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New Life #656 – Dalla Grecia all’ISIS

New Life #656 – Dalla Grecia all’ISIS
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Nitzah Mazoz

Riassunto

Oggigiorno, nel mondo, non c’è più un approccio greco, con la mitologia e tutto il resto…. Questo atteggiamento si è sviluppato in seguito nel Cristianesimo. L’Islam occupa lo scenario principale oggi, assicurando alla gente una buona vita qui ed in cielo, immediatamente, se le persone accettano semplicemente di unirsi alla sua ideologia.

L’obbiettivo dell’Islam estremista è spaventare gli Europei, affinché abbiano paura di abbandonare le loro case. In contrasto con l’islam, l’Ebraismo non si è mai imposto su nessuno. Tuttalpiù l’islam estremista ed il Cristianesimo si metteranno contro Israele.

La percezione maccabea ci dice che dobbiamo unirci con amore e distruggere i Greci fra noi, perché sono le forze di separazione. All’interno di “Ama il prossimo tuo come te stesso” (Levitico 19:18), scopriamo “E amerai il Signore tuo Dio” (Deuteronomio 6:5), la forza superiore della natura. Mattatia l’Asmoneo disse: “Chi è per il Creatore, mi segua”, questo era un invito a connettersi alla vita con la forza dell’amore e della dazione.

Oggi la chiamata “Chi è per il Creatore mi segua” è diretta a tutta l’umanità.

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Dalla trasmissione di KabTV  “New Life #656 – Dalla Grecia all’ISIS” 03/12/15

A chi chiedere perdono e per cosa? Parte 2

Dr. Michael LaitmanDomanda: E’ sbagliato pensare che ci sia un Dio al di sopra di noi, che sta guardando le nostre azioni e a cui abbiamo bisogno di chiedere perdono?

Risposta: Una persona passa attraverso vari stadi di sviluppo. Pertanto, è impossibile affermare che alcune delle sue convinzioni siano corrette e altre no. Lei oggi pensa in un certo modo, ma gradualmente corregge la sua percezione, innalzandosi nella conoscenza e nei sentimenti.

E allora, naturalmente, il concetto di “Io e il Creatore” cambia completamente. Io sento sempre di più che la forza superiore è il risultato della mia connessione con le altre persone e non esiste al di fuori di questo. Solo l’essenza del Creatore (Atzmuto), che è assolutamente inaccessibile a me, esiste indipendentemente.

Pertanto, dobbiamo afferrare saldamente il concetto che il Creatore esiste solo nella connessione con le persone. Non ci può essere nessun appello al Creatore, tranne dalla nostra unione; dopo tutto, noi creiamo il posto per la Sua rivelazione attraverso la nostra unione.

A questo punto ognuno deve giudicare se stesso: quanto è connesso con gli altri? Questa è tutta la sua redenzione. E’ impossibile giudicare una persona individualmente. Questo è un grandissimo sbaglio che facciamo sempre istintivamente: pensare a noi stessi, contando solo su noi stessi, e agendo da soli.

E’un errore fatale che abbiamo continuato a fare per migliaia di anni. La separazione dal Creatore è la causa della nostra terribile dimenticanza.

Commento: Purtroppo, questo risuona in modo molto rilevante come causa della separazione, del disaccordo e dell’ostilità fra le varie correnti e fazioni.

Risposta: Il popolo di Israele è già passato attraverso questi stati durante la distruzione del Primo e del Secondo Tempio. Gli Ebrei si uccidevano a vicenda allora, non solo con le parole, ma anche con le armi vere, spargendo sangue fraterno nelle guerre civili. Spero molto che oggi non arriveremo a questo. Non abbiamo ancora preso le nostre spade, ma stiamo seriamente combattendo gli uni contro gli altri con tutti gli altri mezzi.

Questo perché abbiamo dimenticato chi siamo, qual è il fondamento della nostra nazione, e la nostra responsabilità a muoverci verso l’unione; anche se, in realtà, questa è proprio la nostra correzione e la correzione di tutto il mondo.

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Da KabTV “Nuova Vita” del 27/09/16

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Ynet: “Sembra una forma moderna di diffamazione razziale”

Pubblicato nella mia rubrica settimanale su Ynet: “Sembra una forma moderna di diffamazione razziale”

La difficile storia del popolo d’Israele non ci ha reso esperti nella cura della malattia dell’antisemitismo. Ora che il pericolo è alle porte, ma possiamo ancora scegliere di agire, dobbiamo fare una cura preventiva. Il Dott. Michael Laitman decodifica il meccanismo celato dietro il fenomeno dell’antisemitismo di quei leader e politici che sono contro la nazione di Israele, e ci sfida a fare esperimenti sociali volti a neutralizzare l’odio contro di noi.

Attualmente il canale Channel 10 News sta trasmettendo un documentario a puntate che rivela la portata del boicottaggio contro Israele da parte delle istituzioni accademiche degli Stati Uniti. Quindi non si tratta più solo dell’Unione Europea o del Ministro degli Esteri svedese, ma il veleno e l’odio contro Israele si sono diffusi anche tra i cittadini del nostro miglior amico: gli Stati Uniti d’America. Sempre più uomini di stato, leader politici, accademici e figure chiave in molti settori esprimono liberamente ed apertamente la loro intransigente ostilità nei confronti di Israele.

Esperti di Spicco, Risultati zero

Per poter gestire l’ondata di odio virale, Israele ha ottenuto l’appoggio di ministri dell’informazione, uomini d’affari e rappresentanti da tutto il mondo ed ha lanciato costose campagne via internet.

Comunque, nonostante la significativa assegnazione di risorse, l’immagine di Israele non è migliorata ed il problema permane. Purtroppo aumenta l’antisemitismo, l’opinione pubblica mondiale si è arresa ad una percezione anti israeliana e si rafforza il razzismo contro di noi.

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(Il veleno e l’odio contro Israele sono arrivati ovunque) (Foto: citizenside.com)

 

L’antisemitismo è stato la nostra eredità per anni e non ha mai avuto alcuna spiegazione logica. L’opinione globale è supportata da un forte sentimento interiore, in base al quale Israele e gli ebrei sono da biasimare per tutti i guai e le crisi nel mondo. Sembra che la necessità di condannare Israele, annichilirlo ed eliminarlo, stia nel subconscio delle nazioni del mondo ed in tempi recenti essa viene espressa con forza a livello militare.

Cosa vogliono da noi?

Henry Ford, uno dei maggiori antisemiti, pubblicò una serie di opuscoli intitolata “The International Jew” (l’ebreo internazionale). Tra le varie cose egli scrisse: “L’ebreo è stato troppo a lungo abituato a pensare a se stesso come l’unico a poter rivendicare l’umanitarismo della società; la società ha una grande richiesta nei suoi confronti: che smetta di sentirsi esclusivo, che smetta di sfruttare il mondo, che smetta di creare gruppi ebraici, che smetta con i suoi guadagni e che inizi ad adempiere, in un modo in cui la sua esclusività non gli ha mai permesso di fare, l’antica profezia in base alla quale, tramite lui, tutte le nazioni sulla terra verranno benedette”. Ford è un esempio tra tanti.

Secondo la saggezza della Kabbalah non vi è motivo di sorprendersi. L’antico odio per Israele ha naturalmente radici in ogni persona (1). Inoltre, vi è una connessione diretta tra l’odio per Israele ed il sistema di rapporti tra la gente di Israele. L’origine di questo risale a circa 3500 anni fa, quando decidemmo di seguire le orme di un sacerdote babilonese chiamato Abramo. Abramo insegnò ai babilonesi come difendere l’unione quale massimo valore, nonostante l’ego che divide, che porta le persone all’odio reciproco (2).

Contro la forza che separa si può utilizzare la forza che connette. La sua funzione è quella di collegare le varie parti, connetterle e portare l’unione. Il popolo di Israele, per primo, deve realizzare questo processo. La connessione deve avvenire qui tra di noi, perché noi siamo coloro che per primi applicarono il metodo della connessione chiamato saggezza della Kabbalah (3). Nel momento in cui ci uniremo, in tutto il mondo si diffonderà una forza positiva, una forza capace di operare prodigi (4).

Unirsi Contro l’Antisemitismo che si trova dentro in Noi

Ai piedi del monte Sinai, Israele affrontò un ulteriore dilemma, nel momento in cui fu messo di fronte ad una scelta inequivocabile: responsabilità reciproca o odio infondato, tutto o niente. Con uno sforzo titanico Israele conquistò la montagna d’odio ed i suoi componenti si connessero “Come un unico cuore”. Da lì la strada per la terra di Israele, la costruzione del Tempio e la prosperità, fu breve, finché il veleno dell’odio infondato dilagò di nuovo tra il popolo, il Tempio fu distrutto e noi andammo in esilio (5).

Da allora sono passati 2000 anni e, anche se siamo tornati in quella terra, ci comportiamo ancora come se fossimo in esilio. Tribù e comunità divise si allontanano le une dalle altre, si auto gratificano invece di costruire un’unica comunità, sottolineano e sanciscono le differenze invece di costruire ciò che unisce e siamo davvero separati dalle nostre radici spirituali (6). Il mondo si aspetta che noi siamo “Luce per le nazioni” (Isaia 49:6) e che forniamo il buon esempio della società modello, nella quale tutti vivono in connessione ed amore fraterno al di sopra di tutte le differenze (7).

Siamo stati colpiti da ondate di moderno antisemitismo, tuttavia dobbiamo usarle per ricordarci del ruolo di cui gli ebrei sono investiti: fare unire il mondo “Come un solo uomo con un solo cuore”.

Secondo la Kabbalah l’antisemitismo è una legge della natura che può essere misurata. Sfidiamo noi stessi ed organizziamo uno studio sperimentale a livello nazionale, uno strumento pratico tramite il quale testare su noi stessi l’immensità della forza di connessione. Per un breve periodo di tempo proviamo a creare un’atmosfera calda, comprensiva e di connessione nelle relazioni tra noi, al di sopra dei sentimenti freddi, al di sopra dell’alienazione e dell’indifferenza, così vedremo come un cambiamento di atteggiamento nei confronti degli altri porti ad una riduzione significativa dell’odio nei nostri confronti (e nel mondo migliorano i rapporti politici, produttivi e gli atteggiamenti amichevoli verso di noi) (8).

NOTE:

1. “È un fatto che Israele sia odiato da tutte le nazioni per ragioni religiose, razziali, capitalistiche, comuniste o cosmopolite, ecc. Questo avviene perché l’odio anticipa ogni motivazione ma ciascuno risolve il proprio odio in base alla propria psicologia”. Rav Yehudah Ashlag (Baal HaSulam), The Writings of the Last Generation (gli scritti dell’ultima generazione), prima parte, sezione nove.

2. “Non vi è mai stata benevolenza come con Abramo…. Ed egli portò pace tra un individuo ed il suo simile poiché egli fu il padre di molte nazioni, poiché egli è colui che unisce e porta la pace tra tutte le creature”. Gevurot HaShem, capitolo 6.

3. “Spetta inoltre alla nazione di Israele qualificare se stessa e tutta la gente del mondo, per svilupparsi fino ad assumersi il sublime lavoro dell’amore per gli altri, che è la scala verso lo scopo della Creazione, ovvero, la Dvekut (adesione) a Lui”. Rav Yehudah Ashlag (Baal HaSulam), “The Arvut (Mutual Guarantee)” (l’arvut, garanzia reciproca), sezione 20.

4. “Tramite il popolo d’Israele, che è più preparato di tutti gli altri popoli ad avvicinarsi al Creatore, verrà concessa l’abbondanza a tutti gli altri popoli”. Rav Baruch Shalom HaLevi Ashlag (Rabash), “Letters” (lettere), lettera 18.

5. “La casa fu distrutta a causa dell’odio infondato. I loro cuori si divisero ed essi furono separati e non furono degni di un Tempio che è l’unificazione di Israele”. Il rabbino Israel Segal, “Netzah Israel”, capitolo 4.
Tratto da: http://www.huffingtonpost.com/michael-laitman/when-we-are-united-isis-i_b_8717558.html

6. “Dispiace dovere ammettere che uno dei meriti più preziosi che abbiamo perduto durante l’esilio, ed il più importante, è la consapevolezza della nazionalità, cioè quel sentimento naturale che connette e sostiene ciascuna nazione. I legami di amore che connettono la nazione, così naturali e primitivi in tutte le nazioni, sono degenerati e si sono allontanati dai nostri cuori e si sono dissolti”. Rav Yehudah Ashlag (Baal HaSulam), “The Nation” (la nazione).

7. “Israele porta Luce al mondo, com’è detto (Isaia 60:3): ‘E le nazioni cammineranno alla tua luce’”, Midrash Rabbah, Shir HaShirim, sezione 4, versetto 2.

8. “Quando Israele verrà innalzato secondo la sua vera caratteristica interiore, dando così al mondo una forma nuova e corretta, allora non solo Israele verrà innalzato ma anche il mondo intero. Avrà inizio quindi, una nuova era, nella quale non vi sarà commistione con la corruzione maligna; malvagità e riottosità non vi si opporranno affatto, rabbia e tristezza non potranno dominarvi e le preoccupazioni per l’equilibrio del mondo non troveranno posto nei cuori. Allora la forza brutale verrà eliminata e la spada perderà la sua importanza e cadrà in rovina”. Rav Raiah Kook, “Ein Aya”, Shabbat 2, Gerusalemme 5660, pagine 98-99.

9. H. Ford (1949), The International Jew: the World’s Foremost Problem (l’ebreo internazionale: il principale problema del mondo), , Library of Alexandria, pagine 51-52.
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Un colpo all’ipocrisia di Bruxelles

Dr. Michael LaitmanDomanda: Il vice ministro israeliano della cooperazione regionale Ayoob Kara ha dichiarato, in seguito agli attacchi terroristici di Bruxelles, che non hanno ancora avuto nessuna risposta da coloro che sfidano ancora lo Stato di Israele.

L’Europa comprende che l’ipocrisia nei confronti di Israele stia ritornando a loro come un boomerang. Bruxelles ha ricevuto l’Islam con guanti di seta, e in altri dieci anni il sindaco di Bruxelles sarà arabo. Questo è ritornato a loro come un boomerang?

Risposta: Non ritorna come un boomerang. Non funziona in questo modo.

Le stesse persone che pensano alla divisione e non alla connessione e unione si mettono nella posizione in cui loro stessi potrebbero ricevere un duro colpo, poiché il movimento attraverso di loro si trova lungo il percorso della sofferenza, mentre avanzeranno in maniera più agevole coloro i quali tendono ad ammorbidire le cose, per avvicinare le persone e guidare le due parti verso la riconciliazione senza alcuna pressione.

Se noi invochiamo la pace senza la violenza o la pressione dalle due parti, e prendiamo le misure necessarie al fine di aiutare il ravvicinamento delle due parti, noi saremo in grado di fare qualcosa. Le azioni che avvicinano le persone sono migliori dell’identificazione con una parte, e poi ricevere un colpo da essa.

Non vedo nessun altro modo naturale che quello di avvicinare la gente, e certamente non di dominare tutti come oggi dichiara di fare l’Islam. Tutte le nazioni del mondo dovrebbero adottare il solo ed unico principio per cui l’amore è al di sopra di tutto. L’amore è uno stato di unione integrale e creativo durante il quale tutti si adattano agli altri come le parti di una meccanismo gigante.

In questo caso, il Belgio è la fonte dell’intera controversia globale, e questo oggi sta diventando evidente nella società europea. Il Belgio non sa come mettersi in contatto con gli altri correttamente e interviene su tutto. Pertanto, l’odio che ne scaturisce rispetto all’amore generale per la corretta inclusione nell’unione sopra l’ego, alla fine ritorna come un boomerang, e il colpo sarà duro.

Il Belgio in realtà è il simbolo dell’Europa egoista che ha posto l’unione bancaria come suo valore più alto invece dell’unione dei cuori.
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Dalla trasmissione di Kab TV “Notizie con Michael Laitman” 28/03/16

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Nuova Vita 508 – Tutta la verità sulla Forza Superiore

Dr. Michael Laitman

Nuova Vita 508 – Tutta la verità sulla Forza Superiore
Da un conversazione fra il Dott. Michael Laitman, Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Riassunto

Esiste un sistema operativo che circonda l’universo ed esistono delle forze diverse che operano nel nostro mondo. Al di sopra di tutte queste forze vi è un’unica forza. Lo scopo dello sviluppo spirituale è quello di arrivare a conoscere la forza superiore al fine di capire che essa opera e parla dentro di noi.

Tutte le fonti sacre ci insegnano come scoprire la forza superiore. La Saggezza della Kabbalah ci dice che noi non dobbiamo credere ciecamente all’esistenza di questa forza, ma dobbiamo esplorarla, studiarla e scoprirla da soli.

I grandi kabbalisti erano persone molto sagge che vissero migliaia di anni fa; essi svilupparono molti livelli e scrissero dei libri nei quali codificarono i segreti nascosti del sistema superiore. Tutti questi libri in realtà, ci insegnano come conseguire la forza superiore.

Oggi la Saggezza della Kabbalah è stata rivelata, invitando ognuno di noi ad imparare come sviluppare la propria anima al fine di conoscere la forza superiore; si tratta della caratteristica dell’amore e della dazione, la forza del buono e benefattore. Gli antichi kabbalisti passarono in questo modo la barriera del tempo e dello spazio e ci trasmisero il messaggio sulla forza superiore dell’amore e della dazione nei libri scritti attraverso “Ama il tuo amico come te stesso”.
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Dal programma di Kab TV “Nuova Vita 508, Tutta la verità sulla Forza Superiore”, 22/01/15

Le interpretazioni interiori ed esteriori della Torah

Dr. Michael LaitmanDomanda: C’è una connessione tra Israele, il popolo ebraico, il giudaismo e la Torah?

Risposta: Al momento purtroppo questi concetti sono poco connessi.

Il popolo ebraico è la nazione fondata in accordo alle leggi della Saggezza della Kabbalah, le leggi della stretta collaborazione, l’aiuto reciproco e lo sforzo reciproco per superare l’egoismo, per elevarsi sull’egoismo nella connessione tra noi.

Per fare questo esiste un metodo complesso che ci insegna come elevarci al di sopra del nostro crescente ego. Quando raggiungiamo questa connessione, il legame spirituale che appare tra noi ci permette di essere una nazione.

Il giudaismo moderno è diviso in due parti:

• Il Giudaismo che realizza la parte esterna della Torah e si concentra sull’osservazione delle Mitzvot (Precetti) nella forma terrena corporea come fanno gli ebrei ortodossi.

• Il Giudaismo che realizza la parte interna della Torah e si concentra sulle intenzioni: “Per cosa sto facendo questo, qual è il mio obiettivo?”. La concentrazione qui non è sull’osservazione fisica, ma sull’osservazione interiore delle Mitzvot le quali mirano ad ascendere sopra la nostra natura, e l’ascesa che segue il livello successivo della nostra esistenza, un livello in cui noi esistiamo prima della nostra nascita e dopo la morte.

Queste due parti della Torah sono opposte: la parte interna della Torah viene chiamata la Saggezza della Kabbalah e la parte esterna è chiamata l’osservazione materiale delle Mitzvot.

La Saggezza della Kabbalah sarà progressivamente rivelata non solo agli ebrei, ma anche a tutte le persone del mondo perché ognuno deve raggiungere alla fine la completa cooperazione reciproca tra di loro grazie alla Saggezza della Kabbalah, poiché altrimenti questo mondo non ha diritto di esistere.

L’anno 5776 secondo il calendario ebraico sta volgendo al termine. Secondo la Torah l’umanità deve raggiungere la piena connessione reciproca dalla fine dell’anno 6.000. Ci rimangono 224 anni per raggiungere lo stato in cui saremo in grado di sentirci come gli organi di corpo sano, vivendo in completa collaborazione tra di noi. Potete immaginarvi questo? Ognuno di noi connesso ad altri sette miliardi di persone.

Dobbiamo fare questo. È possibile nel livello spirituale. Quando ascendi un po’ con l’aiuto della Saggezza della Kabbalah, inizi a vedere una dimensione totalmente diversa, il sistema di leadership del nostro mondo in cooperazione reciproca. In realtà potete scegliere il vostro futuro.
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Un muro fortificato

Dr. Michael LaitmanDomanda: Non capisco, cosa posso fare ora a livello personale per fermare il terrorismo?

Risposta: Dobbiamo venire a studiare. Non è possibile spiegare in poche parole l’intera Saggezza della Kabbalah. Tuttavia, la Saggezza della Kabbalah parla solo di come mettere in pratica la legge generale e fondamentale della natura chiamata “E tu amerai il tuo amico come te stesso” (Levitico 19:18). In altri termini, spiega che tutte le parti della natura sono collegate tra loro da relazioni buone e belle che si completano a vicenda, e di come proprio il popolo d’Israele sia responsabile di questa connessione.

Domanda: Supponiamo che io oggi cominci a studiare, gli attentati ad Israele continueranno e la gente sarà ancora uccisa?

Risposta: Non abbiamo un altro mezzo per fermare gli attentati se non quello di imparare come amare gli altri. Nient’altro ci aiuterà e la situazione può solo continuare ad aggravarsi. Non lasceranno nemmeno che ci opponiamo al terrorismo in alcun modo, visto che il mondo intero sarà contro di noi.

La prossima volta questa ondata di terrorismo sarà anche peggiore. Non voglio spaventarvi, ma è necessario capire che la situazione non cambierà in meglio. Non c’è motivo di sperare che i leader delle varie nazioni cambieranno e la nostra situazione potrà migliorare. Questo non aiuterà, poiché tutto dipende solo da noi, com’è scritto: “I cuori dei principi e dei re sono nelle mani del Creatore (Proverbi 21:1)”. Quindi, dobbiamo esaminare come noi, cioè voi ed io, saremo in grado di gestire il mondo.

Domanda: E’ interessante che anno dopo anno appaiono nuovi politici che promettono di risolvere questo problema con vari metodi, ma alla fine, nel migliore dei casi, tutto rimane com’era e, nella maggior parte dei casi, peggiora. Però lei dice che solo lo studio della Saggezza della Kabbalah, ovvero, il metodo della connessione e unione, può aiutare?

Risposta: E’ così che costringeremo tutti gli altri popoli del mondo a rapportarsi al popolo d’Israele. Questo influenzerà i nostri vicini, senza spiegazioni e negoziati, e placherà gli stati d’animo in ogni villaggio arabo o ad Afula, Nazareth, Jaffa e Gerusalemme.

Se vogliamo che si calmino o, meglio ancora, che diventino nostri collaboratori ed amici, possiamo farlo: dobbiamo solo cominciare a studiare la Saggezza della Kabbalah.

Nel libro Shem MiShmuel di Rabbi Shmuel Bornstein da Sochatchov è scritto che “Se Israele ritorna all’unione, allora le forze ostili non avranno possibilità di far loro del male, poiché diventano una sola persona con un solo cuore, sono come un muro fortificato davanti a tutte le forze del male”.

Non si tratta soltanto della forza di unione egoistica che vediamo in questo mondo, come nella Mafia, questa unione ci rende simili alla forza superiore della natura, e in questo modo conquistiamo la capacità di influenzare il mondo intero.

Così garantiamo che tutti si uniscano e siano connessi. Col raggiungimento dell’unione di tutti gli ebrei, senza altre parole, entriamo in quell’ordine naturale che obbliga anche tutti gli altri ad unirsi.

Baal HaSulam scrive che il popolo d’Israele fu creato come collegamento e, nella misura in cui si corregge, trasferisce il suo potere a tutti gli altri popoli del mondo, senza dire una parola. Per poter influenzare il mondo intero in modo positivo è sufficiente unirci tra noi, mentre otteniamo una reazione negativa dal mondo se il nostro popolo rimane separato e non si è unito.
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Dal Programma della radio israeliana 103FM, 11/10/2015

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Lotta al terrorismo interiore

Dr. Michael LaitmanDomanda: È abitudine che quando la situazione in Israele peggiora e iniziano le azioni militari, il popolo si unisca sempre. Tuttavia, con questa crescente attuale ondata di terrorismo, nelle strade si sente che tutti sono più preoccupati e in ansia per se stessi. Perché questa paura non ci unisce?

Risposta: La minaccia del terrorismo non ci unisce perché sentiamo che non viene da fuori dei confini d’Israele ma, in realtà, si trova nel cuore della nazione. Quindi, a quanto pare, ci lacera dentro. Questo costringe tutti a nascondersi nel proprio angolo.

Questa non è una guerra in cui sappiamo dove si trova il nemico e possiamo opporci con tutti i mezzi. Il potere militare non aiuterà contro il terrorismo e questo è il problema.

Dobbiamo capire cosa sta succedendo. Stiamo cominciando a ricevere dei colpi più interni e più qualitativi i quali hanno su di noi un influsso più significativo. Quando cadono i missili ci rendiamo conto che esiste il pericolo di ferirsi, ma è qualcosa di definitivo.

Il terrorismo sparge la paura dentro di noi e, soprattutto, un senso di impotenza. Sappiamo di avere il sistema di difesa antimissile Iron Dome, gli aerei e l’esercito. Se ci sparano, dobbiamo reagire con una risposta più potente.

Contro il terrorismo però non si può fare nulla poiché è nascosto all’interno. Ma se noi, il popolo di Israele, ci liberassimo dei nostri “terroristi interni”, dall’odio tra di noi, dal desiderio di terrorizzare gli altri, allora sulle nostre strade non rimarrebbero nemmeno i terroristi arabi.

L’unico modo per distruggere il terrorismo è una correzione interiore di tutti rispetto al proprio prossimo. Dopo tutto, se non cambiamo, il prossimo colpo sarà ancora più potente. Sentiamo che un efficiente sistema del terrore ben organizzato e sviluppato sta operando tra di noi. Il sistema comincia a regnare su di noi, infondendo in noi la paura, l’orrore, la sensazione che i terroristi si nascondano ovunque, in agguato ad ogni nostro passo.

Questo descrizione vi ricorda la rete egoista di relazioni tra noi? Questo è proprio lo stesso sistema, il suo riflesso esterno. Finora per strada non abbiamo visto un tale terrore, ma possiamo arrivarci se non cominciamo a trattare ora con i “terroristi interni”, con il nostro egoismo.

Il terrorismo fisico può riflettere accuratamente quello interiore, il terrorismo spirituale, quindi arriveranno dei tempi terribili. Speriamo che il Creatore non permetterà che questo accada e che ci prenderemo cura di noi stessi.
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Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah 19/10/2015, Baal HaSulam, “La Garanzia Mutua”

 
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Un Kabbalista può fermare la guerra?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Se l’uomo è diventato un Kabbalista, ha rivelato il mondo superiore e rileva le forze che si celano a tutti gli altri, come fa questo ad influenzare la sua vita quotidiana?

Risposta: Lui, come tutti gli altri, va a lavorare, si prende cura della sua famiglia e alleva i suoi figli. Nella sua vita non cambia niente tranne il fatto che, dal momento in cui diventa un Kabbalista, può rendere il nostro mondo migliore attraverso le sue azioni.

Dopo tutto, egli porta la forza positiva nel mondo contro tutte le forze negative che stanno arrivando dagli altri.

Tutti gli altri sono egoisti e lui è un altruista. Così, inizia a fare dei buoni cambiamenti nel mondo. Ferma le cattive progressioni degli eventi, le guerre, le catastrofi e gli atti di terrorismo. Impegna le sue forze di dazione e quindi inclina la bilancia delle forze verso la parte del bene.

Domanda: Come può fermare un Kabbalista la guerra?

Risposta: Tutto ciò che sta accadendo nel nostro mondo è il risultato dell’interazione tra le forze del bene e del male. Nel nostro mondo agiscono solo queste due forze, divise in molte forze particolari, positive e negative: i 613 desideri, le 613 forze e le 613 Luci.

Tuttavia, il Kabbalista è in grado di equilibrare, come su una bilancia, l’influenza che giunge dall’Alto e di renderla buona. Egli può mettere un peso sul piatto del bene, che sposterà la freccia sul piatto della bilancia dal lato negativo per portarlo al centro dell’equilibrio. Com’è scritto: “Se l’anima così merita, giudica se stessa e l’intero mondo sul piatto della bilancia del merito”.

Domanda: Allora, perché non abbiamo istituito uno squadrone di Kabbalisti in campo militare per fermare gli attentati terroristici e le guerre?

Risposta: È vero! Ma per fare questo dobbiamo prima procurarci molti Kabbalisti. Purtroppo, al momento, non ce ne sono nel mondo. Ci auguriamo che presto potremo portare molti Kabbalisti nella nostra organizzazione, affinchè possono insegnare a tutti, raggiungendo sempre più persone.

Tuttavia oggi, il mondo è a corto di Kabbalisti, ed è evidente da quello che sta accadendo con il popolo di Israele, entro i confini di Israele e oltre, dall’atteggiamento negativo di tutto il mondo verso la nazione. Tutto questo è il risultato del fatto che non possiamo spostare il mondo sul piatto del merito della bilancia, né noi, né il popolo d’Israele, e tanto meno il mondo intero.

Solo il popolo di Israele è capace di fare questo. Solo a noi è stato dato il libero arbitrio, e se non saremo in grado di spostare il piatto della bilancia per il mondo intero e per noi stessi verso il lato del merito, allora riceveremo la reazione negativa che stiamo vedendo oggi.

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Da un programma della radio israeliana 103FM 16/8/2015

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Condividere il dolore degli altri è la chiave per la rivelazione del Creatore

Dr. Michael LaitmanDa “Fruits of Wisdom” (I Frutti della Saggezza) e “He Who Shares the Public’s Grief” (Colui che Condivide il Dolore Altrui) di Baal HaSulam: “L’uomo viene valutato in base alla sua misura” cioè in base alla grandezza dei vasi, in base al contenitore ed alla sua parte interiore. La stessa mancanza verrà sempre colmata, non di più e non di meno.

Quindi, il servo del Signore che non condivide il dolore degli altri ma sente solo la propria mancanza personale, ha un contenitore per l’abbondanza che non è abbastanza grande e quindi non potrà ricevere la rivelazione generale della Divinità nel segreto della consolazione comune, poiché egli non ha preparato un vaso per ricevere questa fase più ampia ma (l’ha preparato ndt) solo per la sua fase privata.

Tuttavia, se egli condivide il dolore altrui e percepisce i problemi generali come fossero propri, allora viene ricompensato con la visione della fase completa della rivelazione della Shechina, cioè la consolazione di tutta Israele, poiché la sua mancanza è una mancanza generale e quindi l’abbondanza della santità è anche generale.

Bisogna dunque comprendere il significato di “I giusti non hanno requie”, che significa che poiché l’abbondanza è benedetta in base al livello di mancanza ed all’intensità dei desideri dei giusti, allo stesso modo, non di più e non di meno, essi si sforzano sempre di approfondire ed ingrandire i loro vasi, perché colui che dona non ha limiti, solo chi riceve li ha. Quindi, il loro unico obiettivo nella vita è quello di rafforzarsi, desiderare ardentemente che in essi si formi un vaso e così arrecare contentezza con l’espansione dei confini della santità.

Il vaso di ricezione è limitato ed il vaso di dazione è illimitato. Tutto dipende dall’uomo. Tanto quanto l’uomo tenta di espandere il proprio vaso di dazione, così riceve aiuto dall’alto. Se l’uomo è davvero interessato alla correzione ed usa tutti i mezzi che ha, potrà sempre ingrandire il proprio vaso, ovvero, aumenterà la propria mancanza per la dazione. La Luce che riforma opera sull’uomo in base a questi sforzi e corregge il suo vaso, lo prepara e lo riempie. È quindi detto “I giusti non hanno requie, né in questo mondo né nel mondo a venire”, cioè né al livello attuale, né al prossimo livello, e saranno sempre in grado di avanzare.

La chiave e la base per l’avanzamento è condividere il dolore altrui, nel senso che le mancanze aggiuntive ed il bisogno di dazione possono essere acquisiti dall’ambiente. Non vi è alcun altro luogo; l’ambiente è l’unico posto dal quale si può attingere illimitatamente e di conseguenza avanzare.

Possiamo dunque stabilire come l’uomo vede il proprio avanzamento nella vita spirituale. Oggigiorno questo riguarda chiunque, sia uomini che donne. Dipende dall’uomo, se si isola e pensa che avanzerà solo grazie allo studio oppure se partecipa alla divulgazione ed alla vita di comunità, connettendosi al gruppo con tutte le sue forze. Se l’uomo non fa questo, non potrà accumulare la mancanza per la dazione, certamente, arrivare ad una preghiera e ricevere un vaso già pronto. La Luce è in abbondanza e riempirà quindi immediatamente il vaso nel momento in cui sarà pronto.

Baal HaSulam scrisse: “L’uomo viene valutato in base alla sua misura”. In fin dei conti può valutare solo quanto ardentemente desidera essere nel vaso di dazione ed essere riempito dalla Luce. Tutto dipende solo da lui, dalla preparazione del suo vaso. Condividere il dolore altrui è la chiave per la rivelazione del Creatore.

Nel suo articolo “The Giving of the Torah” (Il Dono della Torah) Baal HaSulam scrisse che quando i figli di Israele erano in Egitto, divennero una nazione che interamente soffriva la schiavitù ed il duro lavoro nel momento in cui iniziarono a condividere reciprocamente le proprie pene. Il Faraone portò i figli di Israele più vicino al Creatore ed impose loro afflizioni sempre maggiori e, quale risultato, li obbligò a connettersi. Essi si resero conto che solo grazie alla connessione tra di loro potevano essere salvati ed uscire dall’Egitto. In questo modo l’uomo riceve la giusta mancanza.

Ne consegue che abbiamo opportunità illimitate di avanzamento, perché tutto il mondo ha bisogno di correzione. Avremo sempre la possibilità di influenzare la società e di impegnarci maggiormente nella divulgazione, senza limiti; riceveremo le mancanze dalle persone ed avanzeremo prima di loro ogni volta, così saremo i loro insegnanti e li serviremo. In questo modo, avanzeremo verso i vasi di dazione sempre più grandi.

Tutto il dolore deve avere un unico scopo: assorbire mancanze aggiuntive dall’ambiente più prossimo o da un ambiente man mano più ampio, finché tutto il mondo viene incluso nel mio vaso. Questo è lo scopo della rottura dei vasi, cioè l’osservanza dei comandamenti. Solo costruire una mancanza per la dazione può dare appagamento a tutto.

Oggigiorno vediamo che il mondo intero, inclusi noi, è già pronto per la rivelazione della mancanza per la mutua dazione. Così costruiamo il luogo per la rivelazione del Creatore, in modo da arrecargli contentezza. Tutto questo avverrà di fronte ai nostri occhi.

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Dalla Preparazione al Congresso 25/02/2014

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