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Il segreto essenziale degli ebrei, Parte 58

Dal libro “Il segreto essenziale degli ebrei”, M. Brushtein

Capitolo 4 – La crisi – Non una Forza Maggiore

“Nessuna calamità arriva al mondo, tranne che per Israele. (“Baal HaSulam” Introduzione al Libro dello Zohar)

La crisi del genere

Viviamo in tempi interessanti. Oggi, molti fatti ben noti, eventi storici, scoperte scientifiche, ecc. sono criticati, rivisti o addirittura negati. Quello che una volta è stato di fatto dimostrato e collaudato, oggi non lo è più.

Per prima cosa compare una nuova versione di un evento ben noto. Poi una versione che nega la nuova versione. Poi una versione che potenzia la nuova e nega quella che era già stata negata. Infine, una versione che nega tutte le versioni senza eccezione, ma conferma quella originale. In generale, la vita è diventata più allegra.

Come risultato, non crediamo più in niente. I mongoli conquistarono la Russia o viceversa. Gli americani sono stati veramente sulla luna o lo sbarco sulla Luna è stato girato a Hollywood; l’uomo deriva dalle scimmie o è apparso immediatamente; Einstein ha creato la teoria della relatività o qualcun altro…

Per quanto riguarda la cospirazione globale, questa è, come dicono loro, “illegale.” I banchieri, le logge segrete, i governi del mondo, le agenzie di intelligence – tutte le trame del tessuto e i conduttori occulti all’espansione che utilizzano le crisi globali, le armi psicotropiche, e la tecnologia di Internet.

La stessa tendenza si può vedere dietro tutti questi tentativi. Le persone sono interessate alle motivazioni. Gli eventi stessi passano in secondo piano, invece le ragioni – sono in primo piano. La gente vuole sapere, non quello che è successo e quando, ma il perché e soprattutto – chi c’è dietro questo.

Questo genere di crisi di non è ancora studiata attentamente, anche se tutte le possibili cause di quasi tutti gli eventi ben noti sono già state elencate e studiate. Ora, la gente è diventata interessata a cause meno probabili e anche a motivi impossibili. I click sulle tastiere, i libri che vengono stampati, l’interesse non accenna a diminuire. In realtà, è normale. Da qualche parte nel profondo, una persona vuole sapere la verità, solo la verità, e nient’altro che la verità.

Quindi, le ragioni sono ancora da cercare, i motivi sono da esaminare, e le ragioni si stanno gradualmente prosciugando. Nel frattempo, una ragione comune a tutti gli eventi senza eccezioni, nessuno l’ha trovata e non può essere indagata. Almeno, nessuno la riconosce.

Allo stesso tempo, questa ragione, è piuttosto il fattore che è sempre invisibile, ovunque e dovunque. Tutti lo sanno, ma nessuno lo considera. Si tratta di un killer in senso letterale e figurato e allo stesso tempo è assolutamente imprevedibile. Non è studiato, anche se a volte viene menzionato. Non vi terrò più in sospeso a lungo. Questo fattore ha trovato la sua dimora nella letteratura giuridica, anche se sembra esternamente come un termine musicale.

La forza maggiore (francese) nel diritto civile è l’emergere di circostanze eccezionali e inevitabili che esentano le parti contraenti di adempiere ai propri obblighi contrattuali…

In tutti i sistemi giuridici civili la forza irresistibile è la circostanza che libera dalla responsabilità.
La legale forza maggiore di solito comprende le decisioni delle autorità statali più alte (divieto di importazioni o esportazioni, restrizioni valutarie, ecc ..), scioperi, guerre, rivoluzioni, ecc.

Non è incredibile? Ci comportiamo come se qualcosa dipendesse da noi. Decidiamo e gestiamo tutto come se non ci fosse nessuno tranne noi. Non esiste natura animata o vegetale, o inanimata. Ci sono solo persone ragionevoli, che fanno quello che vogliono.

Questa è la nostra colpa. Facciamo quello che possiamo, ma questa forza maggiore fa quello che vuole. Così è lei a governare il mondo, non noi.

La questione è in che cosa possiamo andare d’accordo con questa forza maggiore.
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Il destino ci ha riuniti ed è irreversibile

Dr. Michael LaitmanDomanda: L’operazione militare “Margine di protezione” e tutti gli eventi ad essa collegati, hanno evocato nella nazione israeliana una sensazione speciale di connessione. La nazione israeliana si unisce ogni volta che incontra una situazione di emergenza, ma questa volta la connessione che si sentiva era straordinaria, particolarmente forte e senza precedenti.

Ha colpito tutti, inclusi i bambini piccoli e gli anziani. C’è l’immagine di un carro armato coperto con disegni di bambini che sono stati inviati ai soldati. Gli sconosciuti hanno visitato i soldati feriti, aiutato le loro famiglie, e mandato pacchetti al fronte. Non c’è mai stata un’espressione di aiuto reciproco di tali dimensioni. Qual è il sentimento speciale che è stato risvegliato nella nazione israeliana durante questa guerra?

Risposta: Vi è una speciale forza nascosta nella nazione israeliana, e anche io ho visto riferimenti ad essa in libri e film di registi che non sono israeliani. C’è una certa preparazione per l’auto-sacrificio nel popolo ebraico. Esso può essere espresso nella loro attitudine per la scienza, in una professione particolare, o in una determinata materia. Una persona sente che deve dedicarsi totalmente ad una certa idea. Anche se questo fenomeno esiste in ogni nazione, è espresso in modo più univoco tra gli ebrei. Essi esprimono la loro lealtà,la loro connessione, nella misura del sacrificio di sé ogni volta che hanno la possibilità di farlo.

Una persona non cerca una qualsiasi ricompensa e non gli importa se gli altri sanno delle sue azioni, parlano di lui, o si ricordano di lui come un eroe. La prontezza al sacrificio di sé che deriva dalla storia del popolo ebraico si risveglia nella persona improvvisamente.

Nel passato eravamo connessi nei giorni del Primo e del Secondo Tempio (i quali rappresentano un vaso intero, un’anima). Questa connessione ha creato una connessione eterna molto profonda che ci nutre e ci riempie fino ai nostri giorni. Invoca in noi il sentimento speciale fra l’individuo e la nazione d’Israele, anche se un individuo dovesse fare tutto quanto in suo potere per staccarsi dalla nazione intera e fuggire in un luogo remoto alle estremità della terra, in modo che nessuno sappia che lui è un ebreo, in modo da dimenticare e di essere come tutti gli altri. Comunque, non può fare questo dato che la connessione fra noi è sopra questo mondo e sul livello del mondo superiore. Così, una persona non potrebbe cessare di essere ebreo, anche se lo volesse.

Questa connessione è espressa anche dopo alcune generazioni quando la persona, lui stesso, non sa che è ebreo. Ho incontrato tante di queste persone. Specialmente in Spagna e Portogallo, tante volte incontro persone che dicono di non essere ebree di nascita, ma sentono che fanno parte della nazione ebraica. Sono discendenti di convertiti che furono forzati a rinunciare alla loro religione ebraica sotto la minaccia dell’espulsione dalla Spagna, però la connessione con il popolo ebraico vive ancora all’interno di loro.

Si tratta di un fenomeno naturale che deriva dal sistema della realtà. La connessione fu creata gradualmente su un livello spirituale molto alto quando tutti erano connessi nello stato di un solo uomo con un solo cuore, in un’anima. La connessione imprime dentro di noi un gene speciale spirituale su un livello più alto rispetto a dove ci troviamo oggi, sul livello umano.

Pertanto, non possiamo rompere questa connessione perché non può essere cambiata, ma può essere solo ricostruita. Così, ci svegliamo oggi come risultato di diversi problemi e difficoltà e torniamo allo stato di connessione interiore.

Non c’è scelta. Siamo connessi, e il destino, il Creatore, ci risveglia. Abbiamo avuto abbastanza pressioni a livello corporeo – dove viviamo sul livello animato – e alla sensazione di una presenza del livello umano si risveglia immediatamente in noi un livello diverso, più alto. Questo è il livello che abbiamo avuto durante la connessione e al quale vogliamo tornare.

La connessione interna esiste fra tutti gli ebrei e anche in tutte le tribù perse dal tempo del Primo Tempio. Ci sono tante persone nel mondo che appartengono a quelle tribù perdute. I corpi non si sono reincarnati, ma l’anima rimane la stessa anima. C’è la stessa connessione fra noi che è nascosta, più interiore, eterna, spirituale, e più sublime.
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Da KabTV “Una nuova vita” 08.12.14

Il segreto essenziale degli ebrei, Parte 57

Dal libro Il segreto essenziale degli ebrei, M. Brushtein

La Postfazione al Capitolo

Una volta che abbiamo esaminato il processo di unificazione, che copre tutta la natura in tutti i suoi livelli, vorremmo chiedere: “E per quanto riguarda gli ebrei, e cosa ha a che fare questo con l’antisemitismo?”

Facciamo riferimento alle fonti:

Israele occupa un posto centrale in tutta la Creazione, e le altre creature dipendono da questo. (Ramchal, Da’at Tevunot)

Questo è tutto. Niente di più, e niente di meno. E poi, l’autore dice quanto segue:

L’Onnipotente ha collegato la correzione di tutta la Creazione e la sua ascesa alle azioni di Israele. (Ramchal, Da’at Tevunot)

Sì, il commento è superfluo.
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Dal libro Il Segreto Essenziale degli ebrei, M. Brushtein

I Postulati della teoria dell’Integralità

Tutti i nostri desideri e i nostri pensieri sono diretti in una direzione – come usare il mondo per il proprio vantaggio.

Per il momento, gli esseri umani sono solo degli animali sviluppati, solo leggermente più avanzati degli altri animali.

Non c’è creatura che sia più opposta alla Natura di quanto lo sia l’essere umano. A differenza delle altre creature, egli si fa continuamente del male.

Lo sviluppo umano non si ferma per un minuto: di generazione in generazione, di anno in anno, e di giorno in giorno. L’essere umano è la corona della natura, ma finora solo in potenziale.
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Il declino di Babilonia, Parte 4

Dr. Michael LaitmanDomanda: L’ego dopo essersi acceso costrinse i Babilonesi a diffondersi sulla faccia della Terra. L’umanità allora si è sviluppata solo sotto la spinta di questa forza negativa?

Risposta: Non è che non esiste alcuna forza positiva nella persona. Questa esiste in ciascun essere umano, ma non è evidente e non ci dirige o spinge in modo diretto.

La differenza tra i discepoli di Abramo e quelli di Nimrod sta nel fatto che quelli di Abramo avano trovato dentro se stessi due forze; l’ego esplicito ed una tendenza implicita a sforzarsi verso qualcosa, la dazione e l’amore. Ma essi non sentivano subito questa cosa, all’inizio erano semplicemente alla ricerca del senso della vita. La seconda forza fu scoperta all’interno del significato della vita, che si trova oltre questo pianeta fisico, al di sopra dell’egoismo.

Secondo questo piano, l’ego ci mostra cosa si può ottenere qui e come è possibile essere soddisfatti e realizzare se stessi. La seconda forza si protende oltre questo piano visto che è costruita sulla connessione, sull’unione. Questo è il prossimo livello.

Si, questa forza esiste in tutti, ma nei discepoli di Nimrod, non era ancora rivelata in modo chiaro. Come conseguenza fecero quello che era per loro possibile nello stato in cui si trovavano. Si dispersero o crearono nuove connessioni, si mescolarono o si misero a combattere, fecero alleanze, matrimoni e l’opposto. Comunque tutto questo avveniva ad un livello fisico.

E solo oggi si inizia a risvegliare dentro di loro il richiamo sul significato della vita. Comunque, visto che non vedono Abramo tra di loro, stanno affondando nelle droghe, in tutti gli eccessi possibili, nelle guerre, ecc. Tutto solo per potersi riempire e colmare il loro vuoto.
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Da KabTV “Babilonia Ieri ed Oggi” 27.08.14, Parte 4

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Dr. Michael LaitmanNon ci fu un disaccordo complessivo dei Babilonesi con Abramo; invece essi non sentirono che quello era qualcosa destinato a loro. Solo 5000 persone sentirono che egli era il portatore della Luce per le loro vite, che li portava avanti e che era il loro pastore, il loro leader, la loro guida e che essi avrebbero dovuto seguirlo. Sentirono che stavano andando verso un piccolo raggio di luce, senza alcuna adorazione di idoli, ma seguendolo come un capo.

Egli gli permise di “assaggiare” un poco della forza positiva. Ed essi capirono che se lo avessero seguito avrebbero potuto ottenerla, raggiungerla e scoprirla. Successivamente questa forza sarebbe stata chiamata il “Creatore”.

E nel contempo alcuni si separarono, si divisero da Abramo e seguirono Nimrod, Terah, etc. Per loro rimase solo una cosa, la stessa cattiva situazione, litigi e lotte tra vicini, che in fatti non avevano alcun posto dove andare per separarsi gli uni dagli altri, ma in quel momento non riuscirono a capire la situazione. “Abbiamo delle tasse terribili. E’ necessario andare da qualche parte; è necessario fare qualcosa, noi andiamo là e tu dove vai? Bhe è affar tuo! Detto tra di noi, io non vorrei andare là per nessun motivo al mondo, ma loro ci stanno andando e quindi ci andrò anch’io… o dovrei andare in una direzione diversa?”

Come si dice “Cambiando posto cambia tutto il resto”. Seguendo l’intento di migliorare la loro vita e volendo scappare dai continui litigi, le persone si diffusero andando in direzioni diverse e stabilendosi gradualmente su tutta la faccia della terra. Ma per quanto tempo poteva andare avanti tutto questo? Si diffusero secondo il grado di crescita del loro ego, partendo da grado della moltiplicazione e della riproduzione fisica. Si svilupparono continuamente in questo modo in cerca di posti migliori.

Dobbiamo capire che si cerca di migliorare il posto dove vivere secondo I propri sentimenti, secondo la radice dell’anima. Alla fine le persone si diffusero in quei posti che corrispondevano all’inclinazione della loro anima, ovunque essa li avesse portati.

In termini di principio gli animali operano in un modo simile. Vagano per la foresta, girando di posto in posto, misurando tutto quanto: qui è meglio, là è peggio, qui c’è tanto sole, qui poco, qui il terreno non va bene, e là ci sono molti alberi.

In alter parole, stanno continuamente cercando, presumendo che esista sempre un posto dove ci saranno condizioni migliori per loro, dove il cibo è più facilmente accessibile, dove c’è maggior sicurezza, dove trovare un compagno, dove crescere la prole, e così via. Una quantità enorme di informazioni interne sono processate e dirige tutti i loro movimenti.

La stessa cosa accadde ai 3 milioni di Babilonesi che hanno seguito il concetto di Nimrod. Lo sviluppo dell’ego gli fornì sensazioni simili e le persone improvvisamente hanno capito che l’ego stava attraendoli e muovendoli, uno verso la spiaggia del Mar Nero, uno verso l’Alaska. In questo modo si diffusero su tutta la terra.

E poi ci fu una grande migrazione di popoli. E di nuovo le genti si mossero di posto in posto, ma questo non fu tutto, avveniva piuttosto come un’eruzione di desiderio egoistico che li mosse. Per esempio per soggiogare qualcuno, per imporre delle tasse, etc.. Tutti questi erano però unicamente dei segnali esteriori ed essenzialmente quello che li guidava era un desiderio imperante di essere nutriti altrove, internamente, spiritualmente e mentalmente.

In modo differente, per esempio, i cinesi non si avventurarono per migliaia di anni fuori dal loro “angolo”; i giapponesi non lasciavano che nessuno entrasse o uscisse. Tale era lo stato statico dell’anima. E d’altra parte osservate che culture e che civilizzazione! Tutto si sviluppò unicamente interiormente, con le conseguenti problematiche e conclusioni.

E così le tribù Babilonesi si diffusero e si insediarono, ognuna trovò il suo posto secondo la propria anima. Josephus Flavius ne scrive in dettaglio: Alcuni di loro arrivarono alla terra degli Ashkenazi, altri in Inghilterra, Francia, Spagna, ad Est, in Africa, etc.
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Da KabTV “Babilonia Ieri ed Oggi” 27.08.14, Quarta Parte

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Dr. Michael LaitmanUna persona nasce e si sviluppa come un’egoista. È scritto, “Ho creato l’inclinazione al male [l’egoismo]; ho creato la Torah come spezia, “per la sua correzione, per cui la Torah vi darà la Luce con il cui aiuto è possibile correggere l’ego. Ecco come si formano due linee, le due parti del lavoro interiore: l’ego separato, la parte di sinistra, e la Torah, la parte di destra.

Domanda: Io sono un egoista tale, che dentro di me si trova solo la forza negativa? Inoltre, con un messaggio come questo, è possibile attirare il pubblico verso di noi proprio come fece Abramo?

Risposta: A quanto pare, ha sparse semplicemente dei volantini in tutta l’antica Babilonia. Li stampò rapidamente in un negozio di stampa locale e li distribuì tra tutti i Babilonesi, una popolazione, secondo il mito, che contava tre milioni di abitanti in totale. Così, lessero i volantini e cinquemila persone si riunirono intorno ad Abramo.

Scherzi a parte, Abramo fu un grande leader spirituale, un sacerdote, un grande scienziato di quei tempi. Inoltre, era il figlio del capo ideologo babilonese, suo padre Terah. Così, aveva i mezzi, le conoscenze, il potere, e le connessioni, tutte le possibilità per divulgare il suo messaggio. Tutto questo è obbligatorio nel nostro mondo.

Così, Abramo diffuse la conoscenza e la gente si unì a lui. A lui si unirono coloro che ritenevano di voler lavorare solo con l’ego.

In altre parole, avevano già una nuova sensazione, la consapevolezza del male dell’egoismo; avevano già sviluppato e realizzato che deve essere in equilibrio, e che avevano nostalgia per la seconda forza, che avrebbe potuto essere utilizzata per bilanciare l’egoismo, per creare un “dipolo” di forze positive e negative ed esistere in esso.

Ritenevano di essere stati motivati solo dall’ego. Vivevano solo grazie al suo potere negativo, e sicuramente questo li immerse nella depressione. Dopo tutto, non sentivano alcuna soddisfazione, nessun appagamento, in questa vita, anche se l’antica Babilonia era una civiltà sviluppata. Se una persona capisce che dentro di lei sta lavorando e si sta evolvendo una sola forza negativa, questa si getterà da un ponte o da una torre alta. Nella migliore delle ipotesi, andrebbe a fumare droga.

Un’altra cosa è se, insieme a questa comprensione, gli si rivela la possibilità di acquisire la forza positiva. Poiché il percorso si compone di due punti e un vettore tra di loro, è necessario un secondo punto in modo che, almeno un po’, la Luce ti illuminerà dovunque essa sia. È impossibile vivere senza questa illuminazione, “Non posso stare qui. Allora, che altro c’è da fare, suicidarsi?” Tuttavia, se qualcosa mi illumina a distanza, se, attraverso le nuvole, irrompe un piccolo raggio di luce, non ho più bisogno di niente.
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Da KabTV di “Babilonia Ieri e Oggi”8/27/14

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Dr. Michael LaitmanDomanda: Diamo uno sguardo al momento della creazione della nazione ebraica e uniamoci al gruppo di Abramo che lasciò Babilonia e si diresse verso la Terra d’Israele secondo il principio di “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Tutte queste persone si elevarono già al livello spirituale o fu solo il loro capo a raggiungere la spiritualità?

Risposta: L’intera nazione sapeva cosa stava succedendo e percepiva i cambiamenti interiori. Ma nel complesso, la loro connessione reciproca non era ancora ad un livello egoistico così elevato così che la Luce Superiore che porta alla realizzazione interiore potesse essere rivelata in esso. Ebbero solo delle illuminazioni generali.

Possiamo paragonare questo al nostro livello: in che misura una pietra, un fiore, un coniglio, e l’uomo sentono la vita? Tutti sentono una sorta di esistenza. È difficile giudicare il livello della natura inanimata.

Il vegetativo, percepisce la vita in qualche modo. Il livello animato deve muoversi per stabilire uno stato di equilibrio con l’ambiente, e su questo livello, la vita è sentita in misura maggiore. Un essere umano percepisce la vita in modo ancora più forte.

La stessa cosa avviene qui: quando uscirono da Babilonia erano come la natura inanimata della creazione spirituale. Poi, quando si riunirono e scesero in Egitto entrarono nel livello successivo dell’ego, e correggendolo cominciarono a sentire la loro esistenza ad un livello vegetativo.

Ciò significa che la realtà spirituale è già sentita da una persona come la vita o la morte. La rivelazione del Creatore, come il sole dietro le nuvole, e la sua luce è vivificante e mi da’ il giorno che mi attrae. Posso anche cadere nella notte, e sprofondare in uno stato di depressione, ecc…

Oggi, il mondo intero è in uno stato di depressione, il che significa che le persone già iniziano a sentire che manca qualcosa. Saranno in grado di riempire se stesse e sostituire la sensazione di depressione con sentimenti positivi se la luce le illuminerà un po’. La Luce è la rivelazione del Creatore.

Questo è ciò che sentirono gli studenti di Abramo dopo l’esodo dall’Egitto. Sentirono molto chiaramente di dover rivelare il Creatore, poiché senza non sarebbero stati in grado di connettersi. In altre parole, il loro ego crebbe così tanto che solo il Creatore che si rivela tra di loro poteva aiutarli a superarlo. A poco a poco il gruppo di Abramo si trasformò nel gruppo di Mosè, e questo stato crebbe sempre di più in esse.
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Da KabTV “Babilonia Ieri e Oggi” del 27.08.14

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L’animale non è un essere umano

L’animale, a differenza dell’uomo, vive secondo la legge della natura, però in natura non è accettato uccidere qualcuno per profitto e per il bene del profitto. Gli animali in genere sono molto più tranquilli rispetto a ciò che pensa la maggior parte della gente. A proposito, gli animali preferiscono non affrontare il “re della natura.”

Storie spaventose che si raccontano del lupo (come la tigre) sono impreziosite dalla fantasia delle persone inattive e quasi tutte contengono poca verità.

Un branco di lupi, impazzito dalla fame, a volte può attaccare le persone, anche adulti armati; può succedere che i lupi uccidano e mangino un umano, ma in ogni caso, le minacce di lupi nei paesi dove la popolazione dei lupi è elevata, non è così grande come si è spesso immaginato.

Un lupo solitario attacca raramente un adulto, anche uno armato solo con un randello; questo comportamento può essere causato solo da circostanze speciali, come un lupo rabbioso o un lupo femmina che teme per i suoi cuccioli. (Alfred E. Brehm, Brehm’s Life of Animals/Brehm’s Vita degli Animali)

Certamente un animale non è un essere umano. Gli animali non sono in grado di quanto segue:

“Con un adeguato profitto, il capitale è molto audace. Un certo 10 per cento garantirà il suo impiego ovunque; certo il 20 per cento produrrà entusiasmo; il 50 per cento audacia positiva; il 100 per cento renderà pronti a calpestare tutte le leggi umane; il 300 per cento, e non vi è un crimine in cui ci sarà scrupolo, né un rischio che non si possa correre, anche per la possibilità del suo proprietario di essere impiccato.” (Thomas Joseph Dunning)

Un’immagine surreale è davanti a noi. L’essere umano, il grado più alto della natura, si comporta molto peggio degli animali. Perché l’intelletto, del quale un uomo è così orgoglioso, porta molto più male che bene? Perché l’umano può fare tali cose indicibili alla sua specie?

Ora Dadon ha raggiunto la tenda

Barcolla all’indietro: una vista spaventosa

Proprio davanti ai suoi occhi sono caduti

Spogliato di elmo e armatura a catena

Entrambi i suoi principi, nobili uccisi

Trafitto ciascuno dall’attacco dell’altro

E i loro cavalli erranti in libertà

Sul prato marchiato con gli zoccoli e segnato,

Sul prato-verde insanguinato

‘Figli … i miei figli …’ gemette il padre,

Si lamenta ‘entrambi i miei falchi strangolati’,

‘La vita è persa – guai a me’

‘Qui sono stati uccisi non due, ma tre.’

Lamento degli uomini e delle unioni matrimoniali

Presto risuona con nenie pesanti

Gola e scogliera, Il cuore della montagna

Trema. Ecco, le tende si separano

Sulla tenda … Il premio di fanciulle.

Regina di Shamakhan, radiante

Lambert come la stella del mattino,

Saluta silenziosamente lo zar.

Silenziato dal suo sguardo fisso sfolgorante

Come un uccello notturno di giorno.

Egli si alza intorpidito – lo sguardo di lei stordisce

Sì! Alla morte di entrambi i suoi figli.

(Aleksander S. Pushkin, “la storia del gallo d’oro”)

Fonte: La storia del gallo d’oro http://www.artrusse.ca/pushkin/tale_cockerel.htm

E la posizione di questa creatura è sulla sommità dello sviluppo della natura? Sembra almeno illogico. Come avrebbe potuto, chi è in grado di distruggere milioni di suoi simili, essere sopra tutte gli altri? Com’è potuto accadere che il “re della natura” è in grado per alcune idee illusorie di distruggere non solo gli altri, ma anche se stesso?

E allo stesso tempo.

Come può tutto questo essere combinato con alti ideali, la cultura, l’arte, i principi morali e il potente intelletto?
[143876]

Il segreto essenziale degli ebrei, parte 54

Dal libro: Il segreto essenziale degli ebrei, M. Brushtein

I postulati della teoria dell’integralità

L’ambiente esterno può influenzare lo sviluppo delle inclinazioni.

L’essere umano perde la forma umana più veloce di un animale addomesticato diventa selvatico.

Egoismo – è il nostro software.

Il termine “essere umano” non ha un rapporto con il nostro corpo di bestia.

È difficile per l’essere umano di “fuggire” se stesso, mentre è in contatto con gli altri.
[143552]

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