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Aprire la strada verso l’unione

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 11:18-20):E al popolo dirai ‘Preparatevi per domani e mangerete carne, perché avete pianto nelle orecchie del Signore dicendo: “Chi ci nutrirà con carne, era meglio per noi in Egitto”. [Pertanto], il Signore vi darà carne e voi la mangerete.

Ne mangerete non per un giorno, non per due giorni, non per cinque giorni, non per dieci giorni, e non per venti giorni.

Ma per un mese intero fino a quando non uscirà dal vostro naso e non vi verrà la nausea. Poiché avete disprezzato il Signore che è in mezzo a voi, e avete pianto davanti a Lui dicendo: “Perché siamo usciti dall’Egitto?”‘”

Il Creatore promette di nutrire i figli di Israele con il loro ego dicendo: “Prima vi sembrerà buono, ma quando raggiungerete uno stato in cui non potrete superare l’ego, inizierà a traboccare da tutte le parti, e cercherete un modo per frenarlo e non troverete una risposta, e l’ego inizierà a gestirvi e controllarvi. Così, a malincuore, avanzerete verso la morte, la sofferenza e la malattia, vedrete come i vostri bambini si faranno del male e moriranno davanti ai vostri occhi. Non sarete in grado di fuggire da nessuna parte! Tutti ciò che vi è caro: i vostri genitori, i vostri figli e i vostri nipoti soffriranno terribilmente per un lungo periodo di tempo. Essi vorranno morire, ma non saranno in grado di farlo. Questo è ciò che vi farà il vostro ego”.

I Profeti dissero che le donne virtuose cucineranno i loro figli e li mangeranno. L’egoismo interiore dell’uomo lo costringerà a comportarsi in questo modo. Questo è il posto in cui siamo diretti e tutto può succedere, come ci dissero i Profeti, se non ci rivolgiamo alla linea di destra in tempo, nella direzione della connessione e dell’unione affinché MAN possa iniziare a scendere su di noi.

Ascendere sull’ego non è affatto la morte. La morte è la libertà da una vita senza senso. Oggi, molti di noi rinuncerebbero volentieri a questa vita: è meglio non nascere affatto che vivere in questo modo. L’uomo, tuttavia, non può morire. L’uomo gira intorno ad un vortice di grandi problemi; striscerà e si aggrapperà con le unghie e graffierà se stesso fino a sanguinare, ma non sarà in grado di fare niente di se stesso. Egli sognerà di morire, ma senza alcun risultato.

Quando l’uomo si trova in punto di morte, in queste afflizioni mentali, comincerà gradualmente a capire la sua natura egoistica, fino a quando non sarà determinato a sbarazzarsene; tuttavia, non è proprio così facile ed immediato. Egli dovrà attraversare questa via fino in fondo, poiché la segue in base al metodo delle punizioni e delle sofferenze.

D’altra parte, lungo la via della Luce avviene tutto in maniera totalmente diversa: la Luce splende e si vede che da un lato vi è un abisso nero che inghiotte tutto, e dall’altro lato vi è la Luce. Lungo la via della sofferenza, d’altra parte, non c’è Luce, non si può vedere nulla, solo un grande vuoto pieno di sofferenze, e si vuole morire in ogni minuto perché la completezza sembra un grande dono.

Pertanto, la risposta del Creatore alla richiesta di nutrire le persone con la carne è molto dura: mangerete carne continuamente fino a quando vi darà la nausea e poi ritornerete ai vostri sensi. Questo significa che voi seguirete la via della sofferenza fino a quando capirete che la vita egoistica è la morte stessa e il Creatore che detestate è l’attributo dell’amore e della dazione. Provate a cambiare e a scegliere una delle due: il percorso dell’ego o la via dell’amore.

Per la prima volta nella storia ci troviamo a questo bivio. Vediamo come la natura del mondo si è unita internamente e l’antisemitismo si è rivelato. Le nazioni del mondo cominceranno tutte istintivamente ad odiarci, senza eccezioni. Loro si opporranno a noi, mostrando così i loro denti come dei lupi. Non è la loro volontà, ma il lavoro della Provvidenza Superiore che opera attraverso loro. Non è mirato a nient’altro se non al nostro ego. Se lo modifichiamo in attributo d’amore e di dazione, vedremo davanti a noi solo persone buone che ci amano.

Ce la possiamo fare!
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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 25.02.2015

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Le 12 Tribù di Israele

Dr. Michael LaitmanLa formazione delle 12 tribù di Israele deriva dal fatto che l’intero desiderio ha 12 parti. Il desiderio in se stesso è composto da quattro fasi di sviluppo che corrispondono al nome di 4 lettere del Creatore. Oltre a questo, il desiderio è diviso in 3 linee. E l’intera manifestazione di questo schema è il Creatore.

Quattro fasi per tre linee fa 12. Quindi, l’intera società è divisa in 12 parti. Il che risale al tempo di Giacobbe. Quando Giacobbe era connesso all’enorme ego della fase successiva, egli fu “diviso” in 12 parti perché non poteva sopportare questa situazione da solo. E coloro che sono chiamati i 12 figli di Giacobbe iniziarono a lavorare sul loro ego per trasformalo in altruismo e in amore reciproco. E’ così che furono formate le 12 tribù con le 12 bandiere per tutti i campi.

Domanda: Ciò vuol dire che ognuno dei capi di una tribù: Giuda, Beniamino, Giuseppe e così via, è una parte più grande o più piccola del mio ego?

Risposta: Certamente. Una persona è un piccolo mondo! Ha tutto dentro di sé. Ogni nome corrisponde ad una particolare caratteristica, ed ogni caratteristica ha la propria specifica correzione.

Domanda: Che genere di ego aveva Giuseppe, visto che fu venduto come schiavo in Egitto: il più grande o il più piccolo?

Risposta: Giuseppe rappresenta la totalità di tutti i tipi di ego. Ciò significa che non aveva un suo ego, per questo è chiamato “Giuseppe il Giusto”. Ma, d’altro canto, soprattutto grazie alle caratteristiche dello Tzadik (giusto), che non appartengono a tutti, fu separato dai suoi fratelli. E così poté raggruppare tutte le loro caratteristiche ed entrare con esse in Malchut, nel senso che poté rivolgersi al Faraone. Le raccolse dentro di sé, e così egli è chiamato Giuseppe, che è il simbolo di colui che “raggruppa” (L’Asof).
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 11.02.2015

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“La saggezza tra I gentili, credici”

Dr. Michael LaitmanLe argomentazioni di Mosè convinsero Jethro a lasciare i suoi bambini nel campo degli ebrei. I nipoti di Jethro entrarono nella terra d’Israele e, come aveva promesso Mosè, ricevettero le terre fertili di Gerico e dei suoi dintorni.

In definitiva divennero dei maestri importanti della sapienza nella Torah. I discendenti di Jethro divennero famosi come capi del Sinedrio insegnando la Torah a tutta la comunità di Israele (Midrash Mesaper, Parshat Beha’alotcha).

Quelli fra le nazioni del mondo che hanno avuto i più grandi desideri egoistici e che riuscirono a correggerli, divennero i più grandi della generazione. Divennero superiori e maggiori rispetto ai capi delle tribù, come nell’esempio di Rabbi Akiva.

Secondo la sua radice, Israele è Galgalta ve Eynayim, i desideri più facili e più puri che non possono assorbire la luce di Chochma in loro, mentre le nazioni del mondo, quando ricevono questo metodo da Israele e si correggono, scoprono una grande Luce di Chochma.

Quindi è scritto: “Se qualcuno dice che vi è la saggezza tra i gentili, credeteci” (Eicha Rabbah 2,13) perché esiste in una fase di correzione.

Le nazioni del mondo che raggiungono il concetto di “Israele” si uniscono al popolo di Israele per diventare un ponte per la loro gente. Israele stesso non può diventare un ponte del genere, dal momento che, per fare questo, sarebbe dovuto diventare AHP de Aliyah, che è una salita dal basso verso l’alto.

È indispensabile quindi, diffondere la Saggezza della Kabbalah al mondo intero.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I segreti del Libro Eterno” 11.02.2015

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La chiamata dell’Anima per la Terra Promessa

Dr. Michael LaitmanLa Torah, Ezechiele 36:24: “Io vi trarrò da tutte le nazioni, e vi radunerò da tutti i paesi e vi porterò alla vostra terra”.

Da un punto di vista storico gli Ebrei si sono riuniti nella loro terra sotto una spinta e per via dell’oppressione delle altre nazioni del mondo.

Allo stesso tempo dovettero liberarsi della loro religione, la quale richiedeva di star seduti ad aspettare il Messia che li avrebbe redenti delle loro sofferenze, come dice il profeta Ezechiele.

Mentre aspettavano il Messia, gli Ebrei religiosi non avevano fretta di ritornare dall’esilio alla loro terra. Solo quelli che si allontanarono dalla religione capirono di poter costruire il loro stato solo nella terra di Israele.

Ricordo me stesso come un Sionista. a quei tempi vivevo in Russia ed avevo uno scopo specifico: andare in Israele per vivere lì. Devo ammettere che il Sionismo ha risvegliato per un po’, dentro di me, delle domande molto grandi e profonde riguardo al significato della vita ma successivamente quando sono arrivato qui, ho iniziato a sentire la necessità del livello successivo del mio sviluppo: per cosa, perché e come.

Tuttavia, la domanda è riapparsa e ha continuato a disturbarmi sino a quando non è diventata “Qual è il significato della mia esistenza?”. Ora sono tra la mia gente e costruisco il mio stato, cosa c’è dopo? Allo stesso tempo ho sempre sentito di essere un Sionista.

La parola “sionista” viene dalla parola “Sion” che si riferisce al posto in cui la radice spirituale si collega al suo ramo corporeo. In questo posto, dobbiamo ricreare la nazione di Israele, ovvero, il gruppo (che consiste anche di molte milioni di persone) che vive secondo le leggi di Abramo.

Domanda: Sappiamo che nella spiritualità non c’è tempo e spazio ed adesso, improvvisamente, dici che Israele è in un certo senso un pezzo di terra santa e che ha degli attributi spirituali.

Risposta: Sì, ci sono attributi che sono al di sopra del tempo. La connessione della nazione Giudaica alla sua terra è descritta in molti scritti Kabbalistici. Questa è la ragione per cui dobbiamo tornare a questa terra e non in Uganda.

Domanda: Perchè alcuni sentono un’attrazione molto forte per questa terra e altri non la sentono per nulla?

Risposta: Dipende dalla radice della propria anima. Quando ho lasciato la Russia, a Vienna ci offrirono la scelta di emigrare in qualunque stato avessimo voluto. Di un treno pieno di Ebrei solo due famiglie, la mia ed un’altra, sono andate in Istraele; tutte le altre si sono disperse in Europa e in America.

È una necessità che si origina dalla radice spirituale e che porta le persone in Israele. Oggi si rivela in molte persone e l’umanità inizia a sentire di aver bisogno della connessione e dell’unità.

Le persone non capiscono perché ne siano attratte. Sentono questo calore e che qui c’è qualcosa! E anche quando sono arrivate qui, sentono di star bene in questo posto.

Domanda: Queste persone sono i discendenti delle 10 tribù disperse?

Risposta: No, queste sono persone completamente diverse che non sono ebree di origine ma che sentono che l’idea dell’unità è vicina ai loro cuori e che tutta l’umanità si sta avvicinando a questo.
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Da Kab.TV “L’Ultima Generazione” 23.06.2015

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Suonerete le trombe e sarete salvati

Dr. Michael LaitmanLa Torah, Numeri 10:8: I discendenti di Aronne, i sacerdoti, suoneranno le trombe; questo sarà una legge eterna per i vostri discendenti.

Una tromba simboleggia una salita, la forza di ascendere. Solo il sacerdote ha questa forza perché egli è in contatto con il Creatore. I Leviti, d’altra parte, servono i sacerdoti. La parte della nostra anima che appartiene al Creatore, è chiamata sacerdote (Cohen). I Leviti, anche loro sono la parte superiore che appartiene al Creatore, e sono impegnati nella conduzione della luce da Lui a coloro che sono inferiori. I sacerdoti lavorano dal basso verso l’alto, per amore del Creatore, mentre i Leviti lavorano dall’alto verso il basso, per il bene degli esseri creati.

La Torah, Numeri 10:9-10: Se andrete in guerra nella vostra terra contro il nemico che vi opprime, dovete soffiare un Teruah con le trombe e sarete ricordati davanti al Signore vostro Dio, e quindi sarete salvati dai vostri nemici. Così anche nei vostri giorni di gioia, alle vostre festività e alle vostre celebrazioni di luna nuova, suonerete le trombe quando offrirete olocausti e sacrifici di pace, esse vi ricorderanno davanti al vostro Dio; Io sono il Signore vostro Dio.

Le trombe sono utilizzate al fine di aumentare l’intenzione, per qualsiasi cosa e dovunque voi siete diretti, e ciò per cui vi connettete. È così perché queste non sono trombe normali che suonano una marcia, ma vasi che fanno suoni speciali a frequenze speciali e in un ordine e sequenza speciale, ripetendosi più e più volte. Tutto questo simboleggia le fasi della correzione dei vasi e delle parti dell’anima che vengono corrette in questo modo specifico. E’ la parte più complessa della saggezza della Kabbalah. Suonare lo Shofar (corno) nel nostro mondo significa semplicemente emettere alcuni suoni, mentre è un azione molto seria nel lavoro interiore di una persona.

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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 11.02.2015

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La scala dell’unione

Dr. Michael LaitmanDomanda: È possibile misurare il livello d’unione tra la gente e, in base a questo, poter dire quanto siamo lontani da un altro olocausto?

Risposta: In base al grado di connessione tra di noi possiamo misurare il nostro posto sulla scala spirituale, chiamata La scala di Giacobbe, come saliamo i 125 livelli dal nostro mondo, attraverso cinque mondi fino a quando raggiungiamo Olam Ein Sof.

In ogni mondo ci sono cinque Partzufim, in ogni Partzuf ci sono cinque Sefirot che sommati sono 125 livelli (5 x 5 x 5). La differenza tra tutti questi livelli è la maggiore connessione e unione tra noi.

Questa unione si realizza sempre in un gruppo di dieci (Minyan). Se ci connettiamo correttamente ci annulliamo e, di conseguenza, cominciamo a sentire la connessione tra noi come una nuova forza spirituale che viene scoperta nella nostra connessione.

Quanto più ci connettiamo, tanto più ognuno di noi sente il modo in cui sale sulla scala dei livelli spirituali, fino a raggiungere il gradino finale.
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Dal Programma  radiofonico Israeliano 103FM, 12.07.2015

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Il terzo tempio e una soluzione al problema globale

Dr. Michael LaitmanVagare nel deserto è uno stato interno molto difficile attraverso il quale una persona cresce gradualmente.

Il deserto cambia una perosna da essere schiavo del desiderio egoistico ad essere il maestro dell’ego. Questo accade durante i 40 anni di pellegrinaggio nel deserto. Una persona sale gradualmente al di sopra del suo ego, passo dopo passo e lo cambia nell’attributo di dazione.

Non è facile attraversare il deserto; questo è un problema dell’ uomo, e deve essere superato. Questo è il motivo per cui la Torà finisce con la traversata del deserto e l’entrata nella terra d’Israele. Questo è tutto! Questo è tutto quello che ci serve. Otteniamo la forza con la quale possiamo avanzare correttamente.

Però, perché la Torà non ci dice come lottare e conquistare la terra di Israele. Dopo tutto, le spie hanno detto che sette nazioni vivono lì. È perché è inutile combattere contro di loro. Oggi viviamo nello stesso modo.

Ci è stato dato un metodo che ci dice come assorbire la luce della correzione, ma nulla di più. Si scopre che se si mette se stessi nel paese d’Israele, sembra che dopo si viene lasciati soli, perché a questo punto si passa direttamente verso la conquista della terra di Israele, che significa il superamento del proprio desiderio egoistico vero. Prima di questo era solo preparazione. Adesso vi inserite nel vostro cuore egoistico e cominciate a conquistarlo, a digerire, per elaborare l’attributo dell’amore e della dazione.

In passato abbiamo costruito il Primo e il Secondo Tempio, che sono stati distrutti. Adesso dopo queste due distruzioni, dobbiamo costruire il Terzo Tempio sulle fondamenta dei primi due. Però non possiamo costruirlo da soli, non la nazione di Israele da sola. Deve essere costruito dal mondo intero. Questo è il motivo per cui è così potente ed eterno. Il Terzo Tempio è la correzione del desiderio globale egoistico creato dal Creatore. Il mondo intero deve prenderne parte. Come ha detto il profeta Ezechiele: “Le nazioni del mondo porteranno i figli di Israele a Gerusalemme” significa che li porteranno alla necessità di costruire il Terzo Tempio.

Domanda: Questo significa che il Terzo Tempio non sarà più ebraico ma internazionale?

Risposta: Sì. Oggi il mondo comincia già a sentire che tutti i problemi si riducono a una rete intricata, a qualcosa che tutti condividono: se si tira lo spago, tutto cade in pezzi proprio come un castello di carte. Se c’è un piccolo problema in qualche parte del globo, si espande immediatamente come un eco in tutto il mondo.

Il mondo diventa reciprocamente più connesso ogni giorno in modo che cominciamo a comprendere che dobbiamo trovare una soluzione globale al problema e non siamo preparati per questo. Il nostro ruolo è quello di portare l’ umanità alla comprensione di come essere pronti ad affrontare questa nuova situazione.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 28.01.2015

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Solo un giorno di unità, Parte 2 — Non ci sono opzioni senza unità

Dr. Michael LaitmanDomanda: Recentemente Israele ha celebrato la Giornata dell’Unità. Il governo lo ha annunciato e quindi la gente è uscita nelle strade, si sono seduti in cerchio e hanno discusso lo stato attuale della nazione. Queste discussioni circolari si sono svolte nelle università, in varie organizzazioni e nelle piazze delle città. Sembra che stiamo lavorando nella giusta direzione, quindi qual è il problema?

Risposta: Il problema è che l’unità non dovrebbe durare solo un giorno. L’unità deve essere il nostro stato costante. Abbiamo bisogno di una vera unità interna quando le persone si sentono vicine l’una all’altra e calorosamente connesse. Dovremo lavorare molto sul nostro egoismo, perché senza questo non saremo in grado di vivere come una nazione, anche senza il boicottaggio internazionale. Possiamo vivere su questa terra solo se realizziamo la nostra vera essenza, come nazione di Israele.

Se cediamo alla pressione esterna e accettiamo le richieste imposte su di noi, il risultato è predeterminato. Dopo tutto, tutti coloro che le hanno avviate, fondamentalmente vogliono distruggere lo stato e la nazione e mandarci via in qualsiasi modo per prendere in consegna lo spazio che sarà lasciato libero qui. Tenendo conto di ciò, la Giornata dell’Unità è certamente meglio di niente, ma può anche avere implicazioni negative se si confonde la gente e li si porta a credere che hanno già fatto tutto e che non vi è alcuna necessità di unirci ulteriormente, dopo tutto, hanno trascorso un giorno intero in questo.

D’altra parte, abbiamo semplicemente lucidato il nostro orgoglio per il momento, dimostrando una nobile iniziativa. Purtroppo, io non sento alcuna unità e non sento che la nostra nazione è salda come un tutto unico. Al contrario, le persone sono sommerse nell’alienazione, allontanandosi l’una dall’altra, odiandosi a vicenda. Non abbiamo bisogno di un giorno in un anno, ma di un intero sistema educativo che si occupi di questo. Dobbiamo considerare il nostro stato diviso come un problema nazionale. Dobbiamo utilizzare tutti i canali mediatici per guidare la nazione nella giusta direzione e per mostrare alla gente come realmente unirsi.

Anche se non abbiamo aspirazioni spirituali, stiamo cercando di assomigliare al mondo spirituale attraverso la nostra unità. Ma prima di tutto, la gente deve capire che noi non sopravvivremo se non siamo uniti.
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Da Kab.TV “A proposito sul Boicottaggio di Israele” 03.06.2015

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Dr. Michael LaitmanGli Israeliani non hanno idea che la nazione ebraica ha una missione e un debito verso il mondo. Di conseguenza, si tende a spiegare l’ostilità generale verso la nostra nazione come una elementare invidia.

Non capiscono ciò che sta succedendo; credono che uno stato sviluppato che è cresciuto letteralmente dal nulla, può essere la causa dell’odio da parte di altre nazioni. Un’altra spiegazione sono i conflitti religiosi, ma questo tentativo è insufficiente.

In realtà il mondo non ha tantissimi motivi per odiare qualcuno. Ognuno di noi è abituato già all’idea che gli ebrei sono un tipo diverso e che è del tutto legittimo odiarli.

Oggi, Israele si trova ad affrontare la minaccia di un boicottaggio. I membri della mappa politica di destra e di sinistra si incolpano l’un l’altro per questa situazione, ma i motivi veri sono molto più profondi di questo. Domani troveranno nuovi pretesti per questa persecuzione, quasi di successo, ma non ha senso approfondire queste sciocchezze.

L’odio che la gente sente verso di noi non è cominciato oggi o ieri. Non fa nessuna differenza quali scuse ci sono per questo; c’è un solo vero motivo per questo odio, è che non portiamo il bene al mondo.

Così, invece di discutere le nostre relazioni con i palestinesi, suggerisco una soluzione semplice descritta nella Torà e nella saggezza della Kabbalah: Dobbiamo diventare come un uomo in un cuore secondo il principio che tutti [in] Israele sono responsabili a vicenda. Ora dobbiamo smettere con questo odio reciproco tra noi. Uniamoci più da vicino in modo che le accuse contro di noi scompariranno. La gente smetterà di accusare e i nostri vicini addirittura cesseranno di fare la guerra contro di noi…

Continua…

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Antisemitismo ebreo, Parte 2: Fuggire da noi stessi

Dr. Michael LaitmanDomanda: Se c’è una richiesta subconscia, inerente le nazioni del mondo a cui gli ebrei dovrebbero fornire un buon futuro, perché il popolo ebraico stesso non capisce il proprio problema intrinseco?

Risposta: Le lamentele sono radicate nelle nazioni del mondo perché senza di noi non possono ottenere la felicità. Sentono che il popolo ebreo gli causa male perché ciò che meritano, non sta passando a loro. Questa sensazione esiste anche fra coloro che non sono mai venuti in contatto con gli ebrei. Per esempio i Coreani odiano Israele, anche se non vi è alcuna spiegazione logica per questo.

D’altra parte, gli ebrei non conoscono la loro missione. Non è stato insegnato loro: non è spiegato a loro. Stanno provano solo di evitare guai, e nel frattempo stanno scappando dalla loro missione, dal loro obbligo verso il mondo intero, una fuga con la quale non si può essere d’accordo.

I Kabbalisti hanno trasmesso segretamente la saggezza sul ruolo della gente per centinaia di anni, ora è giunto il momento di parlarne tra noi e il mondo intero.

Continua…
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Da Kab.TV “A proposito del boicottaggio di Israele” 03.06.2015

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