflitti.  Di conseguenza, i tassi di matrimonio sono in calo e quasi la metà delle coppie che si sposano alla fine divorzia. In una realtà in cui i ruoli degli uomini e delle donne non sono ben definiti e il genere cambia secondo l’umore, è molto difficile sapere come comportarsi in una relazione. Invece di dare fiducia, le nostre relazioni aumentano l’ansia e l’insicurezza in tutti gli aspetti della vita familiare, dall’educazione dei figli alla vita sessuale. Per ritrovare la fiducia nelle nostre relazioni, dobbiamo comprendere l’essenza dell’amore, del sesso e dei ruoli naturali dei generi.  Allora vedremo come l’allontanarsi dal modo naturale delle cose, ci fa sentire fuori posto ed esitanti.

Per capire la natura delle cose, dobbiamo guardare indietro di un secolo o due. Fino a non molto tempo fa, le persone conducevano la loro vita seguendo i dettami di Madre Natura: Le madri stavano con i loro bambini, li allattavano finché non diventavano bambini, poi i ragazzi si univano ai loro padri e le ragazze alle loro madri. Osservando i loro genitori e imparando con l’esempio, i bambini imparavano a relazionarsi con tutto ciò che era presente nella vita.

A quel tempo, le relazioni tra uomini e donne erano naturali. Ad eccezione della classe superiore, che non aveva molto altro da fare, la gente non prestava molta attenzione al sesso. Gli uomini volevano una donna sana, fertile e in grado di mantenere la casa, mentre le donne volevano uomini in grado di provvedere al loro sostentamento e di occuparsi dei loro bisogni e di quelli dei loro figli. Il sesso e l’aspetto erano considerazioni marginali nella ricerca di un partner.

Nel XX secolo il sesso e la sessualità sono diventati improvvisamente importanti. Abbiamo iniziato a sviluppare la moda e un’intera cultura si è evoluta intorno alla sessualità. Il sesso è diventato essenziale in tutto, sia in modo palese che nascosto. Letteratura, teatro, film, televisione, internet e social media utilizzano il sesso per attirare le persone. Persino le automobili devono avere un aspetto “sexy” o attraente.

Gli animali, invece, non hanno bisogno di siti di incontri, non hanno Tinder e non si occupano affatto di sesso. Quando arriva la stagione dell’accoppiamento, seguono il loro istinto che dice loro qual è il compagno giusto e si accoppiano. Non commettono errori perché seguono le regole della natura.

Nel secolo scorso abbiamo abbandonato completamente le regole della natura e abbiamo iniziato a sviluppare le nostre idee e ideologie su cosa è giusto e cosa no. Di conseguenza, non sappiamo più come dovrebbero comunicare uomini e donne. Inoltre, decenni di influenza da parte di Hollywood hanno completamente deformato la nostra percezione e i consulenti sessuali hanno distrutto ciò che restava del nostro buon senso.

Una volta che le relazioni naturali sono diventate obsolete, sono apparse operazioni per progettare e riprogettare i nostri organi in modo da soddisfare standard in continua evoluzione, determinati da esperti che sono a loro volta prodotti di una società perduta. È così che siamo arrivati a vivere in una società in cui tutto è possibile e permesso, eppure tutti si sentono vuoti e disconnessi.

Ma il grande abisso che il “progresso” ha generato ha dato vita a una nuova era. Dal freddo vuoto della solitudine e della depressione, le persone cominciano a rendersi conto di voler costruire legami veri e propri, naturali, in cui le cose abbiano un senso e siano naturali.

Questi legami naturali richiedono una sorta di linea di mezzo, in cui le persone accettano ciò che sono e si legano al di sopra delle loro differenze. Non cercano più di cambiare se stessi o gli altri, ma si sforzano di connettersi al di sopra delle loro differenze.

Oggi è molto più difficile superare le differenze di quanto non fosse nei secoli precedenti, perché siamo molto più egoisti e narcisisti dei nostri antenati. Tuttavia, se non ci sforziamo di seguire i nostri capricci e ci concentriamo sul miglioramento dei nostri rapporti senza cercare di cambiarci l’un l’altro, costruiremo legami molto più profondi e significativi di quanto i nostri antenati potessero immaginare. Le esperienze  che abbiamo maturato nel tentativo  fallimentare di cambiare la nostra natura ci faranno apprezzare la semplicità ritrovata; saremo così in grado di godere e apprezzare relazioni sane e solide, come nessuna generazione prima di noi ha potuto fare.

Come siamo arrivati a questa condizione instabile nel mondo?

Oggi l’evoluzione del desiderio di ricevere ci viene rivelata in tutte le sue sfaccettature, dalle lotte di potere tra famiglie alle guerre tra nazioni e blocchi. Questo desiderio ha lo scopo di rivelare la nostra natura malvagia, così da acquisire consapevolezza che non possiamo più vivere in questo modo e che non abbiamo altra scelta se non quella di apportare dei cambiamenti che ci permettano di sopravvivere. 

Per fare un esempio, inoltriamoci nelle profondità della foresta amazzonica. Immaginate di incontrare le popolazioni indigene, che non percepiscono voi come delle anime diverse da loro. Chiunque incroci il loro cammino è per loro come un membro della famiglia e non nutrono alcun pensiero maligno nei confronti degli altri.

Al contrario, immaginate di prendere un volo per una delle metropoli del mondo e di visitare i suoi magnifici monumenti culturali. Se all’improvviso sentiste dei passi veloci dietro di voi, il vostro cuore comincerebbe a battere forte e guardereste dietro di voi per controllare se state per essere aggrediti da uno sconosciuto.

Maggiore è il livello di sviluppo di una cultura e maggiori saranno il senso di alienazione, solitudine, pericolo e paura. Anche a casa, che dovrebbe rappresentare un porto sicuro per la persona, ci sono conflitti di potere sia tra fratelli e sorelle che tra coniugi (tra chi è più forte, ci ha maggiore successo, chi ha il controllo).

Nelle società avanzate la sensazione di naturale vicinanza sta diminuendo perché questo fa parte della natura umana. Il motore trainante nel mondo è quello di ricevere piacere. Questo desiderio si sviluppa in noi e, da una parte, ci porta ad inventare tecnologie avanzate e a sviluppare sensibilità e capacità complesse, mentre dall’altra, ci separa  gradualmente gli uni dagli altri. Un tempo la società umana viveva esclusivamente di relazioni come quelle tra le tribù dell’Amazzonia. Oggi, nella maggior parte dei casi, le persone vivono in metropoli crudeli, competitive e combattive. 

Questo si può notare anche all’asilo dove i bambini che hanno più giocattoli tendono a tenerli per sé, mentre potrebbero condividerli con altri. Per quanto riguarda noi adulti, il desiderio di ricevere è camuffato da strati di buone maniere e raffinatezze ma si è chiaramente intensificato e moltiplicato. Sono indicatori del crescente egoismo, del desiderio crescente di ricevere per il proprio bene senza alcuna considerazione degli altri.

Capiamo che non è possibile continuare così e che stiamo distruggendo sia noi stessi che il mondo, ma come possiamo fare, dal momento che abbiamo un crescente desiderio di ricevere per beneficio personale, a scapito di altri? Dove troveremo la forza di cambiare? Come possiamo plasmare il desiderio di avere piacere solo per noi stessi in modo da sentirci ancora vicini agli altri, almeno fino al punto di non divorarci a vicenda?

Anche gli animali hanno un desiderio di ricevere ma in loro è limitato e non arrivano ad uccidersi a vicenda. C’è un certo equilibrio tra le forme animali e vegetali per cui si sostengono e si aiutano a vicenda. Nell’uomo invece l’ego cresce fino a pensare che ci sia spazio per un’ unica persona al mondo e quella sono io! 

In un essere umano evoluto, l’equilibrio non funziona più istintivamente, ma dobbiamo imparare ad attivarlo. Dobbiamo acquisire il metodo per portare l’umanità ad uno stato in cui la forza egoistica non prevalga, non sfrutti e non desideri conquistare l’altro, ma al contrario attivi il desiderio di portare beneficio agli altri; svilupperemo in tal modo un vero senso del noi.

Quando iniziamo a fare anche solo piccoli passi verso la connessione, si rivela una nuova attitudine nella volontà umana, un tratto caratteristico di dazione che proviene dal potere della natura, e cioè, il potere che ci ha creati. Questo potere si aspetta che noi cambiamo le nostre abitudini egoistiche ed il nostro agire a beneficio di tutti, inclusi noi stessi.

Che cosa ci rende gentili?

Gli eventi degli ultimi mesi, e in effetti, degli ultimi anni, ci insegnano una lezione molto importante: se vogliamo sopravvivere, dobbiamo imparare dalla natura, dato che se seguiamo le nostre idee, continueremo la marcia della follia fino a quando non avremo distrutto la civiltà umana e il nostro pianeta. Quando osserviamo la natura, c’è una legge che intreccia tutte le sue parti in un arazzo perfetto: l’equilibrio e la collaborazione. Questa legge è esattamente ciò che noi umani non rispettiamo nella nostra società. Invece dell’equilibrio, cerchiamo di emergere a spese degli altri e scambiamo la collaborazione con lo sfruttamento. Se continuiamo così, ci stiamo avviando all’estinzione.

Non sto dicendo che dobbiamo amare l’altro e neppure prenderci cura di lui, fin da subito. Tuttavia, dobbiamo conoscere le leggi della natura e cosa succede quando le infrangiamo. Poiché attualmente agiamo contro la legge dell’equilibrio e della collaborazione, dobbiamo anche conoscere le conseguenze, la punizione, se volete, per averla infranta.

Stiamo già sentendo alcune delle conseguenze della nostra ignoranza e vanità. La scarsità di cibo si sta aggravando in tutto il mondo e la fame è diventata un pericolo reale in luoghi che non la conoscevano da secoli. Anche la scarsità di gas sta ostacolando la produzione e causando insicurezza energetica nei Paesi occidentali, leader dell’OCSE, e l’atmosfera generale è quella di giorni difficili in arrivo.

In effetti, è solo l’inizio. Secondo gli esperti, ci aspettano anni di privazioni e scarsità.

Ma non c’è una vera ragione per questo. Nessun disastro naturale ha ostacolato la capacità dell’umanità di produrre cibo in abbondanza o gas e petrolio in abbondanza. Siamo noi umani a infliggere queste carenze al solo scopo di schiacciarci l’un l’altro. Nulla guida le nostre mosse se non l’odio, e l’odio distrugge tutto, compreso, in ultima analisi, l’odiatore.

Poiché tutto ciò che facciamo nasce dalla motivazione di sconfiggere e vincere gli altri, nulla di ciò che facciamo ha successo. Quando uno sforzo fallisce, passiamo a un altro, ma anch’esso è destinato a fallire per lo stesso identico motivo: le nostre cattive intenzioni nei confronti degli altri.

Come, allora, possiamo cambiare la nostra natura? Cosa ci può rendere premurosi nei confronti dell’altro? Per farlo, dobbiamo prima riconoscere la verità sulla nostra natura e poi possiamo iniziare a coltivarne una nuova dentro di noi. Quello che tutti gli altri esseri fanno istintivamente, seguire la legge dell’equilibrio e della collaborazione, noi possiamo realizzarlo solo se lo scegliamo consapevolmente. Il modo per farlo è rendersi conto che siamo fatti intrinsecamente in modo opposto a questa legge, quindi esaminare attentamente ogni singolo aspetto della nostra vita e adattarlo in modo che funzioni secondo questa legge.

Può sembrare ingiusto che solo gli esseri umani debbano imparare questa legge in modo difficile, ma alla fine del processo c’è una grande ricompensa.

Quando impariamo a conoscere la natura umana e quella del resto della realtà, iniziamo a confrontarle. Di conseguenza, impariamo gradualmente a dare valore alla legge dell’equilibrio e della collaborazione. Capiamo molto più a fondo di qualsiasi essere, poiché abbiamo qualcosa con cui confrontarla, un’immagine negativa della legge e le sue conseguenze palpabili. Quando iniziamo ad agire secondo la legge dell’equilibrio e della collaborazione, è perché abbiamo scelto consapevolmente di farlo dopo aver conosciuto la nostra natura e aver scelto di evitarla per adottarne una nuova, più inclusiva e cooperativa.

Per noi, quindi, imparare a prenderci cura degli altri non è un processo istintivo, ma un processo profondo di acquisizione di consapevolezza e di scelta della cura e della connessione rispetto all’alienazione e allo sfruttamento, a ogni passo. Questo è il vero vantaggio dell’uomo sulla bestia: il dono della consapevolezza. Tuttavia, lo guadagniamo solo dopo aver scelto l’equilibrio rispetto alla superiorità e la collaborazione rispetto allo sfruttamento.

Il doloroso processo che l’umanità sta attraversando ci porterà alla fine a compiere questa scelta. In ogni caso, la consapevolezza può abbreviare il processo e renderlo molto più facile e veloce. Quanto prima capiremo che tutti i nostri problemi derivano dalla cattiveria e dalla crudeltà reciproca, tanto prima apriremo gli occhi e ci renderemo conto che esiste un’altra opzione. Prima sceglieremo l’opzione dell’equilibrio e della collaborazione, prima finiranno i nostri problemi e inizierà la pace.

Didascalia della foto:
9 maggio 2022. Orlando, Florida, Stati Uniti. Il latte artificiale è esposto su uno scaffale di una farmacia Walgreens. I negozi di tutti gli Stati Uniti hanno avuto difficoltà a rifornirsi di latte artificiale, tanto che alcune catene, come Walgreens e CVS, hanno limitato gli acquisti dei clienti. Sebbene i produttori dichiarino di produrre a pieno regime, la produzione non è ancora sufficiente a soddisfare l’attuale domanda causata dai problemi della catena di approvvigionamento e dai richiami dei prodotti. (Foto di Paul Hennessy/NurPhoto) Reuters

La regina Elisabetta e il regno eterno

“Dichiaro davanti a tutti voi che tutta la mia vita, che sia lunga o breve, sarà dedicata al vostro servizio”. Queste furono le parole di impegno dell’allora principessa Elisabetta prima di diventare regina, e il primo monarca britannico a celebrare  il Giubileo di platino, che lo scorso giugno ha siglato settant’anni di servizio al popolo del Regno Unito.  Le persone possono imparare dal suo esempio a tenere fede alle proprie parole e a ricoprire un ruolo con costante devozione anche quando si è circondati dalle tempeste.

Per sette decenni questa signora minuta ma di forte statura ha governato la Gran Bretagna, contenendo i contrasti tra il desiderio di impero e il moderno multiculturalismo. Ha dato prova di resistenza quando dettagli intimi e imbarazzanti della sua famiglia si sono diffusi sui media di tutto il mondo.

A 96 anni, pur mostrando una certa fragilità fisica, fornisce stabilità al mondo turbolento delle società moderne.  Non conosco nessun altro leader come lei, una donna che riconosce e assume il potere del suo ruolo con impegno senza precedenti, agisce con uno spirito determinato e una forza di volontà impressionanti, sa esattamente come agire per dare al mondo il grado di stabilità di cui ha bisogno.

Riceve ospiti, partecipa a cerimonie, e va persino a caccia in Scozia, non per il suo piacere personale, ma come parte del protocollo reale.  Le faccio i miei complimenti.

Elisabetta II sembra essere l’ultima delle regine. Il tempo fa il suo corso e tutti i discendenti della corona mostrano un vuoto che non si adatta a un trono. Ai veri re o regine non è concesso di agire secondo la loro volontà privata, secondo i desideri e le sensazioni viscerali, ma di agire secondo ciò che è desiderato per il loro ruolo.

Un re è un unico leader che sta a capo e sotto di lui gli altri. Questo schema è radicato nel piano della creazione.  Simile al regno della natura superiore, il regno dei cieli, le dinastie di re sulla terra sono un fattore permanente, stabile e immutabile che scorre come un filo attraverso  le epoche e le generazioni. Un regno è come un ramo materiale che spunta da una radice spirituale. Proprio come la gerarchia prevale in natura, una monarchia reale può essere una forma adatta di governo nella società umana.  

Per diversi secoli nella storia dell’umanità c’è stato un legame così stretto e visibile tra il popolo e il re del mondo. È stata la dinastia della Casa di Davide a operare a Gerusalemme fino alla distruzione del Tempio, un episodio passeggero che si è concluso circa duemila anni fa. Il popolo d’Israele non è fondamentalmente fatto per esistere sotto una casa reale. Per natura, disprezziamo chiunque salti e voglia essere più grande degli altri. Il resto delle nazioni è disposto ad arrendersi a chi tra loro sa come guidarle. Per Israele, questo non è appropriato e non accadrà. Fin dall’inizio eravamo destinati a esistere nell’uguaglianza, a inchinarci solo al potere supremo della natura e non a un re in carne e ossa.

Avremo successo come nazione solo se ci uniremo con un unico cuore e di conseguenza riveleremo la forza nascosta della natura. Allora questa forza ci governerà veramente e ci purificherà dalla nostra natura egoistica. Dovremmo farlo non solo per il bene del nostro futuro, ma per dimostrare al mondo il tipo di connessione di cuore che deve essere raggiunta affinché tutti noi, allo stesso modo, ci aggrappiamo a Lui, l’eterno Re del mondo.