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Cambiare il proprio destino

Domanda: Tu dici che studiando la saggezza della Kabbalah è possibile cambiare il proprio destino. Ma è davvero necessario farlo?

Risposta: Sì, è necessario. Adesso noi ci troviamo nel livello della nostra esistenza obbligata. E non si tratta nemmeno di un’esistenza animalesca, bensì di qualcosa di molto più basso, perché un animale non si pone domande sul senso della propria vita.

Una volta che cominciamo a farci queste domande, ecco che abbiamo l’opportunità, con il loro aiuto, di salire al livello della libertà assoluta, la libertà dalla morte, dalla vita materiale e dalle barriere della nostra attuale esistenza. Questa è la libertà dal trovarsi sotto qualche particolare influenza, restrizione, distribuzione e così via. Cioè, tu diventi supremo.

E, in questo modo, ognuno di noi, raggiungendo la capacità di dazione, diventa supremo. Si potrebbe però dire che: “Questa è un’illusione. Come può essere che tutti sono supremi?” Ma di fatto è così perché noi ritroviamo noi stessi in un altro spazio, spirituale.

Domanda: Così facendo cambiamo il nostro destino?

Risposta: Naturalmente. Il nostro destino è nelle nostre mani. Possiamo cambiare non solo la nostra vita corporea, ma persino un destino di cui non sappiamo ancora nulla, prima di percorre le tappe che dobbiamo ancora attraversare.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 2/07/2017

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La vera libertà

Domanda: rivelare il controllo assoluto del Creatore: è questa la vera libertà?

Risposta: Sì. Ma quando questo controllo viene rivelato, la persona lo percepisce come il proprio stato corretto. Ecco perché da lei non viene sperimentato come il controllo del Creatore, ma come il proprio volontario e libero arbitrio.

Domanda: La vera libertà è il mio diritto di stabilire quello che voglio nel prossimo istante?

Risposta: Sì. Ma questo è possibile solo se ti innalzi al di sopra del tuo egoismo, se hai una connessione con la Luce superiore e se attraverso questa connessione ti è possibile capire chiaramente in cosa sarai effettivamente impegnato in futuro e quello che desidererai nell’istante successivo.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 2/07/2017

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Un kabbalista si sente libero?

Domanda: Un kabbalista si sente libero? E poi….libero da che cosa e per che cosa?

Risposta: Un kabbalista si lacera in due parti dentro di sé. Egli percepisce la parte in cui si trova in equivalenza della forma con il Creatore, il che significa che sente di essere al di sopra del mondo corporeo.

Si adatta al Creatore, si identifica con Lui e si sente elevato al di sopra di tutto ciò che esiste. Inoltre, la presentazione al Creatore avviene al di sopra dell’annullamento dell’egoismo e perciò viene percepita come libertà. Poiché non c’è niente al di sopra del Creatore, essere schiavi del Creatore non è un’illusione. Rappresenta un sentimento di libertà perché il Creatore è il più alto livello dell’esistenza.

L’altra parte di un kabbalista, invece, prima che raggiunga la completa adesione con il Creatore in tutti i suoi desideri egoistici, corretta all’amore e alla dazione, non viene percepita come libertà. Al contrario, egli si sente peggiore di ogni persona di questo mondo perché rimane nell’illusione e nella sensazione che nulla lo stia pressando.

Tuttavia, il kabbalista sa che è sotto il potere del proprio egoismo e perciò la sua sensazione di schiavitù è molto fastidiosa e pesa su di lui in maniera forte. Questo, tuttavia, è esattamente quello che lo spinge in avanti.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno”, 2/07/2017

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Qual è il significato dello sviluppo a livello inconscio?

Domanda: Qual è il significato dello sviluppo a livello inconscio, che rappresenta il 99% del tempo del 99% delle persone, se l’obiettivo è l’opposto, cioè raggiungere la coscienza assoluta e la conoscenza del Creatore del 100% delle persone?

Risposta: Il punto è che la libertà di scelta deve essere rispettata. Quindi non dobbiamo metter fretta all’umanità affinché decida di aderire alla sola felicità e farla passare attraverso tutti gli stati in una volta sola per raggiungere il livello finale più alto. Una persona deve attraversare ogni stato, scoprire e valutare ciò che le è accaduto, qual è la sua situazione attuale, come sarà il suo futuro, perché vale la pena fare sforzi contro la propria natura e perché no.

Quindi non si tratta di un processo facile. Ogni volta che una persona arriva ad una decisione, questa deve corrispondere perfettamente al livello spirituale a cui vuole ascendere. Questo è il motivo per cui deve comprendere cosa è il livello spirituale, in quale stato è in relazione a lei e così via.

Questo è un lavoro molto complicato di analisi degli stati, a partire dal livello attuale sino al livello successivo. Una persona analizza come può trovare in lei le forze e le qualità che la cambieranno per diventare più simile al livello più alto. E’ impossibile digerire tutto ciò in un sol colpo. Il processo richiede un sacco di sforzi, tempo e lavoro con l’ambiente e con il gruppo.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 2/04/2017

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Domanda: Tutta la mia vita e i suoi eventi sono stati determinati in anticipo? Da dove proviene questo programma?

Risposta: Tutta la nostra realtà è un programma in cui esistiamo, e noi ci stiamo sviluppando all’interno del suo flusso. Noi stessi siamo gli elementi di questo programma che ci adopera e ci spinge in avanti.

Il programma sta nelle forze che agiscono su di noi e ci portano attraverso stati diversi. Tu sei stato un bambino, hai studiato, poi sei entrato nell’esercito, poi ti sei sposato, hai avuto figli e così via. Hai scelto tu cosa ti sarebbe successo? Noi non abbiamo scelto niente, anche se abbiamo l’illusione che tutto è nelle nostre mani e che abbiamo deciso noi dove studiare, chi sposare, ecc.

Ma tutto questo non è vero. La vita passa attraverso una persona senza chiederglielo. Ora, a 70 anni di età, quando guardo indietro alla mia vita, mi sembra evidente che io non ho scelto niente. Sono stato spinto in ogni tipo di situazione, costretto a reagire agli eventi e ad attraversare stati diversi.

Per quanto riguarda il futuro, potrei ancora avere l’illusione di poter agire secondo la mia volontà, ma per quanto riguarda il passato, è chiaro che là non vi erano delle scelte.

Alcuni potrebbero biasimarsi per aver agito in un certo modo anziché in un altro, ma la maggioranza di coloro che sono già diventati saggi attraverso l’esperienza, capiscono che tutto ciò che è accaduto doveva capitare e nulla poteva essere cambiato. Questo è il destino.

Domanda: E dov’è registrato il mio destino e tutto quello che mi succederà?

Risposta: E’ registrato nel programma generale che esiste nel campo di forza della natura, all’interno del quale noi esistiamo.

Domanda: Quando viene scritto questo programma: prima della nascita di una persona, al momento della sua nascita, o durante il corso della sua vita?

Risposta: L’intero programma è già stato scritto dall’inizio della creazione e fino alla sua fine. Naturalmente, anche prima della nascita di una persona, c’è un programma sul percorso di tutta la sua vita. Questo programma esiste all’interno del campo di forza chiamato Shechina, il desiderio comune, che è la materia di tutta la creazione. In questo campo c’è una forza che spinge il desiderio di godere al suo stato finale, all’obiettivo previsto.

La formula di questa forza che agisce su un desiderio è chiamata pensiero della creazione. Il pensiero della creazione è quel programma, quella forza, quella formula, che spinge il desiderio dalla sua forma iniziale a quella finale. Per il 99,99% delle persone, questo programma è scritto in anticipo, ma per lo 0,01%, non lo è affatto.

Continua …

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Dalla trasmissione di KabTV “New Life” 25/07/17

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Domanda: A volte, si verificano nella nostra vita degli eventi che ci fanno sentire come se qualcuno li avesse orchestrati, mentre a volte sembrano incidenti assurdi. In Oriente c’è il concetto di karma, e c’è un proverbio arabo che dice: “Non puoi sfuggire a ciò che ti è stato destinato dall’alto”.

Il nostro destino è veramente predeterminato, come un film che è stato scritto prima che nascessimo, o è possibile cambiarlo?

Risposta: L’intero programma della vita è già scritto in anticipo, ma la persona stessa determina in quale forma tutto succederà. Dopo tutto, all’uomo viene concessa la libertà di scelta, a differenza della materia inanimata, delle piante e degli animali, che sono sotto il controllo del “destino cieco”, vale a dire: l’assoluto governo superiore da parte della natura.

La natura spinge tutto in avanti nell’esistenza, attraverso il processo di evoluzione secondo la teoria di Darwin, o anche attraverso qualche altro programma. Un essere umano, a differenza di tutti gli altri, può prendere il proprio destino nelle sue mani. Se non lo fa, allora vivrà come gli animali sotto il pieno controllo della natura, incapace di influenzare il suo destino in cui tutto è prestabilito.

In base alla reazione istintiva a tutte le manifestazioni della propria vita, una persona non introduce nulla di nuovo da sé. Se abbiamo studiato esaurientemente tutti i nostri sistemi, la psicologia, la fisiologia e tutte le nostre proprietà, allora potremo calcolare le nostre decisioni e le reazioni ad ogni situazione della vita.

È come una macchina il cui funzionamento ci è noto in anticipo. Pertanto, la questione qui non è la macchina, ma le influenze esterne che riceve, le forze che agiscono su di essa. Quello che accade ad una persona dipende solo da queste forze esterne e nulla dipende dalla persona stessa. Questo significherebbe che non possiamo dire che la persona definisce il proprio destino, e questo è proprio il modo in cui il 99,99% dell’umanità opera in questo mondo.

Tuttavia, ci sono persone che sono in grado di prendere il proprio destino nelle loro mani per non reagire istintivamente dietro alla pressione del loro ego e delle loro proprietà naturali, ma salendo al di sopra della loro natura e persino lavorando contro di essa. Questo è un comportamento completamente diverso rispetto a tutte le altre persone normali.

In altre parole, è possibile uscire da questo meccanismo che determina tutto. Non è semplice, ma è possibile; e non per mano della persona stessa, ma con l’aiuto di una forza speciale che esiste nella natura, che è chiamata la Luce che Riforma. Questa forza inizia ad agire su di noi quando vogliamo innalzarci al di sopra della nostra natura, dato che nella natura siamo tutti dei robot che operano all’interno di una macchina.

Tuttavia, se attraiamo verso noi stessi questa forza speciale che inizia a svilupparci, noi acquisiamo un’ulteriore natura, più elevata, di dazione, di unione e di amore. Avremo un’aggiunta alle nostre qualità personali e al programma della nostra vita. Il programma cambierà perché gli input saranno cambiati: io ho chiesto un nuovo programma e voglio seguire un nuovo percorso per salire al livello successivo, il prossimo livello di vita.

Io non voglio solo lasciarmi trascinare da quella corrente istintiva che mi porta dal giorno della mia nascita fino al giorno della mia morte; io voglio attraversare la mia vita in un altro modo: voglio essere influenzato da un nuovo sistema e reagire in modo diverso per raggiungere risultati diversi. Di conseguenza, sfuggo al mio destino e alla mia precedente natura e mi trasformo nell’elemento attivo del mio nuovo destino.

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Dalla trasmissione di KabTV “New Life” 25/07/17

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Quell’inestimabile millesimo di desiderio

Domanda: I kabbalisti ci dicono che alla fine tutti dovranno arrivare alla rivelazione della forza superiore. Ma, allo stesso tempo, la saggezza della Kabbalah suscita timore e rifiuto in molte persone. Cosa provoca questo ostacolo che accompagna alla Kabbalah da migliaia di anni?

Risposta: Questo ostacolo sta nella natura delle persone; il nostro egoismo non tollera la saggezza della Kabbalah, perché in effetti rappresenta la sua morte. Una persona dovrebbe giungere alla Kabbalah per la disperazione e l’incapacità di rispondere alla domanda “Quale è il significato della mia vita?”. Una persona dovrebbe sentire la necessità di dare risposta a questa domanda, senza non vi è vita.

Domanda: Significa che se una persona accettasse la Kabbalah con facilità e con gioia, non avrebbe bisogno della forza superiore e non potrebbe uscire dalla propria natura egoistica? E’ per questo che la gente ha un atteggiamento negativo verso la Kabbalah?

Risposta: Se lo studio della Kabbalah portasse beneficio all’egoismo delle persone, allora ovviamente nessuno avrebbe niente da ridire su di essa. Tutti gli interessi di questo mondo quali la scienza, l’educazione, la cultura e la religione mirano a soddisfare il nostro egoismo.

Noi sviluppiamo tutte queste conoscenze in base al nostro egoismo e quindi esse non causano resistenza. Alcuni sono attivi in un’area, altri in un’altra ma tutti comprendono che vi è un posto per tutto.

D’altra parte la saggezza della Kabbalah è contraria a tutto perché sta all’opposto della natura umana! Essa ci dice che dobbiamo cancellare la persona che vediamo nello specchio, cioè noi stessi, e costruire al suo posto l’esatto contrario.

Domanda: Ma la gente non sa tutto questo. La gente sfodera ogni genere di motivo per criticare la Kabbalah. Da dove arriva quest’odio?

Risposta: L’odio emerge in maniera inconscia. Non importa se una persona non ne capisce il perché, sente comunque un rifiuto innato, così come l’antisemitismo esiste inconsciamente nel corso delle generazioni.

Ognuno di noi inconsciamente sente che l’egoismo e la Kabbalah si scontrano all’interno del sistema generale. Appena sentiamo parlare di Kabbalah, un meccanismo di protezione dentro di noi si mette in moto e ci obbliga ad evitarla, perché minaccia il nostro egoismo.

Domanda: Allora perché ci sono persone che aspirano alla Kabbalah e vogliono studiarla?

Risposta: Perché esse, ad un certo punto, vengono risvegliate dal sistema generale. In ciascuna persona, insieme al grande egoismo, vi è un 1%, o anche una frazione millesimale di desiderio, che aspira al sistema superiore che controlla la nostra vita. Questo sistema è chiamato Creatore, la natura superiore.

Se questo millesimo di desiderio inizia a splendere, se la scintilla spirituale di una persona viene accesa, allora la persona è pronta a rinunciare a tutto per farla crescere e vedere il mondo attraverso di essa. Dopotutto la persona vede che il rimanente 99%, che appartiene al suo egoismo, la seppellirà; in altre parole la persona finirà la sua vita così come l’ha iniziata.

Generazione dopo generazione, una reincarnazione dopo l’altra si susseguono senza alcun beneficio. Gradualmente questa domanda nasce in una persona, e sempre più persone iniziano a cercare il significato della vita.

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Dalla trasmissione di Kab TV “Perché c’è un atteggiamento negativo nei confronti della saggezza della Kabbalah” 19/07/17

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Chi ha scritto il copione del film sul nostro destino?

Domanda: Se l’intero destino di una persona è predeterminato, allora in che modo è stato scritto il copione di questo film? Chi è il regista che lo dirige?

Risposta: Questo copione viene messo in scena grazie alla potenza di una sola forza chiamata “natura” o “Creatore“, la forza superiore.

È una forza positiva e benevolente, all’interno della quale, come in un campo di forza, esiste un desiderio. Il desiderio si chiama “creatura”, perché non esisteva prima di essere stata creata da questa forza positiva, il Creatore.

Il Creatore, come forza benevolente, sviluppa il desiderio, collocandolo sotto il “compressore dell’evoluzione” che lo obbliga a progredire. La forza dell’evoluzione ci spinge da dietro con il dolore e la sofferenza, oppure da davanti con il piacere. Dopo tutto, la materia che compone la creatura è un desiderio di ricevere il piacere, di ricevere il riempimento.

A causa di questo, il desiderio si sviluppa continuamente verso una maggiore e più complessa forma. In altre parole, all’interno di questo desiderio, che fino ad ora ha sentito solo il piacere o il dolore in risposta alle esperienze della vita, viene aggiunto un altro componente: il cervello, la memoria, sviluppatasi in seguito alle esperienze traumatiche della vita.

L’intero percorso dell’esperienza dello sviluppo, forma all’interno della creatura un programma interno: la memoria degli stati e delle condizioni passate, che portano a sensazioni positive o negative nel desiderio di ricevere. Tutte le situazioni passate rimangono registrate all’interno del desiderio come memoria del piacere e del dolore, e si accumulano anche nel cervello come esperienze passate.

In ultima analisi, questo desiderio è in grado di fare previsioni, costruire piani futuri, pianificare in anticipo cosa scegliere e cosa evitare. Tutto questo si basa sulle esperienze precedenti.

Una persona può anche imparare dall’esperienza dell’ambiente: dall’inanimato, dal vegetale, dall’animale e dalle altre persone. È così che avanza. Ma, indipendentemente dalla complessità di questo programma, all’interno di esso non ci sono elementi accidentali che non possono essere previsti in anticipo. Se noi conoscessimo tutta la natura, tutte le forze che lavorano al suo interno, allora saremmo in grado di sapere tutto con largo anticipo, di misurare con precisione, di capire e di osservare quegli eventi che si riveleranno in questo particolare modo, che è l’unico possibile.

È come se, costruendo una macchina o un programma per computer, sapessimo esattamente come deve operare al meglio delle sue possibilità. Una persona è fatta esattamente così, tutta l’umanità è fatta così: non c’è niente di sorprendente in questo. Il problema è solo nella nostra ignoranza; ma questo non significa che ci sono alcuni difetti sconosciuti nel sistema. Se esistono delle incognite, esistono solo per noi.

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Dalla trasmissione di KabTV “New Life #888” 25/07/17

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Pensieri e desideri

Baal HaSulam, (Shamati, 153): “Tuttavia, il pensiero ha un ruolo speciale: intensifica il desiderio. Il desiderio rimane al suo posto; non ha la forza per espandersi e compiere la sua azione. Tuttavia, a causa del fatto che uno pensa e contempla su una questione, e il desiderio chiede al pensiero di fornirgli qualche consiglio e una raccomandazione per realizzare il desiderio, il desiderio cresce dunque, si espande e svolge il suo lavoro effettivo …”

I nostri pensieri possono espandere o ridurre il nostro desiderio in base a ciò a cui pensiamo e in cui ci impegniamo. Se continuo a pensare a qualcosa, i miei desideri in merito a tale oggetto crescono e si sviluppano e io già vivo in essi e loro cominciano ad adoperarlo.

Domanda: Se io ho il desiderio di riempire me stesso, e tutti i miei pensieri sono rivolti automaticamente a quello, io non riesco a pensare a niente che non riempie i miei desideri. Ma i desideri sono sotto il controllo del Creatore. Egli li ha creati quindi tutto è sotto il Suo controllo e il Suo dominio. Allora, dov’è la mia libertà?

Risposta: Solo nell’accelerare il tuo sviluppo. Se sei nella giusta società ed essa ti influenza in modo corretto, tu acceleri lo sviluppo dei tuoi desideri. Il Creatore può avere un impatto più intenso; i tuoi desideri cambieranno più rapidamente, e quindi comincerai ad avanzare sempre più velocemente nella giusta direzione verso l’obiettivo desiderato. Tutto è predeterminato, ma la velocità e lo stile con cui ti muovi, saranno ottimizzati.

Commento: L’intera correzione sta nel fatto che tu devi pensare agli altri, ma io non riesco a pensare agli altri, perché non ho questo desiderio e quindi non ho questi pensieri.

Risposta: Se resterai nella società corretta invocherai la Luce circostante, allora il desiderio e i pensieri che determinano che questo è di vitale importanza per essere in contatto con gli amici, emergeranno in te.

Domanda: Questo significa che non è possibile cambiare i tuoi pensieri e desideri, senza la forza del Creatore, senza il Suo aiuto?

Risposta: No. Senza l’aiuto del Creatore, una persona rimane una bestia.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 15/01/17

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In cosa crede la Kabbalah?

Domanda: E’ possibile influenzare il pensiero di una persona? La saggezza della Kabbalah crede in questo e vi è un metodo per allenarsi a farlo?

Risposta: La saggezza della Kabbalah non crede in nulla. Esiste solo una pratica: attirare l’Ohr Makif (La Luce Circostante).

Questa saggezza è molto semplice perché si basa sull’interazione fra due forze: la forza più alta, quella della dazione e dell’amore, e la forza inferiore, quella dell’egoismo e della ricezione. Non c’è niente altro.

La forza superiore (la Luce) controlla la forza inferiore (il desiderio), e tutto ciò che accade nella saggezza della Kabbalah si concretizza nel rapporto fra loro. La forza inferiore è generata dalla forza superiore e si chiama Yesh mi Ayn (esistenza dall’assenza). Proprio come nella matematica in cui vi è lo zero e qualcosa di diverso dallo zero: questo è l’inizio della scienza. La stessa cosa è qui.

La Luce Superiore agisce e influenza il nostro desiderio, che si trova completamente sotto il suo controllo. Noi siamo desiderio: ognuno di noi individualmente e tutti noi assieme.

Non siamo nemmeno consapevoli di come la Luce ci trasformi e pensiamo di fare tutto da soli. Ma, in realtà, ognuno di noi è semplicemente un piccolo dispositivo. Abbiamo l’opportunità di evocare un’ulteriore influenza della Luce. Nella misura in cui la attiriamo per svilupparci nella saggezza, otteniamo una comprensione su come la Luce ci influenzi e svolga azioni particolari su di noi. Cominciamo a studiarla e quindi gestiamo sia essa che noi stessi.

A proposito di questo è stato scritto, “I miei figli mi hanno sconfitto” (Baba Metzia 59b).

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 21/08/16

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