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Una rete da pesca in un mare di Luce

Dr. Michael LaitmanDomanda: L’anno scorso non ho frequentato le lezioni, ma ho studiato per 11 anni e voglio sapere, dove sta la rivelazione del Creatore? Ho già rinunciato, la mia vita passa, ed io non ho raggiunto la rivelazione. Dove si trova il Creatore? Devo trovarlo durante questa vita.

Risposta: Dove si trova il Creatore? Il Creatore (Bore) si chiama “vieni e vedi” (Bo-Re). “Vieni (Bo) significa preparare un posto con le caratteristiche che rendono possibile al Creatore di diventare rivelato. La forma del tuo vaso deve essere in equivalenza con la forma del Creatore.

Se tu vuoi che Lui sia rivelato, devi preparare la forma adatta. Supponiamo che sei arrivato al negozio e hai comprato una rete da pesca, invece di usarla per la cattura dei pesci, tu volevi versare cento chilogrammi di zucchero in essa. Funziona questo? No, perché hai bisogno di un sacco per lo zucchero!

Tu vieni al negozio per comprare un sacco, ma questa volta non hai bisogno di comprare lo zucchero ma acqua o succo. È adatto un sacco per l’acqua? Non è adatto.

Ogni volta si avanza in questo modo, raggiungendo il prossimo stato e nel frattempo chiarendo che il tuo vaso non è un vaso. Fondamentalmente hai bisogno di portare la tua mancanza, il tuo vaso, in corrispondenza precisa della prima minima quota di Luce.

Questa corrispondenza è essenziale, e questa si chiama “vieni” (Bo). Pertanto è detto, “Vieni al Faraone,” “vieni (Bo) e vedi” (il Creatore). Il Faraone fa parte del Creatore, il Suo livello preparatorio, l’Achoraim (posteriore).

Non c’è niente che tu possa fare al riguardo, è un prerequisito. Non sei in accordo con la creazione intera, e ti capisco. Mille persone passano davanti a me, ma chi è rimasto, rimane. Sono anche felice per coloro che ci hanno lasciato, perché nonostante tutto, qualcosa rimane in loro. Un giorno torneranno per continuare, se non in questa generazione, poi nella prossima.

Attraverso le tue lamentele non si cambia la legge della natura secondo il tuo desiderio. Non abbiamo scelta: soltanto inclinare le nostre teste e lavorare. Il problema principale è che dimentichiamo che tutto il lavoro non viene fatto all’interno di una persona, ma fra le persone. Invece di un vaso, una tazza, arriviamo con una rete da pesca chiedendoci: “certo che voglio farlo, allora perché il Creatore non dà a me, perché non si rivela?”

Però che cosa si vuole ottenere, e dove si vuole ottenerlo? Se si vuole acquisire il potere di dazione, esso si rivela in un posto nel quale vi è la necessità per esso. E la necessità per la dazione si trova fra te e qualcun altro. Prepara un posto come questo e vedrai che la dazione sarà rivelata. Non c’è nulla più semplice di questo.

Non è molto semplice fare questo con la nostra natura egoistica. Però la soluzione è veramente nelle nostre mani: Il Creatore è fra te e un amico. Ti prego, vai avanti e rivelaLo.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana della Kabbalah 11.04.2014, Scritti di Rabash)

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Un fuoco sta bruciando in un’altra città

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché problemi fisici si sono aggiunti a noi se stiamo provando a connetterci l’uno con l’altro?

Risposta: I problemi fisici si sono aggiunti a noi per aiutarci a connetterci sempre di più. Allora in quale altro modo è possibile aiutarti e quali problemi devono essere aggiunti? Problemi spirituali? Non hai nemmeno prestato attenzione a loro. I problemi spirituali ti riguardano?

Se qualche disastro fosse successo in una città lontana, e di ciò ti rammaricavi come se fosse successo a te, poi non avresti avuto bisogno di ricevere problemi. Però non mi dispiace dei guai degli altri, e quindi, i problemi si avvicinano a te.

Se vi doveste dispiacere di ciò che succede lontano da voi, come se questi fossero davvero i vostri problemi, poi non avreste più bisogno di nulla. Si potrebbe soffrire e sentire il dolore che avviene in un’altra città come se stesse succedendo a te, senza alcuna differenza. Al grado del tuo avanzamento spirituale, sentirai i problemi del mondo intero come se fossero i tuoi.

Significa che sei connesso con loro. Poi sarai pronto a chiedere per il loro bene, e ciò non sarà chiamato che stai chiedendo per te stesso. C’è qualcosa e il suo opposto qui. Da un lato, senti le mancanze degli altri come tue, e dall’altro, puoi chiedere per loro conto.

Non sarà preso in considerazione che stai chiedendo egoisticamente per te stesso perché tu hai acquisito queste mancanze dagli altri tramite tuoi sforzi. Ti sei connesso con tutti loro e hai sentito le loro mancanze come tue. Dato che hai pagato per queste mancanze con il tuo sforzo, tu hai il permesso di chiedere per il loro bene.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana della Kabbalah 06.04.2014 Scritti di Rabash)

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L’America si sta preparando per un Congresso in agosto!

Dr. Michael LaitmanDomanda: Gli studenti virtuali devono investire sforzi per incontrare e sentire ognuno sul livello fisico? E’ possibile saltare questo limite ed esistere solo in un mondo virtuale, che è simbolico per il nostro tempo?

Risposta: No, questo è impossibile da ignorare. A persone comuni che non hanno un punto nel cuore non viene richiesto di avere una connessione stretta tra loro. Però noi dobbiamo essere connessi l’un l’altro. Penso che il congresso in America, che si terrà in agosto, quest’anno a New York, diventerà un posto nel quale tutti noi ci connetteremo per alcuni giorni a discutere e chiarire qualcosa di molto semplice: Che cosa ci manca allo scopo di aprire il mondo spirituale a noi stessi.

Questa è la domanda principale, la quale riguarda tutti noi, e dovrebbe diventare il tema di questo congresso. Ed è giusto così. Anche se questo è un obiettivo egoistico, questo è ciò che ora ci interessa. Non possiamo pretendere di essere altruisti illuminati.

Vogliamo raggiungere l’apertura dei nostri occhi nel mondo spirituale e abbiamo bisogno di chiarire esattamente quello che deve essere fatto per realizzare i nostri desideri. Per questo stiamo organizzando il congresso. Pertanto, dobbiamo andarci, dobbiamo entrare ed integrarci al suo interno, discutere di questo, e determinare chiaramente una volta per sempre, che cosa abbiamo già fatto e che cosa dobbiamo ancora fare per arrivare al risulto desiderato!

Pertanto, mi rivolgo alle tante migliaia di amici che sono sparpagliati in tutta America: Preparatevi per il congresso! Dobbiamo incontrarci e chiarire fra noi che altro manca ad ognuno per raggiungere la scoperta del mondo superiore, la scoperta del potere superiore.

Dev’essere chiaro per tutti che se si fanno le azioni richieste: uno, due, tre, poi la scoperta accadrà, e molto presto. Ciò è necessario in modo da non ingannare noi stessi e non essere coinvolti in cose inutili che non portano risultati.

Poi ognuno sarà sicuro che se da qualche parte in Alaska, anche senza un gruppo fisico, avanzeranno correttamente e rapidamente e non saranno scoraggiati in merito all’ essere seduti davanti ad uno schermo. Ognuno di noi saprà che lui o lei agisce per il bene della scoperta spirituale, avanzando verso di essa, e sentendola.

Se eseguiamo un corretto corso di azioni, poi, anche se siamo lontani dal bersaglio, secondo le nostre azioni e reazioni, possiamo vedere che stiamo avanzando. Nonostante i segnali di avanzamento possono essere negativi – sentendo maggiore difficoltà e pesantezza, confusione, discese più profonde – tutto questo indica avanzamento.

Allora, sto chiedendo, prepariamoci tutti ad incontrarci al congresso in agosto. In anticipo, ci si deve connettere per quanto possibile e cominciare a prepararsi per questa chiamata, per questi chiarimenti.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 3.04.2014, D&R con Rav Laitman)

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L’Angelo Raziel

Dr. Michael LaitmanIl Libro dello Zohar, “VaYikra,” Punto 324: Benedetti sono i Giusti a cui il Creatore insegna i segreti profondi dall’ Alto e dal basso. Ed è tutto per la Torà, dal momento che chi si impegna nella Torà è adornato con le corone del Suo Santo Nome.

Dato che la Torà è il Nome Santo e chi si impegna in essa è registrato ed è adornato con il Nome Santo, e quindi conosce i celati segreti profondi dall’ Alto e dal basso e non teme mai.

La Torà è l’estensione della Luce superiore che può trarsi solo dal collegamento tra di noi. Quindi dobbiamo creare una certa cerchia di persone che anelino a salire al di sopra del loro ego e a scoprire, nella connessione tra loro, la forza dell’ Amore e della Dazione che esiste in natura, ma che si nasconde da noi.

Adamo fu il primo a raggiungere questa forza segreta, che esiste in natura e che non sentiamo, e descritta nel libro L’ Angelo Raziel. Noi dovremmo fare la stessa cosa.

Sebbene sembra che Adamo fosse da solo, in realtà è una figura generale. Se noi raggiungiamo questo stato,  possiamo diventare un tutt’uno, un solo cuore, Adamo, e scopriremo la forza chiamata l’ Angelo Raziel.
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(Da Kab.TV “I segreti del Libro Eterno” 24.10.2013)

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Doppio controllo di un singolo potere

Dr. Michael LaitmanCome risultato del nostro lavoro nel gruppo, dello studio e della divulgazione, dobbiamo raggiungere un tale stato nel quale sentiamo di essere sotto il controllo di due autorità, di due forze. Una forza è il controllo del nostro ego, l’inclinazione al male, il re dell’Egitto, il Faraone, che ci tiene in schiavitù.

Ma talvolta, poco o tanto, in base all’avanzamento che un uomo raggiunge, viene scoperta un’altra forza di controllo: l’inclinazione al bene, il potere di donare, il desiderio di uscire da se stessi verso l’altro, verso gli amici, verso l’unione, la connessione, e così via.

L’uomo si trova a metà di questo doppio potere, sotto il controllo di due angeli: l’inclinazione al bene e l’inclinazione al male, che lo tengono per mano uno per parte e lo guidano verso lo scopo della creazione. Certamente, l’inclinazione al male agisce anche in base al progetto del Creatore ed aiuta l’uomo ad avanzare in modo indipendente, esercitando la sua libertà di scelta.

Se l’uomo non avesse libertà di scelta, sarebbe come una bestia e non un Adam (uomo). Attraverso la chiarificazione a se stesso su come usare l’inclinazione al male e l’inclinazione al bene, la forza della ricezione e la forza della dazione, e scegliendo come avanzare con la giusta proporzione delle stesse, egli si edifica come un Adam nella somiglianza del Creatore.

La connessione tra l’inclinazione al male e l’inclinazione al bene inizia dal primo approccio al Faraone e al Creatore insieme. L’uomo inizia a costituire queste due forze una contro l’altra. Le due forze sono sotto la sua autorità. Egli stesso decide in base al suo stato interiore, da quale delle due farsi guidare al momento e può anche passare da un controllo all’altro controllo in ciò che sceglie che abbia controllo su di lui e perché, se è capace di farlo o se richiede l’aiuto della forza superiore.

Il Faraone vuole controllare, e se l’uomo cede all’inclinazione negativa separandosi dal Creatore, allora si trova proprio nell’esilio Egiziano. Cioè, egli attribuisce un certo tipo di controllo indipendente alla sua inclinazione negativa e dice che non è pronto per resisterle e si trova in totale stato di servitù rispetto ad essa.

Naturalmente, se un uomo pensa così, è segno che è uno schiavo. Ma tutto dipende dall’uomo stesso. Egli decide e stabilisce in quale forma il Faraone lo userà o se lui userà il Faraone.

E tutto questo lavoro serve per rivelare che non c’è nessun’altra forza coinvolta, come è scritto, “Io, me stesso, e non un messaggero”. Un uomo chiarisce che il Creatore è al di sopra delle due forze, al di là sia dell’inclinazione al male che dell’inclinazione al bene. Queste due forze arrivano dall’Alto.

Attraverso le due forze, l’inclinazione al bene e l’inclinazione al male, che vengono rivelate nell’uomo alternativamente, l’uomo raggiunge la conclusione finale e la decisione che c’è una forza al di là di esse che gioca con lui, attraverso questi due angeli: l’inclinazione al bene e l’inclinazione al male.

Alle volte dall’uomo si presenta l’una e delle volte si presenta l’altra, il che spiega il perché un uomo si sente gettare da un estremo all’altro, nelle due direzioni. Ma in questo modo si forma il rapporto sia con questa forza che con l’altra, e alla fine con il potere superiore, il Creatore.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.04.2014, Gli Sritti di Baal HaSulam)

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Cosa significa connettersi ad un Amico?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Cosa significa connettersi ad un Amico?

Risposta: Questo è quando il mio amico ed io siamo fuori dai nostri desideri in un collegamento reciproco che è chiamato il vaso di garanzia reciproca. Il mio desiderio di sostenere un amico ed il suo desiderio di sostenermi esistono, e così noi siamo nel centro tra noi.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah 08.04.2014, Scritti di Rabash)

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Lo Shabbat Spirituale

Dr. Michael LaitmanDomanda: La nostra comprensione interiore dello Shabbat è diversa dalla comprensione religiosa del giudaismo che è basata sulla materializzazione dei comandamenti.

Risposta: Gli impegni fisici che i religiosi Giudei osservano ogni giorno sono delle repliche materiali di azioni spirituali, la Kabbalah raccomanda di seguirli.

Tuttavia, la Kabbalah non ci insegna solamente ad adempiere delle azioni fisiche in questo mondo materiale, nemmeno ci raccomanda di sederci e di non fare niente di sabato. La Kabbalah ci insegna a correggere il nostro ego durante i sei giorni della settimana, cioè, a connetterci con gli altri. Quando stabiliremo una chiara connessione con gli altri, ci renderemo conto che siamo incapaci di connetterci con loro da soli al settimo giorno.

Vediamo che il comunismo, il socialismo, le comuni, e i kibbutzim non possono cambiare lo stato delle relazioni nel mondo. Questo è possibile solamente se ci comportiamo in base allo schema che ci dà l’opportunità di raccogliere insieme correttamente tutte le parti che sono state rotte durante i primi sei giorni, risultando, al settimo giorno, in tutti i nostri desideri e le aspirazioni di rimettere insieme tutte le parti riunendoci e incollandoci insieme sotto l’influenza della forza superiore che una volta le ha rotte. Perciò, riunendo insieme le parti dell’anima comune, permettiamo alla Luce che una l’ha mandata in pezzi di re-incollare insieme questi pezzi.

Così facendo, cosa conseguiamo? Quando lavoriamo per sei giorni, iniziamo a capire esattamente come esattamente queste parti possono essere rimesse insieme, vediamo se combaciano, come si influenzano ed aiutano a vicenda, come si auto-annullano l’una davanti all’altra e poi si connettono al di sopra del loro egoismo.

Ma stiamo soltanto provando! Gli uomini non sono capaci di fare nulla da soli, il che è ciò che la Russia Sovietica e altri paesi del mondo hanno cercato di fare; alcune società stanno cercando di farlo adesso.

Ma questo è impossibile perché ci manca la forza che è in grado di cambiare le cose, perché ci troviamo solamente nel nostro desiderio di ricevere. Ma se lo facciamo correttamente, piano piano accumuleremo la Luce Superiore, allora, dopo aver finito la costruzione di questo sistema, la Luce ci influenzerà e ci completerà.

Se lasciamo le cose come stanno o se soltanto le ignoriamo, non realizzeremo la giusta connessione con la Luce. Infatti, questo è ciò a cui è servita la frantumazione, di modo che ora, dal punto più basso in cui si è realizzata la rottura, potessimo incollare insieme le parti rotte in un nuovo insieme. La frantumazione è avvenuta per farci capire le qualità della Luce, per connetterci, ed elevarci al suo livello. Questo è lo scopo della creazione, la ragione per cui tutto succede rispetto a noi e all’universo intero.

Perciò, il settimo giorno della settimana è la pietra angolare ed è chiamato “Shabbat – Shabbat” dalla parola Ebraica “shvitah,” che significa dispensa dal lavoro. Noi permettiamo alla Luce di lavorare al posto nostro e di essere compresa in esso. I sei giorni non si riferiscono ai giorni comuni; si tratta di azioni che possono essere compiute, per esempio, in 15 minuti, ma potrebbero servire due mesi.

Ogni settima fase dovrebbe essere sempre la fase aggiunta ai propri sforzi, si guarda all’azione della Luce e si inizia a comprendere le sue qualità. In altre parole, le qualità della Luce entrano nel sistema della reciproca connessione che noi abbiamo creato. E allora ascendiamo al livello successivo e conseguiamo le qualità della Luce nella misura dei nostri sforzi fatti durante i sei giorni della settimana.

Questo è il modo in cui lavoriamo, settimana dopo settimana, fino a quando non raggiungiamo la completa riunificazione di tutte le parti rotte in una sola anima riunificata e non conseguiamo la Luce che agisce dentro il sistema, cioè, il Creatore: la forza originaria che ha creato l’intero universo. Questo è il nostro lavoro, il nostro scopo, il nostro progresso.
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(Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 10.10.2013)

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Quanto durerà il vostro esilio di 400 anni?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Che cosa rappresentano i 400 anni di esilio che il Creatore ha promesso per i discendenti di Abramo?

Risposta: Esilio è la scoperta del desiderio di ricevere che deve essere corretto. Viene scoperto gradualmente attraverso la Luce Superiore, strato dopo strato, nel grado che possiamo tollerarlo.

Qualcuno grida su quanto sia difficile, un altro dice che dorme nella lezione, un terzo scappa totalmente da qui, ma nonostante tutto questo, qualcuno rimarrà per poter scoprire la sua malignità.

Questo si chiama 400 anni di esilio: chiarire e scoprire che non siamo pronti per la connessione, ma la vogliamo tanto, nonostante tutto. Pertanto, questo avviene in fasi e non tutti insieme.

I 400 anni (anno – Shana) rappresentano 400 cambiamenti. Ogni cambiamento è una pesantezza nel cuore e una nuova oscurità che arriva come ricompensa per il mio impegno, il desiderio di connettersi con gli amici. E ora sento anche più difficoltà, capisco cha nulla mi può aiutare. Respingo la connessione, non la voglio, sono completamente schiacciato dentro e manco di potere.

Non sento alcun sapore in connessione; non ho nessun rapporto e l’interesse in questo e in tutto all’ interno è completamente trasformato per me! Una volta ero in fiamme perché capivo l’importanza della connessione, mentre ora sono totalmente estinto.

Abbiamo bisogno di vedere come il Creatore lavora su di noi, come Lui è pronto a dividerci in un momento, a svuotarci completamente. Una volta pensavo e sognavo questo; sono stato attratto con tutto il cuore; ero pronto a bruciare me stesso solo per raggiungere l’obiettivo desiderato. E ora sono pronto a parlare di tutti tipi di sciocchezze, anche peggio della persona più primitiva in strada.

Però se supero questa discesa attraverso la connessione con gli amici, garanzia reciproca, e così via, questo si chiama che ho attraversato uno stato di esilio. Quanti stati come questi devo attraversare affinché questo sia considerato 400 anni per me? Non lo so, la redenzione avviene in fretta, all’improvviso come il miracolo dell’Esodo dall’Egitto.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 26.03-2014, Talmud Eser Sefirot)

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Detronizzare il vecchio pazzo Re

Dr. Michael LaitmanDomanda: Cosa c’è che non va nelle azioni di dazione che risultano essere per noi stessi?

Risposta: Non c’è nulla di sbagliato da parte della persona, ma solamente dalla parte del Creatore Il Creatore organizza per noi una condizione nella quale a noi può sembrare di stare donando: compiamo delle azioni e pensiamo di stare donando, ma poi scopriamo che si era trattato di un’azione egoistica al fine di ricevere.

Ma io volevo donare con tutto il mio cuore e allo stesso tempo non avevo capito che agivo egoisticamente, al fine di ricevere, allora perché la mia azione non è considerata in base alle mie intenzioni? Viene fatto di proposito, in modo che una persona cresca. Mi deve essere mostrato che il mio ego continua a crescere.

Se vedo che ho fatto qualcosa per me stesso, significa che sono già asceso ad un livello superiore e da lì vedo le mie precedenti azioni e stabilisco che erano al fine di ricevere. Stabilire questo fatto è già un segno di avanzamento.

Il Creatore continua ad innalzare il Faraone dentro di me e mi dà la forza per affrontarlo. E’ una specie di gioco che finisce quando prendo la giusta decisione e sono pronto per il cambiamento nel quale, invece di lasciare che sia il Faraone che mi soddisfa, dovrebbe essere il Creatore che mi riempie totalmente, non lasciandomi alcun modo per ritornare al vecchio io.

Ciò significa che attraverso 49 porte di impurità, scopro che sono totalmente sommerso nel mio ego, e voglio che il suo controllo sia sostituito dal controllo del Creatore. Siamo in schiavitù; siamo semplicemente il desiderio di ricevere che sa solo una cosa: di essere guidato.

Questo è ciò che dobbiamo capire. Oggi, l’umanità deve comprendere attraverso la sofferenza che siamo sotto il dominio della natura e non al di sopra della natura; cioè, è la natura che ci fa funzionare. Possiamo solamente scegliere sotto quale dominio vogliamo essere. Primo, noi amiamo il nostro desiderio di ricevere e vogliamo stare in esso. Facciamo di tutto per questo desiderio e non lo distinguiamo da noi. Per noi è la cosa più preziosa.

Il problema è che io non lo distinguo da me stesso. Cerco di separarlo da me e di vedermi da un lato, come se fossi guidato da una forza aliena; salgo le scale per comprendere l’impurità, passo attraverso le 49 porte dell’impurità. Questa è la cosa più importante.

La Luce di AB-SAG che arriva dall’Alto compie la differenziazione mostrandomi che io non sono il desiderio di ricevere. Sebbene questo desiderio sia in me e controlli la mia mente ed il mio cuore, io mi voglio staccare da esso, separarmene. In questo modo, mi rendo chiaro che attraverso le 49 porte dell’impurità fino a che non percepisco il bisogno di sostituire un dominio con l’altro.

Io voglio essere governato, ma non voglio che sia il dominio egoistico che mi è stato dato dal Creatore dalla nascita, dal “vecchio pazzo re”. Se voglio essere dominato dal Creatore, devo attirarLo verso di me con la forza, per portarLo dentro di me di modo che Egli mi dominerà. Allora, mi aspetterò un’altra lotta rispetto all’acquisizione delle qualità della ricezione al fine di donare.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 01.04.2014, Gli Scritti del Rabash)

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Domanda: La divulgazione richiede delle azioni fisiche o i pensieri interiori di una persona sono sufficienti?

Risposta: Coloro che pensano soltanto senza agire sono chiamati gli spiriti impuri. Nel mondo spirituale, ci sono delle forze, ogni genere di spiriti e demoni; ci sono dei pensieri che non sono accompagnati da alcuna azione.

Quando un uomo realizza una restrizione ed ottiene lo schermo, la Luce riflessa lavora praticamente con i vasi spirituali dell’uomo. In questo caso, l’uomo è capace di azioni spirituali senza essere coinvolto nella materialità. Però, dipende dalla situazione; sappiamo che Baal HaSulam viaggiò verso la Polonia per incontrare i lavoratori che partecipavano alla dimostrazione del primo maggio. Pubblicò il giornale La Nazione in Israele, che provocò delle enormi reazioni opposte fino agli ultimi giorni della sua vita.

Il nostro mondo è il mondo delle azioni. Se non fate nulla in questa realtà, non potete nemmeno fantasticarne. Infatti, la messa in pratica effettiva è la conferma dei nostri pensieri, e cioè che noi siamo veramente in questa azione.

Quindi, se già avete degli schermi e potete lavorarci, potete farlo senza la materialità. Tuttavia, in questo caso, un uomo cercherà senza dubbio ogni occasione per connettersi con tutte le persone in generale e cercherà la correzione attraverso questa azione. Infatti, l’uomo capisce che “il Creatore abita tra la Sua gente”, al livello più basso, e che da qui potete iniziate la vostra correzione.

La sola cosa che potrebbe fermare tutti voi è l’oggettiva valutazione che chiaramente dimostra come l’avvicinarsi a tutta la gente in generale potrebbe danneggiare la divulgazione della saggezza della Kabbalah e la correzione del mondo nel suo complesso. In questo caso un uomo si dovrebbe fermare ed aspettare. Tuttavia, questa situazione non vale più oggi, perché tutto è già aperto. Siamo in un mondo che ha bisogno di una correzione da veramente molto tempo.

Non potete lavorare solamente su internet e ritenere che sia abbastanza. Anche se il vostro gruppo decide che servite in questo o in quello specifico campo di lavoro, dovete comunque prendere parte alle azioni fisiche e al lavoro comune. Senza le attività fisiche che coinvolgono le persone reali, non correggeremo mai le loro anime. Punto!
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(Dalla preparazione alla lezione quotidiana di Kabbalah del 18.03.2014)

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