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Chi ha scritto il copione del film sul nostro destino?

Domanda: Se l’intero destino di una persona è predeterminato, allora in che modo è stato scritto il copione di questo film? Chi è il regista che lo dirige?

Risposta: Questo copione viene messo in scena grazie alla potenza di una sola forza chiamata “natura” o “Creatore“, la forza superiore.

È una forza positiva e benevolente, all’interno della quale, come in un campo di forza, esiste un desiderio. Il desiderio si chiama “creatura”, perché non esisteva prima di essere stata creata da questa forza positiva, il Creatore.

Il Creatore, come forza benevolente, sviluppa il desiderio, collocandolo sotto il “compressore dell’evoluzione” che lo obbliga a progredire. La forza dell’evoluzione ci spinge da dietro con il dolore e la sofferenza, oppure da davanti con il piacere. Dopo tutto, la materia che compone la creatura è un desiderio di ricevere il piacere, di ricevere il riempimento.

A causa di questo, il desiderio si sviluppa continuamente verso una maggiore e più complessa forma. In altre parole, all’interno di questo desiderio, che fino ad ora ha sentito solo il piacere o il dolore in risposta alle esperienze della vita, viene aggiunto un altro componente: il cervello, la memoria, sviluppatasi in seguito alle esperienze traumatiche della vita.

L’intero percorso dell’esperienza dello sviluppo, forma all’interno della creatura un programma interno: la memoria degli stati e delle condizioni passate, che portano a sensazioni positive o negative nel desiderio di ricevere. Tutte le situazioni passate rimangono registrate all’interno del desiderio come memoria del piacere e del dolore, e si accumulano anche nel cervello come esperienze passate.

In ultima analisi, questo desiderio è in grado di fare previsioni, costruire piani futuri, pianificare in anticipo cosa scegliere e cosa evitare. Tutto questo si basa sulle esperienze precedenti.

Una persona può anche imparare dall’esperienza dell’ambiente: dall’inanimato, dal vegetale, dall’animale e dalle altre persone. È così che avanza. Ma, indipendentemente dalla complessità di questo programma, all’interno di esso non ci sono elementi accidentali che non possono essere previsti in anticipo. Se noi conoscessimo tutta la natura, tutte le forze che lavorano al suo interno, allora saremmo in grado di sapere tutto con largo anticipo, di misurare con precisione, di capire e di osservare quegli eventi che si riveleranno in questo particolare modo, che è l’unico possibile.

È come se, costruendo una macchina o un programma per computer, sapessimo esattamente come deve operare al meglio delle sue possibilità. Una persona è fatta esattamente così, tutta l’umanità è fatta così: non c’è niente di sorprendente in questo. Il problema è solo nella nostra ignoranza; ma questo non significa che ci sono alcuni difetti sconosciuti nel sistema. Se esistono delle incognite, esistono solo per noi.

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Dalla trasmissione di KabTV “New Life #888” 25/07/17

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Pensieri e desideri

Baal HaSulam, (Shamati, 153): “Tuttavia, il pensiero ha un ruolo speciale: intensifica il desiderio. Il desiderio rimane al suo posto; non ha la forza per espandersi e compiere la sua azione. Tuttavia, a causa del fatto che uno pensa e contempla su una questione, e il desiderio chiede al pensiero di fornirgli qualche consiglio e una raccomandazione per realizzare il desiderio, il desiderio cresce dunque, si espande e svolge il suo lavoro effettivo …”

I nostri pensieri possono espandere o ridurre il nostro desiderio in base a ciò a cui pensiamo e in cui ci impegniamo. Se continuo a pensare a qualcosa, i miei desideri in merito a tale oggetto crescono e si sviluppano e io già vivo in essi e loro cominciano ad adoperarlo.

Domanda: Se io ho il desiderio di riempire me stesso, e tutti i miei pensieri sono rivolti automaticamente a quello, io non riesco a pensare a niente che non riempie i miei desideri. Ma i desideri sono sotto il controllo del Creatore. Egli li ha creati quindi tutto è sotto il Suo controllo e il Suo dominio. Allora, dov’è la mia libertà?

Risposta: Solo nell’accelerare il tuo sviluppo. Se sei nella giusta società ed essa ti influenza in modo corretto, tu acceleri lo sviluppo dei tuoi desideri. Il Creatore può avere un impatto più intenso; i tuoi desideri cambieranno più rapidamente, e quindi comincerai ad avanzare sempre più velocemente nella giusta direzione verso l’obiettivo desiderato. Tutto è predeterminato, ma la velocità e lo stile con cui ti muovi, saranno ottimizzati.

Commento: L’intera correzione sta nel fatto che tu devi pensare agli altri, ma io non riesco a pensare agli altri, perché non ho questo desiderio e quindi non ho questi pensieri.

Risposta: Se resterai nella società corretta invocherai la Luce circostante, allora il desiderio e i pensieri che determinano che questo è di vitale importanza per essere in contatto con gli amici, emergeranno in te.

Domanda: Questo significa che non è possibile cambiare i tuoi pensieri e desideri, senza la forza del Creatore, senza il Suo aiuto?

Risposta: No. Senza l’aiuto del Creatore, una persona rimane una bestia.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 15/01/17

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In cosa crede la Kabbalah?

Domanda: E’ possibile influenzare il pensiero di una persona? La saggezza della Kabbalah crede in questo e vi è un metodo per allenarsi a farlo?

Risposta: La saggezza della Kabbalah non crede in nulla. Esiste solo una pratica: attirare l’Ohr Makif (La Luce Circostante).

Questa saggezza è molto semplice perché si basa sull’interazione fra due forze: la forza più alta, quella della dazione e dell’amore, e la forza inferiore, quella dell’egoismo e della ricezione. Non c’è niente altro.

La forza superiore (la Luce) controlla la forza inferiore (il desiderio), e tutto ciò che accade nella saggezza della Kabbalah si concretizza nel rapporto fra loro. La forza inferiore è generata dalla forza superiore e si chiama Yesh mi Ayn (esistenza dall’assenza). Proprio come nella matematica in cui vi è lo zero e qualcosa di diverso dallo zero: questo è l’inizio della scienza. La stessa cosa è qui.

La Luce Superiore agisce e influenza il nostro desiderio, che si trova completamente sotto il suo controllo. Noi siamo desiderio: ognuno di noi individualmente e tutti noi assieme.

Non siamo nemmeno consapevoli di come la Luce ci trasformi e pensiamo di fare tutto da soli. Ma, in realtà, ognuno di noi è semplicemente un piccolo dispositivo. Abbiamo l’opportunità di evocare un’ulteriore influenza della Luce. Nella misura in cui la attiriamo per svilupparci nella saggezza, otteniamo una comprensione su come la Luce ci influenzi e svolga azioni particolari su di noi. Cominciamo a studiarla e quindi gestiamo sia essa che noi stessi.

A proposito di questo è stato scritto, “I miei figli mi hanno sconfitto” (Baba Metzia 59b).

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 21/08/16

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Nel momento della scelta

In qualsiasi punto del nostro cammino spirituale troviamo davanti a noi due strade. Quindi la frase “Vedi, pongo oggi davanti a te la benedizione e la maledizione….” (Deuteronomio 11:26) viene ripetuta molte volte nella Torah.

Questa frase è determinante in ogni momento, perché chiarisce che ci viene sempre concesso il libero arbitrio. L’essere umano è una creatura senziente, che ha sentimenti e che è in grado di operare la libertà di scelta.

Se in ogni momento della sua esistenza egli non vede che vi sono due strade di fronte a lui e non è certo di quale di esse sia la benedizione e quale la maledizione, allora non è un uomo ma un animale, che viene sospinto in avanti dallo sviluppo evoluzionista come da un bastone che lo sollecita da dietro.

Si considera un uomo perché si trova in occultamento e non si rende neanche conto che non decide nulla da sé. È come una marionetta nelle mani del burattinaio.

Quindi le parole “Vedi, pongo oggi davanti a te la benedizione e la maledizione…” sono indirizzate solo a quella persona che, tramite lo studio della saggezza della Kabbalah, abbia raggiunto la capacità di comprendere quali strade ha di fronte a sé: una benedizione ed una maledizione e può sceglierne solo una. Questa persona non ha alternative se si trova al livello della realizzazione del libero arbitrio. E se non lo realizza, allora non si può definire uomo.

E’ quindi scritto di tutte le persone del mondo che esse sono come animali, diverse da coloro che, con l’aiuto della Kabbalah, raggiungono il livello del libero arbitrio.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 10/08/16

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Dr. Michael LaitmanIl capitolo “Eikev” (A Seguire) ci racconta come entrare nella terra di Israele e cosa succederà se le leggi della Torah, che sono state date al popolo dal Creatore, verranno osservate.

In fin dei conti il sistema è uniforme: noi osserviamo le sue leggi e quindi, tramite esso, riceviamo: la Luce superiore che riforma, l’abbondanza, il riempimento e la rivelazione; oppure, se lo risvegliamo in modo incorretto su noi stessi, esso genera oscurità, ogni genere di sentimenti negativi che comunque ci condurranno nello stesso luogo attraverso una via di sviluppo alternativa. Ma in questo caso faremmo come un cerchio e questo cerchio è molto sgradevole.

Domanda: Si tratta di un lungo periodo di preparazione?

Risposta: Sì. Ma in ogni punto del percorso spirituale dall’egoismo, chiamato “Egitto”, al sistema completo di dazione e di amore, chiamato “terra di Israele”, vi è l’opportunità di dirigersi in modo diretto oppure di andare in cerchio e tornare al punto di partenza, fondamentalmente solo per renderci conto di non procedere in maniera corretta e che eravamo spinti dall’egoismo e non dal desiderio di ascesa spirituale, per operare infine questa ascesa.

Commento: Comunque “Non esiste nulla tranne Lui”. Da una parte andiamo in cerchio, dall’altra non siamo noi a decidere questo…

Risposta: No, dall’alto ci viene dato il libero arbitrio. Altrimenti tutta la creazione sarebbe perduta. Senza il libero arbitrio saremmo diventati dei piccoli insetti controllati totalmente dall’alto e non vi sarebbero scopo né significato nella creazione, nelle creature, nell’uomo e nel Creatore stesso, perché il Creatore viene rivelato solo nella relazione con le creature.

L’intero percorso che seguiamo è designato per riunire tutti i nostri liberi sforzi in un tutt’uno e, quando ci avvicineremo al risultato finale ciascuno coi suoi sforzi, con la capacità di analizzare, scegliere, vagliare e testare, creeremo per noi stessi il sistema chiamato “uomo”.

Altrimenti, se tutto fosse stato assolutamente determinato dal Creatore e non ci fosse stato libero arbitrio, non ci sarebbe motivo per la creazione.

Il fatto di giungere allo stato finale non nega la nostra costante possibilità di scegliere liberamente.
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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” su Kab TV 27/04/16

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Ci troviamo tutti dentro una rete di forze

Dr. Michael LaitmanDomanda: Se il mondo intorno a noi diventa ogni giorno più violento e intimidatorio, come dobbiamo connetterci con le persone sul posto di lavoro, quando usiamo i mezzi pubblici e in altri luoghi nei quali incontriamo persone il cui punto nel cuore non si è ancora rivelato?

Risposta: Ti consiglio di approfondire maggiormente te stesso e di stare meno in contatto col mondo esterno, visto che non sarai capace di correggerlo. La cosa migliore che puoi fare è allontanarti dal mondo e concentrarti sui cambiamenti interiori.

Nel momento in cui la forza superiore si rivela gradualmente dentro di te, il mondo comincerà a splendere davanti a te in maniera differente.

Vedrai in che misura le persone che ti circondano sono lontane da te, e comprenderai che sono manovrate dall’alto e che non hanno niente di proprio, sono senza libero arbitrio, senza qualità, ecc., ma che questo è semplicemente il modo in cui giocano dall’alto con loro.

Il sistema completo ti sarà rivelato e vedrai sette miliardi di persone correre da una parte all’altra come delle formiche. Ci troviamo tutti dentro ad una rete di forze che manovra tutte le persone e tutte le creature di questo pianeta, e non devi relazionarti con le persone come se qualcuna avesse libero arbitrio.

Ti diventerà più chiaro come attrarre in te la forza positiva della rete di forze nella quale ti troviamo, per ascendere attraverso questa forza sopra il destino comune, e acquisire un nuovo destino speciale. Questo sarà in tuo potere.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 17/04/16

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Saliamo senza discese

Dr. Michael Laitman“Qual è il concetto di sofferenza nel lavoro”

Rabash: Cosa può fare l’uomo per non aver bisogno di arrivare alla discesa, chiamata “sofferenza”, quando sente di essere lontano dal Creatore …. Come potrebbe esistere una realtà in cui non si ha bisogno di cadere nello stato di umiltà? Il consiglio riguardo a questo è quando l’uomo si analizza e attraverso il suo pensiero e, desiderio, vede di essere ancora lontano dall’adesione al Creatore. Questo significa che anche durante il tempo dell’ascesa, egli si analizza e comincia a sentire i suoi difetti. Allora, apparentemente, non ha bisogno di cadere dal suo stato perché gli sono stati dati pensieri di umiltà fino a che sente di essere in uno stato insufficiente. Quindi, anche durante l’ascesa, comincia già a cercare consiglio su come salire il livello.

Iniziamo il nostro percorso verso l’Alto da una piccolo difetto, la mancanza del punto nel cuore. La mancanza di questo punto non dà all’uomo nessuna direzione e non ha nessuna forza, perché questo è solo un punto. Io continuo a procedere verso qualcosa, ma non capisco esattamente verso cosa. Però, quando giungo al gruppo, il mio desiderio comincia a prendere forma. So già cosa desiderare e verso dove. Passano alcuni anni fino a quando alla fine capisco che questa aspirazione deve essere indirizzata verso la connessione e non solo verso la forza superiore.

Sono già consapevole che la forza superiore non si trova da qualche parte nel cielo, ma che si rivela dentro di me: è la forza della dazione e dell’amore che riempie tutta la realtà superiore. Se io acquisisco la caratteristica di dazione e di amore, con questo sento la forza superiore, la dimensione superiore e il mondo superiore.

Passa un po’ di tempo fino a quando nell’uomo si stabilizza questo approccio. E questo tempo non si limita a passare senza lasciare traccia. I grandi cambiamenti avvengono in ogni momento, ed è necessario molto tempo per questo. Proprio come nel nostro mondo, il periodo per stabilizzare il livello inanimato della natura, la creazione dell’universo, è stato il più lungo ed è durato miliardi di anni. Il mondo vegetale si è stabilizzato ancora più rapidamente, il mondo animale si è stabilizzato ancora più velocemente e l’umano si è stabilizzato molto velocemente rispetto ai livelli precedenti.

Quindi abbiamo trascorso migliaia di anni di esistenza fisica normale attraversando una moltitudine di incarnazioni. E quando ci è stato concesso finalmente Itaruta de La’ila (Risveglio dall’Alto) con conseguente risveglio del punto nel cuore dentro noi, questa relazione era già in corso da anni. Nonostante tutto ci sono voluti anni.

Da quel momento, sono già stato messo di fronte all’obiettivo e so come avanzare verso di esso. Giungo al gruppo, trovo l’insegnante e i libri. Mi rendo conto che questo è lo scopo della vita umana in questo mondo verso cui, finalmente, sono stato portato dopo molte incarnazioni, al fine di adempiere all’obiettivo e di ottenere un certo tipo di risultato nella mia vita, senza dover sprecare tempo invano. Qui mi è già stata data la libertà di scelta: percorrere la via della Torah o la via della sofferenza.

La via della sofferenza giunge quando si risveglia dentro di me il desiderio inconscio e comincio a capire il motivo che mi fa stare male. Il tempo passa fino a quando trovo la causa del male e chiarisco come correggerlo e trasformarlo in bene. La via di Beito (A suo tempo) è molto lunga ed è composta da molti stadi. Così, nella via di Achishena (Io affretterò), nella via della Luce, il tempo diventa accelerato. Devo cercare le mancanze dentro di me, i mezzi per avanzare.

Dall’ambiente posso ottenere gli stimoli per l’avanzamento. La cosa principale è che questa spinta verso il progresso inizialmente mi stabilizza nella giusta direzione e so che cosa sto cercando. È sempre necessario essere alla ricerca della mancanza della caratteristica di dazione e di amore, della connessione, dell’unione, dell’Arvut (Garanzia Reciproca), dell’adesione alla forza superiore, ovvero, l’amore per gli altri.

Se io cerco mancanze come queste, non sono più in una sorta di punto con un desiderio unico che non ha alcuna direzione, invece conosco già l’obiettivo da raggiungere.
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Dalla preparazione alla lezione quotidiana di Kabbalah 10/02/14

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La scomparsa del quadrante dell’orologio

Dr. Michael LaitmanBaal HaSulam “Introduzione a Il Libro dello Zohar”, Sezione 61,63: “La risposta è che il mondo, durante i seimila anni della sua esistenza è come un Partzuf diviso in tre terzi: Rosh (Testa), Toch (Interno), Sof (Fine), ovvero, HBD (Chochma, Bina, Daat), HGT (Hesed, Gevura, Tifferet), NHY (Netzach, Hod, Yesod). Questo è ciò che scrissero i nostri saggi: ‘Due millenni di Tohu (Caos), due millenni di Torah e due millenni dei giorni del Messia’ (Sanhedrin 97a)…Quindi, le Luci Superiori possono manifestarsi solo dopo il completamento di queste anime inferiori, e non prima”.

Esiste una regola generale chiamata “Relazione inversa tra Luci e vasi” (Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Sezione 24), in modo che i vasi che caddero ad una profondità maggiore furono più elevati prima della Shevira (Rottura).

Questo significa che anche se siamo nello stato di rottura, negli stati inferiori, attraverso la nostra correzione possiamo aggiungere una grande forza al Kli generale e, come risultato di questo, sarà rivelata una grande Luce.

Le prime generazioni eccelsero nella realizzazione e i loro desideri di ricevere furono abbastanza perfezionati, così la Luce di Chochma non fu molto rivelata. Questo non fu lo stesso metodo e la stessa Luce che scopriamo nei nostri Kelim. D’altra parte, secondo la disposizione delle Luci e dei Kelim sarà rivelata la Luce di Chochma nei Kelim di HBD, mentre noi apparteniamo ai Kelim di NHY.

Alla fine della correzione tutta la Luce e ogni Kli saranno in un solo cerchio.

Domanda: Perché i 6000 livelli spirituali sono descritti come 6000 anni? Sembra che il Creatore abbia creato la creatura e le abbia dato un ultimatum per terminare la correzione in un periodo specifico e non oltre.

Risposta: Esiste il sistema dei mondi, ABYA (Atzilut, Beria, Yetzira ed Assiya). In questo sistema, il mondo di Atzilut è il mondo della correzione e non appartiene ai Kelim rotti, ma è stato creato per correggerli. I mondi di BYA sono il posto, l’ambiente, lo stato nel quale esistono i Kelim, le anime rotte.

Nella realtà esiste solo un’anima, l’anima di Adam HaRishon (Il Primo Uomo). Quest’anima è stata divisa o rotta in una moltitudine di parti che sono cadute secondo il loro livello spirituale nei mondi di Beria, Yetzira ed Assiya, e devono essere riscoperte.In base all’intensità della rottura, queste parti sono state divise in tre gruppi: HBD; HGT e NHY.

Esse sono state rivelate secondo un ordine particolare: Beria, Yetzira ed Assiya, dal leggero al pesante. Le parti che appartengono ai mondi di Beria e Yetzira e i due terzi superiori del mondo di Assiya sono stati rivelati in base al programma della creazione. Dopo tutto, allo stadio attuale, i Kelim non sono ancora stati divisi in base alla linea di destra e di sinistra in una forma tale che possano attivare i loro liberi arbitri.

Solo nei Kelim della parte inferiore di NHY, ovvero iniziando dalla nostra generazione, chiamata l’ultima generazione, esiste la possibilità di sviluppare più rapidamente e efficacemente del programma della creazione. Precedentemente, il programma della creazione determinò la connessione delle Luci e dei Kelim in accordo al risveglio dall’Alto, considerato veramente 6000 anni, e adesso viene scoperto il metodo.

Questo avviene per il fatto che la creazione non è solo un prodotto con le caratteristiche che le sono state conferite all’inizio, privo di qualsiasi potenziale per lo sviluppo delle cose nuove, quindi non è chiaro il motivo per cui esista, e in modo specifico noi che vogliamo realizzare il programma della creazione attraverso noi stessi con le nostre forze, giustificare il Creatore, confermando che non è stato creato senza alcun beneficio, non è proprio automatico. Il beneficio è che la creazione rende possibile all’uomo cercare e trovare le possibilità di unirsi al processo in base al suo libero arbitrio, affrettare la correzione e far avanzare la creazione attraverso l’innalzamento della MAN, e allora, tutta la creazione appartiene all’uomo, tutto il mondo gli appartiene.

E così, il tempo dello sviluppo viene accorciato non perché non ce ne sia la necessità, piuttosto questo è un segno di quanto l’uomo stesso brami di finire e di correggere la creazione. Perché? Perché nel Kli corretto è possibile dare grande contentezza al Creatore.

Questo significa che da ora in poi siamo pronti a dedicare il nostro tempo, così che tutte le nostre azioni saranno con l’intenzione di dare e, attraverso questo, attrarremo tutto il mondo verso la correzione.

Domanda: perché questo processo è ancora connesso al tempo fisico?

Risposta: Nella tua percezione fai una divisione tra spiritualità e fisicità. Ma in effetti la fisicità è ciò che viene chiamata l’intenzione per il bene della dazione. In che modo l’uomo può stare senza l’altro?

Tutto giunge dall’Alto e la radice spirituale determina il ramo fisico. Il ramo fisico include la natura dell’inanimato, vegetale ed animato, tutto ciò che vediamo, tutti i desideri che non sono pronti a determinare alcun cambiamento riguardo il Creatore indipendentemente. Questo include la natura di Adam, il quale non è una persona del nostro mondo, piuttosto un Adam (Uomo) pronto ad assomigliare al Creatore. Solo le persone di questo tipo appartengono al livello di Adam, dazione e non ricezione.

È la stessa cosa per quanto riguarda il tempo. Esistono i tempi che appartengono alla natura inanimata, vegetale ed animata, ed esiste un tempo speciale per quelli che appartengono al livello di Adam, quelli che superano la loro natura. Essi percepiscono il loro tempo, stato, livello, allo stesso grado in cui hanno corretto loro stessi. Per loro il tempo non è determinato dall’orologio e dalle date sul calendario. Se raggiungi la fine della tua correzione individuale, dalle tue sensazioni scompare semplicemente il quadrante dell’orologio.

E così stiamo vivendo alla fine dei 6000 anni, e il nostro periodo è unico per il fatto di avere la possibilità del libero arbitrio. Stiamo lavorando non solo per noi stessi, ma per tutti i sei millenni. Dopo tutto, quelli che hanno formato la scala dei livelli spirituali dipendono da noi, e se attraiamo le Luci più piccole, esse si rivelano in alto come le Luci più grandi.

Questo è corretto anche se è difficile per noi apprezzare il nostro lavoro perché non ne vediamo i risultati.
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Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 25/02/2014, Gli Scritti di Baal HaSulam

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Un GPS sulla strada della vita

Dr. Michael LaitmanDomanda: Se studio la Kabbalah, saprò delle mie incarnazioni precedenti e il mio futuro in modo da portare ordine nella mia vita? Ora sto vivendo solo per oggi, per questo momento, senza sapere che cosa può accadere domani.

Risposta: Prima di tutto, una persona impara esattamente con quello che gli viene dato, la libertà di scelta, con che cosa sono i suoi limiti e come può influenzare il suo destino. Egli sa di ciò che lo attende in ogni situazione e in ogni passo. Lui vede due strade davanti, e ha la possibilità di scegliere fra una via buona o una via del male.

La via del male è il percorso della sofferenza nel quale il destino ci spinge e ci sprona giorno dopo giorno attraverso colpi e poke. Però noi abbiamo la possibilità di scegliere la via della Luce nella quale possiamo usare le forze della natura che sono nascoste dentro di noi e portarci avanti, anche prima che arrivino i colpi.

La saggezza della Kabbalah ci insegna a desiderare costantemente il prossimo scopo, in tale modo e maniera da avanzare più velocemente rispetto ai colpi che arrivano e stanno rotolando dietro di noi.

Domanda: Una persona è pronta a evitare i colpi del destino?

Risposta: Una persona è preparata per portarsi fuori da sotto un colpo. Questo può essere anche per un popolo intero.

Domanda: È possibile capire quale sia la stazione successiva, è sulla tua via di vita, anche prima di raggiungerla?

Risposta: Certo che è possibile perché la saggezza della Kabbalah apre e rivela davanti a noi il programma intero, e con l’aiuto delle forze spirituali, scopriremo in quale forma dovremo connetterci per avanzare alla prossima fase, per passare attraverso di essa senza intoppi e facilmente.

La saggezza della Kabbalah ci rende possibile avanzare nella vita come se avessimo un GPS che ci dice costantemente qual è il modo migliore, quando andare a destra o a sinistra. Rivela ad una persona l’intera cartina del suo passato e futuro e in generale ogni secondo nella storia dell’umanità, non solo la storia di questo mondo, ma anche fra le incarnazione terrene.

Adesso l’umanità ha raggiunto uno stato unico in tutta la sua storia in quanto si trova in un vicolo cieco. Però questo è in realtà un buono stato alla fine ci obbliga a capire dove siamo e perché questo sta succedendo. Questa situazione critica ci forzerà a chiarire la domanda del significato delle nostre vite. Poi scopriremo quel che abbiamo bisogno di fare e vedremo quale ricompensa riceveremo in cambio.
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Dal Programma di Radio Israeliano 103FM, 15.02.2015

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La forza del bene e la forza del male, Parte 1

Dr. Michael LaitmanDomanda: Tutte le religioni immaginano il mondo come se fosse gestito da due forze del bene e del male. Una persona normale percepisce il mondo nello stesso modo. Qual è la forza del bene, che causa tutte le cose buone, e qual è la forza del male che porta tutti i problemi?

Tante persone sognano che nel mondo c’è solo una forza del bene e si chiedono perché c’è una forza del male? Questa dualità è una lotta continua tra bene e male, luce e buio, distruzione e costruzione; ci accompagna durante le nostre vite. Perché c’è un confronto tra la forza del bene e la forza del male?

Risposta: Non c’è un confronto. È solo noi che sentiamo alcune forze come bene e altre come male. Nella natura non ci sono forze del bene o del male. Infatti, ci sono forze che si oppongono, il più e il meno, attrazione e repulsione, luce e buio.

La via è impossibile senza due forze in opposizione, non c’è nessun metabolismo negli organismi viventi, nessun processo metabolico, e non c’è una connessione fra le particele subatomiche o fra gli oggetti spaziali nell’universo, unendoli in un solo corpo.

La vita è basata sul confronto tra le due forze, e il fluire nella “linea di mezzo” che collega entrambi. La vita appare nel soggetto o nel corpo nel quale queste forze opposte interagiscono. Quando raggiungono un equilibrio relativo, poi il passo successivo della vita rinnovata nasce.

Cioè, le forze opposte stabiliscono una certa armonia tra loro durante il loro incontro nel materiale. Si scopre, che la forza subatomica opposta, elettroni e protoni, costruisce gli interi atomi, che si uniscono in una molecola.

Le molecole della forza opposta già possono decidere fra loro cosa è buono e cosa è male per il loro composto. Questo è il motivo per cui loro attraggono, assimiliamo, e assorbono le sostanze utili, ed estraggono quelle dannose. Questo è il modo in cui avviene il metabolismo, durante il quale la vita sopravvive e si sviluppa.

Tutto questo viene fatto a scapito del corretto allineamento delle due forze opposte. Non c’è sviluppo senza di esse. Altrimenti, non ci potrebbe essere sviluppo del nostro universo costituito esclusivamente da materia inanimata e specificamente la materia vegetale. La combinazione delle forze opposte è anche più complessa, e sul livello animato la complessità è più complicata.

C’è una difficile indagine che si svolge all’interno della mente e della percezione di ognuno, la definizione di bene e male a tutti i livelli. La nostra mente è costruita sul fatto che analizziamo costantemente la lotta delle forze opposte e cerchiamo il massimo beneficio da qualsiasi forma di loro connessione.

È impossibile utilizzare una sola forza senza l’altra, solo nella loro interazione. È così che va la vita.

Sul livello inanimato, vegetale, e animato il sistema funziona bene, si sta sviluppando bene. Se qualche volta vediamo qualche disastro in natura, è solo perché ne valutiamo la loro rilevanza per noi. Però, l’intero universo –i mondi di inanimato, vegetale, e animato– si stano muovendo sotto l’influenza delle forze positive e negative che interagiscono tra loro e mandano avanti l’evoluzione.

Tutto va bene fino a quando si tratta dell’umano. Queste due forze di “bene” e “male, ” come le chiamiamo noi, riguardano anche una persona. Se conoscessimo l’essenza del programma di natura e mantenessimo l’equilibrio della forza positiva e negativa, poi vorremmo vivere tranquillamente e pacificamente.

Il problema è che una persona ha libertà di scelta. Uno sceglie il bilancio delle forze positive e negative a volontà. Questo è dove la nostra natura iniziale viziata si manifesta, e il risultato è che prendiamo decisioni più piacevoli e convenienti, invece di quelle corrette.

Abbiamo più interesse riguardo al profitto che per la verità. Questo è il motivo per cui cominciamo a porre un percorso curvo, uno che non sta in mezzo fra le forze negative e positive che devono essere uguali e combinate in modo giusto fra loro per promuovere lo sviluppo. Invece, siamo sempre inclinati a seguire il percorso conveniente, e a spese degli altri.

Siamo tutti parte della natura integrale, e lì dovremo essere in armonia totale con il mondo inanimato, vegetale, e animato, evolvendo nella stessa direzione con loro. Tuttavia, se dovessimo mantenere un equilibrio tra le due forze esercitando la libertà di scelta mentre le manteniamo in armonia, ci dovremo sviluppare nel modo giusto.

Noi non permettiamo a noi stessi di utilizzare le forze della natura più di quanto abbiamo bisogno, per vivere in armonia con l’altro e l’ambiente. La nostra vita sarebbe più semplice ma serena. Ci piacerebbe ottenere quello che ci serve per la nostra esistenza dalla natura, e vorremmo usare le forze per il nostro sviluppo interno.

Tutte le disgrazie dell’uomo sono cominciate quando l’umanità ha iniziato a produrre più beni di quanto necessario per la vita. Questo è il punto di svolta dove l’umanità ha cominciato a deteriorarsi. Da questo punto in avanti abbiamo perso l’equilibrio delle forze e abbiamo cominciato a girare come era conveniente al nostro egoismo.

Lo schema generale è il seguente: C’è una forza positiva, una forza negativa, e noi siamo in mezzo, la gente con il proprio egoismo. Se dovessimo usare queste due forze della natura allo scopo di bilanciare le nostre vite e se potessimo implementare tutto l’ego in eruzione solo per la nostra crescita interna, spirituale, poi potremmo salire al livello successivo chiamato “uomo”.

La nostra vita materiale, cioè, la vita dei nostri corpi sul livello animato, sebbene ha bisogno di cibo e famiglia sarebbe rimasta in una forma equilibrata, nello stesso stato nel quale dovrebbe essere. Vorremmo utilizzare il nostro egoismo per portare l’equilibrio dentro le due forze opposte e innalzarci al livello spirituale, alla vita spirituale.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 3.06.2014

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