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Il segreto dei libri di Kabbalah

Dr. Michael LaitmanDomanda: Se non ci sono parole nella spiritualità, come fanno I Kabbalisti a trasmettere i loro risultati l’uno all’altro ed a scrivere dei libri?

Risposta: I Kabbalisti usano quello che noi chiamiamo il linguaggio dei rami. Il mondo spirituale è la radice e da essa percepiamo degli innesti nei nostri sensi corporali che sono detti un ramo.

Quindi possiamo descrivere un fenomeno spirituale anche nel nostro linguaggio, usando le parole di questo mondo, visto che c’è un risultato, un ramo nel mondo corporale per tutto quello che esiste nel mondo spirituale.

Supponi che ci siano due Kabbalisti. Come posso parlarti del mondo spirituale se la coscienza relativa ed i suoi ottenimenti sono personali? Sento un certo disegno, una forma, un grande mondo, una realtà infinita che si rivela a me in tutti i miei sensi in tutte le direzioni lungo tutte le direttrici ed anche tu senti qualcosa. Come possiamo comunicare le nostre impressioni?

La soluzione è veramente essere quì nel nostro mondo nei nostri corpi materiali. Questà è la ragione per cui noi possiamo usare i nostri corpi per comunicare l’uno con l’altro e scrivere testi e portare informazioni anche solo con degli indizi o delle impressioni. Questa è la ragione per cui usiamo il nostro linguaggio corporale.

Per esempio nel mondo spirituale ci sono delle forze chiamate sedia, tavolo, coppa, aria, muro, finestra e così via.

Usiamo questi nomi nel nostro mondo, ma usandoli, ci riferiamo all’essenza interiore del concetto nel mondo spirituale. Io dico “una finestra” ma mi riferisco ad una finestra che esiste nel mondo spirituale, mentre tu capisci a quale finestra mi riferisco. Io dico “la finestra è aperta” e capisci qual’è il significato di una finestra aperta nel mondo spirituale, anche se ti comunico l’idea tramite delle parole corporali.

Ecco come parlano I Kabbalisti, e questo è come scrivono i loro libri. Questo è detto il linguaggio dei rami che è accettato da tutti i Kabbalisti. Questo è il linguaggio in cui è scritta la Torà, ma le persone comuni non lo sanno visto che i Kabbalisti l’hanno scritta per potersi parlare l’un l’altro del mondo spirituale, mentre le persone pensano che la Torah tratti del nostro mondo. Questo è il segreto della Torà.

Domanda: Sembra che quando leggi i libri di Kabbalah le parole non significhino nulla a meno che tu non comprenda il loro doppio significato.

Risposta: Proprio così. In quel caso leggi le parole solo perchè conosci la lingua, ma non capisci nulla di più di una persona che non conosce l’Ebraico. Inoltre è persino meglio se una persona non conosce l’Ebraico in modo da non confondersi con delle immagini diverse del nostro mondo.
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Da Kab.TV “Incontri con la Kabbalah” 7.07.2015

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La macchina da scrivere del Creatore

Dr. Michael LaitmanContinuazione del post “Il mondo che non ha un luogo”

L’intera matteria – l’inanimato, il vegetale, la natura animata, e le persone, vogliono godere. Consciamente o inconsciamente, tutti vogliono solo una cosa: sentirsi bene in ogni momento. Questo è il desiderio naturale di tutti.

Domanda: Ora mi sforzo di stare bene. Come si relaziona questo alle lettere?

Risposta: Le lettere scendono nella tua materia, il desiderio di ricevere e stampano le loro impressioni in esso. Le lettere vengono da noi in ogni momento. Come i tasti di una macchina da scrivere, continuano a colpire la materia, il desiderio di godere, e tu stai costantemente ricevendo diverse impressioni, desideri e pensieri da queste. Ognuno è così.

Domanda: Ma come fanno le lettere a colpirmi? In cosa?

Risposta: Ora siamo in uno studio televisivo; l’equipe lavora intorno a noi, e altri eventi si svolgono dietro le mura. Le lettere stampano tutto questo sulla materia inanimata, vegetale, animata ed umana in modo che tutto ciò esistesse e si sviluppasse in una certa direzione.

Siamo tutti attivati con l’aiuto di chi in qualche modo dall’alto colpisce i tasti della sua macchina da scrivere, a stampando il testo, e in base a questo testo agiamo. E’ come il codice di un programma per computer.

Domanda: Questo codice mi attiva?

Risposta: Sì. Esso definisce tutto ciò che tu vorrai, quello che penserai, ciò che deciderai, ciò che farai, e ciò che ci sarà. Tutto avviene all’interno di questo codice. Tutto! Pertanto, tutti vogliono conoscere le lettere, ma non sanno cosa sono.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 21.12.2014

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I cammei sono una bugia!

Dr. Michael LaitmanDomanda: Si dice che le lettere dell’alfabeto ebraico contengono un potere speciale e per questo che le persone che sono esperte in Kabbalah segnano cammei (amuleti), che proteggono la persona e lo aiutano.

Fino ad oggi, vi è un intero settore per la produzione di una varietà di cammei per tutte le occasioni. E l’unico segreto di questi cammei è che le lettere ebraiche – in un ordine particolare, in una formula speciale, in una forma determinata – sono scritte su di essi. C’è tutta una tecnica per fare cammei.

Qual è il potere speciale nell’alfabeto ebraico? Che cosa bisogna sapere per connettere queste lettere nel modo corretto, in modo che loro veramente abbiano potere?

Può insegnarmi a firmare un cameo?

Risposta: No. I cammei sono una bugia! Come posso darti il mio cammeo?! Devi sapere le lettere per formarle dentro te stesso dalle due forze di ricezione e dazione che esistono in te.

Devi prima trovare, dove sono queste forze in te, distinguerle fra loro, farle in una combinazione speciale per ottenere questa o quell’altra lettera, per esempio, una proprietà speciale. Dopo di tutto, ogni lettera, è una proprietà. Questo è spiegato nell’articolo “Le Lettere di Rabbi Amnon Saba” nell’introduzione al Libro dello Zohar.

Una volta che conosci le lettere e conosci come farle dentro di te, cominci a capire il programma che ti attraversa come una bobina di film. Cominci a vedere dove sei, dove in questo programma, come stai lavorando su dove sei.

Lo “Leggi”; si diventa un membro a riconoscere questo programma, la lettura, e si comincia ad elaborarlo.

E all’ improvviso scopri un punto vuoto in esso; ti fermi e vuoi inserire te stesso in questo programma: “Che lettera devo aggiungere? In quale forma?” E poi scrivi.

Significa che aggiungi nel tuo desiderio, mente, sentimenti, la tua personalità, a ciò che il Creatore vi ha scritto, esattamente nel luogo che ha lasciato vuoto in modo che sarebbe diventato il Suo partner.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 21.12.2014

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Il Linguaggio dei Rami che connette i Mondi

Domanda: In accordo alla descrizione del “linguaggio dei rami”, che definisce la relazione tra la radice ed il ramo, sembrerebbe che siano certe forze o anche campi a connettere differenti stati.

Risposta: Un campo di energia è un determinato stato. In realtà il linguaggio dei rami connette il campo o dominio della ricezione a quello della dazione. Ogni parola è destinata ad indicare il cammino di uno stato ad un altro ed a portarci da uno stato all’altro.

Si evince che il linguaggio dei rami non spiega qualcosa su di un solo piano, ossia su questo mondo oppure su quello superiore, cioè sul piano della ricezione o su quello della dazione; piuttosto, ti mostra il cammino, come se ti trascinasse, desiderando portarti dallo stato della ricezione a quello della dazione.

La principale differenza di questo linguaggio è che ci porta ad un altro livello, mentre tutti gli altri linguaggi restano sullo stesso piano e non provocano un’ascesa al prossimo grado. Il linguaggio dei rami è chiamato così perché aspira ad elevarti dai rami alle radici. È costruito come un ascensore o come una gru. È per questo che indica la radice spirituale ed inoltre contiene il suo codice completo: TANTA (Taamim-Nekudot-Tagin-Otiyot), i dati interni della radice.

(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.07. 2011, Talmud Eser Sefirot)

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Perché abbiamo bisogno del Linguaggio dei Rami?

Il linguaggio dei rami si raggiunge quando ascendi da questo mondo ed allora, nel Mondo Superiore, riveli le radici di tutto quello che esiste in questo mondo; però la meta non è semplicemente connettere il ramo con la radice.

Questo linguaggio non ci connette con il mondo spirituale ma con i nostri maestri! Questo è il mezzo che li aiuta ad insegnarci.

Non capiamo il linguaggio spirituale che parlano, visto che non lo impariamo. Non dobbiamo conoscerlo perché siamo già familiarizzati con esso dal nostro mondo. È per questo che possiamo ascoltarlo ed imparare da loro riguardo a ciò che avviene nel mondo spirituale.

Tu apri il libro nel quale sono scritti certi tipi di parole. Se non vivessi in questo mondo, allora non capiresti niente; però, a partire dal nostro mondo, siamo già familiarizzati con ciò di cui parlano i Kabbalisti e tu desideri raggiungere la radice per verificare cosa indicano nel Mondo Superiore, dato che non dicono una sola parola sul mondo materiale.

I kabbalisti non descrivono il nostro mondo neppure con una parola. La Torà non è connessa con il nostro mondo e la persona che la interpreta in questo modo si materializza e commette il più grande crimine, creando “idoli” per se stessa. La Torà parla solo dei mondi spirituali. Tuttavia, al fine di parlare il tuo stesso linguaggio, i kabbalisti descrivono il mondo spirituale usando parole del nostro mondo per risvegliare alcuni loro tipi di connessioni o attitudini dentro di noi.

Questo è stato pianificato deliberatamente nel pensiero della creazione affinché possiamo cominciare ad elevarci dal nostro mondo a quello spirituale. Pertanto, dobbiamo adottare tutti i mezzi per l’ esistenza in questo mondo.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 10.02.2011, “L’Essenza della saggezza della Kabbalah”)

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Il linguaggio creato dalla Natura

Domanda: Perché i Kabbalisti scelsero, per spiegare i loro pensieri agli altri, “il linguaggio dei rami”?

Risposta: Supponiamo che io ho capito la relazione della radice e del ramo nel primo livello, mentre qualcun altro ha potuto capirla in un livello più elevato ed un’altra persona lo ha capito in un altro livello ancora più elevato. In ogni caso il ramo resta un ramo.

Il bambino sa che se collega un cavo ad una presa elettrica, il gioco comincerà a funzionare. Io so che nel collegamento c’è elettricità che arriva a casa tramite i cavi. D’altro canto, la persona con conoscenze ancora più tecniche sa che in qualche luogo, c’è una centrale elettrica ecc … ma parliamo dello stesso processo. Non è così importante che ognuno di noi capisca i dettagli e quanto profondamente veda la radice. Le radici continuano nella stessa direzione verso la fonte superiore, ma il ramo nel nostro mondo, resta un ramo.

Il linguaggio dei rami” è preso dalla realtà, non è necessario inventare altro per esprimere le nozioni spirituali; semplicemente non può realizzarsi. Questo linguaggio è stato creato dalla Natura per noi per utilizzarlo come un mezzo di comunicazione con il Creatore. Mosè, nel libro della Torà, fu il primo ad utilizzare questo linguaggio per descrivere il cammino dell’acquisizione spirituale in tutti i livelli.

Il Libro dello Zohar spiega i commenti di Mosè ed aggiunge il suo linguaggio. Rabbi Shimon passò lungo gli stessi gradini di Mosè, lungo i quali deve passare ogni persona. La sua descrizione di questi gradini ci fornisce spiegazioni aggiuntive della connessione tra una radice ed un ramo. Per questo Il Libro dello Zohar è così efficace ad attrarre la Luce (Ohr Makif) dalla radice fino al ramo (noi).

Baal HaSulam descrisse la connessione tra la radice ed il ramo più dettagliatamente, aggiungendo le definizioni e le spiegazioni cabalistiche della sua connessione attraverso le tre linee.

Tuttavia, tutti questi autori parlano della stessa immagine e delle sue radici; ma ogni cabalista aggiunge la sua descrizione della connessione. Ciò aumenta la forza dell’ascesa spirituale che da il libro e la quantità di Ohr Makif che discende su una persona che lo legge, preparando il cammino del Mondo Superiore.

Il linguaggio dei rami

Si deve guardare l’immagine di questo mondo nel corso di tutto il processo dell’ascesa spirituale fino allo stesso Mondo dell’Infinito. La nostra correzione è possibile solo a condizione di percepire la realtà di questo grado inferiore, il nostro mondo.

Devo raggiungere continuamente le radici che si trovano al di sopra dell’immagine del nostro mondo che adesso percepiamo. Questa immagine non cambia: solo le sue radici vanno ad essere più elevate o profonde, cioè, raggiungere il Creatore (la radice dei nostri desideri), percepire in grado maggiore il Creatore, la radice dei miei desideri.

L’immagine che ora vediamo è solo il Suo ramo disegnato dai miei desideri sullo sfondo dei desideri del Creatore. Il mondo è l’immagine della disuguaglianza tra i nostri desideri o attributi ed il Creatore.

Nel processo dell’acquisizione, il mio linguaggio non cambia perché non cambia nemmeno l’immagine del mondo inferiore. Impiego le stesse parole, non importa se mi trovo nel primo livello, nel mezzo o alla fine del cammino. I Kabbalisti non hanno altra possibilità di comunicare tra loro oltre “al linguaggio dei rami”.

Lo stato più basso è lo stesso per tutti e la connessione dei rami con la radice si estende dal Mondo dell’Infinito attraverso la stessa linea che noi uniamo da un mondo all’altro, lungo i 125 gradini ed in tutti i 613 desideri.

Per questo, posso nominare qualunque desiderio dei 125 gradini, prendendo il nome corrispondente del ramo di questo mondo. Per questo i Kabbalisti hanno scelto “il linguaggio dei rami” poiché resta invariabile lungo tutto il cammino dell’avanzamento spirituale.

Questo linguaggio è perfetto e se solo conoscessimo la connessione tra la radice ed il ramo, avremmo la capacità di comprenderlo.

Gli insegnamenti della Lingua dei Rami e delle Radici

themeaningofspiritualandphysicaltears_thumbDomanda: Durante lo svolgimento dello studio, l’uomo acquisisce la conoscenza sulle radici spirituali?

Risposta: L’uomo acquisisce molte conoscenze intellettuali mediante lo studio della Kabbalah, però questo non ha niente a che vedere con il raggiungimento delle radici spirituali. Raggiungere le radici spirituali significa raggiungere la qualità della dazione. Non è una conoscenza, ma la ricezione di nuovi e corretti attributi.

Adesso ho 613 desideri materiali e quando li trasformo in desideri spirituali, 613 desideri di dazione, ciò vuol dire che raggiungo le mie radici spirituali. Raggiungo “l’io che da” anziché “dell’io che riceve”.

Il Mondo Superiore viene rivelato in me, nelle mie qualità corrette. Le radici spirituali sono le mie qualità, e proprio adesso, vedendo questo mondo, percepisco il mio sé che è l’immagine che esiste dentro di me. La combinazione di tutte le mie qualità e la connessione tra di loro è ciò che chiamo questo mondo.

Nel mio piano interiore, ci sono molte connessioni, segnali ed impressioni, l’insieme delle quali le chiamo il mio mondo. Quando questo piano comincia a lavorare in accordo al principio della dazione, raggiungendo appena il primo grado in tutti i suoi elementi, vorrà dire che ho raggiunto le mie radici spirituali.

La connessione tra il mio precedente stato, quando sentivo il mondo nel mio piano materiale, che era connesso per amore della ricezione, ed il piano che è connesso in accordo al programma della dazione, è chiamato linguaggio dei rami. Grazie a questo linguaggio comincio a capire come il Creatore ha creato i livelli spirituali e tutti i gradi dell’ascesa.

Piuttosto che agire su un livello superficiale, solo in un singolo livello, capisco cosa sta succedendo tra i differenti livelli e come stanno avvenendo le discese o le ascese. Se studio solo un livello, posso essere solo inanimato, vegetale o animato all’interno di quel livello.

Comunque, se studio la differenza tra questi livelli o piani, scoprirò cosa posso usare per cambiare ancora me stesso. In altre parole, il linguaggio dei rami è un mezzo per elevarsi sempre più in alto.

Non ci parla su un piano superficiale, come fanno i linguaggi di questo mondo, al contrario spiega le differenze tra questo mondo e quello spirituale, la connessione tra le radici ed i rami. Non sto studiando solo il mondo spirituale, sto studiando entrambi i mondi insieme, l’uno contro l’altro.

In questa maniera, riesco a conoscere le azioni del Creatore. Dopotutto, la cosa più importante non è il livello in sé, ma cosa c’è tra essi. Ciò mi aiuta a capire come posso cambiare me stesso, elevandomi ogni volta sempre più in alto. Questo è ciò che abbiamo bisogno di imparare dal Maestro.

(Dalla lezione dell’articolo “L’Essenza della Saggezza della Kabbalah” 29.10.2009)

La legge delle Radici e dei Rami – La legge più importante nella Kabbalah

laitman_2009-05-xx_ny_5048La domanda che ho ricevuto: La scienza della Kabbalah spiega la legge delle radici e dei rami. Conoscere le leggi di questo mondo ci può essere di aiuto nella vita di tutti i giorni. Come può esserlo la conoscenza delle leggi spirituali? Mi sto riferendo specificamente alla legge delle radici e dei rami.

La mia risposta: La legge delle Radici e dei Rami è la legge principale e più importante in tutta la scienza della Kabbalah. Secondo questa legge, tutto ciò che succede nel nostro mondo discende dall’Alto in un ordine assoluto e unilaterale.

E’ scritto: “ Non c’è un filo d’erba che non abbia un angelo accanto che lo incoraggia e che gli dice di crescere.” Gli angeli sono delle forze, e ogni azione, pensiero, desiderio, evento o situazione, dalla più elementare delle particelle fino alle più gigantesche stelle delle intere galassie, tutto è guidato da una Forza Superiore.

Questa forza è divisibile e all’interno di essa sono incluse un numero di forze dei vari livelli inanimato, vegetativo, animato ed umano. Queste sono forze fisiche e biologiche che influenzano tutti i livelli, ognuna delle quali discende dall’Alto

Questa è la ragione per cui la legge delle radici e dei rami è molto importante. Con la scienza della Kabbalah, ed imparando la legge delle radici e dei rami, noi possiamo sollevarci dai rami del nostro mondo verso le radici. Cominceremo a vedere il nostro mondo come qualcosa di trasparente e dietro ad ogni oggetto vedremo la forza che lo controlla e lo mette in azione.

Un uomo comincerà a percepire da dove arrivano i suoi pensieri e i suoi desideri e perché le cose capitano a lui e agli altri. Comincerà a vedere come ci sia una rete di forze che agisce in questo mondo e come ci organizza allegramente e attraverso un movimento simile alle onde ogni cosa che succede. In questo modo, un uomo comincia a dialogare con questa Forza Superiore, con la radice attraverso la quale la sua stessa forza controlla ogni cosa in questo mondo.

Un uomo comincia a comprendere dove può entrare per avere un dialogo con il Creatore che è dietro a queste forze, al fine di rispondere, partecipare, cambiare e intervenire consciamente. Questo è il solo posto in questa intera rete di forze che agisce su di lui dentro e fuori e dove lui può partecipare attivamente.

Sebbene non ne siamo coscienti, noi siamo dentro un disegno situazione preparata e organizzata per noi da queste forze. Devo arrivare a capire in che modo posso attivamente prendere parte in questo quadro. In altre parole, come posso controllare il mio destino.

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