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Lotta e troverai

Domanda: La transizione al prossimo livello deve essere coscienziosa. Di che cosa abbiamo bisogno esattamente perchè le azioni siano coscienziose?

Risposta: Non c’è niente di specifico che possiamo fare perché le nostre azioni di transizione e il nostro viaggio siano coscienziosi. Dobbiamo unicamente attendere i cambiamenti che accadranno dentro di noi sotto l’influenza della Luce superiore. I miei sforzi evocano unicamente la Luce superiore, l’energia superiore, che mi influenza.

Anche adesso non so quello che mi accadrà nel momento successivo, perfino nella mia vita quotidiana. Tutto questo arriva dall’esterno ed è rivelato dall’Alto ogni momento della mia vita.

È la stessa cosa nel lavoro spirituale. Io dirigo me stesso verso la qualità di dazione, ma deve venire da me e influenzarmi, e allora io inizierò a comprendere quello che mi sta accadendo. Io posso solamente contribuire con l’aspirazione, ma sono incapace di comprendere.

Qui dobbiamo stare molto attenti al fatto che il nostro cammino in alto, in avanti, sia sempre accompagnato da una richiesta, un desiderio perché in effetti accada. La Luce superiore viene dall’Alto e fornisce una risposta. Essa ci da’ la risposta poiché non può venire niente da noi. Io aspetto solamente che la Luce si manifesti tra di noi.

Dato che non ho ancora un grande quesito, desiderio di andare ancora avanti, Ohr Makif (Luce Circostante) non si manifesta ancora in maniera sufficiente. Il quesito è uguale alla porzione di Luce che abbiamo ricevuto nella stessa intensità di desiderio che è apparso in noi? Questo è ciò che conta.

Raggiungere questo livello significa che stiamo arrivando alla soglia di valore della nostra domanda, della nostra aspirazione, del nostro desiderio. E allora troviamo la risposta al momento. La Luce opera sempre in maniera discreta, come dentro un atomo. Quando l’elettrone cade da un’orbita all’altra, rilascia un quarto di luce.

Per poter sollevarlo verso un’altra orbita, deve essere caricato con un quarto di luce. Allora si solleva e ancora una volta cade e rilascia un quarto di luce, e così via, in base al principio del laser. La natura è la stessa dappertutto. È per questo che lo stesso principio opera qui.

Dobbiamo sollevarci al livello limite.

Adesso siamo in un livello e continuiamo a saltare per raggiungere il secondo livello, ma ancora non ci stiamo arrivando. Scivoliamo costantemente in basso, perdendo questo livello, cercando di sollevarci ancora, e ancora una volta lo perdiamo. Come possiamo saltare per raggiungere il prossimo livello? Una volta raggiunto, non scenderemo più, né cadremo da esso.

Diciamo che state cercando di saltare sul tavolo. Saltate a metà, a tre quarti del punto, o a un quarto dal punto. Ogni volta cadete per terra. Una volta che riuscirete a raggiungere il tavolo, continuerete a stare lì.

Questo è quello che abbiamo bisogno di fare. Non vogliamo accettare niente che sia inferiore a  questo.
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(Tratto dalla lezione n.2 del Congresso di Vilnius, 23.03.2012)

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Assimilare i contenuti del Congresso

Domanda: Lei ha detto che nei prossimi giorni, invece di impegnarsi nella divulgazione è più auspicabile per noi scrutare il punto interiore per rafforzare l’unione…

Risposta: Io credo che voi dobbiate costantemente, in tutto il tempo libero, passare in rassegna tutti i materiali sulla garanzia mutua, sull’unione, sulla reciprocità e integralità. Potrebbe essere più utile il materiale elaborato, piuttosto della versione originale, poiché quella originale è scritta in un linguaggio particolare e può distrarvi dallo sperimentare questi contenuti in modo diretto. Forse dovreste semplicemente guardare il congresso un’altra volta.

Si dovrebbe vivere per questo e ripassarlo ancora e ancora per poter formare il Reshimo più forte, ovvero i ricordi, i sentimenti e lavorare con queste sensazioni. Scoprirete improvvisamente che abbiamo parlato di cose che forse sono sfuggite alla vostra attenzione là, o che forse avete sentito in un contesto diverso, in una prospettiva diversa. Dovete superare quello che è successo là e farlo diverse volte.

Ho constatato molte volte che le persone ascoltano in modo selettivo. Dio ti aiuta a prendere qualcosa dall’informazione che io ho messo lì, non segretamente, ma chiaramente, verbalmente. In realtà, la gente non cattura più del 10 – 15% di quello che ascolta. Personalmente, ripasso almeno due volte al giorno una qualsiasi lezione di Rabash (qualsiasi lezione! Non parlo nemmeno dei nostri congressi), a parte il fatto che vi ho partecipato.

Ho fatto anche un progetto: perché egli spiega in quella maniera particolare, dov’è l’inizio e dov’è la fine, come comincia una domanda, come la conclude, come procede dall’inizio alla fine, come sviluppa un tema, introduce domande aggiuntive, o come prepara un qualche compito non chiaro in mezzo. Provo ad “entrare”nella sua testa, a penetrare il suo approccio. Il risultato ottenuto da questo lavoro meccanico è che incomincio a sentirlo, inizio a percepire meglio.

E’ dunque necessario. Questo è quello che intendevo quando ho detto che non dovreste fare nient’altro. Siete voi quelli che avete sperimentato il congresso e che eravate all’interno, e ora dovete assimilarlo bene.
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(Da Kab.TV “Le Fondamenta della Società Integrale”, 26.02.2012)

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Lo scopo dei pensieri

Domanda: Durante il workshop, l’eliminazione del mio “ego” avviene a livello dei sentimenti? Ho sentito che i pensieri che si sono presentati nel processo di elevazione emozionale mi hanno ostacolato.

Risposta: Tutto avviene solo nei sentimenti. Se i disturbi si presentano nei pensieri, non c’è abbastanza sentimento. Questo significa che tu hai ancora bisogno di avanzare, approfondendo e relazionandoti ai pensieri su come correggere i disturbi, cioè la correzione del tuo desiderio.

Ma tu non potrai avanzare attraverso i pensieri. Essi esistono solo per modificare lievemente i desideri, focalizzando, rilassando e rimuovendo. Ma tutto ha luogo solo nei desideri perché i desideri sono l’argomento. Quindi i pensieri sono solo intesi per lavorare con i desideri.
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(Dal Congresso di Vilnius del 2.03. 2012, Workshop 2)

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Una ragnatela di connessioni

Domanda: Ci dev’essere sempre una connessione tra un uomo e una donna. Quando è tra figlio e madre, questa connessione è dell’amore del figlio verso la madre e della madre verso il figlio. Quando è tra marito e moglie, è dell’amore della moglie verso il marito e dell’amore del marito verso la moglie. Quando è degli amici che compartono un’aspirazione e un traguardo, ci dev’essere simpatia e amicizia tra di loro. Che tipo di connessione dovremmo avere noi?

Risposta: Nel nostro mondo, la connessione tra madre e figlio, o tra uomo e donna e cosi via, viene dal nostro essere nello stesso livello egoistico e cerchiamo di ottenere qualche cosa da questo. Ci sono solamente due di noi che esistono: un marito e una moglie o una madre e un figlio.

Ma nel nostro caso siamo in tre: uomini, donne, e la forza superiore –il Creatore. In Lui, tutti e tre si riuniscono insieme in amore reciproco. Non è mai due di noi che si connettono! Questo non è amore animale ne dipendenza fisica. Ci lega insieme unicamente perché abbiamo uno scopo, e in esso, noi ci connettiamo insieme in un singolo tutto. È per questo che è un sentimento completamente diverso, che non ha niente in comune con l’attrazione animale di uno verso l’altro.

Scusate se sto dicendo questo riguardo al sentimento di una madre verso il figlio, per esempio, ma basicamente è quello che esiste nel livello animale.

Ma qui unicamente il Creatore e nient’altro ci costringe ad avere questa connessione. È solamente il Creatore perché noi chiediamo a Lui di manifestarsi tra di noi. Saremmo degli assoluti estranei senza di Lui. In altre parole, ogni volta che c’è una relazione tra di me e il mio amico, uomo o donna, io immagino la rivelazione del Creatore tra i noi.
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(Tratto dalla lezione n.2 del Congresso di Vilnius, 23.03.2012)

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Perché il deserto?

Domanda: Perché l’ultimo congresso in Israele si è tenuto nel deserto? Il simbolismo è davvero così importante per i Kabbalisti?

Risposta: Vediamo che davvero importa e fa la differenza. La prima volta che ci siamo andati è stato perché lì abbiamo un gruppo serio di 40-50 persone, che sono sparpagliate da un capo all’altro di piccoli posti nel deserto. Loro vivono nelle loro piccole case nel mezzo del deserto e coltivano per vivere, coltivando pomodori, cetrioli, peperoni, fichi, banane, ecc …

Teoricamente non piove mai nel deserto, il più delle volte abbiamo poche gocce una volta all’anno. Quindi, quello a cui abbiamo testimoniato è stato un fenomeno soprannaturale. Persino le persone che sono nate in quell’area ed hanno vissuto lì per più di 40 anni non hanno mai visto qualcosa del genere; figuriamoci il fatto che la pioggia è stata accompagnata da tuoni e fulmini, il che è completamente innaturale per il deserto. Noi vediamo questo come un buon auspicio.

Perché il deserto? Non è il deserto nel senso tradizionale. C’erano montagne lì. Essenzialmente, è un luogo deserto, ma non c’è sabbia.

Abbastanza curiosamente, ci sono enormi riserve d’acqua nel sottosuolo: dall’acqua salata, come nel Mar Morto, all’acqua con concentrazioni di sale, come in un mare o in un oceano normale, alla pianura, chiamata acqua dolce. In funzione di dove perfori la crosta terrestre, puoi produrre un tipo differente d’acqua e mentre nel sottosuolo c’è un oceano d’acqua, sopra c’è il deserto.

Ecco perché le popolazioni locali coltivano lì dei frutti e dei vegetali speciali. In funzione della concentrazione di sale nell’acqua che usano per irrigare il loro raccolto, ottengono un particolare sapore. Ad esempio, i fichi sono molto dolci per natura, ma se li irrigate con acqua salata, essi crescono diverse volte più grandi e diverse volte più dolci perché hanno bisogno di combattere l’acqua salata.

C’è anche una riserva naturale nella quale nascono degli speciali animali con le corna. Molte organizzazioni internazionali finanziano la riserva perché lì vengono condotti degli speciali esperimenti genetici.

In breve, è un luogo molto interessante. Nel deserto puoi davvero isolarti dalle distrazioni esterne. Noi siamo già andati lì diverse volte e ci è piaciuto; ma questa volta, ovviamente, il congresso ha superato tutte le aspettative.

Io penso che il posto del congresso ed il tempismo sono stati scelti bene. Noi dovremmo tutti essere contenti di quello che abbiamo ottenuto. Noi ci siamo sentiti come un singolo insieme ed attraverso questo possiamo continuare a sviluppare dentro di noi i rudimenti della visione del mondo in una maniera integrale. Da questo possiamo rivelare il Creatore per mezzo della legge dell’equivalenza della forma.
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(Da Kab.Tv “Fondamenti della Società Integrale”, del 26.02.2012)

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Il domani parte da oggi

Il tempo, il movimento e lo spazio non esistono. Siamo noi che, nella nostra coscienza, chiamiamo la nostra percezione con alcuni parametri come anni o tempo, ed in altri casi come movimento e spazio. In base a questo vediamo un certo quadro davanti a noi.

Tuttavia, non c’è nessun miliardo di anni al di fuori di noi. Se chiedessimo se c’è stato un “ieri”, è necessario stabilire cosa “ieri” o un migliaio di anni fa significhino. Cosa vuol dire “c’è stato”? E’ adesso che percepisco questi stati e li chiamo “ieri”, “l’altro ieri” o “domani”. Se separiamo questo punto dell’ “Io, colui che percepisce” da questo, non rimarrà niente.

Noi ci preoccupiamo solamente su come uscire da questa illusione. Siamo completamente confusi e non c’è alcun bisogno di discutere cosa sta succedendo. Abbiamo solamente bisogno di cercare il modo di elevarci al di sopra di queste percezioni e comprensioni materiali, e allora sentiremo e comprenderemo la verità e saremo in grado di giudicare il nostro stato. Ma intanto che ci troviamo ancora dentro, non siamo in grado di giudicarlo; è assolutamente inutile.

Partiamo da questa realtà perché dobbiamo correggerci mentre ci troviamo dentro di essa. Rivolgendomi a voi, essenzialmente sto correggendo me stesso. Ci sono certe immagini di voi che sembrano essere separate o anche opposte a me. Ma, in realtà, è la mia parte inseparabile che vedo ed io devo correggerla. Io vedo tutte le mie parti riflesse in voi come se mi fossero apparentemente estranee; questo è ciò che viene chiamato la frantumazione. E non appena mi correggo, tutte queste parti si connettono.

E anche se fossi al primissimo livello, otterrò un quadro corretto del tempo, movimento e dello spazio perché apparirà dentro di me una dimensione più elevata. Incomincerò a percepire cosa significano le qualità spirituali; in qualche misura, incomincerò a sentire cosa sono le qualità spirituali, le tre coordinate dello spazio ed il tempo. Imparerò che il tempo è una catena di cause ed effetti senza alcuno intervallo che scaturiscono da azioni meccaniche.

Con il concetto della spiritualità che abbiamo creiamo dentro di noi il tempo e definiamo la sua velocità attraverso le nostre correzioni. Non misuriamo il tempo con la rotazione dei pianeti fisici l’uno intorno all’altro per alcuni giorni, mesi o anni. La rotazione di un corpo cosmico intorno ad un altro definisce il concetto di tempo in base al quale vivo? Devo vivere in base al movimento delle rocce dello spazio le une intorno alle altre?

Non esiste il tempo nel mondo spirituale. Ogni singola azione avviene immediatamente di seguito ad un’altra. Si compie un’azione, si provoca un impulso, si ha l’azione successiva, un altro impulso, senza alcun ritardo o indugio tra loro. Non prendiamo in considerazione come la Terra, la Luna, o il Sole ruotano in un preciso momento.

La radice del problema è che ancora non percepiamo il tempo spirituale. Ma nel momento in cui entreremo nella spiritualità, anche al primissimo livello, incominceremo a percepire il mondo attraverso nuove categorie. Non sarà un’illusione, ma una reale sensazione.

Nello stesso modo in cui percepiamo questo mondo intorno a noi nella nostra percezione interiore, otterremo un ulteriore quadro che ci darà delle nuove definizioni. Fino alla fine della correzione, vivremo in due dimensioni: nella dimensione di questo mondo e nell’ulteriore dimensione del mondo spirituale.

Infatti, fino a quando non saremo completamente corretti, alcune parti del livello più basso di questo mondo continueranno a rimanere dentro di noi. Riveleremo e tireremo fuori da questo “Egitto” delle qualità sempre più nuove e le correggeremo.
[75190]

(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 11.04.2012, La porta delle intenzioni)

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Aumentare la grandezza del Punto nel Cuore

Domanda: Hai detto che dobbiamo guardare il mondo attraverso il prisma del gruppo. In altre parole, tutto quello che ci succede nella vita fisica ci deve ricordare che dobbiamo riportare il pensiero ai nostri amici e al livello di unione che c’è tra di noi. Ho capito bene che tutto quello che succede serve a ricordarci questo? E’ questo il prisma del gruppo?

Risposta: Qui non ci sono memorandum da ricordare. Noi esistiamo in un gigantesco, infinito ed indivisibile mondo. Il Creatore non ha creato nulla tranne il mondo dell’Infinito. Tutto quello che esiste in ciò che comprendiamo e percepiamo, a parte il mondo dell’Infinito, è una percezione parziale dello stesso mondo dell’Infinito.

Riceviamo la grande Luce Circostante (Ohr Makif), la Luce della correzione, nella misura in cui siamo capaci di spingerci verso la percezione dell’indivisibilità del mondo. In altre parole, dobbiamo cercare di avvicinarci a questo mondo, cercare di percepirlo come una Luce completa, eterna e perfetta, come di fatto lo è, e non nel modo in cui noi immaginiamo che sia. Richiamiamo su di noi la Luce dai livelli superiori nella misura dei nostri sforzi, ed in questo modo cresciamo.

Oggi abbiamo raggiunto uno stato in cui siamo in grado di guardare il mondo e di incominciare a percepirlo come un solo insieme, e percepire noi stessi come coloro che lo rivelano. Questa è la necessità.

Perché abbiamo bisogno di un gruppo? Il nostro Kli (desiderio) comune si è frantumato semplicemente perché noi ricominciassimo a rimetterlo insieme con i nostri sforzi. Questi sforzi richiamano la Luce Circostante. Da una parte, la Luce Circostante aumenta la sensazione della nostra individualità, nel senso che il nostro egoismo cresce (la parte di sinistra, la linea di sinistra). Ma dall’altra parte, la Luce ci dà la sensazione di unità, la rivelazione della qualità della dazione (la parte destra, la linea di destra).

Quando non siamo nel mondo dell’Infinito, ma 125 livelli al di sotto, spingendoci verso di esso, con forza, come se fossimo su una sbarra, allora attireremo su noi stessi la Luce Superiore dallo stesso mondo dell’Infinito, nella misura della nostra aspirazione. La Luce aumenta sia il nostro egoismo che la nostra qualità della dazione – le due qualità opposte.

In questo modo riveliamo nel mondo dell’Infinito un potere che è di 620 volte maggiore rispetto a prima. Se, in precedenza eravamo al livello più basso, il livello zero, poi, conseguendo il 125° livello, accresceremo noi stessi di 620 volte. Conseguiremo tutte le Luci di Nefesh, Ruach, Neshama, Haya, e Yechida, ci eleveremo da Malchut a Zeir Anpin, Bina, e da Hochma verso Keter, ed in questo modo arriveremo allo stato dell’Infinito dal nostro mondo.

Tutte queste sensazioni non sono fisiche; sono dentro di noi. E’ come se gonfiassimo un organo sensoriale dentro di noi, che all’inizio è solo un punto, e questa è la ragione per cui si chiama il punto nel cuore, dove non siamo in grado di sentire nulla. Piano piano iniziamo a gonfiarlo usando le due linee opposte: la linea della ricezione e la linea della dazione, i desideri di godere e le intenzioni di donare.

Cresciamo, mentre ascendiamo lungo questi livelli, nella misura della nostra intenzione di donare e del nostro desiderio. Dunque, tutto dipende dalla nostra volontà, da quanto ci diamo dentro, dalla nostra aspirazione verso il successivo e sempre più grande livello.
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(Da Kab.TV “Basi della società indivisibile” 26.02.2012)

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C’è una donna dietro ogni uomo di successo

Domanda: Le donne dovrebbero agire come se gli uomini si trovassero già nella qualità di Lishmà (intenzione altruistica)?

Risposta: No! Le donne non dovrebbero pensare che gli uomini siano già a tale livello. Li devono vedere come dei bambini: Tutti insieme stiamo partecipando a questo gioco. Loro trattano gli uomini come una madre tratta i suoi figli e come una moglie che manda il marito a lavorare.

Dicono che c’è sempre una donna dietro ogni uomo di successo, e questo è realmente vero. Non potrebbe essere in altro modo. Allora, vogliamo essere degli uomini fortunati!
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(Tratto dalla lezione 2 del Congresso di Vilnius, 23.03.2012)

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Rivelare l’unione della Natura

Domanda: Se raggiungiamo la meta  e ci uniamo in un kli comune mondiale, che cambiamenti succederanno in Europa?

Risposta: Dobbiamo capire che tutti i problemi, incluso la crisi, con tutta la sofferenza, compaiono per una ragione: per poter guidare le persone a scoprire la causa, la radice, per scoprire perché sta succedendo tutto questo. Vediamo che gli scienziati, gli economisti ed i politici non possono fare nulla.

Il mondo è entrato nello stato che la Kabbalah  menzionava da molto tempo. Abbiamo parlato di questo prima del ventunesimo secolo. Ne ho sentito parlare venti anni fa e non credevo che potesse succedere. “Così”, ho pensato “che cosa posso fare?”.

Il mondo è entrato in uno stadio differente. Oggi, siamo in un livello completamente differente. Noi dobbiamo rivelare l’unione della natura. Ecco perché il mondo è globale, integrale e non solo dentro di noi, ma anche attorno a noi.

Oggi, riveliamo la forza superiore a tutti i livelli di sviluppo, anche il livello inanimato della natura incluso lo spazio vuoto, per non menzionare gli strati più elevati, vegetale ed animale della natura sono tutti un’unica cosa. Tutto questo è una forza globale, integrale dallo zero all’infinito, un unico insieme.

C’è un eccezione che è un problema interno, c’è l’essere umano, il centro del mondo. A lui è data la libertà, e egli compie quello che gli pare a discapito di tutto il resto. Egli è terribilmente negativo contro tutto il resto.

Noi paragoniamo questo essere umano, che poi è tutta l’umanità, ad una crescita tumorale per via del fatto che mangia tutto quello che lo circonda. Distrugge tutto quello che è vivo ed è in contraddizione con il resto della natura. Tutto il resto della natura è globale, integrale e unito. Noi non siamo per nulla uniti, né globali né integrali.

Diciamo che è arrivata la crisi globale. Cosa significa? Significa che non ci accordiamo con il resto della natura! Dov’è la crisi? E’ dentro di te o in quanto ti circonda?

Devi ricostruire te stesso. Anche la vostra società umana deve diventare globale ed integrale. Come si può fare? Può realizzarsi attraverso l’uno, ottenendo l’eguaglianza, la connessione, la comprensione reciproca. Tutto il nostro sviluppo mostra quanto siamo interconnessi, non possiamo liberarci da questa cosa.

Guarda cosa succede, un paese viene boicottato, scollegato dalle transazioni finanziarie o qualcosa di simile, e non può più fare nulla. E’ la fine, la vita è finita. Tagliato dal resto del mondo, e non può esistere. Questa è la misura di quanto il mondo sia globale.

Questo non era mai successo prima.

La nostra società è opposta a questa globalità. La natura umana al momento è opposta a questo. Ecco perché, naturalmente, se rimuoviamo questa contraddizione, vedremo le forze della natura rivelate nella loro interezza.

Troveremo noi stessi completamente collegati con il mondo intero, ed inoltre, senza limiti, infiniti. Ci sentiremo vivere eternamente, in  armonia  con tutti gli altri strati della natura.

Questo non si applica solo ai paesi che stanno soffrendo per la crisi. Dovremmo considerare il livello per cui ci innalziamo e vediamo che questi fenomeni della crisi sono un ostacolo per noi da superare per raggiungere lo scopo più elevato. Proprio come una persona che vive una crisi a livello individuale, così succede per una nazione e per la società umana in termini globali. Questo è l’unico modo di guardare la natura.

Noi non possiamo oggi avvicinarci ai governi e parlare di questo con loro per via del fatto che rappresentano i più grossi egoisti e non sono in grado di comprenderlo. Nientemeno, le loro menti stanno cambiando. C’è una grossa differenza tra quanto dicevano cinque anni fa e quanto dicono oggi. Questo perché i colpi e le punizioni rendono una persona più saggia e ricettiva. Ecco perché spero che saranno in grado di realizzare questo.

In aggiunta ai materiali che ci stiamo preparando a sottoporre all’UNESCO; alle Nazioni Unite e ad altre organizzazioni internazionali, stiamo collegando molti scienziati al nostro lavoro che hanno le nostre medesime idee, costoro che comprendono che la natura umana, la natura della società umana deve essere cambiata nelle sue fondamenta.

Il problema è che non hanno un metodo. Non c’è dubbio che abbiamo bisogno di un equilibrio globale con la natura. Di essere in un omeostasi con essa. Migliaia di scienziati nel mondo stanno parlando di queste cose. Ma come si può fare? Si Deve ? Non c’è risposta.

Milioni di persone nel mondo stanno perdendo il posto di lavoro. La crisi ci porterà al punto in cui produrremo solo quanto è necessario per la nostra esistenza.

Ecco perché le persone devono comprendere. Devono studiare sé stesse e cambiare invece di inquinare e rovinare la natura. Non ho bisogno poi di così tanto nutrimento per dare da mangiare al mio “animale” per la mia esistenza comune.

Devo dedicare il tempo che rimane, il resto della mia forza a cambiare la società umana. Ed allora, sentiremo l’armonia eterna e totale. Questo sarà molto di più di quanto cerchiamo di ottenere oggi. Quindi dovremmo vedere la crisi come un ostacolo sul quale innalzarci assieme. Ecco perché siamo qui.
[73894]


(Dal Congresso di Vilnius 24.03.2012, Lezione 3)

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Allontanandosi in segreto da sé stessi

Quando leggiamo il  libro dello Zohar, dovremmo immaginare di essere già nello stato più elevato – dovremmo desiderare di raggiungerlo. Lo stato più elevato è lo stato in cui siamo collegati

Lo Zohar descrive come la forza di  dazione  ci raggiunge e il tipo di lavoro che compie su di noi. Alcune parti dell’anima si innalzano, altre discendono nel loro sentimento e comprensione, e percezione dei cambiamenti che avvengono dentro di noi. Leggendo questo libro assieme continuamente, ci aspettiamo che la forza di dazione ci influenzi compiendo tutte le azioni spirituali dentro di noi.

Se fossimo già nella realizzazione del mondo spirituale allora, durante la lettura, ogni cosa letta si realizzerebbe apertamente dentro di noi. Ma se siamo nello stadio dell’offuscamento e vogliamo che queste azioni siano compiute dentro di noi, dobbiamo sapere che tali eventi sono comunque realizzati ma in un modo nascosto per la misura per cui noi non siamo ancora nel mondo spirituale!

E’ proprio come un bambino seduto in un’auto giocattolo, che gira il volante ed immagina di guidare. Egli sta realmente guidando, ed in un certo modo è proprio come il pilota che diventerà tra 15 o 20 anni. Lo sta già diventando ma è negli stadi preliminari nei quali non ha ancora ottenuto la realizzazione reale. Comunque questi stadi sono essenziali lungo il cammino.

In modo simile, leggendo  lo Zohar  adesso ed immaginando di comprenderlo noi permettiamo alla Luce di agire specificatamente sugli attributi di cui stiamo leggendo. Non c’è differenza se capiamo quello che è scritto. Nel frattempo la  Luce  ci influenza e avanza in noi.

Non so cosa si nasconde dietro i nomi delle  Sefirot  e degli angeli e non posso raffigurarmi alcun che, ma questo non fa alcuna differenza. Semplicemente immagino una sola cosa: che proprio ora io sia sotto l’influenza della Luce, la forza della dazione, che mi assicurerà questa forza tale da dominare sulla forza della  ricezione  dentro di me. E così farò sino a che questa luce starà con me in modo permanente.

[73880] 


(Dalla terza parte della  Lezione quotidiana di Kabbalah 28.03.2012,  Lo Zohar)

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