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Possiamo sottrarci al controllo dell’egoismo

Siamo fatti di desiderio di ricevere, di egoismo, che si preoccupa solo del proprio benessere. Ma questa forza che esiste in me e si preoccupa solo di se stessa, non sono io, ma si tratta una forza estranea che esiste nel mio corpo. Noi non lo comprendiamo e ci identifichiamo in essa perché siamo nati e cresciuti con lei.

Quindi io non posso nemmeno immaginare che il mio desiderio egoistico non sia realmente mio. Ma posso elevarmi al di sopra di esso, separarmene e percepirlo come un estraneo che esiste al di fuori di me. Questo è chiamato il potere del Faraone sull’uomo. Se io scopro che l’egoismo è fuori di me, significa che rivelo il Faraone.

Se io costruisco l’amore per gli amici nel gruppo e attraverso di esso provo a disegnare la Luce circostante, allora questa Luce mi colpisce e mi divide dal mio desiderio di ricevere. Allora sento che questa forza mi è estranea, non è mia. Ma mi ha dominato per così tanto tempo che ho pensato
fosse mia.

Gradualmente, mi rendo conto che l’egoismo non sono io, ma è stato così astuto e insidioso che mi ha penetrato e ha preso il controllo di ogni mio desiderio e pensiero, del mio cuore e della mia mente. Ha governato tutto, ma ora vedo che pian piano posso liberarmi di lui, scansarlo e rimanerne fuori.

Io voglio trovarmi in un territorio neutrale, non sotto il suo comando. Sento che lui determina cosa penso e cosa voglio. E io non sono d’accordo con questo! Voglio che una forza diversa domini su di me, la forza della dazione, la forza del Creatore.

Queste due forze sono opposte l’una all’altra.

Ma come posso fare questo? Vedo che il desiderio egoistico mi sta portando alla tomba. Guarda cosa sta succedendo nel mondo, dove sta andando. Tutti stanno già cominciando a capire dove la nostra natura egoistica ci sta spingendo.

Pertanto, ho bisogno della luce che riforma, della forza della Torah, che mi separerà dal mio desiderio di ricevere. Comincerò a capire che questo desiderio è malvagio e che posso uscirne. Ho avuto “sette anni grassi” (“sette anni di sazietà”), ho tratto il massimo beneficio dal mio desiderio di ricevere, dal frutto del suo sviluppo in una forma capitalistica ed egoistica e da tutte le benedizioni del progresso.

Tuttavia, oggi riveliamo che il desiderio egoistico non ci porterà al bene. Ne risulta che questo potere è malvagio. Quindi dobbiamo decidere cosa fare. Le persone con un punto nel cuore orientato verso la forza superiore che desiderano rivelare il Creatore, il mondo superiore, l’essenza della vita e il suo significato, hanno uno scopo nella vita e sono pronte a realizzarlo.

Dall’alto esse vengono condotte verso un gruppo, nel luogo della loro corretta realizzazione, e l’obiettivo di una persona è scegliere questo buon destino e risvegliare la Luce che riforma attraverso il gruppo. Solo con l’aiuto della Luce una persona può cominciare a separarsi dal suo egoismo, che la occulta, e cominciare a sentirlo come la forza di qualcun altro, il potere del Faraone, ed arriva ad odiarlo. “Anche se sono cresciuto nella casa del Faraone, alla fine sono scappato via da lui”.

Possiamo fare tutto questo lavoro nella decina, ciascuno aiutando e sostenendo gli altri e mostrando un esempio di dazione reciproca. Nella misura dei nostri sforzi per unirci, attireremo la Luce che riforma, che ci separerà dal desiderio egoistico e ci porterà in un nuovo ambiente, sotto il potere buono del Creatore.

Da una parte c’è il dominio del Faraone, dall’altra parte, il dominio del Creatore, e noi ci troviamo in mezzo. I Faraone, di conseguenza, si trasforma nella linea di sinistra, la Luce che riforma è nella linea di destra, e nel mezzo noi uniamo entrambe queste forze.

Siamo fatti di desiderio di ricevere fin dalla nascita, lo prendiamo in prestito dal Faraone, e questo desiderio di ricevere ci porta a volere sempre di più in termini materiali. Ma al di sopra di esso, costruiamo una restrizione, uno schermo, la Luce riflessa, tutte le correzioni ricevute dalla Luce che riforma, e in questo modo diventiamo liberi.

Pertanto, senza metterla in pratica nel gruppo, non abbiamo assolutamente alcuna possibilità di seguire questa via. Tutto inizia con la frammentazione, il peccato dell’Albero della Conoscenza. Come Adam chiese al Creatore: “Io e il mio asino mangeremo dalla stessa mangiatoia?” – intendendo – sarò un asino a cui piace solo riempire il suo corpo? E dov’è l’uomo in me?”

Il Creatore risponde a questo: “Aspetta, ci sarà la frammentazione, la rivelazione del male, e allora ‘con il sudore della tua faccia mangerai il tuo pane’”, cioè, otterrai saggezza, rivelerai il Creatore e diverrai un uomo.1

Il Faraone mi appare per la prima volta quando sento il mio egoismo che si separa da me, si stacca da me e mi diventa estraneo. Sento che io e lui non siamo più la stessa cosa. L’egoismo è una potenza estranea, posta al di sopra di me dall’alto. Sebbene sia stato tutto stabilito dal Creatore, non sono d’accordo con questo. Allora questa forza si chiama Faraone. Questo è già un progresso significativo.2

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 13/01/2019, Gli scritti di Rabash, Vol.1, Articolo 2 “Riguardo all’amore per gli amici” (1984)

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Portiamo la nostra anima frammentata sino al Creatore

Quando un essere umano studia la saggezza della Kabbalah, i suoi desideri sono in costante crescita. Ma questo avviene solo allo scopo di dargli la linea di sinistra, suscitando in lui un desiderio corrotto di ricevere, in modo che abbia qualcosa da superare e qualcosa con cui rivolgersi al Creatore. Abbiamo bisogno dello spessore del desiderio (Aviut) su cui possiamo costruire lo schermo e la Luce riflessa.

Con la Luce riflessa diciamo al Creatore: “Sebbene Tu ci abbia dato il desiderio di ricevere, stiamo costruendo il desiderio di dare, attraverso la restrizione, lo schermo e la Luce riflessa”. E tutto ciò viene fatto con l’aiuto della Luce che ritorna alla fonte chiamata Torah. Il Creatore si riveste in queste correzioni sotto forma di Luce diretta e si fonde con la creazione.1

Dobbiamo portare la nostra anima frammentata al Creatore, ma prima dobbiamo rivelarla. È il Creatore che l’ha frammentata e ha preparato tutto, ma abbiamo bisogno di fare questa scoperta, chiamata la realizzazione del male, da soli. Vogliamo unirci per rivelare il Creatore tra noi e non possiamo farlo perché siamo frammentati. È necessario portare questo vaso rotto dell’anima a Lui e farglielo incollare! E quando ripara il vaso, Egli si riveste in esso.

Dobbiamo venire con questo vaso e chiederne la correzione, come un bambino piccolo in lacrime che porta a sua madre un giocattolo rotto. Non c’è nient’altro da rivelare in questo mondo: c’era un’anima completa e il Creatore l’ha frammentata. Ora dobbiamo rivelare questa frammentazione e chiederGli di correggerla e quindi di riempirla. Ci sono due tipi di azioni che dobbiamo evocare: la correzione e il riempimento.2

Il cuore è un desiderio inizialmente corrotto, oscuro. Come è scritto: “L’inclinazione del cuore dell’uomo è cattiva fin dalla sua giovinezza (Genesi 8:21)”. Pertanto, è necessario correggerlo alla dazione, in modo che ami il prossimo. Invece di amare se stesso, il suo cuore amerà gli altri. Secondo la misura in cui un essere umano riesce ad uscire da se stesso, verso i suoi amici, e si connette con loro costruendo un Kli comune, il Creatore può rivestirsi in loro. Questo è chiamato un cuore corretto.

Il cuore di un essere umano da solo non può essere corretto. Ma se dieci individui uniscono i loro cuori e diventano come un solo uomo con un solo cuore, in questo modo costruiscono il loro Kli spirituale. In un singolo essere umano non può esserci alcun Kli spirituale; c’è bisogno di almeno due esseri umani o, meglio ancora, di dieci.

Ci sembra che sia più difficile connettere dieci uomini rispetto a due. Ma questo non è vero. Dopotutto, la Luce superiore arriva ad una decina in una forma speciale. E se ci sono meno di dieci esseri umani, allora si dice: “Perché sono venuto e non c’è nessun uomo”, poiché è la decina che si chiama ‘Uomo’.

Tuttavia, anche meno di dieci uomini attirano la Luce a sé, ma mai uno solo, perché un uomo da solo non ha alcuna connessione con la Luce.3

Noi ancora non percepiamo che i nostri desideri egoistici si ergono tra noi. Semplicemente non ci tocchiamo, ci ignoriamo come se non fossimo connessi in alcun modo. Questo fatto ci tiene ancora lontani dalla costruzione di un Kli comune. Il Kli comune è costruito sulla base del fatto che sentiamo una collisione tra noi e, al di sopra di essa, una connessione. Dopotutto, il Creatore ha creato il vaso dell’anima e lo ha rotto. E dobbiamo rivelare questa rottura, il distacco tra noi e il modo in cui possiamo ridurlo, includendoci l’uno nell’altro. Nonostante la nostra riluttanza ad unirci, ci costringiamo ad avvicinarci sempre di più e poi avviene l’accoppiamento per mezzo della Luce che riforma.4

La rivelazione del Creatore alle creature in questo mondo avviene quando all’interno di un gruppo kabbalistico fisico, nell’unione dei cuori, vengono rivelati il potere della dazione reciproca, il potere della fede, il potere di Bina, il potere della Luce riflessa in cui la forza superiore si riveste, il Creatore, l’illuminazione di Hochma rivestita nella Luce di Hassadim.5

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’08/01/2019, “Il modo corretto di studiare la saggezza della Kabbalah”

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“Il percorso della Torah e il percorso della sofferenza”

Che ci piaccia o meno, siamo obbligati ad attraversare tutte le fasi dello sviluppo spirituale. È impossibile saltare qualcosa e tutto dipende dal metodo col quale arriviamo ad ogni fase successiva. Ogni fase è necessaria perché sviluppa le nostre sensazioni, la mente, la consapevolezza, l’attenzione e il libero arbitrio che ci permette di raggiungere lo scopo in modo maturo.

Ci sono due strade: il percorso della luce e il percorso della sofferenza, due forze che operano su di noi e sviluppano in noi la rivelazione del male. Riconoscere il male significa non seguire ciecamente la propria natura animale, primordiale, ma scegliere ogni volta un’impostazione sempre più elevata, una legge superiore, un principio più alto e passarlo al livello successivo, decidendo cosa è più vicino al Creatore, all’espansione, alla consapevolezza e all’adesione con la forza superiore.

L’uomo è sempre in lotta fra la sua natura animale, corporea, che vuole affermare completamente la propria natura egoistica, e il principio spirituale per cui l’adesione con il Creatore, la connessione, l’unificazione, il conseguimento della natura integrale e l’amore per il prossimo come per se stessi, sono i valori più elevati.

Ci è stata data libertà di scelta in modo da preferire la strada giusta invece del pragmatismo egoistico materiale, ma l’egoismo ci è molto vicino e ci controlla. Questo è il motivo per cui è così difficile ogni volta vedere e capire il bisogno di uno sviluppo spirituale. L’egoismo materiale ci annebbia la vista e non ci consente di vedere alcun beneficio in ciò che va oltre l’ambito del corpo animale.

Ecco perché è così importante creare il giusto ambiente. Solo questo può aiutarci ad uscire un po’ da noi stessi e a guardarci intorno per attirare la luce circostante, cioè per farci prendere la medicina che ci cambierà. Naturalmente è impossibile farlo da soli, soltanto l’ambiente ci convincerà a prendere la medicina dall’esterno, in contraddizione con la nostra natura, in lotta con la fede al di sopra della ragione, spostandoci in avanti passo passo e manifestando libero arbitrio.1

Prima della luce si rivela sempre l’oscurità. C’è ancora così tanto buio nel mondo che non comprendiamo pienamente neppure quanto sia buio, ma pensiamo che debba essere in questo modo. Nessuno vuole ammettere che ci troviamo al buio in tutti i campi della vita. Quante persone sbagliano credendo che oggi la democrazia e il liberalismo siano una forma di esistenza avanzata? Il liberalismo in sé non è del tutto sbagliato, ma il problema è che non può essere realizzato a queste condizioni.

È così in tutto, “il beneficio della Luce si rivela dall’interno delle tenebre”. Più sentiamo l’oscurità, più riveleremo la luce. Pertanto, ogni fase consiste di ascese e discese, giorno e notte. Questo mondo si sta già svegliando, ma è ancora al buio.

Questo 2019 sarà un anno molto buio. Ma questo è lo sviluppo corretto perché così comprenderemo che è giunta la fine del nostro sviluppo corporeo e smetteremo di rincorrere i valori che hanno dominato il mondo per migliaia di anni. L’umanità ha tentato di tutto: comunismo, fascismo, socialismo, liberalismo, democrazia e così via; ha maturato esperienza su tutto.

Ora il mondo sta affrontando uno sviluppo completamente nuovo. La cosa più importante è comprendere che il nostro unico nemico è l’egoismo. Se cambieremo la nostra natura egoistica, correggeremo interamente la nostra vita, come se avessimo un computer con miliardi di vari dettagli che sono tutti corretti ma sono elaborati da un programma sbagliato, rovinato. È necessario cambiare il programma per collegare tutti questi dettagli, trarre le dovute conclusioni e applicarlo correttamente.

Tutto inizia con il riconoscimento del male. Finché non correggeremo la natura della persona, tutta la saggezza e la conoscenza accumulate rimarranno inutili e persino dannose. In questo caso è meglio sedersi e non fare nulla.

Ogni impresa egoistica finisce nel fallimento. Ogni rivoluzione è cominciata con entusiasmo, con la speranza di miglioramento almeno per alcuni a spese di altri: i gilet gialli in Francia, i rossi in Russia, oppure i neri in Germania. Tuttavia nel tempo diventa chiaro che tutti questi movimenti sono egoistici e di solito sono basati sull’odio di un gruppo di persone verso un altro.

Il problema è sempre l’ego dell’uomo che esiste sin dalla sua creazione. Più un paese è sviluppato, più in esso governa l’egoismo. Finché non correggeremo l’egoismo, sarà meglio non fare nulla, perché qualsiasi cosa si rivelerà dannosa per noi.2

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 31/12/2018, Gli scritti di Baal HaSulam, “La Libertà”, Titolo “Il percorso della Torah e il percorso della sofferenza”

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Tutta la correzione avviene nell’unione

Tutta la correzione risiede nell’unione. Tutto ciò che dobbiamo fare è unirci: tutti, tutta l’intera creazione. Se ci sforziamo solamente nella direzione dell’unione all’interno della quale il Creatore si rivelerà, e l’obiettivo della nostra vita è lo scopo della creazione, allora ci stiamo muovendo nella giusta direzione.

Il Gruppo Mondiale di Bnei Baruch è solo un’avanguardia che sarà seguita da sempre più parti dell’anima comune frammentata, che si uniranno a noi. Il Creatore avrà così l’opportunità di essere rivelato all’interno delle creazioni con tutta la Sua forza.1

Io devo lavorare sull’amore per i miei amici a prescindere da come i miei amici si comportano nei miei confronti. Dopo tutto, li percepisco come se mi fossero stati inviati dal Creatore che organizza tutto questo quadro per me. Sono obbligato ad accettare questo quadro “così com’è” e a capire che non vedo i miei amici, ma me stesso nella forma invertita: davanti a me non ci sono i miei amici ma il mio “io” interiore.

Il comportamento dei miei amici è una manifestazione delle mie caratteristiche che devo ancora correggere. Pertanto, non importa quello che ascolto e percepisco mentre comunico con i miei amici, quanto mi insultano e mi trascurano, e non solo loro, ma il mondo intero in generale. Devo correggermi in modo tale da percepire ogni amico, questo mio collega sulla via del raggiungimento dello scopo della creazione, come il mio migliore amico, e coltivare in me stesso l’amore per lui.

Grazie all’amore per il mio amico che cresce dentro di me, vedrò che egli si sta correggendo, diventando improvvisamente migliore, più piacevole, più desiderabile, più morbido e gentile, poiché è scritto che “L’amore copre tutti i crimini”. Inoltre, continuerò a vedere un cattivo atteggiamento da parte sua ed allo stesso tempo lo avvolgerò d’amore finché non rivelerò che tutto questo è organizzato dal Creatore.

Il Creatore indurisce il mio cuore per mezzo di tale rivestimento esterno, in modo che io sviluppi la mia caratteristica di dazione al di sopra di esso. Dopo tutto, è impossibile svilupparsi sulla base di cose piacevoli. Sarò naturalmente gentile con qualcuno che mi ama perché è piacevole e benefico per il mio egoismo.

Se vedo che gli amici mi trascurano e mi rifiutano, allora ho l’opportunità di lavorarci sopra. Divento molto sensibile e noto sottigliezze che non avevo mai visto prima: qualcuno si allontana un po’ da me, non mi guarda in modo amichevole e mi ignora. Improvvisamente mi fa male e risveglia in me resistenza e odio.

Eppure, mi preparo a trattenermi. Poi, cerco di risvegliare l’amore in me stesso, coprendo con esso tutti i difetti che vedo in un amico. Scopro allora che non c’è nessun amico: queste sono le caratteristiche egoistiche che il Creatore mi mostra. È su questa profondità di egoismo che ho l’opportunità di costruire una connessione con il Creatore, aderire a Lui, e vedere che non ci sono amici, solo il Creatore.

La cosa più importante è non dimenticare che tutto questo è opera del Creatore, ed il mio compito è quello di verificare e scoprire che non sono capace di svolgere questo compito da solo. La persona non può correggersi da sola; è stata creata solo per chiedere al Creatore di correggerla, è stata creata per la preghiera. Dobbiamo sempre rivolgerci al superiore e chiederglielo.

Il nostro compito è quello di identificare i nostri difetti e chiederne la correzione. Perciò, gli amici diventano per me un ambiente vitale senza il quale non potrei rivolgermi al Creatore. Quanto peggio i miei amici mi trattano, o almeno questo è ciò che percepisco io, tanto più mi aiutano a rivolgermi al Creatore.

E così scopro che io stesso sono alla ricerca di un’opportunità di correzione, come un vecchio che cammina chino cercando qualcosa che non ha ancora perso. Faccio uno sforzo per identificare carenze che possono essere raccolte e aggiunte alla mia preghiera.2

Un amico viene “comprato” dal proprio auto-annullamento. Devo pagare con qualcosa per tale “acquisto”, cioè rinunciare a qualcosa, ossia sacrificare il mio egoismo. Non posso distruggere il mio egoismo, ma è possibile cambiarne l’uso da egoismo a dazione con l’aiuto della Luce che riforma. Questo si chiama “comprare un amico”. 3

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 14/10/2018, Preparazione al Congresso Virtuale 2018.

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2. Minuto 4:00 – 11.00
3. Minuto 1:28:50

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Buona vacanza di concepimento spirituale!

Più ci addentriamo nella spiegazione della festa di Hanukkah, più ci convinciamo che essa contenga l’intero percorso, tutti gli eventi e tutti gli stati attraversati da chi vuole rivelare il mondo spirituale, la forza superiore.

Potrebbe sembrare una storia antica che si è trasformata in una festa popolare o per bambini: accendere delle candele, mangiare delle ciambelle dolci…..

Tuttavia, in realtà, Hanukkah racchiude l’intera lotta di ogni essere umano nel tentativo di tirarsi fuori da questo mondo, elevandosi al di sopra di esso. L‘essere umano supera tutti gli ostacoli che il Creatore gli pone davanti per rivelare, al di sopra di essi, il mondo superiore, il suo stato eterno e perfetto, il “vantaggio della Luce proveniente dall’oscurità”.

Questo vantaggio si rivela proprio in contrapposizione con gli stati transitori e imperfetti che ci giungono in tempi di grandi calamità e guerre, la realizzazione della natura umana egoistica.

Discernimenti, discernimenti, discernimenti… attraverso tutti gli stati che siamo destinati a sperimentare. Nessuno può aggirare o saltare qualsiasi discernimento od ostacolo; bisogna percorrerli tutti uno dopo l’altro. Nessuno riceverà più o meno lavoro degli altri: ognuno può avere i propri toni e misure, ma in realtà, ognuno di noi percorre ogni passo di questo cammino.

Non solo siamo tutti parti di un unico corpo, ma attraverso la frammentazione siamo anche diventati inclusi l’uno nell’altro e ogni persona si trova all’interno di tutti. Una volta, prima di questa frammentazione, la reciproca inclusione si verificava solo nei desideri di dazione.

Tuttavia, dopo la caduta a seguito del peccato di Adam HaRishon, i desideri di ricevere e di dare si mescolarono l’uno con l’altro, insieme alla Luce superiore che li aveva colmati al momento della frammentazione. Come risultato, ogni stato include tutti gli altri e viene percepito solo attraverso la mancanza di correzione. Pertanto, ogni persona deve passare attraverso tutti gli stati.

La qualità della dazione, Bina, deve essere rivelata durante Hanukkah. Ci spiega tutte le nostre caratteristiche, il nostro percorso, l’uscita della persona dalla rivelazione di questo mondo verso la rivelazione del mondo superiore che le mostra da cosa deve separarsi e liberarsi, da cosa deve allontanarsi e a cosa deve avvicinarsi, aderire, connettersi e in quali forme.

Tutto questo è contenuto nella festa di Hanukkah, nelle correzioni che dobbiamo affrontare. Potremmo chiamarla “la festa del concepimento spirituale e dell’allattamento” che è, per ora, un piccolo livello. Eppure è già uno stato spirituale: anche se una persona non può ancora usarle praticamente, sta già raggiungendo la comprensione e le forze che appartengono al mondo superiore, al mondo spirituale.

Si entra nel livello di Bina, e questo è l’ingresso al giardino dell’Eden! Da questo stadio in poi, costruiamo noi stessi in equivalenza di forma con il Creatore. Prima della festa di Hanukkah, egli correggeva se stesso solo per elevarsi al di sopra del suo egoismo, per liberarsene e separarsene. Leggendo articoli su Hanukkah, ci sforziamo di controllare, discernere e comprendere le condizioni che ci permettono di acquisire la qualità della dazione: Bina.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 15/12/2017, lezione sull’argomento: Hanukkah secondo la Kabbalah

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L’Ebraico – il linguaggio per percepire il Creatore

L’Ebraico è molto più appropriato per esprimere la scienza della Kabbalah di qualsiasi altro idioma. Ha molte più parole che esprimono con maggior precisione il sentimento interiore. Infatti, l’Ebraico ha origine dalla scienza della Kabbalah. Questa scienza, il suo approccio e il desiderio verso il Creatore, generarono e crearono il linguaggio.

Pertanto, l’Ebraico contiene tutti i simboli per svelare il Creatore. La forma delle lettere, la forma nella quale sono scritte, la grammatica, tutto è stato creato solo per spiegare l’essenza del desiderio nel quale il Creatore può essere percepito.

Non c’è altro idioma, per esprimersi nella saggezza della Kabbalah, che possa essere paragonato all’Ebraico. Altri idiomi non hanno le stesse proprietà.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 3/10/2018, lezione sul tema “La saggezza della Kabbalah nel mondo moderno – la reale percezione della realtà”

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Le splendenti Sefirot

La Sefira è il desiderio di ricevere piacere che si restringe e si riapre per dare ad un amico, cioè possiede uno schermo e una Luce riflessa, un calcolo per dare. Nella misura in cui esso è in dazione si considera splendente e, pertanto, si chiama Sefira. Il desiderio si divide allora in dieci Sefirot che desiderano splendere, donarsi l’un l’altro, e quindi si uniscono per dare al Creatore. In questa connessione il Creatore splende su di loro. Allora cominciano a brillare e si chiamano le dieci Sefirot.

Possiamo lavorare con queste dieci Sefirot a molti livelli, tanto quanto riusciamo ad elevarci al di sopra del nostro desiderio e trasformarlo in splendore, una fonte di Luce.

Ovviamente, non possiamo essere la fonte della Luce, ma quanto più vorremo essere in dazione, tanto più la Luce inizierà ad apparire in noi per portarci la forza della dazione. Così ci convertiremo nel canale per dirigere la Luce superiore sugli altri. Tutti dobbiamo diventare un canale di questo tipo, connettendo il Creatore con gli altri. Così si ricostruirà il sistema frammentato di Adam HaRishón, l’anima comune dell’umanità.

Facciamo parte dell’ultima generazione che ha un enorme desiderio di ricevere piacere, che è molto difficile da correggere. Pertanto, noi facciamo molta resistenza a questa correzione e allunghiamo i tempi.
Dall’altra parte questo è un processo così lungo e difficile perché stiamo realizzando una correzione collettiva. Molto tempo fa, una sola persona o un piccolo gruppo di persone erano sufficienti per avvicinarsi al Creatore, rivelare la forza superiore e riuscire nella correzione giacché esse stesse si stavano correggendo. Tuttavia oggi, siamo all’inizio del processo della correzione collettiva e, pertanto, esiste la necessità di costruire un adattatore di transizione di noi stessi per l’umanità nel suo insieme. Per tutte le anime.

È per questo che la nostra correzione è così ampia e vasta, a differenza di qualsiasi altra nella storia. Ed è per questo motivo che c’è bisogno di realizzare grandi sforzi, incluso quello per raggiungere il primo gradino del mondo spirituale.

Accelerare lo sviluppo è possibile soltanto attraverso la connessione tra di noi. Inoltre è importante sapere perché abbiamo bisogno di questa connessione, come è scritto: “La fine dell’atto sta nel pensiero iniziale”. Noi viviamo nell’era della correzione finale (Gmar Tikkun). Pertanto, dobbiamo avanzare verso questo stato desiderato e da lì iniziare “a girare la ruota” per sapere cosa dovremmo fare oggi. In ogni caso, sin dal principio dobbiamo comunque puntare all’obbiettivo finale. 1

Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27/09/2018, lezione sul tema “Sukkot”, 1 minuto 35:22

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Una sagola di salvataggio per tutti

Il desiderio di godere è la materia della creazione, per cui non può essere buono o cattivo. È solo materia che non può essere lodata né condannata, poiché è esattamente così che è stata creata.

Se il desiderio di ricevere è fine a se stesso e danneggia gli altri viene chiamato egoismo. Se il desiderio di ricevere riceve dall’alto la capacità di donare, ossia la capacità di lavorare sul proprio desiderio in contrasto con la caratteristica naturale di desiderare per se stessi piuttosto che per gli altri, allora si chiama desiderio di dare.

Un desiderio è capace di comportarsi in questo modo se considera colui a cui dà, più importante di se stesso. Se io valuto te più importante di me, invece di prendere per me, io darò a te.

Nel nostro mondo è facile da mettere in pratica. Dopotutto se io vedo che dipendo da qualcuno che è superiore, più importante e più forte di me, allora sono pronto a dare a lui. Lo faccio sempre in base allo stesso calcolo egoistico, perché io so che donando a lui riceverò di più di ciò che posso prendere per me stesso.

Vi sono, però, due condizioni per una vera dazione non egoistica. La prima è che ciò che voglio donare deve essere nascosto. Non devo sentire la sua importanza, altrimenti darò sicuramente con intenzioni egoistiche, come succede in questo mondo. Ho bisogno, inoltre, di ottenere più forza per tale dazione, nonostante la totale mancanza di motivazione egoistica.

Inizialmente veniamo supportati dall’alto, l’importanza del superiore è nascosta. In seguito l’uomo ha bisogno di cavarsela da solo. Oltre a questo l’uomo deve ricevere la capacità di dare dall’alto. Allora avremo la possibilità di dare al Creatore, anche se secondo il nostro punto di vista Lui non ha importanza. Al contrario, vediamo che tutto il mondo ed io stesso siamo molto più importanti. Comunque riceviamo il potere della dazione in cima alla nostra natura, e questo è ciò che viene chiamato fede sopra la ragione, al di sopra della nostra convinzione. È un vero miracolo dall’alto.1

È detto: “Il Creatore ci ha mandato una sagola di salvataggio”. Come mai ci sono tante persone depresse che non hanno conseguito nulla? Perché non vogliono aggrapparsi alla sagola. Viene gettata ad ognuno di noi, ce l’abbiamo davanti, ma non vogliamo notarla.

Nel momento in cui afferriamo la fune, ci avviciniamo ad un gruppo di Kabbalah, ne veniamo assorbiti e la sagola sparisce. Noi persone pensiamo l’opposto, di essere pronte a poter fare qualunque cosa da sole e che queste azioni ci aiuteranno.

Le persone rimangono nell’illusione per dieci, venti, trenta e anche quaranta anni, fino a quando sono d’accordo a doversi inchinare. La loro forza arriva dall’alto ed esse cominciano ad annullarsi in ogni cosa, abbassano la testa e si uniscono alla decina. Sono pronte a fare qualunque cosa, a lasciare tutto per unirsi al gruppo.

È un passo molto difficile perché richiede conoscenza di sé, chiarimenti e superamento. Bisogna essere diretti e onesti verso se stessi e verso il gruppo.2

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Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29/08/2018, “Gli Scritti del Baal HaSulam – Discorso sul completamento dello Zohar

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Le molteplici crisi dell’egoismo

L’egoismo cresce sempre di più e rivela desideri tali che presto la gente morirà di fame e si ucciderà a vicenda con bombe nucleari; ci sarà una guerra globale di distruzione di tutti per mano di tutti. Il desiderio egoistico si sta intensificando oltre ogni limite. Deve sia soddisfare se stesso con tutto ciò che desidera, che distruggere gli altri, ritenendo che siano i colpevoli dei suoi problemi. Questo è lo stato che il mondo inevitabilmente raggiungerà.

Più cresce il desiderio di ricevere, più crescono le armi, le guerre ed i problemi del mondo. Inoltre, anche la minaccia di una guerra nucleare, come ha scritto Baal HaSulam, è già storia antica. Oggi, un attacco informatico è sufficiente per portare tutti i computer offline, ed il mondo intero sprofonderebbe nell’oscurità. Non ci sarebbe più luce e niente funzionerebbe. È così che i super potenti del mondo si tengono reciprocamente per la gola.

Non avremo nemmeno bisogno di armi nucleari. Anche senza di loro moriremo di fame, non ci sarà ossigeno negli ospedali, niente acqua nei rubinetti, le amate app che usiamo sui nostri smartphone non funzioneranno, tutti i sistemi smetteranno di lavorare. Questo è anche peggio di un’esplosione nucleare. Non possiamo più immaginare un mondo senza una rete di computer.

Questo è il modo in cui il Creatore costringe l’umanità ad accettare il Suo programma. Altrimenti, sarà impossibile portare noi piccoli egoisti primitivi in uno stato migliore. Non abbiamo nulla per incolpare il Creatore. Ha dato al mondo ogni possibilità di realizzare una vita migliore, ci ha dato un gruppo speciale chiamato la nazione di Israele e la metodologia che potrebbe salvare l’umanità.

Ma osserviamo un po’ che cosa sta succedendo ora a questo gruppo, ovvero la nazione di Israele. Siamo schiavi del nostro desiderio di ricevere e non vogliamo tirar fuori la testa dalla sabbia. L’umanità soffre perché la nazione di Israele non sta mettendo in pratica le opportunità che gli vengono date. Ci hanno dato i mezzi per correggere questo stato, ma non lo stiamo correggendo.

Dobbiamo passare la gestione superiore da negativa a positiva. Con l’aiuto di un piccolo interruttore è possibile illuminare il mondo intero.

Un interruttore può spegnere l’elettricità in tutto il mondo. Ma c’è questo piccolo blocco che sta sul sentiero dal Creatore all’umanità, e si chiama Israele. Il destino dell’umanità dipende dal fatto che questo blocco funzioni correttamente o meno. “Israele” è chiunque abbia un punto nel cuore che lo risveglia verso la connessione per giungere a un grido verso il Creatore, per obbligarLo a cambiare il controllo superiore da male apparente a bene.

Sotto la guida misericordiosa, la creazione riceve più Luce superiore e inizia a comprendere da dove proviene tutto e perché, e poi vorranno anche unirsi. Poiché in ogni persona esiste una scintilla spirituale, ognuna è una parte dell’anima collettiva frantumata di Adamo.

La scintilla, tuttavia, non si è risvegliata in tutti nella misura in cui possono percepire l’influenza della Luce. Questo è il motivo per cui abbiamo bisogno di risvegliare la Luce e rafforzarla, che è l’unica cosa che Israele possa fare. Allora, anche le scintille che si trovano in tutte le persone si risveglieranno e vorranno unirsi ed esistere in un’unica unione. Alla fine diventeranno anch’esse Israele, in altre parole “dritte al Creatore” (Yashar-Kel).

La Luce che riforma risveglia il bisogno per il Creatore, il bisogno di unione e la necessità della dazione all’interno della creazione. La scintilla spirituale può essere su uno dei quattro livelli: inanimato, vegetale, animale e umano. Se la scintilla si trova al quarto livello umano, allora per avanzare è necessario superare ostacoli, problemi e dubbi.

Tuttavia, nel resto dell’umanità, questo progresso sarà molto più facile, come quello degli angeli. Abbiamo solo bisogno di sostenere la Luce circostante e, con il suo aiuto, le persone saranno in grado di compiere atti di dazione, connessione e amore. Non affronteranno lotte interiori; non ci saranno livelli tra Bina e Malchut. Tutto questo esiste solo tra i kabbalisti e quindi tutto dipende da noi.

Questo è il motivo per cui l’atteggiamento del mondo nei confronti di Israele peggiorerà sempre più e alla fine raggiungerà lo stesso livello della Germania nazista. Eppure questo atteggiamento dipende solo da noi. Le nazioni del mondo ci incolpano già di controllare il mondo. Cominciamo quindi davvero a gestirlo e portiamo al mondo più Luce di quanta non ce ne sia ora.

Tutto il controllo arriva solo attraverso la Luce; la Luce risveglia tutto (la natura inanimata, vegetale, animale e umana) verso lo sviluppo. Più luce, più veloce sarà lo sviluppo. Se la Luce ci fa avanzare più velocemente, allora i geni informativi spirituali (Reshimot) si riveleranno, e quindi questo è chiamato “Achishena“, l’accelerazione del tempo grazie al sentiero positivo, quello preferito dal Creatore e da noi.

Se c’è Luce insufficiente per illuminare lo stato rivelato dalle Reshimot, allora questo viene vissuto come avversità, persino come guerra. Spero molto che non arriveremo a una guerra mondiale totale. Penso che lo stato si materializzerà in modo diverso, ma non sarà molto più facile per noi.

Immagina che non ci siano rifornimenti, niente attività commerciali, niente benzina, niente cibo, niente acqua dal rubinetto. Per la persona che vive nel mondo moderno, questa è una catastrofe. Questa è la via della sofferenza.

Tuttavia, esiste un sentiero di Luce da percorrere: le persone hanno bisogno di sentire che esiste la metodologia della saggezza della Kabbalah, che è in grado di salvarle dalla morte, e di essere pronte a studiarla e realizzarla. È meglio non aspettare una crisi, ma fare subito il salto dallo stato odierno a quello spirituale, in questo momento. Altrimenti, nel prossimo futuro, avremo crisi in economia e nelle relazioni umane, insomma una crisi multipla.1

Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 13/07/2018, Gli Scritti di Baal HaSulam, “L’Ultima Generazione”

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Preparare le fondamenta per un buon futuro

La Kabbalah è la scienza della connessione. Dobbiamo unirci perché la natura ci spinge verso l’unione, ci spinge a stare insieme. Se non lo facciamo da soli, allora la natura ci obbligherà con la forza. Non c’è dubbio che la natura vincerà, dal momento che ogni essere umano, da solo, è molto debole contro i colpi della natura. Ecco perché non vale la pena aspettare i colpi, che diventeranno sempre più forti, poiché all’orizzonte ci sono già nuvole pesanti.

Il nostro gruppo kabbalistico mondiale è all’avanguardia in questo movimento, avanza davanti a tutti e apre le porte all’unione per l’intera umanità. Stiamo testando su noi stessi come raggiungere l’unione, poiché una tale condizione non è mai esistita prima nel mondo. Una volta, migliaia di anni fa, questo tipo di unione esisteva, ma in condizioni completamente diverse, tra persone che non ci assomigliavano in alcun modo.

Il nostro gruppo chiamato “l’ultima generazione”, che vive nel mondo dell’egoismo, serve da laboratorio per tutta l’umanità. Su di noi viene testato il metodo attraverso il quale arrivare all’unione nel modo più semplice e veloce. Dalla nostra esperienza, stiamo costruendo le basi per coloro che seguiranno le nostre orme nel prossimo futuro. Questo può richiedere altri dieci o venti anni, ma alla fine, tutta l’umanità arriverà all’unione. Perciò, speriamo che questo progresso venga da un percorso misericordioso e non da uno di sofferenza.

La natura è un unico sistema. Tutte le sue parti si sviluppano da un unico desiderio come da un piccolo granello di sabbia. La forza superiore, la Luce, ha fatto esplodere questo piccolo granello di desiderio, dal quale è emerso il Big Bang, e da questo è iniziato lo sviluppo sul pianeta Terra di tutta la materia: inanimata, vegetale, animale e poi gli esseri umani. Oggi siamo già alla fine di questa evoluzione.

Lungo il percorso, la materia è passata attraverso molteplici metamorfosi e frammentazioni e noi abbiamo bisogno di correggerle. Dopotutto, correggendo la frantumazione, otteniamo la qualità della Luce. La Luce ha infranto il granello del desiderio e dobbiamo raccogliere quei frammenti di desiderio e scintille di Luce. Quindi, tutta la Luce sarà in grado di entrare nel desiderio e, invece di un piccolo granello, diventerà enorme. Ecco perché è così importante per noi raggiungere questa unione. Significa ricostruire l’anima frammentata del primo essere umano, Adam HaRishon.

L’Europa oggi testimonia quanto questa frammentazione ha iniziato a rivelarsi. I kabbalisti negli ultimi secoli hanno scritto del nostro tempo, della nostra “ultima generazione”. Il mondo si è mosso verso la rivelazione del male dell’egoismo così tanto che nei prossimi anni sarà chiaro a tutti che una crisi globale si potrà verificare non a causa di problemi che hanno a che fare con la tecnologia, con l’economia o con l’ecologia, ma solo a causa delle cattive relazioni tra le persone, che ci impediscono di unirci. L’umanità sta portando la natura fuori dall’equilibrio perché non ci sono equilibrio o unione tra di noi. Questo equilibrio è ciò che dobbiamo ristabilire.

Baal HaSulam scrisse nell’articolo “L’Arvut” (“La Garanzia Reciproca”) che la correzione finale del mondo è possibile solo dopo l’unificazione dell’intera umanità. Non abbiamo bisogno che di questo. Stiamo apprendendo di grandi sistemi, della distruzione che ha avuto luogo nei mondi superiori, ma in sostanza, stiamo apprendendo come unire il singolo desiderio che è stato frammentato in una moltitudine di pezzi opposti gli uni agli altri.

Noi siamo quei pezzi sbriciolati che devono unirsi, non fisicamente, ma nei nostri desideri e pensieri. Dobbiamo unire queste scintille spirituali dentro di noi in un sistema, dobbiamo sentire come ci completiamo a vicenda, pensare all’unico obiettivo, aiutandoci l’un l’altro a diventare un unico desiderio. Questo desiderio reciproco consiste di molte parti differenti, ma sono queste differenze a creare la possibilità della realizzazione. Nessuna parte sembra uguale all’altra, ma unendosi insieme creano la perfezione.

Creando un laboratorio in cui pratichiamo questa connessione, riveliamo gradualmente in essa la manifestazione del potere dell’unione, la forza superiore della natura chiamata Creatore. 1

Dalla lezione preparatoria del Congresso di Kabbalah in Italia – “All As One”, 26/07/18

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