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L’ amore moderno delle caste: Come i matrimoni rafforzano l’inequità

Nelle notizie (da Slate): “Non è raro in questi giorni che le persone si sposino al di fuori del loro gruppo etnico o religioso e di vivere in una regione diversa del paese rispetto a dove sono cresciuti. Tra le persone con istruzione universitaria, in particolare, la tendenza non è così tanto di sposarsi all’interno della loro comunità o di sposarsi all’interno del loro gruppo educativo. In qualche caso si può vedere un laureato sposato con uno che ha abbandonato le scuole superiori (i miei genitori, per esempio), ma è abbastanza raro. Dal momento che i redditi sono normalmente misurati a livello familiare per fini statistici, è abbastanza importante per la grande immagine sulla tendenza nazionale. In particolare, “l’accoppiamento assortativo” di questo tipo è una delle principali cause di dislivello reddituale familiare e di disparità.

“Quanto grande? Jeremy Greenwood, Nezih Guner, Georgi Kocharkov, e Cezar Santosreport l’avevano scritto un nuovo documento in cui ancora nel 2005 l’incontro tra marito e moglie era casuale, il coefficiente di Gini, la misura sintetica più comune di disparità di reddito, sarebbe stata 0,34 mentre nel mondo reale era 0,43, con una differenza di quasi il 25 per cento.

Naturalmente, dicendo che la disuguaglianza sarebbe inferiore se i matrimoni fossero randomizzati non ci sta dicendo molto. Per molto tempo è successo che il marito di una donna laureata era molto più probabile ad avere una laurea di quanto suggerirebbe il puro caso. Ma un certo numero di fattori demografici strettamente connessi l’hanno spostato drasticamente oltre nelle ultime generazioni, in un modo da far diventare l’accoppiamento assortativo una forza economica molto più potente. E il nesso tra i modelli patriarcali di matrimonio e quelli di altre tendenze è un motore importante della disuguaglianza”.

Il mio commento: L’egoismo governa il mondo, non il romanticismo. Solo richiedendo l’equa distribuzione del reddito per tutti e l’istruzione di tutti, come se tutti noi appartenessimo alla stessa famiglia, porterà il mondo alla calma. Nel frattempo, abbiamo ancora bisogno di convincerci che la nostra natura ci sta spingendo alla manifestazione di rifiuto e di odio in tutte le sue forme future, e alla realizzazione dell’egoismo come il male assoluto, al fine di cercare il modo per correggerlo.
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Rafforzate le famiglie, non distruggetele!

Domanda: E’ possibile per una donna non sposata che è nel gruppo cercare un compagno tra gli amici sposati del gruppo?

Risposta: No, possiamo permetterci di distruggere le coppie sposate? Le donne non vengono nel nostro gruppo per rompere le coppie e prendersi il marito di qualcun altra! Che egoismo; nessuno può dirsi non d’accordo. Dobbiamo interrompere immediatamente comportamenti come questi e allontanare anche persone come queste dal gruppo, che sia un uomo o una donna!

Non si tratta solamente della distruzione di una famiglia, ma riguarda anche l’egoismo che viene rivelato in queste azioni; non ha spazio in un gruppo. Tenete a mente che il nostro ego collettivo agisce reciprocamente, quindi queste azioni inseriscono una separazione molto forte nel gruppo.

Ci sono dei casi in cui l’uomo si ritrova divorziato perché sua moglie non concorda con il suo cammino spirituale. Allora, una donna non sposata può mostrargli segni di interesse. Tuttavia, alla donna è vietato di essere la causa del divorzio dell’uomo. Non dovrebbe dargli speranze per il futuro. Non ce lo possiamo permettere!
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(Da una conversazione sul Gruppo e la Divulgazione del 22.10.2013)

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Come si può sfuggire alla solitudine?

Domanda: Spesso frustrazione e depressione sono causate da una profonda e distinta paura di essere soli in questo mondo privo della connessione con i nostri cari. In altre parole, c’è un fondamento, forte, sul quale costruire i nostri rapporti familiari.

A prescindere dal fatto che forse non abbiamo bisogno uno dell’ altro come prima, l’ovvio declino delle tradizioni familiari, la disponibilità di partner sessuali, porte che erano chiuse a chiave in passato sono adesso spalancate, e nonostante il fatto che in questi giorni i partner in una famiglia hanno molto meno in comune, ci rimane ancora qualcosa di intrinseco in noi: una paura esistenziale, primordiale, della solitudine che molti sperimentano oggi.

Risposta: Eppure, è poco probabile che la gente trovi una risposta a questa paura. Reciproca fiducia e supporto reciproco non sono più associati ad una famiglia contemporanea. La paura è ancora presente ma le soluzioni non sono ancora visibili.

In ogni caso, è meglio essere insieme ad una persona invece di rimanere solo. Le persone con un ampio ‘bagaglio’ ritengono che il proprio partner dipenda da loro; capiscono di essere responsabili per loro almeno a causa di abitudini che sono state costruite nel passato. Noi siamo solo persone.

Comunque, allo stesso momento, non penso che la paura di essere soli possa trattenere le persone all’interno di una buona famiglia fiduciosa. Questa ‘teoria’non ha bisogno di essere provata per assurdo, né può essere risolta nascondendo gli aspetti negativi. Abbiamo bisogno soltanto di essere positivi.

Domanda: La psicologia afferma che non ci attacchiamo a qualcuno solo perché abbiamo paura, stiamo cercando un’unità più profonda, interna. Eppure non c’è dubbio che tante persone sono motivate dalla paura. E’ qui che comincia il processo, sebbene sia ovvio che la nostra connessione non viene da esso. Al contrario, la paura dà luogo ad un altro fenomeno, spesso ci impedisce di rompere le connessioni che erano intrinsecamente imperfette.

Parliamo di una situazione in cui le persone provano a stabilire un rapporto, ma non sanno come farlo. La domanda é: Da dove iniziamo?

In genere metodi vari presentano alle persone un mezzo di auto-esplorazione che offra una possibilità di conoscere la loro natura: “Quale parte di me stesso posso dedicare alla connessione con il mio partner?” Dopo di che, uno deve fare una lista: “Che cosa mi aspetto dal mio compagno e dalla nostra vita in comune?” Poi, quando uno capisce che cosa vuole e cosa si aspetta, può essere configurato per un rapporto particolare. Attualmente questo esercizio è molto comune. E’ corretto?

Risposta: Suppongo che non sia popolare soltanto oggi. E’ stato sempre così: Le persone hanno sempre calcolato il proprio contributo ed il contributo del compagno nella loro vita comune. Paraninfi di tutti i tipi hanno sempre comunicato in questo modo ed hanno aiutato i giovani e i loro genitori a ‘fare buoni affari”. Infatti si trattava di affari. Entrambi i futuri sposi essendo egoisti hanno dovuto valutare con sobrietà se valeva la pena vivere insieme. I loro sentimenti l’uno verso l’altro non facevano parte di questa formula. Le loro emozioni avevano un “potere di acquisto” e sono state incluse in questa formula generale.

Questo approccio è corretto? Non penso. Di sicuro, ha funzionato per un po’ di tempo, ma abbiamo cambiato drammaticamente. Oggi non siamo sicuri di che cosa vogliamo esattamente, specialmente non sappiamo che cosa vogliamo domani. Inoltre, la nostra psicologia è in gran parte storpiata da un grande effetto esterno che ci spinge dal un lato ad un altro con limitazioni artificiali e permessi, benefici immaginari e perdite.

Ogni “moda” ogni “cambio di stagione” ci altera completamente dall’esterno in aggiunta a tutti i cambiamenti interni che subiamo. E’ per questo che i nostri calcoli dei benefici e degli svantaggi della nostra futura famiglia potrebbero essere sbagliati. Soltanto se si imposta un valore più alto come obbiettivo e conveniamo per una certa sfida, verso un obbiettivo che ci eleva al di sopra delle interruzioni che avvengono sia nella società che dentro di noi, soltanto in quel momento ci sarà la società e le sue cellule, le giovani coppie potranno non soltanto sopravvivere, ma fioriranno.
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(Da Kab.TV “Una Vita Nuova”09.06.2013)

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Domanda: Per favore sviluppa il tema della “famiglia nell’ultima generazione”. Com’è possibile, secondo l’esempio della cooperazione reciproca in un gruppo, trasmettere questo stato all’umanità?

Risposta: Se vogliamo capire e percepire qualcosa nel modo giusto, dobbiamo prestare attenzione all’anima e non al corpo. L’anima è il desiderio di unire, di rivelare la definitiva forza che ci guida, il Creatore. Pertanto, quando si parla di anime, si intende la loro attrazione.

A noi sembra di essere attratti dalle caratteristiche esterne o dalle parti interne di una persona. Ma in realtà, essi ci portano insieme alle nostre Reshimot (geni spirituali). Non si sta parlando di un’attrazione genetica tra di loro, piuttosto di un’attrazione spirituale. L’attrazione genetica è la dotazione per l’attrazione spirituale. In altre parole, vi è una certa tendenza tra le Reshimot di essere attratte l’una dall’altra e formare un’alleanza tra loro. Nel nostro mondo, questo è chiamato l’”alleanza dei sessi”, l’unione tra un uomo e una donna, in sostanza non si tratta di un uomo e una donna, ma piuttosto di Reshimot.

L’idea è che tra le Reshimot abbiamo bisogno di collegare la Reshimo de Aviut (una Reshimo dalla forza del Masach) e la Reshimo de Hitlabashut (una Reshimo dalla forza della Luce).

La Reshimo de Aviut è la parte femminile, e la Reshimo de Hitlabashut è la parte maschile. Se queste due Reshimot sono collegate tra loro correttamente, allora si crea un’azione spirituale con la Luce, convochiamo il Masach, e così via.

È la stessa cosa qui. È detto: “Un uomo, una donna e la Shechinah (Divina Presenza) tra loro”; dove c’è un uomo e una donna, vi è una Reshimo positiva e una negativa. Quando sono collegate tra loro e creano un Masach, un’intenzione per amore del Creatore, allora la Luce Superiore è rivestito all’interno di questa Reshimo e comincia a costruire un nuovo Partzuf, che in questo mondo è identico al parto.

All’interno di questa unione esistono azioni spirituali che ancora non conosciamo. Tuttavia, tutte le azioni fisiche e gli eventi che si svolgono nel nostro mondo sono abbinati ad attività spirituali.

Una famiglia nel nostro mondo diventa il nucleo in cui il lavoro spirituale diventa possibile. Quindi se stiamo parlando di una famiglia nell’ultima generazione, allora certamente la cooperazione reciproca tra il marito e la moglie si svolgerà a livello spirituale. Essi diventeranno da soli un elemento spirituale che lavorerà sul unione sopra il loro ego in modo che nell’aderenza interna tra loro somiglieranno al Creatore.

Questo è un lavoro reciproco molto serio. Penso che abbiamo raggiunto questo. Abbiamo già esempi di un marito e una moglie che sono veramente collegati tra loro in questo modo. Tutto inizia con il lavoro su se stessi, e attraverso questa unificazione spirituale, si raggiunge un effetto completamente diverso all’interno della famiglia. Questo è possibile.
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(Da una conversazione sul Gruppo e la Divulgazione del 20.10.2013)

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Domanda: Quando si cerca di capire un po’ più profondamente i rapporti di qualcuno con il sesso opposto, una persona scopre di non conoscere se stesso, con interi strati di se stesso. Ha bisogno di una guida, di un allenatore…

Risposta: Lo sviluppo umano è arrivato al punto di “riconoscimento del male” nella situazione attuale. Senza il “riconoscimento del male” è impossibile diventare un Adamo. E d’altra parte, la crisi nel regno di amore non ha ancora indotto le persone ad abbandonare la ricerca dell’ ”altra metà” spostandosi in massa verso sostituti artificiali di sesso, droghe, e altre fonti che deformano il soggetto originale in materia.

Se osserviamo il problema da uno storico punto di vista sistemico, abbiamo l’opportunità di partecipare al processo di correzione della specie umana, tra e attraverso i rapporti fra i due sessi.

Domanda: Ma oggi e così difficile per le persone trovare un compagno compatibile per se stessi…

Risposta: Fondamentalmente non ci sono più compagni compatibili. Oggi nessuno dichiara il suo amore prima di conoscere il nome del compagno. Ma, in passato era proprio così, quando le persone sentivano a prima vista di essere fatti l’uno per l’altro.

Oggi abbiamo imparato ad avere bisogno di adattarci l’uno all’altro tramite il nostro lavoro di riavvicinamento reciproco. Per poter veramente connetterci fra noi, dobbiamo lavorare insieme almeno qualche mese e a volte un anno o due. Soltanto in questo modo cominciamo ad adattarci uno all’altro e c’è una connessione interiore fra noi che rende possibile la “diffusione”, il penetrare l’uno con l’altro come il caffè e l’acqua che si mescolano insieme e non rimangono com’erano, ma insieme creano qualcosa di nuovo. Soltanto dopo essere penetrati almeno un po’ uno nell’altro, mentalmente possiamo capire come continuare questo processo d’integrazione reciproca. Questa penetrazione reciproca è il vero accoppiamento, accoppiamento fra le anime. E poi siamo pronti a sposarci, ad essere connessi per tanti anni. Poiché abbiamo già ottenuto un programma di compenetrazione mentale reciproca, capiamo come fare questo e siamo pronti a sostenere ciò reciprocamente.

Questo è il motivo per cui il mio insegnante Rabash ha detto che all’inizio non deve esserci un rifiuto esterno fra la gente e tutto il resto dipende dagli sforzi collettivi tramite i quali la famiglia fiorirà, non riposando sugli allori, ma sviluppando ancora di più i rapporti.

Domanda: Ma come può una persona decidere di cominciare questo lavoro ancor prima di iniziare la “diffusione”? Dopo tutto, è guidato dall’amore, cioè i sentimenti, non la ragione.

Risposta: E’ necessario sbarazzarsi di tutti i vestiti “sporchi” dell’anima nei quali ci si è vestiti: le preferenze egoistiche, gli standard di “Hollywood”, e tutti gli stereotipi vari stabiliti dalla maggioranza.

Giudichiamo il sesso opposto secondo dei segni esterni artificiali. Se parliamo di un cambiamento vero, dobbiamo prima lavorare con una folla di singoli in modo che loro possano capire la loro natura e perché non hanno successo nel costruire rapporti stabili.

Una persona necessita di un approccio sano verso se stesso e verso gli altri: un po’ meno degli standard di Hollywood e Internet, meno chat cosparse da emoticons.

Parliamo tramite emoticons, osserviamo la vita attraverso il prisma di modelli. Ma in realtà devo essere come un bambino che si possa innamorare senza riserve, come nei giorni in cui gli oggetti di scena esterni non mi interessavano. Io non vedo la mia amante perché lei si dissolve in una nebbia di sfoghi emotivi, come se qualcuno preme un pulsante invisibile ed io sono “a fuoco” su di lei. Devo tornare ad uno stato come questo.

Per questo dobbiamo sbarazzarci di tutti i “vestiti” che abbiamo appuntato su noi stessi a causa della pressione della società, sia influenzati da internet, libri, film, contratti sociali o soltanto dalle valutazioni di qualcun altro del cosa è buono o cattivo. Devo diventare più naturale, più vicino alla natura, anche se questo è più semplice ed egoistico, non importa. Non voglio mai più dipendere da tutti.

E’ possibile raggiungere questo in una società di persone come me, di singoli, dove tutti insieme impariamo a riconoscere noi stessi: chi e cosa siamo, che cos’è la nostra natura, come relazionarsi con noi stessi, ad un compagno, al mondo e così via. Gradualmente smettiamo di essere dipendenti da ogni criterio esterno che arriva da oltre oceano.

Tutto dipende dall’accordo sociale. Se cambia, allora guardiamo le cose diversamente. L’immagine moderna è infondata, immaginaria. Prima di tutto, abbiamo bisogno di toglierli dal “piedestallo” e nello stesso momento, non più tardi, specificamente in parallelo, aumentare i valori completamente diversi in modo che non saranno attratti da collegamenti esterni ma da una connessione interiore. Dopo tutto, la connessione esterna è fragile e transitoria, spesso è già finita la mattina dopo, mentre possiamo sviluppare la nostra connessione interiore infinitamente.

In ogni caso, dobbiamo imparare insieme, con la cooperazione mutua del gruppo. Per fare workshops condivisi ed altri metodi per creare la possibilità di costruire rapporti diversi fra noi. Soltanto in quel momento sentirò che la donna è veramente più vicina a me nel senso più profondo e vero. E’anche possibile fare affidamento su questa sensazione, smetterò di vedere l’esteriorità ma mi concentrerò soltanto sull’essenza, sull’interiorità. La donna non sarà mai più una “copertina” per me, ma sarà come un “libro” di valore nel quale si scopre una nuova profondità di emozioni e intimità mentale. E dopo di che aggiungo agli elementi esterni questo scintillio.

In questo modo costruiremo il giusto ordine di priorità e di avvicinamento reciproco, un approccio completamente opposto rispetto a quello che sta succedendo oggi. Questo è perché non sto cercando una moglie per me stesso, piuttosto una connessione specificatamente interiore nella mente e nei sentimenti. Voglio riempire questo spazio lasciato vuoto dal mio primo amore.

Dipende da me raggiungere il fondamento di tutte le correzioni. Se il vuoto non fosse stato lasciato in me dopo la prima sensazione, non avrei nulla per cui vivere. Tutto il resto dei sentimenti sono transitori e superficiali rispetto a questa sensazione. Il desiderio di base per una connessione interiore mi spinge a cercare per la realizzazione, nonostante neanche io stesso so che cosa voglio riempire veramente.

Solo questo vuoto mi ha accompagnato per tutta la mia vita, spingendomi a trovare e raggiungere. Io posso riempire la mia anima tramite la connessione con un altro. E la parte essenziale è la connessione chiamata “famiglia ”, “marito” o “moglie”. E gradualmente questo si aggiunge al fondamento del mio sviluppo, coprendo il mio amore, coprendo progressivamente il mondo intero. Questo è l’inizio dell’anima umana, le sue due fondamenta, il maschile e il femminile, che sono collegate tra loro e nel loro sviluppo includono tutto.
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(Da una Conversazione di Educazione Integrale 20.06.2013)

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Domande dopo il Congresso, Parte 5

Domanda: Quando “siamo colpiti alla testa” e spegniamo tutti i nostri sentimenti, emozioni e pensieri, dove possiamo trovare un punto d’appoggio? Da dove cominciamo la nostra ascesa?

Risposta: Impegnandoci in azioni meccaniche.

Domanda: Diciamo che uno ha paura che il proprio desiderio raggiunga il Machsom e che “si avvera;” allora non ci sarà nulla da aspirare. Può per favore spiegare questa situazione e dire cosa fare?

Risposta: Vuol dire che uno non ha desiderio di dazione.

Domanda: Può rallentare il nostro ingresso nella spiritualità ?

Risposta: Si.

Domanda: Ci può spiegare per favore perché abbiamo bisogno di una famiglia per avanzare spiritualmente? Qual’è la differenza tra uomini e donne sposati e single? Se tutte le mie azioni reali stanno compiendo sforzi per unirmi con il gruppo e la cura di esso (e credo davvero in esso), allora perché ho bisogno di trovare la mia seconda metà nella spiritualità e formare una famiglia?

Risposta: In questo mondo, dovremmo corrispondere al mondo superiore. Ecco perché si dovrebbe avere una famiglia, se è possibile. Con questo, affrettiamo il nostro percorso spirituale,  non lo rallentiamo.
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“In calo la domanda di Mariti”

Notizie (dal The New York Times): “Tanto tempo fa le donne sembravano essere più desiderose di sposarsi degli uomini. Oggi, non si applicano più generalizzazioni di questo genere.

“Sta nelle preferenze delle donne (nella richiesta di mariti) o nelle preferenze degli uomini (che forniscono i mariti) che la tendenza si sta spostando verso una diminuzione dei matrimoni? E’ difficile da dire, ma certe asimmetrie del genere sessuale sono apparenti. Per esempio, un recente sondaggio sui neri non sposati in età di matrimonio ha stabilito che solo il 25% delle donne cercavano una relazione a lungo termine rispetto al 43% degli uomini[…]

“Come impegno contrattuale, il matrimonio ha un prezzo. Offre sia dei costi che dei benefici ai potenziali coniugi. Il contratto prevede degli impegni per il sostegno finanziario e per la cura della famiglia in termini che possono essere completamente egualitari[…]

“Le donne sono disposte a pagare un prezzo più alto degli uomini per sposarsi se hanno alcune alternative, come nel caso in cui le loro possibilità di indipendenza economica sono ristrette. Un aumento nell’offerta delle donne che vogliono sposarsi abbassa il costo del matrimonio per gli uomini.

“Se l’offerta delle donne che vogliono sposarsi diminuisce, le condizioni del matrimonio si spostano a favore delle donne. E’ probabile che riceveranno una parte maggiore delle entrate comuni e maggior tempo libero. I mariti saranno più portati a cedere il loro ruolo in alcune decisioni importanti e faranno più lavoro casalingo e si prenderanno cura dei figli.

“Le dinamiche del mercato del matrimonio indicano che la forza contrattuale della sposa è determinata parzialmente dal numero delle altre scelte che lo sposo ha (e vice versa). Il cambiamento delle condizioni del matrimonio complica gli effetti della migliorata posizione economica delle donne. Da una parte, gli uomini dovrebbero gradire la prospettiva di condividere le entrate con una donna che ha alti guadagni. Dall’altra parte, gli uomini potrebbero trovare difficile adeguarsi al nuovo ruolo sociale[…]

“Questi economisti sostengono anche che le coppie nelle quali la moglie guadagna più del marito sono meno soddisfatte del loro matrimonio e sono più portate al divorzio[…]

“La richiesta di impegni a lungo termine sembra in calo costante sia tra gli uomini che tra le donne. Philip Cohen sostiene con convinzione che dovremmo smettere di lamentarci di questo cambiamento e dovremmo adattarci al mondo nel quale sempre meno adulti si sposano”.

Il mio commento: La famiglia è la base fondamentale della civilizzazione ed esisterà finché esisterà la civiltà. In passato, i bolscevichi sognavano il sesso libero e di educare i loro figli in scuole pensione, ma la natura rimette sempre tutto al suo posto. La cosa principale è provare continuamente a cercare con forza l’armonia con la natura studiandola.
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Fare una prova di guida della macchina famiglia

Giudizio e misericordia si accompagnano a vicenda nelle relazioni familiari e devono essere sempre in equilibrio. Da una parte, essendo egoista io voglio usare il mio partner, dando per scontato che mia moglie debba fare quello che io le chiedo, e questo è ciò che io definisco “giudizio”. E “misericordia” significa che mi stacco assolutamente da me stesso, prendendo in considerazione ciò che mia moglie vuole da me, e provo a costruire un modello ideale. Come mi relazionerei con lei se non avessi il mio interesse egoistico e fossi intenzionato interamente solo a servirla?

Ora, io devo trovare l’equilibrio tra questi due estremi: giudizio e misericordia, che è chiamato la “linea di mezzo“. Tutto questo richiede esperienza, lavoro reciproco, ed un processo nel quale ognuno insegna all’altro. Ma già iniziamo a lavorare con la nuova creatura – con la persona in noi che è pronta a considerare il partner, a comprenderlo, ad essere sensibile nei suoi confronti, e ad amarlo come se stessa.

In una forma come questa potete non solo avvicinarvi a vostra moglie, ma potete anche iniziare ad essere sensibili con le persone. Dopo un esercizio come questo con il vostro partner, sentirete di essere preparati a connettervi con le persone e a rapportarvi ad esse: per la strada, al lavoro, in ogni posto in cui vi trovate. Esse inizieranno a sottostare alla vostra influenza, perché vi starete rapportando a loro con la “linea di mezzo”, con la giusta proporzione, nella misura in cui ogni persona si avvicina a voi, così fate anche voi.

In modo automatico, raggiungerete l’equilibrio con il mondo ed inizierete a percepire che potete gestirlo. Vedrete che la “linea di mezzo” è la legge fondamentale della natura in base alla quale l’universo intero funziona, tranne che per la società umana, perché l’essere umano è stato creato come un egoista. Ed ora voi vi connetterete a tutto questo e bilancerete il vostro ego. Imparando a considerare vostra moglie in questo modo, incomincerete a considerare tutti gli altri nello stesso modo quando realizzerete la “linea di mezzo” condivisa nelle relazioni con gli altri.

La prima linea si chiama “giudizio”; questo è ciò che richiedo per me stesso agli altri. La seconda linea è chiamata “misericordia”, nel senso che dono a mia moglie tutto quello che vuole da me quando mi stacco del tutto dai miei desideri. E’ come se la portassi dentro di me.

Siamo due egoisti che si trovano faccia a faccia. Se io soddisfo il mio ego, questo è ciò che si chiama giudizio in relazione a mia moglie, e se soddisfo il suo ego, questo è ciò che si chiama misericordia. Io devo porre queste due linee in una forma in cui si venga a formare una terza linea, la “linea di mezzo”. Ciò significa raggiungere l’adesione, un accordo. Il nostro scopo è quello di mettere insieme questi due egoisti e di portarli alla connessione. La prima condizione compulsiva, senza la quale è impossibile iniziare a lavorare, è che ognuno sia pronto a sentire i desideri dell’altro.

L’equilibrio si basa sul principio che ognuno è pronto ad annullare se stesso. Noi non possiamo appagare questi due desideri egoistici che si trovano faccia a faccia fino alla fine. Solo a condizione che una parte riduca le proprie pretese di un pochino, ci permetterà di appagare l’altra parte un pochino.

Domanda: Ma come sappiamo fino a che punto dobbiamo concedere? Vedi, hai detto che non deve essere un amore assoluto senza limiti. Devo far vedere che reagisco al rapporto che ho con il mio partner e che ne tengo conto?

Risposta: E’ necessario trovare un punto di equilibrio, come se steste guidando una macchina, concentrandovi sulla meta che volete raggiungere. Questo è il modo in cui dobbiamo fare le verifiche se vogliamo avvicinarci al traguardo: ci stiamo avvicinando a vicenda, vediamo che il partner reagisce nel modo giusto ai nostri sforzi di avvicinarci?

Giro il volante della nostra famiglia a destra e provo ad inserire quanta più compassione mi è possibile nella mia relazione, e a vedere fino a che punto funziona bene, e quando lo scostamento diventa troppo grande, dovrò aggiustare il volante. E anche mia moglie girerà il volante il che, vale a dire, incominceremo ad interagire, a “guidarci”. A questo punto staremo già lavorando al di sopra delle nostre nature! Diventeremo degli esseri umani che si elevano al di sopra dei loro istinti naturali.
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(Da Kab.TV “Una Nuova Vita n.46 ” 01.08.2012)

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Un territorio comune nel quale dimora l’amore

Domanda: Il principio per la creazione di buone relazioni di coppia afferma: “Attraverso la connessione e l’amore ognuno è incluso nell’altro, si arricchisce, e acquisisce sempre più forza. Il presupposto per questo è che la persona riduca se stessa in relazione con l’altra e non si ponga al di sopra dell’altra. “Come realizziamo questo principio nei rapporti di coppia?

Risposta: Una connessione è formata fra coppie come tra due nature che si integrano l’una nell’altra. L’ego di ciascuno, entro il quale la persona vive, è rotondo. Esso custodisce i suoi confini e vuole ricevere riempimento al loro interno, a parte questo niente lo riguarda. Vuole anche ricevere piacere e essere riempito dal suo partner. Se egli si riempie, grazie a ciò beneficia il partner, e allora questo è ciò che noi chiamiamo amore. Se si riempie solo nel prendere dal partner e non dà nulla in cambio, questo si chiama odio. Ma in ultima analisi, esiste un solo scopo, il riempimento personale.

E qui inizia il mio lavoro secondo il piano originario in cui devo annullare me stesso. Più svuoto un posto all’interno del mio ego, mi astengo dal riempirlo, più posso inserire i desideri degli altri, cioè di mia moglie, invece dei miei desideri. In questa forma, ognuno annulla il proprio ego al fine di accogliere i desideri degli altri.

In definitiva viene creato un territorio condiviso nel quale mi sono annullato per dare piacere a mia moglie, e lei fa la stessa cosa con me per darmi piacere. È così che ci troviamo in un territorio comune in cui tra noi vi è completo accordo e connessione reciproca. Attraverso la mia concessione e la sua concessione, accetto i suoi desideri e i suoi pensieri e lei accetta i miei desideri e i miei pensieri. Questo si verifica ad un livello particolare, chiaramente non sarà tutto immediato.

Questo territorio comune viene chiamato la zona di connessione tra di noi, di unione, in cui sentiamo un desiderio comune, un’attrazione e una comprensione comune. In questo territorio esiste un accordo, un patto, e l’amore tra noi. L’amore dice che voglio soddisfare particolari desideri del mio compagno e lei vuole fare la stessa cosa anche per me. Nel frattempo, questo non è amore assoluto e perfetto, ma solo amore parziale, ma siamo consapevoli di questo, lo proteggiamo e ci preoccupiamo della sua esistenza.

Domanda: Grazie a cosa mi arricchisco ed acquisisco maggiori forze?

Risposta: Grazie alla mia connessione con l’altro, anche nel più piccolo territorio comune, allora tutto il resto del suo territorio, inclusi i suoi desideri e le sue abilità, passare anche sotto il mio dominio. Infatti, se tra noi esiste amore, accordo, e connessione in un qualche tipo di territorio comune, non siamo più nemici. Non abbiamo ancora raggiunto un accordo completo, non abbiamo ancora lavorato su questo. Potrebbe essere che queste domande non sono state ancora risvegliate in noi e non si ergono come ostacoli davanti a noi che dobbiamo cambiare e rimuovere. Ma dopo che abbiamo raggiunto un accordo parziale, un qualche tipo di connessione, amore, e supporto, allora è già possibile essere sicuri che il lato opposto starà al vostro fianco, sarà il vostro partner.

Ammetto i miei desideri e pensieri e sono pronto ad accettare i desideri, i pensieri e le aspettative del partner, questo vuol dire che mi sto annullando d’avanti a lei. La natura ci aiuta con questo, ci connette tramite la proprietà comune, una casa, e tramite le finanze condivise. Essa ci obbliga ad essere interessati all’altro, perché non possiamo esistere separatamente. E la cosa principale è che condividiamo il dare alla luce dei bambini verso il quale sentiamo un amore naturale, istintivo.

E così è logico che viene creato un regno comune tra noi sul piano materiale, terreno. Quindi, ciò che ci viene richiesto è riempire il nostro regno comune su uno strato superiore attraverso concessioni del nostro ego, uno in relazione all’altro, e in connessione supplementare.

Ai giorni nostri, in particolare, abbiamo raggiunto uno sviluppo egoistico tale che non ci importa più della casa, la proprietà comune, e dei nostri figli. Quindi, se non costruiamo una aggiunta spirituale, divorzieremo senza dubbio.

È chiaro che nessuno di noi sarebbe d’accordo ad annullare se stesso verso l’altro a meno che non lo facciamo intenzionalmente per il piacere di uno scopo più alto. La “Pace domestica” porta una serie di benefici; protegge i nervi, la salute, allunga gli anni di vita e porta serenità. In tutta la società deve esserci una forte convinzione, un bisogno di spiegare questo alla gente. Se tutti accettassero di vedere la scoperta della forza superiore del partner, la somiglianza con cui il Creatore si presenta alla persona, allora necessariamente abbasserebbero se stessi.
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(Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 01.08.2012)

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Ritornare ad Adamo ed Eva

Domanda: Come possiamo creare il nostro punto di connessione all’interno della famiglia, da cosa viene costruito?

Risposta: il punto di connessione viene costruito dal mio buon desiderio e dal buon desiderio di mia moglie. Questo è il punto di connessione in cui ci sentiamo interiormente a vicenda. Improvvisamente comincio a sentire cosa c’è nella mente di mia moglie e cosa c’è nel suo cuore e lei sente ciò che c’è nella mia mente e nel mio cuore. Cominciamo a essere legati da punti più interiori che si connettono in un unico punto.

E, naturalmente, quando raggiungiamo questo punto di connessione, esso scompare immediatamente! In quel momento, si verificano l’evasione e il nascondersi. È come se io cercassi di raggiungere un obiettivo e questo punto girasse per tutto il tempo da non riuscire a colpirlo. Ma proprio perché noi lo monitoriamo per tutto il tempo e lo inseriamo con maggiore precisione, aggiungendo una varietà di desideri, di pensieri, e di sforzi reciproci, in questo modo facciamo un progresso.

Ci viene richiesto impegno e lavoro costante nella mente e nel cuore, ma allo stesso tempo ci sentiamo eccitati. Ecco qui scopriamo qualcosa di nuovo che abbiamo in comune, che si chiama “uomo”, l’inclusione di Adamo ed Eva, un uomo e una donna. Scopriamo il fondamento spirituale interiore di questa struttura chiamata “uomo” (Adamo).

Domanda: Come posso essere sicuro che sto guardando questo processo dal nostro punto in comune e non dal mio privato punto egoistico?

Risposta: Questa sensazione non può essere misurata. È sufficiente sapere che ora senti l’altro come non vi eravate mai sentiti prima. All’improvviso in te si risveglia una sensazione unica come questa e non vuoi fuggire. Ti da’ una sensazione di vitalità e di riempimento un miliardo di volte più grande di ciò che hai mai sentito prima. Allora puoi riuscire a connetterti all’immagine che si trova di fronte a te, e in questo modo vai fuori da te stesso e cominci a sentire il mondo intero.

Domanda: Cosa possiamo fare affinché questo punto di connessione non scompaia mai?

Risposta: Dovete per tutto il tempo lavorare insieme su questo. Se comprendi questo punto, è necessario cercare di mantenerlo attraverso l’accoppiamento costante, con una sensazione di connessione interiore che non scompare.

L’accoppiamento interiore non può essere spiegato a parole. Potrai capirlo solo quando lo sentirai dentro di te. Non si tratta di un accoppiamento bestiale, corporeo, ma piuttosto di una connessione in cui tu senti che il tuo mondo interiore e il mondo interiore della tua partner sono diventati uno.

Domanda: In che modo questo accade realmente, sentirò i pensieri di mia moglie, le sue emozioni?

Risposta: Non saranno più i suoi pensieri, ma quelli di entrambi, un pensiero comune. Dalla vostra connessione si crea una nuova realtà. E all’interno di questa connessione, sentirai un livello superiore. Noi chiamiamo questo “il Creatore” dal momento che, una volta entrati in questo mondo, da questo livello, siamo nati, cresciuti, e come per caso ci siamo incontrati e sposati. E ora, grazie a questo lavoro, dobbiamo di nuovo tornare a quella fonte.

Domanda: E cosa facciamo se per un secondo raggiungiamo una goccia di sentimento come questo e poi esso scompare?

Risposta: E’ necessario iniziare il lavoro di nuovo, io descrivo di nuovo a me stesso quello che mia moglie vuole da me, e lo paragono al mio desiderio egoistico, e tra questi due estremi, costruisco una linea di mezzo. In tale linea di mezzo ci connettiamo e raggiungiamo una nuova unione.

Quando facciamo esperienza attraverso questo lavoro, siamo in grado quindi di sviluppare le nostre relazioni personali in modo informato. Ma per cominciare, questa immagine può essere descritta più semplicemente, non nella sua vera forma, dove ognuno lavora con le sue due linee egoistiche e costruisce tra loro una linea di mezzo, ma come due linee opposte, la mia e quella della mia partner, mentre raggiungiamo una linea di mezzo tra di noi. E poi ognuno in base al grado della sua concessione, avanzerà verso il centro dove ci incontriamo.
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(Da Kab.TV “Una Nuova Vita” N.46 del  01.08.2012)

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