Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Lezione quotidiana di Kabbalah – 25.11.2014

Scritti di Rabash, “Shlavei Hasulam”, del 1985, l’articolo 1 “Fai per te un Rav e comprati un amico – 1″
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Scritti di Baal HaSulam, articolo “La Garanzia Mutua
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 24.11.2014

Scritti di Rabash, articoli “Shlavei Hasulam” 1984, Articolo 19 “Tu stai oggi, tutti voi”
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Zohar per tutti, Introduzione, articolo “Il Quattordicesimo Comandamento” articolo 247
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Scritti di Baal HaSulam, TES, Volume 6, parte 16, punto 51
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Scritti di Baal HaSulam, articolo “La Garanzia Mutua”, punto 19
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L’amore e l’odio “600.000 anime”

600.000 anime sono parti di una sola anima creato dal Creatore. Questo singolo essere creato è stato suddiviso in parti che noi chiamiamo “600.000” anime. Tuttavia, questo numero non indica la quantità, ma piuttosto la qualità del collegamento tra di loro.

Quando il Creatore dà origine al desiderio di ricevere piacere, ogni cosa è un tutto unico, il Creatore, il vaso e la Luce sono come fossero uno. Ma in questo stato, nè il desiderio né la Luce hanno il senso della separazione e della connessione, non sentono se la creatura esista o meno. C’è completa assenza di ogni sensazione, perché ogni sensazione nella creatura può essere rilevata solo attraverso la contrapposizione tra la creatura stessa e ciò che sente.

Per questo, è necessario distinguere tra la Luce e il vaso e sentire le loro completa opposizione e connessione.

Tuttavia, quando il vaso e la luce si collegano, la loro differenza non si annulla perché l’amore emerge sull’odio.

Entrambi hanno le qualità per emergere. La distanza tra odio e amore, il buio e la luce (l’odio si rivela come il buio e l’amore come la luce), dà la sensazione alla creatura della sua esistenza e la comprensione di dove esso esiste e con chi è connesso. Questa è la ragione per cui il Mondo dell’Infinito non è sufficiente a delineare la creatura e renderlo indipendente.

Solo dopo che la creatura passa attraverso l’intero processo del suo sviluppo, il che significa che inizia dalla prima fase, scende al secondo e poi sale di nuovo al terzo, inizia a capire qualcosa di come era il primo stato. L’essere creato diventa indipendente e simile al Creatore. Ecco perché si chiama Adam.

In principio (fase 1), la creatura era solo una goccia di sperma. Poi, si rende conto che la rottura si è verificata e la corregge. In questo modo, la creatura raggiunge la perfezione. Non è considerata più una goccia di sperma, ma anzi, ha il potere di 600.000 anime, e rappresenta l’uno, il grande, l’anima autonoma.

“Seicento mila” sta per sei Sefirot di Zeir Anpin moltiplicato per dieci Sefirot in ciascuna di esse e poi da diecimila, il potere della salita di Zeir Anpin a Arich Anpin che governa tutte le correzioni. 60 x 10.000 = 600.000. Quindi, l’anima comune (il generale, finale, lo stato corretto) è chiamata 600.000 anime.

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(Dalla quarta parte della lezione quootidiana di Kabbalah 9/26/10, “600.000 anime”)

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La saggezza di rivelare il Mondo

Come ha detto il grande Kabbalista Ari 300 anni fa prima di Darwin, l’Uomo si è originato dalla scimmia e si è sviluppato gradualmente. L’Ari ha detto che il corpo fisico di una persona è derivato dalla scimmia, mentre l’interiorità, il contenuto spirituale è determinato dalla combinazione delle forze superiori. La Kabbalah tratta con la persona stessa e non con il corpo materiale.

Ogni persona si sviluppa grazie ad una connessione con il suo ambiente, attraverso cui assorbe attributi e opinioni degli altri. Una persona non si può sviluppare se vive sola nel bosco. Ci sviluppiamo grazie alla nostra incorporazione reciproca.

E’ detto, “Vai e guadagnati da vivere con l’altro” questo, in spiritualità significa che tutti includono tutti gli altri e così ci si sviluppa. Al punto che una persona assorbe i desideri degli altri,egli sviluppa la conoscenza e le regole di comportamento. Nessuno si può sviluppare da solo. Una persona non si sviluppa perché diventa più sveglia, ma assorbendo dagli altri.

Nella misura in cui ci arricchiamo attraverso la nostra reciproca incorporazione, raggiungiamo scoperte scientifiche nuove e scopriamo una nuova società. Non c’è nessun altro fattore per il quale possiamo scoprire la nuova realtà, sia in senso corporeo che in senso spirituale, se non per la quantità della nostra incorporazione e connessione fra le persone. Così, espandiamo i nostri vasi di percezione e siamo tutti arricchiti grazie agli altri, e cominciamo a vedere un’immagine sempre più complessa. Questo include la rivelazione di nuove forze e leggi, lo sviluppo della scienza e tutto ciò si rivela a una persona secondo la complessità della sua incorporazione in tutti gli altri.

Viviamo in una realtà perfetta, e tutto quello che c’è da sapere su di essa già esiste. Comunque, allo scopo di scoprire questo, ci dobbiamo incorporare e connettere in modo più forte con tutte le parti che sono dentro ognuno di noi. Quando inizieremo a raccogliere queste parti dopo la frantumazione, questa connessione ci permetterà di scoprire la saggezza della realtà, la vera forma che si chiama lo sviluppo della scienza.

Scopriamo di più e ancora di più perché ognuno di noi è incorporato in tutti gli altri. Questa complessità, questa connessione, ci permette di capire l’immagine della realtà nonostante la separazione, paragonando il più e il meno, confrontando le condizioni e gli attributi opposti.

Allora, anche su ogni livello del mondo corporeo, il nostro successo dipende soltanto dalla connessione tra tutte le parti strane. Questo determina il nostro sviluppo mentale ed emotivo, sia il corporeo che lo spirituale, come risultato della frammentazione e la sua correzione.

Solo attraverso la connessione e la complementarietà reciproca giusta scopriremo l’essenza generale della realtà cioè quello che si chiama il Creatore, la forza che è al di là di tutta la realtà. Com é scritto, “Dalle Vostre azioni Vi conosceremo” significa che raggiungeremo l’idea originale che tutto è stato creato da Lui come il risultato della scoperta della realtà, delle sue forze e dei suoi differenti fenomeni.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah  22.09.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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Un doppio processore, il gruppo ed io

Domanda: Durante il workshop, come si fa a ricordare la necessità del lavoro interiore? Mi sento come se fossi un computer con due processori e uno di loro si dimentica dell’obiettivo, il lavoro, tutto il tempo. L’altro mi ricorda questo tutto il tempo e mi ricorda l’intero processo che ho attraversato.

Risposta: Non possiamo ricordare l’obiettivo costantemente, il lavoro, e scollegarci da esso tutto il tempo. Questo distacco è necessario per esistere, ma non dobbiamo essere in accordo con esso. E poi sarà utile per la nostra correzione, com’è detto: “Ogni cosa si trova al di fuori.” In altre parole, non si accetta di essere separati.

Siamo separati in modo da poterci connettere di nuovo sul livello successivo. Inoltre, non riesco a tenermi su tale livello alto, tranne solo che per mezzo dell’ambiente.

Qualsiasi circuito elettrico funziona in base a questo principio; ogni elemento trasmette la sua energia all’esterno e prende nuova energia in sé, trasmette poi nuovamente verso l’esterno, e la riceve di nuovo dentro. E’ come una bobina e un cavo che continuamente si scambiano l’energia nei circuiti fra loro; ecco come funzionano reciprocamente.

Non riesco a mantenermi in un buono stato; ho bisogno di un lavoro comune con il gruppo. Ecco come ci alterniamo nel nostro lavoro. Inoltre, ognuno dei miei amici passa attraverso i propri stati. E poi all’interno di questo sistema, il Creatore dispone il tasso con il quale gli stati si alternano in ognuno di noi e tutti insieme.

Dobbiamo sentire che noi non esistiamo in isolamento; anzi, noi apparteniamo ad un unico sistema con due processori, che lavorano alternativamente, qualche volta questo e qualche volta quello. Abbiamo bisogno di mettere in comune la nostra energia in modo da poter caricare se stessi ed essere nutriti con l’energia del lavoro reciproco. Nel gruppo, tutti gli stati che avete attraversato spariscono, tutti i livelli precedenti, tutta la vostra storia. Tutto succede solo dentro il gruppo, all’interno del Kli collettivo, finché in esso raggiungiamo la forma dell’infinito. Solo allora, in un’azione chiamata la fine della correzione, scopriremo tutto quello che abbiamo attraversato.

Tutto questo si trova all’interno del gruppo. Il primo stato spirituale comincia in relazione al gruppo, nella mia abilità a connettermi con esso. E’ così la mia prima e più piccola scoperta dell’inclinazione al male ha occupato un posto, e così via, fino all’ultima inclinazione al male, il grande ego sulla cima della scala di livelli. Pertanto, tutti i risultati del lavoro sono inghiottiti dal gruppo. Il gruppo è Malchut dell’infinito.

Il progresso spirituale viene misurato unicamente e solo in contrasto all’inclinazione maligna che cresce costantemente: cresce con qualsiasi tasso e con qualsiasi potere, da questo il rifiuto di connessione cresce in noi. Il rifiuto e l’oscurità diventano sempre più grandi, più forti, ma noi interpretiamo, capiamo, sentiamo, e riceviamo uno stimolo a lavorare con loro allo scopo di connetterci con il gruppo a fronte di questo buio. Siamo interessati a questo rifiuto; altrimenti, non accetteremmo i nostri “segnali di lavoro.” Il nostro avanzamento viene misurato con questo.

Nel frattempo, noi giudichiamo solo secondo i nostri sentimenti senza una misurazione oggettiva, ma dopo di questo, misureremo i nostri propri stati.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.02.2014)

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Accettando lo standard del superiore

Il lavoro della mente è la chiarificazione della verità e delle bugie, e per questo abbiamo bisogno di lavorare sotto l’aspetto della “fede”, con la “fede dei saggi”. Dopo tutto, una persona non può chiarire il concetto della verità o falsità per se stesso. Dobbiamo convincerci ad accettare lo standard più alto, che la dazione è verità. Non saremo mai pronti a conoscere noi stessi.

Ci siamo trovati ad un livello più basso e siamo collegati con la nostra parte più alta (Galgalta ve Eynaim) al livello più alto tramite la sua parte più bassa (AHP). In seguito possiamo attirare la Luce verso di noi soltanto tramite l’AHP del più alto. E’ impossibile conoscere che cos’é il livello più alto, finché non siamo ascesi ad esso.

All’inizio ci siamo trovati interamente su un livello ancora più basso, completamente al di sotto del superiore; questo è il mio primo stato. Dopo di che saliamo ad un secondo stato e siamo già rivestiti dell’AHP del superiore. Ma non possiamo sapere veramente di cosa si tratta e che cosa è la dolcezza del superiore. Abbiamo sempre bisogno di cercare come trovare e acquisire nuove osservazioni e sensazioni allo scopo di salire al livello successivo.

Ne consegue che non ho altra scelta ma solo di accettare questo con la “fede dei saggi”, con la fede del superiore, che si trova sopra di me. Secondo me lui è considerato un saggio, perché ha la saggezza che io non ho. Devo alimentarmi con Hassadim e poi sarò in grado di accettare le condizioni del superiore, il Suo consiglio.

Dalla 1a. parte della Lezione di Kabbalah quotidiana 30.07.2013, Shamati 148 “Il chiarimento di amaro, dolce, vero e falso”

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La preghiera come manifestazione di desideri umani

Dr. Michael LaitmanA noi sembra che la preghiera sia un appello canonizzato ad un oggetto “simile a un essere umano”. Tuttavia, in questo mondo, capiamo la nozione di preghiera. Infatti, in qualsiasi momento, qualsiasi cosa che facciamo, preghiamo di continuo, significa che esprimiamo i nostri desideri. L’espressione dei nostri desideri si chiama una preghiera.

La Kabbalah è un sistema di rapporti con la forza superiore che ha avuto inizio al tempo di Adamo. È la più antica saggezza nel mondo che ha avuto inizio 5 775 anni fa; un essere umano con il nome di Adamo ha iniziato i rapporti con il livello superiore della natura che oggi si chiama il Creatore perché rappresenta il sistema che ci ha creato. Questo spiega perché la definizione di base corretta deve essere presa in prestito dalla saggezza della Kabbalah.

Adamo ha chiamato una preghiera la manifestazione dei desideri umani perché i nostri desideri in continua evoluzione modificano il sistema nel quale viviamo. Il sistema reagisce alle nostre preghiere poiché agiamo all’interno dei suoi confini. Allora, preghiamo in continuazione, quindi il sistema cambia continuamente, in questo modo ci impattiamo.

Ecco perché dobbiamo indirizzare correttamente i nostri desideri, concentrarci sul sistema all’interno del quale esistiamo, formando così le intenzioni comuni e promuovendo il nostro progresso interno in modo da essere in grado di influenzare il sistema intenzionalmente invece di un impatto caotico, avendo desideri diversi. Per questo, ci uniamo in gruppi e ci incoraggiamo l’un l’altro, avvicinandoci in tal modo ad alcune intenzioni e desideri, creando la definizione di una visione del nostro futuro. I nostri sforzi focalizzati influenzano il sistema notevolmente; quindi, si inizia a reagire alla nostra influenza molto assennatamente.

Quando interagiamo l’uno con l’altro, cominciamo a sentire un gran bisogno per la proprietà di dazione e amore, la qualità di integrità e mutualità. Quando influenziamo il sistema in modo efficace e con forza, esso comincia a influenzarci. Questa “retroazione” può modificarci drasticamente anche se non abbiamo un desiderio profondo di cambiare dentro di noi.

Perché siamo egoisti, abbiamo solo un tipo di desiderio. Ecco perché non siamo in grado di chiedere dal sistema che cambia i nostri desideri e le intenzioni. Non importa cosa, offriamo sempre i nostri incentivi egoistici. Tuttavia, il sistema è costruito in modo che anche se la nostra richiesta non è sincera, reagisce sempre alle nostre richieste correttamente. Questo perché la frantumazione, l’inversione dall’altruismo a egoismo, ha progredito dall’alto verso il basso. Questo perché quando alziamo le nostre richieste dal basso in altro, il sistema le corregge.

Quando siamo insieme con il gruppo, ci uniamo; così, ognuno di noi riceve un desiderio a muoversi correttamente all’interno del sistema. Quando abbiamo un impatto sul sistema con la nostra disponibilità a cambiarci ad alzarci sopra la nostra natura egoistica, esso ci risponde.

La cosa più importante è quella di ricordare che siamo costantemente sotto l’influenza del sistema. Anche se non siamo ancora un elemento corretto del sistema ma riusciamo a stare insieme in un gruppo e continuiamo i nostri sforzi di auto-correggerci, poi influenziamo il sistema intero in un modo buono. In cambio, il sistema ci modifica con la sua influenza reciproca. Così facendo, il sistema ci corregge, si ravviva, e si rettifica.

Questo spiega perché tutto dipende dalle nostre preghiere, significa sulle nostre buone aspirazioni, anche se sono ancora molto piccole, deboli, e primitive. Le nostre aspirazioni sono calcolate nel sistema. E’ un processo costante, cumulativo nel quale tutti i tipi di correzioni reciproche prendono luogo.

E’ essenziale di non raffreddarsi quando lavoriamo in gruppo. Dobbiamo sostenerci, reciprocamente aumentare i nostri desideri individuali, e prendere a vantaggio le nostre proprietà egoistiche come la gelosia, l’invidia, e la competizione. Dobbiamo usare questi aspetti per raggiungere risultati desiderabili da altri, specificamente dalla nostra decina, in questo modo moltiplicare il nostro desiderio per migliorarlo decine di volte.

Ogni amico, diventando dieci volte di più, racconterà agli altri dei loro nuovi desideri aumentati. Poi, ognuno dei nostri amici prende in prestito cento volte di più dagli altri, e così via. Significa che quando siamo in un cerchio, non ci sono limitazioni rafforzando il nostro desiderio di cambiare.

Inoltre, quando uno cade, gli altri salgono. Questo contrappeso ci tiene su un movimento costante di correzione. In questo caso, noi veramente possiamo alzare i nostri grandi desideri per il sistema, esortarlo a cambiarci e chiedere di influenzarci per reazione reciproca, la così detta Ohr Makif, la Luce che ritorna, che ci corregge gradualmente.

Un’ auto-sintonia, un sistema spirituale di auto-correzione, come ogni altro tipo di motore di ricerca, costantemente cerca come reagire meglio a noi, assorbirci, adattarci ad esso in modo che ci correggiamo completamente e trasformiamo i suoi elementi utili. Questo è il modo in cui è costruito.

Lo Studio delle dieci Sefirot ci insegna che il sistema dei mondi superiori consiste di 125 livelli: cinque mondi ognuno dei quali include cinque blocchi discreti multifunzionali (Partzufim), e ogni blocco a sua volta è costituito da cinque sotto livelli (Sefirot). È un sistema molto flessibile che si adatta rapidamente alle nostre esigenze. Quando proviamo a coordinarci con esso attraverso i nostri desideri e a diventare simili ad esso, ad alzarci al suo livello più alto ed entrare in uno stato dell’omeostasi assoluta, connessi con esso, poi il sistema reagisce immediatamente ai nostri desideri e ci corregge in un certo modo, in modo che diventiamo i suoi componenti interni attivi, e utili.

Poi cominciamo a controllare il sistema poiché in precedenza eravamo i suoi elementi corrotti, che, a questo punto si avvicinano a uno stato di correzione. Si tratta di una proprietà straordinaria, miracolosa. Se una particella non corretta prova a correggere se stessa, influisce sul sistema intero in modo più forte che attraverso i suoi elementi già corretti.

Poiché siamo posizionati fra gli strati corrotti e corretti del sistema, avremo una possibilità di sentire, capire, analizzare, e sintetizzare le proprietà e le possibilità che sono un grado pieno più alto del sistema meccanicistico stesso. Il nostro “Io” egoistico che ci sforziamo di alterare ci aiuta a diventare un’entità totalmente diversa e a salire ad un livello nuovo nella struttura della forza superiore che ha creato il sistema intero. Salgo sopra il sistema e divento simile alla proprietà di dazione e amore, alla qualità autentica di tutto ciò che esiste, al Creatore.
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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’ 8.10.2014, Shamati #5

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Siamo ad un punto critico del nostro sviluppo