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Non si può camminare da soli

Se resto solo per un momento, senza il supporto del gruppo, cadrò immediatamente. Da solo non ho presa sulla spiritualità, sul Creatore o sulla dazione. Posso essere nel mio vaso spirituale mentre sono connesso con gli altri e ricevere supporto da loro, oppure esserne al di fuori. Appena perdo il loro supporto, cado.

Uno non può avanzare e raggiungere qualcosa da solo. Non sarà capace di portarsi nella spiritualità neanche per un istante. Se una persona pensa di poter avanzare da sola attraverso la lettura dei libri di Kabbalah, compiendo determinate azioni e tenersi nel cammino spirituale, allora si tratta di un’illusione. Mentirà a se stessa e spererà invano di avanzare. Senza la partecipazione e la connessione al gruppo, chiamata “garanzia mutua”, non abbiamo possibilità di essere nella spiritualità neanche per un momento.

Inoltre, essere presenti nell’ambiente spirituale non significa esservi fisicamente. Ciò che importa è quanto fortemente una persona desideri che questo ambiente la colpisca finché ciò dimostri al suo desiderio di porsi sotto l’influenza della Forza Superiore del Creatore; ma se una persona legge semplicemente i testi di Kabbalah in solitudine, non sarà sotto l’influenza del Creatore perché tutto ciò che una persona legge, passa attraverso i suoi filtri egoistici. Una persona percepirà il libro come lo capisce, lo sente e desidera vederlo!

Perciò, io sono sotto l’influenza del Creatore solo se quello che leggo viene a me attraverso il gruppo. Il Creatore o la Luce “dimora in mezzo alla sua gente”, vuol dire il gruppo, l’assemblea corretta delle anime.

Individualmente non abbiamo possibilità di avanzare spiritualmente. Dobbiamo capire molto chiaramente che il solo nostro strumento per rivelare il Creatore è la nostra unità.

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Essere impressionato e dipendente allo stesso tempo

L’ambiente mi porterà a pensare allo scopo spirituale, se io, in cambio, mi preoccupo che ognuno stia pensando alla nostra unità e non abbandoni questi pensieri. Quindi, ognuno riceverà questa impressione, crescerà più forte ed avanzerà. Questa è chiamata “garanzia mutua”, per mezzo della quale ognuno si preoccupa che gli altri abbiano tutto ciò che è necessario per l’avanzamento spirituale. Se invece di preoccuparmi di ricevere dall’ambiente, mi preoccupo di come fortificare il legame tra gli amici, come una madre si preoccupa dei propri figli, allora questo è sufficiente a questo ambiente per cominciare ad influenzarmi.

Prima di tutto, devo intraprendere azioni nella direzione della dazione, della connessione e della vigilanza. Dovrei esaminare me stesso su come essere più grande di loro riguardo a ciò, con lo scopo di influenzarli e fortificarli; dovrei cercare modi aggiuntivi per fornire questo a loro; e dopo devo essere capace di umiliare me stesso per ricevere da loro.

Questo ti verrà, perché facendo sforzi in qualcosa, essa diviene cara ed importante per te ed allora ti influenza. È simile ai genitori che sono entrambi impressionati e dipendenti dai loro figli.

Come può una persona ereditare “Il Merito dei padri”

Domanda: Cosa è “Il Merito dei Padri”?

Risposta: Esiste una parte nel sistema generale delle anime che ha già completato la sua correzione. La chiamiamo “i patriarchi”. Questa parte esiste in uno stato corretto, pieno di Luce. Queste furono anime molto luminose, per la qual cosa essi poterono correggere completamente le loro parti nel sistema generale di Adam HaRishon.

Ma adesso, come ci correggiamo? Potremo raggiungere la correzione aggrappandoci ad essi. Se io mi sforzo di farlo, mi chiamano giusto, poiché voglio ottenere lo stesso loro stato per giustificare il Creatore e la creazione; ed è quando “il merito dei padri” comincia ad influenzarmi (in altro modo non influenza) ed io ricevo da loro la Luce che ci riporta alla Fonte.

Per prima cosa ho bisogno di un sistema chiamato gruppo kabbalistico, affinché al suo interno, io possa realizzare i consigli che questi kabbalisti (i padri) mi danno. Essi mi dicono ciò che ho bisogno di fare per ubicarmi dentro la loro parte corretta nel sistema generale delle anime. Ciò si definisce “fare uso del merito dei padri”. Essi mi hanno dato la Kabbalah (la Torah), mi hanno detto come ottenere la correzione e come utilizzare la correzione che essi hanno già fatto nel sistema generale. Non ho bisogno di torturare il mio corpo; necessito solo di attrarre la Luce Circondante attraverso il loro sistema corretto.

La mia scelta radica solo nel connettermi al gruppo, attraverso il quale posso concentrarmi nell’arrivare al sistema corretto chiamato “padri”. I “padri” hanno fatto correzioni dentro il sistema frammentato di Adam HaRishon e grazie a queste correzioni, chiunque può, a prescindere dal tempo o dalla situazione, connettersi ad essi per ricevere da lì la Luce che riporta alla Fonte, utilizzando in questa maniera, il potere della Luce che essi hanno acquisito.

Nel nostro gruppo cabalistico vogliamo essere come quel gruppo corretto di anime chiamato “i padri”. Per tanto, tutti dovrebbero dire “Quando le mie azioni saranno come quelle dei padri?”. In questa maniera, avremo un esempio di come il nostro gruppo può connettersi al loro gruppo.

In quanto detto radica la nostra scelta e l’eredità del merito dei nostri padri. Se il nostro gruppo entra nella parte corretta di Adam HaRishon, chiamata “padri”, uguagliamo le sue qualità alle loro e ci connettiamo con loro, allora faremo uso del loro merito e ritorneremo allo stato corretto che esiste lì.

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Il Lavoro Interno di un Kabbalista: “Riguardo all’Amore degli Amici” – 23.05.10

Articolo, “Riguardo all’Amore Degli Amici:”

1. Perchè ho bisogno dell’amore degli amici?

L’amore degli amici è la connessione fra le anime.

“Io” sono la mia anima, un “amico” è un’altra anima, ma l’amore è il tipo di connessione tra di noi per cui lui diventa più importante per me di me stesso e di conseguenza io divento più importante per lui di lui stesso. Devo sentire i suoi desideri più vicini dei miei stessi desideri. Questo è riconosciuto come ama gli altri come te stesso.

Tuttavia amare gli altri non vuol dire sentire I desideri materiali del nostro mondo e servirli, più propriamente vuol dire unire I nostri desideri per raggiungere il Creatore. Sto edificando una forma spirituale completamente nuova, l’anima comune di Adam HaRishon , che non è mai esistita prima d’ora e che si trova al di sopra della realtà fisica.

2. Perchè ho scelto questi amici speciali, e perchè loro hanno scelto me?

Ho veramente scelto io questi amici? La forza dall’Alto mi ha condotto a questo gruppo . E quindi da dove inizia la mia libera scelta? Noi edifichiamo la nostra libera scelta ogni giorno, verificando costantemente il perché dobbiamo unirci con gli amici.

a.) Vedo in loro, e loro in me, il punto nel cuore, cioè il desiderio di unirsi per raggiungere l’adesione con il Creatore?
b.) Che tipo di connessione dovrei instaurare per scoprire Lui tra di noi secondo la legge dell’equivalenza della forma?

3. Ogni amico dovrebbe esprimere apertamente il suo amore o basta che sia nascosto nel suo cuore?

Ognuno deve esprimere apertamente il suo amore per il gruppo . Facendo questo, aumenterà l’amore nel cuore dei suoi amici e così rimarrà impressionato da loro. Se prima possedevo solo la mia forza individuale dell’amore per gli amici, ora potrò ricevere la forza da tutti gli amici del gruppo.

Bisogna sempre ricordare lo scopo del gruppo che è quello di unirsi al Creatore.

Un gruppo kabbalistico è fondato sull’amore degli amici perchè è il trampolino per raggiungere l’amore del Creatore. Questa è la ragione per cui dobbiamo mostrarci come esempi di amore per l’altro.

4. E’ necessario sapere le mancanze di ogni amico per poterle riempire, o basta amare gli amici generalmente?

Basta amare gli amici generalmente, in modo di assicurarci che a quell’amico non manchi la motivazione, il sostegno nel cammino, l’ispirazione e il sentimento dell’importanza del Creatore e del gruppo e di provvedere a tutto questo al meglio delle proprie capacità.

(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabala 23.05.10, Articolo “Riguardo all’Amore Degli Amici)

Riassunto Completo dell’Articolo

1. Perchè ho bisogno dell’amore degli amici?

L’amore degli amici è la connessione fra le anime.

“Io” sono la mia anima, un “amico” è un’altra anima, ma l’amore è il tipo di connessione tra di noi per cui lui diventa più importante per me di me stesso e di conseguenza io divento più importante per lui di lui stesso. Devo sentire i suoi desideri più vicini dei miei stessi desideri. Questo è riconosciuto come ama gli altri come te stesso.

Tuttavia amare gli altri non vuol dire sentire I desideri materiali del nostro mondo e servirli, ma più propriamente vuol dire unire I nostri desideri per raggiungere il Creatore. Quando i nostri desideri si uniscono in un unico grande desiderio che sarebbe sufficiente nella forza e nella qualità di dazione (simile agli attributi del Creatore), allora diventa una forza per scoprire il Creatore come una terza parte che risiede nella nostra connessione, tra di noi.

Allora la domanda che sorge:
а.) Perchè ho bisogno dell’amore degli amici? E’ per raggiungere il Creatore?
b.) Sono consapevole del fatto che non posso raggiungere questo obiettivo da solo, ma solamente grazie agli amici?
c.) Gli Amici sono coloro a cui tengo di più di me stesso. Nella nostra connessione scopro la proprietà della dazione nella quale il Creatore si rivela, Lui a me. Significa che sto edificando una forma spirituale completamente nuova, l’anima comune di Adam HaRishon, la quale non è mai esistita prima d’ora e che è al di sopra della realtà fisica.

2. Perchè ho scelto questi amici speciali, e perchè loro hanno scelto me?

Ho veramente scelto io questi amici? La forza dall’Alto mi ha condotto a questo gruppo . E quindi da dove inizia la mia libero scelta?
Noi edifichiamo la nostra libera scelta ogni giorno, verificando costantemente il perché dobbiamo unirci con gli amici.

a.) Vedo in loro, e loro in me, il punto nel cuore, cioè il desiderio di unirsi per raggiungere l’adesione con il Creatore?
b.) Che tipo di connessione dovrei instaurare per scoprire Lui tra di noi secondo la legge dell’equivalenza della forma?

3. Ogni amico dovrebbe esprimere apertamente il suo amore o basta che sia nascosto nel suo cuore?

Ognuno deve esprimere apertamente il suo amore per il gruppo . Facendo questo, aumenterà l’amore nel cuore dei suoi amici e così rimarrà impressionato da loro. Se prima possedevo solo la mia forza individuale dell’amore per gli amici, ora potrò ricevere la forza da tutti gli amici del gruppo.

Se tuttavia, non rivelo questo amore agli amici, non sarò capace di ricevere la loro forza. Ognuno potrà pensare di essere il più virtuoso nell’amare i suoi amici e che gli altri non lo amano. Egli giudicherà gli amici e rimarrà solamente con la sua piccola forza. Quindi, l’amore deve essere dimostrato apertamente e non essere nascosto.

Bisogna sempre ricordare lo scopo del gruppo che è quello di unirsi al Creatore.

Altrimenti il corpo (desiderio) dimentica immediatamente lo scopo spirituale (riempimento, dazione) e inizia a pensare ai suoi guadagni egoistici (al profitto che può ottenere dall’amore degli amici e dal Creatore).

Pertanto, in ogni momento, devo controllare la mia attitudine verso il Creatore, verso il gruppo (il mezzo per raggiungere Lui), verso gli amici, e verso lo studio. Tutto deve essere valutato a norma per lo scopo finale.

Un gruppo kabbalistico è fondato sull’amore degli amici perchè è il trampolino per raggiungere l’amore del Creatore (lo scopo). Questa è la ragione per cui ho bisogno degli amici, per dare a loro. Se ho bisogno degli amici per ricevere da loro è un gruppo che coltiverà solo il mio egoismo.

Un amico mi deve dimostrare quanto desideri donare e annullare se stesso, e farlo silenziosamente attraverso il suo atteggiamento verso lo studio e il gruppo. Poi, la mia forza originaria della dazione aumenterà secondo il numero degli amici. Ma se gli altri non mi dimostrano il loro amore, gradualmente perderò anche la forza che possedevo e annegherò nell’amore per me stesso. Questa è la ragione per cui dobbiamo mostrarci come esempi di amore per l’altro.

4. E’ necessario sapere le mancanze di ogni amico per poterle riempire, o basta amare gli amici generalmente?

Basta amare gli amici generalmente, in modo di assicurarci che a quell’amico non manchi la motivazione, il sostegno nel cammino, l’ispirazione e il sentimento dell’importanza del Creatore e del gruppo e di provvedere a tutto questo al meglio delle proprie capacità.

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Il Lavoro Interno di un Kabbalista: “L’Amore Degli Amici” – 24.05.10

Dall’articolo del Rabash, “L’Amore degli Amici”: E un certo uomo lo trovò e lo guardò, lui stava vagando nel campo. E l’uomo gli chiese: “Che cosa stai cercando? E lui rispose: “Io cerco i miei confratelli. Ti prego, dimmi dove pascolano il loro gregge” (Genesi, 37).

Una persona che si è persa nel campo della vita non può continuare a vivere così. Egli cerca aiuto e persone che sono simili a lui, i suoi fratelli. Egli sente che deve trovare un altro cammino, ma non nella dimensione corporea dove esiste in forma di animale, piuttosto, questo nuovo cammino dovrebbe aiutarlo ad andare al di sopra di questa vita e farlo diventare un uomo.

Per questo cerca quelli che “pascolano il gregge”, ovvero coloro che governano I propri animali. Egli vuole unirsi a loro e diventare il loro fratello, così essi potranno insegnargli come diventare “pastore” e come elevarsi al di sopra dell’animale che è in lui.

Egli sente che ha perso il suo cammino nel campo, che lui è realmente quell’”animale”, “l’asino vagante” (“asino”, Hamor in ebraico, derivato dalla parola Homer, “materia, sostanza”). Una persona vuole elevarsi al livello umano all’interno di sè liberando se stesso dal ruolo di “animale”. Per questo cerca le persone che governano gli “animali” e che lo aiuteranno a rafforzarsi in questo cammino. Essi sono i suoi fratelli e lui li sta cercando.

Un uomo che “vaga nel campo [desiderio]” si riferisce ad un luogo dove il raccolto del campo (risultati della vita)… dovrebbero sorgere. Gli “animali” (persone senza uno scopo superiore ) vagano nel campo per sostenersi qui e adesso. Ma come trovo il cammino che può trasformarmi in un “uomo” e acquisire “… il raccolto [potenza e conoscenza spirituale] del campo per sostenere il mondo [portare la vita spirituale]?

I lavori del campo sono l’aratura, la semina e la mietitura. Questo è il lavoro di un “uomo” e attraverso il quale ottiene il riempimento. E’ detto su questo: “Quelli che seminano in lacrime mieteranno in gioia… si riferisce al duro lavoro che facciamo con le lacrime agli occhi, per ottenere buoni risultati alla fine. Dobbiamo insistere nell’andare avanti nonostante le lacrime e tutta la pesantezza, e quindi abbiamo bisogno di un forte sostegno dall’ambiente. …e questo si chiama “un campo che il Signore ha benedetto”.

Una persona piange sull’animale all’interno di sè e se ne deve sbarazzare per elevarsi al livello spirituale. Per fare questo ha bisogno di un forte sostegno che gli consenta di attenersi alla spiritualità piuttosto che al mondo materiale che lo trascina in basso. Questo è la benedizione del creatore per il quale otteniamo la capacità di avanzare.

Una persona che “vaga nel campo” è una persona che si è persa dentro la propria ragione. Non sa cosa fare. Sente chiaramente che non vuole vivere secondo i “criteri dell’animale” di buono e cattivo, dato che tale vita nonostante tutto è “animata”, all’interno del legame dello stesso “campo”.

Tuttavia, come posso elevarmi dal livello dell’”asino” (sostanza, materia) al livello dell’”uomo”? Sono inconsapevole del vero cammino che mi conduce là. Devo trovare una forza esterna che mi trascina fuori dal livello animato, molto simile ad una germinazione di semi che ha bisogno di un terreno fertile. Non sono capace di farlo da solo. Sono sotto il controllo totale del mio “animale” e non ho nessuna scelta di liberarmi dalla mia vita di animale. A meno che una qualche forza esterna mi attiri fuori da tale vita, in alto, verso una nuova dimensione, finirò i miei giorni da animale.

Ecco perché esercitando la mia libertà di scelta mi unisco ad un gruppo di kabbalah determinato dall’amore degli amici. Sono consapevole che senza di loro non posso avanzare. L’amore è quando tutti sentiamo che il gruppo è più importante del proprio “asino”. Il gruppo è il livello dell’ “uomo”. Con il suo aiuto possiamo raggiungere l’adesione con il Creatore e diventare simili a Lui. Ma ciò può avvenire a condizione che la persona si volga al gruppo per ricevere la forza di elevarsi al di sopra del proprio “asino” verso il livello “umano”.

La Luce che proviene dal gruppo costruisce l’ “uomo” Il gruppo si trasforma nel mio “corpo”, mentre la Luce che lo riempie diventa la Luce della mia vita. L’unico modo per raggiungere questo stato è l’amore degli amici, dove io amo loro più di me stesso. Essi sono le parti della mia anima, mentre io sono solo il mio “asino”, materia. Con il sostegno reciproco possiamo sostenerci l’un l’altro e aiutarci a divenire “uomini”.

Le forze che ci prevengono dal connetterci agli amici sono chiamate “esilio”. Noi percepiamo l’ “esilio” quando bramiamo la connessione con il gruppo e allo stesso tempo non possiamo. Il Faraone è seduto all’interno di noi e governa sulla nazione di Israele all’interno di me.

Tuttavia, aspirando all’amore degli amici, diventiamo degni di uscire dall’esilio Egiziano e ricevere la Torah: la vera forza che ci unisce. La storia del popolo d’Israele in Egitto e il loro vagare nel deserto è la storia della correzione dal primo punto spirituale al raggiungimento della terra di Israele, il desiderio chiamato “Israele” (direttamente al Creatore).

Come evitare la sofferenza

Siccome noi analizziamo i nostri desideri, abbiamo bisogno di penetrarli in profondità per capire che, insieme alla loro intenzione egoistica, provengono dal Creatore. Abbiamo bisogno di raggiungere la massima profondità dell’identificazione del desiderio e dalla sua radice per arrivare dove questo desiderio proviene.

Quando riveliamo che il desiderio in sé e la sua intenzione egoistica ci vengono mandati dal Creatore, capiremo che non c’è scelta. Non abbiamo nessun altro a cui rivolgere una richiesta per correggerlo, eccetto il Creatore. In altro modo, una persona non ha bisogno della Torah poiché non grida il suo appello al Creatore. Non percepisce ancora se stessa come una creatura governata dalla Forza Superiore alla quale può appellarsi.

La nostra origine egoistica è lo stesso angelo che ci porta più vicini al Creatore. Noi riceviamo dei colpi e di conseguenza, capiamo che essi hanno uno scopo e che ci vengono mandati da qualcuno più in alto di noi. Possiamo raggiungere questa conclusione attraverso la sofferenza e possiamo anche raggiungerla attraverso gli studi, l’ambiente e lo sviluppo spirituale.

“Un saggio vede il futuro”; egli vede il risveglio di uno stato prima che venga raggiunto ed ha l’abilità di cambiarlo. La sofferenza fisica di questo mondo diventa la sofferenza dell’amore quando attiro un piccolo pezzo di Luce Superiore e sento il mio stato in relazione ad esso. Allora comincio a soffrire dal fatto che non ho amore per il prossimo o amore per il Creatore. In questo risiede il punto della nostra libera scelta.

È essenziale arrivare alla radice della sofferenza e capire che ci viene mandata di proposito dall’Alto. Se capiamo che non c’è scelta e cominciamo a gridare al Creatore, significa che abbiamo raggiunto la più grande profondità. Tuttavia, se attribuiamo ancora la nostra sofferenza a diverse ragioni di questo mondo e a noi stessi, non abbiamo raggiunto il fondo autentico.

Io scavo sempre più in profondità nella sofferenza dai suoi gradi Aleph, Bet e Ghimel (inanimato, vegetale ed animato) e penso che sto ricevendo un colpo dalla natura. Tuttavia, quando raggiungo la sua ultima tappa, Behina Dalet, rivelo che la sua fonte è al di sopra della natura, che è nel Creatore ed è come se il Creatore puntasse un dito. Allora, io grido a Lui.

È possibile accelerare questo processo? Si, è possibile. Per questa ragione ci è stata data la Torah, per avanzare lungo una via veloce e semplice in accordo al nostro volere, piuttosto che attraverso la via della sofferenza. Posso organizzare un gruppo intorno a me ed attirare la Luce dall’Alto attraverso gli studi (per esempio, studiando lo Zohar) e raggiungere velocemente lo stesso risultato. Questa viene chiamata la via della Torah. La differenza tra le due vie consiste in migliaia di anni di sofferenza.

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Nell’articolo “Lo scopo della Società”, Rabash scrive che l’uomo è nato solo per amare se stesso e da ciò egli non può compiere il più piccolo movimento senza servire se stesso. Tuttavia, senza rinunciare all’amore egoistico che è in noi, è impossibile raggiungere l’adesione con il Creatore, l’equivalenza dei suoi attributi.

Quindi il gruppo è necessario affinché i desideri e le forze di ognuno si aggiungano a quelle di un altro. In tal caso, ognuno può usare questa immensa forza comune per rinunciare al desiderio egoistico che lo trattiene dall’adempiere lo scopo per il quale è nato. Questo gruppo deve consistere di persone che hanno uno scopo comune. Allora, insieme, essi costituiranno una enorme forza che renderà capace ciascuno di loro di lottare con se stesso.

Per ricevere il potere collettivo dal gruppo, ognuno deve contribuire ad esso con la sua forza, rinunciare a se stesso e vedere solo la forza dei suoi amici invece della loro debolezza. Se considera se stesso come un po’ più elevato degli altri, egli non può unirsi a loro, non può portare la sua forza e ricevere quella collettiva.

Schema

1. Natura umana – amore per se stessi.
2. Lo scopo della creazione – adesione al Creatore attraverso l’equivalenza degli attributi con Lui.
3. È impossibile realizzare lo scopo della creazione da soli, ma solo all’interno del gruppo ed attraverso il suo potere.
4. Nel gruppo, tutti devono essere uguali nello scopo, nei mezzi e nel proprio annullamento. L’annullamento è possibile solo innalzando gli amici.
5. La grandezza dell’ambiente è richiesta in parole ed azioni.

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Gruppo, salvami!

kliDomanda: che significa, in Kabbalah, dirigersi al gruppo?

Risposta: dirigersi ad un gruppo kabalistico significa che una persona è totalmente indifesa, sta annegando in un oceano, si trova in una situazione terribile, sta morendo di fame, e all’improvviso, scopre che esistono persone buone intorno a lei, che desiderano aiutarla. Deve soltanto chiederglielo e mostrare che desidera il loro aiuto.

Deve essere convinta che la aiuteranno. Non ha neppure bisogno di ascoltarle, di dire che sono d’accordo. Tutto dipende dalla persona, come la sua prospettiva sull’attitudine del Creatore verso di noi. In realtà, il Creatore è sempre disposto ad aiutare, ed il gruppo è la stessa cosa del Creatore. Se mi annullo davanti al gruppo e spero di ricevere il loro aiuto, lo riceverò. Succederà automaticamente. Non dipende da certe persone nel gruppo, poiché mi dirigo allo stato interno, corretto, che sta nel Mondo dell’Infinito e che anche loro ancora non sentono.

Per riuscirci, devo averne realmente bisogno. Deve essere disperato a causa della mia mancanza di forza e credere che potrò riuscirci solo con il loro aiuto, se ricevo il loro appoggio, la loro garanzia mutua, la loro energia e tutto il resto. Se mi annullo davanti a loro in questo modo, trionferò in maniera definitiva.

Tuttavia, devo annullarmi completamente. Affinché cresca un seme che piantiamo nella terra, in primo luogo deve imputridirsi. Allo stesso modo, una persona deve anzitutto rifiutare tutto ciò che è suo, affinché il gruppo la influenzi in grande misura. Entrerà in una nuova vita; germoglierà una nuova pianta dal seme che si è imputridito; però non accadrà fino a che il seme non si sarà imputridito.

Pensiamo che ci siamo uniti ad altri e stiamo costruendo qualcosa insieme, però non è così. Il seme deve annullarsi ed allora l’ambiente lo influenzerà. Una persona deve comprendere che ha bisogno di ricevere dal gruppo i minerali, l’umidità, il calore e l’ossigeno. Deve disintegrarsi per poter assorbire l’influenza dell’ambiente.

Tuttavia, pensiamo che tutta questa umidità, i minerali e l’ossigeno sono in noi; per tutto ciò che abbiamo sono Reshimot e nient’altro. Il resto viene dall’ambiente, posto che tutto il sistema spirituale è costruito sulla nostra connessione.

Se una nuova cellula è trapiantata nel corpo, allora tutto il corpo comincia a lavorare su di essa; però dobbiamo annullare le forze protettrici del nostro ego, che rifiutano il corpo estraneo e non lo lasciano connettere. Questo è qualcosa che dobbiamo fare da soli.