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Conoscere è assaggiare

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar”, Punto 48: Si è visto che i suoi 613 organi sono i 613 Partzufim (plurale di Partzuf), unici nella loro Luce, ognuno a proprio modo.

Domanda: Come possono le parti di un insieme essere diverse in radiosità? Cosa vuol dire “ognuno a suo modo”?

Risposta: Ogni cellula, molecola, atomo e le loro parti hanno uno proprio scopo ed un proprio lavoro. Noi dovremmo rivelare la natura e lo scopo di ogni minimo dettaglio della creazione proprio fino all’ultimissima “banalità”. Infine, dobbiamo arrivare al punto originale di “qualcosa dal niente”, all’origine del desiderio, e poi correggerlo nel punto della sua origine. Così facendo, revochiamo “qualcosa dal niente”.

Tutti i desideri sono unici ed interconnessi. Tuttavia, dobbiamo arrivare a conoscere la loro struttura non entrando a fondo nei particolari come siamo abituati a fare nella nostra società deterministica, che è frammentata in pezzi singoli. No, nella spiritualità, comprendiamo le cose attraverso l’integrazione dinamica di tutte le loro parti. I desideri non sono estranei tra di loro. Ognuno di essi è sempre intrecciato con il resto dell’insieme (613 meno uno).

Domanda: Secondo la tua descrizione, ognuno dovrebbe essere un genio in…

Risposta: E’ detto: “Non è il saggio che impara.” Arriviamo a conoscere il mondo attraverso “assaggi, sapori” (Ta’amim). Una formula chimica che descrive precisamente le qualità della sostanza non ci dice nulla delle sue qualità; mentre, se percepiamo la sostanza, ne capiamo tutto immediatamente.

Ecco perché la conoscenza nella spiritualità sta nell’assaggiare. Si può scrivere una lunga storia su alcuni sapori, e comunque non immaginarli. Tuttavia, se io ne assaggio, risolverò immediatamente il problema e saprò esattamente di cosa si tratta. Conoscere solamente il gusto è sufficiente perché il sapore comprende e rivela l’origine della sostanza, le sue qualità e sfumature. Poi, quando leggo il nome appropriato di una cosa che ho già provato, saprò già di cosa si tratta.

Il conseguimento spirituale non ha bisogno di nulla se non dell’annullamento davanti al gruppo, dell’umiliazione del desiderio di ricevere rispetto al desiderio di donare.

Domanda: Allora, chi sono quelli che raccolgono le informazioni e come lo fanno?

Risposta: Una forma completamente nuova dello HaVaYaH si manifesta in un desiderio, nei quattro discernimenti della Luce diretta. Non c’è altro che questo. Ed è questo che effettivamente conseguiamo. Tutti i mondi, le azioni, le divisioni, e le correzioni, tutto è costruito sulla struttura originale e invariabile dello HaVaYaH.

La chiave per arrivare è l’unione degli amici rafforzata dalla Luce. Solamente l’unione totale ci fa avere la conoscenza e la saggezza. Dopo lasciamo lo stato del distacco e rimettiamo insieme le parti rotte, penetriamo nella loro natura, ed in questo modo arriviamo alla realizzazione.

Questa è la sola ragione per cui è avvenuta la frantumazione: i frammenti staccati hanno formato un quadro frantumato che è totalmente opposto alla loro natura. Rimettendo insieme queste parti, arriviamo a conoscere la forma contraria dell’unione, ed in questo modo “ri-mettiamo insieme” il Creatore. Tuttavia, noi non Lo ri-mettiamo insieme nel senso di appagamento interiore del vaso; invece, lo faccia esteriormente. Ad ogni modo, grazie a questo processo arriviamo a Lui.

Domanda: Conseguentemente, significa che l’unione influenza tutto a livello atomico del mondo materiale. Può essere veramente così?

Risposta: Il mondo che vediamo ogni giorno è il quadro dei nostri stessi difetti, è come se venissimo radiografati e vedessimo il risultato su uno schermo. Vediamo la nostra stessa corruzione, la pancia dell’egoismo che cerca sempre di più l’auto-appagamento.
Ecco perché quando cambiamo, anche il mondo intero cambia con noi. E’ detto: “Ed io vidi un mondo sotto sopra”.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 14.02.2014, Gli Scritti di Baal HaSulam)

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Una base stabile per il Gruppo

Domanda: Come deve essere il lavoro di gruppo sulla sua connessione al fine di aderire al maestro e non consentire ai virus esterni di tirare l’intera società da qualche altra parte?

Risposta: Il gruppo deve imparare il metodo di correzione sul sentiero spirituale dall’insegnante, ma realizzarla in sé. Il collegamento tra gli amici deve fornire tutti di un tale potere, di una tale base, in modo che saranno pronti a stare al loro posto, senza l’insegnante. Hanno bisogno l’insegnante solo per essere in grado di avanzare costantemente nella giusta direzione.

Ma al livello che è già stato raggiunto, il gruppo deve essere già essere in tale connessione reciproca da creare una base stabile così da non aver bisogno di nessuno. Nel collegamento tra loro scoprono il Creatore e in questo modo avanzano.
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(Dalla 1 ° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.02.2014, Tema della Lezione: “L’insegnante”)

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Il disaccordo interiore con l’insegnante porta alla distanza esteriore

Domanda: Attraverso il servizio al suo Rav (Insegnante), uno studente si collega al Rav, all’Elyon (superiore), e riceve da lui. Cosa succede se uno studente compie qualcosa contro il desiderio del suo Rav per un qualsivoglia motivo? Questo come influenza il legame tra di loro e il progresso dello studente?

Risposta: Questo indica uno scollegamento totale. Se è chiaro allo studente che sta agendo contro il desiderio del suo Rav, allora come può egli comportarsi in questo modo? La legge spirituale principale è la legge dell’equivalenza della forma. Quindi, per le necessità di Dvekut (adesione), è almeno necessario non opporsi, ma essere in una qualche forma di adesione. Anche se non sei pronto a fare qualcosa, non puoi agire in senso opposto.

Se lo studente agisce in contrasto al desiderio del Rav, allora non ha possibilità di ricevere qualcosa da lui. Abbiamo anche bisogno di capire che l’equivalenza o la mancanza di equivalenza spirituale è molto più intensa dell’equivalenza fisica, e quindi influenza il mondo materiale. In altre parole, porterà ad una grande distanza dello studente dal Rav. Egli non ha chance di rimanere vicino a lui.

Certamente, per uno studente c’è la possibilità di avvicinarsi alla coesione, infatti il Rav lo vede come un bambino piccolo intento a fare qualche stupidaggine. Il Rav può essere arrabbiato verso lo studente come verso un bambino, ma nonostante tutto questo, egli lo pensa come fosse suo figlio, e così lo perdona. Comunque, egli non può essere d’accordo e lasciare che il bimbo agisca contro il suo sviluppo spirituale.

Nel mondo fisico, alcune volte non abbiamo scelta se non guardare con perdono le birichinate dei bambini. Comunque, nella spiritualità, non si possono tollerare. Questo per via del fatto che questo genere di comportamento porta alla mancanza di equivalenza della forma e questa è la principale legge della realtà.
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(Dalla Prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah 27.02.2014, Argomento della lezione: “L’insegnante”)

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Una porta, un’apertura, un ingresso

Una porta, un’apertura, un ingresso appaiono all’improvviso nella spiritualità. Quindi, non aspettatevi di vedere una porta in lontananza, poi di avvicinarvi e di aprirla. Quando vedrete una porta, si aprirà immediatamente! Questa è la legge, e di conseguenza, se è osservata, accadrà.

E’ solamente se il mio vaso è uguale alla Luce – che accade improvvisamente come l’esodo dall’Egitto, che avvenne di fretta – che vedrò all’improvviso una porta che immediatamente diventerà un’apertura, ed entrerò.

Possiamo compiere una tale azione in completa fede, che significa che se metto sul mio vaso un Masach (schermo) “al fine di donare”, e divento uguale al livello superiore.

Baal HaSulam, Lettera 26: Questo potere, per ascoltare la parola dei saggi in questa realtà in Dalet, è chiamato “fede”…

L’uomo che vuole avvicinarsi all’apertura deve lavorare secondo la fede dei saggi. Nella misura in cui egli aderisce alla grandezza del suo maestro e del gruppo, nella stessa misura egli riceve forza dal suo impegno e può avvicinarsi a questa porta. Egli non ha alcun potere da sé. E’ così che funziona nel nostro mondo, e alla persona vengono dati un maestro, ed il gruppo, e lo studio, al fine di richiamare la Luce che Corregge, che può portare una persona più vicina all’ingresso, al mondo spirituale.

…è chiamato “fede,” poiché non è stabilito all’improvviso, ma attraverso l’educazione, l’adattamento, e attraverso il lavoro.

Questo è il senso dell’educazione integrale, di modo che, usandola, gli uomini riceveranno la Luce che Corregge che li cambierà. Questa è la differenza tra l’educazione integrale e l’educazione ordinaria che non richiama la Luce che Corregge e non cambia una persona. Perciò, è molto importante che ogni persona, che faccia da guida o maestro dell’educazione integrale e che lavori con il pubblico, sia grandemente connessa con il gruppo e con lo studio e solo allora dovrebbe uscire per la divulgazione.

E’ uguale al tutoraggio di un bambino, che sarebbe come un sasso lasciato lì se non fosse per il tutor che lo solleva. Ecco perché questo lavoro è generalmente chiamato “una tunica”, poiché è come un cappotto, “al di là” dell’umano concezione…

Cioè, al di sopra della mente del bambino.

Nel mondo fisico, ci sono dei bambini che non hanno ancora un pensiero, che sono pronti ad annullarsi davanti agli adulti, in modo che essi si prendano cura di loro. E’ così che funzionano le cose in modo naturale nella fisicità. Se un uomo nascesse già adulto – con una mente sviluppata, con i propri sentimenti e le proprie opinioni – sarebbe impossibile prendersi cura di lui. Solamente quando si annulla come un bambino egli permette agli altri di fare quello che vogliono con lui. Solamente quando abbassa la testa, credendo e sapendo che egli dipende totalmente dall’adulto, l’adulto sarà in grado di fare qualcosa per lui.

Pensate che sia facile per una persona adulta sottomettersi in questo modo? Tuttavia, questo è proprio quello che dobbiamo fare. Dobbiamo prendere un esempio da questo mondo relativo alla fase del concepimento, Ibur, allattamento, Yenika, e pensiero, Mochin. Altrimenti, non sarete in grado di avanzare.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 13.12.2013, Gli Scritti Baal HaSulam)

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Domanda: Se, per esempio, l’intero gruppo centrale, trascende il Machsom insieme, cosa succederebbe alla lezione del mattino di Kabbalah?

Risposta: La lezione del mattino di Kabbalah avverrà oltre il Machsom. Anche ora vi do l’energia e la conoscenza di tutto ciò che succede oltre il Machsom.

Il Talmud Eser Sefirot ed altre fonti sono scritte su un livello spirituale ma al momento le percepisci al livello del mondo corporeo. Oltre il Machsom lo sentirai già su un livello diverso.

Supponiamo che io esamini un dipinto insieme all’artista e lui dice “Qui puoi aggiungere più giallo, o rosso, e qui un po’ più blu”. Lui si relaziona all’opera in maniera puramente tecnica, mentre io sono impressionato dai colori del dipinto e di come mi influenza. Di solito un artista disegna un contorno di un quadro usando la matita prima di iniziare a dipingere. E io questo non lo vedo.

Anche il Creatore fa un disegno a matita prima di dipingere tutto il dipinto colorato davanti a noi. Gradualmente inizi a vedere le connessioni interiori, le forze interiori nell’immagine generale. Inizi a sentire come egli aggiunge un certo coloro al dipinto, illumina qualcosa, qualcosa viene tolto, e crea nuovi contrasti. Tutto questo brilla davanti a te nei tuoi sensi.

Determinerai tu il livello di interazione in Aviut (nel profondo del desiderio) attraverso la Masach (schermo), attraverso le forze che dipingono questo mondo a noi. Ti sarà chiaro che tutto arriva da un’unica forza, da un’unica intenzione: renderti perfetto come Lui, come tua fonte.

Domanda: Cos’hai sentito appena prima di trascendere il Machsom?

Risposta: Gli stessi stati che uno sente primo dell’esodo dall’Egitto: pressione terribile da ogni lato, un desiderio in avanti, paura dello sconosciuto, di cosa c’è davanti a me, e allo stesso tempo, la paura di non arrivare all’ottenimento spirituale.

Tutto questo avviene non quando hai un desiderio artificiale, ma quando agisci veramente, desiderando il centro del gruppo, e allo stesso tempo, spingendoti da dietro attraverso la divulgazione del metodo integrale, proprio come inciti un cavallo con una frusta per spingerlo ad avanzare, e poi arrivi.
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(Dalla Conversazione sul Gruppo e sulla Divulgazione del 22.10.13)

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Imparare ad ascoltare il Maestro

Domanda: Quando una persona può essere considerata uno studente del suo maestro?

Risposta: Viene chiamato studente colui che aderisce al suo maestro (che significa in modo interiore) e cerca di “succhiare” tutto il possibile da lui. Come un bambino che sta succhiando il latte dalla sua mamma, uno studente cerca di succhiare dal suo maestro tutto quello che ha e di crescere, il che significa sviluppare ciò che riceve.

Egli non è in grado di ricevere immediatamente tutta la conoscenza, la realizzazione, e la sensazione, ma può ottenere gli strumenti per sviluppare tutto dentro di sé. Dopo tutto, un bambino che riceve il latte materno non digerisce dentro di lui, ma lo trasforma in carne, muscoli e ossa. Si costruisce il suo organismo e il suo sviluppo. La stessa cosa accade qui.

Dobbiamo capire che da un insegnante riceviamo qualcosa che desideriamo ricevere, e solo nella forma e nella misura in cui abbiamo fatto sforzi verso questo. Noi non sentiamo ciò che l’insegnante dice, noi sentiamo solo ciò che vogliamo sentire. Il lavoro di uno studente è quello di annullare i suoi ostacoli psicologici e cominciare ad ascoltare il maestro. In altre parole, il lavoro di uno studente è l’annullamento del suo ego.
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(Da una conversazione riguardo il gruppo e la divulgazione del 20.10.2013)

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Questo è senza dubbio il posto giusto!

È detto: “perché tutti Mi conosceranno, dal più piccolo al più grande”, (Geremia 31:33). Questo significa che tutti devono raggiungere la fine della correzione.

È molto difficile adempiere questo, ma non c’è altro modo. Ogni giorno ognuno dei nostri amici che sono sul sentiero spirituale esegue determinate azioni spirituali della correzione, in parte secondo il loro libero arbitrio, in parte a malincuore. Eppure la gente attraversa ancora il processo di correzione, in parte consapevolmente, ma per lo più inconsciamente.

Non ho dubbi che sto conducendo i miei studenti correttamente e che non potranno mai dire che non capiscono dove li ho portati. Essi possono controllare le mie raccomandazioni leggendo le fonti che si basano sugli scritti di altri insegnanti, ecc.

Domanda: Hai avuto qualche dubbio quando eri studente ?

Risposta: No, ho raggiunto la saggezza della Kabbalah senza avere dubbi che fosse la scelta giusta. Ho sentito subito che il luogo in cui ero arrivato possedeva tutto. Fino ad allora avevo attraversato un lungo percorso di ricerca e avevo visto un sacco di stupidità e follia.

Oramai è impossibile trovare qualcosa nella scienza. Internamente, ho capito che la filosofia è vuota. È tutto una sciocchezza ed è totalmente limitato al nostro mondo. Poi ho pensato che avrei potuto trovare qualcosa nella religione, ma l’ho trovata?

Dopo essere stato in varie istituzioni religiose, ho visto che alcuni erano impegnati solo ad osservare le mitzvot fisiche (comandamenti) senza cambiare i loro attributi interiori, perciò qual è il punto? Altri leggono la Kabbalah, ma non capiscono affatto quello che leggono, pensando che sia sufficiente impegnarsi solo nella lettura. Ciò significa che essi sono come le altre persone religiose che osservano tutte le Mitzvot, ma leggono troppo e che non c’è niente di più di quello, così qual è il prossimo?

Allora, quando ho sentito una spiegazione logica, mi sono reso conto che avevo trovato un luogo che era senza dubbio giusto – il pensiero più serio, con una direzione precisa, con una totale connessione di tutte le fonti!

Prima di trovare il mio insegnante ho letto molti libri: gli scritti dell’Ari, il Talmud e la Bibbia. Conoscevo tutte le Mitzvot e in parte le osservavo. Così, quando sono arrivato da Rabash vivevo già una vita religiosa da circa cinque anni, perché per visitare le istituzioni religiose lo dovevo sembrare, almeno esteriormente. Inoltre, ho pensato che dovevo essere legato alle nostre radici dato che mio nonno era anche un uomo molto religioso.

Ma quando sono arrivato da Rabash mi sono reso conto che i rapporti di queste persone si basano solo sulle fonti. Prima, avevo anche provato a leggere Baal HaSulam, Lo Studio delle Dieci Sefirot, Il Libro dello Zohar, che descrivono le correzioni particolari, ma cosa potevo capire allora? Dopo tutto, non avevo mai visto una tale conoscenza, una tale ampiezza, una tale penetrazione della connessione inanimata, vegetale, animata e umana.

Così le persone che non capiscono quello che studiamo e di cosa parliamo pensano che si tratti di misticismo. Ancora oggi le persone non hanno idea di quale grande sistema ci stiamo occupando.

Noi, però, giochiamo: questo mondo, l’altro mondo, come si connettono, come si integrano, e come una persona si sente dentro di loro. È come se tutto questo volume si trovi di fronte a noi. Naturalmente, è ancora teorico e astratto per noi adesso e non può essere descritto, non è mistico ma teorico e astratto. Lavoriamo con questo volume di forze, di interazioni, con gli attributi e le connessioni, mentre una persona al di fuori deve passare anni per entrare in questo sistema.
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(Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 29.07.2013)

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L’insegnante è sempre con te

Domanda: Abbiamo bisogno di prendere su di noi il lavoro che è completamente estraneo all’ego e si trova al di sopra del suo potere, e caricare il gruppo a fare del suo meglio. Quindi non avendo raggiunto il risultato, chiediamo di portare la questione come aiutante e lavoratore del Creatore, e solo allora otteniamo il risultato.

All’inizio del lavoro, come possiamo distinguere tra pazzia e follia rispetto a coraggio e considerazione? Dove si trova questo confine?

Risposta: Qui è necessario avere qualcuno che gestisca il processo che “lì e poi” può approvare o rifiutare ogni dettaglio che gli operatori hanno bisogno di conoscere sul suo utilizzo. Quindi hanno bisogno di essere collegati tra loro sempre di più, in modo da rivolgersi a Lui comunque.

Il mondo non può andare avanti senza un “re “, senza i suoi rappresentanti, senza quelli che gli sono fedeli. L’uomo ha bisogno di qualcuno vicino a lui che ne sappia più di lui, che veda il futuro e delinei le indicazioni giuste. “Questo non fa per noi, ma ci andremo, faremo quello che pensate sia giusto all’interno di questi limiti”.

Questa gerarchia deve essere costante. Tra i nostri gruppi non ci può essere un qualche tipo di gruppo che fa tutto quello che pensa che sia importante a sua discrezione e, in ultima analisi, avere successo. Questo perché l’ego lo accompagna costantemente e il gruppo ha bisogno tutto il tempo di nuovi discernimenti, nuovi livelli di chiarificazione.

Purtroppo non credo che questa grande dipendenza diminuisca con il tempo. Al contrario, crescerà. Conosco questo dal mio rapporto reciproco con il mio insegnante Rabash: più avanzavo, più avevo bisogno di lui, in realtà mi avvicinavo a lui sempre di più.

Nel nostro mondo è proprio il contrario: più un bambino cresce, più diventa indipendente fino a che non esce dalla casa dei suoi genitori.

Mentre qui tu aderisci sempre più a quelli che sono più elevati, perché in sostanza si collegano al Creatore, semplicemente non sei pronto ad andare avanti senza di Lui. E quindi, imparo molto di più oggi dal mio insegnante di quanto ho imparato 30 anni fa….
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 20.09.2013, Argomento della Lezione: “Sukkot”)

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Le tentazioni della linea di sinistra

Quando una persona non è strettamente connessa all’ambiente giusto comincia ad allontanarsi dal lavoro spirituale, dato che la linea di sinistra è così allettante!

Non si tratta unicamente delle tentazioni fisiche che ti distraggono temporaneamente, a cui puoi lavorarci e tornare al lavoro spirituale, ma si tratta anche di tentazioni come il controllo, la ricchezza, il rispetto, la lode e la conoscenza.

Probabilmente puoi immaginare che se le persone che studiano la saggezza della Kabbalah sono state autorizzate a ricevere una grande ricchezza, non vi è dubbio che chiunque potrebbe resistere a questa tentazione. Se a loro sono stati dati palazzi, yacht, e un esercito di servi, questo precederebbe qualsiasi altro desiderio che possono avere. Questo è il modo in cui ad una persona viene fatto il lavaggio del cervello. Si trasforma in un animale in una gabbia d’oro.

Ad essa può anche essere dato il controllo illimitato. Supponiamo che qualcuno vi dica: “Abbiamo bisogno che tu sia il presidente del mondo. Vogliamo che una persona gestisca tutto. Tutto ciò che desidera sarà immediatamente effettuato in tutto il mondo, attraverso l’intera gerarchia umana”. Allo stesso tempo non si tratta della correzione del mondo e della gente, ma di evoluzione tecnologica ordinaria.

Che cosa può fermare una persona? Niente.

Puoi anche essere sottoposto a esame non dalla ricchezza o dal dominio, ma dalla fama: ti viene detto che ti sei aggiudicato il premio Nobel per la Pace o che sei stato invitato a parlare davanti a una prestigiosa platea. Sei circondato da adulatori che ti lodano e si complimentano con te. Tutti guardano a te e vengono colpiti da te! Il Creatore può presentare davanti a te questo tipo di spettacolo.

E la cosa più importante è sapere che la società ti vede come il più saggio, il più intelligente, la persona di maggior talento di tutti. La conoscenza non è la ricchezza, né il potere né la gloria. La conoscenza umana ordinaria è coprire l’intero universo; tutti guardano a te come l’unico che comprende i segreti dell’universo. Qui il culto è molto più significativo dal momento che avviene in realtà tra l’ego e il livello successivo.

Lungo il nostro cammino spirituale è molto difficile evitare tentazioni come il dominio, la ricchezza, la fama; in effetti, è impossibile. Dobbiamo custodire e proteggere gli studenti che sono attratti da questo. Pertanto, in tutte le religioni e in molte società, il figlio è di solito accanto a suo padre in modo che egli possa passare a lui l’occupazione della sua vita. Il figlio non potrà mai opporsi e lo sosterrà sempre mantenendo la linea del padre in quanto vuole preservare il suo nome e il suo carattere.

Educare gli studenti in modo che saranno fedeli a te come fossero tuoi figli è molto complesso. Per fare questo, devi essere un tiranno per loro, in modo che non rompano con te, in modo che riceveranno il maggior numero possibile di colpi durante gli anni che sono con te, e cominciare a capire il motivo per cui avvicinarsi o allontanarsi: per il rispetto, per la conoscenza, o per la ricchezza? In questo modo, almeno, cominceranno a sentire queste cose.

Credo che gli studenti deviano dalla retta via in base alla loro distanza interiore da me, e secondo il disprezzo che provano per se stessi. In questo caso devo mostrare loro che non sono loro ad allontanarsi da me, ma che sono io che mi allontano da loro. Se uno studente si sviluppa correttamente, capirà che in realtà non viene allontanato, ma è sempre più vicino a me e poi supererà tutto. Se non lo fa, allora non accadrà nulla.
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(Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 24.06.2013)

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Il vento in poppa delle interruzioni

Un uomo può avere un’anima speciale che lo risveglia sempre e che lo costringe a lavorare nonostante l’indurimento del cuore e la confusione. Ma se egli non ce l’ha, la sola opzione che egli ha per rimanere sulla strada giusta è il giusto ambiente che non lo lascia scappare e che fa sì che egli abbia gli strumenti che lo aiuteranno a ritornare al giusto tipo di vita.

Un uomo non ha alcuna possibilità di avanzare e non ha alcuna forza per rispondere correttamente in ogni momento alle interruzioni che si presentano, se non ha l’adeguata preparazione, l’abitudine a lavorare interiormente, e la connessione con l’ambiente che protegge la connessione tra l’uomo e le fonti, il maestro, ed il gruppo. Ed allora ne risulta che l’uomo non fa affatto attenzione alle interruzioni oppure viene attirato in esse.

Nel primo caso, egli non è abbastanza sensibile, quindi egli abbassa la soglia della sua sensibilità per evitare la forte influenza delle interruzioni. In questo caso egli non avanza. La sua vita diventa più pacifica e tranquilla ed invece di incontrare delle interruzioni dieci volte all’ora, per esempio, egli percepisce le interruzioni alcune volte al giorno ed è tutto qua. Il ritmo del suo avanzamento viene determinato di conseguenza, il che significa che egli si trattiene di proposito. Ma se egli sente le interruzioni e cerca di combatterle, incolpando se stesso ed il suo ambiente, il maestro ed il cammino spirituale in generale, potrebbe allontanarsene e abbandonare tutto; il che è molto serio.

E’ molto difficile prendere e accettare tutte le condizioni che risvegliano come desiderabili e come mandate dal Creatore, da “non c’é nessuno tranne Lui”. Queste sono le condizioni migliori per il nostro avanzamento e la sola domanda è come rispondere ad esse correttamente, accettarle correttamente, ed essere grati per esse al fine di avanzare verso lo scopo.

Abbiamo bisogno di studiare intensamente e con pazienza, e di prepararci a costanti passaggi da uno stato all’altro. La cosa principale è la nostra sottomissione, la capacità di comprendere che tutte le difficoltà che arrivano sono le giuste interruzioni lungo la strada. Ogni uomo nel mondo riceve queste interruzioni e si chiarisce se dovrà avanzare per mezzo di queste interruzioni oppure no e in quale direzione.

Alcune persone fissano un certo atteggiamento all’inizio della strada, che può essere sia giusto che sbagliato rispetto al gruppo, al maestro, e ai libri. Altri devono chiarirsi le idee nuovamente ogni volta e possono cambiare. Questo è il modo in cui avanzano.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 07.07.2013, Gli Scritti del Rabash)

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