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Verso il Creatore con il cuore spezzato

Dr. Michael LaitmanDomanda: C’è un modo per mantenere lo stato d’animo attraverso il quale possiamo ottenere la luce e cercare la forza della correzione?

Affrettiamo il “riavvolgimento del film” e lottiamo per ricevere la Luce senza auto-sforzo. Il nostro ego non è pronto a fare sforzi; invece, richiede costantemente risultati.

Risposta: È necessario utilizzare un approccio diverso: non importa in quale stato ci si trova, la cosa importante è come attirare la Luce di uno qualsiasi dei vostri stati.

Questo ci porta a un’altra domanda: “Vuol dire che dovremmo concentrarci sui problemi e disturbi per trovare rimedi contro di loro?” Ogni stato è dato a noi dal Creatore. Quindi, come possiamo rivelarlo? Riconoscendo il male, diamo in sostanza la colpa al Creatore, cioè alla forza che in realtà ci manda lo stato dentro al quale sono attualmente.

La risposta è che mi comporto come un vecchio uomo che si china per cercare qualcosa che ha perso. Egli è saggio e sa di cosa esattamente ha bisogno e approfitta degli aspetti negativi legati alla sua situazione attuale, al fine di trasformarli a suo vantaggio. E’ come un ospite che viene al padrone di casa generoso con un grande appetito e grandi desideri dal momento che sa di avere compiacere come suo ospite più di ogni altra cosa.

Ecco come dovremmo usare le nostre carenze, i bisogni e i problemi. Noi diciamo al padrone: “Correggici! Riempici! I nostri problemi esistono per un motivo!”

Domanda: Cosa faccio se invece di essere un vecchio saggio, io sono solo una persona un po’ stupida che continua attendersi che accada qualcosa di buono nonostante le numerose difficoltà?

Risposta: Hai gli amici e un insegnante. Essi ti ricorderanno l’approccio corretto. Almeno una volta al giorno dovresti sentirti dire che tutto ciò che ti accade è per il meglio.

Quindi, non lasciare l’aula senza una chiara comprensione che ti salvaguardi e ti leghi in modo sicuro alla cosa più significativa della vita.
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Dalla 4 ° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 09.07.14, Gli scritti di Baal HaSulam

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Di cosa parla lo Studio delle dieci Sefirot

Dr. LaitmanDomanda: Adesso stiamo studiando Lo Studio delle Dieci Sefirot (TES), Parte 2, “La connessione tra l’abilità e l’intenzione“. Non riesco a concentrarmi e a relazionare questo con me stesso e a capirlo.

Risposta: Siamo desiderio di ricevere piacere, e l’intelletto si sviluppa solamente per servire il desiderio. Quindi, finché non hai cominciato a sentire dentro di te ciò che è descritto, non puoi utilizzare questi parametri del desiderio. Sarà possibile utilizzarlo e con quale intenzione?

Ma ci sono le persone che hanno la capacità di imparare, non dentro se stesse, nel desiderio, ma costruendo un modello in mente. Esse imparano il Talmud “teoricamente” senza utilizzarlo su se stesse. Purtroppo, è così che tutti imparano oggi!

Ma la Torà specificatamente richiede apprendimento “pratico” (sensoriale, all’interno del desiderio) ad esempio, su noi stessi, sul nostro desiderio. E finché non sarà così, finché non passerai attraverso questo stato nella sensazione, non capirai quello che il Talmud dice.
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Non possiamo capire e misurare il Creatore

E’ scritto nello Zohar: “Non c’è nessuno come te tra tutti i saggi delle nazioni del mondo”. Si sta parlando dei discernimenti interiori di una persona. Cohen (il sacerdote), Levi, ed Israele sono chiamati Giudei perché sono attratti verso l’unione (che ha la stessa radice in Ebraico). Gli scienziati o i filosofi hanno il desiderio umano di raggiungere lo stesso traguardo, ma è pura teoria se non c’è l’aspirazione per il cambiamento e la correzione di se stessi.

Questo lavoro è solamente della mente e non del cuore. Ma noi dobbiamo correggere il cuore, vale a dire i desideri dell’uomo. I filosofi, invece, vogliono fare la stessa cosa ma nella mente, e perciò si confondono e si buttano nell’ “idolatria”, creando ogni genere di fantasia nella propria mente.

Tutte le qualità, tranne Israele (coloro che puntano a Yashar- El, diritti al Creatore), sono chiamate le nazioni del mondo, poiché non sono attratte all’adesione con il Creatore al fine di donarGli piacere. Le nazioni del mondo sono divise in settanta nazioni ed Israele è diviso in 12 tribù ed in molte altre parti, il che significa che la divisione è infinita. Allo stesso tempo, ognuno di noi è inserito in tutti gli altri. Questo succede come conseguenza della frantumazione del vaso, che va visto come la nostra preparazione.

Così, quando leggiamo nel Libro dello Zohar di qualche filosofo o di un giusto dobbiamo considerarli come proprietà che sono dentro di noi. L’intera Torà è scritta rispetto ad una sola persona che racchiude in sé l’intero mondo. La domanda è se questa persona è creata come qualcuno che può conseguire il Creatore attraverso i vasi interiori che gli sono stati dati: il suo desiderio di ricevere e la saggezza della mente.

Naturalmente no! L’espansione dei nostri vasi, attraverso i quali conseguiamo il Creatore senza filosofeggiare su di Lui, come i saggi delle nazioni del mondo fanno, avviene solamente attraverso la forza superiore che ci fornisce il Masach (schermo) e la Luce che Ritorna. Si tratta di un’espansione totalmente diversa dei vasi rispetto a quelli che possiamo espandere con la saggezza.

Se un uomo studia qualcosa con la logica, acquisisce della saggezza, il pensiero, ed una conoscenza generale. Ma i suoi vasi di percezione per conseguire il sistema divino, il sistema superiore di funzionamento, non ne vengono allargati. Egli non impara a conoscere le forze che operano in lui; non studia il Creatore. Infatti, il Creatore può essere conseguito solamente attraverso l’acquisizione dei Suoi attributi. Se un uomo non cambia le sue qualità, allora egli rimane ancora colui che riceve sotto il dominio del suo desiderio di ricevere e la mente, che serve il desiderio di riceve, tenta di appagarlo.

Questo è il modo in cui ci comportiamo in questo mondo e non c’è niente che possiamo farci. A meno che non riceviamo aiuto dall’alto, un aiuto che espande i nostri vasi di percezione e ci fa avere i nuovi vasi della dazione, non conseguiremo il Creatore. Noi non abbiamo idea di cosa sia il mondo Divino o spirituale.
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Dalla 2.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.08.2013, Il Libro dello Zohar-Introduzione

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Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar”: Come potrebbe essere che delle azioni transitorie, inutili possano estendersi all’esterno? E vediamo che, in effetti, siamo già stati estesi come si conviene per la Sua Eternità – esseri eterni e perfetti. E la nostra eternità richiede che la Klipà del corpo, che ci è stata data solo per il lavoro, sarà transitoria e inutile. Perché, se rimanesse in eterno rimarremmo per sempre separati dalla Vita delle Vite.

Abbiamo detto prima (articolo 13), che questa forma del nostro corpo, che è il desiderio di ricevere solo per noi stessi, non è affatto presente nel pensiero eterno della creazione, perché lì noi siamo nella forma del terzo stato. Eppure, esso è obbligatorio nel secondo stato, per permetterci di correggerlo.

E non dobbiamo riflettere lo stato di altri esseri nel mondo, ma l’uomo, poiché l’uomo è il centro della creazione, come verrà scritto sotto (articolo 39). E tutte le altre creature non hanno alcun valore proprio, ma nella misura in cui aiutano l’uomo a raggiungere la sua perfezione. Di conseguenza, essi salgono e scendono con lui senza alcuna considerazione di se stessi.

La nostra condizione attuale, che sembra così brutta e bassa, ci è stata data volutamente in modo che possiamo rilevare la perfezione da esso. “Il vantaggio della luce è noto al buio”.

Inoltre, tutte le altre creature sono incluse in questa analisi. Infatti, la realtà che vediamo fuori è in realtà una proiezione delle nostre qualità interiori. Io possiedo tutti i quattro stadi del desiderio “materiale”, ma rilevo solo il quarto, il grado umano.

Questo vale anche per il nostro mondo. Se l’umanità identificasse tutte le forme corrette di relazioni tra noi, sarebbe sufficiente per correggere i livelli precedenti: inanimato, vegetale, e animato. Correggendo sé stesso, il quarto livello corregge anche quelli precedenti che sono inclusi in esso.

Dopo tutto, le altre creature non possiedono il libero arbitrio. Esse sono inclusi automaticamente nell’essere umano durante la sua correzione. Pertanto, se fosse corretto, per esempio, al dieci per cento, allora tutta la natura circostante sarebbe corretta nella stessa misura.

Quindi, la nostra vera preoccupazione non deve essere l’ambiente, il clima, l’inquinamento, ma solo il nostro atteggiamento corretto verso ciascuno di loro. Nella misura in cui correggiamo questo atteggiamento, le catastrofi naturali diminuirebbero e i problemi ambientali si placherebbero nella stessa misura.

Così, Baal HaSulam ci da’ la chiave per la correzione non solo dell’umanità, ma di tutto il mondo, inclusa la natura inanimata, vegetale e animata. Vuoi placare la Terra in modo che ti fornisca tutto nella forma migliore: cibo, acqua e aria? Vuoi sentire un senso di comfort e tranquillità, nel quale nulla ti stressa, ti minaccia, dove c’è una bella nuvola intorno a te, accurata e amichevole? Allora correggi te stesso e non farti distrarre da altro. Una persona non dovrebbe essere distratta dell’universo, che è una copia dei suoi difetti, ma ricordare che tutti i difetti “esterni” dipendono da lui e vengono dati a lui, in modo che sulla base di essi, egli verifichi e identifichi la perfezione.

Allora egli vedrà quanto è stato detto: “Eravamo come in un sogno.” In altre parole, tutto ciò che sperimentiamo ora e sperimenteremo nei gradi successivi della scala spirituale fino alla correzione finale è un “sogno”, artificialmente dato a noi dall’Alto nella forma del mondo corrotto, in modo che attraverso i suoi mezzi, studiando il sistema dai difetti alla correzione, conosciamo il Creatore, secondo il principio “Dalle Tue azioni Ti conosceremo”. Come conseguenza del conoscere Lui, saremo in grado di aderire a Lui nella perfezione, che è lo scopo della creazione, l’obiettivo di tutti i mondi, della loro creazione, la rottura e la correzione.
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Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 09.01.2014, Scritti di Baal HaSulam

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Visto che sono uno Scorpione

Dr. Michael LaitmanSe fossimo tutti connessi integralmente, ognuno di noi definirebbe la propria auto percezione come il proprio atteggiamento verso gli altri. Alla fine tutto ritorna indietro come un boomerang. Se desideriamo il meglio per noi dovremmo essere buoni verso gli altri. Il problema consiste nel come farlo.

A questo punto mi viene in mente la parabola di una rana e dello scorpione. Una volta, uno scorpione doveva attraversare un fiume e chiese ad una rana di portarlo dall’altra parte. La rana rispose “Sembro forse una pazza? Mi pungerai e così morirò!” Lo scorpione promise di non pungere la rana, adduncendo la ragione che se lo avesse fatto sarebbero morti entrambi.

La rana credette allo scorpione e lo mise sulla sua schiena. Quando giunsero in mezzo al fiume, lo scorpione punse la rana che morì. Lo scorpione affogò assieme alla rana, ma giusto prima di morire, la rana fece in tempo a chiedere “perché mi hai punto? Adesso morirai” Lo scorpione rispose “Perché sono uno Scorpione” non aveva potuto trattenersi dal pungerla visto che questa era la sua natura. Trattenersi dall’usare il pungiglione era oltre il suo potere.

Questo è un problema comune per gli esseri umani. Non riusciamo nemmeno a percepire quanto la natura ci forzi a calcolare ogni cosa che facciamo affinchè rudemente ed in modo primitivo noi otteniamo un beneficio solo per noi stessi. Non siamo capaci di considerare il fatto che siamo collegati agli altri. Da mattina a sera parliamo del nostro coinvolgimento mutuo e della connessione complessiva per Radio, sulla TV, nelle nostre lezioni. E’ la stessa situazione che abbiamo visto precedentemente in Russia. Ad ogni modo, tutti noi sappiamo che non cambia nulla! E’ impossibile cambiare la nostra natura di scorpione.

Se avessimo voluto veramente cambiare noi stessi e fare una transizione pacifica dal capitalismo al prossimo livello di sviluppo, ad una struttura sociale più vantaggiosa, capiremmo che questo è possibile solo attraverso la nostra connessione, ovvero cambiando la nostra natura.

Ma il genere umano non ha mezzi per cambiare la propria natura. La sola possiblità è usare la forza nascosta nella natura: la Luce che ritorna. Questa forza è anche chiamata la Torà, comunque la gente comprende la parola “Torà” nel modo incorretto. La Torà è la luce della correzione e come è detto: “ho creato l’inclinazione maligna e la Torà come spezia per correggerla, visto che la luce nascosta entro la Torà ritorna alla sua sorgente.”

In altre parole, abbiamo una possibilità di cambiare la nostra natura in modo da sentirci in armonia in un sistema perfetto. Noi sentiamo un’interdipendenza mutua così forte da annullare le differenze tra occuparsi di se stessi o degli altri e di realizzarsi attraverso di loro.

Anche il nostro egoismo comprenderà che la dazione lavora per il suo vantaggio visto che “Io” e gli “Altri” siamo infatti la stessa cosa ed costituiamo un’unità indivisibile.
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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 13.07.2014, Shamati #60

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L’obbligo: Diventare una Luce per le Nazioni

Dr. Michael LaitmanDomanda: Supponiamo di voler risolvere qualche problema. Di che cosa dobbiamo parlare per raggiungere la forma circolare?

Risposta: Prima di tutto, è necessario discutere su qual è la forma di un cerchio, quali sono i vantaggi unici inclusi all’interno della nostra connessione in questa forma, e di cosa abbiamo bisogno?

Quando abbiamo un problema in comune, ci uniamo, naturalmente, come gli animali che subito si stringono in un gregge quando viene identificato un pericolo. Venite, parliamo di questo, noi possiamo superare qualsiasi problema se solo ci uniamo. E’ possibile correggere qualsiasi situazione se raggiungiamo una buona connessione.

Domanda: Ogni anno appare qualche situazione critica che attrae l’attenzione globale: azioni militari o eventi insoliti. Perché questi problemi non finiscono mai?

Risposta: I problemi continuano ad apparire perché non ci uniamo secondo l’ordine del giorno. Tutto il tempo dobbiamo costantemente avanzare aumentando la nostra unità. Però noi non facciamo questo; non dedichiamo la nostra attenzione ad esso. Non vogliamo sentire quello che dice la Torà della necessità di amare gli altri come noi stessi, l’amore degli amici, e l’obbligo a diventare una Luce per le nazioni.

Questa è l’intera missione del popolo d’Israele come un’ unica parte della creazione che connette tutta la realtà con la forza superiore di dazione e amore, con la Luce Superiore che Riforma. C’è questa forza della natura e se impariamo ad usarla, guadagniamo molto.

Però per usarla dobbiamo creare una forma simile ad essa, ciò significa una forma circolare. Se diventiamo come la forza superiore, cominciamo ad influenzarci al grado di questo adattamento. Si avvicina a noi e risolve tutti i nostri problemi poiché essi si presentano solo perché la Luce si trova lontana da noi.

Questo è come essere esposti alla luce del sole che illumina e da vita a tutti, o ci connettiamo a un qualche sistema, a una presa elettrica e il sistema comincia a muoversi, diventa vivo. Tramite la nostra connessione, stimoliamo la forza superiore che ci influenza con più forza, e grazie a questo siamo liberati da tutti i problemi e cominciamo a svilupparci in un modo piacevole e buono. In questo modo miglioriamo la nostra situazione.

Tutto ciò che è richiesto per questo è di organizzare tavole rotonde e workshops. Grazie a quelli, diventiamo simili al campo di forza buono ed esso ci influenza. Invece di influenzarci nel modo opposto, come succede nella nostra natura egoistica comune, comincia a influenzarci positivamente.

Questa buona influenza cambierà le nostre vite in meglio in tutti gli ambiti della vita. Provate e vedrete. La saggezza della Kabbalah vi promette questo. E tutte le domande saranno risolte empiricamente dalla nostra connessione pratica.
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Da Kab.TV “L’Incontro dei Mondi” 18.06.2014

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Due buste di regali

Dr. Michael Laitman“E la Luce, che è nascosta in un mondo e che si veste in esso, è chiamata il punto della fase “Yod,” dividendo in due lettere “Hey”: il mondo dell’occultamento e il mondo della rivelazione. Il lavoro intero di una persona è nel rivelare questo punto, continuarlo con la frase di “Vav” – da un mondo ad un altro, cioè, con le lettere “Vav” fra due lettere “Hey,” rivelando un’abbondanza di Luce per tutti, emanante dalla Luce Circostante a ciò che è circondato da essa, cioè, due lettere “Hey,” con il segreto “Bina, Yesod, Malchut.

Il Creatore ha due “borse.” Lui prende il desiderio da una di loro e lo mette in una persona. E dopo se una persona lavora bene con il desiderio, il Creatore in lui mette l’adempimento dell’altra “borsa”. E poi quest’azione si ripete, ma con un nuovo desiderio. Egli ci tratta come trattiamo i nostri figli. Noi cresciamo e sviluppiamo la nostra seconda abilità a preparare il desiderio ricevuto dal Creatore, lavorando con esso e rendendolo adatto per l’adempimento. Questa è l’essenza del processo intero dello sviluppo della creatura.

Però non dobbiamo dimenticare che il nostro lavoro è proprio nel mezzo: Dobbiamo modellare correttamente il desiderio che viene dal Creatore.

Per quanto riguarda la realizzazione, in realtà, esiste già all’interno del desiderio. E il momento in cui il desiderio riceve la sua forma corretta, l’adempimento si rivela in essa.

Però, la cosa più importante è scoprire Colui che sta causando tutto questo, l’Uno che agisce su di noi, questo deve essere il risultato finale di tutti gli stati che attraversiamo.

Poiché le correzioni non sono un fine in sé, il Creatore avrebbe potuto darci tutto questo nella forma finale. È importante per Lui per farci scoprire Lui con il nostro lavoro, la comprensione del Divino. Questo è ciò che s’intende con “collegando i due mondi” (”due borse”).

Baal HaSulam cita questo nell’articolo, “Tu mi hai accerchiato dietro e davanti”, quando parla della connessione fra le due lettere “Hey” (“ה“), quello superiore – Bina e quello inferiore – Malchut. E la lettera “Vav” (“ו“) fra loro sia la linea – Zeir Anpin che unisce Bina e Malchut insieme.

Allora, una persona che connette i due mondi merita di ricevere la creatura intera. E questo è il lavoro che un uomo non può scegliere (optare) di non fare per scoprire questa singola forza che agisce, dobbiamo attraversare tutti questi stati, apparentemente mettendo il nostro sforzo, finché scopriamo che “Non c’è nessun altro all’infuori di Lui”.
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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 26.11.2010, Scritti di Baal HaSulam

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L’avvertenza di Baal HaSulam

Se tu vieni a una persona al momento giusto, quando lui è disperato e non sa come passare ai nuovi criteri al fine di sperimentare la dolcezza piuttosto che l’amarezza, allora lui ascolterà. Questa è l’essenza della crisi.

Anteriormente, abbiamo sempre cercato e trovato i mezzi per fare questo, a causa di questo, l’umanità è cresciuta ed è avanzata, come i bambini che crescono  e con i loro giocattoli diventano più orientati agli obiettivi e quindi, cambiano i loro gusti, comprendendo e avendo la consapevolezza di ciò che si chiama dolce e ciò che si chiama verità .

E quando arriviamo alla fine dello sviluppo egoistico, scopriamo che siamo in uno stato amaro, che è impossibile trasformarlo in quello dolce. Non c’è né verità né falso che possono aiutare in questo e a cambiarci in modo che sentiamo dolcezza invece di amarezza.

Qui arriviamo con il nostro metodo di Educazione Integrale per spiegare che c’è una forza: la forza della connessione tra le persone. Dovuto a questo, raggiungeremo la dolcezza che contemporaneamente sarà la verità. Questa verità dolce non è rivelata in qualcuno individualmente, ma dentro la nostra unione comune.

Le persone non saranno in grado di rivelare questa conoscenza. Anche se loro iniziano ad unirsi a vicenda, tutto si trasformerà in un circo o una banda criminale; niente di buono succederà .

Dobbiamo essere consapevoli che se non abbiamo successo nella nostra missione, allora in futuro, associazioni per delinquere attende il nostro mondo, ovvero, il regime nazista, sul quale Baal HaSulam avverte nell’articolo: “L’Ultima Generazione.”

Se il nostro metodo di Educazione Integrale non riuscirà, allora il mondo sarà vinto dalla dottrina fascista, che si basa anche sulla dolcezza derivata dall’unità . Ma questa unità è fondata sull’odio per gli altri. Il mondo intero allora sarà diviso in due metà : mio e tutto il resto. E costruiremo  la nostra unità non nell’amore degli altri, ma sull’odio degli altri. E al suo interno troviamo dolcezza.

Sebbene questo approccio nazista è contrario all’obiettivo della Creazione e lo sviluppo della Natura non potrà resistere a lungo, questa possibilità esiste solo per un breve periodo.
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Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 13.08.2013, Scritti di Baal HaSulam

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La Kabbalah è un sistema di leggi della Natura

Dr. Michael LaitmanDomanda: Secondo la mia comprensione tutti devono raggiungere la saggezza della Kabbalah. Ma se, per esempio, uno segue un’altra corrente nella sua ricerca per la via spirituale, allora Dio lo punisce per questo? E quando una persona entra nella via spirituale, perché gli capitano cose persino peggiori a quelli che gli capitavano prima?

Risposta: Diverse cose succedono alle persone continuamente per spingerle verso il giusto fine. Se uno si comporta correttamente, allora procede secondo le leggi della natura; e le cose gli vanno bene. Altrimenti questo sistema di forze lo influenza negativamente.

La saggezza della Kabbalah ci parla riguardo a come è costruita la Natura e non di un Dio che dovrebbe star seduto a pensare a come punire qualcuno. Esistono solo le leggi della Natura (chiamale Dio, il Creatore, non fa differenza)! Non c’è alcuna ricompensa e non c’è punizione.

La Kabbalah non è una religione; ci parla solo riguardo alla forza che ci sviluppa che dovremmo cercare di sapere e di comprendere. Se la otteniamo, allora ci sviluppiamo rapidamente ed in modo facile e raggiungiamo il goal corretto che era il fine stesso di questa forza.

Ma questo non significa che se apro un libro di Kabbalah oggi allora le cose diventeranno immediatamente migliori per me. Di cosa stai parlando? Sai forse come comportarti correttamente, come usare le leggi della natura in modo corretto?

E’ come nella fisica, come in qualsiasi scienza! Se so come usare le leggi correttamente, allora ne trarrò beneficio. Ma se apro un libro ma non so come usare le leggi che vi sono registrare, allora non posso sostenere che non farò più sbagli. Non c’è nulla di miracoloso quì. C’è un sistema di leggi che stiamo imparando per diventare capaci di usarlo correttamente.

E quindi non si può correlare la saggezza della Kabbalah a qualche religione o alla magia o stregoneria, dove apparentemente ho iniziato ad imparare e nonostante tutto le cose vanno male per me. L’idea è che non sai ancora come usare questa conoscenza. E quando impari, allora secondo il grado con cui hai imparato, le cose ti andranno bene. E’ così come in ogni impresa. Questo è un sapere chiaramente pratico.
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Dal Campo Estivo Internazionale in Bulgaria “Giorno Due 12.07.2014, Lezione 4

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Egoismo: Un’ opera da mezzo centesimo

Dr. Michael LaitmanRabash, Dargot HaSulam, articolo 798, “Il valore di quello piccolo”. Quando l’uomo riceve tutto ciò che è dato, il Creatore diventa suo debitore.

Esempio: Un padre ha dato al suo piccolo figlio un centesimo ogni giorno. Poi l’amore per il figlio si risveglia nel padre, e lui gli da cinque centesimi.

Come il piccolo figlio vede che oggi ha ricevuto un regalo più grande dal padre, lui si ispira per ringraziare suo padre per questo. Però più tardi, quando il padre torna a dargli un centesimo come di solito, il figlio diventa pieno di rabbia verso il padre, a causa della perdita subita.

Si scopre che invece di portare il figlio più vicino al padre, l’addizione che ieri ha ricevuto lo spinge via. Questo perché ora il padre è il suo debitore, e il piccolo figlio vuole che il padre continui ad aggiungere ogni giorno. E se il padre non lo fa, poi tutti i suoi doni non valgono nulla.

L’uomo muore quando riceve, senza aver raggiunto neanche la metà di quanto desidera.

Non è facile combinare giustamente il desiderio per il piacere e l’intenzione di dare. Da questo esempio vediamo che non capiamo il Creatore. L’egoismo non tollera le aggiunte di una volta. Egli percepisce ogni addizione come una nuova norma, e diventa adirato quando non continua a riceverla.

Non capiamo che quando il Creatore sottrae, Lui ci da di più, non di meno! Non è per il desiderio a ricevere piacere, ma per noi ad acquisire l’intenzione di dare. Tuttavia, l’egoismo vede la perdita: un centesimo invece di cinque che aveva ieri.

Il figlio non ha capito che lui stesso deve completare i quattro centesimi rimanenti con la sua fede,l’intenzione, e la consapevolezza della grandezza del Donatore. Poi, invece di una perdita, egli acquisirà un guadagno meraviglioso: la somiglianza con il Creatore.

L’iniziale, desiderio base era creato dal Creatore nella forma di un punto nero in mezzo alla Luce Superiore. E rimarrà un punto nero. Svolgiamo tutto il resto, includendo il grado più alto dell’infinito, da soli attraverso l’uso di un solo metodo: elevando il Donatore ai suoi occhi.

Il punto nel mio cuore non cresce da solo. Potrà solo crescere quando è connesso a un amico, solo attraverso la dazione, con la quale riesco a permeare il mio punto. Non ha nient’altro su cui poter crescere.

La Luce Superiore continua a influenzarci più forte, ma non capiamo ancora che lo sviluppo non è limitato con il compimento del desiderio. Ci sviluppiamo in una Luce che si incrementa man mano che ritorniamo attraverso le fasi di HaVaYaH.

In questo viaggio, gradualmente gli stadi si sostituiscono l’un l’altro. Comunque, dobbiamo solo continuare ad aspettare per le nuove porzioni di Luce senza capire che è già arrivato il tempo di sostituire la ricezione con la dazione. E anche se la Luce aumenta, la percepiamo come una cosa negativa, come buio.

La Luce in realtà è buona, però in modo da riceverla come buona, abbiamo bisogno di diventare un vaso come essa. Alla fine essa fa pressioni su di noi, finché almeno in qualche modo siamo in accordo con l’ordine del giorno e prendiamo un altro passo verso la dazione.

Questo è il motivo per cui, invece di lavorare direttamente con il desiderio, abbiamo bisogno di cambiare la nostra attitudine verso il Donatore. Lo sviluppo non è un processo quantitativo, ma qualitativo. Andiamo avanti più velocemente se ricordiamo questo.
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Da una lezione del 03.12.2010, Gli scritti di Rabash

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