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Libero arbitrio: Più domande che risposte

In quale stato ci troviamo in questo momento? Chi ha stabilito questo stato per noi? Chi ci “riorganizza”, chi ci prepara lasciandoci compiere solamente un’azione corretta e che, così facendo, ci permetterà di avere successo?

Vediamo che tutto in Natura è stabilito. Ci troviamo in un sistema rigido che ci lega tutti come in una catena, e non ci permette di muoverci liberamente nemmeno per un millimetro. Invece, ogni movimento che facciamo scuote il sistema ed ha un effetto immediato. Se comprendiamo questo concetto, allora le nostre reazioni saranno corrette. Immaginate di trovarvi nudi, circondati completamente da degli aghi che quasi sfiorano la vostra pelle. Non potete fare nemmeno il minimo movimento, al massimo potete muovere un pochino gli occhi.

Questo è il modo in cui le leggi della natura ci “avvolgono”. Ed è anche molto più di così, visto che operano sia nella nostra mente che nelle nostre emozioni (nel cuore), ed io devo verificare: Ho del tutto libero arbitrio? Non esiste nulla tranne questa natura? Se è così, allora è qui che si trova il mio io. Ma qualcuno può esistere al di fuori? Nel frattempo, io sono totalmente, internamente ed esternamente, circondato da aghi e non posso affatto muovermi in autonomia.

Allora, dobbiamo chiarire cosa ci può essere oltre la natura. Ha lasciato ad una delle sue creature chiamata “Adamo-l’uomo” qualcosa che lo rende capace di liberarsi da essa? E oltre a questo, come potrebbe succedere se l’intero universo è un sistema di leggi assolutamente fisse? Ci troviamo in un sistema che è del tutto reciprocamente connesso ed ogni giorno scopriamo sempre di più la sua interdipendenza, che ne è un fattore determinante e che non c’è libertà in esso; dunque, come può essere che ci sia qualcosa al di fuori di questa totalità di leggi e di schemi? Si tratta di un problema serio: Chi si trova al di fuori di queste leggi? Naturalmente, non è il nostro corpo animale, che possiamo studiare accuratamente, visto che abbiamo tutte le necessarie informazioni per farlo.

Nel complesso, tutti noi obbediamo in modo totale alle leggi della natura, e se questo ci va bene, allora tutto può continuare a scorrere in questo modo, ma se scopriamo almeno un grammo di libertà, questa scoperta potrebbe davvero essere una sorpresa. Per cosa serve la libertà? Come e per cosa la natura ha fatto spazio ad essa in se stessa, perché si è ristretta e non è entrata in questa zona? Che cos’è questo spazio nel quale il vero essere creato, che non è sotto l’influenza della natura, esiste effettivamente? Ma che cos’è in fondo questo essere creato? Ha delle sue leggi in base alle quali funziona?

Ci sono molte domande a cui rispondere qui. Spinoza e Kant hanno avuto a che fare con queste domande. Si tratta di un sistema complesso che ci appartiene poiché noi facciamo le domande sul significato della vita rifiutando di accettare l’approccio deterministico, aspirando invece ad essere al di sopra dello stato corporeo predeterminato, e a scoprire qualcosa d’altro…
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(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 04.01.2013 ” La pace”)

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Scegliete chi sarà alla guida

Baal HaSulam, “La Libertà”: Ma come abbiamo visto, si tratta di una cosa semplice, e dovrebbe essere osservata da ognuno di noi. In quanto, sebbene ognuno abbia “la propria fonte”, le forze sono apertamente rivelate solamente attraverso l’ambiente in cui un uomo si trova…

E così i nostri saggi avvertono, “Fate di voi stessi un Rav, e compratevi un amico”. E c’è poi la scelta dei libri, come abbiamo detto, perché solamente in questo un uomo viene rimproverato o lodato – nella scelta del suo ambiente. Ma una volta che ha scelto l’ambiente, è nelle sue mani come l’argilla nella mani del vasaio.

La possibilità di scegliere il giusto ambiente è data solamente a quelle persone che hanno il punto nel cuore. In verità, adesso si devono evolvere al livello di essere umano (Adam), uguale (Domeh) al Creatore. Sono le persone nelle quali il punto è stato risvegliato, la radice della loro anima, che ricevono l’impulso ad entrare nell’ambiente corretto. Allora, devono decidere da soli se lo faranno oppure no.

Si tratta della libera scelta tra il desiderio di ricevere ed il punto, il “rudimento” del desiderio di donare, non esso stesso, ma la sua parte opposta. Io posso scegliere quando ho questi due “poli”. Come? Mi rafforzo nell’ambiente corretto. In questo modo, voglio rafforzare un fattore in opposizione all’altro.

Ma se non ho il secondo punto, se sono solamente il desiderio di ricevere, allora non c’è influenza sulla mia “scelta”. In questo caso, inseguo l’interesse personale come un cane che annusa qualcosa per la strada; è tutto qua.

Domanda: Ma allo stesso tempo dentro lo schema dell’educazione integrale, suggeriamo che le persone creino un ambiente migliore per loro stesse.

Risposta: Vero, creare un ambiente migliore per il loro desiderio di ricevere, ma non per il punto nel cuore. In questo modo un uomo sa che è possibile migliorare la sua vita in un cerchio comune, nell’unione.

Tuttavia, tutti hanno il punto nel cuore; è innato in ogni desiderio a questa o a quella profondità. E’ detto, “Essi Mi conosceranno, dal più piccolo al più grande di essi”. Ecco perché nell’organizzare, nel riunire le persone, e nel portare loro la Luce che Corregge, forziamo la presa di coscienza di questo punto, di modo che incominci ad “emergere”. E una volta che un uomo segue il metodo integrale, egli ci dirà che vuole studiare la saggezza della Kabbalah. Perché? Non lo sa da sé; ma all’improvviso lo vuole.

Ad ogni modo, i gruppi integrali non sono un ambiente Kabbalistico perché non hanno la linea di sinistra. Noi ce ne prendiamo cura come una delle nostre dipendenze, insegnando loro le buone relazioni, l’empatia, e l’unione ma senza interferenze interne da parte dell’egoismo che “sente” cosa sta arrivando. Noi parliamo di un lavoro più serio nel nostro ambiente.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 04.12.2013, Gli Scritti di Baal HaSulam)

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Il confine oltre il quale il malvagio diventa buono

Da Baal HaSulam, articolo: “Introduzione allo studio delle dieci Sefirot” Punto 78: “Anche se tutto il mondo dice che sei giusto, sii malvagio ai tuoi occhi”, in particolare ai tuoi occhi. In altre parole, fino a quando non raggiungi l’ “apertura degli occhi” nella Torà, considerati malvagio. Non ingannare se stessi con la tua reputazione in tutto il mondo come giusto.

Le persone non possiedono la volontà di fare azioni buone o cattive. Per quanto riguarda la spiritualità, le qualità naturali di una persona, con cui è nato, non contano: quanto sia bello ed educato o maleducato. Fino a quando uno merita una rivelazione e una testimonianza del Creatore, che garantisca le sue buone intenzioni, fino a quel momento, rimarrà malvagio.

Ma quando una persona raggiunge una rivelazione e la Luce continua a tenerlo in alto, da allora in poi, sarà un buono, un giusto. Pertanto, non facciamo calcoli l’uno sull’altro, chi è il cattivo e chi è il buono. Per quanto riguarda il cammino spirituale, tutto è determinato incrociando questa amata barriera – il Machsom“.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 16.12.2012)

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“Siete Scolpiti … sul mio cuore, tutto il giorno e tutta la notte!”

Baal HaSulam, Lettera 20: Siete scolpiti … sul mio cuore, tutto il giorno e tutta la notte e, come inceneritori di sete dopo la vostra bontà e la vostra integrità, e il Creatore sa quale sforzo e poteri io ho dato a vostro nome, e siate certi che non sarà inutile e la parola di Dio sarà eterna.

Da questo giorno in poi ci rafforzeremo nella Torà e nelle mitzvot (comandamenti), “come un bue per l’onere e un asino al carico” per aumentare la Divinità dalla polvere, ed i peccati saranno meriti, dal momento che il Suo onore sarà riempire la terra. E grazie a Dio, sono molto sicuro che la nostra salvezza sta per essere rivelata, e saremo ricompensati per adorare il Creatore insieme, in espansione e se Dio vuole, ce la faremo.

Baal HaSulam scrive del suo investimento nei suoi studenti e del suo aiuto verso di loro. Tuttavia, nel mondo spirituale, in contrasto con il mondo corporeo, il minore deve adoperarsi in modo che il superiore possa aiutarlo.

Nel mondo corporeo, un bambino è naturalmente legato a sua madre prima dal cordone ombelicale nel grembo materno e poi al petto, al suo corpo, e così riceve il suo trattamento. In questo modo la natura lo costringe ad annullare se stesso. Egli non fa alcuno sforzo. Al contrario, sente che sua madre è la fonte della sua vita, ed è incline ad aderire a lei.

Tuttavia, nel lavoro spirituale, dobbiamo fare questa azione contro il nostro ego, verso il gruppo, l’insegnante, e il Creatore. Solo quando annulleremo noi stessi, riceveremo nutrimento da loro, sia attraverso ciò che noi chiamiamo un “cordone ombelicale spirituale” o attraverso il seno spirituale del Partzuf superiore, attraverso la Luce Circostante e quella Interiore.

Quindi, se un insegnante scrive che gli studenti sono scolpiti… sul mio cuore … tutto il giorno e tutta la notte, vuol dire che anche loro hanno fatto un grande lavoro per raggiungere tale connessione reciproca.

Quale sforzo e poteri io ho dato a vostro nome, questo è possibile solo se gli studenti hanno permesso all’insegnante di dare a loro. Se un bambino si rifiuta di mangiare, come è possibile costringerlo? Qui, si tratta della sua spontanea volontà.

In primo luogo, il suo libero arbitrio è solo nell’ annullare se stesso. Poi, è anche in accordo ad accettare la dazione dal superiore, che è sempre in contrasto con la propria mente e sentimenti. Si tratta di un problema molto grande. Anche solo annullare te stesso e accettare tutto come Hassadismo non è facile.

L’embrione si trova nelle acque di Hesed, ma non è semplice ricevere tutto come Hassadim in totale auto-annullamento.

Così, uno studente dovrebbe cominciare ad accettare le azioni che sono di fronte ai suoi sentimenti e la sua mente, e ad accettarle per vedere la grazia in alto nelle più grandi sofferenze, proprio come Rabbi Akiva durante la sua dolorosa morte.

Questo non è affatto semplice, e dobbiamo prepararci per questo. La cosa principale è desiderare che il nostro atteggiamento verso ciò che ci sta accadendo cambi. Siamo tenuti a chiedere e implorare, pregare, così che saremo in grado di giustificare tutto ciò che accade, e di ricevere le azioni del Creatore su di noi con amore e per chiedere aiuto al fine di aderire al gruppo, all’insegnante, e al Creatore in modo che l’amore copra tutti i nostri peccati.

Questo lavoro si chiama: “come un bue per l’onere e un asino al carico”. Dobbiamo costantemente sentire che “Non esiste nessuno tranne Lui”, e che il vaso di questo sentimento è la nostra connessione e il nostro amore. Questo è il motivo per cui viene chiamata: la grande regola della Torà.
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(Dalla preparazione alla Lezione del 11.12.2012)

Noi non temiamo nessuna data

Domanda: Attualmente l’intero Internet pullula di prognosi su alcuni eventi spiacevoli che si svolgeranno nel mese di dicembre 2012. Che cosa ha da dire su questo la Kabbalah? Si prega di rassicurare il mondo

Risposta: Come posso calmarti?

Io credo che tutto dipenda da noi, tu compreso. Io non intendo calmarti, ma l’esatto contrario, perché in realtà noi esistiamo in una forte libertà di scelta e Dicembre e l’intero anno prossimo dipende da noi. Inoltre, questi stati, che dobbiamo attraversare, sono determinati solo dal nostro gruppo mondiale e da nessun altro.

Quindi, io non calmerò nessuno di voi. Al contrario, voi dovete sentire chiaramente che l’intero mondo dipende da voi. Bisogna rendersi conto di questo, che significa che dobbiamo prendere seriamente il nostro compito, una costante aspirazione reciproca nei vostri cuori.

Senti come i nostri cuori si stanno raccogliendo sempre di più in una sfera? Solo questo può salvare la nostra situazione e renderlo meraviglioso. Sarà meraviglioso, nel senso che ci ricorderemo che dobbiamo essere più vicini e più uniti fino ad arrivare tutti in un unico cuore insieme. Allora non avremo paura di nessun calendario.
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(Dal congresso di Georgia 06.11.2012, Lezione 3)

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Una scintilla che penetra dal piano superiore

Tutto il nostro cammino è finalizzato a far uscire il nostro ego,è l’unico attributo collettivo nel quale noi esistiamo e che ci chiude all’interno di minuscole sfere dal sentire la realtà di questo mondo. Al fine di cominciare a gestirci, noi necessitiamo di un’altra forza in aggiunta al nostro desiderio di gioire: un desiderio di dare. Con queste due forze possiamo già cominciare a operare.

Questo significa che noi manchiamo della forza della dazione che viene dalla forza generale, dal Creatore, che è la vera natura. Questo è perché la parola “Creatore” in Ghematria è “natura” (in ebraico). E il nostro desiderio di gioire non esiste in natura, ma è esterno a essa.

Tutto il nostro lavoro e il nostro scopo è di arrivare al desiderio di dare. Grazie a questo noi siamo incorporati nel Creatore, acquisire la libertà di scelta tra queste due forze e poter divenire simile a Lui, che è chiamato il livello umano: il livello di Adamo.

Noi possiamo solo raggiungere il potere di dazione dalla connessione nel gruppo, che è un modello di come noi dovremmo adempiere ciò. Nel gruppo noi sentiamo quanto noi necessitiamo della dazione, o l’opposto, quanto sia non necessario a noi e quanto odioso sia, dal momento che è opposto alla nostra natura.

Così noi cominciamo a lavorare artificialmente e gridiamo come bambini che chiedono cose che non desiderano. Ma i bambini usano il nostro amore da genitore e continuiamo a concedere facendo quello che loro vogliono benché noi sappiamo sia solo un piagnisteo infantile.

E’ esattamente lo stesso con noi. Se anche noi chiediamo per la dazione egoisticamente, benché nessuno ne abbia bisogno e “tormenti” il superiore con i nostri pianti:”Daccelo, daccelo!” come dei bambini fastidiosi, noi lo otterremo poco a poco e saremo gradualmente colpiti da questo. In aggiunta, noi siamo impressi dalle nostre azioni e dal nostro agire che vogliamo dare e allora eventualmente noi realmente cominciamo a volerlo.

Così siamo impressionati l’uno con l’altro riguardo alla grandezza della dazione e della spiritualità, benché noi non vediamo realmente nulla di buono, grandioso e di valore nel desiderio della dazione, ma piuttosto l’opposto. Questo significa che stiamo agendo come in un teatro, e da questo agire noi ci sviluppiamo; siamo in una bugia intenzionale e ci è chiaro che tutte le nostre preghiere sono false e la nostra attitudine non è reale.

Noi siamo a conoscenza di questo, lo sappiamo e noi lo dichiariamo apertamente perché è l’unica opportunità per uscire dallo stato in cui ci troviamo ora. Da questo atto, noi costruiamo noi stessi sotto le condizioni dello stato corrente al fine di raggiungere la dazione dal desiderio di gioire.

La leva con la quale possiamo fare questo è basata su una scintilla spirituale, il punto nel cuore, con il quale noi possiamo cominciare ad agire. E’ un minuscolo punto nel cuore, che noi percepiamo e cominciamo a sviluppare. Se noi lo percepiamo come la fine di una corda che ci è stata lanciata, noi possiamo elevare noi stessi al di sopra del nostro desiderio egoistico al desiderio di dazione, come elevarsi al di sopra del piano e penetrare il secondo piano attraverso un piccolo buco nel soffitto. Poi con l’aiuto della corda, noi possiamo tirare il nostro intero desiderio di gioire, che riempia tutto il piano inferiore e gradualmente si trasferisca al piano superiore – elevandosi da Malchut a Binà.

La scintilla che è stata inserita in noi è una scintilla da Binà che cade sopra di noi dal secondo piano da un buco nel soffitto. Attraverso quel buco noi possiamo muoverci verso il secondo piano e poi tirare tutta la Malchut da là.

Dovrebbe esserci chiaro che stiamo lavorando con attributi egoistici. Noi stiamo solo giocando con la dazione e non immaginiamo che siamo già corretti. Se noi continuiamo a non sapere chi siamo veramente, noi lo scopriremo senza dubbio: La cosa più importante è non aver paura della verità.
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(Dalla Preparazione alla lezione quotidiana di Kabbalah del 07.09.2012)

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Essere libero nella propria terra

Domanda: Come è possibile prendere decisioni indipendenti e annullare al tempo stesso se stessi davanti alla natura?

Risposta: È la stessa cosa. Annullare te stesso, ossia la tua intenzione egoistica, e adempiere i comandi del Creatore con il cuore e l’anima, significa essere indipendente.

Una persona ha bisogno di riflettere sul perché è così. Questo le consente di definirsi come “una nazione libera nella propria terra”, poiché cessa di essere schiava del suo desiderio (la parola “terra” o “Eretz” deriva dalla parola “desiderio” o “Ratzon“).

Egli vuole essere lo schiavo dell’intenzione altruistica e questo è chiamato essere uno “schiavo del Signore”. Egli vende se stesso per essere uno schiavo per la dazione, poiché nel frattempo, egli non è in grado di dare in modo indipendente. Ma questo è già il suo primo passo verso l’indipendenza, e in seguito egli diventerà completamente indipendente.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.03.2012, Shamati 9)

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Scegliere di nascere

Domanda: Qual è il significato della frase “non c’è coercizione nella spiritualità”?

Risposta: Non c’è coercizione nel mondo spirituale perché alla fine tutto dipende dallo sforzo della persona.

In questo mondo ricevendo regole, e nel mondo spirituale, dazione. In entrambi i casi io sono obbligato a ubbidire, e questo è coercizione. Dopo tutto, queste sono leggi naturali.

Prendiamo ad esempio la legge di gravità, questa è una forza fissa che mi tira verso il suolo. Puoi resistere a questa coercizione? “Io non voglio che agisca in me, ho i miei propri piani”. Questo non funziona. La legge agisce in me, che lo voglia o no. È la stessa cosa con le leggi di dazione e di ricezione. Tutto nella realtà è pieno di coercizione.

Sei libero unicamente quando scegli. Che tipo di scelta è questo? La scelta è di spostarti dalla ricezione alla dazione con l’aiuto del gruppo, la Luce che Riforma e l’insegnante. Di fatto ricezione e dazione sono una legge, una forza. La tua scelta è come ubbidirla: positiva o negativamente. Tu fai questa scelta da te.

E quindi, qual è la tua scelta? Vale la pena o no unirti alla dazione? Conosci tutto quello che è accaduto in precedenza e qualche cosa di quello che accadrà in futuro. Non possiamo ancora sentire né toccare il posto dove ha luogo questa scelta. Tuttavia, in realtà un vuoto sorprendente si apre lì per te.

Menzioniamo frequentemente la favola del bruco che vive dentro il ravanello. Quando fa un buco nella pelle, gli viene rivelato un vasto mondo. È un’apertura molto stretta, ed è scelta del bruco di nascere o no. Ogni volta che fai questa scelta, nasce un’altra piccola parte di te, e tu entri nel nuovo mondo che è già stato preparato per te.

 

Anche se è un’azione sottile e fine da parte mia, è come se io operassi un vasto sistema semplicemente premendo un bottone. Il posto per il quale faccio la scelta è effettivamente la “spiritualità” dove non c’è coercizione. Io apro un mondo nuovo per me, e la mia attitudine verso di esso diventa libera.

La legge opera in entrambi i posti, ma quando entro nel mondo della dazione, io acquisto la libertà: Tutto questo è mio – il desiderio corretto di ricevere con l’intenzione per donare, ed io lo controllo. Io sono veramente libero; con questo desiderio, io posso fare qualsiasi azione di dazione che io voglio. Questa è l’unica cosa che io voglio, e non ci sono delle restrizioni.

Perciò è detto: “Non c’è coercizione nella spiritualità”. Io sono nato e trascendo da una mela marcia verso un mondo meraviglioso, luce del sole, aria fresca e uccelli che cantano. Quando attraverso questo passaggio stretto, io acquisto una nuova attitudine che si basa nella dazione e divento adatto a un grande mondo, e in esso io sono libero.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.02.2012, “Introduzione allo studio delle dieci Sefirot”)

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Dalla totale lontananza dal Creatore alla completezza

Noi iniziamo dal punto più basso, dal più lontano. Non c’è niente di più lontano dal Creatore dell’uomo.

La caratteristica del Creatore è la dazione, mentre la caratteristica dell’essere creato appartiene al livello inanimato. Praticamente non c’è nessuna differenza tra i due, tranne che per il fatto che il livello inanimato è sotto l’assoluto controllo del Creatore e al 100% in abnegazione, e non ha niente di suo.

Poi appaiono i livelli vegetativo e animato che sono in qualche modo diversi dal livello inanimato, non nelle intenzioni e desideri, ma nel movimento che sembra essere opposto a quello del Creatore.

I livelli vegetativo e animato crescono, si muovono e si sviluppano, e quindi si allontanano dal Creatore. Tuttavia non lasciano il Suo controllo, ma il Creatore semplicemente “permette” loro di essere incorporati nelle due forze e di svilupparsi essendo sotto il Suo controllo. È per questo che tutti questi livelli vengono chiamati natura.

Poi appare il livello dell’uomo e anch’esso attraversa i diversi stati: inanimato, vegetativo, animato e parlante. È in quest’ultimo stato che inizia il libero arbitrio.

Il concetto di libertà è relativo e dipende dall’oggetto osservato. Noi non giudichiamo le pietre né gli alberi, ma giudichiamo gli animali e questo ci permette di allenarli e quindi a usarli. L’uomo può già essere giudicato completamente.

Alla fine l’uomo si trova completamente distante dal Creatore, è talmente lontano che chiamiamo questa natura “l’inclinazione al male”, mentre gli stati precedenti sono chiamati natura, perchè    sono sotto il controllo del Creatore.

E allora la domanda è: Se la maggior parte delle persone appartiene ad un naturale livello di sviluppo, come fanno ad avanzare? In fondo tutti iniziamo dal livello inanimato.

Per poterlo fare esiste uno strumento speciale: la sofferenza, che opera in noi e ci fa avanzare.  Associamo la sofferenza ad un sentimento negativo, ma dovremmo comprendere che non è solamente uno strumento, ma un intero sistema che fa iniziare lo sviluppo. Attraverso il quale tutto si sviluppa verso la completezza.

Allora negli stati successivi, il nostro sviluppo si trova anche nella stessa direzione, più lontani dal Creatore in base al nostro libero arbitrio. Nella nostra natura, nell’inclinazione al male, ci allontaniamo sempre di più dal Creatore, e per avvicinarci a Lui abbiamo l’aiuto dell’intenzione. Iniziando dal punto chiamato “Lishma” (Per il Suo bene) iniziamo ad avvicinarci al Creatore e a entrare in Lui.

È in questo punto iniziale dell’intenzione altruista che per la prima volta acquisiamo il vero libero arbitrio, mentre in precedenza avevamo unicamente un sostituto egoista.
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(Dalla 4° parete della lezione quotidiana di Kabbalah del 04.01.2012, “La libertà”)

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Il passaggio alla dazione come processo naturale

La nostra divulgazione dovrebbe essere semplice: noi abbiamo bisogno di portare l’umanità alla realizzazione del fatto che l’attuale economia sta collassando a causa di ragioni che sono al di fuori del nostro controllo, a causa di circostanze oggettive. Nessuno è da biasimare; questa fase è impiantata nella natura della società umana in sé e si propone di unirci e di causare la creazione di una nuova società integrale che vivrà in accordo alle leggi della garanzia mutua.

Prima cominciamo a studiare e nel frattempo il nostro processo di pensiero ed il nostro approccio cambiano: da stretto e diritto essi divengono complessi ed allora cominciamo a capire come costruire dei sistemi di interazione tra le persone, tra i partner commerciali, tra i sistemi di governo e così via.

Ma prima di tutto c’è l’istruzione: un’educazione integrale. Come scrive Baal HaSulam, possono volerci fino a tre generazioni prima che l’umanità cominci praticamente a costruire una nuova società. Questo è il tempo di cui una persona ha bisogno per realizzare i cambiamenti e cominciare a pensare differentemente.

Ma fino ad allora, noi vivremo producendo tutto quello che è necessario per le nostre necessità basilari e gradualmente avanzeremo verso una visione del mondo integrale. La crisi si sbarazzerà di tutto ciò che è in sovrabbondanza e ci abbasserà al livello di produzione di beni per le necessità vitali. È già chiaro: il rialzo della disoccupazione nel singolo complesso dell’economia mondiale sottrae gradualmente i profitti a tutti, inclusi a quelli al vertice. Gli yacht, i diamanti ed i grandi conti bancari, tutto questo sparirà. Che lo vogliamo oppure no, il mondo arriverà ad un’economia diversa.

Noi, in cambio, abbiamo bisogno di preparare come possiamo ogni persona per l’imminente giro di eventi. Certamente abbiamo bisogno di investigare in che modo costruire la nuova economia, ma generalmente essa si costruirà da sé. Dopotutto, l’economia è una replica dell’interconnessione tra la gente. Il sistema finanziario e quello economico sono essenzialmente una copia del nostro egoismo. Quindi, cambiando noi stessi, automaticamente cominciamo a cambiare le nostre relazioni in tutte le sfere, incluso quella economica.

Non abbiamo bisogno di movimenti improvvisi. Non abbiamo bisogno di accelerare l’onda. Non abbiamo bisogno di rivoluzioni o metodi forzati. Tutto avverrà naturalmente, è proprio come scrisse Baal HaSulam ne “Gli Scritti dell’Ultima Generazione”: “Il concetto di collettività ha bisogno di catturare e di maturare nella mente umana in non meno di tre generazioni complete di pace e di accordo. Quindi il mondo deve ancora sperimentare molte rotazioni ed esperimenti prima di raggiungere la fase finale. E non c’è un cammino più semplice per la maturazione delle idee del cammino della Kabbalah”.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 8.01.2012, “La Libertà”)

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