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Nuova Vita n. 706 – Cultura Ebraica: La Luce nella Torah

Dr. Michael Laitman

Nuova Vita n. 706 – Cultura Ebraica: La Luce nella Torah
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Riassunto
Rav Laitman racconta la storia della sua vita, di suo nonno, di una sinagoga in Russia e della sua ricerca quando è arrivato in Israele. Il desiderio di sapere cosa c’è dietro ai rituali ebraici lo ha portato alla saggezza della Kabbalah. La Kabbalah ci insegna che nella natura esiste una forza speciale chiamata Torah.

La Torah non è un libro, bensì la forza per la correzione dell’ego dell’uomo. Quando ci connettiamo, insieme possiamo attrarre la forza della Torah che costruirà l’amore tra noi e ci rivelerà il Creatore.

Nel mondo materiale abbiamo simboli diversi che indicano le radici spirituali superiori. La Luce nella Torah è la forza che si trova in natura come altre forze e la possiamo rivelare nella connessione tra di noi. Questa forza non si trova nel libro della Santa Arca scritto su una pergamena. Il libro è solo il simbolo di quella forza. Questa è la ragione per cui dice: “Avrei preferito che avessero abbandonato Me e avessero mantenuto la mia Torah, poiché la Luce in essa riforma”. Dobbiamo prestare attenzione agli altri, nel senso di voler raggiungere uno stato di buone relazioni tra noi, così potremo essere come un solo uomo con un solo cuore.

La Luce ci dà le risposte alle domande esistenziali quali: perché viviamo? E perché non possiamo ricevere tutto?
Tutti comprendo la Torah in base alle proprie capacità, per questo i Kabbalisti non vedono storie nella Torah, bensì fasi di correzione. La Luce è una forza naturale che può essere identificata con il dispositivo adatto e tale dispositivo è la speciale connessione tra di noi.

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Dalla trasmissione di Kab TV, “Nuova Vita n. 706 – Cultura Ebraica: La Luce nella Torah”, 17/03/16

 

Ynet: “Sembra una forma moderna di diffamazione razziale”

Pubblicato nella mia rubrica settimanale su Ynet: “Sembra una forma moderna di diffamazione razziale”

La difficile storia del popolo d’Israele non ci ha reso esperti nella cura della malattia dell’antisemitismo. Ora che il pericolo è alle porte, ma possiamo ancora scegliere di agire, dobbiamo fare una cura preventiva. Il Dott. Michael Laitman decodifica il meccanismo celato dietro il fenomeno dell’antisemitismo di quei leader e politici che sono contro la nazione di Israele, e ci sfida a fare esperimenti sociali volti a neutralizzare l’odio contro di noi.

Attualmente il canale Channel 10 News sta trasmettendo un documentario a puntate che rivela la portata del boicottaggio contro Israele da parte delle istituzioni accademiche degli Stati Uniti. Quindi non si tratta più solo dell’Unione Europea o del Ministro degli Esteri svedese, ma il veleno e l’odio contro Israele si sono diffusi anche tra i cittadini del nostro miglior amico: gli Stati Uniti d’America. Sempre più uomini di stato, leader politici, accademici e figure chiave in molti settori esprimono liberamente ed apertamente la loro intransigente ostilità nei confronti di Israele.

Esperti di Spicco, Risultati zero

Per poter gestire l’ondata di odio virale, Israele ha ottenuto l’appoggio di ministri dell’informazione, uomini d’affari e rappresentanti da tutto il mondo ed ha lanciato costose campagne via internet.

Comunque, nonostante la significativa assegnazione di risorse, l’immagine di Israele non è migliorata ed il problema permane. Purtroppo aumenta l’antisemitismo, l’opinione pubblica mondiale si è arresa ad una percezione anti israeliana e si rafforza il razzismo contro di noi.

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(Il veleno e l’odio contro Israele sono arrivati ovunque) (Foto: citizenside.com)

 

L’antisemitismo è stato la nostra eredità per anni e non ha mai avuto alcuna spiegazione logica. L’opinione globale è supportata da un forte sentimento interiore, in base al quale Israele e gli ebrei sono da biasimare per tutti i guai e le crisi nel mondo. Sembra che la necessità di condannare Israele, annichilirlo ed eliminarlo, stia nel subconscio delle nazioni del mondo ed in tempi recenti essa viene espressa con forza a livello militare.

Cosa vogliono da noi?

Henry Ford, uno dei maggiori antisemiti, pubblicò una serie di opuscoli intitolata “The International Jew” (l’ebreo internazionale). Tra le varie cose egli scrisse: “L’ebreo è stato troppo a lungo abituato a pensare a se stesso come l’unico a poter rivendicare l’umanitarismo della società; la società ha una grande richiesta nei suoi confronti: che smetta di sentirsi esclusivo, che smetta di sfruttare il mondo, che smetta di creare gruppi ebraici, che smetta con i suoi guadagni e che inizi ad adempiere, in un modo in cui la sua esclusività non gli ha mai permesso di fare, l’antica profezia in base alla quale, tramite lui, tutte le nazioni sulla terra verranno benedette”. Ford è un esempio tra tanti.

Secondo la saggezza della Kabbalah non vi è motivo di sorprendersi. L’antico odio per Israele ha naturalmente radici in ogni persona (1). Inoltre, vi è una connessione diretta tra l’odio per Israele ed il sistema di rapporti tra la gente di Israele. L’origine di questo risale a circa 3500 anni fa, quando decidemmo di seguire le orme di un sacerdote babilonese chiamato Abramo. Abramo insegnò ai babilonesi come difendere l’unione quale massimo valore, nonostante l’ego che divide, che porta le persone all’odio reciproco (2).

Contro la forza che separa si può utilizzare la forza che connette. La sua funzione è quella di collegare le varie parti, connetterle e portare l’unione. Il popolo di Israele, per primo, deve realizzare questo processo. La connessione deve avvenire qui tra di noi, perché noi siamo coloro che per primi applicarono il metodo della connessione chiamato saggezza della Kabbalah (3). Nel momento in cui ci uniremo, in tutto il mondo si diffonderà una forza positiva, una forza capace di operare prodigi (4).

Unirsi Contro l’Antisemitismo che si trova dentro in Noi

Ai piedi del monte Sinai, Israele affrontò un ulteriore dilemma, nel momento in cui fu messo di fronte ad una scelta inequivocabile: responsabilità reciproca o odio infondato, tutto o niente. Con uno sforzo titanico Israele conquistò la montagna d’odio ed i suoi componenti si connessero “Come un unico cuore”. Da lì la strada per la terra di Israele, la costruzione del Tempio e la prosperità, fu breve, finché il veleno dell’odio infondato dilagò di nuovo tra il popolo, il Tempio fu distrutto e noi andammo in esilio (5).

Da allora sono passati 2000 anni e, anche se siamo tornati in quella terra, ci comportiamo ancora come se fossimo in esilio. Tribù e comunità divise si allontanano le une dalle altre, si auto gratificano invece di costruire un’unica comunità, sottolineano e sanciscono le differenze invece di costruire ciò che unisce e siamo davvero separati dalle nostre radici spirituali (6). Il mondo si aspetta che noi siamo “Luce per le nazioni” (Isaia 49:6) e che forniamo il buon esempio della società modello, nella quale tutti vivono in connessione ed amore fraterno al di sopra di tutte le differenze (7).

Siamo stati colpiti da ondate di moderno antisemitismo, tuttavia dobbiamo usarle per ricordarci del ruolo di cui gli ebrei sono investiti: fare unire il mondo “Come un solo uomo con un solo cuore”.

Secondo la Kabbalah l’antisemitismo è una legge della natura che può essere misurata. Sfidiamo noi stessi ed organizziamo uno studio sperimentale a livello nazionale, uno strumento pratico tramite il quale testare su noi stessi l’immensità della forza di connessione. Per un breve periodo di tempo proviamo a creare un’atmosfera calda, comprensiva e di connessione nelle relazioni tra noi, al di sopra dei sentimenti freddi, al di sopra dell’alienazione e dell’indifferenza, così vedremo come un cambiamento di atteggiamento nei confronti degli altri porti ad una riduzione significativa dell’odio nei nostri confronti (e nel mondo migliorano i rapporti politici, produttivi e gli atteggiamenti amichevoli verso di noi) (8).

NOTE:

1. “È un fatto che Israele sia odiato da tutte le nazioni per ragioni religiose, razziali, capitalistiche, comuniste o cosmopolite, ecc. Questo avviene perché l’odio anticipa ogni motivazione ma ciascuno risolve il proprio odio in base alla propria psicologia”. Rav Yehudah Ashlag (Baal HaSulam), The Writings of the Last Generation (gli scritti dell’ultima generazione), prima parte, sezione nove.

2. “Non vi è mai stata benevolenza come con Abramo…. Ed egli portò pace tra un individuo ed il suo simile poiché egli fu il padre di molte nazioni, poiché egli è colui che unisce e porta la pace tra tutte le creature”. Gevurot HaShem, capitolo 6.

3. “Spetta inoltre alla nazione di Israele qualificare se stessa e tutta la gente del mondo, per svilupparsi fino ad assumersi il sublime lavoro dell’amore per gli altri, che è la scala verso lo scopo della Creazione, ovvero, la Dvekut (adesione) a Lui”. Rav Yehudah Ashlag (Baal HaSulam), “The Arvut (Mutual Guarantee)” (l’arvut, garanzia reciproca), sezione 20.

4. “Tramite il popolo d’Israele, che è più preparato di tutti gli altri popoli ad avvicinarsi al Creatore, verrà concessa l’abbondanza a tutti gli altri popoli”. Rav Baruch Shalom HaLevi Ashlag (Rabash), “Letters” (lettere), lettera 18.

5. “La casa fu distrutta a causa dell’odio infondato. I loro cuori si divisero ed essi furono separati e non furono degni di un Tempio che è l’unificazione di Israele”. Il rabbino Israel Segal, “Netzah Israel”, capitolo 4.
Tratto da: http://www.huffingtonpost.com/michael-laitman/when-we-are-united-isis-i_b_8717558.html

6. “Dispiace dovere ammettere che uno dei meriti più preziosi che abbiamo perduto durante l’esilio, ed il più importante, è la consapevolezza della nazionalità, cioè quel sentimento naturale che connette e sostiene ciascuna nazione. I legami di amore che connettono la nazione, così naturali e primitivi in tutte le nazioni, sono degenerati e si sono allontanati dai nostri cuori e si sono dissolti”. Rav Yehudah Ashlag (Baal HaSulam), “The Nation” (la nazione).

7. “Israele porta Luce al mondo, com’è detto (Isaia 60:3): ‘E le nazioni cammineranno alla tua luce’”, Midrash Rabbah, Shir HaShirim, sezione 4, versetto 2.

8. “Quando Israele verrà innalzato secondo la sua vera caratteristica interiore, dando così al mondo una forma nuova e corretta, allora non solo Israele verrà innalzato ma anche il mondo intero. Avrà inizio quindi, una nuova era, nella quale non vi sarà commistione con la corruzione maligna; malvagità e riottosità non vi si opporranno affatto, rabbia e tristezza non potranno dominarvi e le preoccupazioni per l’equilibrio del mondo non troveranno posto nei cuori. Allora la forza brutale verrà eliminata e la spada perderà la sua importanza e cadrà in rovina”. Rav Raiah Kook, “Ein Aya”, Shabbat 2, Gerusalemme 5660, pagine 98-99.

9. H. Ford (1949), The International Jew: the World’s Foremost Problem (l’ebreo internazionale: il principale problema del mondo), , Library of Alexandria, pagine 51-52.
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Correggere i rapporti tra di Noi

Dr. Michael LaitmanIl problema del nostro mondo è che non vi è una corretta connessione tra le persone. La corretta connessione è un sistema nel quale tutte le parti si trovano in rapporto di reciprocità tra di loro e sono in armonia, dove tutte si preoccupano del benessere dell’intero sistema e nessuna si preoccupa del proprio. In una situazione del genere il sistema è perfetto.

Quando le persone giungono ad una simile connessione tra di loro, esse iniziano a sentire la natura e non se stesse. La natura che iniziano a percepire è definita “Creatore” poiché scoprono la sua mente, il suo programma ed il suo scopo.

A partire da Abramo, le persone hanno cominciato a conseguire l’armonia della natura nella connessione tra di loro, scoprendo così il Creatore. Gli studenti di Abramo si comportavano in base alle leggi generali del mondo, così scoprirono il Creatore. Questo comportamento giunse ad esprimersi nelle attività quotidiane e nei rapporti con l’ambiente, derivando in modo naturale e diretto dalle loro sensazioni. Le attività, che i membri del gruppo di Abramo facevano, sembravano essere pure azioni meccaniche a coloro che non appartenevano a quel gruppo e non percepivano la natura ed il sistema di connessioni tra le persone.

Una connessione reciproca ed armonica tra le persone è chiamata “amore”, così è detto: “Io ho creato l’inclinazione maligna, Io ho creato la Torah come spezia”. La parola Torah indica la forza del Creatore, ideata per correggere i rapporti tra noi, rapporti di reciproco ed egoistico rifiuto. Essere coinvolti nella correzione della natura egoistica delle persone è definito osservare la Torah, mentre studiare la Torah significa imparare quali sono le modalità di correzione dell’ego.

La Mitzvah (Precetto) generale del Creatore è correggere l’ego fino al livello “E tu amerai il tuo amico come te stesso” (Levitico 19:18). Quando una persona esegue meccanicamente le attività correlate senza correggere se stessa, il suo ego, questo viene definito mantenere le usanze. Sin dai giorni nei quali il popolo di Israele cadde da “E tu amerai il tuo amico come te stesso” al livello di “Odio infondato”, esso si trova nello stato di mantenimento delle usanze.

Nella sua essenza interiore il popolo di Israele è un gruppo di persone che vive in reciproco Arvut (Garanzia) e che anela ad essere “Come un unico uomo con un solo cuore”, pervaso da amore reciproco.
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Nuova Vita 508 – Tutta la verità sulla Forza Superiore

Dr. Michael Laitman

Nuova Vita 508 – Tutta la verità sulla Forza Superiore
Da un conversazione fra il Dott. Michael Laitman, Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Riassunto

Esiste un sistema operativo che circonda l’universo ed esistono delle forze diverse che operano nel nostro mondo. Al di sopra di tutte queste forze vi è un’unica forza. Lo scopo dello sviluppo spirituale è quello di arrivare a conoscere la forza superiore al fine di capire che essa opera e parla dentro di noi.

Tutte le fonti sacre ci insegnano come scoprire la forza superiore. La Saggezza della Kabbalah ci dice che noi non dobbiamo credere ciecamente all’esistenza di questa forza, ma dobbiamo esplorarla, studiarla e scoprirla da soli.

I grandi kabbalisti erano persone molto sagge che vissero migliaia di anni fa; essi svilupparono molti livelli e scrissero dei libri nei quali codificarono i segreti nascosti del sistema superiore. Tutti questi libri in realtà, ci insegnano come conseguire la forza superiore.

Oggi la Saggezza della Kabbalah è stata rivelata, invitando ognuno di noi ad imparare come sviluppare la propria anima al fine di conoscere la forza superiore; si tratta della caratteristica dell’amore e della dazione, la forza del buono e benefattore. Gli antichi kabbalisti passarono in questo modo la barriera del tempo e dello spazio e ci trasmisero il messaggio sulla forza superiore dell’amore e della dazione nei libri scritti attraverso “Ama il tuo amico come te stesso”.
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Dal programma di Kab TV “Nuova Vita 508, Tutta la verità sulla Forza Superiore”, 22/01/15

Le interpretazioni interiori ed esteriori della Torah

Dr. Michael LaitmanDomanda: C’è una connessione tra Israele, il popolo ebraico, il giudaismo e la Torah?

Risposta: Al momento purtroppo questi concetti sono poco connessi.

Il popolo ebraico è la nazione fondata in accordo alle leggi della Saggezza della Kabbalah, le leggi della stretta collaborazione, l’aiuto reciproco e lo sforzo reciproco per superare l’egoismo, per elevarsi sull’egoismo nella connessione tra noi.

Per fare questo esiste un metodo complesso che ci insegna come elevarci al di sopra del nostro crescente ego. Quando raggiungiamo questa connessione, il legame spirituale che appare tra noi ci permette di essere una nazione.

Il giudaismo moderno è diviso in due parti:

• Il Giudaismo che realizza la parte esterna della Torah e si concentra sull’osservazione delle Mitzvot (Precetti) nella forma terrena corporea come fanno gli ebrei ortodossi.

• Il Giudaismo che realizza la parte interna della Torah e si concentra sulle intenzioni: “Per cosa sto facendo questo, qual è il mio obiettivo?”. La concentrazione qui non è sull’osservazione fisica, ma sull’osservazione interiore delle Mitzvot le quali mirano ad ascendere sopra la nostra natura, e l’ascesa che segue il livello successivo della nostra esistenza, un livello in cui noi esistiamo prima della nostra nascita e dopo la morte.

Queste due parti della Torah sono opposte: la parte interna della Torah viene chiamata la Saggezza della Kabbalah e la parte esterna è chiamata l’osservazione materiale delle Mitzvot.

La Saggezza della Kabbalah sarà progressivamente rivelata non solo agli ebrei, ma anche a tutte le persone del mondo perché ognuno deve raggiungere alla fine la completa cooperazione reciproca tra di loro grazie alla Saggezza della Kabbalah, poiché altrimenti questo mondo non ha diritto di esistere.

L’anno 5776 secondo il calendario ebraico sta volgendo al termine. Secondo la Torah l’umanità deve raggiungere la piena connessione reciproca dalla fine dell’anno 6.000. Ci rimangono 224 anni per raggiungere lo stato in cui saremo in grado di sentirci come gli organi di corpo sano, vivendo in completa collaborazione tra di noi. Potete immaginarvi questo? Ognuno di noi connesso ad altri sette miliardi di persone.

Dobbiamo fare questo. È possibile nel livello spirituale. Quando ascendi un po’ con l’aiuto della Saggezza della Kabbalah, inizi a vedere una dimensione totalmente diversa, il sistema di leadership del nostro mondo in cooperazione reciproca. In realtà potete scegliere il vostro futuro.
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La lotta per il diritto di primogenitura

Dr. Michael LaitmanDomanda: La proposta di Balak toccò gli interessi personali di Balaam che non desiderava altro al mondo che far del male agli Ebrei. Balaam era il nipote di Lavan e credeva alla calunnia dei figli di Lavan che dicevano che Giacobbe aveva derubato il loro padre e gli aveva preso tutto.

Risposta: In realtà Giacobbe aveva rubato con l’inganno la primogenitura che Esaù era destinato a ricevere. Fino ad oggi, questa è la ragione dell’odio verso gli ebrei da parte di tutte le nazioni.

Secondo fonti islamiche, i musulmani non provano e non provavano odio. Anche se Abramo aveva allontanato Hagar con Ismaele, loro lo hanno accettato come atto di un grande profeta, poiché Abramo era loro padre. A questo proposito non hanno lamentele nei confronti di Israele.

Qui si parla di ciò che Giacobbe ha fatto con Esaù, cioè rivendicazioni dirette alla linea di mezzo. I cristiani hanno basato le loro pretese su Israele nell’esporre questo problema: “Voi ci avete portato via la nostra primogenitura”. E quando arrivò il loro profeta Gesù, allora tutto sembrò risanato. Questo è un problema molto grande fondato sulle forze spirituali.

Immaginate che vi arrivi un’eredità e qualcuno ve la porti via. I vostri nipoti diventano poveri e i discendenti di quello che vi ha rubato l’eredità prosperano e godono di una buona vita in tutte le generazioni. È interessante notare che, da una parte i cristiani lo capiscono, ma dall’altra, il Creatore li ha frenati in modo che non venissero da noi con le Crociate. Come può essere una cosa del genere se provano odio per noi perché abbiamo crocifisso il loro Dio, o più correttamente il loro profeta?

In tutte le generazioni si vede chiaramente la mano di Dio: quando dall’alto viene dato un ordine di pogrom, lo eseguono nel tempo e nel luogo stabiliti. Quando non c’è un ordine, non fanno nulla. Dopo tutto, avrebbero dovuto logicamente annientarci se non fosse per il nostro ruolo storico di rivelare la Saggezza della Kabbalah e passarla al mondo. Ovvero, fino ad oggi noi siamo la base dei loro problemi, la fonte delle loro sofferenze, e tutto viene da lì.

Quindi l’uomo deve capire Balaam, che è al livello di Mosè. Rispetto alla Nazione di Israele, guarda la condizione in cui si trovano quelle nazioni che lui rispetta; egli è il loro guardiano, le connette al Creatore. E cosa sta facendo ora? Invece di maledire, sta benedicendo!

Se fermassimo tutte queste opposizioni, vedremmo che non c’è tragedia più grande nella storia dell’umanità che riguardi così tante civiltà per migliaia di anni! Non è una cosa semplice.

Quando la Saggezza della Kabbalah comincerà ad essere rivelata alle nazioni del mondo, allora tutto sarà rivelato. Da una parte, loro, per così dire, faranno delle asserzioni contro gli ebrei, ma d’altra parte, proprio queste asserzioni li aiuteranno a capire tutto quello che è accaduto. Perché la storia è stata concepita dall’alto proprio in questo modo, dov’è il motivo nascosto di questo e perché doveva avvenire per mezzo della menzogna e della vendita della primogenitura?

Tutto questo intreccio durante le generazioni e le presunte false azioni degli ebrei contro i cristiani devono essere rivelate nel corso del tempo.

Tutti questi trucchi non sono altro che l’inganno dell’ego che ci sta mentendo; non c’è altro qui. È impossibile andare direttamente contro l’ego: è possibile ingannarlo.

È una forza contro la quale non si può fare nulla. Vedremo come tutti i popoli del mondo, mussulmani e cristiani, insorgeranno contro Israele. Ci cancelleranno dalla mappa del mondo. Nell’Europa dell’Est qualche paese già non indica Israele sugli atlanti; in questo modo si ribella il loro ego. Come pensate di andare direttamente contro l’ego se tutto il mondo è contro di voi? Cosa potete fare? A rigore di logica, qui potrebbe cadere una bomba atomica in modo da non rimanere niente di noi.

Domanda: Cosa ferma il mondo dal fare questo?

Risposta: La nostra designazione superiore e la gestione superiore del Creatore, sebbene i popoli del mondo non lo sentono, inconsciamente avvertono che non si possono permettere di attaccarci. Se c’è un tale ordine dall’alto come ai tempi delle Crociate, dell’esilio, del Medio Evo e di Hitler, allora è un altro discorso. Ma se non c’è nessun ordine del genere, cioè la nazione di Israele è in moto per la correzione, allora le loro mani sono legate.

Ma oggi roviniamo l’intero quadro, perciò bisogna arrivare ad uno stato in cui il mondo intero sarà completamente contro di noi! Questa è la guerra di Gog e Magog.

Per la prima volta nella storia dell’umanità, la nostra missione spirituale è chiaramente manifesta, quando come risultato dei problemi tra la linea destra e la linea sinistra, il Creatore sarà rivelato come la linea di mezzo. E questo sarà il punto critico, perché la lotta tra le linee sinistra e destra è il confronto tra le due forze Balaam e Mosè.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 24/06/15

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Come furono create le dodici Tribù?

Dr. Michael LaitmanPerché la Nazione di Israele è stata divisa in dodici tribù? Il fatto è che esistono quattro lettere (Yod, Hey, Vav, Hey) o quattro fasi dello sviluppo del desiderio. La Luce che genera il desiderio lo conduce lungo queste quattro fasi, l’ultima delle quali è egoista.

Ne deriva che ci sono quattro fasi nella nostra anima, e che se io sento qualcosa significa che sono passato dalle fasi precedenti di sviluppo e che sento già la loro rivelazione dentro di me.

Inoltre, il lavoro spirituale è compiuto dentro tre line: quella di destra, sinistra e di mezzo.

La linea di destra è l’altruismo, la caratteristica dell’amore e della dazione. La linea di sinistra è l’egoismo. Io mi trovo nella linea di mezzo perché devo prendere dalla linea di sinistra solo i desideri egoistici che possono essere corretti ed incorporati nella linea di destra e metterli assieme in quella di mezzo.

Le quattro fasi moltiplicate per le tre line sono le dodici parti, che sono le dodici tribù, le dodici caratteristiche principali che costruiscono l’anima generale.

Nessuno di noi ha un’anima poiché l’anima può solo essere generale e comune, una per tutti. Se ci colleghiamo in essa, allora la acquisiamo, una e tutte.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 27/05/2015

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La Natura non sta impazzendo

Dr. Michael LaitmanA volte potrebbe sembrare che la natura stia impazzendo, ma in verità non è la natura ad impazzire, siamo noi.

È ora di guardarci allo specchio e capire dove abbiamo sbagliato per ricalcolare una rotta che includa un modo per equilibrare il sistema.

Noi viviamo nel sistema della natura che comprende i livelli inanimato, vegetale, animato ed umano. In questo sistema operano diverse forze tutte collegate in una rete immensa. Qualsiasi movimento nella rete influenza tutto.

Il sistema della natura è un sistema chiuso, rotondo ed interconnesso, perciò tende sempre a mantenere il suo equilibrio. Questo equilibrio è stato osservato più o meno fin da diversi decenni fa, e la gente ha vissuto una vita tranquilla su questo pianeta, il quale aveva fornito tutto il necessario. Però, a partire dalla metà del XX secolo, abbiamo perso ogni moderazione.

L’inquinamento di aria, acqua e terreno è diventato parte della nostra vita quotidiana; la terra si sta riscaldando; il nostro cibo si sta riempiendo di tossine e insorgono nuove malattie del corpo e della mente. Gli standard fissati per proteggere la nostra salute e i trattati internazionali per limitare le emissioni di gas serra sono stati infranti ripetutamente. Questo è ciò che accade quando il denaro fa girare il mondo e la gente preferisce chiudere un occhio.

Abbiamo sconvolto l’equilibrio della natura a tutti i livelli e c’è un prezzo da pagare. I cambiamenti climatici e i disastri naturali hanno cominciato a colpirci ripetutamente.

La rete umana

Accanto a questi processi, si sono sviluppate anche le connessioni tra le persone e i paesi. L’industria, il commercio, l’economia, la cultura e le modalità di comunicazione hanno trasformato il mondo in un villaggio globale. Si è intessuta una rete di infiniti legami che ha creato fra tutti un’interdipendenza reciproca.

Per funzionare correttamente in questa situazione, c’è bisogno di un trattamento reciproco positivo, ma questo è un qualcosa che non abbiamo sviluppato. In tutto il mondo potremmo elaborare sistemi di aiuto e sostegno reciproco tra le persone e fare in modo che ognuno stia bene e, quindi, mantenere l’equilibrio, ma la nostra natura egoistica non ci ha permesso di capirlo in tempo.

Si è creato un divario sempre crescente, un gap tra la rete non equilibrata delle connessioni tra le persone e la rete equilibrata delle forze che operano nel sistema della natura.

Possiamo correggere le cose

“Il nostro pianeta è abbastanza ricco da provvedere a tutti noi” (Rav Yehuda Ashlag, Baal HaSulam).

Anche se in apparenza abbiamo superato la linea rossa ed il punto di non ritorno, possiamo ancora correggere le cose. Il nostro pianeta può essere riabilitato e diventare una casa piacevole, rigogliosa e fiorente per noi tutti. Il nostro pianeta potrebbe anche nutrire decine di miliardi di persone se solo imparassimo cosa significa vivere veramente come esseri umani.

Per fare questo, dobbiamo metterci d’accordo su alcuni punti. Prima di tutto, dobbiamo garantire che le cose vadano bene per tutti, non solo a noi. In secondo luogo, ogni consumo, oltre ciò che è veramente necessario per condurre una vita sana ed equilibrata, distrugge noi e la nostra casa comune.

La cosa più importante sono i rapporti tra le persone. Dobbiamo imparare ad equilibrare le nostre relazioni. Con la considerazione reciproca e il non fare agli altri ciò che odiamo per noi, cercando di sostenerci a vicenda e di connetterci bene, fino a quando riusciremo persino ad amarci l’un l’altro, allora i nostri buoni pensieri sugli altri guariranno il mondo.

“La salita e la discesa di ogni parte della realtà dipendono dalla salita e dalla discesa della forza della mente umana” (Rav Kook, “I Tesori di Rav Kook”).

Laboratorio di sviluppo

Da dove dovrebbe iniziare l’ondata positiva che laverà il mondo intero? Qui in Israele, perché? Perché in noi è profondamente impressa la grande regola: “Ama il tuo amico come te stesso”. La garanzia mutua è ciò che ci ha reso una nazione. Certo, non sarà facile, perché noi israeliani abbiamo anche il più grande ego al mondo, ma non c’è altra scelta. Il mondo ha bisogno della qualità dell’originaria Israele come dell’ossigeno.

I grandi leader spirituali della nostra nazione hanno sviluppato la Saggezza della Kabbalah, la saggezza della connessione, per aiutarci nel processo di correzione del mondo. Si tratta di un metodo scientifico che ci dice come ricevere la forza positiva dalla profondità della natura, la forza che può equilibrare il male nell’uomo ed aiutarlo a connettersi positivamente al suo ambiente. Se impariamo a relazionarci bene agli altri, placheremo noi stessi, l’umanità e il mondo intero, così l’equilibrio globale sarà ristabilito.

“Quando l’umanità raggiungerà il suo obiettivo… raggiungendo il livello completo di amore per gli altri, quando tutti i corpi delle persone nel mondo saranno uniti in un solo corpo ed un solo cuore, tutta la felicità sperata sarà rivelata all’umanità nella sua pienezza” (Rav Yehuda Ashlag, “Baal HaSulam”).

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Un muro fortificato

Dr. Michael LaitmanDomanda: Non capisco, cosa posso fare ora a livello personale per fermare il terrorismo?

Risposta: Dobbiamo venire a studiare. Non è possibile spiegare in poche parole l’intera Saggezza della Kabbalah. Tuttavia, la Saggezza della Kabbalah parla solo di come mettere in pratica la legge generale e fondamentale della natura chiamata “E tu amerai il tuo amico come te stesso” (Levitico 19:18). In altri termini, spiega che tutte le parti della natura sono collegate tra loro da relazioni buone e belle che si completano a vicenda, e di come proprio il popolo d’Israele sia responsabile di questa connessione.

Domanda: Supponiamo che io oggi cominci a studiare, gli attentati ad Israele continueranno e la gente sarà ancora uccisa?

Risposta: Non abbiamo un altro mezzo per fermare gli attentati se non quello di imparare come amare gli altri. Nient’altro ci aiuterà e la situazione può solo continuare ad aggravarsi. Non lasceranno nemmeno che ci opponiamo al terrorismo in alcun modo, visto che il mondo intero sarà contro di noi.

La prossima volta questa ondata di terrorismo sarà anche peggiore. Non voglio spaventarvi, ma è necessario capire che la situazione non cambierà in meglio. Non c’è motivo di sperare che i leader delle varie nazioni cambieranno e la nostra situazione potrà migliorare. Questo non aiuterà, poiché tutto dipende solo da noi, com’è scritto: “I cuori dei principi e dei re sono nelle mani del Creatore (Proverbi 21:1)”. Quindi, dobbiamo esaminare come noi, cioè voi ed io, saremo in grado di gestire il mondo.

Domanda: E’ interessante che anno dopo anno appaiono nuovi politici che promettono di risolvere questo problema con vari metodi, ma alla fine, nel migliore dei casi, tutto rimane com’era e, nella maggior parte dei casi, peggiora. Però lei dice che solo lo studio della Saggezza della Kabbalah, ovvero, il metodo della connessione e unione, può aiutare?

Risposta: E’ così che costringeremo tutti gli altri popoli del mondo a rapportarsi al popolo d’Israele. Questo influenzerà i nostri vicini, senza spiegazioni e negoziati, e placherà gli stati d’animo in ogni villaggio arabo o ad Afula, Nazareth, Jaffa e Gerusalemme.

Se vogliamo che si calmino o, meglio ancora, che diventino nostri collaboratori ed amici, possiamo farlo: dobbiamo solo cominciare a studiare la Saggezza della Kabbalah.

Nel libro Shem MiShmuel di Rabbi Shmuel Bornstein da Sochatchov è scritto che “Se Israele ritorna all’unione, allora le forze ostili non avranno possibilità di far loro del male, poiché diventano una sola persona con un solo cuore, sono come un muro fortificato davanti a tutte le forze del male”.

Non si tratta soltanto della forza di unione egoistica che vediamo in questo mondo, come nella Mafia, questa unione ci rende simili alla forza superiore della natura, e in questo modo conquistiamo la capacità di influenzare il mondo intero.

Così garantiamo che tutti si uniscano e siano connessi. Col raggiungimento dell’unione di tutti gli ebrei, senza altre parole, entriamo in quell’ordine naturale che obbliga anche tutti gli altri ad unirsi.

Baal HaSulam scrive che il popolo d’Israele fu creato come collegamento e, nella misura in cui si corregge, trasferisce il suo potere a tutti gli altri popoli del mondo, senza dire una parola. Per poter influenzare il mondo intero in modo positivo è sufficiente unirci tra noi, mentre otteniamo una reazione negativa dal mondo se il nostro popolo rimane separato e non si è unito.
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Dal Programma della radio israeliana 103FM, 11/10/2015

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Dr. Michael LaitmanDomanda: È abitudine che quando la situazione in Israele peggiora e iniziano le azioni militari, il popolo si unisca sempre. Tuttavia, con questa crescente attuale ondata di terrorismo, nelle strade si sente che tutti sono più preoccupati e in ansia per se stessi. Perché questa paura non ci unisce?

Risposta: La minaccia del terrorismo non ci unisce perché sentiamo che non viene da fuori dei confini d’Israele ma, in realtà, si trova nel cuore della nazione. Quindi, a quanto pare, ci lacera dentro. Questo costringe tutti a nascondersi nel proprio angolo.

Questa non è una guerra in cui sappiamo dove si trova il nemico e possiamo opporci con tutti i mezzi. Il potere militare non aiuterà contro il terrorismo e questo è il problema.

Dobbiamo capire cosa sta succedendo. Stiamo cominciando a ricevere dei colpi più interni e più qualitativi i quali hanno su di noi un influsso più significativo. Quando cadono i missili ci rendiamo conto che esiste il pericolo di ferirsi, ma è qualcosa di definitivo.

Il terrorismo sparge la paura dentro di noi e, soprattutto, un senso di impotenza. Sappiamo di avere il sistema di difesa antimissile Iron Dome, gli aerei e l’esercito. Se ci sparano, dobbiamo reagire con una risposta più potente.

Contro il terrorismo però non si può fare nulla poiché è nascosto all’interno. Ma se noi, il popolo di Israele, ci liberassimo dei nostri “terroristi interni”, dall’odio tra di noi, dal desiderio di terrorizzare gli altri, allora sulle nostre strade non rimarrebbero nemmeno i terroristi arabi.

L’unico modo per distruggere il terrorismo è una correzione interiore di tutti rispetto al proprio prossimo. Dopo tutto, se non cambiamo, il prossimo colpo sarà ancora più potente. Sentiamo che un efficiente sistema del terrore ben organizzato e sviluppato sta operando tra di noi. Il sistema comincia a regnare su di noi, infondendo in noi la paura, l’orrore, la sensazione che i terroristi si nascondano ovunque, in agguato ad ogni nostro passo.

Questo descrizione vi ricorda la rete egoista di relazioni tra noi? Questo è proprio lo stesso sistema, il suo riflesso esterno. Finora per strada non abbiamo visto un tale terrore, ma possiamo arrivarci se non cominciamo a trattare ora con i “terroristi interni”, con il nostro egoismo.

Il terrorismo fisico può riflettere accuratamente quello interiore, il terrorismo spirituale, quindi arriveranno dei tempi terribili. Speriamo che il Creatore non permetterà che questo accada e che ci prenderemo cura di noi stessi.
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Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah 19/10/2015, Baal HaSulam, “La Garanzia Mutua”

 
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