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Lezione quotidiana di Kabbalah – 15.05.2012

Scritti di Rabash, Igrot, Lettera 18
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Il Libro dello Zohar, Bereshit (Genesi), Pagina 80, Articolo “Bet Reshit, Punto 342
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TES, Parte 7
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Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot, Pagina 364, Punto 133, Lezione 59
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Avanzare attraverso i colpi

Rabash descrive l’ascesa spirituale di una persona e porta l’esempio di un palazzo a due piani: sul primo piano ci sono gli amici e sul secondo piano c’è il Creatore. Dobbiamo unirci con gli amici in modo tale da avere un solo cuore, un solo desiderio, una sola intenzione. Se ciascuno abbassa la testa ed annulla se stesso, se la nostra interiorità è un sola collettiva, noi creiamo un sistema adatto alla dazione.

Allo stesso tempo, manchiamo del vero potere della dazione, ma facciamo del nostro meglio per mantenere le connessioni tra di noi. Anche se sappiamo che non potremo adempiere a questo, facciamo ancora del nostro meglio per mantenere l’intensità. Non dobbiamo fermarci qui, non possiamo attraversare la linea di arrivo e sederci ed aspettare che la Luce arrivi. Al contrario, dobbiamo costantemente esercitarci per raggiungere il centro, il che significa che ciascuno annulla se stesso in relazione allo scopo collettivo.

Nel centro ci sono tutte le nostre scintille, tutti i desideri che sono diretti alla dazione reciproca ed all’amore reciproco. Se puntiamo correttamente all’attributo desiderabile per dare al Creatore attraverso di esso, per darglielo come un regalo, allora la Luce che Riforma, che costruisce l’attributo della dazione, arriva al centro, nella nostra connessione reciproca, nella nostra unità.

In altre parole, riveliamo la Luce di Hochmà nella Luce di Hassadim. In questo modo il divino attributo Elokim è connesso con la struttura di HaVaYaH ed è in questa connessione tra gli essere creati ed il Creatore che la Luce di Hochmà può essere rivelata. Il Creatore in sé è la Luce di Hassadim e Hochmà è la dazione che è diretta a colui che lavora per essa.

Domanda: Possiamo comparare i nostri congressi al primo piano del palazzo del quale Rabash parla?

Risposta: Non solo al primo piano. Nella nostra unione generale globale, nel vaso globale, vogliamo salire anche al secondo piano. Se sto andando al congresso in Brasile, non significa che io non sia anche in altri posti. Noi siamo tutti connessi in un solo desiderio. Nel momento in cui il primo piano viene costruito, anche il secondo piano viene immediatamente creato e la Luce da esso discende ed approda nel vaso pronto.

E così, insieme al nostro lavoro quotidiano nel serrare la nostra connessione reciproca, dovremmo avanzare verso lo stato cruciale nel quale viene dato il colpo finale.

La Torà ci dice come finisce lo stato dell’esilio: dopo molte difficoltà e colpi, noi raggiungiamo la libertà. Quindi i nostri colpi nei congressi sono le “piaghe d’Egitto”. Tutto è nell’occultamento e nell’oscurità e non possiamo distinguerle, ma più tardi lo scopriremo.

Così, ci riuniamo qui per colpire il nostro ego, per neutralizzarlo ed annullarlo attraverso questi colpi di connessione e divulgazione ed essendo pronti per la redenzione. Io vedo queste azioni come gli ultimi passi prima di raggiungere la libertà.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.04.2012, Scritti del Rabash)

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I livelli dell’ascesa

Non importa quanti ostacoli incontriamo lungo la strada, quanta disperazione, sconforto, idee diverse, pensieri e sentimenti egoistici e cattivi, pena, indifferenza, tutto questo crescerà piano piano e creerà un enorme desiderio che è chiamato la sensazione dell’ “esilio in Egitto”. Solo scoprendone la totale grandezza, saremo in grado di intravvedere la redenzione dalle sue oscure profondità.

Dunque, il pensiero della redenzione si aggiunge alla sensazione dell’esilio e ci porta alla libertà. L’oscurità che sentiamo trovandoci davanti al Faraone e la fuga da questa oscurità, sono tutti importanti chiarimenti dentro la Luce che è rivelata ad un uomo che lavora per uscire dall’esilio.

La Luce gli fa sentire un’oscurità che cresce sempre di più ed ha paura del posto in cui si trova, delle sue stesse qualità. La cosa principale a questo riguardo è non torturarci e non lasciarci andare, ma capire che dobbiamo attraversare fino in fondo la sensazione dell’esilio. Infatti, questa è la rivelazione della natura della creazione, della quale è scritto: “Io ho creato l’inclinazione al male”. Adesso il nostro lavoro consiste solamente nel chiedere la Luce che Corregge.

Quando tutta questa situazione sarà completamente chiarita nella percezione di un uomo, egli capirà che i cambiamenti non avvengono a livello fisico, ma al livello delle caratteristiche che rivelano la relazione tra di loro. Esiste un sistema generale e tutte le sue parti sono interconnesse in totale interdipendenza. Questo è il modo in cui tutta la creazione è stata creata.

Ma, poiché questa connessione arriva dall’Alto, ne viene rivelata solamente la Luce più debole, la Luce di Nefesh, e allora la forza della repulsione e dell’odio, l’ego, viene rivelato tra tutte le parti separate e lentamente cresce. Questa era già la creazione reale che era stata creata al di fuori del precedente stato perfetto. L’essere creato fu frantumato e adesso dobbiamo lavorare per rimetterlo insieme.

Non cambia niente nel mondo fisico. Dobbiamo immaginare un quadro nel quale le qualità interiori delle cose cambiano, le relazioni, che sono totalmente staccate dalle forme fisiche del tempo, movimento e spazio. Questo sarebbe molto di aiuto.

Dovremmo capire che un uomo non ha alcuna connessione con la Luce in cui si trova, se non desidera connettersi con gli altri. Solamente se fa degli sforzi per connettersi con gli altri al di sopra del naturale sentimento di rifiuto, richiama e attira su di sé la Luce che lo circonda.

D’altra parte, possiamo dire che un uomo si connette al Creatore solamente attraverso il sistema generale. Nella misura in cui l’uomo compie questa connessione, egli realizza un contatto con la Luce superiore.

Non ci sono altri mezzi per avvicinarsi al Creatore, alla Luce, se non attraverso il sistema generale. Se un uomo è parzialmente connesso al sistema delle anime, allora la sua connessione alla Luce non sarà allo stesso modo completa. L’ordine dei livelli spirituali è determinato da questo. Se io mi connetto con gli altri al 20%, allora mi connetto al Creatore al 20% e mi elevo all’altezza del 20% sulla scala dei livelli spirituali. Tutto viene misurato in relazione ai desideri. Quindi, il nostro lavoro è di intensificare le connessioni con tutta l’umanità, con tutta la realtà, e allora saremo in grado di stabilire un contatto con il Creatore.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 26.04.2012, Gli scritti di Baal HaSulam)

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Guaritori del mondo

Domanda: Molta rabbia e furia fremono sotto la superficie del mondo d’oggi. Sembra che sta arrivando un’esplosione.

Risposta: È vero. Adesso tutti parlano della crescita dopo-crisi, anche se c’è qualcosa di esplosivo nel mix. Dopo tutto, la crisi non è scomparsa e la pressione sta aumentando.

Dato lo stato delle cose, dobbiamo lavorare instancabilmente nello spiegare ciò che sta accadendo. Dobbiamo presentare alle persone le cause e le soluzioni, che non è per niente come immaginano.

In realtà non abbiamo molto da scegliere. Nessun progresso farà diventare tutti ricchi semplicemente perché non ci sono risorse a sufficienza. Al contrario, le masse diventeranno sempre più povere, anche se sarebbe desiderabile evitarlo. Ci rimane una terza opzione: livellare lo standard di vita a un livello accettabile. Dobbiamo arrivare a questo. Allora saremo più o meno uguali uno con l’altro e più in equilibrio con la natura.

Oggi semplicemente non pensiamo a quello che accadrà tra dieci o vent’anni. È come se l’umanità fosse cieca: abbiamo finito tutte le nostre risorse e pretendiamo che niente sia successo. È veramente un tempo speciale. Come un bambino disabile, stiamo incautamente tagliando il ramo sul quale siamo seduti, e in questo modo privandoci di avere un futuro. Alla fine rimarremo senza niente.

Tuttavia, nessuno può fermare il corso degli eventi. Per il contrario, quei pochi che prendono delle decisioni sono coloro che promuovono il consumismo. In realtà, l’angelo della morte ci sta dando una goccia di veleno sul bordo di una lama, e noi stiamo chiudendo gli occhi e aprendo la bocca.

L’unica soluzione è la spiegazione, la propaganda. Naturalmente sembra alquanto inefficace in questo banchetto globale che sta rovinando e inquinando il pianeta. Ad ogni modo è cosi. Dobbiamo fare quanto sia possibile. La pressione sta aumentando. Stiamo attraversando una specie di “periodo d’incubazione” di una malattia, e più tardi scoppierà l’epidemia. In questo periodo pericoloso dobbiamo lavorare il più possibile con il mondo, usando tutti i canali accessibili. C’è sempre qualche cosa da aggiungere, e il nostro lavoro porterà certamente dei frutti.

Per quanto riguarda l’esplosione incombente, è difficile dire come sarà. Una delle possibilità è una guerra, con lo scopo di distrarre le persone dai problemi originali. Io spero che non succeda, tuttavia, questi piani ovviamente vengono nutriti. Dopo tutto, la situazione sta diventando molto brutta, e la stanno portando al limite, al punto di un debito incredibile e a uno squilibrio terribile.

Dobbiamo usare tutta la nostra forza per divulgare il nostro materiale alle masse e a fortificare la nostra connessione interiore uno con l’altro. Solo allora il sistema generale inizierà a rivelare la Luce, che è la fonte di tutto.
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(Dalla quinta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.04.2012, Gli scritti di Rabash)

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Il domani parte da oggi

Il tempo, il movimento e lo spazio non esistono. Siamo noi che, nella nostra coscienza, chiamiamo la nostra percezione con alcuni parametri come anni o tempo, ed in altri casi come movimento e spazio. In base a questo vediamo un certo quadro davanti a noi.

Tuttavia, non c’è nessun miliardo di anni al di fuori di noi. Se chiedessimo se c’è stato un “ieri”, è necessario stabilire cosa “ieri” o un migliaio di anni fa significhino. Cosa vuol dire “c’è stato”? E’ adesso che percepisco questi stati e li chiamo “ieri”, “l’altro ieri” o “domani”. Se separiamo questo punto dell’ “Io, colui che percepisce” da questo, non rimarrà niente.

Noi ci preoccupiamo solamente su come uscire da questa illusione. Siamo completamente confusi e non c’è alcun bisogno di discutere cosa sta succedendo. Abbiamo solamente bisogno di cercare il modo di elevarci al di sopra di queste percezioni e comprensioni materiali, e allora sentiremo e comprenderemo la verità e saremo in grado di giudicare il nostro stato. Ma intanto che ci troviamo ancora dentro, non siamo in grado di giudicarlo; è assolutamente inutile.

Partiamo da questa realtà perché dobbiamo correggerci mentre ci troviamo dentro di essa. Rivolgendomi a voi, essenzialmente sto correggendo me stesso. Ci sono certe immagini di voi che sembrano essere separate o anche opposte a me. Ma, in realtà, è la mia parte inseparabile che vedo ed io devo correggerla. Io vedo tutte le mie parti riflesse in voi come se mi fossero apparentemente estranee; questo è ciò che viene chiamato la frantumazione. E non appena mi correggo, tutte queste parti si connettono.

E anche se fossi al primissimo livello, otterrò un quadro corretto del tempo, movimento e dello spazio perché apparirà dentro di me una dimensione più elevata. Incomincerò a percepire cosa significano le qualità spirituali; in qualche misura, incomincerò a sentire cosa sono le qualità spirituali, le tre coordinate dello spazio ed il tempo. Imparerò che il tempo è una catena di cause ed effetti senza alcuno intervallo che scaturiscono da azioni meccaniche.

Con il concetto della spiritualità che abbiamo creiamo dentro di noi il tempo e definiamo la sua velocità attraverso le nostre correzioni. Non misuriamo il tempo con la rotazione dei pianeti fisici l’uno intorno all’altro per alcuni giorni, mesi o anni. La rotazione di un corpo cosmico intorno ad un altro definisce il concetto di tempo in base al quale vivo? Devo vivere in base al movimento delle rocce dello spazio le une intorno alle altre?

Non esiste il tempo nel mondo spirituale. Ogni singola azione avviene immediatamente di seguito ad un’altra. Si compie un’azione, si provoca un impulso, si ha l’azione successiva, un altro impulso, senza alcun ritardo o indugio tra loro. Non prendiamo in considerazione come la Terra, la Luna, o il Sole ruotano in un preciso momento.

La radice del problema è che ancora non percepiamo il tempo spirituale. Ma nel momento in cui entreremo nella spiritualità, anche al primissimo livello, incominceremo a percepire il mondo attraverso nuove categorie. Non sarà un’illusione, ma una reale sensazione.

Nello stesso modo in cui percepiamo questo mondo intorno a noi nella nostra percezione interiore, otterremo un ulteriore quadro che ci darà delle nuove definizioni. Fino alla fine della correzione, vivremo in due dimensioni: nella dimensione di questo mondo e nell’ulteriore dimensione del mondo spirituale.

Infatti, fino a quando non saremo completamente corretti, alcune parti del livello più basso di questo mondo continueranno a rimanere dentro di noi. Riveleremo e tireremo fuori da questo “Egitto” delle qualità sempre più nuove e le correggeremo.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 11.04.2012, La porta delle intenzioni)

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Un messaggio con un significato nascosto

Rabash, Shlavei HaSulam (I Gradini della Scala), 1986, “Vieni dal Faraone–2”: Inoltre ci è stata data la Mitzvà [comandamento/buona azione] di “ama il tuo amico come te stesso” e Rabbi Akiva disse, “Questa è la regola generale della Torà” (Bereshit Rabba, Parasha 24). In altre parole, lavorando sull’amore per gli amici, una persona si abitua ad uscire dall’amor proprio e a raggiunge l’amore per gli altri.

Al principio è duro per una persona essere d’accordo con l’idea di lavorare in un gruppo. È duro per lei legarlo al suo avanzamento spirituale ed alla comprensione del Creatore, che è la forza generale che opera nella realtà, nell’intero universo, nelle stelle, le galassie ed in altri fenomeni studiati dagli scienziati, come i fisici, i chimici, i geologi, gli astronomi ecc … Ci sono delle forze immense che operano nella nostra realtà. Cosa ha a che fare questo con le buone relazioni con le altre persone? Perché devo vivere con loro in accordo ed amore?

Ci vuole molto tempo per accettare questo. Noi siamo d’accordo ed accettiamo questo fardello proprio come una “Grazia Superiore”. Fino ad allora, leggendo sull’amore, aspettiamo impazientemente qualcuno che ci spieghi in che modo raggiungere le forze nascoste in modo tale da essere capaci di capire cosa avviene e raggiungere la grandezza.

Una persona è attratta dal controllo, ma qui le viene detto diversamente: “Tu dovresti essere buono ed amare gli altri, e servirli, loro sono grandi e tu sei piccolo …”; questo non si adatta per niente alla sua immagine. Una persona vuole la grandezza, il controllo, la realizzazione, la passione ed il rispetto; prova invidia, sviluppa il suo egoismo e la sua indipendenza. Ma il “buon ego” la spinge in avanti per sistemare la sua vita nel miglior modo possibile. “Fammi capire come è fatto questo. Mostrami qualcosa”; in risposta sente: “Annulla la tua mente, abbandona tutte le aspettative e le aspirazioni e comincia a lavorare nel gruppo”.

Noi non siamo preparati a questo; non abbiamo nessuna traccia di questo e non ne abbiamo bisogno. Oggi quando parliamo dell’amore per gli altri e per gli amici, probabilmente non lo capiamo, oppure accettiamo le parole dei kabbalisti come un’abitudine. Ma in effetti, è un grande processo che ogni persona del mondo, in un modo o nell’altro, dovrebbe attraversare, prima di sentir parlare del messaggio dell’amore, dell’unione e della dazione. Molti sono attratti più facilmente da questo, essendo più egoisti di noi.

Noi, d’altro canto, non diamo abbastanza rilievo a quello che appartiene alla percezione, all’abitudine e all’adattabilità. Le persone si abituano gradualmente al pensiero della dazione, dell’amore e della connessione, siccome non vedono mai un beneficio egoistico in questo, ma uno strumento che conduce a qualcosa di molto più sublime. In passato una persona ascoltava delle spiegazioni sull’amore e allo stesso tempo andava avanti nelle sue relazioni quotidiane ed una cosa non interferiva con l’altra; ma adesso non riguarda soltanto il miglioramento morale di una persona, ma anche la correzione del mondo.

Noi non capiamo ancora che i nostri “slogan” sono abbastanza difficili da digerire, ma essi sono davvero diretti agli economisti, agli uomini d’affari, ai politici ecc … perché la linea essenziale di quello che stiamo dicendo è: “Tu ti stai comportando male, tu stai davvero distruggendo il mondo, mentre la sua correzione dovrebbe essere di natura differente. Tu non capisci cosa c’è bisogno di fare. Nel frattempo tutto deve essere girato di 180 gradi, e dovremmo guardare il mondo attraverso la connessione e l’amore. Allora vedrai il sistema corretto e capirai come trasformare il mondo in bene e nel dominio dell’amore”.

Questo è un momento delicato, che sta per collidere nel futuro. Nel complesso, qui c’è una guerra di Gog e Magog. Noi stiamo parlando di un approccio per dirigere la vita senza accontentarsi del sistema educativo moderno al quale tutti aderiscono. Ma quando esso arriva a qualcosa di più grande, come gli alti ufficiali che sono in carica di importanti stanziamenti, che sono in controllo, loro sentono che stiamo portando loro un sistema totalmente differente.

Questi non sono soltanto dei cambiamenti confortevoli che noi offriamo alla gente e che rispondono alle loro necessità, è una condanna del modo in cui le persone operano.

Allora noi dovremmo essere gentili, ammorbidire il nostro messaggio ed essere attenti in modo tale che il nostro messaggio non sembri minaccioso. Noi parliamo dell’amore e questo soddisfa tutti, ma loro non sono ancora consapevoli che devono cambiare se stessi ed il loro sistema direttivo.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 17.04.2012, Scritti del Rabash)

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