Pubblicato nella 'Internet' Categoria

La neutralità della rete non esiste perché la neutralità non esiste

Larry Sanger, il cofondatore di Wikipedia, recentemente ha criticato l’enciclopedia online che ha creato per  mancanza di neutralità. Questa non è stata la prima volta che l’ha fatto. Il 14 maggio 2020 Sanger ha scritto nel suo blog personale: “Wikipedia non ha più  una valida politica neutrale”. Invece, ha dichiarato, “Wikipedia pubblicizza punti di vista controversi sulla politica, religione e scienza.”

Sanger ha ribadito le sue argomentazioni in un  articolo del 16 luglio, che Sanger ha dato a Lockdown TV due giorni prima. Secondo la storia “‘Wikipedia è conosciuta attualmente da tutti per avere molta influenza nel mondo … quindi c’è un gioco molto grande, brutto e complesso  che viene giocato dietro le quinte per far dire agli articoli ciò che qualcuno  vuole che  dicano”, ha detto Sanger, aggiungendo che “il sito ha un pregiudizio liberale”. La parola per riassumere ciò che Wikipedia è diventata, è “propaganda”, ha detto il suo co-fondatore.

Diversi anni fa la neutralità della rete è stata una questione importante. C’è anche una voce estesa al riguardo, avete indovinato, su Wikipedia. Il principio della neutralità della rete esige dai gestori di Internet di non discriminare individui o organizzazioni. Secondo Investopedia, “La neutralità della rete stabilisce che i fornitori di servizi non dovrebbero rallentare né [sic] bloccare il contenuto degli utenti.” Eppure Sanger afferma che la sua creazione non riesce a soddisfare queste disposizioni. 

Per come la vedo io, il problema non è con Wikipedia o con qualsiasi altra piattaforma che non riesce a soddisfare i termini della neutralità della rete. Il problema è che  ci aspettiamo che soddisfino questi termini in primo luogo.  È umanamente impossibile essere neutrali. Formuliamo un’opinione nel momento in cui incontriamo qualsiasi cosa: una persona, un evento o un’idea. 

Siamo tutt’altro che neutrali, quindi come possiamo essere invitati a mantenere imparziali le nostre azioni su Internet? Siamo intrinsecamente egoisti. Non ci piace ammetterlo, ma uno sguardo allo stato del mondo oggi testimonia il livello del nostro egocentrismo. Se questo è il caso, e siamo così profondamente prevenuti che spesso non siamo in grado di vedere la nostra stessa parzialità, come possiamo creare qualcosa di neutro? Anzi, chi se lo aspetterebbe? Quale persona sana di mente penserebbe che le persone possano scrivere una voce su un’enciclopedia senza riflettere le loro opinioni sull’argomento?

Per fortuna, penso che la gente stia cominciando a capire che ci vengono dati in pasto fatti falsi e false “verità”.  Vogliamo ancora consumare media che riflettono le nostre opinioni, che ci fanno sentire che abbiamo ragione, e che soddisfano il nostro ego, ma penso che stiamo cominciando a capire che essere alimentati da false narrazioni non è nel nostro interesse. La domanda è quanto ancora saremo disposti a tollerarlo prima di dire “Basta! Non possiamo più voltare le spalle alla verità.”

Una volta raggiunta questa decisione, capiremo che non c’è neutralità da nessuna parte perché siamo intrinsecamente parziali ed egocentrici  e quindi siamo la ragione per cui non possiamo vedere il mondo per quello che è. Anche se c’è un senso di colpa collettivo e noi  come specie siamo egoisti, c’è anche una responsabilità personale, la constatazione del fatto che tutti siano egoisti non giustifica il mio essere così.

Indipendentemente da tutti gli altri, ho la mia responsabilità di rispondere, soprattutto dal momento che sono consapevole dei miei difetti. Pertanto, dire: “Anche tutti gli altri sono così” non mi esime dall’assumermi la responsabilità di ciò che potevo correggere ma non l’ho fatto.

Una volta che un sufficiente numero di persone si sarà reso conto che il nostro ego ci impedisce di vedere il mondo correttamente e quindi ci fa costruire un mondo contorto, ciò si rifletterà sul resto dell’umanità e il cambiamento inizierà. Non posso dire quante persone ci vorranno per avviare il cambiamento, ma quando raggiungeremo la massa critica, sostituiremo l’attuale senso di autodeterminazione prevalente con un senso di connessione reciproca. Invece di trarre piacere dall’affermare ciò che crediamo sia nostro, godremo nel concedere ciò che possiamo.

Nel momento in cui la società diventerà una società di donatori, un’atmosfera di responsabilità reciproca e di preoccupazione per gli altri si diffonderà nelle comunità e nelle famiglie, e il mondo intorno a noi cambierà in meglio. In quel momento non perseguiremo la neutralità della rete, o qualsiasi neutralità, poiché l’unico motivo per cui la stiamo cercando ora è la nostra disposizione a sfruttare e abusare degli altri. Ma quando il nostro obiettivo sarà incoraggiare e sostenere gli altri, nessuno cercherà la neutralità.

Il senso della vita di una classe sociale “inutile”

Domanda: Sarebbe logico pensare che le comunità virtuali aiutino le persone a comunicare nella vita reale ma in realtà è il contrario, perché?

Risposta: Poiché le persone sono influenzate dal loro egoismo. Non possiamo farci nulla. Fintantoché non ci correggeremo, ogni modalità e forma di comunicazione ci danneggerà.
Domanda: Alcuni studiosi credono che i videogiochi forniranno un senso della vita alla classe sociale “inutile”, composta dagli individui che hanno perso il lavoro. Potranno essere miliardi di persone. Gli sarà garantito un salario minimo e giochi così da non farli ribellare. Lei vede possibile uno scenario del genere?

Risposta: Purtroppo sì, potrà succedere. Anche se questa sarà una fase intermedia di sviluppo dell’umanità e non quella finale.

Domanda: Oggigiorno ognuno di noi entra in contatto con così tante persone per cui non basterebbe una vita intera per incontrarle tutte. È un’opportunità per noi? Come possiamo sfruttarla nella giusta maniera per la nostra crescita personale?

Risposta: Credo che questo fenomeno ostacoli la nostra crescita personale, e che una persona qualunque non abbia la possibilità di staccarsene e crescere.
[274792]

Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, 7/10/2020

Materiale correlato:
Il senso della vita sta nell’impararne il significato
Le fasi dello sviluppo dell’umanità: la paura e l’impotenza
La dipendenza dai videogiochi

Risposte dalla Kabbalah

Domanda: Qual è la differenza tra una comunità virtuale e una spirituale?

Risposta: Una comunità virtuale ha molti obiettivi diversi. La comunità spirituale invece persegue uno scopo che è molto chiaro, distinto e stabilito dai suoi grandi maestri. E noi, come studenti, ci stiamo muovendo verso questa meta.

Domanda: Cosa consiglierebbe ai proprietari di Social Network come Twitter, Facebook e YouTube?

Risposta: Consiglierei loro di guidare lo sviluppo dei Social Network nella direzione appropriata per dare alle persone l’opportunità di essere in comunicazione fra loro nel modo più aperto e l’umanità se ne accorgerà rapidamente.

Ma oggi, questi Social Network funzionano in un modo che impedisce alle persone di essere adeguatamente connesse. Dovrebbero permettere alle forze della natura di guidare le persone verso l’obiettivo corretto. Ma essi interferiscono, e questo è il loro male più grande.

Domanda: Che tipo di tecnologia potrebbe suggerire per sviluppare la comunicazione tra le persone? Ha qualche idea?

Risposta: No. Penso che tutte le idee emergeranno non appena ce ne sarà il bisogno.
[275233]

Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, del 07/10/2020

Materiale correlato:

Da che cosa dipende la grandezza di un maestro?
I social network come modello di business
Risposte dalla Kabbalah

I Social Networks come luogo dove esprimere le emozioni

Domanda: Se in passato una persona veniva travolta da emozioni, positive o negative che fossero, e le poteva condividere con diversi amici, oggi può condividerle con milioni di persone. Questa opportunità ci aiuta a svilupparci come individui?

Risposta: No, ciò non ha alcun senso come quello che succede a scuola. Che cosa condivide una persona? Che emozioni gli altri ricevono da esso o essa? Come reagiscono? Tutto questo si colloca ad un livello di bisogni primordiali e non significa nulla. In fin dei conti ciò che guida ciascuno di noi è un mero egoismo quotidiano.

Domanda: È sempre più difficile esprimere verbalmente i propri pensieri ed emozioni, soprattutto per le giovani generazioni. Inoltre, molti hanno vergogna della propria incapacità a scrivere correttamente che si compensa con emoticon, like e altri simboli. Lei pensa che stiamo regredendo all’età della pietra o piuttosto questo è una sorta di sviluppo?

Risposta: Credo sia una cosa positiva. Non c’è un’età della pietra.
Nell’età della pietra non c’erano restrizioni sulla trasmissione delle informazioni, eccettuate le limitazioni tecnologiche. Oggigiorno abbiamo limitazioni sul trasferimento di informazioni in quanto le informazioni semplicemente non esistono; è diventato tutto così piatto.

Ecco che in questo contesto trovano posto gli emoticon senza nessun problema.
Il degrado non è causato dall’uso degli emoticon ma da un decadimento generale. Gli emoticon sono solo un sottoprodotto di questo degrado.

[274323]

Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, 07/10/2020

Materiale correlato:
“La privacy nella nuova era digitale: cosa abbiamo da nascondere?”
Newsmax: “Perché i social network ci rendono asociali”
Un’esistenza isolata

Imparare a vivere solo nel pensiero

Domanda: La connessione virtuale è sufficiente per sviluppare un individuo come persona?

Risposta: Nel futuro, la comunicazione virtuale avrà una qualità diversa. Sarà solo la base per lo sviluppo di connessioni sensoriali interne che non possono essere trasmesse attraverso la comunicazione verbale o fisica.

A noi sembra solo di essere in qualche modo in contatto l’uno con l’altro. Abbiamo bisogno di stabilire un contatto con i nostri cuori e pensieri piuttosto che fisicamente quando siamo opposti gli uni agli altri e quindi ci percepiamo e siamo impressionati l’uno dall’altro.

Domanda: Quali nuovi organi sensoriali consiglierebbe di sviluppare per una migliore comunicazione attraverso la connessione virtuale?

Risposta: Io consiglierei alle persone di imparare a vivere solo nei pensieri in modo che tutti provassimo a essere collegati insieme in un pensiero chiamato “pensiero della creazione”. In questo pensiero, ci capiremo, ci fonderemo e raggiungeremo una connessione con il pensiero che governa l’intero universo, l’intera creazione, e in cui tutti dobbiamo essere inclusi.

[274608]

Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, 7/10/2020

Materiale correlato:
La Kabbalah: il dono della connessione con la forza superiore
Newsmax: “Perché i social network ci rendono asociali”
La densità delle reti sociali

Tutto deriva dall’egoismo

Domanda: Esistono due principi fondamentali nelle comunità virtuali.

Primo: La connessione orizzontale gratuita. Tutti possono comunicare con tutti senza un intermediario.

Secondo: Un’opportunità per tutti di trovare il proprio posto, ossia, di diventare un individuo completamente diverso, non come nella realtà.

Lei pensa che questi principi aiuteranno nello sviluppo personale o spirituale? Dopo tutto oggi abbiamo l’opportunità di comunicare con chiunque e inoltre di comunicare con milioni di persone.

Risposta: Da una parte, questa è certamente una cosa buona. Ma il punto è in che modo ne facciamo uso. Tu stai parlando di capacità tecniche. Ma cosa contengono?
Questo è il problema.

Domanda: Internet permette a una persona di agire a distanza, senza essere fisicamente presente nella società e stabilire dei contatti, delle interazioni o comunicazioni.
Questa è la manifestazione di un egoismo crescente?

Risposta: Tutto deriva dall’egoismo, non c’è nient’altro qui. Dobbiamo
capire che non possiamo scappare da noi stessi, dalla nostra natura. Non appena inizieremo a correggere questo sistematicamente, arriveremo naturalmente a un tipo di connessione qualitativamente nuova tra di noi.

[274186]

Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, 7/10/2020

Materiale correlato:
Dovremmo comunicare tutti attraverso la mente generale dell’universo
Nuovi modi per comunicare
Elevarsi al di sopra dell’egoismo universale

I social network come modello di business

Domanda: Oggigiorno il compito principale dei social network è quello di tenere incollate le persone allo schermo di un televisore o di un computer per vendergli qualcosa, sebbene siano stati originariamente costruiti per migliorare la comunicazione tra le persone.

Lei pensa che sia possibile cambiare un simile ambiente virtuale? Nelle mani di chi dovrebbe essere il potere sulle persone? Cosa dovrebbero guardare? Cosa dovrebbero leggere? Cosa dovrebbero vendere? Dopotutto, tutto è già stato stabilito.

Risposta: Naturalmente, tutto è già deciso. Nessuno mi chiede cosa voglio. In breve, dovrebbe essere creato un organismo speciale di cui possiamo fidarci e che gestirà il modo in cui verremo cresciuti ed educati. Solo questo corpo può dichiarare, espandere, ridurre, cambiare e dettare ciò che dovremmo guardare e ascoltare.

Domanda: E se è nelle mani di governi o privati, allora niente funzionerà?

Risposta: I governi non esistono in quanto tali. Sono gestiti da tutta sorta di magnati finanziari e politici. Se dovesse essere nelle mani di qualcuno, certamente non nelle mani dei governi.
[274285]

Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, 7/10/2020

Materiale correlato:
La famiglia – la base per la crescita spirituale delle masse
Hai l’opportunità per scegliere il tuo destino – 1° Parte
Medium: “Il quadro ideale per un’esistenza felice”

In sostituzione del contatto fisico

Domanda: Lei pensa che le comunità virtuali possano sostituire il contatto fisico?

Risposta: Senza dubbio. Tutto si muove nella direzione in cui ogni persona sarà collegata a un modem, a un computer e quindi sarà connessa a tutta l’umanità attraverso le risorse della comunicazione.

Domanda: Significa che il bisogno del mondo fisico inizierà a scomparire?

Risposta: Naturalmente. Perché devo stare accanto ad un’altra persona? Che differenza fa per me se mi siedo a pochi metri da lei o a pochi chilometri? Questo mi limita? No, non è così.

Se comprendiamo che dovremmo essere collegati da sentimenti, cuori, menti e obiettivi comuni e se lo facciamo gli uni per gli altri e lo esprimiamo e lo trasmettiamo correttamente, allora tutti i tipi meccanici di comunicazione, incluso Internet, perdono il loro valore.
[274554]

Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, 10/07/2020

Materiale correlato:
Dovremmo comunicare tutti attraverso la mente generale dell’universo
Mente e sentimenti
Vantaggi della comunicazione virtuale

Avremo bisogno del mondo fisico?

Domanda: Negli ultimi decenni, abbiamo visto che la tecnologia è al di sopra dei nostri standard morali. Perché la natura ci permette di sviluppare la tecnologia più velocemente di quanto crescano i nostri valori morali?

Risposta: Per riconoscere il male della natura umana e iniziare a correggerlo.

Domanda: Un numero crescente di giovani preferisce vivere nella realtà virtuale. Non crede che sia possibile che nel futuro prossimo non avremo più bisogno del mondo fisico?

Risposta: No, ne avremo bisogno. Non possiamo premere un pulsante e dire che stiamo cancellando questo mondo fisico. Anche se lo volessimo, non saremmo in grado di farlo. Dovremmo comunque mantenere la nostra esistenza fisica in qualche modo.

In linea di principio, tutti i nostri pensieri possono essere concentrati nel mondo virtuale. Tuttavia, questo richiederà solo un breve lasso di tempo nel processo di riconoscimento del male della nostra natura e per capire dove ci ha portato. Usciremo da questo stato e arriveremo alla forma corretta.
[275009]

Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, 07/10/2020

Materiale correlato:
Dal mondo fisico a quello spirituale
Dal mondo illusorio al mondo reale
Il corpo fisico e l’anima

Separati dagli schermi dei computer

Domanda: Attualmente la natura ci ha separati con il Coronavirus e gli schermi dei computer. Stiamo sviluppando una sorta di realtà virtuale. Qual è la fase successiva del livello di comunicazione tra di noi?

Risposta: Quando capiremo che nella corretta connessione tra noi, non con la connessione Internet, ma con sentimenti corretti, potremo creare una forma di unità che ci permetterà di sentire lo strato nascosto della natura, allora inizieremo a rivelare la natura nella sua vera forma.

Domanda: È chiaro che la comunicazione fisica tra le persone è molto più difficile di quella virtuale perché richiede energia e attenzione. È molto più facile mettersi in contatto con gli altri tramite degli schermi. Una volta che impareremo a comunicare attraverso gli schermi, saremo in grado di comunicare fisicamente a un livello diverso?

Risposta: Forse. E spero che questo sia ciò che accadrà. Posso vedere, tramite la divulgazione della saggezza della Kabbalah nel mondo, che questo è il modo in cui ci stiamo sviluppando.
[274904]

Dalla trasmissione di KabTV “Communication Skills”, 7/10/2020

Materiale correlato:
I vantaggi dello studio virtuale
La linea rossa
La connessione è fonte di decisioni corrette