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In tandem con il Creatore

Cerca di agire in maniera molto semplice: prima che qualsiasi desiderio o pensiero entri nel tuo cuore o nella tua mente, cerca di capire che ti è stato inviato dal Creatore.

Cerca di continuare ad agire in tandem con Lui con questo pensiero o desiderio. Capirai che inizierai a percepire ogni cosa in maniera del tutto diversa, sino a che sentirai che tu e Lui siete partner.

In ogni momento, Egli genera pensieri e sentimenti in te e tu cercherai di continuare insieme a Lui con costante attenzione per farlo rimanere sempre nelle tue azioni.

Vedrai che ci riuscirai.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 29/10/2017

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Il coefficiente di dazione

Qualsiasi scienza nel mondo studia le connessioni tra le parti della realtà, ciascuna al proprio livello di realtà: fisiologica, psicologica, biologica e fisica, e quindi c’è la psicologia, la biologia, la fisica, ecc.

La saggezza della Kabbalah non si occupa di questi livelli, bensì di quello più elementare, cioè il desiderio contenuto in ogni parte della creazione, solo in forme diverse, su diversi livelli e in diverse dimensioni.

Pertanto, la Kabbalah è considerata la scienza fondamentale. Conduce la stessa ricerca scientifica di qualsiasi altra scienza, ricava formule, studia la creazione e le azioni del Creatore, chiarisce qual è il nostro posto nella creazione e misura la creazione in relazione al Creatore. Tutto ciò presuppone uno studio scientifico serio. Tutte le altre scienze non danno definizioni così precise.

In effetti, la creazione è molto complessa. Anche se sembrerebbe basata su una formula molto semplice: il desiderio del Creatore di dare equivale al desiderio della creatura di ricevere.

Tuttavia, questa non è una semplice equazione perché include un coefficiente che dovrebbe portare sullo stesso livello il desiderio di ricevere e il desiderio di dare: il desiderio del Creatore di concedere è uguale a C moltiplicato per il desiderio della creatura di ricevere.

Questo coefficiente include al suo interno una restrizione, uno schermo (Masach) e una luce riflessa. Abbiamo bisogno di lavorare su questa equazione tutto il tempo. Pertanto, devo conoscere il desiderio di ricevere, il desiderio di dare e il mio coefficiente.

Quindi studio sempre il desiderio del Creatore di dare. Lo desidero e mi identifico con Lui. In base a questi parametri, determino il mio stato e il mio posto nella creazione. In questo modo, esploro tutta la creazione. Senza questo, mi è impossibile relazionarmi correttamente con il Creatore, e ho bisogno di raggiungere il grado di amore per Lui. Il coefficiente è la mia intenzione a favore della dazione. Senza di esso, non posso contattare il Creatore.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’1/03/2018, “Gli Scritti di Rabash”

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Dieci grammi di riempimento illimitato

È difficile per noi immaginare cosa sia il mondo dell’Infinito perché la nostra prospettiva è quella di chi guarda dal lato del vaso e quindi percepiamo l’infinito come un desiderio infinito.

Ma nella spiritualità, in contrasto alla materialità, l’infinito è considerato un riempimento non limitato in alcun modo. Se il bicchiere è pieno fino all’orlo, significa che all’interno c’è l’infinito, anche se esso ha una dimensione di soli 200 millilitri.

Il vaso non limita la ricezione della Luce dentro di sé; cioè, esso non indica in quale misura accetta di ricevere. Pertanto, sia un vaso piccolo che uno grande possono contenere un’infinità di riempimenti se non limitano la Luce, ma ricevono tutto ciò che possono inserire in sé.

Potrebbe esserci un piccolo vaso che è nello stato dell’infinito, mentre un altro, un milione di volte più grande, sarà invece limitato. In fin dei conti, tutto è valutato in relazione al vaso; se esso non pone un limite alla ricezione della Luce, allora non ha limiti.

Potrebbero esserci solo dieci grammi di desiderio in te, ma tu non limiti comunque il riempimento. Quindi, sei nell’Infinito e le tue sensazioni sono illimitate. O forse, invece di dieci grammi, il tuo desiderio è cresciuto fino a dieci tonnellate, ma decidi che non puoi riceverne più della metà. Ne risulta che i dieci grammi sono il riempimento infinito, e le cinque tonnellate sono limitate. Tutto viene valutato rispetto alla persona che lo raggiunge.

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Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 4/03/2018, Talmud Eser Sefirot

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Il periodo latente nel lavoro spirituale

C’è un lasso di tempo, detto “periodo latente” nel lavoro spirituale, nel quale ci sembra che non stiamo avanzando e che non stiamo facendo nulla per avanzare. E’ un po’ come accade a quelle donne incinte che non mostrano ancora i segni che una vita sta crescendo dentro di loro.

Questo avviene a causa del fatto che le azioni spirituali rientrano nella dazione, mentre una persona non possiede ancora queste qualità e quindi non può percepire le azioni spirituali. Se c’è un kabbalista vicino a loro, allora costui può, attraverso la sua forza di dazione, vedere quello che sta accadendo alla persona e che cosa la aspetta, mentre la persona stessa non può farlo.

A volte una persona non può accorgersi dei cambiamenti dentro di sé. Anche se la preparazione sta avvenendo e ci sono dei cambiamenti molto importanti che le capitano, questo rimane sotto la soglia di percettibilità. Dopo tutto, essa non è ancora nello stadio dell’intenzione di dare.

Quindi una persona non può vedere il suo prossimo grado; questo è percepibile solo dal kabbalista vicino a lei. Come i genitori che sanno che il bimbo crescerà in un anno o due, ma il bambino non può capirlo.

Tutto questo “nascondere” è fatto apposta per darci modo di sviluppare il Kli (il vaso) della dazione. Se il prossimo grado fosse rivelato allora noi, avendo già la consapevolezza di questo, non saremmo in grado di lavorare nella dazione.

E’ una benedizione che siano avvenuti la frammentazione e l’offuscamento, perchè grazie a loro siamo capaci di sviluppare il Kli della dazione, la fede. Non voglio vedere o sapere! Anche con la chiarezza e la conoscenza che si rivelano successivamente, la capacità di vedere tutta la creazione dall’inizio alla fine, non posso accettare gli stessi Kelim (vasi). Non voglio ottenere le risposte, voglio dare al di sopra di esse.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 25/01/2018Gli Scritti di Baal HaSulam – Lettera 56”

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La ricompensa più grande

Domanda: I kabbalisti quale tipo di beneficio traggono dalla connessione?

Risposta: Il beneficio è enorme, infatti, è il più grande! Possiamo rivelare una nuova forma di vita attraverso l’unione kabbalistica!

Possiamo viaggiare attraverso galassie, salire al di sopra del nostro universo, andare al di là di esso e al di là della vita materiale in cui esistiamo adesso. Possiamo sentire noi stessi vivendo al di fuori del nostro corpo.

Questo è possibile e si realizza attraverso la giusta connessione fra le persone.

Domanda: Questa unione è simile a quella delle cellule che si connettono fra loro quando un singolo organismo si perfeziona?

Risposta: No, se ci uniamo attraverso i tipi di cellule, allora creiamo la giusta società egoistica, come nella nostra società odierna, che funziona egoisticamente, ma non raggiunge il prossimo livello.

Dobbiamo raggiungere uno stato dove, come un unico corpo, supporteremo noi stessi nella reciprocità così che saremo governati da una sola forza, da un solo cervello e da un solo cuore. Per questo, dobbiamo salire al di sopra della nostra stessa natura egoistica.

Durante questa vita, dobbiamo raggiungere il prossimo livello, e questo non può essere raggiunto da nessuno stratagemma comune. Dobbiamo mettere noi stessi in uno stato speciale quando siamo nel nostro stato terrestre, dove attraiamo la Luce superiore. Questo ci porterà al prossimo livello, e poi al prossimo ancora, e così via fino a che non ci innalzeremo al di sopra del nostro mondo.

Nel nostro mondo dobbiamo mantenere un livello minimo in modo da esistere, perché per il resto tutti i nostri pensieri ed aspirazioni dovrebbero essere diretti alla scoperta del mondo superiore.

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Dalle lezioni di Kabbalah in lingua russa del 10/08/2017

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Risultato del congresso “Assorto nel Superiore”

Risultato del congresso: la conclusione è che “Non esiste nulla tranne Lui”. Dobbiamo decidere in questo momento delle nostre vite, essere sicuri che Lui è il buono che fa il bene, ovvero giustificarlo in tutte le sue azioni. Questa è la prima condizione per iniziare lo studio della saggezza della Kabbalah, con l’articolo “Non esiste nulla tranne Lui” e tutto quello che ci viene richiesto nel cammino è accettare questo. L’unica cosa che cambia sono le condizioni, i nostri stati interni ed esterni. (In realtà esiste solo uno stato, ma noi percepiamo la sua divisione in stati interni ed esterni).

Per cominciare a vivere in base al principio “Non esiste nulla tranne Lui, il buono che fa il bene”, ognuno deve lavorare in un gruppo di dieci persone. Questo stato comincia dalla fase di un “embrione” (Ubar) nel quale mi annullo in tutto verso il principio “Non esiste nulla tranne Lui, il buono che fa il bene”.

Significa che aderisco al superiore in qualunque circostanza che Lui mi mette davanti, mi annullo completamente. In questa maniera divento un embrione spirituale.

Questo è lo stato che cerchiamo di raggiungere e questa è la ragione per la quale parliamo solo di questo durante il congresso: come realizzare questo stato, come devono essere le nostre relazioni nel gruppo, cosa ognuno deve agli altri, ecc.. Tutto deve essere focalizzato su come raggiungere lo stato “Non esiste nulla tranne Lui, il buono che fa il bene” nel livello di un embrione.

Perché perdiamo tanto tempo a parlare di qualcosa che potrebbe essere articolato in mezzo minuto? Il fatto è che questo stato non si realizza in una sola persona, ma nelle connessioni tra molti di noi. Quando si va in profondità in questa connessione, cominciano i problemi, perché questo è ciò che rivela la nostra rottura.

Tutto il lavoro per stabilire il principio “Non esiste nulla tranne Lui, il buono che fa il bene”, sta nel ricondurre i nostri desideri corrotti a Lui, affinché il lavoro possa concretizzarsi tra di noi. È tra di noi, non in ognuno di noi.

Non basta dire che sono in adesione col Creatore, che mi sveglio la mattina con il pensiero per Lui ed accetto che tutto succede perché proviene da Lui. È sufficiente per ora, però è un’idea astratta, non un’azione pratica. Pertanto, se voglio davvero realizzare questo principio nel suo stato corretto, devo realizzarlo nel gruppo. Di questo tratta tutto il lavoro.

Pertanto, abbiamo bisogno di organizzare un congresso per il lavoro reciproco. Non è sufficiente leggere da soli gli articoli o che li impariamo anche a memoria, perché la cosa importante è lavorare assieme. Insieme cominciamo ad estrarre sempre più informazioni dagli articoli ed ogni volta li percepiamo come nuovi, sempre più in profondità.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 7/01/2018, lezione sul tema: “Il lavoro completo, nell’entrata dell’Ibur (Concepimento)”

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Non parlare dei tuoi sentimenti

Domanda: Perché non posso parlare dei miei sentimenti durante il workshop? Significa che devo nasconderli?

Risposta: No, non li devi nascondere, però i tuoi sentimenti egoistici non interessano a nessuno, non puoi ‘sistemarli’ e nepppure far crescere noi con essi.

Se parli con frasi prese da un libro, difficilmente puoi ispirare gli amici, perché tutti capiscono che stai recitando quello che hai letto. E non devi nemmeno parlare molto dal tuo cuore, perché se noi egoisti sentiamo quello che tu senti nel cuore possiamo danneggiarti.

Di solito i kabbalisti parlano dell’innalzamento comune e della grandezza del Creatore, nelle loro parole; però all’inizio è meglio parlare del gruppo, di quanto speciale è il sistema attraverso il quale possiamo raggiungere l’adesione con il Creatore e portare tutto il mondo verso il nuovo stato che richiede.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 22/10/2017

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L’uomo e il Creatore senza intermediari

Domanda: Qual è l’essenza della relazione fra il Creatore e l’uomo? È necessario un intermediario?

Risposta: Non può esserci un intermediario tra una persona ed il Creatore: ci sono solo lei e il Creatore. Inoltre, il resto dell’umanità esiste presumibilmente per tutti, ma l’umanità è anche dentro la persona.

Se essa si relaziona correttamente con ciò che le sta accadendo, rendendosi conto che è tutta una dimostrazione delle sue proprietà personali sullo sfondo delle proprietà del Creatore e collega correttamente entrambe le immagini, arriva alla visione reale dell’intera creazione dove lei e il Creatore si incontrano nel mondo che lei rivela.

Domanda: Significa che la persona assorbe questo mondo e rimane da sola con il Creatore?

Risposta: Di norma, questo avviene nella decina.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 29/10/2017

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Un attacco di consigli sulla Kabbalah – 19/03/2017 – 1’ Parte

Domanda: Che cos’è la forza di attrazione secondo la Kabbalah?

Risposta: Attrazione e repulsione dipendono dal desiderio di un oggetto di avvicinarsi o allontanarsi da un altro in base alle loro qualità.

Domanda: Qual è il significato di “immobilità”?

Risposta: Immobilità significa: non cambiare le mie qualità.

Domanda: Se noi sediamo insieme, ci uniamo e discutiamo un concetto spirituale, possiamo scoprire un luogo spirituale e muoverci verso di esso?

Risposta: Io scopro un altro luogo, un altro spazio nella mia consapevolezza in base alla somiglianza del mio desiderio al desiderio spirituale.

Domanda: Nella Kabbalah distinguiamo molti mondi. Questi mondi come sono in relazione con il nostro mondo?

Risposta: Non lo sono affatto. Il nostro mondo immaginario esiste nella nostra fantasia come una copia molto primitiva del mondo superiore.

Domanda: Quali sono i principi generali della gestione da parte del Creatore? Quali sono le linee guida che segue nel processo di governo di questo mondo?

Risposta: Il Creatore è guidato da un unico principio: quello di portarci ad un piacere infinito.

Domanda: Se il mio io spirituale esiste già in una dimensione eterna, ho semplicemente bisogno di scoprire questo per il mio io attuale?

Risposta: Hai bisogno di scoprire la tua somiglianza con il Creatore. In base al livello in cui consegui questa similitudine, tu e Lui diventate un tutt’uno.

Domanda: Come fa una persona a trovare il proprio insegnante?

Risposta: Esiste una forza ausiliaria chiamata “angelo” che “ti prende per mano” e ti guida verso il tuo insegnante. Non c’è nient’altro.

Domanda: Quando hai acquisito un Masach (schermo)? Adesso controlli i tuoi desideri?

Risposta: Non posso rispondere a questa domanda. Non essere invidioso. Ognuno ha i suoi tempi, luoghi, sforzi e modi, ma il metodo è lo stesso per tutti.

Domanda: Qual è l’immagine del Creatore se Egli non ha immagine?

Risposta: E’ la persona a creare un’immagine del Creatore.

Domanda: Sono sempre uno schiavo che dipende dal Masach, dal desiderio o dal Creatore?

Risposta: Quando una persona inizia a lavorare sui propri desideri, allora viene considerata libera.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 19/03/2017

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Che cosa nasce dalla discussione?

Domanda: Come nascono le regole del workshop, quali il parlare a turno, l’annullare se stessi, il non criticare? Dopotutto, com’è noto, la verità nasce dalla discussione.

Risposta: Tutte le regole del workshop si basano sui principi dei kabbalisti, a cominciare da Il Libro dello Zohar quando dieci grandi kabbalisti si riunirono insieme, si rifugiarono in una grotta e scrissero questo libro. Da qui deriva la conoscenza della “decina”, del come unirsi in essa e di cosa dobbiamo fare con essa. Più tardi il mio maestro Rabash descrisse nei minimi dettagli le relazioni nella decina, sottolineando che tutte le basi per l’interazione fra le persone nel cerchio non hanno nulla a che fare con la psicologia pratica.

L’affermazione che la verità nasce dalla discussione è assolutamente sbagliata. Come può nascere dalla discussione se tutti siamo egoisti e ognuno pensa in maniera scorretta; e poiché tutti discutono su dieci verità egoistiche, ne potrebbero pure nascere altre venti, trenta o quaranta simili. Non mi è mai capitato di assistere ad una discussione che abbia portato alla nascita della verità. Per arrivare a questo le persone dovrebbero essere speciali, capire in quale modo, con le capacità limitate che possediamo, poter usare questo principio.

Questo non è accettabile nella Kabbalah. Non ci devono essere discussioni perché la verità ci arriva dal prossimo livello di consapevolezza, non dal livello in cui siamo! Non c’è nulla da vedere dentro di noi. Mi sembra che la storia dell’umanità ce lo abbia già dimostrato: non possiamo tirare fuori nulla di buono da noi stessi. Perciò non c’è bisogno di cercare nulla, neppure la “verità”. Dobbiamo solo metterci insieme in modo tale da portare l’illuminazione superiore su di noi, la Luce superiore. Allora ci riusciremo.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa dell’8/10/2017

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