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Essere d’accordo che ogni cosa ci giunge dall’alto

Soggiogamento significa essere d’accordo con ogni cosa che ci arriva dall’alto e cercare costantemente di associarla a: “Non esiste nulla tranne il Creatore”. Vogliamo poi vedere che il Creatore è il buono che fa il bene, questo è già il prossimo stato. Abbiamo bisogno di due correzioni per procedere verso il livello spirituale dell’embrione.

La base di tutto il lavoro interiore è nella decina: nelle sue costruzioni e sensazioni e nella connessione degli amici nella decina. Non lavoriamo con il Creatore individualmente, personalmente. Sarebbe un errore più grande e serio che rimanere disconnessi dal Creatore, usare la decina in modo egoistico senza pensare alle proprie connessioni e sperare di stabilire una connessione con il Creatore, scavalcandola.

Se ho compreso che la mia connessione con il Creatore e la Sua connessione con me, passano soltanto attraverso la decina, ci connettiamo in un intero; io, la decina e la forza superiore siamo come Israele, la Torah ed il Creatore che sono uno.1

Essere in Lo Lishma (non per il Suo nome), attraverso il quale raggiungiamo Lishma (per il Suo nome), significa che in ogni posto, in ogni stato e in ogni cosa pensata, vista e sentita, tu cerchi di identificare il Creatore come fonte di ogni cosa che ti sta accadendo. Questo è anche definito Lo Lishma, perché dà all’individuo buone sensazioni, benessere e gioia dal fatto che egli dipende dal Creatore e non da nemici e detrattori o da scelte fatte a occhi chiusi.

Ogni cosa che giunge all’individuo dalla natura inanimata, vegetale e animata, e dalle persone, è un’influenza del Creatore e di nessun altro. Ne consegue che egli è felice di essere sotto il corretto governo che cerca di portarlo verso la correzione finale. Egli si aggrappa costantemente al Creatore come un bambino aggrappato a sua madre.

E nell’amplificare la propria abilità, in ogni momento, a non lasciare andare il Creatore come la causa di tutto ciò che accade, egli sente tutto come bene. Questo stato è chiamato: “Lo Lishma” perché c’è ancora un proprio interesse; questo stato aiuta l’individuo a sentirsi bene.

Inoltre, se l’individuo vuole essere connesso con il Creatore senza un personale beneficio, rispetto a un suo piacevole o spiacevole sentire, poi vorrà muoversi verso lo stato di Lishma. In questo stato egli innalza la grandezza del Creatore così tanto che smette di pensare completamente a se stesso. Non è importante per lui come si sente, la cosa principale è stabilire che il Creatore è la fonte di tutta la realtà e, attraverso questo, portarGli contentezza, senza alcuna considerazione per se stesso. Questo significa da Lo Lishma arrivare a Lishma.2

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’11/03/2019, lezione sul tema del Soggiogamento

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2: Minuto 7:00

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Una lezione dall’Olocausto

La Giornata della Memoria dell’Olocausto è un giorno speciale ma molto triste nella storia del popolo ebraico e di tutta l’umanità, poiché siamo tutti connessi gli uni con gli altri. In questo giorno, dobbiamo parlare delle cause di questa tragedia e delle sue lezioni in modo che “le azioni dei padri diventino un segnale per i figli”1.

Non esiste nulla tranne la forza superiore che è il buono che fa il bene; essa ci governa sempre. Non esiste azione oltre a questo buon governo. Pertanto, se nella nostra ricerca non superiamo la nostra natura egoistica e al contrario cominciamo a condannare il Creatore, dubitando del Suo buon governo, cadremo in errore. In questo caso, tutta la nostra ricerca non porterà alcun beneficio e ci ricondurrà alla stessa amara realtà di cui oggi dobbiamo parlare.

Il Creatore sente ciò che noi sentiamo. Se siamo uniti e felici, il Creatore gioisce. Egli non ha sentimenti personali: è dentro di noi, come una madre che vive dentro al suo amato bambino. Attraverso la nostra connessione, creiamo un posto per il Creatore dove Egli possa esistere. Se non siamo connessi, allora non c’è posto per il Creatore e noi sentiamo le sue azioni in forma inversa, come se non provenissero da Lui. Ogni azione viene vissuta in noi secondo l’intensità della connessione o della disconnessione.2

Il Creatore vive all’interno della nostra connessione reciproca. Questa connessione dovrebbe svilupparsi sempre, a partire dalla prima frammentazione causata dal Creatore fino alla correzione finale, fino all’adesione completa. Finché non resteremo indietro nel progresso delle fasi di correzione che dobbiamo passare, staremo tutti bene. Tuttavia, se rimaniamo indietro, ci troviamo in uno stato negativo che noi stessi abbiamo provocato.

Se in ogni momento non correggiamo la connessione tra noi, sentiamo la differenza tra lo stato desiderato e quello effettivo. Diciamo che oggi avrei dovuto essere corretto del 20% nella mia connessione con tutta l’umanità, ma invece ho raggiunto solo il 15% della connessione. Perciò, quel rimanente 5% mi viene rivelato sotto forma di pressione e problemi. In realtà, queste sono forze finalizzate ad accelerare il mio avanzamento per compensare il ritardo, per eliminare la differenza tra il desiderato e il reale.

Queste forze non indicano la bontà o il male del Creatore, ma sono semplicemente una conseguenza naturale dell’operato del sistema, come è scritto: “La legge è data e non può essere trasgredita”. Cioè, non dobbiamo valutare quanta sofferenza o piacere sentiamo, ma quanto queste forze che ci vengono rivelate come bene o male ci aiutano ad avanzare correttamente.

Il Creatore non desidera farci del male, ma esiste la legge della natura; rispettandola, sentiamo la nostra connessione e, infrangendola, proviamo sofferenza, e oggi è in tal misura che dobbiamo ricordare l’Olocausto: l’evento più triste nella storia del popolo ebraico. Naturalmente non è stato causato dal Creatore ma dalle persone che dovevano correggere la connessione tra loro e non l’hanno fatto. Il ritardo nella correzione era così grande che ha determinato sofferenze terribili.

Quali lezioni possiamo imparare da questo? Dall’antica Babilonia fino ad oggi ci sono stati molti eventi tristi e tutti per una ragione. Dato che il Creatore è la legge generale della natura, il sistema ci mostra il bisogno di connessione. Ma noi non l’ascoltiamo e non ci affrettiamo ad eliminare il ritardo, così riceviamo gli effetti che ne derivano. In realtà, siamo noi stessi a causarli e non possiamo incolpare il Creatore.

Ci sono condizioni a noi note, ma non le rispettiamo e, così facendo, attiriamo su di noi forze che ci spingono verso l’obiettivo in modo più deciso e risoluto. Durante la storia siamo stati afflitti da pressioni e problemi: l’esilio, la schiavitù in Egitto, il deserto, la distruzione del Tempio. Tuttavia, l’Olocausto è una situazione molto diversa. Il popolo d’Israele nel suo sviluppo storico ha già raggiunto il bisogno del quarto livello di connessione nell’anima di Adam HaRishon, ma non l’ha realizzato. Anche oggi, non stiamo raggiungendo questo obiettivo, allora cosa ci possiamo aspettare? Possiamo aspettarci solo stati peggiori di quelli precedenti. Dobbiamo imparare dalla storia in modo da non ripetere le stesse situazioni.

Dopo l’antica Babilonia e l’Egitto, siamo stati afflitti da un colpo dopo l’altro, in ogni momento in cui non abbiamo stabilito la connessione reciproca nella misura richiesta. La punizione sarà collettiva, per tutto il popolo di Israele. Oggi noi siamo responsabili non solo di noi stessi ma di tutto il mondo. Un tempo era possibile fare una correzione in un gruppo limitato, ossia la Comunità ebraica europea. Gli stessi nazisti volevano aiutare gli ebrei a ricostruire lo stato di Israele. All’inizio hanno agito come forze di aiuto alla correzione. Tuttavia, se non usiamo l’occasione che ci viene data, queste forze si trasformano in negative.

Anche oggi, se non usiamo le forze di risveglio che già stanno agendo negativamente, esse diventeranno più terribili di prima. L’Olocausto di oggi sarebbe su una scala differente: non solo in Europa, ma in tutto il mondo. Pertanto, vale la pena comprenderlo e sbrigarsi con la correzione prima che sia troppo tardi.

Se ci connettiamo, la forza superiore attraverso di noi passa a tutte le nazioni del mondo, a tutta la realtà e, gradualmente, tutto il mondo raggiunge l’unione. Quindi, tutto si calma e il Creatore comincia a rivelarsi agli esseri creati, e il mondo raggiunge la correzione desiderata.

Tuttavia, se noi, il popolo di Israele, non ci connettiamo almeno all’interno di Israele dove abbiamo le migliori condizioni per la connessione, se non diventiamo un solo uomo con un solo cuore, non amiamo il prossimo come noi stessi, non diventiamo una luce per le nazioni del mondo mostrando loro un esempio di unione, allora passeremo degli stati così terribili da far impallidire l’Olocausto a confronto.3

I meriti si trasformano in debiti e i debiti in meriti. Perciò, dobbiamo credere che ora abbiamo l’opportunità, il tempo, il posto e tutti i mezzi per non ripetere l’errore commesso dagli ebrei quasi cento anni fa. Non dobbiamo perdere l’occasione di connetterci tra noi allo scopo di essere in contatto con la forza superiore, che è buona e fa del bene e, attraverso di noi, questa forza che vuole apparire a tutti gli abitanti di questo mondo potrà rivelarsi. Dobbiamo aiutarla in questo e diventare un canale tra essa e l’umanità.

Cerchiamo di non ripetere gli errori del passato. La saggezza della Kabbalah parla delle leggi della natura che non dipendono da quanto siano piacevoli o spiacevoli per noi e non tengono conto degli interessi politici o economici di qualcuno. Non c’è dubbio che se gli ebrei allora si fossero comportati in modo differente, il mondo oggi sarebbe completamente diverso.

Tutto è nelle nostre mani, noi determiniamo il nostro destino e il destino di tutto il mondo. La legge della natura è immutabile e deve essere soddisfatta. Il Creatore non prova pietà o ci punisce, ma realizza la legge generale. Il Creatore è la natura e, secondo il programma della natura, dobbiamo essere connessi in un solo desiderio, un’unica intenzione, secondo l’unica formula di dazione reciproca. Noi dobbiamo portare questa connessione al mondo; questa è la nostra missione.

Non ripetiamo gli amari errori e cerchiamo, in questo triste giorno, di assumerci la responsabilità di condurre il mondo all’unione.4

Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 2/05/2019, La Giornata della Memoria dell’Olocausto
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Il segnale che il Creatore si è occultato

Ogni giorno, devi tenere in mente un solo pensiero: “Non c’è nulla oltre il Creatore, il Bene che fa il bene”; ritorna sempre a questo pensiero e cerca di aggrapparti ad esso per non perdere le piacevoli sensazioni che provi. Se ti senti male, se qualcosa va storto nella tua vita, questo è il segnale che il Creatore si sta occultando.

Se hai qualche tipo di problema, ti senti male o sei di cattivo umore, questo accade solo perché il Creatore non è presente nella tua vita. Se riconduci tutti i tuoi stati a Lui, poi ti sentirai grande, confortato, percepirai la luce della speranza, una connessione con la realtà vera ed eterna. Tutto ciò è dovuto al fatto che ti sei ricordato del Creatore.

Tuttavia, il Creatore può giocare con te inviandoti sensazioni spiacevoli in modo che tu possa iniziare a cercarLo e a giustificarLo. Egli sa in anticipo che sarai in grado di giustificarlo, ed è per questo che ti manda queste prove.

Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 03/12/2018, lezione sul tema del Soggiogamento

1 Minuto 55:30

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Energia dall’aria sottile

Il desiderio egoistico funziona perfettamente in questo mondo quando vede chiaramente una ricompensa davanti sé, può soppesare i benefici delle sue azioni e poi decidere dove e quanto applicarsi. L’egoismo può lottare per una ricompensa.

Tuttavia, per ciò che riguarda il desiderio di dare, non abbiamo la forza di crearlo. Non vediamo ricompensa e non abbiamo motivo di agire. La necessità di compiere un’azione per il bene della dazione, annulla in noi il desiderio di ricevere e con questo non possiamo muoverci. Ci sentiamo come se non avessimo né braccia, né gambe, né testa e fossimo senza energie. Se non c’è stimolo, non posso muovermi, resterò a letto.

Serve qualche tipo di incentivo per alzarmi. A questo punto, allora, arrivano i problemi che mi affliggono. Quindi capisco che i problemi sono, in realtà, un bene per me perché mi svegliano per farmi agire.
Se non lavoriamo con il nostro desiderio di ricevere, allora non possiamo fare nulla. Si fermerebbe tutto. Immaginate il desiderio di ricevere, l’egoismo, il fondamento del mondo, di ogni atomo e particella, disattivato all’improvviso in tutto il mondo. Il mondo rimarrebbe completamente immobile perché il movimento ha luogo solo per soddisfare una mancanza. Se l’ego non vuole nulla, resterà inattivo.
Il mondo si fermerebbe. Ci sarebbe silenzio totale e ciò significa che sparirebbe tutto. Se gli elettroni smettessero di ruotare attorno all’atomo, questo sparirebbe perché non ha altro che queste rotazioni, una mancanza. Solo la mancanza muove la materia e, se la mancanza sparisse, si fermerebbe il movimento e la materia scomparirebbe. La materia è una mancanza.

Com’è possibile compiere azioni di dazione? Come si può costruire un secondo piano d’azione, quello altruistico, senza soffocare la condizione materiale? Lasciamo che la materia continui a funzionare, essa non interferisce con noi; al contrario, ci aiuta. Dopo ogni ascesa cadremo sempre a livello materiale in modo che, da quel livello, possiamo elevarci ancora più in alto. Dove troviamo un nuovo carburante non basato sul desiderio di ricevere ma sul desiderio di dare?

Come possiamo desiderare la dazione? Questa è la domanda più importante. La risposta è la chiave del successo perché l’umanità si è sviluppata abbastanza da poter raggiungere la fine della correzione. L’unico problema è come trovare la forza della dazione in ogni stato. Questa forza già esiste, ma noi dobbiamo tirarla fuori. Non arriverà da sola, altrimenti sarebbe stata rivelata nel mondo tanto tempo fa.

La necessità di essa è già intrinseca in ogni persona, perché chiunque si chiede: “Che tipo di vita è questa? Per che cosa viviamo? Qual è il significato della nostra vita?” Tuttavia, non si va oltre perché vogliamo ricevere in modo egoistico perfino la forza di dazione, ma essa non arriva in questo modo.

La domanda è: che tipo di meccanismo dovremmo costruire per ricevere, attraverso di esso, la forza di dazione che riempirebbe l’intera realtà? Gli astrofisici dicono che l’energia riempie tutto l’universo. Noi pensiamo che lo spazio sia vuoto, ma in realtà è pieno di energia.
Ora stanno cercando di estrarre queste informazioni dagli scritti del famoso ricercatore Tesla, che ai suoi tempi le aveva secretate. Pensano di aver trovato un modo per estrarre energia direttamente dall’aria. In effetti, non esiste uno spazio vuoto, è pieno di energia. La domanda è: come dischiudere questa fonte di energia? Le istruzioni su come farlo sono davanti a noi e sono racchiuse nei libri di Kabbalah.

I saggi kabbalisti dicono che questa energia si può ricevere attraverso la decina. Attraverso la decina ci connettiamo allo spazio, pieno di forza di dazione, chiamato “Creatore”. La decina funziona come un modem o un adattatore che ci connette a questa forza nascosta.
Questa forza rimarrà sempre in occultamento, si palesa solo all’interno della decina come fosse un rivelatore di questa forza superiore. In base alla misura della mia inclusione nella decina, della mia connessione con essa e dei miei sforzi per risvegliarla alla connessione con la forza superiore, io ricevo questa energia di dazione. È come se inserissi la spina nella presa e iniziassi a ricevere energia. Questo è l’unico modo in cui tutto funziona.

Allora scopriremo di essere all’interno del campo della forza superiore, che è “il bene che fa il bene”. Questa è l’unica forza, non esiste nient’altro. Tutte le forze di opposizione sono concentrate solo dentro di me al fine di connettermi a questa forza superiore e cominciare a ricevere energia da essa.1

Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’01/04/2019, “Costruire la società futura”
1 Minuto 01:30

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Teletrasporto interiore

Guardo le notizie su ciò che sta accadendo nel paese e nel mondo e mi rallegro per la rivelazione dell’indole maligna, ossia per la rivelazione del male, del desiderio egoistico che chiede di essere corretto. L’ego sta gridando, ci prega: “Perché non mi state correggendo?! In che misura devo rivelarmi e immergermi nel mondo?”

Mi rallegro del fatto che il mondo sta finalmente iniziando il suo graduale approccio alla rivelazione del male. Le persone già capiscono che, da un lato, non si può fare nulla riguardo l’ego perché questa è la natura umana ma, dall’altro lato, se si fallisce nello sradicarlo, ci ucciderà.

Perciò la gente ha iniziato a pensare come eliminarlo. Lentamente sta provando tutti i metodi possibili e realizza che nessuno di essi funziona. La nostra è una situazione senza speranza. Stiamo da qualche parte ai margini di una galassia, girando intorno ad una stella nana su un minuscolo pianeta insudiciato dal nostro pattume. La vita sta finendo e non ci sono prospettive. Siamo soli nell’universo e a breve non ci sarà neanche più vita sul pianeta Terra. Come si suol dire, si spengono le luci.

Francamente la situazione appare così, ma questa è la rivelazione del male ad un punto in cui si può iniziare a pensare a cosa poter fare. Qualcuno forse potrebbe ancora dare consigli su come salvarci. Quindi l’ascolto inizierà a sintonizzarsi su frequenze che precedentemente erano impercettibili e questo ci rivelerà che c’è vita al di là della nostra realtà.

La nostra realtà è multidimensionale e la rivelazione dello strato superiore che è al di là della nostra realtà, dipende dalla nostra percezione. Se cambiamo la nostra percezione della realtà interiore, ci troveremo improvvisamente a vivere in un altro mondo, come fosse un teletrasporto dove di colpo ci sentiamo in una condizione differente, in un altro luogo.

Questo accade perché abbiamo cambiato i nostri valori interiori ed abbiamo iniziato a vivere in un altro mondo. Di fatto, il mondo materiale esiste solo per essere lasciato. La fuga dal nostro mondo è l’unica ragione dell’esistenza dell’universo, del nostro pianeta e degli abitanti della Terra. In generale questo mondo è immaginario e noi iniziamo a vivere nel mondo reale.

Io guardo le notizie solo da questa angolazione e quindi non verso nessuna lacrima. Come possiamo cambiare la realtà? La realtà può cambiare solo se ognuno di noi cambia. La realtà dipende da me e si percepisce dentro di me. Quindi due persone possono vedere la stessa cosa ma una piange e l’altra se ne rallegra. Tutto dipende da come percepiamo ciò che sta accadendo. Io vedo ogni cosa che accade come dei passi necessari verso la correzione, passi che ci stanno avvicinando sempre più alla divinità.(1)

Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 5/04/2019 sul tema “Costruire la società futura”
(1) Minuto 13:15

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La vera vita inizia solo nella decina

Come risultato della discesa dei mondi, il nostro desiderio di ricevere si sta allontanando sempre più dal Creatore, passando attraverso restrizioni, filtri, frammentazioni e vari occultamenti lungo questo percorso. Avendo raggiunto questo mondo, il desiderio di ricevere si trova sotto cinque mondi (Olamot) – occultamenti (Alamot), cioè, nella peggiore condizione.

Questo mondo, menzionato nei libri kabbalistici, è il più basso di tutti i possibili stati spirituali, e il nostro mondo corporeo è perfino più basso.

Il desiderio di ricevere piacere scende i gradini di tutti i mondi e raggiunge uno stato in cui si materializza, si trasforma in materia; perde la connessione con i mondi superiori. Pertanto, non ha importanza in quale corpo materiale, animale, esista una persona che vuole raggiungere il mondo spirituale. Può anche farsi amputare un braccio o una gamba oppure lasciarsi trapiantare un organo di un’altra persona totalmente estranea alla spiritualità, ma ciò non avrà effetto sulla sua realizzazione spirituale.

Si può rimanere stupiti del fatto che si potrebbe perdere anche la mano destra se, secondo le leggi spirituali, questo è in relazione alla dazione e bisogna sempre cominciare dal lato destro. Tuttavia, il nostro corpo è un semplice animale, assolutamente separato dalla realizzazione spirituale. Naturalmente, ha una sua funzione importante perché ci viene dato in modo che possiamo iniziare il nostro sviluppo spirituale esprimendo il desiderio di rivelare il Creatore.

L’amore non può essere forzato, altrimenti, non si chiamerebbe amore ma “calcolo.” Pertanto, il Creatore non poteva crearci con un desiderio di amarLo precostituito. Questo è il motivo per cui siamo stati costretti a scendere in questo mondo completamente staccato dal sistema spirituale e cominciare la via di ritorno proprio da questo punto.

Nel nostro mondo, esistendo ora in un corpo animale, isolati da tutti i mondi spirituali e dal Creatore, dobbiamo cominciare a sviluppare il desiderio di amare il Creatore come Lui ama noi. Se una persona ha un punto nel cuore che la risveglia a ciò, allora può sentire che qualcuno la sta chiamando e inizia il suo viaggio di ritorno verso il Creatore.1

La decina è la base della struttura dell’universo, come una cellula dell’organismo che è fonte di vita. Non comprendiamo che entrando nella decina apriamo i cancelli del mondo superiore. Quindi, vediamo che il nostro stato presente è immaginario, esiste solo allo scopo di darci l’opportunità di entrare nella spiritualità da soli, per nostra scelta. Dobbiamo desiderare spontaneamente di svilupparci e diventare uguali al Creatore. Tutta la precedente vita corporea perderà di significato.

Tutto ciò che viene prodotto da noi con mani, piedi e bocca in realtà non esiste. Viviamo in un mondo immaginario. La nostra vera vita comincia solo dalla decina in poi e questo è ciò che rimane per sempre con noi. Perciò, decidiamo se lo desideriamo o no.2

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17/03/2019, Baal HaSulam ,“Prefazione alla saggezza della Kabbalah,” Articolo 1

1 Minuto 2:00:25
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Da qualche parte, lontano da qui…

L’antisemitismo nel mondo continua a crescere. Lo scorso 27 Aprile, in una sinagoga della California, durante la preghiera alla fine della Pasqua ebraica, è stato messo in atto un attacco terroristico nel quale ha perso la vita una persona e molte altre sono rimaste ferite. Tuttavia le persone ancora non ascoltano, sembra che quello che accade non le riguardi. Dopotutto, accade “da qualche parte, lontano da qui…”. Questo dimostra quanto il Creatore indurisca il cuore delle persone, al punto tale che rimangono indifferenti anche davanti ad eventi del genere. Soltanto sei mesi fa, in una sinagoga di Pittsburgh è avvenuta una tragedia simile, ma tutti se ne sono già dimenticati.

Per questo gli ebrei vengono chiamati il “popolo testardo”. L’individuo non risponde a questi avvertimenti e pensa che ciò che è accaduto nella strada accanto non può capitare a lui. Dimentichiamo quello che è successo ieri, per non parlare di qualche mese fa, e non notiamo che la tensione sta crescendo. Essere testardi significa ricevere un colpo, svegliarsi per un istante e poi dimenticare tutto come se nulla fosse accaduto.

Il problema è che non esiste una sensazione di dolore accumulato, che poi porti ad un punto in cui l’individuo è costretto a rispondere. Tutto scompare come acqua nella sabbia.

È importantissimo comprendere che questo non è un evento sporadico ma naturale, che va avanti secondo il fondamento della creazione. Questo processo continuerà e non cesserà a meno che non cominciamo a fare qualcosa a riguardo. La Kabbalah spiega questo fenomeno su base scientifica e avverte del pericolo da molti anni, mentre tutti hanno sempre riso di tale possibilità. Ora non c’è nulla da ridere, ma ancora nessuno vuole ascoltare i kabbalisti. Arriverà il momento in cui non ci sarà scelta e tutti dovranno ascoltare.
Indipendentemente da quanto possa essere stato testardo il popolo d’Israele, il Creatore li ha sempre guidati, nonostante tutto, fuori dall’Egitto colpendoli e facendoli soffrire. Oggigiorno si sta verificando la stessa situazione. I kabbalisti continuano ad avvertire, ma essi non ci credono, così come in passato non hanno creduto a Mosè.

Trovo molto simbolico il fatto che lo scorso 2 Maggio il mondo abbia marciato per la Giornata del ricordo dell’Olocausto, mentre lo stesso Olocausto si sta ripresentando.. O gli ebrei si uniscono, oppure sarà peggio per loro. L’unione è la soluzione non soltanto per l’antisemitismo, ma anche per la correzione generale del mondo, per la correzione dell’umanità, per la crescente crisi globale e per la prossima guerra mondiale, di cui è stato già detto molto.(1)

Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 28/04/2019, lezione sul tema “Divulgazione della Saggezza della Kabbalah”

(1) Minuto 00:20

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Tutto arriva solo da Lui

Baal HaSulam, “Introduzione allo studio delle dieci Sefirot“: ‘C’è un grande bisogno di spiegare una volta per tutte perché l’arrivo del Messia dipende dallo studio della Kabbalah nelle masse, che è così prevalente nello Zohar e in tutti i libri della Kabbalah. Il popolo ne ha già discusso inutilmente e tutto questo è diventato insopportabile.

Anche tutti coloro che studiano la Torah, ogni abbellimento che fanno, lo fanno per loro stessi. In quel tempo, lo spirito se ne va e non ritorna al mondo. Questo è lo spirito del Messia.

Il problema è che le persone separano tutto ciò che accade dalla radice superiore e non vogliono vedere che la forza superiore agisce su tutto. “Non c’è posto libero dal Creatore”, non c’è alcuna azione che avrebbe luogo senza la Sua partecipazione. Questo accade in ogni momento della nostra vita. L’uomo deve rendersi conto che tutti i suoi desideri, pensieri e azioni, anche i peggiori, sono dettati dal Creatore e che deve determinare il proprio atteggiamento attraverso le Sue azioni. Allora arriverà all’adesione con la forza superiore, nel suo stato attuale.

L’uomo giustifica il Creatore, rendendosi conto che Egli sta agendo per correggere il suo atteggiamento nei confronti di ciò che sta accadendo. Il Creatore lo conduce attraverso tutti i tipi di stati che non sono giustificati dal punto di vista di una logica animalista e razionale. Ma cercando di attribuire tutto al Creatore “Non esiste nulla tranne Lui”, l’uomo cambia il proprio atteggiamento verso ciò che sta accadendo. La cosa principale da fare è attribuire tutto al Creatore al fine di compiacerLo. Non deve mai tenere conto dei suoi sentimenti spiacevoli, paure, ferite, orgoglio, ecc.

Per prima cosa, decide che tutto viene dal Creatore, ma non può giustificarLo per il suo dolore. Quindi è d’accordo con lo stato spiacevole, rendendosi conto che è necessario. Cioè, giustifica già il Creatore che lo corregge in questo modo, ma si sente ancora male. E, alla fine, si innalza al di sopra della propria amara sensazione dovuta all’importanza dell’obiettivo, che copre il dolore materiale provato nel desiderio di ricevere. In questo modo raggiunge la devozione al Creatore.

Tutti i livelli precedenti sono chiamati “schiavo”, o “ancella che aiuta l’amante”, il suo desiderio corretto, Malchut.1

Nello stato di Lo Lishma, io attribuisco tutte le azioni al Creatore, cerco di aggrapparmi a Lui con tutti i miei pensieri e desideri, attribuendo a Lui tutto ciò che accade nel mondo. Dopo tutto, “Non esiste nulla tranne Lui”. Ma allo stesso tempo aggiungo ancora i miei sentimenti a questo, sentendo eventi piacevoli e spiacevoli, bramando alcuni di loro e rifiutandone altri. Cioè, in tutto ciò che accade, il mio interesse personale è presente consciamente o inconsciamente.

Mi trovo a pensare che mi piacerebbe un risultato diverso degli eventi e rimpiango quello che è successo. La tristezza e il rimpianto testimoniano il fatto che non sono soddisfatto del governo del Creatore. Non c’è dubbio che solo Lui mi governa, ma io ancora non sono d’accordo con Lui, non sono devoto a Lui. Se non riesco ad essere sempre allegro in qualsiasi stato, cattivo e buono, significa che non sono in adesione con il Creatore.

Questo stato si chiama Lo Lishma perché vorrei trasformare leggermente ogni stato verso una direzione più piacevole per i miei sentimenti e la mia comprensione. Questo indica mancanza di adesione.2

È necessario decidere, nella pratica, se tutti gli stati che io sento provengano dal Creatore o meno. Qui sono possibili diverse fasi: maggiore occultamento o maggiore rivelazione. Questa decisione viene presa nella mente, e inoltre è necessario definire nella sensazione: ciò che sta accadendo è piacevole o spiacevole per me? Sono d’accordo con esso più o meno? Sono gioioso o no?

Devo essere d’accordo nella mia mente, nel cuore, nei sentimenti e con la mia ragione che tutto viene dal Creatore e tutto è bello; cioè, il Creatore è buono e fa il bene e non c’è nessun altro al di fuori di Lui. Il buono che fa il bene, secondo i miei sentimenti, e non c’è nessun altro al di fuori di Lui, secondo la mia ragionevole conclusione, la mia azione. Questo è tutto ciò che devo fare.

Se non ho ancora raggiunto questo obiettivo, devo attirare una maggiore quantità possibile di luce che riforma attraverso la decina e dobbiamo rivolgerci tutti al Creatore con una preghiera. E la cosa principale è aumentare l’importanza del Creatore, la Sua singolarità in tutto: Lui è il primo ed è l’ultimo; tutto arriva solo da Lui.3

Dalla prima parte della Lezione di Kabbalah dell’01/03/2019, Baal HaSulam, “Introduzione allo Studio delle dieci Sefirot, Articolo 31”
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Il punto critico nella connessione

Le persone sono sempre pronte a creare ogni sorta di sindacato, club e comunità per parlare di connessione e amore per i propri vicini e per costruire connessioni fra loro. Eppure, tutto questo è possibile solo fino a un certo limite: fino a quando il male dell’egoismo non si rivela fra loro. Non appena la natura egoistica delle persone si rivela, è qui che tutto finisce e l’unione va in mille pezzi.

Il lavoro spirituale deve iniziare da questo punto della rivelazione del male. È un momento critico anche per un gruppo kabbalistico in cui noi possiamo inciampare se non riusciamo a superare il male rivelato e a costruire una decina.

La decina deve essere fatta di “mattoni”, cioè da tutti noi che ci annulliamo e ci uniamo per costruire un “edificio comune”. La domanda è se possiamo superare questo punto critico o rimanere in esso come in un comune club o sindacato. È molto interessante vedere come varie alleanze e metodologie hanno collassato tutte nello stesso punto, incapaci di superare questa barriera e continuare ad avanzare ulteriormente verso una connessione interiore ancora più forte per costruire una struttura fatta di unione al di fuori di se stesse.

Questo punto, che deve uscire dal desiderio di ricevere per se stessi e cominciare a prendersi cura degli altri, è chiamato Israele, (Yashar-El) perché qui l’individuo vuole assomigliare al Creatore, ed essere il Suo rappresentante in questo mondo, un canale di collegamento. 1

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’11/03/2019, lezione sul tema del Soggiogamento

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Il significato di “Comandamento” nella spiritualità

Come un missile che sfugge alla gravità terrestre

Nella saggezza della Kabbalah, studiamo l’azione della Luce superiore sul nostro desiderio di ricevere, nella misura in cui siamo pronti a tali cambiamenti. Non c’è coercizione nella spiritualità. L’uomo deve sottoporsi a tutti i cambiamenti con totale comprensione, sensazione, accordo e sottomissione, in relazione al proprio desiderio. I cambiamenti interiori non possono verificarsi automaticamente, senza partecipazione, impressione e reazione da parte sua. Deve fare degli sforzi per questo. Pertanto, i cambiamenti seri avvengono gradualmente e richiedono molta preparazione.

In sostanza, impariamo come aiutare la Luce superiore a realizzare il programma della creazione in noi, come eseguire la parte di processo che dipende da noi. Questo è lo scopo completo dello studio e della nostra esistenza.1

Come è possibile che il desiderio egoistico si sottometta davanti al Creatore e tragga persino piacere dall’annullarsi? La Luce superiore influenza il desiderio di ricevere e lo cambia in modo che inizi a provare piacere nel sottomettersi alla Luce. Qualsiasi cambiamento nel desiderio è possibile solo per mezzo della Luce che ritorna alla fonte.

Il desiderio vuole ancora provare piacere, ma il tipo di ricezione cambia. Prima godeva nel ricevere e ora gode per il fatto che non riceve. Il piacere precedente era una forma di soddisfazione semplice e naturale. Adesso il piacere deriva da un riempimento diverso, dalla sensazione di arrendersi al Creatore.

Il desiderio non sente ancora il Creatore, ma sente già che si sta sottomettendo davanti a Lui, davanti a qualche tipo di qualità superiore. La vera azione di sottomissione dà al desiderio soddisfazione, piacere, calma e gioia per il suo stato. Questa è l’influenza della Luce superiore sul desiderio. Ciò accade anche prima di entrare nel mondo spirituale (prima del Machsom), prima di acquisire la qualità della dazione.

Prima di questa sottomissione, in genere una persona sperimenta stati opposti: rabbia, irritazione, collera. È furiosa per essere costretta ad arrendersi. L’egoismo sta cercando con tutti i mezzi di fuggire dalla sua gabbia. Questo è tutto un periodo alla fine del quale, all’improvviso, sopraggiunge la calma e la persona sente quanto sia bello arrendersi.

Essa sperimenta questi due stati opposti in modo molto forte ed emotivo: una grande rabbia e, subito, una calma totale. Capisce che la sottomissione è la cosa migliore. Questa è la prima correzione che poi la accompagna lungo tutto il percorso.

Se è in grado di sopportare un lungo periodo di frustrazione, irritazione, dolore per l’invidia e le ambizioni pungenti che bruciano dentro e sconvolgono la sua anima, allora in un certo istante, ad un tratto, la persona esce come se si trovasse all’aria aperta.

Come un missile che, con sforzi enormi, sfugge alla forza gravitazionale della Terra e all’improvviso si trova nello spazio esterno dove tutto è quiete, calma e assenza di peso.2

Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 07/03/2019,“Gli Scritti di Baal HaSulam, Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot, Articolo 74”

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