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Canzoni spirituali

Lo Zohar, Capitolo “Shemot (Esodo)”, Articolo 40: Noi apriamo i nostri occhi e vediamo le ruote della santa Merkava viaggiare nei loro viaggi, ed il suono del canto, dolce alle orecchie, a Binà, e bello per il cuore, Malchut, elevandosi e cadendo e camminando, e non viaggiando. … e Hokhmà è ottenuta solo viaggiando da una linea all’altra nei tre punti – Holam, Shuruk, Hirik – il suono del canto viene sentito. Questa è l’illuminazione di Hokhmà per le orecchie, che sono Binà, primariamente attraverso la linea di mezzo, Tifferet, chiamata “voce”. Ed è impartita da lui, dal cuore, a Malchut.

Ho ricevuto una domanda: Il canto è un elevata azione spirituale che genera “l’illuminazione di Hokhmà per le orecchie, che sono Binà”, la Luce di Hassadim. Come è connesso questo alla musica prodotta da Bnei Baruch?

La mia risposta: Mi piacciono molto le canzoni scritte dai miei studenti Moti Mor e Arkadi Duchin. Esse sono nate da un’impressione di una persona che è già nel cammino spirituale ed aspira alla spiritualità. Il fatto che essi non abbiano già raggiunto livelli elevati non importa.

Baal HaSulam scrive che anche una semplice persona può intuitivamente assegnare nomi corretti e connettere rami corporei alle loro radici spirituali. Per esempio tempo fa, qualche persona ha visto il Monte degli Ulivi a Gerusalemme ed ha pensato che fosse buono per la crescita degli alberi di olive. Pertanto lo chiamò il Monte degli Ulivi. Oggi noi accettiamo questo appellativo come sacro.

Baal HaSulam spiega che a causa di ciò lo spirituale riveste il corporeo e la connessione tra la radice ed il ramo si manifesta. La radice spirituale interessa il suo ramo, e questo come se “parlasse” ad alta voce della radice , naturalmente, senza neanche sapere il perché.

Quindi, quelli che studiano la Kabbalah creano la giusta arte anche se non hanno ancora raggiunto le vette dell’assoluta sensazione spirituale o raggiunto la vera natura del suono ed il profondo significato delle parole. La profondità e la ricchezza dell’impressione che possiedono è molto più grande dell’impressione che essi stessi realizzano. Ogni cosa che una persona genera dalla sua connessione con la Fonte porta già all’interno una scintilla spirituale.

La Patria. Canzone di Archadii Duchin

La patria

Soltanto quel posto , dove tutti hanno sostenuto l’un l’altro
Ed amano l’uno all’altro,
sarà per me la patria.
Soltanto quel posto , dove tutti chiedono,
In che consiste il senso della mia vita,
Soltanto là riuscirò a trovare il senso.

Ritornello:
Ma per ora sono estraneo nel proprio paese,
Estraneo nel proprio mondo,
Estraneo , estraneo in se stesso.
Ma per ora il mio è il mio , il tuo è il tuo,
Estraneo nel proprio mondo,
Estraneo , estraneo dentro se stesso.

Soltanto quel posto , dove tutti si aiutavano l’uno con l’altro
E si prendono cura l’uno dell’altro,
Sarà per me patria.
Soltanto quel posto , dove tutti chiedono,
Quale è il senso della mia vita,
Soltanto là potrò trovare il senso.

Ritornello

Oggi siamo tutti noi. Canzone di Moti Mor

Dalla partecipazione al Congresso “Zohar 2010”


L’altro mondo. La canzone di Arcadii Duchin

La nuova canzone di Arcadii Duchin  “L’altro mondo” , sul tema della lezione del 04.09.09