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Riflessioni dopo i risultati delle elezioni in Virginia

Alla fine, l’identità politica è esattamente questo: politica.  Non si tratta di vita reale, è finzione.  Alla fine l’umanità respingerà le idee che non coincidono con la natura. Forse ci vorrà una grande guerra, forse un altro virus o qualche altro fattore scatenante, ma potrebbe non essere così.

In ogni caso, l’umanità si volterà contro gli eccessi dell’ego e stabilirà una società equilibrata e armoniosa, dove le persone trovano la propria espressione di sé in maniere che contribuiscono alla società piuttosto che frantumarla in una miriade di individui, confusi e infelici. 

Tradizionalmente, il popolo americano è abbastanza conservatore, nel senso buono della parola.  Ci sono varie oscillazioni  ma alla fine credo che gli Americani arriveranno a conclusioni e seguiranno ciò che è naturale e non le urla di persone con idee alla moda, che sono qui oggi ma che spariranno un domani. 

Cambiare la propria identità, decidere che sono qualcosa di diverso da come sono nato, sono tutti segni di crescita.  Ma la crescita deve essere guidata, altrimenti cresciamo dove conduce il nostro ego, lontani gli uni dagli altri e più profondamente dentro noi stessi, verso la separazione, l’isolamento e la tristezza. 

È qui che la  Critical Race Theory e l’identità politica ci conducono e i residenti della Virginia hanno usato le elezioni del governatore  per respingere questa direzione. Invece di sviluppare la nostra vera identità e realizzare il suo pieno potenziale, le idee che sono state respinte in questa elezione ci incoraggiano ad adottare un’altra identità, per poi passare il resto della nostra vita a cercare di giustificare la nostra scelta. Questa non è una ricetta per la felicità.

Tuttavia, c’è una buona ragione per cui tali idee vengono impiantate nelle persone. Quando le persone sono occupate a cercare di determinare chi (o cosa) sono, è più facile governarle.

Per natura, i governanti vogliono solo una cosa: governare. È facile gestire le persone quando sono confuse e si occupano di altre questioni oltre al governo e a quello che sta (o non sta) facendo per loro. Trovate loro un nemico, trovate loro una causa, si occuperanno di questo e lasceranno i governanti a godersi le comodità del governo. Machiavelli l’ha scritto secoli fa, e la natura umana non è cambiata da allora.

Eppure, tutto questo avviene per un motivo. L’idea di voler cambiare chi siamo non è senza merito. Deriva dal desiderio innato di trovare uno scopo superiore nella vita.  Il voler infrangere i confini della natura è un’espressione del nostro disaccordo con chi siamo. 

A differenza di qualsiasi altro essere,  è un desiderio innato negli esseri umani cercare risposte sulla propria esistenza.  Da dove vengo? Perché sono nato? Perché esiste il dolore?  Perché sono nato di un sesso e non di un altro? Posso cambiare ciò che sono?  E alla fine:  qual è lo scopo della mia esistenza? Questi anni che mi sono stati dati, hanno un significato e uno scopo oltre a quello di passare il tempo al meglio?  E, se esiste, qual è ? Queste domande sono caratteristiche del genere umano e ci portano alla confusione frenetica in cui ci troviamo oggi.

Nonostante ciò, non troveremo le risposte dentro di noi.  Le troveremo nelle nostre connessioni con gli altri.  La frantumazione della società “ci aiuta”, in maniera contorta, a capire che abbiamo costruito una società malata e dobbiamo ricostruirla se vogliamo essere felici.

Ma non serve cambiare nulla dentro di noi.  Non c’è niente di sbagliato in nessuno di noi come individui.   L’unica cosa che non funziona è come ci trattiamo tra di noi.  Quindi, le nostre relazioni sono l’unica cosa da correggere. 

Quando cominceremo a sentirci più uniti, che apparteniamo l’uno all’altro come membri di una famiglia, non sentiremo più il bisogno di cambiare chi siamo poiché saremo impegnati ad amare e a prenderci cura  degli altri.  

In una buona famiglia, le persone non si preoccupano di se stesse; si preoccupano l’una dell’altra e di tutta la famiglia. Ma poiché tutti nella famiglia pensano in questo modo, tutti sono felici perché tutti si sentono amati e curati.

In questi tempi, in cui tutti dipendono da tutti, in ogni parte del mondo, dobbiamo iniziare a costruire questa sensazione non solo in famiglia, ma tra ogni persona.  Alla fine, questa coperta di preoccupazione  coprirà ogni persona del mondo.

Certo, è un lungo viaggio, ma la sua fine è la beatitudine, e la natura ci spinge volenti o nolenti in quella direzione. Quindi, prima ci allineiamo con la natura, più saremo felici. Alla fine, non è questo che vogliamo tutti?

 

Didascalia della foto:
Il candidato repubblicano alla carica di governatore della Virginia, Glenn Youngkin, parla durante la sua festa della notte delle elezioni in un hotel di Chantilly, Virginia, Stati Uniti, 3 novembre 2021. REUTERS/Jonathan Ernst

La conferenza di Glasgow sul cambiamento climatico non cambia nulla

Mentre il mondo assiste al Congresso del 2021 sul Cambiamento Climatico, a Glasgow, sempre più dati indicano che gli sforzi umani, partendo dal presupposto che ci siano stati degli sforzi, sono stati, al meglio, insufficienti. Anche se i leader mondiali diffondono dichiarazioni a bizzeffe sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, la realtà è l’opposto. 

Il rapporto del Production Gap dell’ONU registra le discrepanze tra la produzione di combustibili fossili programmati dalle nazioni e i livelli globali reali.  Il rapporto di quest’anno rivela che “nonostante l’aumento delle ambizioni climatiche e gli impegni Net-Zero, i governi prevedono ancora di produrre più del doppio della quantità di combustibili fossili nel 2030 rispetto a quanto sarebbe coerente con la limitazione del riscaldamento globale a 1,5 C [2,7 F]. 

Tuttavia, anche se i governi intendessero rispettare i loro impegni, ciò non invertirebbe il cambiamento climatico. Se paragoniamo la quantità di gas serra prodotta dall’umanità alla quantità emessa dalle eruzioni vulcaniche, incendi forestali, e lo scongelamento accelerato del permafrost in Alaska, Groenlandia, Canada e Siberia, è chiaro che la natura è diretta ad un rapido cambiamento climatico con o senza il nostro “aiuto”. 

Ci sono crisi in ogni settore di coinvolgimento umano: le tensioni internazionali aumentano, l’estremismo religioso cresce, tensioni razziali e culturali dividono le nazioni dall’interno, e l’economia globale  è sull’orlo della stagflazione. Come se non bastasse, il coronavirus, tenace,  disturba la nostra vita e la ripresa economica del mondo intero, le catene di distribuzione  si stanno spezzando, portando a carenze di gas, cibo e altri beni basilari, e i disastri naturali si intensificano in frequenza e in ferocia  per via del cambiamento climatico. E’ chiaro che dobbiamo smettere di concentrarci su problemi specifici, e iniziare a pensare in maniera più sistematica. 

Il nostro mondo è costruito come una piramide.  Alla base della piramide abbiamo il livello minerale, sopra la flora, e sopra ancora la fauna, con  l’uomo che si trova in cima alla piramide.  Non facciamo parte del regno animale perché mentre i nostri corpi sono simili a quelli degli altri primati, le nostre menti ci permettono di riflettere sul passato, sul futuro, e fare piani a lungo termine per noi stessi e per il pianeta.   

In ogni modo, nonostante la nostra mente superiore, non siamo “superiori” al sistema: ne facciamo parte. Per questo motivo influenziamo tutti i livelli sotto di noi. Perciò, qualsiasi malfunzionamento al livello superiore, quello umano, si “riversa” su tutta la piramide e rovina anche gli altri livelli.

Ora è facile vedere che il problema è proprio dell’umanità. Inoltre, dato che i problemi abbracciano ogni ambito dell’impegno umano, è chiaro che frenare le emissioni di gas non risolverà nulla. Se vogliamo sistemare il mondo, dobbiamo sistemare l’umanità.

Quando esaminiamo l’umanità, ogni persona ha delle capacità e delle caratteristiche uniche.  In sé, queste caratteristiche non sono un problema, ma un vantaggio. La varietà di pensieri, approcci, culture, idee e credenze umane, creano un tappezzeria con centinaia di intrecciature che formano una potente entità che potrebbe, in teoria, raggiungere qualsiasi cosa.  Quindi, il problema non sono le persone, ma come si connettono tra di loro. 

Attualmente, le intrecciature nella tappezzeria dell’umanità cercano di distruggersi tra di loro.  Anziché rafforzarci, sostenerci e incoraggiarci,  gareggiamo per supremazia e potere.  Anziché  lavorare per rendere il tessuto il più forte, e il più bello possibile, cerchiamo di essere il filo più forte di tutto il foglio.  C’è  quindi da meravigliarsi se siamo esausti? C’è da meravigliarsi se siamo nauseati dalle lotte senza fine e dal malcontento che ci circonda?  C’è da stupirsi che la depressione sia la malattia più comune dei nostri tempi?  E infine, c’è da meravigliarsi che il nostro mondo, la nostra unica casa, sia in rovina?  Ora, credo che sappiamo su cosa dovremmo concentrarci per salvare il nostro pianeta.  

Didascalia della foto:
Quattro attivisti della Extinction Rebellion Glasgow University si legano al Memorial Gate dell’Università di Glasgow il 29 ottobre 2021 a Glasgow, Scozia. 

Il clima non aspetta nessuno

Trent’anni fa  un mio amico è entrato nel settore dell’energia verde e ha cercato di tirarmi dentro. Gli ho chiesto per quale ragione, non è una cosa seria. Egli disse: “Non hai idea di quanti soldi ci vengono versati. Tutti vogliono partecipare, politici, finanzieri, uomini d’affari, tutti quanti”. Aveva ragione, ovviamente. Eppure nessuno vuole promuovere l’energia verde per salvare il pianeta, ma solo per gonfiarsi ancora di più le tasche. Le dichiarazioni  quindi  restano in aula dove vengono pronunciate, le azioni necessarie vengono ignorate e il clima non aspetta nessuno: continuerà a peggiorare.

Questa settimana a Glasgow, in Scozia, si svolge la ventiseiesima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Ufficialmente  mira a “riunire le parti per accelerare l’azione verso gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici”. In realtà  i paesi intendono fare l’esatto contrario. Il  Production Gap Report delle Nazioni Unite di quest’anno, che tiene traccia della discrepanza tra la produzione di combustibili fossili pianificata dai governi e i livelli di produzione globale effettivi, afferma quanto segue: “Nonostante le maggiori ambizioni climatiche e gli impegni a zero, i governi prevedono ancora di produrre più del doppio della quantità di combustibili fossili nel 2030 rispetto a quanto sarebbe coerente con la limitazione del riscaldamento globale a 1,5°C [2,7°F]”.

Le fonti e le tecnologie energetiche cambiano  ma non secondo ciò che è meglio per il pianeta, cambiano in base agli interessi dei politici e dei magnati del denaro e non va mai a beneficio del pianeta o della maggior parte dei suoi abitanti, cioè di tutti noi. 

Dal momento che il clima non aspetta nessuno, alla fine ci raggiungerà. La Terra è un sistema chiuso e  in un sistema chiuso ci sono conseguenze per lo sfruttamento: fa male sia a chi abusa che a chi viene abusato. Non so quando o a quale costo, ma alla fine dovremo tutti renderci conto che non possiamo prendere più di quanto abbiamo bisogno. Non possiamo continuare a sfruttare la Terra in modo egoistico e sconsiderato perché si rivolterà contro di noi.

La Terra è come un sommergibile: a bordo c’è solo una data quantità di ossigeno. Se alcuni membri dell’equipaggio prendono più della loro quota, il resto non ne avrà a sufficienza, moriranno e il sommergibile sprofonderà insieme a quelli che hanno ecceduto con la loro quota. Abbiamo bisogno di ricordarci costantemente che siamo un sistema e che dipendiamo tutti l’uno dall’altro. Dobbiamo comprendere veramente che l’egoismo ci ferisce proprio come lo sfruttamento fa male agli altri. Se ricordiamo continuamente a noi stessi che siamo interdipendenti, ci comporteremo con maggiore considerazione ed eviteremo l’impatto punitivo del cambiamento climatico.

L’altra opzione è continuare a lavorare, come il Production Gap Report delle Nazioni Unite afferma che stiamo progettando di lavorare,  e subire la risposta spietata della natura. Spero che riusciremo a svegliarci  in tempo, perché tutti pagheranno il prezzo di questo errore.

Didascalia foto:
Il Primo Ministro britannico Boris Johnson e il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres salutano il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden al momento dell’arrivo alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP26) a Glasgow, Scozia, Gran Bretagna 1 novembre 2021. Alastair Grant/Pool via REUTERS

Il mondo vecchio sta morendo e ne sta nascendo uno nuovo.

Ogni estate (non so perché ma è sempre più turbolenta dell’inverno) abbiamo la sensazione che le cose peggiorino, gli incendi sono peggiori, le alluvioni sono peggiori, e le crisi provocate dall’uomo stanno peggiorando. Ogni estate abbiamo ragione. La differenza tra questa peggior estate e quella precedente è che ora riconosciamo la tendenza.  Riconosciamo il fatto che l’anno prossimo sarà ancora peggiore di quest’anno. Dato che vediamo già che il nostro mondo è in caduta libera, possiamo iniziare a parlare di ciò che sorgerà dopo che il nostro mondo sarà arrivato alla fine. 

Non lasciatevi ingannare dagli imprenditori e dalle apparenze delle persone che agiscono di corsa . La frenesia è una difesa che li aiuta a svegliarsi la mattina.  

In realtà, sono completamente insicuri.  Non sanno perché agiscono in un certo modo, o se quello che fanno porta davvero beneficio agli altri, o se riusciranno a creare qualcosa di importante.  Ogni cosa che abbiamo costruito in questo mondo sta crollando, proprio come stanno crollando i nuovi sogni e ideali della gente.  Gradualmente tutti si sentiranno completamente disorientati. 

Sapremo cosa fare e come aggiustare il mondo in cui viviamo solo quando inizieremo ad aggiungere ai nostri piani e alle nostre azioni un interesse comune. Quando ci renderemo conto che siamo totalmente interdipendenti e che non possiamo prosperare da una parte del pianeta se dall’altra parte la gente soffre di conseguenza, solo allora inizieremo ad agire correttamente.  

Prendiamo come esempio le auto elettriche.  Tre anni fa, un articolo  della rivista Wired raccontava: “Ecco un indovinello, totalmente moderno: che legame c’è tra la batteria del tuo smartphone e uno yak morto che galleggia in un fiume tibetano?  La risposta è il litio, il metallo alcalino reattivo che alimenta i nostri telefoni, tablet, computer e macchine elettriche”.  

In altre parole, fin quando non cambieremo la nostra mentalità e non penseremo al collettivo, le cose continueranno a peggiorare.  Le macchine elettriche non sono verdi e pulite se ci forniscono aria pulita da una parte del mondo, mentre inquinano le acque e la terra da un’altra parte. In un mondo in cui tutto è collegato, nessuna correzione è valida se non aiuta tutti. 

Quando cominceremo ad adottare una mentalità più inclusiva, ci renderemo conto che c’è abbondanza di energia. Ci sarà abbondanza di gas, petrolio ed elettricità, ma nessuno ne avrà bisogno. La gente userà forme più sottili di energia e ci sarà abbondanza.

Il problema oggi non è che c’è carenza di qualcosa. C’è abbondanza di tutto. L’unica cosa che manca è la premura e la considerazione. Quindi, ciò di cui l’umanità ha bisogno oggi non è energia pulita, ma cuori puliti. Finché manterremo i nostri atteggiamenti violenti e clientelari, finché l’alienazione affliggerà ogni angolo della comunicazione umana, nulla migliorerà.

Solo se insegniamo a noi stessi a comportarci, diciamo, più umanamente gli uni verso gli altri, risolveremo i nostri problemi e usciremo dalla fossa che abbiamo scavato per noi stessi e per tutto il nostro pianeta.

Didascalia della foto:
Un’auto sommersa e detriti dopo un’inondazione a Trace Creek, Waverly, Tennessee, Stati Uniti, 23 agosto 2021. Foto scattata il 23 agosto 2021. George Walker IV/The Tennessean/USA Today

Svelare l’11 settembre. Il caso per trovare la verità sfuggente

Sono totalmente favorevole alla declassificazione dei documenti relativi all’attacco terroristico del 11 settembre 2001. Purtroppo, in mancanza di un impegno di mantenersi a un scadenza o di rivelare qualsiasi contenuto, la mossa di declassificazione dei documenti sembra più dichiarativa che sostanziale. 

Secondo la lettera del Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti d’America, l’FBI “riesaminerà le dichiarazioni di segreto precedenti per individuare le informazioni supplementari appropriate per la divulgazione.  L’FBI divulgherà tali informazioni il più rapidamente possibile”.

La cortina di fumo che circonda gli attacchi dell’11 settembre è un esempio degli errori che il governo continua a commettere.  Nascondere la verità, qualunque essa sia, su qualsiasi evento nella storia, ci impedisce di arrivare alle conclusioni corrette per il futuro e ne pagheremo il prezzo. 

Come nel caso della decisione di declassificare i documenti dell’11 Settembre, il motivo per la declassificazione è spesso per motivi di risarcimento monetari0. Tuttavia, un indennizzo di qualsiasi tipo non ci dice cosa è successo veramente e, se non sappiamo cosa è successo, ci manca la lezione più importante: cosa dovremmo fare per evitare che simili disgrazie accadano in futuro. 

Ogni catastrofe, disastro, sconfitta nella storia, viene interpretata diversamente da persone diverse, secondo la loro prospettiva personale.  Quindi, anche dopo la rivelazione della “verità”, dobbiamo continuare a cercare una verità “più vera”, ragioni più approfondite e nuovi discernimenti, dato che ci sarà sempre qualcos’altro da scoprire. 

Per me, la ragione per esporre la verità non è quella di incolpare qualcuno. La natura umana è marcia dal profondo, come sappiamo dai tempi della Bibbia, quindi non mi aspetto che le persone siano giuste o che credano che il risarcimento faccia del bene a qualcuno.  Il motivo per il quale credo che dovremmo sempre cercare la verità è perché non possiamo costruire un futuro migliore, se non conosciamo il nostro passato.

Più sappiamo sul perché le persone fanno quello che fanno, qual è la loro natura, cosa le muove e perché, più saremo in grado di costruire una società stabile e solida. La trasparenza è la chiave per la corretta costruzione di una società. Se non ci nascondiamo nulla, potremo comunicare più facilmente, sapremo cosa aspettarci l’uno dall’altro, cosa evitare e come rafforzare i nostri legami.

Ecco perché penso che la verità sia importante. Non per vendetta o indennizzo, ma come lezione per il futuro.

Le persone che stanno al passo con il piano della natura possono contrarre il Coronavirus?

Domanda: Migliaia di persone si sono unite, durante il recente congresso di Kabbalah in Israele. Immediatamente dopo, è iniziata l’epidemia globale. Noi ci siamo connessi e guarda cosa è successo. Abbiamo causato questo?

Risposta: No, non abbiamo causato questo. Prima di tutto, l’epidemia è iniziata prima del congresso, solo che non era così estesa.

Eravamo sicuri che nulla sarebbe accaduto ai partecipanti del congresso. Siccome decine di migliaia di persone in tutto il mondo si stavano connettendo fra loro fisicamente e virtualmente attraverso buoni sforzi, non c’era nessun pericolo lì.

Sono sicuro che nessuno dei nostri amici, dovunque fossero, dovunque si siano recati per partecipare ai congressi specchio del congresso, si sia ammalato. Non ci sono stati problemi con nessuno.

E come poteva accadere se ci siamo riuniti per generare fra noi ancora migliori connessioni? Noi ci muoviamo in sintonia con il piano della natura; quindi non possiamo essere contagiati dal virus che colpisce le connessioni egoistiche fra persone, società e paesi.

Domanda: E’ possibile dedurre la seguente formula: le persone che impareranno a connettersi con gli altri correttamente non saranno colpite da questo virus?

Risposta: Si. Posso darti la mia parola per questo. Dobbiamo solo capire che questa cosa non riguarda il 100% dei nostri studenti perché ci sono casi individuali che dovremmo analizzare singolarmente in modo da capire perché ciò sia successo.
Comunque, non penso che sentiremo parlare di un gran numero di studenti di Kabbalah che sono stati colpiti dal virus. E’ impossibile. Noi aspetteremo solo e vedremo.
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Dalla trasmissione di KabTV “Il Coronavirus sta cambiando la realtà”, 12/03/2020

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Un vaccino per il Coronavirus

Il Coronavirus si è già diffuso in ottanta nazioni e ci mostra quanto dipendiamo l’uno dall’altro. Stiamo cercando il modo attraverso il quale questi virus vengono trasmessi da una persona all’altra attraverso aeroplani o contatto fisico.

In realtà non si diffondono in questo modo ma attraverso i nostri pensieri. Dopotutto siamo collegati in un unico campo, e se penso male di te, allora con i miei pensieri risveglio pensieri che causano ogni tipo di manifestazione e conseguenze in te.

Questo fenomeno è noto alle persone impegnate nella sicurezza internazionale. La scienza della Kabbalah spiega che i nostri pensieri possiedono la forza più distruttiva o la più bonaria di tutte le forze della natura. Ma, sfortunatamente, stiamo agendo usando solo pensieri distruttivi.

Pertanto, né le misure preventive nella lotta contro i coronavirus né l’invenzione di nuovi antibiotici ci aiuteranno. Se non sarà questo virus, allora ne apparirà un altro. Dobbiamo finalmente capire che dobbiamo curare le relazioni tra le persone. Se le nostre relazioni e i nostri pensieri diventano buoni, allora nessun virus vincerà.

I pensieri poco gentili sugli altri o la disunione si vestono nel corpo umano e si manifestano come malattia. Questa è una malattia di altissimo livello da cui non siamo in grado di difenderci perché non abbiamo potere sui nostri pensieri. Non sappiamo chi stia pensando a cosa e non possiamo controllare nemmeno i nostri pensieri.

Pertanto questo è un grosso problema. Bisogna insegnare come controllare i propri pensieri in modo che siano buoni per tutti. Questo è l’unico modo attraverso il quale possiamo sconfiggere tutti i virus. Per tale correzione, abbiamo bisogno della scienza della Kabbalah poiché non c’è altro modo.

Dopotutto la natura egoistica umana ci fa pensare solo a noi stessi, quindi per insegnare a una persona a pensare agli altri sono necessarie una scienza speciale, un metodo unico e un lavoro in gruppo. Sembra così semplice, ma è l’opposto assoluto della natura umana.

Quando cominceremo a correggerci, vedremo che il mondo cambierà in relazione a noi. Cominceremo a sentire che intorno a noi esiste un potere speciale chiamato luce superiore, che agisce e organizza il mondo intero nel miglior modo possibile. Entriamo in questa forza e viviamo in essa, e quindi non abbiamo paura di alcun coronavirus o altre malattie.

Un mese fa a Tel Aviv si è tenuto un grande congresso kabbalistico internazionale. Ogni giorno abbiamo temuto che il Ministero della Salute ci vietasse di partecipare al congresso.

Dopotutto, si trattava di un incontro con oltre 5.000 persone riunite in una grande città, sedute insieme, durante il quale si sono abbracciate, hanno mangiato allo stesso tavolo, hanno respirato la stessa aria e hanno trascorso tre giorni nella stessa stanza. Tutta l’aria era piena di virus diversi, ma nessuno si è infettato.

Questo perché attraverso la nostra connessione abbiamo effettuato la vaccinazione e la disinfezione più corrette ed efficaci. Questo può servire come esempio per l’umanità di come la forza dell’unione purifica, risolve e santifica tutto.

Per il fatto che vogliamo unirci in un unico pensiero, per un solo obiettivo, creiamo un campo di forza, ognuno con il nostro pensiero. Il pensiero è potere. Collegando tutte le nostre forze, creiamo un campo di forze, che è il più alto di tutti i campi esistenti nel mondo, fisico o biologico.

Se imposteremo questo campo sopra di noi, desiderando che ci colleghi, e se tutti vorremo connetterci a questo campo e diventare “come un solo uomo con un solo cuore”, tutti come amici e fratelli, allora nulla potrà farci del male.

Funziona così, perché il pensiero dell’uomo è l’impatto massimo che si possa fare. Pertanto, distrugge tutti i virus esistenti sotto di lui ai livelli inferiori: inanimato, vegetale e animato. Questo campo irradia amore e unione che insieme creano una forza positiva globale che distrugge tutti i fattori negativi.

Pertanto non c’è niente di cui aver paura. Possiamo bere il veleno, ma se abbiamo lo scopo di avere una connessione corretta con il campo spirituale, allora nulla può farci del male. Le persone possono proteggersi essendo in buoni contatti con noi, e allora riceveranno costantemente un antivirus che li proteggerà dalle malattie. Vi auguro buona salute!

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Dalla trasmissione di KabTV “Il mondo e l’epidemia di Coronavirus”, 03/03/2020

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Il Coronavirus è diventato un problema per l’umanità su scala globale. Il bilancio delle vittime del virus che ha avuto origine in Cina e che si è sparso attraverso il mondo, ha già superato le 3.000 persone. Come dovremmo relazionarci a questo problema?

Sul cammino del nostro sviluppo incontriamo numerosi problemi e appaiono sempre nuovi virus e nuove malattie. A causa del riscaldamento globale la terra evapora e ogni giorno scopriamo qualcosa di nuovo. Potremmo assistere al ritorno di malattie che sono esistite nel lontano passato, da 50.000 a 100.000 anni fa.

Non possiamo sapere da dove proviene il nuovo virus. All’epoca non c’eravamo poiché l’umanità esiste su questo pianeta consapevolmente solo da pochi millenni. Questo è il motivo per cui possiamo aspettarci la manifestazione di un incremento su larga scala di nuovi virus e batteri.

La saggezza della Kabbalah fornisce dei mezzi semplici di protezione: non abbiamo nulla da temere se siamo uniti. Per mezzo della nostra unione creiamo un posto e la forza che uccide tutti i virus. Provate e vedrete.

Per esempio, recentemente nel cuore di Tel Aviv si è tenuto un congresso mondiale di Kabbalah. Vi hanno partecipato più di 5.000 persone da 78 paesi diversi. Siamo stati insieme per i tre giorni del congresso principale, ma anche prima e dopo, per un totale di 10 giorni. Nessuno si è ammalato o ha preso un raffreddore.

Il fatto è che noi abbiamo un vaccino, uno speciale agente disinfettante che elimina tutti i microbi: la nostra unione. Questa è la forza della natura che agisce contro tutte le forze del male. Se la gente vuole unirsi e stare insieme non teme alcun virus, poiché ha un vaccino che uccide tutti i virus sia materiali che spirituali.

Ecco perché non ho avuto dubbi se partecipare a questo congresso. Alcuni avevano suggerito di annullare il congresso o almeno di limitare l’accesso alla gente che ha bisogno di evitare grandi assembramenti per paura di probabili infezioni, come le madri che allattano o le persone con malattie croniche.

Comunque, ero fiducioso che un congresso di questo genere non avrebbe fatto male alla salute. Noi abbiamo il rimedio per tutti i virus, abbiamo solo bisogno d’imparare come usarlo e non è semplice.

Le persone hanno bisogno d’imparare come utilizzare la connessione fra loro, quella che può eliminare e disinfettare tutte le infezioni e uccidere i virus che esistono a livello biologico e spirituale. Questo può sembrare mistico ed irreale ma il rimedio per tutte le malattie e per tutti i problemi è proprio la connessione tra le persone. Questo perché la nostra unione avviene al livello più alto possibile di questo mondo.

In Natura ci sono quattro livelli: minerale, vegetale, animato e umano. A livello minerale, vegetale e animato la Natura esiste nel modo in cui fu creata, senza cambiamenti. Ma a livello umano noi possiamo influenzare ciò che accade. Se costruiamo delle buone relazioni tra di noi ci passiamo energia e forza uno con l’altro e perciò è come se ci vaccinassimo dai cattivi pensieri, dai problemi e dalle cattive relazioni. Se non correggiamo le cattive relazioni tra le persone stimoliamo la proliferazione e la manifestazione di vari virus e di disastri naturali: vulcani, eruzioni, tsunami, tifoni e altro. Ogni cosa dipende dalla relazione tra la gente perché esistiamo a livello più alto della Natura. Ecco perché il nostro comportamento uccide la Natura, o al contrario, le ordina di migliorare.

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Dalla trasmissione di KabTV “Il mondo e l’epidemia di Coronavirus”, 03/03/2020

Elevare il punto nel cuore

Da Rabash, “TANTA [Taamim, Nekudot, Tagin, Otiot]”: Taamim [sapori] significa che chi vuole assaporare un buon sapore nella vita dovrebbe prestare attenzione al proprio punto nel cuore.

Ogni persona ha un punto nel cuore, anche se non brilla. E allora,in quel caso, è piuttosto un punto nero. Il punto nel cuore è un discernimento della Nefesh [anima] di Kedusha [santità], la cui natura è un vaso di dazione.

Tuttavia, si trova in uno stato di Shechina [Divinità] nella polvere, nel senso che una persona la considera come nulla. Invece, per lei è importante quanto la polvere. Questo si chiama Nekudot [puntini/punti].

Il punto nel cuore è davvero come la polvere, come qualcosa di abbastanza insignificante, senza nessuna importanza. Tuttavia, esiste necessariamente in ognuno di noi, ed è da esso che possiamo costruire la nostra anima.

Il punto nel cuore si accende in tutti e ci spinge a qualcosa. Mostra a una persona l’insignificanza del suo stato, i problemi, l’inutilità e il vuoto. Conduce il mondo intero. Dobbiamo esaminarlo e iniziare ad elevarlo, cioè arrivare alla comprensione che nella qualità egoistica dell’accoglienza non saremo in grado di riempirci in alcun modo. Il mondo sarà continuamente distrutto e non saremo in grado di fare nulla al riguardo.

L’unica cosa che possiamo fare è iniziare ad attribuire importanza al punto nel cuore. Sembra nero nella nostra percezione perché non vogliamo essere nella qualità della dazione. Resistiamo e non vogliamo capire cosa sia realmente.

Questo punto è il desiderio di spiritualità, il desiderio di unione, il desiderio per la dazione. Tuttavia, non abbiamo desiderio per la dazione in noi. Pertanto, brilla di luce nera, portando un senso di oscurità nella nostra vita. Questo sentimento spinge una persona a cercare la realizzazione, a cercare il senso della vita, dalla sofferenza, dall’insignificanza e dal vuoto.

Non appena inizieremo a svilupparlo, sentiremo che è di primaria importanza, perché attraverso esso entriamo in una realtà completamente diversa: il mondo spirituale.

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Dalla lezione n.O del Congresso Mondiale di Kabbalah in Moldavia, 5/09/2019, “L’arrivo al Congresso

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Perché la Coca-Cola è più accessibile dell’acqua?

Domanda: Perché è più facile trovare una lattina di Coca-Cola fredda che un bicchiere d’acqua fresca?

Risposta: La Coca-Cola è più conveniente, più economica e più disponibile per noi di un bicchiere di buona acqua pura, perché qualcuno ne trae profitto.

Inoltre, l’egoismo delle persone, delle imprese produttrici, fa pressione per rendere i loro prodotti accessibili a tutti. Sanno che non possono guadagnare da un bicchiere d’acqua come da una lattina di Coca-Cola, quindi l’azienda che produce la Coca-Cola si fa pubblicità per fare soldi.

Tuttavia, se per mezzo di una consapevolezza mondiale, ci rendessimo conto di cosa è utile per noi, e disprezzassimo il resto, eliminando tutto ciò che non serve e usando solo le cose necessarie, allora, naturalmente, e nel corso di una sola generazione, saremmo in grado di allevare una nuova generazione che disprezzerebbe la Coca-Cola e ogni tipo di cibi malsani, dolci, ecc.

Quindi, cresceremmo una nuova generazione sana, senza cibo geneticamente modificato e senza veleni come la Coca-Cola e simili.

Dopotutto, se l’egoismo scomparisse dal mondo, nessuno trarrebbe beneficio dal produrre cibi velenosi. Nessuno ne trarrebbe alcun beneficio. La società dovrebbe condannare tutte le aziende che agiscono in questo modo. La società deve fare attenzione a proteggere tutti i suoi membri dalla distribuzione di cibo velenoso.

Ma poiché non ci amiamo tra di noi, non ci importa della salute degli altri. Di conseguenza, naturalmente, ci sono quelli che vendono i veleni, pubblicizzano i veleni, e ci sono quelli che sotto l’influenza di questi annunci cominciano a comprarli, li usano e consumano questi veleni.

Il nostro egoismo ci spinge a fare tutte le cose cattive. Finché non impareremo a limitarne i danni, berremo veleni e saremo sempre più lontani da un sano tenore di vita.

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Dalla tavola rotonda delle opinioni indipendenti, Berlino 09/09/2006

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