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La strada lunga e tortuosa (non la dobbiamo prendere)

Dobbiamo comprendere l’unicità dello stato attuale dell’umanità. In tutto il mondo sta emergendo un nuovo sistema. In questo sistema, siamo tutti connessi, inconsapevolmente, controvoglia e irreversibilmente. Il sistema è sempre stato lì, ma ora i fili ci stanno avvicinando sempre di più fino a non poter più ignorare la nostra interdipendenza, anche se proprio non vogliamo pensarci. 

Sta diventando evidente che tutta la creazione è diretta verso l’interconnessione e coloro che vi si oppongono ne usciranno sconfitti. Stiamo marciando su una strada lunga, tortuosa e dolorosa mentre potremmo prenderne una breve, rapida e piacevole. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno per intraprendere il percorso desiderabile è abbracciare la connessione. Se lo rifiutiamo, rimarremo sul percorso attuale e doloroso fino a quando non saremo finalmente d’accordo a connetterci.

I disastri e le crisi crescenti che sembrano prendere d’assalto il mondo da tutte le direzioni sono i colpi di scena sul nostro percorso verso la connessione. Ogni volta che ci allontaniamo da esso, la realtà ci costringe a renderci conto che dipendiamo l’uno dall’altro e che faremmo meglio ad accettarlo.

Guardate i prezzi in aumento in tutto il mondo; guardate l’aumento dei costi di trasporto, i gruppi di navi mercantili stipate fuori dai porti per settimane in attesa del loro turno per lo sbarco. Guardate come ci infettiamo a vicenda con nuovi ceppi di Covid ogni pochi mesi. Guardate come la carenza di chip di silicio sta paralizzando la produzione globale di qualsiasi cosa, dalle automobili ai computer e agli elettrodomestici. Questi sono tutti segnali spiacevoli e inutili che siamo tutti collegati.

Non c’è davvero carenza di nulla. C’è abbastanza cibo, abbastanza beni, abbastanza chip per computer, abbastanza olio, abbastanza di tutto per soddisfare tutti. L’unica cosa che non è mai soddisfatta è il nostro ego, che trae la sua soddisfazione dall’abuso degli altri. Per mettere gli altri in difficoltà, il nostro egoismo crea crisi dove non ce n’era bisogno. Non ci rendiamo conto che, poiché siamo tutti connessi, quando feriamo gli altri, feriamo anche noi stessi.

Abbiamo bisogno di una nuova mentalità. Dobbiamo renderci conto che nella realtà emergente, i paesi e le organizzazioni che si adattano all’esigenza di connettersi raccoglieranno i frutti dei loro sforzi, mentre quelli che si rifiuteranno saranno lasciati indietro. 

Certo, è un percorso.  Ci vorrà del tempo per cambiare veramente i nostri schemi di pensiero. Tuttavia, non è necessario che ci si riesca subito per avviare il cambiamento. Lo stesso sforzo di cambiare direzione è sufficiente per creare uno slancio positivo che ci metterà sulla strada giusta verso un’umanità soddisfatta e contenta. Astenersi dallo sforzo ci manterrà sulla strada lunga, tortuosa e sempre più dolorosa finché non ci inchineremo ai dettami della realtà e alla fine accetteremo di connetterci.

Perché la gente ricorda l’amore solo sul letto di morte

Mi è stato detto che prima di morire, il co-fondatore e CEO di Apple Steve Jobs ha scritto una lettera in cui rifletteva sulla vita. Come si legge nella lettera, ha scritto: “Fai tesoro dell’amore per la tua famiglia, dell’amore per il tuo coniuge, dell’amore per i tuoi amici. … Dio ci ha dato i sensi per farci sentire l’amore nel cuore di tutti, non le illusioni portate dalla ricchezza. La ricchezza che ho conquistato nella mia vita, non posso portarla con me. Quello che posso portare sono solo i ricordi suscitati dall’amore. Questa è la vera ricchezza che ti seguirà, ti accompagnerà dandoti forza e luce per andare avanti.”

Infatti, prima che un individuo  muoia, comincia a sentire qualcosa della verità. L’avvicinarsi della morte gli fa rinunciare al suo ego e gli permette di vedere la verità.

C’è un confine tra il prendersi cura di se stessi e l’emergere in un regno completamente diverso dove c’è un amore traboccante. L’ego ci impedisce di trovarlo perché guarda sempre all’interno, a ciò che ho e a ciò che posso guadagnare, piuttosto che a ciò che è veramente là fuori. Tuttavia,  quando si fa da parte, ci rendiamo conto di ciò che ci è mancato per tutta la vita: un mondo pieno d’amore che esiste tutto intorno a noi.

L’ego “muore” appena prima che la persona muoia. Liberati dalle sue catene, possiamo ora renderci conto che non abbiamo mai amato veramente e non sappiamo cosa sia il vero amore. È un triste momento di resa dei conti quando ci rendiamo conto che per tutta la vita abbiamo pensato solo a noi stessi.

C’è chi consiglia alle persone sul letto di morte, io stesso ne sono stato testimone, che in quello stato dovremmo bere, fumare, divertirci e prendere il più possibile dalla vita finché possiamo. Questo approccio può essere onesto, ma non credo che porti felicità.

Dobbiamo ricordare che l’anima non smette mai di evolversi; continua a svilupparsi anche dopo la morte fisica di un uomo.  Perciò, comprendere il vero significato dell’amore, che l’amore non consiste nel sentire la propria esistenza, ma che esisto per il bene degli altri e che soddisfarli mi rende felice, questa comprensione non ha prezzo ed è eterna.

 

Possiamo elevarci al di sopra di noi stessi?

Stiamo vivendo tempi così tesi che sembriamo  seduti su una bomba che sta per esplodere. Stiamo discutendo su Covid, politica, razza e genere. Sembra che non ci sia nulla su cui possiamo essere d’accordo. Peggio ancora, sembra che semplicemente non possiamo essere d’accordo. Ma c’è una soluzione: Lasciamo perdere l’odio e ci eleviamo al di sopra di esso. Lì, in quel livello superiore, troveremo unità e pace.

L’idea non è nuova. Il primo ad esprimerla fu Re Salomone, che scrisse: “L’odio suscita discordia e l’amore copre tutti i crimini” (Proverbi 10:12). Poiché ognuno di noi ha un carattere e una natura unici, abbiamo tutto il diritto di pensare in modo diverso dagli altri. Tuttavia, in cima a tutte le opinioni diverse, ci deve essere l’amore che copre tutti come una coperta che ci riscalda tutti insieme.

Discutiamo con tutti. Litighiamo con i nostri coniugi e partner, con i nostri figli, con i nostri coetanei e colleghi di lavoro, e a volte litighiamo con il cameriere. Ma quando c’è amore, non odiamo i nostri interlocutori, semplicemente non siamo d’accordo con loro. Il punto non è concentrarsi sui disaccordi, ma su come ci sentiamo verso gli altri e cercare di vedere come possiamo arrivare a prenderci cura di loro. Se lo facciamo, i nostri diversi punti di vista genereranno una maggiore saggezza e comprensione per tutti noi.

Il progresso non arriva quando c’è similarità di opinioni. Arriva quando ci sono opinioni diverse tra persone vicine. In quello stato, possono beneficiare dei vari punti di vista e sviluppare una prospettiva più completa e una comprensione più profonda di qualsiasi cosa stiano facendo. In un certo senso, dobbiamo diventare multistrato: alla base c’è il disaccordo, e sopra di esso, la cura. Poi, sopra l’attenzione, emerge un nuovo disaccordo, e sopra quello costruiamo un altro strato di attenzione e preoccupazione.

Coloro che sono stati con lo stesso partner per molto tempo sanno come ci si sente. Avete litigato e fatto pace così tante volte che niente potrà rompere il vostro legame; è troppo forte. E perché è così forte? È fatto di innumerevoli strati di discussioni e dell’amore che è stato costruito sopra di esso. Ogni volta, il litigio era più intenso, e così l’amore che è stato costruito sopra di esso era altrettanto potente. Alla fine, diventa un amore tale che non potrà essere sconfitto dall’odio.

Questo è ciò che dobbiamo costruire tra tutti, in tutta la società. Non accadrà in un giorno, ma non c’è scampo perché altrimenti la nostra società si disintegrerà con conseguenze terrificanti. Perciò, prima cominciamo, meglio è. E il modo migliore per iniziare è dare l’esempio.

Quindi, possiamo elevarci al di sopra di noi stessi? Non lo so ancora, ma so che dobbiamo provarci.

Vivere in una falsa realtà

Il nostro stato d’animo di base è che tutti sono pronti a incastrarci, una realtà da cane mangia cane. Viviamo nella paura costante che tutti vogliano sfruttarci, maltrattarci e umiliarci e che, se non stiamo in guardia, saremo danneggiati ad ogni passo. Peggio ancora, sentiamo che è così che funziona tutta la realtà.

Ma se così fosse per tutta la realtà, le cellule potrebbero  mai creare delle colonie e formare organismi? Le molecole si unirebbero mai per creare organi, gli atomi si unirebbero mai per creare molecole? Se fosse così non ci sarebbe vita; nemmeno l’universo ci sarebbe. Ci sarebbero solo particelle distinte che esistono separatamente senza mai creare nulla di più complesso di se stesse.

La realtà che sperimentiamo non è quindi la realtà reale, quella che ci ha creato, che ci sostiene e ci permette di leggere queste righe. Nella vera realtà, tutto esiste in armonia con tutto il resto e  insieme,  tutte le sue parti, creano un tutto perfetto.

Nel mondo reale  niente e nessuno prende più del necessario per sostenersi  e il sistema è perfettamente armonioso.

Come le nostre cellule funzionano automaticamente e formano l’organismo armonioso che siamo noi, così fa tutto il resto in natura. La “mentalità” della realtà non è sfruttamento  ma armonia  e tutto e tutti la seguono,  tranne noi umani.

Siamo l’unico elemento in realtà che vuole prendere per sé più di quanto ha bisogno, che vuole consumare e distruggere, umiliare e conquistare, abusare e padroneggiare  e si diverte a ferire gli altri. Poiché pensiamo e agiamo in questo modo, pensiamo che anche tutti gli altri la pensino e agiscano in quel modo. E poiché viviamo secondo questa premessa, abbiamo creato un mondo ripugnante a nostra immagine e somiglianza.

Ma c’è una buona ragione per cui siamo stati creati così malvagi. Sforzarsi di uscire da questo stato angosciante ci porterà a capire come opera veramente tutta la realtà. Ci sono stati negati gli istinti naturali che guidano tutte le creazioni all’armonia, proprio per sviluppare questa armonia di nostra volontà e attraverso la nostra coscienza. Siamo fatti brutti proprio per poter scegliere il bello.

La differenza tra l’operare in armonia con tutta la creazione istintivamente o consapevolmente è come la differenza tra l’essere parte di un organismo ed essere la mente che governa l’organismo e ne dirige le azioni. Il destino dell’umanità è diventare quella mente, quella coscienza.

Per arrivarci, dobbiamo iniziare a praticare relazioni armoniose invece di seguire la nostra innata natura sfruttatrice. Per raggiungere questo obiettivo  è imperativo che ci rendiamo conto che stiamo vivendo in una falsa realtà, che la vera realtà è armoniosa e completa  e che è solo la nostra percezione errata di essa che ci impedisce di vedere la verità e di vivere in quel mondo perfetto.

Gli occhi del saggio

Quando guardiamo la mappa politica del mondo, vediamo due linee che cercano di distruggersi a vicenda: la linea di destra e la linea di sinistra.  

Si alternano nel dominio e i loro sforzi diventano sempre più feroci e distruttivi.  Ma quando guardiamo il resto della natura, vediamo che non c’è alcuna guerra, anzi troviamo la complementarietà. Persino gli scontri rafforzano le parti rivali, rendendole più sane. È chiaro che qualcosa ci sfugge.

Il progresso equilibrato contiene sempre due lati: il destra e il sinistra. La parte destra è la tendenza verso la stabilità e la tradizione, verso il mantenimento del domani uguale a oggi. Il lato sinistra è la tendenza alla rivoluzione, all’innovazione, al sondare il futuro.  Quando i due lati sono complementari, la società trae conclusioni migliori, prende decisioni più precise, avanzando con successo. 

“Gli occhi del saggio sono nel suo capo” (Ecclesiaste 2:14), disse Re Salomone. In altre parole, mentre la natura ci spinge in avanti, dobbiamo sforzarci di capire la sua indole e prepararci a essa. Quando non ci prepariamo, veniamo sorpresi da disgrazie e l’angoscia  ci obbliga a cercare protezione.  Dato che la natura è in costante evoluzione, mantenere la stabilità domani richiede la preparazione oggi.  Questa è la giusta combinazione tra la linea di destra e la linea di sinistra, detta anche “avanzando con la linea di mezzo”.  

Mantenere la linea di mezzo è difficile, dato che l’ego umano cambia e si evolve costantemente. Più ci sviluppiamo, più i nostri sensi richiedono nuovi stimoli e sentiamo una maggiore fame di piacere e soddisfazione. Allo stesso tempo, il nostro mondo diventa sempre più connesso e qualsiasi movimento che una persona intraprende influenza tutte le altre.  Siamo diventati reciprocamente dipendenti, mentre l’isolamento tra di noi si intensifica. 

Per sopravvivere nel XXI secolo, non avremo altra scelta che stabilire sistemi educativi globali che ci insegnino la linea di mezzo tra il soddisfare il nostro ego crescente e la necessità di essere rispettosi degli altri. Se non impariamo a trovare un compromesso costruttivo, la natura ci obbligherà a farlo attraverso pressioni e sofferenza.

Negli anni Trenta del Novecento, il grande kabbalista e pensatore Baal HaSulam  scrisse nel suo saggio illuminante “Pace nel Mondo”: “Nella nostra generazione, in cui ogni persona è aiutata nella sua felicità da ogni nazione del mondo, l’individuo diventa inconsapevolmente schiavo del mondo intero, come una rotella in una macchina…anche se questo è rinomato e risaputo, le persone del mondo non l’hanno ancora capito adeguatamente. Perché? Perché tale è la condotta dello sviluppo in natura: l’atto viene prima della comprensione e solo le azioni dimostreranno e spingeranno in avanti l’umanità”.

Quindi, non abbiamo tempo da perdere. Se vogliamo un domani accogliente, dobbiamo lavorarci oggi. 

Didascalia della foto:
Membri dell’estrema destra Proud Boys affrontano i contro manifestanti durante raduni rivali a Portland, Oregon, Stati Uniti, 22 agosto 2021. REUTERS/David Ryder

Il salto evolutivo di cui l’umanità ha bisogno

Negli ultimi decenni l’umanità si è evoluta al ritmo più veloce di sempre. Una volta eravamo felici con una semplice passeggiata; quando questo non fu più abbastanza veloce cominciammo a viaggiare in auto. Ora questo non è sufficiente e vogliamo viaggiare nello spazio. Veramente una di queste corse ha reso migliore la nostra vita? Probabilmente no. L’esperienza mostra che gli sviluppi tecnologici vengono sempre sfruttati dagli investitori a danno degli uomini. Al prossimo grado dell’evoluzione umana come esseri intelligenti, dobbiamo arrivare a capire che uno sviluppo veramente soddisfacente richiederà un cambiamento nel codice di comunicazione tra le persone.

Non ci sono sorprese nella natura, nulla succede per caso; tutto è governato da leggi assolute. Persino nello sviluppo della razza umana le leggi dell’evoluzione e le forze sono al lavoro, che noi le riconosciamo o meno. Come risultato di questa evoluzione le nostre percezioni emozionali e mentali cambiano col tempo. 

Nel XX secolo abbiamo fatto un lungo cammino. Abbiamo sperimentato rivoluzioni, guerre e scoperte nella scienza e nella tecnologia. Poi è arrivata la rivoluzione di internet e i social network hanno aperto con un forte impatto. L’umanità ha subito grandi cambiamenti. Ma in pochi anni è diventato chiaro che le nuove relazioni sociali che abbiamo costruito hanno il potenziale di causare grande danno.

Il fenomeno delle false notizie ha invaso la vita di tutti i giorni, ed oggi si può in un istante litigare con persone in ogni parte del mondo. Chiunque può scatenare problemi ovunque, sollevare la rabbia e incitare gli altri a distruggere il pianeta. 

In passato era chiaro che se le nazioni avevano il nucleare era nell’interesse di tutti mantenere lo status quo e la calma. Oggi, fattori come la diffusione di false informazioni potrebbero portare a una guerra nucleare e distruggere il mondo in un attimo. Inoltre, non è più possibile prendere decisioni che avranno un impatto solo su alcuni paesi limitati, perché tutto il mondo è una rete, connesso online, collegato.

Questa interconnessione è presente anche a livello personale. Calunnia, bullismo, disprezzo, annullamento e vergogna rendono le persone infelici e le spingono al limite.  Se i nostri nonni potessero essere testimoni e valutare lo stress in cui viviamo, direbbero tristemente che la nostra vita è peggiore oggi di quando eravamo meno sviluppati.

Davanti a noi abbiamo il compito di riconoscere che lo sviluppo dell’egoismo umano ha raggiunto il massimo, e per poter continuare ad esistere è imperativo sviluppare una nuova forza trainante che ci faccia andare avanti. Dobbiamo intraprendere insieme un processo educativo globale che comprenda una presa di coscienza della situazione in cui ci troviamo e la necessità di una corretta connessione tra gli esseri umani.

Identificheremo quindi un nuovo paradigma che descrive lo sviluppo dell’umanità, della società e della natura. Riceveremo una nuova guida su come elevarci al di sopra del gretto egoismo, l’approccio egoistico a scapito degli altri, per scoprire un potere che evoca un desiderio nuovo di zecca in noi, un desiderio di fare del bene agli altri.

La prossima fermata del nostro processo evolutivo sarà comprendere che la radice di tutti i nostri problemi risiede nella nostra natura egoistica, che oggi ha raggiunto il massimo del suo sviluppo. È il nostro egoismo che non ci consente di andare d’accordo con gli altri, ci porta ad esplodere in un istante e distruggere tutto ciò che tocchiamo.

Solo quando impareremo a trascendere il nostro egoismo, cominceremo a trattare la razza umana come un unico corpo. Solo allora potremo cominciare a capire come costruire una buona vita per tutti godendo dei benefici dei nostri sviluppi e innovazioni tecnologiche. 

Alla fine, il nostro prossimo livello di evoluzione umana deve basarsi sullo sviluppo e il nutrimento di connessioni complementari tra ognuno di noi.

Cosa possiamo imparare dalla giornata mondiale degli insegnanti?

Questo mese, il 5 ottobre per l’esattezza, si è celebrata la Giornata Mondiale degli Insegnanti.  Un insegnante era, e in alcuni paesi è ancora, un’occupazione di grande valore. L’insegnante non era semplicemente qualcuno che insegnava la matematica o l’inglese, ma qualcuno che insegnava la saggezza della vita e un modello da seguire. A giudicare da ciò che succede oggi, sembra che abbiamo un bisogno disperato di buoni insegnanti.  Nonostante le nostre conoscenze, ci sentiamo persi.  Se non impariamo dove siamo realmente, cosa facciamo qui, perché siamo qui, e come dirigerci verso un luogo migliore, cadremo in un’altra guerra mondiale. 

Per uscire dal crollo, dobbiamo smettere di concentrarci solo sulla conoscenza.  L’acquisizione delle informazioni non crea persone felici.  Cosa abbiamo ottenuto, per esempio, dalle informazioni sulla fusione nucleare? Abbiamo armi nucleari in grado di distruggere l’umanità in pochi secondi.  Abbiamo così tante conoscenze in ogni ambito della vita, ma dove ci stanno conducendo?  Siamo diretti verso stati terribili. 

Invece di insegnarci ciò che dovrebbero, i nostri poveri insegnanti ripetono ciò che il governo ordina loro di insegnare. Sono costretti a mentire agli studenti, ma gli studenti lo sanno bene. All’età di 9 o 10 anni, la maggior parte dei bambini sa che niente di ciò che sente è vero. Smettono di credere nei loro insegnanti, smettono di prestare attenzione, mentre gli insegnanti, che devono guadagnarsi da vivere, continuano a ripetere le stesse storie. Non c’è nessun’altra motivazione se non i soldi e il potere: questi sono i governanti della Terra e nessun regime o governo è libero dalla loro presa. 

Il cambiamento arriverà solo quando ci renderemo conto che non è così che bisognerebbe vivere e ci impegneremo a cambiare la nostra motivazione. Ma il cambiamento avverrà o perché rifletteremo su dove stiamo andando e ci fermeremo prima di arrivarci o perché non ci saremo fermati in tempo e capiremo  il nostro errore dopo che le bombe saranno esplose. 

Per fare i cambiamenti necessari in tempo, non possiamo lasciarli solo agli insegnanti ed esonerarci dal compito. Dobbiamo ricostruire l’intero sistema, le basi della nostra civiltà.  Non è un segreto che siamo egocentrici e narcisisti. Il problema è che rimaniamo tali. Sappiamo da decenni che l’umanità è sulla strada dell’autodistruzione per il suo stesso egocentrismo. Eppure, non abbiamo fatto nulla per cambiare rotta. 

Ora dobbiamo diventare i nostri stessi maestri e non solo nella Giornata Mondiale degli Insegnanti, ma ogni giorno e in ogni momento della nostra vita. Inoltre, il mondo in cui viviamo è diventato così interconnesso che non è sufficiente attuare i cambiamenti un paese alla volta. Mentre alcuni paesi si impegnano nelle riforme, altri manterranno il loro atteggiamento scorretto e rovineranno il progresso per tutti. Quindi, l’iniziativa di creare un domani positivo deve coinvolgere il mondo intero.  Potrebbe sembrare irrealistico, ma dobbiamo ricordarci che l’unica alternativa a questa rotta è la guerra, la guerra nucleare.

Di conseguenza, il sistema educativo deve adattare i suoi valori, programmi e obiettivi per migliorare l’umanità. Quando parlo di miglioramento non mi riferisco al taglio delle emissioni di CO2 o a limitare l’uso dei combustibili fossili o della plastica. Mi riferisco a qualcosa di molto più profondo. Migliorare noi stessi significa diventare persone migliori. Per farlo dobbiamo imparare ad essere gentili e amorevoli tra di noi. 

Solo quando impareremo a prenderci cura degli altri, inizieremo a prenderci cura dell’ambiente. Quando ci preoccupiamo delle altre persone, vogliamo che vivano in un ambiente amichevole, che possa sostenerle e dove possano essere felici. Quando smetteremo di voler sfruttare gli altri e di sopraffarli, smetteremo  anche di sfruttare l’ambiente per potere raggiungere i nostri obiettivi egoisti. Di conseguenza, ridurremo il consumo a livelli sostenibili che permetteranno alla natura di ringiovanire e restaurare l’equilibrio che ha perso. 

Non abbiamo tempo da perdere.  Dobbiamo essere i nostri stessi maestri, e insegnarci da soli come essere umani, ovvero benevoli. Anche se non sappiamo come fare o da dove iniziare, non dobbiamo preoccuparci: la nostra intenzione di fare del bene, di connetterci con gli altri, sarà la nostra guida. Se permettiamo che l’amore per gli altri sia il nostro insegnante, non ci servirà alcun insegnamento ulteriore.

Didascalia della foto:
L’insegnante Emma Rossi lavora con la studentessa Sara Montano nella sua classe di prima elementare alla Sokolowski School, dove studenti e insegnanti sono tenuti a indossare maschere a causa della pandemia di coronavirus (COVID-19), a Chelsea, Massachusetts, Stati Uniti, 15 settembre 2021. REUTERS/Brian Snyder

Il mondo vecchio sta morendo e ne sta nascendo uno nuovo.

Ogni estate (non so perché ma è sempre più turbolenta dell’inverno) abbiamo la sensazione che le cose peggiorino, gli incendi sono peggiori, le alluvioni sono peggiori, e le crisi provocate dall’uomo stanno peggiorando. Ogni estate abbiamo ragione. La differenza tra questa peggior estate e quella precedente è che ora riconosciamo la tendenza.  Riconosciamo il fatto che l’anno prossimo sarà ancora peggiore di quest’anno. Dato che vediamo già che il nostro mondo è in caduta libera, possiamo iniziare a parlare di ciò che sorgerà dopo che il nostro mondo sarà arrivato alla fine. 

Non lasciatevi ingannare dagli imprenditori e dalle apparenze delle persone che agiscono di corsa . La frenesia è una difesa che li aiuta a svegliarsi la mattina.  

In realtà, sono completamente insicuri.  Non sanno perché agiscono in un certo modo, o se quello che fanno porta davvero beneficio agli altri, o se riusciranno a creare qualcosa di importante.  Ogni cosa che abbiamo costruito in questo mondo sta crollando, proprio come stanno crollando i nuovi sogni e ideali della gente.  Gradualmente tutti si sentiranno completamente disorientati. 

Sapremo cosa fare e come aggiustare il mondo in cui viviamo solo quando inizieremo ad aggiungere ai nostri piani e alle nostre azioni un interesse comune. Quando ci renderemo conto che siamo totalmente interdipendenti e che non possiamo prosperare da una parte del pianeta se dall’altra parte la gente soffre di conseguenza, solo allora inizieremo ad agire correttamente.  

Prendiamo come esempio le auto elettriche.  Tre anni fa, un articolo  della rivista Wired raccontava: “Ecco un indovinello, totalmente moderno: che legame c’è tra la batteria del tuo smartphone e uno yak morto che galleggia in un fiume tibetano?  La risposta è il litio, il metallo alcalino reattivo che alimenta i nostri telefoni, tablet, computer e macchine elettriche”.  

In altre parole, fin quando non cambieremo la nostra mentalità e non penseremo al collettivo, le cose continueranno a peggiorare.  Le macchine elettriche non sono verdi e pulite se ci forniscono aria pulita da una parte del mondo, mentre inquinano le acque e la terra da un’altra parte. In un mondo in cui tutto è collegato, nessuna correzione è valida se non aiuta tutti. 

Quando cominceremo ad adottare una mentalità più inclusiva, ci renderemo conto che c’è abbondanza di energia. Ci sarà abbondanza di gas, petrolio ed elettricità, ma nessuno ne avrà bisogno. La gente userà forme più sottili di energia e ci sarà abbondanza.

Il problema oggi non è che c’è carenza di qualcosa. C’è abbondanza di tutto. L’unica cosa che manca è la premura e la considerazione. Quindi, ciò di cui l’umanità ha bisogno oggi non è energia pulita, ma cuori puliti. Finché manterremo i nostri atteggiamenti violenti e clientelari, finché l’alienazione affliggerà ogni angolo della comunicazione umana, nulla migliorerà.

Solo se insegniamo a noi stessi a comportarci, diciamo, più umanamente gli uni verso gli altri, risolveremo i nostri problemi e usciremo dalla fossa che abbiamo scavato per noi stessi e per tutto il nostro pianeta.

Didascalia della foto:
Un’auto sommersa e detriti dopo un’inondazione a Trace Creek, Waverly, Tennessee, Stati Uniti, 23 agosto 2021. Foto scattata il 23 agosto 2021. George Walker IV/The Tennessean/USA Today

Come prendere buone decisioni

Prendiamo decisioni costantemente. Questo è evidente. In pratica, non è per nulla certo che, a oggi, abbiamo mai preso una vera decisione significativa sul senso della vita o sul potenziale interiore che è nascosto dentro di noi. 

Se ci fermassimo per un momento e definissimo tutto ciò che succede in una giornata o settimana tipica, vedremmo che la maggior parte delle azioni che compiamo sono per necessità nella nostra realtà. Abbiamo impegni, una serie di azioni prestabilite, programmi. Le scelte principali che compiamo sono relative alle vicende più urgenti di cui dobbiamo occuparci e qui è importante sapere in anticipo cosa fare, come stabilire le priorità dei nostri compiti e pianificare il nostro tempo per adempiere alle nostre responsabilità. 

Per le  decisioni quotidiane è una buona idea consultare gli esperti, sentire le opinioni delle persone di cui ci fidiamo e così via.  Tuttavia, per le decisioni più importanti, pertinenti all’essenza della vita, è importante ascoltare la voce interiore dentro di noi. Solo questo. 

E qui dobbiamo cercare la voce più profonda, che è veramente nostra, e non le opinioni degli altri, neanche dei nostri genitori o amici.  Dobbiamo ascoltare il nostro essere interiore autentico per rispondere alle domande più significative sulla nostra esistenza: Chi sono? Da cosa sono attratto? Per cosa voglio vivere? 

Se sentiamo l’impulso interiore di definire ciò a cui teniamo di più nella vita, i nostri obiettivi di vita essenziali, tutte le decisioni quotidiane seguiranno la direzione e andranno a posto senza problemi.

In generale è importante mantenere l’equilibrio tra la mente e le emozioni e questo non è una cosa semplice. Da un lato, la mente aiuta a prendere decisioni in situazioni in cui le emozioni sono carenti. Dall’altro lato, se seguiamo soltanto la mente, allora potremmo non essere in grado di apprezzare il quadro più ampio che assicura di prendere la decisione giusta. Pertanto, un equilibrio tra la mente e l’emozione significa che si completeranno a vicenda in modo tale che le azioni emotive saranno il risultato di un processo informato e le decisioni razionali saranno tali da poterle sostenere anche emotivamente. 

Al livello più avanzato di sviluppo, impariamo ad andare al di sopra di noi stessi, ovvero al di sopra delle nostre emozioni e della nostra mente, al di sopra delle nostre abitudini e dei nostri schemi di pensiero. Questo è già un livello di sviluppo spirituale in cui esploriamo il nostro sé interiore, ciò che dobbiamo correggere in noi stessi, e come usare questi discernimenti per prendere le migliori decisioni.

La saggezza della Kabbalah ci spiega la nostra natura, la natura del mondo che ci circonda e dove l’evoluzione fa necessariamente avanzare la razza umana. E quando l’intera mappa dello sviluppo inizia ad aprirsi davanti a noi, scopriamo cosa possiamo influenzare, e cosa no, dov’è esattamente la nostra libera scelta. Questo descrive il processo decisionale al livello più alto possibile per una vita appagante e significativa.  

Un cambiamento umano per il cambiamento climatico

Una volta pensavamo di avere sotto controllo l’ambiente naturale, ma ora, ogni tanto, arriva una calamità naturale e ci mostra quanto siamo deboli e fragili.  Il caldo estremo, sciami di locuste, tempeste turbolente, venti violenti, alluvioni devastanti, ed epidemie di lunga durata che si manifestano sempre più frequentemente e ferocemente.  C’è un modo per garantire completamente la nostra sicurezza futura? 

È abbastanza chiaro che le azioni che facciamo influenzano il contesto ecologico e portano il sistema naturale fuori equilibrio. Ma non è chiaro quali siano le conseguenze di ogni singolo passo.  Non è ovvio da che parte verrà il prossimo colpo e quale natura avrà poiché il sistema è così complesso che non capiamo la miriade di connessioni al suo interno. 

Il nostro intelletto, la nostra emozione e persino la scienza, non sono attualmente in grado di percepire l’integrità della natura e le sue complessità. Inoltre, gli interessi economici delle classi dirigenti definiscono ciò che accade in ogni momento, e, quindi, diversi sistemi e funzioni servono questi interessi, consapevolmente o inconsapevolmente.

Molte organizzazioni lavorano per ridurre il danno umano alla natura, ma tale attività da sola non risolverà lo squilibrio della natura, che è la causa delle catastrofi ambientali. Ciò che distrugge maggiormente l’equilibrio ecologico è la relazione egoistica di interesse personale tra gli esseri umani.

La natura è un sistema composto da connessioni integrali che operano attraverso una gerarchia. Quello che succede a un certo livello del sistema si ripercuote su tutti gli altri livelli.  L’intensità dell’impatto è in linea con la sua classificazione gerarchica.  La razza umana è il livello più sviluppato, quindi la sua influenza sulla natura è la più forte.

La relazione di una persona con i livelli inanimati, vegetativi e animali della natura avviene a gradi specifici, e il sistema di relazioni tra le persone avviene a un grado superiore. La natura delle relazioni umane è determinata dal livello di egoismo che si è sviluppato nell’individuo.   La gelosia, l’odio, il rispetto, la corruzione,  la dominanza, l’umiliazione, la gioia, qualsiasi sentimento che passa da una persona ad un’altra, sia in azione che in pensiero, sconvolge con la massima intensità l’equilibrio di tutta la rete naturale.

Allo stesso tempo, l’essere umano è anche la creatura più delicata del sistema naturale.  Quando il sistema è influenzato in maniera negativa, le persone soffrono le ferite più dolorose. 

Non appena questa immagine di gerarchia diventerà evidente, inizieremo a far fronte alla radice del problema.   

L’intensificazione dell’egoismo umano, caratterizzato dalla preoccupazione per se stessi e dallo sfruttamento dell’ambiente circostante, in un momento in cui il mondo sta diventando così interconnesso, ci pone in uno stato pericoloso. Ci obbliga urgentemente a migliorare la natura umana. In tutto l’ecosistema c’è integrità e reciprocità; non abbiamo altra scelta che comprendere questo principio. Siamo sulla stessa barca, quindi per sopravvivere nel XXI secolo, ognuno deve cambiare la propria natura umana a partire dal suo male innato, sia nel comportamento che nei pensieri. Dobbiamo cambiare i nostri pensieri, le nostre azioni e i nostri desideri, trasformandoli in desideri benefici per gli altri e per l’ambiente. 

Il metodo pratico per imparare a ottenere questa trasformazione imperativa è la saggezza della Kabbalah. Quando impareremo a trascendere tutte le nostre tendenze egoistiche negative e riconosceremo che siamo tutti parti individuali in un unico meccanismo collegato e completamente interdipendente, comprenderemo anche che fare del bene agli altri è anche un bene per me. Allora avremo la mentalità e lo spirito necessari per costruire una rete di considerazione e di garanzia reciproca. 

In questo stato avanzato il nostro effetto su tutto il sistema della natura sarà positivo.  Riporteremo i livelli inanimati, vegetali e animali della natura all’equilibrio generale.  

Come oggi siamo noi a distruggere tutta la natura, così abbiamo anche il potere di ripararla. Il futuro del pianeta dipende da noi.