Pubblicato nella 'Libero Arbitrio' Categoria

Arrendersi al dominio degli Amici

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar,” paragrafo 44: Quando l’uomo inizia ad addentrarsi nella Torà e nei suoi comandamenti, anche senza intenzione, cioè senza amore e senza timore, come ci si comporta quando si serve il re, anche in Lo Lishma, il punto nel cuore inizia a crescere e rivela la sua azione.

Quando il punto nel cuore si risveglia in un uomo, egli giunge in un ambiente nel quale gli vengono fornite tutte le condizioni per il suo sviluppo spirituale interiore. E’ detto che “il Creatore mette la mano di un uomo sul destino buono e gli dice: sceglilo”. Questo è il punto esatto dove si trova il suo libero arbitrio: avanzare verso il centro del gruppo e, attraverso il gruppo, al Creatore.

Allora un uomo inizia a comprendere il sistema, la “cucina” dove tutto si “cuoce”. Da questo punto in avanti, se cerca come concentrarsi correttamente sull’obbiettivo usando l’influenza dell’ambiente, sottomettendosi all’ambiente, e aspirando al Creatore attraverso di esso, allora il suo punto nel cuore si espanderà e crescerà.

Qui, la sua partecipazione minima con un’intenzione non ancora diretta alla pura dazione è sufficiente. Anche se un uomo non se ne dispiace e non riesce a pensarci seriamente, è comunque una partenza. Se egli ha già un “punto nel cuore” e, cosa più importante, è già inserito nel giusto ambiente che lo influenza, questo è uno sviluppo.

Anche delle azioni senza un obbiettivo possono purificare il desiderio di ricevere di un uomo, ma solamente al primo livello chiamato “inanimato”.

Un uomo non ha ancora le giuste intenzioni e non riesce ancora a vedersi come qualcuno che dona, ma che riesce almeno a scegliere di “abbassare la propria testa” con tutta la sua forza, di annullarsi, ed in questo modo di avanzare. La grandezza del livello inanimato è la sua capacità di sottomettersi davanti al gruppo e allo studio. Questo livello finisce quando un uomo si annulla totalmente davanti a ciò che gli è stato rivelato nel livello in cui si trova. Questo è il culmine del livello inanimato.

In seguito, al livello vegetativo tutto cambia: se prima l’uomo doveva solamente restringere se stesso mentre si elevava al di sopra del suo ego, adesso egli si deve aprire più che può. Questo cambiamento è tipico in ogni passaggio da un livello ad un altro.

Domanda: Quindi, ne consegue che il livello inanimato non è così “rozzo” come si potrebbe pensare?

Risposta: Potrei non capire o sentire nulla e non essere in grado di prendere parte alla vera dazione, ma devo riconoscere la mancanza della percezione, del pensiero, e del giusto atteggiamento, la mancanza di tutto ciò che è spirituale. Io sono al 100% fuori dalla dimensione della dazione. Come posso entrarci?

Per riuscirci, devo annullare tutto ciò che si risveglia dentro di me. Non cancello e non copro le mie qualità, ma so che non posso entrare nella spiritualità con loro. Allora, mi attacco al dominio dell’ambiente. Mi dicono di unirmi a qualcosa, e lo faccio senza capire cosa significhi. Mi dicono di leggere, di studiare, e allora leggo e studio. Mi dicono di fare qualcosa, allora la faccio. La faccio specificamente perché mi è stato detto di farla. In altre parole, mi sottometto al gruppo e allo studio con tutta la mia forza. Accetto questo dominio mentre annullo me stesso e intanto avanzo verso la correzione del mio livello inanimato.

Infatti, il mio livello inanimato non può muoversi da solo, e così il solo modo di farlo è di avere gli amici che mi fanno muovere dall’esterno. Per poterci riuscire, devo essere nelle loro mani.

In questo percorso nessuno incontra degli ostacoli. Tutti sono capaci di compiere queste azioni da soli. Un uomo si annulla soltanto davanti agli altri e dipende solamente da questo. L’auto-annullamento lo mette automaticamente nelle loro mani. In seguito gli verrà chiesto di compiere delle azioni che siano basate sull’interdipendenza e sulla cooperazione, ma nel livello vegetativo egli deve solamente rinunciare a se stesso. Il desiderio cresce, le interruzioni aumentano, c’è una maggiore confusione insieme ai disaccordi, e la risposta a tutto questo è l’auto-annullamento. Un uomo ha bisogno di abbassare la testa ancora e ancora ed in questo modo avanza. Questa è la prima fase del nostro cammino.
[105267]

(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.04.2013 “Introduzione al Libro dello Zohar”)

Materiale correlato:

Laitman blog: Annullare se stessi e sapere=Rivelare=Connettersi
Laitman blog: Quello che è buio per l’ego è luce per me

In prima linea sul palcoscenico della storia

Domanda: Se non c’è alcun desiderio per la spiritualità, come lo possiamo risvegliare?

Risposta: Ci troviamo in uno stato in cui o ci risvegliamo da soli verso il progresso spirituale o sarà l’avanzamento a risvegliarci. Nel corso della storia, dal Big Bang che ha dato inizio all’universo fino ad oggi, ci siamo sviluppati attraverso la forza della natura che ci ha spinti in avanti per mezzo della sofferenza. Questo è ciò che viene chiamato evoluzione. Ogni volta, non avendo scelta, abbiamo abbandonato lo stato in cui ci trovavamo e ci siamo spostati nello stato successivo che sembrava migliore. Ci siamo sviluppati in uno stato migliore fino quando non abbiamo incominciato a sentire che non era più così buono e ci siamo spostati nello stato successivo che sembrava ancora migliore.

A meno che sentiamo che lo stato in cui ci troviamo sia insopportabile, non lo abbandoneremo poiché il nostro ego cerca l’immobilità. Perché dovrei cambiare qualcosa se mi sento bene? Se il mio braccio adesso sta bene così, non lo muoverò, ma se sento che un’altra posizione è migliore e come sono adesso non è così comodo, allora queste sensazioni mi spingeranno a muovermi.

Ciò significa che non mi muovo mai di mia spontanea volontà, e che ci sono sempre delle forze che mi influenzano e che mi mettono in funzione. Cosa sono queste forze? Il braccio, come parte del corpo animato, sente che così non sta bene e che si sentirebbe meglio se si muovesse un pochino e allora si muove.

E’ lo stesso con tutto quello che c’è nella vita. Non è neanche diverso da come soffia il vento: c’è della pressione in un punto e una mancanza in un altro, un vuoto, e così le masse d’aria si spostano da un punto all’altro. Ci devono sempre essere due forze: una che spinge e una che tira.

E’ così che è sempre stato nell’evoluzione della società umana che è passata attraverso molte trasformazioni da uno stato all’altro. La forza negativa ha spinto l’evoluzione da dietro e la forza positiva ha tirato l’evoluzione dal davanti, nella speranza di qualcosa di buono.

Ora, ci troviamo in uno stato molto speciale. In che modo è diverso da tutti gli altri stati?
Di solito funzionava con la presenza dello stato uno (1) e dello stato due (2). Nel secondo stato scoprivo un più (+) e nel primo stato un meno (-). Nel primo stato la forza respingente operava su di me e nel secondo stato lo faceva la forza trainante. Io mi muovevo da uno stato all’altro per mezzo di queste due forze. E’ la naturale evoluzione senza libero arbitrio.

Lo stato nel quale mi trovo adesso è diverso poiché ho il libero arbitrio. Nello stato attuale, scopro un meno (-) molto grande, ma non scopro la forza negativa, che riesce a malapena a spingermi in avanti. Allora una bella domanda si presenta (?); Che cos’è lo stato del libero arbitrio? Come posso essere guidato qui, sapere per quale direzione andare, cosa fare, e cosa ne sarà di me? L’aiuto è solamente nella saggezza della Kabbalah.

Altrimenti è impossibile comprendere cosa dovremmo fare, poiché in tutti gli stati precedenti siamo passati da un livello di sviluppo umano all’altro, mentre adesso ci dobbiamo muovere dal livello umano a quello divino, al livello spirituale. Perciò, non possiamo comprendere come avanzare e ci troviamo di fatto nel buio. Questo è tutto il problema.

Quindi, da una parte, si tratta di libero arbitrio, poiché non è il corpo animale che ci detta verso dove ci dovremmo muovere. Io mi sento senza aiuto e la scelta si trova di fatto al di sopra della ragione.

Quindi, non c’è niente che possiamo fare senza la divulgazione della saggezza della Kabbalah. A questo proposito la nazione di Israele è di adempiere alla sua missione e questa è la ragione per cui ci troviamo in questo stato di così grave pericolo. Ora, andiamo verso la prima linea sul palcoscenico della storia e sebbene siamo sempre stati degli “osservati speciali”, oggi lo siamo più di prima.
[103105]

(Dalla 4.a parte della lezione Quotidiana di Kabbalah del 19.03.2013, “Introduzione al Libro dello Zohar).

Materiale correlato:

Laitman blog: Un momento decisivo nella storia
Laitman blog: La correzione inizia con coloro che si sono risvegliati

Il punto di scelta tra due abissi

Rabash, “Associazione della Misericordia con il Giudizio”:…quando c’è una Provvidenza evidente, non c’è spazio per la scelta. Per questa ragione, Colui che è Superiore ha sollevato Malchut, che è Midat Ha Din (la Qualità del Giudizio), in Eynaim (occhi). Ciò ha creato un occultamento, nel senso che risulta chiaro a colui che è inferiore che c’è una mancanza in Colui che è Superiore.

Da una parte, Colui che è Superiore viene elevato, e dall’altra, colui che è inferiore non Lo trova attraente; c’è qualcosa di respingente. Da una parte, una scintilla nel desiderio (il punto nel cuore) è ansiosa di conseguire la spiritualità. Inoltre, il mondo esterno ci fa pressione ed escogita numerose circostanze negative; non promette alcun piacere tranne quelli che potremmo ricevere in futuro. Dall’altra parte, dobbiamo trovare un compromesso, perché vediamo chiaramente una mancanza nella parte superiore.

Che genere di mancanza è? La Parte Superiore non è brillante, attraente, o bella come penseremmo.

In questo stato, le qualità di Colui che è Superiore sono poste in colui che è inferiore; cioè, hanno delle mancanze. Ne consegue che questi Kelim (vasi) sono uguali a colui che è inferiore: come non c’è sostentamento per colui che è inferiore, non c’è nutrimento dalle qualità Superiori.

Ecco le sensazione che colui che è inferiore attraversa: all’inizio, ho aspirato veramente alla fase successiva, ho corso verso di essa sempre di più, e poi ho scoperto qual è il significato del mio passo successivo. Si è rivelato essere l’unione con e l’amore per i miei amici. Ne consegue che li devo percepire tutti quanti come un solo cuore; inoltre devo abbandonare molte cose; ancora, dovrei mettere in campo molti sforzi ed essere felice di quello che faccio. E, invece, non mi sento affatto felice…

Il punto tra le due spaccature rappresenta infatti il punto di scelta. Ogni giorno, ognuno di noi percepisce un numero infinito di questi punti. Se riuscissimo a raccogliere e selezionare quello giusto, o se almeno provassimo a farlo, allora scopriremmo la parte superiore nel più breve tempo possibile. Non dovremmo mai perderli! Tuttavia, quando questi momenti accadono, non sentiamo assolutamente alcun bisogno di niente; ci arrendiamo semplicemente alle nostre sensazioni e continuiamo a vivere le nostre miserabili vite.

Mentre analizziamo il nostro stato successivo, più elevato e più avanzato, scopriamo che è pieno di preoccupazioni e che provoca un sacco di problemi al nostro attuale egoismo. Un uomo deve amare i suoi amici, servirli, pensarli, e prendersi cura di loro, e trattarli meglio di se stesso.

“Chi ne ha bisogno? Siamo capaci di comportarci così?” Non vuol dire che percepiamo una mancanza nella parte superiore e non troviamo abbastanza energia o sostentamento per la vita in Lui? Talvolta, per un paio di minuti percepiamo una bella sensazione, un’ispirazione; tuttavia, di regola, è il contrario.

Si chiama discesa: un uomo non percepisce la vita nella parte superiore, e nemmeno la trova nello stato della dazione, dell’amore o dell’unione. Un uomo non ha alcun desiderio di correggersi.

In questo stato, c’è spazio per la scelta.

Questo è esattamente lo stato che ci offre una scelta. E’ un momento molto importante di auto-conoscenza: non voglio niente, non ho necessità, mi sto indebolendo, e sono pronto ad arrendermi a meno che lo stato in cui mi trovo non si modifichi senza la mia partecipazione. Non c’è niente che mi attira, nella vita sia materiale che spirituale: mi sento senza speranze in entrambi i mondi.

… colui che è inferiore deve dire che tutto questo occultamento che sente è perché Colui che è Superiore ha ristretto Se Stesso in favore di colui che è inferiore. Questo è ciò che è chiamato “quando Israele è in esilio, la Divinità è con lui”.

In questi casi, dovremmo arrivare a capire che la parte superiore “gioca” di proposito questo gioco con noi. Non può fare altrimenti; Egli non può abbracciarmi ed elevarmi come se fossi su una mongolfiera. Se facesse così, non conseguirei mai niente e rimarrei per sempre un bambino nelle mani di un adulto.

Naturalmente, un bambino si sente bene e al sicuro; può anche giocare nelle altezze a cui viene elevato, ma non cresce.

Colui che è inferiore cresce solamente se si sforza di raggiungere la parte superiore. Un uomo non può restarci senza sforzi personali. La parte superiore non dovrebbe elevare la parte inferiore, se quest’ultima non prende parte al processo. Altrimenti, Colui che è Superiore non farebbe altro che “distruggere” colui che è inferiore, non permettendogli di crescere e di avanzare. E’ uguale ad una situazione in cui i genitori fanno i compiti di scuola al posto dei loro bambini.

Quindi, dobbiamo renderci conto che la parte superiore ci aiuta assolutamente in ogni preciso momento. Non ci dovrebbe essere neanche un secondo di attesa per qualcosa compiuta da Lui, come se Lui potesse mai esitare dal compierla. Dal punto di vista di Colui che è Superiore, ci troviamo sempre nello stato ottimale per il nostro successivo avanzamento. Dovremmo prestare attenzione ai vari segni attraverso i quali Egli ci indirizza, attraverso la Sua intenzionale discesa nel nostro stato attuale.

…qualunque gusto un uomo assapori, un uomo dice che non è colpa sua se non assapora la gioia di vivere, ma dal suo punto di vista non c’è assolutamente vita in Colui che è Superiore.

Tuttavia, un uomo deve chiaramente capire cosa sta succedendo.

E se un uomo diventa più forte e dice che il gusto cattivo che trova in questi nutrimenti è solamente perché non ha i giusti vasi per ricevere l’abbondanza, perché i suoi vasi sono per ricevere e non per donare, e si dispiace che Colui che è Superiore nasconda Se Stesso…

Quindi, i nostri vasi, i nostri desideri sono corrotti. Infatti, se Colui che è Superiore discendesse verso di noi, percepiremmo l’Infinito, poiché ogni nostro passo successivo sarebbe per noi il mondo dell’Infinito. Ecco perché non si è ancora rivelato a noi: non riconosciamo questo mondo nei nostri vasi. Lo percepiamo solamente in misura molto limitata; invece, c’è qualcosa di enorme e di multi-sfaccettato davanti a noi. Il fatto è che non vediamo proprio il livello superiore; copre tutto da un punto all’altro dell’orizzonte; non ci sono confini che ci danno una definizione di spazio.

Di conseguenza, Colui che è Superiore discende verso di noi sotto forma di un mondo depresso, insicuro, e corrotto. Inoltre, ci troviamo di fronte a stati e sensazioni che saranno ancora più devastanti per noi. Colui che è Superiore si abbassa verso di noi per far sì che lo percepiamo. Più Lui si abbassa, più percepiremo la negatività in noi stessi e nel mondo che abbiamo intorno, poiché le nostre qualità sono opposte alle Sue.

Questa è la ragione per cui stiamo attualmente vivendo una crisi; Colui che è Superiore si avvicina a noi, facendoci così percepire inconsciamente la differenza tra Lui e noi. La “crisi” è una spaccatura tra il nostro stato attuale e lo stato in cui si trova Colui che è Superiore. Dobbiamo arrivare ad un punto di equilibrio e porci in armonia con Lui, e questo richiede un’educazione integrale che ci permetterà di comprenderLo meglio.

In generale, questo è il punto di libero arbitrio. Dobbiamo renderci conto che ogni cosa che percepiamo come inferiore all’Infinito è una condizione che è stata specificamente preparata per noi da Colui che è Superiore per darci l’occasione di scegliere.

Ciò significa che dovremmo dispiacerci non del fatto che il mondo in cui viviamo sia negativo e che qui siamo infelici, ma piuttosto del fatto che Colui che è Superiore si deve abbassare verso di noi, diminuire Se Stesso e presentarSi come un essere inferiore rispetto a ciò che Egli è veramente, e che Egli deve anche rendersi non attraente e negativo ai nostri occhi.

…ciò permette a colui che è inferiore di lamentarsi; questa è considerata MAN che colui che è inferiore innalza.

Da una parte, notiamo che Colui che è Superiore si pone sul fondo; inoltre, il livello più alto non ci sembra ancora attraente. Dall’altra parte, ci rendiamo conto che ci sembra così solamente nelle nostre sensazioni. Se percepissimo il mondo attraverso i nostri vasi reali, guarderemmo a Colui che è Superiore come l’Infinito dentro di noi. Questa discrepanza è il cuore della differenza tra questo regno ed il mondo dell’infinto.

Quindi, a questo punto eleviamo MAN: la nostra richiesta di essere corretti. Cerchiamo delle possibilità per giustificarLo, solamente una conferma di Lui. Lasciamo che i nostri stati restino gli stessi; lasciamo che non ci procurino più delle piacevoli sensazioni: tutto ciò di cui abbiamo bisogno è di giustificare le Sue azioni e ringraziarLo per aver agito così. Di conseguenza, non chiediamo per il nostro stesso bene, ma per il bene di Colui che è Superiore. Chiediamo forza e comprensione, ma non chiediamo delle sensazioni; tutto ciò di cui dovremmo prenderci cura è la giustificazione di Lui, non importa se continuiamo a sentirci male. Se le nostre sensazioni migliorassero, lo loderemmo egoisticamente. No, non è di questo che abbiamo bisogno. Al contrario, vogliamo che le nostre sensazioni rimangano le stesse, mentre vogliano che la nostra consapevolezza e la nostra percezione siano modificate. In questo modo, cresciamo.

Noi siamo fatti in due parti: intelletto ed emozioni, aspirazioni e desideri. Andiamo avanti usando entrambe, come usiamo entrambe le gambe per camminare. Mettiamo che voglia restare nelle mie attuali sensazioni, e “appoggiandomi” su questa “gamba” faccio un passo in avanti con l’altra “gamba”; cioè, smetto di essere cieco, vedo il mio stato attuale, e lo giustifico, o mettiamo che voglia espandere il mio intelletto, il cervello, allora se le mie sensazioni rimangono intatte, avanzo veramente, poiché giustifico il mio stato emozionale nonostante continui a soffrire, ma mi rendo conto che cresco grazie alle mie afflizioni. Non sono assorbito o ingannato dalle sensazioni positive.

In seguito, quando la nostra mente si espande, ci appoggiamo al nostro nuovo intelletto, e se resta lo stesso di prima, allora ascenderemo al successivo livello di sensazioni. Inoltre, le nostre emozioni non metteranno in ombra l’intelletto, come succede quando il piacere ci spinge a perdere la testa.

E’ l’esatto contrario; facciamo un passo con una “gamba”, mentre, allo stesso tempo, ci appoggiamo sull’altra “gamba”: quando aggiustiamo le nostre emozioni, il nostro intelletto si eleva; quando aggiustiamo la nostra mente, le emozioni si elevano. Di conseguenza, attraversiamo degli infiniti cambiamenti sia nella mente che nelle sensazioni.
[89207]

(Dal Congresso del Nord dell’ Unione del 20.09.2012 Lezione 2)

Materiale correlato:

Laitman blog: Preparatevi a varcare la soglia del Palazzo del Re
Laitman blog: Le discese dei Kabbalisti

Libero arbitrio: Più domande che risposte

In quale stato ci troviamo in questo momento? Chi ha stabilito questo stato per noi? Chi ci “riorganizza”, chi ci prepara lasciandoci compiere solamente un’azione corretta e che, così facendo, ci permetterà di avere successo?

Vediamo che tutto in Natura è stabilito. Ci troviamo in un sistema rigido che ci lega tutti come in una catena, e non ci permette di muoverci liberamente nemmeno per un millimetro. Invece, ogni movimento che facciamo scuote il sistema ed ha un effetto immediato. Se comprendiamo questo concetto, allora le nostre reazioni saranno corrette. Immaginate di trovarvi nudi, circondati completamente da degli aghi che quasi sfiorano la vostra pelle. Non potete fare nemmeno il minimo movimento, al massimo potete muovere un pochino gli occhi.

Questo è il modo in cui le leggi della natura ci “avvolgono”. Ed è anche molto più di così, visto che operano sia nella nostra mente che nelle nostre emozioni (nel cuore), ed io devo verificare: Ho del tutto libero arbitrio? Non esiste nulla tranne questa natura? Se è così, allora è qui che si trova il mio io. Ma qualcuno può esistere al di fuori? Nel frattempo, io sono totalmente, internamente ed esternamente, circondato da aghi e non posso affatto muovermi in autonomia.

Allora, dobbiamo chiarire cosa ci può essere oltre la natura. Ha lasciato ad una delle sue creature chiamata “Adamo-l’uomo” qualcosa che lo rende capace di liberarsi da essa? E oltre a questo, come potrebbe succedere se l’intero universo è un sistema di leggi assolutamente fisse? Ci troviamo in un sistema che è del tutto reciprocamente connesso ed ogni giorno scopriamo sempre di più la sua interdipendenza, che ne è un fattore determinante e che non c’è libertà in esso; dunque, come può essere che ci sia qualcosa al di fuori di questa totalità di leggi e di schemi? Si tratta di un problema serio: Chi si trova al di fuori di queste leggi? Naturalmente, non è il nostro corpo animale, che possiamo studiare accuratamente, visto che abbiamo tutte le necessarie informazioni per farlo.

Nel complesso, tutti noi obbediamo in modo totale alle leggi della natura, e se questo ci va bene, allora tutto può continuare a scorrere in questo modo, ma se scopriamo almeno un grammo di libertà, questa scoperta potrebbe davvero essere una sorpresa. Per cosa serve la libertà? Come e per cosa la natura ha fatto spazio ad essa in se stessa, perché si è ristretta e non è entrata in questa zona? Che cos’è questo spazio nel quale il vero essere creato, che non è sotto l’influenza della natura, esiste effettivamente? Ma che cos’è in fondo questo essere creato? Ha delle sue leggi in base alle quali funziona?

Ci sono molte domande a cui rispondere qui. Spinoza e Kant hanno avuto a che fare con queste domande. Si tratta di un sistema complesso che ci appartiene poiché noi facciamo le domande sul significato della vita rifiutando di accettare l’approccio deterministico, aspirando invece ad essere al di sopra dello stato corporeo predeterminato, e a scoprire qualcosa d’altro…
[97358]

(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 04.01.2013 ” La pace”)

Materiale correlato:

Laitman blog: I Kabbalisti sulla libertà di scelta, Parte 9
Laitman blog: I Kabbalisti sulla libertà di scelta, Parte 1

Scegliete chi sarà alla guida

Baal HaSulam, “La Libertà”: Ma come abbiamo visto, si tratta di una cosa semplice, e dovrebbe essere osservata da ognuno di noi. In quanto, sebbene ognuno abbia “la propria fonte”, le forze sono apertamente rivelate solamente attraverso l’ambiente in cui un uomo si trova…

E così i nostri saggi avvertono, “Fate di voi stessi un Rav, e compratevi un amico”. E c’è poi la scelta dei libri, come abbiamo detto, perché solamente in questo un uomo viene rimproverato o lodato – nella scelta del suo ambiente. Ma una volta che ha scelto l’ambiente, è nelle sue mani come l’argilla nella mani del vasaio.

La possibilità di scegliere il giusto ambiente è data solamente a quelle persone che hanno il punto nel cuore. In verità, adesso si devono evolvere al livello di essere umano (Adam), uguale (Domeh) al Creatore. Sono le persone nelle quali il punto è stato risvegliato, la radice della loro anima, che ricevono l’impulso ad entrare nell’ambiente corretto. Allora, devono decidere da soli se lo faranno oppure no.

Si tratta della libera scelta tra il desiderio di ricevere ed il punto, il “rudimento” del desiderio di donare, non esso stesso, ma la sua parte opposta. Io posso scegliere quando ho questi due “poli”. Come? Mi rafforzo nell’ambiente corretto. In questo modo, voglio rafforzare un fattore in opposizione all’altro.

Ma se non ho il secondo punto, se sono solamente il desiderio di ricevere, allora non c’è influenza sulla mia “scelta”. In questo caso, inseguo l’interesse personale come un cane che annusa qualcosa per la strada; è tutto qua.

Domanda: Ma allo stesso tempo dentro lo schema dell’educazione integrale, suggeriamo che le persone creino un ambiente migliore per loro stesse.

Risposta: Vero, creare un ambiente migliore per il loro desiderio di ricevere, ma non per il punto nel cuore. In questo modo un uomo sa che è possibile migliorare la sua vita in un cerchio comune, nell’unione.

Tuttavia, tutti hanno il punto nel cuore; è innato in ogni desiderio a questa o a quella profondità. E’ detto, “Essi Mi conosceranno, dal più piccolo al più grande di essi”. Ecco perché nell’organizzare, nel riunire le persone, e nel portare loro la Luce che Corregge, forziamo la presa di coscienza di questo punto, di modo che incominci ad “emergere”. E una volta che un uomo segue il metodo integrale, egli ci dirà che vuole studiare la saggezza della Kabbalah. Perché? Non lo sa da sé; ma all’improvviso lo vuole.

Ad ogni modo, i gruppi integrali non sono un ambiente Kabbalistico perché non hanno la linea di sinistra. Noi ce ne prendiamo cura come una delle nostre dipendenze, insegnando loro le buone relazioni, l’empatia, e l’unione ma senza interferenze interne da parte dell’egoismo che “sente” cosa sta arrivando. Noi parliamo di un lavoro più serio nel nostro ambiente.
[122183]

(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 04.12.2013, Gli Scritti di Baal HaSulam)

Materiale correlato:

Il lavoro nel cuore
Non sento di essere distante da voi

Il confine oltre il quale il malvagio diventa buono

Da Baal HaSulam, articolo: “Introduzione allo studio delle dieci Sefirot” Punto 78: “Anche se tutto il mondo dice che sei giusto, sii malvagio ai tuoi occhi”, in particolare ai tuoi occhi. In altre parole, fino a quando non raggiungi l’ “apertura degli occhi” nella Torà, considerati malvagio. Non ingannare se stessi con la tua reputazione in tutto il mondo come giusto.

Le persone non possiedono la volontà di fare azioni buone o cattive. Per quanto riguarda la spiritualità, le qualità naturali di una persona, con cui è nato, non contano: quanto sia bello ed educato o maleducato. Fino a quando uno merita una rivelazione e una testimonianza del Creatore, che garantisca le sue buone intenzioni, fino a quel momento, rimarrà malvagio.

Ma quando una persona raggiunge una rivelazione e la Luce continua a tenerlo in alto, da allora in poi, sarà un buono, un giusto. Pertanto, non facciamo calcoli l’uno sull’altro, chi è il cattivo e chi è il buono. Per quanto riguarda il cammino spirituale, tutto è determinato incrociando questa amata barriera – il Machsom“.
[95665]

(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 16.12.2012)

Materiale correlato:

Laitman blog: Il bene ed il male sono degli stati spirituali
Laitman blog: Riconosciamo il Bene in quello che ci sembra Malvagio

“Siete Scolpiti … sul mio cuore, tutto il giorno e tutta la notte!”

Baal HaSulam, Lettera 20: Siete scolpiti … sul mio cuore, tutto il giorno e tutta la notte e, come inceneritori di sete dopo la vostra bontà e la vostra integrità, e il Creatore sa quale sforzo e poteri io ho dato a vostro nome, e siate certi che non sarà inutile e la parola di Dio sarà eterna.

Da questo giorno in poi ci rafforzeremo nella Torà e nelle mitzvot (comandamenti), “come un bue per l’onere e un asino al carico” per aumentare la Divinità dalla polvere, ed i peccati saranno meriti, dal momento che il Suo onore sarà riempire la terra. E grazie a Dio, sono molto sicuro che la nostra salvezza sta per essere rivelata, e saremo ricompensati per adorare il Creatore insieme, in espansione e se Dio vuole, ce la faremo.

Baal HaSulam scrive del suo investimento nei suoi studenti e del suo aiuto verso di loro. Tuttavia, nel mondo spirituale, in contrasto con il mondo corporeo, il minore deve adoperarsi in modo che il superiore possa aiutarlo.

Nel mondo corporeo, un bambino è naturalmente legato a sua madre prima dal cordone ombelicale nel grembo materno e poi al petto, al suo corpo, e così riceve il suo trattamento. In questo modo la natura lo costringe ad annullare se stesso. Egli non fa alcuno sforzo. Al contrario, sente che sua madre è la fonte della sua vita, ed è incline ad aderire a lei.

Tuttavia, nel lavoro spirituale, dobbiamo fare questa azione contro il nostro ego, verso il gruppo, l’insegnante, e il Creatore. Solo quando annulleremo noi stessi, riceveremo nutrimento da loro, sia attraverso ciò che noi chiamiamo un “cordone ombelicale spirituale” o attraverso il seno spirituale del Partzuf superiore, attraverso la Luce Circostante e quella Interiore.

Quindi, se un insegnante scrive che gli studenti sono scolpiti… sul mio cuore … tutto il giorno e tutta la notte, vuol dire che anche loro hanno fatto un grande lavoro per raggiungere tale connessione reciproca.

Quale sforzo e poteri io ho dato a vostro nome, questo è possibile solo se gli studenti hanno permesso all’insegnante di dare a loro. Se un bambino si rifiuta di mangiare, come è possibile costringerlo? Qui, si tratta della sua spontanea volontà.

In primo luogo, il suo libero arbitrio è solo nell’ annullare se stesso. Poi, è anche in accordo ad accettare la dazione dal superiore, che è sempre in contrasto con la propria mente e sentimenti. Si tratta di un problema molto grande. Anche solo annullare te stesso e accettare tutto come Hassadismo non è facile.

L’embrione si trova nelle acque di Hesed, ma non è semplice ricevere tutto come Hassadim in totale auto-annullamento.

Così, uno studente dovrebbe cominciare ad accettare le azioni che sono di fronte ai suoi sentimenti e la sua mente, e ad accettarle per vedere la grazia in alto nelle più grandi sofferenze, proprio come Rabbi Akiva durante la sua dolorosa morte.

Questo non è affatto semplice, e dobbiamo prepararci per questo. La cosa principale è desiderare che il nostro atteggiamento verso ciò che ci sta accadendo cambi. Siamo tenuti a chiedere e implorare, pregare, così che saremo in grado di giustificare tutto ciò che accade, e di ricevere le azioni del Creatore su di noi con amore e per chiedere aiuto al fine di aderire al gruppo, all’insegnante, e al Creatore in modo che l’amore copra tutti i nostri peccati.

Questo lavoro si chiama: “come un bue per l’onere e un asino al carico”. Dobbiamo costantemente sentire che “Non esiste nessuno tranne Lui”, e che il vaso di questo sentimento è la nostra connessione e il nostro amore. Questo è il motivo per cui viene chiamata: la grande regola della Torà.
[95176]

(Dalla preparazione alla Lezione del 11.12.2012)

Noi non temiamo nessuna data

Domanda: Attualmente l’intero Internet pullula di prognosi su alcuni eventi spiacevoli che si svolgeranno nel mese di dicembre 2012. Che cosa ha da dire su questo la Kabbalah? Si prega di rassicurare il mondo

Risposta: Come posso calmarti?

Io credo che tutto dipenda da noi, tu compreso. Io non intendo calmarti, ma l’esatto contrario, perché in realtà noi esistiamo in una forte libertà di scelta e Dicembre e l’intero anno prossimo dipende da noi. Inoltre, questi stati, che dobbiamo attraversare, sono determinati solo dal nostro gruppo mondiale e da nessun altro.

Quindi, io non calmerò nessuno di voi. Al contrario, voi dovete sentire chiaramente che l’intero mondo dipende da voi. Bisogna rendersi conto di questo, che significa che dobbiamo prendere seriamente il nostro compito, una costante aspirazione reciproca nei vostri cuori.

Senti come i nostri cuori si stanno raccogliendo sempre di più in una sfera? Solo questo può salvare la nostra situazione e renderlo meraviglioso. Sarà meraviglioso, nel senso che ci ricorderemo che dobbiamo essere più vicini e più uniti fino ad arrivare tutti in un unico cuore insieme. Allora non avremo paura di nessun calendario.
[92669]

(Dal congresso di Georgia 06.11.2012, Lezione 3)

Materiale correlato:

Laitman blog: Il duplice shock di Ottobre 2012
Laitman blog: Il Punto Centrale nella mappa mondiale

Una scintilla che penetra dal piano superiore

Tutto il nostro cammino è finalizzato a far uscire il nostro ego,è l’unico attributo collettivo nel quale noi esistiamo e che ci chiude all’interno di minuscole sfere dal sentire la realtà di questo mondo. Al fine di cominciare a gestirci, noi necessitiamo di un’altra forza in aggiunta al nostro desiderio di gioire: un desiderio di dare. Con queste due forze possiamo già cominciare a operare.

Questo significa che noi manchiamo della forza della dazione che viene dalla forza generale, dal Creatore, che è la vera natura. Questo è perché la parola “Creatore” in Ghematria è “natura” (in ebraico). E il nostro desiderio di gioire non esiste in natura, ma è esterno a essa.

Tutto il nostro lavoro e il nostro scopo è di arrivare al desiderio di dare. Grazie a questo noi siamo incorporati nel Creatore, acquisire la libertà di scelta tra queste due forze e poter divenire simile a Lui, che è chiamato il livello umano: il livello di Adamo.

Noi possiamo solo raggiungere il potere di dazione dalla connessione nel gruppo, che è un modello di come noi dovremmo adempiere ciò. Nel gruppo noi sentiamo quanto noi necessitiamo della dazione, o l’opposto, quanto sia non necessario a noi e quanto odioso sia, dal momento che è opposto alla nostra natura.

Così noi cominciamo a lavorare artificialmente e gridiamo come bambini che chiedono cose che non desiderano. Ma i bambini usano il nostro amore da genitore e continuiamo a concedere facendo quello che loro vogliono benché noi sappiamo sia solo un piagnisteo infantile.

E’ esattamente lo stesso con noi. Se anche noi chiediamo per la dazione egoisticamente, benché nessuno ne abbia bisogno e “tormenti” il superiore con i nostri pianti:”Daccelo, daccelo!” come dei bambini fastidiosi, noi lo otterremo poco a poco e saremo gradualmente colpiti da questo. In aggiunta, noi siamo impressi dalle nostre azioni e dal nostro agire che vogliamo dare e allora eventualmente noi realmente cominciamo a volerlo.

Così siamo impressionati l’uno con l’altro riguardo alla grandezza della dazione e della spiritualità, benché noi non vediamo realmente nulla di buono, grandioso e di valore nel desiderio della dazione, ma piuttosto l’opposto. Questo significa che stiamo agendo come in un teatro, e da questo agire noi ci sviluppiamo; siamo in una bugia intenzionale e ci è chiaro che tutte le nostre preghiere sono false e la nostra attitudine non è reale.

Noi siamo a conoscenza di questo, lo sappiamo e noi lo dichiariamo apertamente perché è l’unica opportunità per uscire dallo stato in cui ci troviamo ora. Da questo atto, noi costruiamo noi stessi sotto le condizioni dello stato corrente al fine di raggiungere la dazione dal desiderio di gioire.

La leva con la quale possiamo fare questo è basata su una scintilla spirituale, il punto nel cuore, con il quale noi possiamo cominciare ad agire. E’ un minuscolo punto nel cuore, che noi percepiamo e cominciamo a sviluppare. Se noi lo percepiamo come la fine di una corda che ci è stata lanciata, noi possiamo elevare noi stessi al di sopra del nostro desiderio egoistico al desiderio di dazione, come elevarsi al di sopra del piano e penetrare il secondo piano attraverso un piccolo buco nel soffitto. Poi con l’aiuto della corda, noi possiamo tirare il nostro intero desiderio di gioire, che riempia tutto il piano inferiore e gradualmente si trasferisca al piano superiore – elevandosi da Malchut a Binà.

La scintilla che è stata inserita in noi è una scintilla da Binà che cade sopra di noi dal secondo piano da un buco nel soffitto. Attraverso quel buco noi possiamo muoverci verso il secondo piano e poi tirare tutta la Malchut da là.

Dovrebbe esserci chiaro che stiamo lavorando con attributi egoistici. Noi stiamo solo giocando con la dazione e non immaginiamo che siamo già corretti. Se noi continuiamo a non sapere chi siamo veramente, noi lo scopriremo senza dubbio: La cosa più importante è non aver paura della verità.
[89372]

(Dalla Preparazione alla lezione quotidiana di Kabbalah del 07.09.2012)

Materiale correlato:

Laitman blog: La ginnastica per l’ascesa spirituale
Laitman blog: Un nuovo coefficiente è il catalizzatore dell’avanzamento

Essere libero nella propria terra

Domanda: Come è possibile prendere decisioni indipendenti e annullare al tempo stesso se stessi davanti alla natura?

Risposta: È la stessa cosa. Annullare te stesso, ossia la tua intenzione egoistica, e adempiere i comandi del Creatore con il cuore e l’anima, significa essere indipendente.

Una persona ha bisogno di riflettere sul perché è così. Questo le consente di definirsi come “una nazione libera nella propria terra”, poiché cessa di essere schiava del suo desiderio (la parola “terra” o “Eretz” deriva dalla parola “desiderio” o “Ratzon“).

Egli vuole essere lo schiavo dell’intenzione altruistica e questo è chiamato essere uno “schiavo del Signore”. Egli vende se stesso per essere uno schiavo per la dazione, poiché nel frattempo, egli non è in grado di dare in modo indipendente. Ma questo è già il suo primo passo verso l’indipendenza, e in seguito egli diventerà completamente indipendente.
[72345]

(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.03.2012, Shamati 9)

Materiale correlato:

Laitman blog: I servitori degli uomini
Laitmazn blog: Passare la correzione al mondo