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Come sviluppare il punto nel cuore

Domanda: Il kabbalista esplora il mondo non con i soliti cinque sensi ma con un nuovo strumento, chiamato schermo (Masach)?

Risposta: Sì. Si tratta di una qualità opposta all’egoismo che sviluppiamo in noi stessi studiando la Kabbalah.
In ogni persona esiste un embrione della qualità della dazione e dell’amore per gli altri, ma è solo un embrione, quello che viene chiamato un piccolo punto nel cuore che esiste nel suo cuore egoistico.
La saggezza della Kabbalah spiega come sviluppare questo punto, come un seme piantato nel terreno che inizia a crescere.

Noi esploriamo le scienze materiali in maniera soggettiva. La saggezza della Kabbalah, tuttavia, ci dice come possiamo piantare il nostro seme altruistico nell’egoismo e, attraverso la corretta connessione tra di noi, crescerà e ci darà una nuova forza altruistica.

Pertanto, con l’aiuto della Kabbalah o dello schermo (un organo sensoriale aggiuntivo), possiamo esplorare la vera realtà che non verrà disturbata dal nostro egoismo.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 13/12/2018

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Come puoi dire cosa è bene e cosa è male?

Il bene e il male sono un argomento del quale si potrebbe parlare in eterno, ma nell’articolo “La Pace nel Mondo“, Baal HaSulam scrive che il bene e il male vengono valutati in base alle azioni dell’individuo nei confronti della società.

Tutto prende immediatamente una piega completamente diversa…e quindi le nostre azioni vengono valutate in un modo completamente diverso. Sebbene le azioni di qualsiasi persona possano essere così personali e individuali che sembra impossibile attribuirle alla società; tuttavia, esse vengono valutate solo in relazione alla società.

Domanda: Posso dire: “Ho fatto una buona azione”?

Risposta: No. Non importa quanto bene o quanto male trattiate una pianta, un animale, una persona o persino voi stessi; voi influenzate l’ambiente e la società con i vostri pensieri e le vostre azioni. Pertanto, tutto viene valutato in relazione alla società: come essa cambierà e cosa le succederà.

Ecco come puoi valutare se le tue azioni sono buone o cattive e in che misura.

Ma come posso sapere se le azioni che compio quotidianamente in maniera del tutto naturale sono buone o cattive in relazione alla società? Accarezzo la testa di un bambino, quindi questa è una buona azione. In che modo influisce sulla società? Come posso valutarlo?

Tutte le mie azioni, qualunque esse siano, portano alcune conseguenze sull’ambiente. Come posso percepirlo?

Osservazione: Di solito diciamo che una persona ha compiuto una buona azione o che ha fatto del male a qualcuno.

Il mio commento: Ma come lo sai? Diciamo che hai battuto qualcuno a tennis. L’hai corretto attraverso quella sconfitta?

Il fatto è che finché non percepiremo l’intero sistema della natura in cui esistiamo, come lo influenziamo e quali reazioni ne riceviamo, non saremo in grado di comportarci correttamente e valutare correttamente il nostro comportamento.

Non abbiamo un indicatore, un metro di valutazione o un dispositivo di misurazione, qualcosa che posso guardare e dire: “Questo era positivo e ora è negativo” e fino a che punto.

Se lo sentissi, allora potrei chiedere a me stesso di fare qualcosa e ne vedrei gli effetti sugli altri, essi sarebbero il mio dispositivo, come la freccia su un quadrante che si sposta verso il bene, il più o verso il male, il meno. Quindi potrei fare questo con tutti ed essere orgoglioso di avere fatto sempre del bene nei confronti di tutti.

Osservazione: Ma ci sono leggi generalmente accettate della società umana che dobbiamo rispettare.

Il mio commento: Naturalmente, in natura ci sono delle leggi, ma nella società umana vengono totalmente distorte. Questo è il problema. Non sappiamo come ci comportiamo. Il nostro comportamento è buono o cattivo e quali conseguenze hanno le nostre azioni? Certo, questo è terribile.

Domanda: In che modo un kabbalista valuta le proprie azioni per determinare se sono corrette o meno?

Risposta: Se non controllo me stesso e agisco istintivamente, le mie azioni sono completamente sbagliate, malvagie e danneggiano la società e il mondo.

Se voglio agire correttamente, devo entrare in contatto con la società che mi circonda, unirmi ad essa, percepire quanto le sono vicino, esistere in essa, sentirla, controllare le mie azioni e sentirne le conseguenze nella società che mi circonda, nell’intenzione di dazione e amore, indipendentemente da me stesso. Questo si verifica quando posso dire che sto agendo correttamente.

Tuttavia, questo richiede molta pratica, una metodologia per uscire da me stesso, entrare negli altri ed iniziare a percepirmi in relazione con loro. In questo caso, inizierò a sentirmi in un mondo diverso.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 21/07/2019

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Amare significa soddisfare i desideri degli altri

Domanda: Perché i kabbalisti usano costantemente la parola “amore”?

Risposta: La nostra realtà, così come quella di tutta la natura, è costituita solo di desiderio di ricevere. L’amore è la soddisfazione reciproca, quando io soddisfo i tuoi desideri e tu soddisfi i miei, e solo grazie a questo stato i nostri pregi e i nostri difetti si connettono e noi ci trasformiamo in un unico corpo spirituale, in un unico desiderio.

Domanda: Se invece di “amore” dicessi “forza di attrazione”, sarebbe corretto?

Risposta: Dovresti dire “forza di gravità, unione o connessione”.

Nota: Dopo tutto, le frasi “amore per il prossimo” e “ama il prossimo tuo come te stesso” sono così abusate e ci confondono tanto.

Il mio commento: Capisco. Ricordo di essermi imbattuto anche in questo, ma ora non riesco più a immaginare un’attrazione carnale come sinonimo di amore. Dopotutto questi sono istinti animali.

Domanda: Il metodo della Kabbalah consiste nello stabilire la corretta connessione fra le persone. Attraverso questo, come scrive Baal HaSulam, noi invochiamo l’energia degli stati in cui eravamo in precedenza. L’energia inizia a influenzarci e a riconnetterci nello stesso modo in cui una volta si univano le molecole. Solo che il loro riavvicinamento era inconsapevole, mentre noi ora dobbiamo fare il tutto consapevolmente.

Ma qual è questa azione di avvicinamento ad altre persone? Cosa dovremmo fare?

Risposta: Dovremmo percepire i desideri degli altri e cercare di soddisfarli e loro dovrebbero fare lo stesso con i nostri desideri.

Forse, un giorno, saremo in qualche modo in grado di percepire i desideri degli altri, anche se è molto difficile. Non abbiamo idea di come farlo realmente. Se vogliamo soddisfarli, inizieremo a sentire quanto il nostro egoismo contrasta con questo. Dovremo quindi combattere con noi stessi e metterci al di sotto degli altri, e questa è già un’azione spirituale.

Domanda: Come riempirò i desideri degli altri se non riesco nemmeno a soddisfare i miei desideri?

Risposta: Non devi farlo tu. Lascia in pace i tuoi desideri e riempi quelli degli altri. Allora vedrai che solo in questo modo puoi trovare piena soddisfazione per i tuoi desideri.

Domanda: Ma gli altri hanno molti desideri, non sarò solo impegnato a soddisfarli tutto il giorno?

Risposta: Significa che sarai occupato a soddisfare te stesso tutto il giorno. Solo attraverso gli altri puoi trovare riempimento per i tuoi desideri. Ecco perché l’umanità sta raggiungendo un tale livello di devastazione.

Nota: Sì, ma io non sento questo. Non mi piace pensare a soddisfare i desideri degli altri. Posso farlo solo se amo qualcuno, allora sì che ci riesco.

Il mio commento: Pertanto devi pretendere da te stesso di provare amore per tutti gli altri. E questo si trova già al di sopra del tuo egoismo.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 11/12/2018

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La connessione è fonte di decisioni corrette

Domanda: Mettiamo il caso che un gruppo di persone voglia trovare la soluzione corretta ai propri problemi. Esse hanno già una conoscenza di base della saggezza della Kabbalah e sanno che il workshop è la preparazione per risolvere il problema. Ci sono regole ben precise in questo lavoro. Da dove arrivano?

Risposta: Viviamo in un mondo dove praticamente nessun problema può essere risolto. Se ci sembra che oggi abbiamo apparentemente trovato una soluzione, l’indomani già capiamo che quella non era la soluzione giusta. Stiamo costantemente deviando la soluzione, pensando che stiamo arrivando alla sua rivelazione.

La saggezza della Kabbalah dice che sino a quando non ci connetteremo e non raggiungeremo un qualche comune denominatore, non saremo in grado di trovare questa soluzione. Che è già dentro di noi.

Tutti i problemi che si verificano in una parte più grande o più piccola dell’umanità arrivano solo dal fatto che questa parte dell’umanità è disconnessa, diversamente, non ci sarebbero problemi. Dopo tutto essi provengono tutti dalla nostra frammentazione, disconnessione e reciproca distanza l’uno dall’altro.

Se ci riuniamo per risolverli, dobbiamo prima connetterci in una collettività comune.

Domanda: Significa che i kabbalisti non risolvono affatto qualunque problema?

Risposta: No. Per quale motivo dovrebbero farlo? Che problemi abbiamo a parte il fatto che non siamo connessi? Se ci connettiamo, tutti i problemi svaniscono.

Domanda: Quindi, la Kabbalah risolve un solo problema: come connettersi?

Risposta: Non ci sono altri problemi nel mondo.

Domanda: Gli altri problemi poi scompariranno?

Risposta: Sì.

Domanda: E che puoi dire in merito ai problemi come la salute, la famiglia, ecc?

Risposta: Il fatto è che i problemi si manifestano su diversi livelli: inanimato, vegetale, animale e umano. Per arrivare alla soluzione di qualsiasi problema, dovremmo riunirci, connetterci, e nella connessione tra di noi, trovare la soluzione. Poi potremmo perfezionarla per eliminare i problemi materiali.

Il fatto di trovare la soluzione in sé, comunque, è possibile solo quando le persone sono in connessione reciproca, si capiscono e si completano a vicenda. Solo allora la soluzione diverrà chiara.

Di conseguenza, la soluzione sarà sempre corretta e vantaggiosa per mettere in pratica qualsiasi piano sui livelli che sono inferiori al livello degli esseri umani.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 25/12/2018

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Qual è l’influenza della luce superiore?

Domanda: Nell’articolo “Introduzione allo studio delle Dieci Sefirot”, Articolo 155, Baal HaSulam descrive come lavora la luce superiore. Dice che i kabbalisti hanno obbligato ogni persona a studiare la saggezza della Kabbalah solo per attirare su noi stessi questa luce che ci cambia.

Qual è l’influenza della luce? Come posso percepire questa trasformazione su me stesso e su chi posso rivolgermi?

Risposta: Puoi percepire l’influenza della luce su te stesso, nei tuoi cambiamenti e qualità personali, come i desideri, le intenzioni e le qualità nel più chiaro scopo rappresentato dello sviluppo.

Domanda: Sto diventando più morale?

Risposta: Forse no. Comunque, capisci sempre più cosa sta succedendo. Forse non stai ancora cambiando, ma se stai studiando la saggezza della Kabbalah, la luce superiore ti sta già influenzando e ti sta preparando a volere il cambiamento.

Domanda: Ciò significa che la luce superiore non è ancora il Creatore? C’è il Creatore e c’è la luce superiore, giusto?

Risposta: No, c’è solo una forza, ma la chiamiamo con nomi differenti rispetto al modo in cui si manifesta. Chiamiamo l’intenzione superiore “il Creatore”, e chiamiamo la Sua influenza su di noi “la luce”.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 10/12/2018

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Catturare l’immagine del Creatore

Domanda: Cosa significa sentire il Creatore attraverso il gruppo? Come succede?

Risposta: Se non sono incluso nel gruppo, non riesco a sentire il Creatore. Dopotutto io sono solo “una piccola unità di misura”. Per sentire il Creatore, ci devono essere altre nove unità oltre a me e quindi avrò un modello chiamato HaVaYaH (il nome del Creatore).

Pertanto, devo collegarmi con altri nove amici. Insieme, non importa in quali stati ci troviamo, dobbiamo cercare di essere connessi tra noi in modo che come un navigatore satellitare cercheremo di rivelare tra noi quegli stati che cattureranno l’immagine del Creatore.

Ciò accade a condizione che tutti noi ci annulliamo l’uno verso l’altro, cerchiamo di aiutarci a vicenda, siamo vincolati dalla mutua responsabilità (garanzia reciproca) e siamo in connessione, in unione (Brit).
Queste sono le stesse condizioni che Rabash ci descrive. Se siamo più o meno diretti a loro e proviamo a concentrarci sull’osservarle, allora è tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Cattureremo completamente il Creatore.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 12/02/2019

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Risposte dalla Kabbalah

Domanda: Qual è la differenza fra un’esperienza spirituale e un’esperienza emotiva?

Risposta: Un’esperienza emotiva è, per esempio, quando le persone siedono in un’orchestra filarmonica o suonano la chitarra e cantano nel cortile. Un’esperienza spirituale è quando una persona trascende il proprio ego e, con la caratteristica della dazione che acquisisce, comincia a percepire il Creatore e le altre forze che la accompagnano.

Domanda: Se penso di aver capito tutto, è veramente un problema?

Risposta: Non è un problema. Tutto è transitorio. Quando cominciamo a percepire la spiritualità, ciò che ci arriva è la comprensione della connessione reciproca tra forze spirituali, oggetti spirituali, le caratteristiche di dazione ed amore, cioè le caratteristiche dello scambio reciproco. Quindi lavoriamo seriamente con le qualità spirituali, a tal punto da iniziare a sentire il mondo superiore, che è indipendente dalla nostra vita e dal nostro mondo.

Domanda: Hanno tutti una Reshimo (gene spirituale)?

Risposta: Ogni persona ha un gene spirituale e un giorno tutti raggiungeranno lo stesso obiettivo, lo stesso stato che abbiamo raggiunto noi, ma più tardi di noi perché il desiderio di raggiungere il mondo superiore, il Creatore, sarà risvegliato in loro più tardi. Per ora, siamo gli unici ad essere stati risvegliati.

Domanda: Con quali parametri la saggezza della Kabbalah misura la capacità di ispirazione e di dazione?

Risposta: Con gli stessi parametri con cui viene misurata la dimensione del Masach (schermo). Ciò significa che è in rapporto alla forza di resistenza, l’Aviut (spessore) del desiderio.

Lo sviluppo avviene secondo i cinque livelli del Partzuf, secondo i 125 livelli dei mondi o secondo le luci: interna, esterna, superiore, inferiore, ecc. Ciò significa che questa è una progressione assolutamente chiara in cui tutto è pesato e misurato.

Domanda: Quando un kabbalista dorme sente il Creatore?

Risposta: No, non è come nel nostro mondo: sogni profetici e ogni tipo di volo nei sogni…non esiste nulla del genere. Un kabbalista sente dentro di sé ogni cosa spirituale come assolutamente reale, non come in uno stato sognante. Al contrario, egli ritiene che tutto gli sia assolutamente chiaro.

Domanda: Durante lo Shabbat, in luogo simile ad una sala culturale, possiamo sentire il Creatore o il mondo superiore in qualche modo? O questo è possibile solo con il contatto stretto e regolare di un gruppo, per esempio come il lavoro nella decina?

Risposta: Difficile da dire. Se vi riunite una volta alla settimana e null’altro vi connette, allora certamente sarà molto poco. Avete bisogno di lavorare con un desiderio comune tra voi in modo che sarà rivelato dentro di voi, allora sarete in grado di scoprire che anche il Creatore si trova in voi. Penso che ci siano persone serie tra voi, quindi cercate di essere un po’ più connessi.

Domanda: Cos’è la devozione al Creatore se il Creatore è la caratteristica della dazione, cioè un sistema?

Risposta: Quando una persona segue completamente la caratteristica della dazione e vuole solo trovarsi in essa, questa è devozione al Creatore. Questa è una grande cosa e queste sono le sue direzioni nella vita.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 23/06/2019

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La realizzazione è nella reciproca connessione

Domanda: Nel nostro mondo esiste una vasta gamma di tutti i tipi di sentimenti, ad esempio l’amicizia o l’amore. Ma per provarli, devo avere qualcun altro con cui relazionarmi. Non posso provare amore o amicizia se non c’è nessuno oltre a me stesso. Lo stesso vale per il Creatore. Egli è la forza che viene percepita nella giusta connessione tra le altre persone?

Risposta: Certo, tutto viene percepito nel livello materiale. Ho bisogno dell’interazione con altre persone, con il gruppo.

Domanda: Il Creatore è una forma astratta che è impossibile sentire se non si veste di una forma materiale?

Risposta: Sì. Il Creatore mi appare come un gruppo di persone connesse fra loro dall’amore e dal sostegno reciproci. Quindi, la forza che esiste fra loro, non in ciascuno di essi singolarmente, ma fra tutti loro assieme, può essere chiamata “il Creatore”.

Domanda: Significa che il potere dell’amore non esiste al di fuori della connessione di più persone?

Risposta: Giusto. Non esiste.

Domanda: La saggezza della Kabbalah afferma che l’essenza del Creatore è irraggiungibile come l’essenza di tutti gli oggetti e fenomeni nel nostro mondo. Cosa significa “La Sua essenza è irraggiungibile”?

Risposta: Che è connessa al metodo del conseguimento. In realtà, non otteniamo nulla come “un singola cosa in sé”, ma possiamo ottenere solo qualcosa dal nostro atteggiamento nei suoi confronti.

Il graduale accumulo di impressioni positive o negative che mi dissuadono o mi avvicinano a diversi oggetti, che si suppone siano al di fuori di me ma si integrano in me, mi permettono di sentire come costruisco il mio organo di percezione.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 10/12/2018

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Come sentire il Creatore

La Kabbalah ti offre questo: se vuoi sentire la forza superiore, devi entrare in un gruppo di persone simili a te e iniziare a dissolverti al suo interno. Preferendo le opinioni e i desideri della collettività al tuo, indipendentemente da ciò che sono, cambiando chiaramente le tue opinioni e i tuoi desideri e uniformandoti ai loro, inizierai a sentire come stai “uscendo fuori da te stesso”. Allo stesso tempo ti sarà chiaro che stai entrando negli altri e che non puoi agire diversamente. Devi uscire da te stesso ed entrare in loro.

Uscire da se stessi è il primo passo per raggiungere il Creatore. Si chiama la restrizione dell’egoismo. Devo limitarmi per iniziare a sentire gli altri invece di me stesso.

Nella misura in cui lo faccio, comincio a sentire un mondo completamente diverso, connessioni diverse tra persone e oggetti. Sento l’esistenza della forza generale della dazione e dell’amore che le connette fra loro.

Comincio a vedere tutte le persone come marionette che sono assolutamente e chiaramente gestite dalla forza superiore in relazione a me, ed è così che anch’io vengo adoperato in relazione a me stesso, a loro e alla forza superiore.

Tutto questo continua fino a quando, esattamente in questo modo – a piccoli passi, con la mia stessa realizzazione – accumulo sensazioni e conoscenze su questa forza superiore, che mi permea, mi collega agli altri e mi permette di agire al di fuori di me stesso per amore di questo gruppo di persone o anche di questo potere generale, il Creatore, che si manifesta in esse. È così che progredisco e studio questo fenomeno.

Questo sentimento è chiamato “il mondo superiore“. Il potere della dazione e dell’amore che esiste, governa e detiene tutto ciò, incluso me stesso, è chiamato “il Creatore”.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 10/12/2018

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Perché i kabbalisti consigliano ai propri studenti di lavorare?

Domanda: Perché i kabbalisti consigliano ai propri studenti di lavorare?

Risposta: Lo studente di Kabbalah deve avere un proprio lavoro perché possa tenersi occupato. Non può studiare Kabbalah o sedersi su una panchina tutto il giorno, a mangiare patatine e a discutere di politica. Non ha affatto bisogno di questo.

Dovrebbe studiare preferibilmente tre ore al mattino, prima del lavoro, e due ore alla sera, dopo il lavoro. Se ha del tempo libero, anche di più. Il resto del tempo dovrebbe essere dedicato a lavorare, dormire e mangiare. Di cos’altro dovrebbe avere bisogno nella vita? Dovrebbe essere tutto molto semplice e naturale.

Riguardo al dormire, dovrebbe riposarsi dalle cinque alle sette ore. Ci sono persone che hanno bisogno di sette ore di sonno, ce ne sono altre per cui cinque ore sono più che sufficienti.

Nota: Esistono anche gli sport, la musica, il teatro.

Il mio commento: Se una persona studia la Kabbalah, poi la musica, il teatro e lo sport si uniscono in un tutt’uno.

Domanda: Significa che non ci sono altre necessità?

Risposta: No.

Domanda: Quindi, idealmente, la sensazione del Creatore dovrebbe riempire tutte queste mancanze?

Risposta: Tutto viene da Lui, solo che ci arriva sotto diverse forme.

Note: Un volta le persone vivevano normalmente e senza gli sport…

Il mio commento: Ma fare esercizio fisico, forse, è necessario. Anche la musica, la letteratura e ogni altra cosa sono delle necessità, ma devono essere finalizzate alla correzione dell’anima umana.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 03/01/2019

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