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Single Versus Famiglie

Dr. Michael LaitmanNelle notizie (Presz Pospolita): “Nei Paesi occidentali c’è stata una forma di responsabilità che prima funzionava, in cui si prendeva in considerazione la possibilità di permettere all’altro di utilizzare una parte della sua libertà in cambio del permettere la possibilità reciproca. La libertà è facoltativa ora, essa appartiene alla categoria dei diritti.

“Una persona libera è qualcuno che manifesta la disponibilità a sottomettere se stesso e chi gli sta intorno nella ricerca di raggiungere qualcosa di meglio. La cooperazione precedente si trasforma in una forte concorrenza. La libertà diventa egoismo, l’altruismo diventa sottomissione. I progressisti chiamano una famiglia basata sull’altruismo reciproco tra i suoi membri, la schiavitù patriarcale.

“Le differenze tra i ruoli di uomini e donne sono diventate meno rigide. L’aggressività della concorrenza porta a una mancanza di obiettivi comuni, alla mancanza di vicinanza e di sostegno. Una persona single è più felice quando sente che sta vivendo correttamente, quindi essa conduce una guerra ovunque contro la famiglia e le sue fondamenta.

“I single sono il prodotto del benessere sociale, che è crollato, creato a seguito di una lotta competitiva per la sopravvivenza. Più single ci sono, più rigida e tagliente è la lotta. Essi sono la ragione del crollo della società, come un edificio in cui il bene comune ha perso il suo valore, e al suo posto vengono posti gli interessi egoistici di persone singole.

“L’egoismo è la caratteristica che impersona la mancanza di maturità e l’infantilismo. E’ facile manipolare le persone immature. La flessibilità e la giustezza delle loro azioni, che si è sviluppata a seguito di una mancanza di obblighi familiari, è un grande vantaggio.

“Una persona single nel suo spazio chiuso non è felice come sembra, ma non è pronta a riconoscere questo. Se essere single è una scelta consapevole, questo non può essere considerato un segno di felicità e desiderio di essere liberi. Piuttosto, indica l’esistenza di problemi emotivi, dal momento che le persone non sono state create per essere single e vivere in solitudine”.

Il mio commento: Penso che la distruzione delle famiglie è il risultato del crescente egoismo, come è crescente la violenza di popoli e nazioni. Tutto questo ci porta alla necessità di ripensare l’essenza del nostro sviluppo e la necessità di trovare una soluzione. Questa soluzione sta nell’applicazione del principio di unità sopra tutti i difetti e le contraddizioni di tutti e della società nel suo insieme.
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Una pillola contro l’amore

Dr. Michael LaitmanNelle notizie (da Teoria e Pratica):L’amore non è sempre buono; può causare il dolore della perdita, provoca la violenza. In termini di fisiologia del cervello, l’amore è solo un processo ormonale che può essere controllato dal desiderio!

“Il desiderio di sbarazzarsi dell’amore si verifica quando questa sensazione è simile a una malattia.

“L’amore, che può unire le persone e tenerle vicino per partorire e allevare figli, è la base della sopravvivenza della specie. Funziona nel: 1) desiderio sessuale, 2) la simpatia e 3) l’attaccamento.

1) Il desiderio sessuale ci spinge a incontrare i potenziali partner, 2) la simpatia ci consente di scegliere tra questi e quello adatto, 3) l’attaccamento contribuisce a creare una relazione a lungo termine e ci dà la forza di lavorare fino a quando si compie il dovere dei genitori.

“Il lavoro di ciascuno dei tre sistemi si basa su ormoni, prodotte dal corpo. L’attrazione sessuale è associata agli estrogeni e testosterone – gli ormoni sessuali in uomini e donne.

“La capacità di valutare l’attrattività viene dal piacere e dagli ormoni dello stress (dopamina, serotonina, adrenalina), che ci indirizzano verso l’oggetto del desiderio, provocando un senso di eccitazione in sua presenza.

“L’affetto nasce dall’azione dei neuromodulatori (ossitocina e vasopressina); loro ci ispirano il senso di calma e fiducia, la facilità nei rapporti.

“Ma dal momento che questi tre sottosistemi operano simultaneamente, noi potremmo desiderare un partner, considerare attraente un altro, mantenere un rapporto continuo con un terzo.

“Il testosterone crea attaccamento, e l’ossitocina lega l’attaccamento all’attrazione – in modo che il più favorito è colui che è più vicino.

“Nei primi mesi, l’amore assomiglia a un disturbo ossessivo-compulsivo. Ma un anno dopo i livelli di serotonina tornano alla normalità, e l’idealizzazione del partner scompare.

“Gli ormoni che sono responsabili dell’attaccamento e di ridurre lo stress (vasopressina, ossitocina e dopamina) sono prodotti durante il tocco, le coccole, il sesso, l’allattamento al seno. Loro tengono insieme le coppie, le madri ei loro figli.”

Il mio commento: La cosa principale non è quella di intervenire in un processo naturale con le pillole. L’educazione in linea con le buone relazioni globali, come la saggezza della Kabbalah ci insegna, equilibrerà la secrezione di ormoni e ci porterà ad un miglioramento delle relazioni, l’amicizia, l’amore, e la famiglia.
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Presto tutti vorranno il proprio pianeta

Dr. Michael LaitmanPer quanto riguarda il denaro e la questione dell’economia in genere, sono stati scritti innumerevoli libri dai vincitori di Premio Nobel in questo campo. È interessante notare che, nonostante questo, spesso sbagliano.

L’ abilità di beneficiare della connessione con altre persone, per comprare, vendere e creare rapporti speciali con loro cambiano una persona in Adamo (umano). Prima di questo, le persone hanno agito solo attraverso l’uso della forza.

Però oggi, qualsiasi persona con il denaro si trova nella parte superiore della piramide sociale.

Se non ho soldi, non posso ottenere il cibo, creare una famiglia o comprare una casa. In cambio con il denaro compro il potere, rispetto, e tutti i mezzi di comunicazione, perché ogni cosa dipende dall’importo versato. Si scopre che il denaro è una copertura, con esso posso esaudire qualsiasi desiderio.

C’è qualche cosa che non posso comprare, per esempio, la saggezza, o altri tipi di caratteristiche che ricevo dalla natura. Però è possibile acquisirli con il denaro, comprando le persone in possesso di quelle caratteristiche. Per esempio, posso pagare una persona per scrivere un libro che sarà firmato con il mio nome.

Non tanto tempo fa, non vi era alcun sostituto per il denaro. Però negli anni 1960, è apparsa una comunità di persone con un disprezzo in rapporto alla ricchezza. Hanno voluto essere felici con altre cose, essere felici internamente.

E anche se l’ego ha sete di compimento, tanti oggi non sono più d’accordo con una vita di tensione costante. Una persona povera non ha felicità perché non ha soldi, e una persona ricca non ha felicita perché a parte il denaro, lui non ha nulla. E questo non è un problema di soldi, ma un problema della società che ci dà questi valori.

Quando una persona ha la possibilità di ottenere tutto, perde il suo desiderio. In questo senso i poveri hanno più successo dei ricchi. Se ho un bisogno che posso coprire tramite gli sforzi, se mi tira in avanti, se vedo piacere attraverso il lavoro per esso e un futuro che brilla per me da una certa distanza, poi sono felice.

Un esempio meraviglioso di questo bisogno è l’anelito degli amanti di incontrarsi. Questo illumina le loro vite; aspettano per questo incontro e sono pronti a superare tutte le difficoltà per esso.

Se potessimo esistere senza essere dipendenti dalla società, diciamo, su qualche isola deserta, e potessimo educare i nostri figli come desideriamo veramente, li avremmo abituati a un modo di vita semplice. Dopo, loro avrebbero potuto vivere senza tensioni, senza crisi e tragedie.

Oggi il mondo sta vivendo una crisi economica. Però essenzialmente questa è una crisi ideologica. Abbiamo sviluppato desideri artificiali nelle persone, dopo di che, scopriamo che non possiamo soddisfarli. Presto, con i nostri reclami e richieste, tutti vorranno il proprio pianeta. Ma anche in quel momento non si rilasseranno perché immediatamente invidieranno il proprio vicino il cui pianeta è più grande.

Il tempo è arrivato a esaminare come utilizzare il potere della copertura, il potere del denaro. Da un lato, è necessario educare delle persone in modo tale che porteranno i propri bisogni al livello necessario da poter essere soddisfatti.

D’altra parte, è necessario pensare attentamente su come organizzare l’economia in modo da essere pronti a creare tutto il necessario e un sistema di educazione che può muovere una persona verso bisogni razionali e modi di riempire il suo tempo libero.

Segue che nella nuova economia la gente sarà coinvolta con la creazione di coperture di denaro per il bilancio razionale dei desideri fisici, così come per i desideri spirituali più alti che verranno scoperti in loro. Questo è il modo in cui avanzeranno.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 11.10.2012

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Per me stesso e per “quel tipo”

Dr. Michael LaitmanDomanda: La sensazione del dolore è connaturata alle stesse fondamenta della creazione. Perché tanti processi naturali come la nascita e la crescita sono accompagnati dal dolore?

Risposta: Far nascere un qualunque stato è doloroso per via del fatto che lo stato precedente ci porta terribili sofferenze. Questi sono le doglie del parto quando parliamo di far nascere un bambino.

Allora, il dolore ci porta da uno stato ad un altro. Questa regola si applica a tutti i fenomeni: dalle eruzioni vulcaniche, che sono esse stesse delle nascite, alla nostra nascita spirituale.

Domanda: Perchè noi che siamo creature razionali ci sforziamo di eliminare il dolore anche se capiamo che il meccanismo della sofferenza ci porta dei benefici?

Risposta: Gli Animali si relazionano con il dolore nel modo corretto. Se arriva al punto di diventare insopportabile, sino al punto di causare la loro morte, essi muoiono. Quando il nostro ego è cresciuto oltre il livello animato, iniziammo a sviluppare diversi metodi per combattere il dolore. Noi siamo egoisti; non ci interessa il domani.

Inoltre, il nostro egoismo è corrotto, è individuale, personale. E quindi noi non desideriamo modificare l’origine del dolore. Noi soffriamo per via della rottura di una delle parti del corpo. Per via del fatto che alcuni organi non ottengono il sostentamento da altri tessuti o non possono consegnare quanto loro producono al resto del corpo, si verifica il dolore, i problemi e le sofferenze.

Il problema non è solamente nell’avere il desiderio di ricevere piacere, ma nel fatto che questo desiderio è puramente egoistico. Pensiamo solo a noi stessi e non prendiamo gli altri in considerazione. Il dolore di cui facciamo esperienza ci viene da lontano da dei sistemi esterni mentali, spirituali molto elevati, che hanno un impatto molto forte su di noi. Improvvisamente nei paesi che hanno ottenuto uno stato di abbondanza superlativa, le persone si ammalano di depressione o si sentono impotenti. Perché succede? Perché il sistema generale preme su di noi senza fare eccezioni.

Domanda: Come vedi il dolore nella storia dell’umanità? Dove ci sta portando?

Risposta: Prima del ventesimo secolo tutti noi stavamo progredendo individualmente, in modo personale e separato. Le persone sentivano dolore nel proprio corpo e non hanno mai correlato questo con il resto del mondo, o non l’hanno mai associato all’avanzamento spirituale. Questa era la via che l’umanità ha percorso nel livello inanimato, vegetale e animato del livello umano.

Nel ventesimo secolo, il livello “parlante” è stato rivelato: un sistema completamente integrale. Iniziammo a connetterci con gli altri e abbiamo improvvisamente scoperto che siamo tutti intrecciati con il resto del mondo. Prima gli esseri umani vivevano in piccoli villaggi e non avevano idea del grande mondo che c’era fuori. Non pensavano ci fosse la vita oltre i confini dei loro villaggi. Oggi tutti sanno quel che succede in tutti gli angoli del mondo anche gli Africani e i Sud americani. Quando ho parlato con degli Indiani d’America mi sono sorpreso del fatto che parlassero come se venissero da Wall Street.

Oggi è di moda parlare della saggezza delle masse. Prima questo fenomeno non esisteva. Non è che non fosse stato ancora scoperto. No! non esisteva veramente visto che gli esseri umani non erano ancora connessi gli uni con gli altri nella misura in cui lo sono ora. Prima le malattie nervose erano diffuse solo nell’alta società mentre oggi la depressione, le paure, le preoccupazioni riguardo al futuro riguardo alla connessione con il resto del mondo è sentito da tutti.

In altre parole, il dolore di ogni individuo è ora moltiplicato che lo vogliamo oppure no. Ognuno di noi dipende da tutti gli altri e quindi dobbiamo occuparci degli altri e fare in modo che si sentano meglio. Altrimenti saremo noi stessi a sentirci male. La natura ci spinge ad unirci.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 09.10.2014

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Una crisi delle connessioni familiari

Dr. Michael LaitmanIn genere, la natura ci obbliga ad avere connessioni estese allo scopo di creare l’ambiente stabile per una persona che lo accompagnerà per tutta la sua vita, indipendentemente dai processi e dalle situazioni che sperimenta.

Tuttavia, anche se capiamo le specifiche originali della natura, vediamo anche i nostri difetti che rendono impossibile resistere alle esigenze della natura e non permettono la costruzione di una vita normale, anche in termini puramente fisiologici.

Per quanto sembra, questo richiede un lavoro da parte nostra, lavoro duro che non è facile che sia inerente soltanto nella umana libertà di scelta. E la libertà di pensiero, parola, e azione, che rende possibile il costruire una vita indipendente, essa è particolarmente espressa nell’approccio giusto riguardante la famiglia. Di conseguenza, dobbiamo compiere ciò che non si attiva dentro di noi istintivamente tramite la nostra natura.

Devo essere fedele alla mia famiglia, leale e fedele al nutrimento e all’educazione dei figli finché sono capaci di stare in piedi da soli e cominciare a stabilire le loro famiglie. E secondo la tradizione ebrea, anche se una persona raggiunge l’età adulta a tredici anni e veramente diventa un adulto e indipendente all’età di venti, anche questo è relativo. Fino ad allora, la natura ci obbliga a prenderci cura di lui.

Oggi è difficile per la gente sostenere una famiglia per un tale lungo periodo. Ancora una volta questo testimonia la crisi in cui ci stiamo trovando.

Cinquanta o sessanta anni fa, i divorzi sembravano come un gran disastro. La gente discuteva tali casi come se fosse qualcosa di sorprendente e non comprensibile, come qualcosa di raro. Allora a patto che non vi fosse alcun accordo sociale su questo tema, i divorzi non erano facili e accettabili. Oggi è difficile anche immaginare ciò che sarebbe accaduto alla gente, per essere pronta per questo tipo di situazione.

Tuttavia, nell’ultimo mezzo secolo, la situazione è cambiata drammaticamente. Adesso la maggior parte delle coppie divorziano, la gente si sposa un paio di volte e fa crescere i bambini da diversi matrimoni. Questo non sorprende nessuno. A volte le donne preferiscono avere i figli senza un marito e generalmente non si vogliono sposare.

Quando mi presento davanti ad un pubblico, di 2 000 o 3 000, a volte chiedo “Quante persone singole sono presenti in quest’aula?” In questo modo essi prendono coscienza che fino all’ 80% dei partecipanti non si trova in un rapporto familiare. E si tratta di persone di età media compresa tra i 30-40 anni.

Dopo di questo chiedo: “Chi fra voi è pronto a sposarsi?” Allora la maggior parte di coloro che rispondono positivamente sono uomini, non donne, il che conferma che questo è vero. In qualche parte dentro, le donne non sentono un bisogno per famiglia e figli. Forse qualcosa manca ed è in qualche modo gravoso per loro, ma per decidere di sposarsi e cominciare a creare rapporti familiari, per sentirsi coinvolte e impegnate, è così difficile per il nostro ego crescente, che preferiscono rimanere single.

Si prendono cura di se stesse con una relativa facilità. Possono concedersi tutte le necessità. Specialmente nel nostro tempo, tante volte le donne lavorano meglio degli uomini. In aggiunta, sanno come gestire l’economia della casa. Anche se sono occupate, rimangono sufficientemente libere da tanti tipi d’impegni e sono aperte alle opportunità che offre il mondo moderno.

Sull’altro lato, non è così facile per gli uomini. Manca loro la cura femminile, si sentono un po’ più “sospesi nell’aria” rispetto alle donne, e tante volte non sono preparati a prendersi cura di loro stessi. Inoltre, anche loro vedono la famiglia come un onere, un giogo pesante. Se fosse possibile, l’uomo moderno preferirebbe la madre a sua moglie. La famiglia e i bambini con tutte le loro implicazioni non sono per lui.
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Da Kab.TV “Una nuova vita” 22.07.2014

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Uno Studio mostra che le coppie senza figli sono più felici

Dr. Michael LaitmanNotizie (dal The Telegraph): “Uno studio condotto da un centro Studi Universitari ha scoperto che quando alle persone ha stato chiesto di misurare la qualità delle loro relazioni, le persone senza figli hanno dimostrato di essere nel complesso più felici.

“Per secoli, avere dei figli è stato considerato da molti come la fonte principale di appagamento che dà un senso alla vita.

“Tuttavia, secondo uno dei più grandi studi che sia mai stato condotto in Gran Bretagna sul tema delle relazioni, le coppie senza figli hanno dei matrimoni più felici.

“Il progetto ha scoperto che le persone senza figli sono più soddisfatte delle loro relazioni e più portate a sentirsi apprezzate dai loro partner delle coppie con figli.

“Lo studio del Centro di Ricerca Universitaria, ha previsto interviste e sondaggi su più di 5000 persone di tutte le età, status e orientamento sessuale.

“Quando alle persone è stato chiesto di misurare la qualità delle loro relazioni, le persone senza figli hanno dimostrato di essere nel complesso più felici.

“Sia per gli uomini che per le donne, coloro che sono senza figli hanno valutato la qualità dei loro rapporti in modo migliore di coloro che ne hanno. Essi hanno anche dichiarato di fare significativamente di più per ‘mantenere’ i loro rapporti, come prendersi del tempo per uscire insieme e parlare, rispetto a coloro che hanno figli.

“Tuttavia, quando è stato chiesto di misurare la felicità della loro vita in generale, c’è stata una divisione per sesso. Le madri sono nel complesso più felici rispetto ad ogni altro gruppo, mentre le donne senza figli sono le meno felici. Al contrario, gli uomini con figli hanno dimostrato di essere leggermente meno felici di coloro che non hanno figli.”

Il mio commento: Mai prima d’ora le persone hanno preso in considerazione la necessità del matrimonio e della procreazione. Queste faccende sono sempre state date per scontate. L’aumento dell’egoismo ha fatto scattare un atteggiamento critico verso l’istituto della famiglia, del matrimonio e della procreazione. Ora siamo in un periodo di transizione e non è possibile risolvere nulla.

Ma presto ci rimetteremo in sesto e prenderemo le necessarie decisioni, mentre i colpi della vita ci costringeranno ad elevarci al di sopra del nostro egoismo, ad iniziare a guardare al di sopra di esso, e dentro il significato della nostra esistenza.

Naturalmente, per il genere di esistenza che facciamo oggi, non ne vale veramente la pena vivere. Ma vale la pena vivere per il bene della rivelazione del Creatore e della vita eterna che è perfetta, anche nella vita che stiamo vivendo adesso.
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Perché gli uomini non vogliono diventare padri

Dr. Michael LaitmanOpinione (Leonid Maltsev, psicologo di famiglia): “L’impreparazione psicologica dei genitori è il risultato di un’immagine distorta del matrimonio. Le persone che sono cresciute in famiglie disfunzionali potrebbero averla, perché il ruolo decisivo nel plasmare l’immagine della famiglia appartiene alla madre e al padre. La persona percepisce inconsciamente un modello di famiglia dai genitori come un esempio.

“Ecco perché le patologie familiari (l’infedeltà, il divorzio, l’aborto, le famiglie monoparentali), spesso non consentono ai figli adulti di creare una famiglia armoniosa. Loro hanno paura di ripetere gli stessi errori dei genitori; non vedendo esempi rilevanti nel loro ambiente e essendo stati vittime di stereotipi sociali.

“Molti uomini moderni non hanno fretta di acquisire prole perché sono sicuri che i figli: sono un peso, un ostacolo alla carriera, e un ostacolo sulla strada per il successo. La paura di apparire come un perdente agli occhi della società, è il risultato di una propaganda aggressiva anti-famiglia e anti-infantile, condotta negli ultimi decenni”.

Il mio commento: L’educazione integrale in combinazione con i tutti i suoi programmi e le infrastrutture ci libererà da tutte queste fobie e calcoli. La popolazione demografica sarà poi stabilita dalla crescita naturale.
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Il potere distruttivo di Babilonia in Europa

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché il potere della connessione a volte ha molto successo ed a volte no? Ad esempio negli Stati Uniti l’unione di più nazioni ha portato alla creazione di una nazione molto forte, mentre l’unione in Europa non ha avuto un buon esito.

Risposta: In Europa agisce il potere distruttivo di Babilonia, la confusione ed il miscuglio di varie lingue.

Domanda: Come possiamo essere certi che il potere della connessione che stiamo creando non peggiori le cose?

Risposta: Dipende dal periodo in cui ci troviamo, se è un periodo in cui è possibile divulgare liberamente la saggezza della Kabbalah e la scienza della correzione del mondo. Abbiamo raggiunto questo momento o no? Per noi questa domanda non esiste perché ne ha scritto un grande kabbalista.

Domanda: Il mondo nella sua interezza, in tutti i suoi livelli, in tutte le sue forme, è maturo per recepire questo metodo e realizzarlo efficacemente?

Risposta: Il mondo è pronto tanto quanto riesce a percepire la crisi: che sia nel campo dell’educazione dei bambini, nelle famiglie, nella realtà della disoccupazione o al lavoro, nei rapporti sociali o a livello della crisi economica in generale.

Domanda: La crisi in Europa è già stata sentita e stanno cercando di porvi rimedio. I tentativi proseguono da alcuni anni ma invano.

Risposta: Non saranno mai in grado di farcela da soli. In qualche modo alle persone sembra che se attendono, allora saranno in grado di saperne di più tramite l’esperienza e ad un certo momento saranno più sagge, riceveranno il desiderio e capiranno da sole. Ma questo non accadrà mai. Le persone non capiranno nulla da sole.

Le persone non diventeranno migliori o più sagge ricevendo qualche colpo in più; al contrario saranno più ostinate e se la passeranno peggio. Solo tramite le nostre attività con loro e tramite il nostro metodo sarà possibile correggere la situazione.
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Come si può sfuggire alla solitudine?

Domanda: Spesso frustrazione e depressione sono causate da una profonda e distinta paura di essere soli in questo mondo privo della connessione con i nostri cari. In altre parole, c’è un fondamento, forte, sul quale costruire i nostri rapporti familiari.

A prescindere dal fatto che forse non abbiamo bisogno uno dell’ altro come prima, l’ovvio declino delle tradizioni familiari, la disponibilità di partner sessuali, porte che erano chiuse a chiave in passato sono adesso spalancate, e nonostante il fatto che in questi giorni i partner in una famiglia hanno molto meno in comune, ci rimane ancora qualcosa di intrinseco in noi: una paura esistenziale, primordiale, della solitudine che molti sperimentano oggi.

Risposta: Eppure, è poco probabile che la gente trovi una risposta a questa paura. Reciproca fiducia e supporto reciproco non sono più associati ad una famiglia contemporanea. La paura è ancora presente ma le soluzioni non sono ancora visibili.

In ogni caso, è meglio essere insieme ad una persona invece di rimanere solo. Le persone con un ampio ‘bagaglio’ ritengono che il proprio partner dipenda da loro; capiscono di essere responsabili per loro almeno a causa di abitudini che sono state costruite nel passato. Noi siamo solo persone.

Comunque, allo stesso momento, non penso che la paura di essere soli possa trattenere le persone all’interno di una buona famiglia fiduciosa. Questa ‘teoria’non ha bisogno di essere provata per assurdo, né può essere risolta nascondendo gli aspetti negativi. Abbiamo bisogno soltanto di essere positivi.

Domanda: La psicologia afferma che non ci attacchiamo a qualcuno solo perché abbiamo paura, stiamo cercando un’unità più profonda, interna. Eppure non c’è dubbio che tante persone sono motivate dalla paura. E’ qui che comincia il processo, sebbene sia ovvio che la nostra connessione non viene da esso. Al contrario, la paura dà luogo ad un altro fenomeno, spesso ci impedisce di rompere le connessioni che erano intrinsecamente imperfette.

Parliamo di una situazione in cui le persone provano a stabilire un rapporto, ma non sanno come farlo. La domanda é: Da dove iniziamo?

In genere metodi vari presentano alle persone un mezzo di auto-esplorazione che offra una possibilità di conoscere la loro natura: “Quale parte di me stesso posso dedicare alla connessione con il mio partner?” Dopo di che, uno deve fare una lista: “Che cosa mi aspetto dal mio compagno e dalla nostra vita in comune?” Poi, quando uno capisce che cosa vuole e cosa si aspetta, può essere configurato per un rapporto particolare. Attualmente questo esercizio è molto comune. E’ corretto?

Risposta: Suppongo che non sia popolare soltanto oggi. E’ stato sempre così: Le persone hanno sempre calcolato il proprio contributo ed il contributo del compagno nella loro vita comune. Paraninfi di tutti i tipi hanno sempre comunicato in questo modo ed hanno aiutato i giovani e i loro genitori a ‘fare buoni affari”. Infatti si trattava di affari. Entrambi i futuri sposi essendo egoisti hanno dovuto valutare con sobrietà se valeva la pena vivere insieme. I loro sentimenti l’uno verso l’altro non facevano parte di questa formula. Le loro emozioni avevano un “potere di acquisto” e sono state incluse in questa formula generale.

Questo approccio è corretto? Non penso. Di sicuro, ha funzionato per un po’ di tempo, ma abbiamo cambiato drammaticamente. Oggi non siamo sicuri di che cosa vogliamo esattamente, specialmente non sappiamo che cosa vogliamo domani. Inoltre, la nostra psicologia è in gran parte storpiata da un grande effetto esterno che ci spinge dal un lato ad un altro con limitazioni artificiali e permessi, benefici immaginari e perdite.

Ogni “moda” ogni “cambio di stagione” ci altera completamente dall’esterno in aggiunta a tutti i cambiamenti interni che subiamo. E’ per questo che i nostri calcoli dei benefici e degli svantaggi della nostra futura famiglia potrebbero essere sbagliati. Soltanto se si imposta un valore più alto come obbiettivo e conveniamo per una certa sfida, verso un obbiettivo che ci eleva al di sopra delle interruzioni che avvengono sia nella società che dentro di noi, soltanto in quel momento ci sarà la società e le sue cellule, le giovani coppie potranno non soltanto sopravvivere, ma fioriranno.
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(Da Kab.TV “Una Vita Nuova”09.06.2013)

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Nelle notizie (da FBII.org): “I ricercatori statunitensi studiano la rapida svalutazione dei valori della famiglia negli Stati Uniti. I tradizionali rapporti tra uomo e donna, quando l’amore porta al matrimonio, rimangono indietro. Oggi, quattro americani su dieci credono che l’istituzione del matrimonio è obsoleta. Gli scienziati trovano difficile giustificare la situazione attuale, tuttavia, confermano che la società americana tende alla disunione.

“I giovani americani spesso indugiano al matrimonio. Questa è una tendenza tipica di molti gruppi etnici e razziali negli Stati Uniti, anche gli asiatici, che prima avevano i più alti tassi di matrimonio.

“Il divorzio è cosa comune nella moderna America. La ‘abitazione separata’ è consuetudine per le generazioni nate nella seconda metà del XX secolo. La percentuale di divorziati e allontanati, che hanno interrotto il loro rapporto, è molto più alta della percentuale di vedovi. E’ tipico per tutte le età, sia uomini che donne. La maggior parte dei divorziati e estraniati sono compresi tra 50-54 anni, gli uomini (17%) e le donne (21%).

“La stessa indagine ha mostrato che un nuovo matrimonio non è preferito dalla maggior parte degli americani. Solo il 29% dei divorziati vorrebbe sposarsi di nuovo. Tra i vedovi questo tasso è ancora più basso – 8%.

“Secondo gli studi, la disgregazione della famiglia non ha alcun legame con la grande recessione del 2008-2009.

“Come risultato, il tasso di fecondità totale (numero medio di figli per donna in età fertile 15-49 anni), è sceso al livello di riproduzione (tasso di sostituzione) – 2.1, e alla fine degli anni 2000, durante la recessione a – 1.9. “

“Inoltre, la percentuale di bambini nati fuori dal matrimonio è aumentata nel corso degli ultimi 50 anni fino a 8 volte – dal 5,3% del 1960 al 41% nel 2010. Il più alto tasso di nascite illegittime è tra le madri più giovani: l’86% dei bambini nati nel 2011 provengono da madri di età tra 15-19 anni, e il 62% dei bambini – da madri di età compresa tra 20-24 anni.

“Un record di 8% delle famiglie con figli minori negli Stati Uniti sono dirette da un unico genitore – il padre, contro poco più dell’1% nel 1960, secondo un analisi dei dati da parte del Centro di Ricerca e Analisi del Censimento Decennale e del Sondaggio della Comunità Americana. […] Gli uomini costituiscono una quota crescente di famiglie monoparentali.

“Come si può vedere, i valori della famiglia americana affrontano gravi disagi, che modificano la struttura della società e della coscienza sociale. Quasi non sorprende il fatto che la metà – il 45% – degli americani, per lo più giovani, approvano la decisione di votare da parte della Corte Suprema l’approvazione sulla perequazione dei gay ed etero. I conservatori rappresentano la minoranza – 40%.

“Il futuro della famiglia americana provoca allarme, dato che l’unione tradizionale tra uomo e donna, che è stata pianificata in anticipo e avere molti figli, probabilmente può essere classificato dalle future generazioni come uno scherzo.”

Il mio commento: I valori di tutti gli aspetti della società tradizionale sono in corso di riesame, e questo porterà ad una conclusione del tutto inusuale: la disponibilità ad accettare un nuovo tipo di relazioni familiari, proposti dall’educazione integrale. E si realizza quando il matrimonio non si basa sul desiderio sessuale, che ha già dimostrato di essere inefficace, ma sullo scopo finale della vita: l’unità con il Creatore e la possibilità di raggiungerlo con un partner particolare.
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