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Che cos’è l’uguaglianza?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Che cos’è l’uguaglianza? Una persona nasce, viene in questo mondo, e tutto quello che vede, proprio tutto, è assolutamente diviso e separato, ad iniziare da quello che sente all’interno e per finire con quanto vede all’esterno. Ma nonostante tutto questo c’è per ciascuna persona un particolare desiderio di uguaglianza. Da dove viene?

Risposta: Tutte le nostre caratteristiche osservazioni, situazioni e leggi vengono da un solo stato, lo stato di unità, lo stato del sistema integrale , analogico nel quale ci troviamo .

Il Sistema integrale si costruisce sul principio della completa dipendenza di ciascuno dagli altri. Questo significa che tutti noi siamo uguali. Forse per una persona alcuni parametri sono migliaia di volte più grandi di quelli di un altro ma se il sistema è completamente connesso, allora in qualche modo la superiorità di questa grande persona dipende da qualcun altro molto piccolo. Questo per via del fatto che l’intero sistema è integrale e se avviene un qualche minimo disturbo al suo interno allora fallisce completamente! Questo è il principio dell’uguaglianza.

Questo principio non si basa su quello che eri tu od ero io sin dall’inizio. Si basa su quanto dobbiamo raggiungere per portare il sistema ad uno stato integrale sotto la nostra influenza. In altre parole, la Natura ha creato un sistema integrale e poi ha creato noi completamente opposti a questo stato.
Il nostro ruolo è di raggiungere uno stato ideale, senza riguardo al fatto che alcuni di noi sono grandi o piccoli, saggi, pazzi, deboli o forti. Tutti noi dobbiamo raggiungere la dipendenza mutua gli uni per gli altri. Solo in questo caso scopriremo che siamo completamente uguali.

Tutto deriva dal principio che l’interezza del sistema è nel suo stato iniziale o in quello finale. E noi che siamo nel mezzo dobbiamo portarlo al suo ideale attraverso i nostri sforzi. Da qui derivano tutte le leggi di cooperazione mutua in un gruppo, in una collettività, in una società, nell’intera umanità.
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Da Kab.TV “Un discorso a Riguardo del Metodo Integrale” 7.09.2014

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Cos’è l’uguaglianza?

Il percorso che circonda il mistero della Vita

Dr. Michael LaitmanDomanda: Non capisco veramente come il progresso scientifico può ferire l’umanità?

Risposta: La scienza è una ricerca del Creatore tramite la nostra mente materiale. Gli scienziati conducono numerosi studi ed esperimenti con l’aiuto dei nostri cinque sensi corporei allo scopo di trovare la forza superiore. Tutti i tipi di ricerche scientifiche sono volte a scoprire il Creatore e risolvere il mistero della vita.

Noi intendiamo raggiungere la forza superiore, capiamo la struttura della creazione, intendiamo scoprire il suo obiettivo e svelare il segreto della nostra esistenza usando il nostro cervello fisico e i sensi corporei. Non è possibile. Questa strada conduce a un vicolo cieco. Dopo migliaia di anni di sviluppo scientifico siamo finiti in una crisi che nessuna scienza è in grado di risolvere. La scienza non è in grado di assicurare neanche il nostro benessere materiale.

La scienza è un metodo per rivelare la debolezza umana e un modo di scoprire errori nella nostra ricerca per risolvere il mistero della vita e scoprire l’obiettivo e l’essenza della nostra esistenza tramite i nostri sensori terrestri e le nostre capacità intellettuali. La scienza sceglie percorsi circolari; comunque, ci porta tuttavia alle giuste conclusioni. Il nostro compito è di realizzare l’incongruenza dei nostri sforzi e imparare a fare affidamento completamente sulla Luce che Riforma.

L’obiettivo dello sviluppo mondiale è quello di renderci delusi di noi stessi. Si dice: “Non c’è momento più felice nella vita di quando si diventa completamente disillusi nelle proprie capacità.” Infatti, è davvero una grande scoperta! Immaginate tutta l’umanità che subisce questo processo.

Quando succede, capiamo che null’altro che la preghiera può aiutarci; in altre parole, nient’altro che innalzare il MAN e acquisire l’aiuto della forza superiore ci permetterà di agire correttamente e raggiungere il nostro obiettivo. Non c’è niente che possiamo fare tranne capire che dal buio è la luce che determina tutto. La Luce è la fede.

Oggi, possiamo parlare di questi argomenti apertamente. Circa cinquanta anni fa, nessuno sarebbe stato d’accordo con queste idee, incluso io stesso. Ero l’avvocato più zelante del progresso scientifico. Pensavo che la scienza era tutto.

Sono passati gli anni. L’umanità oggi è delusa dalla scienza. Nessuno pretende che la scienza faccia scoperte che possono davvero beneficiare l’umanità. Tutte le scoperte sono condannate a portarci male perché contraddicono l’obiettivo della creazione e il modo della sua realizzazione poiché ci spingono a fare affidamento sulle nostre capacità intellettuali.

Questo spiega perché non possiamo aspettarci che la scienza ci aiuti a ottenere risultati positivi. Salvo che non ci fermiamo basandoci sul progresso scientifico e sospendiamo il nostro “incantesimo” con la grandezza del nostro intelletto, nulla può veramente muoverci avanti. Semplicemente continuiamo sul camino dei progressi scientifici.

D’altra parte, non possiamo trascurare la scienza poiché si tratta di un percorso che, tuttavia, ci porta all’obiettivo, anche se lo fa in modo indiretto. Qualsiasi strada verso il Creatore è sacra. Alla fine del nostro sentiero, l’angelo della morte si trasformerà in un angelo santo. “l’angelo della morte” assorbirà tutti i nostri errori includendo l’evoluzione scientifica.

Il problema non sta nella scienza di per sé, ma nel fatto che ci affidiamo a noi stessi e contiamo nel nostro orgoglio, nella nostra convinzione che possiamo raggiungere una vita buona senza connetterci con il Creatore. Questo errore è comune per chi studia la saggezza della Kabbalah ma loro possono trasformarlo in una teoria. È il più grave errore che si chiama Klipà (guscio, la forza del male).

Il nostro compito è di seguire accuratamente tutte le istruzioni e studiare la Torà invece di fare giochi e trucchi con le nostre menti. C’è una linea molto sottile fra questi due processi. Studiare la saggezza (Hochma) della Torà significa rivelare la Luce di Hochma con l’aiuto della Luce di correzione cioè incarnata nella Torà. La saggezza della Torà è la Luce di Hochma vestita nella Luce di Hassadim.
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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 27.08.2014, Scritti di Baal Ha Sulam

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L’insegnante è un tipo di trasmettitore di Energia Spirituale

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual’è il modo giusto di iniziare ad amare l’insegnante spirituale per una donna?

Risposta: Penso che sia molto più semplice per una donna che per un uomo visto che non sente alcun conflitto o resistenza interna verso l’insegnante. Amare l’insegnante significa amare la sorgente della tua esistenza spirituale. Infatti, l’insegnante è una specie di trasmettitore di energia spirituale, ma per te, è la sorgente. Proprio come i genitori sono la sorgente per i loro bambini per via del fatto che tutto quello che il bambino riceve viene da loro.

Non c’è differenza se è un uomo od una donna ad essere la guida della nazione di Israele, è il leader spiritual, l’insegnante, ed a quei tempi tutta la nazione era ad un livello spiritual. Questo indica che le persone sono semplicemente distaccate dal loro involucro esteriore. Oggi è molto difficile immaginare questa cosa.

Nel passato molti profeti erano donne: Deborah, Huldah, ed altre. Un profeta è una persona che è in connessione diretta con il Creatore. Che differenza può esserci se è un uomo od una donna? Non dovremmo vedere l’insegnante come un uomo, ma come la sorgente del potere, dell’informazione e del riempimento, come un Partzuf superiore. Questo giungerà gradualmente.
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Dal Congresso in Sochi 25.08.2014, Lezione 3

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Un varco nel muro

Dr. Michael LaitmanPer entrare nel mondo spirituale, una persona ha bisogno di essere dotato di desiderio, e il desiderio spirituale è il desiderio di unità. La nostra unità è quel luogo stesso in cui si trova il mondo spirituale.

Ci sei tu ed io. Se una persona sente solo se stesso, sperimenta il mondo corporeo e vive nel suo ambiente. Però vogliamo coprire il divario e cominciamo a stabilire la connessione tra di noi. Mi sforzo per i tuoi desideri (1) a riceverli (2) e sentirli come i miei. Per questo motivo, mi volto verso la Luce come qualcosa di esterno anche se, pure, risiede tra di noi. La Luce mi da la forza per unirmi con te, e in quest’unificazione all’improvviso scopro qualcosa di nuovo.

Quando diventiamo vicini e lavoriamo insieme in Arvut (responsabilità reciproca, garanzia reciproca), una dimensione più profonda si rivela in me come se fosse nella nostra unità, apre un’apertura nel mondo superiore.

Un varco nel muro

Baal HaSulam descrive questo come segue: se sentiamo che fra noi ci sono delle mura che non ci permettono di collegarci l’uno nell’altro, se vogliamo rompere questo muro e chiediamo per questo, poi la Luce discende e fa un’apertura in esso. A differenza di una porta, si apre all’improvviso e solo in quel momento si vede ciò che era stato inizialmente “previsto” lì.

Di conseguenza, si entra nel desiderio di un altro che diventa come il tuo. Questa entrata è la stessa uscita sul gradino più alto: il Kli che hai attaccato a te stesso risulta essere il tuo mondo nuovamente guadagnato. In questo modo, si collega sempre di più a nuovi Kelim, o le anime, e così facendo, espandi il tuo mondo. Si continua a salire sui 125 gradini della scala spirituale, significa unirsi con tutti i desideri, nonostante il vostro egoismo e l’odio.

Pertanto, si scopre che si acquisisce la Luce nel desiderio di un altro quando si desidera eseguire dazione a lui. Si soddisfa il desiderio di un altro, e per te, si scopre di essere nella Luce Superiore.
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Dalla seconda parte della Lezione quotidiana della Kabbalah 22.10.2010

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Diritti uguali ma non confondiamo i ruoli

Dr. Michael LaitmanDomanda: Un uomo sposato ed una donna non sposata possono discutere della grandezza dello scopo nello stesso cerchio?

Risposta: Questo non è facile ma è possibile parlare della saggezza della Kabbalah con tutti gli altri ed orientarsi in modo che la differenza tra uomini e donne scompaia, con chi ti stai rapportando, come e perché.

Ma questo richiede un lavoro serio e costante. La spiritualità richiede del tempo a sé, la materialità va gestita separatamente. E’ necessario dare al corpo ciò di cui esso ha bisogno. Tutto dipende da chi sono le persone coinvolte, quali sono le connessioni e le situazioni.

Io penso che comunque sia meglio condurre le discussioni in cerchi separati, per evitare i problemi che possono verificarsi tra i sessi e che possono molto facilmente allontanare le persone dallo scopo, confonderle ed impedire loro di staccarsi da pensieri ossessivi, che disturbano. In generale può venir fuori ogni genere di dispute, questioni, discorsi.

Sono d’accordo che tutti debbano avere uguali diritti ma non facciamo confusione. Diamo alle donne la possibilità di scegliere in ogni ambito, dimostriamo loro attenzione e rispetto, in nessun caso dobbiamo mancare loro di rispetto.

Rispettiamo la loro disponibilità ad investire se stesse per lo scopo comune, chiedete loro di aiutarvi così che non vi distraggano; sono più forti degli uomini da questo punto di vista.

E le donne devono comprendere che la purezza e la moralità del gruppo sono nelle loro mani. Se vogliono, possono comportarsi in modo che gli uomini non le guardino neanche. In questo modo avrete sicuramente un gruppo valido e forte.
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Il Segreto Essenziale degli Ebrei, Parte 31

Dal libro: Il Segreto Essenziale degli Ebrei, M. Brushtein:

Un desiderio – È materia

Torniamo alla creazione primaria – il desiderio. Abbiamo capito come appare il desiderio e come si sviluppa dopo la sua comparsa.

Il dubbio può emergere che il desiderio sia primario. Però, i Kabbalisti non si preoccupano, poiché in ogni caso, è il desiderio che determina l’individualità di qualsiasi oggetto.

“E certo, non fa nessuna differenza che questa forza, essendo la volontà di ricevere, è il risultato e un frutto del materiale che si era prodotto attraverso la chimica, o che la materia è il risultato e un frutto di quella forza. Questo perché sappiamo che la cosa principale è che solo questa forza, impressa in ogni essere e in ogni atomo della ‘volontà di ricevere’ all’interno dei suoi confini, è l’unità in cui è separato e distinto dal suo ambiente. E questo vale sia per un singolo atomo o per il gruppo di atomi chiamato ‘un corpo’. (Yehuda Ashlag, “(Yehuda Ashlag, “”La Libertà”)

Possiamo vedere ovunque le conseguenze di queste quattro fasi primarie di sviluppo dei desideri, le possiamo vedere dappertutto.

“Quella forza, la volontà di ricevere, è presente in ogni elemento della realtà, come spiegato sopra. Emersero da loro anche tutti i quattro tipi: immobile, vegetale, animato e parlante (Yehuda Ashlag, “La Libertà”)

Il desiderio di dare al Creatore (Natura) è stato ulteriormente manifestato nel seguente modo.

“E se definiamo le cose con il loro nome, usando i concetti che causeranno errori su ogni lato, poi dobbiamo distinguere due forze – negativo e positivo. Nel meccanismo dello sviluppo umano naturale agiscono come ‘egoismo’ e ‘altruismo’.

“Sto parlando non del significato etico di questi concetti, inserito nel linguaggio di tutti i giorni, ma solo della loro parte materiale.

“Queste forze sono presenti in tutte le altre parti di realtà, in ognuno in conformità con la sua essenza, così come nell’uomo, secondo la sua essenza.

“Sono i motivi primari di tutte le azioni umane”. (Yehuda Ashlag, HaUma [La Nazione])

L’esperienza suggerisce che l’altruismo non può essere insegnato perché non può essere appreso. Nel frattempo, il metodo “altruistico” esiste. Ne parleremo più tardi.

E finalmente, il motivo principale che è la ragione principale per cui questo libro è stato scritto.

“Si scopre che quando l’umanità raggiunge il suo obiettivo, rispetto al successo dei corpi, portandoli al grado di completo amore per gli altri, tutti i corpi nel mondo si uniscono in un unico corpo e un cuore unico, come scritto nell’articolo, “La Pace”. Solo allora tutta la felicità destinata all’umanità diventerà rivelata in tutto il suo splendore”. (Yehuda Ashlag, “La Libertà”)

Stiamo parlando dell’unità perfetta con il Creatore (Natura).
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Congresso di San Pietroburgo: Sentire la nostra natura primaria

Dr. Michael LaitmanUna delle Lezioni previste per il congresso di San Pietroburgo si chiama “il ciclo dell’ego nella natura.” C’è qualcos’altro in natura, ma cosa?

Ognuno dovrebbe tirare tutto il suo ego fuori e ci dirci quanto ama trattare con esso, come uno scarabeo stercorario. Non dobbiamo piangere o battere il nostro petto, ma seriamente e normalmente sentire ciò che il Creatore ci dice: “Ho creato l’inclinazione al male; Ho creato la Torà come spezia.”

Dobbiamo tirare fuori tutto quello che c’è in noi e comporre una canzone su come siamo brutti dentro e quanto amiamo la nostra bruttezza. La nostra avidità, la menzogna interiore, e la nostra incapacità di vedere la verità, la nostra incapacità di amare e di donare dovrebbero essere espressi in questa canzone.

Dobbiamo sentirla così bene che saremo davvero disgustati da noi stessi, ma la cosa più importante nella rivelazione dei nostri attributi primari terribili è che non ci permettono di unirci.

Domanda: Cerchiamo sempre di concludere la giornata in modo positivo. Ma in questo caso non è meglio se ognuno va a dormire sentendosi distrutto, sotto l’impressione dell’ego rivelato?

Risposta: No, credo che la rivelazione della nostra interiorità marcia dovrebbe deliziarci. Dopo tutto, abbiamo finalmente capito qual è la nostra malattia, come una persona che scopre il motivo del suo stato di malessere. Il giorno dopo lui verrà e prendere la medicina, conoscendo il motivo esatto, e ne sarà contento di questo.
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Dal Congresso di Sochi 25.08.2014 , Lezione 4

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Anticipare la Creazione

Dr. Michael LaitmanLa Saggezza della Kabbalah dice che il Creatore è buono e fa buone azioni. Al fine di realizzare se stesso, ha creato il desiderio di ricevere, che si chiama”Creatura”. Questo desiderio deve essere sviluppato secondo il disegno del Creatore, secondo il suo programma fino a che essa non realizza, non sente Lui come veramente buono e benefattore, come un grande.

Il desiderio del Creatore è questo. E i kabbalisti ci spiegano: non è perché ci aspetta riconoscere la sua grandezza, la sua onnipotenza e la nostra dipendenza da Lui. Stiamo parlando di istruzione superiore – e quindi è chiaro che sia così. No, il Creatore vuole in tal modo innalzarci al suo livello.

Quindi, dobbiamo passare attraverso una certa consapevolezza della forza superiore nella sua natura e rivelare, come possiamo salire alla sua altezza. Il Creatore gode quando iniziamo a conoscerLo, vale a dire quando iniziamo a raggiungere il suo livello. E secondo la legge dell’uguaglianza, ottenere la fusione con Lui – significa trovare esattamente le sue stesse proprietà.

Durante la nostra auto-correzione – è la via, quelle scale, quei gradini che ci conducono su attraverso cinque mondi. Questa ascensione la creatura può effettuarla solo se è sicura,e sa benissimo che deve farlo. Solo dopo questo ha la forza per realizzarla.

All’ora da dove arrivano quelle forze che permettono alla creatura di poter intraprendere azioni che portano dal ricevere fino al donare, che è contro la sua natura? La creatura ha bisogno di armarsi di comprensione, consapevolezza, e senso di ciò che si trova nel cattivo stato egoistico di ricevere e deve giungere al buono stato di dare, e ciò è il contrario del suo stato attuale.

Ci viene detto che ce la possiamo fare se otteniamo aiuto dal Creatore. La Luce Superiore si riversa su di noi, e poi inizieremo a ragionare in modo diverso: ottenere per noi sarà male, mentre dare sarà bene.
Lasciate che il Creatore lo faccia. Lui ha creato il desiderio di ricevere e ora può “illuminarci” per volgerci al dare.

Ma no, perché così perdiamo l’indipendenza e diventiamo come “angeli”, vale a dire forze, che eseguono solo determinate azioni. Invece, dobbiamo ammettere, e decidere da soli, che ricevere è male, e dare è bene.

Questa affermazione interna viene chiamata “riconoscimento del male”, e non serve altro. È necessario solo rendersi conto della cattiveria del desiderio di ricevere e del bene, insito nel desiderio di dare. Una volta che accade dentro di me, mi farà sicuramente smettere di usare la cattiveria del desiderio egoistico, che si manifesta in questo momento, e inizierò ad usare il desiderio di dare, che si manifesta come una manna.

Effettivamente non sembrerebbe un gioco da ragazzi: se il medico mi ha spiegato che cosa è bene e che cosa è male, che cosa è dannoso e che cosa è utile, a questo punto apprezzo ed eseguo il suo consiglio.

Tuttavia, devo riconoscere il male da solo. Qui non aiuteranno i consiglieri, i quali raccontano che cosa è bene e che cosa è male. Devo capire e chiarire da solo, che solo il desiderio di ricevere è male e che il dare è una manna.

Qui è tesa una corda cosi sottile, che non può essere espressa a parole. Ho bisogno interamente di rimanere neutrale, dominando sulla creazione. Dopo tutto, in realtà, è già stato determinato che il desiderio di ricevere è il male, e il desiderio di dare è il bene, perché il primo si riferisce alla creatura, e il secondo – al Creatore. Tuttavia, ho bisogno di anticipare, di precedere la creazione, stare d’avanti ad essa – e dare un’occhiata a questi due desideri. E poi, in base a questo punto completamente indipendente, definire i desideri di ricevere come il male.

Questa sarà una vera rivelazione del male. Si realizza non sul “tutto pronto”, non sulla base del piacere e del dolore che determinano la mia decisione, quando io ancora e ancora faccio il “gioco contrattuale”, scegliendo secondo i criteri del mio egoismo.

No, l’ “esperto”, il “giudice”, il “tester” dentro di me deve stare da parte, non dalla parte del Creatore, e non dalla parte della creazione – ma a un passo d’avanti.

Questa è – la condizione obbligatoria. È impossibile che il Creatore sia ai miei occhi buono a priori. Perché Lui è buono? Perché ha creato il mio desiderio, che sta godendo dei suoi doni? No, è solo un dato di fatto, la creazione in cui ci troviamo. E il Creatore vuole, che preveniamo la creazione, che siamo d’accordo con Lui, che lo ha fatto in questo modo.

Il vantaggio di questo è grande: non siamo più dipendenti da cosa e come ha creato. Saliamo al di sopra del bene e del male, indipendentemente dall’intenzione che è collegata ad essa, – ad un altro livello sdraiato sopra di loro, all’inizio del piano della creazione che esisteva anche prima che Lui creasse, prima decidesse di aprirsi alla creazione come il Donatore, e creasse la creatura come colei che riceve. Ci sembra di ritrovarci prima di quel tempo e anche prima della sua causa. Ed è solo in questo modo che troviamo noi stessi.

E per questo la rivelazione del male deve andare più all’interno – e in profondità. Non si tratta di quanto sia terribile il mio egoismo senza il fondo e quanto è bello il desiderio di dare. Ciò che è importante – è la qualità, l’essenza: perché uno lo definisco male, e l’altro una manna? Questa scelta dovrebbe essere attuata nel proprio sentimento. Essa misura soltanto i dettagli della mia percezione “statistica,” e su di esso io apro un principio superiore, situato d’avanti alla creazione, prima di essa.

Così, il riconoscimento del male abbraccia tutta la realtà e ci eleva al di sopra di essa.
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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah  dell’articolo “L’Essenza della Religione ed il suo Scopo“, 03.09.2014

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Quando non sentite alcun gusto nella Spiritualità…

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Levitico” (Metzora), 14:8: “La persona che si purifica immergerà le sue vesti, raderà tutti i suoi peli, e [egli stesso] si immergerà nell’acqua, e sarà puro. Dopo di che, potrà rientrare nell’ accampamento, ma resterà fuori dalla sua tenda per sette giorni.”

Questo passaggio parla dei metodi di purificazione dei desideri facendo piano piano un maggiore lavoro interiore.

La peluria (Se’arot) simboleggia i desideri inappagati di una persona e perciò deriva dalla parola Ebraica “Sauer” (tempestoso), cioè, una persona sente come una tempesta interiore per l’incapacità di appagare se stesso con la dazione.

Rasarsi i propri peli significa sbarazzarsi di questi desideri e decidersi a non usarli. Infatti, questi sono i desideri più grandi e gli impulsi più forti che una persona ha.

La Torà, “Levitico” (Metzora), 14:9: “Il settimo giorno si rada di nuovo i peli, i capelli, la barba, le sopracciglia, si raderà insomma tutti i peli, laverà le vesti ed il proprio corpo con l’acqua, poi sarà puro”.

I sette giorni di purificazione aiutano una persona a sbarazzarsi totalmente del precedente livello nel quale i suoi impulsi egoistici sono stati rivelati.

L’uomo corregge i desideri egoistici che sono rimasti per sette giorni (sette Sefirot) e quando si purifica da questi desideri egli è pronto per la dazione.

Commento: Solitamente esaminiamo le porzioni della Torà andando un po’ più a fondo…

Risposta: Se ci trovassimo in un conseguimento spirituale, avremmo molto di cui parlare. Ci sono molti esempi, ci sono un’infinità di ore sul cibo su tutti i canali della Televisione. Si tratta degli spettacoli più popolari…

Mi ricordo quando il libro About Tasty Healthy Food fu pubblicato da Stalin. Gli uomini avevano fame e questo libro riproduceva delle bellissime ed eleganti fotografie di diversi piatti; le persone lo compravano e se si sentivamo un po’ sazi. Si è trattata di una vera e propria campagna di relazioni pubbliche sul movimento molto tempo prima che arrivassero Hollywood e l’America con le sue campagne pubblicitarie. Psicologicamente ha funzionato al 150%.

Ho visto qualcosa di simile a questo non molto tempo fa negli USA quando sono stato a far visita al nostro editore. Sua moglie è di origini russe e si occupa di diamanti. Hanno pubblicato un libro sui diamanti che ha avuto una richiesta mai vista negli USA e in Canada, soprattutto in posti dove nessuno aveva mai visto diamanti del genere.

Le persone che non li hanno si godono la sensazione di vederli: quanto luccicano e cambiano colore, e come vengono lucidati, ecc. Per questo persone è come possedere tutta questa ricchezza. E’ un grande trucco psicologico.

In altre parole, possiamo parlare all’infinito di cibo e di diamanti perché ne sentiamo il gusto, li vogliamo, e sappiamo di cosa si tratta. Considerate quanti piatti si possono preparare con gli stessi ingredienti. Le persone hanno gusti diversi e diverse sensazioni, mentre quando si tratta della spiritualità non sentono al momento alcun gusto.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 25.02.2014

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Una piaga spirituale

Dr. Michael LaitmanDomanda: Ogni giorno portiamo il nostro desiderio alla lezione del mattino e soprattutto allo studio dello Zohar. Come possiamo riunirci ed innalzare la nostra domanda, la nostra richiesta al Creatore, durante la lezione, in modo da non concentrarci sul quadro descritto ma per vedere al di sopra di esso?

Risposta: Naturalmente, non ci dovremmo concentrare sulle storie descritte, ma dovremmo arrivare alla lezione con le impressioni che abbiamo raccolto durante il giorno:

• In quale misura ho fatto in modo di superare il mio attaccamento alla mia rigida percezione pensando che dono alle persone e loro donano a me;
• In quale misura ho provato a percepire il Creatore in tutto questo, e a sentire che tutto deriva da Lui;
• In quale misura ho provato a vedere solamente il lato positivo in tutto in modo da potere avanzare spiritualmente, nonostante le diverse sensazioni negative, l’impazienza, le rotture, e la rabbia;
• In quale misura ho provato a dirigere tutto verso l’importanza della connessione con il gruppo per trovare la connessione con il Creatore.

Devo portare tutte le impressioni e le esperienze che ho accumulato agli incontri con il gruppo e durante la lezione devo cercare di concentrare tutti i miei sforzi sull’unione con il Creatore attraverso gli amici, il che significa percepire il corpo spirituale che è tra di noi, tra me e gli amici.

Se non ho accumulato del potenziale negativo, non ho niente da portare alla lezione. Devo arrivare alla lezione come se andassi ad un evento speciale nel quale correggo ciò che non sono riuscito a fare da solo senza la connessione con gli amici, senza aver aperto Il Libro dello Zohar con loro, il che mi avrebbe permesso di ricevere attraverso di esso la Luce che incolla e ci salda insieme.

E’ perché ho provato a farlo senza la connessione fisica con gli amici, senza leggere lo Zohar insieme a loro, non ce l’ho fatta! O avrei potuto farcela un pochino, ma solo per imparare che mi manca ancora la loro partecipazione e così devo andare alle lezioni. Ci vado non perché sono costretto e obbligato a farlo, ma perché desidero ardentemente andarci. Mi sono preparato per questa cosa.

Potrebbe sembrare che parlo di uno stato ideale, ma è a questo che dobbiamo aspirare. Naturalmente se vado alle lezioni in questo modo, mi aspetterò molto; tremerò e avrò paura di perdere questa opportunità. Questo è ciò che dobbiamo conseguire e possiamo farlo solamente come se fosse un virus, infettandoci a vicenda. Se questo sarà lo spirito tra gli amici, un uomo vedrà come tutto funziona per lui e come riuscirà in tutto quello che farà.
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Da una conversazione ad un Pasto al Congresso di Toronto del 08.04.2014

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