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Trova te stesso

Domanda: Recenti ricerche condotte dalle agenzie interinali, indicano che quelle di camerieri, cuochi, guardie di sicurezza e personale delle pulizie, sono state le figure professionali più inutilizzate durante la pandemia.

Tanta gente, letteralmente centinaia di milioni di persone, hanno provato la sensazione di perdere il proprio lavoro da un giorno all’altro.

Ieri avevano una professione e un lavoro, ma non oggi. Cosa si sente di suggerire a queste persone? Quale professione dovrebbe scegliere una persona oggi?

Risposta: Io penso che una persona ha bisogno di trovare se stessa.

Trovare se stessi significa creare costantemente una immagine più corretta di sé, di cosa una persona è realmente. E le professioni necessarie, se non del tutto, solo per una piccola parte dell’umanità.

Noi arriveremo a uno stato nel quale le persone lavoreranno poche ore al giorno, e per il resto del tempo si impegneranno nell’educazione personale.

Prenderanno parte ad ogni genere di programma di educazione e cambieranno se stesse e la società. Questo è il vero lavoro di una persona.
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Dalla trasmissione di KabTV “Kabbalah Express”,1/09/2020

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Perché facciamo un lavoro che odiamo?

Domanda: Nella nostra società moderna, il lavoro occupa un posto di rilievo. È interessante notare che all’80% delle persone non piace il proprio lavoro. Per guadagnare soldi, per comprare cose che non ci servono e per metterci in mostra davanti a persone che per noi non sono importanti, passiamo molto tempo a fare un lavoro che non ci piace. Perché lo facciamo? Cosa ci spinge a farlo?

Risposta: L’egoismo. Ma in ogni caso specifico abbiamo bisogno di discernere quale aspetto dell’egoismo sta guidando una persona e ciò che esso vuole per condurla. Stiamo parlando del modo in cui la natura ci fa avanzare.

Tuttavia, quando iniziamo a lavorare su noi stessi, ci dirigiamo verso la connessione artificiale tra di noi al fine di creare un sistema integrale, assolutamente completo.
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Dalla trasmissione di KabTV “The Post-Coronavirus Era”, 4/06/2020

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Il lavoro è il modo in cui una persona si collega alla società

Domanda: Tu dici che ogni persona è obbligata a lavorare anche se ha i mezzi per mantenersi. Perché?

Risposta: Perché è ovvio che la società ha bisogno del suo lavoro. Ma lei lavora per i soldi o per dare alla società quello che è nelle sue capacità di dare? Noi non vediamo il lavoro come una necessità. Lo consideriamo come la partecipazione umana necessaria nella vita della società.

Domanda: Quindi una persona che ha già un sostentamento deve lavorare per entrare in contatto con le altre persone?

Risposta: Certo! Il lavoro è una forma di connessione con le altre persone, con la struttura generale della società, dell’umanità. Si è obbligati a lavorare per sentirsi umani, per essere parte della società, non per fare soldi. Il lavoro è un modo per essere parte integrante della comunità umana.

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Dalla trasmissione di KabTV “The Post-Coronavirus Era”, 4/06/2020

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Le professioni del post-Coronavirus

Domanda: Che consiglio si sente di dare ai giovani, soprattutto nell’era del post-Coronavirus? Quali professioni rimarranno e dove concentrare i loro sforzi?

Risposta: Penso che la cosa più importante in futuro sarà ciò di cui l’intera società ha bisogno. Questo sarà il focus sul quale concentrarsi.

Ogni persona dovrebbe sapere di cosa avrà bisogno la società per fare in modo di svolgere il giusto lavoro, con le dovute competenze e un’appropriata istruzione. Pertanto, non c’è niente di più importante che ricevere un’adeguata educazione e diventare una persona in grado di educare gli altri.

In altre parole, il lavoro sociale volto a consolidare tutti i membri della società, a trasformare la società in un sistema integrale e corretto è la cosa più importante. Queste persone saranno sempre necessarie. Consiglierei ai giovani e alle persone di ogni età di imparare a fare esattamente questo.
Questa è una professione di cui tutti hanno bisogno personalmente, non per il lavoro stesso, ma per se stessi e per la corretta partecipazione degli altri e per l’integrazione nella società.
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Dalla trasmissione di KabTV “The Post-Coronavirus Era”, 4/06/2020

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Come compensare le contraddizioni tra generazioni

Domanda: I conflitti intergenerazionali come influenzano l’intero sistema in un mondo globale, interconnesso? Questa differenza crescerà o diminuirà?

Risposta: La differenza crescerà a seconda di come le generazioni risolvono i problemi di interazione tra loro e con loro stessi. In questo stato, influenzeranno il quadro della natura nel complesso, che a sua volta li influenzerà.

Spero che allo stesso tempo, l’intelligenza dell’umanità crescerà e così compenserà le contraddizioni tra le generazioni.

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Dalla trasmissione di KabTV “The Post Coronavirus Era”, 21/05/2020

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Il povero e il ricco

Domanda: Dopo aver letto i suoi libri, mi sono reso conto che lei non è socialista e che non si approprierà delle proprietà dei ricchi. Ma perché i ricchi dovrebbero iniziare a pagare borse di studio per l’80% della popolazione per i propri studi?

Risposta: Naturalmente, un simile gesto da parte dei ricchi all’inizio non può essere volontario. Ma, come durante la rivoluzione, queste cose sono dettate dalla necessità. Una persona non può avere un miliardo mentre un’altra non ha abbastanza soldi fino alla fine della settimana per sfamare la propria famiglia. Questo è un chiaro squilibrio. Pertanto, sarà necessario bilanciare queste relazioni.

All’inizio, è necessario forzare la nostra relazione con una struttura completamente diversa dalla consueta: “denaro – merce – denaro”.

Di conseguenza, deve essere promulgata una legge secondo la quale ognuno riceverà una certa quantità di fondi necessari per lui, sufficienti per un’esistenza dignitosa. Ciò sarà accompagnato da un impegno a lavorare per la comunità in conformità con le capacità dell’individuo e allo stesso tempo ricevere la formazione ad una corretta genitorialità.

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Dalla trasmissione di KabTV “The Post-Coronavirus Era”, 4/06/2020

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Un sistema inflessibile ma pieno di bontà

Domanda: La natura è qualcosa di vivente, razionale, con emozioni, pensieri, piani e la possibilità di una reazione significativa al nostro impatto?

Risposta: La Natura è un sistema rigido che consiste di parti inanimate, vegetali, animate e umane. Tutte loro sono in un certo equilibrio dinamico. Se noi sconvolgiamo questo equilibrio con la nostra influenza egoista, la natura reagisce a questo nella direzione opposta, deviando come un pendolo nell’altro lato. Questo è ciò che sperimentiamo oggi con l’esempio del Coronavirus.

Ora saremo colpiti da tali colpi che ci forzeranno a diventare connessi integralmente perché esistiamo nello stato dell’“ultima generazione.” L’”ultima generazione” significa l’ultima generazione egoista in cui l’ego è corretto. Dobbiamo risolverlo.

Domanda: Quindi tutta la nostra sofferenza viene dalla natura?

Risposta: Certo. Tutta la sofferenza viene dal fatto che voi violate l’integrità della natura, il suo equilibrio. Solo dalla perdita di equilibrio nella natura, che si manifesta attraverso i vostri sbagli, ricevete una reazione che sentite come dolore, difficoltà, problemi.

L’uomo stesso è molto debole. Metti una piccola pressione su di lui ed egli già si lamenta, piange ed è pronto a fare tutto come dovrebbe essere fatto. Così, la natura ci forzerà a diventare buoni, maturi e, più importante, parti della natura gentili l’uno verso l’altro.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 10/05/2020

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Se cambiamo, la natura cambierà

Domanda: La necessità di connessioni sociali ci viene data dalla nascita. Il cervello di chiunque reagirà all’isolamento sociale come al dolore fisico. Le persone che sono isolate hanno maggiori probabilità di morire per varie malattie.

Buone connessioni sociali portano più soddisfazione del denaro. Gli esperimenti hanno dimostrato che la fiducia sul lavoro tra i dipendenti è uguale al percepire un aumento di stipendio del 30%. In altre parole, la cooperazione produce più risultati della concorrenza.

C’è un paradosso: comprendiamo l’importanza delle connessioni sociali, ma non ci interessa il loro sviluppo al livello dell’individuo o di una nazione. In nessun paese esiste un programma nazionale sul riavvicinamento tra le persone, sulla creazione di connessioni sociali sensoriali, non c’è spiegazione di quanto influiscano sulla nostra fisiologia. Cosa significa?

Risposta: E’ lo stesso l’egoismo. Forse ci piacerebbe, ma allo stesso tempo in noi c’è una cosiddetta “natura malvagia”, che significa egoismo, che non ci permette di trattarci positivamente. Al contrario, ci mette in opposizione gli uni con gli altri e ci costringe a essere in una lotta costante.

Nella nostra natura, ci sono dati iniziali che non possiamo semplicemente aggirare nonostante il fatto che buone relazioni nella società potrebbero portare enormi profitti e fornire un livello di sviluppo e sicurezza incomparabilmente maggiore. Immagina se ci trattassimo come una sola famiglia e liberassimo le nostre risorse e forze dalla corsa agli armamenti, vivremmo in un paradiso!

Domanda: E forse niente di tutto questo è necessario perché è contro natura? Dovremmo vivere secondo le leggi egoistiche, le leggi della giungla?

Risposta: Ora stiamo vivendo secondo leggi egoistiche. Ma non possiamo vivere secondo le leggi della giungla, o ci uccideremmo a vicenda. Pertanto, ci sono alcune normative su dove e come possiamo consentire l’uso della forza. Questi sono codici criminali e ogni sorta di altri quadri in cui cerchiamo di coesistere.

Ma in generale, l’umanità è infelice. Oggi stiamo arrivando alla conclusione che non possiamo sfuggire alla nostra connessione. È necessario, importante e sempre più richiesto dalla natura per essere globale, integrale e reciproco. D’altra parte, l’egoismo non ce lo permette.

Domanda: Ma lei dice sempre che dobbiamo vivere secondo le leggi della natura. E in natura tutto si basa sull’egoismo naturale e ognuno divora l’altro. È così che dovremmo essere? Siamo un’estensione della natura.

Risposta: No. Ciò che accade in natura è un riflesso della società umana in cui tutti si divorano a vicenda.

Il fatto è che il livello più alto della natura influenza i suoi livelli inferiori. Pertanto, una società umana costruita sull’egoismo ha lo stesso effetto ai livelli inferiori. Per questo motivo, il lupo non può vivere accanto alle pecore e il bambino non può camminare con loro.

Tutto dipende solo dal rapporto nella società umana. Se cambiamo, tutta la natura cambierà.
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Dalla trasmissione di KabTV “L’era del post Coronavirus”, 30/04/2020

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Cambiare il paradigma della propia vita

Domanda: Il denaro è l’equivalente del valore di beni e servizi. Negli ultimi 200/300 anni le persone hanno combattuto per la parità dei diritti in particolare sul salario.
Ora, come possiamo parlare di parità di diritti se non conosciamo le qualità di base di una persona? Dopotutto l’impegno lavorativo orario è diverso a seconda della persona. Significa che non esiste uguaglianza economica?

Risposta: Non è così importante. Noi distinguiamo tra ciò che una persona dovrebbe donare alla società e ciò che dovrebbe ricevere e non crediamo esista una connessione tra le due azioni.
Ciò che posso dare alla società dipende dall’educazione che ricevo: mi vergogno a dare di meno di ciò che do. Quello che ricevo dalla società dipende dal fatto che sono una persona che vive nel mondo e che ha bisogno di un certo numero di vantaggi da utilizzare per sopravvivere e per realizzare se stessa.
Oggigiorno, il mondo è arrivato al punto in cui, se volessimo, potremmo dare tutto ciò praticamente a tutti.

Domanda: Quanto ci mette una persona a modificare il proprio paradigma di vita?

Risposta: Questo dipende dalla divulgazione capillare della corretta educazione. Se c’è una società che farà questo e vivrà così, allora le persone, specialmente le giovani generazioni, capiranno che questa è l’atmosfera in cui dovremmo esistere.
Ci si arriverà come risultato dell’insegnamento come percezione di un bisogno, e non perché dobbiamo reprimerci.
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Dalla trasmissione di KabTV “L’era del post-Coronavirus”, 04/06/2020

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Verso un’esistenza ottimale

Domanda: Diciamo spesso che la sovrapproduzione esaurisce le risorse naturali e distrugge il mondo. Il mondo si è un po’ ripulito durante la pandemia. Abbiamo sentito che l’acqua nei canali veneziani non è mai stata così pulita. C’erano di nuovo i delfini che non si vedevano da molti anni.

La questione della sovrapproduzione dovrebbe essere risolta praticamente. Certo, la rieducazione delle persone e l’apprendimento delle basi del mondo integrale sono importanti, ma dobbiamo mangiare; qualcuno deve produrre cibo. Cosa dovremmo fare?

Risposta: Non mi interessa in alcun modo la produzione dei beni necessari alla sopravvivenza: cibo, vestiti, macchine che producono questi prodotti, se non nella misura in cui sono necessari.

La natura globale in cui esistiamo non ci permetterà ancora di produrre più di quanto sia necessario per la nostra normale esistenza. Andremo avanti e indietro, proveremo a spingerci oltre i limiti e questo ci riporterà alla nostra esistenza ottimale.

Non abbiamo bisogno di gioiellerie, borse di diamanti e boutique di lusso. Niente di tutto questo esisterà. Vedremo come tutto sparirà senza far rumore. Le persone non avranno soldi, né avranno bisogno di niente di tutto questo. Invece, tutti penseranno a come vivere il domani e come arrivare a un futuro ottimale e normale.

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Dalla trasmissione di KabTV “L’odierna situazione internazionale”, 18/06/2020

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