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I figli dell’universo, Parte 7

Dr. Michael LaitmanL’ampio sviluppo dell’umanità non pone attenzione all’universo, tuttavia è questo il posto dove possiamo trovare le nostre radici. Negli enormi spazi aperti dell’universo, troveremmo la forza, le aggregazioni di altri tipi di materia, l’anti-materia, e così via.

E’ chiaro che gli esseri umani esplorano l’universo, ma non danno alla loro ricerca sufficiente peso perché sono sicuri che il nostro futuro dipenda da chi è più forte, più ricco, o più potente. Il nostro avanzamento non ha come obbiettivo la comprensione della natura nella sua piena rivelazione, e nemmeno incoraggia la presa di coscienza delle nostre carenze.

Io ritengo che l’universo sia totale dazione e che la forza della dazione abbia creato e organizzato tutto ciò che esiste. Infine, attraverso la combinazione di certe forze, la dazione ha dato origine ai livelli inanimato, vegetativo, animato e parlante della natura.

L’universo continua a sviluppare la materia verso un livello speciale e qualitativamente nuovo, nel quale la materia improvvisamente pone a se stessa delle domande sulla forza che l’ha prodotta: “Da dove veniamo? Chi siamo?”

Sappiamo che il pensiero dietro ad ogni azione è il risultato per il quale l’azione era stata pensata. Noi reagiamo al risultato; tuttavia, non poniamo mai sufficiente attenzione, e nemmeno impieghiamo sufficiente energia per chiarirci cos’è che esattamente ci influenza.

D’altra parte, riconosciamo che siamo il risultato dell’attività di questa forza. Mentre esploriamo la natura umana, vediamo chiaramente che non possediamo alcun libero arbitrio e nemmeno ci godiamo la libertà delle azioni. Siamo pre-condizionati dai nostri geni, dall’istinto, dai calcoli sui profitti e sulle perdite usando delle formule primitive.

Qui sta il problema: Come possiamo eventualmente esplorare l’universo, il suo progresso ed i processi che attraversiamo, se dedichiamo tutta la nostra energia ad altre cose?

Uno dei miei studenti lavora presso il Large Hadron Collider in Svizzera. Mi ha detto che all’inizio, ci sono state delle discussioni infinite se fosse bene o no iniziare un progetto così grande e così costoso. Però, il costo del Collider è uguale al costo sostenuto per tenere le truppe americane in Afghanistan per una settimana.

Quindi, è chiaro che non impieghiamo sforzi sufficienti per esplorare la natura. Mi dispiace molto per questo stato delle cose. Se conoscessimo abbastanza bene la natura e ne diffondessimo la conoscenza alle masse meglio di quanto facciamo oggi, riconosceremmo le nostre deficienze. Scopriremmo la mancanza di nuove proprietà: quelle della dazione.

Poi, oltre al desiderio di ricevere che già possediamo, otterremmo anche la forza della dazione che ci permetterebbe di esplorare la natura da una nuova angolazione.
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Dal programma “Una Nuova Vita” 03.02.2014

Salendo sopra il vuoto spalancato

Dr. Michael LaitmanLa depressione è uno dei problemi dell’umanità moderna; si presentava alla fine del secolo diciassettesimo – diciottesimo in forme caratteristiche dell’aristocrazia del giorno. Le persone che hanno condotto una vita di inattività, non sapevano che cosa fare con loro stessi, di che cosa occuparsi. Sulla base di questo, hanno cominciato in segreto ad innalzare la domanda sul significato della vita; da un lato, tutto sembrava essere li, e dall’altro lato, non c’era nulla.

Per distrarre la gente da questi pensieri e smorzare il crescente vuoto, la società ha cominciato a incoraggiare i romanzi, il sesso, e piccole guerre. Poi è cominciato lo sviluppo di tecnologie varie, sport, viaggi, e il perseguimento della moda è diventato popolare. Tutto era focalizzato sul tenere una persona occupata, dandogli un senso di soddisfazione invece di concentrarsi sulla vera risposta alla domanda “Perché sono qui?”

In parallelo, la carta stampata, radio e televisione, e presto Internet si era sviluppato, il quale ha ulteriormente riempito il tempo libero e tutte le risorse di una persona. Internet è pieno di una vasta gamma di informazioni che bloccano il vuoto che nasce dentro di noi.

Però malgrado questo, non importa dove un uomo è impegnato, vi è sempre un maggiore senso di consapevolezza interna d’inutilità. La domanda del significato della vita rosicchia inconsciamente qualsiasi persona, sia essa più o meno istruita. Questo buco del verme (wormhole) è dentro di lui, e ha bisogno di fare qualcosa con esso.

Questo desiderio da parte delle masse ha causato un livello significante di depressione, e allo scopo di affrontare questo, alle masse hanno offerto sedativi e altre droghe ricreative. Sotto la bandiera di lotta per un’umanità sana, agenzie sanitarie governative vietano il fumo, ma invece stanno lentamente uccidendo le persone con le droghe ricreative.

Il sottoprodotto di ignorare la verità e non concentrarsi sul trovare la risposta giusta ha portato a tutto ciò che viene permesso. L’umanità non è limitata a qualsiasi tipo di comportamento, cioè sessualmente o relativo alle droghe. Soddisfare te stesso con qualsiasi cosa, solo così la depressione non si fa sentire. Questo approccio ha portato alle masse di essere anche disposti a uccidere tutti e tutto, incluso se stesso, dato che non si ha più paura di nulla.

Cercare il significato della vita è più difficile perché al fine di trovarlo una persona, deve superare se stesso. Una persona non può innalzarsi sopra se stesso salvo il caso, per la volontà del destino che lui trovi la saggezza della Kabbalah. Anche se è un percorso lungo, almeno uno vede qualche tipo di prospettiva non tramite i sentimenti ma attraverso la logica.

Si scopre che la depressione è un problema per tutta l’umanità. L’umanità prima si muove in avanti sotto l’influenza di Internet e lo sviluppo complessivo, sempre più persone sentiranno l’insignificanza della vita, le sue limitazioni, e il breve termine.

Inconsciamente abbiamo la sensazione che un potenziale molto maggiore è insito nella nostra vita rispetto a quello in esistenza ora. Per una persona che non è stato creato per vivere come un animale, significa essere occupato in se stesso, la propria prole, e l’organizzazione della vita propria fino alla tomba. Una persona ha qualche embrione interno che richiede la propria auto-realizzazione e realizzazione. Da un lato, c’è questo embrione in ogni persona, e dall’altro, questo embrione può essere soppresso.

Oggi, l’industria più importante del mondo è l’industria dell’intrattenimento, la quale prende enorme quantità di soldi, risorse, ecc. Anche se questo settore ha già sperimentato un contrattempo e non siamo più soddisfatti da Hollywood e da altri luoghi di intrattenimento di massa.

Una persona è diventata impaziente nella ricerca del significato della vita. Una persona non può guardare una clip video online che dura più di cinque minuti. Un anno dopo questo tempo si sarà accorciato di un minuto, e poi un altro minuto. Una domanda lo rode “Troverò qualcosa qui? Se no, non voglio neanche guadarlo.” Dopo tutto, la visualizzazione di clip lunghi aumenta solo il vuoto, quindi è meglio non guardarli.

Il problema è quando una persona apre un libro o si impegna in alcuni affari, lui ha paura di fermare tale attività a causa di una maggiore divulgazione del vuoto, banalità, inutilità, e mancanza di risposta a questa domanda che sta rosicchiando; quindi, egli cerca di prevenire ciò. Pertanto, la gente diminuisce le discussioni in internet e i colloqui sul telefono cellulare, limitandosi a frasi brevi come “Ci vedremo domani! Più tardi!” come se volesse lasciare qualcosa per il futuro. E che cosa avranno dal domani? Lo stesso vuoto che esiste oggi, ma sembra meglio rompere nel bel mezzo la conversazione, come se ci fosse qualcosa di cui parlare dopo.

Una persona deve sentire che c’è un futuro! E non c’è futuro! In qualche modo oggi possiamo ancora vederlo. Forse sembra spettrale e nebbioso, possiamo ancora raccontare bugie a noi stessi su di esso. Però giorno dopo giorno questo sentimento passa, e nelle mani dell’ umanità, non c’è nulla che può tamponare questo vuoto.

Non importa quale, questo vuoto rimane e diventa più spalancato, nero, e torvo. Allora, la generazione più giovane silenziosamente parte da questa vita, poiché è più facile dimenticare tutto sotto l’effetto di stupefacenti e partire silenziosamente piuttosto che portarsi quest’oscurità internamente.

Siamo di fronte ad un problema enorme e manchiamo del desiderio e la capacità di risolverlo. Solo la Kabbalah dà una risposta a questo problema. Tuttavia, finché la gente non diventa completamente delusa, non ci dà ascolto. Dobbiamo essere pronti a presentargli la saggezza Kabbalistica in modo che possa capire. Deve diventare chiaro che solo noi abbiamo la risposta, e la risposta è la sola per raggiungere l’esistenza infinita, eterna, perfetta, la quale non è concentrata nel nostro corpo, ma fra noi, nel senso del nostro “Io”.

Il mio corpo, la sostanza animale, muore dopo qualche tempo; tuttavia, l’essere umano in me è per sempre. Allora ho bisogno di separare l’“Io” da quel che considero me stesso, tirarlo fuori, isolarlo dal mio corpo e cominciare a sollevarlo, nutrirlo, e plasmarlo. Questo è l’essere umano in me che devo realizzare.

Domanda: Se una persona è su questa strada, svanirà la sua depressione?

Risposta: Si, ma altri problemi inizieranno a comparire certamente perché una persona deve sviluppare se stesso. Comunque, tutti finiranno per staccarsi dal loro livello animale. Dopo, innalzandosi al di sopra del corpo, le persone rimarranno lì per l’eternità e in perfezione. La Saggezza della Kabbalah fornisce una risposta reale che si realizza da noi stessi nel nostro mondo e dentro di noi. Qui non dipendiamo da nessuno e nessuno può limitarci! Questo è il nostro libero arbitrio. Per realizzare questo non abbiamo bisogno di attrezzi speciali; tutto è nelle nostre mani.
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Da Kab.TV “Racconti Brevi” 23.10.2014

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Per cosa è stato creato l’uomo?

Domanda: Ultimamente, i ricchi danno i loro soldi per il bene della società. Il fatto che ne traggano beneficio è irrilevante. Pensano ancora che costruendo un altro ospedale o una scuola in Africa, potranno portare beneficio alla società. Anche i miei parenti africani che vivono in Europa dicono che questo non aiuterà se non forziamo gli africani a lavorare, ma gli africani non vogliono lavorare.

Risposta: Abbiamo effettivamente impedito loro di farlo. In passato l’Africa è stata utilizzata per produrre ed esportare prodotti diversi, ma il nostro atteggiamento scorretto nei confronti di questo continente ha cambiato tutto.

Domanda: Cosa faranno i sei miliardi di persone su questo pianeta? Inventiamo del lavoro per le persone solo per tenerle occupate. Questo mondo complesso è stato creato affinché una persona si svegli al mattino, cavalchi i mezzi pubblici sovraffollati, raggiunga un ufficio o una fabbrica, esegua azioni meccaniche, torni a casa, e continui quindi a fare questo per il resto della sua vita fino alla morte?

Risposta: Ci siamo trasformati in schiavi. Ma ora la nostra percezione sta cambiando. L’uomo è stato creato per fare un tipo di lavoro completamente diverso – lavorare su se stesso e non lavorare per produrre.

Comprendiamo tutti che l’1% della popolazione è in grado di fornire al resto del mondo, tutto ciò che è necessario per sostenere una vita dignitosa, una casa, una famiglia, l’assistenza sanitaria, e tutto il resto. L’1% al massimo, e presto anche questo sarà sostituito da macchine automatiche e computer che consentiranno di ottenere praticamente tutto.

L’uomo, però, si impegnerà solo nel regolare le due forze della natura, la forza della ricezione e la forza della dazione in cui esistiamo. Dobbiamo sviluppare in noi la forza della dazione accanto alla forza di ricevere e aspirare a bilanciarle.

Implementare il sistema di educazione integrale nelle fabbriche e nelle scuole significa che dopo un paio di lezioni una persona inizierà a capire che il mondo è completamente diverso, che la persona non ha bisogno di essere sotto controllo, di andare a lavorare, lavorare per un giorno intero, tornare a casa, andare a letto, e, poi, ancora e ancora. Egli improvvisamente capirà che questo non è il suo destino e che non aiuterà mai nessuno.

Si scopre che esiste un metodo che ci eleva al livello successivo, e se non lo raggiungiamo al di fuori del nostro libero arbitrio, la natura ci spingerà in questa direzione.
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Da Kab.TV “La Crisi Globale” 19.03.2013

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Dr. Michael LaitmanDomanda: Come si può mai perdere la fiducia nel raggiungimento dell’obiettivo?

Risposta: È necessario ricevere fiducia dal gruppo. La fiducia è un’illuminazione dall’Ohr MaKif (La Luce Circostante) dall’Alto che, come tutte le Ohrot (Luci) raggiunge una persona tramite l’ambiente.

Il gruppo deve darti una sensazione di fiducia anche prima di sentire la Luce, anche se può essere che gli amici stessi non hanno questa sensazione. Però ognuno deve connettersi, integrarsi con gli altri e mostrare che lui è pieno di fiducia. Infatti, questo è falso, perché nessuno di loro ha fiducia! Però è necessario influenzarsi reciprocamente mostrando di avere fiducia.

Fondamentalmente, questa è psicologia, e tu sei in un ambiente psicologico, così il gruppo può dare a te la fiducia completa con successo. Se vedi che gli amici sono rilassati, in questo modo anche tu sei rilassato. Però sentirai questa fiducia solo al grado che hai investito in loro.

Questa fiducia deve essere creativa, accrescendo la fede della correttezza e giustizia del percorso, l’abilità a raggiungere l’obbiettivo, e che è impossibile non fare nulla e che tutto arriva da solo. Abbiamo bisogno di fiducia in modo che se faremo tutto il possibile, sicuramente raggiungeremo il nostro obiettivo, invece di essere rilassati e sentire che tutto va bene senza i nostri sforzi. Questa non è fiducia ma distruzione e morte.

Domanda: Come posso rimanere fiducioso quando vengo al gruppo pensando tutto il tempo ai miei problemi materiali?

Risposta: Allora si vuole sradicare tutti i problemi e avere la fiducia necessaria per superarli, innalzandosi al di sopra di essi, e andare verso il Creatore tramite la connessione con il gruppo?

Non è così che ci si dovrebbe sbarazzare di tutti i problemi, ma in modo che i problemi non ti svincolino dal sentiero e dall’obiettivo. Altrimenti si inizierà a chiedere al Creatore di allontanare tutti i disturbi perché non si vuole avanzare.

Domanda: Però questa è la mia natura!

Risposta: Certamente è la tua natura, ma tu vuoi essere al di sopra di essa? Hai una scelta per pensare a tutti i tuoi problemi come una punizione ingiusta che si desidera rimuovere, o ci si vuole innalzare oltre i problemi e andare avanti salendo al di sopra di loro. La vostra libera scelta si trova fra questo e quello.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana della Kabbalah 25.05.2014, Scritti di Baal HaSulam)

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Un modello fisico di ascesa spirituale

Dr. Michael LaitmanSe organizzo la mia vita fisica, il mio quadro corporeo, secondo il quadro spirituale, nel senso che io servo la società, servo il mondo, sono coinvolto con la diffusione e sono preoccupato di avere il sostegno che mi risveglierà, questo è chiamato trasformare questo mondo in un modello di ascesa spirituale. Io lavoro solo in modo tale da avere l’opportunità di imparare. Imparo solo sapere cosa fare, per avanzare verso la meta. E ‘scritto che ho bisogno di essere in Arvut, di essere in un gruppo di mia libera scelta, quindi cerco di portare questo fuori. E ‘necessario divulgare, così vado e divulgo. In questo modo faccio questo mondo un quadro spirituale.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 20.04.2014, Shamati 59 Riguardo il Bastone e il Serpente“)

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Doppio controllo di un singolo potere

Dr. Michael LaitmanCome risultato del nostro lavoro nel gruppo, dello studio e della divulgazione, dobbiamo raggiungere un tale stato nel quale sentiamo di essere sotto il controllo di due autorità, di due forze. Una forza è il controllo del nostro ego, l’inclinazione al male, il re dell’Egitto, il Faraone, che ci tiene in schiavitù.

Ma talvolta, poco o tanto, in base all’avanzamento che un uomo raggiunge, viene scoperta un’altra forza di controllo: l’inclinazione al bene, il potere di donare, il desiderio di uscire da se stessi verso l’altro, verso gli amici, verso l’unione, la connessione, e così via.

L’uomo si trova a metà di questo doppio potere, sotto il controllo di due angeli: l’inclinazione al bene e l’inclinazione al male, che lo tengono per mano uno per parte e lo guidano verso lo scopo della creazione. Certamente, l’inclinazione al male agisce anche in base al progetto del Creatore ed aiuta l’uomo ad avanzare in modo indipendente, esercitando la sua libertà di scelta.

Se l’uomo non avesse libertà di scelta, sarebbe come una bestia e non un Adam (uomo). Attraverso la chiarificazione a se stesso su come usare l’inclinazione al male e l’inclinazione al bene, la forza della ricezione e la forza della dazione, e scegliendo come avanzare con la giusta proporzione delle stesse, egli si edifica come un Adam nella somiglianza del Creatore.

La connessione tra l’inclinazione al male e l’inclinazione al bene inizia dal primo approccio al Faraone e al Creatore insieme. L’uomo inizia a costituire queste due forze una contro l’altra. Le due forze sono sotto la sua autorità. Egli stesso decide in base al suo stato interiore, da quale delle due farsi guidare al momento e può anche passare da un controllo all’altro controllo in ciò che sceglie che abbia controllo su di lui e perché, se è capace di farlo o se richiede l’aiuto della forza superiore.

Il Faraone vuole controllare, e se l’uomo cede all’inclinazione negativa separandosi dal Creatore, allora si trova proprio nell’esilio Egiziano. Cioè, egli attribuisce un certo tipo di controllo indipendente alla sua inclinazione negativa e dice che non è pronto per resisterle e si trova in totale stato di servitù rispetto ad essa.

Naturalmente, se un uomo pensa così, è segno che è uno schiavo. Ma tutto dipende dall’uomo stesso. Egli decide e stabilisce in quale forma il Faraone lo userà o se lui userà il Faraone.

E tutto questo lavoro serve per rivelare che non c’è nessun’altra forza coinvolta, come è scritto, “Io, me stesso, e non un messaggero”. Un uomo chiarisce che il Creatore è al di sopra delle due forze, al di là sia dell’inclinazione al male che dell’inclinazione al bene. Queste due forze arrivano dall’Alto.

Attraverso le due forze, l’inclinazione al bene e l’inclinazione al male, che vengono rivelate nell’uomo alternativamente, l’uomo raggiunge la conclusione finale e la decisione che c’è una forza al di là di esse che gioca con lui, attraverso questi due angeli: l’inclinazione al bene e l’inclinazione al male.

Alle volte dall’uomo si presenta l’una e delle volte si presenta l’altra, il che spiega il perché un uomo si sente gettare da un estremo all’altro, nelle due direzioni. Ma in questo modo si forma il rapporto sia con questa forza che con l’altra, e alla fine con il potere superiore, il Creatore.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.04.2014, Gli Sritti di Baal HaSulam)

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La scelta di quello che mi piace

Domanda: Come posso essere sicuro che eventualmente avrò successo? Ci sono garanzie?

Risposta: Questo si chiama “la fede dei saggi”. Ma l’unica cosa di cui realmente ti puoi fidare è la Luce di fiducia che illumina una persona finché lui raggiunge l’attributo di dazione. Lui non ce l’ha ancora in questo momento perche l’unico mezzo per raggiungerlo è tramite l’incorporazione nell’ambiente.

Non ho niente soltanto l’ambiente; posso essere parte dell’ambiente che preferisce valori corporei, e posso essere parte dell’ambiente che preferisce lo sviluppo dello spirito, tramite dazione. Ci sono due alternative: il sentiero di ricezione o il sentiero di dazione. Ci sono due forze che operano in natura, possiamo preferire una all’altra: sia di dare per ricevere o di ricevere per dare, una delle due. Il mondo opera in questo modo. Tutto è molto semplice ed è determinato dall’ambiente che condividiamo.

Ma se ho già scelto un ambiente, ho un insegnante e degli amici, un sentiero e un obiettivo, devo sentire che voglio questo. Non devo forzarmi. Se ho un punto nel cuore e se sento che il sentiero è per me, mi unisco con l’ambiente.

Ma dopo l’adesione devo essere incorporato in essa con tutto il mio cuore e la mia anima. Non posso essere nell’ambiente che è totalmente più (+) mentre io sono totalmente meno (-). Sarò buttato fuori. La Luce che Riforma mi influenza e dopo un anno mi butta fuori, due anni, o anche cinque anni; non fa alcuna differenza. Vediamo come succede. Poi una persona comincia a odiarci perche non è incorporato nell’ambiente, nel gruppo.

Ma proprio come si è influenzati dai media nel nostro mondo che vi piaccia o no, anche qui, quando si arriva al nostro sviluppo spirituale, si deve essere sotto l’influenza dell’ambiente. E’ qui che ci viene dato il libero arbitrio e quindi dobbiamo fare sforzi costanti. Non ha niente a che fare con il carattere di una persona ma con la dolcezza dell’anima. Se una persona è fortunata, rimane, e se non lo è, sarà buttata fuori.

Siete incorporati nel gruppo e si è detto: “Ha scelto di essere con noi? Benvenuto, ma deve sapere che ci sono determinate condizioni che deve soddisfare. Se sei d’accordo puoi rimanere, e se no, puoi andar via”. Ci sono tanti gruppi, partiti e movimenti; scegliete quello che volete, queste sono le nostre condizioni. Ci appoggiamo agli scritti dei Kabbalisti che dicono questo. Non mi interessa che cosa hanno scelto gli altri e quali valori preferiscono e accettano. Noi accettiamo e seguiamo il consiglio dei Kabbalisti che ci hanno raggiunto tramite una catena di Kabbalisti attraverso le epoche, cominciando da Abramo fino a oggi.

Hanno attuato queste condizioni e raggiunto la realizzazione spirituale. Secondo i loro libri, vediamo che hanno raggiunto l’essenza interiore della natura, la dimensione superiore. Vogliamo raggiungere le stesse cose e quindi ascoltiamo il loro consiglio.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 15.11.2013, Shamati No. 64 “Da Lo Lishma a Lishma”)

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Il mondo infinito della libertà

Domanda: Che cosa significa “vedere il mondo spirituale”?

Risposta: Non possiamo vedere il mondo spirituale con i nostri normali occhi. Il mondo spirituale viene percepito nelle sensazioni interiori.

E anche se in questi sensi noi lo percepiamo come qualcosa di illimitato ed infinito, questo non è determinato dalle misure geometriche del nostro mondo, ma dalle nostre proprietà, i nostri nuovi sensi, la visione interiore.

E una volta che acquisiamo queste proprietà, tutto diventa più semplice e più facile. Cominciamo a vedere le forze che stanno dietro ogni azione, ogni oggetto.

Tutto è molto preciso, chiaro e specifico. Ci rendiamo conto che siamo tutti controllati dall’alto e che l’uomo ha una sola azione libera: desiderare di vedere il mondo spirituale al fine di identificare se stesso con queste azioni.

Egli non esegue alcuna azione, si identifica solo con loro. Ma si sente libero facendo questo perché si eleva al di sopra della sua natura egoistica, e invece di effettuare involontariamente tutte le leggi come accadeva prima, comincia a farlo a proprio piacimento, egli le sente e le vede. E questo è un caso del tutto diverso, questo da’ all’uomo una sensazione di libertà.

A poco a poco, comincia a equiparare se stesso alla forza superiore a tal punto che egli non solo la giustifica, ma esige di poter eseguire tutte le azioni che in sostanza fanno parte del suo programma, prima ancora di progettarne il loro svolgimento. È come un bambino che corre di fronte a chi è più grande chiedendo di fare qualcosa per lui.

E allora avviene la completa unione tra il Creatore e la creazione.
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(Da Kab.TV “Kabbalah per principianti” 01.12.2010)

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“Il lavoro è tanto, ma la ricompensa è grande”

Dall’articolo del Rabash “Fede”: “Rabbi Tarfon era solito dire: “Il giorno è breve, il lavoro da fare è tanto, i lavoratori indolenti, ma la ricompensa è grande, ed il Padrone di casa è insistente”. (Pirkey Avot 2:20) Se un uomo crede che non ci sia alcun patrimonio senza un Governatore ed ha fiducia che il Padrone esiste, un uomo si sente prigioniero.

Noi non siamo capaci di svegliarci da soli a meno che il Creatore non ci risvegli perché siamo fatti di materia senza non alcun alito di spirito di vita. Perciò, noi siamo chiamati creazione; vale a dire, siamo dominati dall’alto. Solo dopo che il Creatore ci ha risvegliati, vediamo che il lavoro è tanto, i lavoratori sono indolenti, ma la ricompensa è grande, ed il Padrone è insistente. Allora, incominciamo a lavorare.

A questo punto, la nostra libertà di scelta si accende. Il Creatore mette la mano dell’uomo sul destino positivo e dice: “Prendilo!”. In altre parole, l’azione del Creatore arriva prima; poi tocca a noi continuare il lavoro, nel senso che prendiamo ciò che il Creatore ci dà. Dobbiamo organizzare il nostro ambiente e studiarlo di modo che ogni giorno sia strutturato per permetterci di fare degli sforzi sia sull’uno che sull’altro.

Indipendentemente dal nostro solito carico di lavoro e dalle responsabilità della divulgazione, non dovremmo mai interrompere la nostra connessione con le fonti originarie. Solo se ce la facciamo a mantenerci sempre in contatto con queste fonti, arriveremo al risultato desiderato e atteso. Il lavoro è tanto, ma la ricompensa è grande, quindi dobbiamo preparare i nostri vasi per riceverla.

Tutto questo ci richiede di distribuire il nostro tempo su diversi segmenti: la vita normale, lo studio, e la divulgazione. Dovremmo prendere parte attivamente a tutti e tre e mai evitare o trascurare nessuno dei tre. Se io non considero anche solo uno di questi, non mi manterrò sulla linea di mezzo. Anche se non distribuiamo il tempo in parti uguali tra di essi, dobbiamo comunque prenderci cura di tutti e tre.

Dovremmo prestare particolare attenzione a queste faccende. Anche quando un uomo ha un lavoro di divulgazione molto importante, quest’uomo non dovrebbe mai dimenticarsi di studiare. Non ci sono scuse che giustifichino la perdita delle lezioni solo perché un uomo è occupato con la divulgazione. E’ davvero una cosa da non fare, poiché è detto: “Se tu Mi abbandoni per un giorno, Io lo farò per due”. E’ pericoloso. Se smettiamo di studiare a causa della divulgazione, i nostri guadagni alla fine si trasformeranno in perdite.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 10.09.2013)

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Il Gruppo è più forte delle Klipot

L’ambiente ha il compito di tirarci fuori dalle fameliche mani delle forze impure (Klipot). Infatti, non possiamo sfuggire a queste forze con le nostre sole energie, perché resteremmo sempre nella loro dolce prigionia. Solamente in base alla misura della mia connessione con il gruppo che mi scuote, mi ispira, e mi spinge, posso scegliere di muovermi in avanti con il gruppo invece di rilassarmi alla calda compagnia delle mie Klipot.

Da dove il gruppo prende forza per influenzarmi più di quanto riesce a fare la Klipà? Il fatto è che il gruppo agisce sullo stesso mio egoismo come fa la Klipà. Se il gruppo mi persuade che lo scopo è grande, che questo è il sogno della nostra vita, allora non è nemmeno importante per il mio egoismo che lo scopo sia spirituale o materiale. Se tutti coloro che sono intorno a me insistono che è importante, allora io avrò le forze per combattere contro la mia pigrizia.

Otteniamo questo grande aiuto come conseguenza del superamento dei desideri. Grazie a questo, posso giocare con il mio egoismo, con il cuore di pietra, con l’aiuto dell’ambiente. Gli amici possono tirarmi ovunque, anche portarmi alla morte, ed io sarò grato di andare con loro.

Se l’ambiente sa come influenzarmi, io sarò pronto a tutto. Ma la sfida è di fare in modo che il nostro ambiente ci influenzi solamente nella misura in cui glielo permetto, donandomi al gruppo stesso! Io pago il gruppo per questa speciale influenza; mi integro con gli amici. In caso contrario, il gruppo non avrà alcun effetto su di me.

Non si tratta di un gruppo consueto perché io posso essere nel gruppo e non percepire alcuno dei suoi effetti. Vediamo questi esempi quando una persona studia con noi per 15 anni e non cade sotto l’influenza del gruppo perché non vuole chinare la sua testa davanti agli altri.

Ma qui io ho libertà di scelta: io mi abbasso davanti al gruppo e mi unisco al gruppo, allora in questa stessa misura il gruppo inizierà ad influenzarmi. In questo modo, nel gruppo io trovo l’occasione per uno sviluppo libero. E alla fine tutto questo accade grazie a me! Io mi sono cancellato e così facendo l’ambiente mi influenza, ed io entro nel mondo spirituale. Io stesso raggiungo il mondo spirituale, avendo usato l’ambiente per mia stessa volontà.

Allo stesso tempo, entrando nella società ordinaria, un uomo cade interamente sotto la sua influenza, e niente dipende da lui; l’ambiente lo influenza e dirige tutto. In un gruppo Kabbalistico, io devo cancellare me stesso ogni secondo davanti all’ambiente.
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(Dalla 2.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 12.08.2013, Il Libro dello Zohar- Introduzione)

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