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Il Libro Della Preghiera Kabbalistica

Domanda: Cosa prova un kabbalista quando guarda una lettera? Quale tipo d’informazione racchiude la lettera?

Risposta: In uno dei miei primi libri portai l’esempio di una pagina dal Libro della Preghiera di Rabbi Shalom Sharabi.

E’ possibile vedere cosa ci comunica un libro di preghiere kabbalistiche, perché si tratta del metodo attraverso il quale una persona può influenzare la gestione più elevata, dal basso, così che ne verrà influenzata, in risposta. Questo è ciò che avviene quando leggiamo un libro di preghiere o manuale di istruzioni per la gestione del sistema superiore.

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Da Lezione di Kabbalah in lingua russa del 17/07/16

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L’Alfabeto Ebraico, La Chiave Per Il Mondo Spirituale

Domanda: Le linee orizzontali e verticali delle lettere dell’alfabeto ebraico, mostrano la direzione nella quale si diffonde la Luce e hanno un significato spirituale. Le lettere delle altre lingue hanno le stesse caratteristiche spirituali?

Risposta: Ogni linguaggio, non solo quelli usati dall’uomo, ma anche i versi degli animali, ha una propria sorgente spirituale, una radice spirituale, ma noi non abbiamo il codice per decifrarli tutti.

Noi scopriamo la lingua ebraica quando entriamo nel mondo spirituale. Per questo motivo, alcuni scienziati, come Newton, hanno studiato l’ebraico, rendendosi conto che questo era il mezzo per accedere al “computer spirituale” dell’universo.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 17/07/16

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I segreti dei Libri Sacri

Dr Michael LaitmanDomanda: Com’è possibile capire quali segreti ci sono nella Torah?

Risposta: Se vogliamo comprendere cosa ci dice la Torah, dobbiamo iniziare lo studio della Saggezza della Kabbalah. La Saggezza della Kabbalah insegna il metodo della lettura dei libri sacri. Sono chiamati “sacri” perché sono stati scritti dal livello del mondo superiore spirituale.

Quindi, per comprenderli, dobbiamo imparare una lingua e dei concetti speciali per sapere cosa significano le parole “Adamo” (Uomo) e “anima”.

Ogni parola e ogni frase nella Torah avrà un aspetto completamente diverso. È detto che “La Torah parla nel linguaggio degli uomini” (Sifre Bamidbar 112), il che significa nel “linguaggio dei rami”. Utilizza le parole del nostro mondo ma è diretta alle radici di tutto ciò che sta accadendo, ovvero, le forze attive nel mondo superiore.

La Torah è chiamata sacra, ma nel nostro mondo non c’è nulla di sacro. Sacro significa separato dal nostro mondo. Così, durante un matrimonio, lo sposo dice alla sposa: “Vedi, tu sei sacra per me”, nel senso di distinta dal mondo intero e giusta solo per me. In questo senso, anche la Torah è chiamata sacra, perché è giusta solo per il mondo superiore.

Questo significa che, prima di tutto, dobbiamo imparare la lingua in cui è scritta la Torah. In seguito, comprenderemo tutte le sue storie e vedremo che queste non sono leggende o una storia. Si tratta di una guida speciale che ci dirige verso una corretta percezione della realtà. La Torah non parla di eventi del passato remoto ma di forze che agiscono su di noi in questo momento.
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Dal programma della radio israeliana 103FM, 16/08/2015

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Il segreto dei libri di Kabbalah

Dr. Michael LaitmanDomanda: Se non ci sono parole nella spiritualità, come fanno I Kabbalisti a trasmettere i loro risultati l’uno all’altro ed a scrivere dei libri?

Risposta: I Kabbalisti usano quello che noi chiamiamo il linguaggio dei rami. Il mondo spirituale è la radice e da essa percepiamo degli innesti nei nostri sensi corporali che sono detti un ramo.

Quindi possiamo descrivere un fenomeno spirituale anche nel nostro linguaggio, usando le parole di questo mondo, visto che c’è un risultato, un ramo nel mondo corporale per tutto quello che esiste nel mondo spirituale.

Supponi che ci siano due Kabbalisti. Come posso parlarti del mondo spirituale se la coscienza relativa ed i suoi ottenimenti sono personali? Sento un certo disegno, una forma, un grande mondo, una realtà infinita che si rivela a me in tutti i miei sensi in tutte le direzioni lungo tutte le direttrici ed anche tu senti qualcosa. Come possiamo comunicare le nostre impressioni?

La soluzione è veramente essere quì nel nostro mondo nei nostri corpi materiali. Questà è la ragione per cui noi possiamo usare i nostri corpi per comunicare l’uno con l’altro e scrivere testi e portare informazioni anche solo con degli indizi o delle impressioni. Questa è la ragione per cui usiamo il nostro linguaggio corporale.

Per esempio nel mondo spirituale ci sono delle forze chiamate sedia, tavolo, coppa, aria, muro, finestra e così via.

Usiamo questi nomi nel nostro mondo, ma usandoli, ci riferiamo all’essenza interiore del concetto nel mondo spirituale. Io dico “una finestra” ma mi riferisco ad una finestra che esiste nel mondo spirituale, mentre tu capisci a quale finestra mi riferisco. Io dico “la finestra è aperta” e capisci qual’è il significato di una finestra aperta nel mondo spirituale, anche se ti comunico l’idea tramite delle parole corporali.

Ecco come parlano I Kabbalisti, e questo è come scrivono i loro libri. Questo è detto il linguaggio dei rami che è accettato da tutti i Kabbalisti. Questo è il linguaggio in cui è scritta la Torà, ma le persone comuni non lo sanno visto che i Kabbalisti l’hanno scritta per potersi parlare l’un l’altro del mondo spirituale, mentre le persone pensano che la Torah tratti del nostro mondo. Questo è il segreto della Torà.

Domanda: Sembra che quando leggi i libri di Kabbalah le parole non significhino nulla a meno che tu non comprenda il loro doppio significato.

Risposta: Proprio così. In quel caso leggi le parole solo perchè conosci la lingua, ma non capisci nulla di più di una persona che non conosce l’Ebraico. Inoltre è persino meglio se una persona non conosce l’Ebraico in modo da non confondersi con delle immagini diverse del nostro mondo.
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Da Kab.TV “Incontri con la Kabbalah” 7.07.2015

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La macchina da scrivere del Creatore

Dr. Michael LaitmanContinuazione del post “Il mondo che non ha un luogo”

L’intera matteria – l’inanimato, il vegetale, la natura animata, e le persone, vogliono godere. Consciamente o inconsciamente, tutti vogliono solo una cosa: sentirsi bene in ogni momento. Questo è il desiderio naturale di tutti.

Domanda: Ora mi sforzo di stare bene. Come si relaziona questo alle lettere?

Risposta: Le lettere scendono nella tua materia, il desiderio di ricevere e stampano le loro impressioni in esso. Le lettere vengono da noi in ogni momento. Come i tasti di una macchina da scrivere, continuano a colpire la materia, il desiderio di godere, e tu stai costantemente ricevendo diverse impressioni, desideri e pensieri da queste. Ognuno è così.

Domanda: Ma come fanno le lettere a colpirmi? In cosa?

Risposta: Ora siamo in uno studio televisivo; l’equipe lavora intorno a noi, e altri eventi si svolgono dietro le mura. Le lettere stampano tutto questo sulla materia inanimata, vegetale, animata ed umana in modo che tutto ciò esistesse e si sviluppasse in una certa direzione.

Siamo tutti attivati con l’aiuto di chi in qualche modo dall’alto colpisce i tasti della sua macchina da scrivere, a stampando il testo, e in base a questo testo agiamo. E’ come il codice di un programma per computer.

Domanda: Questo codice mi attiva?

Risposta: Sì. Esso definisce tutto ciò che tu vorrai, quello che penserai, ciò che deciderai, ciò che farai, e ciò che ci sarà. Tutto avviene all’interno di questo codice. Tutto! Pertanto, tutti vogliono conoscere le lettere, ma non sanno cosa sono.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 21.12.2014

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I cammei sono una bugia!

Dr. Michael LaitmanDomanda: Si dice che le lettere dell’alfabeto ebraico contengono un potere speciale e per questo che le persone che sono esperte in Kabbalah segnano cammei (amuleti), che proteggono la persona e lo aiutano.

Fino ad oggi, vi è un intero settore per la produzione di una varietà di cammei per tutte le occasioni. E l’unico segreto di questi cammei è che le lettere ebraiche – in un ordine particolare, in una formula speciale, in una forma determinata – sono scritte su di essi. C’è tutta una tecnica per fare cammei.

Qual è il potere speciale nell’alfabeto ebraico? Che cosa bisogna sapere per connettere queste lettere nel modo corretto, in modo che loro veramente abbiano potere?

Può insegnarmi a firmare un cameo?

Risposta: No. I cammei sono una bugia! Come posso darti il mio cammeo?! Devi sapere le lettere per formarle dentro te stesso dalle due forze di ricezione e dazione che esistono in te.

Devi prima trovare, dove sono queste forze in te, distinguerle fra loro, farle in una combinazione speciale per ottenere questa o quell’altra lettera, per esempio, una proprietà speciale. Dopo di tutto, ogni lettera, è una proprietà. Questo è spiegato nell’articolo “Le Lettere di Rabbi Amnon Saba” nell’introduzione al Libro dello Zohar.

Una volta che conosci le lettere e conosci come farle dentro di te, cominci a capire il programma che ti attraversa come una bobina di film. Cominci a vedere dove sei, dove in questo programma, come stai lavorando su dove sei.

Lo “Leggi”; si diventa un membro a riconoscere questo programma, la lettura, e si comincia ad elaborarlo.

E all’ improvviso scopri un punto vuoto in esso; ti fermi e vuoi inserire te stesso in questo programma: “Che lettera devo aggiungere? In quale forma?” E poi scrivi.

Significa che aggiungi nel tuo desiderio, mente, sentimenti, la tua personalità, a ciò che il Creatore vi ha scritto, esattamente nel luogo che ha lasciato vuoto in modo che sarebbe diventato il Suo partner.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 21.12.2014

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Il Linguaggio dei Rami che connette i Mondi

Domanda: In accordo alla descrizione del “linguaggio dei rami”, che definisce la relazione tra la radice ed il ramo, sembrerebbe che siano certe forze o anche campi a connettere differenti stati.

Risposta: Un campo di energia è un determinato stato. In realtà il linguaggio dei rami connette il campo o dominio della ricezione a quello della dazione. Ogni parola è destinata ad indicare il cammino di uno stato ad un altro ed a portarci da uno stato all’altro.

Si evince che il linguaggio dei rami non spiega qualcosa su di un solo piano, ossia su questo mondo oppure su quello superiore, cioè sul piano della ricezione o su quello della dazione; piuttosto, ti mostra il cammino, come se ti trascinasse, desiderando portarti dallo stato della ricezione a quello della dazione.

La principale differenza di questo linguaggio è che ci porta ad un altro livello, mentre tutti gli altri linguaggi restano sullo stesso piano e non provocano un’ascesa al prossimo grado. Il linguaggio dei rami è chiamato così perché aspira ad elevarti dai rami alle radici. È costruito come un ascensore o come una gru. È per questo che indica la radice spirituale ed inoltre contiene il suo codice completo: TANTA (Taamim-Nekudot-Tagin-Otiyot), i dati interni della radice.

(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.07. 2011, Talmud Eser Sefirot)

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Perché abbiamo bisogno del Linguaggio dei Rami?

Il linguaggio dei rami si raggiunge quando ascendi da questo mondo ed allora, nel Mondo Superiore, riveli le radici di tutto quello che esiste in questo mondo; però la meta non è semplicemente connettere il ramo con la radice.

Questo linguaggio non ci connette con il mondo spirituale ma con i nostri maestri! Questo è il mezzo che li aiuta ad insegnarci.

Non capiamo il linguaggio spirituale che parlano, visto che non lo impariamo. Non dobbiamo conoscerlo perché siamo già familiarizzati con esso dal nostro mondo. È per questo che possiamo ascoltarlo ed imparare da loro riguardo a ciò che avviene nel mondo spirituale.

Tu apri il libro nel quale sono scritti certi tipi di parole. Se non vivessi in questo mondo, allora non capiresti niente; però, a partire dal nostro mondo, siamo già familiarizzati con ciò di cui parlano i Kabbalisti e tu desideri raggiungere la radice per verificare cosa indicano nel Mondo Superiore, dato che non dicono una sola parola sul mondo materiale.

I kabbalisti non descrivono il nostro mondo neppure con una parola. La Torà non è connessa con il nostro mondo e la persona che la interpreta in questo modo si materializza e commette il più grande crimine, creando “idoli” per se stessa. La Torà parla solo dei mondi spirituali. Tuttavia, al fine di parlare il tuo stesso linguaggio, i kabbalisti descrivono il mondo spirituale usando parole del nostro mondo per risvegliare alcuni loro tipi di connessioni o attitudini dentro di noi.

Questo è stato pianificato deliberatamente nel pensiero della creazione affinché possiamo cominciare ad elevarci dal nostro mondo a quello spirituale. Pertanto, dobbiamo adottare tutti i mezzi per l’ esistenza in questo mondo.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 10.02.2011, “L’Essenza della saggezza della Kabbalah”)

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Il linguaggio creato dalla Natura

Domanda: Perché i Kabbalisti scelsero, per spiegare i loro pensieri agli altri, “il linguaggio dei rami”?

Risposta: Supponiamo che io ho capito la relazione della radice e del ramo nel primo livello, mentre qualcun altro ha potuto capirla in un livello più elevato ed un’altra persona lo ha capito in un altro livello ancora più elevato. In ogni caso il ramo resta un ramo.

Il bambino sa che se collega un cavo ad una presa elettrica, il gioco comincerà a funzionare. Io so che nel collegamento c’è elettricità che arriva a casa tramite i cavi. D’altro canto, la persona con conoscenze ancora più tecniche sa che in qualche luogo, c’è una centrale elettrica ecc … ma parliamo dello stesso processo. Non è così importante che ognuno di noi capisca i dettagli e quanto profondamente veda la radice. Le radici continuano nella stessa direzione verso la fonte superiore, ma il ramo nel nostro mondo, resta un ramo.

Il linguaggio dei rami” è preso dalla realtà, non è necessario inventare altro per esprimere le nozioni spirituali; semplicemente non può realizzarsi. Questo linguaggio è stato creato dalla Natura per noi per utilizzarlo come un mezzo di comunicazione con il Creatore. Mosè, nel libro della Torà, fu il primo ad utilizzare questo linguaggio per descrivere il cammino dell’acquisizione spirituale in tutti i livelli.

Il Libro dello Zohar spiega i commenti di Mosè ed aggiunge il suo linguaggio. Rabbi Shimon passò lungo gli stessi gradini di Mosè, lungo i quali deve passare ogni persona. La sua descrizione di questi gradini ci fornisce spiegazioni aggiuntive della connessione tra una radice ed un ramo. Per questo Il Libro dello Zohar è così efficace ad attrarre la Luce (Ohr Makif) dalla radice fino al ramo (noi).

Baal HaSulam descrisse la connessione tra la radice ed il ramo più dettagliatamente, aggiungendo le definizioni e le spiegazioni cabalistiche della sua connessione attraverso le tre linee.

Tuttavia, tutti questi autori parlano della stessa immagine e delle sue radici; ma ogni cabalista aggiunge la sua descrizione della connessione. Ciò aumenta la forza dell’ascesa spirituale che da il libro e la quantità di Ohr Makif che discende su una persona che lo legge, preparando il cammino del Mondo Superiore.

Il linguaggio dei rami

Si deve guardare l’immagine di questo mondo nel corso di tutto il processo dell’ascesa spirituale fino allo stesso Mondo dell’Infinito. La nostra correzione è possibile solo a condizione di percepire la realtà di questo grado inferiore, il nostro mondo.

Devo raggiungere continuamente le radici che si trovano al di sopra dell’immagine del nostro mondo che adesso percepiamo. Questa immagine non cambia: solo le sue radici vanno ad essere più elevate o profonde, cioè, raggiungere il Creatore (la radice dei nostri desideri), percepire in grado maggiore il Creatore, la radice dei miei desideri.

L’immagine che ora vediamo è solo il Suo ramo disegnato dai miei desideri sullo sfondo dei desideri del Creatore. Il mondo è l’immagine della disuguaglianza tra i nostri desideri o attributi ed il Creatore.

Nel processo dell’acquisizione, il mio linguaggio non cambia perché non cambia nemmeno l’immagine del mondo inferiore. Impiego le stesse parole, non importa se mi trovo nel primo livello, nel mezzo o alla fine del cammino. I Kabbalisti non hanno altra possibilità di comunicare tra loro oltre “al linguaggio dei rami”.

Lo stato più basso è lo stesso per tutti e la connessione dei rami con la radice si estende dal Mondo dell’Infinito attraverso la stessa linea che noi uniamo da un mondo all’altro, lungo i 125 gradini ed in tutti i 613 desideri.

Per questo, posso nominare qualunque desiderio dei 125 gradini, prendendo il nome corrispondente del ramo di questo mondo. Per questo i Kabbalisti hanno scelto “il linguaggio dei rami” poiché resta invariabile lungo tutto il cammino dell’avanzamento spirituale.

Questo linguaggio è perfetto e se solo conoscessimo la connessione tra la radice ed il ramo, avremmo la capacità di comprenderlo.