Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

“E ora vedi?” – “Si!”

Dr. Michael LaitmanBaal HaSulam, “Introduzione allo studio delle Dieci Sefirot,” Punto 54: Quando il Creatore vede che uno ha completato la misura di uno sforzo e ha finito tutto ciò che doveva fare per rafforzare la sua scelta di fede nel Creatore, il Creatore lo aiuta. Poi, uno raggiunge la Provvidenza aperta, questo significa rivelazione del volto. Quindi, viene premiato con un pentimento completo, significa che egli si unirà al Creatore ancora una volta con il suo cuore, l’ anima, e la potenza…

Non vi è alcun patrocinio qui, non vi è alcun motivo di aspettare che il Creatore sia stufo e abbia pietà di noi come un padre misericordioso. Non dobbiamo aspettarci che il Creatore sia toccato dalle nostre lacrime e abbia pietà e intervenga nella nostra situazione e perdoni la nostra mancanza di investire sforzi.

Questo significa che la speranza è priva di significato, che invece, si può aspettare qualcosa dal nostro sforzo, piangere un po’, e tutto si prenderà cura di noi stessi. In genere, nel nostro mondo una persona si aspetta esattamente questo tipo di attitudine verso se stesso da altre persone e dal Creatore. Pero questo non succede qui.

Siamo obbligati a portare avanti e completare la quantità di sforzo richiesto da parte nostra. E questo dovrebbe essere veramente lo sforzo per creare il nostro Kli spirituale per la rivelazione. Come è detto: Lui ha fatto un decreto che non deve essere trasgredito (Salmi 148:6). Se hai un desiderio di dieci grammi, che è, supponiamo, il primo grado di adeguamento al primo livello obbligatorio per scoprire il Creatore, allora sentirai la Sua presenza, ciò significa che Egli sarà rivelato.

E finché il vostro desiderio è inferiore a “dieci grammi,” sei sotto la soglia e non senti il Creatore. Significa che il Creatore è nascosto. Tutti i sensi lavorano secondo questo principio inclusi i sensi spirituali.

La percezione nei sensi spirituale è divisa in 125 livelli che sono divisi internamente in tanti altri sotto livelli. E non importa quali, dobbiamo raggiungere il livello di sensibilità corrispondente al primo livello. E questo dipende dalla misura di sforzi ai quali innalziamo la nostra sensibilità, il che significa ampliare il nostro Kli.

Questa è la nostra sensibilità fino al grado di dazione perché il Creatore è dazione, amore, e connessione. Lui si rivela a noi come tale. Allora di conseguenza dobbiamo prepararci: dazione, amore, e connessione fra noi. E non dobbiamo neanche raggiungere tali caratteristiche direttamente, ma solo avere un anelito di acquisirle. E se specificamente dirigiamo il nostro desiderio e anelito verso questo e abbiamo abbastanza forza, poi cominciamo a scoprire il Creatore. Questo è tutto.

Questo è come un esame visivo con un optometrista: “Vedi queste lettere?” – “No!” “E adesso le vedi?” – “Si!” C’è una soglia di sensibilità per ciascuno e per tutti i sensi, e quando si raggiunge, improvvisamente là avviene la scoperta.
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Dalla Lezione quotidiana di Kabbala 29.08.2014, Scritti di Baal HaSulam

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Il percorso che circonda il mistero della Vita

Dr. Michael LaitmanDomanda: Non capisco veramente come il progresso scientifico può ferire l’umanità?

Risposta: La scienza è una ricerca del Creatore tramite la nostra mente materiale. Gli scienziati conducono numerosi studi ed esperimenti con l’aiuto dei nostri cinque sensi corporei allo scopo di trovare la forza superiore. Tutti i tipi di ricerche scientifiche sono volte a scoprire il Creatore e risolvere il mistero della vita.

Noi intendiamo raggiungere la forza superiore, capiamo la struttura della creazione, intendiamo scoprire il suo obiettivo e svelare il segreto della nostra esistenza usando il nostro cervello fisico e i sensi corporei. Non è possibile. Questa strada conduce a un vicolo cieco. Dopo migliaia di anni di sviluppo scientifico siamo finiti in una crisi che nessuna scienza è in grado di risolvere. La scienza non è in grado di assicurare neanche il nostro benessere materiale.

La scienza è un metodo per rivelare la debolezza umana e un modo di scoprire errori nella nostra ricerca per risolvere il mistero della vita e scoprire l’obiettivo e l’essenza della nostra esistenza tramite i nostri sensori terrestri e le nostre capacità intellettuali. La scienza sceglie percorsi circolari; comunque, ci porta tuttavia alle giuste conclusioni. Il nostro compito è di realizzare l’incongruenza dei nostri sforzi e imparare a fare affidamento completamente sulla Luce che Riforma.

L’obiettivo dello sviluppo mondiale è quello di renderci delusi di noi stessi. Si dice: “Non c’è momento più felice nella vita di quando si diventa completamente disillusi nelle proprie capacità.” Infatti, è davvero una grande scoperta! Immaginate tutta l’umanità che subisce questo processo.

Quando succede, capiamo che null’altro che la preghiera può aiutarci; in altre parole, nient’altro che innalzare il MAN e acquisire l’aiuto della forza superiore ci permetterà di agire correttamente e raggiungere il nostro obiettivo. Non c’è niente che possiamo fare tranne capire che dal buio è la luce che determina tutto. La Luce è la fede.

Oggi, possiamo parlare di questi argomenti apertamente. Circa cinquanta anni fa, nessuno sarebbe stato d’accordo con queste idee, incluso io stesso. Ero l’avvocato più zelante del progresso scientifico. Pensavo che la scienza era tutto.

Sono passati gli anni. L’umanità oggi è delusa dalla scienza. Nessuno pretende che la scienza faccia scoperte che possono davvero beneficiare l’umanità. Tutte le scoperte sono condannate a portarci male perché contraddicono l’obiettivo della creazione e il modo della sua realizzazione poiché ci spingono a fare affidamento sulle nostre capacità intellettuali.

Questo spiega perché non possiamo aspettarci che la scienza ci aiuti a ottenere risultati positivi. Salvo che non ci fermiamo basandoci sul progresso scientifico e sospendiamo il nostro “incantesimo” con la grandezza del nostro intelletto, nulla può veramente muoverci avanti. Semplicemente continuiamo sul camino dei progressi scientifici.

D’altra parte, non possiamo trascurare la scienza poiché si tratta di un percorso che, tuttavia, ci porta all’obiettivo, anche se lo fa in modo indiretto. Qualsiasi strada verso il Creatore è sacra. Alla fine del nostro sentiero, l’angelo della morte si trasformerà in un angelo santo. “l’angelo della morte” assorbirà tutti i nostri errori includendo l’evoluzione scientifica.

Il problema non sta nella scienza di per sé, ma nel fatto che ci affidiamo a noi stessi e contiamo nel nostro orgoglio, nella nostra convinzione che possiamo raggiungere una vita buona senza connetterci con il Creatore. Questo errore è comune per chi studia la saggezza della Kabbalah ma loro possono trasformarlo in una teoria. È il più grave errore che si chiama Klipà (guscio, la forza del male).

Il nostro compito è di seguire accuratamente tutte le istruzioni e studiare la Torà invece di fare giochi e trucchi con le nostre menti. C’è una linea molto sottile fra questi due processi. Studiare la saggezza (Hochma) della Torà significa rivelare la Luce di Hochma con l’aiuto della Luce di correzione cioè incarnata nella Torà. La saggezza della Torà è la Luce di Hochma vestita nella Luce di Hassadim.
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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 27.08.2014, Scritti di Baal Ha Sulam

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Da dove viene tutto questo mondo?

Dr. Michael LaitmanC’è una grande differenza tra la Prima Restrizione (Tzimtzum Aleph) e la Seconda Restrizione (Tzimtzum Bet). Durante il Tzimtzum Aleph, riceviamo parte della Luce nelle Sefirot di Keter, Hochma, Bina, Zeir Anpin, e Malchut all’interno di noi stessi, e questo è considerato come la Luce Interiore o NRNHY (Nefesh, Ruach, Neshama, Haya, Yechida), ma non riceviamo parte della Luce negli stessi Sefirot, Keter, Hochma, Bina, Zeir Anpin, e Malchut; quest’ultimo si chiama la Luce Circostante.

In linea con questi livelli, tutti gli adempimenti possono essere divisi in due parti: ricezione e non ricezione. Però so quello che si trova all’interno e quello che si trova all’esterno dato che ho tutte queste proprietà e le ho studiate. Ho stabilito una connessione con esse, sono entrato in adesione (Zivug de Haka’a). E anche la parte che non entra dentro di me, anche io so: dopo tutto, stava provando a fondersi con esso ed è stata rifiutata.

Mi son stati dati “due chili di carne”, e ho accettato solo mezzo chilo, rifiutando il resto perché non potevo ricevere di più per il bene della dazione. Però conosco quello che rimane in 1.5 chili e conosco il suo sapore. Ricordo come stavo costruendo uno schermo anti-egoistico per quest’adempimento e come lo ho spinto via resistendo a riceverlo. Questo è il modo in cui lavoriamo in Tzimtzum Aleph.

Da dove viene tutto questo mondo?

Allo stesso tempo, in Tzimtzum Bet, mentre noi riceviamo la Luce di Nefesh, Ruach, e Neshama, non riceviamo Chaya e Yechida e non ho alcuna idea su quello che sono! Non ho lavorato con la Luce di Chaya e Yechida e non so che cosa c’è in loro. Non esiste “in me” perché semplicemente le ho spinte via e non devo decidere quale parte posso o non posso ricevere.

All’interno di me, ci sono vasi per queste Luci, Chaya e Yechida, sembrano essere totalmente aliene a me. Perciò, sono chiamate “altri” in rapporto a me. Solo durante lo Tzimtzum Bet sento la sensazione del “mondo esterno”.

Significa che in un caso, ho uno schermo per ricevere una parte della Luce e non l’altra. E nel secondo caso, non ho per nulla uno schermo su questa Luce. Quando Malchut è in adesione con Bina e può funzionare come Bina, è un’altra Malchut, che non è solo il mio desiderio. Connettendomi con Bina, Malchut riceve proprietà speciali da esso, le proprietà di dazione che permettono a Malchut di scoprire e rilevare ciò che è dentro di me e ciò che è fuori di me.

Se, però, Malchut non è collegata con Bina e dunque rifiuta le proprietà di Chaya e Yechida, non si può assaggiare ciò che è dentro di loro; essa non ha alcun collegamento, alcuna equivalenza di forma, con ciò che è fuori.

Ecco perché vedo le stelle lontane, il mondo interno intorno a me, rocce, piante, animali, e anche altre persone, ma non sento chiunque di loro come parte di me, stesso per niente.
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Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 24.10.2010, Gli scritti di Baal HaSulam

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Un varco nel muro

Dr. Michael LaitmanPer entrare nel mondo spirituale, una persona ha bisogno di essere dotato di desiderio, e il desiderio spirituale è il desiderio di unità. La nostra unità è quel luogo stesso in cui si trova il mondo spirituale.

Ci sei tu ed io. Se una persona sente solo se stesso, sperimenta il mondo corporeo e vive nel suo ambiente. Però vogliamo coprire il divario e cominciamo a stabilire la connessione tra di noi. Mi sforzo per i tuoi desideri (1) a riceverli (2) e sentirli come i miei. Per questo motivo, mi volto verso la Luce come qualcosa di esterno anche se, pure, risiede tra di noi. La Luce mi da la forza per unirmi con te, e in quest’unificazione all’improvviso scopro qualcosa di nuovo.

Quando diventiamo vicini e lavoriamo insieme in Arvut (responsabilità reciproca, garanzia reciproca), una dimensione più profonda si rivela in me come se fosse nella nostra unità, apre un’apertura nel mondo superiore.

Un varco nel muro

Baal HaSulam descrive questo come segue: se sentiamo che fra noi ci sono delle mura che non ci permettono di collegarci l’uno nell’altro, se vogliamo rompere questo muro e chiediamo per questo, poi la Luce discende e fa un’apertura in esso. A differenza di una porta, si apre all’improvviso e solo in quel momento si vede ciò che era stato inizialmente “previsto” lì.

Di conseguenza, si entra nel desiderio di un altro che diventa come il tuo. Questa entrata è la stessa uscita sul gradino più alto: il Kli che hai attaccato a te stesso risulta essere il tuo mondo nuovamente guadagnato. In questo modo, si collega sempre di più a nuovi Kelim, o le anime, e così facendo, espandi il tuo mondo. Si continua a salire sui 125 gradini della scala spirituale, significa unirsi con tutti i desideri, nonostante il vostro egoismo e l’odio.

Pertanto, si scopre che si acquisisce la Luce nel desiderio di un altro quando si desidera eseguire dazione a lui. Si soddisfa il desiderio di un altro, e per te, si scopre di essere nella Luce Superiore.
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Dalla seconda parte della Lezione quotidiana della Kabbalah 22.10.2010

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Anticipare la Creazione

Dr. Michael LaitmanLa Saggezza della Kabbalah dice che il Creatore è buono e fa buone azioni. Al fine di realizzare se stesso, ha creato il desiderio di ricevere, che si chiama”Creatura”. Questo desiderio deve essere sviluppato secondo il disegno del Creatore, secondo il suo programma fino a che essa non realizza, non sente Lui come veramente buono e benefattore, come un grande.

Il desiderio del Creatore è questo. E i kabbalisti ci spiegano: non è perché ci aspetta riconoscere la sua grandezza, la sua onnipotenza e la nostra dipendenza da Lui. Stiamo parlando di istruzione superiore – e quindi è chiaro che sia così. No, il Creatore vuole in tal modo innalzarci al suo livello.

Quindi, dobbiamo passare attraverso una certa consapevolezza della forza superiore nella sua natura e rivelare, come possiamo salire alla sua altezza. Il Creatore gode quando iniziamo a conoscerLo, vale a dire quando iniziamo a raggiungere il suo livello. E secondo la legge dell’uguaglianza, ottenere la fusione con Lui – significa trovare esattamente le sue stesse proprietà.

Durante la nostra auto-correzione – è la via, quelle scale, quei gradini che ci conducono su attraverso cinque mondi. Questa ascensione la creatura può effettuarla solo se è sicura,e sa benissimo che deve farlo. Solo dopo questo ha la forza per realizzarla.

All’ora da dove arrivano quelle forze che permettono alla creatura di poter intraprendere azioni che portano dal ricevere fino al donare, che è contro la sua natura? La creatura ha bisogno di armarsi di comprensione, consapevolezza, e senso di ciò che si trova nel cattivo stato egoistico di ricevere e deve giungere al buono stato di dare, e ciò è il contrario del suo stato attuale.

Ci viene detto che ce la possiamo fare se otteniamo aiuto dal Creatore. La Luce Superiore si riversa su di noi, e poi inizieremo a ragionare in modo diverso: ottenere per noi sarà male, mentre dare sarà bene.
Lasciate che il Creatore lo faccia. Lui ha creato il desiderio di ricevere e ora può “illuminarci” per volgerci al dare.

Ma no, perché così perdiamo l’indipendenza e diventiamo come “angeli”, vale a dire forze, che eseguono solo determinate azioni. Invece, dobbiamo ammettere, e decidere da soli, che ricevere è male, e dare è bene.

Questa affermazione interna viene chiamata “riconoscimento del male”, e non serve altro. È necessario solo rendersi conto della cattiveria del desiderio di ricevere e del bene, insito nel desiderio di dare. Una volta che accade dentro di me, mi farà sicuramente smettere di usare la cattiveria del desiderio egoistico, che si manifesta in questo momento, e inizierò ad usare il desiderio di dare, che si manifesta come una manna.

Effettivamente non sembrerebbe un gioco da ragazzi: se il medico mi ha spiegato che cosa è bene e che cosa è male, che cosa è dannoso e che cosa è utile, a questo punto apprezzo ed eseguo il suo consiglio.

Tuttavia, devo riconoscere il male da solo. Qui non aiuteranno i consiglieri, i quali raccontano che cosa è bene e che cosa è male. Devo capire e chiarire da solo, che solo il desiderio di ricevere è male e che il dare è una manna.

Qui è tesa una corda cosi sottile, che non può essere espressa a parole. Ho bisogno interamente di rimanere neutrale, dominando sulla creazione. Dopo tutto, in realtà, è già stato determinato che il desiderio di ricevere è il male, e il desiderio di dare è il bene, perché il primo si riferisce alla creatura, e il secondo – al Creatore. Tuttavia, ho bisogno di anticipare, di precedere la creazione, stare d’avanti ad essa – e dare un’occhiata a questi due desideri. E poi, in base a questo punto completamente indipendente, definire i desideri di ricevere come il male.

Questa sarà una vera rivelazione del male. Si realizza non sul “tutto pronto”, non sulla base del piacere e del dolore che determinano la mia decisione, quando io ancora e ancora faccio il “gioco contrattuale”, scegliendo secondo i criteri del mio egoismo.

No, l’ “esperto”, il “giudice”, il “tester” dentro di me deve stare da parte, non dalla parte del Creatore, e non dalla parte della creazione – ma a un passo d’avanti.

Questa è – la condizione obbligatoria. È impossibile che il Creatore sia ai miei occhi buono a priori. Perché Lui è buono? Perché ha creato il mio desiderio, che sta godendo dei suoi doni? No, è solo un dato di fatto, la creazione in cui ci troviamo. E il Creatore vuole, che preveniamo la creazione, che siamo d’accordo con Lui, che lo ha fatto in questo modo.

Il vantaggio di questo è grande: non siamo più dipendenti da cosa e come ha creato. Saliamo al di sopra del bene e del male, indipendentemente dall’intenzione che è collegata ad essa, – ad un altro livello sdraiato sopra di loro, all’inizio del piano della creazione che esisteva anche prima che Lui creasse, prima decidesse di aprirsi alla creazione come il Donatore, e creasse la creatura come colei che riceve. Ci sembra di ritrovarci prima di quel tempo e anche prima della sua causa. Ed è solo in questo modo che troviamo noi stessi.

E per questo la rivelazione del male deve andare più all’interno – e in profondità. Non si tratta di quanto sia terribile il mio egoismo senza il fondo e quanto è bello il desiderio di dare. Ciò che è importante – è la qualità, l’essenza: perché uno lo definisco male, e l’altro una manna? Questa scelta dovrebbe essere attuata nel proprio sentimento. Essa misura soltanto i dettagli della mia percezione “statistica,” e su di esso io apro un principio superiore, situato d’avanti alla creazione, prima di essa.

Così, il riconoscimento del male abbraccia tutta la realtà e ci eleva al di sopra di essa.
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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah  dell’articolo “L’Essenza della Religione ed il suo Scopo“, 03.09.2014

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