Pubblicato nella 'La mia somiglianza con il Creatore' Categoria

Tutta la Luce? Non è troppo, non posso averne soltanto un poco?

Baal HaSulam, “Introduzione allo studio delle 10 Sefirot”: Un occultamento significa che egli crede nella Provvidenza di ricompensa e punizione. Ancora, per via dell’accumulazione della sofferenza, Egli a volte ha pensieri di trasgressione.

Il desiderio egoistico preme una persona e la scarsa rivelazione della parte posteriore del Creatore non è più sufficiente. Ma ancora egli si contiene il più possibile.

Questo pervia del fatto che anche se egli crede che la sofferenza gli è giunta come una punizione, egli si comporta ancora come quello che vede il suo amico da dietro, e potrebbe aver dubbi o prenderlo per un’altra persona. E questi peccati sono solo errori, visto che, nel complesso, egli crede alla provvidenza di premio e punizione.

E quindi cosa sono questi stati? Supponiamo che i desideri egoistici di una persona pesino 100 kg e che la luce gli conferisca solo 50 kg di capacità di resistenza. Se sottraiamo i 100 kg di male dai 50 di potere della luce risulatano meno 50 kg. Questi 50 kg di ego operano dentro una persona e la abbassano al livello degli errori. Se tutti i cento kg di ego fossero lasciati liberi dentro di noi, ci potremmo trovare al livello dei peccati.

Se fossi totalmente sotto il controllo del mio desiderio egoistico, questo sarebbe il livello dei peccati. Qui tutti i miei vasi, quelli che ricevono e quelli che danno, funzionano con l’intenzione di agire per ricevere. Ma se alcuni dei miei vasi si possono trattenere coraggiosamente allora sono sul livello degli errori. Tutto dipende dalla rivelazione del Creatore, dal modo in cui lui mi appare.

Questo meccanismo non funziona nel nostro mondo. Qui solo la minaccia di un colpo all’ego ci tiene a bada: può essere un sentimento di vergogna o il timore che il nostro orgoglio sia ferito, o anche un dolore fisico. D’altra parte nel mondo spirituale la punizione è l’incapacità di dare. La minaccia di essere incapace di dare trattiene una persona.

Nell’insieme, tutto dipende da quanto la luce mi influenza, in quanti dei miei vasi desidero dare. Di conseguenza sono sul livello di una persona “giusta” o “malvagia”.

Ed in questo ho libera volontà? Dipende dal fatto se posso richiedere che la luce mi influenzi il più possibile.

Per esempio, ho un desiderio “crudele” egoistico dal peso di 100 kg e sono pronto a correggerlo solo per 10 kg perché semplicemente non posso chiedere una correzione più grande, non posso resistere a tutti i piacere e metterli sotto l’intenzione di dare. Anche quando sono incorporato nel gruppo, non sono pronto a liberarmi di tutto il mio egoismo. Al massimo sono pronto a “limare gli spigoli”, a perdere il grasso superfluo, e non più di questo, Questo è quanto posso chiedere. Così cosa c’è dopo? Le mie richieste saranno accettate in questa situazione così egoistica?

Ciascuno dovrebbe provare a rispondere a questa domanda da solo.
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(Dalla quarta parde della Lezione quotidiana di Kabbalah 25.01.12, “Introduzione allo Studio delle 10 Sefirot”)

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Dalla totale lontananza dal Creatore alla completezza

Noi iniziamo dal punto più basso, dal più lontano. Non c’è niente di più lontano dal Creatore dell’uomo.

La caratteristica del Creatore è la dazione, mentre la caratteristica dell’essere creato appartiene al livello inanimato. Praticamente non c’è nessuna differenza tra i due, tranne che per il fatto che il livello inanimato è sotto l’assoluto controllo del Creatore e al 100% in abnegazione, e non ha niente di suo.

Poi appaiono i livelli vegetativo e animato che sono in qualche modo diversi dal livello inanimato, non nelle intenzioni e desideri, ma nel movimento che sembra essere opposto a quello del Creatore.

I livelli vegetativo e animato crescono, si muovono e si sviluppano, e quindi si allontanano dal Creatore. Tuttavia non lasciano il Suo controllo, ma il Creatore semplicemente “permette” loro di essere incorporati nelle due forze e di svilupparsi essendo sotto il Suo controllo. È per questo che tutti questi livelli vengono chiamati natura.

Poi appare il livello dell’uomo e anch’esso attraversa i diversi stati: inanimato, vegetativo, animato e parlante. È in quest’ultimo stato che inizia il libero arbitrio.

Il concetto di libertà è relativo e dipende dall’oggetto osservato. Noi non giudichiamo le pietre né gli alberi, ma giudichiamo gli animali e questo ci permette di allenarli e quindi a usarli. L’uomo può già essere giudicato completamente.

Alla fine l’uomo si trova completamente distante dal Creatore, è talmente lontano che chiamiamo questa natura “l’inclinazione al male”, mentre gli stati precedenti sono chiamati natura, perchè    sono sotto il controllo del Creatore.

E allora la domanda è: Se la maggior parte delle persone appartiene ad un naturale livello di sviluppo, come fanno ad avanzare? In fondo tutti iniziamo dal livello inanimato.

Per poterlo fare esiste uno strumento speciale: la sofferenza, che opera in noi e ci fa avanzare.  Associamo la sofferenza ad un sentimento negativo, ma dovremmo comprendere che non è solamente uno strumento, ma un intero sistema che fa iniziare lo sviluppo. Attraverso il quale tutto si sviluppa verso la completezza.

Allora negli stati successivi, il nostro sviluppo si trova anche nella stessa direzione, più lontani dal Creatore in base al nostro libero arbitrio. Nella nostra natura, nell’inclinazione al male, ci allontaniamo sempre di più dal Creatore, e per avvicinarci a Lui abbiamo l’aiuto dell’intenzione. Iniziando dal punto chiamato “Lishma” (Per il Suo bene) iniziamo ad avvicinarci al Creatore e a entrare in Lui.

È in questo punto iniziale dell’intenzione altruista che per la prima volta acquisiamo il vero libero arbitrio, mentre in precedenza avevamo unicamente un sostituto egoista.
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(Dalla 4° parete della lezione quotidiana di Kabbalah del 04.01.2012, “La libertà”)

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Costruire l’impianto che produrrà me stesso

Tutto il nostro lavoro sta nel costruire l’ambiente. Dopo tutto non puoi creare te stesso da solo. Questo è quello che dobbiamo costruire per l’umanità in questi giorni. Se dovessi correggere me stesso, cosa dovrei fare? Avrei semplicemente bisogno di creare intorno a me un ambiente, dei media ed un sistema di istruzione, così che io potrei essere il prodotto di questo ambiente.

Ma creandolo, io correggo me stesso. Questo perché attraverso il processo di creazione io ho già cominciato a sentire come dovrebbe essere costruito e come io dovrei esistere in esso, e di conseguenza, in che forma l’ambiente dovrebbe esistere così che interesserà me. Io sento ora come dovrei costruirlo e quindi lui prenderà la forma che dovrà poi influenzarmi.

Nel processo della costruzione di se stessi,noi ci uniamo nella mente operativa e capiamo quello che il Creatore ha voluto fare con la frammentazione, perché lui preparò certi blocchi per le costruzioni, legno e materiali di costruzione per noi, e perché noi dovremmo costruire questa casa. Grazie a questo noi cominciamo a scoprirlo. Sembra che fossimo noi a costruire l’ambiente affinché questo ci corregga, e affinché l’io corretto sia incorporato in esso … ma questo non è proprio così. Con la costruzione dell’ambiente noi otteniamo la conoscenza del Creatore.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 20.01.2012, Lo Zohar)

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Un ponte stretto nel dominio del Creatore

Rabash, Lettera 42: “Le loro opinioni differiscono tanto quanto le loro facce”, allora come possono loro diventare “come un solo uomo con un solo cuore?”. Il discorso è che quando ognuno si preoccupa di se stesso, è impossibile essere “come un solo uomo”, perché loro non sono simili. Tuttavia, se ognuno cancella il suo stesso dominio (tutti gli interessi egoistici dell’uomo), allora non avranno più delle opinioni private, l’opinione separata di ognuno viene eliminata e tutti entrano nel dominio dell’Uno.

In altre parole, noi possiamo correggerci solo a condizione che ognuno cancelli se stesso. Ma sono davvero capace di rinunciare a qualcosa e di andare bene a me stesso in generale? Vediamo che restiamo come eravamo.

Noi abbiamo bisogno di cominciare a connettere i nostri punti nel cuore. Questo punto non appartiene all’universo personale di ognuno ed alle sue speciali qualità, che sono differenti dalle qualità degli altri. La connessione tra noi è possibile solo attraverso questi punti nel cuore perché essi non ci appartengono, essi sono una “Particella Divina dall’Alto” in ognuno di noi! E se dovessimo connettere questi punti, potremmo unirci attraverso di essi.

Da questo la condizione: ascendere nella fede al di sopra della ragione, è il solo modo di connetterci. Quando noi connettiamo i punti nel cuore, riveliamo la loro fonte, il Creatore!

Se ognuno cancella se stesso, “il suo dominio”, allora i nostri punti spirituali ci rivelano la realtà nella quale essi esistono ed essi esistono nel Creatore e noi entriamo in Lui attraverso di essi. Nel momento in cui mi cancello, il mio punto si connette immediatamente con i punti dei miei amici ed insieme mi portano e mi conducono nel Creatore.

Ed allora noi riveliamo che invece di esistere nel vaso, all’interno del desiderio, noi esistiamo nella Luce che riempie questo vaso! Tutta la mia percezione si gira sottosopra: io ero all’interno del mio desiderio e pensavo che questo era quello che sono, ognuno per conto suo, nel proprio dominio.

Ma nel momento in cui cancelliamo noi stessi, i nostri punti ci rivelano il riempimento proprio nello stesso posto, nello stesso stato nel quale eravamo. Solo, invece di percepire il vaso, noi percepiamo la Luce, che esiste nel vaso.

Il cambiamento è solo nella nostra percezione e nient’altro. Noi siamo passati dal percepire il desiderio al percepire la Luce. Noi abbiamo cancellato il nostro egoismo e cominciato a sentire la fonte del punto nel cuore, il Creatore, attraverso i punti.

Questi punti erano semplicemente un piccolo modo di restare aggrappati a Lui mentre esistevamo nei nostri domini e adesso li abbiamo usati per il passaggio nel Suo dominio.
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(Dal Congresso Arvut, 2° lezione, del 18.11.2011)

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Il gruppo fa di te un eroe

Lettera n.8 di Rabash: Riunitevi in un gruppo stretto di persone in un luogo, sotto una guida per opporre resistenza agli attacchi dei nemici con il potere di superare, oltre qualsiasi limitazione umana….

Il potere di superare oltre qualsiasi limitazione umana, ma com’è possibile? Esiste qualcuno che possieda veramente questo potere? Oltre qualsiasi limitazione umana… questo è già il Creatore.

Questo significa che solo il potere del superiore ci può aiutare a sollevarci, a superare queste condizioni e tutti i nemici interiori (ovviamente questo non implica i nemici esterni). Ognuno di noi ha tanti pensieri e desideri che ci confondono e non ci lasciano nemmeno un minuto. Dobbiamo lottare contro tutti loro, ma è impossibile farlo da soli,  ma si può fare da una forza che vada oltre i mezzi umani, la forza del superiore.

La forza del superiore è la forza del Creatore, che ci viene data attraverso quella del gruppo. Non possiamo dirigerci direttamente verso il Creatore, ma soltanto verso il gruppo. Non si trova in nessun altro posto, solamente nel gruppo.

È per questo che dobbiamo cercare sempre di stare insieme agli amici, nei pensieri e desideri comuni simultaneamente, nella stessa frequenza e nella stessa direzione di movimento, come cantando e ballando insieme. Qui troveremo questa forza che ci supporterà, incurante di tutti i disturbi che vengono dagli “attacchi dei nemici”.

“Sono senz’altro coraggiosi e persone di forte spirito, la loro decisione è messa sulla pietra poiché non faranno un singolo passo indietro. Loro lottano dal primo livello nella guerra con l’inclinazione al male fino all’ultima goccia di sangue. E aspirano solamente alla vittoria in questa guerra nel nome del Creatore”.

Bene, chi può dire questo di se stesso? Che eroe sarebbe questo? Forse solo un bambino potrebbe dalla mancata esperienza. È impossibile con qualsiasi altra forza oltre i mezzi umani. In altre parole, è impossibile ottenere il successo senza l’aiuto dall’Alto, questa idea dovrebbe imprimersi nel gruppo.

L’uomo non può persistere con questa idea, ed è uno sbaglio pensare di poter riuscire a ricordarlo, anche scrivendolo da qualche parte….io vedo che molte persone scrivono durante le lezioni (io facevo lo stesso quando studiavo), pensano che la carta sia la loro anima, nella quale registrano, ma questo non aiuterà per niente.

sarò capace di registrare questa conoscenza nella mia memoria quando cerco di farlo nel gruppo attraverso la garanzia mutua. Tutto ciò che esiste nel gruppo è la mia memoria, e posso essere sicuro che non si cancellerà di lì e sarò capace di usarlo.

Io personalmente posso continuare a dimenticare tutto, ma gli amici continueranno a ricordarmi questa conoscenza: che io posso avere successo unicamente attraverso la forza del Creatore, e non da me, e la forza del Creatore esiste nel gruppo.

Allora sarò capace di essere “coraggioso”, come ho bisogno di essere, se riesco a connettere tutti noi insieme, trovare la forza superiore dentro di noi, e obbligarla ad aiutarci. Com’è scritto: “I miei figli mi hanno sconfitto”. Questa è la condizione del Creatore che sta aspettando che ci dirigiamo verso di Lui, che ci appelliamo a Lui.

Il Creatore viene rivelato a condizione che l’appello venga dal gruppo ed è per questo che chiamiamo il gruppo il vaso per la rivelazione del Creatore.
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(Lezione 2° dal congresso Arvut, del 18.11.2011)

Non giudichiamo secondo le sensazioni

Baal HaSulam, “Introduzione allo studio delle dieci Sefirot,” (50): Tuttavia, prima di questo, quando la scrittura parla solo dal punto di vista dell’occultamento, il testo finisce con, “e diranno in quel giorno: non sono questi i mali arrivati dall’alto su di noi perché il nostro Dio non è tra noi?”

In altre parole, una persona sente che non ha alcuna relazione con il Creatore, perché gli manca l’equivalenza della forma con il Creatore, e di conseguenza si sente male. Potrebbe essere che ha fatto un sacco di soldi in borsa e che tutto è andato bene, ma si sente male, perché non ha alcun contatto con il Creatore, il che significa che gli manca l’equivalenza del forma con l’attributo della dazione generale chiamato “il Creatore”.

“Questo significa che essi credono ancora nella Provvidenza di ricompensa e punizione e dicono che i problemi e la sofferenza sono venuti a loro perché non sono aderiti al Creatore…”

Questo significa che io ho capito che sono maligno, che non porto me stesso alla correzione, e quindi vengo “punito.” Sto affondando nell’occultamento. Ma d’altra parte, siamo capaci di vedere anche la ricompensa perché sentiamo la risposta negativa e grazie a ciò possiamo correggere noi stessi. Questo significa che devo “baciare” il bastone che mi aiuta ad essere consapevole di quanto io sia disceso in un cattivo stato. Altrimenti potrei degenerare senza nemmeno sentirlo.

Quindi la differenza è in come mi giudico: in base a come sento il mio stato attuale, o in accordo allo stato stesso, così com’è. Devo determinare il mio stato come maligno in relazione alla richiesta per la correzione dei desideri in cui io non sono ancora aderito al Creatore. Questi vasi sono rotti, e il male può essere sentito in loro in modo diverso. Posso stare male perché mi sento vuoto, e posso stare male perché sono staccato dal Creatore. Posso anche sentire il vuoto e sentirmi bene in questo, perché sento la rottura in quel modo. Ed infine, posso sentirmi male perché sento un distacco. In ogni caso, io sento che sono distaccato dal Creatore.

Quindi tutto è determinato in accordo allo stato presente. Esso non dipende da te e tu non puoi saltare casualmente da uno stato all’altro (come le frecce nel disegno). Piuttosto, è necessario esaminare quello che abbiamo: “mi sento buono o cattivo? Suppongo che mi sento bene, che cosa sento: distacco dal Creatore o una connessione con Lui? Distacco: mi preoccupa? No, mi sento bene. Ma posso ancora vedere il male in questa situazione? Non in questo momento.”

È necessario determinare la tua sensazione precisa e il tuo atteggiamento allo stato reale. Questo è il chiarimento interno dello stato che ti è stato fornito. Poi sentirai la domanda: “in che modo il gruppo e la luce che riforma e tutti gli altri mezzi possono aiutarmi a correggere il mio atteggiamento?” È impossibile correggere un sentimento buono o uno cattivo oppure lo stato del distacco. Il gruppo è in grado di correggere solo il mio atteggiamento verso questa situazione.
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(Dalla prima parte dell aLezione quotidiana di Kabbalah del 22.01.2012, Shamati 1)

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La vergogna della disuguaglianza

Tutti i cambiamenti che accadono nell’universo, seguendo l’origine del piano della creazione, appartengono unicamente alle creature. Ma il Creatore è costante, com’è scritto “Io non ho cambiato la mia manifestazione della mia HaVaYaH”. in relazione a Lui non succede a nient’altro: Lui desiderava creare una creatura per compiacerla e l’ha fatto.

Tutte queste cose accadono dentro la creatura, nella sua coscienziosità, comprensione, percezione e sviluppo. In questo modo si sviluppa da un punto, che essenzialmente lo separa dal Creatore. È un punto speciale, creato dal Creatore, che è il motivo per il quale la creatura è chiamata creatura, un desiderio.

Tutto oltre questo punto deve essere assolutamente come il Creatore, e per portarli a questa somiglianza e creare una connessione tra il Creatore e la creatura, quest’ultima si divide in un’enorme quantità di parti.

Queste parti sono separate e spinte dal loro egoismo una lontano dall’altra, il desiderio di gioire, l’inclinazione al male, un’intenzione egoista. Così si sente la creatura: divisa e diversa, separata in molti sistemi, che sono ostili uno con l’altro, ma tutto esiste solo dentro la creatura e le sue sensazioni.

Questa sensazione è chiamata “occultamento” (Alama), un intero sistema di mondi (Olam), che esiste perché la creatura possa comprendere finalmente che l’occultamento la separa dal Creatore. Nel Creatore c’è assoluta perfezione e unanimità, Lui è uno e in Lui non ci sono delle differenze. Ma dentro la creatura c’è un infinito numero di parti differenti, che si contraddicono una con l’altra.

Alla fine la creatura scopre che questa divisione non gli permette di connettersi al Creatore e crea disuguaglianza tra di loro. Questo evoca un sentimento speciale, chiamato vergogna, il sentimento della loro differenza, che fa sì che la creatura inizi ad agire, lottando per diventare come il Creatore. E da qui vede che per questo deve unirsi a tutti quelli che adesso odia, spinge, rifiuta e non prende in considerazione.

La creatura è pronta per fare questa transizione, queste azioni di correzione, per poter ottenere l’uguaglianza con il Creatore, qualsiasi cosa per raggiungere l’adesione. La totale uguaglianza delle azioni e caratteristiche è chiamata adesione.

Questo è un processo graduale, passo dopo passo nel quale realizziamo il programma della creazione. Dobbiamo sentire noi stessi in tutti gli altri stati nella via verso l’unità o quando è già raggiunta, in altre parole, in tutti i gradini della scala, mente incrementiamo lo sviluppo della nostra unità.

Alla fine vedremo noi stessi come delle creature completamente diverse, e il gruppo apparirà diverso, non solo l’unione di amici in una squadra, ma una nuova formazione spirituale con desideri e pensieri comuni in una realtà differente. Ma qualsiasi nuovo stato è diretto verso il raggiungimento di una connessione maggiore, che si riferisce all’unione sia nel nostro mondo sia in quello spirituale.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30.11.2011, Gli scritti di Rabash)

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Molti problemi, una sola risposta

Baal HaSulam “La Pace”: Perché il proposito è senza dubbio costruito su tutte le leggi della natura, nessuna esclusa, chi altera solo una singola legge, fa male e danneggia il raggiungimento dello scopo utile che il Creatore ha stabilito, e perciò sarà punito dalla Natura. Quindi, anche noi, creature del Creatore non dobbiamo avere pietà di lui perché sta dissacrando le leggi della Natura e contamina lo scopo del Creatore.

Dobbiamo imparare il sistema delle leggi che esistono, perché nessuno dei nostri desideri, nessuna delle nostre azioni e nessuno dei nostri pensieri è sotto i limiti di questo sistema. La sua rete raggiunge ogni cellula del nostro corpo, ogni atomo, e ogni particella e li lega in diversi livelli e stati, siano tessuti biologici, organi psicologici, sistema nervoso, pensieri, desideri, luci, vasi e tutto il resto.

Ci è stato dato il sentimento dello squilibrio. Questo squilibrio tra di noi, e la giusta e reale maniera di agire ci sono stati dati di proposito, in modo da farci avanzare e imparare a bilanciarci con le richieste della rete generale. Grazie a questo, iniziamo a sapere chi la aziona. Sembra che Lui crei un malfunzionamento nell’equilibrio e noi ci sentiamo male.

Quindi, ci invita a contattarLo: “Chiedete semplicemente, in modo che io possa mostrarvi come creare l’equilibrio”. Se noi chiediamo, la nostra richiesta è il vaso dove la Sua azione si rivelerà più tardi, cioè la Luce che completa lo squilibrio.

Il processo si svolge nella seguente maniera: prima viene rivelata una piccola parte nel mio vaso e mi sento male: malattie, difficoltà, problemi, ecc. Da se non significano ancora niente, ma poi io scopro il punto nel cuore, e comprendo che c’è una ragione esterna per tutti i miei problemi. Questo fa sorgere in me la domanda sul significato della vita.

Come risultato arrivo al gruppo, mi unisco e vi scopro il sentimento, il Creatore, cioè la parte che può completare lo squilibrio. Io non so realmente che cosa sia il gruppo, perché lo vedo attraverso il prisma del mio male, non vedo il Creatore e posso sentirLo solo se mi sento male. Semplicemente non ho nessun altro desiderio, nessun altro “detector”.

Quindi inizio a ricevere il riempimento da Lui, e questo è chiamato “Il lavoro del Signore”. Alla fine Lui riempie questa parte in me e viene corretta.

Allora all’inizio ho sentito il male, dopo gli ho dato un significato diverso e l’ho riempito di benevolenza, con il Creatore, poi raggiungo l’equilibrio con Lui, che ha svolto il lavoro in base alla mia richiesta.

Allora mi viene rivelata un’altra parte corrotta del vaso, più grande di quella precedente. Qui sento un male ancora maggiore e scopro un punto nel cuore ancora più forte. Di conseguenza anche il gruppo sembra più alto, e il Creatore più grande. Lui m’influenza con molta più intensità, e di nuovo dopo aver scoperto tutti i mezzi, completo l’equilibrio.

E così, dopo un po’ di tempo, invece della mia natura egoista, porto il Creatore dentro di me. Io studio le Sue azioni, e da esse Lo raggiungo, raggiungo l’adesione a Lui, e altro.

Queste correzioni hanno luogo tra quelle più leggere e quelle più serie, dalla grossezza del livello radice, Shoresh, fino al quarto livello di grossezza. Sono chiamati anche “mondi”. Quindi raggiungo i mondi Assiya, Yetzira, Beria, Atzilut e Adam Kadmon (AK). Alla fine tutto il mio vaso è corretto e invece dell’egoismo iniziale mi riempie il mondo di Ein Sof.

Perciò dobbiamo prestare attenzione costantemente a quanto siamo bilanciati con la natura. Lo squilibrio rivela il male dentro di me, che devo completare per acquisire il bene. Questo è l’unico modo per avanzare, di trovare la mia strada ad ogni modo.

Oggigiorno, quando abbiamo delle difficoltà e problemi, dobbiamo comprendere che la crisi, il cattivo sentimento, è un fenomeno meraviglioso e speciale attraverso il quale ci possiamo correggere. Dobbiamo solamente girarci verso il gruppo, verso tutti quelli che sentono lo stesso male.

Devono connettersi tra di loro il più possibile, e trovare dentro la forza dell’unione. La popolazione generale ha trovato l’unità senza il Creatore, ma semplicemente grazie alla nostra unità. Tutto il resto arriva a loro da noi, e allora tutti insieme raggiungiamo la correzione.

Quindi dobbiamo accettare le cose negative che si rivelano nel mondo come un invito allo sviluppo. Dobbiamo muoverci sempre verso un’unione con gli altri. L’uomo è stato creato così in modo che unicamente l’unità gli potrà dare le risposte a tutti i problemi, perfino a quelli più interiori e personali. Solamente l’unità ci potrà guarire.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30.12.2011)

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Ricompensa invece di punizione

Domanda: Che cos’è il “destino in ricompensa e punizione?”

Risposta: In ogni momento della nostra vita affrontiamo la ricompensa e  la punizione. In ogni momento devo chiedere la correzione. Se la chiedo correttamente ricevo la ricompensa, se non lo faccio correttamente ricevo la  correzione.

La ricompensa è ricevere i desideri più forti con i quali mi possa dirigere più accuratamente verso il traguardo. Divento più sensitivo e mi sintonizzo meglio, mi misuro e immagino meglio quello che è il “Creatore”.

Io comprendo questo costruendomi da me stesso in accordo a Lui, imparando come sono costruito quindi, divento più simile a Lui e questa è la ricompensa: essere più in dazione. La punizione è vedere che ho fallito.

Ma anche questo diventa parte della correzione, e allora la punizione diventa la mia ricompensa. Dopo tutto, non fa nessuna differenza se ricevo una reazione positiva o negativa. La cosa principale è che mi permette di trovare la mia deviazione e di correggerla.

Accetto tutte queste deviazioni come buone e benefiche, non importa se sono positive o negative, se sono repulsive o attrattive. Io non so quali desideri addizionali debba scoprire adesso, perché tutti questi mali che devo scoprire, che sono nascosti dentro di me, e quando sono rivelati, li percepisco come ricompensa. Anche se mi sento male, mi elevo sopra i miei sentimenti.

Percepisco tutto quello che ricevo dalla Luce Circostante, non importa come si senta, come una grande ricompensa. Questa è la mia direzione, ma per poterlo fare, ho bisogno del supporto dell’ambiente, in maniera che io possa vedermi costantemente come parte del sistema, solo allora sarò in grado di cambiare per unirmi ad esso.

Supponiamo, ad esempio, che io debba far parte degli amici in uno spazio a forma conica. Mentre cerco di adattarmi alla forma, ricevo costantemente un chiarimento riguardo a quello che mi manca e su come fare con più accuratezza, in modo che possa adattarmi a quella forma speciale.

Per cui, anche se ogni nuova rivelazione potrò sentirla come negativa, i problemi e la confusione per me diventano una benedizione. Si dice che la saggezza della Torah sia opposta a quella dei padroni di casa, perché si è contenti di queste rivelazioni.

Questo è un “ponte molto stretto” che dobbiamo attraversare. L’uomo che avanza per mezzo della spiritualità, trova la ricompensa sia in sentimenti positivi sia in sentimenti negativi. La cosa principale è correggere la nostra sintonizzazione.
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 01.01.2012, Lo studio delle dieci Sefirot)

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Tutto sarà chiarito nel pensiero

Noi abbiamo un desiderio ed un pensiero. Se avessimo avuto solo un desiderio, avremmo realizzato tutto ciecamente senza auto-controlo, proprio come la natura inanimata, quella vegetale ed animata, nella quale il solo pensiero è la maniera di riempire il desiderio.

Una persona che si è sviluppata nei livelli inanimato, vegetale ed animato pensa solo alla maniera in cui raggiungere quello che vuole. Ci sono tipi differenti di persone: intelligenti, energiche, violente, timide, coraggiose, ecc … ma ognuno vuole riempire i suoi desideri, da un piccolo bambino ad una persona attempata che nasconde i suoi desideri. In ognuno c’è il pensiero di come riempire il suo desiderio in ogni modo possibile.

È così che ci sviluppiamo nei sentimenti e nella mente, come le bestie, finché il punto nel cuore viene rivelato in noi e comincia a chiedere: perché tutto questo? Perché? Da quel momento in poi, comincia la vera scienza, quando io comincio ad interrogarmi sull’essenza del mio desiderio: per cosa ne ho bisogno?

Questo non è semplice, la gente viene a studiare, loro diventano un gruppo, ma possono passare degli anni prima che comincino a farsi questa domanda, cioè che vogliono conoscere i desideri che sentono: da dove vengono? Loro cominciano a cercare la ragione, la radice, la fonte.

Poi capiscono che il pensiero è stato dato loro per raggiungere il Creatore studiando i loro desideri. Se io, attraverso il pensiero, percepisco correttamente i desideri, posso raggiungere la fonte dalla quale provengono, capirò chi li manda e perché, cosa vuole da me e come dovrei considerarlo.

Attraverso il gruppo e anche direttamente, comincio a chiedere a Lui di cambiare il mio desiderio: “Tu mi hai dato un simile desiderio, ma io ne sto chiedendo un altro!”, allora sarò davvero capace di cambiarlo. Il pensiero ci viene dato in modo tale che grazie ad esso saremo capaci di conoscere il nostro desiderio e chiedere dei nuovi desideri.

Il pensiero esiste in modo tale che io possa controllare e provare a me stesso che non posso fare niente con i miei desideri! Anche quando mi sembra di vincere, non è semplicemente cambiando un desiderio per un altro, il quale è anche egoistico: per rispetto, per controllo ed orgoglio. Io trovo semplicemente un altro desiderio che vince l’altro e cambia i valori.

Come risultato dei miei pensieri o sotto l’influenza dell’ambiente, comincio ad immaginare che un altro desiderio è più importante di quello che avevo prima e così decido di cambiarlo a favore di un altro. È il gioco dell’egoismo, in questo modo posso cambiare qualsiasi desiderio che ho.

Ma io posso davvero cambiare il desiderio solo attraverso l’influenza dell’ambiente che mi darà altri valori. Allora, come risultato della sua influenza, chiederò al Creatore di cambiare i miei desideri. Questi desideri possono già essere soprannaturali per me, cioè contro il mio ego.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30.12.2011, Scritti del Rabash)

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