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“Dalle Tue azioni, noi Ti conosceremo”

Domanda: Uno dei principi per ottenere un potere superiore è il principio: “Dalle Tue azioni, noi Ti conosceremo” (Shir HaYichud). Come possiamo usarlo?

Risposta: Dalle Tue azioni, noi Ti conosceremo” significa che ho bisogno di acquisire le azioni del Creatore attraverso quello che fa per me.

Le azioni del Creatore sono tutto ciò che accade intorno e dentro di me. In queste azioni, devo riconoscere il Creatore come colui che gestisce tutto.

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Dalla lezione di Kabbalah in russo 3/12/17

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Da chi riceviamo regali?

Domanda: Nella spiritualità, sentiamo il gusto del Creatore stesso o di quello che Lui ci dà?

Risposta: E’ la stessa cosa; per questo è anche scritto: “Gustate e vedete quanto il Creatore è buono!” (Salmi 34: 8), vedi quanto Lui è gustoso.

Domanda: Nella materialità, provo piacere nei rapporti con le persone e nei doni che esse mi danno a livello fisico. Che cosa mi dà piacere nel mondo spirituale?

Risposta: Nel mondo spirituale qualcosa di simile non esiste. Quello che ricevi da me, sono io stesso. Dopo tutto, anche nel nostro mondo, è la stessa cosa. La mia immagine viene creata dentro di te in seguito a quello che ottieni da me, e il mio essere al di fuori di te è solo un’illusione. Sembra che io esisto. Ma in realtà non esisto affatto.

Domanda: Ma non sto di fatto ricevendo un dono, sotto forma di un oggetto che mi piace?

Risposta: Lo ricevi dal Creatore. Ma allo stesso tempo, questo dono esiste dentro di te, come un qualcosa di fisico che è nelle tue emozioni, e ti sembra che ti sia stato dato da me. E’ così che il Creatore si pone davanti a te.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 20/11/16

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Il senso di vuoto non esiste!

Domanda: Spesso, dopo un Congresso, si attraversa un senso di grande vuoto. Come ci si può preparare a questo, oppure è meglio non preoccuparcene affatto?

Risposta: Non dovresti preoccuparti, o pensare al senso di vuoto, visto che non può esserci uno stato di vuoto. Questo noi continueremo a scoprirlo, ma cercheremo continuamente di riempire questo senso di vuoto.

Se sei connesso con gli amici, non sentirai alcun vuoto, perché sarai costantemente riempito da loro, e tu sarai lì per riempire loro. C’è un flusso ciclico fra te e la decina, così che non sarai mai più vuoto o più pieno rispetto al livello in cui dovresti essere.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 19/02/17

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Non fuggire dai desideri egoistici

Non fuggire dai desideri egoistici

Domanda: Possiamo avvicinarci alla spiritualità reprimendo la soddisfazione di desideri come ricchezza e controllo? Posso provare soddisfazione per quei desideri nel lavoro con la decina?

Risposta: No. Prima dobbiamo passare attraverso molte qualità egoistiche: ricchezza, controllo, rispetto ed ogni tipo di piacere. Non possiamo scappare da questo.

Per spingere l’uomo verso la correzione, sono esattamente questi desideri a svilupparsi in lui, e lui deve elevarsi al di sopra di essi.

Pertanto, non credo che dobbiamo fuggire da nessun desiderio né classificarlo come desiderio necessario o non necessario, cattivo o buono. Non abbiamo bisogno di occuparci di questo; dobbiamo attirare al massimo la Luce superiore verso il gruppo ed accedere al primo livello spirituale. E’ di questo che ci occupiamo tutti i giorni nelle lezioni del mattino.

Nonostante il nostro desiderio per la spiritualità, molti altri desideri aumentano per noi in ogni momento: per il denaro, la famiglia, il benessere, ecc…

Non possiamo fuggire da loro e dobbiamo, simultaneamente, comprendere e mettere in pratica che la soluzione ai problemi spirituali si verifica sempre in uno sfondo di problemi materiali.

Più avanziamo più comprenderemo che abbiamo bisogno di innalzarci al di sopra di questi problemi e così verranno risolti in una forma molto semplice.

Supponete che sorgano alcuni problemi, è chiaro che appaiono perché non abbiamo lavorato abbastanza nella connessione con gli amici; se approfondiamo la connessione, i problemi materiale cominceranno a sparire.

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Da una conferenza per Webinar 21/05/17

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La realizzazione più grande è portare gioia alla creazione

Dalla Torah, (Deuteronomio 26:8 – 26:11): “Il Signore ci fece uscire dall’Egitto con mano potente e con braccio teso, spargendo terrore e operando segni e prodigi, e ci condusse in questo luogo e ci diede questo paese, dove scorrono latte e miele. Ora, ecco, io presento le primizie dei frutti del suolo che tu, Signore, mi hai dato. Le deporrai davanti al Signore tuo Dio e ti prostrerai davanti al Signore tuo Dio; gioirai, con il Levita e con il forestiero che sarà in mezzo a te, di tutto il bene che il Signore tuo Dio avrà dato a te e alla tua famiglia.”

“Io presento le primizie dei frutti del suolo” significa portare l’intenzione per tutti. Dando a tutti, do al Creatore.

Naturalmente, il Creatore in realtà non ha bisogno di nessun frutto. I frutti vengono portati nel mondo per essere distribuiti in mezzo al popolo.

Domanda: Ma l’uomo esiste per provare piacere?

Risposta: La Torah non è rivolta ad una persona che vuole provare piacere; richiede un approccio completamente diverso.

Una persona può rivolgersi ad essa solo se vuole conoscere il significato della propria vita. Diversamente è tutto inutile, la persona la distorcerà solamente! Se una persona comincia ad interpretarla in modo egoistico, riceverà una Torah completamente diversa.

Domanda: Allora devo arrivare alla Torah col dolore, con un cuore rotto dal pianto?

Risposta: Devi farlo con il solo desiderio di comprendere il significato della tua esistenza ed arrivare alla sua radice, la forza che ti guida! In altro modo, la “riscriverai” e finirai con l’avere a che dare con migliaia di religioni.

Domanda: Allora cosa significa l’obbiettivo di portare piacere alla creazione?

Risposta: Portare piacere alla creazione è un grande obbiettivo della persona che sa cosa fare, sa come aiutare gli altri e come portarli all’adesione con il Creatore, con le qualità della dazione e dell’amore che vivranno in lei e che guideranno le sue azioni. Dopo di questo, la persona comincerà a sentire che è arrivata al livello di esistenza successivo, in un mondo completamente diverso: non limitato dal tempo, dalla vita o dalla morte.

Domanda: Il lavoro è duro?

Risposta: Se lo fai da solo, allora è un lavoro incredibilmente duro, però se lo fai assieme al gruppo degli amici è più facile. Psicologicamente ti viene richiesto un nuovo punto di vista.

La cosa più importante non è il lavoro in sé, ma l’attitudine corretta verso il lavoro. Quando una persona arriva a capire che tutto si risolve solo nel lavoro comune, allora tutto diventa facile in un sol colpo.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 9/11/16

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L’Ari – Il punto di svolta dall’oscurità alla luce

Ari, “L’Albero della Vita”:
Sappi che, prima che le emanazioni fossero emanate e le creature create, la semplice Luce Superiore colmava tutta l’esistenza…..

Lo scopo della creazione è di portare le creature alla rivelazione del Creatore, all’adesione con Lui per raggiungere il Suo livello. L’intero sviluppo dell’essere umano in questo mondo, per migliaia di anni, è stato rivolto solo alla realizzazione di questo scopo.

Ci sono state molte persone che, nel corso della storia dell’umanità, cominciando da Adamo il primo uomo, Adam HaRishon, sono state in grado di uscire dal livello animale per arrivare a quello umano. Queste persone sono chiamate kabbalisti, e nel corso di tutte le generazioni hanno continuato ad aiutare tutti coloro che desideravano arrivare alla realizzazione della forza superiore, per entrare nel livello spirituale.

Tutta la nostra vita in questo mondo, all’interno del nostro desiderio egoistico, è strutturata in modo da farci uscire da esso, per elevarci al livello della dazione, verso una più alta esistenza: eterna ed infinita.

Quindi noi dobbiamo ringraziare tutti coloro che, avendo raggiunto il Creatore da soli, hanno messo in atto tutti i loro sforzi per sviluppare la scienza della Kabbalah, aiutando chiunque lo desiderasse, a raggiungere lo stesso livello e ad attraversare gli stessi stati sulla via per raggiungere la realtà più alta.

Tutta l’evoluzione può essere suddivisa in due fasi. Inizialmente ci sono una maturazione istintiva ed uno sviluppo del desiderio per il piacere. Ma, ad un certo punto, questo desiderio si sviluppa, e lo fa nella misura in cui vuole la propria correzione da desiderio di ricevere a desiderio di donare. Quel punto di rotazione è rappresentato da un particolare kabbalista, il cui nome era Ari.

Questo “messaggero dall’alto” ha fatto per noi ciò che nessun altro kabbalista aveva mai realizzato prima. Non c’è un’altra persona che abbia contribuito maggiormente alla correzione generale. Partendo da lui, l’umanità è entrata nel periodo della liberazione. E’ stato l’Ari che ha rivelato la scienza della Kabbalah, la metodologia della correzione; è stato lui che l’ha presa dall’alto e l’ha approfondita per noi.

Ecco perché la data del 27 Luglio è così importante per noi: è il giorno in cui commemoriamo la morte dell’Ari. Tutto ciò che abbiamo nella nostra vita spirituale, quello per cui ci sforziamo, investendo tutta la nostra vita, proviene dal grande Ari. È l’anima che rappresenta il punto di svolta dal mondo delle tenebre al mondo della correzione.

Lui è stato il primo kabbalista che ha portato alle masse la metodologia pratica per la correzione che comprende la struttura dei mondi superiori, la diffusione delle anime, la distribuzione della Luce e dello sviluppo. Egli ha collegato queste spiegazioni alle ricorrenze e alle citazioni della Torah.

L’Ari ha creato il linguaggio della Kabbalah e lo ha reso possibile allo studio, alla ricerca e all’uso comune. Ha tradotto la Kabbalah dal linguaggio delle parabole e dei suggerimenti, tramandati fra i kabbalisti vissuti prima di lui, in un linguaggio moderno, preciso, scientifico: misure, gradi, Aviut (profondità del desiderio), Kashiut (forza dello schermo) e tutti i termini scientifici.

Dopo di lui, la Kabbalah si trasformò in una vera scienza, perché l’altissimo grado che l’Ari aveva raggiunto, gli ha permesso di comprendere tutto il mondo superiore.

Ecco perché egli inizia i suoi scritti dalle quattro fasi della Luce Diretta, in tutti i dettagli. Tutta la struttura dei mondi che la scienza della Kabbalah insegna, ci arriva dall’Ari. Baal HaSulam scrive che egli aveva raggiunto le proprie altezze spirituali perché aveva ricevuto un embrione dell’anima dell’Ari. Grazie a questa speciale anima, Baal HaSulam raggiunse i suoi risultati e continuò il lavoro dell’Ari.

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Dalla Lezione nel “Giorno in Memoria dell’Ari” 27/07/17

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Un’anima

Domanda: Che cos’è un’anima?

Risposta: La definizione di “un’anima” ci aiuta a capire che siamo tutte parti di un desiderio comune che, in base al proprio volume e potere, assomiglia al Creatore. Inizialmente ci troviamo in uno stato egoistico, il che significa che vogliamo tutto solo per noi stessi.

Dobbiamo correggerci tutti in modo che tutto quello che vorremo, lo vorremo con l’intenzione di dare. A chi? Se il desiderio è uno e tutti noi siamo parte di un solo desiderio, dobbiamo dare al Creatore.

Quando diamo e concediamo al Creatore, il Creatore ci dà e ci concede, diventiamo compagni di viaggio e ci connettiamo a vicenda, questo è chiamato Dvekut (adesione).

Questo è in realtà lo stato che dobbiamo raggiungere, e questa è la ragione per cui tutte le persone del mondo, essendo parti di un’anima, hanno bisogno di aiutarsi a scoprire, raggiungere e ottenere lo stato dell’eternità, della completezza e dell’infinito, proprio come il nostro Creatore.

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Dalla trasmissione di KabTV “Parlare dell’anima” 30/03/2017

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L’amicizia kabbalistica

Domanda: L’amicizia con le persone che fanno parte della nostra vita “ordinaria”, può interferire con l’amicizia kabbalistica, quella cioè che intrecciamo con i membri del gruppo?

Risposta: L’amicizia ordinaria non interferisce con l’amicizia “kabbalistica”, ma subisce un cambiamento importante, in quanto l’obiettivo, i mezzi e gli atteggiamenti reciproci cambiano completamente.

Accade anche fra due persone che un tempo erano coinvolte in una normale amicizia fisica, esse stringono amicizia in maniera completamente diversa una volta che entrambe intraprendono il cammino spirituale.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 12/11/16

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“Benedette saranno la tua cesta e la tua madia”

Dalla Torah, (Deuteronomio: 28:04): “Benedetto sarà il frutto del tuo seno, il frutto del tuo suolo e il frutto del tuo bestiame; benedetti i parti delle tue vacche e i nati delle tue pecore.”

Se dal punto di vista del livello umano si aspira al Creatore, allora anche tutti i livelli inferiori: animale, vegetale o inanimato aspireranno alla stessa uguaglianza. Pertanto, ci sarà sempre una benedizione anche su questi livelli.

Dalla Torah, (Deuteronomio 28:05-28:06)“Benedette saranno la tua cesta e la tua madia. Sarai benedetto quando entri e benedetto quando esci.”

Qui parla di entrare nel livello spirituale e salire.

La nostra vita è una chiara conseguenza del modo in cui costruiamo la nostra equivalenza con il mondo spirituale: con le nostre radici spirituali.

La Torah non parla di oggetti o fenomeni del nostro mondo: le capre, le pecore, le persone, le case, le città e tutto il resto, anche se sembra che parli di questo. Tutte sono qualità spirituali di una persona che aspira al mondo superiore; tutto è dentro di lei. La Torah spiega come queste qualità siano benedette.

Commento: E’ sorprendente che anche l’uscita dal livello spirituale e la successiva caduta, siano benedette.

Risposta: Perché si tratta della caduta per la futura ascesa. È’ scritto, “La Torah verrà da Sion.” Questa discesa appare come il livello successivo: attira più luce su di voi e vi benedice buoni e cattivi.

E’ scritto: “Benedette saranno la tua cesta e la tua madia”. La cesta e la madia sono i Kelim (vasi) che sono stati riempiti con la Luce superiore, in quel livello, con lo scopo di dare.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 5/12/16

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“Il Signore tuo Dio ti concederà abbondanza di beni…..”

Dalla Torah, (Deuteronomio 28:11): “Il Signore tuo Dio ti concederà abbondanza di beni, quanto al frutto del tuo grembo, al frutto del tuo bestiame e al frutto del tuo suolo, nel paese che il Signore ha giurato ai tuoi padri di darti.”

Tutto il desiderio egoistico che sorge dentro di te, ora si chiama la terra di Israele. Esso non nasce nelle persone comuni; loro non raggiungono questi desideri enormi, estremamente egoistici e antagonisti. Tu comincerai a sentirli. Questo è chiamato l’ingresso alla terra d’Israele.

Tu esamini questi desideri; vale a dire che li sottometti alla tua intenzione di dazione e di amore, e quindi ricevi la benedizione nel tuo paese.

È scritto: “Il Signore tuo Dio ti concederà abbondanza di beni”. L’abbondanza significa la rivelazione della Luce di Hochma. Nel deserto, prima dell’ingresso alla terra d’Israele, è stata rivelata la Luce di Hassadim e ora viene rivelata la Luce di Hochma, grazie alla quale hanno avuto luogo sia la nascita che lo sviluppo.

La Luce di Hassadim ti tiene in un costante stato di aspettativa. Tuttavia, noi dobbiamo anche svilupparla perché la Luce di Hochma si riveste in essa. Pertanto, non appena la Luce di Hochma comincia ad avvicinarsi, c’è bisogno immediatamente della Luce di Hassadim. Dopo tutto, senza di essa la Luce di Hochma è come una lama tagliente o un fuoco che distrugge tutto. Questi sono chiamati i Dinim, le qualità del giudizio.

Domanda: Significa che tutto ciò che accade oggi nel mondo è una conseguenza della mancanza della Luce di Hassadim?

Risposta: Sì. Appare solo un enorme desiderio egoistico. Al di sopra di esso c’è la Luce di Hochma che deve entrare in questo desiderio. Tuttavia, lo spazio che la luce di Hassadim deve riempire è vuoto. Dobbiamo attirare la Luce di Hassadim e possiamo farlo solo se ci relazioniamo correttamente fra di noi.

Se raggiungiamo la Luce di Hassadim, la grazia si riverserà in tutto il mondo.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 5/12/16

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