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Quanto é efficace il Workshop?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Quanto é efficace il workshop se gli amici durante I workshop stanno solo ripetendo da anni le sue parole durante, usando infatti le loro teste (egoismi) senza includere i sentimenti? Dobbiamo aggiungere degli esercizi sulle emozioni?

Risposta: L’uomo, come un bambino, ripete in automatico cosa dicono i libri oppure cosa ha udito, e solo una volta ogni tanto ha una grande comprensione di ciò che letto o di ciò che parla.

É un normale processo sia nel nostro mondo sia nel mondo superiore. In entrambi i casi, ci sviluppiamo sotto l’influenza della Luce Circostante, ma nel caso dello sviluppo spirituale, invochiamo e chiamiamo la Luce circostante attarverso sforzi speciali: il gruppo, il desiderio ardente per la connessione e l’unione, i testi kabbalistici, ecc.
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Leggere un testo Kabbalistico

Dr. Michael LaitmanDomanda: Può lo stesso testo o lo stesso libro essere capito diversamente quando lo si legge di nuovo? Se sì, per quale motivo?

Risposta: Dipende solo dalla persona, in quanto due persone che leggono lo stesso testo sono in stati totalmente differenti.

Il libro fu scritto da un Kabbalista che sentì il mondo spirituale ed espresse le sue impressioni dal suo elevato livello, in parole, frasi e personaggi. Quindi, mentre leggiamo un testo babbalistico, dobbiamo assomigliare più che possiamo a quel kabbalista, per riuscire a sentire, almeno in qualche misura, lo stato in cui si trovava.

Al tempo stesso, facciamo tutto quello che possiamo per osservare quello che è detto negli scritti con l’aiuto del nostro insegnante, in base al consiglio dato agli student di Kabbalah, letto dalle sorgenti kabbalistiche e, quindi, discusso in questi argomenti.

Dobbiamo focalizzarci sulle sorgenti kabbalistiche e desiderare di assomigliare ai vasi spirituali più che possiamo nelle nostre relazioni nella completa connessione tra noi, quando siamo insieme, dieci persone che studiano da una sorgente. Dobbiamo cercare di raggiungere la radice spirituale, ovvero, la statura della persona che lo scrisse.

Dobbiamo connetterci ed assomigliare allo stato spirituale, aspettandoci di essere influenzati dalla stessa Luce che il Kabbalista scoprì e descrisse nei suoi scritti.

Dalla Lezione di Kabbalah in russo, 07/02/16

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Il Desiderio Numero Trentacinque

Dr. Michael LaitmanDomanda: Cos’è la correzione dei 613 desideri e fa riferimento alle 613 Mitzvot (comandamenti) nella Torah? Può spiegare a cosa si riferisce il desiderio corretto numero 35, quello riguardo alla preparazione dell’olio per ungere il gran sacerdote ed il re?

Risposta: Il gran sacerdote ed il re non sono esseri umani ma uno speciale livello spirituale. Quando sali a questo livello, la struttura di un re o di un gran sacerdote sarà formata in te e tu sarai capace di compiere l’azione chiamata attirare la Luce di Chochma.

La Luce di Chochma è l’olio e la Luce di Hassadim è l’acqua. Usando l’olio (la Luce di Chochma), puoi fare una speciale “soluzione”, ovvero uno speciale sistema per la correzione, elevazione, e prossimità con lo scopo di salire al livello del re o del gran sacerdote. Questi sono tutti nostri attributi interni che dobbiamo organizzare e correggere.

Quindi, la Mitzva è la correzione dei nostri desideri interiori, ma su livelli differenti. L’uomo è un piccolo mondo e tutto esiste dentro di lui. Questo significa che esisto solo io e voi siete tutti dentro di me, nella mia consapevolezza, nelle mie sensazioni. Mi sembra che voi siate al mio esterno, ma di fatto siete dentro di me.

Domanda: Cosa significa trovare il sacerdote dentro di me?

Risposta: Il sacerdote è il desiderio al livello di Keter, il più alto desiderio nell’uomo che lavora in assoluta dazione senza impurità egoistiche. Ma l’uomo deve prepararsi a questo. Una delle azioni di preparazione è la Mitzva numero 35. Quando l’uomo sale i livelli spirituali, indipendentemente dal fatto di essere nato Ebreo o no, un Cohen o un Levi, egli deve attraversare questi livelli ed attributi.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo del 24/01/16

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Tutte le nostre decisioni provengono dall’ultima meta

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come possiamo prendere decisioni corrette nel momento giusto?

Risposta: Nella vita dobbiamo prendere ogni decisione come se lanciassimo un gancio all’obbiettivo finale, con la voglia di prenderlo e avvicinarci a lui.

In questo modo dobbiamo far fronte a tutte le piccole decisioni che dobbiamo prendere lungo il percorso, come mangiare, dormire, studiare, lavorare, educare ai nostri figli, la relazione con il nostro coniuge, e così via.

Questo significa che ogni decisione che prendiamo nella vita, dalla più piccola alla più grande, deve essere per prima cosa legata al nostro obbiettivo finale e dopo procedere di conseguenza.

È come nello sport per esempio, se vuoi vincere una medaglia olimpica, tutte le tue azione devono essere dirette a questo obbiettivo.

Nella saggezza della Kabbalah, l’obbiettivo finale è la rivelazione del Creatore, quindi tutte le nostre decisioni devono essere prese di conseguenza.

Dalla lezione di Kabbalah in russo del 17/01/16

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L’intenzione del Creatore

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come ci si deve orientare verso la corretta percezione di ciò che ci succede?

Risposta: Di questo si parla nel più importante articolo sul lavoro spirituale dell’uomo “Non esiste nulla tranne Lui”. Cominciando dal mattino, devi costantemente orientarti a sentire di trovarti in un mondo nel quale il Creatore è il solo ed unico potere e volere che costruisce e gestisce il mondo.

Ed insieme ad ogni cosa che assorbi e a dispetto di qualsiasi cosa che potrebbe capitarti, devi solamente rafforzare la tua inclinazione e desiderare, stando nella consapevolezza che tutto quello che sta succedendo alle persone e ciò che è intorno a loro, compreso quello che succede a te, è tutta intenzione del Creatore. Egli è il primo e dopo di Lui vengono tutte le caratteristiche del nostro mondo che agiscono su di te e ti influenzano.

Ti devi esaminare costantemente, non cominciare a perdere e a deviare la tua intenzione interiore, poiché tutto quello che succede dentro ed intorno a te deriva dalla sola forza superiore. E malgrado i cambiamenti interiori ed esteriori, la ragione per tutto ciò che succederà è che io non cambierò il mio atteggiamento verso il Creatore quale unica ragione di ogni cosa.

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Il prezzo del sesto senso

Dr. Michael LaitmanDomanda: Quanto costa acquisire il sesto senso? Non mi riferisco ai soldi naturalmente.

Risposta: Dipende dalla qualità della volontà che l’uomo ha, dalla società nella quale si trova, e dalle circostanze nelle quali si trova a studiare e a realizzare la Kabbalah. Quindi è impossibile dire come misurare l’intensità che quest’uomo deve mettere per accedere al Mondo Superiore o anche per correggere se stesso.

Quando l’uomo studia la Saggezza della Kabbalah, gli vengono rivelate queste unità di misura, cioè le unità dello sforzo e quindi comincia a rendersi conto di quante ne servono per raggiungere ogni livello. Il numero di queste unità differisce da una persona all’altra.

È la stessa cosa nel nostro mondo: anche se abbiamo studiato nella stessa scuola, nella stessa università o abbiamo lavorato assieme, ognuno di noi deve mettere in atto una diversa quantità e qualità di sforzo per raggiungere lo stesso risultato degli altri.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa 17/01/16

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Un parto doloroso

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché la nascita di una persona è sempre accompagnata dal grande dolore del parto?

Risposta: è scritto nella Torah “… partorirai i figli nel dolore”. La nascita spirituale non può avvenire senza dolore, così anche nel nostro mondo partorire è doloroso; questi sono la radice e il ramo.

Anche le particelle elementari quando si connettono nella creazione di una nuova connessione provano dolore. Ciascuna particella deve diminuire la sua influenza e obbedire alla particella opposta, e così si crea una specie di agglomerato, una connessione di qualità opposte.

Quando una nuova vita viene creata, cioè quando la trasformazione diventa “Io sono per te e tu sei per me” alternativamente si scopre come tutto sia basato su concessioni dolorose.

Quando avviene la nascita del prossimo livello spirituale è sempre una cosa dolorosa, dato che si deve ascendere al di sopra di se stessi, al di sopra del nostro ego.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 03/01/16

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Tutto dipende dal riconoscimento della meta

Dr. Michael LaitmanDomanda: Se tutto ha origine dal Creatore, come possono i Kabbalisti trovare la forza di giustificarLo come buono e benefattore?

Risposta: Fintanto che rimarremo dentro al nostro egoismo non potremo giustificare il Creatore come buono e benefattore. Se l’uomo guadagna qualcosa in maniera egoistica e ne riceve un certo grado di riempimento, si sente bene, ma se analizza le cose nella giusta maniera e vede che questo è dannoso, non è comunque in grado di benedire il Creatore e di ringraziarLo. Non può ringraziare il Creatore nemmeno quando riceve dei colpi invece del piacere.

Ma se l’uomo percepisce questi colpi come ordini, come una richiesta per avvicinarsi al Creatore, li apprezza in una maniera completamente diversa e riceve uno stato nel quale ringrazia il Creatore per questi, che vuol dire che sembra che baci il bastone col quale il Creatore la colpisce. Tutto dipende dalla consapevolezza della meta.

In altre parole, finché l’uomo si identifica con il proprio egoismo, sente i colpi su se stesso, ma nel momento in cui smette di sentire il proprio ego, smette di percepire i colpi che riceve, poiché comincia a considerare il suo ego come un animale che gli sta di fianco.

Io sono l’essere umano e questo animale è accanto a me, lui sente i colpi mentre io no. Noi dobbiamo raggiungere questo stato nel quale siamo staccati da questo animale, dall’ego, e quindi l’essere umano in noi sarà felice mentre l’animale soffrirà, dal momento che questo è ciò per cui stato creato in base a quanto detto da Baal HaSulam. L’uomo è anche più felice quando il suo animale soffre, dal momento che è, in realtà, dalla sofferenza dell’ego che ascende al di sopra di esso.
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Dalla Lezione di Kabbalah in lingua russa del 03/01/2016

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Come l’umanità può sviluppare una nuova caratteristica

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come può una persona comune diventare come il Creatore?

Risposta: In base alle proprie caratteristiche. Tutte le caratteristiche di una persona sono diametralmente opposte alla forza superiore. La persona deve cominciare a trasformarle.

Tutto quello che c’è in me deve essere gradualmente trasformato nel suo opposto, proprio come in uno specchio. Non è difficile.

Si scopre che non c’è nemmeno bisogno di scavare in se stessi o imparare qualcosa! Dopotutto, non conosco il Creatore e non conosco le Sue proprietà, pertanto, devo giungere a un gruppo di persone che condividono opinioni uguali alle Sue, preferibilmente un gruppo di dieci persone e cominciare ad avvicinarmi a loro secondo il metodo che si studia nella Saggezza della Kabbalah.

Questo avvicinamento avviene nonostante il nostro rifiuto, la nostra sfiducia e ostilità, e ci cambia facendoci diventare come il Creatore.

Non dobbiamo cambiarle. Questa convergenza di opinioni ci trasformerà automaticamente. Abbiamo solo bisogno di trovare una lingua comune. Non puoi immaginare come sia facile. La nostra convergenza ci cambia gradualmente e ci fa raggiungere la somiglianza completa al Creatore.

Domanda: Come possiamo conseguire le caratteristiche del Creatore?

Risposta: Coloro che studiano la Saggezza della Kabbalah le sviluppano attraverso la connessione tra loro.

Commento: Il lavoro nel gruppo è ben conosciuto alle persone, per esempio negli Alcolisti Anonimi, nei Tossicodipendenti Anonimi, ecc.

Risposta: In molti casi il lavoro nel gruppo è un fattore positivo e uno strumento per uscire da situazioni difficili. Ma nei gruppi che studiano Kabbalah l’intenzione è quella di sviluppare la sola caratteristica di diventare simili alla forza superiore, secondo il metodo di studio dei Kabbalisti.

Domanda: E’ necessario che la persona abbia il desiderio di assomigliare al Creatore sin dall’inizio?

Risposta: Sì, deve avere il desiderio di rivelare la forza superiore, l’eternità, l’interezza, il prossimo stato adesso, specialmente mentre vive in questo mondo.

Domanda: E cosa succede se questo desiderio non esiste nella persona?

Risposta: Questo desiderio esiste in ciascuno di noi, ma è offuscato, chiuso in uno strato di egoismo. La persona lo rifiuta, non ci vuole pensare. Perché dovrebbe pensare a qualcosa che può accadere in un futuro ipotetico di cui non si sa né il quando, né il dove, né il come, mentre ha dei precisi bisogni qui e ora? Così cerca di confondersi fino alla fine della sua vita e improvvisamente la vita è finita e muore.

La meravigliosa opportunità di fare qualcosa per se stesso è svanita. Appena prima di morire, la persona sperimenta l’amarezza di aver vissuto la propria vita in questo modo.

Per contrasto, nel lavoro con il gruppo di dieci persone secondo il metodo della Kabbalah, l’uomo comincia a ripulire lo strato egoistico, proprio come in uno scavo archeologico. La connessione tra noi chiamata formalmente gruppo o mondo e che era il nostro egoismo comune si trasforma in una connessione altruistica e in amore reciproco. Questa nuova caratteristica si chiama Creatore. La partecipazione allo studio in tale gruppo è come volare in alto verso il livello successivo di sviluppo.

Le persone che studiano non sentono più se stesse come un corpo esistente; cominciano a sperimentare, vedere e scoprire il livello successivo di esistenza. Tutta l’umanità dovrà giungere a questo sviluppo, poiché noi esistiamo sulla faccia di questa terra e per tutte le generazioni proprio per questo scopo.
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Dal programma di Kab TV “La Saggezza della Kabbalah e la Scienza” 25/01/16

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Cosa significa “Ama il tuo prossimo”?

Dr. Michael Laitman“Ama il tuo prossimo” vuol dire connettersi all’amico in un unico sistema integrale. Tutti noi, insieme, siamo un solo sistema; siamo connessi tra noi e stiamo già cominciando a scoprire la nostra totale dipendenza l’uno dall’altro.

Un sistema di connessione reciproca avvolge tutta l’umanità nell’intelligenza e nel pensiero, nel cuore e nel desiderio. All’interno di questo sistema siamo tutti collegati, i nostri pensieri e le emozioni passano dall’uno all’altro.

Tuttavia, dobbiamo imparare a gestire questo sistema chiamato Adam (Uomo); dobbiamo risanarlo partendo da frammenti separati e frantumati distanti tra loro. Se ci connettiamo tra noi e mettiamo insieme questi piccoli frammenti, allora vedremo noi stessi in uno stato assolutamente corretto. Che lo vogliamo o no, dobbiamo raggiungere questo stato.

Domanda: Ne consegue che “Ama il tuo prossimo” significa dare al tuo amico la forza di avanzare più rapidamente verso la percezione di questo sistema?

Risposta: Certamente, dobbiamo cogliere l’occasione per aiutare anche gli altri a partecipare a questo. Spetta a noi aiutarci a vicenda ad entrare nel sistema generale più rapidamente possibile e cominciare a connetterci insieme. Poi, non solo inizieremo a sentire dove si trova il contatto e la connessione con ciascuno degli altri, ma sentiremo anche la vita eterna superiore che fluisce attraverso questo sistema integrale. Dobbiamo impararlo, ma in modo semplice, soprattutto per capire le basi. La cosa più importante è che dobbiamo realizzarlo nella connessione tra noi.
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Dalla lezione di Kabbalah in russo 27/12/15

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