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Per la mia visita in Cile: Un nuovo sito internet

I nostri amici del Cile e della Colombia hanno creato insieme un nuovo sito internet dedicato alla mia attuale visita in questi paesi.

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Non nasconderti dietro lo schermo di un computer

Domanda: Dopo l’unione che abbiamo sentito durante il congresso, l’uomo che studia con noi virtualmente dovrebbe cercarsi un gruppo nel quale inserirsi?

Risposta: Andare a cercare un gruppo non è più come succedeva duecento anni fa, quando l’uomo doveva lasciare la propria casa per andare alla ricerca. Oggigiorno entra in internet e si trova già insieme a noi, nel gruppo comune. Ha già assistito ad un congresso e sa di cosa si tratta.

Dovrebbe cercare un gruppo fisico? Non so se ne ha l’opportunità. Il gruppo più vicino potrebbe trovarsi diverse ore di strada lontano da lui.

Dovrebbe tuttavia cercare di mantenersi in collegamento con gli altri. Alcune volte devi sentire quanto tu non voglia questa connessione. Può darsi che collegandoti virtualmente idealizzi la situazione, pensando di essere già unito a loro completamente, mentre in realtà ti nascondi dietro lo schermo del computer. E allora, smetti di stare dietro il computer e collegati veramente agli altri. Vedi se è possibile.

Ovviamente adesso, dopo l’unificazione avvenuta durante il congresso, iniziamo a sentire confusione, repulsione e separazione, tutti quegli stati che sono opposti all’unità, uno contro l’altro. Questo avviene perché. per poter crescere, dobbiamo avanzare con le due gambe, quindi non sorprenderti se ci troviamo da un momento all’altro in stati opposti. Dobbiamo abituarci al fatto che devono alternarsi e susseguirsi uno con l’altro.

Perciò, se l’uomo non ha una connessione vicina con un gruppo, non attraversa questi stati drammaticamente, in modo veloce e intenso. Tutto questo viene fuori per lui in modo “macchiato”, ciò nonostante deve avere qualche tipo di connessione fisica con gli altri, perché siamo in questo mondo e non possiamo annullarlo completamente, non possiamo trasformarlo in un mondo virtuale. Siamo qui nei nostri corpi e con ogni tipo di connessione tra di noi perché è importante. Acceleriamo il tempo con le connessioni fisiche tra di noi.

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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 12.12.2011 Gli scritti di Rabash)

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Le persone si conoscono tra di loro attraverso 4,74 strette di mano

Opinione: La teoria delle sei strette di mano nel 1929 è stata esposta da Carinti. Nel 1960 l’ipotesi è stata verificata da Millgerm, chiarendo che la catena è composta da 5,2 persone. Gli scienziati dell’Università di Milano in cooperazione con gli specialisti di Facebook hanno rianalizzato la connessione tra i 721 milioni di utilizzatori di Facebook. La quantità di connessione tra di loro era di 69 miliardi.

In accordo alle ricerche, la linea media della catena tra due persone qualunque era composta da 4,74 “strette di mano”. Con questo, se si prendono in considerazione le connessioni locali tra le persone (per esempio nei limiti di un paese) allora la catena si costituirà attraverso tre partecipanti.
Facebook sostiene che la quantità media di amici degli utilizzatori della rete sociale, sia composta da 30 persone.

Il mio commento: Le interconnessioni ci penetrano a tutti i livelli e ogni giorno si restringono sempre di più. Per il nostro buon futuro siamo obbligati a correggerle con la garanzia mutua, in quanto è impossibile spezzare queste connessioni, e dalla loro qualità dipende il nostro futuro.
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La depressione nella vita moderna

Opinione: (Jerry Kennard, healthsentral.com) “Siamo più ansiosi e depressi che mai, e la situazione sta peggiorando invece di migliorare: L’argomento che la moderna tecnologia possa un giorno proteggerci dalle malattie e la disperazione e quindi offrire un mondo di ozio, e di conseguenza più felice, sembra sorpassato…

La Dott.Sa Catriona Morrison, dell’Università di Leeds, nel Regno Unito, trova che il largo uso d’internet sia associato alla depressione. Il largo utilizzo d’internet è associato al gioco d’azzardo, alle interazioni nelle comunità sociali e nella visone di contenuti sessuali. Secondo la Sig.ra Morrison “lo studio rinforza la speculazione pubblica che l’eccesso di partecipazione nei siti web che rimpiazzano la funzione sociale normale possa essere collegato a disordini psicologi come la depressione e la dipendenza.”

Il mio commento: Pensiamo erroneamente che internet possa rimpiazzare la comunicazione. Questi sono giusto i mezzi che ti portano alla solitudine e ti’isolano dagli altri senza che tu ti renda conto fino al punto di non essere più capaci di comunicare direttamente. Questa situazione peggiorerà fino alla realizzazione di questo come male, e allora la società comprenderà il bisogno di una buona comunicazione diretta e aperta. Solamente questo sarà in grado di eliminare la depressione!
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L’arte di raggiungere le masse

Abbiamo biosogno dell’arte di raggiungere le vaste masse, e dobbiamo farlo dove gli uomini passano regolarmente il loro tempo: su internet. Abbiamo bisogno di rafforzarci in questo spazio, usando tutti i mezzi possibili per influenzare l’opinione degli uomini.

Con l’aiuto di centinaia di migliaia di nostri amici, incominceremo a cambiare l’atmosfera su internet, in modo pacato, tanto da non suscitare l’antagonismo di qualcuno, ma senza indugi. Non ci sono trucchetti speciali da usare perchè l’intero sistema di internet è “a disposizione”; in questo spazio, infatti, tutti i generi di operezioni scoperte e nascoste sono compiute da organizzazioni pubbliche e segrete.

Quindi, dobbiamo usare dei sistemi analoghi. Non abbiamo nulla di cui vergognarci. Abbiamo uno scopo: correggere l’umanità ed il mondo.

Alcuni credono che la felicità possa essere raggiunta attraverso la coercizione. Per costoro, la coercizione è il mezzo di correzione. Le loro argomentazioni sembrerebbero quasi convincenti. Quindi, cosa c’è di sbagliato nel controbilanciare il loro messaggio con quello dell’unione e del reciproco sostegno universale?
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(Dalla 5.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.07.2011, “l’ Arvut (la Garanzia Mutua)

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Esperti, fatevi sentire!

Domanda: E’ molto difficile spiegare alla gente che la soluzione ai problemi spinosi di oggi sta nell’interconnessione tra gli uomini.

Risposta: No, non lo è. Infatti, siamo aiutati da molti specialisti – non solo in senso teorico, ma da scienziati che fanno ricerca sui problemi attuali e sulla natura, inclusi gli economisti, i politici, i sociologi, gli psicologi, i banchieri e i rappresentanti delle grandi società.

Oggi tutti parlano di economia perché rappresenta la connessione che c’è tra di noi: quanto mi devi e quanto ti devo. Non si tratta di cultura, arte, religione o etica. Si tratta di soldi, un preciso strumento di misurazione della nostra reciproca dazione. Rappresenta la rete di una connessione corretta, egoistica, salutare e solida tra di noi. Noi l’abbiamo rovinata con le nostre “speculazioni”, ma di per sé era perfettamente adeguata.

E così, dobbiamo spiegare alla gente che questa rete non funziona più. E lo dobbiamo spiegare con degli esperti a cui ci rivolgeremo – migliaia di uomini che si trovano ai vertici del mondo: direttori di banca, analisti societari, e così via. Facciamoli parlare mentre noi ce ne stiamo in disparte. Dopo di loro la parola dovrà essere data agli scienziati, e poi ai rappresentanti del sistema educativo. Diamoci dentro —usiamo quello che c’è a disposizione.

E’ così che vedo succedere le cose oggi.

Domanda: L’uomo medio sarà incuriosito di ascoltarli nel suo tempo libero, ma si tratta di faccende molto lontane dal suo personale interessamento e dai problemi che può avere nella vita.

Risposta: Non c’è altra soluzione. Dobbiamo dare il tempo alla fase iniziale di manifestarsi, fino a quando non avremo convinto l’uomo che qui è dove si trova il problema. Al fine di capire i guai del mondo, è necessario studiare cosa sta succedendo. E’ come un uomo ammalato che “entra” in internet per cercare delle informazioni sulla sua malattia e per trovare i mezzi per curarsi. Dunque, dobbiamo soltanto dare agli uomini un “aggancio”, una fune che li colleghi tra ciò che sta succedendo oggi e la soluzione.

Questo compito incombe sugli scienziati, e noi dobbiamo agire in questa direzione senza ulteriori ritardi.

Metteremo in pratica e divulgheremo le loro, non le nostre, spiegazioni, che sono importanti e ben fondate. In linea di principio, dobbiamo diventare una “macchina pubblicitaria” che diffonde velocemente il flusso di informazioni dagli esperti alle masse. Senza farci conoscere, daremo loro grande importanza, li pubblicheremo sui siti, e li promuoveremo nei mezzi di comunicazione.

Non abbiamo neanche bisogno di un nostro sito. Non vogliamo “portare gli uomini dalla nostra parte” ma li lasceremo dove sono abituati a stare. Questo è il vero lavoro di divulgazione.

Domanda: Cosa dovrebbe capire una persona da poco di tutto questo, una persona che non capisce niente e prende per buono tutto quello che le si dice? E’ sufficiente dargli il messaggio che insieme è il bene mentre divisi è il male?

Risposta: Sì. E anche una “persona che conta” deve capire proprio questo. Non stiamo realmente programmando di parlare loro dell’intenzione altruistica Lishma, non è vero? Queste persone non sono ancora mature interiormente per questo concetto. E’ scritto, “Alleva un ragazzo per come è fatto”

Domanda: Ciò significa che dovremmo fare come la gente che usato Facebook per costringere i produttori ad abbassare i prezzi dei loro prodotti, così dovremmo semplicemente spingere i governi ad unirsi?

Risposta: Sì. Cerchiamo degli esperti, coloro che non solo capiscano il concetto, ma che siano in grado di mettere insieme un campo di lavoro e poi di farlo funzionare. Ci sono parecchi milioni di uomini nel mondo a cui piacerebbe e che sono in grado di unirsi in questo lavoro che dovrà essere realizzato. Questo “esercito” deve essere solamente organizzato per mettere in pratica questo compito.

Nel frattempo, noi resteremo dietro le quinte. Oggi non abbiamo più bisogno della televisione. Infatti, tutta l’umanità, oggi, è su internet. E questo sarà l’unico modo in cui riusciremo ad organizzarci ed è ciò che la nostra azione di divulgazione farà parallelamente. Questi sono i cambiamenti che dobbiamo incominciare a fare adesso, senza ulteriori ritardi.
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(Dalla 5.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.07.2011, “Arvut”)

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Dall’illusione virtuale alla realtà spirituale

Cari amici!

Tutti insieme abbiamo vissuto gli indimenticabili momenti al congresso WE! che si è svolto nel New Jersey. Ad ogni congresso la nostra connessione e la sensazione dell’intero gruppo mondiale diventa più chiara e più stretta.

Ma, allo stesso tempo, c’è la necessità di vederci e di sentirci simultaneamente su di un unico schermo comune, come se ci trovassimo tutti insieme dentro la sala del congresso. Chiedo a tutti voi di riflettere su questo perché in questo modo riusciremo a creare un programma che sia in grado di accogliere tutti i gruppi e di riunire le persone sparse per il mondo, come se ognuno stesse ascoltando e vedendo la stessa cosa.

Dobbiamo creare questa illusione virtuale tra di noi. Ci aiuterà a raggiungere velocemente la totale unione spirituale di ognuno dentro un unico desiderio ed un unico pensiero, per diventare un solo uomo, Adamo.

Dr. Michael Laitman
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Un vero ambiente virtuale

Dobbiamo organizzare un ambiente interiore tra di noi invece che il solito ambiente umano che è esterno. Allora il nostro ambiente controbilancerà l’influenza esterna e ci influenzerà di sua iniziativa, facendoci “il lavaggio del cervello” e “pubblicizzando” intensamente l’ascesa spirituale come la cosa più importante che dobbiamo compiere nella vita.

In caso contrario lascerò questo mondo senza essere servito a niente. Un animale che è vissuto e poi è morto. Il corpo “si è trascinato in giro” fin tanto che gli è stato permesso di farlo e poi si è decomposto, ed intanto non si è realizzato niente. Il punto inserito nel corpo dal mondo spirituale è rimasto un semplice punto e non si è sviluppato.

Tutto dipende dall’importanza dell’ambiente. Non c’è niente di più importante che organizzare un ambiente virtuale che sia caloroso e accogliente. Questa è la cosa più importante. Altrimenti i miei pensieri si staccheranno dalla giusta direzione in ogni preciso secondo e forse la prossima volta che mi staccherò, non avrò più la possibilità di ritornarci.

Infatti, se mi dedico alle mie sole capacità, allora non mi fermerò mai a pensare alla spiritualità. Mi fermerò a pensarci per la prima volta quando il Creatore, la forza superiore, mi risveglierà. La Luce superiore risveglia i Reshimot ed è questo il modo in cui i miei Reshimot spirituali si risvegliano, facendomi sentire un desiderio che si rivolge verso la Luce. Ma questo succede solamente una volta. Forse il Creatore risveglierà la persona ancora una o due volte, ma tutto il resto dipende da noi. Io devo costruire un ambiente che mi circonda il più velocemente possibile il quale diventerà un ventre materno nel quale far crescere la mia anima.

L’ambiente spirituale deve essere molto numeroso ma, cosa più importante, deve avere grande forza ed essere il più affiatato possibile. Baal HaSulam ha scritto a questo proposito, e così ha fatto il Rabash. La forza principale deve essere la qualità, non la quantità. La qualità determina tutto.

La qualità dell’influenza dipende da quanto ci preoccupiamo gli uni degli altri, quanto ci ispiriamo a vicenda, quanto ritorniamo ai principi fondamentali dell’ambiente circostante e ci prendiamo cura del fatto che nessuno si dimentichi dello scopo. I pensieri degli amici passano a me e perciò, più io li ispiro, più loro mi ispirano in risposta.

Non sarò in grado di risvegliarmi alla spiritualità a meno che non risvegli il gruppo. Il gruppo mi ispirerà, se io lo ispirerò. Dobbiamo lavorare sempre dentro questo cerchio chiuso.

Questa è la ragione per cui l’ambiente virtuale è importante per noi. Dobbiamo creare un portale che ci permetterà di mantenere un contatto continuo tra di noi. Non è un caso che i mezzi di comunicazione si siano sviluppati nel mondo permettendoci così di restare in contatto, di vedere costantemente cosa sta succedendo nel nostro ambiente virtuale.

Io sogno un ambiente virtuale nel quale sarò in grado di comunicare e di essere in contatto con gli altri costantemente, in cui percepire gli altri per mezzo delle parole e della musica, 24 ore al giorno, senza sosta. Allora ci scambieremo continuamente l’importanza della realizzazione dello scopo, l’amore, la connessione, la giusta direzione, ed è questo il modo in cui ci manterremo nell’ascesa spirituale e ci consolideremo tutti insieme fino a quando non diventeremo un solo vaso, un’unica anima.

Speriamo di poter realizzare questa piattaforma e di stare in collegamento continuo con voi.
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(Dalla 5.a lezione del Congresso WE! 01.04.2011)

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Una spinta per nascere prima

Domanda: Baal HaSulam scrive che, prima di iniziare a studiare la Kabbalah, è necessario comprendere di che cosa si tratta. Come possono gli uomini comprendere il suo linguaggio se è così complicato?

Risposta: Comprendere che cos’è la saggezza della Kabbalah significa acquisire uno schermo per elevarsi al di sopra del proprio egoismo e vedere così le azioni spirituali. Allora, saremo in grado di comprendere un insegnante di Kabbalah ed imparare da lui cosa dobbiamo fare dopo. Comprenderemo e saremo capaci di verificare tutto quello che ci dirà in senso pratico, seduta stante, come avviene per i comuni studenti del mondo materiale.

Ma fino a quando non saremo nati nella spiritualità, come ci possono venire spiegate le cose? E come se si parlasse di questo mondo ad un bambino che non è ancora nato e che si trova nel ventre della mamma. Infatti i Kabbalisti ci parlano da un altro mondo. Noi ci troviamo in questo mondo, dentro la sua sfera, come in una bolla, e intanto ci viene detto cosa sta succedendo al di fuori di essa.

Perciò, i testi Kabbalistici funzionano per noi solamente come un “rimedio miracoloso”(Segula).Gli articoli sono scritti per i principianti, mentre il testo intitolato “Lo Studio delle Dieci Sefirot” è scritto per coloro che sono nati nella spiritualità, che sono già dei “bambini spirituali” ai quali può essere raccontato del mondo superiore. Grazie a ciò, essi progrediranno ed incominceranno ad esplorare il nuovo mondo nel quale sono nati.

Mentre per coloro che si trovano ancora dentro il ventre della mamma, si tratta solamente di uno stimolo, una spinta a nascere il prima possibile.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana della Kabbalah del 14.02. 2011 “L’essenza della saggezza della Kabbalah”)

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Apri la porta al domani

Il mondo sta raggiungendo lo stato del desiderio di unirsi! Deve unirsi come risultato della rivelazione del nostro desiderio interiore, a causa della richiesta della natura. È per questo che la nostra mente sta cominciando a sviluppare ed inventare cose che ci aiutano ad ascoltare gli altri a distanza. In questo modo abbiamo inventato la radio 150 anni fa. È stato solo 150 anni fa! Dopo, meno di 100 anni fa, è apparsa la televisione e la gente ha inventato il cinema col fine di creare l’illusione del movimento. Poi, circa 25 anni fa, abbiamo raggiunto lo sviluppo della connessione Internet.

Tutto questo è il risultato del nostro desiderio che si sviluppa ed esige una maggiore integrazione ed unità tra di noi. Questo desiderio si sviluppa e non possiamo fermarlo. Esige un’interconnessione costante, incessante ed universale 24 ore al giorno, in tutto il mondo.

200 anni fa, la persona poteva viaggiare in qualche posto e dopo ritornare. Durante la sua assenza di un mese, ad esempio, non sapeva cosa succedeva nel suo paese. Adesso però questo è impossibile! Inoltre i libri sono spariti; ci vuole troppo tempo per scriverli, stamparli ed inviarli e per far si che dopo qualcuno li legga. I giornali, le notizie e tutto il resto passeranno alla velocità della luce, alla velocità della connessione elettrica. Tutto questo è causato dal bisogno per la nostra correzione.

La nostra natura si rivela come un sistema unico ed integrale, che ci obbliga ad essere connessi. Quello che avviene in un luogo viene immediatamente continuato in un altro e tutti cominciano ad accendersi. Chi lancia il fiammifero che incendia il mondo intero? Nessuno! Succede, perché siamo connessi nei nostri desideri interiori.

Se paragoni l’inizio dell’anno alla sua fine, potrai vedere il mondo totalmente interconnesso. Dopotutto, dobbiamo avanzare verso la correzione generale, per essere come un solo uomo con un solo cuore, per raggiungere lo stato in cui siamo nel mondo dell’ Infinito, per rivelare l’unica forza della connessione tra di noi.

È per questo che dobbiamo sviluppare in questo modo la nostra televisione kabbalista e le nostre risorse Internet, affinché siano interattive e dal vivo il più possibile. Le trasmissioni dal vivo devono avere luogo tutto il giorno e le persone devono poter chiamarsi da tutto il mondo in tutte le lingue affinché nessuno senta la separazione o la differenza con gli altri. Questo deve essere dal vivo, invece di essere prima registrato e tirato fuori dall’archivio. In questo modo l’informazione non sarà percepita come “morta”, ma tutto il mondo sentirà che è viva. Il tuo desiderio vive nel presente e non percepisce più quello che hai fatto ieri. È cambiato, ma tu stai cercando di vendere qualcosa che è già morto.

La gente lo sentirà in un modo così acuto che non sarà più capace di vedere i film. Sentirai di non essere più impressionato da un film che ti emozionava o ti faceva piangere. Vedrai che questo non ti colpisce più perché è stato filmato diversi mesi fa, non è più vivo! Tutto deve succedere in questo stesso momento. Io sto dando le mie sensazioni, mentre la forma esterna che ci aiuta ad essere virtualmente connessi gli uni agli altri, è solo un mezzo per raggiungere la connessione interna da cuore a cuore! Se potessimo fare le cose in questo modo, avremmo successo nella divulgazione della scienza della Kabbalah.

Questo è ciò che il mondo intero sta anelando. Neppure lo sappiamo ancora, ma questo è esattamente ciò che desideriamo. Una persona che lo capisce e sa come dire le cose al mondo dal suo cuore, come parlare al mondo delle cose a cui aspira e sa farlo in una maniera che non è solo attuale oggi, ma anche nel futuro, in una certa misura questa persona apre la porta al domani.
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(Dalla lezione sulla porzione settimanale della Torà del 10.02.2011)

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