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E’ il momento di risvegliare la mancanza ed accorciare il tempo

In apertura della lezione quotidiana di Kabbalah del 24/01/2018

In merito al tema “dai disturbi all’ascesa”, la parola “disturbi” è imprecisa, perché, se affermiamo che “Non esiste nulla tranne Lui”, e che c’è quindi solo una forza, non due o tre, ma solo una forza che agisce nella realtà, allora tutto arriva dal Creatore ed Egli è buono e benevolente.

Perciò, sia le influenze negative che quelle positive, da un estremo all’altro, hanno origine da una singola forza: “Il bene che fa del bene”. Solo nella persona, quell’influsso si divide in due parti: dove essa si sente bene quando è influenzata in un certo modo e male quando si trova in altre condizioni. Questo semplicemente indica la mancanza di correzione di una persona, ossia che essa non ha equivalenza di forma con il Creatore; è nell’equivalenza della forma che la persona ha bisogno di sentire come è buono tutto ciò che proviene dal Creatore e che il Creatore stesso è benevolo. Se la persona non si sente, in ogni momento, come se si trovasse in un oceano di bene che fa del bene, almeno nella misura di un embrione nell’utero della madre; se non sente che da tutte le parti, in tutti i propri discernimenti, si trova in un posto dove solo bene, misericordia ed amore la ricoprono, allora è segno che ha dei problemi con la correzione dei propri vasi.

Chiunque potrebbe dire: “Sì, ho un problema con la correzione dei vasi, ma che posso farci? Non ne sento la mancanza. Non posso correggere ciò di cui non sento la necessità”.

Perciò qui abbiamo bisogno di ottenere la mancanza per la correzione. Tuttavia, incominciamo almeno con lo stabilire che siamo noi, che ci troviamo in un oceano di bene, benevolenza, Luce, dazione e amore, che non lo percepiamo, il che indica la nostra mancanza di correzione.

Ora quindi, come possiamo risvegliarci? Come possiamo evitare di restare nello stato in cui eravamo prima di questo ragionamento? Inoltre, adesso, dopo questa analisi, ci sentiamo un po’ male ed un po’ bene ma questo non ci preoccupa, né ci scuote o obbliga ad agire e a sforzarci fin da subito. Non ce n’è la mancanza. A livello intellettivo, potremmo anche dire tutte le cose nella maniera giusta, ma non è comunque abbastanza. E’ necessario che l’emozione e la carenza ci smuovano dal nostro stato attuale.

La mancanza può venire dall’alto. Questa è considerata essere la via della sofferenza. Tuttavia la mancanza può anche provenire da una persona che entri in una connessione corretta con l’ambiente ed attraverso invidia, desiderio ed onore forzi se stessa ad uscire da questo mondo e ad entrare nel mondo spirituale.

Se la persona non lo fa attraverso gli stratagemmi di cui i grandi kabbalisti scrivono, allora non progredisce lungo il cammino di Achishena (“Io lo accelererò”). Ma viene gradualmente avvicinata lungo il cammino di Beito (“Nel tempo dovuto”), ma ciò è graduale, ossia dipende dal tempo ed è anche dipendente dall’attitudine della persona verso l’intero sistema generale.

Perciò tutto dipende dal nostro atteggiamento nei confronti della situazione: come possiamo, persino in uno stato dove non sentiamo nulla, dove nulla ci smuove, dove nulla ha senso, e dove semplicemente non abbiamo interesse, quando la maggior parte del tempo siamo scollegati dalla spiritualità, uno stato dove in qualche modo sappiamo che sta succedendo e siamo pronti solamente ad abbandonarci nel flusso delle cose, come possiamo dunque in tali situazioni radunare tutti i mezzi a nostra disposizione allo scopo di crearci, nel gruppo, un sistema di allarme che ci risvegli e che ci influenzi? Persino se tutti noi ci addormenteremo, in qualsiasi caso, facciamo sì che ci sia qualcosa che ci spinga e che ci tiri verso lo scopo della Creazione!

Questo è considerato come l’accelerare il tempo. E’ chiamato “Israele che santifica i tempi”. Chiunque sia “Yashar Kel” (“diretto verso Dio”) davvero accorcia il tempo e tutto dipende dall’accorciare il tempo, perché certamente Gmar Tikkun (la fine della correzione) è presente, persino adesso, ma lo raggiungeremo oppure no, sarà adesso o in chissà quanti passaggi, incarnazioni o anni?

La cosa principale è che il nostro lavoro non avviene attraverso grandi ascese e grandi discese ma riguarda l’indifferenza, è una guerra all’indifferenza. Quel deserto ci consuma.

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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 24/01/2018

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Una preghiera all’indirizzo giusto

La preghiera è la mia ultima azione in relazione al Creatore. Come risposta alla preghiera, Lui darà vita ad una correzione. Ecco perchè tutto finisce con una preghiera. Prima, dobbiamo prepararci, cercare veramente cosa si sta chiedendo, in che modo, e per chi.

Le preghiere includono le richieste che le creature innalzano al Creatore. Certo, questo non avviene tutto in una volta sola, non viene espresso da nessuna parola o frase, ma si basa sui chiarimenti, l’uno dopo l’altro, e sulle richieste di aiuto, fino a che si arriva alla preghiera perfetta.

Il Creatore è il pieno HaVaYaH che esiste nel mondo dell’infinito e che contiene assolutamente tutto. Per questo, se vogliamo prendere qualcosa da lì, dobbiamo fare una richiesta ben precisa, così come si fa su un computer: su che indirizzo andare, che password digitare o che comando usare, ecc.

Questa richiesta poi, passa attraverso tutti gli stadi ed entra in Malchut nel mondo dell’infinito, dove ci sono possibilità illimitate. Tutti i Kelim e tutte le Luci sono lì dall’inizio, come è scritto, « La fine dell’azione risiede nel pensiero iniziale ». Quello è lo stato corretto che esiste in tutto il suo splendore.

Se lavoriamo correttamente, ci uniamo a questo sistema. Basandoci sulla nostra richiesta, troviamo lo spazio giusto dentro di esso ed estrapoliamo quello di cui abbiamo bisogno da questa “memoria” dove desiderio e Luce già esistono in unione. Questo ci influenza e ci spinge verso lo stato che abbiamo richiesto nella nostra preghiera.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 25/01/2018Gli Scritti di Baal HaSulam – Lettera 56”

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“Lamentatevi con Colui che ci ha creati”

Il mondo sta realizzando di aver raggiunto un punto morto. Ne consegue che non ci sono più né democrazia né liberalismo. A che cosa siamo arrivati permettendo ai mass media e all’oligarchia di fare liberamente quel che vogliono?

Fra 10 anni, essi si riuniranno ancora a Davos e proclameranno: “Adesso il 99% del capitale totale è posseduto dall’1% della popolazione mondiale e ben presto l’intero 100% sarà nelle nostre mani. Il resto delle persone può pure morire di fame. Noi ovviamente siamo molto dispiaciuti per loro ma non c’è nulla che possiamo farci. Questo è un percorso di sviluppo egoistico. Se non vi piace, lamentatevi con il Creatore.”

I ricchi stessi diranno: “Voi volete cambiare ma il cambiamento non è nelle vostre mani. Noi non abbiamo alcuna colpa; siamo egoisti come chiunque altro. Voi avreste fatto lo stesso al posto nostro. Tutto il denaro si è accumulato nelle nostre mani perché il desiderio di provare piacere ci ha forzato ad agire in questo modo. Lamentatevi con Colui che ci ha creati.” Forse allora, quegli sfortunati ai quali non è rimasta neppure una briciola di pane, capiranno di aver bisogno di rivolgersi al Creatore.

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Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 25/01/2018, Gli Scritti del Baal HaSulam, “Introduzione a Il Libro dello Zohar,” Paragrafo 60

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Per che cosa vivo?

Senza la saggezza della Kabbalah, è impossibile rispondere alla domanda sul significato della vita. Dopotutto noi esistiamo nel desiderio di provare piacere, che rappresenta tutta la nostra natura, e così siamo sempre al suo servizio.

Il nostro ego risponde immediatamente alla domanda: “Per che cosa vivo?” con: “Per sentirmi bene nel mio desiderio di provare piacere!” ossia, all’interno della tua natura, non al di sopra di essa.

Ne risulta che tutta la mia vita ruota attorno allo scopo di garantire il soddisfacimento del mio egoismo. Ossia, io servo il mio corpo animale. Non esisto al di sopra del mio livello animale ma al suo interno.

Esisto solo nella condizione che io dia al mio corpo animale le cose strettamente necessarie, come ad un bue, ad un asino o ad un cavallo cosicché essi possano servire noi esseri umani; allora io sto usando il mio corpo per soddisfare i bisogni della persona che è al di sopra del mio corpo animale. Se io analizzo la domanda: “Per che cosa vivo?” Non mi sto riferendo al bue o all’asino, ma alla persona che c’è dentro di me: Qual è lo scopo della sua vita?

Allora scopriamo che la vita non è nel desiderio di provare piacere, che nasce e poi muore, ma al di sopra di esso. Significa che dovremmo cercare il significato della vita al di sopra dell’egoismo, dove esiste solamente la forza che ha creato il desiderio di provare piacere: il Creatore.

Ne deriva che la risposta sul significato della vita non possa essere trovata dentro di noi, nel nostro corpo animale, ma solo esaminando la forza che ci ha creati e indirizzati verso questa domanda. Io devo scoprire il Creatore ed allora scoprirò per che cosa sto vivendo.

Il conseguimento del Creatore avviene in 125 livelli. In ciascun livello noi scopriamo il Creatore sempre di più, comprendendo per che cosa viviamo. Quando completeremo tutte le nostre correzioni, ossia l’intero conseguimento del Creatore, allora scopriremo la risposta completa alla domanda sul senso della vita.

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Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 26/01/2018, lezione sul tema: “Per che cosa sto vivendo?” (Preparazione per il Congresso Mondiale 2018)

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L’importanza di creare un dizionario di definizioni spirituali accurate per sostituire le definizioni materiali

La difficoltà principale è che non sappiamo cos’è il lavoro spirituale. Non si trova nelle nostre sensazioni né nel nostro intelletto.

Innanzitutto noi siamo persone che appartengono a questo mondo. Noi lavoriamo, discutiamo e comprendiamo in base a ciò che abbiamo in questo mondo. E’ la nostra vita. Le definizioni di questo mondo creano uno spazio di lavoro dentro di noi. Il nostro mondo è pieno di definizioni di ricezione o dazione allo scopo di ricevere, all’interno delle quali viviamo sensazioni più o meno forti.

Le nostre definizioni concordano con ciò che ci piace o con quello che ci fa soffrire. Questo perché siamo materia che desidera provare piacere. Quindi possiamo sentire suoni, odori e vedere cose, la loro larghezza e dimensione, anche se apparentemente non ci interessano. Non importa di che cosa si tratti, magari sono fenomeni meccanici: noi traduciamo sempre le cose in emozioni. Poi, considerando se ci sentiamo bene o male, noi elaboriamo, sentiamo e viviamo quelle emozioni, perché qualsiasi cosa che non entra nelle nostre sensazioni, non esiste per noi. Noi non la vediamo, ed in effetti non esiste perché il mondo esiste solo nel campo delle nostre sensazioni: il desiderio di ricevere, di provare piacere.

Quindi siamo programmati e creati come creature che percepiscono, e quello che ci piace o non ci piace ci è chiaro in base alla nostra esperienza. Così noi ci creiamo un’immagine del mondo.

Questo come si rapporta con la saggezza della Kabbalah?

Io inizio a sentirmi male nel nostro mondo. Molte altre persone si sentono male. Ci si potrebbe anche azzardare a dire che la maggior parte della gente si sente male. Inoltre non si tratta solo della gente ma anche del livello inanimato, del vegetale e dell’animale. Comunque oltre a sentirmi male, ho iniziato a provare qualcosa di sgradevole. Insieme a questo, ho iniziato a sentire un’attrazione per uno stato diverso. Questo è considerato il punto nel cuore che si risveglia nel mio cuore. Così ho iniziato a cercare con questo punto: dove mi sta portando? Cosa vuole da me?

Così arrivo alla saggezza della Kabbalah. Inizio a sentire ogni genere di cose ma non so cosa mi viene insegnato. Posso studiare per anni ma non so esattamente cosa sto studiando. Divento come un bambino che è stato mandato a scuola. Lui non sa perché è lì, ma è lì perché tutti gli altri bambini sono lì. Io magari mi sento anche a mio agio qui col mio punto nel cuore. In qualche modo mi sento in pace, al sicuro e sento che un futuro buono mi attende.

Ma che cos’è la Kabbalah? Questo davvero io non lo capisco.

Se me lo chiedeste, potrei spiegarvelo usando le parole che leggo. Ma non sono le mie. Perché? Perché, di nuovo, il mondo di cui parla la saggezza della Kabbalah non è il mio mondo. E’ qualcosa che non rientra nella mia comprensione né nelle mie sensazioni.

Ricordo che quando studiavo con Rabash, ero abituato a sedere, durante tutti i pasti, al Kiddush che lui teneva durante il Sabato, e nel quale era solito dare ogni genere di spiegazione sui vari articoli e cose del genere; e lui parlava sempre di fede al di sopra della ragione, diceva che tutto si consegue nella fede al di sopra della ragione.

Io capisco cosa significa fede. Fede significa “io credo”. Cosa significa “credere”? Significa che “io credo che una certa cosa esiste”.

Perché? Ne hai la prova?

No, se ne avessi la prova allora sarebbe conoscenza. Se non vi è prova, allora è fede.

Allora in cosa credi?

“Io credo in Dio. Questo è ciò che è scritto”.

Tu credi in “Lui”? Questo è anche più ambiguo.

Allora cosa è la fede?

I kabbalisti del passato hanno iniziato a scoprire il mondo spirituale, la qualità della dazione, l’amore per gli altri, “Ama il tuo amico come te stesso”, “L’amore copre ogni crimine”, ed in quel mondo hanno iniziato a conseguire quella qualità nella loro connessione, quella che hanno poi chiamato “fede”, perché è il livello di Bina. Non vi è mai stata un’altra definizione della parola “fede”.

Comunque, in seguito, quando hanno iniziato a cadere dal livello di fede, dal livello di dazione ed amore (vi è la fede quale “dazione allo scopo di dare” e la fede completa quale “ricezione allo scopo di dare”), essi si sono attenuti alla comprensione che ciò è corretto, perché lo hanno sentito in passato ed erano connessi a molti di quei kabbalisti che avevano vicino in quello stesso periodo, oltre 2.000 anni fa, ed essi chiamarono il loro sentimento “fede”. Poi il termine “fede” ha iniziato ad essere corrotto. Ha iniziato ad essere interpretato come “sapere di fatto”: “sapere” non in senso di conoscenza ma semplicemente accettare che così stanno le cose.

Quindi, sino ad oggi, il concetto di fede è rimasto molto vago. Viviamo in modo tale per cui tutti credono in ciò in cui pensano di dover credere.

Inoltre “fede al di sopra della ragione” è un concetto incredibilmente difficile. Dobbiamo spiegarlo a noi stessi, ai principianti ed a chiunque studi con noi. Fede sopra la ragione è la costruzione del vaso spirituale, dove costruiamo il vaso di dazione sopra il vaso di ricezione e così facciamo un progresso spirituale.

E’ quindi molto importante per noi creare un dizionario di definizioni corrette della saggezza della Kabbalah, col quale poter mostrare a tutti come essa parli di una realtà differente, come le parole che paiono familiari ad una persona in questo mondo vengano immediatamente definite in modo diverso nella saggezza della Kabbalah da persone che hanno un conseguimento spirituale.

Questa è anche una delle difficoltà che abbiamo nel giungere alla rivelazione a partire dai disturbi, laddove i disturbi sostengono la rivelazione. I disturbi diventano d’aiuto quando sappiamo come definirli esattamente. Questa è la difficoltà. Avremo bisogno di creare quel dizionario dentro di noi, con definizioni spirituali accurate per rimpiazzare le definizioni materiali, in modo da chiarire cosa accadrà d’ora in poi, visto che non vi è nulla nella realtà oltre al desiderio ed alla luce che agisce su di esso, ed il desiderio deve essere definito correttamente, con definizioni reali, in base a quanto la luce agisce su di esso, lo divide e lo colloca gerarchicamente. Così dobbiamo avvicinarci alla saggezza della Kabbalah.

Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 23/01/2018

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Il tempo dipende da noi

Il tempo non esiste. Un cambiamento di stato mi dà la sensazione del tempo. Non avvertirei il tempo se non fosse cambiato il mio stato. Il tempo è dato dal numero dei cambiamenti che percepisco.

Il tempo può non passare mai oppure può volare: dipende tutto dalla percezione interiore che una persona ha dei cambiamenti che avvengono dentro di lei. Appena non ci sono più cambiamenti, il tempo scompare.

Esiste un meccanismo che si rivela dentro di me e risveglia costantemente nuove qualità interiori. In esse, sento come se il mondo attorno a me stesse cambiando. Ma in realtà il mondo non cambia: sono io l’unico a cambiare. Le stelle esplodono, la gente corre intorno, la vita mi circonda, ma queste sono tutte qualità che cambiano dentro di me a seconda di come io percepisco la realtà.

Un tempo le persone credevano che il tempo non dipendesse da noi. Ma poi arrivò Einstein e affermò che il tempo è relativo. Se mi muovo ad una velocità che si avvicina a quella della luce, il tempo tempo può accelerare o rallentare. Può persino fermarsi perché il tempo non è fissato dall’alto; dipende dall’osservatore.

La Kabbalah dice che il tempo è il numero di azioni che hanno luogo nel mio desiderio di provare piacere. Posso accelerare il tempo o rallentarlo. Tutto dipende da me, dalla mia percezione soggettiva. Un kabbalista esiste simultaneamente in due livelli di percezione della realtà: nel livello corporeo, attraverso i cinque sensi fisici, e nel livello spirituale. Pertanto, egli esiste in due realtà fin quando raggiunge la propria correzione finale.

Il tempo è il passaggio da uno stato corrotto ad uno stato corretto. Quindi, se cerchiamo di raggiungere l’unione in ogni stato, significa che stiamo accelerando il tempo. Il tempo non si misura con il numero dei secondi, ma con il cambiamento da uno stato a quello successivo. Pertanto, l’unità di tempo può essere un minuto, un’ora oppure un anno, ma è la stessa unità: dalla discesa all’ascesa.

Cambiando le connessioni fra noi, influenziamo il mondo superiore e lo modelliamo in una certa forma. La forma esteriore è la proiezione dei nostri cambiamenti e riflette lo stato della nostra decina. Più ci colleghiamo all’interno della decina, più siamo vicini e gentili, più il mondo esterno diventa amichevole. E quando litighiamo fra noi, il mondo esterno diventa distante e minaccioso nei nostri confronti.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 14/01/2018, “Gli Scritti di Baal HaSulam – Introduzione a Il Libro de Lo Zohar”, Articolo 13

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Il mondo ad un bivio – 3’ Parte

Domanda: Perché adesso i nazisti stanno improvvisamente tornando attivi?

Risposta: La società umana ha raggiunto uno stato del proprio sviluppo nel quale ci sono due strade davanti ad essa. Una strada è quella dell’unione sulla base dell’egoismo e dell’odio, che si esprime nel Nazional-Socialismo e nel Fascismo. E quindi l’intera società è divisa in classi: quelli che stanno più in alto e quelli che si trovano più in basso. In questo modo l’egoismo riordina tutta l’umanità.

Ed il popolo ebraico, quale portatore del metodo di Abrahamo, è polarmente opposto al Fascismo perché il suo metodo è basato sul percorso della correzione, non sul percorso naturale dell’egoismo. E’ per questo che gli ebrei odiano in modo speciale proprio il Fascismo.

Il percorso dello sviluppo naturale porta all’unificazione sulla base del Nazismo fino al momento in cui tutte le sue terribili conseguenze vengono rivelate. Oppure possiamo anche unirci con l’aiuto della Luce al di sopra dell’egoismo, attraverso il metodo di Abrahamo.

Il mondo diventa integrale e “circolare”. E l’umanità ha due modi per raggiungere questa forma circolare. Un modo è all’interno della conoscenza, ovvero, dentro l’egoismo e questa forma è chiamata Nazismo. L’altro modo è al di sopra della conoscenza, al di sopra dell’egoismo, in base al metodo della Kabbalah, ovvero “tramite il percorso della Luce.”

Il Fascismo è rivelato con lo scopo di far capire ad ognuno la catastrofe alla quale conduce questo percorso, così che cominciamo ad unirci al di sopra dell’egoismo prima o poi.

La storia si ripete sino a che non la correggiamo. Hitler e i nazisti in Germania avevano delle grandi speranze per l’America, aspettandosi che il Nazismo potesse continuare a vivere su quel suolo. Dopo tutto, ci furono molti tedeschi tra i fondatori degli Stati Uniti. Ci fu anche una discussione su quale dovesse essere la lingua ufficiale negli USA: tedesco o inglese. Alla fine venne scelto l’inglese ma entrambe le lingue avevano quasi le stesse possibilità.

Domanda: Qual è la differenza tra lo stato attuale e quello degli anni 30-40 del secolo scorso? Siamo diventati più intelligenti?

Risposta: Non sembra che siamo diventati più intelligenti. L’umanità non impara affatto dai propri errori, poiché l’egoismo stesso lavora dentro alla persona. Ma oggi abbiamo la possibilità di diffondere la saggezza della Kabbalah e di spiegarla, perché già tantissime persone seguono la Kabbalah nel mondo.

Quindi, è probabile che saremo capaci di spiegare che il mondo si trova davanti ad un pericoloso bivio e che cosa possiamo fare per salvarci dalla distruzione. Altrimenti, il mondo si sta condannando a terribili sofferenze e ad una guerra mondiale. E sarà davvero mondiale, non localizzata come nel secolo scorso.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21/8/2017, Lezione sull’argomento: “L’Europa ad un bivio”

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Ieri Harvey, oggi Irma, e domani?

Domanda: Alluvioni in Nepal, ondate di incendi forestali in California, di recente l’uragano Harvey si è abbattuto sul Texas e adesso Irma, l’uragano della categoria più alta mai registrata, ha colpito la Florida. Cosa sta succedendo?

Risposta: Il mondo è fuori equilibrio nel livello inanimato, perché l’uomo compie crimini ed errori e fa azioni negative nel livello spirituale. L’umanità si è già sviluppata in un certo livello spirituale ed è obbligata a correggersi. Non è per caso che la nostra generazione si chiami l’ultima generazione.

E’ come un bambino che cresce, deve andare a scuola e protesta “Non voglio studiare!”. Però gli viene risposto: “Caro, sei cresciuto e devi andare a scuola, che tu lo voglia o meno.”

L’ultima generazione significa che siamo arrivati ad un nuovo stato, anche se ancora non lo sappiamo. I kabbalisti ci avvertono: “Attento, già sei nel primo livello. Che tu lo voglia o meno, ti stanno giudicando e la natura ti tratterà in base ai tuoi voti. Se torni a casa con l’insufficienza verrai punito.”

Però l’umanità non ascolta gli avvertimenti e continua divertendosi irresponsabilmente, come fanno i bambini durante la ricreazione. Per questo si verificano un disastro naturale dietro l’altro.

Fino ad ora, abbiamo commesso delle piccole trasgressioni nella nostra società, perché non ci viene richiesto tanto, solo la minima consapevolezza di dove e cosa siamo.

Però se continuiamo con queste attività inutili, allora i nostri piccoli errori, a man mano che diverranno sempre più chiari per noi, cominceranno a crescere gradualmente man mano che attraversiamo tutti i livelli: umano, animale, vegetale e inanimato, dove si convertiranno in disastri naturali.

Così funziona il sistema integrale unito, e se non seguiamo le sue leggi, potrebbero esserci conseguenze catastrofiche. La cosa più pericolosa che potrebbe capitarci non sono un uragano e neppure un incendio, bensì, che da un momento all’altro potremmo rimanere senza cibo né riserve, che fare allora? Dipendiamo totalmente dal livello inanimato della natura.

Dobbiamo iniziare il lavoro della correzione immediatamente, perché non c’è ora nessuno la cui vita sia piacevole. Siamo sull’orlo di grandi crisi: nel sistema finanziario, nell’ecologia, in una nuova ondata di terrorismo, senza tener conto della minaccia nucleare.

L’umanità sta preparando sorprese terribili per se stessa, vale quindi la pena di sbrigarci. Uragani, incendi ed eruzioni vulcaniche non finiranno, perché la natura è fuori equilibrio.

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Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 6/09/17, “Gli Scritti di Baal HaSulam – La Pace nel Mondo”

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Le resistenze alla saggezza della Kabbalah – 2’ Parte

La saggezza della Kabbalah e i kabbalisti hanno attraversato uno sviluppo speciale nel corso della storia, perchè il desiderio di ricevere ha bisogno di crescere per dimostrare che il progresso materiale è inutile.

Ed ogni volta la saggezza della Kabbalah deve adattarsi per andare incontro a quelle persone a cui viene rivelata, che sono il popolo di Israele, il gruppo fondato da Abrahamo.

Sappiamo che, quando è stata rivelata all’interno del popolo di Israele al tempo di Mosè, la saggezza della Kabbalah era disponibile per essere usata da tutte le persone solo per un periodo limitato di tempo. E questo veniva sempre accompagnato da numerosi litigi, chiarimenti e guerre fra le persone.

In seguito, dopo essere entrati nella terra di Israele, quando Mosè lasciò il popolo e la sua inflluenza scomparve, il popolo di Israele cominciò a discendere dalla sua altezza spirituale. In quel periodo, la religione e le leggi di comportamento nel mondo materiale emersero, copiando le leggi spirituali kabbalistiche della materia. Le persone cominciarono a creare ‘idoli’ e ‘oggetti sacri’ per se stessi.

Le persone sono andate sempre più in profondità nelle tradizioni materiali e, così, la saggezza della Kabbalah pian piano scomparve. Dopo la distruzione del Secondo Tempio, quando le persone sono passate dall’amore fraterno all’odio infondato, la Kabbalah si è nascosta completamente.

Bisogna capire che nessuno insegna l’amore per il prossimo al di fuori della saggezza della Kabbalah.

Anche se il principio di “Ama il prossimo tuo come te stesso” è la prima regola della Torah, la Torah stessa, che è la saggezza della Kabbalah e la saggezzza della luce, non esiste più nel popolo di Israele.

Ne è venuto fuori che le persone sono in esilio dal metodo dell’amore e dell’unione. La comprensione di ciò che è la forza superiore, il popolo di Israele e la loro missione nello sviluppo dello scopo, è scomparsa.

Oggi, siamo già alla fine dei giorni dell’esilio e sul punto della liberazione. In ogni generazione, i kabbalisti hanno scoperto se erano pronti per quel periodo o per la generazione successiva. Dobbiamo capire che le azioni dei kabbalisti e la resistenza contro di loro sono la conseguenza dello sviluppo.

Forze maligne si sono sollevate contro la saggezza della Kabbalah. Ma, c’è stata una divisione fra le persone religiose.

Da un lato, c’erano gli Hasidim e, dall’altro lato, i loro oppositori i Mitnagdim, e molte altre ramificazioni e movimenti. I kabbalisti erano anche divisi fra quelli che erano più interessati alla linea di destra o a quella di sinistra, a seconda della natura dell’uomo.

Prima del periodo dell’Ari, i kabbalisti seguivano la scuola di Ramak. In seguito, il metodo dell’Ari si diffuse. Il successivo passo importante nello sviluppo della saggezza della Kabbalah iniziò con il Baal HaSulam perchè c’era una grande differenza fra quello che era prima e ciò che fu dopo di lui. Dopodichè Rabash (Rav Baruch Ashlag) sviluppò la Kabbalah in modo ulteriore. Baal HaSulam e Rabash prepararono il metodo della Kabbalah per la nostra generazione.

Ogni volta il metodo della Kabbalah migliorava, di conseguenza, gli avversari aumentavano, ribellandosi contro il nuovo metodo, la nuova ‘Torah’, e la nuova ‘religione’. Dopo tutto, le persone non capiscono su cosa si basano le azioni kabbalistiche. E’ molto importante comprendere quali sono le rivendicazioni sollevate contro la Kabbalah per capire come resistere e come rigirare queste presumibili forze maligne, in forze positive e utili. Tutto questo deve aiutarci a capire il processo generale nel quale il Creatore dirige le sue creature nella correzione completa dei loro desideri.

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Dalla Prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24/09/2017, tema della lezione : “Le resistenze alla saggezza della Kabbalah”

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Il mondo ad un bivio – 2’ Parte

A partire dalla vera e propria prima frammentazione, il cosiddetto peccato di Adamo “il primo uomo”, che era stata pianificata in anticipo, l’umanità cominciò gradualmente a realizzare che la ragione di tutti i propri guai era causata dalla separazione provocata dall’egoismo umano.

Benché l’egoismo fosse relativamente piccolo a quei tempi, ci volle ancora molto tempo prima dell’arrivo di Abrahamo, prima che le persone cominciassero ad unirsi per superare la crisi che ebbe luogo nell’Antica Babilonia.

L’ego frammentato che aveva diviso le persone, mostrò loro quanto distruttiva fosse la separazione e che non ci fosse altra soluzione che unirsi.

Dopo che Abrahamo ebbe rivelato a tutti che l’unione è il percorso della correzione ed ebbe cominciato a spiegarlo a chi voleva ascoltarlo, quelli che lo capirono formarono un gruppo, che fu successivamente chiamato il popolo di Israele, che significa “Diretti al Creatore”, o Yashar El. Questo gruppo si attenne all’unione come unico mezzo per raggiungere la salvezza per l’intero genere umano e, in generale, per tutta la creazione.

Ci volle molto tempo, dal primo uomo Adamo sino ad Abrahamo, prima che l’umanità fosse pronta per imparare che l’unione è la sola salvezza. All’inizio, la connessione era naturale e tutte le persone vivano insieme come una sola cosa. Ma successivamente la separazione cominciò ad espandersi ed essi cominciarono a sentire quanto fosse distruttiva.

Furono capaci di paragonare quanto fosse meglio vivere con la connessione naturale che esisteva fra loro, mentre l’egoismo era ancora relativamente piccolo, piuttosto che sotto l’influenza di un grande livello di egoismo che portò a tanti problemi come la separazione ed i litigi. Finì tutto in rovina. Quindi, si accordarono per lavorare per l’unione dato che “L’amore copre tutti i crimini”.

Tuttavia, occorre fare chiarezza sul fatto che i crimini che venivano commessi erano piccoli e pure l’egoismo era piccolo, così per loro non era difficile unirsi come lo è oggi. Ma a quel tempo, già compresero che ci sono due strade verso l’unione finale che l’umanità deve alla fine raggiungere.

Dopo tutto, questo è lo scopo della creazione, prestabilito nel progetto originale. Ma puoi arrivarci in due modi: tramite la Luce o tramite la sofferenza. Erano riusciti a capirlo già allora e cominciarono a sviluppare il metodo di Abrahamo.

E’ chiaro a tutti che l’egoismo rovina le nostre vite e che dobbiamo fare qualcosa per porvi rimedio. Ogni nazione ha il proprio metodo. Ci sono metodi per ridurre l’egoismo attraverso un’educazione speciale così come tutti i tipi di pratiche orientali come il Confucianesimo e le tradizioni basate sulla moralità. Anche le religioni spingono l’uomo ad essere umile e calmo e cercano di domare l’egoismo promettendogli paradiso o inferno.

Tutti questi metodi funzionarono per un po’ però, alla fine, le persone iniziarono ad abbandonare la religione. L’egoismo cresce così velocemente che la moralità e la religione non sono più capaci di contenerlo. E il metodo di Abrahamo è un metodo generale per correggere l’egoismo, diretto non alla sua distruzione ma al suo corretto uso. Questo metodo appartiene a tutti, come disse Abrahamo “Chi è per il Creatore, venga da me!”

Ovvero, dobbiamo unirci e, dentro a questa connessione, riveleremo la forza superiore che ci sosterrà e ci guiderà avanti, riportandoci allo scopo della creazione ed ai suoi fondamenti. Questo è un metodo molto speciale che può essere realizzato solo se le persone sono pronte. E, alla fine del nostro sviluppo, tutti saranno pronti per questo.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21/8/2017, Lezione sull’argomento: “L’Europa ad un bivio”

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