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Il compito é resistere


Opinione:  (V. Zhukovsky, senior analista IC “Rick-Trust”): La crisi dell’euro è strutturale e non può essere risolta con una “macchina da stampa”. Il volume dei fondi accumulati dalle banche nelle banche centrali in meno di un anno è salito di 20 volte – da 42 miliardi a 800 miliardi di euro – fondo che ha creato l’illusione di stabilizzazione della situazione economica e finanziaria nella zona dell’euro. 
Tuttavia, i problemi fondamentali non sono scomparsi. La crisi dell’area dell’euro è più profonda. I burocrati europei hanno deciso, per sopravvivere, di ricorrere alla manipolazione della coscienza pubblica e degli investitori.

L’obiettivo principale delle élite europee, che temono il collasso della zona euro è quello di provocare un aumento dell’attività dei consumatori e l’afflusso di capitale speculativo internazionale.


Il mio commento: Cosa resta ancora da fare, e che cosa potete offrire loro? Noi proponiamo di introdurre immediatamente l’educazione integrale - per l’equilibrio dell’umanità nel sistema della natura.
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Ci siamo persi…?

Messaggio: Summit ONU sul problema dello sviluppo stabile, Dichiarazione “La situazione del Pianeta”: All’umanità sono rimasti soltanto dieci anni per poter sfuggire alla catastrofe globale ecologica, con conseguenze irreversibili.

Le indagini mostrano che l’esistenza futura dell’ecosistema, dovuta al benessere della civiltà umana nella forma in cui è stata sostenuta negli ultimi cento anni, ora si trova sotto minaccia.

Se l’umanità non unirà le forze, diventerà testimone della morte dell’ecosistema. La nostra civiltà rimarrà senza acqua né cibo, le risorse biologiche ed altre si troveranno sotto minaccia di estinzione, che è l’apparizione della catastrofe umanitaria su larga scala.

Negli ultimi dieci anni nel mondo sono accaduti tre grandi cambiamenti:
1. Dietro ai processi in scala planetaria ci sono le persone,
2. Tutti i processi sulla Terra si sono manifestati interconnessi, che richiamano crisi improvvise,
3. I metodi attuali di controllo sull’ambiente circostante hanno mostrato la loro inefficacia.

La conclusione della dichiarazione: Per cambiare la situazione, non è sufficiente introdurre nuove tecnologie. Bisogna cambiare i valori, le convinzioni e gli scopi. Una tendenza del genere necessiterà riforme radicali e su larga scala.

Il mio commento: Al di là dei richiami e delle dichiarazioni senza speranza è possibile veramente intraprendere qualcosa, oppure come prevede la kabbalah, noi stessi diventeremo i testimoni della nostra propria morte, i nostri stessi seppellitori?
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La crisi insegnerà ad avvicinarci

Opinione (K. Dervish, ex ministro di economia di Turchia): E’ ormai evidente che la crisi nell’eurozona continuerà nel 2012, il commercio, le comunicazioni e i rapporti finanziari hanno portato tale mutua dipendenza delle economie di tutti i paesi, che ha limitato la libertà d’azione dei politici nazionali in altri settori.

Le attività finanziarie del mondo sono grandi rispetto al reddito nazionale – ed i movimenti sui mercati finanziari sono in grado di distruggere qualsiasi paese. Se i mercati finanziari o la Banca centrale della Cina hanno rifiutato obbligazioni a lungo termine del governo USA, i tassi di interesse sarebbero saliti verso l’alto, inviando l’economia americana in recessione.

Ma in Cina, dai creditori, non c’è alcuna protezione: se gli Stati Uniti smetteranno di consumare le esportazioni cinesi a causa del panico finanziario negli Stati Uniti, La Cina stessa si sarebbe trovata in grave difficoltà economica. Queste minacce richiedono cooperazione globale in materia di politica economica.

La globalizzazione non può essere fermata e quindi la politica senza frontiere sarà una necessità globale. La crisi nella UE offre l’opportunità di risolvere la tensione tra i mercati globali e la politica nazionale.

La mia opinione: In questo modo impariamo ad avvicinarci, fino a comprendere di dover ricostruire delle comunicazioni, non solo sovra-nazionali ma anche sovra-egoistiche.

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Crisi: Alla ricerca delle nuove idee

Opinione (Valentine Matvienko, membro del Consiglio della Federazione Russa): La crisi attuale è qualitativamente diversa da quelle degli anni ‘30 e ‘70 del secolo scorso. Nelle condizioni di interdipendenza reciproca del mondo contemporaneo, la crisi si può risolvere soltanto cooperando. C’è bisogno di nuove idee, di approcci non standard.

Il mio commento: E’ gratificante sentire il chiarimento del processo decisionale nelle persone, ma il problema è che esse non sanno quali tipi di decisioni devono prendere …
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È iniziata la cura con l’astinenza …

Opinione: (K. Fiust, professore di economia ad Oxford): Il capo della BCE ha enunciato che la fase più pericolosa della crisi del debito in Europa è rimasta indietro. Concludere che la crisi è stata superata, non è più convincente che dire a un paziente malato di carenza cardiaca che lui già sta guarendo, in quanto lo hanno collegato ad un apparecchio di circolazione sanguigna. I problemi economici della zona euro fino ad ora non sono stati risolti.

Per il superamento della crisi del debito sia i governi che i privati nei paesi problematici devono diminuire i volumi dei propri debiti. Con la via della diminuzione degli stipendi ed altri costi, l’economia deve ricostruire la sua capacita concorrenziale. Devono diminuire i prezzi degli immobili, per far apparire agli investitori la possibilità di investire di nuovo nei paesi problematici. I paesi problematici dell’Europa si trovano all’inizio della cura con l’astinenza. Prendendo in considerazione i dati di fatto attuali , tutto ciò che si desidera viene considerato come qualcosa da realizzare.

Il mio commento: La timidezza è da lodare, però non dobbiamo “diminuire” i costi, ma limitarli al livello del consumo razionale, che tutti i pensieri delle persone siano indirizzati all’educazione integrale, all’unione e alla scoperta in queste cose la sensazione di armonia e felicità.
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Collaborazione – una proprietà inerente alla natura

Opinione (Dr. F. Kapra): Collaborazione è una proprietà inerente alla natura, qualsiasi violazione può influenzare l’intero sistema. Quanto più si studia il mondo animale, più si arriva a capire che la tendenza a creare relazioni, la tendenza a vivere uno dentro l’altro e collaborare è una delle caratteristiche più importanti degli organismi viventi.

Come ha notato L. Tomas: Non ci sono creature solitarie. Ogni creatura è, in un certo senso, legata e dipendente dagli altri. Grandi reti di organismi creano ecosistemi, che insieme a vari componenti inanimati, collegano animali, piante e microrganismi in una complessa rete di relazioni, costruite sul metabolismo ed energia, in un ciclo costante.

Così come i singoli organismi, gli ecosistemi sono dei sistemi auto-organizzati e auto-regolati,  in cui singole popolazioni di organismi subiscono fluttuazioni periodiche. A causa della natura non allineata della catena delle interazioni all’interno dell’ecosistema, un grave turbamento non sarà limitato ad un solo risultato, ed è probabile che si diffonda attraverso il sistema e può persino peggiorare da meccanismi di feedback interni.

Il mio commento: Oggi, tutte le scienze indicano l’integralità della natura, come un sistema chiuso. La ragione di questi risultati è che l’uomo stesso è diventato un tale sistema e può quindi capire meglio il mondo in cui si trova.
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O l’integrazione, o la sconfitta

Opinione (M. Padis, caporedattore della rivista francese Esprit (“Lo Spirito“)): La difficoltà in Europa consiste nel fatto che ora deve essere più unita, ma a causa dell’ indifferenza della popolazione è quasi impossibile. Oggi – o l’integrazione sarà più profonda, o saremo minacciati con la sconfitta totale.

Il mio commento: E’ vero, tranne che non ci sono i mezzi di unione nel nostro mondo – perché richiede un cambiamento dall’ egoismo di ritorno, dall’odio all’amore – e questo è possibile solo con il metodo dell’ educazione integrale.

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Il capitalismo è fuori controllo

Opinione: (S. Yakobsen capo economista della Saxo Bank): La crescente disuguaglianza dei profitti minaccia l’economia mondiale. La classe media è diventata preda della crisi. Il livello della disoccupazione cresce continuamente. Il capitalismo ed i liberi mercati sono fuori controllo.

Non è rimasto nessun mercato che funzioni in corrispondenza alle regole del capitalismo.

Lo scopo principale della politica anticrisi è quello di guadagnare tempo, ma questo fa soltanto peggiorare la disuguaglianza sociale. Gli scienziati per scherzo hanno chiamato questa crisi “la crisi del capitalismo incontrollato”. Ma sono i governi e le politiche ad essere fuori controllo, sono diventati incontrollabili.

Noi abbiamo bisogno di investire nella formazione, nei mercati liberi e sicuri, nella concorrenza e negli accordi multilaterali a lungo termine riguardanti la formazione, lo stipendio e le ore di lavoro. Questo è il cammino verso un bilanciamento sociale.

Il mio commento: E’ solo la soluzione che non è corretta, in quanto è un modello di capitalismo egoistico non funzionante. Bisogna investire in:

a) Il raggiungimento ragionevole di benessere a tutti i livelli.
b) L’introduzione obbligatoria della formazione e dell’ educazione integrale.

Queste due attività allontaneranno la crisi, in quanto allontaneranno la contraddizione tra l’uomo che divora la natura e il suo mondo circostante. Cambiando noi, capiremo come creare una nuova economia del benessere e dell’ uguaglianza.
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La forza c’è, il cervello non serve!

Opinione (G. Ivanitskij, direttore dell’istituto di biofisica dell’Accademia Russa di Scienze): Non riusciremo mai a trovare una lingua comune con la natura viva. Adesso noi abbiamo nelle mani un’arma potentissima , minacciosa ed imprevedibile che è l’ingegneria genetica. I fisici non possono fare una cosa del genere, loro non sono capaci di creare nuovi mondi fisici.

E se nella fisica è accettata l’esistenza di un qualche osservatore astratto, allora nella biologia questo osservatore è reale, pronto a giocare il ruolo del creatore del nuovo mondo. Ma noi non abbiamo assimilato i principi della biologia, e nemmeno abbiamo capito l’essenza di tanti fenomeni esistenti, per noi è troppo presto parlare della leadership della natura. Noi siamo una parte della biosfera e dobbiamo corrisponderle.

Il mio commento: Se non ci fosse il controllo generale della natura su di noi, allora certamente noi avremmo distrutto il nostro mondo. Ma esiste uno scopo che siamo obbligati a raggiungere e qualunque nostro tentativo di allontanarci dal cammino verso esso, ci porta soltanto a delle sofferenze ancora maggiori, ed involontariamente ci porterà allo scopo.
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A noi non importa…

Opinione (A. Hosla, presidente dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura):

La biosfera della Terra sta passando il sesto periodo di estinzione dal momento di nascita della vita. L’ultimo – il quinto – ha portato all’estinzione dei dinosauri. La diversità biologica del pianeta sta rapidamente diminuendo. Scompaiono irrevocabilmente ogni giorno fino a 100 specie di animali. 
Al momento nessuna delle politiche dei governi implica la comprensione delle conseguenze delle azioni che portano a catastrofi ambientali. L’ecosistema del pianeta viene distrutto sulla base di un guadagno immediato.

Il mio commento: Questa è una conseguenza della mancanza di un pensiero globale e integrale. La gente non sente il “nostro” come “mio”. I governi trovano vantaggioso utilizzare i fondi per migliorare i loro obiettivi politici.
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