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Azioni interiori e la loro espressione esteriore

Dr. Michael LaitmanLa Parashat Hashavua (Porzione settimanale) (Dopo la morte) ci dice cosa succede dopo la morte dei figli di Aronne, Nadav e Avihu. Essi commisero un grave peccato, furono perciò condannati, e la terra li inghiottì.

Noi sappiamo che la Torà parla solamente delle qualità interiori di una persona che devono essere corrette. Tra queste qualità ce ne sono alcune che sono tagliate e divorate successivamente, e altre qualità (e desideri) che sono bruciate, annegate, seppellite e soffocate.

In altre parole, ci sono un migliaio di modi per combattere i desideri egoistici di una persona che vengono espressi apparentemente in azioni esteriori che sono veramente spaventose. Ma di fatto, sono tutte azioni interiori che si esprimono in pratica in questo modo.

Come per Aronne, i suoi figli sono le nostre qualità interiori più elevate, i figli di Aronne sono più grandi di Aronne poiché un figlio è il livello successivo più elevato. Per esempio, vediamo continuamente Rabbi Elazar, che è il figlio di Rabbi Shimon, accanto a Rabbi Shimon a scrivere il Libro dello Zohar.

Così, se la qualità di Rabbi Shimon si riferisce alla correzione di una persona, la qualità di Elazar, essendo un livello più elevato, si riferisce alla correzione del mondo intero.

Aronne è il livello più elevato di amore e di dazione e questa è la ragione per cui è chiamato sacerdote. Due rami hanno origine da lui, i suoi due figli, Nadav e Avihu. I due rami che si connettono in una persona credono di potere elevare un incenso speciale, nel senso di compiere la correzione e di ascendere al livello più alto possibile con il loro fuoco. Ma tutto questo è impossibile fino alla fine della correzione. Perciò, la qualità di Nadav e Avihu in una persona devono per intanto essere messe a morte, nascoste e non è permesso che siano utilizzate.

Entrare con il loro fuoco significa che una persona può operare da sola sulla qualità della dazione, il che significa ricevere al fine di donare e di cooperare reciprocamente con la Luce di Hochma. Una persona può anche riflettere la Luce da sé; ma questo è impossibile prima che sia entrata nella terra di Israele.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 03.06.2014

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L’unità della nazione e la Saggezza della Kabbalah

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual è la connessione fra l’unità della nazione d’Israele e la saggezza della Kabbalah?

Risposta: La saggezza della Kabbalah è la stessa scienza che ci permette di adempiere all’unità e alla connessione tra di noi. In quest’unità cominciamo a sentire le forze che operano nella creazione, nella natura, e nella realtà. Siamo portati alla rivelazione dell’unica forza chiamata il Creatore, che significa “vieni e vedi” (Bo-Re), e la rivelazione della Kabbalah, che include tutto nella creazione. Si spiega come esistiamo e quale processo attraversiamo allo scopo di passare attraverso l’inizio della creazione verso il suo fine, nel miglior modo e più brevemente. La Kabbalah ci dice dello scopo della nostra vita e come raggiungere l’unica forza, e ci da dei mezzi per realizzare questo obiettivo.

La cosa principale è di acquisire la conoscenza. Se sappiamo già come avanzare verso l’obiettivo e come usare le forze della natura, il nostro successo è garantito perché siamo in natura, che è l’equivalente della forza superiore, il Creatore, e impariamo come usare questa forza.

La saggezza della Kabbalah ci insegna come evitare i colpi e avvicinarci alla bontà, come svolgere tutti i nostri doveri nella creazione e come raggiungere la meta nel modo migliore e più veloce. Dopo tutto, se ci spiega il sistema intero di creazione e le forze che operano al suo interno, non abbiamo bisogno di niente altro.

Domanda: Allora, perché, secondo il sistema di creazione, ora risulta che il mondo intero deve unirsi contro Israele.

Risposta: Se la nazione d’Israele non compie la sua missione, il mondo intero senza dubbio prenderà le parti dei nostri nemici. Vediamo che tutti i canali di notizie mostrano il conflitto arabo-israeliano solo dal punto di vista della popolazione di Gaza e mai dalla prospettiva degli israeliani.

Non hanno nemmeno menzionato il fatto che Israele è sotto gli attacchi missilistici e che le persone vengono uccise. Questo non li riguarda per niente. Non nascondono questi fatti appositamente, ma semplicemente non li sentono e non ne tengono conto. Vedono che, nello stesso momento, 1.500 persone vengono uccise in Gaza mentre, da parte Israeliana, solo cento, e poi prendono le parti dei Palestinesi.

Domanda: Lei dice che questa è una guerra fra bene e male e non fra Israele e Hamas?

Risposta: Certo! Dopo tutto, è scritto, “I cuori dei ministri e dei re sono nelle mani di Dio.” Hamas è semplicemente un’arma nelle mani della forza superiore. La guerra vera, che i profeti chiamano Armageddon, è fra bene e male. Questa guerra è già in atto in pieno tra l’Israele corporeo e Israele spirituale.

È la nostra guerra interna contro il nostro ego il quale ci permetterà di chiarire se veramente vogliamo salire sopra di esso e controllarlo, o se ci dominerà. È una guerra tra le forze del bene e del male.

C’è solo una forza che opera nel mondo intero, in tutta la natura, chiamata il desiderio di ricevere. Tuttavia, c’è un altro desiderio nella nazione d’Israele oltre a questo desiderio di ricevere, che è il desiderio di dare. Questo rende Israele diversa da tutte le altre nazioni a causa della forza di dazione che si cela al suo interno.

Ogni cosa dipende dal fatto se Israele usa questa forza di dazione o no. Se usa la forza di ricezione e la forza di dazione in una materia bilanciata, essa raggiunge l’integrità e la pace. Comunque, se la forza di ricezione è maggiore della forza di dazione, Israele sente questa corruzione secondo il proprio livello.

Il mondo aspira a uno stato di equilibrio, e il dovere di Israele è di portare la forza positiva di dazione al mondo intero, che significa diventare la Luce per le nazioni, e insegnare a tutti il significato di amore e dazione per gli altri. Spero che finalmente inizieremo a impegnarci in questo lavoro e capiremo che cos’è la nostra missione, e che tutti i disastri ci vengono mandati solo allo scopo di portarci all’unità e per dare un esempio di unità al mondo intero.

Questo è ciò che il mondo si aspetta da Israele. Nel momento in cui la nazione d’Israele dichiara che sta iniziando a compiere questa missione e veramente vuole davvero realizzarla, le nazioni del mondo lo comprenderanno immediatamente. Improvvisamente vedranno che questo è esattamente ciò che vogliono da noi, il che è un esempio di come costruire un mondo corretto che è collegato correttamente dall’amore degli amici, in modo che tutta l’umanità diventi un intero.
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Dal programma “Una Nuova Vita” 12.08.2014

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Dr. Michael LaitmanDomanda: Da dove discende il principio di “ama il prossimo tuo come te stesso”?

Risposta: Ci sono molti passaggi e molte tappe sulla strada per questo stato. Questo è l’intero sistema della saggezza della Kabbalah.

Dapprima una persona aspira semplicemente ad una connessione con gli altri. Ci sono diversi esercizi speciali come stare seduti insieme, mangiare insieme, discutere, consultarsi, e parlare sempre più vicino, che per il momento può essere solo teorico. Per il momento c’è poco lavoro pratico qui, dal momento che nei primi livelli, la gente sente ancora a malapena dei movimenti, l’attrazione, e la necessità di connessione e unione con gli altri.

Commento: Questo significa che per cominciare essi dovrebbero almeno sedersi uno accanto all’altro.

Risposta: Sì, è così che inizia la connessione, dall’esterno verso l’interno.

Più tardi si studiano diverse fonti che parlano di questo, di come il mondo si trovi in uno stato di assoluta connessione e che tutti gli elementi dei livelli di inanimato, vegetale, e animato sono connessi tra di loro, si completano a vicenda, e in che misura il sistema che gestisce il nostro mondo è totalmente integrato, e che al di sopra di esso, vi è l’intero sistema della creazione.

Dobbiamo solo vivere in questo sistema come facciamo ora. Le forze e la realizzazione che sono di fronte a questo sistema vengono risvegliate dentro di noi intenzionalmente in modo che da questo opposizione, dal buio, scopriremo la Luce.

Ora siamo piccoli elementi passivi gestiti dall’Alto e anche noi siamo parte di questa immenso analogico sistema integrale globale, totalmente connesso e semplicemente perfetto. Ma noi non lo sentiamo. Ci hanno dato tali opzioni, tali condizioni, di proposito, in modo che sentiremo l’interezza solo se saremo in grado di raggiungerla da soli e nella misura in cui siamo d’accordo con lui e capiamo che ne abbiamo bisogno. Questa è la graduale correzione interiore di una persona e ciò che Abramo insegnò ai suoi studenti.

Poi cominciarono a vedere gli stati in cui si trovavano, rispetto agli stati che avrebbero dovuto raggiungere. Prima ne discussero semplicemente verbalmente, senza alcun fondamento, ripetendo le parole del loro maestro come i bambini piccoli ripetono ogni parola che gli adulti dicono senza nemmeno capire di cosa si tratti. Poi cominciarono a sentire, fuori del loro desiderio per l’altro e di cooperazione e unione che ha colpì tutti. Cioè, anche le sue azioni meccaniche hanno colpito i loro stati interiori e portato a cambiamenti interiori.

Cominciarono a cambiare il loro atteggiamento verso l’altro. Attraversarono momenti di discese e di salite, tutte derivanti da un unica fonte: ogni volta si sentivano incompatibili con qualsiasi formato, dovettero desiderarlo per raggiungerlo.

Per raggiungerlo, c’era bisogno di discese che si alternano a salite costanti al fine di aumentare costantemente l’opposizione penetrando sempre più profondamente nella perfezione che può essere raggiunta solo attraverso lo stato opposto.

Questo è il modo in cui avanzavano. Inoltre, il loro movimento in avanti per una sempre maggiore vicinanza simboleggiava il distacco da Babilonia, dallo stato interiore della dispersione totale e dal movimento verso la terra di Israele, il che significava passare alla stato della connessione. Questo è ciò che Abramo ha portato loro.

Qui devo dire che la saggezza della Kabbalah è perfettamente logica perché coincide con le nostre cose corporee, con il principio di “la materia come una realtà ci è stata data nella sensazione”.

Gli studenti di Abramo avanzavano in modo naturale e in modo interiore dallo stato di Babilonia allo stato della terra di Israele, e di conseguenza avanzarono anche esteriormente da Babilonia verso la terra di Israele. Sentirono di dover avanzare.

Come fa una persona ad ottenere questi sentimenti?

Sono seduto qui e all’improvviso sento che devo andare da qualche parte e fare qualcosa, come chiamare qualcuno e parlare. Ho alcuni pensieri e desideri, ma da dove provengo? Inoltre vengono da dentro, ma io semplicemente non lo so e non possono seguire questo meccanismo. E così sembra che funzioni in modo casuale.

Si tratta invece di desideri che non si trovano a un livello fisiologico, ma ad un livello spirituale. Quando cambio alcuni attributi spirituali dentro di me colpisco anche i miei attributi fisici.

Così, quando cominciarono a cambiare internamente e ad avvicinarsi, le persone che seguirono Abramo iniziarono a sentire il bisogno di lasciare Babilonia e si allontanarono da Babele anche esternamente.

Cominciarono a muoversi in avanti e gradualmente spostarono le loro tende, le loro pecore, le loro capre, i loro cammelli e i loro asini e quindi avanzarono verso la terra di Israele. Non è stata una grande transizione da Babilonia alla terra di Israele, che hanno adempiuto interiormente ed esternamente.

Domanda: Quindi la terra di Israele, per così dire li ha “rassicurati” e trasformati da nomadi in agricoltori?

Risposta: Non erano agricoltori. Il grano è stato coltivato in Babilonia, ma le persone che hanno seguito Abramo lungo il percorso storico per quasi mille anni dopo Babilonia erano pastori. Solo dopo l’ assestamento nella terra di Israele, dopo l’esodo dall’Egitto, si sono sistemati e oltre a essere pastori iniziarono a impegnarsi anche nell’agricoltura.

Poi, dopo l’esodo dall’Egitto, sullo stesso principio, sentirono interiormente che quello era il luogo per il Tempio.
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Da Kab.TV “Babilonia Ieri e Oggi” 27.08.2014

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Al posto dei matrimoni civili

Dr. Michael LaitmanCongresso in Sochi. Lezione №1

Commento: Mi sembra che il nostro prossimo passo sia servire la popolazione. Ad esempio, abbiamo un sacco di persone single – questo è come un flagello. Ma nonostante l’enorme numero di siti di incontri online, non ci sono risultati per creare una famiglia.

Acquisendo esperienza nei cerchi, ho visto per me il quadro esatto di come parlare di questo con le persone, come insegnare loro.

Risposta: Non credo che far incontrare le persone e scolpire per loro una famiglia – sia la soluzione al problema. Siamo in una fase di sviluppo storico, in cui le persone non possono vedere se stesse vincolate dalla famiglia. Esse convergono rapidamente, danno alla luce bambini, e poi cominciano a pentirsi: “Cosa abbiamo fatto?! Questo ci limita, ci strangola!”.

Ultimamente ho cominciato a capirli sempre di più. Li strangola il loro egoismo, che è sviluppato al massimo. Dobbiamo aumentare la necessità di una famiglia, farla diventare una parte del nostro Kli spirituale. Solo allora potremo parlare di matrimonio. Altrimenti non succederà nulla.

E più avanti, sempre di più. Pertanto, le persone cercheranno di creare una famiglia, solo quando saranno sicure, che sia la loro strada verso l’alto, e non perché improvvisamente stanno accese nel gruppo in qualche seminario. Solo quando raggiungono un certo stato spirituale e diventano adulti spirituali, acquisiranno la comprensione di ciò che è una famiglia.

In prospettiva, i matrimoni civili quasi non rimarranno, saranno sostituiti dalle famiglie spirituali. La necessità di creare una cella spirituale porterà alla creazione di una famiglia.
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Dalla 1 ° lezione del Congresso in Sochi, 25.08.2014

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Lo Shabbat

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché la questione dello Shabbat è stata sollevata di nuovo nella Parashat HaShavua (la porzione settimanale della Torà), “Dopo la Morte,” dopo la descrizione del montone mandato nel deserto e l’altro montone offerto come sacrificio? Dopo di tutto, è stato già menzionato nell’esodo dall’Egitto.

Risposta: A prima vista la referenza allo Shabbat sembra essere ridondante e superflua. Però il punto è che tutte le azioni che facciamo sono solo allo scopo di portarci allo stato della fine della correzione che si chiama Shabbat. Lo Shabbat simbolizza la fine di tutto il lavoro quando tutto è corretto e non occorre più fare nulla. Così, gli stati che sono corretti gradualmente sono aggiunti a stati già corretti e sono accumulati in un conto generale, il quale è espresso eventualmente nello stato di Shabbat.

Però dopo ogni azione, ogni livello termina anche nello stesso stato poiché se mi vengono dati 20 chili di desiderio allo scopo di correggerli in amore e dazione e raggiungo la fine della correzione di questa parte, entro in uno stato temporaneo di Shabbat. Quando ho completamente corretto la mia anima, raggiungo lo stato finale del Grande Shabbat.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 06.03.2014

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Dr. Michael LaitmanDomanda: La Torà ci dice che il Creatore disse ad Abramo in quale terra sarebbe dovuto andare dopo aver lasciato Babilonia. Quindi, egli inizialmente sapeva dove stava andando?

Risposta: No. Non si tratta di coordinate su una mappa. Se non pensiamo a millenni di storia, noi non consideriamo nemmeno i chilometri della superficie terrestre. Il tempo e la distanza non hanno alcun controllo lì. Quando la sensazione interiore di una persona, chiamata “il suo Creatore,” gli dice cosa cercare, dove andare, non vuol dire che essa dovrebbe muoversi in un’altra posizione, in un nuovo luogo di residenza, ma al successivo stato spirituale, che si chiamerà “la terra di Israele.”

Domanda: Quella è la “terra” che ha trovato in se stesso?

Risposta: Certo. Perché il concetto di “terra” (Eretz) deriva dal “desiderio” (Ratzon). “Eretz Yisrael” significa il desiderio volto “dritto al Creatore” (Yashar-El). Quando tu arrivi al punto in cui tutti i tuoi desideri sono diretti al Creatore, allora si potrebbe dire che sei arrivato, sei entrato nella “terra di Israele,” anche se ti trovi in Canada, in Africa, negli Stati Uniti, o in qualunque altro luogo.

Dopo tutto, il nostro corpo non viene preso in considerazione. L’intera questione riguarda il desiderio di una persona.

Torniamo ad Abramo; ha lavorato con i suoi studenti in unione. Molti kabbalisti scrivono di questo, soprattutto Maimonide, il grande kabbalista vissuto tra l’11° e il 12° secolo. Abramo ha iniziato a lavorare con loro secondo il sistema “ama il prossimo tuo come te stesso”, e quindi ha cominciato a unire, assemblare, e “formare” una società completamente nuova da loro, in cui ognuno era connesso internamente a tutti gli altri.

Gli Stati, le nazioni, e i popoli sono anch’essi connessi, ma esternamente, il che significa che hanno sistemi sanitari di assistenza, la sicurezza sociale, le leggi, l’educazione, ecc… ma non stiamo parlando di esteriorità, ma dei sistemi interiori di connessione tra le persone. Questo approccio di Abraamo è diverso dal concetto di Nimrod, che offre alla gente la dispersione in modo da non interferire con l’altro e, allo stesso tempo, mantenere i contatti da lontano.

Sembrerebbe, infatti, lasciare che i diplomatici negozino, lasciate che i commercianti prendano carovane lungo la “via della seta” o “dai Vichinghi ai Greci,” lasciate che i marinai scoprano l’America, ecc… Ma qui stiamo parlando di un altro viaggio, della connessione interiore tra loro. Non stiamo parlando di corpi, ma di intenzioni, il punto centrale, superare gli ostacoli interiori. Una persona viaggia non in montagna, non attraverso il deserto del Sinai, ma attraverso il deserto dell’anima, perché sente che il suo atteggiamento verso gli altri è una terra desolata che lo asciuga, in cui non c’è nulla di cui essere soddisfatti.

Ecco perché il modo per avvicinarsi agli altri è attraverso il deserto. Quindi, una persona davvero si avvicina a loro; attraversa internamente il “deserto del Sinai”, arriva alla “terra di Israele.” E qui trova il suo desiderio “dove scorre latte e miele”, che emana, “irradia” tutte le cose buone.

In sostanza, questo è un “paradiso.” In passato c’era un deserto, o anche “l’inferno”, e ora il “Giardino dell’Eden”. La riluttanza ad entrare in contatto con gli altri, l’odio verso il prossimo, tutto questo si trasforma in bontà.
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Da Kab.TV  “Babilonia ieri e Oggi” 27.08.2014

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Abramo e Nimrod: Un dibattito che continua ancora oggi

Dr. Michael LaitmanCommento: Parliamone da lontano, ma in realtà di una storia molto vicina , la storia di Babilonia e la storia di Abramo. Questo è avvenuto circa 3.800 anni fa.

Risposta: Fondamentalmente per quanto mi riguarda, c’è un’altra percezione della storia. Secondo me è viva ancora oggi, comprese la Grecia e Roma. Tutto è vivo ancora oggi, perchè senza questo, è impossibile. Tutto esiste insieme a noi, contemporaneamente.

E quindi, circa 3.800 anni fa, l’antica civiltà di Babilonia esisteva già, ed era simile alla nostra civiltà. L’intero processo è iniziato da qui e ha dato una spinta allo sviluppo della civiltà moderna.

Un interessante rottura è accaduta in quei tempi. Si potrebbe dire che c’è stata una rivoluzione interna dell’umanità che è stata concentrata interamente in una zona. Fino ad allora esisteva un certo tipo di unione spirituale, una famiglia che non era particolarmente connessa, ma non ancora litigiosa. Ma all’improvviso tutto è cambiato.

Il fatto è che l’essere umano ha l’ego. Questo ci rende diversi dagli animali. Fino a quando l’ego era obbediente alla persona, abbiamo potuto tranquillamente organizzare le nostre vite e progettare una sorta di ordine patriarcale. Ma quando questo ego improvvisamente si è rotto ed ha cominciato a impazzire dentro di noi, ci siamo staccati dal mondo animale e abbiamo cominciato a diventare veri esseri umani. Questo ha creato la base per la rottura di oggi, quindi è il livello dell’ego che domina il mondo di oggi.

Le civiltà precedenti alla Babilonia erano molto più primitive e non egoistiche. Naturalmente, anche tra loro c’era una gerarchia, governanti e guerre, ma non c’era nessun concetto come “l’ego che ci spinge in avanti.” In altre parole, gli esseri umani non erano consapevoli che l’ego li gestiva, separandoli, per portarli all’odio reciproco, alla richiesta di una “ascesa al cielo”, e all’aspirazione di usare e calpestare tutti. Questa chiara percezione dell’esistenza di un mondo egoista non esisteva allora.

E allora un’altra figura è comparsa, quella che ha fondato il popolo ebraico, Abramo. È interessante notare che Abramo proveniva da una famiglia molto rispettata. In quei tempi, uno dei pilastri centrali della società era la continuità delle generazioni, perché tutto era tramandato, tra cui, fino a poco tempo, anche il trasferimento di vari mestieri e competenze.

Terah, il padre di Abramo, era un leader spirituale distinto nel popolo. Era così venerato che le avevano creato statue di idoli nella sua famiglia. E’ possibile comprendere questo semplicemente così come lo si sente: Avevano fatto statue di idoli e i relativi accessori. Ma si può dire che essi avevano “creato” idee e concetti; il che significa che parlavano di divinità e lo spiegavano alle persone in base alla loro comprensione.

Quindi direi anche più di questo, erano i fondatori della spiritualità di Babilonia. Non era Nimrod, ma in particolare la famiglia di Abramo. Questa era una chiara separazione dei poteri: da un lato, c’era il potere dello Stato, “la polizia”, il militare, che è stato rappresentato da Nimrod, e d’altra parte, il potere spirituale, rappresentato da Terah e Abramo che venivano dopo di lui. Ognuno di loro aveva una forte personalità.

E improvvisamente in un momento particolare, da un particolare punto della sua indagine, Abramo ha osservato con quale rapidità e crudeltà il proprio ego e quello degli altri si era sviluppato. Mentre cercava la forza globale generale che gestisce tutto, Abramo ha scoperto il sistema integrale che gestisce la creazione. La sua domanda essenziale era che tra tutte le cose del mondo, ci deve essere qualcosa in comune che provvede basicamente al principio di unità e porta il mondo verso un particolare obiettivo. Dopo tutto, vediamo come tutto si trasforma, e anche se si riavvolge, allo stesso tempo, continua ad avanzare, come il cerchio di una ruota.

E così da fatti e ricerche, Abramo è riuscito, attraverso sua la forza di volontà, a penetrare questo sistema per mezzo del filtro, dello schermo (Masach). Il filtro è molto semplice; si trova tra di noi. E’ chiaro che l’ingresso nel mondo a venire, la prossima dimensione, si trova in un luogo dove è possibile trovare un ponte tangibile tra le persone, dove il confronto tra di loro scompare e il manifesto adattamento è stato creato, il che significa una tale connessione entro la quale sciogliersi uno nell’altro. In questo momento scoprono una porta di entrata tra di loro, l’accesso nella dimensione successiva; e voi potete entrare in essa.

Non c’è nulla di nuovo qui. Nel nostro mondo ci sono tre componenti: inanimato, vegetale e animato. Per quanto riguarda la persona, se lui è pronto ad annullare il suo ego nei confronti degli altri, superare l’ego e annullarlo insieme ad un’altra persona, allora lui acquista una nuova caratteristica che diventa un entrata nella dimensione successiva.

Domanda: Come ha fatto Abramo a scoprire, dalla sua indagine, che il problema principale si trova tra di noi?

Risposta: Egli vide che l’intero sistema della creazione è integrale e buono e in questo tutte le sue parti si sostengono a vicenda. Sono reciprocamente connesse e unite.

E qui una sola brutta e dannosa “sfumatura” era stata creata, che era la persona con il suo narcisismo. Infatti, egli è una bestia, ma ha un ego. E questo ego lo spinge verso uno sviluppo che non è affatto giusto, dal momento che è contro gli altri, in opposizione a tutto, e in opposizione al inanimato, vegetale e animato. Ciò significa che non è in armonia con loro, in omeostasi. Invece lui va fuori dai suoi confini, strappando e dominando tutto.

Per che cosa? Non è importante. Qual è l’obiettivo? Non vi è alcun obiettivo. E’ solo per soddisfare l’ego che lo sta bruciando dentro.

Abramo capì il sistema globale della natura e l’intento della persona che è assolutamente contrario. Così è diventato chiaro che il problema è all’interno della persona, per cui è necessario portarlo all’armonia, per essere simile alla natura. Come fare questo? Lui ha bisogno di essere orientato verso le giuste relazioni con la natura inanimata, vegetale, e animale, e per di più con gli altri esseri umani, all’interno della società.

Quindi, guardando la natura, Abramo vide un ideale; mentre guardando la persona, lui ha visto il suo opposto. In effetti il suo compito è stato quello di integrare questi due sistemi, e ha capito che tutto il problema sta nella realizzazione del principio, “E tu amerai il prossimo tuo come te stesso.”

La civiltà di Babilonia ha affrontato il processo di globalizzazione, come nel nostro mondo di oggi, e si è rinchiusa crollando su se stessa. Dopo tutto, questa è stata una piccola civiltà, circa tre milioni di persone che vivevano in uno spazio limitato tra i fiumi Tigri ed Eufrate in Mesopotamia.

Casualmente, loro si sono sviluppati fortemente. Da lì sono arrivate l’astrologia ed l’esoterismo, e nacque quello che oggi è chiamata l’era moderna, la nuova era, quindi si sono sviluppati i negozi, i servizi igienici e i sistemi di approvvigionamento idrico. Molti degli abitanti del mondo moderno potrebbero essere invidiosi dei Babilonesi. Tutto era molto ben organizzato, bello e pulito in mezzo a loro. Semplicemente non possiamo nemmeno immaginare come vivevano.

Ma improvvisamente tutto è esploso dall’interno. In meno di 20-30 anni, l’egoismo è scoppiato davanti agli occhi di Abramo, ed i Babilonesi cominciarono ad odiarsi l’un l’altro. Questo è diventato un tipo di globalizzazione in miniatura in cui gli abitanti di Babilonia, che erano strettamente collegati, non potevano più vivere insieme. In grande scala, la stessa cosa sta accadendo anche oggi. Dobbiamo vivere insieme, e d’altra parte, questo è impossibile.

E così l’ego che è scoppiato ha costretto i Babilonesi a costruire una torre fino al cielo. Questa era una naturale, istintiva, espressione diretta dell’io, e la continuazione della sua attività.

E’ stata creata quindi una nuova religione: “Dobbiamo adorare il nostro ego, elevarci al di sopra dei cieli, dobbiamo aprire tutto, raggiungere il benessere generale, e forse anche l’uguaglianza e la fratellanza. Tutto questo è in nostro potere di farlo, “Questo è molto simile al richiamo dell’era moderna: il comunismo, il nazismo, il liberalismo, e il consumismo, a qualunque costo. Erano rappresentate lì tutte insieme.

Dal momento che il processo fu così rapido, produsse una forte agitazione all’interno della società. Si sono create delle grandi fazioni: per Nimrod, contro Nimrod, ecc. Ma Nimrod era un leader molto forte, e Terah, il padre di Abramo, lo serviva, per così dire, era la sua mano destra, come leader spirituale del popolo.

E Abramo, come figlio e studente, doveva andare a seguire lo stesso percorso. Nella storia dell’umanità, la continuità è sempre stata auspicabile, e soprattutto in quei tempi.

Ma qui è successo qualcosa di interessante. Dalla sua indagine, Abraham ha scoperto un quadro completamente diverso e gli divenne chiaro che l’ego è stato dato a noi per manovrarci, ma in modo che noi manovriamo lui, e con il suo aiuto, elevarci al di sopra di esso e ascendere veramente al cielo. Questo non è uno di quei cieli a cui la Torre di Babele ci avrebbe elevato, ma piuttosto un cielo al di sopra del quale noi stessi ci innalziamo, contro di esso, contro il nostro ego che continua a crescere. In altre parole, si trattava di un sistema completamente diverso!

Domanda: Quindi Nimrod, che ha capito che l’ego separa il popolo, ha proposto la separazione, disperdendolo sulla faccia della terra, mentre l’intenzione di Abramo era l’opposto, la connessione e il lavoro con questo ego?

Risposta: Ci sono stati un certo numero di correnti qui. La prima corrente era simile alle inclinazioni moderni: “Nonostante l’ego noi ci batteremo contro la nostra natura. Con l’aiuto della scienza, della cultura e l’istruzione, noi riusciremo ad appiattirla. Non le sarà possibile al ‘cane’ che si trova dentro ognuno di noi di uscire. “

Un altro flusso proclamava il contrario: “Strappate tutti gli altri a pezzi e dominare. In questo modo noi avanzeremo. Tutta la vita è una lotta, egoista e competitiva, ed i forti sopravvivono, come in natura. “In ogni caso, sembra che questo è ciò che sta accadendo in natura.

Domanda: Questa è stata l’intenzione di Nimrod?

Risposta: No. Nimrod pensava che il vero sviluppo della civiltà potrebbe essere raggiunto attraverso l’equilibrio. Ma questo non è stato nell’equilibrio con la natura, ma con l’ego. “Siamo vicini ma non andiamo d’accordo tra di noi come vicini di casa. Qualcuno getta l’immondizia nel posto sbagliato, sbatte la porta, e fa rumore che disturba coloro che dormono, e così via. Quindi ci separeremo e ci incontreremo di volta in volta, e improvvisamente tutto funzionerà tra di noi. Possiamo stare insieme, bere una birra, e ricordarci la nostra vecchia casa comune dove abbiamo fatto a turno per la doccia e il bagno. “

E quindi Nimrod ha pensato che dovevamo separarci. Se siamo separati e ad ognuno le viene dato un piccolo appartamento, abbiamo risolto questo problema. Basta allontanarsi gli uni dagli altri e tutto andrà bene.

Questa decisione è diretta verso la realizzazione e la gestione del processo. Ciò significa, in linea di principio, mantenere il controllo, e in questo modo, risolvere il problema del grande ego e dei conflitti sociali.

Nimrod ha capito che l’ego è un male, ma in accordo a questo, aveva bisogno solo di essere relazionato col fatto che le persone rimangono a livello popolare e allora tutti avrebbero vissuto bene e correttamente insieme.

“Quindi dovremo costruire una piramide che simboleggi sia la connessione tra noi che la separazione, la dispersione.”

Questo non era certo un idea sciocca, questa era una filosofia: “Io non riconosco alcun dio. La globalizzazione e l’integrazione sono derivanti dalla natura, e noi fluiremo in essa senza rinunciare all’ego. Sì, possiamo sviluppare questa civiltà con calma e bene, insieme al nostro crescente ego.”

In sostanza, questo è ciò che anche il capitalismo oggi proclama: Ognuno nella sua casa, nel suo angolo, nella sua area particolare. Questo è mio; questo è tuo. Ognuno ha la sua eredità. Ed esiste anche un governo comune, una struttura nazionale, e così via.

Questo significa che Nimrod rappresenta ogni governo moderno e la percezione moderna in generale. Si può dire, in parte, che il pensiero di Nimrod è stato realizzato: le persone sono state disperse su tutta la terra e cominciarono, come ci viene detto, a parlare in lingue diverse, ed hanno continuato a vivere secondo le leggi dell’ego.

La posizione di Nimrod è molto comprensibile e razionale. Lui ha risolto logicamente il problema che si era creato. E Abramo uscì con un pensiero rivoluzionario assolutamente diverso che è derivato dal raggiungere la caratteristica interiore della natura.

Oggi abbiamo di nuovo incontrato lo stesso problema, ma non c’è nessun posto dove scappare. L’ego è cresciuto e siamo quindi bloccati, legati, gli uni agli altri, ed è impossibile separarci. Se ci fossero stati diversi pianeti vicini supplementari e un “ponte” per raggiungerli, avremo fatto di nuovo lo stesso tentativo. Ma noi abbiamo un solo pianeta Terra e ora non abbiamo altra scelta, dobbiamo risolvere il problema attraverso il metodo di Abramo.

Oggi, le forze della separazione e del disimpegno sono in crescita. Inoltre, le famiglie divorziano, molti bambini vivono separati dai loro genitori, ecc. Ognuno è alla ricerca di qualche angolo per se stesso e per essere distaccato da tutti i presenti.

E ciò che è interessante è che ci sono così tanti posti nel mondo! Nei miei voli sopra il nostro pianeta vedo chiaramente che l’umanità occupa solo poche percentuali di tutte le zone del pianeta. Ma la gente non può vivere lontano gli uni dagli altri. Essi semplicemente non possono. Questo significa che abbiamo raggiunto una situazione in cui l’idea non è più quella di trovare una zona da colonizzare, né di distanziarci fisicamente. Oggi siamo legati molto strettamente.

Quindi Abramo inizia dimostrare la sua teoria. Chiaramente, sembrava illogica e innaturale. In realtà, è stato impossibile dimostrarla.

Ma vi è una logica superiore in essa. Dopo tutto, Nimrod, in linea di principio, non offriva una soluzione assoluta e definitiva al problema. Egli diceva: “Noi, con l’ego che sta crescendo naturalmente dentro di noi, dobbiamo solo disperderci un po ‘.”

E Abramo disse: “Questo non ci aiuterà, perché l’ego è in crescita con un obiettivo assolutamente diverso, in modo che saremo in grado di salirci al di sopra di esso! Non dobbiamo disperderci in tutte le direzioni; piuttosto, passeremo sopra l’ego per usarlo specificamente per collegarci l’uno con l’altro, cosicché l’ego sarà utilizzato da noi come un ‘aiuto contro,’ il che significa che ci obbligherà a salirci sopra di esso. “

E’ difficile capire questo e essere d’accordo. Ma se farete questo, di fatto, sarete collegati con tutta la natura globale. Si tratta di una conclusione chiara e logica: Si diventa parte integrante della natura, perché si è collegati con tutta l’umanità e diventerete come la natura inanimata, vegetale, e animale. Solo che a differenza di questa, avrete raggiunto questo stato integrale generale attraverso il proprio potere.

Quindi comincerete a sentire la natura generale, la sua legge generale, e il potere generale che si chiama il Creatore. E andrete verso il successivo livello di sviluppo al di sopra dell’ego. Ora sentirete il mondo, non attraverso i vostri occhi fisici, non attraverso le vie animalesche, i sensi corporei, ma inizierete a sentirlo per mezzo di una nuova logica, per mezzo di nuovi desideri, che non sono bestiali, non con un volto egoistico, ma da un livello veramente umano.

In conclusione, tutte le civiltà moderne sono emerse da Babilonia. Babilonia è la base di tutte le nostre civiltà, e, inoltre, di tutto il nostro sviluppo spirituale.
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Da Kab.TV, “Babilonia Ieri e Oggi” 18.08.2014

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Un Gruppo di Dieci è pari ad un’intera unità spirituale

Dr. Michael LaitmanDomanda: Nel prossimo Congresso di San Pietroburgo dovremo fare del lavoro in gruppi di dieci. Il gruppo di dieci dovrebbe stare assieme tutto il tempo anche durante i pasti, durante i meeting, i workshop e le lezioni?

Risposta: Non vedo motivo per andare in giro in gruppi di dieci dandosi la mano.
Un gruppo di dieci è considerata un unità spirituale. In ebraico si dice Minyan. C’è una condizione per cui non si dovrebbe pregare se non in gruppi di dieci. Questo significa che non puoi chiamare il Creatore se non sei in un gruppo di dieci. Quindi, i gruppi di dieci sono essenziali in tutti i nostri eventi.

Durante gli incontri degli amici tutti sono presenti: gli uomini nei circoli interni e le donne in quelli esterni. Dobbiamo sempre enfatizzare che siamo assieme con tutta l’umanità, con l’intero gruppo mondiale.

I gruppi di dieci non devono mostrare un loro proprio eccessivo individualismo. Il loro ruolo principale è di coltivare l’intenzione. Ci siamo riuniti quì per poterci unire tutti assieme, in modo tale che unità identiche alle nostre si connettano in un’unica grande unità che è uguale al Creatore.

Un gruppo di dieci è quanto ti innalza al prossimo livello; E’ una derivata. Quelli che hanno studiato analisi matematica sanno che l’abbassarsi della derivata significa rottura e morte. Se un gruppo di dieci si rompe, non puoi più innalzarti al prossimo livello.

Quindi, dovremmo fare tutto quello che possiamo affinchè i gruppi di dieci rimangano intatti anche mentre siamo coinvolti in diversi compiti in cucina o in qualsiasi altro servizio. Questa è una cosa importante
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Dalla Preparazione in Webinar per il congresso, 9.09.2014

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“E ora vedi?” – “Si!”

Dr. Michael LaitmanBaal HaSulam, “Introduzione allo studio delle Dieci Sefirot,” Punto 54: Quando il Creatore vede che uno ha completato la misura di uno sforzo e ha finito tutto ciò che doveva fare per rafforzare la sua scelta di fede nel Creatore, il Creatore lo aiuta. Poi, uno raggiunge la Provvidenza aperta, questo significa rivelazione del volto. Quindi, viene premiato con un pentimento completo, significa che egli si unirà al Creatore ancora una volta con il suo cuore, l’ anima, e la potenza…

Non vi è alcun patrocinio qui, non vi è alcun motivo di aspettare che il Creatore sia stufo e abbia pietà di noi come un padre misericordioso. Non dobbiamo aspettarci che il Creatore sia toccato dalle nostre lacrime e abbia pietà e intervenga nella nostra situazione e perdoni la nostra mancanza di investire sforzi.

Questo significa che la speranza è priva di significato, che invece, si può aspettare qualcosa dal nostro sforzo, piangere un po’, e tutto si prenderà cura di noi stessi. In genere, nel nostro mondo una persona si aspetta esattamente questo tipo di attitudine verso se stesso da altre persone e dal Creatore. Pero questo non succede qui.

Siamo obbligati a portare avanti e completare la quantità di sforzo richiesto da parte nostra. E questo dovrebbe essere veramente lo sforzo per creare il nostro Kli spirituale per la rivelazione. Come è detto: Lui ha fatto un decreto che non deve essere trasgredito (Salmi 148:6). Se hai un desiderio di dieci grammi, che è, supponiamo, il primo grado di adeguamento al primo livello obbligatorio per scoprire il Creatore, allora sentirai la Sua presenza, ciò significa che Egli sarà rivelato.

E finché il vostro desiderio è inferiore a “dieci grammi,” sei sotto la soglia e non senti il Creatore. Significa che il Creatore è nascosto. Tutti i sensi lavorano secondo questo principio inclusi i sensi spirituali.

La percezione nei sensi spirituale è divisa in 125 livelli che sono divisi internamente in tanti altri sotto livelli. E non importa quali, dobbiamo raggiungere il livello di sensibilità corrispondente al primo livello. E questo dipende dalla misura di sforzi ai quali innalziamo la nostra sensibilità, il che significa ampliare il nostro Kli.

Questa è la nostra sensibilità fino al grado di dazione perché il Creatore è dazione, amore, e connessione. Lui si rivela a noi come tale. Allora di conseguenza dobbiamo prepararci: dazione, amore, e connessione fra noi. E non dobbiamo neanche raggiungere tali caratteristiche direttamente, ma solo avere un anelito di acquisirle. E se specificamente dirigiamo il nostro desiderio e anelito verso questo e abbiamo abbastanza forza, poi cominciamo a scoprire il Creatore. Questo è tutto.

Questo è come un esame visivo con un optometrista: “Vedi queste lettere?” – “No!” “E adesso le vedi?” – “Si!” C’è una soglia di sensibilità per ciascuno e per tutti i sensi, e quando si raggiunge, improvvisamente là avviene la scoperta.
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Dalla Lezione quotidiana di Kabbala 29.08.2014, Scritti di Baal HaSulam

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Che cos’è l’uguaglianza?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Che cos’è l’uguaglianza? Una persona nasce, viene in questo mondo, e tutto quello che vede, proprio tutto, è assolutamente diviso e separato, ad iniziare da quello che sente all’interno e per finire con quanto vede all’esterno. Ma nonostante tutto questo c’è per ciascuna persona un particolare desiderio di uguaglianza. Da dove viene?

Risposta: Tutte le nostre caratteristiche osservazioni, situazioni e leggi vengono da un solo stato, lo stato di unità, lo stato del sistema integrale , analogico nel quale ci troviamo .

Il Sistema integrale si costruisce sul principio della completa dipendenza di ciascuno dagli altri. Questo significa che tutti noi siamo uguali. Forse per una persona alcuni parametri sono migliaia di volte più grandi di quelli di un altro ma se il sistema è completamente connesso, allora in qualche modo la superiorità di questa grande persona dipende da qualcun altro molto piccolo. Questo per via del fatto che l’intero sistema è integrale e se avviene un qualche minimo disturbo al suo interno allora fallisce completamente! Questo è il principio dell’uguaglianza.

Questo principio non si basa su quello che eri tu od ero io sin dall’inizio. Si basa su quanto dobbiamo raggiungere per portare il sistema ad uno stato integrale sotto la nostra influenza. In altre parole, la Natura ha creato un sistema integrale e poi ha creato noi completamente opposti a questo stato.
Il nostro ruolo è di raggiungere uno stato ideale, senza riguardo al fatto che alcuni di noi sono grandi o piccoli, saggi, pazzi, deboli o forti. Tutti noi dobbiamo raggiungere la dipendenza mutua gli uni per gli altri. Solo in questo caso scopriremo che siamo completamente uguali.

Tutto deriva dal principio che l’interezza del sistema è nel suo stato iniziale o in quello finale. E noi che siamo nel mezzo dobbiamo portarlo al suo ideale attraverso i nostri sforzi. Da qui derivano tutte le leggi di cooperazione mutua in un gruppo, in una collettività, in una società, nell’intera umanità.
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Da Kab.TV “Un discorso a Riguardo del Metodo Integrale” 7.09.2014

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