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Il benevolo guaritore dei cuori

Tutto il nostro lavoro in termini di volontà di desiderio si conduce nell’occultamento del Governo Superiore. Questo periodo è descritto nell’Introduzione allo studio delle Dieci Sefirot punto 53:…”La ricompensa è in conformità alla sofferenza”. Dato che la Sua guida non è rivelata, è impossibile vederlo che nell’occultamento del volto, dal di dietro…e si può dubitare…In questa maniera, uno viene sempre a sinistra con la scelta di mantenere il Suo desiderio oppure di romperlo. Questo succede perché i problemi e le sofferenze che patisce fanno si che lui dubiti sulla realtà della Sua guida sulle Sue creature…

Immagina di vedere una persona in piedi davanti a te attraverso il tuo desiderio egoistico. Esistono il Creatore ed io, e tra di noi c’è la mia natura egoistica. E come se una gentile e benevola persona si avvicinasse a me, come se fosse un medico con in mano una siringa per farmi un’iniezione ed io sono un piccolo bambino. Io guardo il suo viso gentile sorridermi e la siringa nascosta nella sua mano, ed io sono congelato dal terrore. Tuttavia, lui sembra avvicinarsi sempre di più, e, sembra, con l’intenzione di farmi del male.

Hai percepito la scena? Quello è lo stato nel quale ci troviamo. Dobbiamo fare conoscenza con Lui, capirlo, e sentire le Sue intenzioni, anche se Lui deve farci una puntura. Non abbiamo altra scelta se noi siamo ammalati ed abbiamo bisogno di essere curati (corretti).

Perché ha fatto tutto in questo modo? Lo ha fatto precisamente per farsi conoscere altrimenti sarebbe stato impossibile. Il beneficio della Luce si può conoscere soltanto attraverso l’oscurità.

Allora, tu puoi capire che queste scene terribili immaginarie, – la puntura, questo mondo intero con le sue sofferenze e il male – sono soltanto le scene disegnate nella tua sostanza egoistica. Raggiungere il grado della fede significa innalzarsi da questa sostanza e non sentirla più. Tu ti accorgerai che si trattava di fantasticherie infantili che in realtà non sono mai esistite. La Luce, la benevola attitudine del Creatore sono apparse al tuo egoismo come un’iniezione dolorosa. Come i bambini che hanno paura delle siringhe, noi avevamo paura di Lui.

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Non perdete la vostra chance!

Spero fortemente che voi capiate cosa è lo stimolatore spirituale che noi vogliamo costruire. Il gruppo è qualcosa di estremamente vago, sconosciuto ed elusivo; è come se fosse sospeso in aria da qualche parte. Mentre lo stimolatore è un luogo molto tangibile in Internet, dove le domande, le risposte, le aspirazioni, gli obbiettivi ed i chiarimenti sono concentrati. Potete pensare ad esso come ad una terza parte. Per il momento, questo tipo di attitudine verso il gruppo, l’anima, il mondo spirituale ed il Creatore ci è più comprensibile.

Il mondo spirituale viene rivelato nella nostra connessione, nella rete che ci connette. Ecco perché dobbiamo costruire questo spazio in Internet, in modo che esso ci connetta. Pensate che è una connessione tra noi ed ogni volta gli diamo più forza. Tutti possono assaporare grandi impressioni ed ispirazione prendendo parte ad esso, perché è meno oscuro ed è un ambiente più tangibile che una persona può effettivamente “toccare”.

Oggi la gente vive in Internet e rivela lì tutto il mondo dei sensi ed una nuova dimensione, invece che nella nostra vita materiale. Se noi raggiungiamo lo stato nel quale il gruppo ci influenza e ci risveglia attraverso questo stimolatore, allora non perderemo un solo momento nell’avanzamento spirituale.

Può essere che tutta la vita di una persona sia solo un momento che resti incompiuto. Questo perché un momento inizia dall’Alto ed è finito da noi in basso. Il Creatore risveglia una persona ed essa deve reagire. Se risponde alla proposta di avvicinarsi, allora il momento è finito e comincia quello successivo.

La vita è composta di questi momenti; essi fanno il nostro avanzamento e determinano quanto noi realizzeremo durante questo ciclo di vita. Tuttavia, se la persona non risponde, un momento non finisce mai … Afferrate questo momento!

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Possiamo imparare dai nostri errori

Introduzione allo studio delle Dieci Sefirot, Punto 58: Con questo capiamo le parole dei nostri saggi che, “Chi si pente per timore, fa si che i suoi peccati si trasformino in errori” … i peccati che uno commette risultano al ricevere la provvidenza del doppio occultamento, cioè, occultamento dentro occultamento… Tuttavia, nell’occultamento semplice, che significa che crede nella provvidenza del castigo e della ricompensa, solo che a causa dell’accumulazione della sofferenza a volte arriva a pensieri di trasgressione.

Perché la persona commette un errore? Perché non si rende conto che si trova nella mancanza. Tuttavia, non si suppone neanche che debba rendersene conto, oppure si? Tutto il nostro lavoro consiste nell’ acquisire una nuova visione attraverso la fede al di sopra della ragione. Per tanto, all’inizio, non percepiamo la spiritualità, con l’obiettivo che più avanti possiamo vederla alla luce della dazione. Non si può vedere la spiritualità alla luce dell’egoismo.

Nessuno ha occultato la spiritualità o costruito una recinzione per nasconderla. Siamo noi che la occultiamo con i nostri desideri egoistici. È per questa ragione che cominciamo a percepire la spiritualità unicamente elevandoci al di sopra del nostro egoismo. È come quando mi trovo di fronte ad una parete, una barriera: salendone al di sopra, posso lanciare uno sguardo su quello che si trova al di là.

È in questa maniera che immaginiamo cos’è la fede al di sopra della ragione. Mentre mi trovo “dentro la ragione” al di sotto della barriera, non posso vedere il mondo spirituale. I miei organi di percezione sono diversi; nel frattempo devo cominciare a percepire la realtà nei desideri di dazione. Quando la Luce Riflessa mi illumina, si rivela in me la realtà spirituale che posso vedere in questa Luce.

È per questo motivo che naturalmente commettevo errori e crimini quando non percepivo la spiritualità. Come è possibile che non mi sbagliassi? Tuttavia, perché non vengono chiamate “trasgressioni”? Perché grazie alla rivelazione ed alla correzione dei miei errori, mi sono corretto io stesso ed in questo modo, ho raggiunto il grado di “pentimento per timore”, cioè ha costruito lo schermo della dazione per la dazione.

Ho imparato dai miei errori, poiché è impossibile correggere ciò che sono fino a non rivelare tutto il male del desiderio egoista. Ciò viene denominato “identificare l’errore”. Correggendo una certa misura dell’errore che mi è stato rivelato, realizzo un comandamento.

Per tanto, completando il nostro pentimento, correggiamo tutti i nostri errori. È proprio grazie ad essi che raggiungiamo la dazione. Tutti questi errori sono stati il risultato dell’occultamento.

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Kabbalah: La scienza interiore

Una domanda che ho ricevuto: Se i Kabbalisti desiderassero parlarci del Mondo Superiore, allora perché lo descrivono usando le parole del nostro mondo e a causa di questo ci confondono?

La mia risposta: I Kabbalisti comunicano con noi nel “linguaggio dei rami”. La scienza della Kabbalah è scritta per quelli che hanno un punto nel cuore, cioè per le persone che desiderano ardentemente rivelare la spiritualità, il Mondo Superiore. Loro non sanno cosa sia, ma ciò nonostante, aspirano ad essa.

Puoi prendere un libro Kabbalistico e leggerlo come se stessi leggendo riguardo a qualcosa che esiste in questo mondo; tuttavia così facendo, cerca di immaginare costantemente che qualsiasi cosa tu stia leggendo esiste nel Mondo Superiore nell’immagine forze e proprietà, ricezione e dazione e nient’altro. Ecco perché Baal HaSulam definisce ogni parola del nostro mondo fornendo il suo significato nel Mondo Superiore.

Se aspiro a vedere questa immagine, allora dov’è? Non è da qualche parte in paradiso, è dentro di me. Cioè, un libro kabbalistico parla delle mie forze interiori, del mondo dentro di me. In generale, il libro parla solo di me; tutto esiste dentro di me: la gente e gli animali, il sole, la luna ed il Partzufim spirituale.

Tuttavia, quando immagino tutto questo dentro di me, io devo anche desiderare che la Luce venga e corregga questa immagine dentro di me, che mi faccia vedere e sentire queste forze dell’amore e della dazione. Io desidero rivelare non solo questa dazione, ma anche la forza che governa tutto: il Creatore.

Per riuscirci, devo immaginare che anche la gente intorno a me in questo mondo esista dentro di me. Non c’è nient’altro; le mie forze interiori sono semplicemente tutto. Comincia ad immaginare che tu adesso ti connetti con tutte queste persone, cioè, con tutte questa forze dentro di te. Quando cominci costantemente a lavorare con questo libro in questa maniera, esso ti dirigerà verso la dazione. In questo modo, risveglierai la vera immagine e la attirerai più vicina a te. Ciò è chiamato “attrarre la Luce che Riforma”.

Un libro kabbalistico non solo ci aiuta a rivelare ciò che esiste in ognuno di noi, esso ci insegna anche come acuire la nostra visione, in modo tale da rivelare tutti i mondi, l’intero universo e tutta la realtà dentro di noi. Non c’è niente all’esterno. Ecco perché la Kabbalah è chiamata la scienza interiore.

Il significato di “Comandamento” nella spiritualità

Ho ricevuto una domanda: Il capitolo dello Zohar che stiamo leggendo si chiama Comandamento (Tetzaveh). Cosa significa “Comandamento”, in spiritualità?

La mia risposta: Questo si riferisce al comandamento che ci è stato assegnato. Per unirci al lavoro del Creatore, dobbiamo prima di tutto cercare di riconoscere il nostro desiderio e il motivo della nostra creazione. Dobbiamo sentire il nostro stato di essere opposti al Creatore in modo di diventare “creature”.

Non è comunque sufficiente. Questa é solo la prima identificazione della propria natura. Dopo aver fatto questo, l’uomo deve cercare si assomigliarsi al Creatore e dopo scoprirà di essere incapace di farlo. Quando nonostante tutto lui insiste ad andare avanti e lotta per arrivare al livello successivo di riconoscere se stesso, scopre che non ha desiderio di diventare similare al Creatore. Oltre ad essere opposto al Creatore ed essere incapace di diventare similare a Lui, non lo desidera nemmeno.

Tuttavia, mentre attraversa questo processo, ogni volta che l’uomo innalza il significato del Creatore, l’importanza del traguardo, e vede il suo stato come basso ed insignificante, continua a ricercare fino a che scopre che esiste un sistema di collegamento tra le anime, e da questo, può ricevere una forza addizionale. Desidererà allora, e sarà capace, di rivelare tutta la sua opposizione al Creatore, la sua mancanza di desiderio e l’opportunità di diventare similare a Lui. Allo stesso tempo sentirà un bisogno pressante di correzione, di raggiungimento di dazione per il Creatore, che supererà molte volte quello che avrebbe ottenuto da se.

Allora, equipaggiato di questo “pesante ammonimento”, che lui ha ottenuto attraverso il potere del gruppo con la proprietà della garanzia mutua (dentro la quale esiste il Creatore come garante e supporta tutto il sistema), l’uomo arriva e ricorre a Lui. L’uomo adesso ha qualcosa verso cui fare ricorso, prima non poteva fare una richiesta corretta.

Questo è il modo in cui l’uomo raggiunge l’influenza della Luce che Riforma. Lui ha realizzato la sua libera scelta ed è arrivato in uno stato nel quale il Creatore gli concede la forza. Allora, dentro la Luce, lui inizia a vedere quello che deve correggere, com’è scritto “Nella Tua Luce noi vedremo La Luce”. L’uomo inizia a vedere l’ordine del Creatore: correggere tutte le sue 613 proprietà, una a una.

Ora l’uomo ha capito come ogni proprietà, forza e desiderio sono corrotti, come devono essere corretti, quello che ci guadagna con la correzione e come influenza l’intero sistema comune. Il Creatore è rivelato attraverso il sistema comune. Allora gradualmente, attraversa l’intero processo della Tora ed i comandamenti, corregge tutti i sui desideri con l’intenzione di dazione per il bene della dazione e perfino per l’intenzione di ricevere per il bene della dazione, che non è per il bene del piacere, ma piuttosto per il bene del Superiore.

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Il nostro lavoro è di preparare il desiderio

In accordo ai Kabbalisti, lo Zohar è la parte più efficace di tutta la Torah e di tutti i libri di Kabbalah. Perché? Questi libri sono chiamati santi (la proprietà di Binà) perché sono scritti dalle vette dell’acquisizione spirituale. Quindi, leggendoli, possiamo attrarre su di noi la Luce che ci riporta al Creatore (alla somiglianza con Lui).

Tuttavia, possiamo correggere il desiderio di ricevere solo attraverso il desiderio di correggerci perché non c’è Luce, non c’è riempimento senza un desiderio. Da qui, dobbiamo chiedere che la Luce agisca su di noi e ci trasformi. Questa Luce è chiamata “Luce Circondante” perché brilla su di noi da lontano. Sotto l’influenza della Luce, la nostra “cattiva intenzione” si trasforma in una “buona intenzione”. Allora, nella misura in cui il desiderio assomiglia alla Luce, questa lo riempie.

Dunque prepararsi allo studio della Torah significa acquisire il desiderio per la correzione. Questo desiderio è preceduto dalla comprensione che la nostra natura è cattiva (per noi). Il male nella nostra natura è la nostra incapacità ad unirci! La nostra unione è proprio il vaso in cui la nostra vita spirituale Superiore può essere rivelata.

Per questa ragione, dobbiamo tentare di stabilire una connessione reciproca ed unirci. Ciò è esposto negli scritti in cui Israele si trovava ai piedi del Monte Sinai: “come un uomo con un cuore”, “tutti gli Israeliani sono amici” e “ama il tuo prossimo come te stesso”. Dopo aver scoperto la nostra incapacità ad unirci e cominciare a sentire cosa ci impedisce di raggiungere il nostro buono stato, allora MAN, una vera preghiera, il desiderio di diventare corretto, emergerà in noi.

Cioè, la preparazione per lo studio della Torah equivale ai tuoi sforzi per unirti, sentendo quanto siamo incapaci di farlo e realizzando questo stato come cattivo, come un ostacolo sul cammino verso il bene. Cioè, lo studio della Torah viene dopo la corretta preparazione; MAN emerge da sé.

Possiamo pensare e chiarire tutto questo già mentre leggiamo Il Libro dello Zohar. Nel frattempo la Luce ci aiuterà nel nostro lavoro.

Il Patto d’Oro

Prefazione al Commentario del Sulam”, “Tre Vengono da Uno, Uno Esiste in Tre”, Articolo 52: Quindi, è stato spiegato che il secondo discernimento elevando MAN de Zeir Anpin a YESHUT è di unire le due linee di YESHUT, destra e sinistra. Possono brillare solo attraverso il Masach de Hirik in Zeir Anpin (Articolo 39), che completa la linea di mezzo in essi e determina le due linee di Binà

Ci sono due linee in Binà: la linea di destra, che è Hassadim (Misericordia) e la linea di sinistra, che è Chokhmà (Saggezza). Esse non si possono unire. Infatti, ciascuna è pronta ad occupare completamente il 100% del desiderio per conto proprio. Esse restano in reciproca opposizione.

Tuttavia, esse non possono emanare in mancanza dell’altra! Entrambe vengono dall’Alto ma la linea di destra è come se dicesse: “Come è possibile senza la dazione? Non è la dazione lo scopo della creazione?”. Mentre la linea di sinistra è come se affermasse: “Io sono il fondamento della creazione! Io sono la Luce di Chokhmà che deve essere rivelata in essa! Come può esistere senza di me?”.

E così disputano senza la possibilità di compromesso o riconciliazione. Ma nel loro patto risiede la soluzione: la ricezione con lo scopo di dare.

Per facilitare il patto, è necessario un terzo fattore. Questo terzo fattore permette ad ognuna di scostarsi dalla sua forte presa di posizione e di capire l’altra. La soluzione giace nel mezzo. La soluzione non è un compromesso! Piuttosto, è un’unica e rimarchevole opportunità di capirsi a vicenda, di vestirsi dell’altra, e di arrivare al patto d’oro.

Prima della linea di mezzo, tutto ciò che esisteva erano le qualità del Creatore. La creazione comincia con la linea di mezzo, che permette l’unione di dazione e ricezione. Questa è la forma nella quale la creatura può pienamente partecipare alla dazione e diventare simile al Creatore. È come un bambino che unisce i suoi genitori (le due opposte linee del Creatore) e li rende una famiglia.

Quando sette hanno più forza di sette bilioni

L’unico sforzo che possiamo fare nel nostro lavoro spirituale è quello di inserirci in un gruppo e di permettere che esso ci influenzi. L’ambiente possiede una tale forza che la sua misura non è significativa. Quello che è importante è fino a che punto io lo consideri come mio.

Noi sappiamo già che quelli che ci stanno vicino ci influenzano molto di più degli estranei. Ci sono sette bilioni di persone nella terra, ma io non sento la loro influenza su di me come l’impatto della mia famiglia più vicina che può limitarsi a un numero di sette persone.

Per cui, se una persona organizza il suo ambiente in modo di essere ispirato, viene influenzato da esso e di conseguenza annulla “l’autorità” che il resto del mondo possa avere su di lui. È come se il resto del mondo cessasse di esistere. Il risultato è che la persona acquisisce forza, discernimenti spirituali e grandi desideri. Attraverso questo, lui ha i mezzi per l’avanzamento.

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Correzione in tre linee: Un elevato compromesso complementare

Prefazione al “Commentario Sulam” Articolo 31/32…La linea destra mantiene Hassadim e desidera cancellare la Ohr Hochma nella linea destra e ordinare la Ohr Hassadim da sola. Viceversa, la linea sinistra, che mantiene a Ohr Hochma, desidera cancellare la Ohr Hassadim nella linea destra e ordinare da sola la Ohr Hochma. A causa di questa disputa, nessuna delle due risplende, dato che Ohr Hassadim nella linea destra ha deficienza di Ohr Hochma, come Guf senza Rosh, e la Ohr Hochma nella linea destra è completa oscurità perché Ohr Hochma non può risplendere senza Hassadim.

È non c’è correzione a questa disputa eccetto attraverso alla linea centrale, creata dal più basso che sale per Man, nella forma di linea centrale. Un Zivug della Luce Superiore è fatto…e costringe la linea sinistra ad unirsi alla linea destra.

Le due linee, sinistra e destra, vengono preparate per noi dall’alto, ma la linea centrale la dobbiamo preparare. Noi eleviamo la nostra richiesta (Man) per lo schermo e con ciò acquisiamo correzione. La linea sinistra e destra vengono insieme, completandosi l’una con l’altra e arrivano a un compromesso. Ha a che vedere con la libertà di scelta. La persona si collega ad un sistema meccanico esistente delle linee sinistra e destra e genera una qualità che non esisteva in precedenza: il desiderio di essere similare al Creatore.

Io uso la fede oltre la ragione, il desiderio che è totalmente indipendente da qualsiasi cosa che possa accadere. Io non mi preoccupo delle linee sinistra e destra, nemmeno su Hassadim ne Hochma, il mio unico scopo è quello di unirmi al Creatore. Per questo motivo io non percepisco questo come un compromesso (una linea non può annullarsi da se davanti all’altra), ma solamente come un mezzo per raggiungere l’unità. Ed è per questo che il compromesso è possibile.

É similare al incontro con due persone che discutono furiosamente su un argomento senza essere preparate a cambiare la propria opinione nemmeno leggermente. Comunque, io non ho intenzione di unirmi e riconciliargli. Io ho un traguardo molto più elevato: di raggiungere qualcosa di superiore. Tuttavia, io faccio questo usando il potere di queste due linee.

Io impongo un traguardo che è superiore a tutti gli altri: diventare similare al Creatore e fondermi con Lui. In questo caso le due linee possono fondersi e completarsi l’una con l’altra perché sentono perfezione in relazione a questo obiettivo. Ognuna di esse non raggiunge ciò che desidera; comunque, il fatto di involgersi in questo scopo le calma.

La linea centrale risplende per loro. È più piccola rispetto alle altre, ma ottiene la perfezione del Creatore. Questa è una perfezione superiore a quella che avrebbero ottenuto da se perché questa perfezione viene dalla fusione con il Creatore.

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Usare il binocolo nel percorso verso il traguardo

Ho ricevuto una domanda: Come faccio a dirigermi in modo corretto verso il traguardo?

La mia risposta: Il Creatore mi ha dato il binocolo attraverso il quale io posso vedere la mia destinazione nella distanza e camminare verso essa. Questo binocolo è una manciata di anime alle quali mi unisco e attraverso di loro riconosco il traguardo. Io inizio a muovermi verso il traguardo con il loro aiuto.

Da tutte le anime, il Creatore ha scelto un gruppo di anime per me. Questo gruppo di anime è un organo dell’anima collettiva, l’organo al quale io appartengo. Il Creatore non ha soltanto scelto il gruppo di anime, mi ha anche condotto a collegarmi con loro in modo che il gruppo di anime possa diventare l’unità delle anime che sono intese per me. Quest’ unità di anime mi aiuta ad avanzare. Io lo ottengo collegandomi a esso, e attraverso questo io raggiungo il sistema generale de l’unica anima.

Io non sono ancora collegato a queste anime e non le riconosco. È come se l’intero collegamento fosse sott’acqua. Sopra l’acqua io vedo i corpi fisici come il mio dato che il Creatore mi ha condotto in un gruppo fisico. Il Creatore mi ha dato l’opportunità di iniziare ad entrare dentro la rete interiore delle anime attraverso la mia organizzazione del collegamento fisico con gli amici, assumendomi delle responsabilità, effettuando lavori, compiti e statuto di gruppo.

Nella mia unità intrinseca con loro “sommergendomi nell’acqua”, io scopro che questo gruppo è già completamente corretto mentre io non lo sono. Mi è data l’opportunità di unirmi ad un sistema corretto. Attraverso questo gruppo mi è data l’opportunità di entrare in una parte del sistema di Adamo, di Malchut dell’Infinito.

Devo acquisire l’attitudine di “ama il tuo prossimo come a te stesso” per quanto riguarda gli amici, mentre la mia attitudine riguardante tutte le altre persone deve essere “perdona ogni uomo”. “Amare gli altri” significa unirmi con l’opinione ed il desiderio di questo gruppo dove il Creatore mi ha condotto.

Posso perfino scegliere se accettare il gruppo che il Creatore ha portato a me oppure rimanere apparentemente “libero” (ma che in realtà è precisamente seguendo i Suoi ordini). Proprio qui sta il libero arbitrio: muovermi coscienziosamente con il gruppo oppure per forza (in apparenza liberamente) come gli altri.