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La posizione finanziaria Giapponese peggiora di giorno in giorno

Opinione: S&P ha comunicato nell’intervista a Bloomberg che la posizione finanziaria del Giappone peggiora di giorno in giorno, di secondo in secondo, però finora il peggioramento della situazione è stato graduale, per questo la decisione dell’abbassamento del rating non sarà preso in un giorno solo.

Il debito del Governo giapponese crescerà più velocemente di quanto avesse previsto il Ministero delle finanze. L’anno finanziario passato si concluderà il 31 marzo 2012 e il prestito del paese supererà 12,8 trilioni di dollari. La grandezza nominale del debito del Governo giapponese è inferiore soltanto a quello degli USA, dove questo indicatore si avvicina a 15 trilioni di dollari. Riguardo al rapporto tra debito di Governo e grandezza dell’economia, il Giappone occupa ugualmente il secondo posto. Il suo debito di Governo arriva al 199% del PIL.

Il mio commento: Nel 2012 tanti paesi “strisceranno” verso il Giappone e gli Usa. La crisi comune obbligherà il mondo a riguardare il suo rapporto verso la vita, vivere in uguaglianza del “dare e ricevere”, vivere per riempirsi con il riempimento superiore, la rivelazione dell’esistenza al livello di Adamo, in dazione comune e ricezione in un desiderio comune. In questo l’umanità rivelerà il prossimo livello dell’esistenza: il mondo della verità e della perfezione.
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Prendiamo il giusto percorso verso l’unità

Domanda: Che cosa pensa sugli eventi attuali, sulle attuali tendenze, e in particolare, come si sente dopo lo sviluppo dei fatti accaduti un paio di giorni fa in Cile e in Inghilterra?

Sfortunatamente, tra non molto il mondo intero sarà coinvolto in un grandissimo caos, perché non esiste alcun rimedio per quello che sta succedendo, e nessuno lo può trovare. Perché non aspetta finché le persone si rendano conto che niente è d’aiuto, e allora saranno interessate ad ascoltare?

Tanti anni fa, quando occupava il posto di Primo Ministro in Gran Bretagna, lo storico Gordon Brown insieme con altri influenti individui, disse che il mondo è soltanto uno. Loro avevano capito che l’unificazione di tutte le persone avrebbe portato al mondo la soluzione a tutte queste domande e crisi. Perché, allora, non hanno risolto queste questioni attraverso l’unificazione, introducendo una nuova rinascita e promulgando la garanzia mutua, proprio come fa lei?

Risposta: Attraverso tutta la storia del mondo, l’umanità è andata avanti a forza di gomitate dall’egoismo che si è sviluppato individualmente in ognuno di noi. Abbiamo aspirato a realizzarlo e a riempirlo. La nostra intera esistenza si è basata su questo. Ma in questi tempi la natura non ci sta più guidando a sviluppare ancora l’egoismo perché questo è già arrivato al suo massimo sviluppo e ci ha mostrato la sua vacuità negli ultimi cinquant’anni.

Il nostro egoismo è diventato interconnesso ed è per questo che stiamo scoprendo di essere interconnessi. È quello che chiamiamo il “mondo globale”. In realtà non è il mondo ma siamo noi che siamo diventati globali. E quindi, come sostengono gli scienziati, non dobbiamo svilupparci egoisticamente, ma globalmente, cioè dobbiamo correggere le connessioni tra di noi.

È qui che si sono bloccati gli scienziati del mondo perché nessuno al mondo sa cosa fare. E più disordini sorgono nel mondo, più significa che il mondo ha bisogno di una correzione urgentemente.

Una volta che il mondo sarà diventato globale e interconnesso, sarà governato da due forze: non soltanto la forza dell’egoismo che ci spinge in avanti sistematicamente, dal programma della natura, nel modo in cui ha fatto attraverso la storia del mondo; ma anche attraverso della forza dell’attrazione verso il traguardo -al nostro stato unificato. Comunque, dobbiamo costringere questa forza a influenzarci in maniera similare a come un bambino potrebbe rimanere una bestia se non aspirasse a diventare un adulto.

Il metodo della Kabbalah è inteso per evocare in noi la forza che aspira in “avanti”, verso l’unità. Altrimenti subiremmo unicamente la pressione della forza negativa “dal dietro”, che evocherà ancora delle sofferenze globali, fino alle guerre. È per questo che la Kabbalah è rivelata precisamente in questi tempi. Tutti i Kabbalisti hanno scritto su questo. Guardate per esempio gli articoli di Baal HaSulam “La rivelazione della Santità”, “Garanzia Mutua“, “Pace nel Mondo”.

Inoltre, dobbiamo capire che più sofferenza è espressa nel mondo sotto l’influenza della forza negativa che ci spinge avanti, più ci indica che il mondo ha bisogno di una forza che lo spinga in avanti, verso l’unificazione che non accadrà come risultato di una forza che ci insegue, ma dal giusto percorso, dalla buona forza che ci fa avanzare.

Giacché la nazione d’Israele è stata creata con il metodo delle persone in unità, d’accordo con il principio di “Ama il tuo prossimo come te stesso”, perciò anche cadendo da questo livello morale, ha mantenuto un “gene altruista” che può evocare una forza che accelera il processo e muove le persone in avanti, verso l’unità. Ma se Israele non evoca questa forza e il mondo si muove verso il traguardo sotto la pressione della sofferenza, allora le nazioni del mondo sono nel giusto nel dichiarare che Israele è la fonte di tutte le sofferenze del mondo.

Anche se questa nazione non ha scelto di essere il conduttore del metodo della correzione, è incapace di liberarsi da questa missione. Le sofferenze delle nazioni del mondo evocheranno una pressione cosi forte cosi come una tale furia verso Israele, che Israele si verrà obbligato a diventare il capo nella correzione del mondo.
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Risuonare sfiorati da un soffio che viene dall’ Alto

Dalla lezione N°2, a Mosca

Nella kabbalah c’è un grande problema: Questa scienza si descrive con un linguaggio allegorico ed è scritta in maniera assai difficile da interpretare.

Con certi esempi, con certe espressioni, comunicando con gente di questo mondo, i kabbalisti cercano di raccontare cosa bisogna fare per arrivare nel mondo superiore, tentando anche di confidare qualcosa a proposito di quel mondo, e di quelle qualità verso le quali bisogna tendere.

Questo è un linguaggio molto, molto complesso. Bisogna continuamente cercare di tradurlo interiormente in un linguaggio dei sentimenti, fino a quando ad ogni parola corrisponde nell’ uomo il giusto sentimento. Ogni parola deve “pizzicare” dentro di me una certa corda e provocare nel mio interno una risonanza.

Fino a quel momento il testo ci risulterà incomprensibile, assolutamente estraneo, non ci riguarderà, non si adatterà a noi e noi a lui.

Dobbiamo trovare il modo di sentire quello che l’ autore ci vuol comunicare. Questa è la cosa più importante. La lettura di un testo kabbalistico è come l’ accordatura di uno strumento musicale. Se l’ accordiamo come si deve, allora immancabilmente quest’ istrumento incomincerà a suonare da solo.

Si dice che il Re Davide aveva un’ arpa appesa alla parete, e a mezzanotte, quando il vento del nord arrivava nella stanza, l’ arpa suonava.

E così è con noi. Se ci accordiamo giustamente con la forza esterna, incominciamo a sentire la sua azione, il suo desiderio, coincidiamo con le sue caratteristiche, entriamo in risonanza e incominciamo a vibrare come lei. A questo dobbiamo arrivare.
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(Da una lezione di uno scritto del Rabash. 16.01.2011)

Insieme senza perdite

Nei tempi passati i kabbalisti andavano ognuno per conto proprio, ed era per loro molto difficile. Si dice anche che su un migliaio di persone che si occupavano di kabbalah, solamente uno arrivava alla luce.

Ma oggi, con la giusta organizzazione dell’ ambiente circostante, possiamo muoverci praticamente senza perdite, senza perdere i nostri compagni per la strada.

Ciò dipende soltanto dall’ essere capaci di creare tra di noi un nostro comune desiderio, al di fuori di noi. Per questo motivo è così importante la “preghiera di molti“, quando noi, tutti insieme, cerchiamo di riunire in uno tutti i nostri desideri, in modo che con il loro aiuto possiamo attirare su di noi l’ influsso di quell’ unica Forza che riempie lo spazio e che si può manifestare riunendoci tutti, essendo tra tutti noi.

Scoprire questa essenziale, basilare Forza della Natura, significa scoprire il Creatore, siccome essa è primaria e noi suoi prodotti.

Come destare l ‘influsso di questa Forza, in modo ch’essa fruttifichi, ci tragga fuori da noi stessi, così che noi, come un bambino che esce dal ventre materno, incominciamo a percepire ciò che si svolge al di fuori di noi? Dobbiamo invocare questa Forza per nascere. Essa ci costringe a fare tutto il possibile, e noi e tutti quelli che sono con noi, per “spingerci” nella luce.

Perciò è indispensabile la “preghiera di molti“. Insieme dobbiamo arrivare alla presa di coscienza di questa necessità. E naturalmente allora vedremo e sentiremo tutto quello che effettivamente succede nel mondo. Tutte le cause, tutte le attività, tutto ci sarà subito chiaro. E noi stessi ci scopriremo nati nella percezione di un nuovo mondo, non più identificandoci col corpo, ma vivendo uniti a quell’unica e sola Forza che riempie tutto lo spazio.
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(Da una lezione di uno scritto del Rabash. 16.01.2011)

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L’ amore sopra l’ odio

Congresso nel deserto di Arav. Israele. Lezione 1°

E’ molto difficile poter riunire due mondi. Come riuscire a stabilire tra di noi una interconnessione tale che aiuti a correggere le nostre anime ?

Oggi noi, riunendoci, realizziamo praticamente la Kabbalah. Generalmente alla Kabbalah si attribuiscono inviti agli spiriti, amuleti, intrighi con le forze occulte.

Ma in realtà la vera Kabbalah esiste quando tutti insieme cerchiamo di promuovere l’importanza dell’ unione fra la gente, in modo di arrivare alla rivelazione del Creatore, la forza della donazione, fra di noi.

Siamo tutti egoisti, nessuno di noi ha la forza della donazione, ma noi vogliamo che essa discenda su di noi e riempia tutto lo spazio che adesso è pieno di avversione e di odio. Siamo nati così, non abbiamo avuto la possibilità di scegliere la nostra natura. Nella Torà è detto: “L’impulso nel cuore dell’uomo è cattivo fin dalla sua giovinezza”.

Dopo, quando incominciamo, sia pur lentamente, ad unirci tra di noi, non solamente così come capita, ma in modo che ci si riveli il Creatore, forza universale di unione, noi ci occupiamo della scienza pratica della Kabbalah. Si tratta dell’ attività più proficua per la correzione delle anime.

Si possono imparare tutti i libri a memoria, riuscir bene in ogni cosa. Tutto questo non aiuta. Fino a quando l’ uomo non incomincerà a fare delle azioni concrete per promuovere l’ unione con gli altri, nonostante la riluttanza e la ripulsa, non capirà quanto è cattivo l’ impulso del suo cuore.

Nel Libro dello Zohar si racconta dei compagni di rabbi Shimon, che incarnavano le dieci Sefirot originarie nel capo di Arich Anpin, all’ altezza delle stesse fondamenta del mondo.

Secondo le loro stesse parole, prima dello studio, prima della rivelazione della luce, essi si odiavano, non potevano sopportarsi l’ un l’ altro e non riuscivano a guardarsi. Situazione da capogiro.

Eppure si siedono attorno al libro, sapendo che quest’ odio così forte è stato loro mandato dall’ alto. E’ stato loro dato il Libro dello Zohar affinché col suo aiuto incomincino ad unirsi al di sopra dell’ odio, del rigetto, come sta scritto: “Ogni crimine sarà coperto dall’ amore”.

L’ amore non dovrà estirpare il crimine ma sovrapporsi ad esso, essere talmente forte da ricoprire l’ odio.

Dentro di noi è stato depositato un gran desiderio di godimento, totalmente egoistico, ribollente, e questo rimane. Ma sopra di esso noi possiamo ricoprire tutto l’ odio con l’amore.
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(Dalla I° lezione al congresso di Arav. 30.12.2010)

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Che la luce continui il suo corso

Lo studio della Kabbalah ci da la connessione coi mondi superiori. La frattura fra noi e il mondo spirituale è un abisso, una barriera, una parete di ferro che non si può rimuovere, solamente la luce superiore la può annullare. Per questo motivo non possiamo collegarci col mondo superiore, spirituale, salvo studiando alla loro vera fonte le opere del Rashbi, Ari, Baal HaSulam, Rabash. Solo grazie a questo lavoro ci viene la Luce proveniente dalle fonti.

Dobbiamo continuare a studiare le loro opere, dando modo così alla luce di continuare il suo lavoro.

E sentirete che quell’unità che abbiamo raggiunto durante il Congresso, si estenderà dal suo inizio fino alle 10 Sefirot, fino a raggiungere il massimo. Io mi aspetto che ciò avvenga molto presto, con ciascuno dei partecipanti al Congresso.

Noi ancora sentiamo l’ intensa fusione reciproca che siamo stati in grado di raggiungere: uomini, donne e persino bambini ! Ognuno di noi si è procurato un recipiente più grande e profondo, poliedrico e composito, nel quale può già predisporsi a ricevere la luce.

E se adesso, dopo il congresso, viviamo in una stessa tematica, studiando nelle lezioni le opere dei kabbalisti, saremo collegati a quella stessa luce ch’esse portano in sè. E, oltre a ciò, ci collegheremo con tutti i compagni che nello stesso giorno, nel corso delle stesse 24 ore, studiano insieme con noi quello stesso materiale.

Niente ci può unire di più che una presenza quotidiana alle lezioni.

Grazie al fatto che noi, ogni giorno, attiriamo sempre nuove e nuove parti dal mondo circostante – quello al quale abbiamo dato vita al Congresso, quella famiglia che noi abbiamo “gettato nella terra” – continua a svilupparsi, a darci le sue 10 Sefirot. E in esse percepiamo la Luce Superiore, la rivelazione del Creatore.

Noi ci troviamo ad un passo da tutto ciò. Questo processo di accumulazione, com’è scritto “soldo dopo soldo, si mette insieme un grosso capitale”, ed il fatto che al Congresso si sia creata quell’unità, quella grande connessione fra tutti noi, è proprio un grande risultato. Questo è veramente l’inizio di una nuova tappa del nostro sviluppo spirituale.
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Il Giornale Maariv sul Congresso

Uno dei più letti quotidiani israeliani ha pubblicato un lungo articolo sul recente Congresso:

Dall’articolo:
Roberto dal Messico sale sul palco in fondo all’enorme sala, gremita di migliaia di partecipanti. Stà lacrimando e non riesce a parlare.

Improvvisamente prorompono le parole, quasi avesse trovato la giusta corda. “Voi siete la mia famiglia – dice – io non posso vivere senza di voi”.

La gente piange e continuerà a piangere anche quando Alexander dalla Russia proporrà a tutti di riunirsi nel buono dentro di loro e anche quando Ruben dagli USA chiede di chiudere gli occhi e pensare a questo giorno particolare.

Corrispondente:
Non riesco a capire perché la gente piange. Tu lo capisci ?

Sasha Demidov:
Perché non si aspettavano tanto calore, né che qui ci fosse tanta comunanza e tanta autenticità. E’ come se ti rendessi conto di avere un figlio. E tu non lo sapevi che lui c’è, che è così simpatico, che lui è il più bello e il più forte.

Ecco cosa provo io, quando vedo qui gente dal Giappone e dalla Turchia, gente che dice che noi siamo i più vicini a loro. Io non ho pianto perché non sono così sentimentale, ma ho sentito che mi veniva a mancare il respiro.
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La vita nel flusso della luce infinita

Tutta la nostra storia è evoluzione in questo mondo in un corpo fisico, ma adesso noi dobbiamo costruire il nostro corpo spirituale, e costruirlo da soli !

Nel nostro mondo mi hanno generato padre e madre, mi hanno fatto crescere, mi hanno procurato l’istruzione, fino a quando non sono stato in grado di fare da solo.

Nel mondo spirituale bisogna fare lo stesso, Anche li abbiamo un padre e una madre spirituali (Aba ve Ima), e un ambiente spirituale circostante che ci aiuta nello sviluppo. Ma noi dobbiamo anticipare tutto ciò col nostro desiderio.

Il problema è dove trovare questo desiderio?! A questo scopo ci viene fornita la scintilla spirituale ( “il punto nel cuore” ), un piccolo desiderio verso lo spirituale. E grazie a lui ci possiamo evolvere, e grazie a chi ci circonda, – il gruppo kabbalistico – e la forza superiore che si chiama – Aba ve Ima – (padre e madre).

Noi già li abbiamo, li stiamo scoprendo. Li possiamo anche chiamare “Creatore”, che agisce su di noi tramite due forze: “Hassadim” e “Chokhmà”, una forza di compassione, e una forza che ci appesantisce lungo il cammino, come facciamo noi coi bambini, dando loro dei compiti.

Queste due forze, “l’aiuto” e “l’aiuto contrario” ci vengono incontro e ci insegnano cosa bisogna fare per progredire. . Se noi organizziamo in tal modo il nostro sviluppo, possiamo avanzare velocemente, e ciò dipende solo da noi, siccome nel mondo dello spirito non esiste il tempo !

Incominciamo a scoprire queste forze, attive nella natura – Padre e Madre – positivo e negativo. Quando ci innalziamo fino al “primo gradino spirituale”,allora incominciamo a sentirci immortali e completi.. Infatti non dipendiamo più dal nostro corpo! Incominciamo a comprendere tutto , restituendolo, al di fuori di noi. Io mi collego e riunisco con tutti, ed essi divengono il mio spirituale recipiente.

Se nel mondo fisico ricevevo tutto solamente dentro di me, quanto potevo, e quand’ero pieno non provavo più piacere, il piacere spirituale, invece, lo provo solamente quando e quanto do all’ altro! E l’altro ad un terzo.

E così ci doniamo vicendevolmente, e perciò questo flusso continuo non interrompe mai il godimento. Questo si chiama il sentimento della vita eterna.

Luce eterna

In ognuno di noi entra tutta la luce dell’ Infinito, ed ognuno prende da Lui solo l’indispensabile per la propria esistenza e ridà questa luce infinita ad altri. Se noi esistiamo in questa forma, allora ci sentiamo nel mondo dell’Infinito, senza limiti, e riempiti di tutta la luce del Creatore.

A questo vuole portarci la “scienza della Kabbalah, che perciò si chiama così (“kabbalah” significa ricevere ). Essa c’insegna come ricevere il tutto e come percepire la vita infinita e perfetta qui e adesso, durante questa vita.
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(Dalla prima lezione del Congresso 09.11.2010)

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