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Stato di libertà

Domanda: Nella storia dell’umanità, ci sono milioni di detti e numerose caratteristiche qualitative di cosa sia la libertà, così come un milione di aspirazioni di persone a trovarla e milioni di illusioni di averla raggiunta. Voltaire ha scritto: “ E’ difficile liberare sciocchi dalle catene che venerano.”

Potrebbe descrivere alcune caratteristiche dello stato di libertà?

Risposta: La libertà dall’egoismo è libertà nel senso più generale del termine. Questa è libertà da me stesso quando niente in me detta cosa dovrei essere.

Quando questo si realizza nelle sensazioni di una persona, inizia a sentirsi libero, cioè, distaccato da qualsiasi limitazione in cui esisteva precedentemente. Nei suoi pensieri, comincia a capire cosa significa non agire egoisticamente, al di sopra dell’egoismo.

Domanda: Possiamo dire che la morte è un limite per una persona?

Risposta: Non direi che succede qualcosa nella morte. Abbiamo molta paura della morte e pensiamo che questa sia la pietra angolare del nostro sviluppo, dopodichè tutto sarà diverso o qualcos’altro. Non credo che dovremmo esserne particolarmente colpiti da questo. Il fatto di passare attraverso la morte non da nulla.

Domanda: Non c’è interdipendenza tra la libertà e la morte?

Risposta: No. C’è un’altra morte in mente, la morte dell’egoismo, non la morte del corpo animale.

Domanda: E’ possibile che l’egoismo muoia, non esista?

Risposta: L’egoismo non muore. Una persona deve elevarsi al di sopra, dominarla, e solo poi, neutralizzando l’egoismo, sarà possibile raggiungere  la comprensione di cosa sia la morte.

Domanda: Cosa dà questo a una persona e a tutto il popolo?

Risposta: Libertà dall’egoismo.

Domanda: Avranno tutti un sentimento comune?

Risposta: Si. Al di sopra dell’egoismo.

Domanda: Allora ci sarà qualche nuovo lavoro, un nuovo movimento, un nuovo sviluppo?

Risposta: Elevarsi al di sopra dell’egoismo.

 

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Dalle trasmissione di KabTV “Kabbalah Express” 6/13/21

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Che cos’è il libero arbitrio?

Domanda: Se una persone raggiunge la spiritualità, sceglierà di nascere in una situazione di più successo nella vita successiva, o no?

Risposta: Non sceglie nulla. Tutto il suo cammino è predeterminato. Il fatto è che quando egli avanza, può scegliere soltanto se muoversi da solo, con le sue richieste, preghiere e collaborazione con gli altri o se aspettare di essere spinto da dietro.
Perché studiamo la saggezza della Kabbalah? Soltanto per sapere come collaborare in modo da avanzare velocemente e correttamente.
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Da “Fondamenti della Kabbalah” di KabTV 16/06/19

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Chi ci governa?

Domanda: È possibile, lottando per il piacere e scappando dalla sofferenza, prevedere il prossimo passo?

Risposta: Non puoi prevederlo perché non sai esattamente quali desideri si risveglieranno in te e cosa sarà necessario per realizzarli. Ma in base ai desideri che ti sorgono rifletterai sempre più su come realizzarli al meglio: dare il meno possibile e ricevere il massimo in tutte le tue azioni.

Guarda come ti siedi, il più comodamente possibile nella condizione presente, come parli, come ti comporti, inconsciamente o coscientemente, non importa.

Domanda: Cosa c’è di sbagliato in questo comportamento? Cosa non funziona?

Risposta: In linea di principio, questo stesso modello potrebbe essere corretto. Ha lo scopo di garantire che ci realizziamo con il massimo profitto e manteniamo in ogni momento maggiore fiducia, sicurezza, realizzazione e progresso.

Ma il fatto è che sono comandato dai valori che ricevo dalla società. E mi impone cose di cui non ho affatto bisogno.

Ognuno di noi porta alla società le proprie aspirazioni di ricchezza, fama e potere. E si scopre che voglio usare la società per fare soldi, per imporle valori di cui non ha bisogno, questo è ciò che voglio  ottenere da essa. Invento ogni sorta di cose per vendere e quindi acquisire  conoscenza, potere, fama e denaro.

Di conseguenza, impongo i miei valori agli altri, e poiché questa diventa un’eredità dell’intera società, si impone a tutti gli altri sotto forma di pubblicità e tutto il resto. Ci facciamo pubblicità a vicenda di cose assolutamente inutili, su cui ognuno di noi vuole guadagnare qualcosa, la fama, il potere o il denaro. Quindi, ci vendiamo cose di cui non abbiamo bisogno.

Domanda: Ma perché siamo sicuri di averne bisogno?

Risposta: Perché la società ce lo fa credere. Se la società dice che questo è un bene, sforzandomi di ottenere riconoscimento e rispetto ai suoi occhi, faccio ciò che mi impone.

Ad esempio, ora sono seduto e indosso un vestito. Per me sarebbe più comodo indossare un pigiama. Perché non lo sto facendo? Perché la società mi costringe a vestirmi così, e voglio ottenere la sua approvazione  in modo che mi ascoltino e mi rispettino. Pertanto, ci comportiamo in questo modo, che lo comprendiamo o no.

La società mi costringe a compiere azioni che in linea di principio sono opposte ai miei desideri ed impulsi naturali. In effetti, non vorrei questo, vorrei solo esistere in pace. La società si sviluppa costantemente nei suoi desideri e mi costringe a desiderare ciò di cui non ho assolutamente bisogno. Ma è così che facciamo.

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Dalla trasmissione di KabTV  “Close-up”, 09/08/2019

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Ogni libertà è relativa

Domanda: Va bene quando c’è la libertà di parola negli stati. Viviamo in un paese dove posso scrivere tutto quello che voglio. Prima vivevo in un altro paese, in un’epoca in cui si poteva essere imprigionati per queste cose. Quindi, la libertà di parola è una cosa buona o cattiva?

Risposta: Tutta la libertà è relativa. Deve chiaramente corrispondere allo sviluppo della società. Educazione, restrizione, tutto ciò che esiste, deve arrivare a un sistema in cui una persona, si possa sentire, da un lato, confortata, dall’altro, libera, e da un terzo lato, al sicuro. Queste sono tutte condizioni contraddittorie.

In generale, la rete che deve essere creata nella società deve essere molto flessibile. Ma questo fino ad oggi è sempre stato un problema.

Vediamo che tutte le società stanno combattendo per il pluralismo, per la presunta libertà di opinione, perché la propria opinione domini, e così via. Cioè, la libertà, in generale, implica una lotta costante.
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Dalla trasmissione di KabTV “Spiritual States”, 29/04/2019

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Raggiungere la libertà al di sopra della nostra natura

Domanda: Sappiamo che viviamo in un sistema integrale di connessione reciproca, ma così ognuno determina il destino dell’altro?

Risposta: Non si tratta di un sistema che creiamo noi. E’ il sistema della natura che ci tiene uniti.

Domanda: In questo sistema in cui viviamo, abbiamo la libertà di determinare il destino di ognuno per merito della nostra interconnessione?

Risposta: Non scegliamo la nostra natura, noi esistiamo in essa. Non c’è nulla che possiamo fare a riguardo. Dobbiamo considerarlo come un dato di fatto.

Oggi, ci stiamo avvicinando ad uno stato che ci dimostra che non siamo affatto liberi poiché ci sviluppiamo al di fuori di questi sistemi, leggi, contratti sociali che esistevano prima, quando ci sembrava di essere liberi.

Attualmente, vogliamo un genere diverso di libertà: una libertà spirituale. Tuttavia, l’umanità sta cominciando ora una nuova tappa di questo sviluppo al di sopra dell’ego. E iniziamo a sentire che esso è il nostro schiavo-padrone.

La libertà dal punto di vista della Kabbalah è realizzare che non abbiamo libertà e che vogliamo acquisire qualche qualità nuova, vale a dire, conquistare la libertà nel senso assoluto della parola: libertà al di sopra della nostra natura.
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Dalla trasmissione di KabTV “Spiritual States”, 29/04/2019

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Nel dominio delle forze dell’ego

L’umanità ha combattuto per diversi tipi di libertà e per centinaia di anni, ma, alla fine, ci accorgiamo di non averla ancora conquistata. L’uomo comincia a realizzare che non è  nato libero e che morirà nello stesso  modo. Nasciamo, viviamo e moriamo contro la nostra volontà.

Il concetto di libertà è abbastanza relativo. Io posso andare, “come se mi muovessi”, verso destra o verso sinistra, vivendo ogni momento in base alle mie inclinazioni. Questa, però, non  è libertà perché non posso immaginare  come sono intrappolato in una rete di forze e di controllo.

Ognuno di noi è influenzato dai propri geni, dalla società, dall’educazione e dalla generazione nella quale nasce. Di conseguenza, un individuo ha solo l’illusione della libertà. Dentro il sistema di questa illusione noi esistiamo e combattiamo per essa.

Ad offrire all’essere umano l’opportunità di essere dentro questa illusione, in genere,  è la preoccupazione verso ogni tipo di rimedio e disposizione, finalizzati a viziarlo in modo tale che egli si senta soddisfatto, ma, attualmente, è completamente controllato.   Questo vale sia per la gente che per i leader.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Spiritual States”, 29/04/2019

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La libertà è restrizione

Domanda: Il commercio libero, il mercato libero… è positivo o negativo?

Risposta: Vediamo bene che non è libero. Fino a che il nostro mondo è governato da rigide leggi egoistiche nulla sarà libero.

Dobbiamo regolamentare queste leggi così da non ucciderci gli uni con gli altri dietro l’angolo. Quindi dobbiamo forzatamente portarci in qualche tipo di rete di relazioni reciproche, restrizioni, contratti.

La questione è che tutte le condizioni contrattuali che esistono nella società di oggi arrivano a noi dal tempo dell’Antica Roma e anche da periodi precedenti. Ci affidiamo a loro. Le nostre leggi sono basate sulle leggi romane, greche, sui motti della rivoluzione francese, ecc. Tutto questo esiste ad oggi e porta un fattore limitante.

La libertà significa restrizione ma all’interno dell’ambito di queste restrizioni, una persona si sente libera. Da cosa? Dal fatto che nessuno la attaccherà, non le accadrà nulla di male. Cioè la libertà è praticamente un insieme di leggi che ci aiuta a non ammazzarci a vicenda e a coesistere pacificamente dentro queste leggi.

 

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Spiritual States”, 29/4/2019

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La differenza tra libertà ed anarchia

Domanda: Qual è la differenza tra libertà ed anarchia?

Risposta: La libertà è il desiderio di raggiungere lo stato nel quale si riesce a comunicare con gli altri in maniera corretta. L’anarchia si ha quando tutti possono fare quello che vogliono in relazione alle loro capacità, potere, ecc. ecc.

La libertà è un’anarchia limitata, che noi stessi limitiamo, poiché se no veniamo limitati.

Domanda: Cioè, dal punto di vista della Kabbalah, l’indole dell’uomo è maligna e la sua libertà dovrebbe essere limitata?

Risposta: Sì. Ma noi la limitiamo all’ambito dell’educazione, dell’opinione pubblica ed altro. Per cui in linea di massima le restrizioni non possono essere imposte essendo parte del sistema educativo e di supporto in natura.
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Dalla trasmissione di KabTV “Spiritual States”, 29/04/2019

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Come non assecondare i pregiudizi?

Domanda: Il nostro cervello classifica tutto ciò che sente. Da questo classificare cresce quello che è noto come pregiudizio. Cioè, una persona pensa in maniera schematica e spesso prende decisioni che erano originariamente radicate in lei. A volte queste decisioni possono essere sbagliate, ingiuste.
Gli scienziati dicono che uno dei metodi per prevenire il pregiudizio è fermare una persona in tempo e porle le domande appropriate.
Basicamente farla soffermare così che chieda a se stessa, “Che convinzioni ho? Cosa mi influenza per prendere la decisione giusta?”

Siamo soggetti al pregiudizio sin dalla nascita. Cosa posso fare al riguardo? Come posso non soccombere a esso?

Risposta: Credo che nulla aiuterà eccetto il giusto ambiente che influenzerà una persona. Se un individuo inizia a interrogarsi, a ricordare alcuni dei suoi schemi, abitudini e modelli impiantati in lei dall’infanzia, non avrà nessun risultato. L’unico rimedio è essere costantemente sotto l’influenza forte del giusto ambiente.

Emerge che puoi lottare contro il pregiudizio solo cambiandolo per un altro. Cioè una persona inizialmente è sotto l’influenza di una società che forma qualcosa in lei. Successivamente va sotto un’altra influenza e forma qualcosa di nuovo in se stessa.
Nulla può essere fatto altrimenti.

Così ci sarà una terza società, una quarta e così via che la influenzeranno più e più. In ogni caso da ogni ambiente riceverà ciò che esso le infonde. In questo modo inizierà a comprendere tutto meglio e salire i livelli.
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Dalla trasmissione di KabTV “Kabbalah Express”, 12/01/2021

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L’essenza della natura umana

Domanda: Le persone hanno combattuto per la libertà da sempre. La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dice: “Nell’esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ogni individuo sarà sottoposto soltanto alle limitazioni stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell’ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica.” Lei è d’accordo su questo?

Risposta: Nella misura in cui questo non vada oltre la natura.

Il problema è che la gente rivendica lo slogan: “Libertà, uguaglianza, fratellanza” considerando ciò che comprende in base all’educazione ricevuta e a ciò che ha di fronte a sé nella vita. La Kabbalah parla delle leggi della natura. Questo è un discorso molto ampio e può creare un’impressione diversa.

Dal punto di vista della natura l’uomo non può essere libero a causa del suo egoismo. Come ne veniamo fuori? Questo è il problema. Io sono così per natura, l’altro è diverso: gentile, arrabbiato, nervoso, invidioso, ecc. Abbiamo molte qualità positive e negative. Cosa dobbiamo fare?

Domanda: In linea di massima, questa è una questione filosofica. La natura dell’uomo è cattiva o buona?

Risposta: E’ assolutamente malvagia perché io penso solo al mio beneficio personale. Può darsi che non desideri combattere l’altra persona ma, se è buono per me, poi la danneggerò. Esiste qui una specie di “area grigia.”

Dal punto di vista della Kabbalah l’uomo è cattivo. Così è detto nella Torah che la natura umana è un desiderio egoistico di godere a spese degli altri. Così è come siamo stati creati. Se per gli animali il cibo, la salute e la riproduzione vengono limitati dall’istinto, l’uomo, al contrario, divora l’intero mondo.

Tuttavia, non abbiamo il libero arbitrio. Siamo governati da una inclinazione cattiva. Che tu lo voglia o meno tu userai il prossimo poiché sei nato così. A questo, sicuramente, si aggiungono l’educazione, le leggi vincolanti, l’opinione della società, ma, generalmente, l’uomo è cattivo.

La Torah dice: “L’inclinazione maligna di ogni individuo deriva dalla sua essenza. Prima ancora di nascere in lui c’è già cattiveria.”

 

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Dalla trasmissione di KabTV “Spiritual States”, 29/04/2019

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