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Il tempo della correzione Babilonese

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come dovremmo relazionarci al nostro stato attuale?

Risposta: Oggi, “partendo” da Babilonia 3500 anni fa, ancora una volta ci sentiamo di nuovo nello stesso luogo, nell’antica Babilonia. Ecco perché il nostro tempo è il tempo della correzione babilonese; abbiamo cercato di fuggire da Babilonia, ma questo non è successo perché Babilonia (vale a dire, la nostra società egoista) deve essere corretta!

Quindi, dobbiamo guardare alla storia nel suo complesso, ed è irrilevante che sia stata 3.500 anni fa da quando Abramo ha tentato di creare una società unificata. Questi eventi riflettono sul destino dell’umanità. Questi eventi vengono trasformati, trasportati, e concentrati in una aspirazione: raggiungere l’unità. Finora, noi continuiamo a rivelare la nostra opposizione ad esso.

Dobbiamo essere collegati con il Creatore nei nostri studi e le attività. Il Creatore, la forza della Luce, la proprietà della dazione, che ci corregge e senza il quale non siamo in grado di far fronte al compito, deve essere implicito in tutto ciò che facciamo.
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La disponibilità numero uno

Dott. Michael LaitmanDomanda: In uno dei nostri incontri sei o sette anni fa, ha detto che se avessimo continuato a studiare la saggezza della Kabbalah e accelerato i nostri sforzi, alla fine questo ci avrebbe portato alla riunione con il Creatore, allo scopo di correzione. E’ cambiato qualcosa da allora?

Risposta: Durante questo tempo, abbiamo attraversato cambiamenti innumerevoli dei quali non si può neanche sognare. Non vedete come sta cambiando il mondo? Cinque anni fa, abbiamo detto: “Guardate cosa accadrà in un anno.” infatti, non è stato neanche un anno ma cinque anni, ma è successo. Se fosse stato prima, sarebbe stato meglio, certo, ma il mondo non può fare nulla.

Il punto non è il mondo, ma noi. Siamo gli unici che possono accelerare il nostro sviluppo. Il mondo è materia semplice, e non c’è nulla in esso. La gente crescerà e cambierà a secondo di come noi la “nutriremo”, ma andiamo attraverso tutti i cambiamenti consapevolmente.

Qui, sono essenziali la preoccupazione e la nostra percezione interiore e il riconoscimento di cosa sta succedendo a noi, ma ci vuole tempo perché stiamo sprecando le nostre risorse su azioni che sono totalmente irrilevanti e inefficienti.

Se chiariamo solo quello che sta succedendo fra noi correttamente solo nella percezione di avvicinarsi o tirarsi da parte, nella nostra giusta inclinazione che mira a creare la base spirituale per la percezione del Creatore e per unirsi a Lui, inizieremo ad avanzare molto più velocemente. Dobbiamo provare a guardare in alto per l’ascolto interiore e la vista interiore, i sensi interiori. Comunque, non sono in ciascuno di noi, ma fra noi poiché non sono sensi corporali ma adesso sensi integrali che appariranno nella connessione tra noi.

Se non c’è tale connessione, significa che non ci sono tali sensi, però, nel momento in cui c’è una connessione, i corpi spirituali nuovi cominciano ad apparire fra noi proprio come la materia ha cominciato a svilupparsi nel passato. I nostri sensi spirituali si sono sviluppati gradualmente in quei corpi spirituali in modo che l’entità generale chiamata “l’anima” possa apparire.

Dobbiamo sviluppare questo, e ci stiamo avvicinando in quello già almeno nel nostro riconoscimento e nel nostro sentimento. Prima, non potevo trasmettere qualsiasi sentimento in pensieri e parole, ma ora posso perché state già sperimentando gli stati di correlazione. È già possibile comprendere ciò e sperimentarlo.

Ora, possiamo capirci l’un l’altro meglio e giustificarci l’un l’altro, non importa in quale stato sia l’altro, dato che siamo passati attraverso gli stessi stati noi stessi: discesa, distacco, debolezza, umiltà, e così via.

A meno che non saremo in grado di giustificare ogni stato che l’altro attraversa, non saremo pronti per la connessione con il Creatore poiché, su tutto, è il Creatore che richiama tutti questi stati in noi, e dobbiamo giustificare tutte le Sue azioni e, così, anche tutte le nostre azioni. Questo non è facile.

Ho visto come il mio insegnante Rabash ha attraversato questi stati. E’ sembrato sacro! Comunque, infatti, a me, sembrava totalmente diverso, e non potevo fare nulla contro di essi finché ho capito che è il Creatore che sta facendo tutto ciò per me, e non succede a lui, ma nella mia coscienza poiché il mondo intero è dentro di me.

Allora, ci siamo avvicinati alla comprensione, a riconoscere e a giustificare questi stati. Siamo pronti per loro, e li possiamo sperimentare ed essere d’accordo con loro. Questo è importante.
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Dalla conversazione ad un pasto al Congresso di Toronto del 04.08.2014

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Una peste spirituale

Dott. Michael LaitmanDomanda: Ogni giorno portiamo il nostro desiderio alla lezione del mattino e in particolare durante lo studio de Lo Zohar. Come possiamo raccogliere e elevare la nostra domanda, la nostra richiesta al Creatore, durante la lezione in modo da non concentrarsi sull’immagine descritta ma vedere oltre ad essa?

Risposta: Certo, non dobbiamo concentrarci sulle immagini che sono descritte, ma dobbiamo venire alla lezione con le impressioni che abbiamo accumulato durante il giorno:

  • In che misura sono riuscito a superare il mio attaccamento alla mia percezione rigida pensando che do alle persone che loro concedono a me;
  • In che misura ho provato a sentire il Creatore in tutto quello, e che tutto deriva da Lui;
  • In che misura ho provato a vedere solo il lato positivo di tutto in modo da poter avanzare spiritualmente, nonostante i sentimenti negativi diversi, e la rabbia;
  • In che misura ho provato a dirigere tutto verso l’importanza della connessione con il gruppo in modo da trovare la connessione con il Creatore.

Devo portare tutte le impressioni e le esperienze che accumulo, alla riunione con il gruppo e durante la lezione provare a concentrare tutti i miei sforzi sull’unione con il Creatore tramite gli amici, che significa sentire il corpo spirituale cioè tra noi, fra me e gli amici.

Se non ho accumulato potenziale negativo, non ho niente da portare alla lezione. Ho bisogno di venire alla lezione come se fosse un evento speciale nel quale correggo quello che non potevo fare da solo senza la connessione con gli amici, senza l’apertura del Libro dello Zohar con loro e ricevere attraverso quello la Luce che ci incolla e ci salda insieme.

È perché ho provato a farlo senza la connessione fisica con gli amici, senza leggere Lo Zohar insieme a loro, ma non ci sono riuscito! O avrei potuto riuscirci un po’, ma solo per imparare che manco ancora della loro partecipazione e così devo venire alla lezione. Vengo non perché mi sono forzato e obbligato, ma perché anelo a farlo. Mi sono preparato ad essa.

Forse sembra che parlo di qualche stato ideale, dobbiamo aspirare a ciò. Certo se vengo alla lezione in questo modo, mi aspetto molto da essa; tremo e ho paura di perdere questa opportunità. Questo è quello che dobbiamo raggiungere e possiamo farlo solo nella forma di un virus, infettandoci l’un l’altro con esso. Se questo è lo spirito fra gli amici, una persona vedrà come tutto funziona per lui e come riesce in tutto quello che fa.
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Dalla conversazione durante un pasto al Congresso di Toronto del 04.08.2014

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Risultati dall’America

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come si fa a riassumere i risultati del vostro viaggio nel continente Americano?

Risposta: E’ stato un buon viaggio. Abbiamo incontrato i nostri gruppi, con i nostri buoni e fedeli amici in Colombia, Ecuador, Cile, Messico, Stati Uniti e Canada.

I gruppi sono cresciuti e sono avanzati molto, moltissimo. Sono diventati più fedeli, sensibili, hanno acquisito una maggiore comprensione; studiano insieme con noi e si connettano con noi in tutte le attività, grazie alla connessione virtuale. L’Internet veramente sta connettendo il mondo tremendamente a livello dell’inanimato.

In Messico abbiamo organizzato un congresso grande e importante. Tutti i gruppi locali e gli individui sono venuti e hanno creato un’atmosfera calorosa e amichevole senza precedenti. E’ stato creato un gruppo forte e unito e spero che con il nostro aiuto continueranno a lavorare in quella direzione.

Al congresso negli Stati Uniti c’era anche un inaudito impulso di connessione, unità, un senso di comprensione. Era veramente qualcosa di molto speciale, qualcosa che nemmeno mi aspettavo. Tutti i nostri amici lì sono più vicini l’uno all’altro. Questa era una correzione molto grande e sono pieno di speranza che ora continueranno insieme.

Adesso c’è un congresso a San Pietroburgo davanti a noi, sulla quale via dobbiamo consolidare internamente fra noi la divulgazione in tutto il mondo. Non c’è un congresso dedicato solo a connessione e unificazione fra gli amici e con il Creatore; ogni evento deve integrare la sua intera altezza nel processo nel quale attiviamo tre livelli: l’inferiore, il superiore, e il livello sopra il superiore. E noi che ci siamo trovati nel mezzo dobbiamo lavorare sui nostri rapporti reciproci con il livello adiacente.

Spero vivamente che stiamo accelerando il nostro sviluppo e ce la faremo.
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Dalla lezione dell’importanza della divulgazione, 12.08.2014

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Il Sistema del canale di Luce

Dr. Michael LaitmanDomanda: Quali sono i modi per aggiungere l’intenzione ai seminari che sono tenuti per il pubblico in generale?

Risposta: Il filo conduttore di ogni seminario dovrebbe essere il pensiero che se vogliamo stare bene non c’è altro modo che rendersi conto che siamo tutti parte di un solo sistema unitario e che siamo totalmente interconnessi.

Ciò significa che se agiamo da eguali, come se fossimo membri di un’unica famiglia, saremo in grado di condurre delle vite positive perché saremo compatibili con la natura.

In questo momento, la natura non ci richiede di essere degli “anti-egoisti”, e nemmeno vuole che ci eleviamo al di sopra del nostro ego. Finora, la natura vuole che ci rendiamo conto del fatto che siamo tutti “legati” gli uni agli altri, che dipendiamo gli uni dagli altri come ingranaggi di un solo meccanismo, e dobbiamo “ruotare” in reciproca armonia. Questo è ciò che la natura richiede all’umanità nel suo complesso.

Tuttavia, l’umanità che oggi conta sette miliardi di persone ha già una parte dentro la natura; il ruolo di questa parte interna è di servire da conduttore della forza reciproca che può sincronizzare i nostri movimenti in una “danza comune”. In sostanza, è il potere della Luce. Solamente la Luce può gestire tutti i sette miliardi di persone, considerando ogni persona ed interagendo in modo armonioso. E’ la Luce che crea coerenza e dà origine a sensazioni vicendevoli in noi; la Luce influenza tutti in un modo unificato e totalizzante, portando così tutto il sistema ad agire.

Tuttavia, affinché la Luce discenda e faccia il suo lavoro, abbiamo bisogno di un “adattatore” tra di essa e l’umanità. La parte che adempie a questo lavoro si chiama Israele. Il nostro ruolo è di mantenere la connessione con la Luce. Significa che tra di noi, nel nostro piccolo gruppo di Bnei Baruch, dobbiamo stabilire non solo un tipo di connessione familiare, ma qualcosa di più ampio di questo.

Noi dobbiamo essere uguali alla Luce nella nostra intenzione di donarci reciprocamente in modo che i nostri amici diventino più importanti per noi di quello che noi siamo per noi stessi, così tutte le nostre azioni saranno a beneficio e al servizio dei nostri amici. Non è sufficiente vivere come una famiglia normale in un “formicaio”.

Io esisto solamente per portare beneficio a tutto Bnei Baruch. Questo è il vero lavoro per il bene della dazione.
Questo è il modo in cui la Luce stessa si manifesta; succede perché i nostri desideri uniti sono uguali alla Luce per quanto riguarda le loro qualità, allora la Luce si rivela in noi e attraverso di noi a tutti gli altri sette miliardi di persone.

Ad ogni modo, la Luce agisce in modo assolutamente diverso sul resto dell’umanità. Primo, solamente sulla base del principio di riunire le persone insieme: “Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te”. Poi, piano piano gli uomini raggiungono il principio “amare il proprio prossimo come se stessi”. Fino a questo punto tutto è avvenuto sulla base della reciproca interdipendenza. Solamente dopo che questo livello è stato conseguito, gli uomini si avvicinano al livello di “amare il Creatore“.

Di conseguenza, ci sono tre passaggi che sono definiti dalla Torà come comandamenti:

1. Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te.

2. Ama il prossimo tuo come te stesso.

3. Ama il Signore tuo Dio.

Tutto quanto detto sopra si riferisce all’unità tra le persone dentro un unico sistema spirituale.
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Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 13.07.2014, Shamati n.60

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Apri il cuore non la bocca

Dr. Michael LaitmanDomanda: Quando i nostri amici escono al pubblico per gestire un workshop, cosa possiamo fare noi che non siamo con loro per sostenere la loro intenzione, il loro messaggio?

Risposta: Dobbiamo riunirci e pensare a loro, interiormente. Questo è ciò che si chiama pregare per il loro successo, perché, come conseguenza di questo successo, loro ci porteranno un “bottino”, cioè i desideri di tutte quelle persone che vogliono sentirsi un po’ meglio, un po’ più felici e di successo in questa vita. Non importa che questi siano desideri egoistici, noi li prendiamo.

Così facendo, noi le percepiamo. Iniziamo a sentire un desiderio di dare alle persone tutto ciò che vogliono: felicità, connessione tra loro e tutto il resto. I loro desideri iniziano a lavorare dentro di noi e questo significa che abbiamo qualcosa da elevare al Creatore. Altrimenti non ci possiamo innalzare verso di Lui.

Come scrive Baal HaSulam nell’articolo “Non è il momento di prendere ciò che viene dato” non possiamo chiedere per noi stessi in alcun caso. Anche se io volessi chiedere “Dammi la possibilità di dare a te. Dammi la possibilità di soddisfare gli altri. Dammi la possibilità di…” io non posso dire “me” perché in questo modo mi colloco in posizione opposta all’intero sistema e non mi posso inserire nell’ingranaggio.

Io devo dire “Dà a loro” o “a noi” ma in nessun caso “a me”. Questo significa che, se prego per qualcosa, devo pregare per gli altri affinché le cose vadano bene a loro. Allora parteciperò a questo sistema correttamente.

Quindi se noi pensiamo che i nostri amici avranno successo quando usciranno al pubblico e ci connettiamo a questo, in modo che il pubblico sentirà calore tramite loro, che i loro desideri più profondi verranno rivelati agli amici (anche se ovviamente non si renderanno conto di questo) e che essi li porteranno poi a noi, allora questa diventerà una preghiera al Creatore.

Così noi chiediamo ed imploriamo il Creatore spiritualmente, anche se il pubblico chiede qualcosa di assolutamente materiale. La Luce Superiore giunge proprio tramite una preghiera di questo tipo.

Domanda: Cosa è meglio fare, leggere un brano, stare in silenzio per 30 secondi o magari cantare una canzone? Cosa possiamo fare affinché tutti noi possiamo pensare a loro per almeno un secondo? Cosa significa pregare?

Risposta: Preghiera è il tuo desiderio che gli amici abbiano successo con questa azione, che questo arrechi gioia al Creatore. Questa è una preghiera. Noi apriamo il cuore, non la bocca.

Non capisco cosa tu pensi sia una preghiera come attività spirituale. Pensi sia dissolvere nubi col pensiero o accendere candele o mettersi in ginocchio?

Un’attività spirituale è quando tu vuoi qualcosa ardentemente insieme ad altri e, in questa attività, oltre a te ed al gruppo partecipa anche il Creatore.
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Dal Congresso di Sochi 13.07.2014, Lezione 1

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Adeguandosi al diapason superiore

Dr. Michael LaitmanUn gruppo di Kabbalisti non si costruisce tramite un incontro di persone a caso. Piuttosto viene raccolto dall’Alto. La natura globale costruisce tutto, incluso il gruppo intorno e dentro di noi.

Spetta a me mettermi in relazione al gruppo come a una comunità di persone di questo mondo che si sono riunite seguendo l’influenza del potere superiore che crea le condizioni uniche per noi in modo che proviamo a connetterci fra noi attraverso una rete di rapporti superiori. Spetta a me mettermi in relazione ad un gruppo come un’offerta dal Creatore per inserirmi in una società superiore, e non dimenticare mai questo.

Allora, spetta a me accettare tutti coloro che arrivano al gruppo come un elemento desiderato, coltivando questo rapporto per tutto il tempo, affinandolo, e considerandolo ancora di più.

Non ho un altro modo di comunicare con la forza superiore se non attraverso il gruppo. Se voglio parlare con il livello superiore, spetta a me rivolgermi verso un gruppo come un modello che offre di essere connesso con me. Solo attraverso di esso posso spiegarlo al più alto livello, il Creatore che ha creato me, tutti noi, il mondo intero.

Questo rapporto verso un gruppo è molto importante! È da intendersi che tramite esso, sto parlando con il Creatore. Il nostro obbligo qui è di pregare per i tanti, rivolgersi attraverso tutti verso il Creatore, relazionarsi agli altri con amore. Allo scopo di essere diretti al livello successivo, al Creatore, devono esserci rapporti di uguaglianza fra noi, nonostante le nostre differenze.

Proviamo a creare un tutto unico da noi stessi nel quale non esista desiderio personale, intenzioni, aneliti, e connessione. Piuttosto, tutto è mescolato in una sola goccia al punto che al suo interno, perdiamo noi stessi e acquisiamo l’intelligenza del prossimo livello superiore, i suoi desideri e i pensieri con i quali diventiamo un tutto unico.

Secondo la legge “dieci diventa uno”. Poi si divide di nuovo in dieci (cresce l’ego) e ancora una volta ci si collega in uno e così in tutti i 125 livelli della nostra salita.

Significa che su ogni livello una matrice ci viene data, e se lavoriamo con essa correttamente, poi comunichiamo attraverso di essa con il Creatore. Non è come ciò che facciamo quando stiamo comunicando al telefono o attraverso il computer. Piuttosto, saliamo a questo livello emotivamente e siamo inclusi in connessione diretta con il livello. Allora, il Creatore, che significa il livello successivo, comincia a vivere all’interno di noi.

L’unica differenza è che sul nostro livello, in occultamento, non sentiamo il Creatore, nel prossimo livello, sentiamo noi stessi e il Creatore come un tutto unico, includendo l’intelletto dell’universo intero, un raduno generale della comunicazione, il programma di creazione. Questo stato si chiama, “adesione” al Creatore, e dopo di esso, ci sono 125 ulteriori livelli nei quali l’aderenza a Lui cresce.

Spetta a noi realizzare questa possibilità che ci è data in questa incarnazione di vita, relazionarsi seriamente al gruppo per entrare in sintonia permanentemente con la realizzazione del nostro rapporto verso gli altri. Infatti il resto delle nostre azioni sono molto meno utili per la salita ad un livello superiore di quello che è possibile fare in un gruppo.

Anche quando andiamo fuori al grande pubblico con varie attività, noi li richiediamo solo affinché la necessità di collegarci crescerà tra noi. Andare verso l’umanità può essere attuato attraverso vari mezzi di comunicazione.

Siccome tutti questi mezzi sono innanzitutto utili, ciò che è importante per me è la comunicazione diretta, chiara e corretta con quegli amici che sono stati riuniti dalla forza superiore, e spetta a me lavorare con loro contro la mia volontà. Se questa mi è stata data per decidere, non li avrei mai scelti. Non so perché io sono tenuto a raggiungere il livello superiore, così mi danno un gruppo nel quale spetta a me dirigere e organizzare me stesso correttamente.

Insieme a questo, spetta a me capire che tutto il resto è assolutamente diretto correttamente, e diventerò una corda singola fra cento corde che sono sintonizzate con gli altri. Poi, prima sento me stesso sintonizzato nel modo migliore, e anche se un suono orrendo, terribile viene fuori da me, a me sembra come una cosa piacevole.

Come una madre che guarda il suo neonato e a lei sembra che sia il più bello e il mondo intero non vale nulla rispetto a lui, così anch’io guardo a me stesso come il favorito. Tutto il resto oltre me sembra non essere proprio sintonizzato, al punto che spetta a loro sintonizzarsi a me.

Tuttavia, in realtà, la nostra sintonia deve essere completamente opposta. Spetta a me accettare tutti loro e ognuno come uno strumento completamente sintonizzato o un insieme assolutamente corretto di caratteristiche. Io sono l’unico che non è corretto, è non solo nel gruppo, ma anche nel mondo intero, nell’universo intero. Sono l’uno che ha bisogno di correzione. Allora, tutto è stato creato per me. Quando la persona si riferisce al mondo così, lui può dire, “Il mondo è stato creato per me!”

Rapporti come questi in un gruppo ci pongono nello stato giusto. Ringrazio il potere superiore che mi porta ad un gruppo. Sono grato che mi dimostra come critico tutti, e li rifiuto e li odio. Mi riferisco ragionevolmente a parte di loro perché devo essere connesso con altre persone, ricevere da essi, in modo che io possa sentimi meglio.

Gradualmente, sintonizzo la corda un poco di più e un po’ oltre. La porto al suono ideale rispetto al diapason. Il diapason è il movimento generale del gruppo nel quale il suono superiore è stato sentito già parzialmente. Quando il movimento generale entra in armonia, l’essenza superiore si rivela in esso.
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Dal Congresso in Sochi “Giorno Due” 14.07.2014, Lezione 3

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La fonte di forza

Dr. Michael LaitmanDomanda: Supponiamo che ho capito che per aggiungere la sensazione di importanza dell’unione in un gruppo, è necessario fare ulteriori sforzi, ma non ho la forza per questo. Dove posso trovarla?

Risposta: Si trova solo negli amici! È possibile ricevere la forza solo se abbassi la testa davanti ai tuoi amici, vedendoli come più importanti, più forti, comprendendoli di più, in quanto la connessione tra te e loro diventa più forte. Allora puoi ricevere qualcosa da loro.

Il gruppo deve aiutare una persona affinché essa senta il suo atteggiamento simpatico e buono verso di lui, l’amore.

Sembra soltanto a noi che è impossibile ottenere forza dal gruppo. Quindi, da parte loro, ci deve essere il lavoro metodico diretto verso questo, solo che non dovrebbe diventare di routine perché essa mangia tutte le emozioni. Nel mondo spirituale, non esiste l’abitudine. Essa scompare perché lì, vengono considerati solo i cambiamenti, solo le conseguenze e non la velocità. Pertanto, si deve essere in costante movimento.

Domanda: Ma può una persona fare il primo passo? Egli comprende che ora il gruppo è in un tale stato che può esercitare uno sforzo. Tuttavia, non ha la forza di fare qualcosa per elevare il gruppo, per integrarsi ad esso, e salire. La comprensione è lì, ma non la forza.

Risposta: Non c’è energia. Ciò significa che non c’è vera necessità. Ci trattiene una specie di distacco, di apatia: io potrei aiutare, ma non credo sia necessario.

Come si deve agire in un caso come questo? Vorrei condurre un workshop, far sedere tutti in cerchio, dare un tema, e gradualmente cercare di introdurre domande speciali che portano la gente a tornare un po’ in sé, svegliarli.
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Dal congresso di Sochi giorno 2, 14.07.2014, Lezione 4

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Può una persona sola aspettarsi il successo?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché è così importante studiare la Kabbalah soprattutto in un gruppo e non a casa da soli?

Risposta: Questa opzione è possibile. È possibile accedere a Internet e ricevere tutte le informazioni; l’intero archivio è aperto a te, pieno di file video, audio e testi. Certamente tu puoi sederti a casa e studiare la Kabbalah da solo, ma come farai a realizzarla in pratica?

Se una persona vuole diventare un esperto, deve passare attraverso l’esperienza pratica. Immaginate un cuoco che impara come preparare piatti dai libri, ma non vede mai un cetriolo o un pomodoro e così via. Che tipo di chef diventerebbe?

Come si può implementare la saggezza della Kabbalah da soli? Non otterrai nessun risultato. Tu devi realizzarla in un gruppo con gli amici, perché solo attraverso la giusta connessione tra voi comincerete a sentire ciò che è scritto nei libri. Certo, tu puoi studiare a casa, ma non otterrai nulla da questo perché non saprai cosa stai studiando.

Ci sono amici che studiano a casa e non vogliono neppure venire ai congressi per incontrare altre persone. Pensano che sia sufficiente per loro solo studiare. Cosa gli si può dire? Loro non realizzano affatto le lezioni.

Non sentono il materiale; essi non scoprono lo stesso mondo di cui stanno leggendo.

Potrei dire molto su questo, ma una persona deve capire che la saggezza della Kabbalah viene realizzata solo in un gruppo. Tutti i kabbalisti scrivono di questo.

Se una persona arriva a noi per le lezioni e apre le fonti kabbalistiche, in ognuno di esse si parla di questo. Ma essa non legge perché è troppo pigra. Non vuole perché in tal caso dovrebbe lavorare contro il suo ego: arrivare in un gruppo, partecipare insieme ad eventi, essere coinvolta nella divulgazione, e così via. Così questo tipo di gente ci lascia, e con questo il loro sviluppo kabbalistico finisce.
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Dal Campo Estivo Internazionale in Bulgaria “Giorno Due “12.07.2014, Lezione 4

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La cosa principale è la preparazione

Dr. Michael LaitmanDomanda: Noi sprechiamo tanto tempo facendo delle prove prima di esibirci davanti ai villeggianti. Deve il tempo di preparazione avere qualche tipo di equilibrio tra l’adattamento a qualche competenza artistica e la nostra unità interna?

Risposta: Io suppongo che questo non sia necessario. Si tratta di una esibizione amatoriale e non potete superare gli artisti di professione. Voi avete solamente energia interiore, calore e spontaneità, e queste qualità attraggono e sintonizzano le persone a voi. Se disponete di queste qualità, il metodo funzionerà. In caso contrario, fallirete di sicuro!

Questo è perchè voi state facendo un lavoro spirituale, ed in questo lavoro la cosa più importante è la preparazione.

Domanda: Durante il corso delle esibizioni, dov’è il Creatore la maggior parte del tempo, con il pubblico o con i nostri amici? Verso cosa devo essere diretto, il pubblico o le reazioni dei miei amici?

Risposta: Io devo essere insieme con gli amici come un unico insieme completo che sta trasmettendo un messaggio al pubblico esterno. Anche quando, da solo, mi presento a loro come rappresentante del mio gruppo, sento che sono ancora collegato con gli amici e da questo ricevo le forze spirituali che immetterò nel pubblico esterno.

Devo sentirmi come un rappresentante responsabile del mio gruppo che trasmette la Luce Superiore.
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Dal Congresso di Sochi, 13.07.2014

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