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Non Rimanere un filosofo

Domanda: Qual è l’atteggiamento corretto verso stati di orgoglio ed arroganza?

Risposta: Si tratta di due sentimenti opposti, e dobbiamo imparare come lavorare con loro.
La Kabbalah è una scienza pratica. Una persona che la applica inizia a sentire ciò che viene detto, la persona che non la implementa rimane un filosofo, e così niente potrà cambiare per decenni.

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Dal Convegno Internazionale “Alzarsi al di sopra di noi stessi” 6/1/22, “Avvicinarsi al Creatore attraverso la rete di connessioni tra noi” Lezione 1

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Che cosa cambia la scala dei valori?

Commento: Il mio scopo, come persona, è rivelare un livello di esistenza totalmente diverso, non ciò che attualmente vedo. Devo esistere nel mio corpo animale e servirlo, ma farlo come mezzo per ottenere qualcosa di più elevato.

Un’educazione tale, in principio, cambia l’intero approccio alla vita. Ovvero, la mia vita diventa solo un mezzo per ottenere un obiettivo superiore.

La mia risposta: Questo approccio cambia l’intera scala dei valori. Se ho un obiettivo superiore e posso realizzarlo, oggi, ora, immediatamente, allora certamente il mio atteggiamento verso la vita cambia, vedo tutto come un mezzo per realizzare questo obiettivo.

Ora misuro ciò che esiste intorno a me solo secondo questo obiettivo: dovrei occuparmene o no, ne ho bisogno o no? Se trattassimo la nostra vita in questo modo, prenderemmo solo il minimo necessario da essa.

Prendo le cose necessarie per me e indirizzo ogni altra mia risorsa, la mia forza, e le aspirazioni, solo all’ottenimento della meta, poiché posso ottenere l’eternità e la perfezione, oggi.

Allo stesso tempo, non devo morire fisicamente. Devo solo sviluppare un organo sensoriale dentro di me, per portarmi alla rivelazione del mondo superiore, che la Kabbalah fornisce.

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Da KabTV “Close-up. Generation” 24/08/09

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Ci sono solo due innamorati

Gli innamorati sono due. Il mondo intero intorno è lo scenario (Antoine de Saint-Exupéry).

Risposta: Questo è naturale perché non vedi nient’altro, se ami, ami solo una cosa o una persona e nient’altro. L’amore non può essere a 360 gradi. Può essere solo strettamente focalizzato. Non abbiamo altra scelta, nessun’ altra opzione. Prendi anche una madre che ama così tanto i suoi figli. Tuttavia, se abbiamo compreso appieno la sua condizione, allora probabilmente, tratta il più piccolo con più grande amore.

Domanda: Ma tutto il resto, per così dire, aiuta questo amore ed esiste solo per esso?

Risposta: Solo così, sì.

Domanda: E’ questo è il modo di amare?

Risposta: Amore spirituale implica un tale stato di una persona quando vede tutta l’umanità come un tutto unico, come una persona unita, e lo ama.

Perché scopre che con un tale atteggiamento a questa immagine comune, e unificata veda il Creatore in lui. Costruisce con Lui un tale sistema di comunicazione che inizia a sentire in questo tutta la natura, tutta l’umanità, tutto il presente e il futuro. Altre idee su il Creatore sono insostenibili.
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Da Kab TV “Notizie con Michael Laitman” 18/11/2021

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Commento: molti filosofi e psicologi hanno scritto che dobbiamo cambiare noi stessi.

La mia risposta:  Ma lo scrissero dal punto di vista morale.  Qui non stiamo parlando della stessa cosa.  La scienza della Kabbalah parla di cambiare la natura della persona, non di assumere semplicemente un atteggiamento positivo verso gli altri.

Noi non possiamo cambiare la nostra natura da soli.  E i filosofi avevano in mente una sorta di correzione delle relazioni tra le persone: “noi ci limiteremo in maniera meravigliosa, ci metteremo  in una specie di struttura”.  Si tratta del cosiddetto egoismo istruito.

E qui l’idea è completamente diversa. Qui abbiamo bisogno di una forza speciale che ci cambierà. La forza che ha creato il nostro egoismo in forma così rigida: di godere, ricevere, governare, riempire noi stessi, e assorbire, questa è la forza che dovrebbe invertirci, semplicemente ribaltarci.  Non ci serve null’altro.

Domanda: Perché la natura non ci ha creati così, fin dall’inizio?  Perché è necessario trasformarci?

Risposta: In modo che potessimo essere convinti del fatto che la base egoistica della vita è difettosa.  Il fatto è che in natura esiste un innesco, un interruttore, che agisce su di noi. Se riconosciamo veramente la nostra malvagità e vogliamo avanzare al livello di esistenza successivo, questo succederà.

Questa legge esiste in natura.  E’ di questo che parlano la Kabbalah e i Kabbalisti.  La Kabbalah è la scienza che ha rivelato questa legge.  E’ la base dell’intero metodo: come far sì che la natura  ci trasformi da esseri piccoli ad esseri altruisti (veramente altruisti e non pseudo-altruisti come nel nostro mondo).  Allora inizieremo a sentire davvero una natura diversa, un noi diverso, e un mondo diverso.

 

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From KabTV’s “Close-Up. Fire Island” 1/1/10

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Tempo per un po’ di sobrietà

Ho ricevuto un’ e-mail da una madre preoccupata che ha scritto quanto segue: “Oggi anche gli adulti sono insicuri e timorosi. Come possiamo allevare i bambini per essere sicuri? Su cosa possiamo fare affidamento? Le leggi sono infrante, la morale di base non esiste, bugie, pornografia e oscenità sono ovunque e tutti sono arrabbiati e tormentati dalla vita”.

Essa ha ragione, tutto è corrotto oggi, la morale non esiste e la pornografia, la corruzione e le bugie sono la nostra realtà quotidiana. Quello di cui non si rende conto è che non ci sono mai stati tempi migliori. Siamo sempre stati corrotti; è solo molto più palese oggi.

Può essere spaventoso da guardare, ma la sobrietà che dobbiamo sopportare è un’opportunità per rompere lo smog che ci ha accecati e ha intasato i nostri cuori e le nostre menti. Ora possiamo finalmente aprirci alla vera soluzione a tutti i nostri problemi.

Solo quando sentiamo di non avere nessuna scelta eccetto cambiare, accettiamo di fare i passi necessari. Nel caso della corruttela sociale odierna, l’unica soluzione è l’educazione alla considerazione e alla responsabilità reciproca. Può sembrare impossibile, ma nessuno resiste nella situazione attuale, che sta solo peggiorando, quindi sembra che non abbiamo altra scelta.

Non deve essere l’istruzione obbligatoria, tale come si praticava nella Russia comunista. L’educazione alla gentilezza e alla considerazione deve venire dalla realizzazione che non abbiamo altra scelta se vogliamo una società funzionante.

Il primo passo per cambiare la società in meglio è la realizzazione da parte di una massa critica di persone che la situazione attuale non può continuare così. Dopo di che, la gente diventerà più attenta a un messaggio di considerazione reciproca, gentilezza, e altre idee che richiedono di pensare positivamente agli altri.

Inoltre, è imperativo che il processo avvenga a livello sociale e non a livello personale. Un individuo da solo non può cambiare il proprio comportamento in meglio se l’ambiente sociale è negativo. Ma se un’intera comunità decide di cambiare, niente lo fermerà.

Non c’è dubbio che tutti alla fine si renderanno conto che dobbiamo cambiare noi stessi per migliorare la situazione. L’unica domanda è quanto tempo ci vorrà per capire che non possiamo fare a meno di lavorare su noi stessi. Può richiedere molto tempo, con molte difficoltà lungo la strada, o può essere molto veloce se ci rendiamo conto che non possiamo migliorare la nostra vita se non miglioriamo noi stessi.

Un processo educativo non significa sedersi in una classe di fronte a un insegnante o qualcosa del genere. “Educazione” significa imparare sulla natura umana, sull’interconnessione del mondo e su come tutti noi ci influenziamo l’uno con l’altro. Come risultato, ci renderemo conto che dobbiamo stare attenti a non farci del male reciprocamente, perché quando facciamo del male agli altri, facciamo del male a noi stessi. Si tratta di un processo di apprendimento, ma deve venire insieme al vivere la nostra vita e cambiando mentre avanziamo, migliorando gradualmente e reciprocamente la nostra relazione con gli altri.

Il primo passo verso un cambiamento positivo, quindi, è la consapevolezza della nostra situazione. Il passo successivo è sviluppare la considerazione reciproca e infine la cura reciproca per l’altro.

L’impatto dei media su di noi, una storia deprimente.

Un’ampia indagine sulla depressione pubblicata dal centro di ricerca dell’Università di Oxford “Our World in Data” mostra che la depressione è una condizione molto complicata.  Secondo i redattori  del sondaggio “le persone affette dalla depressione manifestano sintomi diversi, con diversi livelli di gravità, in diversi momenti della loro vita, con episodi che durano diversi periodi di tempo”. Peggio ancora, anche le persone non diagnosticate come depresse soffrono sintomi di depressione. E ancora peggio, il sondaggio ha trovato che la depressione è una condizione ombrello che contiene sottotipi e che in generale, sono più le persone che soffrono di depressione, o manifestano sintomi, che non le persone che non ne soffrono. 

Sebbene il sondaggio sia importante in quanto illustra la pervasività della depressione, non risponde, e nemmeno tenta di rispondere alla domanda più importante: Perché esiste la depressione?

Più ci sviluppiamo di generazione in generazione, più conosciamo il mondo in cui viviamo e le pressioni che esso esercita su di noi. Di conseguenza diventiamo depressi.  Da parte loro, i media, che avrebbero potuto ritrarre un’immagine equilibrata del mondo, scelgono invece di esacerbare la nostra depressione enfatizzando il negativo e l’angosciante nel mondo.  Sfruttando la nostra debolezza e vulnerabilità, essi non fanno altro che aumentare la nostra depressione. 

Le brutte notizie che i notiziari presentano costantemente non sono le uniche notizie che meritano di  essere trasmesse. Inoltre, se tutto ciò che presentano è malizia, violenza e frode, senza offrire alcuna soluzione a questi disturbi sociali, che speranza lasciano agli spettatori? Ci stanno educando a odiare, a diffidare e a isolarci dagli altri. C’è da meravigliarsi se in un tale stato siamo depressi?

I media, attraverso tutti i loro canali, sono il principale educatore dell’umanità.  Ci formano e modellano come vogliono mostrando  o nascondendo ciò che scelgono, secondo i loro interessi. Pertanto, ciò che sta accadendo oggi nell’umanità è prima di tutto un risultato diretto delle azioni dei media.

Non dobbiamo illuderci. Le notizie che riceviamo, le storie che leggiamo e guardiamo, e le informazioni che circolano nei nostri telefoni e computer sono tutte monitorate e manipolate per farci sentire infelici e impotenti.  In questo modo, i media stringono la loro presa su di noi e questo è ciò che realmente vogliono. 

Quando siamo depressi, compriamo più cose per compensare il nostro sconforto. Quando siamo depressi, prendiamo farmaci, droghe e facciamo cose per alleviare la tristezza. Queste azioni che compiamo portano loro molto denaro, molto potere e ci rendono dipendenti da loro, che è quello che vogliono.

Le persone possono essere felici soltanto quando hanno speranza. Se sanno che domani sarà meglio di oggi, che i loro figli avranno una vita migliore, più facile, più ricca, più sana della loro, allora hanno motivi di ottimismo e di gioia.

Sfortunatamente, i media riflettono la nostra natura, la nostra inclinazione egoistica, come è scritto “L’inclinazione del cuore di un uomo è malvagia fin dalla sua giovinezza” (Gen. 8:21) “. Finché saremo malvagi interiormente, non creeremo canali di comunicazione che ci diano speranza.

Dato che siamo marci interiormente, dato che vogliamo il potere, il denaro e tutte le cose per le quali incolpiamo i media, allora anche se li distruggessimo e costruissimo invece nuovi canali di comunicazione, essi finirebbero per essere uguali a quelli che abbiamo oggi. Alla fine, non è colpa loro se sono così; riflettono solo il nostro essere interiore.

Per cambiare veramente i media, dobbiamo cambiare noi stessi. Dobbiamo creare canali educativi alternativi che creino speranza incoraggiando la cura e la responsabilità reciproca, e che rafforzino le nostre comunità.

Se promuoviamo la coesione e la solidarietà all’interno delle nostre comunità e città, saremo in grado di compensare l’influenza negativa dei media e cambiare noi stessi dall’interno. Se cambiamo noi, i media non avranno altra scelta che seguirne l’esempio. Dopo tutto, essi dipendono dalle nostre opinioni non meno di quanto noi siamo influenzati dai loro messaggi. Se i messaggi che siamo disposti ad accogliere sono positivi, questi sono i messaggi che ci mostreranno, queste sono le notizie che riceveremo sui nostri dispositivi, e come risultato, tutta la realtà cambierà in meglio.

La triste verità della nostra esistenza e cosa possiamo fare al riguardo

La maggior parte di noi è inconsapevole dei motivi a monte delle  nostre azioni. Attraversiamo la vita con il pilota automatico, per così dire, e raramente pensiamo a cosa  ci spinge a fare quello che facciamo, a dire ciò che diciamo e a pensare ciò che pensiamo. C’è un buon motivo per questo: nessuno vuole comprendere che la motivazione delle nostre azioni è la paura. Siamo in costante modalità di fuga e il pensiero di ciò è insopportabile.

Uno dei vicini di casa nel condominio dove vivo è terrorizzato dalla sua banca. Ha un debito spaventoso e la banca potrebbe bloccare tutti i suoi pagamenti e i bonifici permanenti da un giorno all’altro.  Un altro vicino è terrorizzato dalla polizia. È stato colto  a guidare sotto effetto di droghe e ha paura che la polizia venga a perquisire il suo appartamento. Ma soprattutto, ha paura che la polizia possa entrare nel suo ufficio con dei mandati di perquisizione e metterlo in imbarazzo davanti ai suoi colleghi. 

Siamo tutti così, spaventati da qualcosa, da molte cose.  Abbiamo paura di ciò che la gente pensa di noi e di cosa possa  dire di noi. Abbiamo paura per i nostri figli su così tanti livelli che non possiamo neanche iniziare a descriverlo. Abbiamo paura del virus, del clima, dei terroristi, di essere sfruttati dai colleghi, dai collaboratori e dai capi, e abbiamo timore  riguardo al nostro futuro e a quello dei nostri figli.

In poche parole, siamo inconsapevolmente inseriti in una rete di paure che modella e determina la nostra vita in ogni singolo momento. Inoltre, è attraverso questa rete che sentiamo di essere vivi, che esistiamo. Le pressioni che riceviamo da tutto ciò che ci circonda, dai minerali alle piante e agli animali, alle persone, ci fanno sentire questo mondo e noi stessi al suo interno.

Tuttavia, questa è una percezione negativa. Cerchiamo di goderci la vita ma tutto ciò che riceviamo sono pressioni dal governo, dalla banca, dal capo, dai figli, dalla previdenza sociale, e così via. Siamo ad un punto dove ci consideriamo felici solo se nessuno o nulla ci da fastidio. Ma questa non è la felicità: è assenza di sofferenza.

Non possiamo smettere di avere paura; è il modo in cui il mondo è costruito, il modo in cui siamo fatti. Tuttavia possiamo cambiare le cose che ci spaventano, il che a sua volta cambierà il nostro modo di sentire. 

Siamo creature che cercano il piacere: abbiamo paura quando percepiamo che potremmo essere feriti o non provare piacere. Di conseguenza, la nostra paura è determinata da ciò di cui vogliamo godere. Se vogliamo godere di cose diverse da quelle che vogliamo in questo momento, avremo paura di cose diverse, e tutta la nostra visione del mondo, e in effetti tutto il nostro mondo, cambierà di conseguenza.

Il trucco per emergere dallo stato deprimente e triste della nostra esistenza è quello di spostare la nostra attenzione dalla concentrazione su noi stessi alla concentrazione sugli altri. Guardate alle madri che sono concentrate sul crescere i loro bambini. Sia tra gli umani che nel mondo animale le madri sono un grande esempio del coraggio e della forza che esse traggono dal prendersi cura degli altri, cioè dei loro figli.

Dovremmo imparare da questo. L’amore di una madre sorge naturalmente ma amare gli estranei richiede  allenamento e pratica e ampio consenso sociale al processo. Eppure questo è ciò di cui abbiamo bisogno oggi e così disperatamente. Abbiamo bisogno di imparare ad avere paura di non prenderci cura abbastanza, di non dare abbastanza. La nostra pulsione deve essere quella di una madre amorevole, la pulsione che crea vita, non la pulsione di nemici che vogliono distruggere i loro avversari. Quest’ultima è la pulsione che sentiamo in questo momento e sta uccidendo noi e il mondo in cui viviamo.

Siamo in uno stato disperato. Né il nostro pianeta né l’umanità potranno sopportare ancora a lungo la pressione negativa che esercitiamo l’uno sull’altro e sull’ambiente. A meno che non invertiamo le nostre preoccupazioni e le nostre paure dalla preoccupazione per noi stessi alla preoccupazione per gli altri, la nostra attenzione egocentrica porterà su di noi la nostra stessa distruzione.

Haiku kabbalistico “Come sconfiggere i tuoi nemici”

Commento: I nostri spettatori ti hanno chiesto di commentare il tuo haiku.

Osserva i tuoi nemici esterni,
Scopri i tuoi nemici interni,
E vinci!

Risposta: Si. Sono proprio i nemici interni che riveli e conquisti.

Domanda: Come li rivelo attraverso quelli esterni? In questo momento sono circondato da nemici esterni, tutto, incluso la natura e i miei vicini.

Risposta: Prova a vedere perché questi nemici esterni ti circondano. Cerca di stabilire che questa è una conseguenza dei tuoi nemici interiori, che sono dentro di te, delle tue proprietà squilibrate: invidia, gelosia, odio, avidità, e così via. Tutte le tue proprietà egoistiche, di cui ce ne sono molte, sono progettate sul mondo circostante.

Se vuoi vivere in equilibrio con il mondo che ti circonda, devi bilanciarti dentro e non essere in tale contraddizione con te stesso. Devi amare tutte le tue proprietà allo stesso modo, e in accordo con questo, amare tutti  fuori di te in modo da sentirti in pace dentro di te e con il mondo che ti circonda.

E prima di tutto, questo viene fatto a livello di interconnessione con le persone, e poi con il mondo animale, vegetale, e inanimato.

Domanda: Cioè, mi sono messo in questo laboratorio, chiamato “umanità ,” e in esso devo lavorare per cambiare me stesso? E poi cambierò tutto intorno a me?

Risposta: Si. Ma non ti sei messo tu. Sei stato messo qui. E dovresti rivelare i tuoi nemici interiori e sconfiggerli. Cioè, devi superarli. Devi contattarli correttamente. E poi i nemici esterni scompariranno, si dissolveranno come nemici.

 

 

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Dalla trasmissione di KabTV “News with Dr. Michael Laitman” 7/29/21

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Come smettere di nutrire il lupo malvagio in noi

Una sera, un Cherokee coraggioso raccontò al suo nipote della battaglia che avviene dentro le persone.

Disse “figlio mio, la battaglia è tra due “lupi” dentro ognuno di noi. Uno è malvagio. E’ la rabbia, l’invidia, la gelosia, la tristezza, il rimpianto, l’avidità, l’arroganza, l’autocommiserazione, la colpa, il risentimento, l’inferiorità, la menzogne, l’orgoglio falso, la superiorità, e l’ego.

Altro è buono. E’ la gioia, la pace, l’amore, la speranza, la serenità, l’umiltà, la gentilezza, la benevolenza, l’empatia, la generosità, la verità, la compassione, e la fede”

Il nipote ci pensò per un minuto, e poi chiese a suo nonno “quale volpe vince?”

Il vecchio Cherokee rispose semplicemente “quello che nutri”. (Proverbio Cherokee)

Domanda: Perché esistono due lupi? Sono entrambi lupi? rappresentano i miei predatori interiori?

Risposta: Sì perché ciascuno di loro cerca di raggiungere, intenzionalmente, il proprio obiettivo. Sono opposti e pari in forza. Solo la loro direzione è diversa. Quindi, è impossibile dire quale forza sia quella dominante.

Domanda: E nutriamo principalmente il lupo malvagio?

Risposta: Sempre!

Domanda: Come posso passare a nutrire il lupo buono?

Risposta: Bisogna capire che il lupo malvagio che nutri dopo ti mangerà. Mentre il lupo buono è quello che ti proteggerà fedelmente, sempre!

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Da “Notizie con il Dr. Michael Laitman” di KabTV 8/5/21

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Di chi ci possiamo fidare se nessuno è affidabile?

Una delle mie battute preferite da Le avventure di Tom Sawyer di Mark Twain è quando Tom viene definito “un eroe splendente… il cocco dei vecchi, l’invidia dei giovani”, e c’erano “alcuni che credevano che sarebbe diventato presidente, se fosse sfuggito all’impiccagione”. Con queste poche parole, Twain cattura l’essenza della leadership nel nostro mondo. Coloro che arrivano in alto sono i più feroci, determinati e spietati. Oggi, quest’ultima qualità è diventata così intensa che non possiamo più credere ai nostri leader e certamente non ci attendiamo che abbiano in mente il nostro massimo interesse.

Non sto accusando alcun leader in particolare e neppure tutti i leader in generale.  È semplicemente che in un mondo egoista, dove le persone fanno a gara per rovesciarsi l’una con l’altra per arrivare in cima, chi si trova in cima è chiaramente colui che ha calpestato e abbattuto più persone di chiunque altro. Sintetizzando, per arrivare in cima in un mondo egoistico bisogna essere l’egoista più grande. 

Quindi come facciamo a sapere di chi fidarci? Non lo sappiamo e non possiamo saperlo. Tutto quello che sappiamo è che siamo al buio.

In una cultura di egoismo sfrenato, qualsiasi teoria complottista sembra ragionevole, mentre la verità è introvabile.  Quando ogni persona che dice o scrive qualcosa cerca di promuovere un secondo fine, non c’è alcun modo di sapere chi ha ragione, cosa sta succedendo realmente o se, di fatto, sta succedendo davvero qualcosa. L’unico modo per ottenere un po’ di chiarezza sulle notizie e sulla buona volontà dei nostri leader è dire “Basta!” al nostro sistema attuale e costruire qualcosa di completamente indipendente.  Il principio guida di un sistema tale dovrebbe essere “solo informazioni”, nessun commento. Commentare significa che l’informazione è già stata distorta. Informazione significa dire solo ciò che accade, il più possibile, senza dire il perché, senza attribuire colpe e meriti.

Allo stesso tempo, dobbiamo iniziare un processo globale di auto-apprendimento. Dobbiamo sapere non solo cosa sta succedendo, ma anche perché noi alteriamo e distorciamo tutto. In altre parole, dobbiamo conoscere la natura umana e come essa presenta intenzionalmente le cose secondo la propria visione soggettiva, che si adatta al suo interesse. Per “pulirci” dalla distorsione dobbiamo imparare come innalzare il nostro interesse personale e sviluppare un atteggiamento ugualmente favorevole verso gli altri.  Questa è l’unica garanzia che la nostra interpretazione delle cose sia equilibrata e corretta.

Una volta acquisito un tale atteggiamento, scopriremo che le cose malvagie che vediamo nel nostro mondo riflettono la nostra malvagità interiore. Il nostro rancore verso gli altri crea un mondo dove governa il rancore e quindi il mondo è  pieno di malvagità e crudeltà.  Quindi, l’unica cosa che ci serve per creare un governo positivo, e in generale eliminare il rancore dal mondo, è generare una buona volontà dentro di noi. Quando nutriamo buona volontà verso gli altri, riempiamo il mondo di buona volontà.  Di conseguenza, il mondo si riempirà di gentilezza e compassione. 

Cambiando noi stessi, creeremo un mondo opposto a quello che abbiamo creato attraverso i nostri desideri di dominare, controllare e spesso annientare le altre persone.