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Il futuro uomo d’ affari

Domanda: Come possono gli imprenditori giungere a conclusioni comuni, al fine di comprendere i nuovi principi integrali e cambiare nell’ ambito della comunità imprenditoriale?

Risposta: Prima di tutto, essi devono essere formati nell’ apprendimento del metodo di educazione integrale. Poi preferiranno i buoni rapporti nelle relazioni, a casa, in famiglia, nella zona in cui vivono, nella loro città, e anche nella loro nazione.

Saranno soddisfatti con un salario medio, dedicheranno molta attenzione a tutti i tipi di piani e di relazioni sociali che forniscono istruzione, assistenza sanitaria, e così via. In altre parole, gli imprenditori devono partecipare attivamente alla vita sociale.

Devono essere pronti a separarsi dal loro vantaggio materiale, a lavorare per il bene di tutta la comunità, ottenendo soddisfazione dal fatto che sono rispettati, valorizzati e amati da coloro che si rivolgono a loro come a persone funzionali che agiscono correttamente e in modo maturo nella comunità.

La reputazione di un uomo d’affari non sarà determinata dalla ricchezza ma dall’impegno nell’ attività sociale. L’educazione integrale lo deve portare ad una condizione come questa, dove lui sentirà che può essere di rilievo nella società proprio perché lui rinuncia ai lussi materiali, che saranno disprezzati nei circoli più ampi della società.
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(Da Kab.TV “Attraverso il tempo” del 16.09.13)

Vivendo con i lupi…

Domanda: Supponiamo che alcuni imprenditori, grazie al sostegno vicendevole, arrivino a una conclusione sulla necessità della reciproca, integrale cooperazione e decidano di cambiare direzione. Che cambi strategici possono fare se sanno questo?

Risposta: Il problema è che esistono imprenditori in una società egoista come un tumore cancerogeno e sono parte di essa. Pertanto è difficile immaginare che inizino in qualche modo a cambiare la cultura d’impresa in cui risiedono. Questo è possibile solo se i numeri sono grandi e se diventano gradualmente consapevoli dei cambiamenti necessari che devono avvenire in loro e nella connessione tra di loro.

Questa riforma è possibile realizzarla in un paese, un sistema chiuso, ma solo se questo paese può raggiungere una forma integrale consapevolmente, costruendo le giuste connessioni tra tutti gli strati della popolazione: tra il superiore, il medio e le classi inferiori. Ma se spieghiamo solo a qualche piccolo uomo d’affari come riorganizzare i suoi affari secondo la tendenza di oggi del mondo che cambia, allora dubito che sia possibile.

Questo perché egli è bloccato in un sistema di concorrenza e corruzione, dove ognuno caccia l’ altro, un sistema rigido. Per mettere la sua piccola e media impresa su un nuovo percorso, per produrre il prodotto più essenziale e vendere i suoi prodotti a un prezzo che è sufficiente solo per la sua esistenza e niente di più, lui sarebbe come un piccolo pesce che vive fra squali che immediatamente lo divorerebbero. Egli non sopravvivrebbe a un tale ambiente ostile.
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(Da Kab.Tv “Attraverso il Tempo” – 16.09.2013)

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Una forza positiva

Creiamo energia con le nostre azioni comuni di unità. Ma dobbiamo anche usarla correttamente per tutti, per unire il gruppo.

L’energia che ricevo dal gruppo è la mia ricompensa per essere fedele al gruppo. Divento una parte integrante di un tutto nella misura della mia fedeltà; Io sono pronto per loro a fare qualsiasi cosa che considero necessaria per me.

Questo significa che uso il gruppo in modo corretto e posso continuare a richiedergli energia allo scopo di diventare ancora più vicino ad esso.

Do me stesso senza un pensiero che loro mi riempiranno con i loro valori e quindi senza dubbio questa parte diventa incorporata nella garanzia reciproca.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 15.10.2010, Scritti di Baal HaSulam)

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Spendere la nostra vita preparandoci per la guerra

La scienza del nostro mondo è in continua evoluzione, dobbiamo continuare a correggerla e migliorarla senza interrompere la ricerca.

Qualunque cosa sembri assolutamente ovvia oggi, finisce per essere discutibile domani, ed è anche possibile che tutto ciò che oggi viene considerato benefico, domani possa essere considerato nocivo. Il nostro desiderio si mantiene in costante evoluzione e noi scopriamo una nuova scienza in essa.

E poiché il desiderio di ricevere piacere può cambiare quotidianamente nel suo opposto, quindi tutte le cose utili possono diventare dannose.

Inoltre, operando solo attraverso il nostro desiderio egoistico, usiamo tutte le scoperte che sono state fatte in natura per il bene dell’auto-beneficio, e di conseguenza i risultati dell’evoluzione della scienza può farci del male.

In altre parole, la utilizziamo sempre per il male. E vediamo che la scienza si sviluppa principalmente perché abbiamo bisogno di guerre e distruzione reciproca. Se non fosse per questo, non ci evolveremmo affatto.

Tutte le meravigliose scoperte scientifiche vengono utilizzate per servire il nostro egoismo.
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(Dalla 4a. parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.10.2010, La Saggezza di Israele in confronto alla Scienza)

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La fame che bussa alla porta

Nelle notizie (da svpressa.ru): “La maggior parte degli affamati nel mondo vive nei paesi in via di sviluppo. Secondo le ultime statistiche dell’Organizzazione per l’Alimentazione e Agricoltura (FAO), dal 2013 ci sono 842 milioni di persone che soffrono la fame nel mondo e il 98 per cento di loro sono nei paesi in via di sviluppo. Essi sono distribuiti in questo modo: 553 milioni in Asia e nel Pacifico, 223 milioni nell’Africa sub-sahariana, 47 milioni in America Latina e nei Caraibi, 4 milioni nel Vicino Oriente e Nord Africa, 16 milioni nei paesi sviluppati” Fonte: Programma Alimentare Mondiale.

“In Africa, il problema della fame è dovuto alla dipendenza dalle importazioni di prodotti alimentari che danno notevole profitto alle società dei paesi sviluppati. La dipendenza è sorta a causa delle politiche occidentali: gli Stati Uniti raccoglie miliardi di dollari in donazioni. Ma secondo la legge statunitense, l’aiuto umanitario deve essere made in USA: così lo Stato provvede lavoro per i suoi agricoltori. In Africa, l’aiuto umanitario non è distribuito, ma viene presentato sul mercato ad un prezzo molto basso, con il quale gli agricoltori locali non possono competere. Come risultato, essi cessano di crescere le colture.

“Per esempio, la Bulgaria non coltiva più i peperoni, questi sono importati dalla Francia a prezzi di dumping. La Lituania ha cessato di produrre i latticini, Portogallo – la pesca. Essi possono chiaramente mettere fine alla loro produzione. I negozi russi sono pieni di prodotti importati, ma i loro campi sono ricoperti di foreste. “

Il mio commento: Se il mondo fosse stato collegato con buoni legami, tale integrazione sarebbe stata vantaggiosa per tutti. Ma lo sviluppo secondo il piano di portarci alla somiglianza con il Creatore conduce i paesi forti alla crisi, ancora più grande di tutti quei paesi che loro hanno messo sotto pressione. A causa dello sviluppo egoistico, e sopratutto quello internazionale globale, tutti i paesi, senza eccezione, soffriranno in una forma che costringerà ogni paese a rendersi conto della necessità di cambiare se stessa al contrario.
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Grecia, Bulgaria, Spagna, e più tardi – ovunque!

Opinione (Michael Khazin, economista): “I problemi della Grecia, Bulgaria e Spagna sono già diventati comuni. La disoccupazione di quasi il 60% dei giovani è un disastro sociale. Se una persona non ha mai lavorato fino all’età di 30 anni, lui non lavorerà mai.

“Questo significa che non c’è famiglia normale (in pratica, la società liberale occidentale sta attivamente combattendo questo in ogni circostanza), non vi è normale adattamento sociale, non c’è ripresa sociale. Non ci sono molte possibilità. C’è il furto, il terrore, la rivoluzione oppure diventare un animale selvatico attraverso la tossicodipendenza.

“Tutto questo non dà alcuna possibilità di recupero per la società moderna occidentale per più di una generazione. Il numero dei ricchi sarà ridotto di 10 volte e questi ruberanno l’ultimo dei guadagni della classe media durante una tensione sociale e conflagrazione politica. La riduzione della classe media provocherà il fenomeno dei ‘nuovi poveri’ e susciterà la loro furia verso l’intero sistema.

“La teoria economica dice che non ci dobbiamo aspettare alcun miglioramento nel mondo e nell’economia occidentale nel prossimo decennio.”

Il mio commento: E’ vero, il piano delle elite è la rapida, indolore, pacifica e tranquilla riduzione della popolazione umana, fino a 1-2 miliardi. E la preoccupazione principale in questo periodo è la pacificazione della mente delle masse. Pertanto, verranno somministrati dei farmaci, e per chiarire la loro posizione, mantengono la propaganda contro il fumo perché è dannoso per la salute.

Tuttavia il risultato di tutto questo “cambiamento” sarà la comprensione della necessità di un cambiamento strutturale in assoluto di tutta la società e l’umanità in generale, del rapporto tra se stessi e il mondo, attraverso la guerra o la pace, a seconda della diffusione o meno del metodo dell’educazione integrale.
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Una breve visione del corso sull’Educazione Integrale: L’Economia del consumo responsabile

E’ conoscenza comune che le materie prime non sono rinnovabili e un giorno finiranno. Se le risorse di petrolio si esauriscono o il prezzo sale alle stelle, causerà un crollo immediato e completo perché la maggior parte dei beni che usiamo sono fatti di prodotti contenenti il petrolio.

Persino il cibo che mangiamo è composto di petrolio, 90% contiene prodotti di petrolio, macchine, produzione, la consegna dei beni ecc, consumano tutti petrolio. In altre parole, una mancanza di petrolio ci porterà alla fame e alla miseria.

È per questo che dobbiamo andare verso un modello di consumo responsabile e cessare di produrre e consumare soltanto in maniera da generare vendite di prodotti di uso di breve durata,che poi buttiamo via per comprarne altri. Questo tipo di consumo contamina gli oceani, inquina la terra e esaurisce la Terra delle sue risorse. Alla fine, arriveremo ad una devastazione completa.

Non abbiamo scelta, dobbiamo adoperare un modello economico di consumo responsabile molto rigido. Infatti, abbiamo bisogno di molto meno di quello che abbiamo in questo momento. Non serve costruire grandi palazzi, produrre cibo in eccesso, avere vestiti in più e così via. Non abbiamo neanche bisogno di infiniti voli aerei.

Dobbiamo cominciare ad agire in maniera responsabile, altrimenti priveremo i nostri figli, e i nostri nipoti della speranza di condurre una vita normale. Si esauriranno semplicemente le fonti energetiche. É nostro dovere ricostruire l’economia attuale. I cambiamenti si otterranno soltanto attraverso un educazione integrale corretta.
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(Da una conversazione sull”Educazione Integrale”22.05.2012)

I bambini e gli anziani rallentano la crescita economica globale

Nelle notizie (da nakedcapitalism): “Nel corso degli ultimi anni, ho scritto una serie di articoli che sostengono che l’invecchiamento della popolazione in tutto il mondo avrebbe importanti implicazioni negative per la spesa dei consumi, valori patrimoniali, le entrate pubbliche e la fiscalità.

“Ho anche sostenuto che gli effetti dell’invecchiamento sarebbero probabilmente più acuti nelle nazioni occidentali, e anche alcuni paesi in via di sviluppo, in particolare la Cina, sarebbero stati influenzati negativamente.

“Il problema deriva principalmente dall’arrivo al termine del ‘dolce spot’ demografico. Cioè, quando c’èra un’alta percentuale di persone in età lavorativa che supportavano solo un piccolo gruppo di familiari a carico. Una tale struttura così vantaggiosa per età ha funzionato in quasi tutte le principali economie del mondo e prodotto una struttura della popolazione ottimale per la crescita economica – cioè, quella in cui i più grandi segmenti della popolazione non erano né quella giovane né quella vecchia, ma quella in mezzo (cioè in età lavorativa). [...]

“Il pericolo non è nella crescita più lenta. La crescita lenta non è una brutta cosa. E’ comunque una crescita. Il pericolo è in un gap nelle aspettative, nel fatto che consideriamo la crescita più lenta inaccettabile.[...]

“Gli alti tassi di crescita sperimentati nei decenni prima dell’arrivo della crisi finanziaria globale erano un’anomalia e la crescita è probabile che sia molto più tranquilla, andando avanti tra l’invecchiamento della popolazione e il peggioramento dei tassi di impiego.”

Il mio commento: La crescita non accadrà; il mondo arriverà comunque all’equilibrio quando si produrrà esattamente ciò che è necessario per non arricchirsi, ma per fornire a tutti i beni e i servizi necessari e non di più. La natura distruggerà ogni cosa prodotta in eccesso con tutti i mezzi a sua disposizione: epidemie, disastri naturali, guerre. Infatti, il piano della natura è quello di portare tutte le sue parti, compresa l’umanità, in equilibrio.
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L’ angolo di incidenza

Opinione (Michael Khazin, economista): “La parola crisi sta perdendo il suo significato originario. In realtà, la crisi è un cambiamento tangibile nella qualità della vita, un appartamento decente, un auto, abbigliamento, elettrodomestici – uno standard di classe media.

“Il problema è che la società del benessere della classe media ha riscontrato un problema chiamato ‘credito massivo.’ Oggi, il cittadino medio nei paesi sviluppati spende il 25% in più del suo reddito reale. L’equilibrio è raggiunto dal calo del livello di reddito della classe media. Il consumo dovrebbe raggiungere un nuovo punto di equilibrio – quando la spesa del consumatore di massa diminuirà del 50% rispetto al livello attuale, cioè, cadrà il doppio.

“Tutto il mondo che si erge sulla classe media attende la dolorosa scomparsa della classe media – che sarà una vera e propria crisi.

“Essi diventeranno il sottoproletariato, e di conseguenza, ci sarà un aumento dell’abuso di droga, la riduzione dei tassi di natalità, l’abbassamento del livello culturale. Quindi, la vera crisi non è il problema economico, ma quella sociale. “

Il mio commento: Ora, quando ci rivolgiamo alla classe media, ci scontriamo con una totale incomprensione e disattenzione per le nostre idee circa la rieducazione della società e degli individui. Dopo tutto, questi ancora non sentono alcuna minaccia, e nella loro miopia, ovviamente, non vogliono prendere parte al cambiamento di se stessi e della società.

Ma il colpo arriverà, e abbiamo bisogno di prepararci per la loro disponibilità ad avvicinarsi a noi. Nel frattempo, abbiamo bisogno di lavorare con una parte della classe medio-bassa, che sente già la crisi e la disperazione.
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“Il commercio globale è destinato a rimanere stagnante per molti anni”

Nelle notizie (da Zawya): “Il commercio globale è destinato a rimanere stagnante per molti anni, e le economie emergenti che dipendono dalle esportazioni per alimentare la loro trasformazione dovranno trovare nuove fonti di crescita, dice un rapporto delle Nazioni Unite.” (Fonte: inagist)

“‘Le economie in via di sviluppo e in transizione probabilmente dovranno affrontare la domanda stagnante per l’importazione dei loro beni a seguito di un lungo periodo di lenta crescita nei paesi sviluppati’, ha detto alla Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e Sviluppo (UNCTAD), in un rapporto pubblicato il 12 settembre.’ Quindi, per i responsabili politici della precedente serie di paesi, tornare alla posizione di politica pre-crisi con la sua enfasi sulla crescita orientata all’esportazione non è un’opzione.’

“Il rapporto suggerisce che le esportazioni delle economie in via di sviluppo e in transizione alle economie sviluppate prima della recessione globale sembravano giustificare l’adozione di un modello di crescita orientato all’export.

“Ma l’espansione dell’economia mondiale, anche se favorevole per molti paesi in via di sviluppo, è stata costruita su una domanda globale e modelli di finanziamento insostenibili. Quindi, tornare a strategie di crescita pre-crisi non può essere un’opzione. Piuttosto, al fine di adeguarsi a quello che ormai sembra essere un cambiamento strutturale dell’economia mondiale, molte economie in via di sviluppo e in transizione sono costrette a rivedere le loro strategie di sviluppo che sono state eccessivamente dipendenti dalle esportazioni per la loro crescita. [...]

“Il modo in cui la crisi ha colpito i flussi commerciali globali chiama in causa il valore futuro del modello di crescita orientato all’export che ha alimentato l’emergere della Cina e di altri campioni del mondo in via di sviluppo nel corso degli ultimi tre decenni. “

Il mio commento: Davanti a noi non c’è un declino a lungo termine, che verrà poi sostituito da un aumento. È necessario trovare una soluzione a questa progressiva caduta. Ma per trovarla, è necessario fare prima la diagnosi corretta, per scoprire la vera causa della nostra condizione di deterioramento. Parlando della natura dei periodi di crisi e ripetere che la crisi sta già passando è ingenuo. Loro non vogliono nemmeno ammetterlo da molti anni, ancora prima del 2008. Ma questo non risolve il problema stesso.

E’ stato proposto di creare un forum unificato internazionale permanente che accetterà tutte le spiegazioni, ordinarli e pubblicarli. Così potremmo attirare l’attenzione della gente al nostro problema comune. Questo da solo potrebbe essere la soluzione parziale, perché potrebbe unire le persone. Inoltre, selezionando dalle soluzioni proposte, e rispondendo ai loro rispettivi autori, chiedendo loro di spiegarle (e tutto questo dovrebbe essere mostrato nei media, nella nostra TV e siti web). E quindi a poco a poco avremmo potuto selezionare delle opzioni per lavorare all’elaborazione del metodo dell’educazione integrale (EI).
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