La Luce alla soglia della rivelazione
Lag B’Omer (il 33° giorno di Omer) è un giorno speciale, in cui la Luce comincia ad entrare in Malchut dalle Sefirot Superiori. La Luce ci arriva dall’infinito, passando attraverso il Mondo di Adam Kadmon, poi attraverso il Mondo di Atzilut, poi attraverso i Partzufim Atik, Arich Anpin, Aba ve Ima e Zeir Anpin, fino a raggiungere l’anima.
Zeir Anpin contiene sette le Sefirot, ciascuna delle quali contiene sette Sefirot. Complessivamente, 7×7=49. Malchut è la 50° Sefirà. Così contiamo i giorni di Omer, l’ingresso della Luce in Zeir Anpin e nel 50° giorno, in Malchut, quando le nostre anime, che sono incluse in Malchut, cominciano a ricevere la Luce.
L’unione (Zivug) di Zeir Anpin con Malchut ha luogo nel 50° giorno, ma la luce entra completamente in Zeir Anpin nel 33° giorno, quando entra nella Sefirà Hod de Hod. Quindi ci sono Chesed, Gevurà, Tifferet e Netzah, con sette Sefirot all’interno di ognuna di esse. Questo somma a 28, e ci sono altre 5 Sefirot in Hod (Chesed, Gevurà, Tifferet, Netzah, e Hod), che equivale a 33 (Lamed Ghimel – Lag).
In questi giorni celebriamo l’ingresso della Luce in Malchut di Zeir Anpin, che significa che la Luce Superiore entra nel sistema in basso, il quale già si relaziona con le anime. Se raggiunge questo posto, allora non c’è dubbio che riceveremo questa Luce. Cominciamo a sentirla e a prepararci alla sua rivelazione.
Il periodo dal 33° al 50° giorno è già preparazione. La Luce continua a discendere più in basso e si adatta per entrare nell’anima. Una persona che è già nel mondo spirituale sente questa preparazione che ha luogo prima della ricezione di questa speciale Luce Superiore, chiamata Zohar.
Ecco perché celebriamo questo giorno. Rabbi Shimon lasciò questo mondo perché completò questa missione. Non aveva nient’altro da compiere in questo mondo perché passò in basso la Luce Superiore attraverso le Sefirot a Malchut de Zeir Anpin. Con questo, completò il suo lavoro.
Insieme ai suoi studenti, egli diresse l’intera Luce dell’Infinito attraverso se stesso come uno speciale filtro, preparandola ad essere ricevuta dalle nostre anime. Questo è il lavoro più grande che hanno compiuto. Adesso, quando guardiamo in questo libro, anche senza capire le parole, con il nostro desiderio ci uniamo al sistema che hanno preparato per noi ed attraverso il quale riceviamo la Luce.
Materiale correlato:
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Notte di Lag Ba’Omer




Quando un uomo usa correttamente le tre qualità che ha dentro di sé, che si chiamano “la candela”, “l’olio” e “lo stoppino”, raggiunge allora uno stato che si chiama “Hanukkah,” che deriva dalla parola “Hanu Ko” – “Fermati qui”. L’uomo può dunque tirare un pochino il fiato a metà del cammino.
Un miracolo è una connessione tra un’azione e un risultato che io non vedo; si ha quando una mia azione provoca un risultato assolutamente imprevedibile. Questo è il significato dei versi, “Ho faticato ed ho trovato”. Dobbiamo fare degli sforzi nel corso degli studi e provare a trovare dentro di noi ogni cosa che viene discussa. Ma dobbiamo sapere che ciò che troveremo sarà qualcosa di assolutamente inaspettato, anche se ne parliamo e ci aspettiamo che accada. Quando ci succederà, saremo scioccati dal vedere quanto siamo stati incapaci di immaginare esattamente una cosa del genere! Questa è la ragione per cui tali eventi si chiamano miracoli.
Sukkot è una festività molto simbolica per il nostro lavoro spirituale. Arriva dopo il riconoscimento del male che avviene in Yom Kippur, quando l’uomo capisce in che misura il suo desiderio di godere, il suo egoismo, tutta la sua natura, è il male e che non ha nessuna possibilità di sfuggire ad esso. Però, quanto detto è il risultato di un enorme lavoro interiore.
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