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L’Abbondanza scendeva dal cielo

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 11: 9-10): “Quando la rugiada cadeva sul campo di notte, vi cadeva anche la manna.

Or Mosè udì il popolo che piagnucolava, in tutte le loro famiglie, ognuno all’ingresso della propria tenda; l’ira del Signore divampò grandemente e la cosa dispiacque anche a Mosè”.

In ebraico il valore numerico della parola “rugiada” è 39, il che significa che comprende 39 Luci che scendono sotto forma di rugiada. Tale aspetto perfetto della Luce può effettivamente correggere tutti i veleni, le ferite e i nostri difetti egoistici.

A tale proposito, nel nostro mondo, la rugiada è un meraviglioso rimedio ma noi semplicemente non sappiamo come usarlo, mentre gli animali, gli uccelli e gli insetti raccolgono la rugiada e la bevono. Se noi seguissimo il comportamento degli animali e sviluppassimo le nostre medicine sulla base del loro comportamento, saremmo in buona salute, invece ci riempiamo di farmaci artificiali.

Dalla Torah (Numeri 11: 11-15): “Allora Mosè disse al Signore: ‘Perché hai trattato così male il tuo servo? Perché non ho trovato grazia ai tuoi occhi e da porre il peso di tutto questo popolo su di me?

Ho generato io tutto questo popolo? Ho fatto io nascere loro, che Tu mi dici ‘Portali in grembo come la balia porta il lattante’, alla Terra che hai promesso ai loro antenati?

Dove posso trovare io la carne da dare a tutto questo popolo? Perché continua a lamentarsi con me, dicendo: ‘Dacci carne da mangiare!’.

Da solo non riesco a portare tutto questo popolo, perché è troppo difficile per me.

Se questo è il modo in cui Tu mi tratti, Ti prego uccidimi se ho trovato grazia ai tuoi occhi, in modo che io non veda la mia disgrazia”.

Non è facile seguire il cammino spirituale perché dobbiamo scoprire tutti i problemi e chiedere la loro correzione. Eppure, nessuno vuole farlo, e questo è il motivo per cui la gente si lamenta, piange e chiede “Dacci la carne”.

Se tu desideri la carne, prego prenditela! Dopo tutto la manna può avere gusti diversi. Che differenza fa? Il tipo di cibo non fa differenza. Ancora oggi mangiamo una cosa ma sentiamo il gusto come di qualcosa d’altro.

Molto presto si potrà stampare tutto ciò che si crede da una stampante tridimensionale e dovremo solo premere un pulsante per ricevere tutto quello che vogliamo.

Non è questa la manna? In realtà è la stessa cosa. L’unica differenza è che tutto questo sarà dannoso per noi perché non è altro che semplice segatura imbevuta di diversi gusti e additivi nelle cartucce di queste stampanti.

E Mosè disse che questo è il modo sbagliato. Dobbiamo scegliere il modo naturale e non chiedere della carne qualunque, ma attirare la Luce Superiore che in realtà contiene tutto. Tuttavia, le persone si rifiutano di farlo e non la vogliono.

Domanda: Questo significa che la gente ha ricordi nostalgici della vita in Egitto?

Risposta: Non è nostalgia ma desiderio di tornare a lavorare nel proprio egoismo: “Noi non vogliamo seguire la via della connessione e dell’unione. Questo è il deserto per noi: è insapore, difficile e gravoso. Dacci la carne che è quello che ci rappresenta l’ego, noi vogliamo vivere a quel livello; nessuno ha bisogno delle 39 Luci, sono troppe per noi”.

Commento: Le lamentele del popolo mettono in difficoltà Mosè, il quale grida al Creatore: “Perché hai trattato il tuo servo così male? Perché non ho trovato grazia ai Tuoi occhi che hai messo il peso di tutto questo popolo su di me?”.

Risposta: Non si tratta di un vecchio leader che ha già circa 80 anni e che ha vissuto i suoi ultimi 40 anni nel deserto, guidando il popolo.
Mosè è la nostra qualità più antica, la quale ci conduce attraverso il deserto egoistico verso la terra d’Israele, ovvero l’unione. Non c’è nient’altro che possiamo fare qui. In realtà non vi è altra via d’uscita. Noi avanziamo verso l’annientamento e il massacro oppure, in accordo alle leggi della natura, ascendiamo al livello successivo.

Noi pensiamo di scegliere il nostro futuro ma non è così. Nessuno sa cosa gli porterà il futuro, quindi come potrebbe scegliere? È un gioco da bambini.

In realtà, tutto è predeterminato e l’obiettivo è già noto, non ci resta che decidere come raggiungerlo: nel migliore dei modi e nel più breve tempo possibile oppure opponendosi e rifiutandosi ostinatamente come un asino, e allora sarai picchiato fino a quando crescerai in saggezza.

La parola “Asino” in ebraico “Hamor” deriva dalla parola “Omero”: “materia”. La materia del nostro mondo è l’egoismo, ed è in base a questa materia che avanziamo in questo momento.

Noi siamo pronti a qualsiasi tipo di lavoro tranne che per evocare la Luce Superiore, perché questa arriva solo in base al livello della nostra unione. Quando ci avviciniamo l’uno all’altro la luce viene rivelata e più ci allontaniamo e ci separiamo l’uno dall’altro a causa del nostro ego, più essa scompare.

Nel nostro stato abbiamo solo bisogno di cominciare a connetterci e allora la Luce Superiore scenderà immediatamente dall’Alto su di noi. Cominceremo subito a sentire dove si rivela la vita, che cosa significa, dove stiamo andando e quale sarà il futuro di tutta l’umanità, ma per farlo, abbiamo bisogno di connetterci e di unirci.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 25.02.2015

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Un passo nella via della completezza

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 11:15): “[Mosè disse al Signore,] Se questo è il modo in cui mi tratti, Ti prego uccidimi se ho trovato grazia ai Tuoi occhi, in modo che io non veda la mia disgrazia”.

Mosè è la caratteristica che ci attira verso la meta della creazione. Viene ucciso o le persone lo seguono, nel senso che l’ego uccide uno dei due.

Domanda: Perché Mosè riceve così tanta sofferenza dalle persone?

Risposta: Perché lui vede che la grandezza, l’integrità e l’eternità li sta aspettando, mentre la gente non riesce a capire cos’è stato preparato per loro e a fare almeno un passo verso questo! Inoltre, se tutti avessero compiuto questo passo insieme, lui non avrebbe ricevuto così tanto dolore. Il dolore sarebbe scomparso immediatamente.

L’inizio della connessione e dell’unione è solo un problema psicologico. Sentiamo subito ciò che questo ci dà, ma il nostro primo passo in avanti deve avvenire attraverso una frattura interiore dall’ego. Tuttavia, l’uomo non è pronto a staccarsene, e così lui soffre.

Domanda: Il distacco dall’ego inizia con le piaghe in Egitto?

Risposta: No, le piaghe d’Egitto sono state necessarie per dividere il Mar Rosso, ovvero, l’allontanamento parziale dall’ego e l’inizio del lavoro con esso, e in seguito inizia il movimento attraverso il deserto in cui ogni passo ci porta sempre più lontano dall’ego, avvicinandoci sempre più agli altri! Noi lavoriamo in una tensione interna costante: pensare agli altri, sentire loro invece di noi stessi, lavorare per il loro bene.

Per l’ego questo è un deserto perché qui non c’è nutrimento da ricevere per il mio bene. Piuttosto, tutto è diretto solo verso la dazione.
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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 25.02.2015

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La “Moltitudine Mista” nel lavoro spirituale

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 11:5): “Ci ricordiamo del pesce che potevamo mangiare gratuitamente in Egitto, i cocomeri ed i meloni, i porri, le cipolle e l’aglio”.

Domanda: Come mai, improvvisamente, torna alla memoria quello che mangiarono in Egitto?

Risposta: Le persone richiedevano ciò che avrebbe soddisfatto l’ego. MAN era per questo un nutrimento spirituale, la soddisfazione spirituale generata dal quello che do rivolgendomi e soddisfacendo qualcun altro. Tuttavia, quando i desideri egoistici sorgono dentro di me, inizio a sentire i loro bisogni proprio come se esistessi in questi desideri. Il che significa che le persone desideravano veramente la Luce di riempimento in questi desideri, la Luce di Chaya e Yechida che simbolizzano la carne. Sembra che dicano “Non abbiamo bisogno del riempimento spirituale, vogliamo la carne”, ovvero, ciò che si trovava nell’ego. Erano sorti dentro di loro i desideri egoistici, “la moltitudine mista”.

Ma questi desideri sorgono nella persona precisamente dalla prospettiva del suo lavoro spirituale, convincendola che “Non hai bisogno di questo; puoi ottenere tutto in un’altra direzione. Ti promettiamo il mondo che verrà e tutto quello che vuoi. Ecco, prendi questo libro, fai quello che c’è scritto e tutto andrà al suo posto. Non devi lavorare su te stesso”.

I desideri della “moltitudine mista” obbligano la persona ad esaminare se sta compiendo correttamente le Mitzvot (Precetti) di questo mondo. Esse richiedono di mantenere la Torah con l’aiuto di azioni fisiche piuttosto che non la correzione della sua anima, delle sue relazioni con gli altri.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 11.02.2015

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Aprire la strada verso l’unione

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 11:18-20):E al popolo dirai ‘Preparatevi per domani e mangerete carne, perché avete pianto nelle orecchie del Signore dicendo: “Chi ci nutrirà con carne, era meglio per noi in Egitto”. [Pertanto], il Signore vi darà carne e voi la mangerete.

Ne mangerete non per un giorno, non per due giorni, non per cinque giorni, non per dieci giorni, e non per venti giorni.

Ma per un mese intero fino a quando non uscirà dal vostro naso e non vi verrà la nausea. Poiché avete disprezzato il Signore che è in mezzo a voi, e avete pianto davanti a Lui dicendo: “Perché siamo usciti dall’Egitto?”‘”

Il Creatore promette di nutrire i figli di Israele con il loro ego dicendo: “Prima vi sembrerà buono, ma quando raggiungerete uno stato in cui non potrete superare l’ego, inizierà a traboccare da tutte le parti, e cercherete un modo per frenarlo e non troverete una risposta, e l’ego inizierà a gestirvi e controllarvi. Così, a malincuore, avanzerete verso la morte, la sofferenza e la malattia, vedrete come i vostri bambini si faranno del male e moriranno davanti ai vostri occhi. Non sarete in grado di fuggire da nessuna parte! Tutti ciò che vi è caro: i vostri genitori, i vostri figli e i vostri nipoti soffriranno terribilmente per un lungo periodo di tempo. Essi vorranno morire, ma non saranno in grado di farlo. Questo è ciò che vi farà il vostro ego”.

I Profeti dissero che le donne virtuose cucineranno i loro figli e li mangeranno. L’egoismo interiore dell’uomo lo costringerà a comportarsi in questo modo. Questo è il posto in cui siamo diretti e tutto può succedere, come ci dissero i Profeti, se non ci rivolgiamo alla linea di destra in tempo, nella direzione della connessione e dell’unione affinché MAN possa iniziare a scendere su di noi.

Ascendere sull’ego non è affatto la morte. La morte è la libertà da una vita senza senso. Oggi, molti di noi rinuncerebbero volentieri a questa vita: è meglio non nascere affatto che vivere in questo modo. L’uomo, tuttavia, non può morire. L’uomo gira intorno ad un vortice di grandi problemi; striscerà e si aggrapperà con le unghie e graffierà se stesso fino a sanguinare, ma non sarà in grado di fare niente di se stesso. Egli sognerà di morire, ma senza alcun risultato.

Quando l’uomo si trova in punto di morte, in queste afflizioni mentali, comincerà gradualmente a capire la sua natura egoistica, fino a quando non sarà determinato a sbarazzarsene; tuttavia, non è proprio così facile ed immediato. Egli dovrà attraversare questa via fino in fondo, poiché la segue in base al metodo delle punizioni e delle sofferenze.

D’altra parte, lungo la via della Luce avviene tutto in maniera totalmente diversa: la Luce splende e si vede che da un lato vi è un abisso nero che inghiotte tutto, e dall’altro lato vi è la Luce. Lungo la via della sofferenza, d’altra parte, non c’è Luce, non si può vedere nulla, solo un grande vuoto pieno di sofferenze, e si vuole morire in ogni minuto perché la completezza sembra un grande dono.

Pertanto, la risposta del Creatore alla richiesta di nutrire le persone con la carne è molto dura: mangerete carne continuamente fino a quando vi darà la nausea e poi ritornerete ai vostri sensi. Questo significa che voi seguirete la via della sofferenza fino a quando capirete che la vita egoistica è la morte stessa e il Creatore che detestate è l’attributo dell’amore e della dazione. Provate a cambiare e a scegliere una delle due: il percorso dell’ego o la via dell’amore.

Per la prima volta nella storia ci troviamo a questo bivio. Vediamo come la natura del mondo si è unita internamente e l’antisemitismo si è rivelato. Le nazioni del mondo cominceranno tutte istintivamente ad odiarci, senza eccezioni. Loro si opporranno a noi, mostrando così i loro denti come dei lupi. Non è la loro volontà, ma il lavoro della Provvidenza Superiore che opera attraverso loro. Non è mirato a nient’altro se non al nostro ego. Se lo modifichiamo in attributo d’amore e di dazione, vedremo davanti a noi solo persone buone che ci amano.

Ce la possiamo fare!
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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 25.02.2015

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L’ottenimento empirico della Saggezza dell’Unione

Dr. Michael LaitmanQuando ci uniamo, i nostri desideri che sono così differenti, opposti e distanti gli uni dagli altri, si mescolano in un unico desiderio.

Ne deriva che, da una parte siamo completamente distanti ma dall’altra siamo uniti e quindi iniziamo a rivelare la singola forza della Natura.

Questo succede proprio perché abbiamo un egoismo enorme, ma al di sopra di questo stiamo cercando di giungere all’unione.

La Saggezza della Kabbalah si rivela solo alle persone che possiedono una sensibilità particolare, che sentono simultaneamente sia la loro disconnessione che la loro unione, in questo modo sarà rivelata gradualmente a tutti nel mondo.

È una così grande gioia vedere come i nostri gruppi Kabbalistici stiano nascendo in tutto il mondo. Molte persone giungono a studiare e vogliono imparare il metodo della connessione. Anno dopo anno, l’umanità sta diventando più confusa, sta perdendo la sua motivazione, disperandosi come un bambino piccolo che si è perso smarrendo la strada e che ora non sa dove andare.

Nel frattempo, stiamo comprendendo sempre più chiaramente di avere un unico metodo a nostra disposizione. Abbiamo solo bisogno di implementarlo dentro di noi e di offrirlo all’umanità, in modo che anch’essa si unisca e possa sentirsi ad un livello superiore di esistenza, perché tutti sono diventati uno.

Abbiamo ancora molto da imparare a questo riguardo. Non dimentichiamoci di avere imparato questa Saggezza dalla natura e non solo dai libri. Dobbiamo implementare la connessione tra di noi come un contrappeso all’egoismo che ci separa. Siamo come dei ricercatori che rivelano questo metodo in modo empirico.

Un gruppo Kabbalistico è un laboratorio in cui possiamo gestire un esperimento dentro di noi, anno dopo anno, lezione dopo lezione, registrando tutti i dettagli del processo che stiamo intraprendendo.

Solo nell’ultimo anno o due siamo giunti vicino alla fase pratica di implementazione. Prima di questo abbiamo solo studiato il sistema: com’è connesso in modo ideale, vale a dire il sistema dei mondi superiori.

Il mondo superiore e quello inferiore si trovano in sostanza nello stesso posto. Tuttavia, quando siamo divisi facciamo riferimento al nostro mondo come al mondo materiale. Quando ci uniamo allora sentiamo una realtà differente, armoniosa, connessa da una sola forza.

Tutta la natura diventa un organismo chiamato “La rivelazione della Forza Superiore”, la sola forza che si manifesta dentro di noi, visto che non può essere rivelata altrove esternamente, fuori dalla connessione tra di noi.

Questo significa la rivelazione del Creatore alle Sue creature secondo la condizione dell’equivalenza della forma.
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Dal Congresso in Guadalajara “Un cuore per Tutti” “Primo Giorno” 17.07.2015, “Lezione di Preparazione”

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Il ruolo della mente lungo la via spirituale

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 13:17-18): “Mosè li mandò a esplorare il paese di Canaan, e disse loro: ‘Andate su questa via nel sud e salite sulla montagna. Voi dovete guardare che [genere di] terra è, e le persone che la abitano; Sono forti o deboli? Sono pochi o tanti?’”.

Scalare la montagna e guardare la terra dall’alto, significa evocare la Luce Superiore, la quale si innalza temporaneamente solo perché voi la chiedete. Questo, tuttavia, non succede nella pratica, lo vedete soltanto, perché non potete fare altro che vedere.

Vedere può farvi sia salire che scendere, ma è essenziale per capire con cosa si deve lavorare, che vuol dire lavorare nella fede al di sopra della ragione. Per farlo dovete avere una grande conoscenza, perché non dovete seguire ciecamente ma dovete comprendere chiaramente tutte le istruzioni, le linee guida, l’intero sistema e come lavorare con la Luce Superiore. Questa è la ragione per cui la mente superiore viene attivata prima di ogni livello.

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Dalla trasmissione di KabTV “I segreti del Libro Eterno” 30.03.2015

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L’ascesa in quaranta passi

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Esodo 34:27-28): Il Signore disse a Mosè: scrivi queste parole per te stesso, poiché in base a queste parole Io ho fatto un’alleanza con te e con Israele. Lui è stato lì con il Signore per quaranta giorni e quaranta notti; non ha mangiato pane né bevuto acqua, ed Egli ha inciso sulle tavole le parole del patto, i Dieci Comandamenti (Esodo 34:27 – 28).

Parla dell’ascesa di Malchut a Bina.

“Quaranta” è la fase in cui l’uomo va completamente al di fuori dal suo stato egoista, sale su di esso in quaranta passi (il livello di Bina, la dazione) e raggiunge la caratteristica di “Mosè”.

La Torah dà all’uomo il metodo per la sua elevazione al livello di “Adam” in cui è liberato da tutte le sue caratteristiche egoistiche. Tuttavia, questo non significa che egli diventa un asceta, digiuna, smette di essere coinvolto in cose normali, smette di lavorare e non ha una famiglia, no! Comincia semplicemente dentro di sé ad entrare più profondamente nell’intenzione per il bene della dazione.

In tutto il resto egli vive una vita normale: lavora, si prende cura della sua famiglia e comunica con il mondo intero. Però adesso tutto questo è costruito solo nella direzione di avvicinamento alla caratteristica della dazione.

Tutte le necessità restano e tutto ciò che è superfluo viene gradualmente buttato fuori, e l’uomo si muove salendo al livello in cui dentro di lui rimane solo l’intenzione chiara di raggiungere la caratteristica della dazione che si chiama “l’ascesa in quaranta passi”.

“… quaranta giorni e quaranta notti; non ha mangiato pane né ha bevuto acqua”, questo significa che l’uomo è coinvolto solo nella dazione e la raggiunge quando entra già in contatto con il Creatore, al livello di Bina.
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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 30.09.2013

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Mantenere la connessione!

Dr. Michael LaitmanDomanda: Lei dice che quando l’uomo si sente male può collegare la sua sensazione al Creatore. Ma in questo caso non sto semplicemente accusando il Creatore di non avermi dato abbastanza Luce da stare bene?

Risposta: Prima di tutto non è così importante se benedico o maledicendo il Creatore, se lo tratto bene o male. La cosa più importante è non interrompere la connessione con Lui.

Anche se la connessione è schiena contro schiena, quando non sono soddisfatto del Creatore e sono costantemente in contraddizione con Lui, in lotta e in conflitto con Lui, questo non è importante. La cosa principale è di non dimenticare di avere una connessione con il Creatore.

Dobbiamo mantenere sempre questa connessione in tutti i casi e in tutte le circostanze. Non devo avere paura di scoprire di non essere contento di Lui.
Tieni sempre Lui davanti come tuo unico compagno. Tutto il resto sono solo immagini, ombre non persone, tutti senza eccezione, e loro sono stati dati a te in modo che rivelando il tuo atteggiamento verso il Creatore attraverso loro, rivelerai Lui.

Domanda: Ma come posso giungere alla qualità della dazione attraverso una rabbia costante e delle accuse contro di Lui?

Risposta: Vedrai quanto sia utile il fatto di maledirLo costantemente.

La chiave qui è la costanza, la continuità del tuo contatto: dalla mattina alla sera, senza fermarti. Tu presenti le tue richieste e le tue accuse contro di Lui, Lo incolpi e maledici, ma attraverso questo non attribuisci a te nessuna delle tue azioni, pensieri o desideri a qualsiasi altro fattore, attribuisci tutto esclusivamente a Lui.

Se questo è il tuo caso, allora potrai rivelare il Creatore lo stesso giorno. Riveli Lui in pratica, senza lunghi anni di ritardo. Abbiamo bisogno di una forte concentrazione e attenzione, attraverso le quali inizierai a capire come Egli ci governi, e di conseguenza farai il Suo gioco, quello che viene chiamato “Il ballo dello sposo con la sua sposa”. Da lì cominciamo a manifestare le intenzioni.
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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 22.07.2015, Shamati articolo 241

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Tre Generazioni, Tre Livelli

Dr Michael LaitmanDalla Torah “Numeri 10:33 – 10:34”: Essi viaggiarono a una distanza di tre giorni dalla montagna del Signore, e l’Arca dell’alleanza del Signore viaggiò tre giorni dinnanzi a loro per cercare un posto dove potessero stabilirsi. La nuvola del Signore li sovrastava giorno per giorno da quando partirono dall’accampamento.

L’Arca dell’Alleanza che viaggia davanti all’accampamento simboleggia l’intenzione di una persona che è seguita dai suoi desideri. Viaggia “con tre giorni di anticipo” perché dopo tre livelli la connessione tra l’intenzione ed il desiderio è completamente persa. Questa distanza deve essere mantenuta in modo che i desideri che non sono corretti seguano l’intenzione e che non siano capaci di usarla per i loro fini. Si tratta dell’avanzamento spirituale di una persona mentre cambia costantemente i suoi desideri in intenzioni sempre più altruistiche.

Domanda: Cosa succede se la distanza tra l‘Arca dell’Alleanza e le persone si riduce?

Risposta: Inizieremmo ad usare i desideri con l’intenzione per il nostro solo vantaggio. Tre livelli sono la distanza dopo la quale scompare la connessione. Nel nostro mondo, ad esempio, c’è una connessione tra tre generazioni: la nostra, quella dei nostri genitori e quella dei nostri nonni. Non sentiamo la generazione dei nostri bisnonni. Questa è la ragione per cui se una persona vuole imparare riguardo alle sue radici gli basta sapere chi sono i suoi nonni ed i suoi genitori. Tutto il resto è irrilevante. Nel nostro mondo questa perdita di connessione avviene in modo naturale.

Domanda: Perché l’intenzione è la sola a determinare il posto in cui stabilirsi e riposare?

Risposta: Perché solo con l’intenzione possiamo trovare i posti che sono pronti per la correzione secondo i loro attributi.
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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 11.02.2015

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Le 12 Tribù di Israele

Dr. Michael LaitmanLa formazione delle 12 tribù di Israele deriva dal fatto che l’intero desiderio ha 12 parti. Il desiderio in se stesso è composto da quattro fasi di sviluppo che corrispondono al nome di 4 lettere del Creatore. Oltre a questo, il desiderio è diviso in 3 linee. E l’intera manifestazione di questo schema è il Creatore.

Quattro fasi per tre linee fa 12. Quindi, l’intera società è divisa in 12 parti. Il che risale al tempo di Giacobbe. Quando Giacobbe era connesso all’enorme ego della fase successiva, egli fu “diviso” in 12 parti perché non poteva sopportare questa situazione da solo. E coloro che sono chiamati i 12 figli di Giacobbe iniziarono a lavorare sul loro ego per trasformalo in altruismo e in amore reciproco. E’ così che furono formate le 12 tribù con le 12 bandiere per tutti i campi.

Domanda: Ciò vuol dire che ognuno dei capi di una tribù: Giuda, Beniamino, Giuseppe e così via, è una parte più grande o più piccola del mio ego?

Risposta: Certamente. Una persona è un piccolo mondo! Ha tutto dentro di sé. Ogni nome corrisponde ad una particolare caratteristica, ed ogni caratteristica ha la propria specifica correzione.

Domanda: Che genere di ego aveva Giuseppe, visto che fu venduto come schiavo in Egitto: il più grande o il più piccolo?

Risposta: Giuseppe rappresenta la totalità di tutti i tipi di ego. Ciò significa che non aveva un suo ego, per questo è chiamato “Giuseppe il Giusto”. Ma, d’altro canto, soprattutto grazie alle caratteristiche dello Tzadik (giusto), che non appartengono a tutti, fu separato dai suoi fratelli. E così poté raggruppare tutte le loro caratteristiche ed entrare con esse in Malchut, nel senso che poté rivolgersi al Faraone. Le raccolse dentro di sé, e così egli è chiamato Giuseppe, che è il simbolo di colui che “raggruppa” (L’Asof).
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 11.02.2015

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